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La.Stampa.27.07.2015.By.PdS .pdf



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Oggi in edicola con La Stampa

*

12

3

GLI INCIDENTI

LA FINE DEL CONCORDE 15 ANNI FA

Eccocosafare
persalvare
unuomoinmare

Attraversarel’Atlanticoin200 minuti EroseJovanotti
Inuoviprogettiperivolisupersonici alSanPaolo
perPinoDaniele

Cresci e Villa A PAGINA 15

COME 21 ANNI FA

Vittorio Sabadin A PAGINA 26

Roberto Pavanello A PAGINA 28

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867

*

LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015 1 ANNO 149 N. 205 1 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

IL SUMMIT DELLA FARNESINA

A settembre in Commissione al Senato le proposte di Sacconi e Ichino: proteste solo col 50 % dei consensi

NEL GRANDE CAOS

Scioperi, verso il giro di vite
“Mai più Pompei e Fiumicino”

Quel padre
che non cerca
vendetta

L’anno scorso i servizi pubblici sono stati bloccati 2084 volte

S

LA DIPLOMAZIA
È VITALE PER NOI
STEFANO STEFANINI

L

a diplomazia non è una
cosa astratta. Lo sa
bene qualsiasi italiano
in giro per il mondo. Lo sa
l’imprenditore che chiede
d’urgenza un visto per il
partner algerino, come il turista sfortunato che sabato
pomeriggio smarrisce il
passaporto a San Pietroburgo.
Lo sa Matteo Renzi che si
è accorto quanto conta avere un’Ambasciata efficiente
dietro le spalle quando si
reca a Washington o a Gerusalemme.
Lo sanno i nostri amici - e
concorrenti - che dopo aver
chiuso i loro padiglioni all’Expo ci chiederanno più
presenza dell’Italia in Azerbaigian o in Vietnam. Lo
sanno i partners europei ai
tavoli di Bruxelles. Lo sanno i nemici che mettono le
bombe contro i nostri uffici
al Cairo o a Tripoli.
A leggere, su queste colonne, il vibrante appello di
Emma Bonino, Lucio Caracciolo, Marta Dassù e
Pier Ferdinando Casini,
vien il dubbio che non lo
sappiano, collettivamente,
sessanta milioni d’italiani e,
peggio, le istituzioni che li
rappresentano. Siamo troppo esposti al resto del mondo per chiuderci a guscio; i
nostri interessi, economici,
di sicurezza, culturali, non
si affermano per inerzia. Le
certezze di oltre mezzo secolo, Europa, Atlantico, Nazioni Unite, restano ma non
bastano. L’Italia ha più che
mai bisogno di politica estera. La rendono necessaria
le insicurezze e tensioni interne all’Europa e l’instabilità che ci circonda, dalle
sponde del Mediterraneo ai
nervosismi balcanici, dalle
pianure ucraine alle ondate
migratorie.
CONTINUA A PAGINA 24

Renzi, a colpi
di fiducia anche
coi nuovi arrivi

Sugli scioperi si va verso
una stretta per evitare che si ripetano i casi Pompei e Fiumicino. A settembre arriveranno in
Commissione al Senato le proposte di Sacconi e Ichino: proteste solo col 50% dei consensi.
Nel 2014 i servizi pubblici sono
stati bloccati 2084 volte.

Fabio Martini A PAGINA 7

Baroni e La Mattina ALLE PAG. 2 E 3

RETROSCENA

1

Ènataunanuova
coscienza
deiconsumatori
MASSIMO RUSSO

N

on ci stiamo più a recitare
il ruolo di scudi umani. E
per la prima volta la tecnologia ci offre gli strumenti per
fare massa, rafforza una richiesta
di diritti e una sensibilità critica
che nel secolo scorso avremmo
chiamato coscienza di classe.
CONTINUA A PAGINA 3

IL TEDESCO IN TESTA DALL’INIZIO ALLA FINE: DEDICO LA VITTORIA A BIANCHI. KVYAT E RICCIARDO SUL PODIO

Riscatto Ferrari, Vettel domina in Ungheria

9 771122 176003

ELENA LOEWENTHAL
econdo un antico e bellissimo mito, quando Iddio creò l’uomo gli angeli se la presero, quasi si arrabbiarono. Forse per invidia
forse per paura, Gli domandarono: «Che cosa mai è l’uomo, che Tu ti ricordi di lui?»,
come sta scritto in Salmi 8, 5.
Anche questo è l’uomo,
nonostante tutto il male che
si dice di lui: un padre orbato
della figlia nel modo più terribile, che invece di covare
rancore, invece di coprire il
dolore con la nebbia opaca
del desiderio di vendetta si
dichiara pronto ad aiutare la
figlia dell’assassino, bisognosa di cure.
CONTINUA A PAGINA 24

Laura Secci A PAGINA 13

AUTOSTRADE

“Così ho vinto
la mia sfida
alla Merkel”
FRANCESCO MAESANO

C’

HOCH ZWEI/IPP

è una ragazza a Ercolano che è riuscita a
procurare un mal di
testa ad Angela Merkel. Ventotto anni, laureata a febbraio
in Scienze politiche alla Federico II di Napoli, una tesi sui
rapporti tra Italia e San Marino, Annarita Amoroso ha vinto la sua battaglia contro il governo tedesco che, dal prossimo gennaio, proverà a imporre un pedaggio autostradale
solo agli stranieri. «Ero fresca
dell’esame di diritto europeo
e ho inoltrato la petizione al
Parlamento europeo».

Secondo successo stagionale per Sebastian Vettel dopo quello dello scorso 29 marzo in Malesia Bianco e Mancini DA PAGINA 31 A PAGINA 33

CONTINUA A PAGINA 12

Se la Spagna cancella Il Papa: liberate Dall’Oglio
il monarca democratico Ostaggio dove Dio non c’è
50727

IL CASO ASTI

MIMMO CÁNDITO

DOMENICO QUIRICO

V

H

ia, far fuori un re era un’impresa che, finora, aveva richiesto i solenni furori d’un Robespierre, o
di pochi altri, comunque, come lui. A farlo oggi,
invece, ci si è messa una giovane alcaldésa di Barcellona, e si capisce bene quanto mutati siano i tempi: certo,
questo suo re era ormai un pensionato, un ex re insomma, un povero Juan Carlos acciaccato dall’artrosi e da
mille guai giudiziari.

o pensato spesso in questi due anni a padre
Dall’Oglio prigioniero, sequestrato, scomparso. Ostaggio di formazioni islamiste in quello
che è il califfato. Ieri il Papa ne ha invocato il ritorno.
Non ho informazioni ipotesi tracce rumori, niente: solo la certa speranza che è vivo e tornerà. Sempre lo
immagino, mi appare con vivezza folgorante, stranamente tranquillo, sereno, calmo.

CONTINUA A PAGINA 11

CONTINUA A PAGINA 24

Enrico Caporale A PAGINA 11

Galeazzi e Pinna A PAGINA 8

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Attesa
Uno sciopero
dei mezzi
pubblici
a Roma:
la gente
ferma
sotto le
pensiline
è uno
spettacolo
che si ripete
troppo
spesso

I casi
che
fanno
discutere
1 Venerdì 25

luglio la brutta
sorpresa a Pompei: i turisti non
possono accedere agli scavi
per un’assemblea sindacale
indetta da una
sigla minore.
Alla fine è il
soprintendente
ad aprire
i cancelli

1 I macchini-

sti della metro
di Roma, invece,
rallentano la
corsa dei treni
per protesta
contro il nuovo
sistema di bollatura delle entrate e delle uscite.
Risultato: passeggeri stremati
e convogli strapieni

1 Critiche

pesanti dal
premier anche
per i dipendenti
Alitalia, anche
loro in sciopero
il 25 luglio: «Fa
male vedere
questo dopo le
notti insonni
passate per non
far fallire la
compagnia»

CRISTIANO MINICHIELLO/AGF

Scioperi a tappeto, arriva la stretta
In autunno nuove regole: lo stop dovrà avere il consenso di almeno metà dei lavoratori
PAOLO BARONI
ROMA

re una sorta di concorrenza sleale alle sigle maggiori.

Il giro di vite sugli scioperi potrebbe maturare a settembre.
Dopo la pausa estiva, infatti, la
Commissione affari costituzionali del Senato, esaurita la maratona infinita sulle grandi riforme, dovrebbe mettere in calendario il disegno di legge presentato nel febbraio del 2014
dall’ex ministro del Lavoro
Maurizio Sacconi e quella più
recente a firma del senatore Pd
Pietro Ichino. L’obiettivo è quella di evitare una volta per tutti il
ripetersi di proteste selvagge,
come quelle di Pompei e Fiumicino dei giorni scorsi.
La palla al Parlamento

Il governo, dopo i reiterati annunci dei mesi passati, è infatti
intenzionato a lasciar fare al
Parlamento, come ha confermato anche ieri in una intervista al «Corriere» il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Trattandosi
di materia regolata dalla Costituzione,«meglio evitare un intervento diretto del governo. In

Sacconi

Ichino

Autore
di una
proposta
di legge
del 2014

Ha
presentato
una sua
proposta
di recente

parlamento ci sono già diverse
proposte di legge, le accompagneremo verso l’approvazione
con il coinvolgimento di tutti».
Sia Sacconi che Ichino puntano
a regolamentare meglio gli scioperi nel settore dei trasporti in
maniera tale da evitare che
l’utenza sia perennemente
ostaggio di scioperi e proteste a
volte anche solo annunciate, soprattutto quelle promosse dai
sindacatini più piccoli che usano l’arma della protesta per fa-

L’idea cardine di entrambe le
proposte di legge è quella di introdurre una soglia di consenso
per rendere valida l’azione di
protesta. Sacconi ipotizza che
nel settore dei trasporti possano proclamare una agitazione
solamente i sindacati che hanno complessivamente almeno il
50% della rappresentanza. In
alternativa le organizzazioni
che anche in associazione tra
loro hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum
preventivo, che però deve registrare almeno il 30% di lavoratori favorevoli.
La proposta di Ichino prevede invece una soglia del 50% sia
per i sindacati proponenti sia
per l’approvazione con il referendum. Per l’Italia sarebbe
una grande novità, ma all’estero (dalla Germania, dove vige
l’Urabstimmung, a Regno Unito, Spagna e Grecia) questa è
una prassi ormai consolidata da
anni. Finchè in campo c’era so-

Lo sciopero virtuale

Ichino, oltre alle soglie di sbarramento, propone l’allungamento della durata degli abbonamenti per gli utenti ed il taglio dei trasferimenti alle aziende di trasporto proporzionale ai
giorni di sciopero. Sacconi invece ipotizza l’introduzione del
cosiddetto sciopero virtuale, di
rafforzare e rendere effettivi gli
interventi di rarefazione delle
proteste, che devono diventare
oggettivi «perché altrimenti come avviene nelle ferrovie ci ri-

Violante: “Attenti alle micro-sigle
A Pompei sembrava sabotaggio”

Intervista

L’ex presidente della Camera: “Sbagliato generalizzare
Le grandi organizzazioni sindacali non fanno così”

AMEDEO LA MATTINA
ROMA

L’

errore, dice Luciano
Violante, è di fare di
ogni erba un fascio, mischiando le grandi organizzazioni sindacali con micro sigle
corporative. «Mi auguro che il
presidente Renzi corregga le
sue prime valutazioni. Le critiche generalizzate non aiutano.
Sulla strada della delegittimazione reciproca - spiega l’ex
presidente della Camera - non
si trovano le soluzioni, non si
trova l’accordo e si rendono i
sindacati maggioritari meno
autorevoli. Così fioriscono
schegge che arrivano perfino
al sabotaggio. E il governo, d’altra parte danneggia sé stesso

Le due proposte

lamente la mia proposta – spiega Sacconi – non ho voluto forzare più di tanto, perché capivo
che politicamente i tempi non
erano ancora maturi. Ora che
anche il Pd con Ichino ha presentato un suo disegno di legge,
e col ministro Delrio che indica
come strada preferenziale quella del Parlamento, credo che ci
siamo le condizioni per procedere. Con la presidente della
prima commissione del Senato,
l’onorevole Finocchiaro, abbiamo parlato di metterla in calendario subito a settembre»».

perché perde autorevolezza».
Quando parla di sabotaggio a
quale episodio si riferisce?

Critico
Luciano
Violante:
«Renzi
corregga
il tiro,
generalizzare
è sbagliato»

«L’assemblea sindacale di Pompei aveva tutta l’aria di un’azione di sabotaggio. Tra l’altro in
quel caso l’ispiratore è una persona alla quale erano state ritirate le deleghe dalla Cisl ma poi
era stata eletta nella Rsu di
Pompei. Ecco perchè dico che
bisogna distinguere tra le grandi organizzazioni sindacali e chi
mira allo sfascio »
Regolare in maniera più stringente il diritto allo sciopero significa
sfidare un tabù della sinistra?

«Non credo. Intanto non ho visto
nessuno della sinistra sostenere
gli scioperi selvaggi di Pompei o
nell’Alitalia o il comportamento
degli autisti della metropolitana
di Roma. E poi tabù e totem se
non vengono superati, si autodistruggono. Lo sciopero, come
qualunque altro diritto costituzionale, non è un diritto assoluto: va contemperato con diritti
dei cittadini altrettanto legittimi
e tutelati dalla Costituzione. Nel
caso dello sciopero dei trasporti,
c’è anche un diritto alla circolazione da parte dei cittadini e di
altri lavoratori che devono re-

A sinistra
«Nessuno
s’è speso
a favore
dei lavoratori
di Pompei
o degli autisti
romani»

Diritti
«Accanto
a quello
di scioperare
c’è quello
dei cittadini
di circolare»

carsi sul posto di lavoro. Una sinistra moderna e socialdemocratica guarda all’interesse generale, non può difendere le corporazioni e il diritto di una piccola categoria che blocca un intero
sistema dei trasporti. E infatti
nessuno a sinistra li ha difesi.
Tra l’altro faccio notare che gli
episodi di cui stiamo parlando si
verificano quasi sempre in
aziende pubbliche».
Da otto anni non viene rinnovato il contratto del trasporto pubblico locale.

«E da sei anni non viene rinnovato il contratto del pubblico

troviamo con un miriade di piccoli sindacati che a turno bloccano i treni», la possibilità per i
singoli lavoratori di comunicare in anticipo l’adesione o meno
alla protesta, per consentire all’azienda di organizzare al meglio i servizi, l’obbligo di comunicare la disdetta della protesta
in tempo utile (e non all’ultimo
minuto) per informare l’utenza
ed evitare i danni dei tanti effetto-annuncio. Quindi in fatto di
sanzioni, l’onere della riscossione verrebbe attribuito ad Equitalia (anzichè ai datori di lavoro), in maniera da renderla effettiva, mentre gli importi a carico dei singoli lavoratori verrebbero aumentati.
Visto che la questione in ballo riguarda la libera mobilità
delle persone, «un diritto non
meno importante di quello di
sciopero» chiosa Sacconi, la
sua proposta prevede pure l’introduzione di sanzioni amministrative a carico di quanti bloccano per protesta stazioni ferroviarie, strade, autostrade ed
aeroporti. Altra questione delicatissima da regolamentare.

impiego. Ecco, sarebbe il caso
che per questi contratti si avviasse il rinnovo al più presto.
Perciò è necessario il dialogo e il
riconoscimento reciproco di cui
parlavo all’inizio».
In Parlamento ci sono le proposte di Ichino e Sacconi per regolamentare lo sciopero.

«La proposta più completa mi
sembra quella di Ichino che tra
l’altro prevede il referendum
preventivo tra i lavoratori: in
Germania si vota a scrutinio segreto se scioperare o no. Mi
sembra un metodo giusto. Comunque sarebbe utile cominciare a discutere le proposte di
Ichino e Sacconi con la consapevolezza che non si tratta di
voler comprimere il diritto di
sciopero. Spero nella iniziativa
della competente Commissione
del Senato. E’ poi necessario recuperare una corretta dialettica tra governo e grandi sigle
sindacali. Il ruolo del presidente del consiglio e la correzione
del suo primo approccio diventano determinanti».

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Primo Piano .3

.

QUANDOL’ITALIASI INCHIODA

Tra rifiuti e trasporti pubblici
subiamo due proteste al giorno
E i lavoratori dei servizi essenziali hanno incrociato le braccia 2084 volte nel 2014
PAOLO BARONI
ROMA

Gli scioperi nei servizi essenziali (anno 2014)

Più di tre scioperi al giorno in
tutti i servizi pubblici essenziali, ovvero 1233 fermate in un
anno. Il 2014 non è andato nè
meglio né peggio dell’anno prima. Lo stock degli scioperi
proclamati, certifica infatti
l’ultima relazione della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, si è infatti assestato a quota 2084
mentre l’anno prima erano stati 2338. Poi, per fortuna anche
grazie agli interventi del Garante, molti sono stati revocati.
Tpl e rifiuti pecore nere

I settori più «caldi», manco a
dirlo, sono trasporto pubblico
locale (Tpl) e servizi di igiene
ambientale. In questi due ambiti si sono registrati quasi la metà degli annunci complessivi di
protesta, in tutto 331 nel primo
comparto e 316 nel secondo.
Ovvero quasi una al giorno in
ognuno dei due settori. A seguire il trasporto aereo, con 182
scioperi proclamati (+10% sul
2013) e quindi le ferrovie con
143 (+30%). Visto che difficilmente queste agitazioni si sovrappongono, perché la legge lo
vieta, si può dire che in 12 mesi
nell’intero settore dei trasporti
ci sono state 656 proclamazioni

NUMERO DI SCIOPERI
ANNUNCIATI
2014
2.084
(-10,86%)
1.223
realmente effettuati
2013
2.338
2012
2.330
2011
2.229
2010
2.093
2009
1.899
2008
2.195
2007
2.017

di sciopero. Se si tolgono le domeniche si viaggia ad un ritmo
di più di due al giorno. Che queste proteste si siano effettivamente tenute è un altro discorso, ed in effetti il conto finale si
riduce a 103 (17 nel trasporto
aereo, 40 nelle ferrovie e 46 nel
trasporto locale. Ma non c’è
settore come questo dove basta
l’effetto annuncio a fare danni.

SCIOPERI NAZIONALI
ANNUNCIATI
17 (+143%)

CAUSE DI INSORGENZA DEI CONFLITTI
Altre rivendicazioni
30,62%

4
realmente
effettuati
NEL SETTORE TRASPORTI
182
Aereo

17

143
Ferroviario

40

331
Pubblico
locale

- LA STAMPA

46

Gli scioperi «politici»

L’altra sorpresa del 2014 è
l’esplosione degli scioperi generali, passati dalle 7 proclamazioni del 2013 a 17 (anche
se poi alla fine sono stati appena quattro quelli effettivi),
con un aumento del 143%.
Proteste che, come ha segnalato il Garante degli scioperi
Roberto Alesse nella sua ulti-

Gravi eventi
1,64%

Politico
35,82%
Contratti
CCNL
18,33%

Sicurezza
sul lavoro
1,23%
Scadenze
appalti
8,84%

ma relazione, sono essenzialmente di tipo politico, slegate
da qualsiasi problematica
specifica dei vari comparti e
dovute essenzialmente «alla
crescente tensione politicosociale che si è registrata nel
nostro paese per alcune scelte legislative». Come ad
esempio il perdurare del blocco dei contratti del pubblico

Le
domande

e

Come viene regolamentato in Italia lo sciopero
nei servizi pubblici?
Dopo l’entrata in vigore
della Costituzione per più
di 40 anni il legislatore si
è astenuto dal regolamentare la materia. Solo
nel 1990 con la legge 146
è stata introdotta la disciplina tutt’ora in vigore
che punta a bilanciare il
diritto dei lavoratori a
manifestare con quelli
dei cittadini/utenti.

r

Quali servizi vengono
tutelati?

Orario
di lavoro
5,09%
Ristrutturazioni
aziendali
18,79%

?

Emolumenti
27,34%

impiego. I settori più bollenti,
l’anno passato, si sono rivelati
quello delle agenzie fiscali,
passato da 1 a 8 proclamazioni (+700%), seguito dalla magistratura (12 proclamazioni,
+500%) e ovviante la scuola
(35 proclamazioni, +169%).
Come dire: il governo si
lamenta, ma un poco se le
cerca.

La legge individua una
serie di servizi pubblici
essenziali (trasporti, sanità, scuola, ecc.) a prescindere dalla natura giuridica del rapporto di lavoro
(pubblico o privato, dipendente o autonoma).
E per questi settori dispone l’obbligo di erogare
servizi minimi anche in
casi di sciopero, una misura che deve essere
espressamente prevista
dai vari contratti di settore, contratti nei quali
vanno inserite anche le
procedure di raffreddamento e di conciliazione.

t

Chi vigila sull’attuazione della legge 146?

La nuova coscienza dei consumatori
“Mai più scudi umani delle serrate”
Altroconsumo: “In Italia l’intera gestione dei servizi va peggiorando”
MASSIMO RUSSO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

L

e foto e i racconti dei disagi dovuti agli scioperi
nei servizi essenziali trasporti o rifiuti - viaggiano
in tempo reale in rete, mettono a nudo la precarietà delle
nostre infrastrutture. Soprattutto se comparate con
quelle dei vicini europei. Di
fronte a tutto questo lo sciopero appare una forma di
protesta anacronistica e un
boomerang per le categorie
che l’hanno promossa.
Roberto Alesse, presidente della Commissione di garanzia per l’attuazione della
legge sullo sciopero nei servizi pubblici, l’ha riconosciuto
nella sua relazione annuale:
gli utenti si trasformano
spesso in «ostaggi collocati
sulla linea di tiro degli agenti
dello scontro sociale». Servirebbero prevenzione e mediazione, e invece - complice
la crisi - le agitazioni si moltiplicano: nel 2014 gli stop del
trasporto aereo sono aumentati del 10 per cento, quelli
della ferrovia addirittura del
30. Aumenta il disagio, e anche la sua percezione. «Vent’anni fa si viaggiava assai
meno e in modo programmato», commenta Guido Scorza,
giurista, docente di diritto
delle nuove tecnologie e presidente dell’Istituto per le po-

Gli utenti si trovano
spesso come ostaggi
collocati sulla linea
di tiro degli agenti
dello scontro sociale

Viviamo sul filo
del minuto, un ritardo
fa deragliare l’intera
giornata: ecco perché
c’è tanta rabbia

La produttività è bassa
anche perché
c’è poca tecnologia
si potrebbero liberare
molte risorse utili

Roberto Alesse

Guido Scorza

Marco Pierani

presidente dell’Autorità
di Garanzia per gli scioperi

presidente dell’Istituto
politiche per l’innovazione

Altroconsumo

litiche dell’innovazione. «Oggi
siamo sul filo dei minuti, e uno
sciopero fa deragliare la giornata. La nostra richiesta di diritti ha uno standard molto più
alto, pensiamo al telefono. Due
giorni di stop un tempo sarebbero stati accettabili, oggi mezza giornata senza rete ci taglia
fuori dal mondo».
Le nostre aspettative di consumatori sono cresciute anche
perché l’aumento della mobilità consente un confronto con il
livello dei servizi delle altre città europee, e ci porta ad ampliare la fascia dei servizi che
riteniamo fondamentali. Ad
esempio, come riconosce lo

30
per cento
L’aumento
delle vertenze
nel settore
ferroviario
nel corso
del 2014

stesso Alesse, anche la fruizione dei beni artistici - per pensare solo a Pompei - andrebbe ricondotta all’idea di servizio
pubblico essenziale. Le attese
di una maggiore efficienza si
scontrano però con una precarietà del sistema che è cresciuta. «Gli interventi di manutenzione sono in calo», spiega
Marco Pierani di Altroconsumo. «C’è anche una scarsa produttività legata a un basso utilizzo delle tecnologie. Il digitale
potrebbe liberare risorse da
riutilizzare per migliorare il
servizio. Ma, invece di monitorare i social network per recepire le critiche, le aziende but-

tano soldi per commissionare
ad agenzie esterne il controllo
della qualità. La gestione dei rifiuti e i traporti intanto peggiorano». Altroconsumo ha promosso la più grande class action in Italia, per i disservizi di
Trenord di due anni fa. «Abbiamo raccolto 6130 abbonati e la
causa è stata ammessa», spiega Pierani.
Certo, il tribunale può servire per alcuni casi specifici, come pure può essere utile prevedere un’estensione delle fasce
orarie e stagionali in cui i servizi vanno comunque garantiti. O
ancora, come richiesto da Alesse, le norme possono essere
inasprite con specifiche «sanzioni per singoli lavoratori che
si astengano in modo illegittimo dal lavoro». Vedi i vigili urbani di Roma a Capodanno o le
improvvise epidemie tra i piloti
nei periodi di vacanze. Ma più
di tutto ciò, più ancora della
concertazione, servirebbe una
consapevolezza diversa anche
da parte dei sindacati. Ricorda
Pierani: «Qualche tempo fa a
Bruxelles, in occasione di uno
sciopero ferroviario, in piazza
c’era un corteo per informare i
cittadini sulla protesta, ma il
servizio era regolare». Per far
marciare a singhiozzo i trasporti della capitale, invece, oggi è servita l’ennesima precettazione. A nessuno era venuto
in mente che un altro sciopero
sarebbe stato fuori luogo.

Se ne occupa una apposita Commissione di garanzia attualmente guidata Roberto Alesse.

u

Ci sono settori dove lo
sciopero è vietato?
Da sempre, anche prima
del 1990, durante il servizio non possono scioperare solamente gli appartenenti a forze di polizia e
forze armate.

i

Quali sono i limiti che
ha mostrato la legge?
Le criticità della «146» sono tante. Ad esempio le
procedure di raffreddamento e conciliazioni
non funzionano: anziché
deflazionare i conflitti si
risolvono in un inutile lasso temporale da far obbligatoriamente decorrere cui le parti (sindacati
e aziende) si sottopongono sapendo che non è
produrrà nulla di concreto. Non riesce ad arginare l’esplosione di microsigle sindacali e di conseguenza anche i meccanismi di intervallo e di rarefazione delle proteste
funzionano male.

o

La Commissione ha
tutti i poteri per intervenire con efficacia?
Alesse da tempo ne chiede di maggiori. Il ddl Sacconi, ad esempio, gli assegna funzioni specifiche di natura arbitrale e
conciliatoria anche obbligatorie e le attribuisce
un nuovo nome: Commissione per le relazioni
di lavoro.
[P.BAR.]

123456 89 12A1BC 8DEF LA STAMPA

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Primo Piano .5

.

LACAPITALE E L’ANNOSANTO

Il caos Roma ora minaccia il Giubileo
A 4 mesi dalle celebrazioni fermi quasi tutti i 100 cantieri. Rutelli: “Non è stato fatto nulla”

33
milioni
Sono i pellegrini
attesi, ma dei
100 cantieri
promessi solo
pochi sono partiti. Le quattro
grandi opere
annunciate sono
in alto mare

5300
posti di lavoro
L’impatto occupazionale previsto a fine 2016
per l’avvento del
Giubileo. Si
calcola che il Pil
cittadino avrà
un incremento
di 11,6 miliardi
di euro

L’hashtag
di
Gassmann

#romasonoio
Noi romani dovremmo
armarci di scopa,
raccoglitore e busta
della monnezza
e ripulire la città

GIACOMO GALEAZZI
ROMA

«Il Papa ha annunciato l’Anno
Santo quattro mesi fa. Da allora
non è stato fatto nulla: non si è
creata una figura di coordinamento né una cabina di regia,
non si è scritto un programma
di interventi», avverte Francesco Rutelli, che da sindaco di
Roma organizzò con il Vaticano
il precedente Giubileo. A quattro mesi dall’apertura della Porta Santa, i 33 milioni di pellegrini (8 in più del 2000) non sanno
ancora se Roma li accoglierà
davvero. Progetti tanti, cantieri
pochi. E tanti nodi da sciogliere:
dagli inesistenti parcheggi di interscambio al contrasto del
sommerso: 4mila case per vacanze irregolari, 36mila posti
letto in nero, 40 milioni di mancato gettito per il Campidoglio.
Luca Cordero di Montezemolo
richiama l’attenzione sugli scioperi in una capitale descritta dal
New York Times come «prigioniera dello sporco e del caos sui
mezzi pubblici» e afferma: «Tra
un po’ ci sarà il Giubileo, così
non si può andare avanti, qui si
sottovaluta l’impatto sull’opinione pubblica mondiale».
Accoglienza a rischio

Per ora rimangono sulla carta il
nuovo ostello della gioventù
nell’ex manicomio Santa Maria
della Pietà e il progetto alla
Nuova Fiera di Roma: mettere
a disposizione i padiglioni ospitando a basso prezzo 5mila pellegrini con lettini, colazione, cena. Il presidente della Camera
di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, chiede al premier «un commissario governativo con poteri straordinari e risorse come per l’Expo» perché
«la situazione è indecente: traffico al collasso, carenza di pulizia, manutenzione e decoro urbano, il centro ridotto ad un
suk». La Regione prevede 35
milioni di euro per le emergenze sanitarie. Per rifare le facciate delle case, i romani saranno

CLAUDIO PERI/ANSA

La stazione Vigna Clara nell’aprile 2015. E’ una delle grandi opere promesse per l’inizio delle celebrazioni dell’Anno Santo

incentivati con detrazioni fiscali: esenzione della Cosap e bonus di 5mila euro a fondo perduto. Ma dei 100 cantieri annunciati dal Campidoglio quelli
aperti sono una minoranza. Un
vero rebus.
Liberio Andreatta, amministratore dell’Opera Romana
Pellegrinaggi spiega che «oggi
tra low cost e alta velocità si può
arrivare a Roma e andar via subito: i numeri aumentano ma la
permanenza è più breve». Il Vicariato studia cinque percorsi
pedonali, inclusi quello per la
basilica di San Paolo e la «Via
Papalis» da San Pietro a San

Giovanni. La Sapienza quantifica l’impatto occupazionale del
Giubileo: 5300 posti di lavoro a
tempo pieno in più a fine 2016
con un incremento del Pil cittadino di 11,5 miliardi di euro.
Una corsa contro il tempo

L’aumento delle entrate fiscali
sarà di 604 milioni. La spesa
pubblica crescerà di 588 milioni, con un surplus di 16 milioni
grazie agli afflussi turistici. Sul
tappeto ci sono quattro grandi
opere di manutenzione per migliorare la viabilità nei quadranti fondamentali. In alto mare
«Giubileo di strada», il piano co-

munale di 38 interventi per 50
milioni di euro. E destinato a
«chiese che non hanno il sagrato in quartieri periferici, privi di
parchi o strade», spiega l’assessore all’urbanistica Giovanni
Caudo. «Va ricucito il tessuto
urbano, il Giubileo può offrirci la
possibilità di farlo», spiega il sindaco di Roma Ignazio Marino
Un riferimento al tratto ferroviario tra le stazioni di San
Pietro-Valle Aurelia e Vigna
Clara. Ancora da attuare il piano Campidoglio-Viminale per
installare telecamere lungo gli
itinerari giubilari e sugli incroci
più pericolosi. Regione Lazio e

Cosa pensano i corrispondenti esteri
Francia

Germania

Spagna

ministero della Salute dovrebbero rinnovare e ampliare 12
pronto soccorso, 10 presidi medici avanzati nell’area del Vaticano, 38 dei punti di atterraggio
dell’elisoccorso, 100 nuove ambulanze con l’assunzione degli
equipaggi, 800 operatori sanitari in più, 400 volontari per l’assistenza. Il Papa ha messo a disposizione dormitori e l’eliporto
vaticano per i soccorsi. Ma continuano i distacchi di energia
elettrica. «Col Giubileo alle porte Roma non può essere colpita
da carenze simili », protesta il
dem Michele Anzaldi. Almeno
la luce non può mancare.

A CURA DI M ICHELA TAMBURRINO

Inghilterra

“Corruzioneemalgoverno “Non avete un progetto “Troppo clientelismo “Una città fantastica
Mancalalinfavitale”
a lungo termine”
e trasporti disastrosi” non tutto è perduto”

Eric
Jozsef
corrispondente
in Italia
di Libération
(Francia)

Eric Jozsef, corrispondente di
Libération, vive a Roma dal
1992 e ha visto il degrado peggiorare come un cancro quotidiano. «Racconto mafia capitale, il riciclaggio di denaro e di
come l’amministrazione sia
stata messa sotto scacco. Difficile non legare la situazione di
oggi ai soldi dirottati e alla corruzione. Tutti i fattori insieme
danno questo risultato ma è un
male che viene da decenni di
malgoverno. Il sindaco Marino
è sul banco degli imputati perché non riesce a dare risposte
più incisive e sembra non abbia mai avuto un grande progetto per la città. Che non è gestita e ora, con la mancanza di
soldi, si ha la sensazione del
tracollo». Una ricaduta pessima anche sul turismo. «I turisti continueranno a venire,
magari lamentandosi un po’. Il
problema vero è per i cittadini
comuni, la situazione peggiora
sempre e la gente che vive qui
si ripiega su se stessa. Manca
la linfa vitale».

Tobias
Piller
corrispondente in Italia
di Frankfurter
Allgemeine
Zeitung
(Germania)

Tobias Piller, corrispondente
di Frankfurter Allgemeine
Zeitung, non vuole correre dietro ad «aspetti di facciata». A
Roma, «manca un progetto di
sviluppo a lungo termine che
per una metropoli è indispensabile. Certo, il turismo aumenta ma cresce quello di
massa solo perché i voli costano pochissimo. Fino a 20 anni
fa ci volevano almeno 400 euro
per arrivare a Roma, ora trovi
biglietti a 40 euro. Questo ha
cambiato i numeri ma Roma è
diventata una destinazione
per il turismo mordi e fuggi,
quello di lusso o congressuale
non trova qui i presupposti,
ideali. Pure negli alberghi che
andrebbero svecchiati, come
la ristorazione in zone turistiche, pessimo biglietto da visita
del made in Italy enogastronomico. Un discorso a parte andrebbe fatto anche sul mercato del lavoro, sui sindacati e su
una gestione più efficiente della città. Io il degrado lo vedo in
un quadro più ampio».

Antonio
Pelayo
corrispondente di
Antena 3Tv
(Spagna)

Antonio Pelayo corrispondente
di Antena 3Tv la vede come un
problema di struttura e di mentalità. Dunque non è ottimista.
«Abito a Roma da 30 anni, la situazione attuale è la peggiore di
sempre. Città allo sbando senza
qualcuno che la custodisca, in
preda agli scandali quotidiani.
La cura dei giardini è disastrosa, molto più grave la situazione
dei trasporti pubblici. I miei
connazionali amano Roma ma
escono sconcertati anche quando si viaggia a pieno regime: metrò chiuse troppo presto la sera,
vagoni senza aria condizionata.
Ostia dista da Roma 22 chilometri all’incirca, il trenino impiega
un’ora per arrivarci. Si ha la
sensazione del senza controllo,
rifiuti ovunque, le municipalizzate soffocate dal clientelismo».
Dunque non è un fatto di oggi.
«Il malaffare è stato scoperto
oggi ma ha radici antiche. E teniamo anche conto che siamo a
6 mesi dal Giubileo e che nulla è
stato fatto per accogliere 32 milioni di fedeli».

James
Politi
corrispondente del
Financial
Times
(Inghilterra)

James Politi, il corrispondente
del Financial Times, in un articolo del 9 gennaio scorso sulla
situazione economica italiana,
parlava di annunci di ripresa
«derisi in una Roma depressa»
mentre cresce «un sentimento
di caos politico». Il sindaco
Marino rispose con una lettera
all’articolo, dicendo che «Roma non è stata costruita in un
giorno». Politi, sottoscrive tutto? «Roma è una città fantastica con tanti problemi. Sono in
città da nove mesi, la amo molto ma si dovrebbe intervenire
sulle manchevolezze». Anche
lei pensa che ci siano radici antiche legate a questo degrado?
«No, non penso che le radici siano da rintracciare troppo indietro nel tempo. Ritengo che
siano problemi di oggi da risolversi ora. Ma sono moderatamente ottimista». Invita i suoi
lettori a rimanersene a casa?
«Non inviterei mai i lettori ad
andare altrove, la città è splendida. Certo dovrebbe modernizzarsi almeno un po’».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

POLITICAE GIUSTIZIA

I nodi
della
vicenda
1 Il Pd prova a

modificare
l’ormai celebre
norma anti-registrazioni, che
prevede pene
severe, da 6
mesi a 4 anni,
per chi diffonda
video o audio
«fraudolentemente» effettuati.

1 Fino ad

oggi erano
previste nel
testo soltanto
due scriminanti:
quando le registrazioni sono
prova in un
procedimento
giudiziario e
quando servono al diritto di
difesa

1 Adesso nella

legge verrebbero aggiunti due
casi di non punibilità: quando
viene esercitato
il diritto di cronaca, e quando
viene esercitata
un’attività professionale legalmente riconosciuta

Registrazioni, compromesso Pd
Niente carcere per i giornalisti
Diritto di cronaca e esercizio della professione: un emendamento per mediare
Rabbia Ncd: “Noi non cediamo”. Il M5S attacca ancora: cancellare tutta la norma
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

Un riferimento esplicito al diritto di cronaca e una parolina
in più aggiunta per circoscrivere il rischio di «danni collaterali» della norma. Quando, oggi
alle 13, scadrà il termine per
presentare gli emendamenti alla riforma del processo penale,
saranno soprattutto due di origine Pd a catalizzare l’attenzione: quelli messi a punto per
cambiare l’ormai celebre norma anti-registrazioni, che prevede pene da 6 mesi a 4 anni per
chi diffonda video o audio
«fraudolentemente» effettuati.
Gli uffici del Pd ieri ci stavano ancora lavorando, ma la direzione da prendere per sterilizzare il dibattito che ha infuocato il weekend (al coro di chi
ha lanciato allarmi sulla norma
si è aggiunto ieri il procuratore
di Torino, Armando Spataro,
definendola «un serio attacco al
giornalismo d’inchiesta») è
riassunta in due modifiche da
apportare al testo. Prima di tutto, aggiungere alle due scriminanti che evitano la punibilità
(quando le registrazioni sono
prova in un procedimento giudiziario o servano al diritto di
difesa) due altri casi: quando
viene esercitato il diritto di cronaca, e quando viene esercitata

La pena
Sull’entità
della pena,
l’indicazione
al governo
(poiché si
tratta di una
legge delega)
rimarrà
quella
prevista in
precedenza:
non superare
i quattro anni
di pena
massima

GIUSEPPE CAROTENUTO /IMAGOECONOMICA

un’attività professionale legalmente riconosciuta. In questo
modo, ragionano nel Pd, dovrebbero venire esclusi dal rischio galera i giornalisti: come
per circoscrivere il reato di diffamazione, quando la notizia è
vera, di interesse pubblico e
raccontata con «continenza», il
diritto di cronaca è legittimo. E
poi, verrà introdotta un’altra
modifica. Là dove nell’emenda-

mento Pagano si legge che è punibile chi diffonde le registrazioni «al fine di recare danno alla reputazione o all’immagine
altrui», saranno aggiunte quattro lettere, «solo»: «Al solo fine
di recare danno...». Mentre sull’entità della pena, l’indicazione
al governo (si tratta di una legge
delega, il Parlamento fornisce i
parametri ma sarà l’esecutivo a
scendere nei dettagli) rimarrà

quella di non superare i quattro
anni di pena massima.
Modifiche che mirano a rasserenare il clima con l’opinione
pubblica, ma che hanno mandato in ebollizione gli alleati di
Ncd. Infastiditi dal fatto che la
norma sia stata votata dal Pd in
Commissione giustizia, salvo
rinnegarla qualche ora dopo.
L’autore dell’emendamento,
Alessandro Pagano, ieri alla

Lo stop della Bce

Manca ildecreto
sulcontante,laBorsa
di Atenenonriapre
ATENE

La Bce ha respinto la proposta delle autorità greche di
riaprire la Borsa senza restrizioni per i trader greci e stranieri. Le contrattazioni azionarie, ferme da un mese (dal
29 giugno), rimangono quindi
bloccate. Ora si aspetta un
decreto ad hoc del ministro
delle Finanze che potrebbe,
forse, consentire la riapertura del listino domani, sia pure
a scartamento ridotto. Il fine
settimana non ha portato
buone notizie alla Grecia. Anche i negoziati con i creditori
istituzionali, che sono in
stand by da venerdì, potrebbero non riprendere oggi, ma
solo martedì.
Atene sperava nella possibilità di riaprire il mercato
azionario. Sarebbe stato un
altro segno di ritorno alla
normalità dopo l’allentamento delle misure per l’utilizzo
del contante e la riapertura
delle banche. Una portavoce
della borsa ellenica, che nel
pomeriggio aveva fatto filtrare l’attesa per il nulla osta della Bce, ha poi spiegato in serata perché non c’è stato il via
libera. Il decreto ministeriale
atteso oggi dovrebbe indicare
alcune restrizioni sull’uso del
denaro dai conti bancari greci per gli scambi sul mercato

finanziario, restrizioni che dovrebbero essere temporanee.
Problemi tecnici, invece,
starebbero rallentando l’avvio
del terzo round con i creditori
istituzionali - Ue, Bce, Esm
(Fondo salva-stati) e Fmi - per
il salvataggio del Paese dal default. Nessun problema di tipo
politico e diplomatico, si è affrettato a precisare una fonte
del ministro delle Finanze. «I
contatti ci sono, ma il modo in
cui la negoziazione deve tenersi - ha detto il ministro del lavoro greco Giorgios Katrougalos parlando a Skai television è ancora in discussione con il
governo».
Il nodo? I rappresentanti dei
creditori - identificati nella
Troika e detestati da gran parte dei greci - non avrebbero trovato una sede da loro giudicata
“sicura” in cui tenere i colloqui.
Gli incontri potrebbero iniziare
finalmente martedì, ma è certo
che ogni giorno che passa crea
nuovi problemi in un Paese
provatissimo dalla crisi e con
un’economia in ginocchio.
La Bce ha fatto sapere, per
voce di Christian Noyer, di attendersi la firma del nuovo memorandum tra Atene e creditori per l’11 agosto. Ma la vera
dead line è quella del 20 agosto,
quando dovranno essere restituiti 3,2 miliardi alla banca cen[R. E.]
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«Stampa» ha detto chiaro di essere rimasto «molto sorpreso»
dal ministro Orlando, tra i primi a prendere le distanze dal testo. «Siamo disponibili a migliorare la norma, ma non a cedere
sui principi», ricorda il viceministro Ncd Enrico Costa: «Il Pd
presenterà proposte di correzioni che valuteremo in maggioranza», mette in chiaro.
La discussione generale comincerà stamane. Quando si
capirà anche la mole degli
emendamenti: il M5S ne presenterà circa 500, di cui un centinaio di merito e gli altri ai fini
ostruzionistici se ce ne sarà bisogno, cioè «se tenteranno il
colpo di mano di chiudere la
legge entro la settimana prossima», spiega il deputato Vittorio
Ferraresi. Loro sono stati i primi a denunciare la norma bavaglio: «Pericolosissima e da sopprimere», giudica il parlamentare, che ha presentato una
proposta di modifica per eliminarla. Così come tra la cinquantina di emendamenti della Lega, ce ne sarà uno che punta a
eliminare dalla legge tutta la
parte che riguarda le intercettazioni: «Non si riformano per
delega – giudica Nicola Molteni
- anche perché, così, il bavaglio
se vuole può metterlo il governo
nella legge delega».

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Primo Piano .7

.

ILGOVERNO
Sfide

Le norme

1
Enti locali
Fiducia sul
decreto entilocali, passato
alla Camera e
domani al
Senato

Il presidente
del Senato,
dove i numeri
sono più
risicati,
deve affrontare
l’incognita
delle riforme
Ma si sta formando un
manipolo di
senatori, non
solo verdiniani,
che hanno a
cuore su tutto
la durata della
legislatura

Camere
con vista
CARLO
BERTINI

Spunta l’idea
di un’amnistia
fiscale

I

2
Iva
Fiducia in
Senato sulla
legge fallimentare, con
dentro le
norme Iva
ANDREA SABBADINI /BUENAVISTA

3
Indagini
La legge sulle
intercettazioni non avrà la
fiducia, ma
Renzi conta
sui verdiniani

4
Rai
La riforma è
complessa,
non può
passare
con la fiducia

5
Senato
Da settembre
la sfida cruciale sarà poi la
riforma costituzionale

L’accelerazione di Renzi
Avanti a colpi di fiducia
prima della pausa estiva
E dove non potrà (registrazioni e Rai) conta sull’aiuto dell’amico Verdini
FABIO MARTINI
ROMA

Il presidente del Consiglio non
lo dice in pubblico ma se ne è
convinto: il suo annuncio sulla
futura abolizione delle tasse
sulla prima casa sta producendo effetti sul “Renzi-percepito”,
stemperando nell’opinione
pubblica la sensazione di un ennesimo leader in fase di riflusso
e alimentando l’idea di una leadership ancora capace di incidere sul corso delle cose. Con
questa speranza e in questa logica ogni (eventuale) battuta a
vuoto del governo potrebbe di
nuovo rimettere in crisi la narrazione renziana: ecco perché a
palazzo Chigi hanno dato disposizione di procedere da qui
alla pausa estiva a colpi di fiducia. Dunque fiducia sul decreto
enti-locali, già votata dalla Camera e fiducia sullo stesso
provvedimento domani al Senato; fiducia a palazzo Madama

sulla legge fallimentare, con
dentro le norme sull’Iva. Su
provvedimenti più delicati (intercettazioni, riforma Rai), sui
quali la fiducia è politicamente
improponibile, Renzi scommette anche sui nuovi apporti che
dovrebbero essere garantiti al
Senato dai “transfughi” da Forza Italia guidati da Denis Verdini, personaggio molto controverso, in particolare a sinistra.
Certo, ancora non si sa quanti senatori comporranno il nuovo gruppo “verdiniano”, nel
quale dovrebbero comunque
essere compresi anche parlamentari che già da tempo votano a favore del governo. Ma
proprio su questo fronte a palazzo Madama comincia a serpeggiare un effetto-paradosso:
l’approdo di Verdini - anziché
allargare la maggioranza - potrebbe restringerla. Un “effetto-Verdini” al contrario, prodotto dal rigetto che su alcuni

senatori potrebbe determinare
la confluenza del nuovo manipolo? Un “effetto” - ecco la sorpresa - che sta colpendo diversi
senatori del Pd che non appartengono alla minoranza. Racconta Felice Casson, vicepresidente della Commissione Giustizia: «Dalle prime discussioni
con diversi senatori che non
appartengono al “gruppo dei
25” sta emergendo una crescente insofferenza per l’approdo, per alcuni persino nel
Pd, di “stabilizzatori” che rischiano di diventare dei destabilizzatori». Conferma un personaggio di diversissima estrazione. un esperto navigatore
come il senatore Paolo Naccarato, già braccio destro di Francesco Cossiga: «E’ sintomatico
che dopo le prime polemiche,
nello stesso giorno sia Verdini
che palazzo Chigi si siano affrettati a precisare che non esistono accordi sottobanco. Un

personaggio avvertito come
Renzi deve aver percepito il rischio di contraccolpi al di là
della minoranza Pd e d’altra
parte chiunque abbia frequentato il Senato. se ne è accorto:
anche diversi senatori renziani
si stanno chiedendo: ma Verdini a che serve?». Certo, il supporto dei “verdiniani” diventerà importante nell’unica battaglia politica che attende Renzi
nei prossimi mesi, quella a settembre sulla riforma costituzionale. Eppure un altro proverbiale conoscitore delle logiche parlamentari, Rocco Palese, di Forza Italia, prende realisticamente atto: «Oramai al
Senato esiste virtualmente un
“Comitato permanente pro2018”, senatori pronti a supportare il governo per tutta la
legislatura, in tutti i passaggi.
Se Renzi non commetterà gravi errori, lo porteranno in carrozza fino al 2018».

Il mondo cattolico attacca: vogliono farle chiudere

Scuole paritarie,corsacontroiltempo
Ilgovernocercaunamediazionesull'Ici
GIACOMO GALEAZZI
ROMA

Una corsa contro il tempo.
Oggi il governo avvia i contatti
con le associazioni delle scuole paritarie che avvertono: «Il
pagamento dell’Ici condanna
alla chiusura la maggioranza
delle scuole non statali».
Mentre l’esecutivo corre ai
ripari a 5 settimane dal ritorno in classe degli studenti, la
Regione Lombardia «preoccupata» per la sentenza della
Cassazione, che ha condannato due istituti livornesi a pagare l’imposta comunale, annuncia di essere pronta, sostenere le scuole paritarie re-

Lombardia
La Regione
Lombardia
«preoccupata» per la
sentenza
della Cassazione, che ha
condannato
due istituti
livornesi a
pagare l’ici

ligiose. Sulla stessa linea il presidente del Veneto Luca Zaia,
nella cui regione le scuole paritarie accolgono 90 mila bambini: «Far pagare l’Ici alle scuole
cattoliche è un’autentica vergogna». Il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti convoca un tavolo per trovare una soluzione
normativa. C’è poco tempo..
La Cei gli chiede di dire «con
chiarezza se vuole favorire e
promuovere la libertà di educazione, se ci tiene a dare alle famiglie la possibilità di scegliere
la formazione per i propri figli».
Famiglia Cristiana denuncia
«un precedente pericoloso» in

quanto viene «stravolto il principio dell’esenzione degli istituti non a fini di lucro».
De Vincenti riconosce che la
sentenza «segnala una difficoltà interpretativa» di una norma
introdotta dal governo Monti
che va chiarita.Un chiarimento
invocato anche dai cattolici impegnati in politica. «C’è un’anomalia che va corretta subito»
sostiene Cosimo Latronico (FI).
«Sull’Imu per le paritarie dobbiamo trovare una soluzione,
non possiamo permettere che
migliaia di istituti falliscano» gli
fa eco Giacomo Portas (Pd),
mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia-An Fabio Rampelli re-

ALESSANDRO DI MARCO /ANSA

I tempi
Le scuole
paritarie
protestano: il
pagamento
dell’Ici
condannerebbe alla
chiusura la
maggioranza

clama regole identiche per
scuole pubbliche e private. «Bene che si apra un confronto- osserva la dem Simonetta Rubinato- Già il pluralismo educativo è crollato: 50 anni fa le scuole
paritarie erano il 27% dell’offerta educativa, oggi sono solo il
12%». Da una «ecatombe» della
scuola cattolica mette in guardia Radio Vaticana.

nfuria il dibattito sul
taglio delle tasse e c’è
qualcuno che in Senato lancia una proposta per
risolvere i guai dei cosiddetti «evasori per necessità», cittadini ma soprattutto piccole imprese
sempre sotto la scure dei
pignoramenti e colpiti da
fermi amministrativi.
Un’amnistia fiscale per i
crediti vantati dallo Stato
inferiori a 50 mila euro è
la richiesta contenuta in
un disegno di legge presentato al Senato dal
gruppo Gal, primo firmatario Giovanni Mauro,
sottoscritto pure dall’ex
ministro Giulio Tremonti.
«Colgo la sofferenza quotidiana di persone che vogliono lavorare e che non
vogliono fregare il fisco,
ma che non riescono ad
andare avanti per i gravi
colpi inferti dalla crisi economica», spiega Mauro.
Che con questa proposta,
rilanciata dall’Adn Kronos, affronta un problema
oggetto di analisi e inchieste in questi anni e destinato a sollevare polemiche. Tanto che il senatore
di Gal tiene a far notare
che il solo “scopo di questo provvedimento è quello di andare incontro ai
problemi, tanti e sempre
più stringenti della fascia
più debole della società».
Mensa ai portaborse
Giorni fa hanno chiesto
un incontro con il questore della Camera Stefano
Dambruoso, per lamentare una sorta di ingiustizia.
Cioè di esser stati esclusi
solo loro, i portaborse degli onorevoli, dalla mensa
della Camera. L’associazione che ne rappresenta
un centinaio, l’Aicp, sostiene che il risparmio
per le casse di Montecitorio è stato ottenuto «sulla
pelle dei collaboratori
perché, ovviamente, il
servizio è stato tolto solo
a noi». Ma alla vigilia del
voto sul bilancio della Camera, attendono di esser
ricevuti dalla Boldrini per
sollecitare l’ufficio di Presidenza sul tema più spinoso: «Lavoriamo per i legislatori di questo Paese,
eppure non vi è alcun tipo
di modello contrattuale al
quale il parlamentare
possa fare riferimento
per disciplinare il rapporto di lavoro, non vi è alcuna relazione fra l’incarico
ricoperto, il numero di
ore lavorate e la retribuzione, e infine non vi è alcuna chiarezza sul dovere
di versamento di tasse,
contributi, né alcun elemento di trasparenza».
Infatti, nonostante le assicurazioni di svariati deputati e graduati che
sembrano aver preso a
cuore la questione, anche
quest’anno non vi è stata
finora un’azione mirata a
regolarizzare una giungla
retributiva dei collaboratori parlamentari come
avviene nei paesi europei.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

LAMINACCIAISLAMISTA
All’Angelus

I vescovi
sequestrati
in Siria

Papa
Francesco
si rivolge
ai fedeli
raccolti
in Piazza
San Pietro

FOCUS

Assad ammette
«Non ho soldati
a sufficienza»
Il raiss disposto a trattare
o vuole trincerarsi?

ashar Assad ammette
«carenza di soldati» e
«impossibilità di
difendere tutto il Paese». Con
la guerra civile entrata nel
quinto anno, il presidente
siriano si rivolge alla nazione e
alza il velo sulle difficoltà delle
forze armate. Nel 2011
contavano 300 mila uomini ed
oggi non arrivano alla metà a
causa di perdite e defezioni.
La campagna di reclutamento
di luglio ha portato 70 mila
reclute ma non bastano per
affrontare i ribelli che godono
di «ingenti aiuti dall’estero»
ovvero da Arabia Saudita,
Turchia e Qatar. L’ammissione
sulla carenza di soldati» serve
per far sapere ai fedelissimi
che «non possiamo difendere
ogni centimetro di Siria». È la
svolta tattica. Se un anno fa
teorizzava il posizionamento
di contingenti «ad ogni angolo
del Paese» ora fa marcia
indietro davanti all’evidenza:
ha perso la provincia di Idlib,
l’intero Nord-Est e Palmira.
Oltre metà dei 185 mila kmq
della nazione gli sfuggono.
«Resisteremo e vinceremo
perché la parola sconfitta non
esiste nel lessico siriano» dice
Assad, nel tentativo di ridare
entusiasmo ai generali, ma
l’ammissione del ripiegamento
lascia intendere che il regime
potrebbe perdere due grandi
centri: Aleppo e Daraa. La
morsa dei ribelli islamici l’«Esercito della Conquista» e
lo Stato Islamico - si sta
chiudendo sulla capitale e
dalle parole di Assad si
intuisce che la scelta è
adoperare ciò che resta
dell’esercito per difendere le
roccaforti: il triangolo
Damasco-Hama-Homs e la
costa alawita. Il piano è
blindare una Siria ridotta,
puntando a «resistere» grazie
allo scudo di Teheran ed
Hezbollah. Ma il Raiss non
riesce a nascondere le
difficoltà e ciò lo fa apparire
debole, dunque esposto al
rischio di tradimenti.

B
Youhanna
Ibrahim
Il 22 aprile 2013
un commando
di uomini armati
rapisce il vescovo
siro-ortodosso
Youhanna
Ibrahim (nella
foto) e il vescovo
greco-ortodosso
Boulos al-Yaziji
nei pressi
di Aleppo

OSSERVATORE ROMANO/EPA

L’appello del Papa per i rapiti
“Liberate padre Dall’Oglio”
Il gesuita italiano scomparso da due anni in Siria. Con lui altri 6 religiosi
Paolo
Dall’Oglio

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Boulos
al-Yaziji
I due vescovi
di Aleppo
(nella foto Boulos al-Yaziji)
stavano
ritornando
da una missione
umanitaria
in Turchia
Nell’attacco è
stato ucciso
il loro autista

Un «accorato e pressante appello» di Francesco per la liberazione del gesuita romano padre Paolo Dall’Oglio come pure
dei vescovi ortodossi e delle altre persone sequestrate in Siria. Al dialogo tra le religioni
Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica Deir Mar
Musa in Siria, ha dedicato la
vita. Si sono perse le sue tracce
il 29 luglio 2013. Un mistero
che angoscia papa Bergoglio.

Del gesuita
italiano
non si hanno
notizie
dal 29 luglio
2013
Il sacerdote
è stato rapito
mentre
camminava
per le strade
di Raqqa

Diplomazia al lavoro

Farnesina e Segreteria di Stato collaborano per una soluzione. Francesco prega la Madonna in piazza San Pietro e invoca «il rinnovato impegno delle
autorità locali e internazionali
affinché a questi nostri fratelli
venga presto restituita la libertà». Il nunzio a Damasco, Mario Zenari, ricorda che, assieme al missionario 60enne, «sono stati sequestrati altri sei ecclesiastici tra cui due vescovi e
un sacerdote rapito due settimane fa nel Sud della Siria» e

«sono migliaia le persone
scomparse con indicibile dolore per tantissime famiglie».
Incardinato nella Chiesa siro-cattolica, Dall’Oglio ha collaborato alla preparazione diplomatica del delicato viaggio di
Benedetto XVI in Libano. La
sua esistenza è una sfida: una
gioventù da militante di sinistra
e una conversione improvvisa
alla fede. Quando parla di casa

pensa alle montagne desertiche
di Qalamun. Dall’Oglio sogna
una «Chiesa islamo-cristiana»
che «annuncia la carità di Gesù
ai musulmani». Guarda all’eredità di Charles de Foucauld e celebra la liturgia in arabo. Il suo
dolore più grande è stata
l’espulsione nel 2012 dalla Siria
come «persona non gradita». A
scatenare l’ira del regime di Assad fu la proposta di un sistema

politico democratico basato sul
consenso tra comunità religiose
e sociali. Considera la Siria «luogo di apostolato e patria di elezione». Sui ruderi del convento
di San Mosè l’Etiope ha costruito la sintesi tra Sant’Ignazio e i
padri del deserto. Più volte è
rientrato illegalmente in Siria:
ha trattato il rilascio di 10 cristiani e ha avviato trattative dirette anche con Al Qaeda.
A fianco dei ribelli

Non ha passaporto siriano, ma
la lotta ad Assad è ragione di
vita da quando è scoppiata la
rivolta nel 2011. A differenza
degli altri cristiani siriani si è
schierato a fianco dei ribelli.
Ritiene che persino con Al Qaeda si debba parlare. Resta
l’enigma: impegnato nel negoziato o divenuto a sua volta
ostaggio dei jihadisti cui ha voluto dare linea di credito. Preghiera e accoglienza in un eremo per il «gesuita del deserto»
che è riuscito a convincere il
Vaticano dell’ispirazione originale di un’esperienza di confine. Sempre in prima linea.

to i riflettori e anche durante il
sequestro ha parlato solo poche volte. Giusto per gridare al
mondo quanto fosse grande il
dolore per quella ragazza nascosta chissà dove e custodita
chissà da chi.

Sequestrata per 270 giorni in Algeria

Lieto fine per Rossella Urru
sposa il compagno di prigionia
NICOLA PINNA

Il sogno della libertà ha fatto
sbocciare l’amore. Quello
eterno. Al punto che Rossella
Urru ed Enric Gonyalons
hanno deciso di sposarsi.
Uniti per sempre dalla paura
di un sequestro interminabile in una prigione del Mali e
dalla gioia di costruire una vita sotto lo stesso tetto. Il sì lo
pronunceranno sabato in
Sardegna, a Samugheo, nella
stessa chiesa in cui si è pregato a lungo per la liberazione.
Sono coetanei e insieme,
Rossella ed Enric, hanno condiviso l’esperienza terribile

del rapimento. Nel 2011 lavoravano per due associazioni internazionali diverse ma per la
stessa missione umanitaria, all’interno del campo profughi
Saharawi nella zona di Hassi
Raduni, nel deserto algerino
sud-occidentale. Il blitz del 22
ottobre, era un sabato notte,
non è mai stato ricostruito nel
dettaglio ma da quel momento
per Rossella e il suo prossimo
marito è iniziato un incubo durato 270 giorni. Oltre a loro,
dopo una violenta sparatoria,
quella notte il commando armato era riuscito a portar via
anche un’altra ragazza: pure
lei spagnola, originaria di Ma-

Nella chiesa di Samugheo

Liberi
Enric Gonyalons e Rossella Urru (al
centro) sono
stati liberati il
18 luglio 2012
AHMED OUBA/AFP/GETTY

drid. Ainhoa Fernandez de
Rincon è un avvocato prestato
al volontariato e nel campo del
deserto algerino faceva l’ennesima missione internazionale.
Nelle foto scattate dopo la liberazione, avvenuta il 18 luglio
del 2012, i tre sono sempre
comprarsi abbracciati l’uno all’altro. Ma i ben informati già

(MAURIZIO MOLINARI)

allora dicevano a bassa voce
che durante la prigionia Rossella ed Enric avevano avuto
una forza in più: quella dell’amore. Lei non ha mai raccontato nulla di quel sequestro: né dei mesi trascorsi in
un luogo misterioso né di una
liberazione con tanti dubbi.
Tanto meno ha svelato che du-

rante il sequestro era nata una
bellissima storia d’amore.
A Samugheo, il paese degli
striscioni e delle fiaccolate, lo
stesso che festeggiò per giorni
il ritorno a casa di Rossella, in
pochi sapevano del matrimonio. Il parroco, anche stavolta,
ha la consegna del silenzio. La
famiglia Urru non ha mai ama-

Scampata al pericolo più grande, appena scesa dall’aereo,
Rossella Urru annunciò di essere pronta a ripartire per
un’altra missione e oggi continua a occuparsi di cooperazione internazionale. In paese
l’hanno vista più volte col suo
fidanzato e tutti hanno riconosciuto quel ragazzo più alto di
lei, diventato quasi il figlio di
tutti nel corso della prigionia.
Oggi la notizia dei fiori d’arancio fa felice chiunque e la vecchietta appena uscita dalla
messa domenicale dà la sua interpretazione: «Con quel sequestro qualcuno lassù voleva
mettere alla prova il loro amore. Ora sono liberi e felici: cosa
c’è di più bello?».

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Primo Piano .9

.

LAMINACCIAISLAMISTA

LAPRESSE

Yoav vota per la prima volta dopo la cacciata di Ben Ali nel 2014

Il supermercato kosher a Parigi durante l’assalto di Coulibaly

La tomba di Yoav è a Gerusalemme, dove voleva essere sepolto

Yoav, l’ebreo inseguito dalla jihad
morto per fermare il killer di Parigi
Ecco la storia del ragazzo tunisino che cercò di strappare il mitra a Coulibaly

L’attentato
1 Il 7 gennaio

2015 la sede
della rivista
satirica Charlie
Hebdo a Parigi è
bersaglio di un
attacco terroristico. Muoiono
12 persone. Ma
l’orrore non è
ancora finito

1 Il 9 gennaio

Amedy Coulibaly (foto),
dopo aver ucciso una poliziotta, si barrica in
un supermercato kosher a
Porte de Vincennes, prendendo
alcuni ostaggi e
uccidendone 4

Il documentario
«IosonoYoav»
mercoledìsuRai3
1 Il film documen-

tario «Io sono Yoav»,
di Sabina Fedeli, Stefania Miretti e Amelia
Visintini, andrà in onda mercoledì 29 luglio alle 23,40 su Rai
3, per Doc3, un programma a cura di Fabio Mancini. Girato
tra Tunisi, Parigi e Gerusalemme, il documentario ricostruisce
la toccante storia di
Yoav Hattab, tunisino
di confessione ebraica ucciso da Amedy
Coulibaly durante la
presa d’ostaggi all’Hyper Cacher di Porte de Vincennes, Parigi lo scorso 9 gennaio.

La storia
STEFANIA MIRETTI

S

i chiamava Yoav Hattab ed
era bello come una giornata di sole a La Goulette, il
sobborgo di Tunisi dove quest’estate, proprio in questi giorni, avrebbe ingaggiato interminabili sfide a racchettoni in riva
al mare con gli amici Moché,
Matoilah, Eytan, e al collo
avrebbe avuto, come sempre,
una stella di David grande così.
Ma lui, quest’anno, non è più
tornato a casa.
Gli piaceva cantare, con una
voce melodiosa che tendeva a
stonare, struggente, sui toni più
alti. Giocava benissimo a calcio,
però quando prendeva il pallone non lo passava mai e gli amici gli gridavano dietro. Era molto religioso, era spiritoso, era
innamorato di Delphine da
quindici giorni, gli ultimi quindici della sua breve vita.
Cresciuto da ebreo in Tunisia, Yoav è stato ucciso, perché
ebreo, in Europa: questa è la
storia di una delle quattro vittime della presa d’ostaggi all’Hyper Cacher di Porte de Vincennes lo scorso 9 gennaio. Il
più giovane, 21 anni appena, il
più coraggioso. Era risalito dalla ghiacciaia, dov’era nascosto
insieme ad altri clienti del supermercato, per provare a ragionare con Amedy Coulibaly, il
sequestratore. Ma l’estremista
islamico non sapeva ragionare.
Allora Yoav ha provato a sottrargli la mitraglietta; ma il ragazzo coraggioso non sapeva
sparare.
L’eroe ventunenne dell’Hyper Cacher era uno dei
1500 ebrei di Tunisia che ancora vivono tra la capitale e
l’isola di Djerba; un patriota,
orgoglioso d’aver votato per la
prima volta dopo la cacciata di
Ben Ali, perfettamente a suo
agio con la kippah in testa e la
bandiera tunisina sulle spalle.
Secondo dei nove figli del rabbino di Tunisi, Yoav era un ragazzo «multiplo e poliglotta,
particolare e universale», così
lo descrive il suo amico
Johann Taïeb; ma a Tunisi i
fratelli Hattab sono e si sono
sempre sentiti ragazzi di quartiere: «Del quartiere Lafayette: tunisini duri e puri» dice
Avishay, il maggiore. I giovani

Eroe
a 21 anni
Yoav Hattab
aveva 21 anni
quando
è stato ucciso,
lo scorso
9 gennaio
durante
l’attentato
di Parigi
Cresciuto
in Tunisia,
parlava
l’arabo perfettamente

Il padre
Yoav era figlio del rabbino capo
di Tunisi Batou Hattab: in Europa c’è un islam radicale artificiale, «non è l’originale»

di confessione ebraica studiano nella scuola diretta dal rabbino Hattab, pregano nella
Gran Sinagoga di Avenue de
Paris, poi inseguono sogni e
palloni sui campetti di periferia come tutti i loro coetanei
musulmani, e come loro emigrano per cercare l’Europa, la
mixité, una vita migliore.
Il sogno francese

In Francia Yoav c’era arrivato
dopo il diploma, per condurre la
non facile vita dello studentelavoratore con pochi euro in tasca. Una vita di banlieue, tra
Vincennes e Montreuil; una vita da maghrebino a Parigi, problemi di visto, stanze rimediate,

troppi pasti consumati da solo;
una vita da ebreo a Parigi, in
strade dove se porti la stella di
David al collo rischi l’aggressione. Il rabbino Hattab racconta
che i primi tempi suo figlio,
quanto telefonava a casa, gli diceva: «Papà, ma qui sui muri c’è
scritto “morte agli ebrei!”».
Quasi un percorso di formazione alla rovescia, oltre una frontiera già attraversata da tanti
ebrei tunisini prima di lui. Per
esempio Gabriel Mamou. Lui
s’è sentito male la prima volta
che gli è sfilato accanto un corteo di solidarietà a Gaza:
«C’erano 30 mila persone che
gridavano “morte agli ebrei”. In
Tunisia non potrebbe mai succedere. Per come abbiamo vissuto noi a Djerba, se io non trovo una sinagoga posso entrare
in moschea e fare la mia preghiera».
Solidarietà religiosa

Non è, naturalmente, il mondo
ideale quello che ha cresciuto
Gabriel e i ragazzi Hattab. Ma
se in Europa - come nota Jacob
Lellouche, voce storica della comunità ebraica tunisina - «la
gente crede di avere anche la libertà d’odiare l’altro», in Tunisia ancora resiste una solidarietà religiosa tra credenti di fedi
diverse, impastata con lunga
tradizione di laicità. Il papà di
Yoav ci ha raccontato che quando era a Parigi per riconoscere
il corpo del figlio, dalla vicina
moschea, terminata la preghie-

ra dell’alba, una delegazione è
partita per bussare alla porta di
casa sua: «“Madame”, hanno
detto a mia moglie, “siamo a sua
disposizione”. I musulmani qui
sono più che fratelli e non abbiamo mai avuto quel genere di
problemi. Li abbiamo avuti soltanto in Europa».
Islam radicale europeo

Già, in Europa, dove mette radici un islam radicale che - così la
pensa il rabbino Hattab - «è stato fabbricato, non è l’originale».
In Europa dove un terrorista
che non sa leggere l’arabo uccide, in nome dell’Islam, il ragazzo
di Tunisi che l’arabo lo parla benissimo perché è la lingua in cui
la sua mamma ebrea gli ha insegnato a parlare. In Europa dove
anche Yoav, che un tempo scriveva su Facebook «Io amo Mosè, amo Gesù, amo Maometto: la
pace sia con loro», misura la distanza che passa tra la nostalgia
d’un universo ricomposto e una
realtà che sempre più ti costringe a schierarti. «Io a Djerba ho
moltissimi amici musulmani. In
Francia, zero»: così la spiega
Gabriel, a Parigi da anni.
Quando è morto a Porte de
Vincennes, Yoav era appena
rientrato da un viaggio di gruppo in Israele, e per lui era stata
un’esperienza entusiasmante.
Dicono alcuni degli amici più
recenti che stesse pensando di
trasferirsi là. Dicono i vecchi
compagni di scuola, i suoi familiari, che sarebbe invece sen-

z’altro tornato a Tunisi. Un
pensiero postato su Facebook
prima di salire sull’aereo per
Tel Aviv segnala il travaglio, o
magari il presentimento: scritto metà in arabo e metà in francese, è una dichiarazione
d’amore per la Tunisia, «la nostra magnifica patria, dove non
odiamo nessuno».
A Gerusalemme, questo è
certo, il religiosissimo Yoav
avrebbe voluto essere sepolto,
ed è lì che riposa: «Per me è
molto doloroso saperlo così
lontano» confida il padre, il
rabbino che mentre interrava il
suo magnifico ragazzo a un
giorno di viaggio e zero relazioni diplomatiche di distanza, ne
ha approfittato per stringergli i
piedi tra le mani, «come lui faceva con me, quando avevo dei
problemi».
Difficile non sentirsi costretti a scegliere tra due bandiere,
di questi tempi, se si è un ebreo
maghrebino che vive in una
banlieue di Parigi. Ma a vent’anni il finale non può che essere aperto, e così è giusto lasciarlo; salvo sapere che tutto può finire in un attimo, perché con
mille suggestioni in testa, un
amore nuovo e un amico che
t’aspetta per fare insieme
Shabbat, vai a comprare una
bottiglia di vino nel posto in cui
sta per entrare un Coulibaly.
Perché la fine di Yoav è anche la
storia di come si diventa assassini senza aver capito in nome
di cosa. Una storia tristissima.

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

ILVIAGGIOIN KENYAED ETIOPIA

“Liberate le donne, crescerete di più”
Obama vuole cambiare la sua Africa
Bagno di folla a Nairobi: no ad abusi e mutilazioni, a volte le tradizioni vanno superate
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NAIROBI

Il Kenya, e l’Africa intera, «sono
al bivio fra promesse e pericoli».
Possono cambiare il loro destino
e svolgere un ruolo molto più importante sulla scena internazionale, ma per riuscirci devono fare «alcune scelte difficili». Ad
esempio smettere di discriminare le donne, perché la loro repressione «è una vecchia tradizione sbagliata, che penalizza le
prospettive di tutti».
Barack Obama sceglie l’ultimo giorno della visita nel Paese
dei suoi avi, quello dedicato al
bagno di folla nell’arena di Nairobi Safaricom, per ispirare e insieme sfidare l’intero continente. Davanti a circa cinquemila
spettatori, scelti soprattutto fra
i giovani impegnati nel sociale,
dice che «il futuro dell’Africa è
nelle mani degli africani». Introdotto dalla sorella Auma come
«uno di noi», ricorda le proprie
radici e le difficoltà che avevano
ostacolato le vite di suo nonno
e di suo padre,
per sostenere
che ormai questi problemi
stanno sparendo: «Il Kenya e
l’Africa corrono. Non hanno
più bisogno dell’assistenza, ma
della capacità
di costruire i
propri sogni».
Per realizzare queste promesse, però,
servono «scelte
difficili», che
Obama non esista a elencare,
sfidando i keniani a muoversi
verso il futuro proprio perché lo
vedono come uno di loro. Dice
che bisogna fermare la corruzione, una malattia che blocca lo
sviluppo; consolidare la democrazia, dopo le violenze seguite
alle elezioni del 2008, per garantire la stabilità indispensabile
alla crescita; mettere fine alle rivalità tribali, che avevano stroncato la carriera di suo padre come economista nel governo. Nel
giorno in cui al Shabaab fa sentire la sua presenza, attaccando

Basta discriminare
le donne, la loro
repressione
è una vecchia
tradizione sbagliata
che penalizza
le prospettive di tutti
Il Kenya e l’Africa
corrono. Non hanno
più bisogno
dell’assistenza,
ma della capacità
di costruire
i propri sogni

Kamikaze
a Mogadiscio
Distrutto hotel
Un kamikaze
ha fatto esplodere un camionbomba davanti
al cancello
dell’hotel Jazeera, nel centro
di Mogadiscio,
causando almeno 13 morti

il caso
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

attaglia fra manifestanti palestinesi e polizia
israeliana sulla Spianata delle Moschee. Gli scontri
iniziano poco dopo l’alba,
quando un gruppo di palestinesi - alcuni dei quali con il
volto coperto - entra nella moschea di Al Aqsa, erige delle
rudimentali barricate e la trasforma in una base da dove
lanciare pietre e petardi contro i militari.
L’intento dei palestinesi è
impedire che sulla Spianata
delle Moschee entrino fedeli
ebrei in occasione del digiuno
del Nove di Av, il giorno in cui
si ricorda la distruzione del
Tempio di Gerusalemme da

B

un albergo di Mogadiscio, ripete
che bisogna combattere il terrorismo senza trasformare questa
lotta in una scusa per violare i
diritti umani. Lo stadio vicino all’arena dove parla, infatti, è il
luogo dove erano stati reclusi gli
immigrati somali e i musulmani
sospettati di legami col terrorismo, dopo una retata contro
Shabaab seguita all’attacco contro il Westgate mall.
La sfida per l’inclusione

Come era successo il giorno prima con i diritti dei gay, la sfida
più imbarazzante che lancia
Obama è quella per l’inclusione.
Stavolta, però, si concentra sulle donne. «Capisco che alcune
abitudini fanno parte della tradizione, ma arriva il momento in
cui dobbiamo avere il coraggio
di riconoscere che certi aspetti
delle nostre tradizioni sono sbagliati. La repressione delle donne, gli abusi, le mutilazioni genitali, le violenze, la resistenza a
farle studiare, non hanno posto
nel XXI secolo». Per spiegarsi, il
presidente fa l’esempio della
bandiera confederata in South
Carolina: «Dicevano che era un
simbolo storico, ma in realtà era
il vessillo di un esercito che voleva la schiavitù». Ora è stata ammainata, e nello stesso modo il
Kenya e l’Africa dovrebbero ammainare le discriminazioni contro le donne. È una questione di
giustizia, ma anche una decisione logica per favorire lo sviluppo: «Qui siamo dentro un’arena
per lo sport. Ecco, è come se una
squadra decidesse di scendere
sempre in campo senza metà
dei suoi giocatori. È stupido».
A giudicare dagli applausi, la
gente capisce. Almeno i giovani
come Josephine, una splendida
ragazza vestita con i costumi
tradizionali, che Obama ha citato come un esempio della nuova
imprenditoria keniana: «Ci ha
sfidati, ma ha avuto il coraggio
di dire quello che il nostro Paese
aveva bisogno di sentire». Alla
fine anche Malik, il fratello del
presidente che lo aveva criticato
per non essere andato al villaggio familiare di Kogelo, lo applaude: «Ha lanciato un vero
messaggio di fratellanza. Spero
che tutti lo ascoltino».

JONATHAN ERNST/REUTERS

A Nairobi ad ascoltare il discorso di Barack Obama c’erano circa cinquemila persone

La ricetta dell’inventore di Aol

“ La Cina cerca solo risorse
dagli Usa tecnologia e rispetto”
«La prima ondata degli investimenti internazionali in
Africa ha riguardato le infrastrutture; la seconda, che sta
cominciando, punterà sull’innovazione, e in questo campo
gli Stati Uniti sono avanti a
tutti». Steve Case, il fondatore
di America Online che oggi
guida la compagnia finanziaria Revolution, descrive così
la strategia che consentirà di
recuperare lo svantaggio accumulato in Africa nei confronti della Cina, che ormai ha
scavalcato gli Usa come primo partner commerciale.
Case fa parte del gruppo di
uomini d’affari che hanno seguito il presidente Obama in
Kenya, per il Global Entrepreneurship Summit, e insieme ad
altri colleghi ha incontrato i

Revolution
Steve Case,
fondatore
di America
Online
oggi guida
Revolution,
una
compagnia
finanziaria
attiva
soprattutto
in Africa

giornalisti per spiegare cosa sta
avvenendo nella regione e quali
sono gli obiettivi. «Noi abbiamo
investito in una mezza dozzina di
compagnie, e il nostro impegno è
destinato a crescere. Parliamo di
diversi milioni di dollari. Soprattutto nel caso di Nairobi, ci sono

Scontri alla Spianata delle Moschee
Gerusalemme teme un’altra Intifada
Palestinesi si barricano e lanciano pietre: sgomberati dalla polizia

ISRAELI POLICE/EPA

Poliziotti israeliani entrano nella moschea Al Aqsa

parte delle legioni di Tito nell’anno 70. Gli ebrei ortodossi in
genere salgono a piccoli gruppi
ma per il giorno di lutto religioso sono attesi in gran numero
sul Monte del Tempio - chiamato dai musulmani Haram elSharif - e i manifestanti hanno
accumulato, nella notte fra sabato e domenica, ingenti quantitativi di munizioni.
Appena la sassaiola inizia la
polizia interviene in forze, sostenuta da unità della Guardia
di Frontiera. Vi sono momenti
di battaglia frontale: una pioggia di sassi e petardi contro i lacrimogeni degli agenti. L’inten-

to dei militari è rimuovere le
barricate poste all’entrata della
moschea, per chiuderne i grandi portoni verdi e impedire ai
manifestanti di lanciare oggetti. I palestinesi vogliono invece
attirare gli agenti dentro la moschea, per poi accusarli di sacrilegio, trattandosi di uno dei luoghi più sacri dell’Islam. La battaglia si conclude con sei palestinesi arrestati e una dozzina
di agenti feriti ma il Waqf, l’ente
islamico che gestisce la Spianata, accusa Israele di aver «aggredito e ferito almeno 19 nostre guardie» oltre a «tappeti
bruciati e mura danneggiate

imprese con ambizioni globali.
Non stupitevi, se nel giro di un
paio di anni vedrete qualche
compagnia kenyota che diventerà un’icona, quotandosi in Borsa
e raggiungendo un valore di miliardi di dollari. Ce ne sono diverse che sono pronte a fare il salto».
Secondo Case, la percezione
dell’Africa ormai è cambiata:
«Un tempo pensavamo a questo continente come a un problema, ora lo vediamo come
un’opportunità. La rivoluzione
sta già avvenendo, e chi non è
presente adesso rischia di mancarla completamente».
Il problema è che la Cina ha
già scavalcato gli Usa: «Il presidente mi ha chiesto proprio di
portare qui più aziende americane. Nel settore delle infrastrutture c’è ancora molto da fare, e
stiamo intervenendo, ma ora comincia l’ondata degli investimenti tecnologici. L’America non
punta solo a prendere le risorse
naturali; vuole aiutare l’Africa a
costruire le proprie capacità imprenditoriali, e su questo siamo
all’avanguardia».
[PAO. MAS.]

nella moschea di Al Aqsa». in
violazione delle intese con la
Giordania sullo status del luogo.
La Giordania protesta

Immediata la protesta di Amman che parla di «provocazione
israeliana». Dura la reazione di
Abu Mazen, il presidente dell’Autorità palestinese, che lancia
un appello a «tutti i musulmani»
affinché «difendano la Spianata
dagli ebrei che vi vogliono pregare». «Temiamo che Israele voglia restringere il diritto dei palestinesi a pregare sulla Spianata» spiega Mohamed Elian, portavoce di Abu Mazen, e in un’email il ministero degli Esteri palestinese aggiunge: «Hanno aggredito la moschea sacra, l’Onu
adotti provvedimenti».
Per Israele invece si è trattato
di «atti di violenza e terrorismo
intollerabili» come osserva il capo dello Stato, Reuven Rivlin,
precisando che «il fatto di compierli in un giorno come il Nove
di Av deve essere condannato in
maniera inequivocabile».

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Primo Piano .11

.

VENTOREPUBBLICANOIN SPAGNA

Via statue, foto e nomi delle strade
Podemos cancella la monarchia

Aduemesi
daisuccessi
alleelezioni
locali

Il movimento degli indignados vuol dare subito un’impronta alle città che governa
Da Barcellona a Cadice è sfida ai reali: “Basta simboli, sono troppo rappresentati”

25

ENRICO CAPORALE

(quando venne ristabilita la democrazia) molte vie vennero
convertite in catalano.

per cento
I voti conquistati
da Ada Colau
a Barcellona
con «Barcelona
en Comú»
(coalizione
della sinistra
catalana vicina
a Podemos)
il 24 maggio

Prima i conservatori, ora la monarchia. L’onda distruttrice di
Podemos travolge i reali di Spagna con una furia iconoclasta
che rievoca lo spettro di Buenaventura Durruti, l’anarchico spagnolo che negli anni precedenti
alla guerra civile (1936-1939) lottò contro re Alfonso e la dittatura
militare di Primo de Rivera.
Dopo la decisione di Ada Colau, il neosindaco di Barcellona
eletto a giugno con «Barcelona
en Comú» (coalizione della sinistra catalana vicina a Podemos),
di rimuovere il busto del re dimissionario Juan Carlos dalla
sala del consiglio comunale, ora
la nuova giunta degli «indignados» annuncia di voler cambiar
nome a vie, piazze e spazi pubblici dedicati ai monarchi. La misura, fanno sapere dal comune di
Barcellona, dovrebbe riguardare re, regine e principi degli ultimi due secoli. Insomma, i Borboni di Juan Carlos e del suo erede
Felipe. «In città ci sono fin troppi
simboli della monarchia e questa
eccessiva rappresentazione andrà moderata», ha detto Colau.
Secondo il quotidiano «El
Pais», sono almeno sedici le zone
reali a rischio, a partire dalla
piazza oggi dedicata a Juan Carlos fra il Paseo de Gracia e la Diagonal (in pieno centro), dove la
nuova giunta vorrebbe reinstallare una celebre statua della Repubblica. In realtà, non sarebbe
la prima volta che Barcellona ribattezza strade e piazze: una prima rivoluzione toponomastica
avvenne già durante le dittature
di Primo de Rivera e Francisco
Franco. I due, però, scelsero nomi spagnoli e così negli Anni 80

31,8
per cento
I voti
presi
a Madrid
da Manuela
Carmena
con il partito
degli indignados
«Ahora Madrid»

3,2
milioni
I voti
persi
alle scorse
elezioni
in tutta
la Spagna
da socialisti
e popolari
rispetto al 2011

Gli altri casi

Barcellona (Catalogna)

Saragozza (Aragona)

Dopo aver fatto rimuovere il busto di Juan
Carlos dalla sala del consiglio comunale,
il sindaco Ada Colau ha annunciato che vuole
cambiare nome a vie e piazze dedicate ai reali

La nuova giunta ha deciso che il padiglione
Felipe si chiamerà José Luis Abós, dal nome
dell’allenatore di basket che ha portato
la squadra locale in vetta alle classifiche

Cadice (Andalusia)

Moaña (Galizia)

Il nuovo sindaco ha sostituito il ritratto
di Juan Carlos nel suo ufficio con quello
di Fermín Salvochea, sindaco anarchico
della città negli anni della prima Repubblica

Qui il ritratto del re e la bandiera spagnola
sono state sostituite dalla foto
di Daniel Rodríguez Castelao, padre
del nazionalismo gallego

Una corona dimezzata dagli scandali
ma Juan Carlos salvò la democrazia
Corruzione e gossip lo hanno costretto ad abdicare
Nessuno ricorda che nel 1981 fermò il colonnello Tejero

1981

Analisi

tentato
golpe
Il 23 febbraio
un gruppo
di militari
della Guardia
Civil comandati dal tenente colonnello Antonio
Tejero
organizzò
(senza
successo)
un colpo
di stato
in Spagna

MIMMO CÁNDITO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

più che tagliargli la testa, l’ardimentosa sindaca ha pensato di cavarsela impacchettandone il
busto in uno scatolone di cartone, facendolo poi depositare in cantina da due eroici
uscieri del comune catalano.
Robespierre o no, lei comunque lo ha fatto, e ora le jour
de la gloire est arrivé.
Se fino all’altro ieri potevano immaginare quanto
sconsolato potrebbe essere il
filosofo Herder, il primo che
alla fine del ’700 scrisse e
parlò di «nazionalismo», a
vedere come di questi tempi

E

In tv
Re Juan
Carlos
nel 1981
durante
il discorso
alla nazione
in cui si schierò contro
i golpisti,
difendendo
la Costituzione spagnola
SPANISH ROYAL HOUSE/EPA/ANSA

pretendano di rivestirsi di quel
suo valore ideale figure come
Bossi o, peggio ancora, Salvini,
forse quella sua sconsolatezza
riceverebbe nuovo fiele dal-

l’impresa di questa ardimentosa alacaldésa. Ma non perché
la Catalogna sia una astrattezza a-storica come la pseudoPadania, tutt’altro: l’ambizione

identitaria e politica di questa
«nazionalità», che come tale è
riconosciuta nella Costituzione democratica che la Spagna
(Catalunya compresa) si è liberamente data dopo la fine del
franchismo, è una storia di secoli di autonomia e di confronto con il potere dei re e dei presidenti che dal 1492, e da Madrid, hanno fatto la Spagna
«unica ed eterna». Fu solo la
dittatura del Caudillo a tagliar
di netto con il passato, e quando, poi, nel 1978, la democrazia
tornò nelle Cortes, bisognava
essere a Barcellona per raccontare la felicità d’un popolo
che cantava e ballava non solo
per la libertà di tutta la Spagna ma, anche, per la propria
ritrovata identità.
Verso l’indipendenza

Oggi l’alcaldésa pensa di ritrovare il filo di quel giorno, accompagnando l’imminente
campagna referendaria per
l’indipendenza catalana con la
decisione di sbattere in cantina il povero Juan Carlos. E più
che una scemenza, fa un danno
inutile a se stessa e al suo impegno politico.
La poverina, infatti, sembra
dimenticare che se oggi lei guida la vita pubblica di Barcellona, e decide chi debba stare
nella sala consiliare e chi in
cantina, questo suo potere lo
deve a quel busto oggi impacchettato. Nella notte del 23-F
dell’81, infatti, quando lei ave-

Tuttavia, la sfida ai reali non riguarda solo la rivoluzionaria
Barcellona. Da Saragozza a Cadice fino ai paesi della fredda
Galizia la battaglia iconoclasta
sembra coinvolgere tutta la Spagna. La Spagna degli indignados, ovviamente. A Saragozza la
nuova giunta guidata da «Zaragoza en Común» (una lista simile a quella di Ada Colau) ha deciso che il padiglione Felipe d’ora
in avanti si chiamerà José Luis
Abós, dal nome dell’allenatore di
basket che ha portato la squadra
locale in vetta alle classifiche ed
è morto lo scorso ottobre. A Cadice il nuovo sindaco José María
González (Podemos) ha sostituito il ritratto di Juan Carlos nel
suo ufficio con quello di Fermín
Salvochea, sindaco anarchico
della città negli anni della prima
Repubblica. Anche in Galizia i
reali non se la passano bene: a
Rúa, paesino di 4.600 abitanti, il
sindaco di Bng (Blocco nazionalista galiziano) ha fatto rimuovere dal municipio le immagini del
monarca e a Moaña il ritratto
del re e la bandiera spagnola sono stati sostituiti dalla foto di
Daniel Rodríguez Castelao, padre del nazionalismo gallego.
«Referendum Ya», «referendum adesso», cantavano nel
giugno 2014 migliaia di spagnoli
scesi in piazza per chiedere il ritorno alla Repubblica dopo le
dimissioni di re Juan Carlos
(travolto dagli scandali). Felipe
VI sta cercando di rivitalizzare
la monarchia. Ma dovrà fare i
conti con Podemos.

va ancora 7 anni e giocava con
le bambole, la Spagna invece si
giocava drammaticamente la
storia del proprio futuro: il golpe del colonnello Tejero l’aveva inchiodata di fronte a un baratro che la riportava nel buco
nero della dittatura, e fu soltanto la scelta di Juan Carlos
che, alla fine, denunciò il golpe
e salvò la democrazia. Quando,
quasi alle 2 della notte, il giovane re apparve sul piccolo
schermo della televisione, ancora in bianco e nero, impacchettato lui nella rigida uniforme di Capitan General, e con
voce incrinata dall’emozione
pronunciò il suo discorso, non
appena scandì la parola «Constitución» fu come se l’intera
Spagna tirasse un sospiro di
sollievo, e il migliaio di giornalisti che c’eravamo precipitati
a Madrid sentimmo davvero
sulla pelle il soffio di quella
emozione d’un popolo.
Mujeriego impenitente di
mille gonnelle, assai tenue difensore del principio del conflitto d’interessi, Juan Carlos
ha molte colpe e molte responsabilità. Ma ha anche quel suo
grande merito storico, e la
bimba che in quella notte del
23-F ancora faceva la pipì nel
vasino, oggi che è donna, e decide di sé e degli altri, non dimentichi quella parola che anche i suoi concittadini votarono nel 1978: «Constitución». E
riporti in sala il pensionato,
por favór.

12 .Cronache

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Intervista
FRANCESCO MAESANO
ROMA

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

poi racconta quello che
è successo dopo: «E il
Parlamento mi ha risposto! Mi hanno comunicato che sarebbe stata immediatamente iscritta a ruolo».

E

Era già una bella vittoria.

«Sì, e pensavo sarebbe finita

L’italiana che ha battuto Merkel
“Anche i tedeschi pagheranno”
Accolta la petizione contro il pedaggio autostradale solo per gli stranieri
Il pedaggio

La Commissione Ue
ha aperto
una procedura
d’infrazione
Se Berlino si opporrà
si arriverà a un giudizio

La Germania
aveva
previsto
il pedaggio
per tutti gli
automobilisti,
ma ai
tedeschi
lo avrebbero
scalato
dalla tassa di
circolazione.
La petizione
di Annarita
Amoroso ha
rimesso tutto
in gioco

Non ce l’ho
con i tedeschi
È stato un medico
tedesco a salvare
mia madre, ma quella
legge era ingiusta
Annarita Amoroso
Neo laureata a Napoli
in Scienze politiche
JENS BÜTTNER/PICTURE-ALLIANCE/DPA/AP

28
anni
Annarita
Amoroso è la
neolaureata
di Ercolano
che ha inviato
la petizione
al Parlamento
europeo

lì. C’erano le elezioni europee
a breve e immaginavo che il
mio “dossier” sarebbe finito
in qualche scatolone nei vari
passaggi di consegne».
Sottovaluta la burocrazia europea.

«Può darsi. Sta di fatto che il
parlamento nella nuova legislatura ha ritenuto la mia petizione ricevibile e l’ha trasmessa alla Commissione.
Quest’ultima a fine giugno ha
aperto la procedura di infrazione, come mi avevano annunciato già a maggio, anche
se la legge entrerà in vigore a
gennaio 2016. La Germania

aveva due mesi per rispondere, non l’ha ancora fatto, hanno
altri quindici giorni».
E se i tedeschi dovessero opporsi?

«Allora si arriverà in giudizio
ed è possibile che io venga convocata per spiegare le violazioni che ho esposto nella mia petizione. In caso di opposizione
la Germania rischierebbe
un’ordinanza cautelare. E se
non applicata si arriverebbe a
una doppia condanna, anche
pecuniaria».
Un bel colpo per le casse tedesche.

«Avrebbero ottenuto almeno

500 milioni di euro l’anno. In
teoria i proventi del pedaggio
sarebbero molti di più, ma ai
cittadini tedeschi lo avrebbero
scalato dalla tassa di circolazione. Era quello il punto».
Come l’hanno presa i suoi professori?

«Molto bene. Sono stata convocata dal preside mercoledì
mattina e ne ho già parlato col
mio relatore. Il 23 luglio, il giorno del mio compleanno, hanno
fatto un comunicato stampa.
Organizzeremo una giornata
di studio per la seconda metà
di settembre».

500
milioni
È questa la
cifra annuale
che la Germania contava di
ricavare dal
pedaggio
autostradale

È mai stata in Germania?

«Due volte: quando ero molto
piccola e in gita con la scuola.
Guardi, io non ce l’ho con loro,
anzi. È stato un medico tedesco a curare mia madre quando stava male, lo scriva la prego. Senza di lui, un tedesco,
non avrei più la mia mamma».
L’ha aiutata la politica italiana a
ottenere questo risultato?

«No. Io non sono iscritta a nessun partito. Sono apartitica
ma non apolitica. Non mi piace
che un qualunque partito si
prenda il merito di una cosa
che ho fatto io».
Ma si sente vicina a un partito
politico?

«Ora come ora no. Ci sono stati
troppi scandali, troppa corruzione per avvicinarsi a uno di
questi. Mentre il M5S fa troppa protesta, troppa confusione. Non sono preparati e non
sono propositivi».
Ora cos’altro farà? Resterà in
Italia?

«Non lo so. Ho ricevuto proposte per proseguire gli studi.
Ma vorrei restare in Italia,
cambiare le cose qui. Ma non
ce l’ho con l’Europa, anzi. Sono
euro-critica, ma non anti-europea. Bisogna cambiare
l’Unione standoci dentro».
@unodelosBuendia

BRACCIO DI FERRO IL PROSSIMO 10 AGOSTO DAVANTI AL TRIBUNALE DI AMBURGO

Marò, l’India si oppone
alle richieste di liberazione
RAPHAËL ZANOTTI

Italia e India torneranno a
confrontarsi sulla vicenda
dei marò il 10 agosto davanti
al Tribunale Internazionale
del diritto del mare (Itlos).
Con una mossa a sorpresa,
nel giugno scorso, l’Italia
aveva infatti aperto un percorso parallelo rispetto alla
strada intrapresa dell’Arbitrato all’Aja e si era rivolta
ad Amburgo. Due le richieste italiane per i fucilieri della Marina accusati di aver
sparato e ucciso due pescatori del Kerala il 15 febbraio
2012: innanzitutto che l’India si astenga dal prendere
qualsiasi misura giudiziaria
e amministrativa, o esercitare qualunque forma di giurisdizione, nei confronti di
Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. In secondo
luogo che vengano rimosse
tutte le restrizioni sulla libertà ai due fucilieri. In pratica, che Latorre possa restare in Italia (dove si trova
per ragioni di salute) e che
Girone possa andare e venire dall’India in attesa dell’arbitrato.
Ma l’India si opporrà a
queste richieste. Lo ha fatto
sapere l’additional solicitor
general P. S. Narsimha che
rappresenta gli interessi indiani. Il procuratore indiano
ha anticipato al giornale The
Hindu la linea difensiva che

Direzione Acquisti
Ai sensi della Direttiva 2004/17/CE si rende
noto che sono stati pubblicati sulla GUUE
gli avvisi relativi all’esistenza dei Sistemi
di Qualificazione delle imprese per i
lavori, i servizi e le forniture. Ente
aggiudicatore: Rete Ferroviaria Italiana
S.p.A. Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Periodo di validità del sistema di
qualificazione e formalità da espletare
per il suo rinnovo: Durata indeterminata.
Indizione di gara: No. Gli interessati
possono visionare l’elenco dei Sistemi e la
documentazione che li regolamenta sul sito
www.rfi.it sezione Qualificazione e Gare,
sezione Sistemi di Qualificazione. Per
ulteriori informazioni: Rete Ferroviaria
Italiana S.p.A. Direzione Acquisti - Standard
Negoziali e Sistemi di Qualificazione Via
dello Scalo Prenestino, 25 - 00159 Roma Italia. PEC: rfi-ad-dac.sns@pec.rfi.it - Fax:
+39 0647308901.
Il Responsabile
Edgardo Greco

CITTÀ DI TORINO
PROCEDURA
APERTA
N.
68/2015
PER ESTRATTO “Servizio biennale di
manutenzione veicoli negli esercizi 2016/2017”.
IMPORTO BASE PRESUNTO - I.V.A. esclusa:
euro 1.009.800,00 (suddiviso in n. 14 lotti).
Il bando integrale pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana del 27
luglio 2015, trasmesso alla Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee il 24 luglio 2015 è
visibile su INTERNET al seguente indirizzo:
http://www.comune.torino.it/ appalti/. Scadenza
presentazione offerte: entro le ore 9,30 del 22
settembre 2015.
Torino, 23 luglio 2015
IL DIRIGENTE AREA APPALTI ED ECONOMATO

MARIA GRAZIA COGGIOLA /ANSA

Salvatore Girone (a sinistra) e Massimiliano Latorre (a destra)

intende adottare davanti all’Itlos. Tre i punti citati: primo, solo l’India ha giurisdizione sui reati che vengono commessi nel suo Paese. L’Itlos
dunque non ha alcuna competenza sull’omicidio dei due pescatori; secondo, l’Italia non
ha esaurito tutte le procedure
locali a disposizione, requisito
necessario prima di rivolgersi
all’Itlos; terzo, non ci sono
questioni urgenti perché si
debbano eliminare le misure
cautelari nei confronti dei due
fucilieri italiani.
L’India, secondo il giornale
The Hindu, starebbe cercando un consulente di Ginevra
esperto di diritto internazionale per presentare le sue ar-

gomentazioni all’udienza del
10 agosto.
Il braccio di ferro tra Italia e
India ha rinverdito le polemiche politiche che da sempre
accompagnano le vicende dei
due marò. In serata la Farnesina ha fatto sapere che l’intervento davanti al tribunale di
Amburgo sarà seguito con particolare attenzione, ma senza
strappi nelle relazioni diplomatiche con l’India (qualche
politico nel pomeriggio aveva
proposto una rottura dei rapporti commerciali): “L’Italia
farà valere con determinazione le proprie ragioni con l’intento di addivenire a una soluzione positiva della vicenda dei
due fucilieri Latorre e Girone».

Dott.ssa Monica SCIAJNO

Direzione Logistica Industriale
Acquisti Tecnici
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - FORNITURE
Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere
mediante gara a procedura aperta eGPA
n. 6925 alla stipula di un Contratto di
somministrazione avente ad oggetto la fornitura
di “Ammortizzatori idraulici antiserpeggio” CIG:
6330130C84 per un importo di € 4.185.000.
Tutta la documentazione di gara è disponibile su
www.acquistionline.trenitalia.it. Il termine
per la presentazione delle offerte è fissato per il
giorno 09/09/2015 ore 13:00.
Rocco Femia

Direzione Logistica Industriale
Acquisti Tecnici
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - FORNITURE
Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere
mediante gara a procedura aperta eGPA n. 6924 per
l’affidamento della fornitura di “Ammortizzatori
idraulici antiserpeggio” CIG: 633010798A per un
importo di euro 2.380.000 di cui € 1.190.000 posti
a base di gara e €1.190.000 di eventuale opzione
economica. Tutta la documentazione di gara è
disponibile su www.acquistionline.trenitalia.it.
Il termine per la presentazione delle offerte è fissato
per il giorno 09/09/2015 ore 13:00.
Rocco Femia

Direzione Acquisti
Acquisti Rotabili e Vendita Beni e Servizi Extratraffico
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - SERVIZI
TRENITALIA S.p.A. intende affidare in appalto, con
gara a procedura aperta n. GPA 2015/S/39T, il Servizio
di “Installazione di un impianto di spegnimento dei
motori diesel in caso di emergenza su un totale di n.
212 rotabili delle tipologie ALn663 e ALn668 in asset
alla Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia” - CIG
6328752B5B. L’appalto ha un valore complessivo €
1.802.000,00 di cui € 5.413,40 per costi della sicurezza.
Il testo integrale del Bando di gara è disponibile sul
sito www.acquistionline.trenitalia.it. Termine per il
ricevimento delle offerte: 28/09/2015 ore 13:00.
Il Responsabile del Procedimento
Alessandro Strinna

ESTRATTO DI ESITO DI GARA
1) Stazione appaltante: ITALFERR SpA, in
nome e per conto di RFI SpA 2) Oggetto:
Procedura aperta per l’esecuzione dei “Lavori
per il completamento del raddoppio della tratta
Cervaro-Bovino della linea ferroviaria CasertaFoggia compresa tra le progressive km 6+200 e
Km 29+451” (CIG: 6049787A28 - CUP:
J41H92000000008 - PA-1247) 3) Soggetto
aggiudicatario:
D’AGOSTINO
ANGELO
ANTONIO COSTRUZIONI GENERALI Srl Importo
Euro 50.921.240,04 Ribasso
26,6027% 4) Profilo del Committente:
www.gare.italferr.it.
Il Responsabile
Ing. Fabrizio RANUCCI

COMUNE DI GRUGLIASCO
(PROV. TO)
Bando procedura aperta n. 02/2015/S ”Servizio
gestione globale degli atti di violazione al codice
della strada - CIG 6327924015”. Importo
complessivo € 249.750,00 IVA esclusa. Offerta
economicamente più vantaggiosa. Scadenza
ricezione offerte: 25/08/2015 ore 12. Prima
seduta pubblica: 26/08/2015 ore 8:30. RUP:
Massimo PENZ 0114013911. Bando trasmesso
alla GUCE il 10/07/2015. Atti gara pubblicati su
www.comune.grugliasco.to.it dal 15/07/2015.
IL DIRIGENTE SETTORE PROGRAMMAZIONE E RISORSE:
Dott. Roberto Mosca

Direzione Acquisti
Acquisti Industriali, di Staff e Marketing
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - FORNITURE
Si rende noto che il giorno 17/07/2015 è stato
inviato a GUUE per la pubblicazione il bando
di gara a procedura aperta telematica per
l’affidamento della “Progettazione, fornitura e
posa in opera presso IMC ES di Roma San
Lorenzo, di: N. 03 impianti di sollevamento
carrozza e N.01 muta di cavalletti da 20T CIG 63325888ED”, per un importo
complessivo presunto di € 684.000,00.
Claudia Gasbarri

MINISTERO DEI BENI
E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO
SOPRINTENDENZA SPECIALE
PER POMPEI ERCOLANO E STABIA
GRANDE PROGETTO POMPEI
ESITO DI GARA
Si rende noto che è stata esperita procedura aperta, relativa all’intervento “Realizzazione di una infrastruttura di rete sicura per la copertura WI - FI”; CUP F67H15000080000; CIG: 620997162E; Importo
complessivo: € 508.099,72 IVA esclusa, comprensivo dell’Aliquota forfettaria ex art. 12 del Protocollo di Legalità; Oneri per la sicurezza, non
soggetti a ribasso: € 7.800,00; Criterio di aggiudicazione: affidamento
mediante procedura aperta ai sensi degli artt. 55, comma 5, e 122 del
D.lgs. n. 163 del 2006, da aggiudicare con il criterio del prezzo più
basso ex art. 82, comma 2, lettera a), del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163,
contratto stipulato “a corpo”; Imprese offerenti: n. 3; Impresa aggiudicataria:TELECOM ITALIA SPA; Ribasso offerto: 11,647%; Data di aggiudicazione: 16.6.2015.
IL SOPRINTENDENTE - Prof. Massimo Osanna

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Cronache .13

.

LA CONVERSAZIONE TELEFONICA E’ DURATA UNA DECINA DI MINUTI

Renzi alla famiglia di Asti: “Siete esemplari”
Il premier colpito dalla notizia che i genitori della tabaccaia uccisa vogliono aiutare la figlia dell’assassino
L’elogio

LAURA SECCI
ASTI

«Ce ne
fossero di
uomini come
lei in questo
Paese»,
così il premier
Renzi
a Piero Fassi,
padre
della vittima

L’orologio del campanile di
San Secondo batte dodici tocchi. Piero Fassi è in chiesa, accanto alla moglie Pina. La
messa è terminata da poco,
quando squilla il cellulare.
«Signor Fassi, buongiorno.
Se lei è d’accordo, vorremo
passarle il Presidente del
Consiglio dei ministri».
Domanda retorica, di
quelle che non aspettano il
«sì, grazie». E poco dopo, la
voce di Matteo Renzi. Parla
per dieci minuti e una manciata di secondi. «Innanzitutto - esordisce il premier - mi
permetta di fare a lei e alla
sua famiglia le più sentite e
affettuose condoglianze per
la morte della vostra amata
Maria Luisa». «Ho deciso di
chiamarla perchè sono rimasto colpito dalla dignità e
dalla tenuta esemplare che
tutti voi avete tenuto in tutti i
passaggi dolorosi di questa
tragedia».

AP

Sono rimasto colpito
dalla dignità
e dalla tenuta
esemplare che tutti
voi avete tenuto
in tutti i passaggi
dolorosi di questa
tragedia

Quando verrò
ad Asti spero
di potervi incontrare
e conoscere di persona
se lo vorrete

giane che sono state vicine alla
sua famiglia in modo impeccabile, anche dal punto di vista
umano. Parole che hanno spinto il premier a contattare poco
dopo il comandante generale
dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, per congratularsi
del lavoro svolto dalla compagnia di Asti.

viltà e integrità morale che fa
onore a tutta l’Italia. La famiglia Fassi ha sofferto e continua
a soffrire per la perdita della
cara “Migia” ma ha saputo trasformare il dolore in bontà, con
la purezza d’animo per cui noi li
abbiamo sempre apprezzati».
Il senatore piemontese Michelino Davico, promotore con
Brignolo del «Piano straordinario per la sicurezza astigiana» scattato pochi giorni fa,
non nasconde il suo entusiasmo; «Abbiamo dimostrato che
lo Stato c’è. Esiste. Ed è vicino
ai cittadini. E la famiglia Fassi è
una di quelle che ci rende orgogliosi del lavoro che facciamo».

Matteo Renzi
Presidente
del Consiglio

La ricerca

Fin dai primi minuti dell’arresto di Pasqualino Folletto,
il killer che ha ammazzato
Maria Luisa con 45 coltellate
per 800 euro, i Fassi infatti si
sono dimostrati colpiti per il
dramma di due famiglie, la loro e quella dell’assassino, che
lascia moglie e tre figli di cui
una malata. «Noi siamo qui.
Se la figlia dell’uomo che ucciso la nostra avrà bisogno,
noi ci saremo». Parole che
hanno colpito il premier, tanto da spingerlo a contattare
la questura astigiana per
avere il numero di cellulare
di Piero Fassi e chiamarlo.
Renzi ha promesso poi che

La famiglia
Maria Luisa
Fassi, (in alto
a destra),
con il padre
Piero, la
sorella Maura
e la madre
Pina
in una foto
scattata al
Gener Neuv,
il ristorante
della famiglia

presto passerà a trovare la famiglia ad Asti, per conoscere
tutti di persona. Le persone
che erano accanto a Fassi durante la telefonata raccontano
«la commozione, unita al profondo rispetto per il ruolo istituzionale, ha congelato ogni risposta. Le parole gli si sono
bloccate in gola, era incredulo». Il Presidente del Consiglio
ha concluso dicendo: «Ce ne
fossero uomini come lei in questo nostro Paese».
Sciolto, seppur di poco, l’imbarazzo, Fassi ha voluto ringraziare il premier per questa dimostrazione di solidarietà e
anche le forze dell’ordine asti-

Ieri su La Stampa

Le reazioni

L’articolo apparso ieri su La Stampa che
ha rivelato l’intenzione della famiglia Fassi di
sostenere la figlia malata di Folletto.

1

“Che brutta storia, sono sconvolto”
Il killer mentì e iniziò a lavorare
Dopo il delitto, Folletto si era unito al coro dei colleghi spaventati

il caso
ASTI

Tranquillo
Così i colleghi
descrivono
Pasquale
Folletto:
«In tanti anni
non ha mai
avuto uno
scatto d’ira
o modi di fare
violenti»

untualità svizzera, figlia di un attaccamento al lavoro da far
invidia a Stachanov. Ma
non quel giorno. Quel sabato in cui Maria Luisa Fassi è
stata accoltellata nella sua
tabaccheria, Pasquale Folletto è arrivato in magazzino in ritardo.
«Un quarto d’ora, forse
venti minuti – racconta il
collega e amico Federico
Zappatero, che da tre anni
lavora con lui nella ditta di
spedizioni e trasporti Pregno-. Però lo ricordo bene
perché non era da lui». Una
battuta, «Accidenti, non ho
sentito la sveglia», ha archiviato velocemente la
questione.

P

«La mattanza»

Quella mattina l’argomento
di cui parlare è un altro. C’è
una donna trovata in un lago

di sangue dietro il bancone
della sua tabaccheria. E’ in sala operatoria e i medici stanno
tentando l’impossibile per tenerla in vita. «Oh, hai sentito
cosa è successo stamattina in
corso Volta? Una mattanza.
Povera donna, speriamo che
si salvi» ha esordito l’amico.
«Sì, ho sentito qualcosa. E’
davvero una brutta storia, sono sconvolto» ha commentato
Folletto, partecipando alla di-

scussione intavolata durante
il “passamano” di scatoloni
tra un muletto e il camion.
Nemmeno un accenno di nervosismo. Gli occhi fissi sulle
bolle da compilare, le mani
che si muovono con una calma
«consueta».
Non è un tipo nervoso, Folletto. Almeno non sul lavoro.
«In tutti questi anni non ha
mai avuto degli scatti d’ira o
dei modi fare violenti, con nes-

Il ritardo
Pasquale
Folletto (foto)
aveva spiegato così il
ritardo sul
lavoro: «Non
ho sentito
la sveglia»

Per il primo cittadino Fabrizio
Brignolo (Pd) «è una grande
soddisfazione sapere che la nostra città, di cui ultimamente si
è parlato solo per sottolinearne
i crimini, stia dimostrando di
essere anche un esempio di ci-

suno - assicura il titolare dell’azienda, Piero Pregno -. Sul
lavoro è sempre stato una persona affidabile, puntuale. Uno
che se c’era da caricare un camion alle due di notte non si
tirava certo indietro. Veniva
giù e si metteva a lavorare a
testa bassa».
L’assicurazione

Qualche giorno dopo il delitto,
la polizia ha sequestrato la
Megane su cui il magazziniere
era salito dopo aver colpito
con 45 coltellate Maria Luisa
Fassi. «Gli ho chiesto spiegazioni e mi ha risposto che era
stato “pizzicato” a circolare
senza assicurazione - racconta ancora il titolare -. E questa
giustificazione l’ho trovata
plausibile, considerato che
Pasquale non ha mai avuto un
buon rapporto con le scadenze a cui tutti noi dobbiamo
sottostare».
Le numerose multe per eccesso di velocità che venivano recapitate a casa Folletto
spesso finivano dritte nella
spazzatura. Senza nemmeno
essere state aperte. «Diciamo che era un po’ distratto su
queste cose. Se ne fregava.
Inoltre, e questo era un suo
difetto da sempre, andava veloce in macchina e prendeva
una marea di multe. Anche
con i furgoni della ditta.
Qualche volta quelle le pagavo io, poi lo riprendevo. “Ma
che fretta hai? Nessuno ti
corre dietro qui”, e lui sorrideva con la testa bassa e alzava le spalle».
Incredulità

Nessuno di quelli che con Fol-

Interrogatorio
Oggil'indagato
davantialgip
1 Pasqualino Follet-

to, 46 anni, il magazziniere reo confesso dell’omicidio della tabaccaia Maria Luisa Fassi,
53, comparirà stamane davanti al gip, Giorgio Morando. L’interrogatorio è in programma nel carcere di
Quarto dove l’assassino è detenuto da venerdì sera e dove è sorvegliato a vista, giorno
e notte: è infatti particolarmente provato e
si teme che possa tentare il suicidio. Folletto, sposato, tre figli
(due gemelli di 7 anni e
una bimba di 11) è assistito dai legali Stefano Romagnolo e Silvia
Merlino.
[F. B.]

letto trascorrevano la maggior parte della giornata, divisa tra casa e bottega, vuol credere a quanto è successo.
«Non può essere stato lui,
io non ci credo. È una balla
con cui l’hanno incastrato conclude il collega Zappatero
-. Lui è così minuto, era l’unico
ad infilarsi ovunque per riparare un guasto sotto il camion.
Non può aver sferrato tutte
[L.S.]
quelle coltellate».

14 .Cronache

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

SI SAREBBE ALLONTANATA SOLO CON ALCUNI VESTITI

Milano, giallo per una sedicenne
inghiottita dal buio della periferia
Il disperato appello della madre: “Da giovedì il cellulare è irraggiungibile”
Dodici anni fa la sua sorellina fu uccisa per sbaglio nella strage di Rozzano
STEFANO RIZZATO
MILANO

Non aveva ragioni per andarsene di nascosto, senza dire
nulla a nessuno. E non aveva
mai fatto niente del genere. È
questo che ripete e si ripete
Loredana, dopo quattro
giorni di ansia e altrettante
notti insonni. Maria P., 16 anni, è l’unica figlia che le è rimasta. Da mercoledì è sparita da casa - a Rozzano, periferia sud di Milano - portando via un paio di vestiti nuovi. Senza una telefonata o un
messaggio. Il suo cellulare è
rimasto acceso fino a giovedì
sera, ma da allora è scollegato. «Sono disperata, non so
più cosa pensare - dice Loredana - e spero che qualcuno
mi aiuti. Abbiamo già iniziato a mettere volantini con la
sua foto ovunque qui in paese. E andrò in capo al mondo
dovesse servire».
Le foto di Maria sono
ovunque già sul profilo Facebook di Loredana, che su intenet si sfoga e chiede aiuto.
L’ipotesi che la figlia abbia
fatto tutto da sola, che sia andata via per scelta, è quella
che anche lei considera più
verosimile. «Spero che si sia
allontanata per sua volontà dice - anche se davvero non
aveva mai fatto nulla del ge-

Ricordo

Missing

Ogni giorno
fiori freschi
nel punto
dove
12 anni fa
erano
stati
uccisi
quattro
giovani
in quella
che fu
definita
la «strage
di Rozzano»

La foto
di Maria
distribuita
dalla madre
Loredana
in centinaia
di volantini

ANSA

Sono disperata, non
so più cosa pensare.
Abbiamo già iniziato a
mettere volantini con
la sua foto ovunque
Loredana
Mamma
della ragazza sparita
CAVICCHI/GUATELLI /ANSA

nere. Spero sia stata solo, come si dice, una ragazzata. Come penso abbiamo fatto tutti.
Mi sono già rivolta ai carabinieri e mi hanno detto di stare
tranquilla. Io però non riesco a
stare con le mani in mano».
C’è anche un dettaglio importante, che lascia sperare:
da quando Maria è scomparsa, da casa manca anche qual-

che vestito. «Poche cose, un
paio di vestiti nuovi che le
avevamo preso da poco»,
spiega ancora Loredana. Che
in uno dei messaggi pubblici
su Facebook, si rivolge direttamente alla figlia: «Ti prego
Maria, torna da me. Non vedo
l’ora di abbracciarti e stringerti tra le mie braccia. Torna, torna ti prego».

ALL’OSPEDALE DI BRINDISI È MORTO ANCHE IL CONTITOLARE DELL’AZIENDA

Nessuna madre riuscirebbe
a rimanere inerte in attesa delle indagini. Ancora meno Loredana, che poco meno di 12
anni fa aveva perso l’altra figlia, Sebastiana, che all’epoca
aveva solo due anni. L’episodio,
tragico ed incredibile, fu su
tutti i giornali e passò alla storia poi - semplicemente - come
«la strage di Rozzano». Una

E’ serenamente mancata

Edoarda Paglieri Benedetti

Sono 9 le vittime dell’esplosione
nella fabbrica di fuochi artificiali
STEFANO PEZZINI
BARI

Salgono a nove le vittime
dell’esplosione di venerdì
scorso nella fabbrica di fuochi d’artificio Bruscella a
Modugno, in provincia di Bari. Ieri mattina, infatti, nel
reparto di Rianimazione dell’ospedale «Perrino» di Brindisi è morto Michele Bruscella, 43 anni, uno dei titolari dello stabilimento pirotecnico. Nella serata di sabato
era morto nel reparto di rianimazione del Policlinico di
Bari il ventenne di Napoli
Riccardo Postiglione. Altri
due feriti sono ricoverati negli ospedali di Bari e Napoli.
Rosa Bruscella, madre di
Michele Pellicani, una delle
vittime dell’esplosione nella
fabbrica di fuochi d’artificio
di Modugno, nonché sorella
di Antonio e Vincenzo Bruscella (il primo illeso e il secondo ricoverato in rianimazione a Napoli), si è recata
ieri mattina sul luogo della
tragedia.
«Mio figlio era orgoglioso
del suo lavoro - dice - era bravo, educato e lavoratore. Non
riesco a crederci che non c’è
più, morto in questo modo. E’
morto anche mio nipote Michele. Questa azienda era conosciuta a livello internazionale. Tanti anni fa la nostra
famiglia era già stata colpita
da una tragedia simile. Nel
1959 morirono in questa stes-

L’annunciano i igli Maria Cristina con
Mario e Gianluigi con Maria. I nipoti
Francesca con Giovanni e Greta, Anna
con Lorenzo e Vittoria, Andrea. Molto
riconoscenti al dottor Massimo Mao
per l’elevata professionalità e disponibilità. Grati al dottor Mino Tamponi
per l’affettuosa presenza. Un sincero
ringraziamento a Natasha e Katia per
la dedizione e continua assistenza. S.
Rosario lunedì 27 luglio ore 19 e Funerali martedì 28 ore 11, parrocchia
Santa Barbara.
– Torino, 26 luglio 2015

Noretta, Federica e Paolo, Roberta e
Paolo, Marina e Gioachino, Milli abbracciano Cristina e Giangi nel ricordo
della cara DADA.

Anna con i igli abbraccia Francesca e
i suoi famigliari nel ricordo di nonna
DADA.

Carissimi Cristina e Giangi ricorderemo sempre la vostra MAMMA con
grande affetto e simpatia. Franca con
Roberto, Luca Anna e Luisa, Annalù
con Jeffry e Consuelo.

DONATO FASANO/LAPRESSE

La zia
La nostra
famiglia era
già stata
colpita da una
tragedia
simile. Nel
1959
morirono mia
madre, alcune
sorelle di mio
padre, un
nipote di 14
anni e due
operai

sa fabbrica mia madre, alcune
sorelle di mio padre, un nipote
di 14 anni e due operai. Un dolore che non finisce mai».
Accanto allo strazio dei parenti arrivano gli attestati di
cordoglio. «Voglio esprimere
alle famiglie di tutte le vittime
la più profonda partecipazione
al loro dolore, anche a nome
della Camera dei deputati, che
nella seduta di oggi si fermerà
a ricordare la tragedia», ha
scritto la presidente della Camera Laura Boldrini.
«La Regione Puglia farà di
tutto per tutelare questo settore produttivo ma deve essere gestito in totale sicurezza»,
ha commentato il governatore
della Puglia Michele Emiliano.

Giorgino con Carlo e Francesca, Paolo
e Tanya, Ada e Cristiano si stringe con
grande affetto a Cristina e Giangi nel
ricordo della loro MAMMA.

La politica
Per il governatore Michele Emiliano
«La Regione
Puglia farà di
tutto per
tutelare questo settore
produttivo
vanto dell’Italia ma deve
essere gestito
in totale
sicurezza»

Ha chiuso i suoi bellissimi occhi azzurri. Ciao Memé.

Armida Barnabé
Lo annunciano la iglia Paola con Ernesto, l’adorato nipote Luca con Luisa e
il piccolo Giorgio. Funerali parrocchia
di Bussoleno, 28 luglio ore 15.
– Torino, 26 luglio 2015

E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Maria Luigia Boccaccio
in Ferraris
Ne danno il triste annuncio il marito
Italo, con i igli Silvana, Elena, Simone,
nipoti, generi e nuora. Funerali martedì 28 luglio ore 10,30 parrocchia
Beata Vergine Consolata, Collegno.
Santo Rosario lunedì 27 ore 19 stessa
parrocchia.
– Carmagnola, 26 luglio 2015
O.F. Boggio Dino - tel. 011.852091

sparatoria, il 23 agosto 2003,
che aveva come obiettivo due
giovani, per un regolamento di
conti e una lite tra balordi. A
sparare Vito Cosco, allora
27enne, che uccise però quattro persone: oltre ai due rivali,
un pensionato di 60 anni e la
piccola Seby, raggiunta al collo
da una pallottola proprio mentre era in braccio alla mamma.

Oggi Loredana continua a
lanciare appelli a chiunque
sappia qualcosa. Neppure dal
fidanzato di Maria sono arrivati elementi utili: non sarebbe una fuga d’amore, visto che
il ragazzo - i due stanno insieme da pochi mesi - si trova a
casa e non avrebbe ricevuto alcun messaggio. L’ultimo segnale della ragazza è proprio
una foto, un bacio tra i due, sul
profilo Facebook. È il profilo di
una normale sedicenne, tra
selfie e video buffi. Una sola
ombra c’è in un post del 29 giugno, uno sfogo che pare come
tanti, difficile collegarlo alla
storia di oggi: «Io mi chiedo
quando inizierete a farvi una
vita vostra, vi nascondete dietro a un anonimo per offendere, anche se pensate che sono
obesa, cessa ecc non sono cose
che vi riguardano».

Munita dei conforti religiosi è
mancata la

Cristianamente è mancata ai suoi
cari

n.d. Maria Bozzola
Gorla Salvaneschi

Giuliana Regaldo
ved. Fagiotti

Lo annunciano con immensa tristezza i igli Maria Pia e Carlo, la nipote
Maria Ludovica con Eugenio ed i bis
nipoti Elena e Gregorio. Un sentito
ringraziamento ad Elena e Simona per
le amorevoli cure prestate. S. Rosario
cappella di Villa Gorla, Valmadonna,
lunedì 27 luglio ore 20,30. Funerale
parrocchia di Sant’Alessandro martedì
28 luglio ore 15.
– Alessandria, 26 luglio 2015

anni 80
Lo annunciano le iglie Eliana, Antonella e Patrizia con le rispettive famiglie. Funerali in Cirié lunedì 27 ore
15,45 parrocchia S. Giovanni.
– Cirié, 26 luglio 2015
O.F. La Cristianità - tel. 011.9295197

E’ mancata
PROFESSORESSA

Mabel Chiappo
Lo annuncia la famiglia. Funerali domani ore 10 parrocchia della Crocetta.
– Torino, 22 luglio 2015
O.F. Eurofunerali - tel. 011.389335
Ha lasciato un grande vuoto ma sarà
sempre con i suoi cari. Continuerà ad
amarci

Giovanna Garrone
ved. Cerri
Lo annunciano con molta tristezza i
igli Marta, Giulio e Giorgio, i nipoti Germana, Aldo, Ilaria, Edoardo,
Manlio, Carlotta e tutti i pronipoti.
Un particolare ringraziamento a Ileana per l’affettuosa assistenza. S. Rosario lunedì 27 alle ore 18 chiesa SS.
Pietro e Paolo. Per orario Funerali tel.
011.8194094.
– Torino, 26 luglio 2015
O.F. Gran Madre - tel. 011.8194094
La nipote Luisella con Roberto, Marco
e Chiara piange la scomparsa della
carissima zia GIANNA e si unisce al
dolore di Marta, Giulio e rispettive
famiglie.

E’ cristianamente mancata

Ilda Reviglio della Veneria
Vassallo di Castiglione
L’annunciano la mamma Sita Vassallo
di Castiglione Poma, il marito Pippo
Reviglio della Veneria con i igli Enrico e Maria Elisa. S. Rosario lunedì 27
luglio ore 19,30 e Funerali martedì
28 luglio ore 9 Parrocchia SS. Angeli
Custodi.
– Torino, 25 luglio 2015
Genta dal 1848 - Torino
I cugini Franca con i igli, Sita con Riccardo e i igli, Edoardo con Elena e i
igli, Federico con Rosaria e i igli partecipano al dolore per la scomparsa
della cara ILDA.
La Direzione e tutti i colleghi di Geodata partecipano al lutto dell’Amministratore Delegato, ing. Silvano Maccan, per la perdita della mamma

Irma Battello
– Torino, 27 luglio 2015
Silvano, sono vicino a te e alla tua famiglia in questo triste momento. Ti
porgo le mie più sentite condoglianze
per la perdita della tua mamma

Irma Battello
Piergiorgio Grasso.
– Torino, 27 luglio 2015

Gabriella e Nicola salutano la cara
nonna GIANNA.

ANNIVERSARI
Domenico Mangone annuncia unitamente a papà Giovanni e familiari la
scomparsa di

2009

2015

Teresa Mangone

Giovanni Davide Moiso

Funerali oficiati parrocchia via Malta
42 martedì 28 luglio ore 11.
– Torino, 24 luglio 2015
O.F. Gariglio - tel. 011.722452

In questo anno abbiamo fatto molte
cose, ma perchè tu ci hai insegnato
tanto. Santa Messa lunedì 27 luglio
ore 18, parrocchia di San Marco, Buttigliera Alta.

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Cronache .15

.

L’EPISODIO A SESTRI LEVANTE

Salva un uomo in mare
Due anni fa sfuggì
alla strage di Genova
Protagonista un marinaio che lavorava alla Torre piloti
LORENZO CRESCI
SESTRI LEVANTE

Tredici anni trascorsi in Torre Piloti, a Genova: ma la sera
del 7 maggio 2013, il maresciallo Alessandro Sanna, 49
anni, non era in servizio operativo, nel porto di Genova.
«Per una pura combinazione
non era il mio turno», ricorda
adesso, nel suo ufficio da comandante del Locamare della Capitaneria di porto, a Riva Trigoso, frazione di Sestri
Levante, dopo essersi cambiato d’abito. «Bermuda e
maglietta sono in lavatrice»,
le scarpe da ginnastica ad
asciugare. Soltanto gli occhiali da sole sono al loro posto. Appena poche ore prima,
nella tarda mattinata, il maresciallo, nativo di Oristano,
ma ormai ligure di adozione,
s’è lanciato in mare per salvare dall’annegamento un pensionato genovese di 66 anni
che, malgrado la bandiera
rossa, le onde e il forte vento
di libeccio, si era tuffato, ma
andando in difficoltà e annaspando poco dopo. «Stavo
pattugliando a piedi l’arenile racconta il maresciallo Sanna
- assieme al collega Alessio
Guerra quando ho visto il bagnante in difficoltà: il mare
era grosso, ho notato subito
che l’uomo dava una braccia-

Alessandro Sanna

ANSA

Torre piloti

Il maresciallo Sanna scampò al
terribile disastro della Torre
piloti in porto a Genova abbattuta dalla Jolly Rosso

ta in avanti ma dieci indietro e,
pur non chiedendo aiuto, non
riusciva a tornare a riva». E così, senza perdere neppure un
attimo per sfilarsi di dosso la
maglietta o le scarpe, eccolo
tuffarsi in mare. Una, due, dieci
bracciate e il pensionato è raggiunto. «Non è stato facile salvarlo, anche per la sua stazza:
l’ho preso con una mano, tra le
onde, che poi ci hanno spinto
verso riva. È andata bene».
«Dieci minuti in mare, no, che
dico, forse meno», a combattere tra le onde.
Quindi, l’anziano è stato
adagiato prima
sulla battigia,
poi su un lettino,
in attesa dell’arrivo di un’ambulanza del 118 Tigullio. «Abbiamo accertato le
sue condizioni fisiche: era vigile,
ma chiaramente
choccato. L’ho
tenuto sveglio
per far sì che
non potesse perdere i sensi, poi il
personale dell’ambulanza lo ha trasportato
in codice verde al Pronto soccorso di Lavagna». L’uomo sta
bene, e ora ringrazia il Cielo
due volte: a salvarlo è stato

IMPERIA

Annegato per salvare il figlio, inchiesta della magistratura
1 Concorso in omicidio colposo. È quanto ipo-

tizza l’indagine, condotta dal pm Paola Marrali,
sulla tragica fine di Mauro Feola, l’imprenditore vinicolo, cinquantenne, di Diano Marina, morto affogato sabato a Imperia mentre cercava di portare in salvo il figlio Alessandro, 15 anni, che anna-

proprio quel maresciallo Sanna, tredici anni di servizio alla
Torre Piloti, per un gioco del
destino assente la sera in cui
una nave in manovra abbatteva la struttura di controllo, la
«casa» per gente di mare come
Sanna, uccidendo nove persone. «Quella notte - ricorda il comandante - ho perso nove fratelli. Con loro non c’era semplicemente quel rapporto che si
può avere con un collega: c’era
di più, un legame unico. Interrotto da una tragica fatalità».

spava fra le onde. Il figlio alla fine si è salvato, il
papà invece non ce l’ha fatta. L’inchiesta intende
fare chiarezza su quanto è avvenuto da quando
Feola si è gettato in acqua per cercare di trarre
d’impaccio il figlio, al momento in cui egli stesso si
è trovato in difficoltà.

Quanto accaduto ha segnato
profondamente Sanna e tutti
coloro che vivono il mare. Ma il
comandante non accetta parole come «miracolato» o, adesso,
di «eroe». «Ho fatto semplicemente il mio lavoro: ero lì in
pattugliamento, ho visto un uomo che stava per annegare.
Che altro potevo fare?». Non è
la prima volta, quest’estate,
che il comandante Sanna si
trova impegnato in un’operazione di soccorso: era già accaduto alcune settimane fa, con

Bandiera

Scogli

Onde

Mai tuffarsi con
bandiera rossa,
che indica mare
mosso. Entrare
in acqua può
diventare
molto
pericoloso

Se il mare è
mosso, dev’essere evitato il
bagno vicino
agli scogli che,
con la risacca,
possono creare
vortici

Non bisogna
contrastare mai
onde o correnti: si sprecano
infatti molte
energie, senza
riportare dei
risultati

ma cosa da fare è mettere il nuotatore in difficoltà in posizione
di sicurezza. Se la persona è
molto agitata si può anche cercare di stordirla per poterla riportare a riva in tranquillità. La
prima regola è metterla sul dorso, parallela all’acqua perché il
corpo non faccia attrito durante
il trasporto, con la testa iperstesa all’indietro per evitare che
beva. Con un braccio, bisogna
bloccare entrambi gli arti superiori perché si senta protetta e
anche per evitare che possa colpirci. Poi si nuoterà verso riva
usando la mano libera per remare e muovendo le gambe «a bicicletta». Se è possibile, quando ci
si tuffa per andare in aiuto a un
bagnante in difficoltà, portare
con sé una tavoletta.

I consigli

Troppe morti quando c’è la bandiera rossa
Ecco cosa fare quando si è in pericolo
ISABELLA VILLA

Un uomo annegato per salvare il figlio sabato ad Imperia. Il
comandante della Capitaneria di porto di Riva Trigoso,
che ha messo in pericolo la vita per riportare a riva un pensionato in difficoltà dopo essersi tuffato in mare nonostante la bandiera rossa. Due
episodi nel giro di una manciata di ore, uno con un epilogo
drammatico, l’altro con il lieto
fine. Ma ogni estate sulle
spiagge sono decine e decine
le persone che, per imprudenza e imperizia, mettono a rischio la loro vita e quella dei loro soccorritori. E spesso sono
proprio questi ultimi ad avere
la peggio. Eppure basterebbe
seguire poche semplici regole
per evitare le disgrazie.

Bandiera rossa

Mai tuffarsi in presenza della
bandiera rossa, che indica il
mare mosso. Entrare in acqua,
anche per rimanere a pochi metri dalla riva a giocare con le onde, può diventare molto pericoloso. Se la bandiera è gialla va
impiegata molta prudenza: non
allontanarsi oltre i 200 metri
dalla costa. In ogni caso, se si
vuole fare una nuotata al largo,
non bisogna avventurarsi mai
da soli ed è fondamentale controllare prima le previsioni meteo. Inoltre se il mare è mosso,
dev’essere evitato il bagno vicino agli scogli.
Le regole da seguire

È molto più semplice dirlo che
farlo. Quando in mare ci si trova
in difficoltà è facile farsi prendere dal panico e non riuscire a

Prudenza
Con il mare
non si scherza. Non bisogna pensare
«a me non
succederà
mai», ma
tener presente che per
imprudenza si
rischia di
mettere in
pericolo la
vita dei soccorritori

pensare con lucidità. La regola è
di mettersi supini (fare il morto)
con la testa tesa all’indietro, per
evitare di bere e farsi portare
dalle onde e dalla corrente anche se questa trascina verso il
largo. Non bisogna contrastare
mai onde o correnti: si sprecano
molte energie, senza riportare
dei risultati. Se ci si trova in
prossimità di rocce e si è in balia
della risacca, bisogna cercare di
calcolare la ciclicità dell’onda,
osservandone il ritmo, e poi provare a salire, aspettando quindi i
soccorsi.

Inesperti
Cercare di
salvare una
persona in
difficoltà in
mare è molto
pericoloso: o
si è preparati
o si rischia di
affogare. La
prima cosa da
fare è mettere
il nuotatore in
difficoltà in
posizione di
sicurezza

Soccorritori a rischio

La regola è semplice: nemmeno
il nuotatore più esperto deve
buttarsi in mare con la bandiera rossa. Con il mare non si
scherza. Non bisogna pensare
«a me non succederà mai», ma
tener presente che per la propria imprudenza si rischia di
mettere in pericolo anche la vita dei soccorritori.

Per i non professionisti

Cercare di salvare una persona
in difficoltà in mare è molto pericoloso: o si è preparati o si rischia di affogare. Le cronache anche quanto accaduto sabato a
Imperia - lo confermano. La pri-

un ragazzo, in difficoltà tra le
onde. Ma, allora, il giovane era
vicino a riva e fu soltanto aiutato a uscire dall’acqua. «In questi casi - dice ancora Sanna - è
fondamentale l’addestramento, e quello che fornisce la Capitaneria di porto è eccezionale».
Anche se, dalle esercitazioni a
un soccorso reale, ovviamente,
cambia tutto: «Entra in gioco
l’aspetto emotivo, e poi puoi
sempre trovare la persona da
soccorrere in preda al panico».
Questa volta è andata bene.

DAVIDE PAMBIANCHI/FREAKLANCE

HA COLLABORATO PAOLA PROVENZALI

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

DANIELE MARINI
Quando guardiamo al lavoro è
come se fossimo affetti da strabismo. Il tema del lavoro e dei
suoi cambiamenti (organizzativi e culturali) non è stato più rivisitato in modo complessivo
dopo la fine del mito della classe operaia. Il lavoro si è disarticolato, è diventato flessibile,
diffuso. Sono mutate profondamente le mansioni e le professioni. Ma anche i significati attribuiti dai soggetti. Tuttavia,
ogni volta che, in particolare in
Italia, si tocca il tema delle regole del lavoro – com’è accaduto anche con la riforma del
Jobs Act – scattano meccanismi difensivi «a prescindere».
Parafrasando il titolo di un famoso libro di Aris Accornero,
si potrebbe sostenere che pensiamo ancora al «Lavoro come
ideologia» (Mulino, 1981). Il discorso pubblico sulla riforma
spesso è stato un terreno di
scontro ideologico, più che un
confronto reale di idee. Focalizzati solo sulle regole, si perdono di vista le trasformazioni
produttive e, in particolare, il
valore assegnato al lavoro. Se
assumiamo questo punto di vi-

Il metodo
utilizzato
1 L’Indagine

LaST (Laboratorio sulla Società
e il Territorio)
realizzata da
Community
Media Research,
con Intesa
Sanpaolo per
“La Stampa”, si
è svolta dal 15 al
19 luglio 2015.

1 È stato

utilizzato un
campione rappresentativo
della popolazione italiana.
Rilevazione ed
elaborazione
sono state curate dalla società
Questlab

Fonte: Community Media Research
Intesa Sanpaolo per La Stampa, luglio 2015 (n. casi: 1.653)

IL JOBS ACT
Lei ha seguito il dibattito?

(valori in %)

Approfonditamente

A grandi linee

Ne ho sentito parlare

Per nulla

Totale

12,6

58,2

22,4

6,8

Fino a 24 anni

21,9

21,9

46,5

9,7

25-34 anni

11,1

63,7

16,4

8,8

35-44 anni

13,1

58,1

26,9

1,9

45-54 anni

13,0

58,3

22,6

6,1

55-64 anni

14,6

68,5

15,9

1,0

Oltre 65 anni

7,9

62,0

17,7

12,4

Gli orientamenti
TOTALE
FEMMINE

MASCHI

Totalmente
d’accordo

29,4

26,6

31,7

Prevalentemente
d’accordo

Come definirebbe la riforma?

COLLOCAZIONE POLITICA

16 .Economia

Vantaggiosa
per imprese
e per lavoratori

Vantaggiosa
per le
imprese

Vantaggiosa
per i
lavoratori

Svantaggiosa
per
tutti

Non
saprei

Totale

37,3

33,6

3,0

9,2

16,9

Destra

17,9

29,5

2,1

21,1

29,5

Centro destra 38,3

30,5

0,6

13,0

17,5

61,6

25,6

5,8

0

7,0

Centro sinistra 52,6

29,2

2,5

5,5

10,2

Sinistra

30,7

51,6

2,4

7,3

8,0

Non collocati

22,0

31,5

4,7

12,7

29,2

Centro

Le opinioni

77,5

LA STAMPA

Per mantenere
il lavoro
bisogna
essere disposti
a cambiare
mansione

76,3

È giusto assumere
un lavoratore subito
a tempo indeterminato,
ma con le garanzie
che aumentano
con l’anzianità

51,4

55,9

47,7

Poco d’accordo

17,1

15,9

18,0

Per nulla d’accordo
2,1

77,5

1,6

2,5

In un licenziamento
è meglio ricevere
un indennizzo economico,
e trovarsi un altro lavoro,
invece che cercare
di essere reintegrato

AL DI LÀ DI UNA DIFFUSA OPPOSIZIONE DI PRINCIPIO I CONTENUTI DELLA LEGGE TROVANO AMPIO CONSENSO

Sul Jobs Act tanta ideologia
ma le nuove regole convincono
Oltre il 75% approva le tutele crescenti e l’indennizzo se licenziati
sta, allora scopriremmo che la
flessibilità (diversa dalla precarietà), la ricerca di realizzazione personale, l’idea del lavoro vissuto come percorso di
crescita professionale più che
come posto fisso, sono dimensioni centrali nelle aspirazioni
delle persone. Scopriremo che
alcuni dei vecchi tabù sul lavoro si sono trasformati. Su questi temi, Community Media Research in collaborazione con
Intesa Sanpaolo, per La Stampa, ha avviato un percorso di ricerca. In questa prima puntata
prenderemo in considerazione
non solo la conoscenza, ma soprattutto quanto le misure introdotte dal Jobs Act corrispondano anche agli orientamenti della popolazione.
In primo luogo, la riforma
sul mercato del lavoro è stata
seguita, in modo più o meno approfondito, dal 70,8% degli italiani. Fra i lavoratori, il dibattito sulla riforma ha coinvolto
più gli imprenditori (80,2%) e i

1 I risponden-

ti sono stati
1.653 e l’analisi
dei dati è stata
riproporzionata
sulla base del
genere, del
territorio, dell’età, della condizione professionale e del
titolo di studio.

1 Tutto è

stato bilanciato
con coefficienti
correttivi per
tenere conto di
possibili distorsioni di rilevazione. Risultati
sul sito:
www.indaginelast.it.

Colloquio

STEFANO RIZZATO
MILANO

La società
La Adecco è
un’agenzia di
risorse umane
con quartier
generale
in Svizzera
e una rete
che ne fa
il numero uno
mondiale
nei servizi di
collocamento
temporaneo
e permanente
dei lavoratori

chi vede vantaggi per tutti
(Centrosinistra) e chi solo per
le imprese (Sinistra). Dunque,
sono ancora le appartenenze
politico-culturali a discriminare gli orientamenti sul lavoro.
Proprio per aggirare la vischiosità di un approccio ideologico o pregiudizievole, agli
interpellati sono state poste
alcune affermazioni che, nei
fatti, traducono le misure del
Jobs Act (quelle più controverse) senza però farne esplicita menzione. Con l’obiettivo
di catturare se e in che misura
vi fosse coerenza fra gli orientamenti della popolazione e le
riforme approvate. In generale, mediamente oltre il 75% approva che si possa cambiare
mansione pur di mantenere il
lavoro (77,5%), che vi siano tutele crescenti con un’assunzione a tempo indeterminato
(76,3%), che in caso di licenziamento sia meglio ricevere un
indennizzo economico, piuttosto che essere reintegrati nello

stesso posto di lavoro (77,5%).
Cambio di mansione, tutele
crescenti, superamento dell’articolo 18 non appaiono più
un tabù. Sommando i punteggi
ottenuti dalle diverse risposte
è possibile creare una misura
di sintesi degli orientamenti
(impliciti) verso il Jobs Act,
cui aderisce in linea di principio oltre l’80% degli italiani. Il
gruppo prevalente è degli «Inclini al JAct» (51,4%) ovvero di
chi approva quasi tutte le misure. Sono seguiti dagli «YES
JAct» (29,4%) i quali le approvano in toto. All’opposto, il
17,1% valuta in modo prevalentemente negativo la riforma
(Restii al JAct) e solo il 2,1% è
totalmente contrario (NO
JAct). Va sottolineato come
fra quest’ultimi si trovino soprattutto i collocati politicamente a Sinistra (36,7%), ma
nel contempo ben il 63,3% fra
questi sia in generale d’accordo con le riforme approvate
del Jobs Act.

“Così le agenzie aiutano l’impiego
E metà dei contratti diventano stabili”

contratto che dura tre, quattro,
sei mesi».
Il Jobs Act è stato presentato
come la via maestra renziana
per sfuggire al precariato e raccogliere gli elementi positivi
della flessibilità. Il primo giudizio, da parte del dirigente di
Adecco, è positivo: «La decontribuzione delle assunzioni ha
dato una spinta, insieme alla fiducia che finalmente è spuntata sul futuro della nostra economia. In generale la prospettiva
di lavoro si è ampliata. Tra i vari
settori, questo è sicuramente il
momento del metalmeccanico,
con i segnali positivi dati dall’industria dell’auto negli ultimi
tempi. L’altro versante positivo
è quello dell’informatica e dell’It: il mondo delle nuove professioni che continua ad avere una
forte crescita, ma richiede anche professionalità più specializzate e di un certo livello».

nici, la bilancia dei benefici si
equipara (38,4% per tutti;
37,6% per le imprese); mentre
fra gli operai pende a favore
delle imprese (38,2%) più che
per tutti (32,0%). Ma sono le
collocazioni politiche a dividere maggiormente. Una visione
favorevole solo per le imprese
accomuna prevalentemente gli
elettori delle due ali estreme
dello schieramento politico
(Destra: 29,5%; Sinistra:
51,6%), così come anche una visione totalmente negativa del
Jobs Act (Destra: 21,1%; Sinistra: 7,3%). Viceversa, i favorevoli a un’equa distribuzione di
vantaggi sono gli elettori di
Centro (61,6%) e di Centrosinistra (52,6%). Così, gli elettori di
Destra/Centrodestra, che però
meno di altri conoscono la riforma, prevedono ricadute negative per tutti o al più favorevoli solo alle imprese. Viceversa, nel campo della Sinistra/
Centrosinistra il Jobs Act è divisivo, polarizza gli animi fra

Moda (Adecco): ottime prospettive per metalmeccanica e It

dattarsi ai tempi e capirli, invece di subirli.
Sfruttare ogni occasione lavorativa per costruirsi un
curriculum ed un percorso coerenti. Provare a dribblare la
crisi mantenendo lo sguardo
fisso sui propri obiettivi. Passa da queste tre mosse la rotta
per navigare il mare, infido e
agitato, del mondo del lavoro
italiano. Quella per sposare la
flessibilità, coglierne gli
aspetti positivi, non sentirsi
solo precari. «È una realtà che
anche i candidati hanno capi-

A

tecnici (78,9%), meno gli operai
(68,4%). Ma è soprattutto fra
gli elettori di Centro (87,4%),
Centrosinistra (81,0%) e Sinistra (78,4%) che il Jobs Act ha
avuto il maggior seguito. Ovvero in quell’area culturale dove il
tema del lavoro costituisce un
aspetto identitario radicato.
In secondo luogo, le opinioni
della popolazione si polarizzano quando si valuta chi sarebbe
avvantaggiato dall’attuazione
del Jobs Act. Da un lato, poco
più di un terzo (37,3%) ritiene
che sia egualmente vantaggiosa per le imprese e per i lavoratori. Dall’altro, una quota di poco inferiore (33,6%) pensa che
avvantaggi soprattutto le
aziende. Ciò che è certo è che
pochi la percepiscono svantaggiosa per tutti (9,2%) e, ancor
meno, favorevole solo per i lavoratori (3,0%). Analizzando le
condizioni professionali, fra gli
imprenditori prevale chi vede
vantaggi egualmente distribuiti (46,9%). Fra i dirigenti e i tec-

to negli anni, e sono venuti meno tanti luoghi comuni sia sul
precariato che sul lavoro in
somministrazione», spiega Stefano Moda, direttore dell’area
Candidati di Adecco Italia, una
delle principali agenzie di lavoro interinale.
I call-center degli operatori
telefonici usa e getta, i contratti
a progetto senza progetto, stage e tirocini senza nessuno
sbocco. Negli anni della disoccupazione record, è stata ed è
questa la realtà che molti – giovani e non solo – hanno trovato

di fronte a sé. Una realtà che ha
reso sottile e quasi invisibile il
famoso confine tra il bene e il
male, quello tra flessibilità e
precariato. «Sono anni in cui la
somministrazione è cresciuta e
ha acquisito un ruolo importante – dice Moda – anche perché
offre contratti regolari e seri,
dà formazione e supporto, fa da
garante sia per l’azienda che
per il lavoratore. In media, tra il
30 e il 50% dei nostri contratti
in somministrazione sfocia poi
in un contratto diretto. Una
quota che dipende molto dalla

Direttore
Stefano Moda
guida l’area
Candidati di
Adecco Italia

congiuntura: si avvicina ai 50
quando le cose vanno meglio,
scende verso i 30 quando l’economia è in crisi».
«Essere disponibili a un nuovo lavoro è fondamentale – prosegue Moda – ma saltare di palo
in frasca non è la migliore strategia. Quando le condizioni lo
consentono, è più utile disegnare un obiettivo, creare un percorso in linea con le proprie
aspirazioni. Ogni lavoro deve
trasformarsi nell’occasione per
costruire la propria professionalità, anche se sta dentro un

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

OCCUPAZIONE

MADE IN ITALY

INVESTIMENTI

TUTTOSOLDI

Cinque mosse
per conquistare
un lavoro
tutto nuovo

Per Peserico
l’abbigliamento
“si può fare solo
in questo Paese”

L’anno d’oro
dei fondi
I rendimenti
sono da record

LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

A PAGINA 18

A PAGINA 21

A PAGINA 19

.

17

NUMERO 134
A CURA DI:
TEODORO CHIARELLI
REDAZIONE:
GIUSEPPE BOTTERO
LUCA FORNOVO
LUIGI GRASSIA
tuttosoldi@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttosoldi/

tutto SOLDI

P

LAVORO IN CORSO

Comeattraversarel’estatesenzarischi
Glianalisti:benel’EuropaeilGiappone

MARCO
POLO

Per evitare scossoni meglio contenere l’esposizione su emergenti e materie prime
SANDRA RICCIO

«La ripresa europea che sta
prendendo spessore è tra i temi
positivi dell’estate e probabilmente anche della seconda
parte dell’anno – dice Claudio
Barberis, responsabile asset
allocation di Moneyfarm Sim -.
La stessa cosa si può dire anche del Giappone». L’esperto è
positivo per l’estate sull’azionario e privilegia i titoli di Europa
e quelli giapponesi. Meglio invece tenere bassa la quota sui
mercati emergenti.

A

rriva l’estate e con la
pausa estiva anche il
portafoglio va in vacanza. Le recenti tensioni
hanno però messo in allerta
gli investitori che ora stanno
ripensando le proprie strategie da mettere sotto l’ombrellone. E’ vero che dopo le turbolenze greche, delle ultime
settimane, il clima è più disteso. Ci sono però ancora incognite sulle ferie degli operatori. Tra strascichi dalla Grecia,
crisi Ucraina, tensioni in Turchia, sboom della Borsa in Cina con riflessi su tutti i Paesi
emergenti e sulle materie prime, e possibili bolle tra i titoli
tecnologici Usa, l’attenzione
resta alta. Al ritorno dalle ferie ci sarà poi da fare i conti
con il rialzo dei tassi Usa. Meglio non abbassare la guardia.
Un agosto poco volatile

L’intervista

«Borse e bond si preparano a
un agosto relativamente poco
volatile – scrive Alessandro
Fugnoli, strategist di Kairos -.
Non inganni, però, la calma
apparente. Sotto la superficie
il mercato è nervoso. La Fed
alzerà i tassi in settembre e
•di nuovo, in dicembre o gennaio. Non sarà una tragedia,
ma bisognerà abituarcisi».
Qual è la composizione giusta del portafoglio per l’estate
2015 e in vista dell’autunno? «I

Tensioni nei prossimi mesi

rischi in questi mesi estivi sembrano inferiori a quelli che abbiamo affrontato nella prima parte
dell’anno – dice anche Gianluca
Verzelli, vice direttore generale
di Banca Akros -. La gran parte
delle tensioni sono già emerse e,
anche se non sono risolte del tutto, come nel caso greco, la correzione è già alle spalle». Non significa però che da qui in avanti tutto filerà liscio. «Il trend in corso
necessiterà di conferme ulteriori
e in particolare di buoni dati macro, oltre che di robusti utili dalle
aziende in ripresa» afferma
l’esperto di Banca Akros.

Per tutte le stagioni

Come orientarsi? «Meglio non
cercare una strategia cucita
apposta sull’estate – dice Verzelli -. Bisogna puntare su
composizioni che vadano bene
per tutte le stagioni». Cioè
azioni e titoli internazionali e
dell’Europa e una concentrazione di portafoglio limitata
sull’Italia, sia sull’azionario,
sia sul reddito fisso.
L’Europa resta in primo
piano. «Ora che la Grecia è
temporaneamente
stata
messa da parte, l’attenzione
del mercato si sta rivolgendo

all’Eurozona», affermano gli
analisti di Bank of AmericaMerrill Lynch, aggiungendo
che il momentum di crescita
del Vecchio Continenete resta intatto, se non migliore, e
questo trend positivo dovrebbe proseguire anche nel
terzo trimestre. Bofa fa anche notare che «dall’inizio
del mese, le azioni europee
hanno attato oltre 10 miliardi
di dollari di grandi investitori, cosa che potrebbe portare
a livelli record i flussi sul Vecchio Continente durante
l’estate».

«E’ questo uno dei temi che potrebbero creare tensioni nel
corso dei prossimi mesi – dice
Barberis -. Dopo 20 anni di crescita continua, le Borse dell’area, con Cina, Brasile e Russia in testa, stanno esaurendo il
proprio slancio e potrebbero
emergere eccessi o distorsioni». Lo sboom dei Paesi ad altra
crescita porta con sé un altro
tema molto attuale in questi
giorni, vale a dire quello del calo progressivo delle materie
prime e in particolare delle
quotazioni dell’oro. Meglio non
esporsi troppo su questi asset.
E i Btp? Per Barberis non vedranno un ritorno di tensione
nell’immediato. Hanno retto
bene durante la crisi greca e
dunque davanti a sé dovrebbero avere un’estate di piena vacanza. Per stare tranquilli meglio però privilegiare le scadenze più brevi, a due anni.

“Astaldi esporta
il Made in Italy
delle costruzioni”
IL PRESIDENTE

LA STRATEGIA

Combiniamo la bellezza
con le competenze
nell’ingegneria
La Metropolitana
di Napoli e il terminal
dell’aeroporto
di San Pietroburgo
si fanno notare

Operiamo sempre più
da “general contractor”
Sappiamo coordinare
soggetti terzi, cercare
i finanziamenti,
confrontarci coi politici
e gestire in concessione
le infrastrutture

LUIGI GRASSIA
IMAGOECONOMICA

A PAGINA 20

Paolo Astaldi, presidente del gruppo delle costruzioni

Desamanera
stampa in 3D
le statue
da esportazione
ELEONORA VALLIN

L’

ultima commessa è di
qualche centinaio di
statue di Nelson Mandela: mezzi busti, alti un metro, richiesti dall’Onu e dalla
Fondazione Mandela, pronti
per essere spediti in Sud Africa a sostegno di un progetto
sociale di raccolta fondi. Le
statue sono marchiate Desamanera (in calabrese: «Alla
nostra maniera»), società nata a fine 2014 a Rovigo come
costola della pisana D-Shape
specializzata in stampe 3D su
grandi dimensioni. Desamanera è oggi l’unica società in
Italia che stampa su roccia,
fondendo le nuove tecnologie
all’artigianalità made in Italy.
Quattro i soci: Andrea Beretta, amministratore unico, Antonino Italiano, Enrico e Riccardo Dini che sono i fondatori di D-Shape.
Desamanera può stampare
manufatti di sei metri per sei
senza limiti di altezza ma, finora, non sono mai stati superati i dieci metri.
La pietra è il marmo di
Zandobbio prodotto nelle cave bergamasche, l’unico che
si presta alla tecnologia e
l’unico con cui sia stato possibile legare i granuli con collanti naturali. Ogni prodotto
viene poi ricoperto da una
pellicola di marmo liquido
per caratterizzazioni a piacere: stile antico, moderno, lucido, opaco, colorato.
Ora, grazie all’Università di
Padova si stanno testando anche nuovi materiali.
L’azienda, che impiega 8
addetti, sta lavorando solo all’estero, Stati Uniti, Francia,
Svezia e Inghilterra: colonne
in 3D di antichi reperti archeologici, collezioni d’arte
come quelle disegnate dall’iraniana Yassi Mazandi.
«Ora vogliamo presidiare il
campo beni artistici e culturali di cui l’Italia è leader mondiale - annunciano Italiano e
Beretta - per riprodurre anche queste opere».
I piani prevedono di arrivare a un fatturato di 5 milioni di
euro entro il 2018.

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

WALTER PASSERINI

S

i discute molto di riforma dei contratti di
lavoro, del rapporto
tra contratto nazionale,
contratti aziendali e territoriali. Una ricerca dell’ufficio studi della Cisl, che si
basa su dati Cnel, rivela
che negli anni tra il 2008 e
il 2014 il numero dei contratti nazionali, che già veleggiava sui 400, ha preso il
volo arrivando a quota 707.
Oggi abbiamo un contratto collettivo nazionale
ogni 26mila occupati. Una
frantumazione a cui porre
rimedio. Che sia necessario
un disboscamento dei contratti nazionali è fuor di
dubbio, anche alla luce della concentrazione che il
mercato del lavoro sta
avendo.
I contratti che fanno da
locomotiva alle attivazioni
di rapporti di lavoro e alle
assunzioni sono oggi quattro: in testa il contratto a
termine o a tempo determinato, seguito dal contratto a tempo indeterminato, che si avvale del traino del contratto a tutele
crescenti; seguono la somministrazione (ex interinale) e i contratti a progetto, i
quali sono destinati a esaurirsi nel 2016. Ma una formula che sta avendo successo quasi sotto silenzio è
quella dei voucher, elevati
dal Job act a 7mila euro
l’anno netti.
Nel 2014 i buoni venduti
sono stati 70 milioni, per un
controvalore di 700 milioni
di euro. Dovrebbero essere
usati solo per lavoro occasionale, ma intanto c’è chi
pensa che potrebbero sostituire i contratti nazionali ed essere diffusi in tutti i
settori. Con il conseguente
totale decadimento dei
contratti collettivi nazionali di lavoro.

La storia

L

a sua società è una delle prime cinque agenzie private del lavoro, a
capitale interamente italiano. Lui non ama il clamore,
preferisce la concretezza e il
lavoro sul campo, e intanto
prepara la quotazione del
gruppo in Borsa italiana nel
segmento Star, che segnala
le aziende di eccellenza.
Rosario Rasizza, numero
uno di OpenjobMetis, Cavaliere al merito della Repubblica italiana nel 2008 a 40
anni, nasce a Varese nel
maggio 1968, un periodo di
grandi sconvolgimenti sociali. Di quel periodo ha respirato l’aria della volontà e del
coraggio, che ha sempre riversato nel mondo delle im-

Quattrocento tra Milano e Firenze

Deloitte (servizi avanzati alle imprese) ricerca
mille risorse per tenere il passo della crescita
dell’attività. I settori vanno dalla revisione alla
finanza, dal consulting ai tributi, al fiscale.
Prevista la formazione interna e anche di tipo
internazionale. Ricercati ingegneri,
economisti, matematici. Info: deloitte.it.

Ali, società di consulenza e servizi per le risorse
umane, seleziona oltre 400 profili nei settori
commercio e industria e nel mondo Horeca, in
cui cominciano a manifestarsi gli effetti di Expo
2015. Le aree più coinvolte sono Milano e
Lombardia (turismo, hotel), Firenze e Toscana
(moda). Riferimenti sull sito www.alispa.it.

Dieci milioni di assunzioni all'anno
Rapporti di lavoro attivati per tipologia di contratto
(valori assoluti)
Anni 2012, 2013, 2014

Rapporti di lavoro attivati e lavoratori coinvolti in una
o più attivazioni (valori assoluti)
I trimestre 2012 - IV trimestre 2014

2012

2013

2014

Tempo Indeterminato

1.804.552

1.611.176

1.622.373

Tempo Determinato

6.537.484

6.573.978

6.850.973

Apprendistato

280.499

243.847

254.657

Contratti di Collaborazione

795.860

678.056

684.516

Altro (a)

869.620

578.144

562.511

10.288.015

9.685.201

9.975.030

Totale

(a) La tipologia contrattuale "Altro" include: contratto di formazione lavoro (solo P.A.);
contratto di inserimento lavorativo; contratto di agenzia a tempo determinato
e indeterminato; contratto intermittente a tempo determinato e indeterminato;
lavoro autonomo nello spettacolo; lavoro interinale (solo P.A.)

Rapporti di lavoro attivati

Lavoratori coinvolti

2012

UN VOUCHER

Mille tra revisione e consulenza

I trim
II trim
III trim
IV trim

2.716.384
2.788.196
2.489.239
2.294.196

2.045.040
2.046.967
1.978.321
1.625.543

2013

IL CONTRATTO?
MA DIAMOGLI

Occupazione

lavoro

I trim
II trim
III trim
IV trim

2.402.491
2.574.333
2.417.038
2.291.339

1.758.324
1.841.274
1.885.139
1.597.572

2014

18 .Lavoro in corso

Trimestre

I trim
II trim
III trim
IV trim

2.482.749
2.671.964
2.494.590
2.325.727

1.781.525
1.917.358
1.929.094
1.584.490
- LA STAMPA

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie

Cinque mosse per riprogettarsi
e conquistare un nuovo lavoro
Curriculum, colloquio, competenze, contratto e disponibilità al cambiamento

S

ettembre si avvicina ed è
tempo di… riprogettare e
ripensare alla propria vita lavorativa, per verificare se
non sia giunto il momento di
cambiare. L’estate può essere
l’occasione per rifare un piano
strategico e di marketing di se
stessi. In cinque mosse.
Curriculum. E’ il momento
di por mano alla propria biografia, togliendo la polvere al
curriculum per impostarne
uno nuovo. Tre paginette bastano, se l’obiettivo è conquistare il colloquio di assunzione.
Inutile scrivere papiri infarciti
di medagliette. E’ incredibile:
nonostante la pubblicazione di
articoli e guide, il 90% dei curriculum è malfatto e finisce nel
cestino. Dati personali e professionali devono mettere in
luce l’originalità, la differenza
rispetto ai cv che arrivano nelle aziende, ma soprattutto serve tirar fuori l’anima: è la lettera di motivazioni, che precede

Strategia
Per ottenere
un’assunzione bisogna
fare le mosse
giuste ed
evitare gli
errori che
in tanti continuano a
commettere

gli altri due fogli menzionati.
Colloquio. Se il curriculum
ha raggiunto e superato la soglia di attenzione di un selezionatore, arriva l’appuntamento
del colloquio di assunzione, che
va sempre preparato. Ci sono
regole sulle cose da fare prima,
durante e dopo il colloquio. Prima ci si informa sull’azienda
che intende assumere: andare
al buio è un grave errore. Durante il colloquio si mettono in
luce le proprie esperienze, rispondendo anche a domande
provocatorie senza andare in
panico. Si possono anche fare
domande, per capire se ci sono
sviluppi di carriera. Dopo il
colloquio è necessario saper
aspettare, almeno due-tre settimane; per poi decidersi se telefonare per capire a che punto
è la selezione o se non sia meglio soprassedere, e impostare
una nuova ricerca.
Competenze. Una radiografia di base, oltre ai due stru-

menti indicati, è quella delle
competenze. E’ come fare il tagliando delle proprie conoscenze, attestate dai titoli di
studio, ma anche il check up
delle proprie abilità e competenze applicative. Qui vincono i
livelli (sono tra i migliori nel
campo?) e il differenziale
(quanti ne sanno più e meglio
di me?). Visto il declino dei profili generici e generalisti, bisogna dimostrare di essere capaci in uno o due campi, legati ovviamente al settore e al comparto nel quale avviene la ricerca. Informarsi quindi con
attenzione sugli sviluppi e le
novità del settore di appartenenza e, se necessario, arricchire il bagaglio con la frequenza di un corso di formazione.
Contratti. E’ importante
avere le informazioni e le idee
chiare sui contratti di lavoro e
sulle formule proposte. Che
differenza c’è tra contratti a
termine e a tempo indetermi-

nato, compresa la novità delle
tutele crescenti; sapere che si
può essere inquadrati come
subordinati, parasubordinati
o free lance. Conoscere i diritti minimi di chi entra in azienda (lettera di assunzione
scritta, busta paga, contributi, lordo, netto e così via), ma
anche i doveri (puntualità, decoro, etica), mostrandosi informati su cocopro, finte coop
e false partite Iva.
Cambiamento. Riprogettare il proprio progetto professionale richiede infine disponibilità al cambiamento.
Significa avere coraggio e
prendersi dei rischi, aprendosi al nuovo. Fino al punto di domandarsi: sto pensando a un
nuovo lavoro da dipendente o,
invece, ho in mente un lavoro
autonomo, indipendente e intraprendente? Cercavo un posto, ma in realtà vorrei tanto
mettermi in proprio e avviare
una mia attività?
[W. P.]

ROSARIO RASIZZA (OPENJOBMETIS)

Il cavaliere delle risorse umane ora va in Borsa
prese. Prima di diventare imprenditore nelle risorse umane, matura esperienze imprenditoriali nella Globalservice, specializzata nella manutenzione delle piscine private,
trasformata poi in Servizi Italia, che presta aiuto a privati
ed aziende.
Ma il suo mondo è il lavoro
e i servizi professionali che
vi nascono intorno. L’ingresso nel comparto delle agenzie per il lavoro è datato
1997, quando apre la sua prima agenzia in franchising
con l’insegna Temporary.
Nel 2000 guida l’apertura di
Metis Swiss a Lugano. Nel
2001 fonda Openjob, di cui
diventa amministratore delegato nel 2003, con l’ingres-

Rosario Rasizza (OpenjobMetis)

so del fondo Wisequity di
Wise Sgr, che a dispetto del
nome è tutto italiano.
«A 18 anni dall’approvazione del pacchetto Treu - spie-

ga Rasizza - l’Italia con l’1,2%
di lavoro temporaneo in somministrazione è il fanalino di
coda in Europa. La media è
all’1,7% con punte del 3,9% nel
Regno Unito e in Olanda e
una media del 2,2% in Germania e Francia. Abbiamo un
grande potenziale; se disboscassimo contratti a progetto, finte cooperative e false
partite Iva potremmo raddoppiare il mercato».
Per arrivare all’attuale
gruppo che vale 400 milioni di
fatturato, Rasizza ha dato vita
a numerose acquisizioni, che
medita di riprendere («ma solo in Italia») dopo la quotazione. Con Wise iniziava infatti il
progetto di espansione, con
l’acquisizione di Pianeta Lavo-

ro, In Time, QuandoccoRre,
Job. La svolta è il 14 marzo
2011: Wise Sgr, Omniafin (allora Comarfin) e il management
di Openjob avviano l’integrazione con Metis, fondata nel
2000 dalla famiglia Vittorelli.
Openjobmetis nasce il 1° gennaio 2012 dalla fusione di
Openjob e Metis.
Successivamente Openjobmetis acquisisce Corium, la
prima società di outplacement in Italia nata nel 1986.
Openjobmetis conta oggi su
una rete di 118 filiali distribuite in tutta Italia, che Rasizza
va a visitare anche all’improvviso, macinando quasi 100mila
chilometri in auto ogni anno.
«Nel nostro settore dobbiamo lavorare ancora per to-

glierci di dosso il marchio ingeneroso di mercanti di persone – lamenta Rasizza – ma siamo ormai i principali intermediari professionali del mercato, che rivela zone di opacità.
Ai giovani dico che le stesse
agenzie sono una palestra di
lavoro e di occupazione, perché cercano sempre personale. E dico loro di avere il coraggio di provarci e di non stare
mai sotto il livello delle loro
passioni».
Lui intanto per non smentirsi è anche presidente di Assosomm, una delle due associazioni che riunisce 20 agenzie per il lavoro a capitale italiano, che valgono il 15% del
fatturato del comparto e contano oltre 450 filiali.
[W. P.]

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

investimenti

.

Lavoro in corso .19

La Sogefi torna a fare utili

Il Banco sceglie gli advisor

Pop Vicenza verso la Spa

Sogefi, la società di componentistica per
autoveicoli del gruppo Cir, ha chiuso il primo
semestre del 2015 con un utile netto
consolidato di 9,7 milioni, rispetto alla
perdita di 7,3 milioni dello stesso periodo
dello scorso esercizio. I ricavi raggiungono i a
763,7 milioni di euro, in crescita dell’11,8% .

Si sta scatenando il risiko delle aggregazioni
fra le banche popolari e anche il Banco si
prepara nominando gli advisor: Mediobanca
e Bank of America Merrill Lynch saranno
consulenti finanziari «nelle future
prospettive strategiche e nella conduzione
di eventuali operazioni straordinarie».

A seguire il percorso della Banca Popolare
di Vicenza nel suo passaggio a società
per azioni e verso la quotazione
in Borsa sarà Mediobanca in qualità
di global coordinator, mentre
Deutsche Bank e Jp Morgan svolgeranno
il ruolo di co-global coordinator.

Risparmio

Rendimenti
Il 2014 è stato
eccellente per
il risparmio
gestito. Non
c’è garanzia
che i risultati
si ripetano

mercati
e gestori

«Benel’AzionarioItalia
SoprattuttolePopolari»

5
L’anno ruggente dei fondi

Più risultati, meno commissioni

Ma fra gli investitori istituzionali prevalgono i riscatti
GLAUCO MAGGI

+29

NEW YORK

D

al risparmio gestito
arrivano due buone
notizie per i piccoli risparmiatori. La prima riguarda le performance delle
categorie azionarie dei fondi
comuni, che continuano ad
essere mediamente più che
soddisfacenti (avvertenza: i
risultati del passato non garantiscono nulla, ed è sbagliato considerare fondi o Etf
azionari, rischiosi, come alternative ai Btp che rendono
pochissimo ma senza rischio). La seconda è sulle
commissioni, in calo anno dopo anno.
Performance. Gli investitori sorridono per i risultati
dell’ultimo anno. L’indice Fideuram di tutti gli azionari
guadagna (al 21 luglio) il
20,2% sui dodici mesi e il 17%
da inizio anno, con la piazza
Usa che ha dato il 29,1% e il
13,1% sui due periodi, mentre

la
settimana
dei
cambi
CARLO ALBERTO DE CASA*

per cento
Questa è la
performance
del comparto
azionario
in America
sui 12 mesi

0,48
per cento
Il peso medio
della commissioni sui fondi
comuni di
investimento
nel 2014
L’anno prima
erano state
dello 0,50%

gli azionari Italia hanno accelerato dal 21,1% su dodici mesi
al 28,7% negli ultimi sei mesi e
mezzo, dato che li pone in testa
nel corso dell’anno. Bene, nel
2015, stanno andando pure gli
azionari area Euro ed Europa,
con il 20%, gli azionari Pacifico
con il 16,8% e gli Internazionali
con il 14,8%.
Commissioni. Secondo il
sondaggio «2015 Performance
Intelligence» - condotto tra 110
società di asset management
dell’Us Institute e dell’European Institute – il patrimonio sotto gestione è salito a 67mila
miliardi nel 2014, un incremento del 10,5%. La crescita del fatturato è stata però solo del
6,5%, a un totale di 319 miliardi
di dollari, a causa della riduzione delle commissioni, scese allo 0,48% medio nel 2014 dallo
0,50% del 2013. Il trend è in sintonia con il crescente successo
dei prodotti a gestione passiva,
che costano meno ai clienti:
negli Usa, il paese con il numero più elevato di fondi registra-

Roberto Russo
Ad di Assiteca Sim

I mercati azionari sembrano
aver ritrovato la strada del
rialzo. Cosa ci dobbiamo
aspettare nei prossimi mesi?

«Il “crash test” della Grecia
ha ancora una volta dimostrato che, in presenza di tassi di interesse molto bassi all’interno di uno scenario economico globale confortante,
è davvero difficile remare
contro l’onda positiva dei
mercati azionari. Mi aspetto
che il trend del primo semestre sia destinato a proseguire nei prossimi mesi e che la
Borsa italiana mantenga un
ruolo da protagonista in termini di performance».
I titoli di Stato periferici non
hanno sentito scossoni in
queste ultime settimane. Come se lo spiega?

«L’ombrello protettivo del
Qe, ovvero il massiccio programma di acquisti di obbligazioni governative da parte
della Bce, ha spento sul nascere qualsiasi tentativo di
attacco speculativo sui mercati dei debiti sovrani. Al
contrario, nel 2011, la speculazione ha colpito innanzitutto i mercati obbligazionari
per poi trovare la strada
spianata su quelli azionari».
La Cina è una minaccia per i listini mondiali?

«Gli investimenti provenienti
dalla Cina sull’economia rea-

le europea sono decuplicati negli ultimi due anni, passando
da trenta miliardi di dollari nel
2013 a una stima di trecento
miliardi circa nell’anno in corso. Le oscillazioni del tutto irrazionali della Borsa di Shanghai non rappresentano alcuna minaccia se pensiamo che
negli ultimi dodici mesi l’indice borsistico ha raddoppiato il
suo valore mentre si prevede
una crescita del Pil cinese del
7% circa nel 2015».
Quali sono le società e i settori
su cui siete più positivi in questo momento? E perché?

«Ci piace molto il mercato italiano, spinto al rialzo dalla ritrovata stabilità politica e da
tassi di interesse molto bassi
che stanno favorendo in particolare la ripresa del settore finanziario, ancora sottovalutato. La recente legge di riforma
delle banche popolari apre la
strada verso un nuovo risiko
bancario che potrebbe premiare istituti di credito come
Mps, Banco Popolare e Ubi
Banca».
Che strategie di investimento
consigliate in questo momento
ai piccoli investitori?

Sul mercato obbligazionario
c’è attualmente poco spazio,
per cui privilegerei i titoli di
Stato con scadenza non superiore ai cinque anni. Sul mercato azionario, ragionando in
un’ottica di medio periodo, vedo le maggiori opportunità di
investimento in Italia, senza
però tralasciare la Borsa americana e alcune interessanti
società presenti nei mercati
dell’Est europeo».
[S. RIC.]

NON È PIÙ UN BENE RIFUGIO

Europa, America e Cina fanno precipitare l’oro
La caporetto del metallo giallo
Il crollo delle quotazioni (in dollari/oncia) nell'ultimo mese

1.201,60
1.194,40
1.187,40
1.180,40
1.173,40
1.166,40
1.159,40
1.152,20
1.145,20
1.138,20
1.131,20
1.124,20
1.117,20
1.110,20
1.103,00
1.096,00
1.089,00
1.082,00
1.075,00
1.068,00

D

opo una lunga fase laterale il temuto tracollo delle quotazioni
è arrivato. L’oro ha rotto in
rapida successione i minimi
del 2015, posizionati in area
1.143 dollari, quelli del 2014 a
quota 1.131 dollari, per proseguire rapidamente la discesa
fin sotto i 1.100 dollari/oncia,
ai minimi dal 2010.
Le ragioni sono molteplici
e vanno ricercate per lo più al
di fuori dall’Europa. Ma procediamo con ordine: nelle
primissime ore di contrattazione della scorsa settimana

ti, la quota delle strategie passive è balzata dal 15% nel 2007
al 26% dell’anno scorso, quando Etf e gestori indicizzati hanno pesato per il 93% del totale
dei flussi netti arrivati dagli investitori. I gestori attivi legati
alla tradizione, ossia orientati
al puro benchmark, sono sempre più in difficoltà, dice Jeffrey Levi, partner di Casey
Quirk. Per Levi, «le aziende
vincenti saranno quelle che innovano l’offerta di prodotti,
sviluppando strategie indifferenti al benchmark, orientate
al risultato e fornitrici di performance a prezzo congruo».
Ma, soprattutto, «quelle che
saranno abili nell’aumentare la
loro quota nel mercato al dettaglio, i piccoli investitori». I
flussi netti hanno contribuito
per il 2,6% alla crescita generale degli asset sotto gestione,
secondo il sondaggio, ma è solo
il segmento degli individui a tirare. Tra gli investitori istituzionali i riscatti hanno superato nel 2014 le vendite.

domande
a

1.098,74

19 23
Giu Giu

25
Giu

29
Giu

1
Lug

3
Lug

7
Lug

9
Lug

2015
Fonte: Piattaforma MetaTrader - ActivTrades

13
Lug

15
Lug

17
Lug

21
Lug

23
Lug

Le candele giapponesi sono
il metodo più usato in borsa per
analizzare le quotazioni in
quanto includono 4 valori per
ogni seduta: apertura, chiusura,
massimo e minimo.
Il corpo della candela è dato dai
valori dell'apertura e della
chiusura della seduta. Candela
verde: quando la chiusura di
seduta è ad un valore superiore
rispetto a quello dell'apertura.
Candela rossa: se la chiusura
è ad un valore inferiore rispetto
a quello dell'apertura. I due
estremi, definiti tecnicamente
"shadow" rappresentano il
massimo di giornata (la linea
sul lato superiore della candela)
e il minimo di giornata (al di
sotto di ciascuna candela). In
caso di chiusura sui minimi o
sui massimi la candela sarà
priva di una (o entrambe) le
shadow.

- LA STAMPA

(nella notte europea fra domenica e lunedì) sul mercato di
Shanghai sono arrivati imponenti flussi di ordini di vendita
di oro, che hanno spinto le quotazioni al ribasso, fino a violare
i 1.100 dollari l’oncia. Hanno
inoltre pesato sull’evolversi
dei prezzi altre news provenienti dall’Oriente.
La Bank of China ha infatti
annunciato come le riserve auree di sua proprietà fossero salite rispetto all’ultimo dato
pubblicato nel lontano 2009,
ed anche in misura consistente (+57%, da 1.054 a oltre 1.600
tonnellate), ma decisamente di
meno di quanto gli analisti
avessero stimato (fra le 2.500 e
le 3.500 tonnellate). Questo
dato ha di fatto lasciato inten-

dere che gli acquisti di oro della Bank of China proseguiranno, ma ad un ritmo più modesto rispetto a quello sin qui
ipotizzato.
La ripresa americana, poi,
lascia intravedere margine
per un rialzo dei tassi di interesse Usa già entro la fine dell’anno (quando esattamente
non è ancora dato sapere), ponendo di fatto le premesse per
un dollaro forte anche nel medio termine.
Ed in ultimo ecco anche
l’Europa: il timido tentativo di
rasserenamento delle nubi
sulla Grecia (e sull’Eurozona)
ha di fatto penalizzato l’oro in
chiave di bene rifugio.
*Chief Analyst
di ActivTrades Londra

20 .Lavoro in corso

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

made
in

ESPANDERE IL RAGGIO D’AZIONE

Siamo al 3° posto nel mondo
per i ponti, al 7° per gli aeroporti,
all’8° nell’idroelettrico e al 12°
nelle metropolitane. Ma abbiamo
fatto anche il Cern di Ginevra

Se andiamo in un Paese nuovo
investiamo a lungo termine
Lo studiamo per un paio d’anni,
cerchiamo di capire la mentalità
e acquisiamo aziende sul posto

L’intervista

Italy

IL VENTAGLIO DI ATTIVITÀ

100
cantieri
Sono operativi
in questo momento
a cura di Astaldi
in 16 Paesi
di vari continenti

500
infrastrutture
Le grandi opere
che sono state
realizzate
dal gruppo
in tutto il mondo

Nei cinque continenti dal 1922
Il gruppo delle costruzioni Astaldi ha realizzato grandi infrastrutture nei cinque
continenti. Fra quelle realizzate da poco o ancora in corso d’opera
si segnalano la Linea 2 della Metropolitana di Varsavia (qui sopra)
e il terzo ponte sul Bosforo in Turchia (nella foto a destra)

GRANDI OPERE

L'identikit

“Dalla Russia al Cile gli Astaldi
costruiscono in tutto il mondo”

2,65 miliardi

1,01 miliardi

Ricavi
nel 2014

Debito netto
al 31 marzo 2015

Il presidente Paolo: “L’autostrada Mosca-San Pietroburgo vale 1,1 miliardi
Ma abbiamo grossi lavori negli Stati Uniti, in Europa, Turchia e Algeria”

306,4

milioni

Ebitda
nel 2014

573,0

milioni

Nuovi ordini acquisiti
nel 1˚ trimestre 2015

LUIGI GRASSIA
n tratto di autostrada
fra Mosca e San Pietroburgo del valore di un
miliardo e 100 milioni di euro.
Un lotto della circonvallazione
di Varsavia (Polonia). La linea
5 della Metropolitana di Bucarest e altri contratti vari in Romania. Un enorme centro sanitario e l’autostrada GebzeOrhangazi-Izmir in Turchia. E
la concessione per l’Aeroporto
internazionale di Santiago del
Cile. Sono alcuni dei maggiori
lavori che si è aggiudicato il
gruppo italiano delle costruzioni Astaldi nelle ultime settimane . Tanto per dare un’idea
della varietà dei contratti e
della loro diffusione nei continenti, fra le altre grandi opere
in corso di realizzazione da
parte di Astaldi figurano la
centrale idroelettrica di Muskrat Falls in Canada e quella
di Cerro del Àguila in Perù,
più vari altri lavori distribuiti
sul mappamondo fra gli Stati
Uniti e l’Algeria. Quotata in
Borsa dal 2002, la società è
controllata al 52% dalla famiglia Astaldi che l’ha fondata
nel 1922. Paolo Astaldi ne è
l’attuale presidente.
Costruire, e anche costruire
in grande, è una cosa che (in
teoria) dovrebbero saper fare
un po’ tutti, nel mondo. Perché
invece sono così ricercati i
gruppi italiani? Forse c’entra
qualcosa la reputazione del Rinascimento e delle sue grandi
opere, la Fabbrica di San Pietro eccetera?
«Con le costruzioni noi
esportiamo il Made in Italy.
Combiniamo la bellezza con le
competenze nel settore dell’ingegneria. La linea 1 della Me-

U

81,5 milioni

9.600

Utile netto
nel 2014

Dipendenti

- LA STAMPA

Il gioiello
Qui accanto
la stazione
Toledo della
Linea 1 della
Metropolitana di Napoli
realizzata
da Astaldi
e giudicata
dalla Cnn
fra le più belle
del mondo

tropolitana che abbiamo realizzato a Napoli o il terminal
dell’aeroporto di San Pietroburgo si sono fatti notare per
la loro bellezza. E c’è anche da
dire che noi come italiani e come gruppo Astaldi mettiamo
in campo, quando realizziamo
un’infrastruttura, una capacità di dialogo con gli interlocutori, per trovare soluzioni ai
problemi pratici e a quelli del
rapporto con l’ambiente».
Come si colloca Astaldi fra i
costruttori nel mondo?
«Siamo al terzo posto per i
porti, al settimo negli aeroporti, all’ottavo nell’idroelettrico e
al dodicesimo nelle metropolitane. Ma abbiamo fatto di tutto, compreso la costruzione
del Cern di Ginevra, dove hanno trovato il bosone di Higgs».
Com’è cominciato tutto?
«Le origini sono in Lomelli-

na, provincia di Pavia. In famiglia esistevano due vocazioni: quella contadina e quella per la meccanica (una piccola fabbrica di macchine
agricole). Negli Anni Venti il
fratello di mio nonno (Sante),
che si era laureato in ingegneria, decise di creare un’impresa di costruzioni utilizzando una parte delle risorse
dell’attività agricola. E siamo
andati subito all’estero perché a quell’epoca l’Italia aveva delle colonie dove c’era bisogno di infrastrutture. Poi la
guerra ha rovinato tutto, ma
subito dopo abbiamo ricominciato a lavorare in Africa,
prima nelle colonie inglesi
(Kenya e Uganda) e poi in
quelle francesi. E poi non ci
siamo più fermati».
Come ci si muove quando
c’è da andare a lavorare in un

Paese nuovo e sconosciuto?
«Per Astaldi l’ingresso in un
nuovo Paese è sempre considerato un investimento a lungo termine. Non ci piace andare in un posto, fare un lavoro e
poi andarcene via, anche se
questo ci è capitato qualche
volta, per esempio in Cina, dove abbiamo collaborato alla diga sul Fiume Giallo ma poi non
c’è stato seguito. Noi cerchiamo di diventare locali, di capire la cultura e la mentalità.
Mandiamo persone a studiare
il Paese, vediamo se ci sono
piani di sviluppo dell’economia
e delle infrastrutture. Per diventare locali acquisiamo
un’azienda sul posto, come abbiamo fatto in Canada dove abbiamo inglobato una società di
costruzioni piccola ma con la
vocazione di crescere. Entrare
in un Paese nuovo richiede

28
miliardi è
il portafoglio
ordini di
Astaldi, di cui
14 da opere
in esecuzione
e 14 da iniziative acquisite
e in via di
finalizzazione

ogni volta un paio d’anni di
preparazione. Ma poi Astaldi
mette radici, si fa apprezzare e
ottiene nuovi contratti. È successo così quasi ovunque».
Fare un’autostrada è un lavoro banale, da occhi chiusi e
mani legate dietro la schiena?
«Beh, c’è modo e modo di
costruire. In Turchia stavamo
costruendo un’autostrada in
un ambiente già di suo difficile,
perché c’era da fare una quantità di gallerie e di viadotti. Durante i lavori ci sono stati due
grandi terremoti, ma i nostri
ponti non sono crollati, grazie
a tecnologie antisismiche
d’avanguardia, e i mezzi di soccorso hanno potuto usarli in sicurezza».
Come vedete la Astaldi da
qui a cinque o dieci anni?
«Ci simo già trasformati da
semplici costruttori a contraenti generali, capaci di gestire
attività complesse coordinando soggetti terzi, cercando i finanziamenti e confrontandoci
con le autorità politiche, e questo è quello che sempre più faremo in futuro. L’attività del
“general contractor” comporta anche la valorizzazione dell’opera nella sue fase iniziale e
per questo abbiamo anche sviluppato la capacità di gestire
in concessione, per un certo
tempo, le infrastrutture che
realizziamo».

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Fincantieri, numeri in crescita Contratto a Dubai per la Vs

Le aziende

Nel primo semestre Fincantieri ha avuto ricavi
per 2,2 miliardi di euro, in forte crescita
rispetto agli 1,9 al 30 giugno 2014. Al massimo
storico il portafoglio ordini, con quasi
16 miliardi (di cui 4,2 acquisiti nel semestre)
di euro. Il risultato di pertinenza del gruppo
è positivo per 12 milioni di euro.

Succede un po’ come in quelle trasmissioni tv
in cui si prende un’auto o un furgone normale
e si trasforma il veicolo in qualcosa di diverso.
La Vs-Veicoli Speciali di Leini (Torino) allestisce
autonegozi per venditori ambulanti, cucine su
quattro ruote, automezzi a scopo pubblicitario
e altre cose di questo genere. I veicoli di base

.

Lavoro in corso .21

possono essere del tipo più diverso, dalle Ape
alle Mercedes. Proprio con le Ape modificate la
Vs ha firmato un contratto a Dubai con un
distributore di gelati. Metà del fatturato di Vs è
dovuto all’estero. L’amministratore delegato
Davide Cavalieri D’Oro (titolare dell’azienda col
fratello) cita fra i mercati di esportazione «Stati
Uniti, Cile, Medio Oriente, Nord Africa, Francia,
Svizzera, Germania e Europa dell’Est». [LUI. GRA.]

ABITI

Peserico snobba la produzione in Cina
“L’abbigliamento? Si fa solo in Italia”
Da New York alla Corea sempre più estesa la rete dei negozi all’estero
Vetrine

BUONI PASTO

Peserico punta sui
monomarca in Italia
e sugli accordi
con distributori
all’estero. Sotto,
Riccardo Peruffo,
che guida l’azienda

Pellegrini propone
il ticket elettronico
e defiscalizzato

ELEONORA VALLIN

NADIA FERRIGO

N

S

ato nel 1962, dall’abilità
creativa di Mary Peserico, il marchio che porta
il suo cognome guadagna strategiche posizioni all’estero e
punta a quota 50 milioni di fatturato. Peserico è l’incarnazione del vero made in Italy: «Per
noi tutto va fatto a regola d’arte
- spiega il figlio, Riccardo Peruffo, oggi alle redini dell’azienda -.
Abbiamo avuto delle disavventure con capi prodotti in Cina:
un disastro e quello non è il futuro; il futuro è valorizzare la
manifattura italiana, l’arte che
sta scomparendo. Per questo
abbiamo creato dei comparti
dove i nostri pensionati restano
per 5 anni per formare i giovani.
Nessuno stage, assumiamo direttamente ma insegniamo noi
il mestiere perché non ci sono
più scuole tessili che li preparano». Gli addetti sono ora 150, di
cui 20 assunti quest’anno.
Nati come «specialisti nel
pantalone», da fine anni ’80
l’azienda ha iniziato a sviluppare anche abiti, capispalla e camicie. Dal 2005, Peserico ha
puntato poi sullo sviluppo dei
negozi monomarca di proprietà. Dopo Torino, Milano, Roma,
Verona e Santa Margherita Ligure, a settembre sarà la volta
di Firenze. Poi, per il mercato
Italia, mancherà solo Venezia.
Lo sguardo è tutto oltreconfine.
Il piano di sviluppo retail è

prevalentemente basato su
partnership con imprenditori
stranieri. In Usa, Peserico è già
presente nel department store
Sax con 35 punti vendita più i 15
di Neiman Marcus. Il gruppo ha

corner in Germania e ha appena chiuso contratti in Corea e
Cina per l’apertura di 10 negozi.
In Russia, si sta ora definendo
un affare per 5 negozi a Mosca e
4 a San Pietroburgo. «Russia e
Germania restano i nostri mercati più importanti - spiega l’imprenditore - siamo scoperti in
Francia e Giappone: non abbiamo mai trovato il distributore
giusto». Il prossimo monomarca sarà invece, a settembre, a
New York nella Madison. Nel
2017 se ne aggiungeranno altri
due in Germania.
Tutto il prodotto Peserico è
prodotto in Veneto a Cornedo
Vicentino con un network di 15
laboratori esterni per 500 per-

sone di indotto. Per la maglieria
è stato invece acquistato un
maglificio a Carpi, specializzato
in filati preziosi come seta,
cashmere e cotone egiziano. «In
questi giorni abbiamo completato la gamma della nostra offerta, inserendo anche le calzature con un fornitore della Riviera del Brenta (Ve). Il nostro
obiettivo è ora investire per
rendere più famoso il marchio».
Le collezioni sono già esclusive:
700 capi, in stile «sartoria industriale». Ed è questo il Dna che
piace anche i Vip americani che
ordinano pezzi unici su misura.
«Più dell’etichetta, oggi conta
che vi sia scritto made in Italy»
conferma Peruffo.

catta la defiscalizzazione dei buoni pasto, ma solo se elettronici. Nasce così
l’intuizione del gruppo milanese Pellegrini, leader nel settore della ristorazione:
Pellegrini caRd, l’unica che funziona grazie
alla rete dei Pos bancari. Al momento il
mercato dei buoni pasto coinvolge 3 milioni
di lavoratori e vale circa 3 miliardi di euro,
con appena il 10% smaterializzato. Portando da 5,29 a 7 euro il tetto di esenzione l’intento è creare un mercato trasparente, con
vantaggio sia per i clienti sia per le aziende,
che potranno risparmiare 55 centesimi su
ogni buono. Spiega Davide Scaramuzza, direttore della divisione buoni pasto del gruppo: «A gennaio abbiamo iniziato una sperimentazione, oggi siamo già a 6mila esercenti convenzionati e le richieste continuano ad
arrivare. I buoni elettronici rappresentavano il 5% del nostro giro d’affari, che vale 200
milioni, abbiamo ottime previsioni di crescita, a fine anno contiamo di arrivare al 2530% con 20mila abilitazioni».
Per realizzare l’accordo strategico e coprire così il 90% del mercato dei Pos bancari il gruppo Pellegrini ha lavorato tra gli altri con Cartasi, Setefi, Ubis di Unicredit,
Consorzio Triveneto: l’intesa potrebbe essere estesa anche alle aziende concorrenti
creando un mercato completamente trasparente e smaterializzato, eliminando del
tutto il sistema dei pos proprietari.
«La difficoltà dell’accordo non è tanto
tecnologica: più impegnativo è stato raggiungere l’accordo con le diverse banche conclude Scaramuzza -. I buoni elettronici
non potranno che affermarsi sempre di
più, fino a coprire completamente il settore: sono pratici, trasparenti, e ora anche
decisamente più convenienti».

22 .Lavoro in corso

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

La posta
di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI
GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT
COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA
AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT
Le lettere vanno spedite alla redazione
di TuttoSoldi in via Lugaro, 15

Fondi, le categorie
di Assogestioni
Gli “obbligazionari misti” possono investire fino al 20%
in azioni, gli “obbligazionari flessibili” solo in obbligazioni
La mia banca mi ha
proposto un “fondo flessibile
obbligazionario”, dicendomi
che nell’ultimo anno ha dato
rendimenti superiori al
conto corrente, ai depositi e
ai Btp a due anni. C’e’ da
fidarsi?
MAURIZIO M.

Credo che il lettore intenda
parlare di «fondi
obbligazionari flessibili», con
enfasi su «obbligazionari», e
non su «flessibili». Sembra
una pedanteria, ma è bene
essere precisi nel definire i
fondi, perché esiste una
classificazione ufficiale di
Assogestioni e a questa fanno
riferimento le società di
gestione nel confezionare i
prodotti. Tra le categorie
obbligazionarie, dunque, ci
sono gli «obbligazionari
misti» e gli «obbligazionari
flessibili». I primi possono
investire fino al 20 per cento
in azioni, i secondi soltanto in
obbligazioni, con una
strategia detta di «total
return», ossia che punta al
massimo guadagno esponendo
il portafoglio a tutti i fattori
di rischio caratteristici di un
investimento in bond (durata,
valuta, credito, area
geografica). Il gestore ha la
massima flessibilità, e il solo
obbligo di restare nel campo
delle obbligazioni: al limite,
può puntare su «bond
spazzatura» (con rating
speculativo) ad alto ritorno,
su titoli governativi a 30 anni
e su obbligazioni corporate in
yen o dollari australiani. Ho
citato queste opzioni estreme
per mostrare che, ovviamente,
un «fondo obbligazionario
flessibile» con simili titoli
potrebbe superare di molto i
Btp a due anni; ma anche, al
contrario, subire performance
negative se i mercati

sconfessassero i calcoli del
gestore. I «fondi flessibili»
(Assogestioni non prevede la
sottocategoria dei «fondi
flessibili obbligazionari») non
hanno invece alcun vincolo, cioè
il gestore più spaziare dallo zero
al 100 per cento in azioni, o in
bond. La sostanza e’ che il
lettore conosca la natura del
fondo che gli e’ stato offerto, non
solo la performance a un anno.
Si faccia spiegare la
ripartizione attuale nel
portafoglio tra fattori di
rischio: quanti Bot e Btp?
quanti bond spazzatura?
quanti titoli in valuta? quanti
bond aziendali? Potrà decidere
se vuole correre quel rischio
medio complessivo che sta
correndo il fondo. E pagare la
commissione di gestione
relativa, che non pagherebbe
con i Btp.

?
il

quesito

I contributi
da casalinga
Ho 15 anni di contributi
Inps ma li ho maturati anche
dopo il 1992 e quindi devo
maturarne 20 per la pensione.
Ho 61 anni e ho pagato per
due anni il riscatto laurea e
mi spiacerebbe perdere tutto.
Però la volontaria mi
costerebbe più di 10 mila euro
all’anno. Poiché trovare il
lavoro è veramente difficile
potrei pagare la pensione
della casalinga per
raggiungere il minimo?
Oppure lei ha un consiglio
migliore?
MARIALUISA CARRAI

Purtroppo non ho altri
consigli. L’assicurazione delle
casalinghe è puramente
facoltativa e quindi non è

ricongiungibile con i contributi
obbligatori da lavoro e da
riscatto. Resta l’unica
possibilità: la contribuzione
volontaria. Solo in questo modo
potrà avere la pensione nel 2021
a 67 anni. D’accordo: la spesa è
notevole ma nel suo caso è anche
un investimento. Solo grazie ad
essa potrà riscuotere una
pensione per un ventennio e più.

Invalidità
al 70 per cento
Sono nata il 1° agosto
dell’anno 1959 e lavoro in una
cooperativa sociale dal mese
di luglio del 1987 fino ad oggi.
Dal 2011 ho avuto l’invalidità
civile al 60% poi con
l’aggravamento al 70%. E’
vero che come invalida
maturo 2 mesi in più l’anno
per poter andare in pensione
prima?
B.O.

Purtroppo no. La
maggiorazione di due mesi in
più (in pratica l’anno viene
calcolato di 14 mesi) vale solo
per i periodi che in pensione
vengono calcolati con il metodo
retributivo (massimo fino al
2011) e inoltre il beneficio è
riconosciuto a chi è invalido
almeno al 75%. Lei potrà
andare in pensione a 68 anni
circa, nel corso del 2027.

L’amministratore
“gestore” della morosità
nel condominio

Molti proprietari che abitano
in condominio sono in difficoltà
nel far fronte alle spese per la
gestione ordinaria e per lavori
straordinari; inoltre rispondono anche per i loro inquilini che
non pagano.
Il problema coinvolge diversi soggetti: innanzitutto fornitori, imprese, professionisti
che erogano servizi al condominio o eseguono lavori e che si
trovano in difficoltà nel recuperare l’intera somma vantata,
anche perché qualcuno non paga la sua quota. Devono esperire costose azioni giudiziarie,

cercando di recuperare dal
conto corrente condominiale,
poi dai morosi indicati dall’amministratore (novità introdotta
dalla riforma del condominio) e
poi anche dai condòmini in regola coi pagamenti. Meglio costituire per bene il fondo speciale richiesto dalla riforma
condominiale: prima si versano
i fondi poi si darà il via ai lavori.
Poi ci sono i condòmini in regola con i pagamenti, che rischiano di dover pagare per i
morosi e di vedersi sospendere
le utenze condominiali da parte
degli enti fornitori (acqua, luce,

gas etc..) nonostante abbiano
puntualmente pagato la loro
quota.
I morosi invece, rischiano di
essere gli ultimi destinatari
delle azioni (e spese) legali e di
subire il distacco dal godimento di servizi comuni suscettibili
di godimento separato (art. 63,
disp. att. c.c.), in caso di mora
nel pagamento dei contributi
che si sia protratta per un semestre. Lo sforzo dell’amministratore prudente dev’essere
quello di non lasciar accumulare morosità rilevanti (più difficili da regolarizzare), di segna-

Le tasse sui canoni
di locazione

Pensione sociale
maggiorata

All’intimato sfratto per
morosità di un fondo
commerciale emesso in data
21/11/14 dal Tribunale di
Grosseto, fissando altresì
l’esecuzione del rilascio
dell’immobile in data 31/3/15,
è seguita soltanto la
restituzione delle chiavi alla
data indicata. Non sono mai
stati pagati i canoni d’affitto
che decorrono dal 1°
settembre 2014 al 31 marzo
2015. Nonostante questo
sembra che sia obbligato a
pagare le tasse anche sulle
mensilità non percepite!
Gradirei conoscere il Vostro
parere.

Mio cognato aveva una
pensione sociale maggiorata
avendo più di 8 anni di
versamenti da lavoro
dipendente. Siccome la
vedova, mia sorella, non ha
alcun reddito ed è del 1955 e
la pensione sociale la
prenderà quando compirà 66
anni, la pensione sociale
maggiorata è reversibile o
no?

Previdenza

A

mpliati i periodi entro i quali
è possibile per i lavoratori
chiedere (in via puramente facoltativa, è una loro libera scelta) i
congedi parentali dopo la fine del
congedo obbligatorio di maternità. Lo ha disposto il decreto legislativo 80/2015 in attuazione del
jobs act. Modifiche sulle quali è
bene intendersi perché notiamo
che si sta creando un grosso equivoco su due aspetti fondamentali:
1) per quanto tempo si può lasciare il lavoro, 2) per quanto tempo si
può avere l’assegno Inps.
La situazione attuale (in via
sperimentale vale fino al termine
del 2015; per i prossimi anni si vedrà) è la seguente. Anche stavolta
il legislatore ha costruito un sistema molto articolato, a prima vista
di non facile comprensione.
A – Il tempo entro il quale si

possono chiedere i congedi è prolungato di quattro anni. Non più
fino agli otto anni del bambino ma
fino ai 12 anni.
B – Attenzione, però. Non sono
però modificate le assenze massime esercitabili entro i 12 anni. Segnatamente esse sono di: a) 6 mesi se il congedo viene preso solo
dalla madre; b) 7 mesi se viene
preso solo dal padre; c) 10 mesi
nel complesso se il congedo è alternativamente preso da entram-

Le assenze
non possono
superare 11 mesi
Assegno al 30%

bi i genitori; d) 11 mesi sommati
tra i due genitori, se il padre prende per sé come minimo tre mesi,
e) 10 mesi se il genitore è solo, nel
senso che l’altro non esiste, oppure è deceduto.
Abbinata a questo modifica c’è
anche l’altra legata al pagamento
della indennità Inps che ora può
essere riconosciuto fino al sesto
anno di bambino e non più fino al
terzo. Sull’indennizzo la legge
crea tre diverse situazioni: 1) assegni a tutti; b) assegni ulteriori
solo a chi ha redditi sotto un certo
importo; c) niente assegni. Vediamo più in dettaglio la materia.
A - L’indennità è pari al 30%
della retribuzione dell’interessato ed è riconosciuta – attenzione
anche qui – solo per un periodo
massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. Risultato? Si raddoppia il periodo entro cui si può
chiedere l’assegno Inps, ma il pa-

L’appartamento
ricevuto in donazione

CARLO PASQUALI

Il criterio di tassazione dei
redditi fondiari è quello di
competenza e non quello di
cassa. Pertanto i canoni di
locazione vanno dichiarati
anche se non percepiti. La
regola secondo cui non si
dichiarano i canoni di
locazione non percepiti, una
volta ottenuto il
provvedimento giurisdizionale
di sfratto per morosità del
conduttore, vale solo per le
locazioni abitative e non per le
locazioni commerciali (articolo
26 del Tuir).

Figlio unico di madre
vedova dal 1990 tuttora
vivente, nel 2010 ho
ricevuto in donazione da
mia madre un
appartamento. Posso
metterlo in vendita, o ci
sono delle restrizioni?
Q.G.

lare tempestivamente al proprietario gli insoluti del suo inquilino in modo che possa sollecitarlo.
L’amministratore potrà incorrere in responsabilità personale per aver omesso di agire
legalmente con decreto ingiuntivo verso i morosi (art. 63 disp.
att. c.c.) entro sei mesi dalla
chiusura della gestione annuale (previsione della riforma del
condominio), salvo che sia stato dispensato dal farlo da parte
dell’assemblea.
Per l’amministratore, meglio
passare un po’ da rigoroso ed
inflessibile custode delle casse
condominiali che esporre sé
stesso (ed i condòmini regolari
nei pagamenti) a responsabilità verso i creditori per eccessivo buonismo verso i morosi.
PIER PAOLO BOSSO
CONFEDILIZIA

Congedi parentali fino ai 12 anni dei figli
BRUNO BENELLI

FABRIZIO

No. È sempre una pensione
di natura assistenziale e come
tale non è trasferibile ai
familiari.

gamento non supera il semestre.
B - Se il lavoratore che chiede il
congedo ha un reddito individuale
inferiore a 2,5 volte la pensione
minima Inps (quest’anno il limite
è di 16.327,67 euro lordi) sono indennizzati al 30% i periodi: a) ulteriori rispetto ai termine dei sei
mesi, b) oppure i periodi tra i 6 e
gli 8 anni del bambino.
C - Restano senza indennizzo i
periodi di congedo chiesti e fruiti
nell’arco temporale dagli 8 ai 12
anni del figlio, qualunque siano i
redditi.
I congedi fruiti tra il 25 giugno e
il 31 dicembre 2015 danno diritto
ai contributi figurativi gratuiti
per la pensione, sempreché siano
presi entro il 12° anno del bambino (o dall’ingresso in famiglia nel
caso di adozioni e affidamenti). E
possono essere riscattati a pagamento i periodi relativi a congedi
fuori da un rapporto di lavoro.

Acquistare un immobile
da un soggetto che lo ha
ricevuto
in donazione è un’azione
rischiosa. La donazione
potrebbe essere facilmente
revocata da chi lo ha
ceduto
in dono. L’acquirente una
volta acquistato e pagato,
non ha la garanzia totale di
esserne effettivamente il
proprietario, almeno fino a
che non siano trascorsi
dieci anni dalla morte del
donante. Poiché il donante
in questo caso è ancora in
vita si potrebbe annullare
l’atto di donazione, facendo
così tornare la proprietà al
soggetto principale, il quale
può procedere a un regolare
atto di compravendita.
Successivamente può essere
trovato un modo per
restituire i soldi al figlio
che aveva ricevuto
l’immobile in donazione.
Hanno collaborato:
GIANLUIGI DE MARCHI
BRUNO BENELLI
SILVIO REZZONICO,
PRESIDENTE CONFAPPI

domande
e risposte
L’aumento biennale dell’età minima per la pensione vale già dal
prossimo anno, oppure verrà applicato più tardi? Genny - Torino

Più tardi. Il prossimo aumento di
4 mesi sarà ancora triennale: dal
2016 al 2018. Da gennaio 2019 sarà
biennale e questa cadenza sarà rispettata per il futuro.
Mi conferma che l’aumento di due
mesi di contributi per la pensione
non è più riconosciuto in favore degli invalidi sopra il 74 per cento?
Quale legge lo ha abolito? V.O.

Nessuna legge. Il beneficio è “caduto” da solo, in quanto nel 2002 è stato
istituito solo per i periodi che danno
luogoalcalcoloretributivodellapensione. Perciò dal 2012 non esiste più.

123456 89 12A1BC 8DEF LA STAMPA 8

400 W

24 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

NEL GRANDE CAOS
LA DIPLOMAZIA È VITALE PER NOI
STEFANO STEFANINI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
a politica estera si fa con la diplomazia. Pensata a Roma,
ma attuata sul campo. Le ambasciate e i consolati italiani sono
la prima linea di difesa degli interessi nazionali, anche a rischio fisico per le donne e gli uomini che vi
lavorano. Sempre più spesso. In Afghanistan come in Iraq la loro incolumità non è minacciata meno di
quella dei nostri militari.
Aleggia il mito che i contatti diretti e frequenti fra leaders e ministri rendano superflua la diplomazia. L’animosità e le acrimonie di
recenti vertici, quali quelli sulla

L

QUEL PADRE
CHE NON CERCA
VENDETTA
ELENA LOEWENTHAL
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

n padre che tramuta lo strazio in
una generosità distillata, in quella
specie di amore che viene prima
d’ogni regola, d’ogni fede religiosa, d’ogni
convenzione. E lo fa sottovoce invece di
sgolarsi, e lo fa come se fosse una cosa
normale, aiutare la figlia di chi ti ha assassinato la figlia, perché ha bisogno di cure
e quel padre sciagurato che ha ucciso non
può più farlo e non ne è stato mai capace.
Perché lei non ha colpa, spiega, così come
colpe non aveva la figlia uccisa.

U

Grecia, dimostrano il contrario.
Talvolta, un po’ più di spazio alla diplomazia non guasterebbe. I politici decidono; i diplomatici spianano
il terreno. Così è stato nel magistrale negoziato nucleare con
l’Iran. I grandi lo sanno bene. La ripresa di dialogo fra Mosca e
Washington, così cara all’Italia, è
oggi affidata a due solidi professionisti, il viceministro russo Grigory
Karasin e l’Assistant Secretary
americana Victoria Nuland.
La carta geografica non sa mentire. Il clima di precarietà e pericolo intorno all’Italia non è passeggero. E’ la nuova normalità cui abituarsi. Oggi, nella XI Conferenza
Ambasciatori, la diplomazia italia-

Anche questo è l’uomo, che in cielo ci si
debba ricordare di lui e non pentirsi di
averlo messo al mondo, come in fondo
vorrebbero gli angeli invidiosi. Un creatura capace di esprimere tutta la bassezza
di questo mondo, ma anche di sorprenderlo con un bene che è gratuito nel senso
più alto del termine. Anzi di più: è un bene
che va al di là di ogni logica, che attraversa lo sconfinato territorio dell’odio e viola
quella giustizia che impone di punire il
male.
Anche questo è l’uomo: un uomo che al
colmo del dolore, di fronte alla perdita più
insanabile, non si domanda quando finirà
di precipitare giù nell’abisso del lutto e
del dolore della perdita in un viaggio verso il basso che quando ci sei dentro sembra che non finirà mai, e invece di lasciarsi comandare da tutto questo si mette nei
panni di una figlia bisognosa di cure e
pensa che è giusto aiutarla, anche se il padre di lei ha fatto quel che ha fatto. E poi lo
dice, ma senza proclami, senza voler impartire lezioni, con una spontaneità quasi

IL PAPA: LIBERATE DALL’OGLIO
OSTAGGIO DOVE DIO NON C’È
DOMENICO QUIRICO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

erché non c’è niente di crudele,
folle, spaventoso che non abbia
visto laggiù.
E perché lui ha scelto, deliberatamente, di entrare a mani nude nell’attimo e nel luogo, Raqqa, in cui la Storia, in Siria, diventava tragedia. Le
frementi utopie rivoluzionarie attizzavano ora le braci del nuovo massacro e
del fanatismo totalitario. Nulla assomigliava più a quello che era prima, un
attimo prima. In quel momento ogni
altra spiegazione diventa vana, infeconda, irreale: chi è designato deve
andare, chi è chiamato deve rispondere. Deve ricapitolare quel nodo terribile della Storia. In sé. Farsi profezia
vivente. Nessun libro basta. E’ il principio, la regola, la legge delle vite di
santità. Vedere e testimoniare prima:
perché anche noi, ciechi, possiamo capire.
La malvagità non è mai banale. La
malvagità dell’uomo è feroce, agghiacciante, spietata e quando è libera e organizzata come in Siria diventa una
forza dirompete. La Siria: monumento

P

LA STAMPA
Quotidiano fondato nel 1867
1

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MICHELE BRAMBILLA, MASSIMO GRAMELLINI,
FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
MASSIMO RUSSO, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO TIBERGA

del male. E la perdita della libertà è
come un male incurabile. Ramifica
dappertutto, non ti dà respiro.
Mi interessano questi uomini come
me, con la morte sotto i piedi, e la paura che, inevitabilmente, sale nel petto.
Il momento in cui una vita con Gesù
sembra non servire a niente, parabole,
vangeli, preghiere… e ora tocca a ciascuno farsi strozzare dalla propria
morte. Il silenzio apparente di dio, un
dio addormentato, indifferente che assomiglia troppo a un dio morto, a un
dio che forse non c’è. Non vogliono
morire questi uomini. Forse anche loro chiedono il miracolo: la porta della
prigione che si apre, gli aguzzini che
scompaiono… Anche a loro per un attimo quella sembra la condizione necessaria per credere. Uomini, solo uomini… Due anni… La lezione più importante e inascoltata di tutto il Libro: la
religione senza miracoli. Morire è tremendo. Si muore senza amici, soli. Si
va di là da soli e sembra di non aver
mai conosciuto nessuno. Nemmeno
Lui.
Il sequestro è una forma terribile di
eremitaggio. Ci si stacca brutalmente
dalla corrente della vita e la si guarda

stupita del fatto che le sue parole siano
capaci di stupire chi le ascolta, come se
stesse facendo una cosa normale. Quasi
ovvia.
Ovvio che non è tale: se gli angeli avessero sentito le parole di Piero Fassi avrebbero fatto a meno di chiedere a Dio come
mai gli era venuto in mente di creare l’uomo (questo è il senso del versetto biblico),
perché l’avrebbero capito da soli. No,
«Noi siamo qui. Se la figlia dell’uomo che
ha ucciso la nostra avrà bisogno, noi ci saremo» non è affatto una frase ovvia. Sono
invece parole che vanno contro ogni comune sentire, che contraddicono tanto
l’istinto quanto la storia dell’umanità e
non appartengono a nessuna etica, a nessuna religione. Verrebbe da dire che vengono dal cuore; ma forse no, forse vengono da quella parte assai più complessa e
misteriosa di noi che sta nel cervello ed
esprime l’empatia assoluta, che quando è
così vince su tutto e prima di tutto sull’odio. Anche questo è l’uomo, cari angeli.

MARCO
BELPOLITI

Minima

iamo in fila davanti al nastro trasportatore.
Tra poco dalla feritoia compariranno le valigie
che hanno scaricato dall’aeroplano. Eccole. Le
prime che escono sono tutte nere, o grigie. Somigliano tutte a quella che abbiamo caricato a bordo.
Ci concentriamo sui possibili segni particolari: cerniere, aperture, lucchetti. Niente da fare, sono tutte
uguali, tutte scure e tutte difficilmente identificabili. Ci avviciniamo al nastro, siamo tentati di afferrarne una: sembra la nostra, forse è proprio la nostra. Lo sguardo severo di un’altra persona in attesa, che ha evidentemente il nostro stesso problema,
ci inibisce. Ci accostiamo alla valigia, la sfioriamo
con la mano, facendo intendere che non siamo sicuri: potrebbe essere
la nostra, somiglia
alla nostra, ma forse non è la nostra.
La valigia è già
avanti, esce dalla
feritoia. Passa altro tempo.
Il nastro ha fatto
tutto il giro e le valigie rientrano dalla porticina. Tra poco rispunterà la nostra, e così
ricomincerà la ricerca. Altri hanno identificato la
loro valigia. Tutti quelli che possiedono una borsa
colorata: rossa, rosa, verde, azzurra, fucsia. Prelevano dal nastro il loro bagaglio multicolore e se ne
vanno. Restano solo le nere. Finalmente riusciamo
a identificare la nostra. Un dettaglio: il manico consunto, una macchia chiara sul fianco. Tutti gli anni
si ripete la stessa scena. Eppure un metodo, o più di
uno, per identificare il proprio trolley c’è, ed è semplice e poco costoso. Senza acquistare una valigia
dai colori sgargianti (il nero è il colore preferito dai
più, si sporca meno); il più efficace è quello di legare
un nastro colorato alla maniglia, così il trolley è
identificabile a colpo d’occhio. Oppure si possono
usare delle cinghie colorate, servono anche per rendere più compatta e resistente la valigia nel trasbordo.
C’è il metodo di tracciare una vistosa X sulla borsa con un nastro colorato che non può essere tolto;
qualcuno consiglia di usare i nastri adesivi per creare delle rigature a zig zag. Poi c’è il velcro da applicare, ma si rischia di rovinare il rivestimento esterno. Altri, più raffinati - in genere signore -, usano
legare un vecchio foulard al manico: elegante e cool.
Tutto questo è l’analogo di quello che facciamo con i
vestiti, perché, come ci ha spiegato Roland Barthes,
sono proprio i dettagli, i complementi d’abbigliamento, come si usa dire, a darci identità in un mondo dove tutti si vestono da Zara e da HeM, come una
volta da Coin e da Standa. Tutti uguali e tutti differenti. Forza con il nastro colorato.

S

ad occhi fissi, quasi per assaporarne
una visione di insieme. Altre volte a
padre Dall’Oglio, nel suo monastero
dove pregavano insieme, scandalosamente per alcuni, per troppi, cristiani
e musulmani, sarà parso di uscire a riva da un nuoto estenuante, di sedersi
su un greto asciutto davanti a cui la
fuga dell’acqua e la fuga del tempo
sembrava proseguissero come cose
musicali e vane. Poi un giorno anche in
prigionia la vita ti riprende per i capelli e non ti lascia più.
Noi facciamo, in occidente, la Storia
come le api fanno il miele, non per riflessione ma perché non possiamo fare altrimenti. Grande è la potenza dell’abitudine, l’orizzonte è limitato, il
pensiero ha perduto il suo slancio. La
volontà è fiacca. I sequestrati… non
possiamo soccorrerli e li dimentichiamo. Li scartiamo, non allunghiamo
una mano. Il tempo scolora i volti e le
storie, sembrano assorbiti in un’altra
dimensione da cui siamo, per fortuna,
esclusi. E poi qualcuno, il Papa, finalmente, pronuncia il loro nome: di colpo il nostro quotidiano è pieno di tensione e di attesa come un vortice che
chiama senza voce, un abisso ignoto
dal quale sale la vertigine di una estasi
fiammeggiante. Chissà dove, laggiù, a
Raqqa , Mossul… in questo momento i
cannoni sparano e uomini sono inseguiti imprigionati torturati uccisi e un
altro pezzo di mondo tranquillo è calpestato. E si è lì anche noi e lo si sa...

ITALIANA EDITRICE SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
VICEPRESIDENTE CARLO PERRONE
AMMINISTRATORI
LUCA ASCANI, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE
AMMINISTRATORE DELEGATO LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE MAURIZIO SCANAVINO
DIRETTORE EDITORIALE MARIO CALABRESI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

1

l’orizzonte, quali l’incognita di una
bolla economica in Cina, l’emergere
e le fragilità dell’Africa o le linee di
faglia che si stanno disegnando in
Europa. Piacevole o spiacevole il
futuro non si allontana ignorandolo. Sarebbe bene che gli ambasciatori italiani ne parlassero.
L’appello di sabato a rafforzare
la politica estera è un assist alla
Farnesina. Sta al governo e al Parlamento rispondere, ma alla diplomazia italiana esserne all’altezza,
con professionalità, entusiasmo e
motivazione, specie dei più giovani.
Altrimenti, malgrado l’autorevolezza dei firmatari, l’appello rimarrà una vox clamantis in deserto. A
spese di tutti gli italiani.

Il nastro colorato
della valigia

loewenthal@tin.it

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
TEODORO CHIARELLI ECONOMIA E FINANZA,
MAURIZIO ASSALTO CULTURA, PIERO NEGRI SCAGLIONE SPETTACOLI,
RAFFAELLA SILIPO SOCIETÀ, PAOLO BRUSORIO SPORT,
LAURA CARASSAI EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA,
GUIDO BOFFO CRONACA DI TORINO

1

na si propone al Paese come lo strumento per rispondere alla sfida.
Nell’albo d’oro della diplomazia
italiana figurano successi importanti come la costante difesa dei
nostri interessi sulla riforma del
Consiglio di Sicurezza Onu e l’ingresso nel G7 negli Anni 70 e nel
Gruppo di Contatto sull’ex Jugoslavia negli Anni 90. Iniziati entrambi
senza di noi al tavolo, ci videro diventarne protagonisti. Oggi, le nostre assenze dal gruppo ristretto
sull’Ucraina («formato Normandia») e dal negoziato nucleare sull’Iran fanno riflettere. La Conferenza è l’occasione per un lucido esame di coscienza e per affrontare, oltre al difficile presente, le novità al-

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA:

ITALIANA EDITRICE S.P.A., VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO 5, ELMAS (CAGLIARI)
©2015 ITALIANA EDITRICE S.P.A
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7874 DEL 09/02/2015.
LA TIRATURA DI DOMENICA 26 LUGLIO 2015 È STATA DI 309.718 COPIE

TM

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

.

25

&

CULTURA
SOCIETA’
SPETTACOLI

Cagliari, i disegni prima del film
Si intitola «Il di/segno nel cinema» la mostra allestita a
Cagliari fino al 27 settembre negli spazi del Palazzo
della Città. Esposti i disegni, le installazioni, gli appunti
visivi e anche gli oggetti che nel lavoro di registi come
Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Mario Martone,
Maurizio Nichetti, Ettore Scola, Paolo e Vittorio
Taviani e molti altri si accompagnano all’ideazione e
alla realizzazione dei film.

12 415
67145 21875

Brad Pitt nel film Fight Club, diretto nel 1999 da David Fincher. Il romanzo di Palahniuk è diventato anche un fumetto e uno spettacolo teatrale

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
ALFREDO ALDAI / EPA

Chuck (Charles Michael)
Palahniuk è nato a Pasco,
Washington, 53 anni fa
da una famiglia di origini
ucraine e russo-francesi.
Tra i suoi romanzi, oltre a
Fight Club (’96) e
Invisible Monsters (’99),
Soffocare (2001), Ninna
nanna (2002), Gang
bang (2008), Senza veli
(2010), Dannazione
(2011), Sventure (2013).
I suoi libri sono pubblicati
in Italia da Mondadori

Finito il nuovo libro,
lo mandai agli stessi
editori che avevano
bocciato l’altro
perché disturbante:
con grande sorpresa,
dopo appena due
giorni ricevetti una
proposta di contratto
Non vale la pena
di sforzarsi a scrivere
qualcosa che
supponiamo possa
funzionare, perché
inevitabilmente ne
viene fuori un’opera
noiosa e inutile

ight Club, il libro cult di
Chuck Palahniuk diventato film, spettacolo teatrale, fumetto e ora forse anche «rock opera», esiste per
miracolo. Anzi, per un netto rifiuto di vari editori, tra i più
stravaganti mai avvenuti.
Il primo romanzo scritto da
Chuck si chiamava Insomnia,
ma non era mai stato pubblicato. Il secondo, Invisible Monsters, era stato invece sottoposto a diverse case editrici, nella speranza di farne il suo libro
d’esordio. Raccontava le disavventure di una donna sfigurata, tra sesso e violenza. «Il
mio agente - racconta Palahniuk - lo aveva mandato a cinque grandi editori, fra cui Norton e Harper Collins. La risposta fu immediata, unanime e
devastante. Tutti lo rifiutarono, grosso modo con lo stesso
argomento: è un romanzo
troppo oltraggioso. È così fuori delle norme, che non sapremmo neppure in quali scaffali delle librerie metterlo».

F

«Almeno non vi
dimenticherete di me»

In genere, quando succedono simili disgrazie, gli autori
reagiscono in due modi: rinunciano alla carriera letteraria, magari cercando un
posto sicuro in banca, oppure continuano a spedire lo
stesso manoscritto, fino a
quando non trovano qualcuno disposto a stamparlo. Il
sempre originale Chuck, invece, scelse la terza via:
«Pensai: avete rifiutato il
mio libro perché è troppo oltraggioso? Bene, io risponderò scrivendone uno ancora più oltraggioso. Non pubblicherete neppure questo,

CHUCK PALAHNIUK

Troppo oltraggioso:
così mi pubblicarono
Le origini del romanzo d’esordio Fight Club: “Lo scrissi
per provocare chi mi aveva rifiutato Invisible Monsters”

La copertina della prima
edizione di Fight Club, uscita
negli Usa nel 1996 dall’editore
W. W. Norton. In Italia è stato
pubblicato da Edimar nel 1998
e da Mondadori nel 2003

ma almeno non vi dimenticherete di me».
Così Palahniuk si mise a lavorare su Fight Club, che allora era
solo un progetto embrionale, nato da una vera rissa in cui era
stato pestato. Magari sarebbe
rimasto solo nei suoi incubi, se
Invisible Monsters non fosse stato
rigettato. «Finito il nuovo romanzo, lo mandai alle stesse case editrici che avevano bocciato

l’altro. In particolare a Gerald
Howard, l’editor di Norton, che
mi era sembrato particolarmente distruttivo. Con grande sorpresa, dopo appena due giorni
ricevetti la sua proposta di contratto. Mi offriva una miseria,
6000 dollari in tutto, ma io ero
così felice di essere pubblicato
che non ci pensai su neppure un
secondo. Accettai e mandammo
Fight Club alle stampe». Il resto
è storia. Cioè un successo planetario, con tanto di film interpretato da Edward Norton e Brad
Pitt, nato da un velenoso rifiuto.
«È stato meglio
aspettare»

A ripensarci oggi, però, Palahniuk non mastica amaro: «Credo che la ragione per cui Invisible Monsters fu rifiutato era il
sesso. Fight Club era un romanzo sulla violenza, mentre Invisible Monsters era un libro sulla
violenza e sul sesso. Evidentemente era troppo, per quell’epoca». Una scelta bigotta,
dunque, che tuttavia l’iconoclasta Chuck non rimpiange: «La
verità è che Invisible Monsters
non era ancora pronto, quando

lo avevo mandato alle case editrici. Era immaturo, aveva ancora bisogno di qualche anno di
lavoro prima di essere pubblicato, come poi in effetti è successo. Siccome doveva essere il
mio romanzo d’esordio, non potevo permettermi di partire
con un flop. Quindi è stato meglio aspettare, e uscire nel frattempo con Fight Club, che invece era più definito».
Chiunque al suo posto
avrebbe pensato che Gerald
Howard era pazzo: aveva rifiutato un romanzo perché troppo
oltraggioso, ma ne aveva accettato subito un altro ancora più
oltraggioso, scritto proprio con
lo scopo di provocarlo. «Dal
mio punto di vista, l’idea di andare oltre Invisible Monsters
con qualcosa capace di disturbare ancora di più era l’unica
strada percorribile. Naturalmente desideravo di essere
pubblicato, ma non avevo alcuna speranza di riuscirci. Scrivevo per il mio intrattenimento
personale, e quindi non aveva
alcun senso cambiare stile, solo
per soddisfare le richieste di
case editrici che comunque

non avrebbero stampato i miei
romanzi».
Palahniuk, però, giustifica anche la scelta di Howard: «Il mestiere dell’editor è molto difficile:
scovare i libri che valgono, nel
mare delle proposte che ricevono. C’è sempre il rischio di commettere errori colossali, in un
senso o nell’altro. In genere sono
dei bravi professionisti, che capiscono il mercato, ma soprattutto
ragionano in termini di investimento. Se puntano su uno scrittore, con tutti i costi che questo
comporta, vogliono essere sicuri
che sia un autore determinato
con una prospettiva di lungo periodo. In altre parole, uno che
non si scoraggia facilmente, e nel
cassetto ha idee per molti libri a
venire. Quel rifiuto, dunque, era
una maniera di mettermi alla
prova e stimolarmi a fare di più.
Se lo capivo, bene; se non lo capivo, non ero adatto al mestiere».
Anche a rischio di perdersi una
fenomeno come Fight Club, uno
di quei rari libri che, oltre a incassare milioni, possono cambiare
le sorti di autori e case editrici.
«L’obiettivo è la propria
gioia personale»

Ancora oggi, però, Chuck resta
convinto che il rifiuto subito
contenga una lezione utile a
tutti: «Le possibilità di un autore di essere pubblicato, e soprattutto di avere successo, sono statisticamente limitatissime e casuali. Perciò non vale la
pena di sforzarsi a scrivere
qualcosa che supponiamo possa funzionare, perché inevitabilmente ne viene fuori un’opera noiosa e inutile. Meglio essere se stessi, fare quello che ci
piace, e scrivere con l’obiettivo
della propria gioia personale.
Solo così, se hai molta fortuna,
puoi produrre qualcosa che
merita di essere pubblicato, e
magari anche di essere letto».

26 .Società

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Un mito dei cieli

La storia
VITTORIO SABADIN

Q

uindici anni fa, il 25 luglio del 2000, un Dc 10
della Continental Airlines appena partito dall’aeroporto Charles de Gaulle di
Parigi perse un piccolo pezzo
di titanio dalla fusoliera.
Quell’insignificante frammento di metallo sarebbe potuto cadere ovunque senza
fare danni e senza passare
tristemente alla storia. Cadde invece sulla pista e forò
uno pneumatico del volo
4590 dell’Air France in fase di
decollo, causando la conseguente rottura di alcuni fili
elettrici, il danneggiamento
di un serbatoio, un incendio
che tutto il mondo vide sgomento in tv quella sera, la
morte di 113 persone e l’inizio
della fine dell’aereo di linea
più bello e tecnologicamente
avanzato che il XX secolo
avesse prodotto: il Concorde.
Oggi alcuni gruppi privati
e la stessa Nasa stanno lavorando a prototipi che nel giro
di pochi anni consentiranno
nuovamente di trasportare
passeggeri a una velocità superiore a quella del suono e
che rilanceranno uno dei pro-

2,04
mach

È la velocità
massima che
raggiungeva
il Concorde
a una quota
di 15 mila
metri


ore

Era il tempo
necessario
per coprire
la rotta
tra Parigi
e New York

SUZANNE PLUNKETT/AP

Quindici anni dopo il Concorde
rinasce il jet più veloce del suono
Progetto della società americana Aerion: il primo volo è previsto nel 2019

Il successore
LA FUSOLIERA
SARÀ REALIZZATA
IN SPECIALI LEGHE
DI CARBONIO
PER GARANTIRE UN BUON
MIX DI LEGGEREZZA
E ROBUSTEZZA

1.6
mach
È la velocità
garantita
dai tre motori
(così aumenta
anche
la sicurezza)

LE ALI
PRESENTANO UNA
STRUTTURA LAMINARE
PER MIGLIORARE
L’AERODINAMICITÀ,
RIDUCENDO LA RESISTENZA
ALL’ARIA DEL 20%

110 4,19 6,12
milioni
È il prezzo
previsto
in dollari
per ogni
esemplare
del jet

ore

ore

È la durata
prevista
per il volo
sulla rotta
da Londra
a New York

È il tempo
previsto
per la rotta
no-stop da
San Francisco
a Tokyo

AERION SUPERSONIC

getti più ambiziosi mai concepiti e realizzati: portare
persone dall’Europa all’America in tre ore e mezzo, facendole atterrare un’ora prima
di essere partiti.
Il primo Concorde aveva
volato il 2 marzo del 1969 ed
era entrato in servizio, dopo
otto anni di collaudi e di perfezionamenti, il 21 gennaio
1976. I costi del progetto di un
aereo passeggeri supersonico erano così elevati che era
stato necessario un trattato
tra due Stati ambiziosi e visionari, Francia e Gran Bretagna, per realizzarlo. Ma
quando i primi modelli uscirono dagli hangar sembrò a
tutti che i soldi fossero stati
ben spesi: non si era mai visto
un aereo così elegante e armonioso, con la lunga e stretta fusoliera, le grandi ali a
delta senza piani orizzontali
di coda, gli alti carrelli che
sembravano zampe, il muso
che s’inclinava in basso al decollo e all’atterraggio, come
quello di un grande uccello.
Poche persone potevano
permettersi di volare sul
Concorde - il biglietto costava tre volte quello della prima
classe di un aereo normale ma il suo sogno apparteneva
a tutti. Sui giornali popolari
di Londra comparivano le dichiarazioni della duchessa di
York, Sarah Ferguson, che

spiegava compiaciuta come
ora, grazie al nuovo aereo, lei
potesse accompagnare le figlie
a scuola alle 8,30, partire da
Heathrow alle 10,30 e arrivare
a New York alle 9,30, in tempo
per partecipare a una conferenza. In volo a 17 mila metri
sull’oceano, l’aereo raggiungeva la velocità di Mach 2, circa
2.170 chilometri orari, e dai finestrini i passeggeri guardavano in basso gli altri aerei di linea, così lenti che parevano
viaggiare all’indietro.
Il Concorde ha avuto molti
nemici, e si è affermato con
grande fatica. Negli Stati Uniti
gli è stato negato a lungo il permesso di atterraggio a causa
del rumore ed è stata necessaria una sentenza della Corte
Suprema per permettergli di
atterrare a New York: i giudici
hanno rilevato che l’Air Force
One, allora un Boeing Vc-137,
faceva molto più chiasso. I costi di esercizio erano impressionanti: la manutenzione richiedeva 20 ore di lavoro per
ogni ora di volo, nel solo rullaggio a terra si consumavano due
tonnellate di combustibile e in
viaggio se ne andavano 17 litri
per passeggero ogni 100 chilometri, il triplo degli altri aerei.
L’incidente di Parigi non è
stato la sola causa della fine del
Concorde: vi hanno contribuito anche il senso di insicurezza
seguito agli attentati dell’11

settembre 2001, il costo del petrolio, la percezione - del tutto
sbagliata - che l’aereo non fosse sicuro. Ora una società privata, l’Aerion, ha annunciato
l’imminente entrata in servizio
dell’As2, il primo aereo passeggeri supersonico dopo il Concorde. Viaggerà a «soli» Mach
1,6, ma consumerà molto meno
e costerà la metà. La Nasa sta a
sua volta lavorando a nuovi
motori, che risolveranno il problema del «boom» sonico che
scuote le mura e i vetri delle case quando si supera la velocità
del suono, riducendolo all’amichevole brontolio di un temporale lontano. Il sogno del Concorde potrebbe continuare.

QUANDO SI ARRIVAVA
A NEW YORK IN TEMPO
PER IL BREAKFAST

L’

ultimo volo del Concorde è partito il 26
novembre del 2003
dall’aeroporto di Heathrow,
diretto poco lontano: l’aeroporto Filton di Bristol, dove
l’aereo ancora si trova, ammirato da migliaia di visitatori
ogni anno. Tutti si stupiscono
della ristrettezza della cabi-

La tragedia del 25 luglio 2000
Il Concorde del volo Air France 4590 diretto da Parigi a New York
precipitò poco dopo il decollo: morirono le 109 persone a bordo

na passeggeri, che ricorda le
peggiori condizioni di volo su
un aereo low-cost. I 100 sedili,
due per lato con un corridoio
centrale, sono stretti e apparentemente scomodi, c’è uno
spazio limitato per il bagaglio a
mano e la cabina è claustrofobica, alta solo 180 centimetri. Il
servizio a bordo era però eccellente, con uova strapazzate all’aragosta e champagne e caviale prima dell’atterraggio.
Nelle tre ore e mezza di
viaggio sull’Atlantico non erano previsti intrattenimenti, a
parte la disponibilità di otto
canali musicali stereo. Alcuni
display segnalavano la velocità
e la temperatura esterna dell’aria. Quando si stava per superare la velocità del suono, il
pilota avvertiva i passeggeri,
che percepivano solo un lieve
aumento dell’accelerazione. Il
volo era sempre tranquillo,
grazie alla quota elevata alla
quale il Concorde viaggiava (17
mila metri), priva di turbolenze. Durante il viaggio, con la riduzione di peso dovuta al con-

sumo di carburante, la quota
aumentava progressivamente
e si verificavano altri strani,
impercettibili fenomeni: a causa del fatto che il Concorde
viaggiava più veloce del Sole e
delle conseguenti, complesse
interazioni tra la velocità dell’aereo e la rotazione terrestre,
il peso dei passeggeri si riduceva di circa mezzo chilo ogni 50
viaggiando verso Oriente,
mentre aumentava dello 0,3%
andando verso Occidente. Dal
finestrino era possibile vedere
la curvatura della Terra e gli
aerei che 6 mila metri più in
basso andavano nella stessa
direzione sembravano procedere al contrario.
Sono stati costruiti 20 Concorde. British Airways e Air
France ne hanno utilizzati 14
nei voli commerciali per 27 anni, senza inconvenienti di rilievo. L’incidente di Parigi fu
causato da un fattore esterno
e i progettisti ritenevano che
ogni modello avrebbe potuto
volare per 30 anni in totale si[V. SAB.]
curezza.

1

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

.

Società .27

I miei 12 mesi tra i “contadini volanti”
che coltivano i migliori limoni del mondo
Sulle terrazze della Costiera Amalfitana un gruppo di coraggiosi riporta in vita un’antica tradizione

Reportage
FLAVIA AMABILE
INVIATA AD AMALFI

A

10

mila euro

Tanto può
costare
sostituire
i pali
di castagno
che reggono
la struttura
del frutteto

ntonio Cioffi lavora come chef in uno dei più
prestigiosi alberghi di
Ravello, in Costiera Amalfitana. E’ un lavoro duro, in cucina
sei giorni su sette, non ci sono
pranzi con la famiglia né cene.
Ha 39 anni, nel tempo libero potrebbe andare al mare sotto casa, invece ha scelto di diventare
un contadino volante, uno dei
fedeli custodi di una terra dove
si coltivano alcuni dei limoni
più pregiati del mondo camminando sugli alberi. A vederli dal
basso sembrano volare sulle foglie. Dall’alto hanno l’aria sospesa di una cima di montagna
che spunta oltre le nuvole.
Per un anno li ho cercati, inseguiti e osservati mentre le loro mani costruivano la meraviglia che il mondo ammira senza
sapere nulla di loro, un monumento in continua lavorazione,
il panorama di una costa che,
dalle Sirene in poi, non ha mai
smesso di affascinare. Sono stati dodici mesi tra reti, sporte,
falcetti e centinaia di gradini
capaci di sfiancare chiunque riFLAVIA AMABILE

ra degli alberi con le reti. Da
quel momento le piante sono a
riposo, ben al riparo i frutti matureranno e si prepareranno
per essere raccolti.

50

anni

Un equilibrio fragile

È l’età
media dei
contadini
ma ora sta
arrivando
anche qualche
giovane

55

chili

E’ il peso
di una
singola cassa
colma
di limoni:
ognuna
viene
trasportata
sulle spalle
per decine
di gradini

A inizio primavera i limoni vengono raccolti e trasportati in casse

petendo gesti e abitudini ferme
nel tempo perché la natura non
consente nessun salto in avanti.
La nuova generazione

Ma è stato anche un viaggio nella speranza di una nuova generazione di contadini, decisi a
non abbandonare la loro terra e
a dare una nuova spinta a questa coltivazione. Inondano i social con la bellezza dei loro limoni e soprattutto portano una
nuova ondata di entusiasmo e
voglia di farcela nonostante tutto. Merce rara in una zona dove
ogni anno aumenta il numero di
terreni abbandonati e l’età media dei contadini supera abbondantemente i cinquant’anni.
«Noi ci siamo e combattiamo
contro ogni difficoltà per difendere questo paesaggio», spiega
Antonio Cioffi. Il suo limoneto è
stato immortalato in migliaia di
foto dai turisti che ogni giorno
si affacciano dalla Terrazza dell’Infinito di villa Cimbrone a Ravello: «Se io decido di lasciare
che cosa vedranno i turisti?».
Ma Antonio resiste. E resistono gli altri contadini volanti
che ogni giorno trasformano la
fatica in bellezza. Il loro lavoro

ha inizio in primavera con la
raccolta, decine e decine di casse da 55 chili l’una trasportate
sulle spalle anche per centinaia
di gradini. Quando gli alberi sono liberi si possono potare e
piegare i rami. E’ un’operazione
lunga da ripetere ramo per ramo e da svolgere almeno in due.
Uno resta in basso a piegare,
l’altro sale sui pali di castagno
del pergolato. Camminando sui
tronchi, dirige i gesti del compagno.
Se durante la potatura e la
piegatura contano l’abilità, la
precisione, la pazienza di rispettare i dettagli, quando c’è
da sostituire i pali di castagno
che reggono l’intera struttura
del giardino è solo una questione di muscoli e soldi. I muscoli
servono per portare in spalla
pali che possono pesare fino a
un quintale e mezzo. I soldi sono necessari per acquistarli: in
un giardino medio la loro sostituzione può costare anche diecimila euro, una cifra abnorme
in un’attività che spesso non
riesce a rendere altrettanto in
un anno di lavoro.
La stagione nei giardini termina in autunno con la copertu-

Se tutto va bene. Ma quello dei limoni è un equilibrio delicatissimo. Quest’inverno sono bastati
due giorni con il termometro sotto lo zero e alcuni centimetri di
neve, per rovinare il raccolto di
molti giardini. Quando accade i
contadini volanti possono urlare
quanto vogliono: nessuno li ascolterà. Salvatore Aceto 50 anni,
proprietario di una delle principali aziende della Costa: «Quando abbiamo provato a denunciare
ci hanno detto che stavamo facendo allarmismo. Per me era solo una questione di sopravvivenza ma ormai abbiamo imparato a
cavarcela senza l’aiuto di nessuno. Andiamo all’estero, arriviamo
direttamente sui mercati e dai
clienti con i nostri prodotti. Non
esiste altra strada».
I contadini volanti hanno capito di non poter resistere a lungo
senza cambiare qualcosa. Non
nel modo di lavorare ma nella
vendita. Gigino Aceto ci sta provando. Ha 80 anni e la consapevolezza di avere costruito dal nulla una delle aziende di produzione e lavorazione di sfusati più importanti che esistano. Ma sono i
due figli ad aver portato una carica di nuove idee, dal Lemon Tour
tra le loro terrazze ai viaggi all’estero per corsi di formazione e
accordi. Solo cosi si può sopravvivere. E sopravvivere per uno
come Gigino non è solo un fatto
personale: «Siamo consapevoli
di custodire un bene che appartiene alla comunità intera, lo facciamo con orgoglio, diamo un
servizio all’intera umanità e riteniamo che sia un nostro dovere.
Affrontiamo sacrifici ma lo facciamo con passione, con amore».
Anche per questo la fatica diventa ogni giorno bellezza.
Il web doc è disponibile su
www.lastampa.it

Nel frutteto

A Ravello
i limoni
crescono
sui terrazzamenti.
Un contadino
sta effettuando
la piegatura
ed è in piedi
sui pali
del pergolato.
Gigino Aceto
(in alto
a destra)
ha 80 anni
ma continua a
lavorare
nel suo
giardino
di «sfusati»
Nelle altre foto
alcune fasi
di potatura
e «messa
a dimora»
degli alberi
con le reti

La testimonianza

“Ho lasciato l’università
per riportare in vita
una varietà estinta da tre secoli”

Valerio Bonito ha 32 anni

A

vreste abbandonato
gli studi di giurisprudenza per diventare
contadino in una delle terre
più belle e meno redditizie
d’Italia? Avendo un padre ed
una madre farmacisti? Valerio Bonito, 32 anni, l’ha fatto
tempo fa e non se n’è pentito.
Anzi. Un giorno di ottobre
Valerio mi ha raccontato la
sua passione. Fino al secondo
anno di università la sua vita
era fatta di giornate di studio
che terminavano in un piccolo giardino di limoni ereditato
dal nonno. «Mi rilassavo occupandomi delle piante».
E’ la normale vita di un giovane di provincia. Valerio è di
Minori, un piccolo paese della
Costiera Amalfitana, frequentava l’Università di Fisciano dopo cinque anni di liceo classico. Quando immaginava il suo futuro, lo vedeva
sempre poco nitido e soprattutto poco adatto a lui. Ad un

certo punto ha deciso: «Non mi
sono mai visto in un ufficio, mi
piacciono le cose semplici, non
i meccanismi complessi e cattivi della vita moderna. Devo stare all’aperto, nella natura. Devo sporcarmi le mani e questo
lavoro di permette di stare un
po’ in pace anche se non mancano i problemi e le difficoltà».
I guadagni sono quello che sono, Valerio viene pagato a giornata, a volte per mesi nessuno
lo chiama nei giardini perché
non c’è nulla da fare: «Stringo
la cinghia e vado avanti».
Non lo spaventa nulla, né
trasportare pali da un quintale
sulle sue spalle né non avere
abbastanza soldi per fare la vita di tanti coetanei. Ha riportato in vita una varietà di sfusato
estinta da tre secoli, il Gloria
d’Amalfi, con un particolare tipo di innesto. E non tornerebbe
indietro per nulla al mondo:
«Preferisco stare qui, c’è più
[FLA. AMA.]
purezza».

28 .Spettacoli

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Jovanotti ed Eros come 21 anni fa
Con Pino Daniele nel cuore di Napoli

PAOLO GALLARATI

Colonna sonora

Il Falstaff
I due hanno ricordato l’amico scomparso cantando le sue canzoni allo stadio San Paolo di Muti
pensando
a Mozart

La storia
ROBERTO PAVANELLO
NAPOLI

entun’anni fa, in questo stesso stadio, erano con lui. Erano un
trio atipico. E ieri sera era come se fosse ancora accanto a
loro. Non c’era, ma c’era. Ieri
sera Pino Daniele è tornato al
San Paolo di Napoli. Al fianco
di Jovanotti ed Eros Ramazzotti, sostenuti dal sax di «suo
fratello» James Senese.
Gli hanno reso omaggio con
un mini-concerto nel concerto: Yes I Know My Way, solo Lorenzo, e poi tutti insieme
Quanno chiove, Napule è e A me
me piace ’o blues. Con il pubblico a fare da coro, perché questa resta la casa di Pino e questo il suo popolo. Il vuoto che
ha lasciato quell’infame 4 gennaio è incolmabile, Lorenzo lo
sa bene, ma come avrebbe fatto a suonare al San Paolo senza ricordare Pino?
Nel 1981, al Palaeur di Roma, un giovanissimo Lorenzo
andò al suo primo concerto da
solo, inutile dire di chi era quel
live: «Biglietto comprato in
prevendita con soldi miei, che
avevo messo da parte - aveva
scritto su Facebook a gennaio,
nelle ore successive alla sua
morte -. Che band strepitosa,
io non ci capivo niente ma mi
fecero sentire in una zona tra
la festa e il pericolo, tra il sogno e la minaccia, tra la rabbia
e la gioia, dove poi ho scoperto
che avviene sempre la grande
musica». E poi, molti anni dopo, c’era stato quel live al San
Paolo: «Il ricordo di quel 13
giugno 1994 insieme a lui e a
“Ramazza” è tra i più importanti della mia vita».
Così, ieri sera, rieccoli lì, sul
super palco ad alta tecnologia
di Lorenzo negli stadi, emozionarsi nel ricordo dell’amico:
«Sapevo che non sarebbe stata
una data come le altre». E così
è stato. Prima Ramazzotti che
gli manda un sms chiedendogli
di ricordare Pino, poi il suo invito a raggiungerlo a Napoli,
l’immediato ok in risposta e il
coinvolgimento di Senese.
Nulla lasciato al caso, perché

V

Camerini
Qui a fianco,
un momento
delle prove in
camerino, nel
pomeriggio di
ieri, con
Jovanotti e
Ramazzotti
alla chitarra;
tutto è nato
da un Sms
di Eros: «Mi
raccomando di
ricordare il
nostro grande
Pino a Napoli»

SILVIA LELLI

Kiril Manolov (Falstaff)

I

MICHELE LUGARESI

TONY GENTILE/SINTESI/IPA

Il trio
Jovanotti,
Eros
Ramazzotti e
Pino Daniele
in uno
dei quindici
concerti che
fecero insieme,
in Italia
e all’estero,
tra giugno e
luglio 1994

l’amore non vuole improvvisazione.
Era stato proprio Eros Ramazzotti a dare per primo, via
social, la notizia della morte di
Daniele. Due giorni fa è arrivata la fredda formula del rapporto autoptico: la morte è sopraggiunta per «decadimento della
funzione cardiaca». L’autopsia
doveva dire se il «Nero a metà»
si sarebbe potuto salvare nel
caso in cui i soccorritori l’avessero portato all’ospedale di Orbetello, la struttura più vicina a
casa sua. Probabilmente no, dice la scienza.

MICHELE LUGARESI

Le prove
Jovanotti e
Eros
Ramazzotti in
un momento
delle prove che
si sono svolte
ieri pomeriggio
allo stadio San
Paolo di
Napoli; al sax
c’era James
Senese

Una risposta che non lenisce
il dolore. Ma un’altra l’avrebbe
forse lenito? Come già accaduto
a un altro grande di Napoli, a un
altro grande amico di Pino come Massimo Troisi, quel cuore
così pieno di sentimenti era destinato a smettere di pulsare.
Ed eccolo un altro collegamento con quel 1994: «Pino era al
suo primo concerto nel suo stadio - sono ancora parole di Lorenzo -, e solo pochi giorni prima, il 4 giugno, era morto Troisi. Il tour andava a gonfie vele,
ormai eravamo affiatati, ma
per lui la scomparsa dell’amico

fu una botta clamorosa».
Jovanotti ne ricorda lo smarrimento e anche la paura, avendo pure lui quel cuore che lo faceva dannare. Le parole lo riportano a quella sera: «Come
sempre cercava di spostare
l’attenzione, evitava di mostrarsi emozionato, salimmo
sul palco insieme, lui mi teneva
per mano come se fossi io quello più agitato». La nascita di un
legame che non si è più spezzato: «In quel periodo ci eravamo
fidanzati da poco ed eravamo
già molto innamorati delle nostre giovani ragazze. Dopo quel
tour condividemmo il tempo in
cui dall’essere una coppia si diventa una famiglia, quella cosa
ci unì parecchio».
Ora che Pino non c’è più agli
amici e a tutti noi restano le
sue canzoni. Forse un groppo
in gola continuerà a sorprenderci, a tradimento, ogni volta
che sentiremo la sua voce e la
sua chitarra. Ci toccherà nel
profondo, ogni volta. Perché è
questo che sa fare l’arte: toccarti. Ed è questo che ha fatto
Pino Daniele quando ha incontrato sul suo cammino James
Senese, Eros Ramazzotti e Lorenzo Jovanotti. Ieri sera gli
hanno detto grazie.

Per Mollino

A Torino, stasera il concerto

Qui a fianco,
Patti Smith
nella poltrona
del Regio da
cui ha seguito
«Norma»; a
sinistra, nel
foyer del teatro
torinese
progettato da
Carlo Mollino,
per cui lei
nutre
ammirazione

PattiSmithal Regioper“Norma”
“Quandosognavoconle arie d’opera”
PIERO NEGRI
TORINO

La prima opera di cui si innamorò fu Madama Butterfly:
«Avevo sette anni ed ero a letto per la scarlattina. Alla radio ascoltai l’aria “Un bel dì
vedremo” cantata da Eleanor
Steber. Peggiorai, e mia madre, che lavorava come cameriera, per farmi stare meglio
comprò i dischi dell’intera
opera impegnando tutte le
mance che aveva ricevuto».
Anche per questo, ieri, la
cantautrice americana ha
chiesto di assistere alla Norma, ultima replica del ciclo di
quattro capolavori (gli altri

n un articolo del 1926, Alfredo Casella, a proposito
del Falstaff eseguito da Toscanini nel piccolo teatro di
Busseto, notava che «fin dalle
prime battute il suono dell’orchestra richiamava chiaramente non solo Mozart ma, in
generale, tutta l’atmosfera del
diciottesimo secolo».
Lo stesso si può dire dell’esecuzione di Riccardo Muti,
presentata l’altra sera al Ravenna Festival. Del Falstaff
m’è capitato di ascoltare esecuzioni con tagli critici diversissimi: quello piuttosto malinconico e cupo di Giulini,
quello sbrigliatamente rossiniano di Abbado, quello di Lorin Maazel che pareva una
sintesi a priori di molta musica moderna, e ora questo, mozartiano, di Muti, che oggi
porta alle ultime conseguenze
le scelte già operate in occasioni precedenti.
Che Verdi conoscesse a
menadito le opere di Mozart,
studiate con il suo maestro
Lavigna, è documentato. Meno frequente è tener presente
il precedente mozartiano nell’esecuzione non solo di opere
come un Ballo in maschera o
Falstaff, ma anche delle prime, come ha fatto Muti con risultati imprevedibili.
L’Orchestra giovanile «Luigi Cherubini» ha suonato con
morbidezza, trasparenza,
precisione e fantasia rare.
Muti semplicemente rende e
ricrea ciò che c’è scritto, un
profluvio di prescrizioni che
vanno dal piano al pianissimo
e che, rotte da intermittenti
violenze, fanno evaporare la
partitura in una atmosfera
immateriale, dove arguzia e
intimità, ricercatezza dello
stile e naturalezza del flusso
musicale tradiscono un approfondimento di anni. Del
pari accurato il lavoro sui cantanti: declamazione italiana
assai nitida da parte del gigantesco baritono bulgaro Kiril Manolov: Falstaff esiste
prima che apra bocca. Eccellente Ford - forse il più autorevole - è stato Federico Longhi,
non da meno il tenore Giovanni Sebastiano Sala (Fenton);
tra le donne, spiccavano la
Nannetta di Damiana Mizzi e
la Alice di Eleonora Buratto.
Lo spettacolo non era nuovo. Allestito da Cristina Mazzavillani Muti con le scene di
Ezio Antonelli e il light design
di Vincent Longuemare, punta tutto sulla vivacità dell’azione, con parecchie concessioni farsesche e ballettistiche. Fusione o divergenza
di vedute, come accade, tra
marito e moglie? l’una e l’altra. Un bel confronto per un
caloroso successo.

sono Bohème, Barbiere di Siviglia e Traviata) che il Regio ha
programmato in questo luglio
torrido con grande successo.
Per questo e per Carlo Mollino.
«È stato Robert Mapplethorpe a farmelo conoscere», ha
spiegato: in mattinata ha visitato la casa-museo del grande architetto-fotografo-designer che
progettò il nuovo Regio del
1973. Poi a teatro si è presentata
con una Polaroid vintage con
cui ha fotografato il foyer, la sala, la sala, alcune persone incontrate. Quando ebbe la notizia della morte del grande amico Robert Mapplethorpe, con
cui condivise gli inizi a New

DARIO NAZZARO/REPORTERS

DARIO NAZZARO/REPORTERS

York (li racconta nel libro Just
Kids) alla tv trasmettevano Tosca. Il cerchio si chiude.
Nell’intervallo dopo il primo
atto Patti Smith è stata nei camerini. Ha conosciuto il soprano Maria Agresta e Roberto
Abbado, al quale ha chiesto con
una certa emozione di poter tenere per qualche secondo la
bacchetta del direttore. È stata

sul palcoscenico a sipario abbassato e si è lanciata in un paio
di acuti. «Da ragazza ho sognato di fare la cantante, ma ero
troppo magra e avevo troppo
poca voce», ha scherzato.
Stasera nel Parco della Certosa di Collegno al Flowers Festival Patti Smith porta il concerto che celebra i 40 anni del
suo primo album Horses.

FALSTAFF
DIRETTORE RICCARDO MUTI
VISTO AL FESTIVAL DI RAVENNA

****

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

.

Spettacoli .29
Beyoncé

Chi dice popstar dice donna
Ecco perché nell’era social
dominano le voci femminili

Beyoncé Knowles non è solo una
cantante di successo, ma anche
un simbolo di emancipazione

Fanno discutere, sognare e vendere. Ma è vera vittoria?

il caso
LORENZO SORIA
LOS ANGELES

na volta, non molto
tempo fa, chi sentiva
l’espressione «rockstar» pensava immediatamente a un uomo. Elvis Presley. Michael Jackson. Prince.
E poi John e Paul e George e
Ringo e Mick Jagger e Jimmy
Page e Kurt Cobain e Bono.
Se Justin Bieber è imploso
(o forse no) e l’altro Justin,
Timberlake, annuncia che intende dedicarsi al cinema e ai
pannolini, tiene duro Ed Sheeran, che domina le classifiche.
Poi Sam Smith, che vince
Grammys. Bruno Mars e i Maroon 5 e Pharrell Williams,
che mettono allegria. E i rapper: Kanye West, Jay-Z,
Drake. Ma per quanto grande,
la loro stella regge il confronto
con Katy Perry? E Lady Gaga?
E le rockstar al femminile come Beyoncé e Rihanna e Miley e Nicky e Ariana e Shakira? Così popolari e conosciute
che - come Madonna - non
hanno bisogno nemmeno di
un cognome? E poi fenomeni
forse minori, ma interessanti.
Lana Del Rey, un po’ vecchio
stile. Lorde, un po’ cerebrale.
Sia, un po’ misteriosa.
«Le rockstar della nostra
generazione sono tutte donne», sostiene Adam Leber,
manager di Miley Cyrus e di
Britney Spears. «Sono più
sexy e cool, più forti. E tutto
ciò è molto interessante da un
punto di vista culturale». Ann
Powers, critica musicale della
radio pubblica NPR, concorda. «È abbastanza ovvio che
se diciamo popstar, nel XXI
secolo diciamo donna. Nell’era dei social media, le donne
dominano e definiscono la
conversazione pubblica».
Già, i social media. Billboard e le altre classifiche misu-

U

Katy
Qui a fianco,
Katy Perry
al Gala del
Metropolitan
mostra ai
fotografi una
singolare
manicure
griffata
AFP

Taylor

rano il numero di dischi venduti
o scaricati. Ma ciò che conta
davvero è il «Social 50», l’indice
che misura l’influenza sui social
media: con un sapiente mix di
pubblico e privato le superdive
del rock hanno acquisito una
posizione dominante. Non abbiamo accesso solo alla musica
di Lady Gaga e Taylor Swift e
Nicki Minaj ma a ciò che vestono e a ciò che mangiano, ai luoghi che visitano, a ciò che pensano del tramonto davanti ai loro occhi o del matrimonio gay.
Selena Gomez pubblica su Instagram un selfie nella doccia e
se ne parla per giorni. Miley si
mette a twittare in difesa dei
transgender e tutti ne discutono. Katy Perry racconta la sua
giornata e vende dischi come se
Internet non fosse mai esistito.
Sono «brand», marchi
che fanno sognare e vendere vestiti, profumi,
creme, viaggi esotici,
orologi e automobili. E nell’immaginario collettivo hanno sostituito le

Taylor Swift (a destra) è impegnata in un
tour di successo: negli Usa il suo album
«1989» ha venduto cinque milioni di copie

Lady Gaga

Stefani
Germanotta,
29 anni,
sorprende con
i continui
cambi
di stile

Rihanna
LAPRESSE

Per lei «Vogue» ha coniato
l’espressione «Rihanna Effect»

da un tour», sostiene Bobby
Campbell, manager di Lady Gaga. «È moda. È spettacolo. Le
donne hanno molti più strumenti degli uomini per dirlo».
Un segno di forza femminile,
di femminismo anno 2015. «Alcune donne scelgono di seguire
AP
gli uomini, altre di seguire
i loro sogni»,
sostiene Lady
Gaga. Beyoncé chiede alle
fan di difendere i loro diritti. Un paio
di mesi fa,
Rihanna, che
fu vittima
della violenza
del compagno Chris
Brown ci ha
detto: «Penso
che anche se
abbiamo fatto
molta strada,
possiamo anLAPRESSE
Nicki Minaj è originaria di Trinidad e Tobago cora andare
molto lontano». Ma hansupermodel. Secondo Vogue no davvero fatto molta strada?
francese, che l’ha messa in co- Per vendere dischi, Sheeran
pertina già quattro volte, c’e un esprime pensieri accompagna«Rihanna Effect». E mentre sti- to solo dalla chitarra acustica.
listi come Tom Ford, Peter Non c’è spettacolo, non c’è fanDundas di Roberto Cavalli e tasia, non c’è sensualità. Come
Olivier Rousteing di Balmain reagirebbe il pubblico, maschiammettono di essere influenza- le e femminile, se Taylor e
ti dal suo stile, Dior ne fa la sua Rihanna e Beyoncé e Katy e tutprima testimonial di colore. te queste stelle che non hanno
«Una star è molto più della sua bisogno di cognome seguissero
musica o dei numeri prodotti il suo esempio?

scioglie, torna bambina e si lancia in mosse bizzarre che seguono un tempo tutto suo:
«Non ho mai studiato danza racconta - vengo dal punk dove
contavano solo la musica e la
spontaneità, e la coreografia
era una cosa da fighetti. La danza ha regole rigide, come quella
di Bollywood ad esempio, e questo mi appassiona».

Björk è mercoledì a Roma

“Canto la fine del mio grande amore
e sento il pubblico più vicino che mai”
BRUNO RUFFILLI
ROMA

L’amore è la ferita, ma anche
la medicina che guarisce. Così
è svelato il mistero del titolo
del nono album di Björk, Vulnicura. Il vulnus e la cura, in latino: «In Islanda - ci spiega via
chat la cantante - è ancora la
lingua franca della medicina e
per questo diversi miei album
hanno titoli in latino. Avevo
pensato all’esperanto, ma non
sono in molti a conoscerlo».
Björk presenterà dal vivo il
nuovo disco in un’unica data
italiana, il 29 luglio all’Auditorium Parco della Musica di
Roma. Previsto per marzo, è
uscito in gennaio dopo che
aveva cominciato a circolare
illegalmente su Internet:
«Non avevo scelta, ho cercato
almeno di fare in modo che

fosse salva l’unità del disco, la
sua struttura».
Nell’album le canzoni sono
divise in un «prima» e «dopo»;
al centro, a segnare il tempo
come un evento che cambia
per sempre la Storia, c’è la fine
della relazione con l’artista
Matthew Barney, dopo 13 anni
di convivenza tra New York e
Reykjavík. Un sodalizio umano
da cui è nata Isadora e un legame artistico che ha portato a
una collaborazione (lei ha
scritto le musiche per il suo
film Drawing Restraint) e un’influenza evidente nella musica
di Björk, divenuta sempre più
astratta, in parallelo con le sperimentazioni visive di Barney.
Björk non nasconde la difficoltà della separazione
(«L’esperienza più dolorosa
della mia vita»): il disco è com-

posto di nove brani cupi e intensi che scavano in una vicenda personalissima che diventa universale.

Musica scienza tecnologia

Il prossimo millennio

Sono romanze del prossimo
millennio, con tanta elettronica, ritmi rarefatti, suoni a volte
aspri: in certi momenti pare di
tornare ai tempi di Homogenic
(1997), ma qui non c’è traccia di
pop, anche se tra gli ospiti c’è
Antony Hegarty, che con Björk
aveva già duettato in Volta
(2007). Alle musiche hanno
contributo due giovani maghi
dell’elettronica, Arca e Haxan
Cloak: il primo sarà sul palco
con la cantante, un’orchestra
d’archi e lo straordinario percussionista Manu Delago.
Anche il concerto è diviso in
due, con la prima metà dedicata

C. FLANIGAN/GETTY

Björk (Björk Guðmundsdóttir) compirà 50 anni il 21 novembre

alle canzoni di Vulnicura: ma come si sente Björk a cantare in
pubblico sentimenti così intimi? «All’inizio era straniante,
avevo paura - risponde - affrontavo le nuove canzoni a occhi
chiusi. Poi, però, il mio percorso
emotivo ha cominciato a cambiare, e verso la fine della serata
esplode quello che per me è il
concerto: una celebrazione. Il
pubblico mi ha sempre seguito

con attenzione, ma ora percepisco una vicinanza diversa rispetto agli altri tour».
Non che la cantante faccia
molto per incentivarla: in scena
è spesso nascosta dietro complicate maschere che la trasformano in un fiore impossibile,
una farfalla mutante e mille altri esseri immaginari. La passione brucia distante, lei appare perfino un po’ fredda; poi si

Dal disco precedente, Biophilia,
sono passati tre anni, in cui lei
ha girato mezzo mondo con il
suo spettacolo, un ambizioso
progetto che mette insieme
musica scienza e tecnologia. Da
poco sono usciti un dvd e un disco dal vivo, mentre l’app che
accompagnava l’album è entrata a far parte della collezione
del MoMA, che le ha anche dedicato una retrospettiva. Ora
Björk ha pubblicato uno scambio di mail col filosofo Timothy
Morton su ecologia, arte, psicologia: «In realtà sono molto legata all’aspetto fisico delle cose,
anche i concetti li comprendo
solo col corpo. E la mia voce è
espressione delle mie ossa, del
sangue, della carne».

30 .Spettacoli

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 27 luglio 2015

Rai 1

Rai 2

Rai 3

6.45 Unomattina Estate
11.30 Mezzogiorno italiano
12.25 Don Matteo 8 Fiction
Terence Hill è il sacerdote, ex missionario, al servizio della giustizia
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.05 Estate in diretta Attualità Eleonora Daniele e
Salvo Sottile al timone
del magazine pomeridiano nella versione
estiva
17.50 Legàmi Telenovela
18.50 Reazione a catena Gioco
Amadeus conduce il
gioco sull’associazione
logica fra le parole
20.00 Telegiornale
20.30 Techetechetè con tutti
i sentimenti

8.00 Protestantesimo
8.30 Il nostro amico Charly TF
10.00 Tg2 Insieme Estate
10.50 Cronache animali estate
11.20 Il nostro amico KaIle TF
12.10 La nostra amica Robbie TF
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 E...state con costume
13.50 Medicina 33
14.00 La clinica dei misteri
Film-tv
15.35 Senza traccia Telefilm
17.00 Guardia costiera Telefilm
17.50 Rai Parlamento Telegiornale Attualità
17.55 Tg2 Flash L.I.S.
18.00 Tg Sport
18.20 Tg 2
18.50 Il commissario Rex TF
20.30 Tg 2 20.30
21.00 I nostri cari vicini Sitcom
21.05 Lol Serie

8.00 Agorà estate Attualità
10.15 Scuola elementare Film
11.50 Disney Classic Cartoons
12.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
12.15 The Cooking Show - Il
mondo in un piatto
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.55 Expo News Attualità
15.05 Tg3 Lis
15.10 Tgr Piazza Affari
15.15 Terra nostra 2 TN
16.00 Eccezzziunale... veramente Film ★★★
17.30 Geo Magazine
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Kebab for breakfast TF
20.35 Una mamma imperfetta
20.40 Un posto al sole SO

21.15
Voyager - Ai confini
della conoscenza

21.15
36° Festival del Circo
di Montecarlo

21.20
Prima o poi
mi sposo

Roberto Giacobbo conduce una nuova puntata del suo programma alla
scoperta di segreti e misteri dell’archeologia

21.20
Montalbano
FICTION. Rivediamo “La pista di

sabbia”. Quando un cavallo
muore sulla spiaggia sotto casa
di Montalbano, il commissario
inizia un’indagine nel mondo
delle corse clandestine di cavalli
23.25 Petrolio Attualità
0.30 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.05 Sottovoce
1.35 Real School Generazione
digitale - Docenti
2.05 Un giorno fortunato
Fiction

DOCUMENTARI.

23.20 Tg2
23.35 Il meglio di Made in Sud
1.05 Sorgente di vita
1.35 Hawaii Five-0 Telefilm
2.20 Meteo 2
2.25 Pipì Room Film-tv
3.45 Supernatural Telefilm

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.55 Traffico
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 I Cesaroni Serie
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.45 Beautiful Soap opera
14.10 Una vita Soap opera
15.10 Inga Lindstrom - Luna
d’estate Film-tv
18.00 Solo per amore Fiction
Una storia d’amore che
vede dominare la passione e un mistero legato al passato, che farà
crollare le certezze di
una famiglia sotto il
peso di segreti e bugie
18.45 Il segreto Telenovela
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Paperissima sprint
Varietà

Italia 1
7.00 The middle Telefilm
7.30 Spank tenero rubacuori
Cartoni animati
7.55 Sailor Moon e il cristallo
del cuore Cartoni
8.20 Supercar Telefilm
10.20 Smallville Telefilm
11.15 Chuck Telefilm
12.05 Dai un bacio Musicale
12.10 Giffoni Festival Carpe
diem
12.25 Studio Aperto
13.00 Sport Mediaset Sport
13.45 I Simpson Cartoni
14.35 American Dad Telefilm
15.00 Futurama Cartoni
15.25 Due uomini e mezzo
Telefilm
16.20 Royal Pains Telefilm
18.20 Camera Café Varietà
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.25 CSI Miami Telefilm

Rete 4
6.40 Magnum P.I. Telefilm
7.40 Kojak Telefilm
9.15 Cuore ribelle Telenovela
9.45 Ricette all’italiana
10.30 Dalla vostra parte
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Perry Mason Telefilm
14.00 Il giudice Mastrangelo
Serie
15.55 Flikken - Coppia in giallo
Telefilm
16.15 Ieri e oggi in tv Varietà
L’appuntamento settimanale con il meglio
dell’intrattenimento
delle reti Mediaset
16.45 Il comandante Florent
Serie
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Ieri e oggi in tv Varietà
19.55 Tempesta d’amore SO
20.30 Dalla vostra parte

21.20
Chicago Fire

21.20
L’ultima alba

★★

TELEFILM. Casey (Jesse Spencer)

FILM. (azione, 2003) con B. Wil-

VARIETÀ. Andrea Lehotska rac-

FILM. (comm., 2001) con Jenni-

conta la 36ª edizione del Festival del Circo di Montecarlo, il
tradizionale appuntamento con
la famosa kermesse circense

fer Lopez. Regia di Adam Shankman. Un’organizzatrice di
matrimoni si innamora di un
suo cliente

e Dawson rappresentano la
caserma 51 a una festa di beneficenza. Durante la manifestazione, un’esplosione improvvisa devasta la zona

lis, M. Bellucci. Regia di A. Fuqua.
La Nigeria è sull’orlo della guerra e gli Usa inviano un reparto
speciale per portar via una dottoressa che fa lavoro umanitario

0.00 The Host Film (fant.,
2013) con Saoirse
Ronan, Max Irons, William Hurt, Diane Kruger,
Jake Abel. Regia di
Andrew Niccol ★★
2.20 Premium sport Sport

23.45 Dracula, principe delle
tenebre Film (horror,
1965) con Christopher
Lee, Barbara Shelley,
Andrew Keir, Suzan Farmer. Regia di Terence
Fisher ★★★

23.30 Supercinema - Speciale
Fiction Magazine
0.00 Falco Telefilm
1.05 Tg 5 Notte. Meteo.it
1.25 Paperissima sprint (R)
1.50 Giffoni Festival
1.55 Rubicon Telefilm

23.35 Tg3 Linea notte estate
0.10 Correva l’anno Documentari
1.05 Rai Parlamento Telegiornale Attualità
1.15 Fuori Orario. Cose (mai)
viste

I VOSTRI EVENTI, LO STILE MARTINI

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus Attualità
9.45 Coffee break estate
11.00 L’aria d’estate Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache Attualità Il programma, a cura
della redazione News,
dedicato alla cronaca
14.40 Il commissario Navarro
Telefilm
16.20 Ironside Telefilm Protagonista della serie è
Raymond Burr che
interpreta un consulente della Squadra Omicidi di San Francisco
18.15 Il commissario Cordier
Telefilm
20.00 Tg La7
20.35 In onda Attualità

21.10
The Missing



★★

(western, 2003) con
Tommy Lee Jones, Cate Blanchett. Regia di Ron Howard.
Una banda assalta la fattoria
di Maggie, uccidendone il
marito e sequestrando la figlia
FILM.

23.50 Passione ribelle Film
(dramm., 2000) con
Matt Damon, Henry
Thomas, Penelope Cruz,
Lucas Black. Regia di
Billy Bob Thornton★★
2.15 In onda Attualità (R)

Info e preventivi: casamartini@bacardi.com ● 011.94191 ● martini.com

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

16.05 The Lost World
Serie
16.50 Warehouse 13
Serie
17.35 Rai News - Giorno
17.40 Corsari Film
19.40 Once upon a time
Serie
20.25 Star Trek: Next
Generation Serie
21.10 La foresta dei
pugnali volanti
Film
23.10 Senza Regole
Documentari

23

17.55 Rai News - Giorno
18.00 Memo Teatro
L’agenda
Culturale Rubrica
18.35 Il Giro del Mondo
In 80 Meraviglie
19.40 La Libertà di
Bernini
20.40 Passepartout: San
Paolo Rubrica
21.20 Mahabharata
Teatro
0.10 Gb Intro Moby
Magazine
0.15 Moby Documentari

RAI STORIA 54
19.00 Speciale-storie
della grande
guerra
19.30 Eco della Storia Italo-americani:il
sogno americano
1945-oggi
20.30 Il giorno e la storia
20.50 Il tempo e la storia. Pool antimafia
21.35 a.C.d.C.
Caravaggio
22.40 Speciali Storia Mafia-affari sporchi in Europa

film
19.15 Dragon Trainer 2
Secondo capitolo dell’epica trilogia torna
con il fantastico mondo
di Hiccup SKY CINEMA 1
Salt Angelina Jolie è
un’agente Cia che si
ritrova al centro di un
complotto SKY MAX
19.25 Out Cold Alaska: le
avventure di quattro
amici appassionati di
snowboard SKY COMEDY
Foster - Un regalo inaspettato Zooey e Alec
Morrisono non riescono a superare la perdita del figlio di 5 anni
SKY PASSION

19.30 Bad Teacher - Una cattiva maestra
Un’insegnante in cerca
di un buon partito,
deve competere con
una collega SKY HITS
Mamma ho perso il
cane Natale. Una famiglia lascia il proprio
cane a casa da solo. Ma
arrivano i ladri SKY
CINEMA FAMILY

21.00 Spiderwick - Le cronache Mallory, Jared,
Simon e la battaglia
con le creature del
Mondo Invisibile SKY
CINEMA FAMILY

Una strada, un amore
Seconda guerra mondiale: un ufficiale salva
un’infermiera dai bombardamenti SKY CLASSICS

In questo mondo di
ladri Fabio, Monica,
Walter e Lionello si
conoscono perché vittime di una truffa SKY
COMEDY

Il diavolo veste Prada
Le vicende di una giovane scrittrice nel
mondo della moda.
Con Meryl Streep SKY
PASSION

Noah Storia del personaggio biblico Noè e
della sua Arca.
Protagonista Russell
Crowe SKY MAX
21.10 Smetto quando voglio
Sette brillanti cervelli
hanno un’idea geniale
per sconfiggere la
(loro) crisi SKY HITS
Three Days To Kill
Ethan, un agente della
Cia, scopre di avere una
malattia terminale SKY
CINEMA 1

22.40 Clara e il segreto degli
orsi Clara è capace di
vedere e udire cose che
gli altri non riescono a
percepire SKY CINEMA
FAMILY

Fuga di cervelli Gli
amici le provano tutte
per aiutare Emilio a
conquistare la bellissima Nadia SKY COMEDY
22.55 Prima vittoria Vicende
pubbliche e private di
militari americani nella
Seconda Guerra
Mondiale SKY CLASSICS

RAI MOVIE

IRIS

24

14.25 Mammuth Film
16.00 Due inglesi a
Parigi Film
17.25 Rai News - Giorno
17.30 La rivincita di
Zorro Film
19.05 Fatto di sangue
fra due uomini
per causa di una
vedova. Si sospettano moventi po
Film
21.15 C’eravamo tanto
amati Film
23.20 Stone Film

serie tv
16.10 How I Met Your
Mother FOX
16.35 The Glades FOX CRIME
16.40 How I Met Your
Mother FOX
16.45 Quattro matrimoni in
Italia FOX LIFE
17.05 Lie to Me FOX
17.30 Criminal Minds FOX
CRIME

CRIME

18.40 Ci pensa Mainardi

FOX

LIFE
FOX

19.15 NCIS Los Angeles

FOX

NATIONAL GEOGRAPHIC

19.35 Marchio di fabbrica
19.55
20.00

DISCOVERY CHANNEL
Lupi di mare NATIONAL
GEOGRAPHIC
Top Gear DISCOVERY
CHANNEL

20.10 Britain’s Got Talent
20.15 Speciale Biennale - I
Padiglioni... ARTE
20.55 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 Come è fatto:
Supercar DISCOVERY
21.10 Discovering Fashion:
Dior ARTE
Britain’s Got Talent
SKY UNO

21.25 Muoviti o muori

CRIME

19.45 I Simpson FOX
20.05 NCIS Los Angeles

NATIONAL GEOGRAPHIC
FOX

CRIME
FOX

LIFE

20.10 I Simpson FOX
20.35 I Simpson FOX
21.00 Backstrom FOX CRIME
Made in Jersey FOX
LIFE

Rush FOX
21.50 How I Met Your
Mother FOX
21.55 Backstrom FOX CRIME
Made in Jersey FOX
LIFE

22.15 How I Met Your
Mother FOX
22.45 Project Runway USA
13 FOX LIFE

CIELO

MTV

26

12.15 MasterChef
Australia Varietà
14.15 MasterChef Italia 2
16.15 Agenti Speciali
Property - Los
Angeles Varietà
17.15 Case in rendita
18.15 Fratelli in affari
19.15 House of Gag
21.10 Sharknado Film
23.15 Sesso a quattro
zampe Documentari
0.00 Metropolsex:
Istanbul
Documentari

8

16.00 16 Anni e Incinta
Italia Varietà
16.50 16 Anni e Incinta
18.00 Catfish: False
Identita’ Attualità
18.50 Diario di una nerd
superstar Fiction
19.10 Diario di una nerd
superstar Fiction
19.50 Modern Family TF
20.50 Il Testimone
21.10 Tutte le ex del
mio ragazzo Film
23.00 Acapulco Shore
Varietà

REAL TIME

21.30 Come è fatto:
Supercar DISCOVERY
CHANNEL

21.40 Christian Dior L’uomo oltre il mito
ARTE

21.55 Predatori degli oceani
DISCOVERY CHANNEL
Lupi di mare NATIONAL
GEOGRAPHIC

22.10 MasterChef Italia 4
SKY UNO

22.40 Brigitte Bardot Un’icona francese
ARTE

22.50 Diamante nero
DISCOVERY CHANNEL

22.55 Artisti del gusto
NATIONAL GEOGRAPHIC

31

16.40 Abito da sposa
cercasi Varietà
17.10 Quattro matrimoni USA
18.10 Quattro matrimoni
19.10 Cucine da incubo
USA Varietà
20.10 Chi diavolo ho
sposato?
20.40 Chi diavolo ho
sposato?
21.10 Vite al limite
23.05 Malattie imbarazzanti

DMAX

17.35 Io non ci casco Marco
sta per compiere 18
anni, ma va in coma in
seguito a un incidente
stradale PREMIUM CINEMA
EMOTION

17.55 Kung Fu Panda
Secondo una profezia
un panda grassoccio è
il prescelto Guerriero
del Dragone PREMIUM
COMEDY

18.50 di Comune Accordo
PREMIUM CINEMA

Starsky & Hutch Dalla
celebre serie televisiva,
la “strana coppia” Ben
Stiller-Owen Wilson
PREMIUM UNIVERSAL

19.05 The Jackal Richard Gere
collabora con l’Fbi per
combattere il killer
Bruce Willis PREMIUM
CINEMA

19.30 Quando tutto cambia
La vita di April, una
tranquilla insegnante,
viene improvvisamente
sconvolta PREMIUM
CINEMA EMOTION

Baciato dalla fortuna
Vincenzo Salemme,
pieno di debiti, sposa
un’amica che ha vinto
al superenalotto
PREMIUM COMEDY

19.35 Poseidon Sulla nave da
crociera Poseidon si
celebra il Capodanno.
Con Kurt Russell
PREMIUM CINEMA ENERGY

20.40 Filler Studio Universal
— A Noi Piace Corto
PREMIUM UNIVERSAL

21.15 Pirati dei Caraibi: Oltre
I Confini del Mare
PREMIUM CINEMA

Focus — Walter
Matthau PREMIUM
UNIVERSAL

The Words Clay
Hammond è un celebre
scrittore corteggiato da
una seducente dottoranda PREMIUM CINEMA
EMOTION

The Peacemaker Russia:
una collisione tra due
treni e l’esplosione
nucleare non sono
sabotaggio PREMIUM
CINEMA ENERGY

40 anni vergine Il quarantenne Andy Stitzer
è ancora vergine ma
non se ne preoccupa
più di tanto PREMIUM
COMEDY

21.20 Due irresistibili brontoloni Gli anziani
Lemmon e Matthau
non smettono mai di
litigare e farsi dispetti
PREMIUM UNIVERSAL

22.59 Gli abbracci spezzati
Un uomo scrive, vive e
ama nel buio. È stato la
vittima di un brutale
incidente PREMIUM
CINEMA EMOTION

23.05 The Twilight Saga:
Eclipse PREMIUM
UNIVERSAL

52

15.05 Cacciatori di fantasmi
15.55 Matto da pescare
16.50 A mani nude nella
palude
17.45 Affari a quattro
ruote
18.35 Case impossibili:
Alaska
19.30 Rimozione forzata
20.20 Recupero crediti
21.10 Come è fatto il
cibo
22.55 La prova del diavolo

film

intrattenimento
19.25 Stupidi al quadrato

CHANNEL

LIFE

Grey’s Anatomy

12.50 L’arcangelo Film
14.55 Separati in casa
Film
17.00 Note di Cinema
Varietà
17.10 Il Papa’ di
Giovanna Film
19.15 A-Team Iii — Il
Campione Telefilm
20.05 Walker Texas
Ranger Telefilm
21.05 Magnolia Film
0.40 La grande abbuffata Film
2.40 La Preda Film

SKY UNO

17.45 Quattro matrimoni in
Italia FOX LIFE
18.00 Bones FOX
18.20 Criminal Minds FOX

19.00 Bones FOX
19.05 Grey’s Anatomy

22

serie tv
15.25 Dallas STORIES
Distretto di Polizia 10
TOP CRIME

15.45 Nikita ACTION
16.05 Chuck JOI
16.15 The Carrie Diaries
STORIES

16.35 Cult ACTION
16.50 Friends JOI
17.15 The middle JOI
17.20 Do No Harm ACTION
17.40 Parks And Recreation
JOI

17.50 Criminal Intent

TOP

CRIME

18.10 Nikita ACTION
18.30 Big Bang Theory JOI
18.45 Hostages STORIES
18.55 Cult ACTION
19.15 Mike & Molly JOI
19.30 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
19.35 Covert affairs STORIES
19.40 Undercovers JOI
Do No Harm ACTION
20.25 Dallas STORIES
Nikita ACTION
21.09 Mediaset - La Nuova
Stagione Sistema
2015/2016 TOP CRIME
21.15 Suits JOI
Gossip Girl STORIES
Grimm ACTION
Major Crimes TOP
CRIME

22.50 Quelli di Joi JOI
Gotham ACTION
22.55 The Closer TOP CRIME
23.05 Mike & Molly JOI
23.30 Due Uomini e 1/2 JOI
23.50 Big Bang Theory JOI
Parenthood STORIES

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Sincro, bronzo storico
L’Italia fa 100 ai Mondiali

GIULIA ZONCA
INVIATA A KAZAN

Manila Flamini e Giorgio Minisini

L’uomo che fino a due anni fa
era bandito dai podi è la centesima medaglia dell’Italia ai
Mondiali di nuoto. Dai successi di Dibiasi e Calligaris del
1973 al bronzo di Giorgio Minisini e Manila Flamini: un viaggio lungo 42 anni con una fermata storica.

Difficile credere alla coincidenza, al fatto che questo numero tondo, pieno di soddisfazione sia finito sulle spalle del
primo sincronetto azzurro, di
un ragazzo che non si è mai ritenuto strano per la scelta di
uno sport alternativo.
Con la medaglia del duo
misto tecnico al collo Minisini mette subito le definizioni

.

31

a posto: «In tutte le altre discipline esiste una specialità
di coppia con uomini e donne, il tennis, il pattinaggio, i
tuffi...
Mancava solo qui, quindi
chi trova azzardata l’aggiunta dovrebbe pensare che abbiamo semplicemente restaurato la normalità».
CONTINUA A PAGINA 35

SPORTLUNEDÌ
Gli appuntamenti
della settimana
Calcio
Oggi
SORTEGGIO
CALENDARI SERIE A
ore 19, Italia2 e Cielo
INTER-REAL MADRID
amichevole
ore 14, Premium Sport
Mercoledì
LECHIA DANZICA
JUVENTUS
amichevole
ore 17, Sky Sport 1
Giovedì
MILAN-REAL MADRID
amichevole
ore 14, Premium Sport
SAMPDORIA
VOJVODINA
andata preliminare
Europa League
ore 21
Sabato
OLYMPIQUE MARSIGLIA
JUVENTUS
amichevole
ore 19, Sky Sport 1
RENNES-TORINO
amichevole
ore 20
SPORTING LISBONA
ROMA
amichevole
ore 21
Domenica
FIORENTINA
BARCELLONA
amichevole
ore 19, Premium Sport
INTER-GALATASARAY
amichevole
ore 21, Premium Sport

Nuoto
MONDIALI
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Tutti i giorni
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Ferrari, Vettel
trionfa in Ungheria
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Giovedì
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Gli spaghetti
IL PUNTO

indigesti
alla Mercedes
LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

PIERO BIANCO

i voleva proprio questa
gran botta di adrenalina.
Per risvegliarsi dalla noia
di un Mondiale cloroformizzato
dal monopolio Mercedes e per
sognare un po’, di nuovo. Come
alla seconda gara in Malesia,
dove le Rosse celebrarono la rinascita. A quel trionfale 29
marzo seguirono però quattro
mesi di recessione, in cui il podio pareva già molto. «Alla Ferrari fanno bene solo gli spaghetti», ironizzava caustico Niki
Lauda, mentre Arrivabene teo-

rizzava «lavoro e umiltà». Invece la Ferrari sa ancora vincere:
è questo il messaggio chiaro
che arriva da Budapest. Dove
gli uomini di Maranello quegli
spaghetti li hanno sbattuti in
faccia ai rivali tedeschi. Quanto
basta per godersi con fiducia la
seconda parte del Mondiale con
una certezza, ci sarà bagarre.
Non è un miracolo, perché i
miracoli in F1 non esistono.
Mettiamola così: è successo
qualcosa di insolito. Vettel che
indovina la gara perfetta,

Raikkonen che lo imita fino a
quando il kers non lo tradisce
vanificando una magica doppietta, Hamilton che sbaglia
tutto (come mai prima e come il
suo team), Rosberg frenato da
errori e sportellate. Sembra un
copione semplice, come quello
della vigilia che annunciava
l’ennesima passerella Mercedes nel Gp d’Ungheria. Ma la
sostanza non è mai figlia dell’apparenza. C’è programmazione, e una strategia vincente,
dietro la 2ª vittoria dell’era

Marchionne. Efficienza tecnologica ritrovata, abilità nel gestire il rebus delle gomme, un
piano coraggioso al via, quando
i ferraristi hanno aggredito i
primi due posti prendendoseli
di forza. La Mercedes soffre se
è sotto pressione, è il suo tallone d’Achille. Vettel, al contrario, si esalta. Non ha patito
nemmeno l’insidia della safety
car che gli ha riportato il gruppone in coda. Sebastian ha fatto il Senna (non a caso firmando 41 vittorie, come Ayrton).

32 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

F1 in Ungheria

«Purtroppo oggi è andato tutto storto,
può capitare. Complimenti alla Ferrari»

Il capolavoro della Rossa
STEFANO MANCINI
INVIATO A BUDAPEST

Dedicato a Jules Bianchi.
«Questa vittoria è per te», singhiozza Sebastian Vettel appena tagliato il traguardo dell’Hungaroring, quando la tensione lascia spazio alle emozioni. La gara era cominciata dopo
un minuto di silenzio dedicato
al pilota francese morto dopo
nove settimane di coma. I piloti
si sono abbracciati in circolo
durante la cerimonia dell’inno
nazionale, poi sono tornati alle
rispettive monoposto, hanno
abbassato la visiera e hanno
dato vita a uno dei più divertenti e combattuti Gran premi degli ultimi anni, prendendosi a
sportellate con fair play e coraggio. Ha vinto il migliore.
Partenza lanciata

Le Ferrari partono meglio, superano un Lewis Hamilton che
pare incollato all’asfalto, infilano una dopo l’altra Nico Rosberg e se ne vanno. Non è questione di strategie né di imprevisti, fortuna o pioggia: sono
semplicemente più veloci. Anzi, la Ferrari non è neppure fortunata: Kimi Raikkonen rompe
la macchina proprio durante la
sua gara migliore e una safety
car cancella il vantaggio di Vettel, una ventina di secondi, regalando alla Mercedes una seconda chance. Succede intorno
al giro 48. Rosberg e Hamilton
ricevono via radio un messaggio al limite della presunzione:
«Ragazzi, possiamo vincere».
No, non vincono. Al contrario,
restano indietro. E più sono indietro, più sbagliano. Hamilton
incrocia le ruote con Ricciardo,
e ha la peggio. Finirà sesto, consolidando comunque il primo
posto in classifica. Rosberg
tenta di avvicinare Vettel, ma
capisce che non ne ha abbastanza. E allora si accontenta,
cerca di portare a casa il secondo posto, finché pure lui finisce
per scontrarsi con la Red Bull
del pilota australiano.
Obiettivo centrato

Guardiamo Sebastian Vettel
commosso sul podio davanti a
un tripudio di bandiere rosse e
facciamo un passo indietro, un
flashback alla conferenza Ferrari di fine 2014: «Se vinciamo
un paio di gran premi il prossimo anno sarà un successo, se
ne vinciamo tre sarà un trionfo», diceva Maurizio Arrivabene al suo debutto da team principal. «Se ne vinciamo quattro

Toto Wolff
TEAM PRINCIPAL
DELLA MERCEDES

Estasi
Sebastian
Vettel,
30 anni,
taglia
il traguardo:
il tedesco
è alla seconda
vittoria
stagionale
dopo quella
dello scorso
29 marzo
in Malesia

5
gare
Nelle ultime
due stagioni
lasciate dalla
Mercedes:
le 3 del 2014
sono andate
alla Red Bull
(Ricciardo),
le 2 di quest’anno
le ha vinte
la Ferrari

La rivincita

Vettel domina (con Raikkonen, che poi rompe), 2º successo Ferrari: “Dedicato a Bianchi”


volta
La Mercedes
non va
sul podio:
nell’era
dell’ibrido,
2014 e 2015,
ci era sempre
andata con
almeno un
pilota (serie
di 28 gare)

andiamo in paradiso», aggiungeva il presidente Sergio Marchionne. Dopo dieci gare fatte
e nove da disputare, la Ferrari
ha già raggiunto l’obiettivo minimo. Dopo la Malesia l’Ungheria, con una differenza enorme: là era stata una vittoria ai
punti, stavolta è un ko.
«Purtroppo oggi non possiamo festeggiare un primo e
secondo posto che erano alla
nostra portata» è il messaggio
di Marchionne, che dedica il
successo a Bianchi. Eppure il

fine settimana ungherese era
stato travagliato, al punto che il
dt James Allison dopo le prove
libere si era messo le mani nei
capelli: «È il venerdì più nero
della mia carriera». Arrivabene
raccomanda la calma («qualcuno cerca di destabilizzarci, ma
non ci riuscirà») e sabato arriva
la svolta, con la scelta di un assetto che privilegia la partenza.
E che funziona benissimo. Al resto pensa la Mercedes: Hamilton si crede invincibile e alla fine
chiede scusa al team: «Ho avuto

una giornataccia in ufficio». Rosberg ha perso l’occasione di rimontare in classifica: «Se fosse
per me salterei le vacanze e tornerei in macchina domani». E
Toto Wolff, il team principal,
ammette la sconfitta: «La Ferrari ha meritato. E a me sono
spuntati altri capelli bianchi».
Arrivabene incassa i complimenti e replica a Niki Lauda, che
della Ferrari aveva lodato solo
gli spaghetti: «Stavolta abbiamo
mangiato pizza. All’arrabbiata».
www.lastampa.it/mancini

Mercedes ko, Hamilton 6º

Scatto super, sfortuna Kimi
Ferrari scatenate in partenza: Vettel infila
Hamilton, Raikkonen anche Rosberg
La doppietta sfuma per i guai al motore

La ripicca: frasi non gradite dal boss

Rosse oscurate in tv
La Rai accusa:
“Ordine di Ecclestone”

Hamilton sbatte con Ricciardo
ANSA

DALL’INVIATO A BUDAPEST

Due Ferrari in testa non le
aveva ancora viste nessuno. E
anche stavolta la regia inglese
della F1 è avara di inquadrature. Vettel è in testa, Raikkonen in scia, eppure la tv indugia su piloti non di primo piano. Un errore o un ordine preciso? A pensar male si fa peccato, ma la situazione non
cambia neppure nelle fasi cruciali: quando la safety car torna ai box e si scatena la caccia

a Vettel, sugli schermi appare
Button. Giancarlo Mazzoni, da
oltre 25 anni voce della Rai dai
circuiti, se ne accorge e accusa
Bernie Ecclestone: «Ha dato
l’ordine di riprendere la Ferrari
il meno possibile». Il motivo:
una dichiarazione del team
principal della Ferrari Maurizio Arrivabene che non sarebbe
piaciuta al grande boss della F1.
Arrivabene ironico

La protesta monta in un attimo:
sui social network e sui più tra-

dizionali centralini Rai, che ricevono la protesta del pubblico.
Ma la produzione televisiva dei
Gp è, appunto, nelle mani di Ecclestone. Le emittenti che pagano i diritti possono mandare in
onda solo le immagini della regia internazionale. Era già successo in Canada, protagonista
la Mercedes. Ecclestone aveva
minacciato di censura il team
tedesco, incassando la replica
beffarda di Niki Lauda: «Sarai
costretto a riprenderci perché
saliremo sul podio». Adesso

Vendicativo
Il grande
capo
della F1
Bernie
Ecclestone,
84 anni,
al Gp
di Ungheria
con la moglie

tocca alle Rosse. L’ostracismo
risalirebbe al Gp d’Inghilterra,
solo che in Ungheria si è notato
di più perché Vettel e Raikkonen sono stati inaspettatamente protagonisti. «Nelle 500 gare
che ho seguito non ho mai visto
i due di testa inquadrati così poco», insiste Mazzoni. Ma la Ferrari cerca di evitare la polemica. «Sono stupidaggini - taglia
corto Arrivabene -. È normale
che se due macchine vanno veloci come un caccia la regia inquadri quelle dietro». [S. MAN.]

Subito dopo la safety car, al 49º giro,
Ricciardo (5º) attacca Hamilton: contatto
e drive through per l’inglese, alla fine 6º

Quindi tocca a Rosberg, solo 8º
Al giro numero 64, sempre Ricciardo (3º)
prova a passare Rosberg: lo scontro costa
la foratura al tedesco, che chiuderà 8º

Sport .33

LA STAMPA

.

LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

1778

21

PUNTI IN F1: SOLO ALONSO COME VETTEL
1 Vettel ha raggiunto Alonso (ieri 5º) in cima

alla classifica dei punti in Formula 1 di ogni tempo
Se il sistema di punteggio fosse stato sempre
questo, il leader sarebbe comunque Schumacher.

DALL’INVIATO A BUDAPEST

Sebastian Vettel, con questa
fanno 41 vittorie in
Formula1. Come Senna: ci ha
pensato?

Sergio Marchionne
Presidente
della Ferrari

ANSA

L’unico rammarico è quello di
non aver fatto una doppietta: l’ultima della Ferrari risale
a cinque anni fa...

GIRI

Grosjean e Maldonado
da ritiro della patente
travolto la Williams di Massa
in corsia box) o al suo settimo
posto di ieri.
Maldonado si è superato,
riuscendo nell’impresa di subire tre penalizzazioni per
tre infrazioni diverse: eccesso di velocità in corsia box,
sorpasso con safety car e
scontro con Perez, compagno
e sodale di tanti incidenti. I
commissari di gara hanno
fatto un forfait: «Fanno due
drive through, dieci secondi
di penalizzazione e due punti
di Superlicenza».
[S. MAN.]

«È un peccato. Raikkonen è
partito benissimo, tenuto
conto che scattava dalla terza
fila. Dopo due curve eravamo
in testa io e Kimi, po sono stato avvisato via radio che aveva un problema alla Mgu-k (il
motore elettrico, ndr). In quei
casi non c’è nulla da fare, perché perdi molta potenza e
tutto il sistema funziona sempre peggio. È un bel giorno
per la Ferrari, ma avrebbe
potuto essere persino migliore. Sono state dette un sacco
di stupidaggini sul suo conto
negli ultimi tempi. La verità è
che avremmo meritato una
doppietta, un risultato che
avrebbe chiuso la bocca a
tanta gente».
Torniamo ai numeri: 41 vittorie in F1, ma solo una qui in
Ungheria.

«Ne sono contento, ma non
completamente perché non

Così all’arrivo

Le pagelle
di Stefano
Mancini

Se fossimo saliti
in due sul podio
avremmo chiuso
la bocca
a tanta gente
Sebastian Vettel
Pilota Ferrari, 4 volte
campione del mondo
AFP

mi hanno dato il tradizionale
trofeo in porcellana. Non che
sia fissato per la porcellana,
però faceva parte della tradizione. Nel 2010 stavo per vincere, poi ho commesso uno
stupido errore e ho perso l’occasione. In seguito gli organizzatori hanno messo in palio
una bruttissima statua di un

cane, non so se avesse 4, 5 o
sei zampe. Vi prego, ridateci
la porcellana».

Il ricordo

Come Ayrton

1 S. Vettel (Ferrari)

1h46'09''985 11

Come siete riusciti a recuperare dopo le disastrose prove libere di venerdì?

«È stata una settimana complicata, piena di alti e bassi. I
ragazzi hanno fatto un ottimo
lavoro».

Prima del via i piloti si sono
stretti in cerchio, con i caschi
a terra, per ricordare Bianchi
insieme ai suoi famigliari

Sebastian Vettel festeggia
la vittoria n. 41 in F1: raggiunto
il mito di Senna. Meglio solo
Schumacher (91) e Prost (51)

Mondiale costruttori

F. Nasr (Sauber)

a 1’13"458

1 L. Hamilton (Ing)

202

1 Mercedes-AMG

F. Massa (Williams)

a 1’14"278

2 N. Rosberg (Ger)

181

2 Ferrari

383

10° giro

a 25"084 13

V. Bottas (Williams)

a 1’20"228

3 S. Vettel (Ger)

4 M. Verstappen (Toro Rosso)

a 44"251 14

P. Maldonado (Lotus)

a 1’25"142

4 V. Bottas (Fin)

77

5 F. Alonso (McLaren)

a 49"079 15

R. Merhi (Manor)

5 K. Raikkonen (Fin)

76

6 L. Hamilton (Mercedes)

a 52"025 rit

N. Hulkenberg (Force India)

28° giro

6 F. Massa (Bra)

74

6 Lotus-Mercedes

35

7 R. Grosjean (Lotus)

a 58"578 rit

S. Perez (Force India)

54° giro

7 D. Ricciardo (Aus)

51

7 Toro Rosso-Renault

31 (Spa Francorchamps)

8 N. Rosberg (Mercedes)

a 58"876 rit

K. Raikkonen (Ferrari)

56° giro

8 D. Kvyat (Rus)

45

8 Sauber-Ferrari

22

9 J. Button (McLaren)

a 1’07"028 rit

C. Sainz (Toro Rosso)

61° giro

GIRO PIÙ VELOCE

10 M. Ericsson (Sauber)

a 1’09"130 rit

W. Stevens (Manor)

65° giro

Il 68° di Ricciardo (Red Bull)
1’24’’821 (media 185,939 km/h)

a 2 giri

160

«Abbiamo dimostrato che i
nostri buoni risultati non dipendono dalla fortuna. Anzi,
siamo stati un po’ sfortunati
con la safety car. Con la gomma più dura siamo riusciti a
spingere a fondo, a rimanere
davanti e a non permettere a
chi ci inseguiva di riuscire a
usare l’ala mobile per tentare
il sorpasso».
[S. MAN.]

40° giro

3 D. Ricciardo (Red Bull)

a 15"748 12

«È difficile soprattutto alla
fine, quando i pensieri si affollano nella mente. Per noi è
stata una grande gara sin
dall’inizio, la partenza è andata benissimo e da lì in
avanti abbiamo avuto un ottimo ritmo. Abbiamo controllato la corsa e non posso
certo dire che la safety car
nel finale mi abbia aiutato,
ma sono riuscito lo stesso a
rimanere davanti».

Giro dopo giro

236 1 Vettel
2 Raikkonen
3 Williams-Mercedes 151
3 Rosberg
4 Red Bull-Renault
96 4 Bottas
5 Hulkenberg
5 Force India-Mercedes 39

2 D. Kvyat (Red Bull)

Che cosa pensava durante tutti
quei giri in testa?

La differenza rispetto alla vittoria in Malesia?

Mondiale piloti

a 2’’3
a 5’’9
a 17’’9
a 21’’4

Vettel
Raikkonen
Rosberg
Hamilton
Ricciardo

60° giro
a 18’’4
a 26’’6
a 33’’3
a 43’’5

Vettel
Rosberg
Ricciardo
Kvyat
Verstappen

a 1’’2
a 1’’8
a 4’’2
a 37’’7

Prossima gara
GP di Belgio
23 agosto
DIRETTA TV
ore 14
Sky Sport F1 HD

Sebastian Vettel

Daniil Kvjat

Fernando Alonso

Lewis Hamilton

Nico Rosberg

DEVASTANTE

CORAGGIOSO

RISALITO

IRRICONOSCIBILE

STORDITO

VOTO

LA STAMPA

Sebastian Vettel
esulta sul podio

«Diciamo che
ne avremmo
fatto volentieri
a meno. La gara
comunque è diventata più divertente. La macchina era difficile da guidare, però aveva
un grande ritmo e mi ha permesso di resistere».

Team principal
della Ferrari

La corsa
ai raggi X

Sono soddisfatto
ma non del tutto:
non mi hanno dato
il tradizionale trofeo
in porcellana...

Felice

Quando è entrata
la safety car lei
aveva una ventina di secondi di
vantaggio: ha
temuto di perdere tutto?

Maurizio Arrivabene

Siamo a metà stagione e
Grosjean-Maldonado, la
coppia più distruttiva della
Formula 1, ha esaurito metà
della patente a punti. In una
gara vissuta su altissimi livelli di adrenalina, i due si
sono trovati a proprio agio
come un Mayweather in
mezzo a una rissa da bar. E si
sono dati da fare. «Sono sei
punti meritati», ha commentato il pilota francese, ma
non si capisce se si riferisse
alle penalità subite quest’anno (l’ultima per aver quasi

Vettel: “Raggiunto Senna, non ho parole
Peccato Kimi: meritavamo la doppietta”

«Non ho parole. È
una giornata incredibile, ma questo successo è innanzitutto per Jules
Bianchi e la sua famiglia».

Gli spaghetti?
Stavolta abbiamo
mangiato
una pizza
all’arrabbiata

FUORI

per la prima volta il Gp di Ungheria. Dei circuiti
di questo Mondiale, gli mancano solo Sochi
(Russia) e Città del Messico, che torna dopo 23 anni.

“Sfortunati ma primi
Abbiamo dato
grandi risposte”

Intervista
La vittoria è per Bianchi
Dispiace non aver
potuto festeggiare
una doppietta
alla nostra portata

CIRCUITI SU CUI HA VINTO SEBASTIAN
1 Il 4 volte campione del mondo ha conquistato

10

Fa alle Mercedes ciò che le Mercedes
hanno fatto a lui quest’anno: le saluta
al via e se ne va. La safety car gliele
riporta sotto, ma lui non si scompone.
Peccato che Raikkonen (voto 8) rompa:
tirava aria di doppietta

VOTO

9

E’ il primo podio di una carriera in
rapida ascesa. L’Hungaroring è un
circuito da Red Bull, sarebbe un
peccato non approfittare della debacle
Mercedes. Finalmente in forma anche il
suo compagno di squadra Ricciardo (8)

VOTO

8

Schiva i rottami delle altre macchine
e ottiene un quinto posto
che neanche le sue fan più scatenate
avrebbero mai osato prevedere.
Un risultato che fa bene al morale
prima delle vacanze

VOTO

4

Le gare a volte si vincono con la testa,
ripete Niki Lauda ai suoi piloti.
Hamilton preferisce usare l’ariete:
sbaglia la partenza e poi commette
errori seriali. Soltanto Rosberg
riesce a fare peggio

VOTO

3

Dialogo sulle gomme. Nico: «Che
pneumatici ha Hamilton?». Box: «Quelli
medi». «Allora li voglio anch’io». «Nico,
li hai già usati. Montiamo quelli morbidi
che sono più veloci». «No, voglio quelli
medi». Ecco come perdere una gara

1

34 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Le pagelle

Personaggio

A CURA DI GIORGIO VIBERTI

GIORGIO VIBERTI
INVIATO A PARIGI

H

a vinto il più forte. Ma
anche il corridore con i
gregari migliori e il più
fortunato, o almeno il meno
sfortunato. Chris Froome è la
conferma che servono tante
componenti per conquistare
un Tour de France. Ne sa
qualcosa Vincenzo Nibali, che
nel 2014 dominò anche perché
in 21 tappe non subì né una caduta né una sola foratura,
mentre quest’anno ne ha viste
di tutti i colori. Ma sarebbe ingiusto sminuire il trionfo del
«keniano bianco», che non a
caso s’impose già nel 2013 e
sempre su Quintana. «Chris
era un predestinato» dice
Claudio Corti, 60enne tecnico
di ciclismo, iridato da dilettante nel 1977 e vicecampione
del mondo professionisti nel
1984. Fu proprio Corti a portare quel giovane corridore in
Italia e lanciarlo fra i professionisti nel team Barloworld.

Chris
Froome

Ha detto

8,5

Sa ciò che vuole,
ha sempre avuto una
dieta tutta sua e quella
pedalata a frullatore
Il doping? Sono certo
che correva pulito

Giusto vincitore, ha ipotecato il
Tour sulla prima salita pirenaica
poi è stato sorretto da una
grande squadra. Peccato per
le parolacce ingiuste a Nibali

Nairo
Quintana

Lavorava tantissimo,
un giorno dopo
la Coppa Agostoni per
allenarsi tornò a casa
in bici per altri 70 km
con lo zaino in spalla

8

Claudio Corti
Tecnico che nel 2008
portò Froome in Italia

REUTERS

Chris Froome, 30 anni, arriva in parata a Parigi con i compagni del team Sky. Nel cerchio, da bambino

Alle radici di Froome
Il campione computer
venuto dall’Africa

Originario del Kenya

Nato a Nairobi da genitori
britannici, a 15 anni si
era trasferito con la famiglia a Johannesburg, in Sudafrica,
dove aveva iniziato
a correre la stagione dopo, tardi
rispetto alla media dei corridori.
«Lo vidi in gara nel
2007 nel Giro di
Città del Capo - ricorda Corti -. Cardenas, un mio corridore,
vinse la 1ª tappa e 5º arrivò quel ragazzo dalle gambe
lunghe e l’andatura caracollante». Era Chris Froome e
correva nella Konica. «Lo avvicinai perché mi aveva stupito e gli chiesi se voleva correre
per me». Fu la svolta: Froome
accettò e si trasferì a Chiari,
vicino a Brescia. «Aveva tanto
da imparare, non sapeva stare
in gruppo e temeva le discese,
ma quando spingeva faceva
male a molti». I genitori Clive
e Jane si erano separati e il
giovane Froome fu costretto a
crescere in fretta. «Ma era determinatissimo». Chris amava la bici fin da bambino, ma
solo a 16-17 anni scoprì il ciclismo vedendo il Tour in tv. E
decise che un giorno avrebbe
voluto correrne uno. Così lasciò la mountain bike e passò
alla bici da strada. «Sapeva
quello che voleva, anche nella
vita privata. Andò a vivere da
solo e non con altri corridori,

Si è mosso tardi dopo aver
perso 1’30” all’inizio per cadute
altrui. Due secondi posti su due
Tour (e un primo nell’unico Giro
corso), a 25 anni è il futuro

Re del Tour per la 2ª volta, i ricordi di chi l’ha scoperto
“Vita monastica e fame, capii subito che era super”
Albo d’oro
dal 2006
2006: Oscar
Pereiro (Spa);
2007: Alberto
Contador
(Spa); 2008:
Carlos Sastre
(Spa); 2009:
Alberto Contador (Spa);
2010: Andy
Schleck (Lus);
2011: Cadel
Evans (Aus);
2012: Bradley
Wiggins (Gbr);
2013: Chris
Froome (Gbr);
2014: Vincenzo Nibali (Ita);
2015: Chris
Froome (Gbr)

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come avviene di solito. Diceva
che così poteva gestirsi meglio
e seguire la sua dieta già molto
particolare. Ricordo che coltivava una pianta sul balcone e ne
mangiava i semi freschi». Tecnicamente aveva già una pedalata vorticosa, «a frullatore», il
suo marchio di fabbrica.
Vita morigerata

«Come ragazzo era molto tranquillo, aveva la fidanzata a Milano e spesso la raggiungeva in
treno. Ogni tanto gli prestavo la
mia 126 perché di lui mi fidavo.
Faceva la vita da corridore,
molto morigerata». E i risultati
non tardarono. «In una crono di
oltre 50 km prese solo 2’ e mezzo da Cancellara, che era un super». Debuttò al Tour nel 2008,
l’anno del doping di Riccò. «Ma

Ultima tappa a Greipel
Lapoliziasparasuun’auto
1 La polizia francese ha sparato con-

tro un’auto che cercava di sfondare le
barriere in Place Concorde a Parigi. 21ª e
ultima tappa Sevres-Parigi di 109,5 km:
1. Andre Greipel (Ger); 2. Coquard (Fra);
3. Kristoff (Nor); 4. Boasson Hagen (Nor);
5. Demare (Fra); 6. Cavendish (Gbr); 7. Sagan (Svk); 8. Degenkolb (Ger); 9. Matthews (Aus); 10. Navardauskas (Lit). Classifica finale: 1. Chris Froome (Gbr); 2.
Quintana (Col) 1’12”; 3. Valverde (Spa)
5’25”; 4. Nibali 8’36”; 5. Contador (Spa)
9’48”; 6. Gesink (Ola) 10’47”; 7. Mollema
(Ola) 15’14”; 8. Frank (Svi) 15’39”; 9. Bardet (Fra) 16’00”; 10. Rolland (Fra) 17’30”.

Chris correva pulito, ne sono
certo». E si allenava tantissimo.
«Dopo una Coppa Agostoni mi
disse che sarebbe tornato a casa in bici, così si fece altri 70 km
con lo zaino in spalla». Alcuni lo
ricordano al Giro d’Italia 2009,
da solo in testa sulla durissima
salita di San Luca, sopra Bologna: «Era in testa, pedalava agilissimo ma nel finale si piantò.
Eppure concluse 6º perché già
da giovane non mollava mai.
Adesso ha più potenza, deve essersi allenato tantissimo ma
per lui la vita monastica e i sacrifici non sono mai stati un
problema. Io non glieli ho mai
imposti, erano una sua scelta».
Con Corti guadagnava 28 mila
euro lordi all’anno, dopo questo
Tour sfiorerà i 3 milioni: ne ha
fatta di strada il giovane Chris.

tutti i racconti

western

Alejandro
Valverde

7,5
A 35 anni, primo podio al Tour
(in 8 partecipazioni) dopo sei
alla Vuelta (una vittoria): non
male per uno che ha vinto
anche tre Liegi-Bastogne-Liegi

Vincenzo
Nibali

6,5
Dopo il trionfo del 2014 non
può essere contento, ma ha
avuto molta sfortuna, con due
cadute e altrettante forature
sempre nei momenti topici

Alberto
Contador

5
Era tra i 4 favoriti della vigilia
e inseguiva la storica doppietta
Giro-Tour nella stessa stagione,
ma ha pagato le scorie della
Corsa Rosa e ha perso smalto

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Giorgio, il sincronetto
bronzo della normalità

La storia
GIULIA ZONCA
INVIATA A KAZAN

SEGUE DA PAGINA 31

na condizione per lui
naturale perché, figlio di un giudice di
gara e di un’allenatrice, ha sempre trovato
ovvio roteare le gambe fuori dall’acqua
con la testa al contrario e il tappanaso.
Una scelta scontata e
pazienza se da ragazzino gliel’hanno fatto
pesare e se da adolescente gli hanno
chiesto perché tanta
fatica senza poi avere accesso alle competizioni importanti. Lui ha retto, come ripete Manila, la sua compagna di routine: «È determinato e questa dote lo
porterà lontano».

U

Prima volta del duo misto, Minisini-Flamini sul podio ai Mondiali
Niente look eccentrico: “Volevamo identificare l’uomo come tale”
Bill May, il pioniere che ha
provato l’impossibile e aperto una strada. Quasi tutti sono convinti che il successo
fosse destinato ai russi anche
se Minisini ferma ogni polemica: «Senza May non avrei
neppure cominciato, di certo
non sarei qui e per tutti noi è
uguale quindi è giusto così».

In breve
Calcio, arriva mercoledì

Milan, Mr Bee chiude
1 Il

broker thailandese
Bee Taechaubol è atteso
mercoledì a Milano per chiudere l’acquisto del 48% del
Milan (480 milioni di euro).

Olimpiadi 2024

C’è anche Toronto
1 Roma

ha una nuova avversaria, una sorpresa: Toronto. L’ultima volta ci aveva
provato per i Giochi del 1996.
Si unisce a Parigi, Boston,
Amburgo e Budapest.

Atletica, Assoluti a Torino

Fassinotti vince con 2,30

AFP

L’oro è americano

Polemiche Usa-Russia

Bill May e Christina Jones:
lui, 36 anni, è rientrato
a 11 anni dal ritiro

Il più sobrio

Giorgio è il più sobrio
in gara. Il giapponese
ha il costume a lustrini, il russo osa con la
divisa dell’Armata
Rossa, il turco usa
chili di colla di pesce
sull’acconciatura e
l’americano sfoggia un rosa
acceso e sorrisi da musical.
Invece l’azzurro ha i capelli
rasati, il costume più banale
che esista e movimenti tutt’altro che effeminati.
Tutto fortemente voluto
dal ct Patrizia Giallombardo: «Volevamo che l’uomo
fosse identificato come tale» e non è questione di puntualizzare la sessualità, si
tratta solo di eliminare gli
stereotipi dalla vasca. Tra i

Sport .35

.

AFP

L’argento ai russi
Aleksandr Maltsev e Darina
Volitova: lui è l’unico
sincronetto in Russia

sincronetti ci sono gay ed etero come in tutti gli sport. E
non è vero che qui è più facile
uscire allo scoperto. Gli esercizi sono sincopati, rapidi. Ci
sono solo sei coppie al via, ce
ne saranno di più nel duo misto libero che parte domani,

AFP

Affiatati
Manila
Flamini,
27 anni,
con Giorgio
Minisini
(19) durante
l’esercizio

ma in questa anteprima è già
chiaro che persino in un’avventura inedita il passato
conta.
L’omaggio a May

L’oro va agli americani ed è
un premio alla carriera per

100
medaglie
Per l’Italia
ai Mondiali:
27 d’oro,
41 di bronzo

Il russo Alexandr Maltsev
non è così magnanimo: «Siamo stati sottopagati ed è
chiaro», un’altra delle tante
sfide tra Usa e Russia o più
semplicemente lo scoramento di chi ha sacrificato pure
troppo per dare spazio alla
sua passione. Alexandr è il
solo sincronetto di tutta la
Russia, ha iniziato perché la
madre lo parcheggiava in una
scuola di sincro come fosse
un asilo. Ha capito che quella
era la sua vita e pazienza se
nessun altro era d’accordo.
Credeva di rendere fiero il
Paese invece si è fatto superare da un americano e ha interrotto la perfezione. La
Russia ha vinto tutte le gare
del sincro del 2013 e lo stava
facendo anche qui. Le colleghe fresche di oro nel duo
tecnico ci hanno messo poco
a rinfacciare la macchia sul
palmares: «Non era il caso di
dare spazio a un’altra gara».
O forse, come dice Giorgio, è
solo normale.

1 A Torino, titolo tricolore

nell’alto (assente Tamberi)
per Marco Fassinotti con
2,30. Record italiano sfiorato
a 2,35, soprattutto nel secondo salto, con l’asticella caduta per un’inezia. Ci riproverà
a Stoccolma e Zurigo. Nel triplo vince Donato con 16,91.

Doping, caso Salazar

Interrogato Mo Farah
1 Il

bicampione olimpico
Mo Farah è stato interrogato
per 5 ore a Londra da funzionari dell’agenzia americana
antidoping, che indagano sul
caso di Alberto Salazar, coach fra gli altri proprio di Farah e sotto accusa per aver
spinto i suoi atleti a doparsi.

Tiro a volo, agli Europei

Jessica Rossi di bronzo

“Sbarbatelli ma tosti
Così ho cambiato
faccia al Settebello”

Intervista

DALL’INVIATA A KAZAN

i vuole disciplina e passione per creare un
gruppo nuovo ogni
quattro anni senza rischiare
di rompere gli equilibri: il
Settebello ha cambiato faccia ma l’anima è sempre la
stessa. Basta guardarli in un
normale pranzo post allenamento il giorno prima del debutto mondiale. Tavolata
unica, nessun atteggiamento
sopra le righe e il capitano
Tempesti che aspetta fino a
che l’ultimo ha finito di mangiare prima di alzarsi e dare
le consegne del pomeriggio.
Il ct Alessandro Campagna
controlla a distanza, lui comanda in vasca, fuori si fida,
«per stare qui devi sapere
da solo come comportarti».
Ma la squadra è inedita e solo oggi contro la Grecia si
scoprirà se ha già la mentalità giusta.

C

Ricambio generazionale quasi totale, non ha paura?

«Lo abbiamo programmato.
Quando nel 2011 vincevamo i
Mondiali stavamo già curando quelli nati nel 1993.
Ora metà nazionale è under
25. Nel 2013 ho portato chi
aveva vinto il titolo perché
avevano il diritto di provare
a difenderlo. Poi ho iniziato
la rotazione. Qui in sette sono all’esordio e 5 proprio
sbarbatelli».
Brutale, è stata dura pensionare i campioni?

«Sì, ma sarebbe stato peggio spremerli oltre. Non mi

Pallanuoto al debutto, la sfida del ct Campagna
“Ricambio generazionale. E qui nessuno si ribella”
Esperto

Ha detto

Alessandro
Campagna,
52 anni,
ex azzurro
(oro ai Giochi
di Barcellona),
è il ct
dell’Italia
di pallanuoto
e dal 2003
al 2008
ha allenato
la Grecia

Come controllo
i giocatori?
Li stanco troppo,
non sono un preside
Tra un anno i Giochi
e loro saranno pronti,
in Italia si ha paura
di lanciare i giovani
Alessandro Campagna

7

Ct della Nazionale
di pallanuoto maschile

esordienti
Per l’Italia
ai Mondiali:
3 entrati
in azzurro
nel 2014, 4
quest’anno.
L’età media
della squadra è di 26,5
(compreso
il capitano
Tempesti,
36 anni)

LAPRESSE

faccio deviare dai sentimenti,
per lo meno sono diretto. Nessun bluff».
Le Olimpiadi sono tra un anno,
se va male non potrà dire: siamo giovani, serve tempo.

«Ho detto che sono inesperti
però non hanno paura. Sono
freschi e io ho potuti torchiare, sono arrivato al limite e
loro sono pronti. Certo bisogna vedere come reggono
l’urto, ma in Italia abbiamo
sempre troppa paura di lanciare i giovani».

Oggi azzurri con la Grecia
1 Esordio con goleada per il Setterosa

con il Giappone. Tre reti di Garibotti e di
Tabani, all’esordio iridato. Tania Cagnotto si è piazzata seconda tra le due cinesi
nei preliminari da 1m. Domani la finale.
Oggi, ore 11, c’è la 10 km uomini (Ruffini
e Vanelli). Vasca rovente nella pallanuoto: 11,10 Grecia-Italia (Raisport1); 17,50
Usa-Russia; 19,10 Serbia-Montenegro
(RaiSport/Eurosport).

Nel basket Hackett si è ribellato,
il volley ha rispedito a casa i nottambuli da Rio, il rugby ha tentato lo sciopero. Come è che tra
i suoi nessuno sgarra?

«Li stanco troppo. Non controllo a che ora vanno a dormire ma se hanno fatto le ore
piccole me ne accorgo il mattino dopo. Devono gestirsi, sono un tecnico non un preside.
Diciamo che prevengo i richiami all’ordine».
Come si fa?

«Chiedo molto e sto attento
all’umore generale. Quando
ci siamo visti in ritiro gli 8
della Pro Recco volavano un
po’ alto dopo il triplete. Una
settimana gliel’ho data fresca
poi un mattino ho chiesto 15
volte i 200 stile libero e alla
sera hanno giocato. Ricalibrati subito».
Mai nessuno si ribella?

«Hanno troppa voglia di dimostrare quanto valgono. Alla fine ho dato i convocati, ho
riunito tutti e mentre leggevo
i nomi avevano gli occhi che
luccicavano. Dopo c’era una
sessione a massimo consumo
di ossigeno, un massacro e sono rimasti pure i tagliati. Avevo i brividi».
Sfida con la Grecia dove è stato
ct. Saranno distratti dal Grexit?

«Escludo, è più la tristezza di
sapere che devono prelevare
un tot di euro al giorno che il
reale cambiamento, per ora.
Quando allenavo lì, nel 2005,
erano in piena bolla e si capiva
che spandevano senza troppo
criterio. Poi si sono rimessi in
riga ma era tardi».
Nello stesso girone Usa-Russia,
rapporti tesi anche in acqua?

«I russi sono in casa, gli americani hanno vinto i Panamericani e sono in crescita ed entrambi ci tengono sempre
molto a battersi a vicenda. Sarà tosta».
[G. ZON.]

1 L’olimpionica

di Londra
Jessica Rossi ha conquistato
il bronzo nella gara di fossa
degli Europei di Maribor. Il
podio non le è però valsa la
carta per Rio 2016. Per il Brasile, la Rossi ha a disposizione le finali di Coppa del Mondo in Azerbaigian (6-16 agosto) e i Mondiali a Lonato (918 settembre).

Volley, Grand Prix donne

Italia, 3-2 al Giappone

1 Secondo

successo dell’Italia nelle finali del Grand
Prix femminile, a Omaha: 3-2
sul Giappone dopo aver annullato 8 match-ball. Nella
notte le azzurre hanno chiuso il torneo contro il Brasile.

Frattura a tibia e scapola

Stoner, rientro e caduta
1 Non il migliore dei ritor-

ni in pista per Casey Stoner.
In Giappone, nella 8 Ore di
Suzuka, l’australiano - ritiratosi dalla MotoGp nel 2012
dopo due titoli mondiali - è
stato protagonista di una caduta (foto) che gli ha causato
la rottura di tibia e scapola.

Tennis, finale a Bad Gastein

Knapp ko con Stosur
1 Niente da fare per Karin

Knapp: nella finale di Bad
Gastein (Austria), è stata
sconfitta per 3-6 7-6 (3) 6-2
dall’australiana Stosur.

36 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Pilastro

Intervista
MASSIMILIANO NEROZZI
INVIATO A SAN GALLO

Giorgio Chiellini, dicono che
la Juve riparta da zero: lei?

«Macché, di anni zero ne abbiamo già fatti, in passato.
Qui c’è una base solida».
Rivista e corretta: dovete ricominciare un ciclo?

«In parte. Ma alla fine un’ossatura di squadra, e importante, c’è. E poi sono arrivati
Khedira e Mandzukic, due
che non devi aspettare: vengono e fanno la differenza.
Hanno vinto tanto e tanto
vinceranno ancora. Due leader nati».
Però nella Juve non ci sono più
Tevez, Pirlo e Vidal, in ordine
di partenza.

«Ma c’è comunque uno zoccolo duro, che potrà aiutare i
nuovi a integrarsi, per poi sostituire quel che hanno fatto
quei tre giocatori carismatici. Che probabilmente avevano dato tutto quel che potevano alla Juve».
Primo consiglio da dare ai giovani?

«Sarà importante l’approccio alla stagione, l’atteggiamento mentale: e il gruppo
storico dovrà dare l’input».
Non cambierà proprio nulla?

«È chiaro che dovremo migliorare tutti e trovare qualche situazione diversa, perché prima l’asse del gioco
passava dai piedi di Andrea
Pirlo e Carlos Tevez».
E i gol di Carlitos chi li farà?

«Di gol in canna ne abbiamo
tanti: Morata, Dybala, Mandzukic. E poi io mi aspetto
molto da Pogba: lo conosciamo da tre anni, ha avuto una
crescita esponenziale, ma
penso che per lui questo
possa essere l’anno buono
per trovare continuità nel
segnare. Quella che in parte
ha avuto la scorsa stagione.
Diciamo, quei gol che ha
sempre fatto Vidal. Paul è il
giocatore che potrà fare la
differenza».

SUL GIOIELLO

SUI NUOVI

Mi sarei stupito
di non vedere Paul
con noi: questo
sarà il suo anno

Dybala ha qualità,
e voglia di arrivare
Khedira e Mandzukic
sono due leader nati

Giorgio
Chiellini,
30 anni,
difensore
alla Juve
dal 2005:
con 367
presenze
è secondo
solo a Buffon
(535)
nella rosa
attuale

Giorgio Chiellini
Difensore e vicecapitano della Juve

“La più forte di tutte
è sempre la Juve
I gol? Li farà Pogba”
Chiellini dopo le partenze di Tevez e degli altri big
“Concorrenza agguerrita, ma noi abbiamo fame”

7
trofei
Per Chiellini:
4 scudetti,
2 supercoppe
e una Coppa
Italia

anche dei cosiddetti anziani:
così continueremo a migliorare tutti».
Sente il rumore dei nemici?

«Hanno speso tanto e il mercato non è ancora finito: mi
aspetto qualcosa da Roma e
Napoli. E le milanesi, dopo due
anni veramente brutti, stanno

spendendo a destra e a sinistra: la concorrenza sarà ancora più agguerrita».
Quanto sarà dura quest’anno?

«Sempre di più, dopo 4 scudetti. Ma è normale, lo dice
la storia del calcio italiano e
mondiale. Invece dobbiamo
dimostrare a tutti che an-

45

che stavolta siamo noi i più
forti».

partite

Che impressione le ha fatto Dybala?

Giocate
nella Juve
2014/15:
record per
il difensore

5-3 ALL’ORLANDO DI KAKÀ

Debutto e vittoria
Pirlo fa felice New York
1 Debutto con vittoria (e am-

monizione) per Andrea Pirlo. L’ex
bianconero ieri ha giocato la sua
prima partita con la maglia del
New York City, allo Yankee Stadium, contro l’Orlando guidato
da Kakà (5-3 il finale). Proprio il
brasiliano è stato il primo a salutare Pirlo quando è entrato in
campo al 12’ della ripresa, sostituendo Ballouchy. L’azzurro è stato prima invocato dai tifosi statunitensi, poi lungamente applaudito dopo ogni giocata distribuita
in campo. La classe è sempre quella, mentre la condizione fisica non
è ancora ottimale. New York si diverte fa doppiamente festa.

Sorpreso di averlo ritrovato qui?

«Mi sarei stupito di non vederlo. Per Tevez e Pirlo da un
po’ c’era aria d’addio, e per
Vidal, che qui ha dato tanto e
che avremo sempre nei nostri cuori, è passato un treno:
siamo felici per lui».
Non sembra preoccupato:
perché?

«C’era bisogno di rinnovamento e tutta questa gioventù farà alzare il livello

LAPRESSE

«Ha qualità, voglia di sacrificarsi e di arrivare».
Pare manchi ancora un numero
dieci: che ne pensa?

«Penso che dal mercato arriveranno ancora un paio di
giocatori. Dopodiché, sappiamo che puoi solo cercare di
fare il massimo, perché a volte quelli bravi bravi bravi, non
te li danno».
E se il trequartista non arrivasse?

«Secondo me i più forti siamo
ancora noi: anche così come
siamo. Diciamo che mancano
due giocatori a livello numerico, per affrontare la stagione:
ma con tutto il rispetto per le
altre, la squadra più forte resta
la Juve. Poi, a livello di singoli,
molti club si sono migliorati,
ma come squadra questa è la
migliore».
Dove si scovano le motivazioni
dopo una stagione super?

«Se arrivi a questi risultati, significa che l’hai nel Dna: è la
sensazione che si prova a vincere, che ti dà la carica. Senza
fame, anno per anno, non saremmo qui».

NuovoinnoperlaA
Oggiicalendari
all’ExpodiMilano
1 Prima giornata il

22-23 agosto, l’ultima
il 15 maggio 2016. La
serie A prende forma
oggi con il sorteggio
del calendario, in programma all’Expo di
Milano alle 19 (diretta
tv in chiaro su Italia2 e
Cielo). Non ci saranno
teste di serie, ma non
sarà possibile uno dei
cinque derby al debutto o alla fine del campionato oltre che nei
turni infrasettimanali.
La novità della prossima stagione sarà l’inno della serie A che risuonerà negli stadi in
apertura delle partite.
Il brano, «O generosa!», è stato scritto e
composto da Giovanni
Allevi e sarà svelato
proprio oggi.

AP

La trattativa con lo Schalke entra nel vivo

Assalto a Draxler, pronta l’offerta da 20 milioni
Bianconeri a caccia
del trequartista:
l’obiettivo è averlo
per la Supercoppa
DALL’INVIATO A SAN GALLO

La Juve vorrebbe consegnare al più presto il trequartista a Massimiliano Allegri,
così da poterlo assemblare al
nuovo telaio: il massimo sarebbe prima della Supercoppa, in menù l’8 agosto a Shanghai contro la Lazio. Per questo l’ad Beppe Marotta e il ds
Fabio Paratici vorrebbero
accelerare già questa settimana la trattativa per Julian

Draxler, 21 anni, centrocampista offensivo dello Schalke 04.
È lui l’obiettivo più vicino,
mentre tutto il resto del
dépliant, da Isco a De Bruyne,
è fuori dal listino prezzi.
Un rischio calcolato

In settimana la Juve formalizzerà al club tedesco l’offerta
per Draxler, attorno ai 20 milioni, modulabile in base ai bonus. Mai, però, Marotta arriverà ai 30 milioni da cui è partito lo Schalke 04. Il giocatore
è considerato un talento, che
però fin qui non ha mantenuto
le promesse ed è stato frenato
da guai fisici: la Juve è disposta ad assumersi il rischio, ma
calcolato, almeno dal punto di
vista monetario. Dalla loro,
Marotta e Paratici hanno già

Tedesco

30

Julian Draxler,
21 anni,
trequartista
dello Schalke
con cui
ha segnato
29 gol
in 166 partite
tra coppe
e Bundesliga

milioni
La prima
richiesta
dello Schalke
per Draxler:
la Juve spera
di chiudere
a meno
e offre
al giocatore
un contratto
da 3,5 milioni
a stagione

SYNCSTUDIO

l’assenso di Draxler, dopo la
missione del ds bianconero in
Germania. L’impressione è
che l’affare si possa fare, sempre che lo Schalke sia disposto
al prezzo trattabile e non alzi
altre barriere.
Frenata per Siqueira

I bianconeri continuano il casting anche per l’esterno sinistro, nonostante negli ultimi
giorni ci sia stata una frenata,
tattica, su Guilherme Siqueira,
29 anni, in uscita dall’Atletico
Madrid. Ancora di più ora che
allo stadio Calderon si rivedrà
il 29enne Filipe Luiz, di ritorno
dal Chelsea. La Juve ha l’accordo con Siqueira, ma non ha
alcuna intenzione di sborsare i
10 milioni chiesti dall’Atletico
per cedere il cartellino. O il
club spagnolo abbasserà le
pretese, o l’affare salta. Rimane in lista Alex Sandro, del
Porto, anche se il suo prezzo è
ancora più elevato visto i portoghesi chiedono almeno 18
milioni di euro.
[M. NER.]

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Sport .37

.

L’ATTACCANTE TORNA IN ITALIA DAL MANCHESTER CITY: PRESTITO BIENNALE CON RISCATTO A 15 MILIONI, DOMANI LE VISITE

Arriva Jovetic ma l’Inter non si ferma
Vicini anche Perisic (trattativa sbloccata dalla cessione di Shaqiri) e Felipe Melo: ora tocca a Mancini

1 Oggi (ore 14, Pre-

mium), l’Inter sfida il
Real Madrid a Guangzhou per l’International Champions Cup.
Nonostante i ko con
Bayern e Milan, Mancini è sereno: «È difficile
giocare due partite in
48 ore, contro rivali come Real e Milan. Noi
cerchiamo di vincere,
ma l’obiettivo è mettere minuti nelle gambe».

Brasiliano
Felipe Melo,
32 anni, ha
giocato nella
Fiorentina
e, dal 2009
al 2011, nella
Juventus

Allenatore accontentato

Ora, come Roberto Mancini
aveva chiesto alla vigilia del
derby cinese contro il Milan, il
reparto avanzato è stato rinforzato. Il tecnico, ancora una
volta, è stato accontentato. La
conclusione dell’operazione
per il montenegrino ha di fatto sbloccato il recente immobilismo del mercato interista.

Dopo Jovetic, infatti, nel giro di
sette giorni sbarcheranno sul
pianeta Inter anche Ivan Perisic e Felipe Melo. Per il croato
del Wolfsburg, ieri rimasto in
panchina contro l’Arsenal,
manca pochissimo: l’intesa con
il centrocampista c’è, mancano

Ventura sente aria d’Europa
“Il mio Toro senza mal di pancia”

Colloquio

GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A BORMIO

l rompete le righe svuota il
Pentagono, piccolo ma funzionale centro sportivo di
Bormio. Prima, però, gli ultimi flash di un ritiro che ha
riempito l’agenda di Giampiero Ventura di buone, buonissime sensazioni, e non solo per i
colpi di mercato conclusi o in
arrivo. «Ho parlato ai ragazzi,
ho detto che sono molto soddisfatto per il lavoro svolto,
ma soprattutto per la grande
disponibilità mostrata in queste due settimane», così il tecnico granata.

I

PHOTOPRESS

Stevan Jovetic, 25 anni, ha giocato nella Fiorentina fino al 2013

Concluso il ritiro di Bormio, il tecnico aspetta l’ultimo rinforzo:
“Una punta veloce e siamo a posto, nessuno vorrà andare via”
Ha
detto

Sono cambiate
molte cose in Serie A
ma una costante
voglio prevederla:
la nostra conferma
a certi livelli

Campionato diverso

Tradurre le sensazioni in
svolte concrete, spesso, può
rivelarsi un inganno. Ma Ventura non ha problemi a fissare
il prossimo traguardo. «Quello che comincerà fra poco meno di un mese sarà un campionato diverso dagli ultimi perché molte sono le cose cambiate, penso agli allenatori arrivati in piazze importanti.
Una costante, però, voglio
prevederla: la conferma del
mio Toro», dice. Aria d’Europa, quindi. È quella che sente
Ventura dopo il primo periodo
di preparazione e dopo aver
toccato con mano le qualità
dei vari Baselli, Zappacosta,
Obi, Acquah e Avelar, solo per
ricordare i nuovi arrivati.

LAPRESSE

Giampiero Ventura, 67 anni, guida il Toro dall’estate 2011

54
punti
Fatti dal Toro
(9º posto)
nel 2014/15

nandez e Defrel), nessuno in
uscita: il tecnico granata allontana i possibili mal di pancia.
«Chi sta in questo gruppo è orgoglioso di farne parte. Trattenere qualcuno contro la sua volontà è impossibile, ma escludo

Trattenere
qualcuno contro
la sua volontà
non si può, ma
il gruppo è solido
e sulla buona strada
Giampiero Ventura
Allenatore del Torino

Il borsino dei granata

Mercato da completare

Il Toro si ferma per qualche
ora (mercoledì tutti di nuovo
in ritiro, stavolta a Châtillon),
Ventura no perché il suo è un
laboratorio in movimento.
«Manca ancora un tassello, lo
sapete. La società prenderà
un attaccante - così il tecnico
a Sky Sport -, ma non fatemi
parlare dei possibili nomi:
posso dire che il nuovo acquisto dovrà avere delle caratteristiche ben precise, come la
rapidità nei movimenti e la capacità di dare profondità alla
manovra». Un attaccante in
entrata (obiettivi Belotti, Her-

solo alcuni dettagli per concludere con il club tedesco. Che
chiede 20 milioni, mentre
Thohir ne offre 18. A ore è attesa la fumata banca. Fondamentale perché l’affare vada finalmente in porto è la cessione di
Xherdan Shaqiri (prelevato dal
Bayern nel gennaio di quest’anno) allo Schalke 04. Lo svizzero, partito per la tournée con i
nerazzurri, vive ormai da sepa-

Baselli e Avelar

Bruno Peres e Zappacosta

L’ex atalantino ha dimostrato
classe e personalità al servizio
della causa, il brasiliano ha
risposto svolgendo alla perfezione
il compito assegnatogli dal tecnico

Il brasiliano deve dimenticare il vizio
di perdere la posizione per la voglia
di strafare. L’azzurrino è inevitabilmente in ritardo: c’è curiosità per
vederlo inserito a pieno regime

che accada: andare in una società che fa la Champions League ha un senso se ci vai dalla
porta principale e non da quella
di servizio, spesso è meglio
aspettare un anno e centrare
l’obiettivo dodici mesi dopo».
L’esempio è Darmian, una storia che sta là a dimostrare, a chi
avesse eventualmente il desiderio di volare alto, che aspettare
non è come frenare, anzi.
Da mercoledì a Châtillon

Da Bormio ha fatto rientro alla
base un gruppo già segnato dalla qualità di Baselli, dalla forza
fisica di Obi, dalla disciplina tattica di Avelar, dalla resistenza
di Acquah e dalle incursioni di
Benassi. Accanto ai più giovani,
l’equilibrio di Vives e Gazzi, le
certezze di Glik e Moretti, l’esuberanza di Maksimovic. E, là
davanti, dalla voglia di non indietreggiare di Amauri, lontano,
nelle gerarchie, dal tandem
Quagliarella-Maxi Lopez, in attesa del colpo. Ventura pensa a
un Toro che insegue l’Europa,
come nelle ultime due stagioni
perché questo è quello che conta
davvero, al di là del risultato finale. «La Juve dovrà faticare di
più per restare prima della classe: i bianconeri - continua il tecnico - si sono rafforzati, ma hanno perso Tevez, decisivo nei primi sei mesi dell’anno scorso, e
Pirlo, decisivo quando la gara si
fa delicata. Mi piace il Milan perché c’è Mihajlovic e sono curioso
di vedere l’effetto Sarri a Napoli
e il lavoro di Paulo Sousa alla
Fiorentina. La Roma? Non è più
tempo di stelle filanti o fuochi
d’artificio, c’è più pressione».
Il Pentagono di Bormio si
svuota, il Toro si allontana. Oggi il calendario della prossima
A (si partirà in trasferta), poi la
tappa a Châtillon fino al 6 agosto. «Chi sarà la conferma del
prossimo campionato? Il Toro...», afferma Ventura.

Alex Telles nel mirino

Più semplice, in apparenza, è la
strada che porta all’acquisto di
Felipe Melo, l’ex mediano di
Fiorentina e Juventus. La trattativa con il Galatasaray potrebbe essere chiusa già domenica prossima, quando i nerazzurri scenderanno in campo
per l’amichevole contro i giallorossi in Turchia. Nell’operazione per portare alla corte di
Mancini un altro brasiliano già allenato a Istanbul - potrebbe rientrare Nagatomo. Il
giapponese è infatti una contropartita tecnica che piace al
club turco. E non è escluso –
dopo aver perso Zukanovic, finito alla Sampdoria - che il direttore sportivo Piero Ausilio
provi a sondare il terreno con
il Gala per prendere pure Alex
Telles, terzino sinistro anch’egli brasiliano, con passaporto comunitario, portato
proprio da Mancini in Turchia
nel gennaio 2014.

Affari
e trattative
Salah a un passo dalla Roma

Ivan Perisic,
26 anni,
esterno
d’attacco,
gioca nel
Wolfsburg
dal 2013

Un test Real
Alle14suPremium

rato in casa, consapevole di trascorrere gli ultimi giorni in maglia nerazzurra.

Fiorentina, Gomez al Besiktas

Oggi Stevan Jovetic sbarca a
Milano. Dopo mesi di trattative il montenegrino arriva all’Inter. Ad annunciarlo, un
tweet del club nerazzurro.
Stando in 140 caratteri, la società di Erick Thohir ha anche fatto sapere che l’attaccante domani sarà sottoposto
alle visite mediche. L’affare
con il Manchester City, rimasto in stallo per almeno 15
giorni, è stato chiuso con un
prestito biennale con obbligo
di riscatto fissato a 15 milioni.
L’ex gioiello viola firmerà un
quadriennale da più di tre milioni a stagione.

Croato

Di Maria al Psg per 63 milioni

TIZIANA CAIRATI
MILANO

Mou lo libera
La Roma ha in mano
Salah: c’è l’accordo
con il giocatore
e con il Chelsea
Si attende solo
il transfer della Fifa,
mentre ieri
Mourinho ha dato
il suo via libera: «Se
ne va in prestito»

8 mln ai viola
Dopo due stagioni
sfortunate,
l’attaccante Mario
Gomez lascia
la Fiorentina per
andare in Turchia
al Besiktas. I viola
incassano 8 mln
e trattano Destro
con la Roma

United su Pedro
Il Psg è pronto
ad annunciare
l’ingaggio di Angel
Di Maria dal
Manchester United
per 63 milioni
più bonus. Il club
inglese ora proverà
a prendere Pedro
dal Barcellona

12 45 67 18

9ABCDE 8F 9A 9 8 2 LA STAMPA

9A

12 45 67 18

Gli autovelox della settimana
Oggi
domani

29 lug

Che
tempo
fa

Corso Grosseto
Strada Aeroporto

Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri

Corso Cosenza
Via Reiss Romoli

Corso Grosseto
Strada Aeroporto
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Corso Cosenza
Via Reiss Romoli
Strada del Drosso
Via O. Vigliani

Corso Orbassano
Corso Settembrini
Via Biscaretti di Ruffia
Corso Cairoli
Corso Montelungo
Corso Tazzoli
Corso Cosenza
Corso Siracusa

Corso Galilelo Ferraris
Corso Allamano
Corso IV Novembre
Corso Unione Sovietica
Corso Traiano
Via Pio VII
C.so Trapani
Corso Francia
Via Mazzarello
C.so Peschiera
Corso
o Rosselli

Corso Grosseto
Strada Aeroporto
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Corso Cosenza

Lungo Stura Lazio
Via Botticelli
Corso Vercelli
Corso G. Cesare
Corso Traiano

Via Pio VII

30 lug

LA STAMPA

Co
Corso
Tr
Traiano
Via
V Plava
Via Agudio
Vi
Via Pio VII
Vi

31 lug

SI RICORDANO
NO INOLTRE
LE POSTAZIONI
ONI FISSE
DI C.SO REGINA
INA
A 401/A E
MARGHERITA
C.SO UNITÀ D’ITALIA

1 ago

Corso Grosseto
Strada Aeroporto
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Corso Cosenza
Corso Novara
Str. Traforo del Pino
Corso IV Novembre
C.so Don Luigi Sturzo

Corso Francia
Corso Peschiera
Corso Trapani
Via Mazzarello
Corso Rosselli
Strada del Drosso
Via O. Vigliani
C.so Unione Sovietica
Corso Orbassano

Corso Settembrini
Via Biscaretti di Ruffia
Corso Cairoli
Corso Montelungo
Corso Tazzoli
Corso Cosenza
Corso Siracusa
Corso Galilelo Ferraris
Corso Allamano

Corso Grosseto
Strada Aeroporto
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri

Corso Cosenza
Corso Novara
Str. Traf. del Pino
Via Agudio

Corso Traiano
Via Pio VII
C.so Don Luigi Sturzo

Corso Grosseto
Strada Aeroporto

Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri

Corso Cosenza

TORINO

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 B fax 011 6639003,
e-mail cronaca@lastampa.it B specchiotempi@lastampa.it B specchiodeiquartieri@lastampa.it

& PROVINCIA

Situazione
Correnti atlantiche interessano
le regioni alpine,
assicurando
condizioni in
gran parte
soleggiate e
asciutto, con
caldo in aumento, ma senza afa
per qualche
giorno.

La telefonata di Fassino al ristoratore che ha rinunciato al dehors

Troppa carta e tempi infiniti
viaggio nella burocrazia malata
Il city manager: “Dalle tasse all’anagrafe, nei quartieri un unico sportello”

20° 33°

QUESTA SERA UNA GRANDE PROTAGONISTA DELLA STORIA DEL ROCK SUL PALCO DEL FLOWERS FESTIVAL

Oggi
Condizioni in
gran parte
soleggiate con
nubi sparse nelle
ore diurne sui
rilievi.

22° 34°

*

Viaggio nei mali della burocrazia, tra eccesso di carta
e tempi biblici, dopo la lettera-denuncia del ristoratore
che ha rinunciato al dehors.
Fassino gli ha telefonato,
promettendo che la sua amministrazione lavorerà per
semplificare l’iter. E il City
Manager annuncia le linee
di intervento per migliorare
la vita dei cittadini.

ALLOGGI POPOLARI

Il ritorno
dei figli a casa
dei genitori
MAURIZIO TROPEANO

M

ario, il nome è di
fantasia, è assegnatario di un alloggio
Atc a Mirafiori. Ci viveva
con la compagna fino a
quando è finito in carcere.
Nell’alloggio c’è rimasta solo la signora Lucia e adesso
la donna ha chiesto di ospitare i due figli del suo compagno che hanno una trentina d’anni. Il maschio è senza
lavoro mentre la figlia è rimasta sola con una bambina
piccola da accudire.

Letizia Tortello ALLE PAGINE 40-41

CONTINUA A PAGINA 43

Domani
Restano condizioni soleggiate
ovunque con
temperature in
aumento e
massime tra 31
e 34 gradi.

IL CASO

LA STORIA

Al Politecnico
il laboratorio
anti crimine

22° 32°
Mercoledì

MASSIMILIANO PEGGIO

Parzialmente
nuvoloso per
velature in
estensione nel
corso della
giornata.

Servizio
A PAGINA 45

CONTINUA A PAGINA 46

«A Porta Susa
i lavori potevano
essere finiti»
REPORTERS

Patti Smith, la poetessa di Collegno
Tiziana Platzer A PAGINA 47

Il bilancio del Nebiolo

Fabrizio Donato ha ottenuto il minimo nel triplo: 16,91
REPORTERS

Dagli assoluti di atletica
un pass per i Mondiali
Enrico Zambruno A PAGINA 49

U

na volta c’era il foglio
bianco nelle mani di un
abile disegnatore di polizia, armato di gomma e matita. Ogni tratto un frammento,
strappato dai ricordi della vittima di un crimine o di un testimone: a volte precisi, ma
più spesso incerti. Così nasceva l’identikit di un sospettato:
un volto da cercare in strade e
bar malfamati. Roba da archeologia investigativa. Oggi
è l’era del «cyber identikit».

LAPRESSE

Il commissario liquidatore
dell’impresa appaltatrice
replica alle Ferrovie

12 45 67 18

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Dopo la denuncia di un lettore

L’insostenibile attesa allo sportello
Viaggio tra le lungaggini della pubblica amministrazione: la carta prevale sul digitale
Stoffa

LETIZIA TORTELLO

La
protesta

L’inchiesta
della Stampa è
partita dalla lettera che un ristoratore ha inviato al giornale
raccontando la
sua odissea nei
meandri della
burocrazia comunale per riuscire a mettere
un dehors a cui
alla fine ha rinunciato.

1

Cittadini versus burocrazia. La
partita, spesso, è persa in partenza.
Inutile invocare la celeberrima «pazienza di Giobbe» o rileggere «Il Castello» di Kafka,
nell’attesa che qualche ufficio
pubblico risponda (possibilmente con un assenso) alla pratica presentata mesi prima. La
coda in molti sportelli della p.a.
resta lunga. Oppure ci sono
norme troppo rigide, retaggio
di un passato pre-digitale, che
complicano la vita a commercianti e professionisti, invece di
semplificarla.
Lo ha spiegato bene, con una
lettera al nostro giornale, il gestore di una pizzeria, William
Santarelli, che ha raccontato
l’iter complicatissimo per chiedere l’autorizzazione per un
dehors. Lui, alla fine, ha rinunciato. Dopo la sua denuncia, abbiamo fatto un viaggio nella
pubblica amministrazione, per
capire le magagne, le lungaggini e le inefficienze degli uffici
comunali. Perché, in fondo, lo
ha ammesso anche il sindaco
Fassino, che ha chiamato Santarelli dopo le sue lamentele. Lo
ribadisce il City Manager di Palazzo Civico: «Ci sono settori
comunali in cui il lavoro deve
essere riorganizzato». Cittadini, commercianti, professionisti dell’edilizia. Ciascuna categoria ha da raccontare esempi
di inutili viaggi tra gli uffici pubblici. Per le pratiche edilizie, ad
esempio, uno dei problemi che
prolunga l’iter è l’incomunicabilità tra uffici.
Per il commercio, qualcosa si
è fatto. È nato il Suap (Sportello
Unico delle Attività Produttive). Un portale on line entrato a
regime il 2 marzo. «Ad oggi, gestiamo in digitale il 30% delle
pratiche - spiega Ernesto Pizzichetta, dirigente del Commercio -, 6 mila su 18 mila». Il servizio serve ai negozianti che vogliono aprire attività o fare una
voltura, agli ambulanti, ai tassiti. Non a ristoratori, baristi, gestori di hotel, locali e discoteche, che devono ancora presentare buona parte della documentazione cartacea. Oltre allo
spreco di cellulosa, i tempi, per
consegnare una pratica da un
ufficio all’altro, si allungano.

Per aprire un
dehors
bisogna
passare
al vaglio di
un’apposita
Commissione
comunale,
che ti chiede
un pezzo
del tendaggio
per verificare
se è
antiriflesso

REPORTERS

Il commercio

ehors, fioriere, insegne, rastrelliere, tendoni. Quelli che dovrebbero essere semplici elementi di arredo di un locale,
per i titolari di ristoranti, bar,
pub e pizzerie sono pratiche
edilizie che sai quando iniziano e non quando finiscono.
Tra una montagna di carta da
compilare e regolamenti
scritti in burocratese. La prima difficoltà che rende ogni
richiesta una storia infinita è

D

L’edilizia

R

to. Sennò, se passa un controllo,
ti sanzionano». Il Comune sta
pensando di rivedere il regolamento sui dehors. Confesercenti chiede «di modificare l’attuale sistema di concessione, rilasciando autorizzazioni almeno
decennali», e di poter pagare il
dehors «per quanto lo
utilizzi, con possibilità
di proroga attraverso
semplice Pec (Posta
Elettronica Certificata)». Oggi, il titolare di un ristorante deve decidere prima del’estate quanto vorrà tenere aperti gli ombrelloni. «Con il
rischio che se a settembre c’è il
sole perdiamo inutilmente una
fetta di lavoro, se a giugno piove
idem», conclude Griffa. [L. TOR.]

Quello scaricabarile
durato 17 mesi
per un risarcimento

Comune e la Smat». Già, perché
l’azienda dell’acquedotto e
l’amministrazione, per mesi, si
sono rimpallate la responsabilità di quel tombino rotto, proprio di fronte a un parco giochi.
«Ci spiace, non è di nostra competenza, chieda alla Smat»,
hanno scritto gli uffici legali
della Città. «Siamo mortificati,
ma il Comune sbaglia, quel tombino è proprio suo», è il senso
delle mail inviate più volte dall’azienda dell’acquedotto,
che a un certo punto ha
tirato in mezzo anche
l’impresa che ha costruito il tombino,
accollando ad essa la
proprietà. Insomma,
un ginepraio. In principio c’è stato il sopralluogo
dei vigili, poi periti e controperiti di parte dei due enti pubblici. Finché Smat non ha deciso di
pagare. Dopo un anno e cinque
mesi dalla caduta.
[L. TOR.]

che queste domande agli uffici
del Suolo Pubblico devono essere consegnate dal vivo o via posta. Soprattutto, se c’è la Circoscrizione di mezzo: i documenti
non possono essere mandati via
mail, le foto da allegare vanno
stampate, i bollettini dei bonifici per il pagamento portati a
mano. Lo sportello unico, per
queste categorie commerciali,
ancora non c’è. «Siamo rimasti
fermi a 20 anni fa - spiega Fulvio Griffa di Confesercenti -, de-

I cittadini

Ritinteggiare un palazzo?
Ci vogliono quattro mesi
per le autorizzazioni
itinteggiare la facciata
di un palazzo, in una zona sottoposta a vincolo
paesaggistico? Possono passare tranquillamente ben più
di quattro mesi. Tra la richiesta agli uffici dell’Arredo Urbano, che mi dice quale colore
posso utilizzare, l’attesa dell’autorizzazione della Commissione Paesaggistica e il via
libera dalla Soprintendenza,
che spesso non comunica col
Comune e ha i suoi tempi.
Le pratiche edilizie da presentare agli uffici comunali
sono la croce di architetti, ingegneri e geometri.
Anche perché «il Comune

vi consegnare tutta la documentazione fisicamente, se
qualcosa non va bene ti chiamano via raccomandata, ti danno
appuntamento solo in certi orari. Sono sistemi antiquati, che
scoraggiano i commercianti».
Vuoi aprire un dehors o mettere una fioriera che ingombra (anche se di poco) il
suolo? Devi interpellare un architetto o un
geometra, che prepari un progetto da far
approvare. È il regolamento. Ogni anno, l’autorizzazione per il dehors
va rinnovata. «Quel che è assurdo - continua - è che se devi
cambiare una lampada o i tavolini la pratica ricomincia da zero, devi ripresentare il proget-

Se cambi un tavolino
devi ripresentare
il progetto del dehors

di Torino è più severo di altri
nella verifica dei pareri richiesti ai professionisti. «Non basta
l’autocertificazione. Vogliono
che dimostri con rilievi tecnici e
modulistica quello che
hai già dichiarato nella
documentazione presentata»,
spiega
Franco Francone, architetto, ex consigliere dell’Ordine. I professionisti piemontesi
possono godere di uno
strumento informatico nato 5
anni fa, il Mude. Che però, lamentano, «si blocca e spesso
perdi tutto il lavoro». Molti di
loro, infatti, scelgono ancora il

vecchio metodo della carta, tra
fotocopie e foto stampate, per
presentare i progetti. Per pratiche complesse, gli stessi funzionari comunali preferiscono valutare progetti su cellulosa,
piuttosto che al monitor.
Può capitare che, per costruire un palazzo o adattare un sottotetto ad alloggio, lavoro edilizio assai più semplice, la modulistica da compilare non si discosti di molto. «Le lungaggini
più grosse non sono in
Commissione Edilizia,
ma quando la tua pratica - continua - finisce nei vari uffici degli assessorati o di altri enti. Ad esempio
per ottenere il parere
ambientale sulla conformità al regolamento sull’impatto
acustico o per la certificazioni
energetiche. L’iter sai già che si
allunga di mesi, perché nessuno
coordina la pratica».
[L. TOR.]

uando si dice cadere
nelle grinfie della burocrazia e nelle scartoffie
impossibili della pubblica amministrazione. Umberto Sorrento è un ragazzo di 18 anni,
che il 14 febbraio 2014, attraversando la strada in via Dronero, ha messo il piede in un
tombino semi aperto, a lato
delle strisce pedonali, occupate da un’auto che non gli aveva
dato la precedenza. Il giovane
è rotolato per terra. Esito dell’incidente: dito della mano
rotto e tanto spavento. Per la
macchina? No, per il tombino.
«Per fortuna non ci sono
cascato dentro, altrimenti mi

Q

sarei rotto la gamba», spiega il
ragazzo. Che solo a inizio giugno è riuscito a ottenere un risarcimento di 1450 euro per il
danno. Una storia a lieto fine,
per carità. Ma solo grazie
alla caparbietà di un
professionista, Carlo
Antonielli, titolare di
«Difeso e risarcito»,
studio di corso Vinzaglio che si occupa di risarcimento danni ai privati, di quelle realtà che da
anni fioriscono in America e
che da noi stanno timidamente
cominciando ad avere successo. «Senza di lui avrei rinunciato subito a mettermi contro il

12 45 67 18

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

.

Cronaca di Torino .41

BUROCRAZIAMALATA
La rinuncia
Dopo vari
match con la
burocrazia,
William
Santarelli
ha lasciato
il suo
ristorante
senza dehors
per l’estate

Che cosa farà Palazzo Civico

R

1

COMMISSIONI
SPECIALI

Per far
dialogare gli
uffici che
danno i pareri

R

2

UFFICI DECENTRATI
POLIVALENTI

Le circoscrizioni
attiveranno
sportelli unici per
tributi e servizi

R

3

GESTIONE
CENTRALIZZATA

Pareri ora dati
in Circoscrizione
saranno affidati
solo al Comune

Il City Manager coordinatore di «Burocrazia zero»

REPORTERS

Il ristoratore in polemica con il Comune per il dehors

“L’obiettivo è ridurre i tempi
Ma molte pratiche coinvolgono
enti che non si parlano”

“Mi ha chiamato Fassino
Anche a lui sfugge
un iter tanto complicato”
Intervista/1

mercianti. Ha promesso che il
Comune avrebbe lavorato per
semplificarlo».
Non crede, però, che il Comune
debba controllare cosa viene
piazzato sul suolo pubblico?

William Santarelli, titolare del
ristorante Karnak Cafè di via
Capelli. Nella lettera pubblicata dal nostro giornale lei si è
definito «suddito», in polemica con il Comune. A cosa si
sente sottomesso?

«A regole, regoline, cavilli,
norme, sportelli che ti rimandano ad altri sportelli, in cui
fai code. Da cittadino, paghi
per servizi che non sono servizi. Lo dico anche da commerciante. La nostra categoria, per avviare qualunque
pratica, è costretta a sottostare a norme assurde e vecchie».
Qualche esempio?

«Come dicevo nella lettera,
banalmente aprire un
dehors. Non avrei mai immaginato un iter così complicato
per tre mesi di tavolini all’aperto. I burocrati che ho incontrato negli uffici di corso

Racconigi mi sono sembrati cavalli coi paraocchi. Mi hanno
dato appuntamento quando
volevano loro. La Commissione
dehors si riunisce una volta al
mese. Se salta l’appuntamento,
si va al mese dopo».

«Sì, ma l’assurdo è che il mio
dehors era lo stesso già approvato due anni fa al precedente
proprietario. Ho dovuto ricominciare da zero, pagare 300
euro un professionista per il
progetto. Ho ripagato i diritti di
segreteria, altri 40 euro. Tutte
tasse in più. In un paese civile,
mi dai delle istruzioni, mi dici
come vuoi il dehors, poi vieni tu
a controllare se tutto è a posto».

Perché ha deciso di rinunciare al
dehors?

Il Comune ha poca fiducia nei
suoi cittadini?

«Sono ritornato tre volte agli
uffici circoscrizionali. Sono
stato ricevuto da una Commissione che mi sembrava un Tribunale dell’Inquisizione, mi
hanno rimandato indietro perché non avevo un pezzo di telo
del dehors, per dimostrare che
fosse antiriflesso. Avrei dovuto
tagliarlo dalle tende. Ho deciso
di risparmiare i 1500 euro».
Il sindaco Fassino l’ha chiamata
per ascoltare le sue lamentele.
Cosa le ha detto?

«Ha manifestato il suo interesse, non conosceva l’iter farraginoso che tocca fare ai noi com-

«È questo il problema. Negli uffici pubblici si parte dal presupposto che il cittadino è in
torto».
Vista l’estate calda, si è pentito
di essere senza dehors?

«No. Il Comune dovrebbe ringraziare i commercianti se
aprono locali. Invece ci ostacola. Mi sono sentito come 28 anni fa, quando andai per mia madre merciaia a far tarare il metro del negozio all’Ufficio Metrico, uno di questi luoghi assurdi della pubblica amministrazione. Erano vecchi allora,
figuriamoci oggi».
[L. TOR.]

Intervista /2

i sono tre ordini di
problemi, che rendono la vita complicata a un cittadino. Non ci
nascondiamo dietro un dito.
Svecchiare la pubblica amministrazione è impresa complicata e lunga». Gianmarco
Montanari, City Manager del
Comune, è il coordinatore del
progetto «Burocrazia zero». È
l’uomo che prova a combattere lungaggini e inefficienze
degli uffici comunali. Mission
impossible? Lui dice di no.

«C

Montanari, perché certi uffici
comunali sono così lenti? Anche sei mesi per chiedere un
dehors, quattro mesi per cambiare il colore di un palazzo?

«Riconosciamo che bisogna
lavorare per sveltire l’organizzazione di alcuni uffici. Buona
parte dei rallentamenti dipendono anche dal fatto che gestiamo pratiche in condivisione con altri enti pubblici: Soprintendenza, Vigili del Fuoco, Asl. Tra loro non si parlano. Il terzo problema sono le
leggi nazionali, in continua revisione».
Cosa si può fare in concreto?

«Cercare di mettere al tavolo
gli altri enti, creando più commissioni speciali che si occupano insieme dei pareri edilizi, di autorizzazione del suolo

Negli uffici
I cittadini
sono spesso
costretti a
peregrinare
tra gli
sportelli per
ottenere
una risposta

REPORTERS

pubblico eccetera. Capita che
noi diamo il nostro via libera, la
Soprintendenza dice di cambiare qualcosa. Il cittadino deve
ricominciare da capo. Il caso
dei dehors è emblematico di un
iter troppo complicato».
Lì cosa si può cambiare?

«Pensiamo di gestire tutto a livello centrale. Oggi, alcuni pareri devono essere chiesti alle
circoscrizioni».
E per il cittadino, cosa state facendo?

«Con la riforma delle circoscrizioni, vogliamo creare uffici polivalenti decentrati in tutti i
quartieri, che uniscano i servizi
ai torinesi. Sportelli dei Tributi,
per Tasi, Tari e altre tasse, Anagrafe, Servizi Sociali. Formeremo personale delle circoscrizioni per questo servizio».

Possibile che ci siano ancora
molte pratiche da sbrigare in
cartaceo?

«Abbiamo due sportelli unici
digitali: il Suap per il commercio, su cui il Comune ha investito 600 mila euro, e quello per le
pratiche edilizie, il Mude».
Architetti e geometri, però, lamentano che il Mude si blocca e
si perde tutto il lavoro.

«E’ nato 5 anni fa, certo andrebbe aggiornato, ma ci vorrebbero i soldi».
Altri progressi di «Burocrazia zero»?

«Fino a un anno fa, non avevamo un data base unico per le
ditte che partecipavano alle gare degli appalti pubblici e dovevano presentare il Durc. È stato
un grande passo avanti, mi creda».
[L. TOR.]

12 45 67 18

9ABCDE 8F 9A 9 8 2 LA STAMPA 8

12 45 67 18

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

.

Cronaca di Torino .43

ALLOGGI POPOLARI
Una tendenza in crescita

I numeri

450
le domande
di ospitalità
presentate agli
uffici dell’Atc
nei primi mesi
del 2015 mentre
nel 2014 sono
arrivate 800
richieste

30/40
anni
È la fascia di età
dei figli che dopo
essere andati a
vivere da soli
chiedono di
tornare a vivere
con i genitori

13
mila
Sono le
domande di
assegnazione
di un alloggio
popolare
inserite nella
graduatoria
dell’Atc

600
alloggi
di edilizia
popolare
vengono
assegnati ogni
anno dall’Atc a
Torino e nei
comuni della
provincia

La crisi spinge i figli
a tornare a casa dai genitori

Petizione Ape
ScontoImu
achiriducel’affitto

L’Atc ha autorizzato 800 richieste di ospitalità per oltre 1500 persone
MAURIZIO TROPEANO
SEGUE DA PAGINA 39

La pratica è in mano agli uffici
che hanno iniziato ad esaminare la richiesta analizzando anche la documentazione presentata e, dopo un’analisi sommaria, hanno fatto sapere al
presidente dell’ente, Marcello
Mazzù che «i tempi non saranno brevi ma che la richiesta ha
buone possibilità di essere accolta». La crisi ha fatto aumentare le richieste di «ospitalità»
negli alloggi popolari gestiti
dall’agenzia territoriale per la
casa. «Le domande - spiega
Mazzù - raccontano storie di
disagio economico ma anche
sociale». Il presidente Atc arriva a tracciare un indentikit
dei richiedenti: «Chiedono di
tornare a casa dai genitori figli
rimasti senza lavoro e senza
casa oppure donne che si separano dal marito e sperano di
dare un tetto ai figli». Ma ci sono anche persone anziane che
hanno perso mariti o mogli e
«decidono di ospitare cugini,
amici rimasti senza casa».
Le regole da rispettare

Chi vive in un alloggio popolare, se decide di ospitare in casa
familiari o amici per un determinato periodo di tempo, deve
comunicarlo all’Atc. Dopo un
anno gli ospiti possono chiedere, se ci sono i requisiti (cioè se
hanno un reddito che rientra
nel tetto massimo previsto
dalla legge per la permanenza), di essere inseriti nel nucleo familiare dell’assegnatario. La regolarizzazione permette di ottenere il diritto a
subentrare al contratto in caso
di morte dell’inquilino.

1 L’ a s s o c i a z i o n e

REPORTERS

Un anno di convivenza
Chi vive in un alloggio popolare e ospita familiari o amici deve comunicarlo all’Atc e dopo un
anno, in presenza dei requisiti, viene inserito nel nucleo familiare con diritto di subentro

Le storie
Mia madre viveva da
sola alla Falchera e io
con la mia famiglia
fuori Torino. Ora
stiamo insieme l’affitto
è più caro ma io posso
assisterla senza pagare
una badante

Una volta i nostri figli
facevano domanda di
una casa popolare e
l’ottenevano. Adesso
ci sono poche case e
tante richieste e così
c’è chi torna a vivere
con i genitori

Ci sono figli rimasti
senza lavoro e senza
casa che tornano a
vivere coi genitori o
donne che si separano
dal marito ma anche
vedove che ospitano
nipoti e amici

Giuseppe

Giuseppe Marino

Marcello Mazzù

quarantenne, sposato
con figli

presidente Comitato
inquilini corso Taranto

presidente
Atc di Torino

pria casa. Numeri che però devono essere moltiplicati perché come spiega Mazzù «una
richiesta può riguardare anche un intero nucleo familiare
e quindi possiamo tranquillamente stimare che, ogni anno,
fanno il loro ingresso nelle case popolari come “conviventi”

oltre 1500 persone».

chera. L’appartamento è troppo grande per una persona sola che ha anche bisogno di assistenza che non si può permettere perché ha la pensione minima e non può fare affidamento su Giuseppe che fa fatica anche a pagare l’affitto della
casa in cui vive. Poi la decisio-

Numeri in aumento

Nel 2013 i figli che hanno chiesto di essere ospitati negli alloggi popolari Atc dove vivono
i genitori sono stati circa 500.
Nel 2014 le domande sono arrivate a quota 800 mentre dall’inizio dell’anno sono già state
450 le famiglie che hanno registrato ufficialmente uno o più
“ospiti” all’interno della pro-

proprietà edilizia aderente a Confedilizia di
Torino ha lanciato una
raccolta firme su una
petizione da presentare al Consiglio comunale di Torino per chiedere il riconoscimento
di un’aliquota Imu ridotta. Un taglio che
dovrebbe essere concesso «ai proprietari di
case che stipulino con i
propri inquilini che ne
facciano richiesta, accordi che prevedono la
diminuzione del canone di locazione». Secondo L’Ape in questo
modo si potrebbe
«riaccendere la fiducia
e riattivare un circuito
virtuoso con ricadute
economiche positive».

Assistere la mamma

Fino a poche settimane fa Giuseppe viveva con la moglie e i
figli in affitto fuori Torino
mentre la madre, la signora
Maria, vedova da anni, abita in
un alloggio popolare alla Fal-

ne: «Abbiamo presentato domanda all’Atc che ha dato il via
libera alla nostra richiesta e ci
siamo trasferiti. L’affitto pagato da mia madre è aumentato
ma così noi possiamo assisterla senza pagare una badante».
La scorciatoia

Giuseppe Marino, che presiede il comitato inquilini di corso
Taranto, dove vivono oltre 600
famiglie, la racconta così: «Un
tempo i nostri figli facevano
domanda di casa popolare e la
ottenevano ma ora le cose sono cambiate». A fronte di una
graduatoria con 13 mila richieste di assegnazione l’Atc riesce
ad accontentarne 600 l’anno e
così chi ha «la fortuna di avere
i genitori o i nonni che vivono
qui, si accontenta di condividere la casa con loro e di aver il
diritto, in futuro, di subentrare
al contratto». È il caso della signora Luisa che ha chiesto di
ospitare la figlia di 30 anni che
era andata a vivere da sola ma
che ora è rimasta senza lavoro.

1
Un lettore scrive:
seguito all’articolo
comparso sul vostro giornale il
18 luglio, relativo alle difficoltà
economiche che starebbe attraversando il Fondo Clero,
vorrei fare alcune precisazioni.
Sono un sacerdote e da 32 anni
svolgo il ministero di parroco;
prima di essere ordinato prete
ho lavorato per 18 anni alla Fiat
di Torino. Mi trovo ora, all’età
di 69 anni, a percepire due pensioni per un totale di € 706 (€
400 circa per il lavoro svolto in
fabbrica e la parte restante per
gli oltre 30 anni come ministro
di culto). «Nell’articolo si giustifica il disavanzo del Fondo
con lo squilibrio tra i contributi
versati dai sacerdoti e la pensione percepita; sebbene i contributi siano versati in misura
fissa e non proporzionale, credo che gli importi che ho indicato siano una chiara spiegazione. Coloro i quali non conoscono il sistema di retribuzione dei sacerdoti, dopo aver let-

12344567 936 A3B26

2 «In

1

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1
to quell’articolo, potrebbero immaginare che la nostra “categoria” sia particolarmente tutelata
o privilegiata, ma i dati che ho
fornito dimostrano proprio il
contrario».
DON ARCANGELO

Una lettrice scrive:

2 «Sabato sera 12/07 al parco

della Tesoriera il mio bambino di
due anni e mezzo è stato aggredito da un cane sfuggito al controllo del padrone, si è sfiorata la
tragedia per fortuna il cane aveva deciso “solo” di buttare a terra il bambino mettendosi sopra e
ringhiandogli in faccia, siamo

riusciti ad intervenire prima che
lo mordesse... Il padrone del cane che si è solo alzato per recuperare il suo cane e per assicurarsi che qualcuno lo portasse di
corsa a casa, ha poi continuato
indisturbato la sua cena nel ristorante pizzeria all’interno del
parco con una maleducazione e
strafottenza da far quasi paura
(non si è neppure avvicinato al
bambino).
«Ho chiamato i vigili che hanno raccolto diverse deposizioni
delle persone che erano presenti. Non so cosa succederà ora
probabilmente una semplice
multa ma il mio bambino oltre

ad essersi spaventato molto, ha
rischiato davvero tanto... mi domando se bisogna aspettare che
qualche mamma debba piangere una tragedia o se non si decida
di restituire i parchi ai bambini e
di far rispettare la legge, obbligando a tenere al guinzaglio i cani, soprattutto quelli pericolosi».
GIOVANNA ABBRUZZESE

Una lettrice scrive:
Villanova d’Asti esiste
una filiale Intesasanpaolo dove
un unico bancomat, spessissimo
fuori servizio, serve 3mila abitanti. Se il bancomat, è fuori servizio occorre recarsi presso la

2 «A

banca limitrofa concorrente al
costo di 2 euro a prelievo. Analogamente la filiale Intesasapaolo
prende 2 euro e 50 se si usano i
servizi di cassa quando il bancomat è (in teoria) in funzione. A fine anno fra disservizi e problemi
vari un conticino di 100 euro è il
minimo che dovremmo pagare...
Ma far funzionare un bancomat
dovrebbe essere obbligo della
banca. Attendo che qualcuno si
interessi».
U.D.

Un lettore scrive:
scorsa al Parco
Ruffini: centinaia di telefonate ai

2 «Estate

vigili, esposti, segnalazioni, un
processo penale per schiamazzi
e disturbo del riposo, tanti sopralluoghi rituali ed inutili di vigili e tecnici, ordinanze di sospensione (notificate come una
farsa dopo mesi, a punto verde
finito), promesse e garanzie dal
Comando dei Vigili di “monitoraggio costante” e altre retoriche frasi di rito. E invece, come
niente fosse, il Comune ha consentito, o comunque non impedito, che la discoteca “Gold” montasse una decina di strutture,
tende, pagode, con tutto il sicuro
corredo di programmi musicali
e notti di sonno rovinate. L’altra
sera hanno fatto musica a tutto
volume sino alle ore 2,30 di notte, e sembrava di avere la discoteca in casa».
SEGUE LA FIRMA

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Forum lettere su
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www.facebook.com/specchiodeitempi

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44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Con Bairati esce dall’indagine anche l’ad di Pininfarina

Firme false, inesattezze nelle ricostruzioni dei testimoni

Crac De Tomaso, i pm chiedono Le liste, la fretta e le sviste
l’archiviazione per l’ex assessore Il 18 aprile da dimenticare del Pd
Non fu un’operazione fittizia
o, almeno, la Regione e Pininfarina non avevano motivo di
non credere che si trattasse di
un affare pulito: la procura di
Torino ha chiesto l’archiviazione per l’ex assessore regionale all’industria Andrea Bairati e per l’ad di Pininfarina
Silvio Angori, che erano indagati per concorso in bancarotta fraudolenta. Concorso con
Gianmario Rossignolo, rinviato a giudizio nell’inchiesta
«madre» sul crac De Tomaso,
che è anche il loro principale
accusatore: nell’ultimo interrogatorio in procura riferì che
«Pininfarina era molto vicina
al fallimento. Feci finta di
comprare un ramo d’azienda
che per me era inesistente».

Acquisto
rovinoso
L’acquisto da
Pininfarina,
nel 2009,
di un ramo
d’azienda
con i suoi
900 lavoratori
ebbe
un effetto
rovinoso per
De Tomaso

REPORTERS

La ricostruzione

ti - è stato quello di avere aderiEra il 2009, De Tomaso si sta- to alle blandizie del mondo pova rilanciando e Pininfarina litico, imprenditoriale e sindavendette per due milioni di cale che si muoveva intorno aleuro un ramo d’azienl’operazione».
da, lo stabilimento
Che l’acquisto fu
di Grugliasco:
rovinoso per De
l’ipotesi era
Tomaso, i pm lo
che quel raavevano già
mo fosse inemesso nero su
sistente e
bianco chieSono oltre 900 gli operai
servisse soldendo il rinvio
passati da Pininfarina a
tanto a «libea giudizio per
De Tomaso per la cessione
rarsi» di 900
Rossignolo
di un ramo d’azienda
operai. All’ope(che all’udienza
razione partecipreliminare in
pò anche la Regiocorso ha intavolato
ne, comprando per 14
una trattativa per chiemilioni gli stabilimenti Pinin- dere il patteggiamento, che pefarina e affittandoli poi alla rò non ha avuto esito) nell’inDe Tomaso di Rossignolo. E il chiesta partita dai finanziaregista di quella trattativa menti dell’Unione europea per
era Bairati. «Il mio errore - corsi di formazione per i lavoradisse Rossignolo ai magistra- tori che non sono mai stati rea-

900

dipendenti

lizzati. E che l’operazione abbia
avuto un effetto positivo per il
rilancio della storica casa automobilistica sarebbe solo, per la
procura, una conseguenza della cessione e non il frutto di una
trattativa truffaldina.
La causa civile

Sulla decisione degli inquirenti di chiedere l’archiviazione
può aver pesato anche la sentenza d’appello di pochi giorni
fa alla sezione lavoro sulla
causa intentata da sette ex
operai della Pininfarina che
avevano chiesto il reintegro
sulla base dell’illegittimità del
trasferimento dello stabilimento di Grugliasco: ma i giudici hanno respinto la richiesta (come già in primo grado),
sostenendo in definitiva che il
passaggio fu regolare. [P. ITA.]

Retroscena
PAOLA ITALIANO

a data di definizione
della lista provinciale di
Torino del Pd non è
l’unico errore nella deposizione del segretario regionale
Davide Gariglio quando, a novembre 2014, fu ascoltato dai
pm. Anche l’indicazione di Saverio Mazza come responsabile organizzativo provinciale
non era corretta: fu nominato
solo a giugno, e il suo apporto
alla macchina elettorale finì il
20 aprile ( poi, era fuori Torino). Mazza è stato uno dei primi testi ascoltati dopo Gariglio, anche a lui venne contestata la data di chiusura della
lista: Gariglio aveva detto il 21,
gli altri testi ricordavano il 18
aprile. «Errore mio», ha specificato il segretario, tanto più
che anche l’indagine interna
del Pd ad aprile di quest’anno
arrivò alla conclusione che
era giusta la data del 18. Che è
molto difficile da dimenticare
per chi direttamente - e senza
sosta - si occupò in quei giorni
concitati delle operazioni di
raccolta firme: la manifestazione con i banchetti in piazza
del 18 e 19 venne annunciata
solo pochi giorni prima; e la lista e i volantini informativi furono stampati a tempo record, peccato che fossero da

L

11 indagati
Sono undici
gli indagati
per le firme
false nel
centrosinistra
REPORTERS

buttare alla mezzanotte del 17,
quando arrivò la comunicazione del cambio di un nome all’interno della lista cambiò (usciva
Accossato, entrava Tomasella).
Tutto da ristampare. O quasi: i
cittadini sottoscrissero la nuova lista, ma i depliant distribuiti
restarono quelli vecchi, con ancora il nome di Accossato.

Chiusa l’inchiesta con 11 indagati, il malumore serpeggia in
parte della base del partito che
vorrebbe un’assunzione di responsabilità politica sulla scelta di depositare le firme nonostante il tempo fosse risicato:
per di più ridotto ulteriormente
da beghe sulle liste che erano
tutte politiche.

Napoli (FI): «Ora però chiariscano»
1 «Al Pd e ai dirigenti chiedo: trovate di buon gusto

aspettare il verdetto dei magistrati prima di tirare le
conclusioni politiche, o si rende un servigio ai piemontesi andando subito a un chiarimento politico in Consiglio
regionale?». Così Osvaldo Napoli, vicecoordinatore regionale di Forza Italia, sull’inchiesta sulle firme false nel
Pd e sulle critiche al partito di Mercedes Bresso .«Non è
corretto - dice Napoli - tacere su uno sbrego istituzionale che è sotto gli occhi di tutti».

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

.

Cronaca di Torino .45

La polemica sulla sicurezza della stazione

“Non abbiamo tenuto in ostaggio Porta Susa”
Il commissario: aree disponibili da subito, Rfi poteva finire i cantieri con altre imprese come ha fatto Expo

il caso
MAURIZIO TROEPANO

l d-day si avvicina: il 5 agosto Rfi, rete ferroviaria
italiana, riprenderà il possesso della aree della stazione di Porta Susa ancora occupate dai macchinari della
Cesi, fallita ormai un anno fa,
e farà ripartire i lavori di
completamento dello scalo
che, secondo le previsioni del
l’amministratore delegato,
Maurizio Gentile, dovrebbero finire in sei mesi rendendo
così possibile anche il collaudo finale. Meglio tardi che
mai, verrebbe da dire visto
che la stazione è stata inaugurata ufficialmente due anni e mezzo fa ed è stata anche
premiata nel 2013 come miglior stazione europea.
«Guardi, però, che se Rfi
avesse voluto, avrebbe potuto finire i lavori già da tempo
così come hanno fatto altre
amministrazioni, dal Policlinico di Milano ad Expo. Noi
non abbiamo preso in ostaggio la stazione e nemmeno i
suoi viaggiatori», spiega il
commissario liquidatore della società.

I

La trattativa

Il dottor Antonio Gaiani risponde così alle accuse del

Ha detto

Le tappe

Fin dall’8 agosto 2014
Cesi ha dato l’assenso
ai delegati di Rfi perché
potessero avere la piena
disponibilità delle aree

R

LA DENUNCIA

R

LA REPLICA DI RFI

R

LA PROCURA

R

L’IMPRESA

Decine di committenti
hanno proseguito
e completato i propri
cantieri con altri
soggetti ed appaltatori
Sei mesi

Antonio Gaiani, commissario

Il 5 agosto Rfi
prenderà
possesso
delle aree e si
è impegnata
a finire i lavori
entro la fine
dell’anno
REPORTERS

numero 1 di Rfi che aveva spiegato come i ritardi nel completamento dei lavori fossero dovuti anche alla presenza di un
contenzioso con l’azienda fallita. Il commissario liquidatore
di Cesi però non ci sta e ricostruisce così la vicenda: «Fin
dal primo incontro con i delegati di Rfi, avvenuto nella sede
Cesi di Imola l’8 di agosto del
2014, è stato dato l’assenso affinché gli stessi delegati potessero avere sempre la piena disponibilità di tutte le aree di
stazione al fine di consentire la

regolare gestione e manutenzione del fabbricato».
Una strategia che fa parte di
una scelta commissariale improntata alla «volontà di arrivare ad una risoluzione bonaria delle controversie». Dal suo
punto di vista la prova di queste affermazioni sta nel fatto
che «ad oggi non è stato radicato alcun contenzioso proprio
per questo motivo». E Gaiani
sottolinea come il contenzioso
aperto è legato «unicamente
alla definizione dei rilevanti
crediti in favore della Cesi».

Diario
Il sindaco Fassino interviene dopo le offese all’ex operaio Thyssen

“Su Boccuzzi parole inconcepibili e indecenti”
«Parole inconcepibili e indecenti che esprimono l’abisso morale di chi le pensa e le diffonde».
Così il sindaco Piero Fassino è
intervenuto sulle offese e le minacce ricevute attraverso i social network da Antonio Boccuzzi, l’ex operaio Thyssenkrupp
sopravvissuto all’incendio del
2007, oggi parlamentare del Pd.
Il sindaco ha espresso la sua solidarietà e quella della città a

1

Antonio Boccuzzi

Boccuzzi, «vittima di un’aggressione che ogni persona civile non può che condannare».
L’attacco è avvenuto dopo che
un deputato del M5S, Cosimo
Petraroli, ha pubblicato un post
affermando che l’ex operaio «ha
votato sì alla fiducia per il decreto Salva Ilva». Gli utenti del
social sono arrivati a scrivere
«le fiamme avrebbero dovuto
finire il loro lavoro».

La lite di due giovani marocchini

In ospedale per una sigaretta
Gli agenti della squadra
Volanti la notte scorsa hanno
bloccato due giovani marocchini che stavano litigando in
strada, in corso Palermo. Una
lite sfociata per futili motivi: i
due si stavano disputando una
sigaretta. Feriti alle braccia,
sanguinanti, un po’ su di giri
anche per il troppo alcol ingurgitato nella serata, hanno rac-

1

contato ai poliziotti di essersi
feriti con dei cocci di vetri,
rompendo delle bottiglie. I due
giovani, di 25 e 27 anni, privi di
documenti d’identità, sono stati portati in ospedale e poi in
Questura per esser denunciati
come cittadini irregolari. Entrambi hanno riportato lesioni
lievi, con prognosi inferiori ai
10 giorni.

È intervenuta la polizia

La Uil sull’organico di bidelli, tecnici e impiegati

“Scuola, scongiurata la perdita di 80 posti”
Si è risolta positivamente la
questione relativa al personale
Ata della scuola - amministrativi, tecnici e operatori - che nei
giorni scorsi aveva preoccupato scuole e sindacati: 80 posti in
organico di diritto nella città di
Torino, infatti, per un problema
«tecnico» legato ai tempi delle
procedure informatiche del
Miur, non avevano potuto essere inseriti dall’Ufficio Scolasti-

1

Una bidella al lavoro

co Territoriale. «La Direzione
Regionale - spiega Diego Meli,
segretario Uil Scuola - ci ha
fatto sapere che si è trovata
una soluzione e che i posti non
saranno persi. Le scuole ci avevano letteralmente sommersi
di telefonate e di mail. Il problema avrebbe comportato
perdite di sedi, soprannumerari, diminuzione di posti per
l’immissione in ruolo». [M. T. M.]

Expo e Policlinico Milano

Dunque le controversie tra
Cesi ed Rfi «non interessano
il possesso delle aree o la prosecuzione dei lavori o di
quanto altro legato al contratto d’appalto in quanto lo
stesso si è risolto ex lege».
Secondo il commissario liquidatore l’azienda del gruppo
Fs avrebbe potuto proseguire
e completare eventuali attività residuali con altri soggetti
e altri appaltatori «così come
hanno fatto altre decine di
committenti». Cesi, infatti,

stava realizzando lavori in
mezza Italia, lavori che sono
stati sospesi e che altre imprese hanno poi completato
come è successo per Expo,
spiega l’ingegner Gianluca
Cangemi che affianca il commissario. E aggiunge: «Nel
caso del Policlinico di Milano
il possesso delle aree è avvenuto poche settimane dopo».
Ma allora che cosa è successo
a Torino? Il commissario liquidatore e il suo esperto tecnico preferiscono non rispondere. Lo farà Rfi?

I

2

3
4

ll 23 luglio La
Stampa
racconta il
mancato
collaudo di
Porta Susa

Rfi annuncia
che il 5 agosto
riprenderà le
aree e che in
6 mesi finirà
i lavori

Il pm Raffaele
Guariniello
manda gli
ispettori a
controllare la
sicurezza

Il commissario
liquidatore di
Cesi respinge
le accuse: non
c’entriamo con
i ritardi

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46 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Telecamere
In occasione
della recente
visita del Papa
i vigili urbani
hanno
sperimentato
telecamere
di nuova
generazione
ad altissima
definizione
capaci di
«pedinare»
soggetti
sospetti
tra la folla

La storia
MASSIMILIANO PEGGIO

SEGUE DA PAGINA 39

250
Metri
Da questa
distanza gli
occhi elettrici
testati a
Torino
danno una
resa perfetta

14
Tecnici
Sono gli
investigatori
della polizia
municipale
destinati
a collaborare
al progetto

4
Ambiti
Sono i settori
di indagine e
ricerca: dalla
sicurezza in
spazi pubblici
alla tutela
stradale

cco le nuove frontiere
dell’investigazione. A
Torino nasce un laboratorio di Csi-tecnologico. Il Comune, attraverso la polizia
municipale, il Politecnico e il
SiTI, l’Istituto Superiore sui
Sistemi Territoriali per l’Innovazione - ente strumentale
della Compagnia di San Paolo
- hanno siglato un accordo di
cooperazione per creare un
cyber-laboratorio investigativo dove sviluppare nuovi sistemi e soluzioni tecnologiche
per la sicurezza urbana in ambito smart city, attingendo a
fondi europei o creando intese
con imprese di security.

E

Ambiti di ricerca

La realizzazione di identikit
sempre più affidabili sarà una
delle frontiere di ricerca. In
futuro la caccia ai criminali
sarà affidata a ricostruzioni
digitali che non si limiteranno
a «tratteggiare» solo un volto
ma comprenderanno anche
l’intera figura. Veri e propri
«avatar-identikit» dei sospettati da inserire in una realtà
virtuale costruita dai sistemi
informatici di sicurezza, raccogliendo i filmati degli impianti di video sorveglianza
disseminati sul territorio e le
informazioni delle banche dati delle forze dell’ordine.
Altro ambito di ricerca la
prevenzione e la gestione dei
rischi nei grandi eventi: concerti, manifestazioni, appuntamenti sportivi. «Il tema della sicurezza urbana - dice l’assessore alla Smart City Enzo

In breve
Incidente a Pianezza

Due scontri con 11 feriti
in tangenziale Nord
Doppio incidente nello
stesso tratto della tangenziale nord di Torino: il bilancio è
di undici feriti. È accaduto all’altezza dello svincolo per
Collegno-Pianezza. Il primo
in direzione nord: un camper
e due auto; il secondo, in direzione sud, con due vetture
coinvolte. Traffico in tilt per
oltre un’ora.

Arresto alle Molinette

Il parcheggiatore
abusivo era ricercato

REPORTERS

Progetto pilota tra il Politecnico e il Comune

Cyber-identikit e studio delle masse
Ecco l’investigazione del futuro
Lavolta - è tra gli aspetti più
complessi che l’amministrazione deve affrontare. Basti pensare alla gestione di grandi eventi,
a crisi ed emergenze». Un test
del genere è stato compiuto in
occasione della recente visita
del Papa. «I vigili - spiega l’assessore Giuliana Tedesco - hanno sperimentato tecnologie sofisticate e software in grado di
fare in real time video-analisi
delle masse e riconoscimenti».
Questa è la frontiera delle formule matematiche: degli algoritmi che possono prevedere,
ad esempio, il comportamento
di una folla in caso di incidente
al fine di ottimizzare le opera-

zioni di soccorso. Tra i temi dell’accordo anche la sperimentazione di telecamere di nuova generazione ad alta definizione e
«intelligenti», capaci cioè di interpretare movimenti anomali
all’interno di una massa di persone, e sorvegliare in autonomia gli spostamenti di soggetti
sospetti, anticipandone le mosse. Così nasce la cyber-investigazione, con Torino, città all’avanguardia in Europa.
Il protocollo d’intesa

Per l’intesa il Politecnico ha
messo a disposizione i ricercatori dell’S3+lab, il laboratorio di
Urban Sustainability & Securi-

ty Laboratory for Social Challenges. La polizia municipale
collaborerà con il personale del
Nucleo Investigativo, esperti in
informatica forense, ricostruzione dei dati video, nel falso documentale. «Si tratta di un progetto di “sistema integrato” con
un carattere fortemente innovativo a livello nazionale» dice il
rettore Marco Gilli. Romano
Borchiellini, presidente di SiTI,
allarga la visione dell’iniziativa.
«Grazie all’integrazione di
competenze diverse - dice - il
progetto permetterà di creare
un polo di riferimento nazionale anche per la sicurezza del patrimonio culturale».

3
Soggetti
L’intesa
coinvolge
il Comune
il Politecnico
e il SiTI della
Compagnia
di San Paolo

Durante un controllo nel
parcheggio dell’ospedale Molinette, la polizia ha fermato
un cittadino rumeno di 23 anni. Il giovane è stato arrestato: già allontanato dall’Italia,
era ricercato dal Tribunale
dei minorenni di Milano.

farmacie
Aperte tutti i giorni: piazza Massaua
1, sempre aperta (24 ore su 24), atrio
Stazione porta Nuova, dalle 7,00 alle
ore 19,30.
Orario minimo 9-19,30: via Stradella
198;corsoFrancia273;corsoBelgio151/
B; via Guido Reni 155/157; via Genova
179/F; via Cibrario 88; via Tunisi 51; corso
S.Uniti5;corsoRosselli106/D;viaSanRemo 37; via Cernaia 24; via Madama Cristina78;viaPo14;corsoVercelli74.
Di sera (19,30-21,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione
112; via San Remo 37; via Sacchi 4;
corso Traiano 73; corso Francia 1/bis.
Di notte (19,30-9):
via Nizza 65; piazza Massaua 1.
Informazioni:
www.farmapiemonte.org

12 45 67 18

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Agenda della settimana
Oggi

Ben Seretan
in concerto Da Emilia
Ben Seretan, il cantautore californiano che si
fa i dischi in vinile da solo, ora sotto contratto
con l’etichetta Love Boat di Pinerolo, è in Italia
per tre concerti: Ravenna, Roma e Firenze.
Questa stasera uno extra, gratuito, in città, alle
21 Da Emilia in corso San Maurizio 47. [N. PEN.]

.

Cronaca di Torino .47

Flowers Festival

Patti Smith e l’album del ’75
A Collegno va in scena
il suo manifesto punk

Ben Seretan fa da solo i suoi dischi in vinile

Personaggio
Domani

TIZIANA PLATZER

Anastacia sold out
con Resurrection tour
Tutto esaurito il Gruvillage per Anastacia, star
da 30 milioni di dischi nell’ultima data di «Resurrection Tour». La rassegna dello Shopville
di Grugliasco si chiude mercoledì con i 2Cellos,
i violoncellisti che hanno trasformato la classica su You Tube. Ticket a 32 euro.
[N. PEN.]

E
Tutto esaurito per Anastacia al Gru Village

Mercoledì

Ricami d’arte griffati
Ottocento anni di moda
A Palazzo Madama si mettono in mostra «Lino,
lana, seta, oro. Otto secoli di ricamo»: 60 capolavori «firmati» con ago e filo, esposti nella sala
Atelier di piazza Castello sino al 16 novembre
(ore 10-18, a 12 euro). C’è anche un abito di
Gianfranco Ferré in cristalli Swarovski. [N. PEN.]

REPORTERS

Uno dei modelli di Ferrè

Giovedì

A Torre di libri
Benni racconta l’amore
Stefano Benni apre «Una Torre di libri» portando in scena, alle 21,15 nel Parco delle Betulle
di Torre Pellice, «5 racconti sull’amore» (ingresso a 10 euro; 0121/91.422). Venerdì Roberto
Vecchioni, sabato Teresa De Sio e domenica
Philippe Claudel, con Enrico Pandiani. [N. PEN.]

Stefano Benni sarà al Parco delle Betulle

Venerdì

Cortili d’Italia
sul Monte Pirchiriano
Nella foresteria della Sacra di San Michele, a
Sant’Ambrogio di Torino, alle 17 s’inaugura il
«Ritratto di Italia» di Franco Borrelli: 20 foto,
decisamente insolite, che raccontano il lavoro
di contadini e allevatori. La mostra, esposta
sino al 31 agosto, include un cortometraggio
di Riccardo Humbert.
[
]

ra il giugno del 2010
quando nella sala del
Circolo dei Lettori a un
certo punto con la chitarra
ha cantato «Because the night». La storia del rock per
«pochi intimi». Un regalo di
Patti Smith, ospite quell’anno
degli MTV Days nel pieno
successo torinese. Ma la sacerdotessa ha un buon feeling con la città, perché se
proprio si vuole ancora riavvolgere il nastro, la si rivede
sul mega palco di Traffic
montato alla Pellerina nell’estate del 2008 per una serata impossibile da dimenticare. E accanto a quel momento probabilmente prenderà il suo posto naturale il
concerto di stasera, con la
rocker che chiude la prima
edizione del Flowers Festival
a Collegno. Un progetto di Hiroshima Mon Amour, che al
Traffic riporta. È complicato
non sciogliere almeno un po’
le briglie ai ricordi quando si
ha a che fare con i miti del
rock, che peraltro, in questo
caso, hanno una volontà precisa: ridare aria all’essenza di
opere considerate pietre miliari della storia della musica
del secolo scorso. Patti Smith
arriva infatti al Parco della
Certosa (corso Palestro 51;
inizio alle 21 con apertura dell’area dalle 19. Biglietto: 25
euro) con una celebrazione di
peso: «1975 - 2015. 40 anni di
Horses». È tanta roba, diranno sicuro stretti sotto il palco.
Se lo vivranno con calma le
generazioni altre, quelle che

69 anni
Per Patti
Smith è un
ritorno:
nell’estate del
2008 si esibì
sul palco di
Traffic alla
Pellerina, due
anni dopo fu
ospite degli
MTV days

REPORTERS

conoscono le origini di quell’album uscito nel 1975, il primo
della rocker sessantottenne.
Ecco cosa si celebra al
Flowers, data di un tour mondiale: un manifesto punk della
New York di metà Anni Settanta, segnato anche dal sodalizio
di Patti Smith con il fotografo
Robert Mapplethorpe. E il
main stage si presenta in tutta
la potenza delle stagioni passate: con la poetessa di Chicago
suoneranno i compagni storici,
Lenny Kaye alla chitarra e Jay
Dee Daugherty alla batteria,
che parteciparono alla registrazione di «Horses». Al loro
fianco, Tony Shanahan al basso, che lavora con Patti Smith

dal suo ritorno sulla scena dalla metà degli Anni Novanta, e il
chitarrista Jack Petruzzelli.
Un’esperienza sonora che si
apre con la cover di Van Morrison «Gloria» e procede dritta
sulla vicinanza al reggae di
«Redondo Beach», sulla suite
di piano voce e chitarra di «Birdland», fino all’opera «Land» e
all’ultima traccia, «Elegie». E il
finale di festival colora un prima e dopo Patti Smith: l’apertura porta in scena la cantautrice Erica Mou e la conclusione la marching band dei Bandakadabra in mezzo al pubblico, per far circolare poi il rock
fino allo sfinimento con il set
dei dj di «I Love rock!»

La kermesse di Grugliasco

Una delle foto esposte alla Sacra di San Michele

Nove prime nazionali in sette giorni
È la Maratona “Sul filo del Circo”
NOEMI PENNA

Sabato

“Bambini del mondo”
Creatività in famiglia
«The Children’s World» è la Festa internazionale della creatività per i ragazzi e le famiglie
che porterà Torino a spasso per il globo con
nove giorni di eventi. Il galà inaugurale, alle
21 al Carignano, è un viaggio in Oriente, con
rievocazione storica nel mondo dei Samurai.
Biglietti a 10 euro.
[N. PEN.]

La rievocazione storica dei Samurai

Domenica

Cucina in palcoscenico
Alciati incontra il teatro
«Teatro a Corte» di Fondazione Tpe si chiude
a Fontanafredda con un inedito connubio fra il
teatro e la cucina stellata di Ugo Alciati. I
piaceri del palato s’intrecciano con quelli della
narrativa, con la regia di Bruno Franceschini:
75 euro, per la creatività del bando Crt. [N. PEN.]

Lo chef stellato Ugo Alciati

La maratona «Sul filo del circo» si chiude con il botto: nove
prime nazionali in una settimana, nel teatro Le Serre o
sotto lo Chapiteau Vertigo del
parco di via Lanza 31, sempre
a Grugliasco.
Ai cacciatori d’ideali e ai
rabdomanti di felicità sono
dedicati i salti mortali della
compagnia argentina Amontonados Por Azar, protagonista stasera e domani alle 21,30
di «Quimeras» (ingresso a 12
euro, su prenotazione al
327/74.23.350). Lo spettacolo
è ambientato in una casa abitata da adulti: uomini e donne
che non sono cresciuti, inseguendo i loro sogni e mantenendo la voglia di giocare e divertirsi. Nel cast c’è anche il
trapezista Alan Lerch, che ha
perfezionato la sua formazione proprio a Grugliasco, nella
scuola di circo contemporaneo diretta da Paolo Stratta.
Mercoledì è tempo di «Checkpoint Circus», il Premio internazionale per giovani arti-

Acrobati nel teatro La Serre o sotto il Chapiteau Vertigo

sti di circo contemporaneo presentato da Daniele Antonini,
che vedrà debuttare sei performance di alto livello, in collaborazione con il circuito Fedec e i
festival Mirabilia e Ratataplan.
Giovedì si ride per dimenticare
(e ricordare chi si è veramente)
con «Stoik»: uno spettacolo in
cui si parla solo con il corpo,
messo in scena dai francesi Les
güms. Venerdì e sabato il palco
sarà invece del Collectif de la

Bascule, con la prima italiana di
«Quand quelqu’un bouge». Sono il più spettacolare gruppo di
bascula ungherese in circolazione in Europa: degli ingranaggi permettono ai loro corpi
di fluttuare in aria e di bloccarsi
quando meno te lo aspetti. Le
loro acrobazie raccontano il
circo di ieri e di oggi e saranno
accompagnate alla chitarra da
Alexandre Bellando. Info su
www.sulfilodelcirco.com.

12 45 67 18

48

SPECIALE PREVENZIONE

PUBLIKOMPASS
SERVIZI PROMOZIONALI

LE PROPRIETÀ DEL SUCCO OFFRONO SOLLIEVO NELLE CURE FARMACOLOGICHE

Aloe Arborescens brasiliana
qualità naturali straordinarie
La natura offre - tra tutte le sue infinite meravigliebotaniche-ancheunapiantachesipuòdavveroritenereimportante,senonfondamentale,
per la nostra salute. Parliamo dell’«Aloe Arborescens Brasiliana». Quali sono le sue proprietà?
Questa “succulenta” (famiglia delle Aloacee),
può dare un grande aiuto in tante situazioni di
debolezza.L’aziendaAloeBrasiliana,concessionaria esclusivista del marchio Aloe Ghignone,
traedaquestapiantaunsuccoadattoachièsottoposto a stressanti trattamenti farmacologici,
comelachemioterapiaelaradioterapia.
Vediamo da vicino quali sono le caratteristiche dell’«Aloe Arborescens». Più rara e pregiata
della comune Aloe Vera che si torva in commercio, ha una percentuale di vitamine ed enzimi
moltoalta.

RICOSTITUENTE NATURALE

Ilsuosuccoè-tral’altro-unricostituentenaturalechesiutilizzaancheneicambidistagione,oppureperprevenirelemalattiedaraffreddamento.Maèuntoccasanaanchequandocitroviamo
allepreseconqueimalesserichesimanifestano
quandoilnostrofisicoèindebolito.Inparticolare, però, il succo dell’«Aloe Arborescens» viene
utilizzatoperdareungrandeaiutoallepersone
che devono assumere molti farmaci. Il succo di
questa succulenta è ideale per disintossicare il
fegato, per ridurre l’esofagite da reflusso gastrico e si può usare anche per sfruttare la sua proprietàfortementedisinfiammatoria.eancora,il
succo è frequentemente usato per lenire le manifestazioni di psoriasi o dermatiti (con un impiegocongiuntodisuccogelemolliente).

Il marchio Aloe Ghignone è nato per valorizzare la qualità più pregiata e terapeutica dell’«AloeArborescens Brasiliana»,producendo integratori alimentari di altissima qualità che ristabiliscono il sistema immunitario regolarizzandoneledifesestesse.
Acquistare l’«Aloe Arborescens Brasiliana»
è davvero semplice: basta contattare l’azienda
Aloe Brasiliana al numero telefonico
011/8609125. Oltre al prodotto, avrete la consulenza gratuita di professionisti. Attenzione:
ilprodottononsitrovanénelleerboristeriené
in farmacia: si può acquistare esclusivamente
solo per corrispondenza o su appuntamento
presso la sede di Aloe Ghignone (anche il sabato e la domenica) in via Circonvallazione 5, a
Pecetto Torinese.

LABORATORI CERTIFICATI

Tutti i prodotti Aloe Ghignone sono realizzati
in laboratori certificati, con spremitura a freddo, non contengono «aloina», una molecola irritante per le pareti del colon. Questo perché
Aloe Ghignone usa la parte interna dell’aloe,
non la cuticola: della pianta viene usata solo la
gelatinainterna.
Aloe Ghignone è fiera è di aver ottenuto, nel
corso degli anni, importanti risultati nel supportarelepersonepiùfragili,soprattuttoquelle
trattate con la chemioterapia e la radioterapia.
Un regolare impiego del succo - spiegano i responsabilidiAloeBrasiliana-puòridurrelanausea, il vomito, la mucosite, problematica delle
pareti della bocca molto comune nei pazienti
oncologici.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Golf, i vincitori dei campionati regionali assegnati al Royal Park
Federica Torre (149 colpi, di Margara) e Alessandro Bianco (144, La Margherita) hanno vinto i Campionati Piemontesi
al Royal Park I Roveri. Premi Under 16 dedicati a Teodoro Soldati, il campione scomparso la scorsa settimana. Secondo
classificato Alessando Aloi del Royal Park (146 colpi), terzo Edoardo Giletta de Le Betulle. Under 16 Lorenzo Bouchard,
senior a Maurizio Giletta, primo netto a Pietro Bosco e secondo netto Filippo Castelli. Tra le ragazze seconda Carlotta
Lanzi del Royal Park con 150 colpi, Under 16 a Caterina Don (La Margerita), primo netto Antonia Frisia (Royal Park).

.

49

PORT
S

ASSOLUTI ATLETICA

CANOTTAGGIO
Pegoraro
argento
iridato U23
nel singolo

REPORTERS

Fabrizio Donato, campione europeo indoor nel 2009 a Torino
MIMMO PERNA

Francesco Pegoraro
PAOLO MORELLI

REPORTERS

Marco Fassinotti, nato e cresciuto a Torino, si sta allenando a Birmingham: al Nebiolo ha saltato 2,30

REPORTERS

Davide Manenti ha vinto i 200. Si allena anche sui 400

Donato, 1 centimetro che porta a Pechino
Minimo mondiale per il triplista. Fassinotti sfiora i 2,35 nell’alto: ero rigido ma sento il record

Personaggi
ENRICO ZAMBRUNO

Gli altri torinesi
DeludeLingua,soloterzonelmartello
SoddisfazioniperBaniedElKabbouri
1 L’ultima giornata de-

P

er capire l’attesa che
c’era per la sua gara, è
bastato buttare un occhio alla curva sud dello stadio
Nebiolo. Tutti lì, assiepati uno
accanto all’altro, per vedere
da vicino Marco Fassinotti,
per ammirare la sua classe,
per capire se questa era la notte giusta per il record. Il primato italiano non è arrivato, ci
ha provato tre volte ad attaccare 2,35 metri ma il paradiso
l’ha solo sfiorato. Il torinese ha
vinto con 2,30, ma ha dato
l’impressione che a breve prima o poi la barriera verrà varcata. Incredibile il suo secondo salto: l’asticella è caduta in
ritardo dopo un tocco impercettibile, quando la gente sugli
spalti stava già esultando. Un
momento comunque bello,
perché è stato il clou di questa
tre giorni che ha visto 3mila
spettatori paganti, più mille ticket dati dalla Fidal Piemonte
alle società extra provincia e

un migliaio erano gli spettatori
nel parco per la prova della
marcia di venerdì.
L’idolo di casa

Fassinotti ci teneva a questa gara: venerdì alla Diamond League di Londra aveva vinto con
2,31 davanti a Tamberi - ieri assente per infortunio -, ma questa era una gara speciale. Lui,
emigrato a Birmingham per il
definitivo salto di qualità, è tornato da uomo copertina nella
pista che l’ha visto sbocciare.
«Vedendo come ho saltato 2,30
mi sento stretto anche 2,35 racconta Fassinotti a fine gara
-. Il record era da fare e non l’ho
fatto. Poteva anche ballare dieci
minuti l’asticella, ma alla fine è
caduta. Sto imparando a diventare un buon agonista, il mio è
ancora un processo di evoluzione in essere, soprattutto per
quanto riguarda l’approccio alla gara. Sono contento perché
indipendentemente dalle con-

gli Assoluti ha regalato
grandi soddisfazioni agli
atleti torinesi. Argento
nei 1500 per Soufiane El
Kabbouri del Cus Torino,
terzo nel 2014, arresosi
solo ad Mohamed Abdikadar Sheik: 3’42”79
contro 3’43”46. Sul podio
anche Marco Pettenazzo
con 3’44”05. Seconda piazza anche per la giavenese
Zahra Bani nel giavellotto con 52,31: davanti a lei Sara
Jemai con 56,39. Nella pista che l’ha vista sbocciare,
non delude le attese Eleonora D’Elicio. L’atleta del Cus
Torino e delle Fiamme Azzurre, grazie alla zampata finale piazzata all’ultimo salto, nel triplo ha chiuso con
la medaglia di bronzo con 13,55 (primato stagionale).
Oro per Ottavia Cestonaro con 13,76, ottenuto al primo salto, e argento per Simona La Mantia con 13,66.
Grande delusione invece nel martello uomini, dove
Marco Lingua - super favorito - non è andato oltre il
terzo posto. Il chivassese - che ha già ottenuto il minimo per i Mondiali di Pechino - era reduce da un periodo di forma straordinario. Ma ieri proprio non ha ingranato, con quattro nulli e un 70,01 troppo lontano
dai suoi canoni. Davanti a lui Marco Bortolato con
[E.ZAM.]
70,85 e Simone Falloni con 70,14.

dizioni atmosferiche e dal valore degli avversari le cose le so
fare. E’ stato molto bello tornare a Torino, anche se ero molto
rigido. C’era davvero tanta gente per me sulle tribune, e con
l’assenza di Tamberi la pressione era ancora maggiore perché
sono arrivato qui da super favorito. Ora vado a Stoccolma e poi
a Zurigo. Non voglio tornare in
Inghilterra e prendermi i rimproveri del mio allenatore. Devo saltare più alto prima dei
Mondiali di Pechino».
Lo sprint è torinese

Titolo italiano assoluto anche
per il torinese Davide Manenti
nei 200, oro in 21”00. Il tris dorato è completato da Valeria Roffino, portacolori delle Fiamme
Azzurre e del Runner Team ’99
Volpiano, che ha gestito i 3000
siepi vinti in 10’07”23, con oltre
sei secondi di vantaggio su Francesca Bertoni. Bronzo per la
cussina Martina Merlo 10’18”13.
La zampata di Donato

Non è torinese ma è sempre apprezzato alla grande dalla gente. Il 38enne bronzo olimpico di
Londra 2012, Fabrizio Donato,
nel salto triplo ha vinto l’ennesimo titolo della carriera con
16,91 ottenendo il minimo per i
Mondiali di Pechino.

Il Mondiale Under 23 di Plovdiv (Bulgaria) ha consegnato il primato nel medagliere
all’Italremo, che ha portato a
casa sei medaglie di cui quattro del metallo più prezioso.
Una risalita che la nazionale
di canottaggio aspettava da
qualche settimana. Gli atleti
torinesi in maglia azzurra
possono festeggiare quasi
tutti. Oltre a Greta Masserano (Cus Torino), che sabato
ha vinto l’oro nel quattro di
coppia pesi leggeri, è l’Esperia a registrare altri due atleti sul podio. Il primo è Francesco Pegoraro, ufficialmente vice campione del mondo
Under 23 nel singolo. Ieri, in
finale, ha vinto la medaglia
d’argento con un solo secondo di vantaggio sul croato
Luka Radonic. Ancora troppo distante, invece, il francese Pierre Houin che ha tagliato il traguardo per primo,
avanti di quasi 4”. Pegoraro si
era ben difeso già nel cammino di qualificazione: primo
posto nelle batterie e terzo
nelle semifinali di sabato.
Buon risultato anche per il
suo compagno di club, Lorenzo Galano, che ha vinto il
bronzo nel doppio pesi leggeri (con Antonio Vicino del
CRV Italia). I due azzurri
hanno quasi da subito lottato
per il terzo posto, vincendo,
per un solo secondo, il duello
con la Nuova Zelanda. Per
Galano e Vicino, invece, il
cammino è stato più lungo
ma ugualmente soddisfacente: primi nelle batterie, secondi nei quarti di finale e secondi nelle semifinali, quindi
il sudato bronzo.
Tutti i torinesi che hanno
gareggiato a Plovdiv hanno
raggiunto le finali. Solo Luca
Lovisolo (Cerea) e Federico
Gherzi (Esperia) non sono saliti sul podio, chiudendo quinti nelle rispettive specialità: il
primo nel quattro senza (con
Carcano, Zileri Dal Verme e
Borsini), il secondo nel quattro di coppia pesi leggeri (con
Quaranta, Buoli e Magni).
Ora la Nazionale si può
concentrare sulla Coupe de la
Jeunesse (1-2 agosto, Szeged,
Ungheria), ma soprattutto
sui Campionati del mondo juniores, in programma a Rio
de Janeiro dal 6 al 9 agosto.


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