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2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Attesa
Uno sciopero
dei mezzi
pubblici
a Roma:
la gente
ferma
sotto le
pensiline
è uno
spettacolo
che si ripete
troppo
spesso

I casi
che
fanno
discutere
1 Venerdì 25

luglio la brutta
sorpresa a Pompei: i turisti non
possono accedere agli scavi
per un’assemblea sindacale
indetta da una
sigla minore.
Alla fine è il
soprintendente
ad aprire
i cancelli

1 I macchini-

sti della metro
di Roma, invece,
rallentano la
corsa dei treni
per protesta
contro il nuovo
sistema di bollatura delle entrate e delle uscite.
Risultato: passeggeri stremati
e convogli strapieni

1 Critiche

pesanti dal
premier anche
per i dipendenti
Alitalia, anche
loro in sciopero
il 25 luglio: «Fa
male vedere
questo dopo le
notti insonni
passate per non
far fallire la
compagnia»

CRISTIANO MINICHIELLO/AGF

Scioperi a tappeto, arriva la stretta
In autunno nuove regole: lo stop dovrà avere il consenso di almeno metà dei lavoratori
PAOLO BARONI
ROMA

re una sorta di concorrenza sleale alle sigle maggiori.

Il giro di vite sugli scioperi potrebbe maturare a settembre.
Dopo la pausa estiva, infatti, la
Commissione affari costituzionali del Senato, esaurita la maratona infinita sulle grandi riforme, dovrebbe mettere in calendario il disegno di legge presentato nel febbraio del 2014
dall’ex ministro del Lavoro
Maurizio Sacconi e quella più
recente a firma del senatore Pd
Pietro Ichino. L’obiettivo è quella di evitare una volta per tutti il
ripetersi di proteste selvagge,
come quelle di Pompei e Fiumicino dei giorni scorsi.
La palla al Parlamento

Il governo, dopo i reiterati annunci dei mesi passati, è infatti
intenzionato a lasciar fare al
Parlamento, come ha confermato anche ieri in una intervista al «Corriere» il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Trattandosi
di materia regolata dalla Costituzione,«meglio evitare un intervento diretto del governo. In

Sacconi

Ichino

Autore
di una
proposta
di legge
del 2014

Ha
presentato
una sua
proposta
di recente

parlamento ci sono già diverse
proposte di legge, le accompagneremo verso l’approvazione
con il coinvolgimento di tutti».
Sia Sacconi che Ichino puntano
a regolamentare meglio gli scioperi nel settore dei trasporti in
maniera tale da evitare che
l’utenza sia perennemente
ostaggio di scioperi e proteste a
volte anche solo annunciate, soprattutto quelle promosse dai
sindacatini più piccoli che usano l’arma della protesta per fa-

L’idea cardine di entrambe le
proposte di legge è quella di introdurre una soglia di consenso
per rendere valida l’azione di
protesta. Sacconi ipotizza che
nel settore dei trasporti possano proclamare una agitazione
solamente i sindacati che hanno complessivamente almeno il
50% della rappresentanza. In
alternativa le organizzazioni
che anche in associazione tra
loro hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum
preventivo, che però deve registrare almeno il 30% di lavoratori favorevoli.
La proposta di Ichino prevede invece una soglia del 50% sia
per i sindacati proponenti sia
per l’approvazione con il referendum. Per l’Italia sarebbe
una grande novità, ma all’estero (dalla Germania, dove vige
l’Urabstimmung, a Regno Unito, Spagna e Grecia) questa è
una prassi ormai consolidata da
anni. Finchè in campo c’era so-

Lo sciopero virtuale

Ichino, oltre alle soglie di sbarramento, propone l’allungamento della durata degli abbonamenti per gli utenti ed il taglio dei trasferimenti alle aziende di trasporto proporzionale ai
giorni di sciopero. Sacconi invece ipotizza l’introduzione del
cosiddetto sciopero virtuale, di
rafforzare e rendere effettivi gli
interventi di rarefazione delle
proteste, che devono diventare
oggettivi «perché altrimenti come avviene nelle ferrovie ci ri-

Violante: “Attenti alle micro-sigle
A Pompei sembrava sabotaggio”

Intervista

L’ex presidente della Camera: “Sbagliato generalizzare
Le grandi organizzazioni sindacali non fanno così”

AMEDEO LA MATTINA
ROMA

L’

errore, dice Luciano
Violante, è di fare di
ogni erba un fascio, mischiando le grandi organizzazioni sindacali con micro sigle
corporative. «Mi auguro che il
presidente Renzi corregga le
sue prime valutazioni. Le critiche generalizzate non aiutano.
Sulla strada della delegittimazione reciproca - spiega l’ex
presidente della Camera - non
si trovano le soluzioni, non si
trova l’accordo e si rendono i
sindacati maggioritari meno
autorevoli. Così fioriscono
schegge che arrivano perfino
al sabotaggio. E il governo, d’altra parte danneggia sé stesso

Le due proposte

lamente la mia proposta – spiega Sacconi – non ho voluto forzare più di tanto, perché capivo
che politicamente i tempi non
erano ancora maturi. Ora che
anche il Pd con Ichino ha presentato un suo disegno di legge,
e col ministro Delrio che indica
come strada preferenziale quella del Parlamento, credo che ci
siamo le condizioni per procedere. Con la presidente della
prima commissione del Senato,
l’onorevole Finocchiaro, abbiamo parlato di metterla in calendario subito a settembre»».

perché perde autorevolezza».
Quando parla di sabotaggio a
quale episodio si riferisce?

Critico
Luciano
Violante:
«Renzi
corregga
il tiro,
generalizzare
è sbagliato»

«L’assemblea sindacale di Pompei aveva tutta l’aria di un’azione di sabotaggio. Tra l’altro in
quel caso l’ispiratore è una persona alla quale erano state ritirate le deleghe dalla Cisl ma poi
era stata eletta nella Rsu di
Pompei. Ecco perchè dico che
bisogna distinguere tra le grandi organizzazioni sindacali e chi
mira allo sfascio »
Regolare in maniera più stringente il diritto allo sciopero significa
sfidare un tabù della sinistra?

«Non credo. Intanto non ho visto
nessuno della sinistra sostenere
gli scioperi selvaggi di Pompei o
nell’Alitalia o il comportamento
degli autisti della metropolitana
di Roma. E poi tabù e totem se
non vengono superati, si autodistruggono. Lo sciopero, come
qualunque altro diritto costituzionale, non è un diritto assoluto: va contemperato con diritti
dei cittadini altrettanto legittimi
e tutelati dalla Costituzione. Nel
caso dello sciopero dei trasporti,
c’è anche un diritto alla circolazione da parte dei cittadini e di
altri lavoratori che devono re-

A sinistra
«Nessuno
s’è speso
a favore
dei lavoratori
di Pompei
o degli autisti
romani»

Diritti
«Accanto
a quello
di scioperare
c’è quello
dei cittadini
di circolare»

carsi sul posto di lavoro. Una sinistra moderna e socialdemocratica guarda all’interesse generale, non può difendere le corporazioni e il diritto di una piccola categoria che blocca un intero
sistema dei trasporti. E infatti
nessuno a sinistra li ha difesi.
Tra l’altro faccio notare che gli
episodi di cui stiamo parlando si
verificano quasi sempre in
aziende pubbliche».
Da otto anni non viene rinnovato il contratto del trasporto pubblico locale.

«E da sei anni non viene rinnovato il contratto del pubblico

troviamo con un miriade di piccoli sindacati che a turno bloccano i treni», la possibilità per i
singoli lavoratori di comunicare in anticipo l’adesione o meno
alla protesta, per consentire all’azienda di organizzare al meglio i servizi, l’obbligo di comunicare la disdetta della protesta
in tempo utile (e non all’ultimo
minuto) per informare l’utenza
ed evitare i danni dei tanti effetto-annuncio. Quindi in fatto di
sanzioni, l’onere della riscossione verrebbe attribuito ad Equitalia (anzichè ai datori di lavoro), in maniera da renderla effettiva, mentre gli importi a carico dei singoli lavoratori verrebbero aumentati.
Visto che la questione in ballo riguarda la libera mobilità
delle persone, «un diritto non
meno importante di quello di
sciopero» chiosa Sacconi, la
sua proposta prevede pure l’introduzione di sanzioni amministrative a carico di quanti bloccano per protesta stazioni ferroviarie, strade, autostrade ed
aeroporti. Altra questione delicatissima da regolamentare.

impiego. Ecco, sarebbe il caso
che per questi contratti si avviasse il rinnovo al più presto.
Perciò è necessario il dialogo e il
riconoscimento reciproco di cui
parlavo all’inizio».
In Parlamento ci sono le proposte di Ichino e Sacconi per regolamentare lo sciopero.

«La proposta più completa mi
sembra quella di Ichino che tra
l’altro prevede il referendum
preventivo tra i lavoratori: in
Germania si vota a scrutinio segreto se scioperare o no. Mi
sembra un metodo giusto. Comunque sarebbe utile cominciare a discutere le proposte di
Ichino e Sacconi con la consapevolezza che non si tratta di
voler comprimere il diritto di
sciopero. Spero nella iniziativa
della competente Commissione
del Senato. E’ poi necessario recuperare una corretta dialettica tra governo e grandi sigle
sindacali. Il ruolo del presidente del consiglio e la correzione
del suo primo approccio diventano determinanti».