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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 LUGLIO 2015

Primo Piano .3

.

QUANDOL’ITALIASI INCHIODA

Tra rifiuti e trasporti pubblici
subiamo due proteste al giorno
E i lavoratori dei servizi essenziali hanno incrociato le braccia 2084 volte nel 2014
PAOLO BARONI
ROMA

Gli scioperi nei servizi essenziali (anno 2014)

Più di tre scioperi al giorno in
tutti i servizi pubblici essenziali, ovvero 1233 fermate in un
anno. Il 2014 non è andato nè
meglio né peggio dell’anno prima. Lo stock degli scioperi
proclamati, certifica infatti
l’ultima relazione della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, si è infatti assestato a quota 2084
mentre l’anno prima erano stati 2338. Poi, per fortuna anche
grazie agli interventi del Garante, molti sono stati revocati.
Tpl e rifiuti pecore nere

I settori più «caldi», manco a
dirlo, sono trasporto pubblico
locale (Tpl) e servizi di igiene
ambientale. In questi due ambiti si sono registrati quasi la metà degli annunci complessivi di
protesta, in tutto 331 nel primo
comparto e 316 nel secondo.
Ovvero quasi una al giorno in
ognuno dei due settori. A seguire il trasporto aereo, con 182
scioperi proclamati (+10% sul
2013) e quindi le ferrovie con
143 (+30%). Visto che difficilmente queste agitazioni si sovrappongono, perché la legge lo
vieta, si può dire che in 12 mesi
nell’intero settore dei trasporti
ci sono state 656 proclamazioni

NUMERO DI SCIOPERI
ANNUNCIATI
2014
2.084
(-10,86%)
1.223
realmente effettuati
2013
2.338
2012
2.330
2011
2.229
2010
2.093
2009
1.899
2008
2.195
2007
2.017

di sciopero. Se si tolgono le domeniche si viaggia ad un ritmo
di più di due al giorno. Che queste proteste si siano effettivamente tenute è un altro discorso, ed in effetti il conto finale si
riduce a 103 (17 nel trasporto
aereo, 40 nelle ferrovie e 46 nel
trasporto locale. Ma non c’è
settore come questo dove basta
l’effetto annuncio a fare danni.

SCIOPERI NAZIONALI
ANNUNCIATI
17 (+143%)

CAUSE DI INSORGENZA DEI CONFLITTI
Altre rivendicazioni
30,62%

4
realmente
effettuati
NEL SETTORE TRASPORTI
182
Aereo

17

143
Ferroviario

40

331
Pubblico
locale

- LA STAMPA

46

Gli scioperi «politici»

L’altra sorpresa del 2014 è
l’esplosione degli scioperi generali, passati dalle 7 proclamazioni del 2013 a 17 (anche
se poi alla fine sono stati appena quattro quelli effettivi),
con un aumento del 143%.
Proteste che, come ha segnalato il Garante degli scioperi
Roberto Alesse nella sua ulti-

Gravi eventi
1,64%

Politico
35,82%
Contratti
CCNL
18,33%

Sicurezza
sul lavoro
1,23%
Scadenze
appalti
8,84%

ma relazione, sono essenzialmente di tipo politico, slegate
da qualsiasi problematica
specifica dei vari comparti e
dovute essenzialmente «alla
crescente tensione politicosociale che si è registrata nel
nostro paese per alcune scelte legislative». Come ad
esempio il perdurare del blocco dei contratti del pubblico

Le
domande

e

Come viene regolamentato in Italia lo sciopero
nei servizi pubblici?
Dopo l’entrata in vigore
della Costituzione per più
di 40 anni il legislatore si
è astenuto dal regolamentare la materia. Solo
nel 1990 con la legge 146
è stata introdotta la disciplina tutt’ora in vigore
che punta a bilanciare il
diritto dei lavoratori a
manifestare con quelli
dei cittadini/utenti.

r

Quali servizi vengono
tutelati?

Orario
di lavoro
5,09%
Ristrutturazioni
aziendali
18,79%

?

Emolumenti
27,34%

impiego. I settori più bollenti,
l’anno passato, si sono rivelati
quello delle agenzie fiscali,
passato da 1 a 8 proclamazioni (+700%), seguito dalla magistratura (12 proclamazioni,
+500%) e ovviante la scuola
(35 proclamazioni, +169%).
Come dire: il governo si
lamenta, ma un poco se le
cerca.

La legge individua una
serie di servizi pubblici
essenziali (trasporti, sanità, scuola, ecc.) a prescindere dalla natura giuridica del rapporto di lavoro
(pubblico o privato, dipendente o autonoma).
E per questi settori dispone l’obbligo di erogare
servizi minimi anche in
casi di sciopero, una misura che deve essere
espressamente prevista
dai vari contratti di settore, contratti nei quali
vanno inserite anche le
procedure di raffreddamento e di conciliazione.

t

Chi vigila sull’attuazione della legge 146?

La nuova coscienza dei consumatori
“Mai più scudi umani delle serrate”
Altroconsumo: “In Italia l’intera gestione dei servizi va peggiorando”
MASSIMO RUSSO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

L

e foto e i racconti dei disagi dovuti agli scioperi
nei servizi essenziali trasporti o rifiuti - viaggiano
in tempo reale in rete, mettono a nudo la precarietà delle
nostre infrastrutture. Soprattutto se comparate con
quelle dei vicini europei. Di
fronte a tutto questo lo sciopero appare una forma di
protesta anacronistica e un
boomerang per le categorie
che l’hanno promossa.
Roberto Alesse, presidente della Commissione di garanzia per l’attuazione della
legge sullo sciopero nei servizi pubblici, l’ha riconosciuto
nella sua relazione annuale:
gli utenti si trasformano
spesso in «ostaggi collocati
sulla linea di tiro degli agenti
dello scontro sociale». Servirebbero prevenzione e mediazione, e invece - complice
la crisi - le agitazioni si moltiplicano: nel 2014 gli stop del
trasporto aereo sono aumentati del 10 per cento, quelli
della ferrovia addirittura del
30. Aumenta il disagio, e anche la sua percezione. «Vent’anni fa si viaggiava assai
meno e in modo programmato», commenta Guido Scorza,
giurista, docente di diritto
delle nuove tecnologie e presidente dell’Istituto per le po-

Gli utenti si trovano
spesso come ostaggi
collocati sulla linea
di tiro degli agenti
dello scontro sociale

Viviamo sul filo
del minuto, un ritardo
fa deragliare l’intera
giornata: ecco perché
c’è tanta rabbia

La produttività è bassa
anche perché
c’è poca tecnologia
si potrebbero liberare
molte risorse utili

Roberto Alesse

Guido Scorza

Marco Pierani

presidente dell’Autorità
di Garanzia per gli scioperi

presidente dell’Istituto
politiche per l’innovazione

Altroconsumo

litiche dell’innovazione. «Oggi
siamo sul filo dei minuti, e uno
sciopero fa deragliare la giornata. La nostra richiesta di diritti ha uno standard molto più
alto, pensiamo al telefono. Due
giorni di stop un tempo sarebbero stati accettabili, oggi mezza giornata senza rete ci taglia
fuori dal mondo».
Le nostre aspettative di consumatori sono cresciute anche
perché l’aumento della mobilità consente un confronto con il
livello dei servizi delle altre città europee, e ci porta ad ampliare la fascia dei servizi che
riteniamo fondamentali. Ad
esempio, come riconosce lo

30
per cento
L’aumento
delle vertenze
nel settore
ferroviario
nel corso
del 2014

stesso Alesse, anche la fruizione dei beni artistici - per pensare solo a Pompei - andrebbe ricondotta all’idea di servizio
pubblico essenziale. Le attese
di una maggiore efficienza si
scontrano però con una precarietà del sistema che è cresciuta. «Gli interventi di manutenzione sono in calo», spiega
Marco Pierani di Altroconsumo. «C’è anche una scarsa produttività legata a un basso utilizzo delle tecnologie. Il digitale
potrebbe liberare risorse da
riutilizzare per migliorare il
servizio. Ma, invece di monitorare i social network per recepire le critiche, le aziende but-

tano soldi per commissionare
ad agenzie esterne il controllo
della qualità. La gestione dei rifiuti e i traporti intanto peggiorano». Altroconsumo ha promosso la più grande class action in Italia, per i disservizi di
Trenord di due anni fa. «Abbiamo raccolto 6130 abbonati e la
causa è stata ammessa», spiega Pierani.
Certo, il tribunale può servire per alcuni casi specifici, come pure può essere utile prevedere un’estensione delle fasce
orarie e stagionali in cui i servizi vanno comunque garantiti. O
ancora, come richiesto da Alesse, le norme possono essere
inasprite con specifiche «sanzioni per singoli lavoratori che
si astengano in modo illegittimo dal lavoro». Vedi i vigili urbani di Roma a Capodanno o le
improvvise epidemie tra i piloti
nei periodi di vacanze. Ma più
di tutto ciò, più ancora della
concertazione, servirebbe una
consapevolezza diversa anche
da parte dei sindacati. Ricorda
Pierani: «Qualche tempo fa a
Bruxelles, in occasione di uno
sciopero ferroviario, in piazza
c’era un corteo per informare i
cittadini sulla protesta, ma il
servizio era regolare». Per far
marciare a singhiozzo i trasporti della capitale, invece, oggi è servita l’ennesima precettazione. A nessuno era venuto
in mente che un altro sciopero
sarebbe stato fuori luogo.

Se ne occupa una apposita Commissione di garanzia attualmente guidata Roberto Alesse.

u

Ci sono settori dove lo
sciopero è vietato?
Da sempre, anche prima
del 1990, durante il servizio non possono scioperare solamente gli appartenenti a forze di polizia e
forze armate.

i

Quali sono i limiti che
ha mostrato la legge?
Le criticità della «146» sono tante. Ad esempio le
procedure di raffreddamento e conciliazioni
non funzionano: anziché
deflazionare i conflitti si
risolvono in un inutile lasso temporale da far obbligatoriamente decorrere cui le parti (sindacati
e aziende) si sottopongono sapendo che non è
produrrà nulla di concreto. Non riesce ad arginare l’esplosione di microsigle sindacali e di conseguenza anche i meccanismi di intervallo e di rarefazione delle proteste
funzionano male.

o

La Commissione ha
tutti i poteri per intervenire con efficacia?
Alesse da tempo ne chiede di maggiori. Il ddl Sacconi, ad esempio, gli assegna funzioni specifiche di natura arbitrale e
conciliatoria anche obbligatorie e le attribuisce
un nuovo nome: Commissione per le relazioni
di lavoro.
[P.BAR.]