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Il conte Delgelso.pdf


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Scena 1a
C'è in scena Guido, un giovane elettricista che sta lavorando. Entra Marina, figlia
dell’avvocato Carlo Del gelso.
Marina: Ciao Guido! Non ti stanchi mai con quei cacciaviti e quelle forbici?
Guido: E come potrei? Marina, è il mio lavoro e questi arnesi mi servono per eseguirlo nel
modo migliore. Sono come i bisturi per un chirurgo, o meglio ancora come il cappello
e la bacchetta magica per un mago.
Marina: Addirittura come un mago? Non ti sembra di esagerare?
Guido: Cosa? Esagerare? Sai cosa ti dico? Migliore di un mago. Guarda, spello un filo, lo
metto nel morsetto giusto, lo stringo bene col cacciavite e tutto è fatto. Premo il tasto
dell'interruttore e la luce si accende. Io Guido, ho illuminato un posto dove, neanche il
sole potrebbe.
Marina: Dai, non gasarti, stai veramente esagerando.
Guido: Scherzo Marina, però a volte riesco a far contente delle persone. Per esempio, la
signora Bettina che abita nel mio cortile, l'altro giorno mi ha chiamato dicendomi. "
Guido?" "Non ho più corrente elettrica in casa, non ci vedo niente, il frigo è fermo e c'è
il rischio che vada in malora la carne che c'è dentro, aiutami per favore." Sono andato
da lei ed ho visto che il contatore principale era scattato, allora l'hò ripristinato, e poi
ho raccomandato alla signora Bettina di non usare contemporaneamente forno,
lavatrice e ferro da stiro, se no il contatore toglie corrente per sicurezza. Non finiva più
di ringraziarmi. L'ho fatta contenta con poco insomma.
Marina: Immagino che ti abbia pagato.
Guido: Si! Mezza bottiglia di cocacola sgasata, però mi ha fatto piacere vederla contenta.
Marina: Ecco perché mi piaci. Ti accontenti di così poco, sei così semplice. Come per
esempio domenica scorsa, quando siamo andati al tuo paese e siamo scesi giù al tuo
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