File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Regia Alè 18 b .pdf



Nome del file originale: Regia Alè 18 b.pdf
Titolo: untitled

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Adobe InDesign CS5 (7.0.1) / Acrobat Distiller 9.5.5 (Macintosh), ed è stato inviato su file-pdf.it il 04/09/2015 alle 20:52, dall'indirizzo IP 2.33.x.x. La pagina di download del file è stata vista 618 volte.
Dimensione del file: 9.3 MB (4 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Direttore Editoriale: Mauro Del Bue
Stampa: Tecnograf s.r.l.

(<;6=,;;<9, 46;6
L *0*3646;690
(<;6*(990 X SP
8<(+90*0*30

OSPIZIO
PIEVE
RUBIERA

www.reggiorevisioni.it

(<;6=,;;<9, 46;6
L *0*3646;690
(<;6*(990 X SP
8<(+90*0*30

OSPIZIO
PIEVE
RUBIERA

18

www.reggiorevisioni.it

6 SETTEMBRE 2015

Svanito a giugno per colpa dei rigori di Bassano si riparte col Padova

A CACCIA DI UN SOGNO
RICOMINCIAMO
Ci eravamo lasciati quando
sotto il solleone oltre diecimila
reggiani colorati di granata si
erano dati appuntamento per la
semifinale play off col Bassano
nel nostro Città del tricolore.
Cullavamo il sogno meraviglioso della promozione in B che ci
aveva rapito dopo il fantastico
exploit di Ascoli. Sì, ricordate
quel 4 a 2 ai tempi supplementari che aveva fatto impazzire
piazza San Prospero colma di
tifo? Vai ad immaginare poi che
i perdenti sarebbero stati ripescati e promossi e noi avremmo
disputato lo stesso campionato, che era stata una finta la
nostra gioia così come la loro
delusione. Legge illogica del
calcio? Meglio lasciar perdere
anche perché tra promossi e
ripescati c’è la differenza che
c’è tra oro vero e oro finto. Noi
quest’anno vogliamo la promozione sul campo. La nuova
società, col nuovo presidente
tifoso Stefano Compagni più
carico che mai, non promette il
cielo, ma noi vogliamo toccarlo
con un dito. È possibile, perché Ferrara ci ha confezionato una signora squadra. Anche
se... Anche se ci hanno senza
ragione inserito nel girone A.
È vero, era accaduto anche nel
1963, ma allora fu la Reggiana
ad avanzare esplicita richiesta
in tal senso. Allora era tutto
all’incontrario. Si stimava il girone B più competitivo, tanto
che noi avevamo fatto parec-

chia fatica con quelle squadre
toscane cattive e fallose. Tanto
che in B finì proprio il Prato e
noi venimmo massacrati anche
dall’Arezzo e dalla Pistoiese.
Nel girone A tutto funzionò a
meraviglia e i nostri stravinsero
il campionato, e col solo Savona tentò invano di contenderci il primato. Dicono che oggi
sia più competitivo il girone A.
Ma per noi può perfino essere
meglio così. Lo scorso anno la
promozione l’abbiamo persa
con le più deboli. Resta la confusione più totale in cui si trova
la Legapro commissariata. Tra
penalizzazioni, sentenze e appelli, tra fallimenti e ripescaggi,
tra ricorsi e controricorsi solo
giovedì abbiamo saputo che si
parte. Credo che nemmeno nel
campionato del Corno d’Africa
sia mai successo. Rispetto per
la Reggiana, questo pretendiamo. Non c’importa del ripescaggio di chi abbiamo battuto
ai play off, c’importa che le decisioni sulla Reggiana, sul suo
girone, sul suo campionato, si
prendano col suo consenso o
almeno con la sua considerazione. Noi non siamo, con tutto il rispetto, il Pizzighettone,
che pure deve avere i suoi diritti. Siamo una squadra con una
grande storia e un presente che
merita la massima attenzione
da parte dei vertici del calcio.
Se non l’hanno capito faremo in
modo di farglielo capire.
emmebidì

Questo pubblico lo merita

REGGIANA
1 Rossini
2 Castellana
3 Frascatore
4 Spanò
5 Sabotic
6 Angiulli
7 Bruccini
8 Maltese
9 Arma
10 Nolè
11 Siega

PADOVA
1 Pektovic
2 Dionisi
3 Favalli
4 Diniz
5 Fabiano
6 Corti
7 Berzotti
8 Bucolò
9 Neto Pereira
10 Cunico
11 Petrilli

Allenatore
Alberto Colombo

Allenatore
Carmine Parlato

DOMENICA 6 SETTEMBRE 2015
ORE 17,30
CITTÀ DEL TRICOLORE

LEGA PRO
2015-2016 GIRONE A
Albinoleffe
Alessandria
Bassano
Cittadella
Cremonese
Cuneo
FeralpiSalò
Giana Erminio
Lumezzane
Mantova
Padova
Pavia
Pordenone
Pro Patria
Pro Piacenza
Reggiana
Renate
Sud Tirol

IL TIFOSO AL RIENTRO
di Roberto Tegoni
Due mesi di ferie. Giochiamo al tifoso fortunato che può permettersi di
lavorare solo dieci mesi all’anno girando il mondo per i sessanta giorni più caldi della stagione. Allora
via, crociera sul Nilo, Grecia, isole
spagnole, fiordi scandinavi. Come
ho scritto all’inizio, siamo fortunati,
sicuramente ricchi, ma siamo pur
sempre tifosi. Due mesi di stacco,
dopo quel maledetto BassanoReggiana. Non ci siamo interessati
del mercato granata, perché l’abbonamento lo facciamo comunque.
Sì, sappiamo del cambio di società
perché un amico ci ha detto tutto.
Tuttavia, tornati nel forno reggiano
ormai in via di spegnimento, con le
foglie già segnate dai primi giorni di
settembre, proviamo a leggere la
pagina Facebook della Reggiana.
Non quella ufficiale, di cui ancora
ignoriamo l’esistenza, ma quella
più “famosa” che raccoglie 16mila
“mi piace” ed è gestita da altri tifosi
come noi. Leggiamo la rosa. Beh,
non male. Finalmente abbiamo

preso Arma. C’è un certo Pesenti, che ti ricorda qualcosa. Qualche
“purgata” del passato, sicuramente. Scorri l’elenco… Spanò c’è,
Angiulli pure, Siega idem. E poi
Sabotic, Maltese, Parola, Giannone. Un simpatico Dejan Danza,
proveniente dal Torino Primavera.
Bene, ci è sempre piaciuto il Toro.
E poi un rumeno, anzi una “freccia”
rumena, tale Mogos. Castellana te
lo ricordi perché l’avresti riempito di
schiaffi in quel di Piacenza: faccia
di bronzo che non è altro: però “l’era bóun”. O almeno così ti ricordi.
Ma chi manca? Mignanelli. Dov’è
Mignanelli? Al Pescara. E Ciccio Ruopolo? Manca il bomber. Al
Mantova… E Petkovic? No, ti prego. Non dirmi che è andato all’Entella. Sul serio? Ci prende un po’
di sconforto, anche se l’ossatura è
rimasta. Ci sono in più Frascatore,
De Biasi recuperato e c’è un signor
attaccante: Raffaele Nolè from
Bassano. Non c’è Sinigaglia, però.
Che rabbia. Perché caspita l’abbia-

mo lasciato andare il Samurai? La
squadra ti sembra buona, ottima,
però i commenti su Facebook sono
alterni. Tifosi che esultano e tifosi
che si lamentano. Non sai a chi credere. C’è chi dice che ci siamo indeboliti. Non vuoi crederci e cerchi
subito un commento positivo che ti
sollevi il morale. “Dai – provi a convincerti – Ruopolo l’a fat 14 gol, mo
Arma l’è Arma!”. Eppure c’è chi definisce il centravanti marocchino un
“piastrone”. E poi, un pianto continuo sul fatto che siamo nel girone
A, il più forte, mentre il girone B era
fatto su misura per noi. Da vincere.
E invece l’hanno fatto apposta “per
favorire la Spal”. Basta. Sei confuso. Più confuso di prima. Ti gira
la testa e non solo quella. Spegni
il computer. Prendi in mano l’abbonamento e guardi il calendario. Una
settimana a Reggiana-Padova.
“Accidenti, noi siamo la Reggiana!”
ti vien da pensare. E al diavolo tutte
le polemiche. Ma proprio tutte. Si
va allo stadio per la maglia granata.

La nuova punta granata Rachid Arma

Nessuno se la può dimenticare quella festa fantastica per la prima promozione il 23 maggio del 1993

QUELLA PARTITA COL
PADOVA DELLA SERIE A
La prima festa era stata il 16 maggio, dopo Cesena. Il pari coi romagnoli ci aveva regalato la serie
A matematica per l’esultanza
dei quattromila reggiani confluiti
al Mannuzzi in auto, pullman e
treno. Poi in piazza Martiri era
cominciato il festoso raduno di
decine di migliaia di reggiani imbandierati mentre il nostro teatro
partecipava all’esultanza con una
maestosa A che tutto lo ricopriva. La partita col Padova fu un
pro forma. Quello che succedeva
sugli spalti era molto più interessante di quel che succedeva in
campo. Il Mirabello era esaurito
già in settimana. E i posti consentiti dalla commissione di vigilanza
erano solo 13.700. Se avessimo
avuto uno stadio da ventimila l’avremmo riempito lo stesso. Era la
quint’ultima del campionato. E il
Padova lottava ancora per la promozione alla quale continuerà a
puntare anche grazie al pari generosamente concesso dai granata.
Nella gradinata nord convennero
più di mille tifosi bianco scudati.
Noi non potremo mai dimenticare
quella nostra magica formazione,
allestita senza proclami che non
fossero quelli ispirati alla prudenza, e che pareva anche meno forte
di quella dell’anno prima. I nostri
eroi si chiamavano: Bucci, Corrado, Zanutta; Accardi, Sgarbossa, Francesconi; Sacchetti, Scienza, Pacione, Picasso,
Morello. Aggiungiamoci anche
Monti, Parlato e Zannoni e si
completa il mosaico. Due ore prima della gara-festa bis lo stadio
presentava un colpo d’occhio unico e mai visto. Non c’era nessuno
che non indossasse un abito, un
drappo, una sciarpa granata, a

migliaia sventolavano (ma non riuscivano neanche per mancanza di
spazio) bandiere e bandieroni, tutti con una A colorata nel mezzo.
La partita fini 1 a 1 e subito dopo
via alla maxi festa. Con un corteo che dalla stadio partì alla volta
della piazza del teatro. Sembrava
un corteo stile primo maggio o 25
aprile di una volta coi presidenti
dei club granata in testa. Il grande Oscar Sircana era in prima fila
come un capo del sindacato o dei
partigiani. Il corteo sfilò per la via
Emilia e dai balconi sventolavano altre bandiere granata. Tutta
la città era imbandierata come se
fosse il 7 gennaio. Ma la bandiera
non era tricolore. Era una giornata
davvero particolare. Come quella
del film di Scola. Non era mai successo prima. Quante volte quella
benedetta serie A era stata solo
sfiorata. Nel 1961, nel 1968, nel
1969, poi nel 1972, si arrivava a
un palmo, a un palo, a un pelo. Poi
ci si metteva sempre una stramaledetta maledizione che ai tifosi
suonava come una mancanza di
volontà. “In A ag volèn mia andar”,
si commentava malignamente nei
bar. Degola lo ha recentemente
precisato: “Ag la cavèven mia”.
E in quei giorni finalmente si spalancava il Paradiso. Che non può
più attendere, ma che ci attende.
Lo stadio, la società, i distinti da
rimettere a posto, son problemi di
poi, questa giornata resta magica.
E alla piazza arrivarono anche sopra una maxi carrozza loro, i nostri
grandi protagonisti di un sogno
avverato. Lo vedi là Sgarbossa
che si agita e Morello e Scienza e
quel matto di Accardi? Tutti cantavano ballavano e ridevano. Ma
son passati già 22 anni...

L’onorevole in tre pezzi
di mauro del bue

Che vergogna...

Arma e Nolè: 25 gol in due

Mi dimetto dai bovini

Siamo ridotti così. La Legapro è
commissariata. Abbiamo saputo
solo giovedì che si parte domenica con la prima di campionato.
Le partite con le ripescate sono
state ovviamente rinviate e il calciomercato non è chiuso. Resta
aperto di fatto per tutti, visto
che le operazioni in entrata e in
uscita delle squadre penalizzate
e retrocesse (Catania e Teramo)
e di quelle ripescate resta attivo.
Di più. Hanno sentenziato che la
Reggiana debba salire dal girone B al girone A, ma dopo il ripescaggio del Savona, che è finito
nel B, la cosa da assurda diventa
grottesca. Non dico nemmeno
che il girone A sia per noi peggio del B. In fondo le promozioni
granata sono state tutte ottenute
nel girone A che è oltretutto più
tecnico dell’altro e questo per
noi non è male. Ma che qualsiasi
criterio geografico e compensativo sia stato tenuto presente,
questo no, e poi no. Dal punto di
vista compensativo nel girone B
non restano squadre che hanno
disputato i play off, non ci sono
retrocesse e il solo Teramo, non
sappiamo con quale voglia di ripetersi, vi è ricollocato tra le penalizzate. Geograficamente sappiano che Ferrara è più a nord di
Reggio, anche se le due città si
contendono le glorie del grande
Ludovico Ariosto. Ho l’impressione che il cantore delle eroiche
imprese cavalleresche si lasciasse spesso andare con un “Vado
su a Ferrara. E vado giù a Reggio”. Il commissario di Legapro
sarebbe andato in crisi. Che Ferrara sia vicina al Veneto e i ferraresi parlino con vaghe inflessioni rovigine, miste all’emiliano,
lo sapevano anche i mercanti
dell’Ottocento. Ma pazienza. La
Legapro non è solo la terza serie, e anche la serie meno colta.
Non conosce la storia, la letteratura e soprattutto la geografia.

Avevamo un problema col gol.
Per la verità Ruopolo ne aveva
fatti tredici. Senza tirare rigori. Ma ci mancava una coppia
da gol, fulminante, irresistibile.
Arma e Nolé nel campionato
scorso hanno segnato 25 reti.
Mica male. Arma, in particolare, ha realizzato sette rigori su
otto tirati. Per noi è manna. Per
noi che i rigori li abbiamo vissuti
come una visita dal dentista. Con
ansia, e spesso delusione. Per
noi che ai rigori abbiamo perso la
finale a Bassano. Sbagliandone
più dello sciagurato Egidio nel
Milan. Arma, poi, sarebbe bene
non dimenticarcelo, è sempre
andato in doppia cifra. Dai tempi
della Spal, del Carpi, del Pisa. Il
problema di Arma e che non fa il
gioco di Ruopolo, non è il pivottone alla Dzeko che ritorna per
prendersi il fallo a centrocampo,
che smista palloni sulle fasce,
che fornisce assist. Arma è un
finalizzatore e per questo è stato
preso Nolè, che può fare indifferentemente la mezza punta e l’esterno. E che di gol ne ha realizzati dieci nel Bassano. Nolè era
l’idolo di Terni e la Ternana se lo
sarebbe ripreso volentieri. Poi se
vuoi giocare a due, dietro Arma
e Nolè puoi inserire Giannone
come trequartista e se hai bisogno di tornare al gioco di Ruopolo ecco Pesenti che gli assomiglia, oggi ancora alla prese coi
postumi di un’operazione di ripulitura di una caviglia, ma che da
ottobre dovrebbe essere pronto.
Bravo Ferrara, ancora un volta.
Hai fatto le cose con giudizio.
Pensiamo ai due del Teramo:
Mogos e Bartolomei. Avevano
una possibilità di rescissione del
contratto qualora il Teramo non
avesse disputato la serie B. Ferrara lo sapeva e dopo la sentenza è piombato addosso a tutti e
due. Un vero lupo di mercato. In
armonia con Armonia.

Che delusione Vacca, porco giuda. Ma come, tu vieni a Reggio
lasciando Catanzaro a gennaio,
ti danno in mano le chiavi della
squadra e un contratto biennale
da 90mila euro netti l’anno, secondo solo a Giannone e Arma.
Vieni accolto come un fratello da
tutti e benvoluto dal pubblico. Ti
applaudono per il tuo possesso
palla, per i tuoi passi da metronomo, per i tuoi passaggi tagliati. Si riparte da te come regista
davanti alla difesa, con Bruccini e Angiulli tuoi angeli custodi.
Ritorna con l’entusiasmo di un
neofita anche Maltese e resta
Parola, anche se nessuno garantisce loro un posto neppure
in panchina. Tu sei titolare. Titolarissimo. E che fai? A poche
giornate dal termine del mercato, ti immusonisci, non ti alleni. Ti
impermalosisci, ti distacchi dai
tuoi. Vuoi essere ceduto al Catania, la squadra neo retrocessa
per avere comprato partite decisive per la salvezza. Poco pulite, Pulvirenti. Eppure per Vacca
non è la prima volta. Anche a Benevento aveva fatto così. Poi a
Salerno, ancora a Benevento e
infine a Catanzaro. Un giocatore glob trotter. Un giramondo per
soldi. Ne abbiamo conosciuti altri in passato. Un certo Ragonesi, gran giocatore, lasciava una
squadra all’anno e da noi durò
un mezzo campionato (nel 1969
sfiorammo la serie A). Arrivava,
firmava, giocava e partiva. Pazienza. Vacca, non so Ligabue,
che tra poco inonderà di folla il
nostro Campovolo (che non è un
paese come credono in tanti fuori da Reggio), ma per quanto mi
riguarda mi dimetto dalla famiglia dei bovini. Pannella quando
si arrabbiava mi chiamava “Della
Vacca” Ho personalmente altro
stile. Altra stoffa e se proprio vogliamo stare sopra le righe anche
altra stalla.

Via E. Fermi 74/A
42021 Barco di Bibbiano (RE)
Tel. 0522 875165 / 875834
Fax 0522 875319
Web site: www.olivettiflange.com
E-mail: info@olivettiflange.com

L’ANGOLO DEI TIFOSO

È ORA DI DIRE BASTA A TUTTE LE FOLLIE DEL GOVERNO DEL CALCIO
Al momento di scrivere queste righe
non si sa se la Reggiana giocherà, se
giocherà addirittura di sabato per via
dell’Under 21 che reclama il campo o
di domenica, e non c’è certezza nemmeno in quale girone visti i ricorsi presentati da altre società che potrebbero
rimescolare tutta la Legapro. Al Csi e
all’Uisp c’è più serietà nell’organizzare un campionato di calcio. Ormai non
si capisce più perché continuiamo ad
andare allo stadio, a seguire questo
sport distrutto da maneggioni, corrotti e ipocriti, dove ogni estate assistiamo a fallimenti scandalosi, partite
comprate, classifiche falsate e rifatte
a tavolino, promozioni e retrocessioni
decretate in tribunale e robe del gene-

re. La Fifa e l’Uefa dovrebbero cacciare l’Italia da ogni competizione fino
a quando un minimo di credibilità non
torni da queste parti, cosa d’altronde
impossibile. Il Catania compra cinque
o sei partite per salvarsi e la punizione è la retrocessione con una decina
di punti di penalizzazione, poi ridotti
all’appello, poi scontati al terzo grado, poi dimezzati al Tar e infine va a
finire che viene riammesso in B con
due o tre punti in più. Se il Catania
ha comprato le partite ci dovrà pur
essere stato uno che le ha vendute,
ma forse queste squadre subiranno
penalizzazioni in futuro, poi ridotte
nell’appello, diminuite al terzo grado,
scontate al Coni e annullate al Tar. Il

Teramo una volta viene condannato
nei dilettanti, poi la volta dopo viene
rimesso in Legapro. Così, un tanto
al chilo. Robe da circo, ma se voi ripensate a quando eravate bambini ed
andavate al circo, sapete bene che
anche il pagliaccio più ridicolo era più
serio di chi gestisce il baraccone del
calcio italiano. In Inghilterra a giugno
hanno già i calendari di tutti i campionati. Vai allo stadio senza nessuna
tessera, documento, stato di famiglia,
o altra diavoleria e ti compri il biglietto al botteghino in qualche minuto.
Fantascienza per noi. Se qualcuno fa
una cazzata viene punito quello, non
tutta la gente perbene. Quando avevo
quindici anni andavo nella sede della

Reggiana dove c’era un signore coi
capelli bianchi, Grimaldo Ferrari, gli
davo cinque biglietti da diecimila lire
ed uscivo con la mia tessera in tasca,
l’abbonamento della Reggiana. Adesso per fare un abbonamento ti ci vuole
mezza giornata se va bene: devi andare a fare la tessera del tifoso, devi
prepararti ed avere la carta d’identità
in regola e se vuoi fare l’abbonamento
ad un minorenne devi andargli a fare
la carta d’identità anche a lui. Poi devi
andare in banca, fare la fila e giocarti il
tutto per tutto, perché se per caso non
hai un documento d’identità del bimbo
ti dicono che non l’abbonamento non
lo puoi fare, “di leggere nel sito”, poi
nel sito leggi che bastava la tua firma,

ma nel frattempo sei andato a fare
anche quel documento all’anagrafe.
Occhio a fare poi l’abbonamento per
conto di un altro: vai nella solita banca
tutto contento, tessera del tifoso, carta d’identità della moglie e ti dici sicuro “questa volta non mi fregano!”. Col
cavolo! Il cassiere ti tira fuori il foglio
della privacy e ti dice che ci vuole la
firma di quella persona lì e quindi devi
tornare un’altra volta. E’ un miracolo il
risultato dei 2.253 abbonati in questa
situazione. A chi governa questo calcio, non parliamo certo della Reggiana calcio, non gliene frega niente dei
tifosi, a loro gli basta il potere di quelle
logore poltrone.
Alessandro Gasparini

MEMORIE GRANATA
Ambiente
Energia
Sostenibilità

Nel campionato 1970-71 i granata vinsero il girone A

LA REGGIANA DI GALBIATI E
UNA PROMOZIONE VOLANTE
Era tornato a Reggio Lamberto Boranga, il dottore, anche
per la disponibilità del laboratorio dell’ospedale e tastare le
sue doti di biologo. E se n’era
sentita la mancanza nel campionato precedente dove un
incerto Bastiani aveva favorito
la retrocessione in C. Non c’erano più Grevi e Crippa. Ma il

pia fiducia meritavano i giovani
Zuccheri, Stefanello, Spagnolo attorniati dai più esperti
Giorgi, Barbiero, Vignando, Picella, Zanon, Galletti, Frisoni.
Ma il vero protagonista del campionato fu ancora lui, Boranga,
detto Bongo, con paratone da
brivido e con sberleffi per gli avversari che facevano impazzire

In piedi: Boranga, Giorgi, Zuccheri, Stefanello, Rizzati, Picella. Accosciati: Galletti, Barbiero, Spagnolo, Passalacqua, Zanon

primo, era stato promosso nelle
funzioni di direttore tecnico, con
Ezio Galbiati, che già si era affermato nell’altra Reggio, come
allenatore. Per il resto le novità
erano riservate al ritorno dell’altro figliol prodigo Passalacqua
e all’esterno d’attacco Rizzati,
proveniente dal Rovereto. Am-

Ezio Galbiati (1931-2014)

il pubblico. Un pubblico davvero numeroso anche all’avvio
(col Derthona, il 13 settembre
1970, alla prima settemila al Mirabello). Ma poco entusiasta.
Tanto che quando il 18 ottobre
ci recammo a Parma, per il gran
derby con la neopromossa che
derivava dalla Parmense, scoprimmo un altro mondo. Tutta la
città era coperta di striscioni e di
cartelli. Uno me lo ricordo bene:
“Boranga, Fava ti stanga”. Ed
era situato alla porta di ingresso
di Parma. Tardini esauritissimo
già ore prima della gara. Quindicimila tifosi che cantavano l’inno “Forza Parma”. Noi eravamo
allibiti. Cosa vuole dire ripartire
dal basso. Per i parmigiani il derby con la Reggiana valeva un
match col Real Madrid. La partita invece fu spenta. Finì zero a
zero con un palo di Spagnolo.
Capimmo subito che i nostri avversari per la promozione erano
i grigi alessandrini, il Padova
di Zandoli, Filippi e Modonese
e che il Parma, dove giocava
ancora il grande Mora, veniva
subito dietro. Ad Alessandria,
il 22 novembre, succede il finimondo. Loro vanno avanti quasi
subito e agitano un orso grigio in
curva. Noi stentiamo, poi all’ul-

timo secondo cross di Zanon e
Spagnolo la butta dentro per il
pari. Mi alzo di scatto in tribuna
agitando un drappo granata. Dal
parterre mi osservano, mi additano, mi inseguono fin fuori dallo
stadio. Il mio amico Mario Mondicci mi protegge, nasconde il
drappo sotto il paltò e riusciamo
di corsa a raggiungere indenni
il pullman dell’edicola Gambarelli. Possiamo farcela, perché
vinciamo all’Appiani di Padova,
il 6 dicembre, con gol di Zanon
in una fredda giornata di nebbia.
Non vediamo nulla, ma torniamo
contenti. Nada sostiene che il
cuore è uno zingaro e va e noi
andiamo dappertutto, a Tortona il 31 gennaio sotto la neve,
a Piacenza, la settimana dopo
avvolti dal gelo. In casa col Parma sotto i fiocchi di neve ghiacciata i nostri ce la fanno con un
gol di schiena di Frisoni. Con
l’Alessandria, il 18 aprile 1971,
è solo pari. In entrambe le gare il
nostro stadio è colmo di 14mila
tifosi. I grigi non mollano, ma
dopo la sconfitta alessandrina a
Padova e la coincidente vittoria
granata sul Venezia è quasi serie B. Peccato che col Venezia,
il 24 maggio del 1971, il pubblico
se la prenda coi granata che non
giocano bene, ma insomma. Io
mi incavolo duro con un reggiano che urla “forza Venezia” apostrofandolo come merita. Lui mi
punta contro un ombrello e ne
nasce una semirissa risolta da
un intervento di mio padre. Col
pullman, dopo Seregno, andiamo anche a Busto Arsizio. Non
c’è Vavassori, ma incontriamo
Calloni e regaliamo il pari. La
matematica certezza della promozione l’otteniamo a Trieste il
6 giugno, dove quasi sempre si
celebrano i nostri successi. Una
semi rovesciata di Spagnolo ci
regala vittoria e serie B. La festeggiamo all’ultima col Monfalcone al Mirabello con un
pubblico finalmente esultante e
imbandierato. Ringraziando Visconti, Lari e Degola, e soprattutto il nostro grande Ezio, alla
sua prima promozione. Anche
perché abbiamo trionfato contro squadre forti, senza un vero
centravanti. Ah se avessimo una
punta centrale come Zandoli, si
diceva, chissà dove arriveremmo in Serie B...

͞/ů ŶŽƐƚƌŽ ŝŵƉĞŐŶŽ Ěŝ ŽŐŐŝ ƉĞƌ ŝů ĨƵƚƵƌŽ´

Studio ALFA S.r.l - Reggio Emilia - Tel. 0522 550905 - www.studioalfa.it

SIAMO TUTTI
C O M PA G N I

Stefano Compagni è il nuovo presidente della Reggiana. Subentra ad Alessandro Barilli al quale la redazione del giornale sente il
dovere di esprimere il più vivo ringraziamento per il lavoro svolto in
questo quadriennio. Assieme a Compagni un ruolo fondamentale è
assegnato all’altro socio di Mectiles Italia Gianfranco Medici. Con
loro in consiglio siedono Sisto Fontanili, vice presidente, Raffaele
Ferrara, che rappresenta l’imprenditore Pietro Vavassori. Compagni, presidente-tifoso ha già incendiato la piazza.

RIF PA 2013 - 2635/RER.

Disoccupazione 0 - ITS MAKER REGGIO EMILIA 1
specializzati in meccatronica, partecipa a

TECHNOLOGICAL ATTITUDE

Presentazione
Pr
res
e
risultati occupazionali e corso: Tecnico superiore in sistemi meccatronici
#technologicalattitude

Venerdì 18 settembre 2015 -ore 16
Tecnopolo di Reggio Emilia
Piazzale Europa

Fondo sociale europeo
Investiamo nel vostro futuro

Ministero dell’Istruzione
dell’Università e della Ricerca
Ufficio ScolasticoRegionale per l’Emilia Romagna
- Direzione Generale -

RETE
POLITECNICA

La tecnica per crescere


Regia Alè 18 b.pdf - pagina 1/4
Regia Alè 18 b.pdf - pagina 2/4
Regia Alè 18 b.pdf - pagina 3/4
Regia Alè 18 b.pdf - pagina 4/4

Documenti correlati


Documento PDF regia ale 18 b
Documento PDF programma off arena logoteta
Documento PDF pubblicazione burl bando corce
Documento PDF schede
Documento PDF juvetoro n 18 juve sampdoria ok bassa
Documento PDF disegno tecnico chieregato marco


Parole chiave correlate