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Atti parlamentari

– 2 –

Senato della Repubblica – N. 1680

XVII LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

ONOREVOLI SENATORI. – La cronaca quotidiana dei rapporti conflittuali, e finanche
violenti, che spesso connotano le relazioni
di genere, anche tra i più giovani, impone
di riconsiderare i percorsi formativi offerti
dalla scuola, nell’ottica di promuovere il superamento degli stereotipi di genere, educando le nuove generazioni, lungo tutte le
fasi del loro apprendimento scolastico, al rispetto della differenza di genere. Tra gli
obiettivi nazionali dell’insegnamento nella
scuola italiana è divenuto, pertanto, indifferibile porre espressamente, come elemento
portante e costante, sia la promozione del rispetto delle identità di genere sia il superamento di stereotipi sessisti. Il che risponde
altresì all’esigenza di dare puntuale attuazione ai princìpi costituzionali di pari dignità
e non discriminazione di cui agli articoli 3,
4, 29, 37 e 51 della Costituzione.
Questo è anche il senso delle politiche
europee in materia: quasi tutti i paesi europei hanno infatti predisposto in campo educativo e scolastico strumenti di sensibilizzazione e di lotta contro gli stereotipi. In particolare, già con il Quarto Programma d’azione (l996-2000) la politica europea delle
pari opportunità si era integrata in tutti i settori e nelle azioni dell’Unione e degli Stati
membri, ivi compresa l’azione educativa
che si svolge nella scuola, pur nel rispetto
delle peculiarità e tradizioni dei singoli Stati
membri. Di conseguenza, l’Unione europea,
con l’obiettivo strategico B4, «Formazione
a una cultura della differenza di genere»,
ha stabilito la necessità «di recepire, nell’ambito delle proposte di riforma della
scuola, dell’università, della didattica, i saperi innovativi delle donne, nel promuovere
l’approfondimento culturale e l’educazione

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al rispetto della differenza di genere». In
tale prospettiva si collocano anche azioni europee e nazionali relative al settore educativo che devono procedere in due direzioni
specifiche: la prima, fissare tra gli obiettivi
nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curricoli scolastici la cultura della
parità di genere e il superamento degli stereotipi; la seconda, l’intervento sui libri di
testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile
per le politiche delle pari opportunità.
Le stesse problematiche sono state di recente affrontate anche dalla risoluzione
2012/2116 (INI) del Parlamento europeo,
del 12 marzo 2013, sull’eliminazione degli
stereotipi di genere nell’Unione europea.
Nella parte riguardante la formazione è stata
anzitutto affermata la rilevanza dei programmi scolastici nel perpetuare discriminazioni di genere – e, di conseguenza, nel condizionare l’effettiva libertà delle future scelte
dei discenti, fattisi cittadini adulti, e l’accesso ai diritti loro spettanti – laddove non
correttamente orientati al superamento di
stereotipi sessisti. La risoluzione, sulla base
di indirizzi pedagogici largamente condivisi,
ha affermato che la nozione di uguaglianza
può essere instillata nei bambini sin dalla
più tenera età e che un’educazione basata
sul riconoscimento della parità è la strada
da percorrere per il superamento degli stereotipi di genere. Agli Stati membri è stato
perciò richiesto di valutare programmi di
studi e contenuto dei libri di testo nell’ottica
di una riforma complessiva che conduca all’integrazione delle questioni di genere,
quale tematica trasversale, in tutti i materiali
didattici, sia in termini di eliminazione degli
stereotipi di genere, sia in termini di mag-