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DIARIO BINDI BIANCO.pdf


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Villa a casa mia e l’altro proseguì per la sua destinazione. Il bolognese si trattenne qualche giorno
da me e dopo ripartì.
Ormai eravamo all’autunno del 1943, io ripresi la mia vita normale in famiglia insieme ai miei
genitori, lo zio capofamiglia , due fratelli maggiori,due sorelle minori ma la mia salute non era
buona. Difatti prima mi riprese la bronchite quindi si riformò la pleurite avuta in Russia. Dopo che
iniziarono a passare mi riprese la malaria che avevo preso in Romania con la febbre alta due ore al
giorno.
Nonostante questo dovevo lavorare con la famiglia e mi misi a tagliare le scope per rimediare
qualcosa per mangiare e vestirsi dopo che a Capannole le truppe inglesi mi levarono la malaria.
Andai anche a lavorare per la ricostruzione del ponte della ferrovia di Bucine, che era stato
bombardato. Nel 1944 avvenne il passaggio del fronte, giorni terribili che affrontammo con la mia
fidanzata (poi mia moglie) Iva e le sue sorelle e la sua mamma. Aiutavamo le truppe americane e
inglesi dandogli vitto e protezione nei boschi di Gavignano, nella Valdambra. Partecipai anche alla
bonifica della Valdambra segnalando le mine anticarro che erano nei campi di cereali e che i
tedeschi avevano messo nei punti nevralgici.

A cura di Sara Bindi
Contatti: sarawbindi@gmail.com
Blog: http://biancobindi.blogspot.it/