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STANDARD OMS .pdf



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Ufficio Regionale per l’Europa
dell’OMS e BZgA
Standard per
l’Educazione Sessuale
in Europa
Quadro di riferimento
per responsabili delle politiche,
autorità scolastiche e sanitarie,
specialisti

Ufficio Regionale per l’Europa
Ufficio Regionale per l’Europa
dell’OMS e BZgA
dell’OMS e BZgA
Standard per
Standard per
l’Educazione
Sessuale
l’educazione sessuale
ininEuropa
Europa
Quadro di riferimento per responsabili
Quadro di riferimento
delle
politiche, autorità scolastiche
per responsabili delle politiche,
e sanitarie,
specialisti
autorità scolastiche
e sanitarie, specialisti
Centro Federale per l’Educazione alla Salute, BZgA (Germania)
Colonia 2010
Federal Centre for Health Education, BZgA
Cologne 2010

Edizione italiana promossa e finanziata dalla Federazione Italiana
di Sessuologia Scientifica
Curatore e revisore scientifico: Piero Stettini
Traduzione di: Laura Barnaba

Indice
Prefazione

5



Prima parte: Introduzione

9

1. Background e obiettivi

9



1.1 Educazione sessuale formale ed informale

10



1.2 Il contesto storico dell’educazione sessuale scolastica

11



1.3 La diffusione dell’educazione sessuale nelle scuole d’Europa

12



1.4 Eterogeneità nell’organizzazione dell’educazione sessuale in Europa

13



1.5 L’Europa da una prospettiva mondiale

15



1.6 Iniziative internazionali parallele sull’educazione sessuale

16

2. Sessualità, salute sessuale ed educazione sessuale -

17

definizioni e concetti
3. Le ragioni alla base dell’educazione sessuale


3.1 Considerazioni fondamentali a favore dell’educazione sessuale



3.2 Lo sviluppo psicosessuale nell’infanzia e nell’adolescenza

21


21
22

4. Principi ed effetti dell’educazione sessuale

27

5. Gruppi target e altri attori partner nell’educazione sessuale

28

6. Come realizzare l’educazione sessuale -

29

quadro generale di riferimento e requisiti fondamentali





6.1 Sette caratteristiche dell’educazione sessuale

29



6.2 Le competenze degli educatori

31

Parte seconda: la matrice dell’educazione sessuale

33

1. Introduzione

33



1.1 Background

33



1.2 L’importanza delle strutture di sostegno

34



1.3 Perché l’educazione sessuale dovrebbe cominciare prima dei quattro anni?

34



1.4 Come leggere la matrice



2. La matrice

35
37

Bibliografia

51



A. Riferimenti bibliografici del testo



51



B. Letteratura scientifica sullo sviluppo psicosessuale di bambini e adolescenti



54



C. Programmi curricolari e libri educativi



58



D. Siti web



60

Prefazione
La Regione Europea dell’OMS si trova di fronte a numerose sfide riguardanti la salute sessuale: i tassi crescenti dell’HIV e di altre infezioni sessualmente trasmesse
(IST), le gravidanze indesiderate in adolescenza e la
violenza sessuale, solo per citarne alcune. Bambine
e bambini, ragazze e ragazzi sono determinanti per il
miglioramento della salute sessuale generale. Per maturare un atteggiamento positivo e responsabile verso
la sessualità, essi hanno bisogno di conoscerla sia nei
suoi aspetti di rischio che di arricchimento. In questo
modo saranno messi in grado di agire responsabilmente non solo verso se stessi ma anche verso gli altri nella
società in cui vivono.
Il presente documento nasce come risposta alla necessità di standard per l’educazione sessuale recentemente emersa nella Regione Europea dell’OMS, comprendente 53 paesi che si estendono su una vasta area
geografica dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico.
Attualmente, la maggioranza dei paesi dell’Europa occidentale ha delle linee guida o degli standard minimi
per l’educazione sessuale a livello nazionale, ma non
era stato fatto finora alcun tentativo di definire degli
standard raccomandati a livello di Regione Europea dell’OMS o di Unione Europea.
Questo documento vuole quindi essere un primo passo
per colmare tale lacuna per tutti i paesi compresi nella
Regione Europea dell’OMS.
Inoltre, il presente documento vuole contribuire a introdurre l’educazione sessuale olistica. L’educazione sessuale olistica fornisce a bambine/i e a ragazze/i informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli
aspetti della sessualità e contemporaneamente li aiuta
a sviluppare le competenze necessarie ad agire sulla

base delle predette informazioni, contribuendo così a
sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque.
Tradizionalmente l’educazione sessuale si è concentrata sui potenziali rischi della sessualità, come le gravidanze indesiderate e le infezioni sessualmente trasmesse
(IST). Un tale focus negativo suscita spesso delle paure
in bambine/i e ragazze/i e, per di più, non risponde
al loro bisogno di essere informati e di acquisire competenze; ancora, fin troppo spesso il focus negativo
semplicemente non è di alcuna rilevanza per la vita di
bambini e ragazzi.
Un approccio olistico, basato sul concetto di sessualità
come un’area del potenziale umano, aiuta a far maturare in bambine/i e ragazze/i quelle competenze che
li renderanno capaci di determinare autonomamente
la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie
fasi dello sviluppo. Un approccio olistico sostiene l’empowerment di bambini e ragazzi affinchè possano vivere la sessualità e le relazioni di coppia in modo appagante e allo stesso tempo responsabile. Le competenze
che l’approccio olistico promuove sono inoltre essenziali per difendersi dai possibili rischi.
L’educazione sessuale fa anche parte dell’educazione
più generale e influenza lo sviluppo della personalità
del bambino. La natura preventiva dell’educazione
sessuale non solo contribuisce a evitare possibili conseguenze negative legate della sessualità, ma può anche
migliorare la qualità della vita, la salute ed il benessere,
contribuendo, così, a promuovere la salute generale.
Introdurre l’educazione sessuale – specialmente nelle
scuole – non è sempre facile: molto spesso si incon-

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa



Tra novembre 2008 e dicembre 2009 il BZgA di Colonia ha organizzato una serie di quattro workshop durante i quali gli esperti invitati hanno
sviluppato i presenti Standard.

trano resistenze basate principalmente su paure e idee
erronee. E’ nostro auspicio che gli Standard del presente documento possano svolgere un ruolo positivo incoraggiando gli Stati ad introdurre l’educazione sessuale
o ad ampliare i programmi già esistenti per arrivare ad
un’educazione sessuale olistica.
La presente iniziativa è stata avviata dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS nel 2008 e realizzata dal
Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA)
di Colonia, un centro di collaborazione dell’OMS per la
salute sessuale e riproduttiva, in stretta cooperazione
con un gruppo di 19 esperti di varia formazione- dalla
medicina alla psicologia, alle scienze sociali - provenienti da nove paesi dell’Europa occidentale. Tutti gli
esperti avevano una vasta esperienza, o di tipo teorico
o più applicativo, nel campo dell’educazione sessuale.
Organizzazioni governative e non-governative, organizzazioni internazionali e mondo accademico sono stati
altresì rappresentati nel corso di un lavoro durato oltre
18 mesi e durante i quali il gruppo si è riunito per quattro workshop. Il gruppo ha concordato i presenti Standard per l’Educazione Sessuale che si auspica possano
costituire delle linee guida per gli Stati nazionali ai fini
dell’introduzione dell’educazione sessuale olistica.

Gli Standard offriranno un supporto concreto nella definizione di idonei programmi curriculari. Allo stesso tempo, gli Standard potranno essere di ausilio nel sostenere
la causa dell’introduzione dell’educazione sessuale olistica in ogni stato nazionale.
Il presente documento si compone di due parti principali: la prima presenta una panoramica generale della
filosofia su cui il documento è imperniato, indica le ragioni, le definizioni e i principi dell’educazione sessuale come pure gli elementi che l’educazione sessuale
comprende. Questa prima parte introduce il concetto
più ampio di educazione sessuale olistica e argomenta
i motivi della sua particolare importanza per bambine/i
e adolescenti.
Il nucleo della seconda parte del documento è rappresentato dalla matrice che illustra gli argomenti che deve
affrontare l’educazione sessuale a seconda della fascia
di età degli allievi. Questa seconda parte presenta maggiori elementi per la concreta realizzazione dell’educazione sessuale olistica nella scuola, sebbene i presenti
Standard non vogliano essere una guida per l’attuazione dei programmi di educazione sessuale.

Ringraziamenti
Il Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) di
Colonia, in qualità di Istituzione che ha curato la pubblicazione dei presenti Standard, desidera esprimere profonda
gratitudine verso numerose persone: alla dott.ssa Gunta
Lazdane dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS per
aver dato il via a questo importante progetto; al gruppo di
esperti composto dal Prof. Dan Apter (Sexual Health Clinic
della Väestöliittoo, Federazione finlandese per la famiglia),
Doortje Braeken (International Planned Parenthood Federation – IPPF), Dott.ssa Raisa Cacciatore (Sexual Health
Clinic della Väestöliittoo, Federazione finlandese per la famiglia), Dott.ssa Marina Costa (PLANeS, Fondazione svizzera per la salute sessuale e riproduttiva), Dott. Peter Decat
(International Centre for Reproductive Health, Università di
Ghent, Belgio), Ada Dortch (International Planned Parenthood Federation IPPF), Erika Frans (SENSOA, Belgio), Olaf
Kapella (Austrian Institute for Family Studies,

Università di Vienna), Dott. Evert Ketting (consulente per la
salute sessuale e riproduttiva e per HIV/AIDS), Prof. Daniel
Kunz (University of Applied Sciences and Arts, Lucerna),
Dott.ssa Margareta Larsson (Università di Uppsala, Svezia),
Dott.ssa Olga Loeber (European Society of Contraception),
Anna Martinez (Sex Education Forum, National Children’s
Bureau, Regno Unito), Dott.ssa Kristien Michielsen (International Centre for Reproductive Health, Università di
Ghent, Belgio), Ulla Ollendorff (Norwegian Directorate
of Health, Oslo), Dott.ssa Simone Reuter (Contraception
and Sexual Health Service, Nottinghamshire Community
Health, Regno Unito), Sanderijn van der Doef (World Population Foundation, Olanda), Dott.ssa Ineke van der Vlugt
(Rutgers Nisso Group, Olanda) e Ekua Yankah (UNESCO),
che hanno lavorato strenuamente e con grande passione
al presente progetto. E’ stato un piacere lavorare con colleghi così competenti e impegnati.

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa



Prima Parte:
Introduzione
1. Background e obiettivi
Il presente documento illustra gli Standard raccomandati
per l’educazione sessuale. Gli Standard indicano ciò che
bambini e ragazzi, nelle diverse età, dovrebbero sapere e
comprendere, quali situazioni o sfide dovrebbero essere in
grado di gestire a tali età e quali valori e atteggiamenti é necessario che essi maturino per poter crescere in modo gratificante, positivo e sano per quanto attiene la sessualità.
Il presente documento può essere utilizzato per sostenere la causa dell’educazione sessuale e altresì per definire
o migliorare i programmi curricolari nei differenti gradi dell’istruzione.
Nell’ambito delle attività di sostegno alla causa dell’educazione sessuale, il presente documento può svolgere opera
di persuasione sui responsabili delle politiche circa l’importanza di introdurre l’educazione sessuale o di migliorare gli
approcci in uso. Gli Standard costituiscono un buon punto
di partenza per un dialogo sull’educazione sessuale con
i principali responsabili dei processi decisionali e con tutti
gli interlocutori e le parti in causa. Se gli Standard vengono
utilizzati per definire programmi curricolari o aggiornare i
programmi esistenti, il documento deve essere adattato alle
specifiche esigenze e situazioni del paese in questione. Gli
Standard sono di ausilio nell’individuare quali possano essere i passi ulteriori verso un approccio olistico all’educazione
sessuale e forniscono indicazioni specifiche per la definizione dei risultati dell’insegnamento, parte integrante di ogni

programma curricolare.
Il presente documento nasce per rispondere alla necessità
di standard per l’educazione sessuale manifestatasi nella
Regione Europea dell’OMS. Svariati paesi europei hanno,
infatti, contattato l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS
per assistenza nella definizione di programmi di educazione sessuale. Standard europei basati sull’esperienza dei
paesi europei con una più lunga tradizione nell’educazione
sessuale e che rappresentano le conoscenze esperte e congiunte di specialisti del campo provenienti da varie nazioni
forniscono un prezioso quadro di riferimento per mettere a
punto programmi di educazione sessuale.1

Un “nuovo bisogno” di educazione sessuale
Ad innescare il bisogno di educazione sessuale sono stati
vari cambiamenti avvenuti nel corso dei decenni passati.
Questi cambiamenti includono la globalizzazione e le
migrazioni di nuove fasce di popolazione con diverso
background culturale e religioso, la veloce diffusione
dei nuovi mezzi di comunicazione - in particolare internet e la telefonia cellulare-, la comparsa e la diffusione

1 Ci sono state e sono in corso numerose attività e iniziative per l’educazione sessuale. Materiali e strumenti sui vari aspetti possono essere reperiti nella
parte C della bibliografia. Le banche dati dell’UNESCO e le ampie rassegne
sull’educazione sessuale in Europa a cura del BZgA e della IPPF possono essere un buon punto di partenza per la messa a punto di un nuovo programma
curricolare (cfr UNESCO HIV and AIDS Education Clearinghouse; IPPF 2006a,
2007, Lazarus & Liljestrand 2007 e BZgA/WHO Regional Office for Europe 2006).

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dell’HIV e dell’AIDS, la crescente preoccupazione per
l’abuso sessuale su bambini e adolescenti e, non ultimi,
i cambiamenti degli atteggiamenti e dei comportamenti
sessuali dei giovani. Tutti questi cambiamenti richiedono
strategie efficaci che mettano i giovani in grado di gestire
la propria sessualità in modo sicuro e appagante. A tale
scopo l’educazione sessuale formalizzata parte da una
posizione avvantaggiata per raggiungere la maggioranza del gruppo target.
Gli Standard europei potrebbero, altresì, rappresentare
uno strumento prezioso per stati extraeuropei, sia più
avanzati sia meno sviluppati. Molti stati guardano, infatti,
in particolare all’Europa come modello e molte organizzazioni europee governative e non governative sostengono attivamente stati extraeuropei nella realizzazione
dell’educazione sessuale.
Per una corretta interpretazione del presente documento
è necessario, preliminarmente, discutere cosa i presenti
Standard possano effettivamente significare in pratica,
considerato il modo in cui tipicamente la sessualità umana si sviluppa nell’infanzia e nell’adolescenza e considerata l’ampia varietà di influenze sociali, culturali, religiose
e di altro genere che agiscono nel corso di tale processo.

1.1 Educazione sessuale formale e
informale
Nel corso della crescita, gradualmente, bambini e adolescenti acquisiscono conoscenze e si formano immagini,
valori, atteggiamenti e competenze riguardanti il corpo
umano, le relazioni intime e la sessualità. In questo processo essi utilizzano un’ampia gamma di fonti dalle quali
apprendere: le fonti principali, in particolare nelle fasi più
precoci dello sviluppo, sono quelle informali, tra le quali
troviamo i genitori, che sono di importanza fondamentale nelle fasi iniziali. Solitamente, il ruolo dei professionisti, di area medica, pedagogica, sociale o psicologica,
non è molto pronunciato in questo processo, poiché,
come ben si comprende, quasi sempre si ricerca un aiuto professionale solo in presenza di una problematica,
e di un tipo di problematica che esclusivamente un professionista può aiutare a risolvere. Tuttavia, nella cultura

10

occidentale la crescente enfasi generale sulla prevenzione dei problemi, che investe in modo crescente anche
la sfera dell’intimità e della sessualità, ha portato a richiedere un maggiore coinvolgimento dei professionisti in
questo ambito.

L’importanza di un approccio professionale improntato al positivo
Come si diceva, per quanto riguarda la sessualità, l’apprendimento avviene in misura consistente al di fuori
della sfera di intervento dei professionisti; tuttavia,i professionisti hanno davvero un ruolo importante da svolgere. E’ chiaro che difficilmente l’educazione formale
potrà “formare” la sessualità ed è altrettanto chiaro che
l’attenzione degli operatori dell’educazione sessuale
tende a incentrarsi sui problemi (ad esempio le gravidanze indesiderate e le infezioni sessualmente trasmesse) e
su come evitarli.
Ciò suscita facilmente la critica che gli operatori abbiano
un approccio prevalentemente negativo, ovvero “orientato ai problemi”. L’attenzione principalmente rivolta a
problemi e pericoli non sempre va d’accordo con le curiosità, gli interessi, i bisogni e le esperienze di vita dei
giovani e quindi può succedere che non ottenga l’impatto auspicato sui loro comportamenti. Ciò, a sua volta,
porta alla richiesta di un approccio più positivo che non
solo è più efficace ma anche più realistico. L’evoluzione
dell’educazione sessuale è stata perciò, in un certo senso, la storia di una battaglia per riconciliare la necessità
del ruolo supplementare dei professionisti rivolto a prevenire possibili problemi con le istanze di pertinenza,
efficacia, accettabilità e attrattiva per i giovani.
I giovani hanno bisogno sia dell’educazione sessuale informale sia di quella formalizzata
E’ importante sottolineare che i giovani hanno bisogno
sia dell’educazione sessuale informale sia di quella
formalizzata. Esse non sono in contrasto, l’una è complementare all’altra e viceversa. Da una parte i giovani
hanno bisogno di amore, di propri spazi e sostegno nell’ambiente sociale quotidiano per potersi formare una
propria identità sessuale; dall’altra hanno anche bisogno
di acquisire determinate conoscenze, determinati atteggiamenti e determinate competenze per i quali i professionisti giocano un ruolo importante. Le principali fonti
di informazione ed educazione sono: la scuola, i libri, i

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pieghevoli, i volantini ed i CD-ROM educativi, i siti internet educativi, i programmi educativi e la campagne promozionali per radio e televisione ed infine i servizi (sanitari). Il presente documento si focalizza sull’educazione
sessuale scolastica, ma ciò non deve essere interpretato
nel senso che la scuola sia l’unico medium rilevante.

1.2 Il contesto storico dell’educazione
sessuale scolastica
La comparsa della “adolescenza” nel contesto
della “rivoluzione sessuale” degli anni ‘70 del
secolo scorso
Nei paesi dell’Europa occidentale l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole ha coinciso in gran parte
con la messa a punto e l’ampio accesso a contraccettivi
moderni e affidabili, in particolare “la pillola”, nonchè con
la legalizzazione dell’aborto nella maggioranza degli Stati
negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso. Dette innovazioni
hanno spalancato la strada a nuove opportunità di separare la sessualità dalla riproduzione, dando il via, intorno
agli anni ‘70, alla “rivoluzione sessuale” e, insieme ad altri
fattori, hanno stimolato il processo di emancipazione della donna.
Valori e norme inerenti la sessualità hanno cominciato a
trasformarsi, il comportamento sessuale ha iniziato a cambiare o almeno ha perso la sua caratteristica di estremo
tabù, diventando un argomento di cui discutere pubblicamente. Questi processi hanno anche stimolato l’emergere di una nuova fase di vita intermedia tra l’infanzia e
l’età adulta indicata comunemente come “adolescenza”.
Gradualmente, questa nuova fase intermedia si è caratterizzata per una crescente indipendenza dai genitori,
relazioni sentimentali e rapporti sessuali (molto) prima del
matrimonio, convivenza fuori dal matrimonio, posticipazione del momento del matrimonio e della formazione di
una nuova famiglia.
A grandi linee si può dire che all’inizio del terzo millennio
i giovani europei hanno i primi rapporti sessuali mediamente entro i 16-18 anni di età, hanno avuto più partner
prima di sposarsi (o di convivere in via definitiva) intorno ai
25 anni, e fanno il primo figlio entro i 28-30 anni.2 Durante
l’arco di tempo precedente la formazione di una relazio-

2 Cf. OECD (2008). Vedasi anche WHO Regional Office for Europe (2008).

ne stabile, il doppio rischio di una gravidanza indesiderata
o di infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono motivo
di preoccupazione sia a livello individuale sia di salute
pubblica. Lo scoppio dell’epidemia di HIV/AIDS negli anni
‘80 del secolo scorso ha introdotto un pericolo di gran
lunga più grave che ha fatto aumentare gli sforzi rivolti
alla prevenzione. Anche altri fattori hanno contribuito a
una maggiore attenzione verso la sessualità e la salute
sessuale degli adolescenti. L’abuso e la violenza sessuale,
argomenti tradizionalmente tabù che si tendeva a nascondere, sono usciti dall’ombra suscitando indignazione
e facendo scaturire istanze di azioni preventive. Parimenti, la “sessualizzazione” dei mass media e della pubblicità
è stata sempre più avvertita come un’influenza negativa
sulla percezione della sessualità da parte di bambini e ragazzi, influenza che quindi richiedeva una qualche forma
di contrasto.
L’educazione sessuale nelle scuole come risposta
della società ai cambiamenti sociali
Tutti questi fondamentali cambiamenti sociali e, alla base,
la comparsa di una nuova fascia socio-demografica situata tra l’infanzia e l’età adulta con propria cultura, propri
comportamenti e bisogni, richiedevano nuove risposte
dalla società. Nell’area della sessualità era necessario introdurre nuovi tipi di servizi sanitari oppure adattare quelli
esistenti, come pure erano necessari nuovi sforzi nell’’informazione e nell’educazione. La domanda di educazione sessuale che ha percorso l’Europa nella seconda metà
del XX secolo si comprende principalmente da questa
prospettiva. Alla sentita necessità di educazione sessuale si andarono ad aggiungere nuove opinioni emergenti, particolarmente nella concezione dei diritti umani, sui
diritti (sessuali) e sui ruoli di questa nuova fascia sociale
costituita dall’adolescenza. E’ importante notare che tale
processo ha avuto luogo in tutti i paesi europei, sebbene alcuni vi si siano adeguati prima o più velocemente
di altri. L’educazione sessuale, e in particolare quella scolastica, è una componente essenziale di tale processo
di adattamento. Le ragioni immediate dietro la richiesta
di educazione sessuale nelle scuole sono cambiate nel
corso degli anni e sono state diverse da paese a paese,
andando dalla prevenzione delle gravidanze indesiderate a quella dell’HIV o di altre IST. In aggiunta, a livello di
pubblica opinione gli scandali riguardanti l’abuso sessuale
hanno dato un forte impulso all’educazione sessuale portando a richiedere l’educazione sessuale per i bambini.

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

11

La richiesta di educazione sessuale anche per i più piccoli
è stata poi supportata da un diverso modo di percepire
le bambine e i bambini, ora percepiti come soggetti.3 A
poco a poco queste differenti motivazioni hanno trovato la loro rotta di convergenza verso concezioni di tipo
maggiormente olistico dell’educazione sessuale, la cui
motivazione fondamentale divenne la convinzione che si
debbano sostenere, rafforzare e mettere i giovani in grado di gestire la propria sessualità in modo responsabile,
sicuro ed appagante anziché indirizzare l’attenzione principalmente su singoli problemi o pericoli. Questa visione
olistica, che vede la sessualità definita in termini più ampi,
non focalizzandosi necessariamente sui rapporti sessuali,
è attualmente predominante tra gli esperti di sessualità e
salute sessuale di tutta Europa.

1.3 La diffusione dell’educazione sessuale
nelle scuole d’Europa4
In Europa l’educazione sessuale come materia scolastica
curricolare ha una storia di oltre mezzo secolo, la più lunga
rispetto a tutte le altri parti del mondo. E’ nata ufficialmente in Svezia, dove divenne obbligatoria in tutte le scuole
nel 1955. Concretamente, poi, ci vollero molti anni per integrare questa materia nei programmi curricolari, perché
la realizzazione di linee guida, manuali e altro materiale
educativo, come pure la formazione degli insegnanti, hanno richiesto molto tempo.
L’educazione sessuale nell’Europa occidentale prima…
Negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso molti altri paesi dell’Europa occidentale introdussero l’educazione sessuale,
inizialmente gli altri stati scandinavi, ma anche altri paesi.
Ad esempio, l’educazione sessuale fu introdotta in Germania nel 1968 e in Austria nel 1970. Anche in Olanda e
in Svizzera ebbe inizio negli anni ‘70, sebbene per l’alto
grado di autonomia delle scuole (o dei Cantoni nel caso
della Svizzera) l’educazione sessuale non divenne immediatamente obbligatoria.5 L’introduzione dell’educazione
3 Di conseguenza il bambino/la bambina è percepito/a come una persona
indipendente con competenze e bisogni specifici, tra cui il rispetto delle sue
forme di espressione di vicinanza, sensualità e curiosità (inerente il corpo). Il
potenziale del bambino/della bambina va adeguatamente nutrito.
4 Le informazioni sull’educazione sessuale nelle scuole si basano principalmente sulla relazione del programma SAFE. Cf . IPPF (2006a, 2007) e Lazarus &
Liljestrand (2007).
5 In Olanda non è mai diventata veramente obbligatoria e in Svizzera lo divenne solo a 20 anni dall’introduzione, dopo l’inizio dell’epidemia di AIDS.

12

sessuale nelle scuole è proseguita nell’ultima decade del
XX° secolo e nella prima decade del XXI° dapprima in Francia, Regno Unito e in altri paesi dell’Europa occidentale e, in
seguito, gradualmente, in paesi dell’Europa meridionale, in
particolare in Portogallo e Spagna. Perfino in Irlanda, dove
l’opposizione religiosa è tradizionalmente forte, l’educazione sessuale è diventata obbligatoria nelle scuole primarie
e secondarie nel 2003. Solamente in pochi Stati tra quelli
appartenenti alla vecchia Unione Europea -specialmente
nell’Europa meridionale- l’educazione sessuale non è ancora stata introdotta nelle scuole.
…che in Europa centrale e orientale
Nell’Europa centrale e orientale l’educazione sessuale ha
iniziato a diffondersi dopo la caduta del comunismo. In
precedenza c’erano state delle iniziative in singoli stati, ma
viste in retrospettiva tali iniziative possono difficilmente
essere considerate “educazione sessuale”. Si trattava principalmente di iniziative di “preparazione al matrimonio e
alla famiglia” che negavano il fatto che i giovani maturino
gradualmente un forte interesse per le relazioni sentimentali e specialmente che possano essere sessualmente attivi prima del matrimonio. Quasi mai veniva affrontata la
preparazione alla sessualità. Di conseguenza, i paesi dell’Europa centrale e orientale hanno iniziato l’educazione
sessuale, così come viene correntemente intesa e attuata
nella maggior parte degli stati, venti o trent’anni più tardi rispetto all’Europa occidentale. Solo in alcuni stati dell’Europa
orientale, soprattutto Repubblica Ceca ed Estonia, è stato
dato seriamente avvio alla diffusione di forme moderne di
educazione sessuale, diverse dall’educazione alla vita familiare. In vari altri stati dell’Europa centrale e orientale, lo
sviluppo dell’educazione sessuale ha subito di recente un
rallentamento per l’emergere del fondamentalismo (politico, culturale e religioso) in diversi ambiti della vita pubblica.
Nessuno scambio di standard e politiche tra stati
L’influenza reciproca tra i paesi europei per quanto riguarda
lo sviluppo di politiche di educazione sessuale, programmi
curricolari o standard, è stata sorprendentemente scarsa.
E’ probabile che ciò sia dovuto principalmente alle barriere linguistiche; raramente i documenti sono stati tradotti e
pubblicati su riviste internazionali. Lo stesso dicasi per la ricerca nel campo dell’educazione sessuale. Studi riguardanti i bisogni educativi dei giovani o la qualità e l’efficacia dei
programmi educativi sono stati principalmente condotti per
scopi nazionali e pubblicati nelle lingue nazionali, piuttosto

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che per accrescere il patrimonio delle conoscenze scientifiche internazionali. Pertanto, non è una grande sorpresa
che nell’ultima rassegna UNESCO degli studi sulla valutazione dell’impatto dell’educazione sessuale scolastica,
inserita all’interno della pubblicazione “International Technical Guidance on Sexuality Education”6, abbiano potuto
essere inclusi solo 11 studi di “altri paesi sviluppati” a fronte
dei 47 condotti negli USA. La maggioranza di questi 11 studi
europei veniva dal Regno Unito e solo un numero ristretto
da tutti gli altri paesi europei messi insieme. Ciò può facilmente suscitare l’erronea impressione che in Europa ci sia
mancanza di interesse per le ricerche inerenti l’educazione
sessuale ma, come è stato spiegato in precedenza, sarebbe un equivoco.7 L’Europa ha molta esperienza nel campo
e, probabilmente, anche delle basi di evidenze nazionali
ben documentate che andrebbero rese accessibili a livello
internazionale attraverso una pubblicazione più sistematica di studi e risultati.

1.4 Eterogeneità nell’organizzazione
dell’educazione sessuale in Europa
Il modo in cui gli Standard del presente documento possono essere utilizzati dipende in larga misura da come è organizzata e attuata l’educazione sessuale. Al riguardo, l’Europa
è estremamente eterogenea. Sono quindi indispensabili
alcune informazioni su tale eterogeneità e il suo contesto
per poter correttamente comprendere e valutare i presenti
Standard.
Il concetto allargato di educazione sessuale - iniziare precocemente
In Europa l’età d’inizio dell’educazione sessuale è molto
varia. Secondo il rapporto SAFE8 si va dall’età di 5 anni in
Portogallo ai 14 anni di Spagna, Italia e Cipro. Un esame
più da vicino, tuttavia, mostra che le differenze non sono
poi così enormi come potrebbe sembrare a prima vista e
dipendono in larga misura da cosa si intende per “educazione sessuale”. Nel presente documento è stata adottata una
definizione allargata che non include solo gli aspetti fisici,
emotivi e relazionali della sessualità e dei contatti sessuali, ma anche una gamma di altri aspetti come l’amicizia o

6 Cf. UNESCO (2009a).
7 Si veda anche il paragrafo 1.5 “L’Europa da una prospettiva europea”.
8 Cf. IPPF (2006a). .

i sentimenti di sicurezza, protezione e attrazione. Adottando questo concetto più esteso, diviene più comprensibile
che in svariati paesi l’educazione sessuale abbia inizio nella
scuola primaria. Laddove inizia ufficialmente nella scuola
secondaria, solitamente è utilizzata una definizione di educazione sessuale molto più ristretta, in termini di “contatti
sessuali”. Questa differenza nelle definizioni spiega anche
la ragione per la quale in alcuni paesi a “educazione sessuale” si preferisce la denominazione di “educazione sessuale
e relazionale” o simili.
Nel presente documento si è scelto intenzionalmente di
sostenere un approccio in cui l’educazione sessuale abbia
inizio fin dalla nascita. A partire dalla nascita i neonati apprendono il valore e il piacere del contatto fisico, del calore
umano e dell’intimità. Ben presto imparano cosa è “pulito”
e cosa è “sporco” e in seguito imparano la differenza tra
maschi e femmine e tra persone amiche e sconosciuti. L’essenza del discorso è che a partire dalla nascita i genitori in
particolare mandano ai bambini messaggi inerenti il corpo
e l’intimità. Detto in altri termini, stanno facendo educazione sessuale.

L’educazione sessuale deve essere adeguata all’età
Nel contesto dell’educazione sessuale è importante
l’espressione “adeguato rispetto all’età”. In effetti, sarebbe
più corretto utilizzare l’espressione “adeguato rispetto allo
sviluppo” dal momento che non tutti i bambini crescono allo
stesso ritmo. Pur tuttavia, l’espressione “adeguato rispetto
all’età” è usata in questa sede in sostituzione di “adeguato
rispetto all’età e allo sviluppo” e fa riferimento al graduale
evolversi di ciò che è di interesse, di ciò che è rilevante e
della misura in cui è necessario spingersi nei dettagli a una
determinata età o in una determinata fase dello sviluppo.
Un bambino di quattro anni potrebbe chiedere da dove
vengono i bambini e la risposta “dalla pancia della mamma”
è di solito sufficiente e “adeguata per l’età”. Solo in seguito
lo stesso bambino potrebbe iniziare a domandarsi: “Come
ci arrivano i bambini nella pancia della mamma?” e in quel
momento sarà “adeguata per l’età” una risposta diversa. La
risposta non corretta è “sei troppo piccolo per queste cose!”.
Il concetto di “adeguatezza rispetto all’età” spiega perché
nell’educazione sessuale può essere necessario tornare
sugli stessi argomenti in età differenti: al crescere dell’età gli
stessi argomenti verranno illustrati in maniera più esaustiva.

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13

L’educazione sessuale come argomento curricolare
multidisciplinare
L’Europa è anche eterogenea per quanto riguarda sia la materia curricolare nell’ambito della quale è inserita l’educazione sessuale sia la formazione dell’insegnante incaricato. In
alcuni casi l’educazione sessuale è una materia a sé stante,
ma è più comune che sia integrata nei programmi di altre
materie. La più ovvia sembra essere la biologia, ma a secondo del paese, del tipo di scuola e di altre circostanze,
l’educazione sessuale può essere anche inserita nell’educazione civica, guida alla socialità o competenze sociali,
educazione alla salute, filosofia, religione, lettere o educazione fisica. La materia principale e la formazione dell’insegnante influiscono in larga misura sui contenuti e sui
metodi dell’insegnamento: quando l’educazione sessuale
è collocata nell’ambito dell’insegnamento della biologia o
dell’educazione alla salute il focus tende ad essere sugli
aspetti fisici, mentre quando la materia principale appartiene alle discipline umanistiche ci sarà maggiore attenzione
gli aspetti sociali, relazionali o morali.
Un buon sistema per garantire una trattazione più olistica
è quello di affidare aspetti diversi ad insegnanti diversi,
facendo quindi dell’educazione sessuale un argomento
multidisciplinare.9 L’esperienza insegna che in questi casi
è importante nominare un insegnante responsabile del
coordinamento generale dei vari materiali e dei vari stimoli. Un altro approccio che si incontra di frequente è quello
di invitare esperti esterni alla scuola per trattare argomenti
specifici. Gli esperti possono essere medici, infermieri, ostetriche, educatori o psicologi con una specifica formazione
nell’educazione sessuale. Frequente anche il ricorso a organizzazioni non governative per la salute sessuale o ai servizi sanitari dedicati ai giovani. In alcuni stati, come la Svezia
o l’Estonia, una parte dell’educazione sessuale a bambini e
ragazzi è attuata presso i servizi sanitari di zona specificamente dedicati ai giovani. Si pensa, in questo modo, di facilitare l’accesso a tali servizi e di incoraggiare, così, il futuro
ricorso agli stessi.
Rendere l’educazione sessuale (e relazionale) un argomento curricolare obbligatorio è un aspetto importante per l’insegnamento in quanto - come ha dimostrato l’esperienza
in alcuni paesi - dopo l’abolizione dell’obbligo è probabile
che diminuisca l’attenzione che le viene dedicata. D’altron-

de, rendere obbligatoria l’educazione sessuale non porta
automaticamente a un’educazione sessuale di buona
qualità e di tipo olistico. Infatti, è anche necessario procedere dalla base verso l’alto (in un processo “bottom-up”)
motivando, formando e sostenendo gli insegnanti. Negli
ultimi decenni, la tendenza prevalente, per l’Europa nel suo
complesso, è stata quella di rendere l’educazione sessuale
obbligatoria senza opzioni che permettessero ai genitori,
in caso di severe obiezioni ai contenuti curriculari, di ritirare
i propri figli dalle lezioni. Nella realtà, i genitori (compresi
quelli appartenenti a minoranze demografiche) sono spesso dei sostenitori dell’educazione sessuale scolastica perché essi stessi non sono all’altezza del compito o provano
imbarazzo a toccare l’argomento.
E’ importante notare che quasi mai l’educazione sessuale
è materia d’esame, sebbene possano esserlo alcuni aspetti perché sono stati integrati in una materia obbligatoria
come, ad esempio, biologia. Tuttavia, affinché riceva sufficiente l’attenzione, è importante che l’educazione sessuale
debba essere materia d’esame.
Per definire il curricolo dell’educazione sessuale è utile instaurare una qualche forma di collaborazione con i genitori, non solo per assicurarsi il necessario sostegno da parte
loro, ma anche per garantire un’integrazione ottimale tra
il loro ruolo informale e il ruolo formale della scuola. In almeno un paese europeo (l’Austria), tale collaborazione è
perfino ufficialmente necessaria. Tuttavia, la scuola non è
affatto l’unica istituzione o organizzazione che possa svolgere un ruolo importante nell’educazione sessuale; anche
molte altre organizzazioni a stretto contatto con bambini
e giovani, come pure i mezzi di comunicazione, possono
offrire utili contributi.
Infine, varia anche il grado di decentramento o centralizzazione delle autorità che stabiliscono e attuano i programmi
curriculari dell’istruzione, compresi quelli dell’educazione
sessuale. Ne deriva che la realtà dell’educazione sessuale
può differire in grande misura tra i vari Stati. In un paese
come la Svezia, ad esempio, con una forte tradizione di
un’autorità centralizzata per l’educazione e l’istruzione, il
programma curricolare è stabilito a livello centrale. Tuttavia,
in paesi culturalmente paragonabili alla Svezia, come la Danimarca e l’Olanda, le decisioni al riguardo sono prese dalle
autorità scolastiche locali o dal singolo istituto scolastico.

9 In Francia, ad esempio, l’educazione sessuale è impartita da una
serie di insegnanti diversi.

14

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1.5 L’Europa da una prospettiva mondiale
La rassegna internazionale UNESCO sulla valutazione dei
programmi di educazione sessuale include un elenco di
programmi dal quale si evince che, al giorno d’oggi, tali
programmi sono attuati in un gran numero di paesi, sia
sviluppati, sia in via di sviluppo.10 Numerosi programmi attuati nei paesi in via di sviluppo sono stati ispirati e hanno
ricevuto il supporto da programmi dei paesi sviluppati, tra
cui, in particolare, USA e paesi dell’Europa occidentale.
Tre categorie di programmi
Da una prospettiva storica generale, i programmi di educazione sessuale possono essere raggruppati fondamentalmente in tre categorie:
1. programmi che si focalizzano principalmente o esclusivamente sull’astinenza dai rapporti sessuali prematrimoniali, conosciuti come programmi “how to say no” (“come
dire no”) o “abstinence only” (“solo astinenza”) (Tipo 1);
2. programmi che comprendono l’astinenza come una
scelta possibile ma dedicano anche attenzione alla contraccezione e alle pratiche sessuali sicure. Tali programmi sono
spesso indicati come “educazione sessuale estensiva” rispetto all’educazione sessuale “solo astinenza” (Tipo 2);
3. programmi che comprendono gli elementi del programma di tipo 2 ma li collocano nella più ampia prospettiva della crescita e dell’evoluzione personale. Nel presente documento tali programmi vengono indicati come
“educazione sessuale olistica” (Tipo 3).

sessuale estensiva, che hanno un effetto positivo sia sui
comportamenti sessuali sia sul rischio di gravidanza in
adolescenza.11
La linea di demarcazione tra i programmi di secondo e
terzo tipo non è rigorosa e dipende per lo più da questioni
di definizione.
Sfortunatamente, negli USA ci sono quasi esclusivamente programmi di primo e secondo tipo, mentre in Europa occidentale predominano i programmi di terzo tipo.
La letteratura internazionale sull’educazione sessuale è,
quasi per definizione, in lingua inglese, mentre in Europa
i documenti sull’educazione sessuale, che si tratti di linee
guida, manuali, materiale didattico o perfino dei rapporti
di valutazione dei risultati, sono, per la maggior parte, nelle lingue nazionali. Dal momento che questi documenti
sono solitamente inaccessibili a livello internazionale, si
crea facilmente l’erronea impressione che esistano quasi
esclusivamente i programmi di lingua inglese, la maggior
parte dei quali provengono dagli Stati Uniti.
A questo punto del discorso è importante evidenziare che
i programmi di tipo 3 muovono da una filosofia diversa da
quella dei programmi di tipo 1 e 2. Questi ultimi, infatti,
tendono a essere molto più “orientati a risultati tangibili”
e si concentrano in particolare sugli effetti comportamentali. Gli interrogativi importanti per la valutazione dei programmi curricolari dell’educazione sessuale di tipo 1 e 2
comprendono: “Il programma fa ritardare l’età del primo
rapporto sessuale?”, “Riduce il numero dei partner sessuali?”, o persino: “Diminuisce la frequenza dei rapporti
sessuali?”.

Nell’ultimo decennio i programmi del primo tipo sono stati energicamente promossi e finanziati dall’amministrazione repubblicana USA e, in una certa misura, hanno avuto
la loro influenza anche fuori dagli Stati Uniti, in particolare
in alcuni paesi in via di sviluppo e in alcuni paesi dell’Europa orientale. I programmi del secondo tipo sono stati
sviluppati per reazione all’approccio “solo astinenza”. Un
ampio studio comparato sui risultati di programmi di tipo
1 e di tipo 2 realizzati negli USA ha mostrato che i programmi “solo astinenza” non hanno alcun effetto positivo
sui comportamenti sessuali o sul rischio di gravidanza in
adolescenza, al contrario dei programmi di educazione

In Europa l’educazione sessuale è in primo luogo rivolta
alla crescita personale, mentre negli USA è principalmente rivolta alla risoluzione di problemi o alla prevenzione.
Una lunga serie di ragioni storiche, sociali e culturali hanno portato a questa differenza fondamentale tra USA ed
Europa, che non è possibile discutere in questa sede, ma
che è importante evidenziare. Nell’Europa occidentale la
sessualità che affiora e si sviluppa durante l’adolescenza
non è sentita principalmente come un problema o un pericolo, bensì come una preziosa fonte di arricchimento per
la persona.

10 Cf. UNESCO et al. (2009a), pag.13 e segg.

11 Cf. Kohler et al. (2008).

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15

1.6 Iniziative internazionali parallele
sull’educazione sessuale
Il presente documento che raccomanda gli Standard europei per l’educazione sessuale è complementare ad altre
iniziative, sia a livello europeo sia mondiale, di promozione dell’educazione sessuale di qualità.
Nel 2001 è stata pubblicata la WHO European Regional Strategy on Sexual and Reproductive Health.12
Questa strategia decennale sollecitava gli Stati Membri
dell’Europa a provvedere all’informazione e all’educazione degli adolescenti su tutti gli aspetti della sessualità e
della riproduzione nonchè a sostenerli nell’acquisizione
delle competenze (life-skills) necessarie a gestire sessualità e riproduzione in modo appagante e responsabile. La
strategia esortava altresì a predisporre quadri legislativi e
regolatori per la revisione di leggi e politiche al fine di assicurare che queste facilitassero l’equo accesso all’educazione alla salute sessuale e riproduttiva.
Nel novembre 2006 il BZgA e l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS hanno organizzato a Colonia la conferenza
internazionale “Youth Sex Education in a Multicultural Europe”13, che ha offerto a oltre un centinaio di
esperti provenienti da 26 paesi un forum dove presentare
e discutere le strategie nazionali per l’educazione sessuale e le iniziative di successo, incoraggiando altresì la
creazioni di reti e la collaborazione nel campo dell’educazione sessuale sul territorio della Regione Europea. Nella
fase propedeutica alla conferenza è stata preparata una
raccolta di “Country Papers on Youth Sex Education
in Europe”13 quale primo tentativo di riunire e integrare le esperienze nel campo dell’educazione sessuale di
16 paesi europei. I presenti Standard rappresentano un
passo ulteriore per lo sviluppo dell’educazione sessuale
in Europa.
Quasi contemporaneamente alla conferenza di Colonia,
sono stati disponibili i primi risultati del “SAFE Project”
(Sexual Awareness for Europe). Iniziato nel 2005, il progetto
SAFE è stato un’iniziativa della IPPF European Network
e delle 26 associazioni membri, insieme alla Lund University (Svezia) e all’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS. Il

12 Cf. WHO Regional Office for Europe (1999/2001).
13 BZgA/WHO Regional Office for Europe (2006).

16

progetto ha ricevuto il finanziamento della Commissione
Europea - Direzione Generale Salute e Consumatori. Questo partenariato persegue la promozione della salute sessuale e riproduttiva e dei diritti sessuali e riproduttivi della
gioventù in Europa. Tale vasto e innovativo progetto ha
prodotto tre relazioni principali 14, una delle quali, la “Reference Guide to Policies and Practices in Sexuality
Education in Europe”, è stata ampiamente utilizzata per
la parte introduttiva del presente documento. Una delle
raccomandazioni contenute nella relazione guida per le
politiche del progetto SAFE recita: “assicurare che l’educazione sessuale estensiva sia materia obbligatoria sia nelle
scuole primarie sia nelle secondarie, con standard minimi
e obiettivi didattici chiaramente definiti”.15 I presenti Standard per l’educazione sessuale, sebbene scaturiti da una
progettazione indipendente, fungono quindi da complemento ai risultati del progetto SAFE.
Nell’anno 2009, l’UNESCO (congiuntamente ad altre organizzazioni delle Nazioni Unite) ha pubblicato la “Technical Guidance on Sexuality Education”, in due
volumi.16 E’ intercorso uno scambio di informazioni, esperienze e pareri con gli autori di tali linee guida, ma solo
nella seconda fase di realizzazione dei presenti Standard.
I due documenti in parte si sovrappongono, ma mentre
il documento UNESCO fornisce delle raccomandazioni a
livello mondiale, i presenti Standard sono specifici per la
regione europea.
Sempre nel 2009, il Population Council ha pubblicato un
manuale di educazione sessuale dal titolo: “It is All One
Curriculum. Guidelines and Activities for a Unified
Approach to Sexuality, Gender, HIV, and Human Rights Education”. Tali linee guida sono state realizzate da
un gruppo di lavoro comprendente svariate organizzazioni non governative tra cui l’IPPF.17
La suesposta rassegna dimostra che lo scorso decennio
ha prodotto una serie di iniziative riguardanti l’educazione
sessuale. Quantunque basata su pubblicazioni precedenti e parallele, la presente iniziativa è rivolta a colmare una
specifica lacuna per l’Europa.

14
15
16
17

Cf. IPPF (2006a, 2007, Lazarus & Liljestrand 2007).
IPPF (2007), pag.18.
UNESCO (2009a, 2009b).
Cf. Population Council (2009).

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2. Sessualità, salute sessuale ed educazione
sessuale – definizioni e concetti
I concetti di sesso, sessualità, salute sessuale, diritti sessuali e i concetti direttamente interrelati vengono, in una
certa misura, interpretati in modo differente in diversi paesi o culture.18 Anche quando sono tradotti in altre lingue
può accadere che vengano intesi diversamente. Sono
perciò necessari dei chiarimenti su come questi termini
vengono utilizzati nel presente documento.
Nel gennaio 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’ambito di un’iniziativa più ampia, ha indetto una
riunione tecnica di consultazione allo scopo di definire
alcuni di questi concetti, per i quali non esistevano definizioni concordate a livello internazionale.19 Dalla riunione scaturirono definizioni operative dei concetti di sesso,
sessualità, salute sessuale e diritti sessuali. Quantunque
non siano ancora diventate definizioni ufficiali dell’OMS,
queste definizioni si trovano sul sito web dell’OMS e il loro
utilizzo va incrementando. Anche nel presente documento esse vengono utilizzate come definizioni operative.
“Sesso”: si riferisce alle caratteristiche biologiche che in
generale definiscono un essere umano come femmina o
maschio, sebbene nel linguaggio comune con tale termine si intenda spesso l’attività sessuale.
“Sessualità”: come concetto esteso, essa è definita, concordemente alla definizione operativa OMS, nel modo seguente: “La sessualità umana è una parte naturale dello
sviluppo umano in ogni fase della vita ed include componenti fisiche, psicologiche e sociali […]”.20

convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite o espresse. La sessualità è influenzata dall’interazione
di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici,
etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali.” 21
Per una serie di ragioni quest’ultima definizione è molto
utile: sottolinea che la sessualità è un aspetto centrale
dell’essere umano, che non è limitata a determinate fasce di età, che è strettamente connessa al genere, che
comprende vari orientamenti sessuali e che va ben oltre
la riproduzione. Questa definizione chiarisce altresì che
la “sessualità” comprende ulteriori elementi oltre a quelli
meramente comportamentali e che essa può variare in
grande misura a seconda dell’influenza di un’ampia gamma di fattori. Indirettamente, questa definizione indica anche che l’educazione sessuale deve essere intesa come
riguardante aree molto più ampie e variegate della sola
“educazione relativa al comportamento sessuale”, con
la quale, sfortunatamente, viene talvolta erroneamente
confusa.
“Salute sessuale”: questa è stata inizialmente definita in
una riunione tecnica dell’OMS nel 1972 22 nel modo seguente:
“La salute sessuale è l’integrazione degli aspetti somatici,
affettivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuale in modalità positivamente arricchenti e che valorizzano la personalità, la comunicazione e l’amore”.

Una definizione più estensiva, suggerita dall’OMS, recita:
“La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano
lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, le identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo,
il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene
sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri,

18 Vedasi anche il Capitolo 1.
19 WHO (2006).
20 WHO Regional Office for Europe (1999/2001), pag.13.

Sebbene sia alquanto datata, questa definizione viene ancora utilizzata di frequente. Nel corso della consultazione
tecnica OMS del 2002 è stata concordata una nuova proposta di definizione, che recita:
“La salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo alla sessualità; non consiste
21 WHO (2006), pag.10.
22 WHO (1975).

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17

nella semplice assenza di malattie, disfunzioni o infermità.
La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la
possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure,
libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per raggiungere e mantenere la salute sessuale, i diritti sessuali
di ogni essere umano devono essere rispettati, protetti e
soddisfatti .”23
Questa bozza di definizione non solo enfatizza la necessità di un approccio positivo, il piacere come aspetto essenziale e la nozione che la salute sessuale comprende
non solo aspetti fisici ma anche emotivi, mentali e sociali,
ma mette in guardia rispetto a possibili elementi negativi e
per la prima volta menziona l’esistenza dei “diritti sessuali”
-due tematiche quasi totalmente assenti nella definizione
del 1972. Inoltre, l’attenzione non è incentrata sui potenziali elementi negativi come sovente accade nella letteratura
di settore riferita ad HIV e AIDS. In breve, si tratta di una
definizione equilibrata.
La salute sessuale è uno dei cinque aspetti essenziali della
Strategia globale per la salute riproduttiva approvata dall’Assemblea Generale dell’OMS nel 2004.24
Va evidenziato che fin dai primi anni ‘50 l’OMS ha definito
e affrontato la “salute” in modo molto ampio e positivo,
riferendosi ad essa come a un “potenziale umano” e non
meramente come assenza di malattia, includendo non
solo aspetti fisici ma anche emotivi, mentali, sociali ed altri
ancora. Per queste ultime ragioni, si ritiene che le definizioni dell’OMS siano accettabili e utili basi di partenza per un
dibattito sull’educazione sessuale. Pertanto, in questo documento è utilizzato il termine “salute sessuale” che però
comprende anche il significato e la nozione di “benessere
sessuale”. La salute sessuale non è influenzata solo da fattori individuali, ma anche di tipo sociale e culturale.

18

Essi comprendono il diritto di tutti gli esseri umani, liberi da
coercizione, discriminazione e violenza, a:
- il più alto livello raggiungibile di salute sessuale, comprendendo l’accesso ai servizi sanitari per la salute sessuale e riproduttiva;
- ricercare, ricevere e divulgare informazioni relative alla
sessualità;
- l’educazione sessuale;
- il rispetto per l’integrità fisica;
- scegliere il proprio/la propria partner;
- decidere se essere o meno sessualmente attivi;
- relazioni sessuali consensuali;
- matrimonio consensuale;
- decidere se, e quando, avere figli;
- ricercare una vita sessuale soddisfacente, sicura e piacevole.
L’esercizio responsabile dei diritti umani richiede che tutti
gli esseri umani rispettino i diritti altrui.”25
Quantunque si tratti solo di una proposta di definizione,
essa è utilizzata come base di partenza nel presente documento, in quanto si ritiene che gli elementi presenti abbiano una larga base di consenso in tutta Europa. Inoltre,
è importante sottolineare che tale definizione menziona
esplicitamente il diritto all’informazione e all’educazione.
A questo punto del discorso è comunque necessaria un’avvertenza. Ovviamente alcuni diritti di cui sopra sono stati
pensati in riferimento ad una persona adulta e pertanto
non tutti valgono automaticamente per bambini e adolescenti. Ad esempio, è chiaro che temi come il matrimonio
consensuale o il diritto di decidere sulla procreazione non
sono ancora pertinenti per bambini o giovani adolescenti.

“Diritti sessuali”: comprendono in particolare il diritto all’informazione e all’educazione. Come si è detto in precedenza, la riunione OMS del 2002 ha prodotto anche una
proposta di definizione di diritti sessuali che recita:
“I diritti sessuali comprendono diritti umani che sono
già riconosciuti da leggi nazionali, dalle carte internazionali sui diritti umani e da altre dichiarazioni di consenso.

Il diritto del bambino all’informazione è stato altresì riconosciuto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia
dell’ONU, che ha visto la luce nel 1989 e da allora è stata
ratificata dalla maggioranza degli Stati. La Convenzione afferma chiaramente il diritto alla libertà di espressione e il
diritto di ricercare, ricevere e divulgare informazioni e idee
di ogni natura (articolo 13); l’articolo 19 indica il dovere degli
Stati di adottare delle misure educative per proteggere i
minori, inter alia, dall’abuso sessuale.26

23 WHO (2006), pag.10.
24 WHO (2004), pag.21.

25 WHO (2006), pag.10.
26 United Nations (1989).

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Una breve digressione: la “cittadinanza intima”
In questo contesto è utile introdurre il concetto di “cittadinanza intima” che fa riferimento ai diritti sessuali dalla prospettiva delle scienze sociali.
Attualmente i ricercatori nel campo delle scienze sociali e degli studi sulla sessualità chiedono che venga stabilita la
negoziazione morale come valida morale sessuale odierna. L’essenza di questa morale è che le questioni debbano
essere negoziate in spirito di mutuo consenso tra partecipanti maturi che sono pari quanto a status, diritti e poteri.
A tal fine, una importante condizione preliminare è che le parti in causa raggiungano una concezione condivisa di
“consenso” e che siano consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti nell’ambito delle relazioni interpersonali e del comportamento sessuale.
Dando per soddisfatta tale condizione preliminare, è possibile utilizzare la nozione di “cittadinanza intima”, un concetto sociologico che descrive la realizzazione di diritti civili nella società civile. La cittadinanza intima poggia sul principio
della negoziazione morale e, oltre alla sessualità, riguarda le preferenze sessuali, gli orientamenti sessuali, le diverse
forme di mascolinità e femminilità, le varie forme di relazione e i vari modi di vivere insieme di figli e genitori. Pertanto,
il termine “intimità” coincide in gran parte con il concetto esteso di sessualità proposto nel presente documento. La
cittadinanza intima porta al centro dell’attenzione l’equità dello status sociale ed economico degli individui che mantengono l’autonomia per quanto riguarda la propria vita e allo stesso tempo rispettano i confini degli altri .27
Ciò che la cittadinanza intima reclama per l’individuo corrisponde a livello sociale ai diritti umani e sessuali. Il godimento di tali diritti implica il rispetto e la realizzazione permanente del diritto alla parità tra i sessi e all’autonomia sessuale
della persona, che deve essere libera da coercizione e sfruttamento. Il godimento di tali diritti rinforza la persona contro le intromissioni della famiglia o della società. Riconoscere e tenere in considerazione i diritti sessuali é essenziale
se vogliamo affermare, promuovere e proteggere questi stessi diritti anche per gli altri. 28
Nel campo dei diritti sessuali, il compito delle politiche centrali sull’educazione è quindi quello di evidenziare l’importanza dell’insegnamento e della promozione in famiglia, a scuola e presso le agenzie che si occupano di formazione,
di quelle capacità e competenze specifiche utili ad apprendere ed esercitare il pensiero critico. Questo metterà in
grado bambini e ragazzi - gli adulti di domani - di affrontare la sfida dell’autonomia e del consenso nelle negoziazioni
con i loro partner.
Essi devono anche essere in grado di esprimere sentimenti, pensieri e azioni attraverso la parola, come pure di riflettere sui propri sentimenti, pensieri e azioni. L’educazione sessuale olistica e adeguata all’età è particolarmente adatta
a insegnare e a far riflettere sui contenuti rilevanti - vale a dire per acquisire le competenze necessarie.

27 Plummer (2001), Schmidt (2004), Weeks (1998).
28 WHO (2006) e IPPF (2008), pagg.10-11.

Recentemente l’IPPF, la principale organizzazione non
governativa nel campo della salute sessuale e riproduttiva, ha adottato una Dichiarazione dei diritti sessuali.29 Questa Dichiarazione, ampiamente basata sui diritti
umani riconosciuti a livello internazionale, presenta una

29 IPPF (2008).

struttura simile alla precedente, e ampiamente adottata,
Carta dei diritti sessuali e riproduttivi della stessa
IPPF30 e comprende anche il diritto all’educazione e
all’informazione.31

30 IPPF (1996).
31 IPPF (2008).

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La World Association for Sexual Health (WAS) ha pubblicato nel 2008 una dichiarazione sulla salute sessuale;
anche questo documento riconosce i diritti sessuali come
essenziali per raggiungere la salute sessuale per tutti.32
Avendo preso in esame le definizioni di cui sopra e altre
ulteriori, seguendo l’approccio olistico e positivo che costituisce il fondamento dei presenti Standard, nel presente
documento l’educazione sessuale è intesa come di seguito specificato.
“Educazione sessuale” significa apprendere relativamente agli aspetti cognitivi, emotivi, sociali, relazionali e
fisici della sessualità.
L’educazione sessuale inizia precocemente nell’infanzia e
continua durante l’adolescenza e la vita adulta. Con bambini e ragazzi l’educazione sessuale mira a sostenere e
proteggere lo sviluppo sessuale.
Gradualmente l’educazione sessuale aumenta l’empowerment di bambini e ragazzi, fornendo loro informazioni, competenze e valori positivi per comprendere la

propria sessualità e goderne, intrattenere relazioni sicure
e gratificanti, comportandosi responsabilmente rispetto a
salute e benessere sessuale propri e altrui.
L’educazione sessuale mette bambini e ragazzi in grado
di effettuare scelte che migliorano la qualità della loro vita
e contribuiscono a una società solidale e giusta.
Tutti i bambini e i ragazzi hanno diritto ad accedere all’educazione sessuale adeguata alla loro età.
In questa definizione l’attenzione è incentrata sulla sessualità come positiva potenzialità umana e come fonte
di soddisfazione e di piacere. La necessità, chiaramente
riconosciuta, di conoscenze e competenze atte a prevenire problemi di salute sessuale passa in secondo piano rispetto all’approccio globale positivo. Inoltre, l’educazione
sessuale deve basarsi sui diritti umani riconosciuti a livello
internazionale, in particolare sul diritto alla conoscenza,
che ha la precedenza sulla prevenzione dei problemi sanitari.

32 World Association for Sexual Health (2008).

Ulteriori definizioni di educazione sessuale dell’UNESCO e dell’IPPF
“L’educazione sessuale estensiva persegue il fine di fornire ai giovani conoscenze, competenze, atteggiamenti e
valori di cui hanno bisogno per determinare la propria sessualità e goderne – fisicamente ed emotivamente, individualmente e nelle relazioni. Considera la “sessualità” in modo olistico e nel contesto dello sviluppo affettivo e sociale. Riconosce che la sola informazione non è sufficiente. E’ necessario offrire ai giovani l’opportunità di acquisire life
skills essenziali e di sviluppare atteggiamenti e valori positivi.”33
Nella recente “International Technical Guidance on Sexuality Education” realizzata dall’UNESCO e da altre organizzazioni delle Nazioni Unite, l’educazione sessuale è stata descritta nel modo seguente:
“E’ definito Educazione Sessuale un approccio, adeguato all’età e alla cultura, nell’insegnamento riguardante il sesso
e le relazioni attraverso la trasmissione di informazioni scientificamente corrette, realistiche e non giudicanti. L’educazione S essuale offre, per molti aspetti della sessualità, l’opportunità sia di esplorare i propri valori e atteggiamenti,
sia di sviluppare le competenze decisionali, le competenze comunicative e le competenze necessarie per la riduzione dei rischi.”34

33 IPPF (2006b), p. 6.
34 UNESCO (2009b), p. 2.

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3. Le ragioni alla base dell’educazione sessuale
3.1 Considerazioni fondamentali a favore
dell’educazione sessuale
La sessualità è una componente centrale dell’essere
umano
Tutti gli esseri umani nascono come esseri sessuali e devono in ogni caso sviluppare il proprio potenziale sessuale. L’educazione sessuale aiuta a preparare la gioventù
alla vita in generale, specialmente per quanto riguarda il
costruire e il mantenere relazioni soddisfacenti, e contribuisce allo sviluppo della personalità e della capacità di
auto-determinazione.
Gli esseri umani hanno diritto a essere informati
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia35 afferma esplicitamente il diritto all’informazione
e l’obbligo degli Stati a mettere in atto delle misure per
l’educazione di bambini e ragazzi.
I diritti sessuali come diritti umani relativi alla sessualità offrono un’ulteriore cornice di riferimento che comprende
il diritto di tutti di avere accesso all’educazione sessuale.
L’articolo 8 della Dichiarazione dell’IPPF recita: “Diritto all’educazione e all’informazione: tutte le persone, senza
discriminazioni, hanno diritto all’educazione e all’informazione in generale e all’educazione sessuale estensiva e
alle informazioni necessarie e utili a godere del diritto di
piena cittadinanza e uguaglianza nella sfera privata, pubblica e politica.”36
I diritti umani sono il principio guida della Strategia per
la Salute riproduttiva dell’OMS per accelerare i progressi
verso il raggiungimento degli obiettivi e delle mete37 internazionali di sviluppo, dove la promozione della salute
sessuale figura tra i cinque aspetti fondamentali.
Parimenti, la World Association for Sexual Health (WAS) intende i diritti sessuali come parte integrante dei diritti uma-

35 United Nations (1989).
36 IPPF (2008), vedasi anche il capitolo 2.
37 WHO (2004), pag.21.

ni fondamentali e quindi inalienabili e universali.38 Nella
sua recente pubblicazione intitolata “Sexual Health for the
Millennium”39, la WAS sostiene che la salute sessuale debba essere promossa in quanto strategia essenziale per
raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs).
Tra gli otto obiettivi individuati, il quarto indica l’accesso
universale all’informazione e all’educazione sessuale
estensiva. La salute sessuale può essere raggiunta solo
se tutti gli esseri umani, giovani compresi, hanno accesso
universale all’educazione sessuale, all’informazione e ai
servizi per la salute sessuale lungo tutto l’arco della vita.40 Il
timore che l’educazione sessuale possa indurre i giovani a
un attività sessuale più intensa o più precoce non è giustificato, come dimostrano i risultati delle ricerche.41
L’educazione sessuale informale non è adeguata alla
società moderna
Come argomentato in precedenza, i genitori, gli altri familiari e le altre fonti informali di informazione sono importanti per imparare ciò che riguarda le relazioni umane e
la sessualità, specialmente nelle fasce di età più precoci.
Tuttavia, nella società moderna questo spesso non è sufficiente, perché di frequente queste stesse fonti informali
mancano delle conoscenze necessarie, soprattutto quando vi è bisogno di informazioni complesse e di tipo tecnico (come quelle riguardanti la contraccezione o le modalità di contagio delle infezioni sessualmente trasmesse).
Inoltre, sono gli stessi giovani che spesso, una volta entrati
nella pubertà, preferiscono rivolgersi a fonti diverse dai
genitori, i quali sono percepiti come troppo vicini.
I giovani sono esposti a molte nuove fonti di informazione
I media moderni, soprattutto cellulari e internet, sono diventati in un brevissimo arco di tempo importanti fonti di
informazioni. Tuttavia, molte di queste informazioni, so38 World Association for Sexual Health (1999).
39 Cf. World Association for Sexual Health (2008), pag.2.
40 World Association for Sexual Health (2008), pagg.4-5.
41 La panoramica dei risultati delle ricerche inserita in UNESCO (2009a) (Vol.
1, pagg.13-17) indica chiaramente che l’educazione sessuale, stando alla maggioranza degli studi, tende a ritardare l’inizio dei rapporti sessuali, riduce la frequenza dei rapporti e il numero dei partner sessuali, aumenta i comportamenti
di prevenzione a livello sessuale.

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prattutto quelle inerenti la sessualità, sono distorte, non
equilibrate, irrealistiche e spesso degradanti, specialmente per le donne (pornografia su internet). E’ perciò comparsa una nuova ragione a favore dell’educazione sessuale,
vale a dire la necessità di contrastare e correggere le informazioni e le immagini fuorvianti veicolate dai media.
La necessità di promuovere la salute sessuale
Nel corso della storia dell’umanità la sessualità è stata anche percepita come un pericolo per la salute: IST incurabili
e gravidanze indesiderate sono state quasi sempre gravi
rischi associati ai rapporti sessuali. Nel XXI secolo questi
ed altri rischi per la salute possono essere evitati, non solo
perché oggi abbiamo a disposizione le conoscenze necessarie, ma anche perché la sessualità è un argomento molto meno tabù e perciò se ne può parlare a scopo
di prevenzione. L’educazione sessuale, quindi, svolge la
funzione, altamente necessaria, di promuovere la salute
sessuale.
Nell’epoca odierna è riconosciuto un grande valore, a
livello mondiale, alla salute sessuale e riproduttiva. Tre
degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio adottati a
livello internazionale (il terzo sulla parità di genere, il quinto sulla salute materna e il sesto che comprende l’HIV e
l’AIDS) sono in diretta relazione con la salute sessuale e
riproduttiva. L’educazione sessuale può dare un grande
contributo al raggiungimento di questi obiettivi universali
di sviluppo.

3.2 Lo sviluppo psicosessuale nell’infanzia
e nell’adolescenza
In questa sezione viene discussa la necessità di iniziare
precocemente l’educazione sessuale e viene spiegato il
perché alcuni argomenti vengano presentati a determinate età. Due rinomate organizzazioni per l’educazione
sessuale, rispettivamente la belga SENSOA e l’olandese
Rutgers Nisso Group, hanno cortesemente messo a disposizione delle rassegne già esistenti che sono state
riassunte e lievemente adattate.42 La letteratura scientifica
su cui si basa la presente sezione è reperibile nella parte
B della bibliografia.
La psicologia, ed in particolare la psicologia dell’età evo42 Cf. Rutgers Nisso Groep (2008) e Frans E & Franck T (2010).

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lutiva, ha dimostrato che i bambini nascono come esseri
sessuali e che la loro sessualità si sviluppa attraverso diversi stadi collegati allo sviluppo infantile in generale e
ai relativi compiti di sviluppo. Detti stadi dello sviluppo
sessuale vengono presentati nel dettaglio sia per spiegare la necessità, già citata in precedenza, di iniziare
precocemente l’educazione sessuale, sia per illustrare
che specifici contenuti/informazioni, competenze e atteggiamenti sono presentati in relazione allo sviluppo
del bambino o del ragazzo. Gli argomenti sono proposti
idealmente prima che il bambino/il ragazzo raggiunga lo
stadio evolutivo corrispondente in maniera da prepararlo
ai cambiamenti imminenti (ad esempio una bambina dovrebbe essere edotta sulle mestruazioni prima di farne
esperienza per la prima volta).
Nell’affrontare il comportamento sessuale di bambini e
ragazzi, è importante tenere presente che la loro sessualità è diversa da quella degli adulti e questi ultimi non dovrebbero prendere in esame il comportamento sessuale
di bambini e ragazzi dal proprio punto di vista adulto.
Gli adulti attribuiscono un significato sessuale ai comportamenti sulla base della loro esperienza di adulti e talvolta
hanno molta difficoltà a vedere le cose con gli occhi di un
bambino o di un ragazzo. Tuttavia, è essenziale adottare
la prospettiva di bambini e ragazzi.
Le persone giocano un ruolo importante e attivo nel proprio processo di sviluppo durante le varie fasi di vita. Integrare la sessualità con gli altri aspetti della personalità,
quali lo sviluppo dell’autostima, le competenze inerenti
le relazioni e la costruzione dei legami, è un importante
compito di sviluppo per i giovani. Tutti i cambiamenti nello
sviluppo sessuale sono anche influenzati da fattori biologici, psicologici e sociali: in base all’esperienza, le persone
si fanno un’idea di quale tipo di comportamento sessuale
- quando e con chi- sia “appropriato”, quali conseguenze e
reazioni aspettarsi e come debbano sentirsi al riguardo.
Lo sviluppo del comportamento sessuale, delle emozioni
e cognizioni relative alla sessualità, inizia nel grembo materno e continua per tutto l’arco della vita di un individuo.
I precursori delle successive percezioni sessuali, come la
capacità di godere del contatto fisico, sono presenti fin
dalla nascita. Lo sviluppo sessuale e personale di un essere umano è condizionato soprattutto da quattro aree

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nucleari (campi di esperienza) che si sperimentano già in
età molto precoce in relazione ai bisogni, al corpo, alle
relazioni e alla sessualità infantili: il bambino/la bambina
ha potuto sviluppare un sentimento di fiducia di base che
fame e sete sarebbero stati soddisfatti e che avrebbe ricevuto vicinanza fisica e protezione? Le sue emozioni sono
state riconosciute e accettate? Che cosa ha imparato nelle
relazioni con genitori e fratelli e sorelle? Che esperienze
ha fatto? Ha imparato sentirsi a proprio agio nel suo corpo, ad amarlo e averne cura? E’ stato/a accettato/a come
maschio o femmina? Tutte queste esperienze non sono
di natura sessuale in senso stretto ma sono basilari per lo
sviluppo del carattere e della sessualità dell’essere umano.
Il comportamento sessuale tra bambini e ragazzi ha solitamente luogo a livello individuale oppure tra coetanei in
un contesto di gioco o di presa in giro, come modalità per
esplorare se stessi e gli altri. E’ così che bambini e ragazzi scoprono cosa piace e cosa non piace loro, imparano
a gestire l’intimità e apprendono le regole di comportamento nelle situazioni sessuali. Le loro norme e valori riguardanti la sessualità si formano nello stesso modo.
Tutti i tipi di valori e di norme comportamentali (specifiche per il genere e non) vengono trasmesse già a un’età
precoce attraverso i media, i genitori e le altre figure educative. In ogni diversa fase della vita la sessualità mostra
forme di espressione diverse e acquista nuovi significati.
Lo sviluppo di competenze relazionali efficaci è centrale per la vita sessuale di una persona ed è ampiamente
influenzato dalla storia personale. Il background familiare, le interazioni con i coetanei, l’educazione sessuale,
l’autoerotismo, le prime esperienze sessuali, tutti questi
fattori insieme determinano le percezioni e i sentimenti
inerenti la sessualità, le motivazioni, gli atteggiamenti e la
capacità di interagire in ambito sessuale.
Queste esperienze quindi fungono a uno scopo: offrono
una cornice di riferimento per comprendere i propri sentimenti e i propri comportamenti e per interpretare i comportamenti altrui. In questo processo bambini e ragazzi
imparano anche ciò che riguarda i confini.
Dalla grande eterogeneità di opinioni sulla sessualità deriva una maggiore tendenza esercitare le proprie scelte

e decisioni. Inoltre, al giorno d’oggi il processo di maturazione biologica inizia più precocemente e la sessualità
è molto più presente nei media e nella cultura giovanile.
Questo implica che educatori e genitori devono fare uno
sforzo maggiore per aiutare bambini e ragazzi ad affrontare il proprio sviluppo sessuale.

La progressione dello sviluppo sessuale
I primi 10 anni di vita
In linea generale si può dire che durante i primi sei anni di
vita i bambini passano presto dalla completa dipendenza
a una indipendenza limitata. Acquisiscono consapevolezza del proprio corpo. I bambini provano sensazioni
sessuali perfino nella prima infanzia. Tra il secondo e il
terzo anno di vita scoprono le differenze fisiche tra maschi e femmine. In questo periodo cominciano a scoprire il proprio corpo (masturbazione della prima infanzia,
autostimolazione) e può succedere anche che cerchino
di esaminare il corpo delle loro amichette o dei loro amichetti (gioco del dottore). I bambini imparano a conoscere
il loro ambiente sperimentando e da questo punto di vista
la sessualità non è diversa dalle altre aree. Ampi studi osservazionali hanno identificato comportamenti sessuali
comuni nei bambini, facendo sì che tali forme di comportamento siano considerate normali.
Esplorando sensazioni e desideri sessuali e facendo domande, i bambini imparano a conoscere ulteriormente
la sessualità. A partire dai tre anni essi capiscono che
sull’argomento gli adulti sono reticenti. Essi mettono alla
prova i limiti degli adulti, ad esempio spogliandosi senza
preavviso o utilizzando un linguaggio con doppi sensi e
riferimenti sessuali. I bambini piccoli sono estremamente
curiosi e pongono molte domande. Mano a mano che
perdono il loro egocentrismo essi diventano sempre più
in grado di assumere il punto di vista altrui e a mano a
mano che si sviluppano le abilità verbali il contatto fisico
tende a passare in secondo piano. I bambini, poi, si possono esprimere in molti modi. I bambini più grandicelli
iniziano a sviluppare il senso di vergogna, al quale, di
frequente, concorre il contesto familiare.
Intorno all’età di sei anni i bambini fanno ancora molte
domande ma iniziano ad accorgersi che gli adulti non
le accolgono così bene come invece sostengono e per
saperne di più si rivolgono ai coetanei. I bambini dell’età

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della scuola primaria diventano più chiusi e pudichi. La loro
sessualità è quiescente e lo sviluppo morale alimenta un
crescente senso di vergogna al riguardo. In questa fase si
presentano i giochi a sfondo sessuale: sono stati osservati
in un terzo dei maschi di otto anni e la percentuale aumenta gradualmente al crescere dell’età. In linea generale,
l’attività sessuale è meno diffusa tra le bambine ma anche
per loro l’interesse per la sessualità aumenta con la crescita. Ai bambini (dall’età di cinque anni e specialmente tra i
sette e gli otto) piace mostrare i propri genitali ed anche
guardare i genitali degli altri bambini. La motivazione principale risiede nella curiosità e nella sete di conoscenza.
La sessualità infantile è molto più ampia di quella di un
adulto medio e può essere considerata come un aspetto
dello sviluppo della sensualità, che fa parte dello sviluppo
psicologico, sociale e biologico.
I cambiamenti negli interessi dei preadolescenti e
lo sviluppo sessuale durante la pubertà
Tra gli 11 e i 13 anni gli interessi dei preadolescenti cambiano ed essi iniziano a dedicarsi maggiormente a una conoscenza minuziosa del corpo e degli organi sessuali, soprattutto quelli dell’altro sesso. Durante la pubertà all’identità
sociale si aggiunge la ricerca della propria identità psicologica. Gli adolescenti riflettono sulle proprie caratteristiche
personali e sul proprio valore e fanno considerazioni sul
posto che occupano nel mondo. La formazione dell’identità è strettamente collegata con l’immagine di sé. La pubertà è anche il momento in cui negli adolescenti aumentano le capacità intellettuali e si sviluppa il senso morale.
Lo sviluppo sessuale subisce un’accelerazione durante la
pubertà. Percezioni e motivazioni relative alla sessualità
acquistano una dimensione sociale: con e per mezzo di
altre persone. Il processo di maturazione sessuale è in
pieno svolgimento. Le differenze tra ragazzi e ragazze si
fanno più marcate. Gli amici dello stesso sesso sono importanti nelle prime fasi della pubertà perché rappresentano qualcuno con cui poter parlare, e cominciano pure
a esserci delle aperture verso l’altro sesso. Durante la pubertà compare una discrepanza tra lo sviluppo fisico e la
condizione psicologica.
In questa fase della vita i ragazzi attraversano un periodo di profonda riflessione. Gradualmente acquisiscono la
capacità di pensare a cose che non sono sensorialmente
percepibili e a eventi di cui non hanno fatto diretta esperienza. Diventa anche possibile l’introspezione. Inoltre, i

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ragazzi sviluppano la capacità di mettere insieme singole
qualità personali per formare un’entità che consente loro
di ragionare in termini di risoluzione dei problemi.
Tra i 12 e i 20 anni ragazze e ragazzi maturano gradualmente il proprio orientamento sessuale e contemporaneamente si formano e si consolidano le preferenze sessuali.
Per avere una visione più chiara delle specifiche fasi evolutive, sulle quali si basa la matrice dell’educazione sessuale
della seconda parte di questo documento, è stata preparata la seguente presentazione schematica che riassume e
dettaglia gli argomenti menzionati in precedenza.

Stadio 1: 0-3 anni
Scoperta ed esplorazione
Neonati: 0 -1 anno (scoperta)
- Lo sviluppo sessuale infantile inizia alla nascita.
- I neonati si focalizzano completamente sui sensi: tatto,
udito, vista, gusto e odorato. Attraverso i sensi i neonati
possono provare una sensazione di piacevolezza e protezione. Coccolare e accarezzare i neonati è molto importante perché pone le fondamenta per una crescita sociale
ed affettiva sana
- I neonati sono molto occupati a scoprire il mondo che li
circonda. Questo è evidente nella tendenza a portare alla
bocca e succhiare i giocattoli (tatto), guardare i volti o gli
oggetti in movimento (vista) e ad ascoltare la musica (udito). I neonati sono anche alla scoperta del proprio corpo, si
toccano spesso e talvolta si toccano anche i genitali, più
per caso che intenzionalmente.

Bambini nella prima infanzia: 2 e 3 anni (curiosità/esplorazione del proprio corpo)
- I bambini stanno acquisendo consapevolezza di sé e
del proprio corpo. Imparano anche che hanno sembianze
diverse dagli altri bambini e dagli adulti (sviluppano la propria identità).
- Imparano che sono maschi oppure femmine (sviluppano l’identità di genere).
- Diventano molto interessati al proprio corpo e a quello
delle persone intorno a loro. Spesso esaminano nei par-

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ticolari il proprio corpo e i genitali e li mostrano agli altri
bambini e agli adulti.
- Iniziano a toccarsi deliberatamente i genitali perché toccarli procura loro una sensazione di piacere.
- Hanno ancora un forte bisogno di contatto fisico. Amano sedersi sulle ginocchia di un adulto e piace loro essere
coccolati e presi in braccio.
- Iniziano ad imparare “ciò che si fa e ciò che non si
fa” (norme sociali).

Stadio 2: 4-6 anni
Imparare le regole, giocare e fare amicizia

schio” e di “cosa fa una femmina” (ruoli di genere).
- Fanno amicizia con altri bambini: di entrambi i sessi oppure solo con i maschi o solo con le femmine (i membri
del loro stesso sesso).
- I bambini associano spesso l’amicizia e il fatto che qualcuno piaccia loro con “l’essere innamorato/a”. Ad
esempio, spesso dicono che sono innamorati della mamma, della maestra o del coniglietto. Solitamente questo
non ha nulla a che vedere con i sentimenti sessuali e il
desiderio, è solo il loro modo per dire che sono affezionati
a qualcuno.

Stadio 3: 7-9 anni
Vergogna e primo amore

- I bambini sono più a contatto con gruppi di persone numerosi (alla scuola materna e primaria). Imparano sempre
più come “devono” comportarsi (regole sociali).
- Imparano che gli adulti non approvano che essi si mostrino nudi in pubblico o che si tocchino o tocchino gli altri,
perciò è meno probabile che vadano in giro nudi in pubblico o che si tocchino i genitali.
- L’esplorazione del proprio corpo e di quello altrui si esprime maggiormente nell’ambito del gioco (“giochi a sfondo sessuale”): bambine e bambini giocano a “mamma e
papà” e anche al “gioco del dottore”, all’inizio apertamente
ma in seguito spesso lo fanno in segreto perché imparano
che non è permesso stare nudi in pubblico.
- “Fase delle parolacce”: i bambini sono alla scoperta
dei confini. Si accorgono che dire determinate parole provoca la reazione di chi sta loro intorno. Trovano che la cosa
sia eccitante e divertente, così ripetono queste parole.
- A questa età i bambini sono molto interessati alla riproduzione e pongono in continuazione domande, come
“Da dove vengono i bambini?”
- La maggioranza dei bambini inizia a sperimentare pudore rispetto al proprio corpo e inizia a mettere dei confini.
- Bambini e bambine sanno di essere maschi oppure
femmine e che sarà sempre così.
- Si fanno un’idea ben chiara e definita di “cosa fa un ma-

- E’ possibile che i bambini inizino a sentirsi a disagio
a stare nudi in presenza degli altri. Non vogliono più spogliarsi in presenza degli adulti e smettono di andare in giro
nudi.
- Fanno meno domande sul sesso, ma ciò non significa
che siano meno interessati all’argomento: si sono accorti che il sesso è un argomento “scottante” e che non sta
bene parlarne in pubblico.
- Fantasticano molto, utilizzando quello che vedono intorno a loro (famiglia, scuola, TV, etc.). Spesso mischiano
fantasia e realtà. Possono fare delle fantasie sull’amore,
per esempio, a volte anche di essere innamorati di qualcuno dello stesso sesso.
- Si formano il gruppo dei maschi e il gruppo delle
femmine , ciascuno dei quali “tasta il terreno” con l’altro.
I maschi spesso pensano che le bambine siano “stupide”
e “infantili”, mentre le femmine tendono a pensare che i
maschi siano “troppo turbolenti” e “facciano i duri”.
- Nelle situazioni di gruppo (in classe, tra amichette/i),
spesso è importante, per loro, dimostrare quanto sono
grandi, forti e brillanti. Fanno a gara cercando di superarsi
l’uno con l’altro. Vogliono dimostrare di conoscere delle
cose del mondo dei bambini più grandi e del mondo
degli adulti e un modo è dimostrare quanto sanno in
fatto di sesso oppure utilizzare parole sessuali. Inventano rime con parole sessuali e si raccontano barzellette a
sfondo sessuale (barzellette sporche), spesso senza capire

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il significato di quello che dicono.
- In questa fascia di età compaiono anche le prime sensazioni di innamoramento.

Stadio 4: 10-15 anni
Pre-pubertà e pubertà
10-11 anni: pre-pubertà
- Inizia a sbocciare la pubertà. Comincia l’attività degli
ormoni sessuali che si manifesta nel comportamento e nello sviluppo fisico, ma anche nelle percezioni e nelle oscillazioni dell’umore. Solitamente le femmine raggiungono
la pubertà due anni prima dei maschi. I cambiamenti fisici
evidenti comprendono la crescita del seno e l’aumento dell’altezza.
- All’incirca a partire dai 10 anni aumenta l’interesse per la
sessualità degli adulti. Maschi e femmine fanno più fantasie sessuali e sentono e vedono cose di tutti i tipi sui libri,
alla TV o su internet, che alimentano la loro curiosità. Ciononostante, se si prova ad intraprendere con loro un discorso
sulla sessualità, possono reagire in modo schivo o brusco.

la crescita del proprio corpo: “è normale?”, “cresco troppo
lentamente rispetto alle altre/gli altri della mia stessa età?”
Gli adolescenti devono abituarsi al loro “nuovo corpo”, si
sentono spesso imbarazzati e a disagio.
- Sviluppano una immagine sessuale di sé: si vedono
come una persona che può avere un’attività sessuale e per
questo è importante per loro essere attraenti. Dal momento che si sentono spesso insicuri rispetto al proprio corpo,
sono altrettanto spesso insicuri di essere attraenti (per un
potenziale partner)
- A questa età sono spesso molto sensibili alle opinioni
altrui: possono lasciarsi influenzare dai coetanei.
- Iniziano anche a trovare sessualmente attraenti persone della stessa età.
- A poco a poco ragazzi e ragazze scoprono se provano
desiderio verso i maschi o le femmine (orientamento sessuale).
- Spesso si innamorano veramente per la prima volta.
Flirtano tra loro e hanno le prime relazioni.
- Ulteriori esperienze di baci e carezze; petting.

- In questa fase possono esserci i primi passi verso l’amore: maschi e femmine cominciano ad uscire insieme e fanno timidi passi di avvicinamento l’uno all’altra (si tengono
per mano, si danno baci sulla guancia, etc.).
12-15 anni: pubertà
- Per la maggioranza dei maschi è il momento d’inizio della
pubertà. I testicoli e il pene iniziano a svilupparsi e cominciano anche a crescere i peli delle ascelle e della zona pubica.
Fanno uno scatto di crescita in altezza. La voce diventa più
grave e inizia a crescere la barba. I ragazzi hanno la prima
eiaculazione a 13 anni (in media), segno che hanno raggiunto la maturità sessuale e possono procreare.
- Anche le ragazze continuano il loro sviluppo. Hanno già
fatto lo scatto di crescita e ora spuntano i peli delle ascelle
e del pube. A 12 anni (in media) hanno la prima mestruazione, indicante che hanno raggiunto la maturità sessuale
e possono concepire.
- E’ possibile che aumenti la masturbazione, più tra i maschi che tra le femmine.
- Gli adolescenti possono avere molto insicurezze inerenti

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Stadio 5: 16-18 anni
Alle soglie dell’età adulta
- I giovani sono più indipendenti e hanno legami meno
stretti con i genitori.
- Ora sanno più chiaramente se sono eterosessuali oppure omosessuali.
- Fanno esperienze nelle relazioni.
- Acquisiscono esperienza sessuale: si baciano e fanno petting, chi prima chi dopo.
- Il percorso sessuale dei giovani solitamente procede nel
modo seguente: baciarsi, toccarsi ed accarezzarsi da vestiti,
petting da nudi, rapporto sessuale (per gli eterosessuali) e,
infine, sesso orale e, talvolta, anale.
- Acquisiscono maggiore esperienza su come rapportarsi
all’altro sesso: mediare, comunicare, esprimere desideri,
mettere dei limiti e mostrare rispetto sono tutti temi importanti.

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4. Principi ed effetti dell’educazione sessuale
L’educazione sessuale olistica deve basarsi sui seguenti
principi.
1. L’educazione sessuale è adeguata per l’età rispetto al
livello di sviluppo e alle possibilità di comprensione, è
sensibile rispetto alla cultura, alla società e al genere. E’
rapportata alle realtà di vita di bambini o ragazzi.
2. L’educazione sessuale si basa sui diritti umani (sessuali e riproduttivi).
3. L’educazione sessuale si basa su un concetto olistico
di benessere che comprende la salute.
4. L’educazione sessuale poggia saldamente sui principi
di equità di genere, autodeterminazione e accettazione
della diversità.

4. Avere consapevolezza e conoscenza del corpo umano, del suo sviluppo e delle sue funzioni, in particolare
per quanto attiene la sessualità.
5. Essere in grado di svilupparsi e maturare come essere
sessuale, vale a dire imparare a esprimere sentimenti e
bisogni, vivere piacevolmente la sessualità, sviluppare i
propri ruoli di genere e la propria identità sessuale.
6. Acquisire informazioni adeguate sugli aspetti fisici,
cognitivi, sociali, affettivi e culturali della sessualità, della
contraccezione, della profilassi delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) e dell’HIV, della violenza sessuale.
7. Avere le competenze necessarie per gestire tutti gli
aspetti della sessualità e delle relazioni.

5. L’educazione sessuale inizia alla nascita.
6. L’educazione sessuale deve essere intesa come un
contributo verso una società giusta e solidale, attraverso
l’empowerment delle persone e delle comunità locali.
7. E’ basata su informazioni scientificamente accurate.

8. Acquisire informazioni sull’esistenza e le modalità di
accesso ai servizi di consulenza e ai servizi sanitari, particolarmente in caso di problemi e domande relativi alla
sessualità.
9. Riflettere sulla sessualità e sulle diverse norme e valori
con riguardo ai diritti umani al fine di maturare la propria
opinione in maniera critica.

L’educazione sessuale persegue i seguenti risultati.
1. Contribuire a un clima sociale di tolleranza, apertura
e rispetto verso la sessualità e verso stili di vita, atteggiamenti e valori differenti.

10. Essere in grado di instaurare relazioni (sessuali) paritarie in cui vi siano comprensione reciproca e rispetto
per i bisogni e i confini reciproci. Ciò contribuisce alla
prevenzione dell’abuso e della violenza sessuale.

2. Rispettare la diversità sessuale e le differenze di genere, essere consapevoli dell’identità sessuale e dei ruoli
di genere.

11. Essere in grado di comunicare rispetto a sessualità,
emozioni e relazioni, avendo a disposizione il linguaggio adatto.

3. Mettere in grado le persone, attraverso un processo di
empowerment, di fare scelte informate e consapevoli e
di agire in modo responsabile verso se stessi e il proprio
partner

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5. Gruppi target e altri attori partner nell’educazione
sessuale
Nell’educazione sessuale i gruppi target e altri attori
partner possono avvicendarsi e di frequente sovrapporsi. Gli stessi giovani possono essere portati a esempio:
spesso essi vengono intesi esclusivamente quale principale gruppo target, trascurando il fatto che sono anche
un partner importante- come hanno dimostrato le esperienze di peer-education, cioè di educazione condotta
da appartenenti al gruppo dei pari.
L’educazione sessuale è un processo che dura
tutta la vita
L’educazione sessuale è un processo che dura tutta la
vita, ma è essenziale soprattutto durante l’infanzia e
l’adolescenza. Dovrebbe essere adeguata alle diverse
fasce di età nei vari strati sociali, poiché la sessualità è
un aspetto cruciale nella vita di tutti. Va dedicata un’attenzione specifica ai giovani che vivono in contesti di
fragilità, come gli immigrati, le minoranze sessuali, i disabili, chi ha una bassa scolarità. La conoscenza dei bisogni delle popolazioni target in fatto di salute sessuale e
riproduttiva è essenziale per poter realizzare un’educazione sessuale che risponda a tali bisogni. Inoltre, le strategie per l’educazione sessuale andrebbero stabilite in
modo partecipato. Per progettare e realizzare strategie
ottimali per una società variegata sono necessari scambi
costruttivi tra esperti, responsabili delle politiche, educatori e rappresentanti dei gruppi target.

hanno un ruolo importante nell’educazione sessuale:
essi comprendono i responsabili delle politiche, i sostenitori dell’educazione sessuale, comprese le organizzazioni non governative, i politici, le figure carismatiche
della comunità, le università, le istituzioni pubbliche e
gli istituti scientifici.
Anche le organizzazioni religiose e culturali, come pure
le organizzazioni giovanili, sono potenziali partner - a seconda delle circostanze e dei contesti potranno essere
partner diretti (a diretto contatto con i giovani) oppure
indiretti. Attività di rete, scambi e cooperazione con questo tipo di organizzazioni sono raccomandati per arrivare a gruppi (migranti, minoranze culturali, etc.) per i quali
la scuola potrebbe non essere l’unica sede adatta per
un’efficace educazione sessuale.
E’ stato chiaramente dimostrato che un approccio partecipativo porta a migliori risultati e a un maggiore empowerment. La pianificazione dell’educazione sessuale
dovrebbe comprendere l’identificazione dei partner
principali e delle modalità per coinvolgerli nella progettazione e nella realizzazione delle attività educative. E’
importante notare, tuttavia, che anche i partner hanno
bisogno di formazione prima di poter dare un contributo
efficace a un’educazione sessuale di qualità.

Sono importanti sia i partner diretti sia quelli indiretti
L’educazione sessuale scolastica è una valida strategia
per raggiungere un’alta percentuale di bambini e adolescenti, ma sono necessari diversi partner per realizzarla.
I partner sono di due tipi: diretti e indiretti, sebbene la
linea di demarcazione non sia sempre netta. Partner diretti nell’educazione sessuale sono i genitori e le altre
figure accudenti, gli insegnanti, gli assistenti sociali, i rappresentanti dei ragazzi e gli stessi ragazzi, il personale
sanitario e i consulenti- persone in diretto contatto con i
bambini e i giovani. D’altronde, anche i partner indiretti

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6. Come realizzare l’educazione sessuale –
quadro generale di riferimento e requisiti fondamentali
Il prerequisito centrale per l’educazione sessuale (potrà sembrare fin troppo semplice ma ciononostante è
un aspetto spesso trascurato) è che questa abbia il suo
specifico spazio a scuola, e che venga dunque svolta nell’ambito del programma curricolare e in maniera
piuttosto particolareggiata. L’attuazione dell’educazione
sessuale deve essere assicurata da diversi organismi, ad
esempio dallo stesso istituto scolastico e anche dalle istituzioni vigilanti. E’ necessario provvedere a luoghi, tempi
e personale formato affinché l’educazione sessuale venga effettivamente realizzata. Tuttavia anche se questi
ancora mancano, l’educazione sessuale può comunque
essere realizzata.

6.1 Sette caratteristiche dell’educazione
sessuale
Come si è già detto, l’educazione sessuale olistica comprende un’ampia gamma di argomenti relativi ad aspetti fisici, affettivi, sociali e culturali. Non deve limitarsi
alla prevenzione delle malattie, bensì includere questi
aspetti nell’ambito di un approccio più ampio e non giudicante; inoltre non deve basarsi sulla paura. E’ quindi
implicito un atteggiamento positivo verso il benessere
sessuale. L’educazione sessuale in senso olistico richiede un’attenta scelta di metodi diversi che attraggano vari
tipi di allievi e sollecitino i diversi sensi.
Un requisito importante per l’educazione sessuale è che
gli allievi si sentano sempre al sicuro: la loro privacy e i
loro confini personali vanno rispettati. Sebbene gli allievi
vadano incoraggiati a essere aperti, non dovrebbero essere raccontate le esperienze personali perché in classe
sono fuori luogo e potrebbero rendere vulnerabile chi si
espone. Andrebbe stabilito un clima di fiducia cercando
regole sulle quali il gruppo sia d’accordo. Anche un’educazione sessuale sensibile alle differenze di genere contribuisce a far sentire al sicuro gli allievi.

sessuale deve cercare di osservare i seguenti punti.
- La qualità dell’educazione sessuale è migliorata dalla
sistematica partecipazione dei giovani. Chi apprende non è un ricevente passivo dell’educazione sessuale,
bensì, al contrario, ha un ruolo attivo nell’organizzazione,
realizzazione e valutazione dell’educazione sessuale. In
questo modo si garantisce che l’educazione sessuale sia
orientata ai bisogni effettivi e non segua semplicemente
un’agenda prestabilita dagli educatori.
In molti contesti la peer education – come modalità
particolare di far partecipare i giovani- si è dimostrata efficace, soprattutto quando rivolta a gruppi difficilmente
raggiungibili. Tuttavia, è importante considerare il fatto
che anche i peer stessi hanno bisogno di esser formati
per poter svolgere educazione sessuale.
- L’educazione sessuale andrebbe attuata in modo interattivo. L’interscambio tra insegnanti/formatori e chi
ha progettato il programma da una parte e gli allievi
dall’altra avviene a vari livelli e inizia dal comprendere
che gli allievi vanno rispettati e considerati come partner
nell’educazione sessuale. Si deve tener conto delle loro
esperienze, e i loro bisogni e desideri sono di centrale
importanza nello stabilire gli argomenti e le problematiche che l’educazione sessuale affronterà.
L’educazione sessuale deve utilizzare un linguaggio
adeguato a bambini e ragazzi e deve mettere in grado
gli allievi di acquisire la terminologia appropriata, aumentando così la loro capacità di comunicare nel campo
della sessualità. La comunicazione ha un ruolo centrale
nell’educazione sessuale; all’atto pratico ciò significa che
il formatore deve rinunciare alla sua posizione centrale
e comportarsi, invece, più come un facilitatore per permettere una comunicazione significativa tra gli allievi e
stimolare la discussione. In questo modo gli allievi sono
messi in grado di formarsi un proprio punto di vista e
riflettere sui propri atteggiamenti.

Sulla base dei predetti requisiti generali, l’educazione

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Infine, ma non di minore importanza, lavorare interattivamente significa anche utilizzare diversi metodi in
classe per venire incontro alle diverse preferenze degli
allievi e coinvolgere tutti i sistemi sensoriali. Musica e
teatro/recitazione attivano strategie di apprendimento e
potenzialità diverse e coinvolgono l’allievo in modo più
diretto.43
- L’educazione sessuale è continuativa e si basa sul
concetto che lo sviluppo della sessualità è un processo
che dura tutta la vita. L’educazione sessuale non è un
evento singolo, bensì è basata su un progetto/processo,
e risponde alle mutevoli situazioni di vita degli allievi. Un
concetto strettamente correlato è quello di “adeguatezza rispetto all’età”: gli stessi argomenti si ripresentano nel
tempo e le informazioni relative sono fornite secondo
l’età e lo stadio evolutivo dell’allievo. Andrebbero forniti servizi sanitari e di consulenza che rispondano ai
bisogni degli adolescenti, facilmente accessibili e che
garantiscano la dovuta riservatezza. I giovani devono
conoscere tali servizi ed instaurare con gli operatori una
relazione di rispetto e fiducia reciproci, così da sentire di
poter accedere a tali servizi quando necessario.
- La continuità dell’educazione sessuale nel tempo trova il suo necessario complemento in una strutturazione
multisettoriale. L’educazione sessuale scolastica si collega agli altri settori attraverso forme di collaborazione
con i partner interni ed esterni alla scuola, ad esempio
i servizi sanitari e servizi di consulenza, solo per citarne
un paio. In un senso più stretto, applicabile alla scuola,
l’educazione sessuale dovrebbe essere impartita in maniera intercurricolare/multidisciplinare. Diverse materie
possono trattare aspetti differenti ma di pari importanza.

bene per tutti). Età, genere, ceto sociale, orientamento
sessuale, stadio di sviluppo e capacità del singolo allievo
sono altri fattori di grande importanza. I quadri di riferimento più ampi sono dati sia dagli specifici programmi
curricolari che predeterminano l’ampiezza e i contenuti
dell’educazione sessuale, sia dai diritti sessuali universali
degli esseri umani sui quali l’educazione sessuale deve
saldamente basarsi.
- L’educazione sessuale instaura una stretta collaborazione con i genitori e con la comunità al fine di
costruire un ambiente circostante che sia di sostegno.
I genitori sono coinvolti nell’educazione sessuale scolastica, vale a dire ne saranno informati prima dell’inizio e
avranno la possibilità di esprimere i loro desideri e le loro
riserve. Istituzioni scolastiche e genitori si sostengono a
vicenda nel processo di educazione sessuale continua.
Anche la collaborazione con altri interlocutori nel campo dell’educazione sessuale (servizi pubblici per la gioventù, servizi/attività per la gioventù legate alla Chiesa,
servizi sociali per la gioventù, servizi sanitari, servizi di
consulenza, gruppi di fede) porta dei vantaggi.
- L’educazione sessuale è basata sulla sensibilità al
genere per garantire che bisogni e problemi diversi legati alle differenze di genere trovino risposte adeguate;
ad esempio, le differenze di genere nelle modalità di
apprendimento o le diversità di genere nell’affrontare le
questioni legate alla sessualità si rifletteranno nella scelta dei metodi appropriati. Uno di questi è la separazione temporanea del gruppo target in base al genere e la
designazione di una coppia di docenti composta da un
uomo e una donna.

- L’educazione sessuale non avviene nel vuoto, bensì è
strettamente interconnessa con l’ambiente degli allievi e
le esperienze specifiche dei gruppi target. Per tale ragione l’educazione sessuale è contestualizzata e presta
la debita attenzione ai bisogni degli allievi. Questi variano molto quanto a background sociale e culturale, a cui
deve quindi corrispondere il tipo di educazione sessuale
offerta (non esiste un approccio “taglia unica” che vada
43 Esistono ampie rassegne sui metodi di insegnamento dell’educazione
sessuale. Si vedano per esempio Hedgepeth & Helmich (1996) e Population
Council (2009).

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6.2 Le competenze degli educatori
La competenza degli educatori è una questione assolutamente centrale nell’educazione sessuale. E’ importante sottolineare che non è necessario che gli insegnanti
di educazione sessuale siano dei professionisti di alto
livello. Idealmente, gli insegnanti di educazione sessuale dovrebbero aver ricevuto una formazione specifica.
La mancanza di educatori con formazione specifica non
deve essere usata come pretesto per non realizzare
l’educazione sessuale: questa va comunque introdotta
mentre si provvede nel contempo alla formazione degli
insegnanti.

dell’educazione sessuale di qualità. Gli educatori, nel
parlare di argomenti sessuali, utilizzano di regola un linguaggio neutro per non turbare la sensibilità degli allievi
e rispettare i loro confini. Basano fermamente l’educazione sessuale sui diritti umani e sull’accettazione della
diversità; quindi concepiscono l’educazione sessuale
anche come educazione ai diritti umani e alla diversità.
Il ruolo, le concezioni e la formazione degli educatori,
come pure il quadro strutturale in cui operano, sono di
estrema importanza per un’educazione sessuale di qualità.

Nell’organizzazione della formazione per insegnanti/
educatori, i programmi formativi vanno stabiliti tenendo
conto delle classi in cui questi affronteranno l’educazione sessuale giacché le necessità cambiano a secondo
del tipo di scuola e della fascia di età: ad esempio, insegnanti di scuola materna hanno bisogno di una preparazione diversa da quella di insegnanti di scuola secondaria superiore.
Educatori competenti necessitano di una formazione in
educazione sessuale, così come di un’ apertura mentale
per la materia e una forte motivazione: devono credere
fermamente nei principi dell’educazione sessuale sopra
menzionati. Ciò implica che le autorità scolastiche non
facciano pressioni su chi è riluttante a essere coinvolto
nell’educazione sessuale; piuttosto, gli insegnanti vanno
stimolati e sostenuti.
Poiché gli educatori saranno un modello per gli allievi,
un prerequisito importante è la disponibilità a riflettere
sui propri atteggiamenti rispetto alla sessualità e rispetto
alle norme e ai valori della società. Gli insegnanti di educazione sessuale necessitano di strutture di supporto e
devono avere accesso a momenti di supervisione.

Gli educatori promuovono lo sviluppo di competenze attraverso l’educazione sessuale
Nell’educazione sessuale gli educatori devono fornire
informazioni ma anche aiutare gli allievi a maturare adeguati atteggiamenti e competenze: comunicazione, negoziazione, introspezione, capacità di presa di decisioni
e abilità nella risoluzione dei problemi sono il nucleo

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Parte seconda:
La matrice dell’educazione
sessuale
1. Introduzione
1.1 Background
L’educazione sessuale è un materia vasta, estensiva, i cui
contenuti variano a mano a mano che il bambino, crescendo, diventa un adolescente e poi un giovane adulto. A tre
anni un bambino ha bisogno di informazioni e di sostegno
differenti rispetto a quando ne avrà 10 in più. Inoltre, l’educazione sessuale influenza lo sviluppo degli atteggiamenti
verso la sessualità e dei comportamenti sessuali aiutando
l’individuo a determinare autonomamente la propria sessualità.
La matrice che segue è stata concepita per offrire una panoramica generale degli argomenti che dovrebbero essere
presentati a specifiche fasce di età. La matrice è strutturata secondo le diverse fasce di età e comprende
otto categorie tematiche principali. Può essere utilizzata in
modo flessibile per venire incontro alle esigenze specifiche
di singoli o gruppi. Può inoltre essere adattata alle esigenze di individui con bisogni particolari e minoranze. E’ un
quadro di riferimento dal quale il formatore/l’educatore
può selezionare gli argomenti di particolare interesse per
il gruppo al quale si rivolge.
L’educazione sessuale non consiste solo nel passaggio di
informazioni, ma consiste anche nel sostenere l’acquisizio-

ne di abilità e competenze e nel favorire la maturazione di
un proprio punto di vista/atteggiamento nei confronti della
sessualità. Pertanto, l’educazione sessuale mette in grado
bambini e ragazzi di fare scelte autonome e informate. Per
questa ragione, ogni argomento elencato sotto le categorie tematiche principali è ulteriormente specificato secondo
i parametri di conoscenze, capacità e atteggiamenti.
Conoscenze/informazione
In questa matrice l’informazione è concepita come la trasmissione, in modo equilibrato, completo e adeguato all’età, di dati di fatto inerenti l’educazione sessuale, quali lo
sviluppo del corpo umano, la riproduzione, gli aspetti positivi e negativi della sessualità, la prevenzione di gravidanze
non desiderate, le infezioni sessualmente trasmesse (IST)
e l’abuso. Non è mai allarmante o giudicante e comprende
nozioni inerenti l’empowerment e i diritti sessuali di bambini e adolescenti.44

44 “Diritti sessuali” così come definiti nel capitolo 2, per cui non
tutti i diritti sessuali sono automaticamente riferibili a bambini e
ragazzi.

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Competenze
In questa matrice le competenze sono definite come la capacità di mettere in atto dei comportamenti inerenti determinati argomenti. Le competenze, pertanto, si riferiscono
ad aspetti comportamentali riguardo a diversi argomenti:
ciò che l’allievo deve essere in grado di fare una volta che
l’apprendimento ha avuto luogo. Nell’educazione sessuale
sono comprese competenze molto diverse, quali ad esempio: il saper comunicare, il saper negoziare, il saper esprimere i propri sentimenti, il saper gestire situazioni indesiderate.
E’ altresì importante avere le competenze necessarie per
praticare efficacemente la contraccezione e la prevenzione
delle infezioni sessualmente trasmesse (IST), e per chiedere
aiuto in caso di problemi.
Atteggiamenti
In questa matrice gli atteggiamenti sono definiti come opinioni e valori interiorizzati relativi ai vari argomenti.
Gli atteggiamenti costituiscono i principi basilari che guidano il nostro comportamento. E’ compito di genitori ed
educatori fornire, attraverso il proprio comportamento, una
solida base a bambini e adolescenti. Un bambino piccolo
ha bisogno di sentire di essere al sicuro e di avere un proprio
valore, esattamente come le altre persone hanno un loro
valore. Con bambini più grandicelli, genitori ed educatori si
impegneranno per insegnare il rispetto per le differenze e
quando i bambini, crescendo, diventeranno adolescenti e
poi giovani adulti, genitori ed educatori si daranno da fare
per promuovere un atteggiamento responsabile verso se
stessi e gli altri. Un’altra questione importante è lo sviluppo
di un atteggiamento positivo rispetto alla sessualità.

1.2 L’importanza delle strutture di sostegno
Oltre alle conoscenze, alle competenze e agli atteggiamenti, i giovani hanno anche bisogno di supporto per
affrontare con successo gli appropriati compiti di sviluppo. Non è stato possibile inserire nella matrice le diverse
forme di supporto necessario e quindi i seguenti paragrafi
cercano di descrivere a grandi linee il tipo di supporto che
potrebbe essere necessario. Bambini e ragazzi non maturano in isolamento, bensì nell’ambito delle strutture dei
rapporti e dei sistemi sociali che modellano e influenzano
il loro sviluppo e le loro esperienze. Non può essere considerata scontata l’esistenza di tali strutture di sostegno;

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potrebbe essere necessario crearne di apposite a misura dei giovani, pubblicizzandole tra gli stessi. Le possibili
strutture di sostegno comprendono:
Strutture di sostegno interpersonali
Il sostegno può venire dai genitori, dalla famiglia estesa,
dagli amici e anche dai professionisti. Sostegno significa
che emozioni ed esperienze possono essere condivise,
che i giovani possono trovare qualcuno che li ascolta e
crede (in) loro. Significa anche che gli stessi giovani possono avere un ruolo importante nel dare supporto a chi lo
richiede o ne ha bisogno.
Fonti esterne
Informazioni appositamente studiate allo scopo (siti web,
volantini, libri, etc.) e mezzi di comunicazione (giornali, internet, televisione, etc.) possono avere un ruolo importante. Possono trasmettere modelli di ruolo o buoni esempi,
o assicurare ai giovani di poter contare su informazioni
accurate e adeguate ai loro bisogni.
Ambiente educativo
Comprende l’insegnare a bambini e giovani i dati di fatto
fondamentali, il facilitare l’apprendimento e la comunicazione, il mettere a disposizione materiale educativo adatto
ai loro bisogni e alle loro domande particolari. Allo stesso
tempo, andrebbero creati spazi e opportunità di apprendimento in cui bambini/ragazzi possano fare le proprie
esperienze in un ambiente protetto e stimolante.
Servizi e politiche
Devono esserci operatori professionisti con i quali bambini e giovani possano entrare in contatto, che possano
rispondere alle loro domande e offrire l’aiuto di cui i giovani hanno bisogno. Devono esistere politiche a tutela
dei diritti e della sicurezza di bambini e giovani: tali servizi
hanno bisogno di fondi adeguati, devono essere accessibili ai giovani ed inseriti nella vita normale.

1.3 Perché l’educazione sessuale dovrebbe iniziare prima dei quattro anni?
Come si è già detto, nel presente documento l’educazione sessuale è intesa in modo ampio e olistico e si basa
sulla concezione della sessualità come positiva potenzialità dell’essere umano. Il bambino è considerato un essere

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sessuale sin dall’inizio, sebbene la sessualità infantile sia
per molti aspetti diversa da quella degli adulti- ad esempio
nelle forme di espressione, nei contenuti e negli obiettivi.
A ogni fascia di età e fase di sviluppo ci sono questioni
e comportamenti specifici (es. la scoperta e l’esplorazione reciproca tra coetanei, il “giocare al dottore”, il piacere
nel mostrare parti del proprio corpo e nel guardare quelle
altrui, le manifestazioni di pudore di fronte agli altri, etc.)
a cui è necessario rispondere in modo pedagogico. Lo
sviluppo psicosessuale durante l’infanzia implica lo sviluppo di svariate competenze fisiche, emotive, cognitive
e sociali caratteristiche per l’età del bambino. Si rimanda
al Cap.3.2 della prima parte per la descrizione in dettaglio
dello sviluppo psicosessuale infantile e adolescenziale.

la sessualità sono positivi e gradevoli. Così, il bambino
può sviluppare anche un atteggiamento positivo verso
il proprio corpo e imparare le competenze comunicative
appropriate (ad esempio, può imparare a chiamare con il
nome corretto le parti del corpo). Allo stesso tempo si insegna al bambino che esistono confini personali e norme
sociali da rispettare (ad es. non si può toccare chiunque
si desideri). Elemento ancora più importante, il bambino
impara a riconoscere ed esprimere i propri confini (es. si
può dire no; si può chiedere aiuto). Sotto questo aspetto
l’educazione sessuale è anche educazione alla vita sociale e contribuisce a prevenire l’abuso sessuale.

Per come è intesa nel presente documento, l’educazione sessuale è molto più della trasmissione di informazioni sulla riproduzione e sulla prevenzione delle malattie.
L’educazione sessuale facilita lo sviluppo sensoriale del
bambino, la percezione del proprio corpo/immagine corporea e contemporaneamente rafforza la sua fiducia in sé
e contribuisce a sviluppare la capacità di auto-determinazione: il bambino acquisirà, così, la capacità di comportarsi responsabilmente verso se stesso e gli altri.

1.4 Come leggere la matrice

L’educazione di un bambino comincia fin dalla nascita,
dapprima prevalentemente attraverso messaggi non verbali e in seguito, in maniera crescente, anche attraverso
messaggi verbali. L’educazione sessuale fa parte dell’educazione generale del bambino e viene sempre impartita,
anche se non in maniera consapevole. Il modo in cui i
genitori si relazionano l’un l’altro fornisce al bambino vividi
esempi di come funzionano le relazioni. I genitori fungono anche da modello per i ruoli di genere e per l’espressione di emozioni, sessualità e tenerezza. Evitando di
parlare della sessualità (ad esempio non nominando gli
organi sessuali) i genitori insegnano qualcosa sulla sessualità (nell’esempio di cui sopra il silenzio potrebbe essere interpretato come disagio). Anche l’ambiente generale
influenza la socializzazione sessuale di un bambino, ad
esempio gli altri bambini della scuola materna o le loro
curiosità circa il proprio corpo e quello altrui.
La modalità inconsapevole o naturale di insegnare e imparare sulla sessualità può essere integrata da una modalità
attiva di insegnamento e informazione. Il vantaggio che
ne deriva è la normalizzazione dell’argomento sessualità.
Le domande del bambino trovano una risposta adeguata alla sua età e gli si dimostra che gli argomenti inerenti

Nell’organizzare i contenuti di ciò che deve essere insegnato a una determinata età, sono state definite delle
fasce di età in base ai compiti di sviluppo.45 Le fasce di
età sono 0-4 anni, 4-6 anni, 6-9 anni, 9-12 anni, 12-15 anni,
e dai 15 anni in su; sono state scelte concordemente alle
fasce di età dell’OMS e in quanto corrispondono alle
fasi evolutive. E’ indubbio che, a secondo dello sviluppo
personale, a un bambino/un ragazzo potrebbe essere
più adatta una fascia diversa da quelle suggerita dall’età
anagrafica e quindi la demarcazione tra fasce di età va
utilizzata con flessibilità. Gli argomenti affrontati in più
fasce di età sono volti ad anticipare una fase di sviluppo
successiva o immediatamente seguente, di modo che
bambini e ragazzi siano più preparati ad affrontarla. Nel
trattare lo stesso argomento in più fasce di età si tengono anche in considerazione le differenti capacità di
comprensione.
Per tutte le fasce di età gli argomenti sono raccolti sotto
le seguenti tematiche generali: “Il corpo umano e lo
sviluppo”, “Fertilità e riproduzione”, “Sessualità”,46 “Emozioni/affetti”, “Relazioni e stili di vita”, “Sessualità, salute
e benessere”, “Sessualità e diritti” e “Influenze sociali

45 Un compito di sviluppo è un compito che compare in, o all’incirca in, un
certo periodo della vita di un individuo; la riuscita nel compito di sviluppo è
fonte di soddifsazione per l’individuo e porta al successo nei compiti di sviluppo futuri; al contrario l’insuccesso in un compito evolutivo è motivo di infelicità
per la persona, provoca disapprovazione sociale e insuccesso nei successivi
compiti di svliluppo. Cf. Havighurst (1971), pag.2.
46 Per esigenze di praticità nella matrice il termine “sessualità” è usato in
senso ristretto e si riferisce solo al corpo, all’intimità e alle esperienze sessuali.

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35

e culturali sulla sessualità”. Queste tematiche generali
sono state selezionate per la loro rilevanza nel processo
dinamico dello sviluppo sessuale di bambini e ragazzi a
livello fisico, sociale e affettivo.
E’ importante evidenziare che tutti gli argomenti devono
essere affrontati in maniera adeguata per l’età e per la
fase di sviluppo. Ad esempio, nella fascia di età 0-4 anni
i bambini devono acquisire l’atteggiamento “rispetto per
l’equità di genere”. Sembra un obiettivo fuori dalla portata per questa giovane fascia di età, ma quello che ci si
propone è far acquisire l’opinione di fondo che maschi e
femmine hanno pari valore. E’ importante che questi atteggiamenti fondamentali siano presenti dall’inizio come
solida base per le norme e i valori successivi. In una fase
precoce vengono presentati i concetti base di un determinato argomento, l’argomento ritornerà quindi nelle fasi di
sviluppo successive e sarà consolidato.
Il lettore troverà che nella matrice gli argomenti sono
contrassegnati in vario modo: gli argomenti evidenziati in arancione sono argomenti principali o standard
minimi che devono essere presenti nell’educazione sessuale. Gli argomenti non evidenziati sono supplementari
e la loro introduzione nel curriculo è opzionale. Il carattere
più chiaro segnala che l’argomento, la competenza o l’atteggiamento specifico è già stato presentato in una fascia
di età inferiore. Ciò è frequente, perché molti argomenti
ritornano in fasce di età successive, spesso con un’enfasi
su aspetti diversi e con maggior dovizia di particolari.
argomento principale (nuovo)
argomento principale (consolidamento)
• argomento supplementare (nuovo)
• argomento supplementare (consolidamento)

Alcuni argomenti sono trasversali e possono trovarsi sotto
diverse categorie tematiche principali. Esemplare al riguardo è l’argomento dell’abuso sessuale, alcuni aspetti del
quale si trovano sotto “Sessualità, salute e benessere” e
altri sotto “Sessualità e diritti”.

36

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La matrice

Fascia di età 0-4

38

Fascia di età 4-6

40

Fascia di età 6-9

42

Fascia di età 9-12

44

Fascia di età 12-15

46

Fascia di età 15 ed oltre

48

0-4
Il corpo umano
e lo sviluppo

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

tutte le parti del corpo e le loro
funzioni
corpi diversi e sessi diversi
igiene del corpo

• la differenza tra sé e gli altri

dare un nome alle parti del
corpo
eseguire le pratiche igieniche
(lavarsi ogni parte del corpo)
riconoscere le differenze del
corpo
esprimere bisogni e desideri

un’immagine positiva del proprio
corpo e di sé: l’autostima
rispetto per le differenze
apprezzamento per il proprio
corpo

• apprezzare il senso di benessere,
vicinanza e fiducia creati dalle
esperienze fisiche e di attaccamento

• rispetto per l’equità di genere

Fertilità e
riproduzione

gravidanza, nascita e neonati

parlare di questi argomenti
utilizzando il lessico corretto

• accettare i diversi modi di diventare

acquisire consapevolezza
dell’identità di genere

un atteggiamento positivo
verso il proprio corpo e tutte le
sue funzioni = immagine corporea
positiva

figlio all’interno di una famiglia

basi della riproduzione umana
(da dove vengono i bambini)

• modi diversi di entrare a far parte di
una famiglia (es. adozione)

• il fatto che alcune persone hanno
figli e altre no

Sessualità

gioia e piacere nel toccare il
proprio corpo, masturbazione
infantile precoce
scoperta del proprio corpo e dei
propri genitali
il fatto che la gioia del contatto
fisico è un aspetto normale della
vita di tutte le persone

parlare delle sensazioni
(s)piacevoli del proprio corpo

rispetto verso gli altri
esprimere i propri bisogni,
desideri e limiti, ad esempio nel
“gioco del dottore”

• curiosità rispetto al proprio corpo e
quello altrui

tenerezza e contatto fisico come
espressioni di amore e affetto

Emozioni /affetti

diversi tipi di amore
voglia di dire “si” e voglia di dire
“no”

• le parole dei sentimenti
• la sensazione di aver bisogno di
privacy

provare e mostrare empatia

il concetto che le emozioni si
esprimono in molti modi differenti

dire sì/dire no
esprimere e comunicare le
proprie emozioni, desideri e
bisogni

• esprimere il proprio bisogno di
privacy

sentimenti positivi verso il
proprio sesso e il proprio genere
(è bello essere una femmina – o un
maschio!)
l’opinione che le proprie
emozioni siano giuste e che sia
giusto esprimerle

• un atteggiamento positivo verso
le diverse emozioni nelle diverse
circostanze

argomento principale (nuovo)

38

argomento principale (consolidamento)

• argomento supplementare (nuovo)

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• argomento supplementare (consolidamento)

0-4
Relazioni e stili di
vita

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

diversi tipi di relazioni

parlare delle proprie relazioni e
della propria famiglia

un sentimento di vicinanza e
fiducia basato sulle esperienze di
attaccamento

le diverse relazioni familiari

un atteggiamento positivo verso i
diversi stili di vita
la consapevolezza della varietà
delle relazioni

Sessualità, salute e
benessere

belle e cattive esperienze
del proprio corpo/cosa dà una
sensazione piacevole? (ascolta il
tuo corpo)
se l’esperienza/la sensazione
non è bella, non si deve sempre
accondiscendere

Sessualità e diritti

il diritto di essere al sicuro ed
essere protetto
la responsabilità degli adulti
rispetto alla sicurezza dei bambini

fidarsi del proprio istinto

apprezzamento per il proprio
corpo

mettere in pratica il modello
dei tre passi (dire no, andare via,
parlare con una persona di fiducia)
raggiungere sensazioni di
benessere
dire “sì” e dire “no”

la consapevolezza dei propri
diritti che porta ad avere fiducia in
se stessi

sviluppare le competenze
comunicative

l’atteggiamento “il mio corpo
appartiene a me”

esprimere bisogni e desideri
il diritto di fare domande sulla
sessualità

la consapevolezza che è giusto
chiedere aiuto

distinguere tra segreti “buoni” e
segreti “cattivi”

la consapevolezza che possono
decidere per se stessi

distinguere tra comportamenti in
privato e in pubblico

rispetto per il corpo proprio e
altrui

rispettare le norme sociali e
culturali

accettazione delle norme sociali
sulla privacy e l’intimità

il diritto di esplorare le identità di
genere

• il diritto di esplorare la nudità e il
corpo e di essere curioso

Influenze sociali
e culturali sulla
sessualità
(valori/norme)

norme sociali e norme/valori
culturali
ruoli di genere
distanza sociale da mantenere
con le diverse persone

comportarsi nel modo
rispetto per i “no” e “sì” da parte
appropriato a seconda del contesto degli altri

• influenza dell’età sulla sessualità e
comportamenti adeguati all’età

• sapere quali parti del corpo si
possono toccare

• norme sulla nudità

argomento principale (nuovo)

argomento principale (consolidamento)

• argomento supplementare (nuovo)

• argomento supplementare (consolidamento)

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39

4-6
Il corpo umano e lo
sviluppo

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

tutte le parti del corpo e le loro
funzioni
diversi corpi e diversi sessi

chiamare le parti del corpo
con il loro nome
eseguire le pratiche igieniche
(lavarsi ogni parte del corpo)

igiene del corpo

• differenze nel corpo e nello
sviluppo in relazione all’età

un’identità di genere positiva
un’immagine positiva del corpo e
di sé: autostima
rispetto per le differenze

riconoscere le differenze
corporee

rispetto per l’equità di genere

esprimere bisogni e desideri

• riconoscere il proprio e altrui
bisogno di privacy

Fertilità e
riproduzione

miti sulla riproduzione (ad es. in
alcuni paesi si racconta ai bambini
che i neonati sono “portati dalla
cicogna”)

parlare di questi argomenti
utilizzando il lessico corretto

• rispetto delle differenze: alcune
persone hanno figli, altre no

vita: gravidanza, nascita e
neonati; fine vita
basi della riproduzione umana

Sessualità

gioia e piacere nel toccare il
proprio corpo; masturbazione
infantile precoce

parlare di argomenti inerenti
la sessualità (competenze
comunicative)

scoperta del proprio corpo e dei
propri genitali

consolidare la propria identità di
genere

• il significato e l’espressione della

• utilizzare il linguaggio sessuale in

sessualità (ad esempio l’espressione
di sentimenti di amore)

modo non offensivo

un’immagine positiva del corpo
rispetto per gli altri

• linguaggio sessuale appropriato
• sensazioni legate alla sessualità
(vicinanza, piacere, eccitazione)
come componenti della gamma di
sensazioni umane (devono essere
positive; non devono includere la
coercizione o il far del male)

Emozioni /affetti

gelosia, rabbia, aggressività,
delusione
amicizia e amore verso persone
dello stesso sesso

• differenza tra amicizia e amore
• amori segreti, primo amore
(infatuazioni e “cotte”, amore non
ricambiato)

argomento principale (nuovo)

40

argomento principale (consolidamento)

gestire le delusioni

la convinzione che i sentimenti
di amore (in quanto appartenenti
esprimere e comunicare le
alla gamma delle emozioni) sono
proprie emozioni, i propri desideri e naturali
i propri bisogni
l’opinione che la propria
• gestire il proprio e altrui bisogno di esperienza e l’espressione delle
proprie emozioni sono giuste e
privacy
importanti (attribuire valore ai
propri sentimenti)
• chiamare i propri sentimenti con il
nome corretto

• argomento supplementare (nuovo)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

• argomento supplementare (consolidamento)

4-6
Relazioni e stili di
vita

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

amicizia
relazioni con persone dello
stesso sesso
tipi diversi di relazioni (familiari)

• diverse concezioni di famiglia

Sessualità, salute e
benessere

buone e cattive esperienze con
il proprio corpo/cosa dà una buona
sensazione? (ascolta il tuo corpo)
se l’esperienza /la sensazione
non è buona non si deve sempre
accondiscendere

rapportarsi l’un l’altro, con i
familiari e gli amici in modo
appropriato

accettazione delle diversità
rispetto dei diversi stili di vita

convivere in famiglie basate sul
rispetto reciproco
costruire e mantenere relazioni
fidarsi del proprio istinto e
la convinzione che spetta a loro
mettere in pratica il modello dei tre decidere
passi (dire no, andare via, parlare
con una persona di fiducia)
la consapevolezza dei rischi
raggiungere sensazioni di
benessere

apprezzamento per il proprio
corpo
la consapevolezza che è giusto
chiedere aiuto

Sessualità e diritti

l’abuso; alcune persone non
sono buone, si fingono gentili ma
possono essere violente
i propri diritti (compresi il diritto
all’informazione e il diritto di essere
protetti)

fare domande
rivolgersi ad una persona di
fiducia in caso di problemi

la convinzione “Il mio corpo
appartiene a me”
la consapevolezza dei propri
diritti

esprimere bisogni e desideri

la responsabilità degli adulti
rispetto alla sicurezza dei bambini

Influenze sociali
e culturali sulla
sessualità
(valori/norme)

differenze di genere, differenze
culturali e differenze legate all’età

riconoscere e affrontare le
differenze nei valori

comportamenti socialmente
responsabili

valori e norme cambiano da
paese a paese e di cultura in
cultura

rispettare le norme sociali e
culturali

un atteggiamento aperto e non
giudicante

• discutere delle differenze

accettazione dell’uguaglianza dei
diritti

tutti i sentimenti sono giusti, ma
non sono giuste tutte le azioni
intraprese sulla spinta di quegli
stessi sentimenti

rispetto per le differenti norme
inerenti la sessualità

norme sociali e norme e valori
culturali

argomento principale (nuovo)

argomento principale (consolidamento)

rispetto per il corpo proprio e
altrui

• argomento supplementare (nuovo)

• argomento supplementare (consolidamento)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

41

6-9
Il corpo umano e lo
sviluppo

Fertilità e
riproduzione

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

cambiamenti del corpo, mestruazioni, eiaculazione, variabilità individuali nel decorso dello sviluppo

conoscere ed essere in grado
di utilizzare le parole giuste per
indicare le diverse parti del corpo
e le loro funzioni

l’accettazione delle insicurezze
che affiorano con la presa di
coscienza del proprio corpo

differenze (biologiche) tra uomini
e donne (interne ed esteriori)
• apprezzare i cambiamenti del
corpo
igiene del corpo
• esaminare e prendersi cura del
proprio corpo

immagine positiva del corpo e di
sé: autostima

le scelte riguardanti la genitorialità, la gravidanza, l’infertilità,
l’adozione

• accettazione delle diversità
- alcuni scelgono di avere figli, altri
scelgono di non averne

l’idea base della contraccezione
(è possibile pianificare e decidere
sulla propria famiglia)

sviluppare le capacità
comunicative

identità di genere positiva

• acquisire il concetto che si può
influire sulla propria fertilità

i diversi metodi contraccettivi
• idea base del ciclo della fertilità
• miti sulla riproduzione

Sessualità

amore, essere innamorati

accettare il bisogno di privacy
proprio e altrui

tenerezza
affrontare il sesso nei media
il sesso nei media (compresa
internet)

utilizzare il linguaggio sessuale
in modo non offensivo

gioia e piacere nel toccare il
proprio corpo (masturbazione/
auto-stimolazione)

il concetto di “sesso accettabile”
(reciprocamente consensuale,
volontario, paritario, adeguato
all’età e al contesto, caratterizzato
dal rispetto di sé)
• la consapevolezza che i media
rappresentano il sesso in modi diversi

linguaggio sessuale appropriato

rapporti sessuali

Emozioni /affetti

la differenza fra amicizia, amore
e desiderio/attrazione sessuale
gelosia, rabbia, aggressività,
delusione

argomento principale (nuovo)

42

esprimere e comunicare le
emozioni, i propri desideri e i
propri bisogni
gestire le delusioni

• amicizia e amore verso persone
dello stesso sesso

• chiamare i propri sentimenti con
il nome giusto

• amori segreti, primo amore
(infatuazioni e “cotte”, amore non
ricambiato)

• gestire il bisogno di privacy
proprio e altrui

argomento principale (consolidamento)

la convinzione che i sentimenti
d’amore (come componenti della
gamma delle emozioni) sono
naturali

• argomento supplementare (nuovo)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

l’opinione che la propria
esperienza e l’espressione delle
proprie emozioni sono giuste e
importanti (attribuire valore ai
propri sentimenti)

• argomento supplementare (consolidamento)

6-9
Relazioni e stili di
vita

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

le diverse relazioni rispetto ad
amore, amicizia, etc.

esprimere se stessi nell’ambito
delle relazioni

le diverse relazioni familiari

essere in grado di mediare
per arrivare a dei compromessi,
mostrare tolleranza ed empatia

• matrimonio, divorzio; convivenza

la convinzione che l’impegno, la
responsabilità e l’onestà sono alla
base delle relazioni
rispetto per gli altri
accettazione delle diversità

avere contatti sociali e fare
amicizia

Sessualità, salute e
benessere

l’influenza positiva della sessualità sulla salute e il benessere
le malattie collegate alla sessualità
la violenza e l’aggressione
sessuale

mettere dei confini

senso di responsabilità per la
propria salute e il proprio
benessere

fidarsi del proprio istinto e
mettere in pratica il modello dei tre
passi (dire no, andare via, parlare
la consapevolezza delle scelte e
con una persona di fiducia)
delle possibilità
la consapevolezza dei rischi

• dove rivolgersi per avere aiuto

Sessualità e diritti

il diritto all’espressione di sé
diritti sessuali dei bambini (informazione, educazione sessuale,
integrità fisica)

senso di responsabilità verso se
stessi e verso gli altri

rivolgersi a una persona di fiducia
in caso di problemi

consapevolezza dei diritti e delle
scelte

• saper indicare i propri diritti con il
loro nome

l’abuso
la responsabilità degli adulti
rispetto alla sicurezza dei bambini

Influenze sociali
e culturali sulla
sessualità
(valori/norme)

richiedere aiuto e informazioni

ruoli di genere
differenze culturali

• esprimere desideri e bisogni

parlare delle proprie esperienze,
dei propri desideri e dei propri
bisogni rispetto alle norme
culturali

rispetto per stili di vita, valori e
norme diversi

differenze legate all’età
riconoscere e affrontare le
differenze

argomento principale (nuovo)

argomento principale (consolidamento)

• argomento supplementare (nuovo)

• argomento supplementare (consolidamento)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

43

9-12
Il corpo umano e lo
sviluppo

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

igiene del corpo
(mestruazioni, eiculazione)

integrare i cambiamenti della
pubertà nella propria vita

primi cambiamenti nella pubertà
(cambiamenti di tipo mentale,
fisico, sociale ed emotivo e loro
possibile variabilità)

conoscere e utilizzare il lessico
corretto

• comunicare sui cambiamenti
puberali

• organi sessuali e riproduttivi interni
ed esterni e loro funzioni

Fertilità e
riproduzione

riproduzione e pianificazione
familiare
diversi tipi di contraccettivi e loro
utilizzo; miti sulla contraccezione
i sintomi della gravidanza, i rischi
e le conseguenze del sesso non
protetto (gravidanze indesiderate)

Sessualità

la prima esperienza sessuale

consapevolezza e accettazione
dei cambiamenti e delle
differenze nei corpi (dimensioni
e forma del pene, del seno e
della vulva possono variare
considerevolmente, i modelli di
bellezza variano nel tempo e tra
le culture)

• una immagine del corpo e di sé
positiva: autostima
capire la relazione tra
mestruazioni/eiaculazione e
fertilità

il concetto che entrambi i
sessi sono responsabili della
contraccezione

utilizzare preservativi e
contraccettivi correttamente in
futuro

prendere decisioni consapevoli
sul’avere o meno esperienze
sessuali

accettazione, rispetto e
comprensione delle diversità
nella sessualità e nell’orientamento
sessuale (il sesso deve essere
reciprocamente consensuale,
volontario, paritario, adeguato
all’età e al contesto, caratterizzato
dal rispetto di sé)

• piacere, masturbazione, orgasmo

rifiutare esperienze sessuali
indesiderate

il concetto di sessualità come
processo di apprendimento

• differenze fra identità di genere e
sesso biologico

• distinguere tra la sessualità “nella
vita reale” e la sessualità nei media

accettazione delle diverse
espressioni della sessualità
(baciarsi, toccarsi, accarezzarsi, etc.)

orientamento di genere
comportamenti sessuali
dei giovani (variabilità nei
comportamenti sessuali)

comunicare e comprendere
le diverse sensazioni sessuali e
parlare della sessualità in modo
appropriato

amore, essere innamorati

• utilizzare i media moderni
(cellulari, internet) ed essere
consapevoli dei rischi e dei benefici
che comportano

Emozioni /affetti

le diverse emozioni, come ad
es. curiosità, innamoramento, ambivalenza, insicurezza, vergogna,
paura e gelosia
le differenze individuali nei
bisogni di intimità e privacy

esprimere e riconoscere le varie
emozioni in se stessi e negli altri
esprimere bisogni, desideri e
confini e rispettare quelli altrui

• la consapevolezza che ciascuno ha
i propri ritmi nello sviluppo sessuale

la comprensione di emozioni
e valori (es. non vergognarsi o
sentirsi in colpa per sensazioni o
desideri sessuali)
rispetto per la privacy altrui

gestire le delusioni

la differenza tra amicizia, amore
e desiderio/attrazione sessuale

• amicizia e amore verso persone
dello stesso sesso

argomento principale (nuovo)

44

argomento principale (consolidamento)

• argomento supplementare (nuovo)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

• argomento supplementare (consolidamento)

9-12
Relazioni e stili di
vita

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

differenze fra amicizia,
compagnia e relazioni di coppia,
diverse forme di relazione di
coppia
diversi tipi di relazioni
gradevoli e sgradevoli (influenza
dell’inequità (di genere) sulle
relazioni)

esprimere amicizia e amore in
modi diversi
avere contatti sociali, fare
amicizia, costruire e mantenere
relazioni

• comunicare le proprie aspettative
e bisogni nell’ambito delle relazioni

un atteggiamento positivo verso
l’equità di genere nelle relazioni e
la libera scelta del partner
la convinzione che impegno,
responsabilità e onestà sono alla
base delle relazioni
rispetto per gli altri

• consapevolezza dell’influenza di
genere, età, religione, cultura, etc.
sulle relazioni

Sessualità, salute e
benessere

sintomi, rischi e conseguenze
delle esperienze sessuali non
protette, sgradevoli e indesiderate
(infezioni sessualmente
trasmesse (IST), HIV, gravidanze
indesiderate, ripercussioni
psicologiche)
la diffusione e le diverse forme
di abuso sessuale, come evitarlo e
dove ricevere aiuto

assumersi le proprie
consapevolezza delle scelte e
responsabilità rispetto ad
delle possibilità
esperienze sessuali protette e
gradevoli per se stessi e per gli altri
consapevolezza dei rischi
mettere confini, esprimere
desideri ed evitare esperienze
sessuali non protette o
indesiderate

• un senso di responsabilità
reciproca per la salute e il benessere

• chiedere aiuto e sostegno in caso
di problemi (pubertà, relazioni, etc.)

l’influenza positiva della
sessualità sulla salute e il
benessere

Sessualità e diritti

diritti sessuali,
secondo la definizione della IPPF e
della WAS*

agire all’interno di tali diritti e
responsabilità

la consapevolezza dei diritti e
delle scelte

• richiedere aiuto e informazioni

• rispetto dei diritti sessuali propri
e altrui

discutere tali influenze esterne
e fare una valutazione personale

rispetto per i diversi stili di vita,
valori e norme

• acquisire le competenze per
gestire i media moderni (telefonia
mobile, Internet, affrontare la
pornografia)

• accettazione per le diverse
opinioni, i differenti punti di vista e
comportamenti inerenti la sessualità

• leggi e regolamentazioni
nazionali (età per il consenso
legalmente valido ai rapporti
sessuali)

Influenze sociali
e culturali sulla
sessualità
(valori/norme)

influenza di pressione dei
pari, media, pornografia,
cultura, religione, genere, leggi
e condizioni socio-economiche
sulle decisioni riguardanti
la sessualità, le relazioni e il
comportamento sessuale

* International Planned Parenthood Federation (IPPF): Sexual Rights: an IPPF declaration. London 2008 and World Association for Sexual Health
(WAS): Declaration of Sexual Rights. Hongkong 1999
argomento principale (nuovo)

argomento principale (consolidamento)

• argomento supplementare (nuovo)

• argomento supplementare (consolidamento)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

45

12-15

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

Il corpo umano e lo conoscenza del corpo, immagine
corporea, modificazioni al corpo
sviluppo
(mutilazione genitale femminile,
circoncisione, imene e ricostruzione
chirurgica dell’imene, anoressia,
bulimia, piercing, tatuaggi)
ciclo mestruale; caratteristiche
sessuali secondarie, la loro funzione
negli uomini e nelle donne e i
sentimenti associati

• messaggi dei media riguardanti
la bellezza; cambiamenti del corpo
nell’arco di vita

descrivere come i sentimenti
delle persone circa il proprio
corpo possono influire sulla
salute, l’immagine di sé e i
comportamenti

• spirito critico rispetto alle
modificazioni al corpo
• accettare ed apprezzare le diverse
fattezze dei corpi

• venire a patti con la pubertà e
resistere alle pressioni da parte dei
coetanei
• avere spirito critico rispetto ai
messaggi provenienti dai media- e
dalle industrie della bellezza

• servizi a cui gli adolescenti possono
rivolgersi per problematiche relative a
questi argomenti

Fertilità e
riproduzione

impatto della maternità e della
paternità (in giovane età) (significato
dell’allevare i figli – pianificazione
familiare, pianificazione della
carriera, contraccezione, presa di
decisioni e assistenza in caso di
gravidanze indesiderate)
informazioni sui servizi per la
contraccezione
fallimento della contraccezione e
relative cause (assunzione di alcool,
effetti collaterali, dimenticanza,
ineguaglianza di genere, etc.)

riconoscere segni e sintomi della
gravidanza
procurarsi i contraccettivi
nei contesti appropriati, ad es.
recandosi da personale sanitario
decidere consapevolmente se
avere o meno esperienze sessuali

opinioni personali (norme e
valori) su maternità e paternità
(in giovane età), contraccezione,
aborto e adozione
un atteggiamento positivo
verso l’assunzione reciproca
di responsabilità rispetto alla
contraccezione

• comunicare sulla contraccezione
• effettuare una scelta consapevole
del contraccettivo e utilizzarlo correttamente

gravidanza (anche in relazioni
omosessuali) e infertilità
dati di fatto e miti (affidabilità,
vantaggi e svantaggi) sulle varie
forme di contraccezione
(compresa la contraccezione d’emergenza)

Sessualità

aspettative di ruolo e comportamenti di ruolo rispetto all’eccitazione
sessuale e alle differenze di genere

sviluppare la capacità di
comunicare e mediare su
argomenti intimi

• identità di genere e orientamento
sessuale, compreso fare “coming out”
(svelare la propria omosessualità)

• effettuare scelte libere e
responsabili dopo aver valutato
conseguenze, vantaggi e svantaggi
delle alternative possibili (partner,
comportamenti sessuali)

• come godere della sessualità nel
modo appropriato (rispettando i propri
tempi)
• la prima esperienza sessuale

Emozioni /affetti

argomento principale (nuovo)

46

• godere della sessualità in maniera
rispettosa

• piacere, masturbazione, orgasmo

• distinguere tra la sessualità nella
vita reale e quella rappresentata dai
media

la differenza tra amicizia, amore e
desiderio/attrazione sessuale

esprimere amicizia e amore in
modi diversi

le diverse emozioni, come ad
es. curiosità, innamoramento,
ambivalenza, insicurezza,
vergogna, paura e gelosia

esprimere i propri bisogni,
desideri, confini e rispettare
quelli altrui

argomento principale (consolidamento)

il concetto di sessualità come
processo di apprendimento

• gestire emozioni, sensazioni e

•desideri
argomento
supplementare (nuovo)
diversi/contrastanti

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

• accettare, rispettare e comprendere
le diversità nella sessualità e
nell’orientamento sessuali (il sesso
deve essere reciprocamente
consensuale, volontario, paritario,
adeguato all’età e al contesto,
caratterizzato dal rispetto di sé)

accettazione del fatto che le
emozioni che si provano variano
da persona a persona (a causa del
proprio genere, cultura, religione
etc. e del modo in cui la persona
li interpreta)
• argomento supplementare (consolidamento)

12-15
Relazioni e stili di
vita

Informazione

Competenze

Atteggiamenti

Trasmettere informazioni su

Mettere i bambini in grado di

Aiutare i bambini a sviluppare

influenza di età, genere,
religione e cultura

affrontare l’ingiustizia, la
discriminazione, la disuguaglianza

l’aspirazione a costruire relazioni
paritarie e gratificanti

• i diversi stili di comunicazione
(verbali e non verballi) e come
migliorarli

esprimere amicizia e amore in
modi diversi

• comprendere l’influenza di genere,
età, religione, cultura, etc. sulle
relazioni

• come costruire e mantenere le
relazioni
• strutture familiari e cambiamenti
delle strutture familiari (ad es.
famiglie monogenitoriali)

fare conoscenza, fare amicizia,
costruire e mantenere relazioni

• comunicare le proprie aspettative
e i propri bisogni nell’ambito delle
relazioni

• le diverse forme (gradevoli e
sgradevoli) di relazione, di famiglia e
di modi di vivere

Sessualità, salute e
benessere

igiene del corpo e auto-esame
del corpo
la diffusione e le diverse forme
di abuso sessuale, come evitarlo e
dove ricevere aiuto

• comportamenti (sessuali) a rischio
(alcool, droghe, pressione da parte
dei pari, bullismo, prostituzione,
media) e conseguenze
• sintomi, trasmissione e
prevenzione delle infezioni
sessualmente trasmesse (IST)
compreso l’HIV

prendere decisioni responsabili
e fare scelte informate (rispetto al
comportamento sessuale)

un senso di responsabilità
reciproca rispetto a salute e
benessere

richiedere aiuto e sostegno in
caso di problemi

• il senso di responsabilità rispetto
alla prevenzione di infezioni
sessualmente trasmesse (IST)/ HIV

• sviluppare capacità di negoziare
e comunicare per fare esperienze
sessuali protette e gratificanti

• il senso di responsabilità rispetto
alla prevenzione di gravidanze
indesiderate

• rifiutare o interrompere contatti
sessuali sgradevoli o non protetti

• il senso di responsabilità rispetto
alla prevenzione dell’abuso sessuale

• procurarsi e utilizzare
correttamente preservativi e
contraccettivi

• strutture e servizi sanitari
• influenza positiva della sessualità
sulla salute e sul benessere

• riconoscere le situazioni rischiose
ed essere in grado di gestirle
• riconoscere i sintomi delle infezioni
sessualmente trasmesse (IST)

Sessualità e diritti

diritti sessuali,
secondo la definizione dell’IPPF e
della WAS*

riconoscere i diritti sessuali
propri e altrui

accettazione dei diritti sessuali
propri e altrui

richiedere aiuto e informazioni

• leggi e regolamentazioni nazionali
(età per il consenso legalmente
valido ai rapporti sessuali)

Influenze sociali
e culturali sulla
sessualità
(valori/norme)

influenza della pressione dei
pari, dei media, della pornografia,
della cultura, della religione,
del genere, delle leggi e delle
condizioni socioeconomiche
sulle decisioni riguardanti la
sessualità, le relazioni di coppia e
il comportamento sessuale

gestire norme e valori
(inter)personali in conflitto con la
famiglia e la società

una visione personale della
sessualità (che sia flessibile) in una
società in trasformazione o in un
gruppo

acquisire le competenze per
gestire i media e affrontare la
pornografia

* International Planned Parenthood Federation (IPPF): Sexual Rights: an IPPF declaration. London 2008 and World Association for Sexual Health
(WAS): Declaration of Sexual Rights. Hongkong 1999
argomento principale (nuovo)

argomento principale (consolidamento)

• argomento supplementare (nuovo)

• argomento supplementare (consolidamento)

Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Standard per l’Educazione Sessuale in Europa

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