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the Constantinian University Brancaleoni Marco Presentazione .pdf



Nome del file originale: the_Constantinian University_Brancaleoni_Marco_Presentazione.pdf
Titolo: complessità
Autore: MARCO BRANCALEONI

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® PowerPoint® 2013, ed è stato inviato su file-pdf.it il 22/09/2015 alle 18:44, dall'indirizzo IP 51.179.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1462 volte.
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Anteprima del documento


The Constantinian University
Con l’alto patrocino del

Sovereign Order of Saint John of Jerusalem
Knights of Malta

Dr. Marco Brancaleoni

Il tema complessità è di immediata
comprensione.
Fa riferimento ad oggetti, cose o fenomeni che
appaiono costituiti da molte e diverse
componenti ove tutti concorrono a formare un
unico insieme.

Complessità
«Se si potesse
definire la
complessità in
maniera chiara
ne emergerebbe
che il termine
non sarebbe più
complesso»

E’ interessante notare che tale nuovo
paradigma emergente ha vaste e profonde
implicazioni sul piano culturale ed
epistemologico..

L’applicazione dei principi del riduzionismo in
medicina, che da oltre
due secoli, fin dall’inizio
dell’evoluzione della
fisiopatologia classica, ha
favorito l’impiego di un
un approccio analitico,
settoriale e specialistico
che ha ricondotto la
malattia a una
semplice equazione
di causa-effetto.

Il riduzionismo prevede la scomposizione del
fenomeno complesso in unità più semplici, in
modo da poterle studiare singolarmente nelle
condizioni il più possibile controllate.

Sviluppare una medicina di tipo riduzionista e
meccanicista è stata la linea seguita, cecando di
scindere il complesso e comprenderlo nel
particolare .

Questo modo di pensare ha consentito, nelle
patologie acute, di poter facilmente risalire ad una
noxa patogena responsabile dei disturbi accusati e
quindi facilmente correggibile una volta
individuata ed eliminata.
(es: l’impiego degli antibiotici per eliminare il
battere responsabile della patologia in una
infezione semplice.)

Il riduzionismo è inadatto all’estrema
eterogeneità e complessità dell’individuo
che
è denso di variabili che lo caratterizzano e lo
distinguono anche transitoriamente da tutti

gli altri individui.

E’ necessario adottare un metodo scientifico non
riduzionistico, ma multidimensionale e
longitudinale, che includa - superandolo - quello
riduzionistico, che possa descrivere e intervenire
sull’intera complessità del singolo, nel suo
divenire in un incessante susseguirsi di nuovi
equilibri dinamici di instabilità in instabilità.
(World Health Organization, 2008)

Nasce l’esigenza di passare da una visione
riduttiva (che è utile per capire il semplice
fenomeno, la semplice manifestazione) ad una
visione più allargata del fenomeno, dobbiamo
pensare ad una biologia integrativa.

Pensare all’individuo solo come genoma è
estremamente riduttivo.
Dobbiamo mettere assieme una rete
fenoma-genoma.

L’epigenetica ci insegna come su uno stesso
patrimonio genetico una serie di elementi diversi
possono determinare una trascrizione molto
diversa e quindi fenotipi altrettanto diversi.

Se prendiamo in considerazione non più la
singola malattia, ma l’individuo che si ammala,
automaticamente il nostro pensiero da semplice
diventa complesso ragioniamo su più parametri
che possono interagire fra di loro in senso
positivo e negativo, e ci danno la visione più
completa dell’individuo permettendone una
soluzione ad hoc.

Il nostro sforzo quindi
deve essere quello di
individuare delle linee di
sviluppo e di ulteriore
impegno per tentare di
offrire a noi stessi e ai
colleghi interessati una
chiave di lettura
paradigmatica ed efficace
della complessità, o
meglio delle complessità
in medicina.

Obiettivo della complessità

Affrontare la problematica del paziente, e non
la singola malattia, in modo tale da far si che sia
una medicina personalizzata che affronta le
alterazioni nella singola persona considerando le
condizioni cliniche complesse.

Il modello dell’individuo malato che più
comunemente contraddistingue il nostro secolo è non
tanto l’individuo affetto da un’unica e definita
malattia, acuta e risolvibile nel breve-medio termine,
quanto piuttosto un
malato cronico,
affetto da più patologie
incidenti
contemporaneamente.

il fenotipo clinico risultante è determinato e
influenzato non solo da fattori biologici (malattiaspecifici) ma anche da determinanti non biologici
(status socio-familiare, economico, ambientale,
accessibilità delle cure ecc.), che interagiscono fra di
loro e con i fattori malattia-specifici in maniera
dinamica fino a delineare la tipologia del
“malato complesso”.

Polimorbidità e complessità

Per accedere alla complessità e
comprenderla senza
semplificarla, si deve uscire da
tutto ciò che è dogmatico e
teorico fornitoci durante il
percorso di studi. E’ necessaria
la riflessione “filosofica” e il non
ostinarsi a separare la parte dal
tutto ma
inglobare la parte nel tutto.

La personalizzazione delle
cure, obiettivo considerato
prioritario e urgente in
medicina, è un processo che
necessita di un approccio che
non sia cieco alla complessità
bio-psico-socio-ambientale
delle persone che ne
determina l’individualità e non
è controllabile con un
approccio riduzionistico
che è inadatto all’estrema
eterogeneità e complessità
dell’individuo.

Un approccio scientifico richiede un cambiamento
epistemologico di tipo sistemico. In questo
contributo si tratteggia la costruzione di una
medicina basata sulla complessità
capace di interagire con i processi sistemici
dell’individuo
capace di dialogare con altri attori ed esperti di
Interpretazione dell’omeodinamismo della
persona.

In medicina, il mutamento epistemologico nella
direzione della complessità, come si è visto,
comporta interventi multilivello
coordinati dalla strutturazione
del sapere,
della ricerca,
della clinica,
dell’organizzazione dei sistemi sanitari.

Christian Pristipino

In medicina complementare il pensiero è di per
sé allenato alla complessità, e considera
l’individuo nella sua totalità. Questo, nonostante
i tentativi riduzionisti derivati dalla spinta del
mercato perché è più semplice il pensiero
riduzionista (causa-effetto, patologia-rimedio)
rispetto a quello complesso (presa in carico
dell’individuo con una patologia).

I principi fitoterapici utilizzati per la cura sono dei
fitocomplessi: insieme di principi attivi che
intervengono, modulando la loro azione
sull’organismo, influenzando i sistemi biologici
riportandoli a quei parametri di equilibrio per il
singolo individuo.
Non è mai l’azione di una singola molecola, ma una
sinergia di più principi presenti in concentrazioni
diverse che caratterizzano l’azione.

Il sistema P4 ipotizzato per la medicina complessa

si addice perfettamente ad una medicina che da
sempre considera più parametri
per scegliere i rimedi.

Heart disease
insonnia

(Barabási AL., 2007)

diabetes

stress

In sostanza voglio dire, con una frase di Calvino..

Dr. Marco Brancaleoni



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