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LaGazzettaDelloSportNazionale1Ottobre2015 .pdf



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www.gazzetta.it / GazzettaTv canale 59

giovedì 1 ottobre 2015 anno 119 - numero 232

MIX FRUTTA SECCA

ENERGIA
PER LO

SPORT
CASA ROSSONERA: CLOSING RIMANDATO

CASA NERAZZURRA

Milan, proroga a Mr Bee
Mihajlovic trova Mr Boa

L’Inter ringhia
idea Medel-Melo
a centrocampo

Vertice ad Arcore tra Berlusconi e il thailandese: serve un mese
Boateng in rotta con lo Schalke lavorerà col gruppo: poi si vedrà

Mancini ritorna alla difesa a 4
e studia la coesistenza dei 2 mastini

Bee Taechaubol e (a destra) Prince Boateng

BREGA, DALLA VITE A PAGINA 14

GOZZINI, LAUDISA, PAGLIARA A PAGINA 15

RISCATTO BIANCONERO TUTTA UN’ALTRA SQUADRA: SIVIGLIA K.O. (2-0)

SIGNORA D’EUROPA
Morata, sempre lui, e Zaza: Juve prima a punteggio pieno
1In serie A cinque

punti in sei partite,
in Coppa sei in due
1Allegri riconquista
il «suo» Stadium
e ritrova Khedira
1Rigore di Aguero al
90’: il City batte in
rimonta il Borussia M.
BIANCHIN, BRAMARDO, DELLA VALLE,
GRAZIANO, GUIDI, LICARI,
SCHIANCHI, SPESSOT
DA PAGINA 2 A PAGINA 7

5

QUINTA RETE
CONSECUTIVA
IN CHAMPIONS
EGUAGLIATO
DEL PIERO

8

RONALDO RECORD
TRASCINA IL REAL
E SUPERA I 5OO GOL

L’ANALISI
di Sebastiano Vernazza
4
Cristiano Ronaldo, 30 anni, festeggia con i compagni

LE DUE VELOCITA’
E I MERITI DI MAX

CR7 con la doppietta segnata al Malmoe
raggiunge Raul come miglior marcatore
del Madrid. Vincono pure United e Psg

Nelle ultime stagioni la
Juventus è partita forte
in campionato e così così
in Champions League.
Stavolta è andata in maniera
opposta: due vittorie su due
in principio di Europa, cosa
mai accaduta nelle
precedenti tre partecipazioni,
e appena cinque punti in sei
giornate di Serie A.
La Juventus di Coppa
ha un punto in più della Juve
di campionato, anche
se ha giocato quattro gare
di meno.

RICCI A PAGINA 8

I RISULTATI DI IERI
GIRONE A
MALMOE-REAL MADRID
SHAKHTAR DONETSK-PSG
GIRONE B
CSKA MOSCA-PSV
MANCHESTER UNITED-WOLFSBURG
GIRONE C
ASTANA-GALATASARAY
ATLETICO MADRID-BENFICA
GIRONE D
BORUSSIA M.-MANCHESTER CITY
JUVENTUS-SIVIGLIA

L'ARTICOLO A PAGINA 4

STORIE E PERSONAGGI
DA NON PERDERE
1

Eurovolley, super Diouf
L’Italia batte la Croazia
Oggi la Russia nei quarti

51 0 0 1>

ROMANI PAG 26, COMMENTO DI PASINI PAG 4

9 771120 506000

2

Marquez re delle cadute
Finisce giù anche in bici:
a Motegi con la mano rotta
IANIERI A PAGINA 21

3

Ali-Frazier: 40 anni fa
il match più duro
della storia della boxe
NARDUCCI A PAGINA 29

EUROPA LEAGUE: LA FIORENTINA A LISBONA COL BELENENSES

Viola con Rossi a casa Sousa
Il Napoli rilancia Valdifiori. La Lazio a tutto Felipe
Sarri fa turnover a Varsavia, De Laurentiis:
«Il San Paolo è un cesso, pronto a lasciarlo»
Pioli col Saint Etienne si affida ad Anderson
ADAGLIO, BERARDINO, CALAMAI, CIERI,
IANDIORIO, MALFITANO, G. MONTI PAG. 10-11-12

w

IL ROMPIPALLONE di Gene Gnocchi
È uscita la classifica di Forbes
degli uomini più ricchi del mondo.
Al primo posto un carrozziere di Torino.

19

CICLISMO

Nibali vince
la Tre Valli
Milano-Torino
oggi tocca a Aru
BAZZONI, SCOGNAMIGLIO
A PAGINA 19

0-2
0-3
3-2
2-1
2-2
1-2
1-2
2-0

2

Champions R Gruppo D, 2a giornata

Col vento
in coppa!
In Europa la Juve vola
Il solito Morata e Zaza
schiantano il Siviglia
JUVENTUS

SIVIGLIA

2
0

PRIMO TEMPO
1’ Subito Pogba! Prima occasione per i bianconeri: il francese,
smarcato da Morata, tenta un destro al volo che finisce altissimo
sopra la traversa
9’ Ci prova il Profeta Cuadrado serve Hernanes che prova
il diagonale dai trenta metri: palla a lato di poco

PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORI Morata al 41’ p.t.; Zaza
al 42’ s.t.

17’ Dybala quasi palo Juve a un passo dal vantaggio:
sponda di Khedira per l’argentino che prova il sinistro
a giro da fuori area ma sfiora il palo alla destra di Rico

JUVENTUS (3-5-2)
Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini;
Cuadrado, Khedira (dal 31’ s.t. Alex
Sandro), Hernanes, Pogba, Evra;
Dybala (dal 43’ s.t. Rugani), Morata
(dal 35’ s.t. Zaza)
PANCHINA Neto, Lemina, Vitale,
Pereyra
ALLENATORE Allegri
BARICENTRO MEDIO 52,6 M
CAMBI DI SISTEMA dal 35’ s.t.
4-4-2 ; dal 43’ s.t. 5-3-2
ESPULSI nessuno
AMMONITI nessuno

36’ Scivolone argentino Splendido stop di petto a seguire di Khedira
che crossa basso nell’area piccola per Dybala: l’argentino scivola e
deposita la palla nelle mani del portiere spagnolo

SIVIGLIA (4-4-2)
Rico; Coke, Andreolli, Kolodziejczak,
Tremoulinas; Konoplyanka, N’Zonzi
(dal 20’ s.t. Iborra), Krychowiak,
Krohn-Dehli; Gameiro (dal 20’ s.t.
Immobile), Reyes (dal 34’ s.t. Muñoz).
PANCHINA Soria, Mariano, Luismi,
Cristoforo
ALLENATORE Emery
BARICENTRO MEDIO 50,6 M
CAMBI DI SISTEMA 4-2-3-1 dal
20’ s.t.
ESPULSI nessuno
AMMONITI Coke per gioco
scorretto
ARBITRO Eriksson (Svezia)
NOTE spettatori 36.640, incasso
di 1.847.654 euro. Tiri in porta 6-1.
Tiri fuori 10-0. Angoli 3-0. Fuorigioco
5-0. Recuperi zero p.t.; 3’ s.t.

41’ MORATA GOL Assist perfetto di Barzagli che riceve palla da
Cuadrado e, da ottimo terzino, crossa in area per la testa di Morata:
lo spagnolo sovrasta Andreolli e insacca. E’ l’1-0
45’ C’è anche Buffon Si fa vedere Konoplyanka con un destro potente
ma centrale da fuori area, facile per il numero 1 bianconero

SECONDO TEMPO
6’ Dybala sprecone Verticalizzazione perfetta di Khedira
per l’argentino, che parte sul filo del fuorigioco e prova con un tocco
di punta rasoterra a battere Rico che però devia di piede
18’ Rico c’è Dybala si guadagna e calcia una punizione dal limite
dell’area di rigore: tiro potente ma il portiere del Siviglia rimane fermo
e non si fa sorprendere
21’ Fischi per Immobile Cambio per il Siviglia: Emery sostituisce
Gameiro con l’ex Borussia, ma lo Juventus Stadium non dimentica
il suo passato granata e l’accoglienza non è delle migliori
29’ Botta di Cuadrado L’ex Chelsea fa partire un tiro potentissimo
da fuori area: Rico respinge con i pugni
38’ Raddoppio vicino Triangolo in area tra Dybala e Cuadrado,
ma Tremoulinas chiude alla grande sul colombiano al momento del tiro
42’ ZAZA GOL Sul rilancio di Bonucci, Dybala difende palla a
centrocampo, un rimpallo favorisce l’ex Sassuolo che in campo aperto
supera in velocità Kolodziejczak e batte Rico con un rasoterra di destro

Fabio Licari
INVIATO A TORINO

il mostruoso mister Hyde
ritornò finalmente l’elegante Dottor Jekyll. Sperando che la trasformazione
sia irreversibile, la formula
Champions restituisce alla Juve personalità, grinta e successo sperduti in campionato (6 finora i punti in Coppa, 5 in A).
Agli psicanalisti trovare spiegazioni logiche: per il momento Allegri le azzecca tutte, compreso un modulo camaleontico
che farà discutere a lungo, e si
gode così un bel 2-0 rigenerante al Siviglia. Non è ancora fatta per gli ottavi, perché alla fine il City la spunta sul Borussia: ma adesso la doppia sfida
con i tedeschi, ultimi e anello
debole del gruppo, offre due
match-point irripetibili. Per
poi dedicarsi a tempo pieno all’operazione «recupero scudetto». I segnali, una volta tanto,
sono tutti positivi, soprattutto
nelle risposte individuali: Morata che segna per la quinta di
fila in Europa, Dybala che fa i
numeri, Khedira che sembra
già indispensabile come Cuadrado, e Zaza che con il gol recupera forse una Nazionale
che sembrava persa. Poi freniamo gli entusiasmi eccessivi
perché, più che il Siviglia, sembrava ci fosse di fronte una di
quelle italiane irritanti, in campo per il punticino. Ma le grandi si vedono da questi particolari: la Juve-Hyde, con l’Udinese, era stata tutto il contrario.

E

ALLEGRI, BEL MODULO! Due
gol per tempo, quasi allo stesso

1Sei punti in due gare di

Champions, più che in
campionato... Il ritrovato
Khedira trascina i bianconeri,
ottima prova anche di Dybala

minuto (Morata al 41’ su cross
di Barzagli, Zaza al 42’ in fuga
su «sacrificio» di Dybala), per
chiudere una sfida mai in discussione. Sul tabellino resta
degli spagnoli un «tiraccio» di
Konoplyanka in bocca a Buffon
e nient’altro, come se Emery si
fosse reso conto dell’emergenza e avesse deciso che un pari
valeva tre punti. Nel suo caso,
il campionato non mente. L’atteggiamento però non paga
perché la Juve ragiona, e agisce, come contro il City: con
superiorità mentale, prima che
tecnico-tattica (e qui servirebbe ancora Freud). Come a
Manchester era nato un 4-3-3
oscillante tra 4-5-1 e 4-4-2, co-

munque padrone, qui Allegri
s’inventa un 3-5-2 non facilmente definibile. In fase offensiva restano dietro i soliti tre,
con Barzagli implacabile, mentre davanti, reminiscenza contiana, Cuadrado ed Evra sono
quasi in linea con i mobilissimi
Morata-Dybala. In fase di non
possesso, invece, la Juve si dispone con un ordinatissimo 44-2 nel quale Pogba, più umile
del solito, s’allarga per difendere mentre Cuadrado, a destra, si esaurisce da elastico a
tutto campo.
AGGRESSIONE E LIBERTÀ Il Siviglia non ha mai una contromisura, a meno di chiamare ta-

S U P E R O F F E R TA P E R I N U O V I C L I E N T I

QUOTE DA FARTI
PERDERE LA TESTA

P
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3

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

fIL PERSONAGGIO

ALVARO MORATA

Cinque balzi consecutivi
per arrivare a Del Piero
«Ora segno anche in A»
1Per l’attaccante
spagnolo
quinto gol di fila
in Champions,
come solo Ale

Mirko Graziano
INVIATO A TORINO

anto per cambiare Alvaro Morata! Un cecchino in Champions.
D’altronde, il dna è quello:
chi cresce, emerge e poi sfonda accanto a Cristiano Ronaldo non può che esaltarsi
soprattutto quando il gioco si
fa duro, quando l’asticella sale, quando la pressione si fa
insostenibile per i comuni
mortali.

T

le il movimento di Krohn-Deli
che, da laterale sinistro, si accentra per lasciare la fascia
d’attacco al terzino Tremoulinas, mentre Reyes prova a far
gioco. Troppo poco, ritmo basso, manovra in orizzontale, e
testa alla difesa. Solo che per
chiudersi bene servirebbe aggredire Hernanes come aveva
fatto il Napoli, invece di permettergli pur rare impostazioni. E sarebbe utile sbarrare più
alti le fasce dove il colombiano,
ma anche Evra, hanno una libertà che si sogneranno in futuro. Se vogliamo dirla tutta, la
Juve mostra un limite: al giro
palla, alla riconquista grintosa,
al gran movimento circolare,
non corrispondono altrettante
entrate in area. Il tiro è quasi
sempre da fuori, gol esclusi.
Anche Cuadrado, che non sbaglia un dribbling ed è un incubo per ogni difesa, preferisce
l’assist al triangolo stretto. Con
Pogba e Marchisio mezzali
d’incursione, per il Siviglia sarebbe stata una strage.
CONSIGLI DALL’EUROPA Ma

sono tutti meccanismi sui quali
Allegri, esaltato ieri dall’emergenza, lavorerà presto. Sarebbe bene ascoltare i suggerimenti in arrivo dalla Champions League, evitare il turnover a Cuadrado quando i punti
in gioco sono pesanti, consentire a Dybala (ancora un po’
fragile) di farsi gli anticorpi
giocando il più possibile. Un
discorso a parte merita Hernanes che, come contro il City, dimostra che i tiri sono la sua
specialità: ha «colpetti» da 10
ma, si rassegni, in questa Juve
serve da play e quindi deve accelerare i tempi e soprattutto
prendersi più responsabilità,
sempre in attesa di Marchisio.
Adesso tocca al Bologna che, in
teoria, tanto superiore al Siviglia non dovrebbe essere: c’è
da capire se la scintilla è scattata, e la rimonta può cominciare. Perché affidarsi solo alla
Champions, «il torneo dei dettagli», sarebbe un rischio enorme. A quanto pare questo
gruppo era sopravvalutato,
non sarà sempre così.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MOVIOLA
di MARCO
GUIDI

KHEDIRA GIÙ
IN AREA: GIUSTO
NON CONCEDERE
IL PENALTY
Due gli episodi da segnalare,
entrambi nella ripresa. Al 16’,
N’Zonzi stende Dybala
qualche centimetro prima
dell'area di rigore, bravo
l'arbitro svedese Eriksson a
valutare il fallo come
semplice punizione dal limite.
Il direttore di gara lascia
correre invece al 30’ quando
Khedira va giù in area dopo
un contrasto con
Krychowiak. La decisione ci
sta: Khedira appoggia il piede
su quello dell'avversario, che
muovendosi lo tocca
successivamente. Ma
l'incrocio non è da rigore.

COME ALE Nell’Europa che
conta, il figlio della cantera
madridista va a segno da 5
gare consecutive, eguagliata
la striscia di Del Piero nel
1995-96. Ma il cambio di
marcia di Alvaro è datato 24
febbraio 2015, andata degli
ottavi contro il Borussia
Dortmund. Quello fu il primo
gol in Champions con la maglia bianconera. Da allora,
rete anche al ritorno con i tedeschi, decisivo nei quarti (si
procura il rigore qualificazione) con il Monaco, quindi le 2
reti al Real, il momentaneo
1-1 nella finale di Berlino e il
2-1 di Manchester, tana del
City. Insomma, una sentenza: 7 reti nelle ultime 9 gare.
Con una particolare vocazione a fare parecchio male alle
squadre spagnole, sempre
bucate a parte l’Atletico l’anno scorso: ma contro la banda Simeone, Morata giocò
appena 7 minuti all’andata.
SOMMERSO D’AFFETTO Ieri,
a 10 minuti dalla fine, lo Juve
Stadium esplode: tutti in piedi ad accompagnare l’uscita
dal campo di Morata. Un gol
che regala mezza qualificazione agli ottavi di Champions e interrompe il digiuno
di vittorie interne, dopo la
sconfitta con l’Udinese e i pa-

reggi contro Chievo e Frosinone. Il popolo bianconero non ha
dubbi: è Morata il simbolo di
una Juve più giovane e meno solida, ma comunque spavalda e
vincente sul palcoscenico più
prestigioso a livello di club. I
margini di miglioramento sono
evidenti, il gruppo è tecnico,
completo, e i molti innesti estivi
hanno solo bisogno di conoscersi meglio. Intanto, sono 17 i centri «italiani» dello spagnolo.
L’impressione è che il gioiello di
Madrid stia entrando in una
nuova dimensione: da promessa sicura, a bomber spietato e
decisivo. Tevez ha lasciato un
notevole vuoto di gol e persona-

lità, ora Allegri, società e tifosi si
augurano che Alvaro sappia
sfruttare la scia dell’Apache.
Qualcuno, visti i problemi economici del Boca, sogna sempre
il ritorno di Carlitos a Torino: da
corso Galileo Ferraris frenano
però ogni entusiasmo.
RISALIRE IN ITALIA «Non chiamatemi mister Champions - dice Morata a fine gara -, devo ancora migliorare molto. Il mio lavoro è solo all’inizio. Certo, sono felicissimo per il gol, ma la
cosa che più conta è la vittoria
della squadra, tre punti fondamentali nella corsa alla qualificazione. Adesso voglio segnare
di più anche in campionato, dove le difficoltà aumentano per
gli attaccanti. Abbiamo bisogno
di punti, la Juventus deve rialzare la testa e risalire al più presto la classifica». Morata-Dybala, 43 anni in due e un’intesa da
migliorare. Il potenziale fa comunque paura: «Sono i primi
minuti insieme - conclude Alvaro -, miglioreremo. Mi trovo bene con lui, anche fuori dal campo, e la cosa aiuta».

Alvaro Morata, 22 anni AP

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 Ha agito soprattutto nella

LA SUA GARA
AI RAGGI X

parte sinistra dell’attacco,
solo 4 passaggi sbagliati su 22

TOCCHI PER ZONA
Il colore è più intenso nelle zone in cui
ci sono stati più tocchi di palla
ATTACCO

3

2

2

2

1

2

1

2

5

1

2

1

1

1
1

2

PASSAGGI
22

TOTALI

POSITIVI 18

NEGATIVI 4

1

CLASSIFICA TIRI
2

1

DYBALA

4
MORATA

3

PALLE RECUPERATE
3

CUADRADO

IL PUNTO DA CUI HA TIRATO

IL SUO GOL

3

41’ PT

GOL

1
DATI OPTA/GDS

24

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

OPINIONI
La vignetta

www.gazzetta.it

TUTTE LE NOTIZIE SUL NOSTRO SITO

Twitter

di Valerio Marini

ALESSANDRO DEL PIERO
Calciatore
● #RyderCup2022 in Italia?
Sarebbe bellissimo! La
candidatura dell’Italia è
molto forte, in bocca al lupo!
@federgolf
@delpieroale

VALENTINA ARRIGHETTI
Azzurra di volley
● Si va ai quarti di finale
L’Italia batte la Croazia 3-0
(25-22, 25-21, 25-20)
Domani (oggi) la Russia!!!
@ValeArrighetti

MATTEO TAGLIARIOL
Azzurro di scherma
● É molto bello quello che
sta facendo la città di
Modica per la scherma.
Grazie mille
@MatteoTaglia

IGNAZIO ABATE
Difensore del Milan
● Una bella sorpresa
rivederti al campo..
diventerai un grande anche
da allenatore! @Nesta
@ignazioabate20

MARIA MARCONI
Azzurra di tuffi
● Sono sempre pronta x le
coccole e i selfie!
#tenerezza
#miaspettasempreperlecoccole
@MariaMarconi4

La vittoria in Champions

Il dibattito sulla nostra Serie A

JUVE A DUE VELOCITÀ E I MERITI DI MAX

LIVELLAMENTO SÌ
MA VERSO IL BASSO

impegnarsi molto per buttare via la
qualificazione agli ottavi, semiipotecata con questi due successi
uno dietro l’altro. L’Europa come
camera di compensazione della
falsa partenza in Italia.

L’ANALISI
di SEBASTIANO
VERNAZZA
twitter: @GazzaVernazza

elle ultime stagioni la Juve è
partita forte in campionato e
così così in Champions
League. Stavolta è andata in
maniera opposta: due vittorie su
due in principio di Europa, cosa mai
accaduta nelle tre più recenti
partecipazioni alla CL, e appena
cinque punti in sei giornate di Serie
A. La Juventus di Coppa ha un
punto in più della Juve di
campionato, anche se ha giocato
quattro gare di meno. Chiamatele,
se volete, contraddizioni, ma fino a
un certo punto, perché a
Massimiliano Allegri, qualunque
sarà l’epilogo della sua storia in
bianconero, va riconosciuto il
merito di avere sprovincializzato la
Juve, di averle dato consapevolezza
e respiri europei. Sarà dura
riaffacciarsi alla finestra della finale
di Champions, però bisognerà

N

Per dichiarare la Juve clinicamente
guarita serviranno altre conferme,
non si può dimenticare che il
trionfo di Manchester era stato
raffreddato dal pari col Frosinone e
dalla sconfitta col Napoli. Per non
caricare di troppe aspettative il
successo di ieri sera bisogna fare la
tara dell’avversario, un Siviglia
malridotto, brutta copia della
squadra ammirata nelle ultime due
edizioni dell’Europa League.
Esauriti i distinguo, due
annotazioni si impongono. La
prima: il ritorno di Khedira ha
restituito spessore e identità al
centrocampo. All’appello manca
ancora Marchisio, per cui in mezzo
la Juve può soltanto crescere. Vidal
e Pirlo restano insostituibili, ma
Khedira e Marchisio alzeranno il
tono tecnico-agonistico. La seconda
osservazione attiene a Cuadrado, il

match coi sivigliani ha confermato
che del colombiano non si può fare
a meno. Di che cosa parliamo
quando parliamo di calcio? Di
tattiche, di principi di gioco e altri
«covercianismi», ma banalmente se
nel mazzo c’è quello che salta
l’uomo molto è fatto. E in questa
Juve abbonda la gente con tale
qualità. Anche Morata e Dybala
dribblano e creano superiorità.
Resta valido il concetto estivo: la
Juve attuale non è più forte della
Juve finalista col Barcellona, ma
neppure tanto più debole. L’unico
appunto che ci sentiamo di muovere
riguarda il sistema di gioco, l’eterno
ritorno al 3-5-2 poco «europeista»,
però ci sta che con Cuadrado si opti
per un assetto del genere.
Da sottolineare il riscatto delle
inglesi. Il Manchester United ha
battuto il Wolfsburg e nel girone
della Juve il City ha vinto in casa del
Borussia M’gladbach. Due successi
in rimonta, che riequilibrano gli
scivoloni di Arsenal e Chelsea nel
martedì nero di Londra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il volley femminile

IL CUORE DI QUESTA ITALIA CI FA SPERARE
IL COMMENTO
di GIANLUCA
PASINI
iù cuore che centimetri. Più
tecnica che forza. Se il fisico
non è al massimo della
condizione allora ci si deve affidare
alla classe e in taluni casi alla grinta
per andare avanti. O all’orgoglio.
Non è finora l’Europeo che l’Italia
delle donne sognava, quello che si
sta giocando in Olanda e Belgio, ma
Del Core e compagne sono ancora
vive. Ancora in corsa, anche se la
sconfitta di lunedì contro le
arancioni ha complicato
maledettamente la loro esistenza e
il loro cammino. Ecco perché
l’ottavo di finale con la Croazia di
ieri era una di quelle gare in cui c’è
tutto da perdere e nulla da
guadagnare.

P

Le azzurre di Marco Bonitta
incassano il 3-0 e rimettono la testa

sotto il manubrio, oggi pomeriggio,
stessa ora e stesso impianto di
Rotterdam (che senza Olanda in
campo era drammaticamente
vuoto), c’è un’altra partita di quelle
che non ti lasciano appello, contro
la Russia campione europea uscente
e grande dominatrice due anni fa a
Berlino. Italia-Russia vale un altro
pezzo di presente e comunque vada
a finire incoronerà una grande
delusa, visto che entrambe le
squadre sono arrivate a questo
torneo, per strade diverse, ma con
la stessa determinazione a salire sul
podio, magari proprio sul gradino
più alto. Invece le cose sono andate
diversamente e per tutte e due le
formazioni quella di oggi è una gara
senza ritorno: chi perde, inutile
girarci intorno, dovrà convivere con
il peso di un grande fallimento a
pochi mesi (tre) dal torneo
continentale di qualificazione
olimpica. E una sconfitta adesso è
inevitabile che peserà anche a
gennaio in Turchia, quando in palio
ci sarà il pass europeo per Rio de
Janeiro (uno diretto per la prima

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
andrea.monti@gazzetta.it
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
gvalenti@gazzetta.it
VICEDIRETTORI
Pier Bergonzi
pbergonzi@gazzetta.it
Stefano Cazzetta
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Andrea Di Caro
adicaro@gazzetta.it
Umberto Zapelloni
uzapelloni@gazzetta.it
Testata di proprietà de “La Gazzetta
dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2015

Press Reader Edition

PRESIDENTE
Maurizio Costa
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Gerardo Braggiotti,
Laura Cioli,
Paolo Colonna,
Teresa Cremisi,
Dario Frigerio,
Tom Mockridge,
Stefano Simontacchi
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri

classificata e con il secondo o terzo
posto si otterrà un’ulteriore
possibilità di qualificarsi per i
Giochi, tramite l’ultimo torneo di
maggio, in Giappone). Pensando a
quella partita andranno in campo le
azzurre, con un piccolo-grande
vantaggio rispetto al match contro
la Croazia: anche la Russia avrà
qualcosa da perdere. E a ben vedere
forse di più di quello che ha nel
piatto l’Italia. Anche un anno fa al
Mondiale di Milano il confronto con
le russe faceva molta paura, ma le
donne di Marco Bonitta se la
cavarono alla grande. Nonostante
non ci sia la stessa condizione fisica
(non si recupera in una notte), c’è la
consapevolezza di essere la stessa
Italia. E anche se il gruppo è in
parte rinnovato, ci sono lo stesso
carattere e la stessa voglia di non
uscire già adesso. Nei momenti
difficili ci si deve attaccare alla
forza che si ha dentro: contro la
Croazia è bastato. Chi ha detto che
non potrebbe essere lo stesso pure
contro la Russia?

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LA ROVESCIATA
ATA
di ROBERTO
BECCANTINII
ul fatto che sia un
campionato strano, e per
questo divertente, siamo
tutti d’accordo. La scorsa
stagione, dopo sei
giornate, la Juventus era l’unica ad
aver sempre vinto. Oggi è
quindicesima, con cinque punti.
Allargando il tiro, Juventus e Milan
hanno già racimolato sei sconfitte,
tre a testa, contro la sola «in
condominio» di un anno fa: la subì il
Milan, proprio contro la Juventus, il
cui bottino di gol è fermo a sei,
quanti ne aveva realizzati Carlos
Tevez.

S

Imbattuto è rimasto il Sassuolo, la
società più ricca tra quelle che
definiamo povere: Giorgio Squinzi,
Mapei, Confindustria, fuor di
metafora e luoghi comuni. Altra
cosa: gli zero a zero. Per Annibale
Frossi incarnavano il risultato
perfetto, dal momento che perfino il
gol più bello - secondo il dottor
Sottile di breriana memoria contiene tatticamente almeno un
errore. Bene: sono crollati. Non più
di uno in sessanta partite: lo 0-0 di
Carpi-Napoli alla quinta. In Spagna
sono dieci, addirittura; in
Inghilterra, sette; in Francia, otto; in
Germania, tre. Chi pensa che la
qualità dello spettacolo dipenda
dalla quantità dei gol, brindi pure a
champagne.
Più in generale, le definizioni
crepitano come pallottole: calcio
senza padroni e, dunque, più libero,
più equilibrato. A me però interessa
un’altra cosa. Questa: proprio
perché siamo di fronte a una
piccola, grande rivoluzione che ha
deposto la Juventus tiranna e aperto
a una diffusa democrazia, come va
giudicato il livellamento tecnico in
atto, verso l’alto o verso il basso?
Risposta: verso il basso. La qual cosa
non significa che i progressi del
«terzo stato» siano modesti, come
certificano l’organizzazione del
Torino di Giampiero Ventura e

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l’assetto variabile del Sassuolo di
Eusebio Di Francesco, splendide
isole. Spesso sollecitiamo l’Europa a
fornirci le risposte che non
sappiamo dare (o darci). La
Juventus finalista di Champions, la
Fiorentina e il Napoli semifinalisti in
Europa League rappresentavano,
senza dubbio, un solido credito.
Nello stesso tempo, la Lazio bocciata
in Champions dal Bayer Leverkusen
e la Sampdoria espulsa dall’Europa
League per mano dei non irresistibili
serbi del Vojvodina l’hanno in parte
eroso.
Di fuoriclasse non ci sono rimasti
che Gigi Buffon, 37 anni, e
Francesco Totti, 39 appena
compiuti. Le milanesi sono fuori
dalle coppe, spia di un declino
pericoloso. La Juventus dei quattro
scudetti ha perso Andrea Pirlo,
Arturo Vidal e Carlos Tevez.
Defezioni che se da un lato ne
hanno ridotto la forza, dall’altro
hanno gonfiato i muscoli dei
concorrenti. Il posto di Tevez - come
impatto sui risultati - l’ha preso, a
Napoli, Gonzalo Higuain. Se
parliamo di bel gioco, che spesso
confondiamo con la concretezza e,
sazi, ci fermiamo lì, dall’alto stanno
arrivando esempi rari. L’ora della
Roma contro la Juventus, le
fiammate del Napoli, la Fiorentina
contro le milanesi. Non colgo, in
giro, nulla di clamorosamente
travolgente e coinvolgente, se non,
appunto, la moltiplicazione dei
candidati al titolo. Che è dieci in
emozione, non otto in pagella. Agli
allenatori si chiede troppo, ai
giocatori, per paradosso, troppo
poco. Non è facile districarsi. Come
non è semplice, durante le dittature
sportive, distinguere il peso del
despota dalla bilancia del popolo.
Tutto è relativo: ritmi esclusi,
prendete le partite della Premier e
trasferitele in stadi mezzi vuoti
come i nostri: sicuri che ci
sembrerebbero così sgargianti? Fu
Francesco Guidolin il primo a porsi
il problema.
«Ma come il pugile intellettuale
Kierkegaard insegnava, evitare il
rischio è molto rischioso». L’ha
scritto il filosofo Gordon Marino nel
saggio «La boxe è filosofia. Guardate
me». Il ritratto del nostro calcio.

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Champions R Gruppo D, 2a giornata

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

LE PAGELLE di LUCA BIANCHIN
JUVENTUS

SIVIGLIA

7

6

BARZAGLI SOLIDO
IL «DEB» KHEDIRA
È DA APPLAUSI
DYBALA LEONE
IL TECNICO

7

MASSIMILIANO
ALLEGRI

Molto più coppa che
campionato (come Sacchi,
anche se a volte non si
amano). Partita preparata
bene, cambi giusti e Siviglia
messo in modalità silenziosa.
Perfetto.

IL MIGLIORE

7

JUAN
CUADRADO

L’uomo con la bomboletta dei
graffiti. Rientra, a volte resta
largo, a volte stringe,
soprattutto ha i piedi per
inventare. L’unico tiro è
centrale ma l’azione dell’1-0
nasce da lui.
● TIRI 3 ● RECUPERI 4
● PASSAGGI 48

IL PEGGIORE

6

ANDERSON
HERNANES

Novità di giornata: Twitter si
allargherà oltre i 140 caratteri,
Hernanes vince più contrasti
di Chiellini. Strano. Calcia per
primo, però è molto libero e
ne approfitta pochino.
Sufficiente, non di più.
● TIRI 2 ● RECUPERI 9
● PASSAGGI 48

6,5

7

6,5

6,5

BUFFON
Novanta minuti
da cliente
Mediaset:
guarda la partita
da un divano
privilegiato. Solo
una parata su un
tiro da seconda
categoria di
Konoplyanka

BARZAGLI
Partitona solida
Barzagli-style
con due inediti.
Una verticale col
giro e un allungo
a fondo campo,
che lo vede con
la frequenza
della cometa di
Halley.

BONUCCI
Il centrale delle
fortezze del
quadrilatero
difensivo. Un po’
di regia, una
palla tagliadifesa per
Dybala, nessuna
paura di
Gameiro.

CHIELLINI
Iborra entra e
Chiello gli dà il
benvenuto in
Italia: anticipo
secco. Simbolo
della Juve di ieri:
poco champagne
ma rischi zero.

● PARATE 1
● RINVII 1
● PRESE ALTE 1

● CONTRASTI 2
● LANCI 5
● PASSAGGI 69

● CONTRASTI 0
● LANCI 13
● PASSAGGI 80

● CONTRASTI 2
● LANCI 6
● PASSAGGI 74

7

6

6,5

7

POGBA
La «ruleta» su
Krychowiak è da
videogame: un
po’ Zidane, un
po’ arti marziali.
Conferma il
momento
mediocre: ha
un’occasione e
calcia male.

EVRA
La Juve da
quella parte
si sarebbe
accontentata di
fare partita pari,
invece Patrice
tiene
Konoplyanka e
crossa cinque
volte. Voilà

DYBALA
Subito il peggio:
butta nella
spazzatura un
assist di Khedira.
Il resto è un
ottimo impatto:
un quasi gol,
l’azione del 2-0,
una ripresa di
livello

● TIRI 0
● RECUPERI 3
● PASSAGGI 26

● TIRI 2
● RECUPERI 6
● PASSAGGI 51

● CONTRASTI 2
● CROSS 5
● PASSAGGI 53

● TIRI 4
● SPONDE 5
● DRIBBLING 1

6

7

5,5

COKE... DIETETICO
REYES, MEGLIO DA
SECONDA PUNTA
KONO D’OMBRA
IL TECNICO

KHEDIRA
Più lineare
dell’alfabeto
Morse: mai uno
svolazzo, che
giocatore. Subito
una chiusura,
un dribbling di
petto su Coke,
grandi letture.
Bel rientro

7

5

s.v.

MORATA
Il gol ha qualcosa
di Trezeguet:
prendere
posizione
e metterla
all’angolino.
In una partita
normale, sono
i tre secondi
più importanti.

ALEX SANDRO
Allegri gli chiede
di fare
la mezzala
per un quarto
d’ora: che
problema c’è?

ZAZA
«Per dieci
minuti»,
c’è anche il libro.
Entra e pure lui
fa qualcosa
di mai fatto
prima: un gol
in Champions.
Da manuale
della riserva.

RUGANI
Debutto
con la Juve
da laterale
destro di una
difesa a cinque.
Uno storico
minutino.

● TIRI 2
● SPONDE 2
● DRIBBLING 0

● CONTRASTI 1
● CROSS 0
● PASSAGGI 8

● TIRI 2
● SPONDE 1
● DRIBBLING 0

● CONTRASTI 0
● LANCI 0
● PASSAGGI 5

UNAI
EMERY

5

Il Siviglia sul sito parlava dello
Stadium come «Terra Santa»
perché qui ha vinto un’Europa
League. A tratti però sembra
una traversata nel deserto:
il 4-4-2 umile non attiva mai
le punte. Molto deludente.

IL MIGLIORE

6

JOSÉ ANTONIO
REYES

Qualche giocata regale,
da cognome, in un Siviglia
molto popolare. Aiuta tanto,
recupera fino in difesa,
poi cala come logico e viene
sostituito. Meglio da seconda
punta a tutto campo che largo.
● TIRI 0 ● SPONDE 4
● DRIBBLING 1

IL PEGGIORE

5

YEVHEN
KONOPLYANKA

Kono d’ombra: firma sei cross
e l’unico tiro del Siviglia,
però i numeri non dicono
tutto. Nella città di Del Piero,
mito della sua infanzia,
il Siviglia gli chiede ripartenze
creative: mai viste.
● TIRI 1 ● RECUPERI 2
● PASSAGGI 18

ERIKSSON Un errore microscopico – non dare un angolo - in una partita comunque semplice. Per il resto un giallo giusto e un “si gioca”
quando Morata chiede un fallo di mano. Bene anche i due guardalinee: una chiamata difficile a testa.

5,5

5,5

5

SERGIO RICO
Pregi: due buone
uscite, mette i
pugni su Dybala
e Cuadrado.
Difetti: non tiene
un cross di Evra.
Dubbi: il cross
dell’1-0 era
intercettabile?

COKE
Diet Coke:
partita senza
caffeina. Non
spinge mai e si fa
dribblare (col
petto…) da
Khedira. Spesso
stretto, vicino ai
centrali, mai in
spinta.

ANDREOLLI
La mamma
giocava a basket
però Marco
dimentica il
tagliafuori su
Morata:
anticipato, è 1-0.
Meno colpe sul
2-0, anche se
tocca lui per Zaza

KOLODZIEJZAK
Un bell’anticipo
di testa su
Morata, poi
tanta trincea.
Dybala gli
accelera a fianco
due volte. La
seconda, genera
il raddoppio.

● PARATE 4
● RINVII 13
● PRESE ALTE 1

● CONTRASTI 1
● CROSS 1
● PASSAGGI 42

● CONTRASTI 2
● LANCI 2
● PASSAGGI 48

● CONTRASTI 2
● LANCI 5
● PASSAGGI 57

6

5,5

6

5

TREMOULINAS
Gioca largo, più o
meno in
tangenziale: un
finto terzino, in
realtà dà e
prende.
Contribuisce con
sei cross ma
Cuadrado a volte
fa male.

N’ZONZI
Mai a zonzo.
Un’ora mediocre:
concede
una punizione
dal limite
e non affonda
mai. Stende
anche Dybala una
volta per tempo:
ci vuole costanza.

KRYCHOWIAK
L’anno scorso
giocava per due:
uno schermo
respingi-tutto.
Confermate
le sensazioni:
non è a quel
livello. Gioca 90’
ordinati,
non di più.

KROHN-DEHLI
Più
indipendentista
della Catalogna:
parte a sinistra,
stringe, quando il
Siviglia attacca fa
quasi il difensore.
Tanta libertà, ma
è spesso
disordinato.

● CONTRASTI 1
● CROSS 6
● PASSAGGI 27

● TIRI 0
● RECUPERI 1
● PASSAGGI 30

● TIRI 0
● RECUPERI 8
● PASSAGGI 59

● TIRI 0
● RECUPERI 1
● PASSAGGI 53

5,5

5,5

s.v.

5
GAMEIRO
Il Siviglia mette
la maschera del
Frosinone – tutti
dietro – e lui la
tocca poco.
Certo, nove
passaggi in 65
minuti sono
quasi da
sciopero bianco.

IMMOBILE
Vedi Iborra con
aggiunta di
copiosi fischi
all’ingresso in
campo e non
solo. Non il
preferito dello
Stadium…

IBORRA
Atteso titolare,
riserva nella
realtà. Si mette
dietro Immobile
ma la partita,
con loro due,
non gira.

MUÑOZ
Ultimo cambio
di Emery, tocca
tre palloni.
Non un modo
di dire, tre
di numero.

● TIRI 0
● RECUPERI 1
● PASSAGGI 9

● TIRI 0
● SPONDE 0
● DRIBBLING 0

● TIRI 0
● RECUPERI 0
● PASSAGGI 7

● TIRI 0
● SPONDE 1
● DRIBBLING 0

KLASENIUS 6,5
WÄRNMARK 6,5

JOHANNESSON 6
STRÖMBERGSSON 6

A SAN SIRO IL 28 MAGGIO

QUI SIVIGLIA

Niente Duomo
Il logo della finale
ha la Galleria

Emery, zero alibi
«Creato poco,
risultato giusto»

● «Una sintesi tra antico
e moderno». Milano 2016 ha
ufficialmente il suo logo, e forse
tra qualche mese avrà anche
una mascotte. Ieri mattina il
Comune di Milano ha tolto
i veli sul marchio che veicolerà
nel mondo l’immagine della
finale Champions in programma
a San Siro il 28 maggio 2016.
Approvato dalla Uefa, il logo
pone l’accento su un elemento
inedito del centro storico di
Milano e presenta un tocco
d’italianità. Niente Duomo o
Castello, l’icona che dovrà
raffigurare la città è la cupola
della Galleria Vittorio Emanuele
II, il salotto del capoluogo. C’è
anche un tratto che differenzia
questo logo da quello delle finali
precedenti della Champions: la
Uefa ha accettato la richiesta
del Comune di lasciare la scritta
«Milano» in italiano, evitando la
traduzione inglese «Milan», che
avrebbe generato confusione
con il nome del club rossonero.
Mario Pagliara

● TORINO Unai Emery,
l’allenatore passato alla storia
del Siviglia per aver arricchito la
bacheca con due Europa League
(tra cui una conquistata proprio
allo Juventus Stadium), lascia
Torino a testa bassa. Sconfitto il
Siviglia senza mai impensierire
Buffon (1 tiro contro 24 dei
bianconeri), senza forzare i
ritmi davanti a 178 sostenitori
andalusi. «Il risultato è giusto. In
attacco ci siamo mossi bene
anche se abbiamo creato poco.
Possiamo migliorare e sono
ottimista perché queste partite
servono per crescere in
esperienza con la speranza di
recuperare al più presto i
giocatori infortunati. La Juve in
questo momento è più forte
anche se abbiamo sofferto poco
e per un tempo abbiamo giocato
alla pari».
ORA IL BARCA Una vittoria allo
«JStadium» era forse chiedere
troppo visti i tanti guai fisici e
con l’impegno di sabato nella
Liga contro il Barcellona.
Troppe le nove assenze, da Rami
a Banega, a Llorente, per far
male ai bianconeri. Emery ha
lasciato Ciro Immobile in
panchina per un’ora, per non
sbilanciare la squadra. Quando
è entrato in campo, sommerso
dai fischi e dagli insulti degli
ultrà bianconeri, ha toccato una
manciata di palloni. Per Emery
la qualificazione è aperta
nonostante la coabitazione con
il Manchester City. «Abbiamo
perso un’occasione ma abbiamo
quattro match-ball a
disposizione per qualificarci e
giocheremo meglio di questa
volta».
Francesco Bramardo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il logo per la finale di Champions

Champions R Gruppo D, 2ª giornata

6

JUVENTUS

SIVIGLIA

BARICENTRO
3
11

3

10

15

113

PASSAGGI EFFETTUATI

0

564

53,8%

BARICENTRO

485
PASSAGGI RIUSCITI

POSSESSO PALLA

9
21
6

19

103

ANGOLI

MEDIO 52,6 metri
33

1

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

46,2%

16

6

1

TIRI NELLO
SPECCHIO

FALLI
FATTI

10 13

15 18

DRIBBLING

PALLE
INTERCETTATE

MEDIO 50,6 metri
23

22

17

9 10 715 4

1
5

90,4%

83,3%

2
GDS - DATI OPTA

fLA PARTITA AI RAGGI X

situazioni. Khedira è fondamentale per i duetti
con Cuadrado che spesso salta il diretto avversario e crea la superiorità numerica. Quando il paluello che ancora non riesce a mostrare in lone è nei piedi del colombiano Khedira è bravo
campionato la Juve lo fa vedere in Cham- a buttarsi nello spazio per suggerire il passaggio
pions League. Si dirà: meglio di niente. in profondità al compagno. Sono 9,9 i chilomeD’accordo, ma perché nelle partite di Se- tri macinati dal tedescone che, pur non concerie A i bianconeri non sono apparsi tanto solidi, dendosi grandissime accelerazioni (che non aptanto compatti e tanto grintosi come in Europa? partengono al suo repertorio), va avanti e indieIl mistero è presto risolto, basta dare un’occhiata tro a discreto ritmo e sempre seguendo lo svilupalla formazione che manda in campo Allegri: lo po dell’azione. I passaggi effettuati sono 34 (8
schieramento è logico, a centrocampo qualità e sbagliati), 2 le sponde a favore dell’inserimento
quantità sono ben distribuite, il rientro di Cua- dei compagni e 3 le occasioni create. Pogba a
drado sulla fascia destra garantisce la necessaria sinistra e Khedira a destra, a turno, si aggiungoprotezione alla difesa e a sinistra
no agli attaccanti nell’area di rigola spinta di Evra crea costanti pere nemica. E questi movimenti,
ricoli al Siviglia. Detto che il moIL NUMERO
specialmente quando il pallone è
dulo della Juve è piuttosto «ballenei piedi di un giocatore che sta
rino» e che, in fase di non possesso
sulla fascia, sono decisivi per metpalla, i reparti di difesa e centrotere in apprensione il Siviglia.
campo si compattano quasi sempre in due linee molto strette, va
SPIRITO Khedira è un centrocamsottolineato come l’ingresso di I passaggi effettuati
pista piuttosto lineare, che non
Khedira, finora ai margini per un dalla Juventus: di cui ama i ghirigori e preferisce andainfortunio, risulti determinante
re al sodo. Ben si integra con Herper la costruzione del gioco. Il te- il 90,4% riusciti. La
nanes, più portato a «coccolare» il
desco, schierato come classica squadra è risultata
pallone, e con Pogba. Ma nei mecmezzala destra, pur non essendo precisa ed ordinata
canismi dei bianconeri risultano
al meglio della condizione fisica,
decisivi anche i terzini: Barzagli
fa pesare la sua esperienza internazionale e la ed Evra sono sempre pronti ad accorciare, a risua classe. E se la Juve crea azioni su azioni, arri- piegare o a portarsi in attacco quando le circova 16 volte alla conclusione e, in generale, dimo- stanze lo consentono. La squadra è molto corta
stra di essere padrona del campo, una buona (34 metri), estremamente compatta e, di conseparte del merito è proprio di Khedira che dà guenza, ordinata. Quando i giocatori sono viciequilibrio e forza a tutto il reparto.
ni, è più facile difendere e ripartire in velocità.
Inoltre, altro aspetto da non trascurare, questa
ATTENZIONE Il 53,8 per cento di possesso-palla solidità produce grinta e determinazione. Nesdice che i bianconeri hanno sempre cercato di sun contrasto perso dai bianconeri e ben 15 vingovernare la manovra e di non lasciare l’iniziati- ti. Ciò significa che lo spirito da battaglia non è
va agli avversari. Inoltre il 90,4 per cento di pre- certo mancato. Ora si tratta di mettere in valigia
cisione nei passaggi testimonia di una ritrovata questo vestito sfoggiato in Europa e tirarlo fuori
attenzione da parte dei ragazzi di Allegri, finora domenica in campionato.
piuttosto superficiali in certi appoggi e in alcune
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Schianchi

Equilibrio, tanta solidità, Q
squadra sempre corta
Khedira è decisivo
1Il tedesco aiuta nella costruzione della manovra, duetta con

Cuadrado, dà una mano in difesa e crea 4 occasioni pericolose
LA MOSSA TATTICA

CUADRADO: dribbling tentati 7
DYBALA: tiri effettuati 4
MORATA: palloni toccati 33
KHEDIRA: occasioni create 3

HERNANES
KHEDIRA
CUADRADO

MORATA
DYBALA

PASSAGGIO
MOVIMENTO
CORSA CON PALLONE
GDS

564

FEELING RITROVATO

Festa Stadium, ma Lichtsteiner: «Ora altri esami»
1Gli ultrà sognano

la vittoria bis in Italia
dopo Roma 1996.
Stephan: «Il rientro?
Servirà pazienza»
Fabiana Della Valle
INVIATA A TORINO

oro c’è, anche se non lo
vediamo sulle maglie,
perché in casa la Signora veste classico, non la terza
divisa nera con profili laminati che ha portato bene a Manchester. L’oro è in curva, dove

L’

sventolano tanti pezzettini
luccicanti. La Juve tre mesi fa
è arrivata a un passo dalla
Coppa e i tifosi non hanno
smesso di sognare. «Roma 22
maggio 1996, Milano 28 maggio 2016», dice lo striscione
srotolato dagli ultrà, «ora come allora teniamola in Italia».
Sono passati quasi vent’anni
dall’ultima festa europea della
Juve e come quest’anno la finale si giocava a casa nostra.
Benvenuti allo Stadium, la ritrovata fortezza bianconera,
dove la Juve non perde in
Champions da due anni e mezzo: 10 aprile 2013, quarti di ritorno con il Bayern. Finì 2-0
per i tedeschi, segnò Mandzukic che adesso è biancone-

In tribuna c’è anche il c.t. Conte. Agnelli e Marotta hanno
facce distese. I tifosi chiedevano una grande Champions: sono stati accontentati. Applaudono Khedira al momento del
cambio, al debutto.

La coreografia dei tifosi bianconeri con riferimento alla Champions 1996 ANSA

ro ma è infortunato. L’ultima
gara europea casalinga era
stata la semifinale di andata
con il Real: 2-1 e Morata iniziò
il suo inseguimento al mito
Del Piero, 5 reti in 5 partite di
fila in Coppa. Al minuto 41 lo

Stadium esplode come ai vecchi tempi. La sconfitta con
l’Udinese e i due pari con Chievo e Frosinone sono già dimenticati. Adesso c’è la Champions e la Juve è tornata quella
di sempre: vincente e spietata.

ANSIA STEPHAN Mancava Lichtsteiner, che ha spiegato la
sua situazione su facebook:
«Dovrò superare ulteriori accertamenti medici. Ci vorrà
ancora più tempo e pazienza».
Dopo il malessere durante Juve-Frosinone, lo staff medico
bianconero ha predisposto altri accertamenti e consulenze
cardiologiche. Difficile ipotizzare quando rientrerà.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Youth League
Bianconeri k.o.
e ancora a zero
● Ancora sconfitta la Juve,
stravolta dal Siviglia per 1-0,
nella fase a gironi della Uefa
Youth League. I risultati della
seconda giornata. GRUPPO
A: Shakhtar-Psg 1-4;
Malmoe-Real 1-0. Class.
Malmoe 6; Psg 4; Real 3;
Shakhtar 0. GRUPPO B:
Cska-Psv 0-0; Manchester
United-Wolfsburg 1-1. Class.
Cska Mosca 4; M.United 3;
Psv 1; Wolfsburg 0. GRUPPO
C. Astana-Galatasaray 0-3;
Atletico M.-Benfica 1-2. Class.
Benfica 6; Atletico Madrid,
Galatasaray 3; Astana 0.
GRUPPO D: Juve-Siviglia 0-1;
Borussia M.-Manchester City
1-2. Class. M.City 6; Siviglia 3;
Juve 0, Borussia M. 0.

Champions R Gruppo D, 2a giornata
fAREA TECNICA

BORUSSIA M. BATTUTO

GIRONE B

L’ALLENATORE DELLA JUVE

Mata di tacco
Il genio ispira
Smalling segna
Wolfsburg k.o.
● MANCHESTER (GB) Stavolta
il Wolfsburg non ha incontrato
Lewandowski, ma è bastato
un Manchester United appena
discreto e in sofferenza
nell’ultima mezz’ora per
lasciare le penne all’Old
Trafford. Di questa serata
resterà nella memoria non il
risultato che rimette in corsa
lo United, ma il tacco di Mata
che ha ispirato il 2-1 di
Smalling.
Un tocco geniale dell’uomo
migliore dei Red Devils,
glaciale al momento di calciare
il rigore concesso per il fallo di
mano di Caligiuri. Lo stesso
Caligiuri aveva portato avanti il
Wolfsburg su assist di Kruse e
dormita della difesa dello
United. Il Wolfsburg ha
commesso l’errore di gestire
l’1-0. Non ha affondato i colpi
quando la squadra di Van Gaal
ha balbettato calcio, con
Valencia in difficoltà,
Schweinsteiger che gioca ai
ritmi di un pensionato e Depay
svagato. L’assalto finale, con le
occasioni sprecate da
Schurrle e Rodriguez,
dimostra che i tedeschi
avrebbero potuto, e dovuto,
fare di più.
Stefano Boldrini

Sergio Aguero, 27 anni, esulta dopo aver segnato il gol-vittoria REUTERS

City in rimonta
Decide Aguero
su rigore al 90’
ALLEGRI «BRAVO HERNANES
NON È QUELLO DI NAPOLI I
CUADRADO STA IMPARANDO»

Gianluca Spessot

Fabiana Della Valle
INVIATA A TORINO

l copione non cambia. Massimiliano Allegri si è infilato nel tunnel degli spogliatoi al fischio finale, dopo aver
stretto la mano a Unai Emery.
Come al solito, perché a fine
partita gli piace lasciare gli applausi ai giocatori. Due vittorie
di fila in Champions all’inizio è
un record per la Juve ma anche
per lui: non era mai accaduto
nell’era Agnelli e il tecnico non
ci era riuscito neanche nel quadriennio rossonero, centrando
però sempre la qualificazione.
C’era ottimismo nell’aria nonostante la fresca sconfitta di Napoli perché la dirigenza bianconera aveva ancora negli occhi la
prestazione di Manchester. «Se
non ci fosse ottimismo dovremmo ritirarci tutti - aveva detto
Beppe Marotta nel pre-partita Con una classifica così il tecnico
è il primo a essere messo sul
banco degli imputati, ma chi lo
conosce e lo ha scelto, come la
società, sa che sta lavorando
molto bene. Noi dobbiamo supportarlo in tutto, lo stiamo facendo nel migliore dei modi, sapendo che la Juventus è nata
per vincere e questo è uno slogan che dobbiamo tenere sempre davanti agli occhi».

I

ATTACCO AI GIOVANI In
Champions è tutta un’altra Juve,

7

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

le titubanze spariscono e i campioni si risvegliano. Il paradosso
è che la squadra ora ha più punti
in Champions (6) che in campionato (5). Allegri alla vigilia aveva giocato con la formazione, il
4-3-3 annunciato è diventato però un 3-5-2. Khedira, il recuperato dell’ultima ora, è stato prezioso in mezzo: la Juventus ha vinto
il 100 per cento dei contrasti. I
bianconeri hanno tirato in porta
venti volte, solo con il Malmoe, il
giorno del debutto di Allegri in
Coppa sulla panchina bianconera, aveva fatto di più. Venti tiri e
due centri, Morata ormai è un
habitué, Zaza ha segnato dopo
sette minuti: «Devo ringraziare
Alvaro e Paulo che mi hanno
stancato gli avversari - dice adesso dobbiamo risalire anche
in campionato». «Quando ho vi-

sto che Simone andava via da solo mi sono tranquillizzato - aggiunge Dybala -. Abbiamo fatto
una grande partita e meritavamo di vincere. Devo lavorare per
diventare titolare, io sono arrivato da poco e tutti dobbiamo dimostrare che vogliamo portare
la Juve in alto».
BUONA GESTIONE Serenità e
belle parole. Anche Allegri è più
disteso, non discute con nessuno, la vittoria ha fatto bene a tutti. «E’ stata una buona partita spiega il tecnico -, abbiamo fatto
25 minuti di grande intensità,
dopo il gol però dovevamo abbassare i ritmi. Dobbiamo crescere e imparare a giocare ad alti
livelli, oggi è stato un primo passo. Hernanes? Non è quello di
Napoli, è stato bravo. E anche
Cuadrado sta imparando può diventare immarcabile. La partita
più difficile sarà domenica con il
Bologna. Non devo togliermi
nessun sassolino, posso risultare più o meno simpatico o antipatico quando faccio le battute
ma io sono così, livornese, mi
spiace per gli altri che a volte
non mi capiscono. Qualche successo l’ho ottenuto in questi anni
tra Milan e Juve. Stasera avevamo un attacco molto giovane,
non so quanti possano dire lo
stesso in Europa. E’ una squadra
che ha un grande futuro. Il pari
del City sarebbe stato meglio,
ma pazienza».

PER IL GOL DEVO
RINGRAZIARE MORATA
E DYBALA CHE HANNO
STANCATO I DIFENSORI
PER TUTTA LA GARA
SIMONE ZAZA
ATTACCANTE JUVENTUS

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l Manchester City beffa
il Borussia Mönchengladbach grazie a un rigore di Aguero che al 90’ ha
i nervi saldi per battere
Sommer, autore di una gran
partita e che all’inizio della
partita aveva fatto un mezzo miracolo sul bomber argentino, liberato a due passi
dalla linea di porta da un
gran spunto di Sterling. Il
pareggio sarebbe stato il risultato più giusto perché la
corazzata di Pellegrini ha
fatto troppo poco per vincere e deve ringraziare un ottimo Hart (parato a Raffael
un rigore molto dubbio per
presunto fallo di Otamendi
sullo stesso brasiliano) che
ha messo una pezza quando
la difesa è stata infilata in
contropiede. Aguero si riscatta nel finale ma aveva le
polveri bagnate e anche De
Bruyne relegato sulla destra
è sembrato solo il lontano
parente del talento messosi
in mostra al Wolfsburg. Il
suo ritorno in Germania era
molto atteso perché in Bundesliga era stato capace di
collezionare 23 reti e 35 assist in 83 partite.
ERRORI I padroni di casa
hanno scelto di affidarsi ad
una tattica attendista per
provare a punire una difesa
che presa in velocità va in
enormi difficoltà. Raffael
ha fatto impazzire gli avversari ma ha perso il duello
personale con Hart. Le troppe occasioni mancate e un
forte calo nella ripresa hanno condannato il Borussia,
che ha combattuto su ogni
pallone ma che ha dimostrato problemi quando è

stato attaccato sulle fasce. Bello il gol di Stindl, liberato in
area da Korb, ma Otamendi ha
pareggiato dopo soli 11’ su
azione di calcio d’angolo. Il
pallone respinto da Korb su Demichelis era in realtà già entrato, ma la terna arbitrale francese non si è dimostrata all’altezza (giallo a Stindl per simulazione dopo un fallo in area di
Fernandinho).
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BORUSSIA M.

1

MAN. CITY

2

MANCHESTER UNITED 2
WOLFSBURG 1
(primo tempo 1-1)
MARCATORI Caligiuri (W) al 4’,
Mata (MU) al 34’ p.t, Smalling
(MU) all’8’ s.t.
MANCHESTER UNITED
(4-2-3-1) De Gea 6; Valencia 5
(dal 1’ s.t. Young 5,5), Smalling
6,5, Blind 5,5, Darmian 6;
Schneiderlin 6,
Schweinsteiger 5 (dal 27’ s.t.
Jones 6); Mata 8, Rooney 5,5,
Depay 5 (dal 17’ s.t. Pereira 6);
Martial 6,5.
PANCHINA Romero, McNair,
Fellaini, Wilson.
ALLENATORE Van Gaal 6.
WOLFSBURG (4-2-3-1)
Benaglio 6; Trash 6 (dal 32’ s.t.
Jung sv), Naldo 6, Dante 6,
Rodriguez 5; Guilavogui 6,
Arnold 6 (dal 25’ s.t. Schurrle
6,5); Kruse 6, Draxler 6,
Caligiuri 6; Dost 5 (dal 25’ s.t.
Bendtner 5).
PANCHINA Grun, Schafer,
Klose, Seguin.
ALLENATORE Hecking 5.
ARBITRO Kassai (Ung) 6.
NOTE spettatori 70 mila circa.
Tiri in porta 6-2. Tiri fuori 8-5.
Angoli 3-2. In fuorigioco 2-2.
Ammoniti Schneiderlin,
Schweinsteiger, Young, Depay
e Caligiuri.
Recuperi 0’ p.t.; 3’ s.t.

PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORI Stindl (B) al 9’ s.t.;
Otamendi (M) al 20’ s.t.; Aguero
(M) su rigore al 45’ s.t.
BORUSSIA
MÖNCHENGLADBACH (4-4-2)
Sommer 7; Korb 6 (dal 33’ s.t.
Traoré 6), Christensen 6, Alvaro
Dominguez 6, Wendt 5,5;
Herrmann 6 (dal 27’ s.t. Hahn 5,5),
Dahoud 6,5 (dal 39’ s.t. Nordveit
5,5), Xhaka 6,5, Johnson 5; Raffael
5,5, Stindl 6,5.
PANCHINA Heimeroth, M. Schulz,
Hazard, Drmic.
ALLENATORE Schubert 6,5
AMMONITI Stindl, Korb, Alvaro
Dominguez.
MANCHESTER CITY (4-2-3-1)
Hart 7; Sagna 6, Demichelis 5,5,
Otamendi 6,5, Kolarov 5,5; Touré 5
(dal 1’ s.t. Fernando 6),
Fernandinho 6; De Bruyne 5, Silva
5,5 (dal 20’ s.t. Jesus Navas 6,5),
Sterling 6,5 (dal 48’ s.t. Zabaleta
s.v.); Aguero 6,5.
PANCHINA Caballero, Maffeo,
Barker, Evans.
ALLENATORE Pellegrini 5,5
AMMONITO Otamendi.
ARBITRO Turpin (Fra) 4,5.
NOTE spettatori 46.279. Tiri in
porta 6-4. Tiri fuori 3-11. In
fuorigioco 2-1. Angoli: 4-11.
Recuperi: p.t. 0’; s.t. 6’.

LA SITUAZIONE

Risultati, classifiche e calendario. Si torna in campo fra 3 settimane
GRUPPO A

GRUPPO B

15 SETTEMBRE
PSG-MALMOE
REAL MADRID-SHAKHTAR
IERI
SHAKHTAR-PSG
MALMOE-REAL MADRID

2-0
4-0
0-3
0-2

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

REAL MADRID
PSG
MALMOE
SHAKHTAR

6
6
0
0

PSV
CSKA MOSCA
MAN. UNITED
WOLFSBURG

2
2
2
2

2
2
0
0

0
0
0
0

0
0
2
2

6
5
0
0

0
0
4
7

GRUPPO C

15 SETTEMBRE
WOLFSBURG-CSKA MOSCA
PSV-MAN. UNITED
IERI
MAN. UNITED-WOLFSBURG
CSKA MOSCA-PSV

1-0
2-1
2-1
3-2

PT G V N P GF GS

3
3
3
3

2
2
2
2

1
1
1
1

0
0
0
0

1
1
1
1

4
3
3
2

4
3
3
2

GRUPPO D

15 SETTEMBRE
GALATASARAY-ATLETICO M.
BENFICA-ASTANA
IERI
ASTANA-GALATASARAY
ATLETICO M.-BENFICA

0-2
2-0
2-2
1-2

GRUPPO E

15 SETTEMBRE
MAN. CITY-JUVENTUS
SIVIGLIA-BORUSSIA M.
IERI
BORUSSIA M.- MAN. CITY
JUVENTUS-SIVIGLIA

1-2
3-0
1-2
2-0

GRUPPO F

16 SETTEMBRE
B. LEVERKUSEN-BATE B.
ROMA-BARCELLONA
29 SETTEMBRE
BARCELLONA-B. LEVERKUSEN
BATE BORISOV-ROMA

4-1
1-1
2-1
3-2

GRUPPO G

16 SETTEMBRE
DINAMO Z.-ARSENAL
OLYMPIACOS-BAYERN M.
29 SETTEMBRE
BAYERN M.-DINAMO Z.
ARSENAL-OLYMPIACOS

2-1
0-3
5-0
2-3

GRUPPO H

16 SETTEMBRE
CHELSEA-M. TEL-AVIV
DINAMO K.-PORTO
29 SETTEMBRE
MACCABI T.A.-DINAMO K.
PORTO-CHELSEA

4-0
2-2
0-2
2-1

16 SETTEMBRE
VALENCIA- ZENIT
GENT-LIONE
29 SETTEMBRE
LIONE-VALENCIA
ZENIT-GENT

2-3
1-1
0-1
2-1

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

BENFICA
ATLETICO M.
ASTANA
GALATASARAY

6
3
1
1

JUVENTUS
SIVIGLIA
MAN. CITY
BORUSSIA

6
3
3
0

BARCELLONA
B. LEVERKUSEN
BATE B.
ROMA

4
3
3
1

BAYERN M.
OLYMPIACOS
DINAMO Z.
ARSENAL

6
3
3
0

DINAMO K.
PORTO
CHELSEA
MACCABI T.A.

4
4
3
0

ZENIT
VALENCIA
LIONE
GENT

6
3
1
1

2
2
2
2

2
1
0
0

0
0
1
1

0
1
1
1

4
3
2
2

1
2
4
4

2
2
2
2

2
1
1
0

0
0
0
0

0
1
1
2

4
3
3
1

1
2
3
5

2
2
2
2

1
1
1
0

1
0
0
1

0
1
1
1

3
5
4
3

2
3
6
4

2
2
2
2

2
1
1
0

0
0
0
0

0
1
1
2

8
3
2
3

0
5
6
5

2
2
2
2

1
1
1
0

1
1
0
0

0
0
1
2

4
4
5
0

2
3
2
6

2
2
2
2

2
1
0
0

0
0
1
1

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

21 OTTOBRE
MALMOE-SHAKHTAR
PSG-REAL MADRID
3 NOVEMBRE
SHAKHTAR-MALMOE
REAL MADRID-PSG
25 NOVEMBRE
MALMOE-PSG
SHAKHTAR-REAL MADRID
8 DICEMBRE
PSG-SHAKHTAR
REAL MADRID-MALMOE

21 OTTOBRE
CSKA MOSCA-MAN. UNITED
WOLFSBURG-PSV
3 NOVEMBRE
MAN. UNITED-CSKA MOSCA
PSV-WOLFSBURG
25 NOVEMBRE
CSKA MOSCA-WOLFSBURG
MAN. UNITED-PSV
8 DICEMBRE
WOLFSBURG-MAN. UNITED
PSV-CSKA MOSCA

21 OTTOBRE
ATLETICO M.-ASTANA
GALATASARAY-BENFICA
3 NOVEMBRE
ASTANA-ATLETICO M.
BENFICA-GALATASARAY
25 NOVEMBRE
ATLETICO M.-GALATASARAY
ASTANA-BENFICA
8 DICEMBRE
GALATASARAY-ASTANA
BENFICA-ATLETICO M.

21 OTTOBRE
JUVENTUS-BORUSSIA M.
MAN. CITY-SIVIGLIA
3 NOVEMBRE
BORUSSIA M.-JUVENTUS
SIVIGLIA-MAN. CITY
25 NOVEMBRE
JUVENTUS-MAN. CITY
BORUSSIA M.-SIVIGLIA
8 DICEMBRE
MAN. CITY-BORUSSIA M.
SIVIGLIA-JUVENTUS

20 OTTOBRE
BATE B- BARCELLONA
B. LEVERKUSEN-ROMA
4 NOVEMBRE
BARCELLONA- BATE B.
ROMA- B. LEVERKUSEN
24 NOVEMBRE
BATE B- B. LEVERKUSEN
BARCELLONA-ROMA
9 DICEMBRE
B. LEVERKUSEN-BARCELLONA
ROMA-BATE BORISOV

20 OTTOBRE
ARSENAL-BAYERN M.
DINAMO Z.-OLYMPIACOS
4 NOVEMBRE
BAYERN M.-ARSENAL
OLYMPIACOS-DINAMO Z.
24 NOVEMBRE
ARSENAL-DINAMO Z.
BAYERN M.-OLYMPIACOS
9 DICEMBRE
DINAMO Z.-BAYERN M.
OLYMPIACOS-ARSENAL

20 OTTOBRE
PORTO-MACCABI T.A.
DINAMO K.-CHELSEA
4 NOVEMBRE
MACCABI T.A.-PORTO
CHELSEA-DINAMO K.
24 NOVEMBRE
PORTO-DINAMO K.
MACCABI T.A.-CHELSEA
9 DICEMBRE
DINAMO K.-MACCABI T.A.
CHELSEA-PORTO

20 OTTOBRE
ZENIT-LIONE
VALENCIA-GENT
4 NOVEMBRE
LIONE-ZENIT
GENT-VALENCIA
24 NOVEMBRE
ZENIT-VALENCIA
LIONE-GENT
9 DICEMBRE
VALENCIA-LIONE
GENT-ZENIT

0
1
1
1

5
3
1
2

3
3
2
3

REGOLAMENTO Le prime due agli ottavi; la terza in Europa League. In caso di parità decidono: a) scontri diretti; b) diff. reti scontri diretti; c) gol scontri diretti; d) gol in trasferta scontri diretti; e) diff. reti; f) gol segnati; g) gol in trasferta; h) vittorie; i) vittorie in trasferta; l) coefficiente disciplinare; m) coefficiente Uefa luglio 2015

8

Champions R Gruppo A, 2a giornata

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Ronaldo, record fantastici
Filippo Maria Ricci

MALMOE

0

CORRISPONDENTE DA MADRID
@filippomricci

REAL MADRID

2

ristiano Ronaldo ha organizzato la sua festa a
Casa Ibrahimovic, e l’ha
animata con due gol da record.
A Malmoe, nella città in cui Zlatan iniziò a farsi conoscere al
mondo, il Madrid ha vinto 2-0
con una doppietta di CR7. Per il
portoghese sono i gol numero
500 e 501 della carriera, in 753
partite. E la doppietta serve anche per raggiungere Raul, mito
del madridismo, come massimo goleador del Real: 323 gol
per entrambi, solo che Cristiano li ha segnati in 308 gare, lo
spagnolo in 741.

PRIMO TEMPO 0-1
MARCATORI Cristiano Ronaldo al
29’ p.t.; Cristiano Ronaldo al 45’
s.t.

IL GOL DI MARCA Questo per il
conteggio della Gazzetta dello
Sport e dei media di tutto il
mondo. Per il quotidiano spagnolo Marca, i cui tabellini fanno fede per il premio Pichichi
(la classifica cannonieri della
Liga) e per il Madrid che segue
il giornale madrileno e madridista, Ronaldo ieri ha superato
Raul arrivando a 324 reti. Perché nel settembre 2010 il redattore di Marca che copriva Real
Sociedad-Real Madrid attribuì
all’allora CR9 un gol che in realtà era di Pepe. Ronaldo tirò
una punizione che colpì il compagno ed entrò. La stessa situazione verificatasi nella finale di
Champions del 2007, quando
una punizione di Pirlo sbatté su
Inzaghi e finì dentro. Tutti diedero quel gol a Pippo. In Spagna al tempo c’era una certa
ansia perché Cristiano non stava segnando e allora Marca decise che il gol era suo. E non ha
mai ritrattato.

REAL MADRID (4-4-2)
Keylor Navas 6,5; Carvajal 6,5,
Varane 6, Nacho 6, Arbeloa 6;
Isco 6,5 (dal 39’ s.t. Cheryshev
s.v.), Kroos 6,5, Casemiro 6,5,
Kovacic 6,5 (dal 28’ s.t. Lucas
Vásquez 5,5); Benzema 6,5 (dal 23’
s.t. Modric 6), Cristiano Ronaldo 7.
PANCHINA Casilla, Marcelo, Jesé,
Borja Mayoral.
ALLENATORE Benitez 6,5.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Kovacic, Casemiro,
Isco per gioco scorretto.

C

LA PARTITA Sempre senza Bale, Rodriguez, Ramos, Pepe e
Danilo, Benitez ha scelto Kovacic e Casemiro per accompagnare Kroos lasciando in panchina Modric. Con lui anche
Marcelo, col debutto stagionale di Arbeloa. Tante assenze ma
subito la piega prevista: Madrid con la palla, il Malmoe che
cerca di reggere all’urto. Missione che ha funzionato solo un
quarto d’ora: Ronaldo alla ricerca del record e a secco da 3
partite aveva troppa fame.

LA SFIDA NEL CLUB
Cristiano
Ronaldo

Raul
NEL
REAL MADRID

MALMOE (4-4-2)
Wiland 6,5; Tinnerholm 6,5,
Árnason 5, Bengtsson 5,5, Yotún
5; Rodic 5,5 (dal 23’ s.t. Wolff
Eikrem 6), Lewicki 6, Adu 6,
Berget 5; Rosenberg 6,5, Djurdjic
5 (dal 36’ s.t. Carvalho 5,5).
PANCHINA Andersson, Vindheim,
Rakip, Mehmeti, Sana.
ALLENATORE Hareide 6.
ESPULSI Yotun per doppia
ammonizione (entrambe per
gioco scorretto) al 34’ s.t.
AMMONITI Rosenberg e Berget
per gioco scorretto.

323
308

741

Stagioni

7
1*

16

Champions
League vinte

3

Titoli vinti

7
231
204

IN LIGA
Gol
Presenze

3

Pichichi

16
228
550
2

Liga vinte

1

6

TUTTI I TITOLI
VINTI IN CARRIERA

nel Real Madrid

Solo club**

20

17
3

ARBITRO Cakir (Turchia) 5,5.
NOTE spettatori 20.500.
Tiri in porta 3-8. Tiri fuori 1-7.
In fuorigioco 2-3. Angoli 1-5.
Recuperi: p.t. 0’, s.t. 3’.

323

Gol
Presenze

4

Palloni d’Oro

0

Scarpa d’Oro

0

*ha vinto anche una Champions con lo United
**conto campionato e coppa dell’emiro in Qatar ma non il titolo primaverile della Nasl

Cristiano Ronaldo, 30 anni, autore di una doppietta in Svezia AFP

GDS

Due gol al Malmoe, 501 in carriera
E 323 nel Real come il mitico Raul
1 Il portoghese affianca lo

spagnolo in vetta alla classifica
dei marcatori di tutti i tempi dei
blancos, ma ha giocato solo
308 partite contro le 741
dell’ex idolo del Bernabeu

RONALDO INDOMABILE Dopo i
14 tentativi nello 0-0 di sabato
col Malaga, in Svezia ha tirato
in porta 4 volte nei primi 20 minuti: 3 parate e una conclusione sballata. Ma anche una sve-

GRUPPO A

glia per il Real, che prima della
mezz’ora ha trovato il gol: filtrante di Kovacic per Isco, che
passando tra le gambe di un avversario ha spedito Ronaldo in
porta. Il Madrid ha rallentato,
il Malmoe ci ha provato raramente, è rimasto in 10 per la
doppia ammonizione di Yotun
e ha avuto solo un’occasione,
con Rosenborg. La partita si è
spenta, Ronaldo no: nella seconda parte della ripresa è stato fermato due volte dall’ottimo Wyland, poi al 90’ è riuscito
a batterlo di nuovo.
DUELLO EUROPEO Raul aveva
segnato in 56 delle 144 gare di
Champions League giocate,

GRUPPO B

Ronaldo con i gol di Malmoe lo
ha fatto in appena 57 gare. E
per restare al Madrid, Cristiano
ha superato Raul per i gol nella
massima competizione europea: 67 reti a 66. Ma il portoghese le ha fatte in 65 partite,
lo spagnolo in 132. Il Madrid
resta a punteggio pieno in
Champions e per la settima volta in 8 uscite stagionali Keylor
Navas non ha preso gol. La solidità difensiva, nonostante le
assenze, è evidente. Per lo spettacolo al momento bisogna far
riferimento solo all’assatanato
portoghese. Vedremo se le cose
miglioreranno quando torneranno Bale e James.

LE SUE SQUADRE
Portogallo Sporting L. Manchester
United

55 5

118

501
GOL

323
Real Madrid
GDS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

GRUPPO C

GRUPPO C

Psg, tutto facile in Ucraina Il Cska dilaga e poi trema Gaitan demolisce il Cholo Astana, pareggio storico
Per Ibra primato rinviato Psv, rimonta sfiorata
L’Atletico k.o. in casa
Gala raggiunto due volte
● Srna nega il record a Ibrahimovic, tiro deviato in
rete: altrimenti sarebbe stato il 109o gol dello
svedese in maglia parigina, come Pauleta, padrone
del primato. L’appuntamento è solo rinviato, magari
a domenica contro il Marsiglia. Nel frattempo
decidono i difensori. Prima il terzino destro Aurier,
di testa su assist di Maxwell, poi David Luiz di
coscia su corner di un Di Maria sprecone.
SHAKHTAR-PSG 0-3
MARCATORI Aurier (P) al 7’, David Luiz (P) al 23’
p.t.; Srna (S) autogol al 45’ s.t.
SHAKHTAR (4-2-3-1) Pyatov 6; Srna 6, Kucher 5,
Rakitskiy 5, Shevchuk 5,5; Fred 6, Malyshev 6;
Marlos 5 (dal 26’ s.t. Kovalenko 5,5), Teixeira 5,5,
Taison 5 (dal 26’ s.t. Bernard 5); Gladkiy 5 (dal 40’
s.t. Dentinho 5). All. Lucescu 5,5.
PSG (4-3-3) Trapp 6; Aurier 7, Thiago Silva 7, David
Luiz 7, Maxwell 7; Verratti 7, Motta 7, Matuidi 6,5; Di
Maria 5 (dal 37’ s.t. Pastore 6,5), Ibrahimovic 6,5
(dal 47’ s.t. Lavezzi s.v.), Cavani 5,5 (dal 35’ s.t.
Lucas s.v.). All. Blanc 6,5.
ARBITRO Aytekin (Ger) 6.
NOTE Ammoniti Ibrahimovic (P), David Luiz (P),
Thiago Silva (P).

● (g.ku.) Il Cska va avanti 3-0, e con l’ex Roma
Doumbia (doppietta) sbaglia il rigore del 4-0 prima
dell’intervallo. Pare finita comunque, ma nella
ripresa gli olandesi accorciano con una doppietta
di Lestienne. Neanche l’espulsione di Arias mette
al sicuro i russi: gli ospiti sfiorano l’impresa allo
scadere, ma la rimonta si ferma sul più bello.
CSKA MOSCA-PSV EINDHOVEN 3-2
MARCATORI Musa (C) al 7’, Doumbia (C) al 21’ e su
rig. al 36’ p.t.; Lestienne (P) al 15’ e al 23’ s.t.
CSKA (4-2-3-1) Akinfeev 5,5; Mario Fernandes 6,
A. Berezutski 5,5, Ignashevich 5,5, Schennikov 5,5;
Wernbloom 6, Natcho 6 (dal 22’ s.t. Eremenko
5,5); Tosic 6 (dal 22’ s.t. Milanov 5,5), Dzagoev 6,
Musa 6,5; Doumbia 7 (dal 48’ s.t. Panchenko s.v.).
All. Slutski 6.
PSV (4-3-3) Zoet 5; Arias 5, Bruma 5,5, H. Moreno
5, Brenet 5,5 (dal 32’ s.t. Poulsen 5); Propper 5,5,
Hendrix 5,5, Maher 6 (dal 44’ s.t. Vloet s.v.);
Narsingh 5,5, Locadia 6, Lestienne 7 (dal 32’ s.t.
Pereiro 5,5). All. Cocu 5,5.
ARBITRO Buquet (Fra) 6.
NOTE Espulso Arias (P) al 35’ s.t. Ammoniti
Locadia (P), Arias (P), Zoet (P), Schennikov (C).

● L’Atletico si sgretola: Simeone incassa la prima
sconfitta interna in Champions contro il Benfica. Il
Cholo punta su Correa, autore dell’1-0, ma a dar
lezioni è l’argentino più maturo, Nico Gaitan, che
produce il gol dell’1-1 e poi l’assist per Guedes con
cui i portoghesi sbancano il Calderon. Al resto
pensa Julio Cesar, mostruoso nella ripresa in un
doppio intervento su Jackson Martinez e Correa.
ATLETICO MADRID-BENFICA 1-2
MARCATORI Correa (A) al 23’, Gaitan (B) al 36’
p.t.; G. Guedes (B) al 6’ s.t.
ATLETICO MADRID (4-2-3-1) Oblak 5,5; Juanfran
5,5, Gimenez 6, Godin 6, Filipe Luis 5; Gabi 6, Tiago
5,5; Griezmann 6,5 (dal 26’ s.t. Vietto 5,5), Correa
6,5 (dal 32’ s.t. Torres s.v.), Oliver 5,5 (dal 18’ s.t.
Saul 5,5); J. Martinez 5. All. Simeone 5,5.
BENFICA (4-4-2) Julio Cesar 7,5; Semedo 7, Luisao
6,5, Jardel 6, Eliseu 6,5; G. Guedes 6,5, André
Almeida 6, Samaris 6,5 (dal 28’ s.t. Fejsa 6),
Gaitan 8; Jonas 6 (dal 35’ s.t. Pizzi s.v.), Jimenez 6
(dal 26’ s.t. Mitroglou). All. Rui Vitoria 7.
ARBITRO Rocchi (Ita) 5,5.
NOTE Ammoniti Eliseu (B), Luisao (B), J. Martinez
(A), Samaris (B), Oliver (A), Jardel (B).

● (s.m.) Partita emozionante, anche per i tanti
errori delle due squadre. Il punteggio premia
l’Astana, che rimonta due volte, la seconda allo
scadere. Prima il Galatasaray si era portato in
vantaggio sfruttando gli svarioni del portiere Eric
(sorpreso da un tiro dalla distanza e autore di un
autogol). In mezzo l’altra autorete di Balta. Al
fischio finale festeggia la squadra kazaka per il
primo, storico, punto in Champions League.
ASTANA-GALATASARAY 2-2
MARCATORI Bilal (G) al 31’ p.t.; Hakan Balta (G)
aut. al 32’, Eric (A) aut. al 41’, Canas (A) al 44’ s.t.
ASTANA (4-4-1-1) Eric 5,5; İlic 5,5, Postnikov 6,
Anicic 5 (dal 33’ s.t. Nusarbaev s.v.), Shomko 6;
Dzolchiyev 7, Canas 7, Maksimovic 5, Kethevoama
6,5 (dal 37’ s.t. Muzhikov s.v.), Zhukov 4,5 (dal 43’
s.t. Schetkin s.v.); Kabananga 5. All. Stoilov 6.
GALATASARAY (4-2-3-1) Muslera 5; Denayer 6,5,
Semih 4, Hakan Balta 4, Carole 4; Selcuk 5,5, Bilal
6 (dal 37’ s.t. Sinan Gumus 6); Yasin 5,5 (dal 45’ s.t.
Sabri s.v.), Sneijder 5,5, Podolski 5 (dal 23’ s.t.
Rodriguez 5,5); Umut 4. All. Hamzaoglu 4.
ARBITRO Strömbergsson (Sve) 5. NOTE Ammoniti
Dzolchiyev (A), Selcuk (G), Sinan Gumus (G).

Champions R Il giorno dopo il k.o. col Bate

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

9

LA STATISTICA

Massimo Cecchini
ROMA

L’Europa è un incubo:
7 gare senza vittorie
e difesa in crisi nera

embrava una favola col lieto fine scritto in cielo, invece – a sorpresa – è come se
la Regina avesse intrappolato
Biancaneve o se Pollicino avesse
perso la strada di casa. Il rapporto
quasi idilliaco tra la Roma e Garcia, negli ultimi 9 mesi è andato
in crisi, anche se non solo per colpa dell’allenatore. La sconfitta col
Bate Borisov ha rappresento il
punto più basso della gestione
giallorossa del tecnico francese.
Così basso che non esclude neppure l’impossibilità di una risalita.

S

FACCIA A FACCIA Dopo il 3-2
negli spogliatoi i dirigenti hanno
parlato alla squadra. Nessun processo, ma un messaggio chiaro.
«Adesso si volta pagina e si continua a lavorare, però domenica a
Palermo dobbiamo andare a vincere». Senza se e senza ma. Inutile dire che radio e web giallorossi
ieri hanno crocifisso Garcia, imputato di sbagli nella formazione
e confusione tattica. Questi i principali capi d’accusa: Florenzi terzino con tre punte di poco sacrificio (e due terzini di ruolo in panchina), confusione tattica con lo
spostamento di Vainqueur sull’esterno destro solo sul 3-0,
Nainggolan inadatto davanti alla
difesa, movimenti degli attaccanti in anarchia, gestione di Iago
Falque schizofrenica (prima non
convocato, poi migliore in campo) e via sgranando il rosario delle rimostranze.
SQUADRA PERPLESSA Stavolta, poi, anche i giocatori sono rimasti stupiti da certe scelte. Se è
vero che Garcia ha fatto autocritica («ho sbagliato formazione»), il
tecnico non ha mancato di allargare il discorso anche al gruppo
(«Hanno pensato che si poteva
vincere senza sforzi»). Intendiamoci, i giallorossi non hanno intenzione di scaricare Garcia, tant’è che lo stesso Florenzi ha detto:
«Siamo tutti conn lui», ma proprio l’azzurro ha parlato di «partita preparata malissimo» da loro.
In particolare, lo spogliatoio racconta come si sia lavorato molto
sugli schemi offensivi e assai poco sulla difesa. E allora il ritornello delle critiche è sempre lo stesso: il francese tatticamente non
brilla e poi migliora poco i giocatori, che dopo le recenti frenate
cominciano a dirsi: «Non vinciamo niente neppure quest’anno».
MERCATO SOTTO ACCUSA Ma i
tifosi sanno che sarebbe ingeneroso prendersela solo col francese. E
allora anche il mercato ormai è entrato nel mirino con una serie di
accuse precise. Ovvero: Dzeko e
Salah sono stati i fiori all’occhiello
su un vestito imperfetto, soprattutto in difesa e a centrocampo.

1Da 24 partite i giallorossi incassano

almeno un gol: peggio, nella storia, solo
3 club di Malta, Irlanda del Nord e Islanda

Davide Stoppini
ROMA

agari c’è pure chi
pensa si stia facendo tanto rumore
per nulla. Prendi il ranking
Uefa: Roma 58a, Bate Borisov 61o. Partita alla pari, allora, una sconfitta era verosimile. Non giochiamo, please. C’è una distanza abissale nelle ambizioni, negli
obiettivi – verrebbe da dire
nei sogni – tra le due squadre. Per dire: la Roma paga
113 milioni di euro di stipendi ai suoi calciatori. Il
Bate, con poco più di un terzo di quella cifra – 40 milioni – ci ha costruito uno stadio, il suo stadio, quello della disfatta della Roma.

M

Rudi Garcia, 51 anni, in Champions ha uno score negativo: in 22 gare, 12 sconfitte e solo 4 vittorie ACTIVA

Processo a Garcia
La Roma in caduta
potrebbe mollarlo
1Criticato da tifosi e squadra. E la fidanzata parla di

Ancelotti. La dirigenza: «Ora 3 punti a Palermo». Se perde...

I PUNTI DEBOLI
Carenze tattiche
nella preparazione
e nella gestione
delle partite

Limiti didattici
nella crescita
dei giocatori

Difficoltà
nella gestione
del gruppo
e delle rotazioni
Avallo pieno
a un mercato
risultato
incompleto
GDS

Ovvero: le situazioni di Castan e
Strootman sottovalutate, Rüdiger
preso infortunato e di nuovo ai
box, fiducia in Keita e Maicon anagraficamente al capolinea, alternative di Digne a sinistra quasi
nulle (Torosidis è destro, Cole è
fuori rosa ed Emerson, con Gyomber, è un oggetto misterioso). Su
Iturbe, poi, si dividono così: il giocatore è in crisi, ma molti assolvono Garcia che pare quasi costretto
a schierarlo perché il club vi ha investito quasi 30 milioni. Inoltre,
con 22 posti a disposizione in lista
Champions a causa delle sanzioni
dovute al fair play finanziario,
aver consegnato solo 21 giocatori,
in una situazione di emergenza
appare come errore grave.
PALLOTTA E FUTURO Inutile dire che il presidente Pallotta non è
contento. Tra stadio, ultrà e rendimento della squadra, ha tanti
temi da affrontare e presto, in un
filo diretto con i tifosi, esprimerà
il suo punto di vista. Di certo, a

dispetto del contratto fino al 2018
(scelta che ora a Trigoria quasi
tutti rimpiangono), se Garcia a fine stagione non vincerà nulla, sarà accomiatato, e per la sostituzione restano forti le candidature
di Ancelotti e Conte. Entrambi infatti, nei mesi scorsi, erano stati
informalmente sondati. Ciò non
toglie però che, da Palermo in
poi, se la situazione precipitasse,
il cambio di rotta potrebbe avvenire anche subito. Che la Roma
sia una patata bollente, comunque, lo certifica anche Francesca
Brienza, ovvero lady Garcia, che
dopo la partita, proprio sul canale tematico, ha detto: «Si fa il nome di Ancelotti, ma non so se
avrebbe voglia di prendersi questa barca...». La sortita ha provocato critiche dentro e fuori Trigoria. In ogni caso, comunque la
pensiate sulle difese amorose,
che la barca imbarchi acqua a
questo punto non è un mistero
neppure in casa Garcia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

QUANTI GOL INCASSATI
Disfatta che fa troppo spesso
rima con Roma, in Europa.
Perché da quel rientro da urlo di un anno fa con il Cska
Mosca, 5-1 e tutti a casa, si è
alzato un muro che pare impossibile da scavalcare: 4
sconfitte e 3 pareggi in 7 par-

GESTACCI AI LAZIALI

Deferimento
per De Rossi
dopo il derby
● ROMA Dito medio e gesti
verso le parti intime: così
esultò Daniele De Rossi alla
conclusione dell’ultimo derby,
vinto 2-1, disputatosi lo
scorso 24 maggio
all’Olimpico. Ieri è arrivato il
deferimento della Procura
federale (anche al club):
rischio ammenda. La
motivazione: «Per avere
esultato per la vittoria
indirizzando nei confronti
della tifoseria della squadra
avversaria plateali gesti
offensivi provocatori,
manifestazioni idonee
a costituire incitamento
alla violenza».

I RIVALI

1Dopo Messi si ferma anche Andres

per un mese. Luis Enrique si consola
con la crescita di Munir e Sergi Roberto

INVIATO A BARCELLONA
@filippomricci

uori anche Iniesta. Nello
spazio di 4 giorni il Barcellona ha perso due dei suoi
4 capitani, prima Messi e ora Andres, il talismano e uno degli uomini più in forma del momento.
Iniesta in questo inizio di stagione era tornato sui suoi grandi livelli dopo una stagione opaca
col «Tata» Martino e un’altra di
difficile adattamento e riconversione con Luis Enrique. Ora che
ispirava di nuovo il Barça come

F

PARTITA
DATA RIS.
MANCHESTER CITY- ROMA 30/9/14
1-1
ROMA-BAYERN MONACO
21/10/14 1-7
BAYERN MONACO-ROMA
5/11/14 2-0
CSKA MOSCA-ROMA
25/11/14 1-1
ROMA-MANCHESTER CITY 10/12/14
0-2
ROMA-BARCELLONA
16/9/15 1-1
BATE BORISOV-ROMA
29/9/15 3-2

tite. Sette come i gol incassati
dal Bayern in casa, figuraccia
però scavalcata dal primo tempo di due giorni fa in Bielorussia. La Roma europea è una Cenerentola, non riesce a fare la
voce grossa. Pare quasi un minorenne che ha bisogno di un
adulto per prendere l’ascensore. Altrimenti si resta al piano
terra. Altrimenti sono schiaffi,
dolorosi e pure frequenti. A Borisov, 13 mila spettatori quasi
increduli hanno assistito a 85
minuti perfetti del Bate, se è vero che i primi 5 – dice Garcia –
sono stati tutti della Roma. Che
in Bielorussia ha incassato gol
per la 24a partita europea consecutiva. Clean sheet? Impossibile, dal 2010 in poi. Pallotta
ama ripetere: «Farò della Roma
uno dei club più forti al mondo». Basterebbe avvicinarsi alla
squadra di Spalletti, che per
due volte ha portato il club ai
quarti di Champions. Qui invece è una corsa al contrario. Peggio di quel 24, nelle competizioni europee, hanno fatto solo il
Valletta Fc (Malta, 29 gare con
almeno un gol subito tra il 1974
e il 1994: stemma giallorosso),
il Coleraine (Irlanda del Nord,
28 match dal 1969 a oggi: club
nato nel 1927) e il Fram (Islanda, 26 gare tra il 1973 e il 1989:
squadra della capitale Reykjavik). I punti in comune terrorizzano. Ma forse fa ancor più paura quest’altra statistica: nelle
prime 50 partite della gestione
Garcia 35 vittorie, 8 pareggi e 7
sconfitte. Nelle altre 50 – fino a
Borisov – ecco 19 vittorie, 19
pareggi e 12 sconfitte. Fermare
la Roma è diventato relativamente semplice per molti. In
Europa e non solo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CHELSEA

Iniesta e l’epidemia dei capitani a Barcellona
Filippo Maria Ricci

LA STRISCIA NO

ai tempi d’oro di Guardiola il bicipite femorale destro ha fatto
crack. Il sempre controllato Andres martedì è tornato in panchina smoccolando e dando colpi ripetuti agli oggetti inanimati
che si presentavano sul suo cammino. Non reazioni isteriche a
un cambio indesiderato ma rabbia vera per un guaio fisico inopportuno. Oltretutto se ne stava
andando col Barça sotto 1-0 col
Bayer Leverkusen.
SENZA RICAMBI Poi è arrivata
la rimonta, orchestrata dai ragazzini: Munir El Haddadi e Sergi Roberto. E almeno da quel

punto di vista la serata di Iniesta
è migliorata. Ora inizia l’attesa
per il rientro, non indicato ufficialmente dal Barça ma fissato
tra circa un mese. La metà del
tempo di stop diagnosticata a
Messi. Luis Enrique perde un altro pezzo importante e la situazione inizia a farsi decisamente
preoccupante per il Barça. Che
nel debutto romano di Champions aveva visto andare in frantumi un legamento di Rafinha,
sostituto naturale di Iniesta costretto a 6 mesi di sosta forzata
con l’altro cambio per quella zona del campo, Arda Turan, che
non potrà essere tesserato fino a
gennaio per la squalifica Fifa.
CANTERANI AL POTERE E allora, come sempre da queste parti,
resta la cantera. Ieri Luis Enri-

Andres Iniesta, 31 anni, lascia
infortunato il campo martedì REUTERS

que ha chiamato 6 ragazzini ad
allenarsi con i grandi: Gumbau,
un centrocampista multiuso che
un anno fa giocava in quinta serie e che ultimamente sta sempre con la prima squadra, e poi
Camara, Aitor, Costa, Babunski
e Samper. Perché anche Vermaelen e Adriano sono ancora infortunati. Col Siviglia sabato teoricamente al posto di Iniesta
potrà giocare Sergi Roberto con
Munir che coprirà il buco di
Messi. Altrimenti Bartra farà
coppia con Piqué e Mascherano
scalerà a centrocampo con Busquets usato come interno, soluzione adottata contro il Las Palmas. Partita nella quale Iniesta
aveva riposato, solo per rompersi nella seguente: non sempre il
turnover serve ad evitare infortuni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mou-Eva, la Fa
proscioglie
il portoghese
● LONDRA (bold) Prosciolto.
La federazione inglese ha
deciso di archiviare il caso
Mourinho-Carneiro. Una
denuncia anonima aveva fatto
scattare l’inchiesta: l’allenatore
portoghese era stato accusato
di «sessismo» per aver
insultato – “figlia di p…”, le
parole usate da Mou - l’ex
dottoressa durante la partita
Chelsea-Swansea, giocata l’8
agosto e finita 2-2. La FA ha
prosciolto Mourinho, ma la
vicenda non è chiusa. La
Carneiro, che ha lasciato il
Chelsea dieci giorni fa, avrebbe
infatti affidato il suo caso ad un
pool di legali per tutelare la sua
immagine. La dottoressa vuole
portare in tribunale l’allenatore
portoghese. L’obiettivo è un
risarcimento record.

10

Europa League R Gruppo G, 2ª giornata

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

COSÌ IN CAMPO ALL’OLIMPICO, ORE 19
TV Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD
INTERNET www.gazzetta.it

ARBITRO Halis Özkahya (Tur)
GUARDALINEE Yilmaz (Tur) - Kan (Tur)
QUARTO UOMO Satman (Tur)
ADDIZIONALI Özkalfa (Tur) - Palabıyık (Tur)

26. RADU

99. BERISHA

2. HOEDT
32. CATALDI

14. B. KEITA

33. MAURICIO
23. ONAZI

8. BASTA

7. MORRISON
6. S. MAURI

10. F. ANDERSON

9. ROUX

27. BERIC
29. CLERC

8. CORGNET

18. LEMOINE
26. SALL

5. PAJOT

28. DIOMANDÈ

24. PERRIN

LAZIO
4-2-3-1
ALLENATORE: Pioli

16. RUFFIER

SAINT-ETIENNE
4-2-3-1
ALLENATORE: Galtier

3. POLOMAT

PANCHINA:
30 Moulin, 25 Malcuit, 11 Eysseric,
21 Hamouma, 22 Monnet- Paquet,
14 Maupay, 7 Bahebeck
SQUALIFICATI: nessuno
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: Cohade, Brison, Clement, F.Pogba

PANCHINA:
22 Marchetti, 13 Konko, 18 Gentiletti,
20 Biglia, 21 Milinkovic, 88 Kishna, 17 Matri
SQUALIFICATI: nessuno
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: Candreva, De Vrij, Djordjevic,
Klose, Lulic, Parolo

Felipe Anderson, 22 anni, 6 presenze e un gol in Europa League con la maglia della Lazio LAPRESSE

Lazio a tutto Felipe:
«Gol e motivazioni
Il merito è di Pioli»
1Il brasiliano vuole sbloccarsi in Europa: «Ora sto

meglio, io fuori dalle difficoltà grazie all’allenatore»
nel doppio playoff con il Leverkusen.

Stefano Cieri

LE COPPE HANNO
UN FASCINO UNICO:
SONO STIMOLANTI
ED EMOZIONANTI

ROMA

opo l’Italia, l’Europa.
Dopo il risveglio in campionato, la possibilità di
tornare a lasciare il segno anche in coppa. Anzi, di iniziare a
lasciarlo. Già, perché la storia
europea di Felipe Anderson
per molti versi deve ancora cominciare. Il genietto brasiliano
della Lazio ha incantato in Serie A. Lo ha fatto per lunghi
tratti nella scorsa stagione ed
ha ripreso a farlo (specie negli
ultimi 180 minuti di campionato) anche in questa. Ma nelle
coppe europee, finora, non si è
ancora visto il Felipe Anderson
straripante e incontenibile che
in Italia tutti hanno ammirato.
L’anno scorso la Lazio era fuori
dalle coppe, due anni fa (nella
sua prima stagione italiana)
Felipe non era ancora Felipe,
anche se riuscì ugualmente a
segnare un gol (a Varsavia contro il Legia). Quest’anno il tanto atteso debutto in Champions è coinciso con due prestazioni opache del brasiliano

D

LA SVOLTA BUONA? Delusione
tremenda, quest’ultima. Perché Anderson già pregustava il
clima unico delle sfide della fase a gironi della più prestigiosa
delle competizioni europee.
Sognava già, FA10, di sfidare il
suo amico Neymar e le altre
stelle di prima grandezza del
calcio continentale. Dovrà invece accontentarsi del palcoscenico meno scintillante dell’Europa League. Ma non tutti i
mali vengono per nuocere. In
un contesto meno complicato,
quale quello della seconda
coppa europea, Anderson può
prendersi tutta la ribalta. In attesa di farlo, possibilmente già
l’anno prossimo, nell'Europa
che conta. Così il match col St.
Etienne di questa sera è l'occasione giusta per cominciare a
lasciare il segno anche al di
fuori dell’Italia. Anche perché
l’avversario, seconda forza del
campionato francese, dà alla
sfida un'atmosfera da quasiChampions. «Le coppe europee hanno un fascino unico e

NON MI SENTO
COMPLETO, DEVO
AIUTARE DI PIÙ
LA SQUADRA
FELIPE ANDERSON
ATTACCANTE LAZIO

GDS

sono sempre una grande emozione, a prescindere dal tipo di
competizione - conferma il
brasiliano -. È bello e stimolante confrontarsi con squadre di
altri Paesi, è una soddisfazione
in più per noi».
GRAZIE PIOLI Il ventiduenne
fantasista ex Santos rifiuta
l’etichetta di miglior calciatore
della Lazio («mi sento un giocatore uguale a tutti gli altri, al
massimo posso essere considerato un elemento importante,
ma come ce ne sono tanti nella
Lazio»). In cuor suo, però, sogna la prima notte europea targata FA10, come ce ne sono già
state tante in Serie A. «Adesso
mi sento fisicamente quasi a
posto. Ad agosto ho fatto parecchia fatica perché ho iniziato la preparazione in ritardo rispetto ai miei compagni. Non
sono ancora al 100 %, ma sto
lavorando per arrivarci presto». Non solo a livello fisico.
«Non mi sento ancora un giocatore completo, devo migliorare in tante cose, devo imparare a correre come gli altri,
devo lavorare di più per la
squadra». Parole che fanno la
felicità di Pioli, con cui il rapporto è tornato ottimo dopo le
critiche indirizzate recentemente al tecnico per interposta
persona (la sorella-agente Juliana che aveva censurato le
troppe panchine di Felipe nelle
prime giornate di campionato). «Il gol al Genoa è stato importante perché mi ha sbloccato - rivela Anderson -. Per questo sono andato di corsa ad abbracciare l’allenatore: è stato il
modo per ringraziarlo per l’incitamento che mi ha dato a Napoli quando ero in difficoltà».
Una pax sancita pubblicamente, insomma. Per santificarla
servirebbe ora anche una prova da vero Felipe in Europa.

fL’AVVERSARIO

ST. ETIENNE
L’Italia di Galtier
è anche una manita
presa all’Olimpico

1Il francese era il

L’ASSIST Ora è un’altra storia.
Galtier arriva a Roma col Saint-Etienne secondo in Ligue 1.
«Non siamo favoriti, ma giocheremo con umiltà e con voglia di vincere. Ce la possiamo
fare». Ha individuato la fonte
dei pericoli. «L’attacco della
Lazio è il punto forte. Hanno
tanti giovani, ma tutti molto
forti». Un ghigno quando gli
vengono chieste indicazioni
sulle sue scelte per la gara dell’Olimpico. «Non mi sembra
questo il luogo per dire la formazione...». Definisce la Lazio: «Fa parte delle grandi italiane. Così come la Roma». E
scatta un assist per il collega
francese di casa all’Olimpico.
«Anche Garcia ha fatto un gran
lavoro e sta facendo tornare la
squadra a grandi livelli. Lo ammiro tanto».

vice allenatore del
Marsiglia travolto 5-1
dalla Lazio nel 2000
in Champions

Nicola Berardino
ROMA

embra il racconto di
un’altra vita, ma nello
sguardo vissuto di
Christophe Galtier, tecnico
del Saint-Etienne, c’è anche
un riflesso datato stagione
di Serie B 1997-98. Sì, in
Italia, con la maglia del
Monza. Da difensore centrale o, spesso, da libero dei
brianzoli che in quel campionato, dopo aver cominciato con Radice, affidarono la panchina a Bolchi e
poi a Frosio per centrare la
salvezza. Galtier aveva 31
anni, veniva dal Marsiglia
dove due anni dopo cominciò ad allenare come vice di
Casoni. C’era anche lui sulla
panchina dei francesi sconfitti all’Olimpico il 14 marzo
2000 dalla Lazio di Eriksson
per 5-1 (4 gol di Simone Inzaghi e uno di Boksic) in
Champions.

S

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Christophe Galtier, 49 anni

RISULTATI, CLASSIFICHE E CALENDARIO
GRUPPO A

GRUPPO B

17 SETTEMBRE
AJAX-CELTIC
FENERBAHCE-MOLDE
OGGI
CELTIC-FENERBAHCE
MOLDE-AJAX

2-2
1-3

17 SETTEMBRE
BORDEAUX-LIVERPOOL
SION-RUBIN KAZAN
OGGI
LIVERPOOL-SION
UBIN KAZAN-BORDEAUX

1-1
2-1

GRUPPO C

GRUPPO D

GRUPPO E

GRUPPO F

GRUPPO G

17 SETTEMBRE
BORUSSIA D.-KRASNODAR
2-1
QABALA-PAOK SALONICCO
0-0
OGGI
KRASNODAR-QABALA
PAOK SALONICCO-BORUSSIA D.

17 SETTEMBRE
MIDTJYLLAND-LEGIA VARSAVIA 1-0
NAPOLI-BRUGES
5-0
OGGI
BRUGES-MIDTJYLLAND
LEGIA VARSAVIA-NAPOLI

17 SETTEMBRE
RAPID VIENNA-VILLAREAL
2-1
VIKTORIA PLZEN-DINAMO MINSK 2-0
OGGI
DINAMO MINSK-RAPID VIENNA
VILLAREAL-VIKTORIA PLZEN

17 SETTEMBRE
GRONINGEN-MARSIGLIA
0-3
SLOVAN LIBEREC-BRAGA
0-1
OGGI
BRAGA-GRONINGEN
MARSIGLIA-SLOVAN LIBEREC

17 SETTEMBRE
DNIPRO-LAZIO
ST. ETIENNE-ROSENBORG
OGGI
LAZIO-ST. ETIENNE
ROSENBORG-DNIPRO

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

MOLDE
AJAX
CELTIC
FENERBAHCE

3
1
1
0

SION
BORDEAUX
LIVERPOOL
RUBIN KAZAN

3
1
1
0

BORUSSIA D.
QABALA
PAOK
KRASNODAR

3
1
1
0

NAPOLI
MIDTJYLLAND
LEGIA
BRUGES

3
3
0
0

VIKTORIA PLZEN
RAPID VIENNA
VILLAREAL
DINAMO MINSK

3
3
0
0

MARSIGLIA
BRAGA
SLOVAN LIBEREC
GRONINGEN

3
3
0
0

ROSENBORG
ST. ETIENNE
DNIPRO
LAZIO

1
1
1
1

1
0
0
0

0
1
1
0

0
0
0
1

3
2
2
1

1
2
2
3

1
1
1
1

1
0
0
0

0
1
1
0

0
0
0
1

2
1
1
1

1
1
1
2

1
1
1
1

1
0
0
0

0
1
1
0

0
0
0
1

2
0
0
1

1
0
0
2

1
1
1
1

1
1
0
0

0
0
0
0

0
0
1
1

5
1
0
0

0
0
1
5

1
1
1
1

1
1
0
0

0
0
0
0

0
0
1
1

2
2
1
0

0
1
2
2

1
1
1
1

1
1
0
0

0
0
0
0

0
0
1
1

3
1
0
0

0
0
1
3

GRUPPO H
1-1
2-2

PT G V N P GF GS

1
1
1
1

1
1
1
1

0
0
0
0

1
1
1
1

0
0
0
0

2
2
1
1

2
2
1
1

17 SETTEMBRE
SKËNDERBEU-BESIKTAS
0-1
SPORTING LISBONA-LOKOMOTIV MOSCA 1-3
OGGI
BESIKTAS-SPORTING LISBONA
LOKOMOTIV MOSCA-SKËNDERBEU
CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

LOKOMOTIV
BESIKTAS
SKËNDERBEU
SPORTING

3
3
0
0

1
1
1
1

1
1
0
0

0
0
0
0

0
0
1
1

3
1
0
1

1
0
1
3

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

22 OTTOBRE
FENERBAHCE-AJAX
MOLDE-CELTIC
5 NOVEMBRE
AJAX-FENERBAHCE
CELTIC-MOLDE
26 NOVEMBRE
CELTIC-AJAX
MOLDE-FENERBAHCE
10 DICEMBRE
AJAX-MOLDE
FENERBAHCE-CELTIC

22 OTTOBRE
BORDEAUX-SION
LIVERPOOL-RUBIN KAZAN
5 NOVEMBRE
RUBIN KAZAN-LIVERPOOL
SION-BORDEAUX
26 NOVEMBRE
RUBIN KAZAN-SION
LIVERPOOL-BORDEAUX
10 DICEMBRE
BORDEAUX-RUBIN KAZAN
SION-LIVERPOOL

22 OTTOBRE
QABALA-BORUSSIA D.
PAOK SALONICCO-KRASNODAR
5 NOVEMBRE
BORUSSIA D.-QABALA
KRASNODAR-PAOK SALONICCO
26 NOVEMBRE
KRASNODAR-BORUSSIA D.
PAOK SALONICCO-QABALA
10 DICEMBRE
BORUSSIA D.-PAOK SALONICCO
QABALA-KRASNODAR

22 OTTOBRE
MIDTJYLLAND-NAPOLI
LEGIA VARSAVIA-BRUGES
5 NOVEMBRE
BRUGES-LEGIA VARSAVIA
NAPOLI-MIDTJYLLAND
26 NOVEMBRE
BRUGES-NAPOLI
LEGIA VARSAVIA-MIDTJYLLAND
10 DICEMBRE
MIDTJYLLAND-BRUGES
NAPOLI-LEGIA VARSAVIA

22 OTTOBRE
RAPID VIENNA-VIKTORIA PLZEN
VILLAREAL-DINAMO MINSK
5 NOVEMBRE
DINAMO MINSK-VILLAREAL
VIKTORIA PLZEN-RAPID VIENNA
26 NOVEMBRE
DINAMO MINSK-VIKTORIA PLZEN
VILLAREAL-RAPID VIENNA
10 DICEMBRE
RAPID VIENNA-DINAMO MINSK
VIKTORIA PLZEN-VILLAREAL

22 OTTOBRE
BRAGA-MARSIGLIA
SLOVAN LIBEREC-GRONINGEN
5 NOVEMBRE
GRONINGEN-SLOVAN LIBEREC
MARSIGLIA-BRAGA
26 NOVEMBRE
BRAGA-SLOVAN LIBEREC
MARSIGLIA-GRONINGEN
10 DICEMBRE
GRONINGEN-BRAGA
SLOVAN LIBEREC-MARSIGLIA

22 OTTOBRE
DNIPRO-ST. ETIENNE
LAZIO-ROSENBORG
5 NOVEMBRE
ROSENBORG-LAZIO
ST. ETIENNE-DNIPRO
26 NOVEMBRE
LAZIO-DNIPRO
ROSENBORG-ST. ETIENNE
10 DICEMBRE
DNIPRO-ROSENBORG
ST. ETIENNE-LAZIO

22 OTTOBRE
LOKOMOTIV MOSCA-BESIKTAS
SPORTING LISBONA-SKËNDERBEU
5 NOVEMBRE
BESIKTAS-LOKOMOTIV MOSCA
SKËNDERBEU-SPORTING LISBONA
26 NOVEMBRE
BESIKTAS-SKËNDERBEU
LOKOMOTIV MOSCA-SPORTING LISBONA
10 DICEMBRE
SKËNDERBEU-LOKOMOTIV MOSCA
SPORTING LISBONA-BESIKTAS

Europa League R Gruppo I, 2ª giornata

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

11

COSÌ IN CAMPO A LISBONA, ORE 19
TV Sky Sport 3 HD, Sky Calcio 2 HD
e in chiaro anche su MTV8
INTERNET www.gazzetta.it

ARBITRO Aleksander Stavrev (Mac)
GUARDALINEE Kirovski (Mac) - Kostadinov (Mac)
QUARTO UOMO Karakolev (Mac)
ADDIZIONALI Meckarovski (Mac) - Spirkoski (Mac)

19. GERALDES
24. VENTURA

4. TONEL

8. ANDRÈ SOUSA
12. KUCA

28. BRANDAO

6. PINTO

2. AMORIM

99. LEAL
22. MARTINS

16. BLASZCZYKOWSKI

22. ROSSI

14. MATI FERNANDEZ
17. STURGEON

30. BABACAR

20. BORJA VALERO

BELENENSES
4-3-3

13. ASTORI
33. SEPE

10. BERNARDESCHI
28. ALONSO

ALLENATORE: Sa Pinto

4. TOMOVIC

18. SUAREZ

FIORENTINA
3-5-2
ALLENATORE: Sousa
PANCHINA:
12 Tatarusanu, 32 Roncaglia,
5 Badelj, 8 Vecino, 72 Ilicic,
9 Kalinic, 21 Verdù
SQUALIFICATI: Gonzalo Rodriguez (1)
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: Gilberto

PANCHINA:
1 Ricardo Ribiero, 29 Filipe Ferreira,
5 Vilela, 10 Tiago Silva, 11 Betinho,
9 Tiago Caeiro, 30 Camara
SQUALIFICATI: nessuno
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: nessuno

Paulo Sousa, 45 anni, prima stagione alla Fiorentina: l’anno scorso era al Basilea, in Svizzera ANSA

Sousa torna a casa
E nella sua Lisbona
cerca l’euro-svolta
1La Fiorentina è prima in A e ultima in Coppa. Il tecnico:
«Senza la tensione giusta sei fregato». Rossi gioca dal 1’

Luca Calamai
INVIATO A LISBONA

partito da Viseu. Un paesone a metà strada tra
l’Atlantico e il confine
spagnolo famoso per una scuola di pittura e il vino rosso Dao.
Paulo Sousa era un talento naturale, con un caratterino niente male. Una mattina, per partecipare a un allenamento non
si presentò a scuola. L’insegnante, la signora Rosa, figura
chiave della sua gioventù, andò
subito a chiedere spiegazioni
su quell’assenza a papà Delfin e
mamma Magdalena. La carriera calcistica di Paulo sarebbe finita quel giorno se il suo allenatore, Carlos, non si fosse presentato ai genitori raccontando
una bugia: «Paulo ha saltato la
scuola perché ha avuto un piccolo incidente e l’ho portato all’ospedale». A fine anno fu promosso con otto e mezzo in matematica. A quindici anni, invece, il bimbo d’oro fu acquistato
dal Benfica per 85 mila escudo.
Bruciando gli emissari dello
Sporting, la società nel cuore di

E’

tutta la famiglia Sousa. Anche
in questa fase della sua carriera
l’attuale allenatore della Fiorentina ha vissuto qualche momento complicato. Il ragazzino
dopo un mese di allenamento
con le Aquile nella caotica Lisbona aveva deciso di tornare a
casa. Manuel Gomes Baptista,
detto “O’assassino silencioso”,
un goleador straordinario e a
quei tempi responsabile del settore giovanile, lo bloccò alla
stazione Santa Apolonia.
L’IDOLO E il calcio portoghese
vide sbocciare un formidabile
centrocampista. Il resto della
storia è scritta nel suo albo
d’oro. Paulo diventa l’idolo del
Benfica insieme al suo amico
Rui Costa. Poi, nell’estate del
’93 il clamoroso passaggio allo
Sporting. Si racconta che il centrocampista fu costretto a restare nascosto in una località segreta di Lisbona per giorni per
evitare l’ira dei tifosi dell’Aquila. Ma i biancoverdi erano una
passione mai tradita. E, guarda
caso, i sostenitori dello Sporting hanno un gemellaggio storico con i tifosi della Fiorentina.

● La carriera di Paulo Sousa, da
giocatore, in Portogallo: dal 1989
al 1993 con la maglia del Benfica
e nella stagione 1993-94 con la
maglia dello Sporting Lisbona

GDS

I RICORDI Non né una partita
normale per il tecnico viola.
Glielo si legge negli occhi. Ma
Sousa è già stato bruciato una
volta da una vigilia consumata
nel segno dei ricordi. Con il Basilea corsaro al Franchi. Stavolta la Fiorentina non può permettersi altri scivoloni. Perché
il primato in classifica non cancella l’ultimo posto nel girone
di Europa League. «La sfida
contro il Belenenses è molto
più importante dell’impegno di
domenica sera contro l’Atalanta». Messaggio chiaro. Vietato
distrarsi. Lo ribadisce il tecnico
tornando serio in volto: «Il primo posto insieme all’Inter mi
obbliga a essere ancora più responsabile. Nei momenti più
belli può capitare di perdere la
tensione giusta. Se succede
questo sei fregato». Paulo annuncia anche il ritorno di Pepito. Rossi è reduce da una settimana speciale. Si è tolto tanti
soldi dallo stipendio ma è convinto di guadagnarne molti di
più segnando raffiche di gol. E
vuole rompere il ghiaccio proprio a Lisbona: «Rossi ha un’alta possibilità di giocare», assicura l’allenatore. Lo piazzerà
alle spalle della prima punta
che dovrebbe essere Babacar
nel rispetto di un turnover che
per il momento, sta dando frutti. La Fiorentina ha grandi problemi in difesa. Non c’è Gonzalo squalificato, non c’è Pasqual
infortunato e anche Roncaglia
va in panchina visto per piccoli
fastidi muscolari. In attesa del
mercato invernale (arriveranno Mexes e un giovane) Sousa
sta provando Badelj da centrale. E’ un campo, quello del Belenenses, che gli porta bene. Ci
ha vinto con il Benfica e con lo
Sporting. Ora ci riprova con
un’altra maglia e un altro ruolo. E con tanti bei ricordi che si
porta dentro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA GUIDA
GRUPPO I

GRUPPO J

17 SETTEMBRE
FIORENTINA-BASILEA
LECH POZNAN-BELENENSES
OGGI
BASILEA-LECH POZNAN
BELENENSES-FIORENTINA

1-2
0-0

17 SETTEMBRE
ANDERLECHT-MONACO
TOTTENHAM-QARABAG
OGGI
MONACO-TOTTENHAM
QARABAG-ANDERLECHT

1-1
3-1

GRUPPO K

GRUPPO L

17 SETTEMBRE
APOEL NICOSIA-SCHALKE 04 0-3
ASTERAS-SPARTA PRAGA
1-1
OGGI
SCHALKE 04-ASTERAS
SPARTA PRAGA-APOEL NICOSIA

17 SETTEMBRE
ATHLETIC BILBAO-AUGSBURG 3-1
PARTIZAN BELGRADO-AZ ALKMAAR 3-2
OGGI
AZ ALKMAAR-ATHLETIC BILBAO
AUGSBURG-PARTIZAN BELGRADO

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

CLASSIFICA

PT G V N P GF GS

BASILEA
BELENENSES
LECH POZNAN
FIORENTINA

3
1
1
0

TOTTENHAM
ANDERLECHT
MONACO
QARABAG

3
1
1
0

SCHALKE 04
ASTERAS
SPARTA PRAGA
APOEL NICOSIA

3
1
1
0

ATHLETIC BILBAO
PARTIZAN
AZ ALKMAAR
AUGSBURG

3
3
0
0

1
1
1
1

1
0
0
0

0
1
1
0

0
0
0
1

2
0
0
1

1
0
0
2

1
1
1
1

1
0
0
0

0
1
1
0

0
0
0
1

3
1
1
1

1
1
1
3

1
1
1
1

1
0
0
0

0
1
1
0

0
0
0
1

3
1
1
0

0
1
1
3

1
1
1
1

1
1
0
0

0
0
0
0

0
0
1
1

3
3
2
1

1
2
3
3

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

LE PROSSIME PARTITE

22 OTTOBRE
BASILEA-BELENENSES
FIORENTINA-LECH POZNAN
5 NOVEMBRE
BELENENSES-BASILEA
LECH POZNAN-FIORENTINA
26 NOVEMBRE
BASILEA-FIORENTINA
BELENENSES-LECH POZNAN
10 DICEMBRE
FIORENTINA-BELENENSES
LECH POZNAN-BASILEA

22 OTTOBRE
ANDERLECHT-TOTTENHAM
MONACO-QARABAG
5 NOVEMBRE
QARABAG-MONACO
TOTTENHAM-ANDERLECHT
26 NOVEMBRE
MONACO-ANDERLECHT
QARABAG-TOTTENHAM
10 DICEMBRE
ANDERLECHT-QARABAG
TOTTENHAM-MONACO

22 OTTOBRE
APOEL NICOSIA-ASTERAS
SCHALKE 04-SPARTA PRAGA
5 NOVEMBRE
ASTERAS-APOEL NICOSIA
SPARTA PRAGA-SCHALKE 04
26 NOVEMBRE
SCHALKE 04-APOEL NICOSIA
SPARTA PRAGA-ASTERAS
10 DICEMBRE
APOEL NICOSIA-SPARTA PRAGA
ASTERAS-SCHALKE 04

22 OTTOBRE
AZ ALKMAAR-AUGSBURG
PARTIZAN BELGRADO-ATHLETIC BILBAO
5 NOVEMBRE
ATHLETIC BILBAO-PARTIZAN BELGRADO
AUGSBURG-AZ ALKMAAR
26 NOVEMBRE
AZ ALKMAAR-PARTIZAN BELGRADO
AUGSBURG-ATHLETIC BILBAO
10 DICEMBRE
ATHLETIC BILBAO-AZ ALKMAAR
PARTIZAN BELGRADO-AUGSBURG

Dodici gironi,
in 2 si qualificano
ai sedicesimi
REGOLAMENTO Le prime due di
ciascun girone passano ai sedicesimi,
insieme alle terze nei gironi di
Champions. In caso di parità sono
decisivi nell’ordine: a) gli scontri diretti;
b) la differenza reti negli scontri diretti;
c) il numero di gol segnati negli scontri
diretti; d) il numero di gol in trasferta
negli scontri diretti; e) la differenza reti
complessiva; f) le reti totali segnate; g)
i punti accumulati per il coefficiente
Uefa nelle ultime 5 stagioni.
ALBO D’ORO
Le ultime due edizioni sono state vinte
dal Siviglia. L’ultimo successo italiano,
quando la manifestazione si chiamava
Coppa Uefa, fu del Parma nel 1999.
Finale il 18 maggio 2016 a Basilea.

fL’AVVERSARIO

BELENENSES
Sa Pinto da record
A Belem è il tecnico
più internazionale

1L’ex attaccante

pronto a diventare
l’allenatore del club
con più panchine
nelle Coppe europee

Iacopo Iandiorio
l’unico club con il Boavista ad aver vinto la Liga portoghese, a parte
le tre big (Benfica, Sporting
e Porto). Ma accadde nel
1946. Poi due secondi posti,
l’ultimo nel 1973, con Felix
Mourinho, il papà di José, in
porta e 3 coppe nazionali.
Nel 2010 era finito in Segunda, e vi è rimasto 3 anni. E
non frequentava l’Europa
dal 2007. Insomma, il terzo
club di Lisbona è nobile, ma
molto decaduto. Per questo
non ha in organico giocatori
molto noti. A parte Carlos
Martins, ex Sporting e Benfica, centrocampista di 33 anni e tanta esperienza, 2 reti
nei preliminari col Göteborg, che si perse l’Euro
2012 per un infortunio nel
ritiro della nazionale.

È

EX BOMBER Chi di esperienza ne ha da vendere è il tec-

nico: Ricardo Sa Pinto, 42 anni,
qui da luglio, dopo aver guidato
lo Sporting, la Stella Rossa serba, l’Ofi Creta e l’Atromitos greco. Ex goleador di Sporting e
Real Sociedad, oltre che della
nazionale, chiede ai suoi di
«crederci sempre. Dobbiamo
avere carattere, grinta, voglia
di lavorare ed evolvere. Bisogna
alleare la combattività alla qualità, saper lottare. Non temere
nessuno». In campionato è 13°
dopo 7 turni e a Poznan nel primo match di gruppo ha tenuto
lo 0-0. Comunque andrà coi viola, quest’anno Sa Pinto entrerà
nella storia del club di Belem:
alla settima partita in Europa
(col Basilea) diventerà il tecnico del Belenenses con più presenze nelle coppe internazionali, superando Vaz, 1962-64.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ricardo Sa Pinto, 42 anni (EPA)

IL CASO FIFA

Platini, dubbi pure in Francia
«È in pericolo, difesa difficile»
● PARIGI (a.g.) Scrive France
Football, nell’editoriale
dell’ultimo numero: «Quando
si tocca l’icona, da noi, per
un riflesso sciovinista, si
considera la cosa
insopportabile e
inammissibile». L’icona in
questione è Michel Platini
che rischia di essere travolto
dallo scandalo Fifa. E il fronte
patrio sembra già sgretolarsi.
Non è bastata la spada tratta
del premier Manuel Valls:
«Ho piena fiducia in Michel».
Ne ha un po’ meno il
settimanale che alla
questione dedica otto pagine

e la copertina con un titolo
eloquente: «Platini, il dubbio».
Il dubbio è che il presidente Uefa
non possa alla fine distinguersi
dalla «scuola Blatter da cui non
ha così spesso preso le
distanze». Il dubbio è anche
quello con cui L’Equipe invece si
è limitato alla cronaca per Platini
considerato comunque «in
pericolo». Un pericolo indotto
dallo status accollatogli dagli
inquirenti svizzeri tra «testimone
e accusato». E quell’accusato,
per l’Equipe, suona come uno
«schiaffo che mette in difficoltà
la difesa dell’ex numero 10».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

12

Europa League R Gruppo D, 2ª giornata

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

COSÌ IN CAMPO A VARSAVIA, ORE 21.05
TV Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD
INTERNET www.gazzetta.it

ARBITRO Michael Koukoulakis (Gre)
GUARDALINEE Grevenis (Gre) – Kourompylia (Gre)
QUARTO UOMO Baltas (Gre)
ADDIZIONALI Giachos (Gre) – Pappas (Gre)

17. BRZYSKI
12. KUCIAK

25. RZEZNICZAK
23. VRANJES

18. KUCHARCZYK

4. LEWCZUK
19. BERESZYNSKI

20. TRICKOSVKI

13. PIECH

77. EL KADDOURI

11. NIKOLIC

5. ALLAN
23. GABBIADINI

6. GUIHLERME

11. MAGGIO

6. VALDIFIORI

33. ALBIOL

14.MERTENS
19. LOPEZ
21. CHIRICHES

LEGIA VARSAVIA
4-2-3-1

31. GHOULAM

ALLENATORE: Berg

22. GABRIEL

NAPOLI
4-3-3
ALLENATORE: Sarri
PANCHINA:
25 Reina, 26 Koulibaly, 3 Strinic,
8 Jorginho, 94 Chalobah, 7 Callejon,
9 Higuain
SQUALIFICATI: nessuno
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: nessuno

PANCHINA:
1 Malarz, 3 Jodlowiec, 28 Broz, 47
Makowski, 8 Duda, 9 Saganowski, 27
Bartczak, 99 Prijovic
SQUALIFICATI: Furman
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: nessuno

Mirko Valdifiori, 29 anni, prima di arrivare al Napoli ha giocato per 7 stagioni con l’Empoli, tra A e B GETTY

Napoli, il turnover
rilancia Valdifiori:
serve il suo talento
1L’uomo voluto da Sarri finora ha deluso: debutta

in Europa per riguadagnare la fiducia dell’ambiente

Mimmo Malfitano
INVIATO A VARSAVIA (POLONIA)

unque, l’Europa, con tutto il suo fascino e quelle
emozioni che Mirko Valdifiori conoscerà per la prima
volta. A lui verrà affidata la regia del gioco del Napoli, mentre Jorginho resterà in panchina. In pratica si farà turnover
per non perdere la continuità
in campionato: dopo l’intermezzo di Europa League, il Napoli è atteso dal Milan a San Siro, in un vero e proprio scontro
diretto. Prima, però, c’è il Legia
Varsavia, stasera, e dopo il 5-0
rifilato al Bruges Maurizio Sarri non vuole perdere l’opportunità di ipotecare il primo posto.
Ci proverà lasciando a riposo
qualche titolare e dando spazio
a chi abitualmente siede in
panchina. Come Valdifiori, che
ritorna dal primo minuto dopo
la deludente prestazione contro il Carpi. Le statistiche gli
sono nemiche in questo periodo, gli ricordano che con lui in
campo il Napoli non ha mai

D

vinto. Un caso? Probabilmente, ma l’ex empolese deve ritrovarsi in fretta, perché non sarà
facile aspettarlo. Napoli è un
altro pianeta e le esigenze dell’ambiente non gli concedono
tempo per capire chi è da Napoli e chi no.
CARATTERE Gli servirà per diventare il riferimento del gioco
napoletano. A volte non basta
avere i piedi buoni, c’è bisogno
pure della personalità per comandare in mezzo al campo
specialmente quando fai parte
di una squadra che punta in alto, come il Napoli, appunto.
Fin qui, s’è provato a giustificarne le prestazioni poco esaltanti, mascherandone le difficoltà. Ma a 29 anni c’è poco da
chiedersi: se hai le qualità devi
dimostrarle, magari cancellando dai pensieri gli anni trascorsi a Empoli dopo aver conquistato la promozione in Serie A,
due stagioni fa, e averla confermata nello scorso campionato.
Deve convincersi, Valdifiori,
che Napoli non è Empoli, che le
pressioni sono forti e che un

IL NUMERO

0

Le vittorie del Napoli
nelle 4 partite giocate
con Valdifiori titolare.
Nelle 3 con Jorginho,
tutti successi

Jorginho, 23 anni LAPRESSE

GDS

giocatore non può sbagliare
due partite di seguito.
ESORDIO La sua prima volta
dunque, è un esame, anzi, è
l’esame. L’ambiente crede nell’Europa League, è tra gli obbiettivi stagionali dopo averla
fallita nella passata stagione.
Valdifiori agirà in un centrocampo che sarà privo di Hamsik, al suo posto David Lopez,
mentre Allan sarà il mediano a
destra. Intorno al suo talento,
allora, dovrà concretizzarsi la
manovra del Napoli, da lui Sarri si aspetta qualche giocata illuminante, una verticalizzazione che sappia mandare in
gol gli attaccanti così come è
accaduto a Empoli. Soltanto in
questo modo Valdifiori potrà
riguadagnarsi la fiducia dell’allenatore che ha spiegato,
dopo il pareggio di Carpi, che il
centrocampista non è un suo
uomo, ma uno dei 25 giocatori
che allena. Un modo ancora
più esplicito per fargli intendere che gioca chi dimostra carattere e spirito di sacrificio. Domenica sera, Antonio Conte ha
assistito alla vittoria sulla Juve
e ha avuto modo di visionare
anche Jorginho che proprio
con Valdifiori dovrebbe contendersi la convocazione in nazionale per i prossimi impegni.
POLEMICA SARRI Ha puntato
il dito contro la Lega, Maurizio
Sarri, per il criterio col quale
sono stati compilati i calendari
che gli impongono il turnover
per la gara di stasera. «Noi che
giochiamo l’Europa League
possiamo usufruire di un solo
posticipo su 6 partite, a differenza di chi disputa la Champions che ha la possibilità di
giocare anticipi e posticipi come meglio vuole», ha detto l’allenatore del Napoli.
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fL’AVVERSARIO

LEGIA VARSAVIA
Duda, estro e gol
Ma niente sfida
con l’idolo Hamsik

1Il 20enne slovacco
è esploso nell’ultima
Europa League: ha
un talento grezzo,
piace pure all’Inter
Giuliano Adaglio
utto il mondo è paese.
Come in Argentina,
appena un nuovo talento si affaccia sulla trequarti scatta subito il paragone con Maradona, allo
stesso modo in Slovacchia,
a ogni centrocampista promettente si applica subito
l’etichetta di «nuovo Hamsik». Non sempre ci si azzecca: nel caso di Ondrej
Duda, però, siamo sulla
buona strada. Duda, 20 anni, è esploso l’anno scorso
con il Legia Varsavia, tanto
da attirare l’attenzione di
molte squadre straniere,
Inter compresa. Quando il
passaggio in nerazzurro
sembrava cosa fatta, la
trattativa è saltata, chiudendo le porte della A a un
talento forse ancora grezzo
ma intrigante. Ottima tecnica, un certo amore per la

T

giocata a effetto, Duda si è rivelato nell’ultima Europa League, con 3 gol in 8 gare.
IL CALO Nel finale di stagione
il suo rendimento è calato,
mettendo in evidenza qualche
limite di personalità che ha
fatto storcere il naso ai critici.
La strada per raccogliere l’eredità di Hamsik in nazionale è
ancora lunga: il commissario
tecnico Kozak preferisce centellinarne l’impiego, utilizzandolo a partita in corso. La
sfida con il suo idolo è rimandata: Hamsik non c’è e anche
la presenza di Duda è a rischio
anche se gli ultimi esami hanno escluso lesioni alla coscia
destra infortunata. Difficile,
quindi, che Berg rinunci al suo
talento.
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Ondrej Duda, 20 anni

LA POLEMICA

«Il San Paolo è un cesso, pronto a giocare altrove»
1Non prorogata la convenzione d’uso,

De Laurentiis infuriato: «Offerti 20 milioni
per il progetto». Il sindaco: «Sono pochi»

Gianluca Monti
NAPOLI

eduti vicini sabato sera al
San Paolo, lontani anni
luce (nuovamente) sulla
ristrutturazione dello stadio.
Aurelio De Laurentiis e Luigi
De Magistris, presidente del
Napoli e sindaco di Napoli, ieri
non se le sono mandate a dire.

S

Ma perché tra le parti sono volati gli stracci? Ieri è scaduta la
proroga della convenzione
d’uso dell’impianto di Fuorigrotta e in consiglio comunale
si doveva approvare la convenzione ponte che dovrà coprire
la durata dei lavori. Il provvedimento è slittato per la mancanza del numero legale (la
prossima riunione è fissata per
il 7 ottobre).

L’ACCUSA Giustamente, il Napoli è andato su tutte le furie. A
oggi dovrebbe affittare il San
Paolo di partita in partita. «Mi
vergogno del San Paolo - ha
detto De Laurentiis a Kiss Kiss
Napoli - Non capisco il sindaco,
quando abbiamo parlato nel
mio ufficio di un progetto da
venti milioni di euro, che avrei
cacciato di tasca mia, lui mi ha
stretto la mano. All’impegno
verbale, ho fatto seguire i disegni dell’architetto Zavanella e
il piano di fattibilità. È assurdo
che in merito alla convenzione
si debba pronunciare il consiglio comunale, visto che ogni

quindici giorni il Comune non
ci rilascia lo stadio ma un cesso! Anche la Coni Servizi ha
detto che il fitto che paghiamo
è alto. Se entro fine ottobre
non mi danno la convenzione
ponte me ne vado a costruire
uno stadio nuovo da un’altra
parte».

Aurelio De Laurentiis, 66 anni ANSA

POCHI VENTI MILIONI La risposta di De Magistris, tramite
la web tv del Comune, non si è
fatta attendere: «Sto lavorando a un piano alternativo per
ristrutturare lo stadio con forze pubbliche per poi darlo al
Napoli di volta in volta. Il pro-

getto del club è stato presentato ma con venti milioni non si
riesce a fare granché. Si parlava di investimenti di 100-150
milioni. Magari sono troppi,
ma non si può dare uno stadio
per 99 anni a soli venti milioni:
è una cosa che non sta né in
cielo né in terra». Intanto su internet da ieri gira un video che
ritrae un tifoso del Legia Varsavia entrare indisturbato al San
Paolo, fare un giro dell’impianto e imbrattare un muro con
scritte offensive verso Napoli e
un «forza Legia». L’antipasto di
una trasferta a rischio.
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Siamo in onda! R

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

13

GazzettaTv a ritmo di Europa League

1Alle 20.30 riflettori su Fiorentina, Lazio e Napoli a «Calcio Night», poi «Prima Pagina» con i commenti
Franco Piantanida
ue porzioni di Champions League da spezzettare, rimescolare, insaporire e servire ancora calde ai
tifosi di Juventus e Roma. La serata di Europa League da condire con una spruzzata di Fiorentina e Lazio (in campo alle
19). Piatto caldo, live e abbondante di Legia Varsavia-Napoli.
Il dolce? Sfondo di campionato
con Inter e Milan in cerca di risposta e di una domenica più
zuccherata della scorsa. Questo
il menù di «Calcio Night». Fame
ne avete?

D

CALCIO NIGHT Comodi sul divano. Fischio d’inizio alle
20.30. Tattica e formazione: i
tagli in profondità del vice-direttore Andrea Di Caro cercheranno la collaborazione e le
sponde di Iacopo Iandiorio (curatore di Extra Time) aspettando l’intuizione e il colpo di genio di Enzo Gambaro, ex-difensore di Milan, Napoli, Parma e
Fiorentina. Con questa formazione Andrea Berton e Viviana
Guglielmi piloteranno la squadra di «Calcio Night» nel racconto della seconda giornata di
Europa League prendendo per
la coda, ops…per la mezz’ora
finale, St-Etienne-Lazio e Belenenses-Fiorentina in campo
dalle 19. E poi via in direzione
Varsavia per la diretta passaggio per passaggio, emozione
per emozione dell’impegno del
Napoli in casa del Legia, squadre in campo dalle 21. Non vi
raccontiamo la partita, di più:
ve la facciamo vivere con la cronaca live, approfondimenti,
sentenze, dettagli e pagelle. E

IN PRIMO PIANO
LA LEGGENDA
DI ZIDANE
● 7 Gazzetta News
7.15 Gazzetta News
7.30 Gazzetta News
7.45 Gazzetta News
8 Gazzetta News
8.15 Gazzetta News
8.30 Gazzetta News
8.45 Gazzetta News
9 Le leggende del calcio
Gabriel Batistuta
9.30 The Speedgang - La banda
dei motori
10.30 Le leggende del calcio Peter Schmeichel
11.00.00Le leggende del calcio
Marco Van Basten
11.30 Calciatori a confronto
12 Rivali per sempre
13 Gazzetta News
● 13.30 Tuttocalcio
14 Gazzetta News
● 14.30 Offside
● 14.55 Le leggende del calcio Prima Tv. Ripercorriamo la
carriera di Zinedine Zidane,
considerato uno dei più grandi
giocatori della storia. Ha giocato
nel Bordeaux, nella Juve e nel
Real Madrid segnando 125 gol
15.25 Tuttocalcio
15.50 Offside
16.15 Tuttocalcio
16.40 Offside
17.05 Rivali per sempre
18.05 Serie A Top 5
18.30 Calciatori a confronto
19 Gazzetta News
19.30 Gazzetta News
20 Gazzetta News
● 20.30 Calcio Night
● 23 Gazzetta News - Prima
Pagina
24 Gazzetta News - Prima
Pagina

la Juve? E la debacle della Roma in casa del Bate Borisov? E
Mourinho che scompare a cospetto dell’ex-amato Porto?
Niente paura. Anzi, fate un bel
respirone. «Calcio Night» è un
ventaglio. Da sventolare con la
mano sinistra, mentre con la
destra impugnate il telecomando per digitare c-a-n-a-l-e-5-9.
Aria fresca sui temi bollenti della settimana di Champions League. Perché a bocce ferme è il
momento più azzeccato per tirare le somme, scovare colpevoli e protagonisti, indignarsi e
placare la vis pugnandi dei novanta minuti. E soprattutto per
ricalibrare testa, cuore e gambe
sul binario del campionato, dove i ragazzi di Allegri e Garcia
singhiozzano. Dopodomani
torna la Serie A con le milanesi
che devono ritrovarsi, il Milan
nel big-macth di domenica sera
con il Napoli e l’Inter di Mancini

che sfilerà in casa Sampdoria
dall’amico Zenga. Per la serie,
oltre all’Europa c’è di più. E poi,
sipario e tutti a casa? Non
scherziamo.
PRIMA PAGINA Alle 23 apriamo la nostra Prima Pagina. O
meglio, la vostra. Fino a mezzanotte siete il sale e il pepe che
danno sapore alla portata di
chiusura del menù quotidiano
di Gazzetta Tv. «Prima Pagina»
è il palcoscenico dove l’attualità sportiva di giornata si fa bella per l’indomani e prende… ti-

RIn prima serata
Dries Mertens, 28 anni, belga, è alla terza stagione a Napoli GETTY

c’è il punto
di Gambaro
sulle partite, poi
la palla a Collovati

tolo. Da quello della prima pagina della «Gazzetta dello
sport» che viene presentata in
anteprima e in esclusiva nazionale, fino ai vostri titoli di giornata. Come diventare titolisti
per una notte, semplice: date
sfogo a tutta la vostra creatività
s u Fa c e b o o k e Tw i t te r
(@gazzettatv59) con l’hashtag
#GazzaNight. I migliori saranno messi in onda e presi come
spunto dagli ospiti per allargare e integrare la discussione. Il
«braccio di ferro» vedrà Fulvio
Collovati, campione del mondo
’82 ex-difensore di Milan e Inter, di fronte a Nino Minoliti.
Pesi massimi. Questo è il nostro
schema live per i weekend di
campionato e per le notti stellate di calcio internazionale. Per
farvi annusare da casa il profumo del campo ci stiamo attrezzando.
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14

Serie A R La strategia

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Mancio, idea che ringhia
Medel e Melo in mezzo
per un’Inter più cattiva

DESTINI SIMILI

1Finora il tecnico non ha mai potuto averli insieme a centrocampo

Ma per Genova, oltre al ritorno della difesa a 4, valuta la coesistenza

CON LA SAMP/1
4-2-3-1
SANTON

4-3-1-2

MURILLO

RANOCCHIA

MEDEL
PERISIC

TELLES

MURILLO RANOCCHIA JUAN JESUS

MELO

MELO

KONDOGBIA

HANDANOVIC

SANTON

MEDEL

KONDOGBIA

1Accantonati dopo il mercato: il croato mai

LJAJIC

LJAJIC
ICARDI

ICARDI
GDS

Matteo Dalla Vite
INVIATO AD APPIANO GENTILE

n’idea che sgomma e che
ringhia: Felipe Melo e
Gary Medel insieme e
nella terra di mezzo, a scolpire il
centrocampo e a creare una muraglia secondo due possibili disposizioni. Mancini ci pensa:
per l’oggi o per il futuro. E ieri
pomeriggio si è messo a lavorare
con loro due per una decina di
minuti: magari erano semplici
palleggi in libertà ma c’era anche qualcosa che sapeva di simulazioni in gioco. Che prima o
poi possono portare a qualcosa
che - per un motivo di tempistiche e di infortuni - non è mai andato in scena nell’Inter di questo
campionato.

U

MAI INSIEME IN MEZZO MeloMedel è un cerniera che non si è
ancora vista sul campo per problemi e dinamiche evidenti:
quando il cileno ha giocato le
prime due gare di campionato, il
brasiliano ancora non era arrivato all’Inter. Quando poi Felipe
Melo è stato pronto per l’esordio
nel derby alla terza di campionato, ecco che si era infortunato
Miranda con conseguente arretramento di Medel in mezzo alla
difesa, prima con Murillo, poi
con Miranda stesso. I due, insomma, insieme hanno giocato:
ma non nello stesso reparto. E
adesso Mancio comincia a lavorarci su (oltre al ritorno della difesa a 4). Perché la Me-Me in
mezzo è un approdo che prima o
poi il tecnico vorrà raggiungere.
Questione di facce cattive.

Assane Gnoukouri, 19 anni FORTE

Chi li ha più visti?
Brozo & Gnoukouri
futuro da disegnare

CON LA SAMP/2

HANDANOVIC

Marcelo Brozovic, 22 anni FORTE

titolare dal 1° settembre, 45’ finora per Assane

PERISIC
GDS

DUE POSSIBILITÀ Non sarà stata la prima volta che i due pitbull hanno lavorato insieme, e
questo porta a due possibili
schieramenti: il 4-2-3-1 o il 4-31-2. In entrambi, Medel e Melo
si trovano nello stesso reparto e
il ciò significa che contro la
Sampdoria potrebbe essere inserito Ranocchia al fianco di
Murillo (tandem provato) o che
il centrocampo ringhiante potrebbe essere posticipato a
quando i due centrali titolari
(Miranda-Murillo) saranno finalmente a disposizione. In un
4-2-3-1 con Medel-Melo come
cerniera di mezzo, il sacrificato
potrebbe essere Guarin e il «salvato» Kondogbia che potrebbe
andare sia a sinistra nei tre dietro a Icardi (da ala ovviamente
finta) ma soprattutto da trequartista mascherato, vicino alla porta e con il compito di rinculare in fase di pressione riformando un centrocampo a tre.
NON CI RINUNCIA Sia chiaro:
Kondogbia può giocare ovunque
nel settore centrale del campo.
Un adattabile. Certamente nell’attualmente più probabile 4-31-2, Kondo tornerebbe nella sua
zona preferita (interno mancino), Medel si riprenderebbe la
posizione centrale e Felipe Melo
la zona da interno destro, cosa
fatta più volte anche al Galatasaray. La sostanza è: Mancio
non vuole rinunciare né a Medel
né a Felipe Melo. E, sostanzialmente, non vede l’ora di poter
mettere cingoli e cattiveria in
più nel suo centrocampo. Domani o dopodomani.
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Matteo Brega
MILANO

Il cileno Gary Medel, 28 anni, è arrivato all’Inter nell’estate 2014 GETTY

Felipe Melo, 32 anni, è stato prelevato dal Galatasaray a fine agosto FORTE

Moratti: «Si farà stadio unico»
Ausilio a Madrid: occhi sui baby
● Ieri ha parlato l’ex
presidente interista Massimo
Moratti a Expo: «Credo che
alla fine si arriverà a uno
stadio Milan-Inter. Penso che
la cosa più comoda e utile sia
quella di usare al meglio lo
stadio di San Siro. Centoventi
milioni per ristrutturarlo?
Penso che sia una cifra
adatta. Non è che mi
aspettassi quella
retromarcia del Milan, tutti

abbiamo tentato di fare uno
stadio ma poi le condizioni sono
tali da non permetterlo. Non so
se sia tornata la vecchia pazza
Inter: rimane con il suo
carattere comunque». Il viaggio
di lavoro del d.s. nerazzurro
Piero Ausilio si è spostato a
Madrid. Dopo Barça-Bayer
(anche di Youth League), ieri ha
assistito ad Atletico-Benfica al
Calderon dopo la gara dei
giovani nel pomeriggio.

erano una volta Brozovic, il tuttocampista, e Gnoukouri, il
gioiellino del settore giovanile nerazzurro. Adesso ci sono
Marcelo e Assane, due ragazzi alla ricerca di loro stessi, di
un’identità precisa all’interno di un progetto che da un
mese è diventato per loro un
mistero.

C’

ASSANE La luce è stata tolta
alle ore 23 del 31 agosto. La
chiusura del mercato ha ridisegnato un’Inter diversa proprio in mezzo campo. È bastato acquistare Felipe Melo
nell’ultimo giorno di mercato per far scivolare in fondo
alle gerarchie Brozovic e
Gnoukouri (Geoffrey Kondogbia era arrivato già da tempo). D’altronde basta vedere
i numeri per capire che la situazione reale è proprio questa. Gnoukouri, che ha rinnovato il contratto fino al
2020 poche settimane fa, ha
giocato il primo tempo contro l’Atalanta e poi si è digerito cinque panchine consecutive. Il tecnico gli aveva affidato la cabina di regia contro
i bergamaschi. Prestazione
insufficiente, ma certamente
non al punto da giustificare
un taglio così netto dalle
scelte successive. Vero, contro l’Atalanta era emerso il
suo lato «slim», quello su cui
Assane sta lavorando quotidianamente da quando fu
lanciato in prima squadra
(11 aprile 2015 a Verona

contro l’Hellas nei minuti finali,
19 aprile titolare nel derby).
L’Inter che ringhia, nella testa
del Mancio, non contempla
Gnoukouri per adesso. L’ivoriano ha altre caratteristiche, è più
di palleggio e di pensiero. A
questo punto il suo futuro all’Inter non è detto che sia scontato.
Perché restare in panchina costantemente in una stagione
che non prevede valvole di sfogo potrebbe rallentare il progetto di crescita. Ecco allora che il
prestito nella finestra invernale
è un’opzione da prendere seriamente in considerazione. Nel
frattempo lui ha capito che demoralizzarsi non conviene ed è
tornato a lavorare con la solita
intensità. Ripagata intanto dalla convocazione con la Costa
d’Avorio per l’amichevole del 9
ottobre in Marocco.
MARCELO Luce spenta anche
per Brozovic. Titolare nelle prime due di campionato, poi 2
panchine e minuti finali contro
Chievo e Fiorentina. A gennaio
era arrivato (dimostrandolo)
con la nomea di tuttocampista:
ha giocato interno e trequartista. Nella rosa del 31 agosto aveva caratteristiche fondamentali,
in questa un po’ meno per il
Mancio, che si aspettava una reazione da Marcelo (contratto fino al 2019). La reazione c’è stata ma al momento il croato è comunque dietro nelle gerarchie.
Nemmeno l’arrivo di Jovetic,
Liajic e Perisic lo ha rinfrancato.
L’amico Kovacic è volato a Madrid e lui è rimasto a Milano. Fa
gruppo, e aspetta la propria
chance. Intanto il tempo passa e
le valutazioni proseguono.
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Serie A R Il fronte societario

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

sono tuttora al lavoro per definire gli ultimi dettagli con
l’obiettivo di completare l’intesa nei prossimi giorni».

BOCELLI CANTA
PER I 79 DI SILVIO
Per i suoi 79 anni, Silvio
Berlusconi ha organizzato
martedì sera una festa
a Villa Gernetto con gli
amici più intimi. Ospite
d’onore Andrea Bocelli,
che ha cantato per
il festeggiato (nella foto)
La stretta di mano tra Silvio Berlusconi, 79 anni, e Bee Taechaubol, 40 anni, a Villa Certosa, il 1° agosto ANSA

Berlusconi impone a Bee
un percorso a tappe

1Vertice di 8 ore, nel week-end il calendario per il closing entro 4-6

settimane. Silvio: «Il lavoro sul Milan continua, si concretizzerà presto»
Carlo Laudisa
Mario Pagliara
MILANO

vanti adagio, ma Mr Bee
supera l’esame di Arcore.
Concesso altro tempo,
entro il week-end l’aspirante socio di Silvio Berlusconi indicherà le date che le parti si augurano porteranno al tanto atteso
closing. Tant’è vero che, ieri sera, a Roma il presidente rossonero si è espresso in termini positivi: «Ho visto oggi Mr Bee, il
lavoro continua: penso si concretizzi presto». Al termine di

A

un faccia a faccia di quasi 8 ore
il capocordata asiatico e i vertici
di Fininvest hanno concordato
un comunicato che apre le porte a un calendario che indicherà
con esattezza le tappe finali della trattativa. Nelle consultazioni di ieri è stato già ipotizzato il
percorso che entro 4 settimane,
al massimo 6, dovrà portare al
closing. A breve Bee dovrà costituire una società ad hoc, ma
soprattutto dovrà completare
gli iter per le indispensabili fidejussioni, autentico viatico
per il lieto fine. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, da entrambe le parti traspare ottimismo,

nonostante non sia stata rispettata la scadenza del 30 settembre. Soprattutto in via Paleocapa esprimono soddisfazione
per il report con cui Mr Bee ha
dimostrato di aver portato a termine risultati importanti sulla
strada del finanziamento da
480 milioni, necessario per rilevare il 48% del club rossonero.
Nella sua valigetta Taechaubol
aveva documenti giudicati significativi. Tra l’altro ha dimostrato di aver ottenuto riscontri
incoraggianti sia nel settore
commerciale che in quelli finanziari, in vista della programmata quotazione alla Bor-

sa di Hong Kong. Ad ogni modo
non è previsto il suo ritorno in
Italia in tempi brevi. Ora lo
aspettano una serie di scadenze
decisive in terra cinese, lì dove
operano gli investitori più importanti in questa partita.
L’ANNUNCIO Sono le 20.29
quando parte la mail con la nota di Fininvest: «...Nell’incontro
Mr Taechaubol ha confermato il
notevole interesse che nei paesi
asiatici suscitano il Milan e il
suo brand, interesse riscontrato
in tutti i numerosi contatti avuti
con operatori finanziari e commerciali. I consulenti delle parti

L’ARRIVO Mr Bee combatte contro il tempo, ma non lo dà a vedere. Lo sbarco a Malpensa avviene alle 8,25, in perfetto orario. Subito il trasferimento nel
suo eremo milanese, l’hotel
Bulgari, dove lo aspettano Licia
Ronzulli, l’avvocato Stefano
Grilli e l’advisor Gerardo Segat.
Nella sala delle colazioni il briefing prosegue sino alle 11. Il
broker cino-thailandese dice la
sua, parla a lungo, ed è l’antipasto di una giornata speciale. È
mezzogiorno quando la comitiva raggiunge Arcore per l’appuntamento con Berlusconi e il
management di Fininvest: l’a.d.
Pasquale Cannatelli, il d.g Danilo Pellegrino e Alessandro
Franzosi, direttore finanziario.
Per la prassi è una colazione di
lavoro. Di fatto è una maratona.
Così il pranzo è molto leggero.
E veloce. Il padrone di casa presenzia sino alle 17, quando deve
lasciare la compagnia per i noti
impegni politici romani. Il decollo dell’elicottero fa credere
ai cronisti presenti in buon numero il finale ormai imminente.
Ma è un falso allarme. L’uomo
d’affari cino-thailandese prosegue la conversazione sino a poco dopo le 20. Quando la sua
auto esce dai cancelli di Villa
San Martino non ci sono dichiarazioni. Tuttavia dal suo entourage trapela una battuta:
«Thohir ha impiegato un anno
per acquistare l’Inter, io sono al
lavoro da appena 6 mesi...».
TAPPE FORZATE A Malpensa si
presenta in tempo per il volo
Emirates per Dubai delle 22,20.
Lo attendono a Pechino, altre
12 ore di viaggio. Facciamo un
po’ di conti: tra andata e ritorno
sono 38 ore per un giro del
mondo, inframmezzato da queste 14 ore milanesi. Un blitz
sfiancante, Mr Bee ce la sta mettendo tutta. Ad Arcore sperano
che le sue fatiche portino davvero alla svolta tanto attesa.
(ha collaborato Luca Pessina)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

15

LE ULTIME

Balo non al top
Da valutare
per il Napoli
Nesta in visita
● Potrebbe essere il turn over
o il fastidio all’inguine che si
porta dietro da un po’: è
probabile che una delle due
tenga fuori Balotelli con il
Napoli. Mario ha ben figurato
nelle ultime esibizioni, ma la
coppia Bacca (ieri allo Stadium
a salutare i vecchi compagni
del Siviglia) e Luiz Adriano
offre maggiori garanzie. Sinisa
stava già pensando al cambio
d’attacco, ipotesi ora
rafforzata dalle non perfette
condizioni fisiche di Balo. Ieri
Mario (come Alex, altro non al
top) ha lavorato a parte in
mattinata e nel pomeriggio ha
sostenuto una serie di esami
medici. Oggi potrà di nuovo
unirsi al gruppo e cancellare
ogni dubbio, oppure non farlo
e legittimare l’interrogativo:
sarebbe nel caso monitorato
giorno per giorno per
verificarne la disponibilità per
domenica, con ottimismo
ancora prevalente. In difesa
Ely per Romagnoli, ancora out
Mexes e Abate. Ci vorrebbe
uno come Nesta, che ieri è
comparso al centro sportivo
per una visita da ex rossonero
e attuale allenatore del Miami
Fc: si è intrattenuto con Sinisa
e ha preso nota dei due
allenamenti.
a.g.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nesta e Mihajlovic TWITTER

fIL PERSONAGGIO

Boateng torna a Milanello: si allena ma non firma
1Da oggi a fine anno Prince

1

2

3

lavorerà con Sinisa: è in rotta
con lo Schalke però difficilmente
il Milan lo tessererà a gennaio
Alessandra Gozzini
MILANO

oateng ha fatto 100: rossonero per tre stagioni, Prince ha infilato 17 gol e molto altro
nelle cento presenze complessive con la
maglia del Milan. Per toccare quota 101 tornerà
alla carica da oggi. Boateng verrà accolto a Milanello e fatto allenare con il gruppo di Sinisa, tappa che però difficilmente anticiperà l’effettivo
rientro in squadra.

B

SITUAZIONE Il Milan, sempre cortese con i suoi
ex, ha concesso al giocatore (da cui è partita la
proposta) la possibilità di tornare a frequentare
il centro sportivo rossonero: Boateng ritroverà lo
spogliatoio già condiviso dal 2010 al 2013 e in
campo seguirà le dritte di Mihajlovic e lo staff. Il
sito ufficiale conferma: «Kevin Prince Boateng
da domani (oggi, ndr) fino al 31 dicembre si allenerà a Milanello con la prima squadra». Prince è
ancora un giocatore dello Schalke 04 (non ha rescisso il legame valido fino alla prossime estate),
che a sua volta ha acconsentito alla richiesta di
Boa: fermarsi a Milano e allenarsi con il vecchio
club. Boateng si tratterrebbe volentieri a Milanello anche nel 2016, firmando magari un nuovo
contratto rossonero. Non è però scontato che
succeda, anzi: Sinisa ha già un numero consistente di giocatori offensivi e pure Galliani, per i
manager di Boa gentilissimo nel concedere ospitalità, non sembra troppo attratto dall’idea di coprire un altro ricco stipendio. Lo scenario potrà

● 1 Kevin
Prince
Boateng, 28
anni, con la
maglia dello
Schalke 04
● 2 Ai tempi
del Milan
● 3 Con la
compagna
Melissa Satta
AFP/LAPRESSE/
GETTY

cambiare nelle prossime settimane ma, a oggi, il
tesseramento non è neppure ipotizzabile. Da mesi Boateng è in rotta con la Germania: fuori rosa
perché non rientra nei piani tecnici del nuovo allenatore, Breitenreiter. I guai erano però cominciati già con la precedente gestione: l’11 maggio
scorso Prince era stato cacciato dal gruppo a due
giornate dalla fine della Bundes, scelta avallata
da Di Matteo (ex allenatore) e presa dal d.s. Heltd non esattamente entusiasta dell’impegno fin lì
messo in campo. Non che le cose con la nazionale
ghanese siano andate molto meglio: da giugno è
sospeso a tempo indeterminato.
BOA STORY Boateng è nel lungo elenco di giocatori trattati sull’asse Milan-Genoa: acquistato da
Preziosi nel 2010, è subito girato in comproprietà
a Milano. Un’estate dopo Boa vince derby e Supercoppa Italiana, tutto nello stesso pomeriggio

cinese del 6 agosto, segnando il gol decisivo. A
maggio aveva già festeggiato lo scudetto con il
«moonwalk» di Michael Jackson. Altri lieti eventi: il gol di Champions nella vittoria sul Barcellona, la tripletta al Lecce, la maglia numero 10 ereditata da Seedorf, il fidanzamento con Melissa
Satta, da cui avrà il piccolo Maddox Prince. Con
minor soddisfazione Boateng ricorderà invece i
cori razzisti che gli furono rivolti nell’amichevole
(sospesa) contro la Pro Patria (gennaio 2013):
Prince scagliò il pallone in tribuna e fu seguito
dai compagni negli spogliatoi. Invitato dall’Onu
alla giornata mondiale per l’eliminazione delle
discriminazioni razziali disse: «Il razzismo è come la malaria, un virus contagioso da combattere». Ad agosto l’improvvisa cessione allo Schalke,
giustificata dai 15 milioni incassati dal Milan.
Che ora ha semplicemente restituito la cortesia.
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IL NUMERO

17

I gol segnati da Boateng
con la maglia del Milan
dal settembre 2010
all’agosto 2013. Solo 6
le reti con lo Schalke 04

16

Calcio R

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

IL BLOG
DI SERIE A

2

● Le maglie vestite in Italia
dall’argentino Maxi Lopez:
Catania, Milan, Sampdoria,
Chievo e ora il Torino

1Il tecnico degli emiliani torna in A dopo l’esperienza negativa
col Chievo: «Non potrò cambiare molto, anche perché sabato
c’è già il Torino. Ma dobbiamo dare tutto per la salvezza»

Sannino scuote il Carpi
«Sarò il comandante
Ma serve un miracolo»
Francesco Velluzzi
INVIATO A CARPI (MO)

anche da certi particolari che si giudica
un allenatore. Beppe
Sannino si presenta a Carpi
nella sala di rappresentanza
dell’azienda casual del presidente Stefano Bonacini
con un completo nero, cravatta compresa, da matrimonio. Porta anche il gilet.
Ma le iniziali nella camicia
bianca, b.s. sono sul colletto. «Un vezzo, per cambiare». Dice lui. Che a Carpi ha
proprio un compito: cambiare. E lui, che ammette
candidamente «che qui ci
vuole un miracolo» si attrez-

E’

za immediatamente per la mission impossibile. Conferenza e
presentazione, pranzo veloce
allo Sporting e alle 16 è al campo dove l’aria autunnale non lo
spaventa. Col fidato collaboratore Giovanni Cusatis guida a
cento all’ora la seduta in maniche corte.
PEDALARE Si scalda subito
Sannino che ha sostituto l’amato Castori che ai romantici fa
un certo effetto vedere sconsolato già nelle Marche. «Ora basta con i ricordi, bisogna capire
le difficoltà e pedalare. Io sarò
comandante e darò certezze. E
vi assicuro che cercherò di dare
a questa città, alla squadra, all’ambiente , la speranza di lottare fino alla fine per mantene-

re questo sogno, questa serie A
straordinariamente conquistata da Fabrizio». Il presidente
Bonacini, che elegantemente
gli lascia la scena, restando nell’ufficio accanto a far degli ordini, e il d.g. Sean Sogliano (in
sala, ma accuratamente silenzioso) che se n’è innamorato
nel 2008 quando Sannino prese il Varese in C2 ultimo a due
punti (come oggi) e lo portò fino alla B centrando pure i
playoff, lo hanno scelto perché
hanno capito che qui bisognava
cambiare passo e per l’enorme
carica motivazionale che dà. E
pure perché ricordano le imprese (anche il Siena in semifinale di coppa Italia nel 2012)
che ha fatto. Scordiamoci il
passato, dicono al Carpi e poco

importa se i Guidati dal Lambrusco storceranno il naso. Bisogna fare di tutto per mantenere la categoria. E’ quel che si
chiede alla squadra, un po’
scossa. «Nel calcio ci sono le categorie e la A è un’altra cosa, un
altro livello, altissimo», spiega
Sannino. Che poi si concentra
sul prossimo avversario: «Non
potrò cambiare tanto e non sono un mago, ho tre giorni per
la sfida col Toro, secondo in
classifica e non posso entrare nelle loro teste. L’importante è dare un’organizzazione, non è questione di moduli, ne ho cambiati anche io
(nasce col 4-4-2 n.d.r.). L’obiettivo è fare punti, conta solo la
classifica. Devo diventare il
condottiero di questo gruppo.
Ho risposto sì al Carpi (lo volevano in B) perché credo nel mio
lavoro, ma i punti sono la benzina. La squadra va incoraggiata, non ho preclusioni e non
faccio figli e figliastri, gioca chi
merita e tutti hanno le chance».
Ieri ha dato un’idea di difesa a 3
o a 5 con Zaccardo, Bubnjic e
Gagliolo, e Letizia e Gabriel Silva esterni. Si è spesso detto che
gioca a 5 più che a 3.

VERONA

l ginocchio finito k.o. a
Bergamo, dopo un contrasto nemmeno tosto
con Gabriel Paletta, non gli
ha tolto l’ottimismo, né lo
spunto umoristico: «Chi sarà l’uomo derby del Verona,
visto che io non ci sono? Intanto vediamo chi ce la farà
a giocare, vista la situazione...». Luca Toni si è operato
una settimana fa per porre
rimedio alla lesione al collaterale del ginocchio sinistro
che l’ha messo fuori causa
per i prossimi mesi. Sul suo
rientro, giusto un cenno:
«Tornerò in campo quando
sarò al meglio. Spero di farcela entro la fine del 2015».
Senza di lui, l’Hellas ha pareggiato all’ultimo secondo
con l’Atalanta. Ha perso con
l’Inter e pure con la Lazio.
Ha 3 punti, alla pari del Bologna. Dietro c’è soltanto il
Carpi. E sabato, al Bentegodi, ecco la stracittadina con
il Chievo, che è a +8: «Il loro – osserva Toni – è un
gruppo consolidato, compatto. Hanno cambiato poco. Sono strafavoriti. Ma il
bello del calcio è proprio
questo: può sempre accadere di tutto».

I

EMERGENZA Ci prova, l’Hellas, a ribaltare un pronostico che non fa sconti. Deve
svuotare l’infermeria, cerca
di rimettere in pista a pieno

servizio Juanito Gomez e Luca
Siligardi, mentre ci vuole un
mezzo miracolo per riavere
Giampaolo Pazzini: «Il momento è delicato – ammette
Toni – ma non dobbiamo piangerci addosso. Certo, gli infortuni hanno un peso notevole,
però non è che fossimo primi
quando c’eravamo tutti. Con la
Lazio potevamo fare meglio.
Ma io ho fiducia: ho visto i miei
compagni di squadra con tanta
rabbia dentro. Anche chi non è
al massimo della condizione
vuole esserci. Il derby è quel
genere di partita che serve per
rialzarsi. Ne abbiamo bisogno.
La classifica la dobbiamo guardare: ricordiamoci che ora come ora saremmo retrocessi.
D’accordo, è molto presto, ma
vediamo di fare punti». E poi
conclude: «Il Verona deve lottare per salvarsi. Finalmente
l’abbiamo capito. Questo è il
nostro obiettivo. Da cogliere,
se necessario, all’ultimo minuto dell’ultima partita. Sarà una
battaglia. Siamo pronti ad affrontarla».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Toni, 38 anni FORTE

Watford ero secondo. Dall’Inghilterra mi porto la gioia di aver giocato davanti a
50 mila persone e gli stadi.
Ma il calcio lo portiamo noi
lì da altri paesi europei. E ditemi quale inglese viene in
A». Qualche esperienza lo
ha scottato, sicuramente
quella al Chievo dove non
pensava di meritare l’esonero. «Ma io guardo avanti, è
quel che va fatto al Carpi».

Giuseppe
Sannino,
58 anni
IPP

QUESTIONE DI FEELING
Il feeling con Sogliano è
innegabile. Da tempo si
diceva che lo avrebbe
portato qui: «Ma si parla
di lavoro, l’amicizia è
un’altra cosa e non deve
intaccare la professionalità. Certo, abbiamo condiviso la bellissima avventura di
Varese. E Sogliano è uno che
viene dal niente, come me.
Dice le cose in faccia, e ci
mette la faccia, proprio come me. Che ho avuto il coraggio di dimettermi due
volte. Nessuno mi ha regalato nulla e neppure ora parto
da una situazione di privilegio. Se qui mi hanno scelto,
vuol dire che sanno come lavoro. Ora proverò a dare
certezze, cattiveria, voglia e
un’identità alla squadra». E
se farà il miracolo, Sannino
sarà santo a Carpi.
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1Sorrentino vuole

CLASSIFICA

abbiamo capito che lottiamo per
salvarci. Spero di tornare a fine 2015»

Matteo Fontana

● Gli anni passati dal debutto
in Serie A di Stefano
Sorrentino (Lecce-Torino 1-1
il 16 dicembre 2001)

WATFORD Sannino è stato anche all’estero, a Watford, dai
Pozzo, allora in Championship,
non andò bene: «Mi sono dimesso io, come a Catania (ultima esperienza un anno fa). A

1L’attaccante operato: «Finalmente

Toni e il derby
«Chievo favorito
ma Hellas carico»

14

● I gol in Serie A segnati
dallo svedese Robin Quaison:
entrambi contro la Fiorentina
la scorsa stagione

SQUADRE

Il rendering del nuovo Filadelfia a Torino ANSA

1Il Toro riavrà lo storico
impianto. Anche Maxi
vicino al prolungamento

Nuovo Filadelfia
il 17 via ai lavori
E rinnovano in tre

FIORENTINA
INTER
TORINO
SASSUOLO
LAZIO
ROMA
CHIEVO
ATALANTA
SAMPDORIA
NAPOLI
MILAN
PALERMO
UDINESE
GENOA
JUVENTUS
FROSINONE
EMPOLI
VERONA
BOLOGNA
CARPI

PT

15
15
13
12
12
11
11
11
10
9
9
7
6
6
5
4
4
3
3
2

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
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6
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6
6
6
6
6

5
5
4
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4
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3
3
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1
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2
1
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0
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2

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1
1
0
2
1
1
1
2
1
3
3
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3
4
4
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4

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7
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8
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12
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11
9
9
15

CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS
EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI

7ª GIORNATA
Fabrizio Turco
TORINO

uesta è la volta buona, la ricostruzione del
Filadelfia è davvero dietro l’angolo. La posa ufficiale della prima pietra è fissata per
sabato 17 ottobre, mentre l’inaugurazione
è prevista esattamente un anno dopo, a 90 anni da
quel 17 ottobre 1926, quando venne inaugurato il
vecchio Fila. «Finalmente possiamo dare il primo
colpo di piccone per quella che tornerà a essere la
casa del Toro» dice Cesare Salvadori, ieri grande
schermidore olimpico, oggi presidente della Fondazione Stadio Filadelfia. La rinascita del tempio
degli Invincibili, che ripartirà dopo l’abbattimento del luglio 1997, prende il via con i lavori della
parte sportiva, che contempla il rifacimento del
Fila il più fedele possibile all’originale, con un
campo principale con una capienza di 4mila posti,
e il campetto attiguo. Gli otto milioni utili per edificare il primo lotto che comprende anche il Cortile della Memoria, la sede della società e la foresteria per i ragazzi del settore giovanile, sono già a
disposizione, mentre nei prossimi giorni inizierà
la raccolta fondi per finanziare l’area museale.
Antonio Comi porta il saluto di Urbano Cairo e
ricorda: «Entrai al Fila la prima volta nel marzo
1975. Per me oggi è una grande emozione». Infine
ieri è stato giorno di rinnovi: Bovo, Vives e Moretti
al 2017, vicino quello di Maxi Lopez.

Q

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restare: disposto
a ridursi l’ingaggio

SABATO 3 OTTOBRE
CARPI-TORINO ore 18
CHIEVO-VERONA ore 20.45
DOMENICA 4 OTTOBRE ore 15
EMPOLI-SASSUOLO ore 12.30
PALERMO-ROMA
SAMPDORIA-INTER
UDINESE-GENOA
JUVENTUS-BOLOGNA ore 18
LAZIO-FROSINONE ore 18
FIORENTINA-ATALANTA ore 20.45
MILAN-NAPOLI ore 20.45

MARCATORI
6 RETI Eder (2, Sampdoria).
5 RETI Higuain (Napoli).
4 RETI Kalinic (Fiorentina);
Quagliarella (Torino).
3 RETI Paloschi (Chievo); Saponara
(Empoli); Jovetic (1, Inter); Bacca
(Milan); Insigne (Napoli); Hiljemark
(Palermo); Salah (Roma); Floro Flores
(Sassuolo); Baselli (Torino); Zapata
(Udinese).
2 RETI Pinilla (Atalanta); Mounier
(Bologna); Borriello (Carpi); Birsa
e Meggiorini (Chievo); Babacar, Ilicic
(2)
e Marcos Alonso (Fiorentina); Dionisi
(Frosinone); Icardi (Inter); Dybala
(1, Juventus); Biglia (1) e Matri (Lazio);
Bonaventura (Milan); Allan (Napoli);
Pjanic (Roma); Muriel e Soriano
(Sampdoria); Defrel (Sassuolo);
Badu (Udinese).

Quaison e Rigoni
prove d’intesa
con il Palermo
Nicolò Schira
aurizio Zamparini è già al lavoro
per blindare i propri gioielli. Le
prime mosse riguardano Robert
Quaison e Luca Rigoni. Al gioiellino svedese verrà offerto il prolungamento sino al
2020. Il d.s. Gerolin è in azione anche per
allungare al 2018 il legame con il centrocampista-goleador, che in Sicilia ha raggiunto picchi di rendimento elevatissimi.
Fra color che son sospesi ci sono invece i
giocatori in scadenza nel giugno 2016. Nessun segnale sinora nei confronti del regista
Enzo Maresca, il cui futuro potrebbe essere
negli Usa. Da valutare pure la posizione di
Daprelà, che nelle ultime settimane ha riconquistato spazio. In estate l’ex Brescia
aveva declinato le proposte di Spezia e Watford per restare. Il positivo inizio di campionato gli ha permesso di scalare posizioni nelle gerarchie del tecnico Iachini e ora
aspetta un segnale dalla dirigenza, nella
quale è entrato Stefano Pedrelli per curare
i rapporti istituzionali. Daprelà non disdegnerebbe un rinnovo sino al 2018: l’argomento potrebbe essere affrontato nelle
prossime settimane, anche se non appare
una priorità nell’agenda di Zamparini.

M

SORRENTINO SPALMA? Per Stefano Sorrentino la palla passa ora al Palermo. La fascia da capitano ha inorgoglito il portiere
che ha manifestato il desiderio di continuare l’avventura in rosanero e sarebbe disposto anche a spalmare parte dell’ingaggio (1
milione di euro netti all’anno) su due stagioni. Tocca ora alla società riavviare il dialogo, in modo da trovare un accordo entro
dicembre. Termine fissato dal portiere prima di valutare le offerte provenienti da altri club. Capitolo svincolati: Iachini non appare propenso a pescare dai senza contratto il rinforzo offensivo per sopperire alla
lunga assenza di Djurdjevic, anche se resta
in piedi la pista che conduce a Raffaele Palladino (ex Parma).
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Calcio R Tra qualificazioni europee e impiantistica

Tavecchio e l’Italia
«Ogni notte penso
all’Azerbaigian»
1Il n.1 della Figc: «Dobbiamo chiudere la pratica lì

A Milano c’è San Siro, follia pensare a nuovi stadi»

Marco Iaria
twitter@marcoiaria1

i compiace per l’abbandono del progetto del Portello, sostenitore com’è della
riqualificazione degli stadi esistenti, fa il tifo per il rilancio di
Balotelli, non dorme la notte
pensando all’Azerbaigian. Carlo Tavecchio, nel suo blitz a Milano per firmare la convenzione
tra Figc e Politecnico sull’impiantistica, spazia a tutto campo. In attesa di trovare (semmai
si troverà) la quadra economica
per la riforma dei campionati, il
presidente della Federcalcio è
proiettato sui prossimi impegni
della Nazionale, il 10 in Azerbaigian e il 13 contro la Norvegia a Roma. A Baku l’Italia potrebbe ottenere il pass per l’Europeo. «Penso tutte le notti a
quella partita, mi auguro di
chiudere la pratica lì altrimenti
avremmo dei problemi». Ci sarà
anche Balotelli? Tavecchio è
stato un suo sponsor in tempi
non sospetti e ora che Mario sta
facendo bene al Milan ricorda:
«In passato gli ho fornito un assist perché penso che in Italia

S

Il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, e il presidente della
Figc, Carlo Tavecchio, firmano una convenzione sull’impiantistica GETTY

non ci sia molta gente più preparata di lui. Se Conte lo riterrà
all’altezza allora ci sarà un’opportunità per Mario». La classifica della Serie A fa sorridere
Tavecchio, con «le piccole che si
stanno comportando bene
smentendo ipotesi negative»
(cosa penserà il suo amico Lotito?), ma il basso minutaggio degli azzurrabili lo preoccupa:

L’ISTRUTTORIA
DELL’ANTITRUST?
SIAMO RISPETTOSI
MA SENZA I DIRITTI TV
SALTA IL BANCO
CARLO TAVECCHIO
PRESIDENTE FEDERCALCIO

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

«L’utilizzo esagerato degli stranieri è il neo del campionato, in
Nazionale giocano diversi giocatori che non sono titolari nei
club e questo è un problema».
CONVENZIONE Ma nella giornata milanese l’attenzione di
Tavecchio è concentrata sugli
stadi. La Figc ha firmato una
convenzione col Politecnico di
Milano per la creazione di un laboratorio tecnico di eccellenza
sull’impiantistica sportiva. Il
Politecnico ha aderito all’invito
perché, per dirla col rettore Giovanni Azzone, il «sistema calcio
è diventato un business così importante da non poter prescindere dalla managerialità». Dal
canto suo la Federazione «non
può costruire gli stadi ma deve
dare l’indirizzo strategico». È
per questo che Tavecchio boccia
la costruzione di nuovi stadi.
«Prediligo la riqualificazione di
quelli esistenti e noto che a Milano si è tornati alla ragione:
quando esiste San Siro, con
l’area adiacente del trotto e del
galoppo, pensare di invadere
altri spazi cittadini sarebbe una
follia». Resta il fatto che gli stadi in Italia sono inadeguati e
troppi plastici sono stati presentati e prontamente richiusi in
un cassetto. «Non abbiamo fatto niente dopo aver perso la
candidatura all’Europeo, ci sono cattedrali inutili, al Sud
l’unico stadio idoneo per la Nazionale è quello di Palermo».

CORTE FEDERALE

Ricorso Palazzi
contro il Genoa
inammissibile?

DIRITTI TV E DONNE Tavecchio
segue con fiducia l’istruttoria
dell’Antitrust sull’asta dei diritti
tv, entrata nel vivo in queste settimane. «Siamo rispettosi dell’Authority e speriamo che tutto
sia nelle regole. Certo che senza
i proventi televisivi salta il banco del calcio italiano». Convocato per martedì il consiglio federale: si discuterà del calcio
femminile, con la minaccia dello sciopero che incombe.

● (a.cat.) Dopo un paio d’ore
di dibattimenti, la Corte
d’appello federale,
presieduta da Gerardo
Mastrandrea, ha deciso
sostanzialmente di... non
decidere. Rinviato il
provvedimento più attesi di
ieri: quello sul ricorso
presentato da Stefano
Palazzi contro le sanzioni
prese per le combine di
Lazio-Genoa e Lecce-Lazio
(come l’altro sul ricorso del
Novara). Le sentenze
arriveranno nelle prossime
ore, comunque entro la fine
della settimana. Ma nel caso
di Genoa e Lecce, per cui il
procuratore federale (che
ieri non ha partecipato al
dibattimento) ha chiesto 3
punti di penalizzazione, la
Corte deciderà solo
sull’ammissibilità del
ricorso. Per i legali dei due
club e dei tesserati che
parteciparono all’illecito
(Stefano Ferrario,
squalificato 4 mesi; Omar
Milanetto, Massimiliano
Benassi e Antonio Rosati,
tutti prosciolti) l’iniziativa
della Procura deve essere
dichiarata inammissibile,
perché «è tardiva, non
indica chiaramente il motivo
della richiesta di
revocazione e, oltretutto, si
basa sulle rivelazioni di
Ilievski, quantomeno
contraddittorie».
L’impressione è che le difese
siano state efficaci e Lecce e
Genoa, assistita da Mattia
Grassani, se la caveranno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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17

TACCUINO
EX PATRON PARMA

Manenti, stop 5 anni
● Il Tribunale Federale
Nazionale ha squalificato per
5 anni, con la preclusione alla
permanenza in qualsiasi
rango Figc, all’ex presidente
del Parma, Giampietro
Manenti, deferito «per avere
tentato di versare nelle casse
sociali somme di denaro di
provenienza illecita tramite
carte di pagamento clonate».

UNDER 19

Test col Prato Berretti
● Oggi a Coverciano (ore 15)
test per la Nazionale Under 19
contro la Berretti del Prato.

UEFA FUTSAL CUP

Il Pescara a valanga
● (m.cal.) Il Pescara parte
bene nel Main Round di Uefa
Futsal Cup: a Targu Mures
(Romania), i campioni d’Italia
superano 8-3 i padroni di casa
e oggi, battendo gli ucraini
della Lokomotiv Kharkiv,
potrebbero già festeggiare
l’ingresso nell’Elite Round.

IL MECENATE 2015

Premiati il nostro Iaria
e «Mr. Technogym»
● Si terrà il 7 ottobre alle 11
presso il Palazzo Ferrajoli a
Roma, l’edizione 2015 del
premio Mecenate dello Sport.
A succedere a Massimo
Moratti, vincitore nel 2014, è
Nerio Alessandri, presidente e
fondatore di Technogym.
Riconoscimento, nella
categoria giornalismo
economico-sportivo, al nostro
Marco Iaria.

18

Serie B R L’intervista

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Nicola Binda
omenica l’immagine della felicità era Gianluca
Paparesta abbracciato
dalla figlia dopo la sofferta vittoria con l’Avellino. Ieri il presidente del Bari è venuto in Gazzetta ricomposto e rilassato,
pronto a spiegare la sua esperienza da dirigente dopo essere stato arbitro per tanti anni,
fino a Calciopoli. E’ stato lui, a
inizio 2014, a rilevare il Bari
dal fallimento, con l’obiettivo
di riportarlo in Serie A. «Ma io
quella parola non la dico».

D

Dopo il crollo di Crotone, c’è stata una pronta risposta. Per la
verità, più dal pubblico (oltre
20.000 spettatori) che dalla
squadra, pur vincitrice.
«E’ stata la dimostrazione che i
tifosi ci sono vicini. Sono la nostra arma in più, il progetto
punta su di loro: anche con lo
Spezia (da 2-3 a 4-3 in 10 contro 11, ndr). Con 11.000 abbonati siamo tra le prime 10 d’Italia. Va migliorata per loro la
condizione dello stadio».
Il San Nicola, nato per Italia 90,
un’astronave nel deserto...
«Stiamo chiudendo il progetto
di riqualificazione con il Comune. Con l’ok di Renzo Piano
avvicineremo il primo anello al
campo, levando la pista, e creando spazi commerciali all’esterno. In più abbiamo sistemato il campo dell’antistadio
che sarà il punto di partenza
per il centro sportivo, la base
per il settore giovanile: la nostra Primavera è un gioiello».
Intanto avete fatto la Tribuna
Family. Di cosa si tratta?
«Un settore riservato alle famiglie, con aree giochi per i bambini e prezzi agevolati. Solo lì
abbiamo fatto 1.600 abbonamenti e in due partite a rischio
come quelle con Pescara e
Avellino non c’è stato nemmeno un petardo dentro lo stadio:
forse gli ultrà, vedendo tanti
bambini, stanno più calmi...».
In tanti in Italia parlano di stadi
in ordine per avere più tifosi e
introiti, ma poi...
«Il calcio deve essere così. E noi
possiamo autogestirci: tra botteghino e sponsor contiamo di
incassare 16-17 milioni e quello è il nostro budget».
Facile fare il presidente così...
«So di essere un presidente sui
generis, ma all’inizio ho dovuto investire di tasca mia...».
Non c’era Infront alle spalle?
«Abbiamo venduto i diritti per
la pubblicità nello stadio e
quelli d’archivio, ci sono stati
anticipati i soldi e siamo parti-

L'IDENTIKIT

TACCUINO

GIANLUCA
PAPARESTA

CORTE FEDERALE

NATO IL 24 MAGGIO 1969
A BARI
PRESIDENTE DEL BARI
DAL 20 MAGGIO 2014

DOTTORE Laureato in Economia
e Commercio, è figlio di Romeo
(anche lui ex arbitro) e nel 2013 è
stato assessore comunale.
ARBITRO Ha iniziato ad
arbitrare a 16 anni e ha esordito
in Serie A il 16 maggio 1998 in
Vicenza-Udinese: in tutto dirigerà
135 partite nella massima serie,
diventando internazionale. E’
stato dismesso dall’Aia nel 2008.

Gianluca Paparesta, 46 anni, ha acquistato il Bari all’asta fallimentare per 4,8 milioni di euro D’ANNIBALE

CALCIOPOLI Coinvolto nel 2006
nell’inchiesta, è stato prosciolto a
livello penale e ha patteggiato 2
mesi a livello sportivo. Nel 2013
entra nel Bari come club
manager e dopo il fallimento lo
rileva in tribunale il 20 maggio
2014, diventandone presidente.

«Questo è il mio Bari
costruito per i tifosi»
1Il presidente Paparesta in Gazzetta spiega il suo progetto
«Una squadra all’altezza del pubblico nel nuovo San Nicola»

ti. Niente di strano: c’è stata
un’indagine della Procura di
Bari per capire la fonte di certe
risorse, hanno verificato e tutto è stato archiviato».
Perché non trova soci?
«Le porte sono aperte, anche
per investitori stranieri, ma il
calcio è sempre visto come un
potenziale di rischio».
Manca anche il main sponsor...
«Ora abbiamo il marchio della
Regione Puglia, a titolo gratuito, e ne siamo orgogliosi. In attesa di uno sponsor vero».
Certo che il Calcioscommesse
non ha aiutato l’immagine del
Bari. Voi vi siete tutelati?
«Intanto abbiamo assunto due
ex poliziotti che vigilano sulla
squadra. Poi quando la scorsa
estate è uscito ancora il nostro
nome (caso Catania, ndr) sono
andato subito in Procura».

In estate ha anche seguito il
mercato in prima persona.
«Abbiamo fatto un buon lavoro
con Nicola e il d.s. Zamfir, che
ha messo la sua esperienza internazionale al nostro servizio.
Con il team manager Marangon siamo uno staff perfetto».
Esce Sansone, entra Rosina.
Così domenica avete vinto:
niente male come organico...
«Abbiamo preso solo giocatori
in prestito o a scadenza, spendendo ben poco: con le cessioni di Galano e Caputo siamo
riusciti ad avere un saldo attivo. E con gli stipendi rispettiamo il salary cap, visto che siamo sotto al 55% dei ricavi».
Però come gioco il Bari di Nicola ancora latita. Perché?
«Molti giocatori sono arrivati a
fine mercato, sarebbe preoccupante se adesso tutto fosse già
funzionante. Serve tempo...».

Per la A?
«Dai... Dobbiamo migliorare il
campionato scorso, la squadra
deve essere all’altezza dei numeri della nostra tifoseria. Abbiamo fatto tesoro degli errori
del primo anno, abbiamo capito che servono giocatori adatti,
il meglio per la categoria».

ABBIAMO CHIUSO IL
MERCATO IN ATTIVO E
RISPETTIAMO IL SALARY
CAP: SPENDIAMO QUEL
CHE INCASSIAMO

Il Cagliari è più forte?
«Non mi sento sotto a nessuno,
ma nemmeno sopra. Ce la giochiamo con tutti».

HO RICOSTRUITO
LA SOCIETÀ DOPO
IL FALLIMENTO E IL
CALCIOSCOMMESSE: ORA
CERCO SOCI E SPONSOR

E gli arbitri? Ne chiuderebbe
qualcuno nello spogliatoio?
(risata) «Detto che i fatti hanno smentito quell’episodio (lui
e Moggi a Reggio Calabria,
ndr), credo che bisognerà tornare all’unificazione tra A e B
che è molto utile a tutti. In ogni
caso questa generazione si è
molto adeguata ai tempi ed è
molto professionale».

GIANLUCA PAPARESTA
PRESIDENTE DEL BARI

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Ricorso del Novara
Oggi la sentenza
● ROMA Ieri il dibattimento,
oggi o domani la decisione. La
Corte federale d’appello si è
presa qualche ora in più per
decidere se accogliere o meno
il ricorso del Novara contro la
penalizzazione di 2 punti
decretata dal Tfn per
inadempienze amministrative.

ANTICIPI E POSTICIPI

Lunedì 19 alle 20.30
c’è Cesena-Spezia
● La Lega B ha reso noti
anticipi e posticipi fino alla 12a.
8a giornata: venerdì 16 (ore
20.30) Avellino-Brescia;
domenica 18 (ore 17.30) LatinaPerugia; lunedì 19 (ore 20.30)
Cesena-Spezia. 9a giornata:
venerdì 23 Pescara-Pro Vercelli
(ore 19) e Vicenza-Novara (ore
21). 10a giornata: lunedì 26 (ore
20.30) Novara-Pescara. 11a
giornata: domenica 1
novembre (ore 17.30) SpeziaEntella; lunedì 2 (ore 20.30)
Cagliari-Vicenza.
12a giornata: venerdì 6 (ore
20.30) Bari-Salernitana;
domenica 8 (ore 17.30)
Perugia-Lanciano; lunedì 9 (ore
20.30) Crotone-Avellino.

IL CONVEGNO

Gli studenti a Expo
a scuola di etica
● MILANO «I semi dell’etica» è
il titolo del convegno che si
terrà mercoledì all’Expo. Il
progetto vede la Lega B fra gli
organizzatori ed è rivolto al
mondo della scuola: 22 istituti
delle 22 città della B saranno
coinvolti in azioni per
l’educazione all’etica e il rispetto
delle regole.

LA SITUAZIONE

Domani c’è l’anticipo
Crotone-Salernitana
● La classifica dopo 5 giornate:
Cagliari p. 13; Livorno 12;
Cesena, Spezia e Crotone 10;
Trapani 9; Salernitana e Bari 8;
Vicenza 7; Latina, Pescara e
Modena 6; Lanciano, Pro
Vercelli, Perugia, Brescia e
Como 5; Avellino e Ascoli 4;
Novara (-2) e Entella 3; Ternana
1. Domani (ore 20.30): CrotoneSalernitana. Sabato (ore 15):
Avellino-Vicenza; BresciaModena; Cesena-Livorno;
Como-Ascoli (a Novara); EntellaPro Vercelli; Lanciano-Spezia;
Latina-Bari; Pescara-Cagliari;
Ternana-Novara. Lunedì (ore
20.30): Trapani-Perugia.

Lega Pro R I recuperi del girone B

L’Ancona vola: è stop al Teramo
1 Decide l’ex Sassano. Il Pontedera al 95’ si salva a Savona
ANCONA-TERAMO
1-0
MARCATORE Sassano al 34’ p.t.
ANCONA (3-5-2) Polizzi 6; Dramane 6,5, Mallus 7, Radi 6,5;
Parodi 7, Hamlili 6,5, Paoli 6,5, Casiraghi 6, Pedrelli 6 (dal 1’
s.t. Cazzola 6); Sassano 6,5 (dal 21’ s.t. Bussi 6), Cognigni 6
(dal 31’ s.t. Gelonese s.v.). (Lori, Di Sabatino, Bambozzi,
Maiorano, Velocci, Lombardi, Adamo, Lignani, Salciccia).
All. Cornacchini 7.
TERAMO (5-3-2) Tonti 5,5; Scipioni 5 (dal 34’ s.t. D’Orazio
s.v.), Caidi 6, Speranza 6,5, Perrotta 6, Cecchini 5; Di Paolantonio 6 (14’ s.t. Le Noci 5), Amadio 6,5, Calvano 5,5; Da
Silva 5 (26’ s.t. Petrella s.v.), Moreo 6. (Narduzzo, Brugaletta, Altobello, Loreti, Paolucci, Palma, Monni). All. Vivarini 6.
ARBITRO Marinelli di Tivoli 7.
NOTE paganti 902, abbonati 1.226, incasso non comunicato. Amm. Radi, Dramane, Perrotta e D’Orazio. Angoli 3-2.

SAVONA-PONTEDERA
1-1
MARCATORI Antonelli (S) al 19’ p.t.; Vettori (P) al 50’ s.t.
SAVONA (4-3-1-2) Falcone 6,5; Antonelli 6,5, Lebran 6,5,
Cabeccia 6, Lomolino 6,5; Steffè 5,5, Costantini 6,5 (dal 36’
s.t. Corticchia s.v.), Speranza 6; Gagliardi 6,5 (dal 43’ s.t.
Negro s.v.); Virdis 5,5, Dell’Agnello 5,5 (dal 34’ s.t. Cocuzza
s.v.). (Cincilla, Pinton, Vannucci, Romney, Clematis, Boggian,
Tassi, Bonavia). All. Riolfo 6.
PONTEDERA (4-2-3-1) Cardelli 6; A. Gemignani 6,5 (dal 31’
s.t. Bonaventura 5,5; dal 43’ s.t. Della Corte s.v.), Vettori 6,
Polvani 5,5, Videtta 6 (dal 26’ s.t. Curti 6); D. Gemignani 6,5,
Della Latta 6,5; Disanto 6, Kabashi 6, Cesaretti 6,5; Scappini 5,5. (Citti, Cannoni, Gavoci, Gioè, Giordani, Risaliti, Secondo, Supino, Becuzzi). All. Indiani 6.
ARBITRO Detta di Mantova 6.
NOTE paganti 651, abb. 178, inc. di 3.714 euro. Amm. Vettori,
Gagliardi, Antonelli, Cabeccia, Videtta e Falcone. Angoli 3-7.

● ANCONA Lo scellerato retropassaggio di Scipioni, tramu-

tato in oro dall’ex Sassano, proietta al secondo posto l’Ancona, alla seconda vittoria consecutiva. Piange il Teramo, manovriero ma poco incisivo, vicino al gol solo in avvio dal prodigioso intervento di Mallus su Moreo. L’Ancona si conferma
impenetrabile: un gol incassato in 360’. Nel finale Paoli si divora il raddoppio, ma il Teramo è alle corde e non si rialza più.
Stefano Rispoli

● SAVONA All’ultimo istante il Pontedera porta a casa un me-

ritato pareggio, dopo aver fatto soffrire le pene dell’inferno al
Savona. La squadra di Riolfo passa al 19’ con un colpo di testa
di Antonelli su corner di Costantini. Dopo aver cullato l’idea di
conquistare i tre punti, i biancoblù subiscono la rete del pareggio di Vettori, pochi secondi prima del fischio finale.
Riccardo Fabri

C’è il deferimento
Il Catania rischia
di avere un altro -2
● ROMA Uno schiacciasassi
in campionato, una presenza
fissa nei tribunali sportivi. Non
c’è pace neppure per il Catania
ripulito di questi tempi. Dopo il
-9 inflitto per gli illeciti di
Pulvirenti e soci, lo ha pizzicato
la Covisoc: manca la
fideiussione con cui si è
iscritto alla Lega Pro e il
pagamento delle ritenute Irpef
fino ad aprile. Logico il
deferimento al Tribunale
federale del rappresentante
pro-tempore Milazzo e del club
per responsabilità diretta.
Palazzi chiede due punti di
penalizzazione. E un altro
deferimento per il Catania
arriverà nei prossimi giorni,
regalo degli ultimi giorni da
a.d. di Cosentino, al momento
tra l’altro irreperibile.

LA SITUAZIONE
Alessandria, al via
l’era di Gregucci
Sabato è in casa
● L’Alessandria ha presentato il

nuovo allenatore Angelo Gregucci:
ha preso il posto di Scienza ed è
stato il primo cambio in Lega Pro.
● Questa la situazione nei tre

gironi dopo 4 giornate e le partite
del prossimo turno:
GIRONE A
CLASSIFICA Bassano p. 10; Pavia
9; Padova e Giana 8; Feralpi Salò 7;
Cremonese, Pordenone e Südtirol e
Reggiana 6; Cittadella* e Mantova
5; Alessandria 4; Renate,
Lumezzane, Pro Piacenza e
AlbinoLeffe 3; Pro Patria* e Cuneo
0. (*una gara in meno).
COSI’ SABATO Ore 15: BassanoCuneo, Padova-Südtirol e Pro
Patria-Pordenone; ore 17.30:
Alessandria-AlbinoLeffe, PaviaCittadella e Renate-Lumezzane; ore
20.30: Cremonese-F. Salò, GianaPro Piacenza e Mantova-Reggiana.

GIRONE B
CLASSIFICA Spal p. 12; Ancona 9;
Pisa* e Rimini 7; Carrarese*, Pontedera,
L’Aquila (-1), Lucchese e Arezzo 5;
Maceratese* e Siena 4; Santarcangelo*
3; Prato, Tuttocuoio e Pistoiese 2; Lupa
Roma 1; Teramo* (-6) -3; Savona* (-6)
-5. (due gare in meno, * una in meno).
COSI’ DOMENICA Ore 14: CarrareseAncona; ore 15 Lupa Roma-Pistoiese,
Maceratese-Pontedera, Spal-L’Aquila e
Tuttocuoio-Teramo; ore 17.30
Lucchese-Prato, Santarcangelo-Pisa,
Savona-Arezzo e Siena-Rimini.
GIRONE C
CLASSIFICA Paganese, Benevento e
Casertana p. 8; Ischia* e Fidelis Andria
6; Messina* e Lecce 5; Akragas*,
Monopoli*, Cosenza*, Melfi, Foggia e
Juve Stabia 4; Lupa Castelli, Martina e
Matera (-2) 2; Catanzaro 1; Catania*
(-9) 0. (*una gara in meno).
COSI’ SABATO Ore 14: Ischia-Akragas;
14.30 Juve Stabia-Casertana; ore 15:
Fidelis Andria-Lupa Castelli; ore 17.30:
Lecce-Catania e Paganese-Messina;
ore 20.30: Melfi-Benevento, MonopoliMartina e Matera-Foggia.
COSI’ DOMENICA ore 14.30
Catanzaro-Cosenza.

Ciclismo R Il tricolore vince e prenota il gran finale

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Nibali, altro che fuso
«E ora il Lombardia»

19
25

OGGI SI REPLICA

1Tre Valli Varesine, show del siciliano appena arrivato dall’America
«Mondiale diverso se non avessi rotto la bici nel momento decisivo»

Mattia Bazzoni
INVIATO A VARESE

ov’è Vincenzo? Dov’è Vincenzo?». Se lo
devono essere chiesti in gruppo, quando Nibali ha
lasciato tutti a 3 km dall’arrivo,
in coda a una giornata vorticosa, fatta di fughe, scatti e controscatti: si è alzato sui pedali e
ha fatto il vuoto per godersi da
solo il traguardo di Varese. Giacomo Nizzolo, anche lui reduce
dal Mondiale, ha provato a tenere la ruota, ma l’accelerazione dello Squalo è stata irresistibile e il brianzolo ha perso contatto chiudendo poi 3°, superato dal russo Sergey Firsanov.
«Dov’è Vincenzo? Dov’è Vincenzo?». La litania prosegue
sotto il podio delle premiazioni. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Lui è rapito dai tifosi e
dai fotografi, ma quando incrocia Fabio Aru scansa tutti e rifila al compagno un simpatico
buffetto sul casco: «Siamo una
bella accoppiata», sorride. La
95a Tre Valli Varesine si è decisa
qua, quando all’inizio del penultimo giro del circuito varesino, Diego Rosa — scudiero di
Aru al Giro — ha portato via un
gruppetto di una ventina di
corridori e anche Fabio si è
messo al servizio per lanciare
l’attacco di Vincenzo. «È stato
un grande lavoro di squadra —
racconta il messinese, che con
la vittoria di ieri si è aggiudicato anche la classifica combinata del Trittico Lombardo (e un
diamante di 10.000 euro) dopo
il 2° posto all’Agostoni e il 1° alla Bernocchi —. Abbiamo cercato di essere in tutte le fughe:
subito dopo il via è stato bravo
Cataldo ad entrare in un gruppo con altri 16. Una volta ripresi, io e Fabio ci siamo parlati:
“Chi sta meglio, fa la corsa”. Lui
era al rientro dopo la Vuelta, io
avevo qualcosa in più, così si è
messo a disposizione. È da ammirare per quello che ha fatto».

«D

Anche lei era al rientro, dopo il
Mondiale di Richmond.
«Sono atterrato martedì alle 13
dopo una giornata tra voli e aeroporti. Ma alla mattina, appena sveglio, ho visto che non ero
troppo rintronato dal fuso ora-

Il Premio Torriani
a Baronchelli
Marchesi e Santini
● L’ex pro’ Giambattista
Baronchelli, 2° al Giro d’Italia
1974 a soli 12” da Eddy Merckx,
lo chef Gualtiero Marchesi, da
sempre grande appassionato di
ciclismo, e Pietro Rosino Santini,
titolare dell’omonimo maglificio
sportivo che griffa tra l’altro le
maglie iridate e che quest’anno
festeggia il mezzo secolo di vita,
sono i vincitori del «18° Premio
internazionale Vincenzo Torriani
- Per chi ama il ciclismo e lo fa
vivere». Riceveranno il prestigioso riconoscimento in memoria
dello storico patron del Giro
sabato sera alle 18.30 al Centro
Congressi Giovanni XXIII di
Bergamo, alla vigilia del
Lombardia. Il riconoscimento
«Cuore d’Argento» sarà
consegnato a Don Antonio Mazzi

Milano-Torino
Senza Vincenzo
tocca ad Aru

LA GUIDA
Nizzolo 3°, Felline 5°
Al vincitore anche
il «Trittico»
Sorvolare l’oceano non è mai una
passeggiata di salute, tra voli lunghi
e fusi orari. Ma nonostante tutto
questo, Vincenzo Nibali non è stato
l’unico azzurro reduce dal Mondiale
americano a fare bene alla Tre Valli
Varesine. Gli altri due dei nove
titolari al via di Richmond, infatti, si
sono comunque piazzati tra i primi
cinque: si tratta del duo della Trek
composto da Giacomo Nizzolo (3°) e
Fabio Felline (5°). Quest’ultimo, tra
l’altro, ha dovuto gareggiare con una
bici di riserva visto che la sua non
era ancora arrivata dagli Stati Uniti.
«Il primo aereo che abbiamo preso,
a Richmond, era troppo piccolo. Mi
aspettavo che sarebbe finita così!»,
ha scherzato il piemontese. Mentre
Nizzolo, adesso, punta forte sul Gran
Piemonte di domani su un percorso
favorevole: «Per il Mondiale non ho
rimpianti — ha detto il ventiseienne
milanese, 18° e miglior azzurro —.
Pochi corridori con le mie
caratteristiche mi sono arrivati
davanti. La Nazionale ha fatto quello
che poteva».

1Due volte il Superga: il sardo

favorito nella corsa Gazzetta. Ma
ci sono Landa, Majka e Pozzovivo

Ciro Scognamiglio
INVIATO A VARESE

a squadra merita un voto alto, perché questa era una gara tutt’altro
che facile da controllare, non si poteva assimilare alla tappa di un grande giro.
Quanto a me, ho lavorato per Vincenzo. E sono molto contento per lui». Fabio Aru è telegrafico ma efficace. In effetti il gioco di squadra con lo Squalo ieri è stato perfetto. Ma oggi
il 25enne sardo, sulle strade della Milano-Torino, dovrà “ballare” da solo. E la domanda è:
riuscirà ad imitare il compagno? Il senso è
doppio: sia riferito alla vittoria di Nibali di ieri, sia a quella che a fine giugno diede la seconda maglia tricolore di fila al siciliano che
trionfò proprio a Superga, traguardo della Milano-Torino di oggi.

«L

ARRIVO: 1. Vincenzo NIBALI
(Astana) 204 km in 4.44’09”, media
43,076; 2. Sergey Firsanov (Rus) a
8”; 3. Giacomo Nizzolo (Trek); 4.
Ponzi; 5. Felline; 6. Sbaragli; 7.
Elissonde (Fra); 8. Cunego; 9.
Parrinello; 10. Gavazzi; 11. Rebellin; 12
Pinot (Fra); 13. Polanc (Slo); 14. Petilli;
15. Canola a 12”; 16. Arredondo (Col)
a 22”; 17. Frapporti a 34”; 18. Roux
(Fra) a 35”; 19. Pellizotti; 20. Taliani;
30. F. Schleck (Lus) a 3’31”; 31.
Tiralongo; 32. Aru; 67. Zilioli a 7’23”.
Partiti 152, arrivati 67.

rio. I primi km sono stati un’incognita, poi le gambe hanno
iniziato a girare».
Primo nel Trittico, tra i primi a
Cesenatico e Prato: è un Nibali
che onora le corse italiane.
«Nella prima parte di stagione
ho faticato a trovare il ritmo. Al
Tour ho chiuso comunque
quarto e ora sento di avere una
buona condizione. Alla Tre Valli 2014 sono caduto. Ma, a parte quello, non avevo di sicuro la
stessa forma di adesso».
Sta lanciando un messaggio in

vista del Lombardia?
«Il pensiero è quello. Probabilmente andrò a visionare il percorso, ma la salita di Civiglio,
nel finale, la conosco molto bene: da Lugano è un attimo: vado spesso ad allenarmi lì».
I rivali da temere?
«Oggi (ieri, ndr) in corsa c’era
Pinot. Forse si è un po’ nascosto, ma nel finale era lì: di sicuro è un avversario, ma bisogna
stare attenti anche a Van Avermaet e Uran. Certo, anche per
loro dipende come andrà il
rientro dopo il Mondiale».

Rimpianti dopo Richmond?
«Qualcuno sì: il percorso era su
misura per Sagan, un corridore
esplosivo. Ma c’è stato un momento in cui la corsa poteva girare diversamente. Quando Viviani è riuscito a entrare in una
fuga importante a due giri dal
termine. Proprio in quel momento io sono stato costretto a
cambiare la bici: un corridore
mi ha tamponato, si è rotto il
forcellino e non funzionava più
nulla. Se ci fossi stato anch’io in
quella fuga, magari qualcosa
sarebbe cambiato».

L’arrivo di
Vincenzo
Nibali, 30
anni, quattro
vittorie nel
2015 tra cui il
campionato
italiano e una
tappa al Tour
de France
BETTINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI APPUNTAMENTI

C

UOMINI «Sì, è un finale che mi piace» ammette
Aru che però si mantiene guardingo: «Bisogna
tenere conto del fatto che sono appena rientrato alle corse dopo la Vuelta». In ogni caso, pur
senza Nibali (sostituito dal promettente scalatore colombiano Lopez) ma con Mikel Landa al
posto di Michele Scarponi, l’Astana pare destinata a essere il faro della corsa. E Fabio è all’ultima gara ufficiale in Italia della stagione, visto
che lo aspettano domenica la corsa ad Almaty,
in Kazakistan, e poi l’Abu Dhabi Tour (8-11):
salutare con un successo il pubblico di casa sarebbe niente male. Il traguardo di Superga non
può non far gola però – giusto per fare due nomi — a gente come Domenico Pozzovivo (pure
lui al rientro dopo la Vuelta) e Thibaut Pinot.
Perché il francese della Fdj ha l’Italia nel cuore,
adora i finali che si impennano e da tempo ha
messo nel mirino il Lombardia. Prima del 12°
posto di ieri, nel weekend aveva vinto in Francia il Tour de Gevaudan, mentre molti rivali
erano impegnati al Mondiale. «Sì, sono in forma — diceva ieri —. Salterò il Piemonte, così la
Milano-Torino sarà l’ultimo test prima del Lombardia che sto preparando da molto tempo.
Forse sono meno stanco di altri, a questo punto
della stagione. Ci proverò».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL VIA DA SAN GIULIANO MILANESE

Domani Gran Piemonte
E lunedì nasce il Giro 2016
ome ormai ogni finale
di stagione, tocca a
Rcs Sport catalizzare
le attenzioni degli appassionati prima di abbassare la
saracinesca. Oggi 96a Milano-Torino; domani il ritorno
dopo due anni vuoti del
Gran Piemonte, con la 99a
edizione da San Francesco
al Campo (il via alle 12.05) a
Ciriè; domenica il Lombardia numero 109, da Bergamo a Como, con percorso
suggestivo e severo: il Mondiale d’Autunno, che nel
2014 vide a Bergamo il colpo
di mano nel finale dell’irlandese Daniel Martin, aspetta

Aru seguito da Nibali alla Tre Valli Varesine BETTINI

un altro nome importante del
panorama mondiale e la speranza è che la corsa Gazzetta
torni a parlare italiano, visto
che il tris di Cunego nel 2008
resta l’ultimo nostro trionfo in
una classica monumento.
ALL’EXPO Lunedì la parola
passerà al Giro d’Italia,
con la presentazione all’Expo di Milano del
percorso dell’edizione
2016, la numero 99.
Ci sarà, tra gli altri, il
neocampione mondiale Peter Sagan (a
destra nella foto Bettini), che in questi giorni si

trova a Zilina, la città natale,
dove è stato accolto come un re.
Come già annunciato, il Giro
2016 scatterà da Apeldoorn, in
Olanda, venerdì 6 maggio, con
una crono individuale di 9,8
km, e resterà nei Paesi Bassi nei
due giorni successivi. Già note
anche la crono Chianti Classico
Stage, crono di 40,4 km da
Radda a Greve (9a tappa il 15 maggio), e la
Palmanova-Cividale
del Friuli (13a tappa il
20 maggio). Subito dopo la presentazione del
Giro, molti dei protagonisti
della stagione voleranno in
Asia, attesi dalla prima edizione dell’Abu Dhabi Tour, in programma dall’8 all’ottobre su organizzazione del Consiglio per
lo sport dell’emirato arabo con
la collaborazione tecnico-logistica proprio di Rcs Sport.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Occhio a Porte e Martin
Su RaiSport1 dalle 15
● Da San Giuliano Milanese (Sesto Ulteriano) al
Colle di Superga per 185 km: è la 96a MilanoTorino, il cui via ufficiale sarà alle 12 (ritrovo alle
10.30). Il Colle di Superga dovrà essere scalato
già una volta prima dell’arrivo: 4,9 km, pendenza
media 9,1% e massima al 14%. Al via 20 squadre
(12 World Tour, 8 Professional) e 160 corridori.
I migliori: 1 Pozzovivo, 2 Bardet (Fra), 11 Pellizotti, 18 Zilioli, 21 Aru, 22 Cataldo, 24 Malacarne,
25 Rosa, 26 Landa, 27 Tiralongo, 42 Bongiorno,
44 Colbrelli, 45 Pirazzi, 48 Zardini, 74 Elmiger
(Svi), 75 Frank (Svi), 81 Modolo, 83 Cattaneo, 84
Conti, 88 Ganna, 91 Malori, 92 Capecchi, 94
Intxausti (Spa), 101 Teklehaimanot (Eri), 105
Kudus (Eri), 106 Meintjes (S.Af), 113 Cunego, 114
De Negri, 126 Gavazzi, 127 Ponzi, 131 D. Martin
(Irl), 132 Bettiol, 134 Formolo, 135 Marangoni,
138 Villella, 145 Moreno (Spa), 151 Kelderman
(Ola), 171 Porte (Aus), 174 Ser. Henao (Col), 175
Konig (Cec), 176 Nieve (Spa), 177 Poels (Ola), 178
Puccio, 181 Majka, 191 Schleck (Lus), 192 Arredondo (Col). Tv: Diretta RaiSport 1 dalle 15.

Motori R Speciale

GRAN TURISMO

CAMPIONATO ITALIANO

20

IN
COLLABORAZIONE
CON

ACI

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Gran finale Ferrari-Lamborghini
Si deciderà tutto al Mugello

IN VETRINA
GT CUP

1Cinque equipaggi in 9 punti si contendono il titolo nell’ultimo round stagionale

Dopo Misano, in testa Gattuso-Malucelli su Schirò-Berton (-2) e Frassineti-Beretta (-5)
Gaudenzio Tavoni

LA GUIDA

he il Campionato Italiano Gran Turismo 2015
fosse così combattuto
molti se lo aspettavano, ma
che il tricolore GT potesse regalare un finale così incerto
nessuno poteva immaginarselo. Eppure così sarà, al Mugello, i prossimi 17 e 18 ottobre
per le ultime due gare stagionali, con cinque equipaggi racchiusi in appena 9 punti ancora in lizza per l’alloro tricolore
della classe GT3.

C

RUSH FINALE Con la 458 Italia
saranno della partita il leader
della classifica, il portacolori
della Scuderia Baldini 27, Stefano Gattuso, vincitore a Misano
di gara-1 in coppia con Matteo
Malucelli, che precede di sole
due lunghezze l’equipaggio
Schirò-Berton (Villorba Corse)
e di cinque Frassineti-Beretta
(Ombra Racing). L’altro pilota
della Scuderia Baldini 27, Lorenzo Casè, da Misano in coppia
con Raffaele Giammaria, insegue ad un solo punto, mentre
l’unico equipaggio non Ferrari,
Bortolotti-Viberti, al volante
della Gallardo dell’Imperiale
Racing, chiude il gruppo di candidati al titolo a -9. Tenendo
conto dei due risultati da scartare, il distacco dei 5 equipaggi
scende a 7 lunghezze, un nulla,
che accende ulteriormente i ri-

Le due Ferrari di Gattuso e Beretta a tenaglia sulla Porsche di Postiglione

flettori sul Mugello. Chi mancherà nella corsa al titolo sono
Audi e Porsche, ma la casa di Ingolstadt ha chiuso un buon
weekend a Misano riportando
la R8 LMS sul podio dopo 14
mesi. Mapelli-Amici (Audi
Sport Italia) hanno conquistato
una bella vittoria in gara-2 che
poteva valere molto di più senza
la sfortuna patita nel corso della
stagione, mentre Capello-Zonzini hanno contribuito alla positiva trasferta salendo sul secondo gradino del podio in gara-1.
CIAO PORSCHE Anche la casa
di Stoccarda poteva dire la sua
ma le sfortunate prestazioni di
Vallelunga di Donativi-Postiglione avevano già rimandato

alla prossima stagione ogni velleità. A Misano i portacolori dell’Ebimotors hanno chiuso sabato con un ritiro per incidente
dopo un buon piazzamento a ridosso del podio, mentre BiagiPezzucchi (Racing Studios) non
sono andati oltre un 8° posto.
Hanno festeggiato il miglior risultato stagionale Mugelli-Di
Amato, terzi in gara-2 con la
458 Italia dell’MP1 Corse, e GaiNecchi, a punti in entrambe le
gare, con la seconda Ferrari dell’Ombra Racing. Ancora sfortuna per Comandini-Gagliardini
(Bmw Z4-ROAL Motorsport) e
Sini-Puglisi (Corvette Z06-Solaris Motorsport), ripartiti con
una manciata di punti ciascuno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● GT Gara-1: 1. Gattuso-Malucelli
(Ferrari 458 Italia) 50’59.211;
2. Capello-Zonzini (Audi R8 LMS)
a 3”436; 3. Casè-Giammaria
(Ferrari 458 Italia) a 4”917;
4. Donativi-Postiglione (Porsche
GT3R) a 9”092; 5. BerettaFrassineti (Ferrari 58 Italia) a
11”693. Gara-2: 1. Mapelli-Amici
(Audi R8 LMS) 50’24.268;
2. Schirò-Berton (Ferrari 458
Italia) a 0”228; 3. Mugelli-Di
Amato (Ferrari 458 Italia)
a 22”657; 4. Bortolotti-Viberti
(Lamborghini Gallardo) a 22”657;
5. Casè-Giammaria (Ferrari 458
Italia) a 23.836.
GT3: 1. Gattuso 110. 2. Schirò
e Berton 107; 4. Beretta
e Frassineti 105; 6. Casè 104;
7. Bortolotti e Viberti 101
GT Cup: 1. Luca e Nicola
Pastorelli 148; 3. Maino e Selva
138; 5. Zanardini e Perel 103;
7. Baccani e Venerosi 99

Luca e Nicola Pastorelli

Maino-Selva ancora in corsa per il titolo GT Cup

Sarà un testa a testa
tra le due Porsche 997
● Sono 10 i punti che dividono le due Porsche
997 al vertice della classifica GT Cup. Sono
quelle dei fratelli Luca e Nicola Pastorelli
(Krypton Motorsport) e di Maino-Selva
(Ebimotors), equipaggi che si sono aggiudicati le
due gare e che si contenderanno l’alloro
tricolore nel gran finale del Mugello. In evidenza
a Misano anche Valori-De Castro, secondi in
entrambe le gare, e Matteo Desideri.

CARRERA CUP ITALIA

Ledogar insidia Agostini
Conferme Colombo e Drudi
● Saranno Riccardo Agostini e Come Ledogar a
contendersi nelle ultime due gare del Mugello la
Carrera Cup Italia 2015. Il transalpino, con una
vittoria ed un secondo posto a Misano, si è
portato a 11 lunghezze dal 21 enne padovano,
quarto in entrambe le gare. I grandi
protagonisti del penultimo round stagionale
sono stati anche Stefano Colombo, primo in
gara-1 e terzo nella gara domenicale, e Mattia
Drudi, che ha collezionato altri due podi
determinanti per confermare la terza posizione
in classifica. Corsa già conclusa, invece, nella
Michelin Cup, dove Alberto De Amicis ha bissato
il successo della scorsa edizione.

Motomondiale R Verso il GP Giappone

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

DAL 2013 È IL RE DEI CASCATORI
Marquez

Hernandez

Crutchlow

Bradl

Smith

*cadute di Marquez in gara
20

16

15
14

13
11
11
10

11

12
11

7

*1
2013

*3
2014

*5
2015

37

35

31

la rovinosa caduta del due volte iridato Marc Marquez, 22 anni, nel GP di Aragon domenica scorsa MILAGRO

30

GDS

Marquez giù per terra
Neanche in bici si salva
1Altro capitombolo per Marc, stavolta mentre si allenava in Mtb

Frattura a una mano, ma a Motegi ci sarà. Nessuno cade quanto lui
Paolo Ianieri

omanda facile facile: chi
ha dominato gli ultimi
due Mondiali della MotoGP? Lo sanno anche i sassi:
Marc Marquez. Domanda un
po’ più difficile: chi è che nelle
ultime tre stagioni ha collezionato più cadute di tutti? Incredibilmente, ancora Marc Marquez. Che, ahimé, anche ieri è
tornato sotto i ferri, questa volta però per una caduta avvenuta martedì mentre si stava allenando in mountain bike con il
fratello Alex non lontano da casa. Nella scivolata con la bici, il
22enne spagnolo si è fratturato
il quinto metacarpo della mano
sinistra, lo stesso mignolo che si
era rotto allenandosi con la moto da dirt track quest’anno pochi giorni prima di Jerez. A operarlo a Barcellona il dottor Xavier Mir, che ha inserito una
placca di titanio con sei viti
esterne e due esterne. Marquez,
che ha trascorso la notte in
ospedale, correrà comunque a
Motegi la settimana prossima.

D

RECORD Quello delle cadute,
sembra però iniziare a diventa-

re un problema per il due volte
iridato, che dall’approdo nella
classe regina ne ha collezionate
ben 38 in una sessione ufficiale
di un weekend di gara. Tante,
troppe, forse, considerando un
pilota di alto livello cade tanto a
inizio carriera ma poi, con
l’esperienza, tende a ridurre gli
incidenti. Marquez, invece, no.
Anzi, se si esaminano i dati,
emerge una crescita delle cadute «importanti», ovvero quelle
in gara. Nel 2013, anno di esordio in MotoGP, le cadute in un
weekend di gara furono ben 15,
ma in una stagione fenomenale
per risultati, quando collezionò
6 vittorie, il talento di Cervera
volò sul tetto del mondo collezionando un solo 0 in classifica,
quello del Mugello. Tutte gli altri incidenti avvennero o nelle
libere o in qualifica. Undici, invece, le cadute dello scorso anno, dominato nella sua prima
parte con 10 vittorie consecutive(13 totali). Di queste 3 in gara: a Misano, per la frenesia di
stare dietro a Valentino, e ad
Aragon, con la pioggia, dove
riuscì comunque a concludere
con qualche punticino. In Australia, invece, scivolò mentre
era al comando, consegnando

CRASH RECORD

38

Marquez nei tre anni in
MotoGP è caduto 38
volte. Nessuno come lui:
Hernandez è a 37,
Crutchlow a 35

Marc Marquez, 22 anni AFP

la vittoria a Rossi. Ma era, quello delle scorse due stagioni, un
Marquez che spingeva al limite
sapendo di potersi fidare ciecamente della sua RC213V.
RESA Quest’anno, invece, con
una moto troppo cattiva, imprevedibile ed estrema anche per
un fenomeno della derapata come lui, Marquez ha dovuto arrendersi. E, alla fine, il numero
degli incidenti è tornato a salire: dopo 14 gare e con 4 ancora
da disputare, Marquez accusa
già 12 cadute. Solo Alex De Angelis, costretto a battagliare con
la Art, la moto meno competitiva dello schieramento, ne ha
fatte di più: 18. Ma di queste 12
cadute, Marquez ne ha collezionate ben 5 in gara: Argentina,
Italia, Catalogna, Gran Bretagna e domenica Aragon. Cinque
zeri che lo hanno estromesso
dalla classifica in una stagione
nella quale la Honda, privata a
lungo anche di Dani Pedrosa,
ha subìto lo strapotere Yamaha
(10 vittorie a 4) che domenica
ha festeggiato il titolo costruttori. Ma se per le prime cadute
Marquez ha puntato il dito contro la moto, a Silverstone, e soprattutto ad Aragon, ha recitato

NOTIZIE DALLA F.1
CALENDARIO 2016

Il via a Melbourne
non più il 3 aprile
ma il 20 marzo
● La Fia torna sui propri passi:
il GP d’Australia che inaugurerà la
stagione 2016 viene anticipato dal
3 aprile al 20 marzo. Di seguito il
calendario (provvisorio): 20 marzo
GP Australia (Melbourne); 3 aprile
GP Bahrain; 17 aprile GP Cina
(Shanghai); 1 maggio GP Russia
(Sochi); 15 maggio GP Spagna
(Barcellona); 29 maggio GP
Monaco (Montecarlo); 12 giugno
GP Canada (Montreal); 19 giugno
GP Azerbaigian (Baku); 3 luglio GP
Austria (Zeltweg); 10 luglio GP
Gran Bretagna (Silverstone); 24

luglio (GP Ungheria (Budapest); 31
luglio GP Germania (Hockenheim);
28 agosto GP Belgio (Spa); 4
settembre GP Italia (Monza); 18
settembre GP Singapore; 2
ottobre GP Malesia (Sepang); 9
ottobre GP Giappone (Suzuka); 23
ottobre GP Stati Uniti (Austin); 6
novembre GP Messico (Città del
Messico); 13 novembre GP Brasile
(San Paolo); 27 novembre GP
Emirati Arabi (Abu Dhabi). Stando
al calendario ufficioso della
MotoGP, sarebbero 6 le
concomitanze. Tra le novità nel
regolamento, l’obbligo di uno
scarico separato per convogliare i
gas della valvola wastegate: una
mossa utile ad accrescere la
rumorosità delle monoposto.
Aggiornate anche le regole sulle
penalità per le sostituzioni di
cambi e power unit.

fMERCATO
Su Bastianini
è guerra
tra Gresini
e Alzamora
tempesta tra Enea Bastianini e Fausto Gresini, dopo che il pilota
romagnolo, 2° nel Mondiale
Moto3, ad Aragon ha chiesto la rescissione del contratto che lo lega a lui fino al
2016. «Ma io gli ho ribadito
il mio no — spiega Gresini
—. Non rescindo niente, ho
firmato un contratto e lo rispetto. Mi aspetto lo stesso
da lui». È un fiume in piena
il manager di Faenza. «A
darmi più fastidio è che
Enea e chi lo segue mi hanno preso in giro. Ogni volta
che glielo ho chiesto, mi
hanno ripetuto di non volere andare via. Sono molto
incazzato, abbiamo fatto
mille riunioni con la Honda
e, davanti a Nakamoto e
Suppo, Enea ha ripetuto di
non volere andar via». Livio
Suppo (Hrc) conferma:
«Anche nell’ultima, a Brno,
Enea sembrava non volersene andare. Gli ho consigliato di rispettare il contratto,
noi come Honda, essendo i
due nostri team importanti,
preferiremmo che queste
cose non accadessero».

È

7
7
6

TOTALE

38

21

il mea culpa. «Ho esagerato io
perché non volevo fare scappare Lorenzo. Comunque è vero, 5
zeri in classifica sono tanti, non
solo per un campione del mondo ma per chiunque. Spero di
farle tutte quest’anno, per tornare a vincere il prossimo».
POVERO LUCIO In questa speciale e non invidiabile classifica
del triennio, Marquez comanda
per un’incollatura sul pilota della Ducati Pramac, Yonny Hernandez e su Cal Crutchlow, che
a quota 35 continua a mantenere un alto rendimento di cadute. Più staccati Stefan Bradl
(31) e Bradley Smith (30). Oltre a De Angelis e Marquez, quest’anno la classifica dei cascatori vede invece sul podio con
Marc anche Jack Miller (lui e
Crutchlow, a quota 11, stanno
dissanguando il povero Lucio
Cecchinello) e Mike Di Meglio.
All’opposto, la classifica dei più
virtuosi non costituisce una sorpresa: Jorge Lorenzo dal 2013
ha collezionato solo 7 cadute
(3, 2 e 2), Valentino Rossi è a
quota 10, ma tra i piloti che hanno disputato tutte le 14 gare di
quest’anno, è il solo a quota 1.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

HEMBERY (PIRELLI)

GLI SPAGNOLI Sì, perché a
volere Enea, che preferisce
non commentare, c’è Emilio
Alzamora, che ha perso Fabio Quartararo. E anche al
potente manager dei fratelli
Marquez, Gresini ha qualcosa da dire: «Alzamora è stato poco corretto, c’è un contratto e tutti abbiamo sottoscritto con l’Irta un accordo
nel quale ci impegniamo a
non interferire con gli altri
team. Alzamora davanti ad
altri mi ha detto che è il suo
sponsor che vuole Bastianini perché gli serve un pilota
vincente. E se io perdo Enea
con chi lo rimpiazzo? Comunque il contratto è in
mano all’Irta, che deciderà».
p.i.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Enea Bastianini, 17 anni GETTY

ACCORDO

«Se Red Bull va via McLaren brinda
al nuovo sponsor
colpo durissimo
E’ Chandon
per il Mondiale»

Max Verstappen: finalmente al volante di un’auto da strada

IERI COMPLEANNO SPECIALE

Verstappen ha compiuto 18 anni
Grosjean: «Vai, ora puoi guidare»
● Ieri ha compiuto 18 anni e finalmente può prendere la patente. E’
stato un compleanno un po’ diverso dagli altri, per Max Verstappen, il
ragazzino olandese che con la Toro Rosso sta disputando una
strepitosa stagione d’esordio in Formula 1. Il suo team gli ha fatto gli
auguri su Twitter, ora Max potrà effettuare l’esame per poter guidare
come un normale automobilista. Su Twitter il campioncino ha postato
la sua soddisfazione. E anche Romain Grosjean, sempre via Twitter,
gli ha fatto gli auguri: «Max, puoi guidare un’auto ora!».

● L’addio di Red Bull e Toro Rosso
alla Formula 1, se non dovessero
trovare un fornitore di motori per
il 2016? Un’eventualità che
preoccupa il direttore motorsport
Pirelli, Paul Hembery, in un
momento in cui l’azienda
milanese sta lavorando in modo
febbrile per rinnovare il contratto
di fornitura degli pneumatici:
«Red Bull e Toro Rosso sono due
team di fondamentale importanza
per l’intero movimento. Basta
pensare a quanto hanno fatto per
coltivare il vivaio e per lanciare
nuovi talenti — ha detto ad
Autosport, aggiungendo che — il
loro addio deprimerebbe la F.1 in
modo decisivo».

● Ron Dennis ha aperto una
bottiglia di champagne per
festeggiare l’accordo con il
nuovo sponsor della McLaren. Il
team di Woking ha ufficializzato
ieri la partnership con Chandon.
Il contratto è stato firmato da
Christophe Navarre, presidente e
CEO di Moët Hennessy, e Ron
Dennis, presidente e CEO di
McLaren Technology Group.
L’arrivo di Chandon rappresenta
una boccata di ossigeno per la
McLaren che alla fine dell’anno
perderà il supporto economico
di Santander e Johnnie Walker,
due sponsor che hanno
supportato il team negli ultimi
anni nonostante gli alti e bassi.

22

Mondomotori R Auto

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Ypsilon, l’evoluzione è delicata
1La piccola di casa Lancia compie 30 anni. E si rilancia con nuovi motori e interni deluxe
1

2

3

4

● 1. La nuova Lancia Ypsilon: nella sua storia la vettura è stata venduta in 2,7 milioni di esemplari ● 2. Gli interni della vettura: ben rifiniti e curati, accolgono quattro persone ma gli spazi posteriori non sono eccezionali
● 3. e 4. Vista anteriore e posteriore della Ypsilon: spiccano la calandra a trapezio, elemento che caratterizza l’auto, e le linee pulite; dietro il paraurti è stato ridisegnato e adesso è in tinta con la carrozzeria

Corrado Canali
n trent’anni la Ypsilon, la
piccola “grande” Lancia è
stata venduta in oltre 2,7
milioni di unità e il successo
continua, visto che quest’anno
sono più di 40.000 le Ypsilon
già immatricolare. Da sempre,
poi, è la citycar preferita dalle
donne, il 70% degli acquirenti,
oltre che la prima vettura da città ad introdurre il concetto di
citycar lussuosa, ma accessibile.

I

EVOLUZIONE DELICATA La “ricetta” che Lancia ha scelto per
la nuova è quella di mantenere
tutte le caratteristiche e soprattutto il Dna che ne hanno decretato il successo in 30 anni, intervenendo sullo stile, la raffinatezza degli interni, la connettività, oltre ad aggiornare i
motori alla normativa Euro 6.
«Una delicata evoluzione —
l’ha definita Antonella Bruno,
responsabile del marchio Lancia — in tanti anni la Ypsilon è
sempre stata in grado di distinguersi riflettendo lo stile di vita
di chi la guida». Esternamente il
cambiamento più evidente è
nella calandra anteriore e nella
griglia sotto al paraurti a nido
d’ape ora a sviluppo più orizzontale e con la cornice nella
stessa colorazione della carrozzeria. Inoltre, si è puntato, da

IL NUMERO

LA SCHEDA

3

LANCIA YPSILON

1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1

MOTORE 4 CILINDRI IN LINEA, EURO 6
CILINDRATA 1.242 CMC
POTENZA 69 CV A 5.500 GIRI
COPPIA 102 NM A 3.000 GIRI
CAMBIO MANUALE, 5 MARCE
TRAZIONE ANTERIORE
VELOCITÀ 163 KM/H
ACCELERAZIONE 0-100 KM/H IN 14,5”
CONSUMI 5,2 L/100 KM
DIMENSIONI (LUNG/LARG/ALT)
3.837/1.676/1.518 MM
POSTI 4
PESO 965 KG
CAPACITÀ BAGAGLIAIO DA 245 A
820 LITRI
EMISSIONI CO2 120 G/KM
PREZZI DA 9.950 A 14.800 EURO

Le motorizzazioni della
Ypsilon: due benzina
(900 da 80 Cv e 1200 da
69 Cv) e una turbodiesel
(1300 da 95 Cv)
I motori benzina sono
anche bifuel: il 1200
è anche Gpl, il 900
a metano ha 1100 km
di autonomia
un lato alla pulizia delle linee,
dall’altro a mantenere la forma
della calandra trapezoidale in
perfetto stile Lancia. Fregi cromati, poi, la impreziosiscono
senza, però, appesantirne l’immagine da raffinata ed elegante
ammiraglia in formato ridotto.
Dietro va segnalato il nuovo paraurti elegante in colore con la
carrozzeria. Sulla nuova Ypsilon sono molto più curati i rivestimenti e gli abbinamenti cromatici degli interni. I tre allestimenti disponibili esprimono
una diversa personalità. Giovane e sbarazzina la Silver, più
classica e ricca di contrasti cromatici tono su tono la Gold e ancora più elegante la Platinum

con lo schienale dei sedili in tessuto tecnico “Dinamica” e forme con impunture a vista. Plancia e pannelli porta sono, su
questa versione, in pelle. Sul
fronte della connettività, la
nuova Ypsilon può contare sull’ultima evoluzione del sistema
Uconnect. I servizi UConnect
Live consentono l’accesso a Facebook e Twitter, alla musica digitale e alle notizia dell’agenzia
di stampa Reuters e alle strade
di tutto il mondo grazie al Tom
Tom.

1

1

1

RICCA SCELTA La gamma motori comprende due unità a benzina, 900 cmc da 80 Cv e 1200
cmc da 69 Cv, una turbodiesel

1300 cmc Multijet da 95 Cv e
due Ecochic, le ecologiche, il
Gpl abbinato al benzina di 1200
cmc da 69 Cv e il bicilindrico
900 cmc TwinAir Turbo metano
e benzina da 80 Cv. L’unità a
metano è predisposta per l’alimentazione a biogas e garantisce un’autonomia di 1.100 km.
INTUITIVA Ben 12 i colori previsti, mentre il prezzo d’attacco
della nuova gamma è stato fissato in 9.950 euro, praticamente invariato rispetto alla versione attuale. In fase di lancio sarà
disponibile una super raffinata
Open Edition con una dotazione completa di tutto e di più al
prezzo di 14.800 euro. La nuova
Ypsilon alla guida si conferma
facile e intuitiva. Lo sterzo è leggero, ancora di più attivando la
modalità City con il tasto nella
consolle, mentre la leva del
cambio, sopraelevata rispetto
alla consolle, si manovra senza
difficoltà. Il 1200 cmc a benzina
con 69 Cv è molto reattivo mentre sullo sconnesso si fa apprezzare per come le sospensioni assorbono bene le asperità della
strada. Notevole il comfort a
bordo, ma la nuova Ypsilon è
anche più silenziosa e con dei
sedili molto accoglienti. Non
manca, infine, una collezione di
accessori e di abbigliamento realizzati per la nuova Ypsilon da
Mopar, brand del Gruppo FCA.

1Sulla vettura ceca più veloce di tutti i

tempi (250 all’ora autolimitati) debutta
il differenziale a controllo elettronico
Stefano Cordara

È

la Skoda più potente e veloce mai costruita, disponibile sia con carrozzeria tre
porte, sia wagon, dissimula con
una certa sobrietà una grande
grinta e una guida da sportiva
autentica. Da quando esiste, la

Skoda Octavia RS è stata venduta in 143.000 unità. Brava
bambina dal lunedì al venerdì,
pantera aggressiva in grado di
soddisfare i pruriti sportivi del
padrone quando il piede si fa
pesante. Tutto a prezzi (32.400
euro per la berlina, 33.450 per
la wagon) molto allettanti.
CATTIVA La Octavia migliora le

La Skoda Octavia RS 230: prezzi a partire da 32.400 euro

(co.ca.) Si chiama Model X
il Suv elettrico del
costruttore californiano
Tesla. Una delle
caratteristiche della
vettura sono le porte
posteriori che si aprono in
automatico verso l’alto e
richiedono 30 centimetri di
spazio laterale. La Model X
ha un’autonomia di oltre
400 km, ma prestazioni da
autentica sportiva: 3,3” da
0 a 100 km/h e una
velocità autolimitata di 250
km/h. A spingerla sono due
motori elettrici da oltre
700 Cv. Sarà in vendita
negli Usa all’inizio del 2016
ad un prezzo di oltre 100
mila dollari, ma sempre nel
corso dell’anno prossimo
sbarcherà in Europa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

QUASI UNA SUPERCAR

La Skoda Octavia RS è indomabile
Ora ha 230 Cv di grinta e sportività

MODEL X,
CHE LINEA
IL SUV TESLA!

prestazioni della versione precedente grazie all’aumento di
10 cv della potenza del 4 cilindri 2.0 litri turbo a iniezione diretta che passa da 220 a 230 cv
con una coppia di 350 Nm spalmata su un arco di regime più
ampio che in passato. Numeri
cui si aggiunge il dato dell’accelerazione (6,7” nello 0-100),
del consumo 16,1 km/litro e
della velocità massima, per la
prima volta limitata elettronicamente a 250 km/h. La vera
chicca è il debutto del differenziale autobloccante a controllo
elettronico che consente di gestire al meglio la potenza scaricata sulla trazione anteriore.
Octavia RS 230 tiene fede all’immagine sportiva: assetto 12
mm più basso della versione
«normale», Una supercar al
prezzo di una normale berlina
servita per voi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCHEDA
SKODA OCTAVIA
RS 230 BERLINA

1
1
1
1
1
1
1
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1
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1
1
1

MOTORE 4 CILINDRI TURBO
CILINDRATA 1.984 CMC
POTENZA 230 CV A 6.200 GIRI
COPPIA 350 NM A 1.500–4.600 GIRI
CAMBIO MANUALE, 6 MARCE
TRAZIONE ANTERIORE
VELOCITÀ 250 KM/H
ACCELERAZIONE 0-100 KM/H 6,7”
CONSUMI 6,8 L/100 KM
EMISSIONI CO2 142 G/KM
DIMENSIONI (LUNG/LARG/ALT)
4.685/1.814/1.449 MM
POSTI 5
PESO 1.445 KG
CAPACITÀ BAGAGLIAIO DA 590 A
1.580 LITRI
PREZZO DA 32.400 EURO

1

1

Mondomotori R Auto

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

IL NOSTRO GIUDIZIO


Propulsori
Potenza senza compromessi ma
affidabilità massima e consumi
sotto controllo
Design
La mascherina intimorisce, il
posteriore ha proporzioni
perfette: è una piccola Gt

No

23

SPORTWAGON KIA

La nuova Cee’d
ha tirato fuori
gli artigli grazie
alla GT Line

4Matic
Pratici i comandi al volante del
cambio automatico, ma nel salto
di marcia c’è uno strappo
marcato
Prezzo
Se non si vola bassi con motore e
allestimenti, si spende parecchio.
La Mercedes Classe A 160, nuovo modello entry level nella gamma con i suoi 102 Cv di potenza

Classe A per tutti
Ecco la Mercedes
che non ti aspetti
1La gamma delle piccole tedesche cresce con la

160, un sogno alla portata: poco più di 23mila euro
LA SCHEDA
MERCEDES
A160

1
1
1

MOTORE 1.6 BENZINA, INIEZIONE
DIRETTA
POTENZA 102 CV
COPPIA 80 NM
VELOCITÀ MASSIMA 190 KM/H
ACCELERAZIONE 0-100 KM/H IN 10,6”
CONSUMO MEDIO 5,4 L/100 KM
EMISSIONI CO2 124 G/KM
DIMENSIONI (LUNG/LARG/ALT)
4.290/1.780/1.430 MM
PREZZO 23.880 EURO (VERSIONE
BASE)

1

1
1
1
1
1

Maurizio Bertera
tre anni dal debutto —
quando Mercedes-Benz
decise di trasformare il
modello originario — la Classe
A ha subito un restyling con
l’obiettivo di offrire un comfort
ancora maggiore, ma senza
nulla perdere in sportività, che
poi è stata la prima arma per il
successo. Da qui il concetto di
“rifinire” il design esterno (mascherina Matrix, nuovi fari Led
high-performance, gruppi ottici posteriori ridisegnati, terminali di scarico integrati nel paraurti) e ampliare la scelta di
colori e materiali in un abitacolo con qualche piccolo tocco,
tanto per gradire. Da segnalare
l’ampia integrazione per smartphone, novità assoluta per la
Casa, inoltre è stato reso ancora più intuitivo l’infotainment.

A

SICUREZZA E SEMPLICITÀ Dal
punto di vista tecnico, la Classe
A in arrivo — l’Open Day è previsto ai primi di ottobre — por-

ta due elementi importanti. Il
primo è il perfezionamento di
due (utilissimi) sistemi di sicurezza quali il Collision Prevention Assist Plus e l’Attention Assist, quest’ultimo ora in un range da 60 a 200 km/h. Il secondo è l’introduzione del
Dynamic Select, programma di
marcia che a seconda della
scelta fatta con un selettore
(Comfort, Sport, Eco e Individual), modifica curva del motore, cambio, assetto, sterzo e
climatizzazione. Tutto per far
marciare l’auto sempre al top,
nel rendimento come nel comportamento stradale.
CURA RINFORZANTE L’ampia
gamma prevede quattro diesel
(160d da 90 Cv, 180d da 109 Cv
anche Blue Efficiency, 200d da
136 Cv e 220d da 177 Cv) e altrettanti benzina (il nuovo 160
da 102 Cv, 180 da 122 Cv anche
Blue Efficiency, 200 da 156 Cv
e 220 da 184 Cv). Quattro pure
gli allestimenti: Executive, Business, Sport (il più venduto in
Italia e Premium con una forbi-

ce di prezzo elevata, dai
24.480 euro della A 160d Executive ai 42.800 euro della A
220d Automatic 4Matic. Apriamo il capitolo AMG. In listino
resta la A250 (con il due litri da
218 Cv) proposta con il solo
cambio automatico nei quattro
allestimenti consueti, più uno
Supersport “normale” e uno
con il 4Matic Automatic. I prezzi vanno da 34.900 a 41.260
euro. E poi il gioiello, la A45
4Matic sottoposta a una cura
rinforzante con effetti notevoli: il famoso quattro cilindri
turbo di famiglia ora eroga 381
Cv a 6.000 giri/minuto con una
coppia massima di 475 Nm tra
2.250 e 5.000 giri/minuto ma
soprattutto una potenza specifica di 191 Cv.
UN PIZZICO DI GT Non bastasse, insieme ai ritocchi all’aerodinamica e al cambio, i Dynamic Select sono stati ripresi direttamente dalla factory Mercedes GT. Risultato: fermo
restando la velocità autolimitata a 250 km/h, si è arrivati a
uno 0-100 km/h in 4,2 secondi
— 4 decimi in meno rispetto a
quella uscita nel 2013 — il tutto mantenendo i consumi (6,9
litri ogni 100 km nel ciclo misto) della precedente generazione. La compatta più sportiva
più veloce del mondo richiede
ben 47.636 euro ma dopo averla messa alla frusta sull’EuroSpeedway di Lausitz (nei pressi
di Dresda, Germania), possiamo affermare che ne vale la pena. Per chi non si accontenta
ancora e segue la F.1, c’è la special edition Amg Petronas dove
il verde petrolio — chiaro richiamo allo sponsor delle monoposto tedesche — caratterizza bene vari elementi di design
(interno ed esterno) e i sedili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MOTO

1Cambio

e propulsore
inediti, realizzati
nel centro ricerca
di Namyang
Alessandro Bolzoni
i siamo lasciati alle
spalle Bratislava, il nostro obiettivo è arrivare a Zilina, sede dello stabilimento europeo di Kia, fiore
all’occhiello della Casa coreana, dove nel lontano 2006
fu prodotta la prima versione della Cee’d.

C

PIACEVOLEZZA Abbiamo
provato il 1.0 T-GDi da 120
Cv della nuova Cee’d, versione Sportwagon, con il cambio manuale a sei marce e il
sistema Stop&Start. Al volante dell’inedito tre cilindri
1000 T-GDI (Turbo Gasoline
Direct Injection) creato per
conciliare il downsizing della cilindrata, confermiamo
la piacevolezza di guida. Sviluppato da Kia nel centro Ricerca e sviluppo di Namyang
in Corea, il nuovo motore ha
come caratteristiche fondamentali l’iniezione diretta di
benzina ad alta pressione, il
collettore di scarico integrato nella testata e un sistema
di raffreddamento intelligente che migliora l’efficienza e riduce le emissioni. Come il motore 1000 T-GDI,
anche il cambio DCT è stato

IL NOSTRO GIUDIZIO

Husqvarna, come cresci fuoristrada!
Migliorie per frizione, freni e ciclistica
CAMBIO E FRENI Sono FE 250
e 350 i modelli che ricevono un
nuovo cuscinetto sull’albero
d’ingresso che permette innesti
più morbidi e precisi. La frizione rivista sulla 450 e la 501 prevede un cestello più leggero e
resistente e un nuovo piattello.
Il nuovo impianto frenante
griffato GFK si conferma di ottimo livello per modulabilità e
potenza.

Marco Selvetti
usqvarna (marchio svedese di proprietà Ktm)
rinnova la gamma enduro. Sette i motori, tra due e
quattro tempi: le TE sono a miscela con cilindrate di 125, 250
e 300. Le FE partono dalla 250
fino alla 501 passando dalla
350 e la quattroemezzo.

H

CICLISTICA Sull’intera gamma
la sospensione posteriore con
leveraggio accoppiato al monoammortizzatore ad alte prestazioni DCC (Dual Compression
Control) è realizzata da WP

La nuova Cee’d 1000 T-GDI, disponibile dala seconda metà di ottobre

La Husqvarna FE 250 (monocilindrica quattro tempi) in azione

mentre la forcella a cartuccia
chiusa 4CS (montata sulla
gamma enduro da tre anni) riceve un nuovo perno ruota dal

diametro ridotto (passato da
26 a 22 mm) e un nuovo offset
delle piastre che permette di
guadagnare in agilità.

PREZZI TE 125 a 7.820 euro; TE
250 8.850 euro; TE 300 9.150
euro; FE 250 9.570 euro; FE
350 9.880 euro; FE 450 10.180
euro; FE 501 10.380 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Consumi
Buoni così come le prestazioni
assicurate dal motore 1.0 tre
cilindri
Rifiniture
Interni da vettura di categoria
superiore

No
Strumentazione
Poco intuitiva: troppi i comandi al
volante
Abitabilità
Il posto centrale per il
passeggero è scomodo, a causa
della seduta e dello schienale
rigidi e in rilievo

sviluppato da Kia con l’obiettivo di una efficienza ancora
maggiore rispetto al precedente cambio automatico a 6 rapporti.
GT LINE Novità assoluta è l’introduzione dell’allestimento
GT Line che viene proposto per
Cee’d, Pro Cee’d e Cee’d Sportwagon e dà una connotazione
marcatamente sportiva alla
vettura, grazie ai paraurti più
pronunciati, alla presa d’aria
maggiorata e ai doppi terminali
di scarico. Di serie, per tutte le
GT Line, le minigonne laterali,
le vistose luci a led a quattro
punti sopra i fendinebbia, i fanali a led e i nuovi cerchi in lega
di 17” a cinque razze. Anche gli
interni si fanno più sportivi, con
specifici rivestimenti dei sedili
e delle porte, il volante in pelle,
la pedaliera in alluminio e le finiture color nero lucido. Prezzi
non ancora disponibili, ma si
dovrebbe partire da una base di
17.500 euro. La nuova Cee’d sarà lanciata e commercializzata
nella seconda metà di ottobre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCHEDA
CEE’D
1000 T-GDI

1
1
1

MOTORE 998 CMC EURO6
100 CV
POTENZA
MANUALE A 6 RAPPORTI
CAMBIO
O AUTOMATICO A DOPPIA FRIZIONE 7
MARCE
TRAZIONE ANTERIORE
VELOCITÀ MASSIMA 185 KM/H
PRESTAZIONI 100 KM/H IN 12,8”
CONSUMI
4.9 X L/100 KM
DIMENSIONI (LUNG/LARG/ALT)
4.310/ 1.780/ 1.470 MM
380/1318 LITRI
CAPACITÀ
PREZZO DA DEFINIRE
SUL MERCATO DALLA SECONDA
METÀ DI OTTOBRE

1

1
1
1
1
1
1

1

24
26

Basket R Speciale

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

I NOSTRI CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

IL REGOLAMENTO

Un coach e 10 giocatori
Non si considerano i voti
ma le voci statistiche

4.8

● La media rimbalzi di Alessandro
Gentile: l’anno scorso anche 14.1 punti

41.2

● La media nel tiro da tre di David
Logan, stella del Banco tricolore

5.9

● La media assist di Mike Green, tre
anni fa con la maglia di Varese

8.2

● La media rimbalzi di Achille
Polonara l’anno passato a Reggio

Meglio Gentile o Polonara?
L’emozione del fantabasket

1Su Gazzetta.it il gioco ufficiale del campionato. Già 5000 squadre iscritte
Giuseppe Nigro
lessandro Gentile, David Logan, Mike Green. O Achille Polonara. Scegliere il giocatore intorno a cui costruire la propria
squadra del fantabasket, quello su cui puntare
più gettoni di ogni altro, è anche una scelta di
campo nei pronostici scudetto. L’attesa per l’inizio della Serie A si stempera, o si infiamma, anche in questo modo, col fantabasket ufficiale del
campionato su Gazzetta.it: il gioco, in collaborazione con Dunkest (start up di Rcs Nest) e Legabasket, è aperto all’indirizzo http://fantabasket.gazzetta.it, ed è accessibile anche dai banner su homepage e sezione Basket del sito della
Gazzetta dello Sport. Tutto gratuitamente. Nel
primo giorno sono già 5000 le squadre iscritte. E
a meno 3 dal via del campionato, è tempo di consigli per gli acquisti.

A

LA TATTICA La strategia, innanzi tutto, con cui

formare la squadra di dieci giocatori più il coach.
Pochi giocatori fortissimi e gli altri a riempire.
Oppure spalmare il talento su più giocatori. O ancora, puntare forte su 5-6 giocatori, perché poi i
punti dei giocatori dalla panchina sono dimezzati. E qui si torna alla questione iniziale. Gentile
costa più di tutti, 18 crediti sui 95 totali a disposizione (fino a 105, a pagamento), ma viene dalla
sua miglior stagione per punti (14.1), rimbalzi
(4.8) e assist (3.3), destinati a salire ora che Repesa ne ha fatto il fulcro unico di Milano. Oppure
Logan, 17.5 crediti, solo titolare confermato da
Sassari tricolore, l’anno scorso 15.5 punti, con
gusto per assist, recuperi ed exploit. O Green,
16.5 crediti, il nuovo play con cui Venezia punta
lo scudetto: tre anni fa a Varese fu uomo da 13.1
punti, 4.8 rimbalzi e 5.9 assist. Sono i Big Three,
in un gioco in cui il punteggio di ogni giocatore
sarà la somma dei «bonus» per punti segnati, rimbalzi, assist, recuperi, stoppati, meno i «malus»
per perse, errori al tiro e uscite per falli. Ogni
giornata, oltre a scegliere quintetto e sesto uomo

di cui conteggiare interamente il punteggio, si indica anche un capitano, i cui punti saranno raddoppiati: scegliere quello giusto è la svolta. Cambiarlo di volta in volta può portare a scelte diverse, come puntare sui giocatori di Reggio Emilia,
qualità senza svenarsi: Polonara (12.1 punti e 8.2
rimbalzi), il più costoso dei reggiani, vale 13 crediti, Lavrinovic e Aradori 12. Ogni giocatore avrà
3 punti in più se la sua squadra vince e 3 in meno
se perde: giocare in una big è un valore aggiunto.
Idem per gli allenatori, che entrano nel conteggio
in base al risultato (+10 chi vince, -5 chi perde) e
a quanti punti segna o subisce la propria squadra,
e con quale scarto (+5 o -3). Per questo Repesa
(10 crediti) e gli altri tecnici delle Top 4 sono i più
cari. Ma per chi ha voglia di rischiare, puntare sui
coach di Pesaro (Paolini 5 crediti), Capo d’Orlando, Pistoia o Torino ha il fascino della sfida di azzeccare la squadra rivelazione. Appassionante da
studiare, emozionante da giocare. Come il
basket.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Su Gazzetta.it si gioca a fantabasket
● Un allenatore e dieci giocatori: due centri,
quattro ali, quattro guardie. Da scegliere con
95 crediti, che a pagamento (altrimenti è
tutto gratis) possono salire a 100 o a 105 se
si sceglie un profilo Premium All Star o Mvp.
Il fantabasket della Gazzetta non si basa
sui voti ai giocatori come la Magic calcio,
ma sulle oggettive voci statistiche del gioco
(le trovate su Legabasket.it). I giocatori
costano da 4 a 18 crediti, gli allenatori da 5 a
10, e il valore varierà (fino al massimo di 25
crediti) in base al rendimento: mercato
aperto tutto l’anno, ogni scambio costerà tre
punti sul punteggio della partita successiva,
a meno di non avere un profilo Premium che
dà diritto a fare cambiamenti.
Si possono fare leghe private e c’è il
concorso generale. Il primo di ogni giornata
vince un pallone Spalding, oltre a premi
consistenti per i primi cinque stagionali:
a partire da un Apple Watch per il campione
d’Italia.

Basket R Le stelline della Serie A

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

25
27

Giovani, il futuro è adesso
ACQUA VITASNELLA

DOLOMITI ENERGIA

Abass avverte:
«Noi inesperti
Piano a parlare
di playoff...»
1L’ala di Cantù:

«Dateci tempo
Il draft Nba?
Non mi hanno
chiamato. Peccato»

Awudu Abass, 22 anni, ala di
Cantù di origini ghanesi, oro con
l’Under 20 all’Europeo 2013 CIAM

Vincenzo Di Schiavi
Cantù c’è un unico robusto filo che unisce presente e passato. Si chiama Abass Awudu. È un veterano. Ma non in senso anagrafico. Ha 22 anni e da Cantù non
si è mai mosso. Prodotto della
cantera, campione Europeo
con la Nazionale Under 20 nel
2013, dal 2010 in Serie A,
Abass incarna lo spirito del Pianella, quel pugnace stato dell’anima che rende giocare nello scatolone brianzolo un esercizio ostico per chiunque. Dovrà trasmetterlo a una squadra
tutta nuova e, soprattutto, dopo alcune stagioni in cui ha dimostrato potenzialità non banali, imporre a se stesso un
cambio di passo: «Anche se per
me — dice — viene prima la
squadra. Non mi importa di fare una stagione della madonna
se poi attorno a me non funziona nulla. L’anno scorso non è
stato facile, specie all’inizio
con troppi alti e bassi. Poi con
l’arrivo di Metta ci siamo rilanciati».

A

Cantù ha rifondato. Che
stagione vi aspetta?
«Diversa dalle altre,
con obiettivi differenti.
Siamo una squadra nuova,
fatta da tanti giovani che
non possiedono una consolidata esperienza ad alto livello,
con un allenatore che è qui per
la prima volta. Insomma, siamo tutti da scoprire. In passato
a Cantù si parlava di playoff a
prescindere, ora aspetterei un
attimo prima di fissare gli
obiettivi».
Ci racconti i suoi compagni.
«Tre americani di talento che
conoscono il nostro campionato: Hall, Hasbrouck e Ross. Berggren è in Europa da alcuni anni e porta affidabilità e solidità, mentre Heslip

è un tiratore formidabile, non
gli puoi lasciare un centimetro».
E gli italiani?
«Tessitori negli ultimi due anni
ha avuto problemi di infortuni
e deve ritrovare minuti nelle
gambe. Stesso discorso per Laganà che ha una grande voglia
di fare bene, Wojciechowski
porta esperienza, Cesana se la
deve costruire. Insomma, siamo un po’ tutte scommesse che
devono definire un orizzonte.
Per questo dico che serve un
po’ di pazienza. Avremo momenti difficili da cui dovremo
uscirne in fretta. Se poi riuscissimo a trovare la chimica giusta, allora potremmo toglierci
grandi soddisfazioni».
I rumours la davano come potenziale scelta nel draft dello
scorso giugno, ma non se n’è
fatto nulla. Deluso?
«Un po’, non lo nego. Ma non
era un obiettivo, semplicemente un qualcosa in più da raccontare tra qualche decennio.
Avevo fatto l’Eurocamp apposta per mettermi in evidenza,
ma non ne faccio una malattia
anche perché le porte della
Nba, che rimane un punto di
arrivo personale, sono sempre
aperte».

Flaccadori
non ha fretta:
«Niente Usa
Miglioro qui»
1La guardia

di Trento: «Fiero
della nomina
a possibile miglior
giovane della A»

Diego Flaccadori, 19 anni,
guardia di Trento, capitano
dell’Under 18 all’Europeo 2014
CIAMILLO

Ha seguito l’Europeo dell’Italia?
«Sì, e un giorno mi piacerebbe
essere uno di loro perché vestire quella maglia è qualcosa di
speciale. Ad ognuno il proprio
tempo. Bravo a chi è stato capace di costruirsi questa chance, farò di tutto perché un giorno tocchi anche a me».
Tornando al campionato. Pronostici?
«Nonostante la Supercoppa
vede molto bene Venezia
che si giocherà lo scudetto
con Reggio Emilia, Milano e
Sassari. Sotto c’è molto equilibrio. Se devo spendere un nome dico Cremona. Mi hanno
impressionato anche senza Cusin e Vitali».

IL NUMERO

2

I giocatori confermati
dal club brianzolo: Abass
e Laganà. Per il tecnico
Fabio Corbani si tratta
dell’esordio in Serie A

E’

A RIPOSO Non è partito col
gruppo Oliver Lafayette, recuperato a tempo record dall’operazione a un menisco per la Supercoppa, rimasto a Milano per pro-

seguire la riabilitazione. Tutti
presenti gli altri. Per alcuni, come Alessandro Gentile e Krunoslav Simon, che pure hanno
esperienza internazionale, o Andrea Amato, si tratta del debutto
negli Stati Uniti.
L’ARRIVO All’aeroporto la squadra è stata accolta da Arthur
Kenney, la cui maglia numero 18
dell’Olimpia è stata ritirata nel
2013. Problemi per Charles
Jenkins: il suo bagaglio non è arrivato a Chicago ed è così rimasto privo di indumenti e soprattutto delle scarpe da basket. In
serata cena da Eataly, tra State e

Marcus Williams, 30 anni, qui
con la maglia della Stella Rossa

I

Martedì sera, nell’amichevole di
Vitoria col Baskonia, ha segnato
15 punti...
«Un altro sogno si è avverato,
giocare contro una squadra di
Eurolega in un impianto super.
E che bello disputare l’Eurocup,
aiuterà sicuramente la crescita

A CHICAGO COL MACCABI

iniziata l’avventura Usa
dell’Olimpia, sbarcata a
Chicago dove stanotte
(ore 2 italiane, diretta Fox Sports) sfiderà il Maccabi Tel Aviv allo United Center, l’impianto che
ha visto Michael Jordan vincere
gli ultimi tre titoli coi Bulls. Le
due squadre si sfideranno pure
domenica al Madison Square
Garden di New York nell’ambito
dell’Euroclassic.

l giovanotto cresce, eccome
se cresce. Per un percorso
quasi naturale, fatto di piccoli ma significativi passi. Le
giovanili, la A-2, le varie nazionali di categoria (da capitano
dell’Under 18), la A con Trento
lo scorso anno, però con minutaggi piccoli (meno di sette minuti di media a partita), ma con
la consapevolezza che il futuro,
inteso come attuale stagione,
non potrà che essere migliore: il
19enne Diego Flaccadori è già
abbastanza sveglio da capire
che questi sono gli anni in cui
bisogna raccogliere tutto e subito. Intanto, la maggioranza degli allenatori del nostro campionato, nel sondaggio voluto dalla Lega, non ha avuto dubbi: sarà il miglior giovane della Serie
A. «Sono fiero del pensiero dei
coach e mi auguro che il loro
pronostico possa essere rispettato, ma tra il dire e il fare ...
Diciamo che devo lavorare
ancora tanto per meritarmi
questa fiducia».
Nel nuovo quintetto trentino sarà il cambio della
guardia, nelle intenzioni di
Buscaglia.
«L’obiettivo è di migliorare
sempre, dimostrare partita
dopo partita di poter stare bene in campo. Sono una guardia
non specialista, cerco di dare
una mano in ogni situazione di
gioco. Tiro da fuori, penetrazioni, gioco sugli scarichi. Buscaglia mi ha detto sin dall’inizio
del mio arrivo a Trento che ormai bisogna essere bravi a fare
tutto: cerco di fare tesoro dei
consigli del coach».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Milano è nella casa di Jordan
mentre si punta su Williams

Mario Canfora

Wabash, in pieno centro. Ieri intanto allenamento allo United
Center, poi presenza della squadra alla National Italian American Sports Hall of Fame per una
sezione permanente dedicata all’Olimpia e al suo legame con gli
Usa. Contemporaneamente coach Mario Fioretti con Hummel,
Jenkins, Magro e McLean insieme a una delegazione del Maccabi hanno tenuto un clinic per
ragazzi di Chicago.
MERCATO Nel frattempo il club
ha fatto un’offerta al 30enne
play Marcus Williams, lo scorso
anno campione della Lega
Adriatica con la Stella Rossa Belgrado, già con Repesa a Malaga
tre stagioni fa: potrà essere disponibile dal primo dicembre,
visto che sta scontando una
squalifica per doping.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

mia e dei compagni: vogliamo
divertirci in A e in Europa».
Come si è avvicinato al basket?
«Mio nonno Adelo era dirigente
del Celana Bergamo in B-1 e
quindi lo seguivo sempre da piccolino agli allenamenti della
squadra. Ho cominciato a quattro anni col minibasket, poi
l’Excelsior, Treviglio...».
È un punto fermo delle giovanili
azzurre: il ricordo più bello?
«Aver vinto lo scorso anno il torneo di Mannheim in Germania,
una specie di campionato del
Mondo Under 18: battere gli
Stati Uniti non capita tutti i
giorni, è stata una sensazione
straordinaria».
Prima di accettare l’offerta di
Trento, un anno fa, le arrivò
quella di Pozzecco che voleva
portarla a tutti i costi a Varese.
«Quando mi chiamò credevo
scherzasse, lui è stato sempre il
mio idolo e trovarselo dall’altro
lato del cellulare mi spiazzò. La
trattativa non si concretizzò,
non so se dire purtroppo o per
fortuna. Fatto sta che a Trento
sto benissimo, con loro ho firmato l’anno scorso un 3+2,
punto a farmi conoscere qui».
Sogna l’azzurro della prima
squadra? E magari di giocarsi un
posto per il preolimpico del
prossimo anno?
«Mah, entrare subito nel gruppo per il preolimpico la vedo
sinceramente molto dura, ma
l’obiettivo è la prima squadra,
certo. Ci vuole pazienza, la ho».
Ha intenzione di andare in un
College Usa tipo Mussini?
«No, resterò a Trento per tutta
la durata del contratto: migliorerò in Italia e giocando le Coppe».
Segue altri sport?
«Oltre alla Nba, il calcio. Sono
un tifoso sfegatato del Milan
che ho spesso seguito dal vivo,
quindi in questo momento per
me che amo la maglia rossonera
non ho altro da aggiungere...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL NUMERO

10

Il top di Flaccadori nei
punti segnati un anno fa
in A: contro Avellino,
in trasferta, nell’ottava
giornata dell’andata

TACCUINO
NBA

Rose fratturato
● Ancora un infortunio per il
play dei Bulls, che ha riportato
una frattura dell’anello
orbitale sinistro per una
gomitata al volto ricevuta in
allenamento. Operato ieri, da
stabilire i tempi di recupero.

CREMONA

Firmato Adebgoye
● (a.r.) Bimestrale con
Cremona (con opzione sino a
fine stagione) per il play
nigeriano di passaporto
britannico Ogooluwa
Adegboye, che esordirà
domenica a Sassari. Per Luca
Vitali confermato lo stop di un

ulteriore mese per un problema
a un ginocchio.

IN A-2

Fortitudo: ricorso ok
● La Fortitudo ha vinto il ricorso
contro lo stop ai tesseramenti
imposto dalla Fiba. Riconosciuta
la discontinuità tra l’attuale
società e quella gestita da
Sacrati, quindi nulla è dovuto a
Drucker, che reclamava il
pregresso. La Fortitudo potrebbe
esordire sabato sera (20.30) a
Rimini contro Mantova, per la 1a
giornata di A-2.

SPECIALE SERIE A
DI OTTO PAGINE
Domani con la Gazzetta

26
28

Pallavolo R L’Europeo

LA GUIDA

DIRETTA RAI SPORT 1 HD DALLE 17

La Polonia rischia
Avanti la Germania

OTTAVI

(a.a.) Avanza ai quarti la Germania di
Luciano Pedullà (Carli 2°, Contadin
ass., Boieri scout), schiantando
l’Ungheria in 3 set (con 18 punti di
Maren Brinker e 10 di Kozuch) e
preparandosi ad affrontare la Turchia.
Si ferma invece la Repubblica Ceca di
Carlo Parisi (Russo scout, Bramard
prep) che cede alle “tigri” del Belgio.
Rischia grosso la Polonia con la
Bielorussia.
OTTAVI ad Anversa: GermaniaUngheria 3-0 (25-18, 25-17, 25-14),
Belgio-Rep.Ceca 3-1 (25-21, 23-25, 2521, 25-9). A Rotterdam: ITALIA-Croazia
3-0, Bielorussia Polonia 2-3 (17-25, 1325, 25-22, 25-20, 12-15)
PRECEDENTI Sono 64 le sfide
dell’Italia con la Russia di cui 16 vinte
e 48 perse. La prima a Apeldoorn il 27
dicembre ‘91 persa 0-3.

3

ITALIA

0

CROAZIA

Rotterdam

Rotterdam
3
Ore 20

QUARTI

POLONIA

-

Oggi, Rotterdam

QUARTI
SEMIFINALI
Sabato

-

-

-

TURCHIA

-

-

GERMANIA

Ore 17

ITALIA
Oggi, Rotterdam

OLANDA

Oggi, Anversa

GERMANIA

RUSSIA

INVIATO A ROTTERDAM

ho vista con gli
occhi giusti e mi
sono convinto a
farla partire». Così, nella
prima partita da dentro o
fuori, Marco Bonitta si gioca
la carta a sorpresa: Caterina
Bosetti per la sorella Lucia,
che poi arriverà farle compagnia da metà 1° set e che
l’accompagnerà fino al 3-0
finale. E lei, la schiacciatrice
che nel prossimo anno vestirà la maglia di Novara, lo ha
ripagato con una prestazione che va al di là dei numeri
– 9 punti, il 26% in attacco e
il 56% di positività in ricezione: «Eravamo molto tese, io particolarmente perché ho saputo appena prima
di entrare in campo di partire – racconta Caterina - . E’
stata dura carburare ma siamo state brave a tenere la
testa sopra il match».

SERBIA

«L’

Oggi, Anversa
-

-

BELGIO

Ore 17.30

FINALI

Ore 20.30

3

Domenica

3

BELGIO

1

REP. CECA

Anversa

Anversa
UNGHERIA

Bosetti jr
«Che tensione
però stiamo
crescendo»

OTTAVI

BIELORUSSIA 2
POLONIA

LA PROTAGONISTA

0

RCS

È un’altra Italia
Oggi c’è la Russia
con vista medaglie
1Con Caterina Bosetti titolare battuta la Croazia

Diouf: «Fisicamente ora ci sono, è il momento giusto»
ITALIA

3

Davide Romani
INVIATO A ROTTERDAM (OLANDA)

CROAZIA

0

(25-22, 25-21, 25-20)
ITALIA: Lo Bianco 2, C. Bosetti 9,
Chirichella 8, Diouf 20, Del Core,
Guiggi 12; De Gennaro (L), L.
Bosetti 8. N.e. Sorokaite, Malinov,
Arrighetti, Tirozzi, Centoni,
Sansonna (L). All. Bonitta.
CROAZIA: Barun 10, Topic 11,
Poljak 12, Grbac 2, Usic 10, Milos
2; Bozicevic (L), Fabris 3, Brcic,
Cutuk. N.e. Burazer, Klaric. All.
Vercesi.
ARBITRI: Blyaert (Bel) e
Huhtaniska (Fin).
NOTE Spettatori 500. Durata set:
29’, 30’, 29’; tot. 88’. Italia: battute
sbagliate 3, vincenti 4, muri 14,
errori 15. Croazia: battute
sbagliate 3, vincenti 5, muri 10,
errori 16.

ontro la Croazia era vietato sbagliare. Con le
spalle al muro per dimostrare di non essere la squadra
vista smarrita contro l’Olanda.
Con la pressione di dover ancora una volta confermare i favori
del pronostico – negli ultimi
precedenti con le croate 3-0 al
Mondiale 2014 e 3-0 nell’ultima sfida continentale nel 2011
-. Con qualche progresso rispetto al brutto lunedì di Apeldoorn, l’Italia prolunga la sua avventura all’Europeo. «La squadra mi è piaciuta perché ha giocato con la pressione di dover
vincere. Brave poi a scavare il
break in ogni finale di parziale». E l’ingresso tra le prime 8
dell’Europeo – cosa che succede dal 1981, da 18 edizioni consecutive - le azzurre iniziano a
costruirselo con l’inserimento
dall’inizio di Caterina Bosetti
che poi, da metà 1° set, ha fatto
coppia con la sorella Lucia (per
Del Core). «E’ andata bene tutta
la squadra – racconta Lucia Bosetti -. E’ una vittoria per il
gruppo».

C

EFFETTO SORPRESA Sorpresa

dalla formazione della Polonia,
“aggredita” dal servizio dall’Olanda, ieri le azzurre hanno
usato lo stesso effetto sorpresa:
Valentina Diouf difficile da fermare con l’attacco da posto 6 (8
quelle vincenti). «Stiamo lavorando su questo perché può diventare arma vincente» racconta Bonitta. Concetto confermato anche dalla diretta interessata: «Avevamo studiato tattiche
di gioco che prevedevano l’uso
della pipe (il colpo da posto 6,
ndr) – racconta Valentina Diouf
-. Brava Lo Bianco a darmi molte soluzioni di colpi». Ora l’Italia deve affrontare un possibile
trittico di gare di difficoltà assoluta. La prima è la Russia:
«Dovremo battere ancora meglio per mettere loro pressione
– analizza Bonitta -. E poi dovremo giocare con spensieratezza perché adesso la pressione è tutta per le nostre avversarie». Una partita non facile visto

RBonitta: «Dovremo

battere ancora
meglio ma stavolta
la pressione è
tutta loro»

Ancora una gran giornata a muro per le azzurre: 14 quelli vincenti TARANTINI

anche il poco tempo per prepararla: «Sarà un’altra un’altra
“finale” – commenta Martina
Guiggi -. Dobbiamo metterci la
stessa energia messa con la
Croazia perché preparare la gara in un giorno non sarà facile».
SERATA DI GRAZIA La vittoria
con la Croazia ha regalato anche una Valentina Diouf in crescita costante (41% in attacco
su 46 colpi tirati e una media di
17 punti a partita): «Sto arrivando con la forma fisica. Ho
fatto un po’ fatica nell’estate ma
adesso ci sono – racconta l’opposta 22enne -. E’ questo il momento chiave dell’Europeo». Lo
Bianco ha goduto di una ricezione meno deficitaria di quella
con l’Olanda (ieri 57% di positività). «Avevamo davanti muri
alti che sapevano leggere bene
– conferma Leo Lo Bianco -.
Senza una buona ricezione sarebbe stato difficile. Sono contenta quindi che la squadra abbia ritrovato fiducia in questo
fondamentale». Fiducia che
servirà oggi per attaccare la
Russia. «Consapevoli che non
dobbiamo abbatterci se facciamo uno o due errori – conclude
Lo Bianco -. Non dobbiamo fare
drammi e guardare avanti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

UOMINI

Per l’Europeo
il c.t. chiama
i 14 della Coppa
● Torna a radunarsi la
nazionale maschile di
Gianlorenzo Blengini che dal
9 ottobre sarà impegnata nei
Campionati Europei. Il
tecnico azzurro ha convocato
ieri presso il Novotel Milano
Malpensa Aeroporto, i
quattordici atleti che hanno
brillantemente disputato la
World Cup in Giappone,
guadagnando la
qualificazione olimpica:
Antonov, Colaci, Giannelli e
Lanza della Diatec Trentino;
Piano, Rossini e Vettori della
Parmareggio Modena; Sottile
della Revivre Milano; Zaytsev
della Dinamo Mosca (Rus);
Massari del Paris Volley (Fra),
Juantorena e Sabbi della
Cucine Lube Banca Marche
Civitanova; Buti della Sir
Safety Conad Perugia; Anzani
della Calzedonia Verona. La
squadra italiana rimarrà in
collegiale sino al 3 ottobre e
si allenerà a Busto Arsizio.

SENZA PAURA Già perché
Caterina, oltre al lavoro
sporco in seconda linea, ha
attaccato palloni che scottavano: l’ultimo, quello del
20-19 del 3° set ha dato il via
all’ultima spallato per mettere k.o. la Croazia: «C’è
tanta voglia di arrivare fino
in fondo in questo Europeo
– continua la schiacciatrice
azzurra -. E’ un gruppo che
sta bene insieme e questo ci
aiuta a superare i momenti
difficili che abbiamo incontrato o che incontreremo».
Anche perché Caterina sottolinea convinzione che
«durante la partita si è vista
una crescita incoraggiante».
La 21enne schiacciatrice
guarda poi con fiducia al
quarto di finale: «La Russia
arriva da una sconfitta netta (lunedì 3-0 con la Russia,
ndr), noi da una vittoria e
quindi siamo più in gas e
dobbiamo approfittarne».
d.rom.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Caterina Bosetti, 21 anni TARANTINI

Rugby R Mondiale

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1

L’ABBINAMENTO

27
29
2

Modena saluta
il nuovo sponsor
E in regia c’è
il nemico Montali
3

Catia Pedrini, presidentessa di Modena, e Gian Paolo Montali advisor

1L’ex tecnico che

con Parma sfidava i
gialloblù ora è
advisor della società
di Catia Pedrini

Gian Luca Pasini
hissà se Gian Paolo Montali ha ancora a casa quell’adesivo che avevano
preparato trent’anni fa i tifosi di
Modena: «Montali chi legge». A
testimonianza “dell’odio sportivo” sano e sanguigno che animava gli scontri pallavolistici
fra Modena e Parma a metà degli anni 80 e che segnarono un
‘epoca del volley. Da ieri l’ex c.t.
della Nazionale ed ex dirigente
di Juve e Roma torna nel volley
anche se dietro le quinte.

C

CHI SI RIVEDE Lui (advisor della società) e ancora di più l’a.d.
di Dhl (Alberto Nobis) sono stati gli artefici di un’operazione
durata mesi che ha portato il
marchio internazionale a sponsorizzare (prima volta) un club.
Da quest’anno (per 3 stagioni)
Dhl sarà lo sponsor della storica
società modenese, che negli ultimi anni si era rilanciata - fino
al successo in Coppa Italia del
2015 - grazie agli sforzi di Catia
Pedrini, la presidentessa rimasta sola sulla barricata negli ultimi mesi, nonostante una squadra che si rinforza sul campo.
«Saluto con un sentimento di
orgoglio misto a speranza la notizia, bellissima, dell’ingresso di

Dhl come partner fondamentale di Modena Volley. L’orgoglio
è figlio di una consapevolezza:
grazie a questa operazione, un
grande brand internazionale
come Dhl entra nel mondo della
pallavolo. E lo fa scegliendo la
nostra squadra, che rappresenta, io credo, il meglio e il massimo di una storia, di una tradizione, di una cultura. Trovo magnifico che una azienda come
Dhl, proiettata nel futuro, abbia
voluto condividere i nostri progetti per un domani che desideriamo pieno di successi», ha
scritto Pedrini sui social dopo
una trattativa estenuante che
verrà svelata prossimamente.
TUTTO TORNA Non è per nulla
casuale forse che Alberto Nobis
oggi mega dirigente Dhl abbia
un passato da palleggiatore con
una carriera sviluppatasi a
Mantova, ma che è transitata
anche per Modena in tempi lontani. E allora chissà che non sia
lui a poter beneficiare nelle
prossime settimane della nuova
regola che prevede un “vip” in
panchina. Su quella panchina
dove si era già seduto come giocatore. Quel che è certo che l’arrivo di uno sponsor di questo
genere e con queste idee potrebbe essere un volano per tutto il mondo del volley e non solo
per la storica piazza modenese
(che aspetta lo scudetto dal
2002). Nella speranza che in
momenti difficili come questo
l’occasione non venga frenata
dal provincialismo del volley.
L’altra faccia di quella medaglia
che ha portato a Modena uno
sponsor così.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TACCUINO
Mondiale 2018 ancora
fra Italia e Bulgaria

Perugia ok con Siena
Oggi tocca a Ravenna

● Manca solo l’ufficialità, ma il
Mondiale maschile 2018 lo si
giocherà (anche) in Italia.
L’Europeo al via fra Italia e
Bulgaria sarà la prova generale
del prossimo torneo iridato che si
giocherà a cavallo di queste due
Nazioni.

● (an.me. - s.cam.) La Sir Safety
Conad Perugia ha battuto 3-1 in
amichevole al PalaEvangelisti
l’Emma Villas Siena (A-2). Migliori
Tzioumakas (28 punti) e Holt (26)
tra gli umbri, Kaczynski (17) e
Snippe (16) tra i toscani. Dopo il
3-2 su Padova seconda uscita
stagionale per la Cmc Romagna
che oggi alle 18.30 ospita Potenza
Picena.

In Bundesliga Buzzelli
dal Trentino Volley
● (ni.ba.) Oltre a Serniotti ci sarà
anche un altro ex trentino in
Bundesliga, il massimo
campionato tedesco. Si tratta di
Ugo Buzzelli, palleggiatore del
settore giovanile di Trentino
Volley (dove è stato vice di
Simone Giannelli), nuovo regista
del Chemie V.Mitteldeutschland.

Trofeo Valchiavenna
nel fine settimana
(m.b.l.) Si disputa a Chiavenna nel
weekend il primo trofeo
Valchiavenna. Sabato BustoMonza (ore 17.30) e NovaraBergamo (ore 20). Domenica le
finali in diretta su Gazzetta Tv.

1. Jonathan Sexton, 30 anni, mediano d’apertura, 54 caps con l’Irlanda GETTY IMAGES
2. Un gruppo di tifose irlandesi al Mondiale, ovviamente vestite di verde LAPRESSE
3. L’invasione pacifica degli irlandesi, in uscita alla stazione di Wembley LAPRESSE

Azzurri, ecco l’Irlanda
l’isola a forma di ovale
«Non vi sottovalutiamo»
1Domenica in palio i quarti. Sfida ai limiti dell’impossibile per l’Italia
contro la squadra che unisce Eire e Ulster, cattolici e protestanti

Andrea Buongiovanni
INVIATO A LONDRA

ontro i vincitori degli ultimi due Sei Nazioni. Contro un Paese che solo il rugby
unisce. Contro la storia. La missione che
domenica attende l’Italia è ai limiti dell’impossibile. All’Olimpico ci sarà in palio l’accesso ai
quarti. E se per gli azzurri sono da sempre tabù,
i verdi li hanno mancati un’unica volta, a Francia 2007 (senza poi peraltro arrivare mai in semifinale). Eppure nella tranquilla Guildford,
nello stesso hotel che ha ospitato la delegazione tricolore fino alla scorsa settimana, ora sede
del raduno della squadra di Joe Schmidt, nessuno sembra prendere sotto gamba l’impegno.
Anzi: nei confronti di Parisse (soprattutto nei
suoi) e compagni, anche se dal 1997 si conta
solo il k.o. di due anni fa, c’è il massimo rispetto. E tutti sono felici della nuova sistemazione:
perché al St. George’s Park, abituale sede della
Nazionale inglese di calcio, ai giocatori che lì
hanno soggiornato fino a venerdì, toccava dormire sotto i ritratti dei vari Bobby Charlton, Peter Shilton e David Beckham. E si sa: tra Irlanda
e Inghilterra non è che corra proprio buon sangue.

C

BLOODY SUNIL PRECEDENTE
DAY Ne l l o
sport è così almeno dal 21
novembre
19 2 0 ,
da
quando al leg- L’ultima sfida mondiale
gendario Cro- tra Italia e Irlanda
ke Park, in occasione di una risale al 2011 in Nuova
partita di foot- Zelanda. Gli azzurri
ball gaelico vennero travolti
tra le contee
di Dublino e di Tipparary, i Black and Tans, le
truppe scelte inglesi, aprirono il fuoco su giocatori e spettatori per vendicare l’omicidio della
notte precedente di alcuni agenti segreti di Sua
Maestà. Ci furono 14 morti e decine di feriti e il
drammatico episodio sarebbe passato alla storia come Bloody Sunday (Domenica di sangue), poi tristemente replicato con la strage di
Derry del 30 gennaio 1972. Da allora, a Croke
Park, tempio delle discipline gaeliche (hurling
in testa), gli sport di origine inglese non avrebbero più avuto cittadinanza, se non fino ad anni recenti (dal 2006 al 2010), con la temporanea riapertura al calcio e al rugby. Ma la casa
ovale – è ovvio – era e resta Lansdowne Road,

lo stadio più antico del mondo, inaugurato al centro di Dublino nel 1878 (quattro anni dopo la federazione), con la fermata del treno sotto la tribuna
nord.
LA TRADIZIONE L’impianto, che aveva decisamente bisogno di una ristrutturazione, è stato demolito per far posto a uno nuovo (da lì il trasferimento per quattro stagioni), ora denominato Dublin Arena (sponsorizzato Aviva). Non è più lo stesso, ma il profumo della tradizione, al suo interno, è
immutato. Lì – come solo nell’hockey prato e nel
cricket – gli atleti di Eire e di Ulster, cattolici e protestanti, andando a caccia di mete, giocano con la
stessa maglia, anche se i primi cantano l’inno nazionale e i secondi «Ireland’s call». L’orgoglio sale
ogni volta altissimo. E’ anche contro tutto questo e
un movimento perfettamente strutturato che l’Italia, come in analoghe circostanze già quattro anni
fa a Dunedin, si dovrà confrontare. La sfida, in
Nuova Zelanda, arrivò al termine del girone e valse
quale vero e proprio scontro diretto per la promozione. Non ci fu praticamente storia e la squadra,
all’ultima volta dell’era Mallett, venne spazzata via
36-6. I reduci, all’Olimpico, saranno tanti.
RISPETTO Compreso, con ogni probabilità, Keith

36-6

Keith Earls a segno a Dunedin nel Mondiale 2011 GETTY

Earls. La 27enne ala del Munster allora realizzò
due mete, come domenica alla Romania di fronte
ai 90.000 di Wembley, eguagliando con sette il record iridato di Brian O’Driscoll. Se è vero che i leader della squadra, alla vigilia del torneo omaggiata anche da una visita di Usain Bolt, sono i vari
Paul O’Connell (il capitano), Johnny Sexton (il
perno all’apertura) e Jamie Heaslip (terza centro
alla Parisse), Earls – pur se spesso alle prese con
seri infortuni – è uomo tutta sostanza che sa come
farsi sentire. «In questi quattro anni – dice – per
me molto è cambiato. Ora ho anche due figli. Ma
l’Italia, come allora, non va sottovalutata». Il rispetto innanzi tutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

Tripla seduta
Oggi si decide
per Parisse
● Il Mondiale, dopo il giorno
di riposo di ieri e con tutti i
gironi allineati a metà del
programma (ogni Nazionale
ha disputato due partite),
oggi riprende con due
match. Nel gruppo dell’Italia,
alle 21 italiane a Milton
Keynes, Francia-Canada: tra i
transalpini dodici cambi
rispetto al XV che ha battuto
la Romania e il debutto
assoluto all’ala di Remy
Grosso. Alle 17.45 a Cardiff
un delicatissimo Galles-Figi.
I Dragoni, dopo l’impresa di
Twickenham contro
l’Inghilterra, non possono
fallire, ma hanno una rosa
dilaniata dagli infortuni.
Giocheranno il terzo estremo
Matthew Morgan (1.73
d’altezza, esordio da titolare),
il quarto secondo centro
Tyler Morgan (secondo cap),
mentre sono rimaste due
sole ali sinistre. Nelle Figi
assenti le due ali titolari,
Nemani Nadolo (sospeso) e
Waisea Nayacalevu
(infortunato). Per l’Italia ieri,
intanto, tripla seduta tra
campo e palestra: i dubbi su
Sergio Parisse verranno
sciolti a ore, mentre l’Irlanda
ha in forse l’estremo Rob
Kearney e il centro Jared
Payne.
Girone A: Australia, Galles 9;
Inghilterra 6; Figi, Uruguay
0. Girone B: Scozia 10;
Sudafrica 7; Samoa,
Giappone 4; Stati Uniti 0.
Girone C: Nuova Zelanda 9;
Tonga 6; Argentina 5;
Georgia 4; Namibia 0. Girone
D: Irlanda 10; Francia 9;
Italia 4; Canada 1; Romania 0.

28
30

Tennis R A Wuhan

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Vinci, chi ti ferma?
Cuore e rimonta
Kvitova battuta

DOPO IL K.O A NEW YORK

Serena ancora
sotto shock
stagione finita?

1Vittoria di carattere, era sotto 0-4 nel primo set:

«Sono stata brava a non demoralizzarmi», ora i quarti
tutto quello che avevo fatto, degli Slam in doppio, delle Fed Cup. E poi tutto è cambiato».
Quell’«applaudite anche me, cazzo» ha lanciato
a battuto Serena Williams nella semifi- in orbita una Vinci 2.0 che ora non vuole più
nale degli Us Open, ha sbriciolato il suo stare nel suo angolino. E quindi, chi pensava
piano perfetto di entrare nella storia che infrangere il sogno di una vita a Serena Wilcompletando il Grande Slam e adesso, Roberta liams le sarebbe bastato, deve ricredersi. «RoVinci, chi la ferma più? La tarantina è ripartita berta ha giocato molto bene - ha detto l’avversacon uno slancio pazzesco, l’adrenalina dell’im- ria - penso che battere Serena in quel modo le
presa deve essersi insediata stabilmente nelle abbia dato tantissima fiducia». La Kvitova, che
sue vene tanto che adesso a Wuhan, il ricchissi- quest’anno ha dovuto lottare anche contro la
mo torneo (due milioni e mezzo di dollari il mononucleosi, salterà il torneo di Pechino della
montepremi) sul veloce cinese, ha eliminato prossima settimana. Nella capitale cinese, dove
Petra Kvitova, numero 4 al mondo. Un successo dovrebbe rientrare Flavia Pennetta, mancherà
in due set con una rimonta
anche Maria Sharapova ferma
pazzesca nel primo, quando la
per un problema a un polso.
ceca era già avanti 4-0 dopo
«Ho visto che Petra ha giocato
solo un quarto d’ora. I precemolto bene i primi games - ha
denti tra le due ora sono sul tre
detto la Vinci -, è partita fortispari, Robertina non vinceva ● I tornei in singolare
simo e ho solo cercato di restadal 2013 in Fed Cup a Palermo, conquistati da Roberta Vinci in
re concentrata. Non è mai facimentre la due volte campio- carriera. La pugliese, finalista
le giocare contro di lei e sono
nessa di Wimbledon, che a agli Us Open quest’anno, ha
stata brava a non demoralizWuhan difendeva il titolo, si anche 25 titoli in doppio.
zarmi». Oggi nei quarti di finaera aggiudicata gli ultimi due
le Roberta trova un’altra ceca,
incontri lo scorso anno. Per la nostra numero Karolina Pliskova, numero 12 del mondo che ha
18 al mondo è la quindicesima vittoria in car- già battuto nell’unico precedente sulla terra
riera contro una top ten.
rossa di Katowice, ai quarti del 2013.

Federica Cocchi

H

9

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Us Open quando era riuscita a raggiungere gli
ottavi prima di essere battuta dalla Kvitova.
Non accadeva dal 1981 quando quando Sue
Barker sconfisse Tracy Austin a Brighton, che
una giocatrice britannica battesse la numero 2
al mondo. A Shenzen Simone Bolelli conquista
i quarti battendo il dominicano Victor Estrella
Burgos che si è ritirato per un problema alla
schiena. Domani trova Robredo.

Interpreti
e traduttori

RIGENERATA Una finale Slam non basta. Roberta non si accontenta più: «A un certo punto, prima di New York - raccontava la Vinci - avevo
pensato che non sarei ma più arrivata ad altissimi livelli. Che avrei dovuto accontentarmi di

Roberta Vinci,
32 anni, ha
giocato a New
Yok contro la
Pennetta la
prima finale di
uno Slam. Ne
ha conquistati
cinque in
doppio con
Sara Errani
con cui è
stata numero
1 al mondo AFP

● Non si è ancora ripresa
dalla tremenda delusione di
Flushing Meadows. Serena
Williams, battuta in
semifinale nello Slam di casa
da Roberta Vinci, che ha
anche spezzato il sogno di
fare il Grande Slam,
potrebbe saltare le Wta
Finals che si giocheranno dal
25 ottobre a Singapore. Ad
annunciarlo a Espn è
l’allenatore della numero 1 al
mondo, Patrick Mouratoglou,
secondo il quale la Williams,
dopo il ko nella semifinale
degli Us Open contro
Roberta Vinci, non si
troverebbe nelle condizioni
di tornare a giocare prima
del 2016. «Serena era a due
incontri da qualcosa di
straordinario quindi è stata
molto dura per lei — spiega il
coach francese —. Ogni
sconfitta la colpisce ma
questa in particolar modo,
credo abbia bisogno di
tempo per recuperare.
Quando, e non ho dubbi a
proposito, le torneranno le
giuste motivazioni, sarà il
momento giusto per
ricominciare».
La Williams in carriera ha
vinto 21 titoli dello Slam
arrivando a un solo successo
dalla tedesca Steffi Graf e a 3
dall’australiana Margaret
Court. «Non ho dubbi che
avrà le motivazioni giuste per
vincere altre prove dello
Slam e conquistare nuovi
record», conclude
Mouratoglou. Serena dopo
New York non è ancora
tornata in campo.

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BOXE R Thrilla in Manila

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

L’ANNIVERSARIO

29
31

CONTENUTO
PREMIUM
1

2

L’OMAGGIO

Sports Illustrated
gli ha dedicato
la 39a copertina

3

1. Foto storica del match di Manila che viene considerato il più feroce di sempre: al centro l’arbitro Carlos Padilla jr 2. La
presentazione del match a New York col promoter Don King 3. Lo storico manifesto di «The Thrilla in Manila». AP/OLYMPIA

● Muhammad Ali viene
omaggiato con la copertina
dell’ultimo numero di «Sports
Illustrated» per l’anniversario
dei 40 anni dal Mondiale con Joe
Frazier a Manila. È la 39esima
volta per lui (secondo solo a
Michael Jordan): la prima risale
al 10 giugno 1963. In suo onore
cambia in «Muhammad Ali
Legacy Award» il premio che dal
2008 si assegna a un ex atleta
distintosi per sportività e bontà.

Ali, il match più duro
CONTRO FRAZIER 40 ANNI FA
SOLO LUI SI RIALZÒ. E VINSE
IL RACCONTO di FAUSTO NARDUCCI
ì, c’è una cosa che i quarantenni (e anche
quelli un po’ più grandi) di oggi dovranno
invidiare alla vecchia generazione: aver
assistito — pochi fortunati (28.000) dal vivo, altri (700 milioni) davanti alle tv di tutto il mondo
— in diretta all’epilogo della terza sfida fra
Muhammad Ali e Joe Frazier, il match di boxe
più cruento e feroce della storia. Uno dei pochi
avvenimenti sportivi che si comincia a raccontare dalla fine. Sono passati esattamente quarant’anni dal Mondiale del 1° ottobre 1975 che, nell’intervallo fra il 14° e il 15° round, non solo racchiude l’essenza della boxe ma mostra le opposte
strade che può prendere il destino in un battito di
ciglia. Quel Mondiale dei massimi, il terzo fra il
rude Smoking Joe e il «Più Grande» convertito
all’Islam, si disputò in un sobborgo di Manila nelle Filippine ma tenne in ansia nella notte anche i
fan italiani di Ali.

S

UN MINUTO E’ in quel minuto di 40 anni fa che in
realtà si fece un pezzo della storia della boxe. Il
match era cominciato alle 10.45 del mattino nell’Araheta Coliseum di Quezon City per garantire

la prima serata in America. Dopo un match a riprese alterne Ali era riuscito a passare in vantaggio dall’11° round in poi ma fu fra il 12° e il 13°
che compì il suo capolavoro cambiando letteralmente i connotati allo sfidante: Frazier, più volte
sull’orlo del k.o., aveva l’occhio sinistro chiuso
(martellato da nove diretti destri di Ali nel penultimo round) e la bocca massacrata (per aver perso il paradenti per due minuti nel 13° round)
quando si presentò all’angolo per l’ultimo intervallo. E’ questione di attimi. Eddie Futch interviene col rasoio per far defluire il sangue dalla
faccia di Joe e commette l’unico errore di una
carriera leggendaria: non si accorge che nell’altro angolo Muhammad è più o meno nelle stesse
condizioni e sta dicendo al manager Angelo Dundee che non è in grado di alzarsi. Getta la spugna
mentre sussurra al suo assistito quella frase passata alla storia: «Siediti ragazzo, è finita. Nessuno si dimenticherà di quello che hai fatto oggi».

In quello stesso momento, Ali è riuscito con la
forza della disperazione ad alzarsi dalla sgabello
e a portarsi al centro del ring prima di svenire:
«Quando Angelo mi disse di alzarmi perché Frazier stava per lasciare non sapevo se ce l’avrei
fatta — racconterà —. Ero sull’orlo del collasso e,
prima di crollare, ebbi appena il tempo di vedere
Futch dire al suo pugile che era tutto finito. È la
cosa più vicina alla morte che ho mai vissuto».
PAROLE FAMOSE Non furono le uniche parole di
quel match passate alla storia. Ci sono anche
quelle di uno stupito Frazier dopo il match: «L’ho
colpito con pugni che avrebbero fatto crollare
una città». E c’è quello che Muhammad disse al
dittatore delle Filippine, Ferdinando Marcos,
quando si complimentò con lui per aver aggiunto
alla borsa (4 milioni di dollari che diventarono 6
col 43% degli incassi) il milione di dollari vinti
scommettendo su se stesso: «No, i soldi della

scommessa non li voglio: il nostro conto io e Joe
lo abbiamo saldato sul ring».
INIZIO E FINE Eppure il match non era nato sotto
una buona stella. In America molti ritenevano
inutile una bella fra due pugili che avevano già
regolato i propri conti (1-1) con Frazier in declino e Ali impegnato con avversari di secondo piano (Weppner, Lyle e Bugner) e ci vollero due colpi di maestro per accendere l’interesse: Don
King, come aveva fatto per Ali-Foreman a Kinshasa, portò il match nella terra di un dittatore
che si impegnò a coprire tutte le spese (12 milioni di dollari) infischiandosene delle sacche di povertà del Paese e inventò un altro celebre slogan
«Thrilla in Manila». Ali continuò nell’opera di derisione del Gorilla di Philadelphia «così brutto
che anche le lacrime gli scorrono sulla schiena
per non guardarlo». E per alimentare il rancore
dello sfidante si presentò in conferenza stampa
con un gorilla di gomma che prese a colpire canticchiando: «Sarà un killa (omicidio), un chilla
(brivido) e un thrilla (emozione) quando a Manila batterò il Gorilla». Non sapeva che, come
Frazier, anche lui dopo quel match non sarebbe
stato più lo stesso. Afflitto dai danni cerebrali
diagnosticatigli dal dottor Ferdie Pacheco,
avrebbe perso e riconquistato il Mondiale contro
Leon Spinks infilando l’interminabile tunnel del
morbo di Parkinson.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL 1° OTTOBRE ‘75, NELLA BELLA DEL MONDIALE DEI MASSIMI, SI DECISE
TUTTO NELL’ULTIMO INTERVALLO CON I DUE PUGILI SFINITI: MUHAMMAD
TROVO’ LA FORZA PER RIALZARSI E CROLLO’, JOE FU FERMATO DALL’ANGOLO

30
32

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

TUTTENOTIZIE
IPPICA

Il driver
Gelormini
ancora a segno
in Francia
● Gabriele Gelormini
giramondo di successo. Il
driver piemontese, ormai da
anni attivo in Francia,
domenica scorsa ha vinto a
Son Pardo, l’ippodromo di
Palma de Maiorca, il GP des
Baleares con Roxana de
Barbray, mentre ieri ha
conquistato a Laval il GP
Anjou-Maine in sulky a
Voltigeur de Myrt, il cavallo
allenato dall’altro piemontese
Roberto Donati con cui
tenterà l’assalto all’Amérique
2016, dopo il secondo posto
dello scorso anno dietro Up
and Quick. Voltiguer ieri, al
rientro da giugno, ha vinto in
1.13.2, record della corsa,
davanti a Roxane Griff e la
nostra Nefertite del Rio (A.
Abrivard). Nel convegno
anche l’Europeo dei tre anni
(m 2050) vinto da Coquin
Bebé (Bazire) in 1.13.1.
● BELLEI A NEW YORK Ci
sarà anche Enrico Bellei, in
sulky a Rod Stewart (trainer
Jerry Riordan), sabato 10
ottobre nell’International Trot
(metri 2011), che ritorna allo
Yonkers dopo 20 anni. In pista
anche l’altro italiano Oasis Bi
(O. Kihlstrom). La corsa (10 gli
invitati) ha una dotazione di
un milione di dollari (500 mila
al primo), ma gli europei che
non andranno a premio
prenderanno 37mila dollari.

OLIMPIADI

Candidatura web
Roma è online
per i Giochi 2024

Una delle immagini sul nuovo sito
È arrivata anche sul web la
candidatura ufficiale di Roma
per le Olimpiadi e per le
Paralimpiadi del 2024: sul sito
internet www.2024roma.org
(prima versione teaser in
italiano ed in inglese) un
primo assaggio di contenuti
che di settimana in settimana
saranno svelati ai navigatori e
daranno corpo al sogno della
Capitale, cioè ospitare il più
grande evento sportivo
globale. La homepage apre
con uno splendido video sulle
note dell’Estate delle Quattro
Stagioni di Antonio Vivaldi,
colonna sonora del percorso
che i petali di un soffione
fanno lungo tutta la Capitale
accarezzandone le bellezze. I
bambini, i futuri atleti
dell'Olimpiade del 2024, non
mancano: da veri
protagonisti chiudono la clip
con un grande abbraccio
dopo aver raccolto gli attrezzi
dei vari sport. Trova spazio la
citazione di Mattie JT
Stepanek: «Anche se il futuro
sembra lontano, in realtà
comincia proprio adesso».
Attivi gli account social (su
Twitter @roma2024, su
Instagram roma_2024) e
l’hashtag, oramai strumento
immancabile, #WewantRoma.

1 HOCKEY GHIACCIO: SERIE A (m.l.) Oggi si gioca la 4

a

giornata. Programma. Ore
20.30: Asiago-Renon; Valpellice-Val Pusteria; Cortina-Gardena; Fassa-Vipiteno (19.45).
Classifica: Vipiteno 9; Renon, Val Pusteria, Fassa 6; Asiago, Cortina, Valpellice 3; Gardena 0

IL CASO

Mai più discriminate
In Senato arriva
il ddl per la parità
1La vicepresidente Fedeli: «Legge entro l’8

marzo». La Idem: «Perché solo noi dilettanti?»

I senatori Ranucci, Idem e Fedeli e la deputata Coccia a Palazzo Madama

Alessandro Catapano
ROMA

a battuta (fino ad un certo punto) della senatrice
Josefa Idem dà la misura
del problema: «Non so chi sarà la portabandiera a Rio, se
Pellegrini, Cagnotto o Pennetta: so solo che sarà una
donna e, quindi, non sarà una
professionista». Ma una dilettante, almeno per le leggi ita-

L

JUDO

Il ceco Jurecka
annega nel Garda
Funerali venerdì
● (e.d.d.) Puntava alla
qualificazione olimpica nei 90
kg ed un mese fa ai mondiali
ad Astana aveva superato due
turni, ma i sogni di Alexandr
Jurecka, 24enne judoka di
Havirov (R. Ceca), si sono
spenti a 99 metri di profondità
durante un’immersione a
Porto San Nicolò. È accaduto
venerdì sera a Riva del Garda
a causa, molto probabilmente,
di un errore che ha indotto
Jurecka, sub esperto, a
superare la profondità
consentita dall’uso di bombole
ad aria compressa (35-40
metri). Il corpo è stato
individuato con il Rov dei
pompieri di Trento e
recuperato alle 3.30 del
mattino. Sabato ai Tricolori a
squadre a Trento i compagni
di squadra di Jurecka,
Jaromir Jezek e Lukas
Krpalek, hanno gareggiato
ugualmente con l’Akiyama
dedicando un gesto speciale
allo sfortunato compagno. La
memoria sarà onorata con un
minuto di silenzio anche in
occasione del Grand Prix a
Tashkent e del campionato
nazionale a Teplice. I funerali
venerdì 2 ottobre nella chiesa
Anne ad Havirov.

Alexandr Jurecka aveva 24 anni

liane. Sta tutta qui la discriminazione, abnorme nel 2015, che
ora il disegno di legge AS 1996
depositato in Senato a luglio e
presentato ieri a Palazzo Madama, prova ad abbattere: una legge preistorica (la 91 del 1981)
che non qualifica le discipline
sportive femminili come «professionismo», configurando di fatto
una discriminazione delle atlete
che, sebbene molto spesso facciano dello sport il proprio lavoro, di fatto gareggiano come di-

BASEBALL

Dopo Royals
e Mets, fanno
festa i Dodgers

Clayton Kershaw festeggia AP
● Dopo Kansas City Royals e
New York Mets, anche i Los
Angeles Dodgers festeggiano
il titolo divisionale (National
West), grazie al successo 8-0
(con Clayton Kershaw, che ha
concesso 1 valida in 9 riprese
con 13 strikeout) sui campioni
in carica di San Francisco,
che quest’anno invece non
centrano l’accesso ai playoff.
Già sicure invece di accedere
alla postseason, Toronto, St.
Louis, Pittsburgh e Chicago
Cubs. Con i New York
Yankees a un passo dalla
qualificazione, resta grande
lotta per la vittoria
nell’American League West,
con texas, Houston e Los
Angeles Angels che si
contendono la corona. In
palio anche la seconda wild
card, con Minnesota che
potrebbe inserirsi in volata.
Per i Dodgers si tratta della
terza qualificazione
consecutiva ai playoff e sesta
negli ultimi 10 anni. La
squadra tra i cui proprietari
figura anche Magic Johnson,
ex stella dei Lakers (basket
Nba), è già certa di sfidare i
Mets al primo turno. Martedì
la gara secca tra le wild card
dell’American, mercoledì tra
quelle della National.

lettanti e, conseguentemente,
guadagnano il 30% in meno dei
maschi e non possono godere
delle stesse tutele contributive,
previdenziali e sanitarie. «Io ho
dovuto fare Mondiali in gravidanza o in maternità per non
perdere il posto nel club olimpico
— racconta la Idem, per due mesi ministro dello Sport nel governo Letta —: è inconcepibile che
le donne in Italia possano fare
sport solo per divertirsi». La vicepresidente del Senato, Valeria
Fedeli, prima firmataria del disegno di legge, promette che «andrà in porto entro l’8 marzo», la
deputata Laura Coccia, ex atleta
paraolimpica, ricorda che «analogo provvedimento è incardinato alla Camera». In sala, applaudono le associazioni e il Coni,
rappresentato dal capo di Gabinetto Francesco Soro, al quale la
Idem e la Fedeli riconoscono
«sensibilità e disponibilità ad abbattere le barriere».
IUS SOLI E MANDATI Intanto,
ne cade un’altra, sempre per iniziativa del Senato: la VII Commissione Cultura e Sport di Palazzo Madama ieri ha approvato
lo ius soli sportivo, per cui i minorenni stranieri residenti in Italia, a partire dal decimo anno di
età, potranno essere tesserati
dalle società sportive. Il ddl, con
la relazione della Idem, prestò
andrà in aula. La stessa Commissione, ieri, ha licenziato il ddl Ranucci sul limite di due mandati
per gli organi del Coni: il terzo
sarà possibile solo se uno dei due
precedenti abbia avuto durata
inferiore a due anni e un giorno.
Ma la norma, ovviamente, non
sarà retroattiva. Quello che chiedeva Malagò.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

NUOTO

Coppa del Mondo
A Pechino duello
tra le Campbell
● A Pechino gran duello nei
100 sl tra le sorelle Campbell:
per 2 centesimi la spunta l’ex
iridata Cate (52”96 contro il
52”98 della sorella). Insolita
Hosszu: una sola vittoria.
Risultati. Uomini: 50 sl.
Nakamura (Gia) 22”27, Ban
(Col) 22”56; 200 sl Smith (Aus)
1’46”70, Zhang Jie 1’49”64;
1500 sl Sakai (Gia) 15’29”46;
50 do Xu Jiayu 24”65; 200 do
Shirai (Gia) 1’57”98; 100 ra Van
der Burgh (Saf) 59”76; 100 fa
Sakai (Gia) 53”52, Prdunikov
(Rus) 53”54; 200 mx Verraszto
(Ung) 2’01”72. Donne: 100 sl
C.Campbell (Aus) 52”96, B.
Campbell (Aus) 52”98, Franklin
(Usa) 54”39; 400 sl Guo Jinjun
4’08”46;100 do Seebohm
(Aus) 58”59, Hosszu (Ung)
1’00”26; 50 ra Atkinson (Giam)
30”65, Zhang Jyiaying 31”69;
200 ra Zhang Xinyu 2’27”17,
Simonova (Rus) 2’27”32; 50 fa
Ottesen (Dan) 25”81; 200 fa
Jakabos (Ung) 2’09”90, Li Zige
2’12”68 (rec. mondiale 2’01”81);
400 mx Hosszu (Ung) 4’39”49.
● COCONI Per sostituire Max
Di Mito, la federazione di San
Marino trova in Maurizio
Coconi il nuovo direttore
tecnico, ex ds e ct della’Italia
juniores e ct spagnolo.

ATLETICA
● PUMA POWELL (si.g.) Asafa

Powell (Giam) è diventato uomo
immagine della Puma, dopo la
firma del contratto con la
multinazionale tedesca. Lancerà
una linea sportiva come «Re dei
meno 10».
● IN GIAPPONE (si.g.) Così a Gifu.
Uomini. 10.000: P. Tanui (Ken)
27’37”13; Mwangi (Ken) 27’43”25.
400 hs: Nozawa 49”28 (b. 49”08).
Asta: Yamamoto 5.70. Donne.
10.000: Suzuki 31’48”18.

BEACH VOLLEY

15.30) scegliamo Palissy (11),
Premier Pride (14), Richelieu Terzo
(12), Nick Dei Fiori (13), Ronaldo Lp
(6) e My Grif (3).
● SI CORRE ANCHE Trotto:
Bologna (14.30) e Taranto (15.15).
Galoppo: Firenze (15.10).

PALLANUOTO
● EURO CUP All’esordio nel primo

turno, a Budapest, Carpisa
Yamamay Acquachiara-Primorac
(Mne) 15-6: oggi doppia sfida con
gli ungheresi di Szeged (ore 12.20)
e Ferencvaros (18.40). La
Canottieri Napoli debutta stasera
a Spalato contro il Donk Gouda
(Ola, 17.30).

● NICOLAI-LUPO KO (c.f.) Alle

Swatch World Tour Finals, gli
azzurri Nicolai-Lupo hanno ceduto
2-1 (13-21, 21-19, 15-12) nel 2° match
della pool a Evandro-Pedro
Solberg (Bra). Oggi il match con
Herrera-Gavira (Spa) e domani
quello con Brouwer-Meeuwsen
(Ola).

GOLF
● DUNHILL LINKS Edoardo

Molinari non parteciperà all’Alfred
Dunhill Links Championship che si
gioca da oggi con formula pro am
a coppie e con la partecipazione di
168 concorrenti sui tre percorsi
dell’Old Course St. Andrews, di
Carnoustie e del Kingsbarns, in
Scozia. Il torinese, iscritto e già nel
tee times, ha rinunciato all’ultimo
momento. Matteo Manassero
giocherà con e Alessandro Del
Piero. Queste le altre tre coppie:
Marco Crespi - Ludovico Del Balzo,
Renato Paratore - Peter Dawson.
● CHALLENGE ALL’OLGIATA
All’Olgiata Golf Club, un tracciato
impegnativo, selettivo, tecnico e
che ha appena ottenuto la prima
posizione nella Top Ten 2015 dei
campi da golf, scatta oggi l’Emc
Golf Challenge. Alla partenza quasi
tutti i migliori esponenti del
circuito, impegnati nella volata
finale che condurrà in Oman, dove
nel Golf Classic Grand Final (4-7
novembre) a Muscat, ai primi 15
classificati nella money list
saranno gratificati con la carta
per l’European Tour 2016. Ha
grandi speranze Lorenzo Gagli,
38° nella graduatoria dei
guadagni. Insieme al toscano
saranno alla partenza altri 14
giocatori italiani.

IPPICA
● IERI 8-6-10-4-9 A Roma (m

1600): 1 Tina Turner (D. Di Stefano)
1.15.2; 2 Turbine d’Ete; 3 Tabata Ek;
4 Terry Bl; 5 Torquemada Bi. Tot.:
1,83; 1,22, 1,45, 2,99 (6,77). Quinté:
364,94. Quarté: 68,88. Tris: 29,27.
● OGGI QUINTÉ A NAPOLI Ad
Agnano (inizio convegno alle

RUGBY
● MCKINLEY (ma.p.) C’è anche Ian

McKinley tra i permit player scelti
dalle Zebre per la sfida di Pro12 in
programma domenica a Parma
contro gli Scarlets. Con Canna,
Haimona e Beyers indisponibili ecco
che l’apertura irlandese del Viadana
potrà fare il suo ritorno in Celtic,
dove debuttò ancora 19enne nel
2009 con Leinster. L’anno dopo un
incidente di gioco gli costò la vista
dall’occhio sinistro, ma da un paio di
stagioni ha potuto ricominciare la
propria carriera prima a Udine e
poi proprio a Viadana grazie al
progetto tutto italiano Rugby
Goggles, occhiali protettivi
approvati in via sperimentale da
World Rugby.

TENNIS
● JUNIOR FED CUP Riscatto

azzurro nella seconda giornata
della Junior Fed Cup in corso fino
a domenica alla Caja Magica di
Madrid, la stessa sede del «1000»
Atp e del «Premier» Wta che si
disputano a maggio, con in gara le
migliori 16 nazioni. L’Italia guidata
dal capitano Silvia Farina,
inserita nel Gruppo C e battuta ieri
dalla Russia, ha infatti
sconfitto il Brasile per 3-0
(Federica Bilardo b. Thaisa
Pedretti 7-5 6-1; Tatiana Pieri b.
Marcelle Cirino 6-2 6-1; Federica
Bilardo/Tatiana Pieri b. Thaisa
Pedretti/Nathalia Gasparin 6-3 5-7
6-4).

VELA
● GIRO VELA (e.m.) Dieci

equipaggi di quattro velisti su dieci
barche tutte uguali. Questo è il Giro
Vela, regata attorno all’Italia che il
presidente della Federvela Carlo
Croce ha annunciato ieri al Salone
Nautico di Genova. La nuova regata
che si svolgerà tra giugno e luglio
2016, vuole raccogliere l’eredità del
Giro d’Italia a Vela organizzato da
Cino Ricci (con la Gazzetta dello
Sport).

TUFFI MOZZAFIATO DA 27 METRI
Nella tappa di Bilbao (Spa) della Red Bull Cliff Diving, il
circuito mondiale di tuffi dalle grandi altezze, Gary Hunt, il
campione della stagione, non è rientrato neanche tra i primi
otto classificati e la vittoria è andata all’americano Steven
LoBue con una prestazione sensazionale. Sul podio lo hanno
seguito Orlando Duque (nella foto Afp mentre si tuffa dalla
piattaforma da 27.5 metri) e Blake Aldridge al terzo.
Bronte e Cate Campbell LAPRESSE

AltriMondi R

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

combattenti e i terroristi già
sui loro territori, non aspettare
che arrivino a casa nostra».

IL FATTO
DEL GIORNO
LOTTA
AL TERRORE

Come ha reagito la comunità internazionale alla discesa in campo dei russi?
Qualcuno si è mosso?
La presa di posizione più dura
è della Francia. Il ministro degli Esteri Laurent Fabius accusa: «Esistono indicazioni del
fatto che le incursioni russe
non hanno preso di mira il Daesh» (adesso i francesi adoperano questo termine per intendere “Isis”, anche se in arabo
può suonare come un insulto:
gli americani, pare, si stanno
adeguando). Ancora: «Sarà
pertanto necessario verificare
quali ne fossero gli obiettivi».
Parigi insiste per la fine dei
bombardamenti governativi
contro i civili, con i barili-bomba o agenti chimici quali il cloro: «Questa cosa deve cessare», ha intimato Fabius. «Il
Consiglio di Sicurezza deve
mettere al bando in Siria una
volta per tutte l’utilizzo di barili-bomba carichi di esplosivi e
del cloro».

3

Strade deserte e palazzi distrutti nella città siriana di Talbisseh, nei pressi di Homs, dopo i primi raid aerei anti-Isis AFP

Ma se gli attacchi aerei
4
non fermano l’Isis
perché i russi insistono?
1Primi raid di Putin in Siria. Ma Usa e Francia: «Colpiti i ribelli»
La strategia è quella di far avanzare via terra le truppe locali

di GIORGIO DELL’ARTI
gda@gazzetta.it

Un sacco di gente bombarda la
Siria. Gli Stati Uniti, i turchi,
la Francia e ieri anche i russi, a
cui Putin, dopo il discorso all’Onu, ha dato il via libera.
Dove hanno bombardato?
Nella zona di Homs. Putin, che sembra in preda a
una specie di improvvisa mania per la legalità, s’è fatto prima approvare l’intervento dal
Parlamento russo, poi, dopo
che gli americani avevano dato
notizia dell’azione, ha lasciato
che i suoi confermassero. Prima di alzarsi in volo i russi
hanno anche avvertito il comando americano: siccome gli
aerei degli Stati Uniti fanno
più o meno la stessa cosa, c’era
la possibilità teorica di qualche
incidente, cioè russi e americani che senza volerlo o senza saperlo si sparavano addosso tra
di loro. Quindi i russi hanno
avvertito gli Stati Uniti, gli Sta-

1

ti Uniti hanno fatto sapere di essere stati avvertiti e subito dopo
hanno reso noto che avrebbero
continuato a bombardare come
prima. Questo balletto sembra
significare: a differenza di quanto accaduto in Ucraina, dove si
vedevano all’opera miliziani con
divise che nel mondo non aveva
mai visto nessuno (erano soldati
russi travestiti), qui pare che lo
zar di Mosca voglia far credere
che tutto si svolge alla luce del
sole.
Non è così?
Secondo la Tass, gli attacchi russi sono avvenuti in
zone controllate dall’Isis, quindi i bombardamenti avrebbero avuto come bersaglio i
combattenti dello pseudocaliffo. Ma esponenti dei
ribelli siriani hanno fatto
sapere che i bersagli dei
raid russi sono in realtà
gli stessi di quelli che aveva l’aviazione di Assad,
ossia i ribelli moderati,
quelli che hanno dato inizio alla guerra civile contro

2

Il presidente
della Russia
Vladimir Putin
ha dichiarato
che «i terroristi
vanno colpiti
sul loro
territorio» EPA

Assad. Un po’ come hanno fatto i
turchi: con la scusa di annientare gli adepti dello Stato islamico,
sono andati a colpire i curdi. Samir al-Nashar, membro della
Coalizione nazionale siriana, ha
affermato che i raid russi hanno
colpito le zone di Talbisah e alRasatan, a nord di Homs, nel
centro della Siria, e in queste
aree, già prese di mira dall’aviazione di Assad, non si registrerebbe la presenza né dell’Isis né
dei gruppi legati ad al-Qaeda. Il
bilancio dell’attacco - dicono gli
attivisti di Homs citando testimoni oculari - è di almeno cinque civili uccisi, tra cui alcuni
bambini. Uno degli attacchi aerei avrebbe colpito case abitate da civili a Zaafaraniya, a
nord di Homs. I russi naturalmente smentiscono tutto, sostengono di aver attaccato l’Isis. Putin, dal
canto suo, dichiara: «L’unico modo per combattere il
terrorismo internazionale,
in Siria e nei paesi limitrofi,
è agire in contropiede,
combattere e distruggere i

Che cosa sono i barilibomba?
Sono barili pieni di
esplosivi, proiettili, ferraglia,
chiodi e combustibili vari, lanciati da elicotteri con effetti altamente devastanti. Secondo
alcuni testimoni il regime siriano ha fatto ampio uso di
questi barili-bomba. Un video
della Bbc ha mostrato l’effetto
impressionante del barilebomba e, nella didascalia, ha
scritto grossa la parola “indiscriminate”, cioè il barile
-bomba è l’inverso di un ordigno mirato, esplode e distrugge magari qualche obiettivo
militarmente significativo,
ma, nello stesso tempo, fa anche strage di innocenti, dato
che il suo effetto è vasto. Assad, interrogato da un giornalista dell’emittente britannica,
ha risposto: «So che l’esercito
usa proiettili, missili e bombe.
Non ho mai sentito parlare di
barili-bomba».

Se è già stato acclarato
che con gli attacchi aerei i
fondamentalisti islamici
non si fermeranno mai, perché
tutti insistono con questo metodo?
Tutti puntano sull’avanzata via
terra portata a compimento
dalle truppe locali. Specialmente dai peshmerga turchi.
Negli ultimi sei mesi, in effetti,
i combattenti turchi avrebbero
liberato 530 chilometri quadrati di territorio. Al Baghdadi
non sarebbe riuscito a riguadagnare terreno a scapito dei peshmerga da quando la coalizione guidata dagli Usa ha cominciato i bombardamenti.

5

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CONTINUANO GLI SBARCHI

R

TASCABILI
IL SALUTO ALL’EX DIRIGENTE DEL PCI

La sinistra di ieri e di oggi
ai funerali di Ingrao:
«Ci ha insegnato l’utopia»

Renzi, Grasso e Mattarella ai funerali di Ingrao ANSA
● «Ciao compagno Pietro»: con questo
striscione i romani hanno dato l’ultimo saluto, in
piazza Montecitorio, a Pietro Ingrao, lo storico
dirigente comunista scomparso domenica a 100
anni. Accanto al presidente della Repubblica
Sergio Mattarella, c’erano il premier Matteo
Renzi e il leader Cgil Maurizio Landini, il regista
Ettore Scola e Nichi Vendola, l’ex capo dello Stato
Giorgio Napolitano e Fausto Bertinotti: l’incontro
fra volti di epoche diverse della sinistra, in piedi
ad ascoltare “Bella Ciao”, omaggio al passato da
partigiano di Ingrao. Sopra alla bara una corona
di fiori e un caschetto portato dagli operai delle
acciaierie di Terni (che Ingrao incontrò in un
momento di lotta, nel 1976, da presidente della
Camera) e la sciarpa rossa di don Andrea Gallo.
E via Twitter arriva il saluto del segretario
generale della Cgil, Susanna Camusso: «Ci hai
insegnato a pensare l’utopia, a non rinunciarci
mai a viverla come possibile nel nostro vivere»..

IL GIALLO DELLA COPPIA UCCISA

Pordenone, sequestrato
pc in casa dell’indagato
● Novità nel giallo sulla morte della coppia di
Pordenone. Ieri è stato sequestrato un altro
computer dall’appartamento del caporal
maggiore Giosuè Ruotolo, unico indagato per il
duplice omicidio che sarà interrogato martedì.
Per effettuare il provvedimento sono stati iscritti
nel registro degli indagati i due commilitoni con
cui Ruotolo viveva, ma si è trattato solo di un
atto dovuto: i due sono estranei alla vicenda.

DOPO I QUATTRO ARRESTI

Tangenti a Milano, la Gdf
trova pure 32 lingotti d’oro
● Si fa sempre più pesante lo scandalo tangenti
al Comune di Milano. La Finanza ha sequestrato
ieri a due dipendenti, all’ex manager del Comune
e all’imprenditore arrestati martedì, ben 32
lingotti d’oro (da un chilo l’uno), oltre a 520mila
euro in contanti, 19 orologi di pregio e diversi
gioielli, per un totale di circa due milioni di euro
di beni. I quattro fermati saranno ascoltati oggi
dal gip di Milano Alfonsina Ferraro.

IN GEORGIA: LA PRIMA IN 70 ANNI

Via i migranti da Ventimiglia
La polizia sgombera il presidio
itorna la tensione a Ventimiglia, crocevia dei migranti verso la Francia.
Dopo oltre tre mesi, è stata
sgomberata la tendopoli nella
pinetina davanti alla barriera
di San Lodovico occupata dai
migranti e dagli attivisti. Le forze dell’ordine sono intervenute
ieri mattina verso le sei, su richiesta della magistratura, che
ha disposto il sequestro dell’area. «Abbiamo affermato un
principio di legalità: non si può
stare nel nostro paese pensando di fare quello che si vuole. O
rispetti le nostre regole o altri-

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menti vieni sgomberato», è stato il commento del ministro
dell’Interno Angelino Alfano. I
migranti, che erano tornati ad
occupare gli scogli, se ne sono
andati via dopo la mediazione
del vescovo di Ventimiglia Antonio Suetta e hanno raggiunto
il centro di accoglienza. Alfano
ha anche dato i numeri degli
sbarchi in Italia. «Sono sbarcati
130.577 migranti, 8 mila in meno rispetto ad un anno fa».
LA TRAGEDIA Nuovo naufragio, intanto, nelle acque greche, davanti all’isola di Lesbo:

Migranti e attivisti sugli scogli di Ventimiglia (Im) ANSA

un bambino di due anni e una
donna di 35 sono morti quando
l’imbarcazione su cui si trovavano si è rovesciata. La Guardia
costiera ha salvato altre 47 persone. Ci sarebbero anche 11 dispersi. Il flusso di migranti e
profughi prosegue ininterrotto:
sono stati circa 200 mila quelli
della rotta balcanica che dall’inizio dell’anno sono entrati in
Serbia continuando il loro viaggio verso i Paesi dell’Europa occidentale: 270 mila migranti
sono invece entrati in Germania in un mese. La Slovacchia,
intanto, presenterà un ricorso
alla Corte di giustizia europea
contro il piano Ue di costringere gli Stati membri a redistribuire 120 mila richiedenti asilo
sulla base del sistema di quote.
Ieri, intanto, il presidente Cei
Angelo Bagnasco ha strigliato
l’Europa che «ha guardato con
fastidio all’ondata migratoria».

Usa, giustiziata una donna
Il Papa si era speso per lei

Kelly Gissendaner uccisa con un’iniezione letale
● È stata eseguita ieri in Georgia la condanna a
morte di Kelly Gissendaner, 47 anni, accusata di
avere pianificato l’uccisione del marito insieme
all’amante nel 1997. È la prima donna al patibolo
in Georgia da 70 anni. La 47enne è stata uccisa
con un’iniezione nella prigione di Jackson. Vano
l’appello di Papa Francesco per lei. Il Papa si è
espresso pure per Richard Glossip: in Oklahoma
esecuzione rinviata: dubbi sulla colpevolezza.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania 2,20; Austria 2,20; Belgio 2,20; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro 2,20; Croazia Hrk 17; Francia 2,20; Germania 2,20; Grecia 2,50; Irlanda 2,20; Lux 2,20; Malta 2,20; Monaco P. 2,20; Olanda 2,20; Portogallo/Isole 2,50; SK Slov. 2,20; Slovenia 2,20; Spagna/Isole 2,50; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Hong Kong HK$ 45; Ungheria Huf. 700;
UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.

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GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT



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