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INDAGINI BIANCHE .pdf



Nome del file originale: INDAGINI BIANCHE.pdf

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CAPITOLO I: E IL TERRORE ARRIVO’
Nella fredda e gelida landa di Playermouth, la cronaca nera aveva appena appena bussato in
quella tranquilla città. Adam Mufferin e la sua consorte, la signora Gioacchina Mufferin, erano
stati brutalmente freddati, entrambi con due colpi di pistola cadauno, e la loro macchina era
ferma sul manto nevoso affianco alla strada, che quel gelido inverno aveva formato, segno che
i due erano stati colpiti mentre l’auto viaggiava, e a seguito degli spari era di poco sbandata
pur restando comunque in mezzo alla strada.
Ma nessuno può avvicinarsi, né la scientifica nè tantomeno i curiosi, finchè prima sul posto
non siano arrivati i detective Cassiopin e Ruge, i due detective a cui il procuratore capo di
Playermouth Vincent Buongasso ha assegnato il caso.
E eccoli arrivare finalmente! Cassiopin, buttato giù dall’letto in quella fredda mattinata, ma
nonostante tutto sempre pronto e schizzante, d’altronde è risaputo che è il migliore detective
della contea, e dall’altro lato ecco Ruge, che emana odore d’alcol, probabilmente la sera prima
come è solito fare avrà frequentato le peggio bettole di Playermouth bevendo alcolici fino ad
ingozzarsi. Chi non lo conoscesse dubiterebbe che Ruge è un tutore della legge, per i suoi
metodi e i suoi vizi, e al contrario di Cassiopin, Ruge è anche sotto sotto disprezzato da gran
parte dei poliziotti del distretto per via di quella faccenda del bosco di cui ora è meglio non
parlare.
Arrivati sul luogo del delitto, dopo qualche sguardo e qualche battuta non proprio di stima
reciproca, Cassiopin e Ruge dipanano i rancori personali e iniziano le indagini. La dinamica è
chiara, i coniugi Mufferin erano alla guida della loro auto, l’omicida era in mezzo alla strada,
ha sparato a loro e l’auto è un po’ sbandata restando comunque sulla carreggiata verso il
blocco di neve. Non sembrano esserci testimoni. Erano le 6 del mattino. Chi gira per strada a
Playermouth alle 6 di mattina in inverno a -10 con il freddo che fa?
Poche ore dopo Cassiopin e Ruge scoprono che i Mufferin erano di ritorno nella loro casa dopo
che avevano passato l’intera giornata precedente, compresa la notte, a Conchester, 40 km da
Playermouth, essendo stati ospiti della conferenza “La provvidenza aiuta un po’ tutti”
conferenza religiosa come del resto molto religiosi lo erano i Mufferin.
-“Fiondiamoci a quella conferenza” dice Cassiopin e zum, i due detective arrivano a Conchester
nella struttura adibita per la conferenza. La conferenza è finita il giorno prima, si stanno
smantellando le impalcature, ma i due detective due chiacchiere riescono a farle lo stesso con
Padre Gianniz, uno dei curatori e organizzatori dell’evento.
Padre Gianniz-“All’evento c’erano quasi 100 persone, un successone. L’argomento principale era
la Provvidenza, come da titolo, ma poi ovvio che si va a parlare pure di altro. I Mufferin erano
bravissime persone, sempre in prima fila anche questa volta, li conoscevo personalmente, è
inconcepibile ciò che sia successo”
Cassiopin-“Ha notato nulla di strano, chessò gente strana, che faceva o diceva cose strane?”
Padre Gianniz-“Figliuolo, era un evento religioso. Vuoi che non ci fosse gente strana che diceva
cose un po’ strane? Se dovessimo impedire a gente strana di partecipare, chiese e conferenze
resterebbero con 4 gatti. Ma sono tutte brave persone però. Però si in effetti c’era un tizio
misterioso, che ha partecipato e non ha detto nulla, e sembrava guardare attentamente i
Mufferin con insistenza. Poi misteriosamente se n’è andato”

Fatto! I due detective ora hanno una pista da seguire. Nel frattempo però se ne ritornano a
Playermouth. Ruge si fionda in un bar a scolarsi una vodka salvo essere interrotto da una
chiamata di Cassiopin che alle 21 di sera sta analizzando l’auto dei Mufferin. “Che palle” pensa
Ruge. “Ho trovato una cosa incredibile” dice Cassiopin
E che ha trovato? Sul cruscotto scritto con un rossetto ci sono questi numeri: 10 14

CAPITOLO II: MISTER GAMMA
Un uomo misterioso, una conferenza religiosa e due strani numeri 10 e 14 scritti sul luogo del
delitto. Forse scritti dalle vittime morenti? O forse proprio dall’omicida? Gli ingredienti per un
mistero ci sono tutti.
Cassiopin e Ruge tornano a Conchester, per analizzare i filmati della conferenza, e per
individuare il volto di Mister Gamma, così è stato ribattezzato il misterioso uomo presente alla
conferenza. E finalmente grazie all’aiuto di Padre Gianniz lo trovano. Ora finalmente Mister
Gamma ha un volto, ma chi è? Negli archivi della segnaletica non risulta nulla. Sarà
sicuramente incensurato. Ma a Ruge c’è una cosa che non gli va giù, cosa sono quei numeri.
Cassiopin ritiene la storia dei numeri di secondaria importanza, ma Ruge no, quei numeri
sono un messaggio. Da chi e verso chi, non si sa ma sono un messaggio. Ma cosa vogliano dire
10 e 14 resta un mistero. Un indirizzo? Un numero di telefono?
Cassiopin si concentra sui filmati di Mister Gamma. Guardandolo, guardandolo come si muove,
vuole cercare di ragionare come lui e di capire cosa pensa.
Cassiopin-“Ecco, sta scrutando la platea, forse il suo istinto da predatore sta cercando la preda.
Chi ucciderà. Già! L’omicidio non è premeditato, ha scelto sul posto chi avrebbe ucciso in seguito,
e poi finito il congresso li ha pedinati”
Ciò che desta irrequietudine all’intero pull investigativo è che mister Gamma gira tra la platea
e prende appunti su un blocchetto. Forse sta catalogando le caratteristiche delle persone per
scegliere chi avrebbe ucciso? E tale lotteria macabra avrebbe visto vincitori i Mufferin quindi?
L’ipotesi di Mister Gamma serial killer va per la maggiore quindi. Ma seriale o occasionale?
Forse più occasionale, perché a Playermouth e dintorni, di omicidi se ne sono visti ben pochi e
tutti per futili motivi.
Già Playermouth, si vede dall’alto. Città con case basse, un piccola zona industriale e tanto
bianco. Tutta neve. Dall’alto si vede tutto bianco eccetto che le strade. Gli spazzaneve fanno il
loro lavoro.
Drin drin……….. squilla il cellulare di Cassiopin.
“Detective Cassiopin? Buon giorno, chiamiamo da Duvallestberg, 15 km da Playermouth, siamo
gli sceriffi del luogo, sappiamo che vi state occupando del duplice omicidio della conferenza.
Ecco, oggi abbiamo trovato ucciso il signor Gigarinis, che anche lui ha partecipato alla
conferenza. Forse c’è un collegamento”
Forse? Accidenti se c’è per la mente lucida di Cassiopin. Il collegamento c’è addirittura per la
mente innaffiata dall’alcol di Ruge, figuriamocoi!
E ecco quindi che Cassiopin e Ruge si fiondano in macchina verso Duvallestberg. Ma ahimè i
soli 15 km si trasformano in un lungo percorso poiché i due restano bloccati in una bufera di
neve. Succede negli inverni gelidi di Playermouth e contea.
Arrivati finalmente dopo 5 ore, i due analizzano il cadavere di Gigarinis, membro devoto della
congregazione religiosa, anche lui partecipante al convegno “La provvidenza aiuta un po’ tutti”
e ucciso con 4 colpi di pistola. La scientifica confermerà essere la stessa pistola dell’omicidio
dei coniugi Mufferin. Ma ad uscire moralmente vittorioso dalla scena del crimine è il detective
Ruge, affianco al corpo scritto con rossetto il numero 16

Ruge-“Un altro numero. L’avevo detto io che i numeri c’entravano in qualche modo”
D’improvviso Ruge ha un’altra illuminazione, si fionda sui video della conferenza, e scopre che
i coniugi Mufferin sedevano lui al posto numero 10 e lei al posto 14. Gigarinis sedeva invece al
posto 16. I numeri affianco ai cadaveri corrispondono ai posti che avevano nella conferenza.
“Bel colpo Ruge!” afferma Cassiopin, in uno dei pochi atti di stima verso il collega. Ma poi è la
volta di Cassiopin che guardando i filmati afferma
Cassiopin-“Guarda, Mister Gamma sta indirizzando i coniugi Mufferin a sedersi in posti separati.
Perché? Forse perché voleva proprio che lui e lei stessero al 10 e al 14, per uccidere insieme i
numeri 10 e 14. Quindi i numeri non sono casuali, lui ha ucciso numeri precisi. E inoltre per poter
indirizzare ai posti significa che Mister Gamma ha un ruolo organizzativo. 1-1 caro Ruge, palla
al centro, stavolta il gran colpo è mio”

CAPITOLO III: IL MOTORE DI UNA CITTA’
Dunque Mister Gamma aveva un ruolo nell’organizzazione di “La Provvidenza aiuta un po’
tutti”, non si può dunque non mettere sotto torchio ancora Padre Gianniz che aveva negato di
conoscerlo vedendolo in video
Padre Gianniz- “Boh ma che ne so io? C’erano dei volontari, gente che aiutava i partecipanti a
mettere a posto e far sedere i partecipanti. I volontari facevano parte tutti della società
Inframort. Ma io non li conosco e con loro non ho nulla a che farci”
Inframort, una società che per Playermouth vuol dire molto. Tubature, macchinari, e
quant’altro, questo si produce alla Inframort che dà da lavorare a circa un quinto dell’intera
popolazione di Playermouth e dintorni. Bisogna andarci con i piedi di piombo, il procuratore
capo Vincent Buongasso è categorico, infamare la Inframort non è permesso, specie
accostandola a questa serie di spaventosi omicidi. E con tatto si presentano Cassiopin e Ruge
dal presidente della Inframort, Bill Cogwheel, limitandosi a poche domande.
Con fare schivo, Cogwheel conferma che i volontari per la conferenza sono tutti lavoratori
della Inframort, pagati e stipendiati e prestati per l’evento proprio dalla stessa, questo il
regalo di Cogwheel alla comunità religiosa e a Padre Gianniz.
Vengono forniti ai detective i nomi dei 4 volontari che hanno lavorato alla conferenza:
Oswell, McDomas, Arnaldow, Kinbey.
Si confrontano le foto, si è proprio lui! Mister Gamma è William McDomas. Scattano subito le
volanti della polizia per Playermouth. Il silenzio assordante che solitamente accomuna questa
cittadina oggi è rotto. Rotto come sono rotte le finestre e le porte di casa McDomas dalla
polizia per farvi irruzione. Ma lui non c’è. Dove è fuggito mister Gamma? Dove è fuggito
McDomas?
McDomas, così come gli altri 3, è un progettista della Inframort. Lavoratore diligente e
premuroso, a differenza degli altri 3 non è però molto religioso, ecco perché la sua decisione
di voler lavorare per i giorni della conferenza alla stessa come volontario ha stupito un po’
tutti, gli altri 3 come il presidente della Inframort Cogwheel. Forse disprezzava la dottrina
religiosa a tal punto da imboscarsi e uccidere quanti più fedeli possibili?
“Beh non esageriamo” dice Cassiopin, dopotutto McDomas era pur sempre un brav’uomo.
Già McDomas era un brav’uomo, e il presidente Cogwheel? Beh egli era una figura con una non
altrettanta limpidezza. Proveniente dai ceti umili, cui gran parte di Playermouth apparteneva
prima della nascita della Inframort, Cogwheel aveva fatto fortuna dapprima come
sommozzatore per salvare persone e mezzi che ogni inverno si incagliavano nel lago
ghiacciato della cittadina, e infine aveva deciso di fondare la Inframort appunto, società
producente macchinari di ogni genere, da macchinari subacquei a macchinari per la
produzione industriale. “Prima di me a Playermouth c’era solo la neve” questo amava dire per
compiacersi. Ma aveva avuto anche lui i suoi problemi, era più volte stato accusato di
inquinamento. Ma quando hai mezza città ai tuoi piedi è facile mettere a tacere le accuse.
E’ passata una settimana dal primo duplice omicidio che ha rotto la quiete di questa cittadina,
di McDomas nessuna traccia. Il detective Ruge come al suo solito sta bevendo vodka al
Bukkulakke Pub, quando intravede nello stesso Oswell, un dei volontari della conferenza. Si

sa, l’alcol tira una chiacchierà dopo l’altra, e unita all’intuizione e alla capacità di
investigazione al di fuori degli schemi di Ruge, Oswell si sbilancia e dice di più di quanto non
detto durante interrogatorio.
Oswell- “Sa detective, ora che ci penso bene, non era McDomas che decideva i posti. Lui
semplicemente faceva sistemare le persone secondo uno schema che gli era stato imposto. Non so
da chi, ma di certo lui si limitava a fare ciò che gli era stato detto”
Ruge si precipita a telefonare a Cassiopin:
Ruge- “Cassiopin, non è McDomas il nostro uomo, lui non c’entra nulla”
Cassiopin- “Ruge c’è un problema! Dopo una chiamata anonima, la polizia è entrata dentro casa
tua, e ha trovato 5 grammi di cocaina. Io e gli altri abbiamo l’ordine di arrestarti. Scappa e non
farti trovare”

CAPITOLO IV: L’INFINITA SERIE DELLA MORTE
Alcolizzato, lubrico, sguaiato, si, il detective Ruge era tutto questo, ma di certo non era un
drogato. La sua mente dopo la telefonata benevola del collega Cassiopin immagina già i mille
tasselli che possano esserci dietro questa macchinazione. Qualcuno lo ha incastrato, ma chi?
Forse il ricco Cogwheel? E adesso che fare, scappare e non farsi trovare? Una parte di Ruge
propenderebbe per questa scelta, ma il suo senso del dovere è più forte, è più utile alla polizia
da arrestato che non da ricercato, e pertanto decide spontaneamente di consegnarsi. Quando
Cassiopin lo vede, con lo sguardo sembra dire “No collega, ti avevo detto di dartela a gambe
levate. Lo so che sei innocente, ho imparato a stimarti in questi giorni e ho capito che sei un
bravo detective”. Non dello stesso avviso è l’umore del procuratore capo Buongasso
visivamente soddisfatto di aver acciuffato il presunto corrotto Ruge. Infatti tra Buongasso e
Ruge non correva buon sangue. Tutto iniziò quando Ruge arrestò un teppistello che era solito
scippare le vecchiette. Già, prima la delinquenza a Playermouth era tutta qua!. Buongasso lo
rilasciò contro il parere sconcertato di Ruge. Dopo poche ore, appena liberato, il teppistello
aggredì una vecchia per rubargli il portafoglio provocandone la morte. Ruge in preda alla
follia sequestrò con la pistola Buongasso portandolo nel vicino bosco e minacciandolo di
ucciderlo prima di rinsavire e lasciare andare l’occasionale ostaggio. Il tutto si risolse con una
nota disciplinare ma da allora l’intero dipartimento, con in primis Buongasso, disprezzava
Ruge.
Portato in cella Ruge ebbe un compagno inatteso. Nella cella difronte a lui vi era rinchiuso
McDomas, Mister Gamma, acciuffato poche ore prima. Messo sotto torchio McDomas
confessava la sua innocenza, innocenza che provò a confermare Ruge, dopo il colloquio
confidenziale avuto con Oswell, ma chi crederebbe mai ad un detective in stato di arrestato?
Da una cella all’altra Ruge e McDomas provano a scambiarsi pareri e opinioni sul caso. Anche
da imprigionato Ruge non perde la predisposizione da detective
Ruge- “ 10 14 16 Che serie è? Cosa vogliono dire quei numeri? Sono un messaggio? Per chi?”
McDomas- “Sono tutti numeri pari! 10 è il doppio di 5, 16 il doppio di 8. 5 e 8 sono numeri della
serie di Fibonacci. Forse utilizza tutti i doppi della serie di Fibonacci?”
Ruge- “Ma 7, metà di 14 non fa parte della serie di Fibonacci. E poi perché ha iniziato da 5 e non
da 1, ancora 1, 2 e 3?”
McDomas- “Il salto è sempre di 4. Il prossimo potrebbe essere 20?”
Ruge- “Se così fosse dobbiamo mettere sotto scorta chi era seduto al 20”
McDomas- “10 14 16 Io questi numeri li ho già visti da qualche parte! Ma dove?”
Se sotto, nelle celle Ruge e McDomas lavoravano al caso ufficiosamente, Cassiopin ci lavorava
ufficialmente, ormai orfano del suo collega incastrato anche secondo egli da una
macchinazione. Cassiopin ha però una idea brillante. Spolverando gli archivi si ricorda di un
certo Jon Mengoli, serial killer rinchiuso nella prigione della vicina contea distante 100 Km da
Playermouth. Tempo prima Mengoli terrorizzò quella zona uccidendo in successione i
proprietari delle auto rispettivamente con targa 141, 592, 653, 589, ovvero le cifre decimali
del pi greco divise a 3 a 3. E chissà quanto sarebbe andato avanti Mengoli con gli omicidi, nella
sua mente all’infinito proprio come il pi greco, se non fosse che la quinta potenziale vittima,
quella con targa 793, non fosse riuscito a disarmarlo e a chiamare la polizia.

Che si trattasse ora di un emule di Mengoli?
Giunto nel carcere Cassiopin ottiene l’autorizzazione ad interrogare Mengoli.
Mengoli- “Detective Cassiopin, io non ci guadagnerei nulla ad aiutarla. Ma un suggerimento
voglio darglielo lo stesso. Vede esistono infinite serie numeriche. Io potrei sparare dei numeri a
caso, 4, 8, 16 e completare la serie con qualsiasi altro numero, mantenendo un senso”
Cassiopin- “32! Si raddoppia di volta in volta giusto?”
Mengoli- “Si! Ma anche 64, moltiplicando di volta in volta 4 per 2 elevato ad una potenza
crescente di una unità. Come vede caro detective, sono solo numeri. Solo numeri. Senza una
logica di fondo, senza realmente capire l’oscura legge strutturale che si cela dietro il fenomeno,
la mera manifestazione di esso, che si delizia mostrandosi all’osservatore sotto forma di numero,
senza prima conoscere la Regola, non potrai mai guardarti davanti e vedere cosa ti capiterà”
Cassiopin fece ritorno a Playermouth con un nulla di fatto. O meglio con la consapevolezza che
dopo il 10, 14, 16, poteva starci un 58, un 70 o un 200.
Ma proprio in quella notte, proprio nelle celle del dipartimento di Playermouth, il prigioniero
McDomas esclama “Ce l’ho fatta! Era sempre sotto i miei occhi!”.
“Cosa? Cosa? Allora c’entra il 20?” prova a chiedere Ruge. Ma quel colloquio furtivo viene
interrotto dalla guardia carceraria. E non sarà più ripreso l’indomani, poiché McDomas dopo
che stranamente nella notte viene portato in sala colloqui, e poi rientrato in cella, viene
ritrovato morto.
Cassiopin sfruttando l’eccellente cadavere fa pressione su Buongasso riuscendo a liberare
Ruge che è l’unico in grado di aiutarlo nel caso. Ruge e Cassiopin entrano nella cella di
McDomas, sulle pareti aveva scritto 10 14 16 18 20.
Nel frattempo squilla il cellulare di Cassiopin, i fratelli Brochowsky, sono stati uccisi. Anche
loro erano andati al convegno, sedevano rispettivamente nei posti numero 18 e 20

CAPITOLO V: CACCIA ALL’ORSO
Cassiopin sta guardando il posizionamento dei 100 partecipanti al convegno. Vuole capire chi
sarà il prossimo. Vuole evitare che ci sia un prossimo.
E se avesse ragione quel serial killer, Mengoli? Se fosse impossibile prevedere il prossimo
numero della serie?. Eppure McDomas c’era riuscito. Aveva scritto prima di morire 18 e 20, i
numeri dei fratelli Brochowsky, gli ultimi uccisi, con le stesse modalità degli altri. Proprio per
questo se Cassiopin è un po’ scettico nonostante tutto, come fare a dimenticare le parole di
Mengoli?, Ruge invece è determinato ad ascoltare Oswell, Arnaldow, Kinbey. Se McDomas
c’era arrivato, se aveva detto c’è li ho sempre avuti sotto gli occhi, allora anche gli altri 3
volontari al congresso, progettisti alla Inframort, potevano arrivarci. Ruge li interroga uno ad
uno.
Oswell- “Non lo so, non c’entro nulla, non voglio parlarne. So che non era McDomas a decidere i
posti, lui li faceva solo rispettare, di più non so”. Oswell dopo che aveva confidato al Pub quella
cosa a Ruge ormai non vuole più sbottonarsi e forse ha paura
Arnaldow- “5 10 20 40 80 boh? Qualsiasi numero potrebbe essere. Visto che McDomas c’era
arrivato forse significa che era davvero lui l’omicida o era coinvolto no?”
Kinbey- “Senta detective, c’ero pure io al convegno no? Quindi sono anch’io a rischio no? Non
guardatemi come un omicida, guardatemi come una potenziale vittima”
Le frasi di Kinbey erano vere in parte. I 4 volontari non sedevano come gli altri 100 ospiti nei
banchi dei posti numerati da 1 a 100, ma su una struttura sopraelevata, con una numerazione
differente, rispettivamente McDomas N5, Oswell F15, Arnaldow R20, Kinbey P8
Cassiopin e Ruge si recano alla Inframort. Questa volta però il presidente Cogwheel non fa più
lo sbruffone. Sembra percepire anche lui l’aria che si respira in città. Il bianco della neve non è
solo l’unico colore ora, ce n’è un altro, non si vede ma si percepisce. E’ il nero della paura.
Cogwheel mette a disposizione tutti gli archivi, i documenti, i libri contabili dell’azienda.
Cassiopin e Ruge analizzano specialmente i documenti di lavoro dei 4 progettisti. Cos’è che
McDomas aveva sotto occhio tutti i giorni?
Ma niente, non trovano nulla, nulla di rilevante, nulla che porti alla serie 10 14 16 18 20.
Sconfortati se ne stanno andato, quando passando affianco ad una scatola di bulloni di diverse
dimensioni, Ruge ne raccoglie qualcuno e commenta “Vedi Cassiopin noi umani siamo un po’
come questi bulloni, ognuno ha una sua dimensione propria. Per infiniti bulloni ci sono infinite
dimensioni”
Cogwheel che era proprio lì di fianco risponde “Ma no, li dimensioniamo secondo grandezze
standard”
Ruge e Cassiopin si lanciano uno sguardo fulmineo. Immediatamente tornano dentro gli uffici
perquisiti solo minuti prima, chiedono a Cogwheel quale siano queste misure standard,
aprono i manuali tecnici e la frenesia lascia il posto allo stupore.
10 14 16 18 20 25 28 40 45 50 56 63 71 80 90 100
E’ la serie di Renard, più precisamente la serie R20 di Renard, o meglio solo i numeri
arrotondati dalla norma sulla standardizzazione per la serie R20 della serie di Renard. Il serial
killer è uno dei 3 progettisti della Inframort. Ma c’è di più, Cassiopin ha un balzo. Serie R20,
R20 come il posto che Arnaldow occupava alla conferenza, il serial killer è lui.

Ma dov’è? Dov’è finito Arnaldow? Era in ufficio, ma stranamente i colleghi dicono, quando ha
visto i due detective arrivare è corso via. A Playermouth scatta la caccia all’uomo. Sembra una
caccia all’orso con gli spalaneve visto il clima. Ma la preda è il predatore che fino al giorno
prima terrorizzava la città.
Già ma chi è Arnaldow? Progettista alla Inframort, è un fervente religioso, spesso in contrasto
con i suoi colleghi, soprattutto con McDomas che religioso non lo era per niente. Come già
accennato, fece infatti scalpore la partecipazione di McDomas alla conferenza. Ma ora la
spiegazione c’è. Aveva partecipato su invito di Arnaldow per convincerlo a sentire qualcosa di
opposto alle proprie idee. E proprio Arnaldow aveva organizzato i posti e chiesto a McDomas
di farli rispettare. E’ chiaro. Per far accusare McDomas e avere un alibi per continuare gli
omicidi. Già ma perché uccidere fedeli, uomini religiosi come lui? Forse era diventato tanto
estremista da considerare infedeli anche dei fedeli? Forse voleva punire chi si era discostato
dalla retta via? E poi i nomi scelti gli aveva indirizzati su posti precisi in modo da ricreare la
serie di Renard. Ma perché? Perché quella serie?
Domande che solo con Arnaldow catturato potranno trovare una risposta
E’ notte, Ambrosella Kerrenwood posto numero 25 sta passeggiando per la strada. Lei sa di
essere la prossima. E infatti proprio mentre cammina nella strada buia, si ritrova davanti
Arnaldow il quale gli punta una pistola e prova a premere il grilletto.
Ma sbucano fuori in mezzo al nulla i poliziotti, Cassiopin e Ruge in primis
“Arrenditi Arnaldow è finita!” gli urlano i detective. Era una trappola e la preda c’è cascata.
Arnaldow tenta una reazione ma è catturato e portato al dipartimento. Il serial killer è stato
catturato

CAPITOLO VI: LA PROVVIDENZA ARRIVA
“Guardi questa città. La guardi attentamente. In essa si nasconde il germe che prima o poi
attacca ogni civiltà, ogni aggregazione umana. E’ inevitabile.” con queste parole Arnaldow
inizia il suo interrogatorio, la sua confessione, lo show del suo perverso obiettivo.
Arnaldow- “Questa città una volta era semplice. Abituata a prosperare nella sua primordiale
essenza. Non c’era nulla, eppure c’era tutto. Voi ve la ricordate com’era Playermouth, prima,
prima di tutto questo, prima della Inframort? Ricordo le persone delle contee vicine che ci
chiedevano come facessimo a vivere così, nel nulla, in una città con solo case e neve. E io gli
rispondevo che in fin dei conti noi avevamo più dei loro. Perché di locali, ristoranti,
metropolitane, non te ne fai nulla quando non puoi godere di un ambiente sano, con valori
morali e etici. Valori che il progresso, come lo chiamano loro, ha spazzato via anche in questa
città che sembrava inespugnabile. E il progresso a Playermouth si chiama Inframort. Ha portato
in questa città beni, servizi, ma ha preteso da noi c’ho che avevamo di più chiaro: la nostra
identità”
Detective Cassiopin- “Ma anche tu lavoravi per la Inframort”
Arnaldow- “Si, e proprio per questo ho avuto un punto di vista migliore sulla cosa. Ero anch’io
dunque responsabile in parte dell’inesorabile annientamento di Playermouth, e in quanto
corresponsabile dovevo assumermi il compito di riportarla indietro. Di salvarla. Io ero la
Provvidenza”
Detective Ruge- “E così hai deciso di ammazzare dei poveri fedeli? Era questo il tuo piano di
salvataggio? Perché non prendertela direttamente con la Inframort? Con il presidente
Cogwheel?”
Arnaldow- “No, quelli non erano poveri fedeli. La Inframort ha contaminato pure la comunità
religiosa, l’ultimo bastione di speranza. Era da li che bisognava partire. Vi erano delle mele
marcie e loro per prime andavano estirpate. Il fine ultimo era ovviamente la Inframort. I numeri
erano un segno, un messaggio per dire alla Inframort stiamo arrivando. Questa città è ormai
contaminata, dal progresso, dall’autocelebrazione di falsi valori che hanno soppiantato quelli
veri. Ve ne accorgerete. Rimpiangerete quella città che non c’è più. Lo farete e capirete”
Terminato il delirante interrogatorio di Arnaldow, Cassiopin e Ruge possono finalmente dire
di aver chiuso il caso. Tutto il dipartimento di polizia li applaude. Tutta la città li applaude. Il
procuratore Vincent Buongasso si scusa e congratula specialmente con Ruge, i due hanno
appianato l’ascia di guerra.
C’è però ancora qualcosa che non torna in Cassiopin e Ruge. Arnaldow è il serial killer,
ossessionato dalla azienda colpevole secondo lui di aver portato progresso in una città
tradizionale come Playermouth e di averne quindi snaturato la sua essenza. Cambiamento di
mentalità che aveva influenzato anche una parte della comunità religiosa, di certo la meno
propensa ai cambiamenti. L’obiettivo ultimo sarebbe stato colpire la Inframort ma prima
bisognava fare pulizia all’interno della comunità stessa. Ma chi aveva scelto gli obiettivi?. Chi
aveva scelto i fedeli da punire? Arnaldow stesso? E se ci fosse stato qualcuno o qualcosa che lo
avesse usato? Che invece di fargli colpire subito la Inframort, lo avrebbe prima consigliato di
fare pulizia tra la comunità religiosa. Un manipolatore dunque?

Cassiopin ha un’intuizione. Ricordandosi dell’uccisione quella notte di McDomas, capisce che
dalla cella poteva accedere alla sala delle visite solo se a parlargli fosse stato il suo avvocato o
un prete. E di certo gli avvocati non lavorano la notte. Già un prete, un prete come Padre
Gianniz. L’organizzatore della conferenza La Provvidenza aiuta un po’ tutti. Provvidenza, quel
nome che amava tanto ripetere Arnaldow.
Interrogando Ambrosella Kerrenwood la potenziale vittima numero 25, nonché tutte le altre
potenziali vittime della serie numerica, si scopre che a fondo a fondo ognuna delle potenziali
vittime aveva subito un mal torto da Padre Gianniz, il quale viene definito come geloso del
posto di unica guida spirituale di Playermouth. Geloso a tal punto da avercela addirittura con
un importante emissario papale, l’Emissario Barreno, ospite d’onore alla conferenza con il
posto numero 100.
Certo è difficile far emergere il lato di Padre Gianniz e interrogare i discreti fedeli, ma alla fine
emerge un quadro chiaro di Padre Gianniz. L’Emissario Barreno era si giunto come ospite
d’onore alla conferenza, ma c’erano voci che la sua presenza lì fosse per un motivo ben
diverso. Valutare l’operato di Padre Gianniz un prete ritenuto troppo radicale e non in linea
con la dottrina religiosa tradizionale, preoccupava la sua crescente influenza sulla comunità di
Playermouth, e si cercava di mandarlo altrove. Anche sentendo l’opinione di quei pochi fedeli
di Playermouth che non avevano una buona idea di Padre Gianniz.
Refettorio della cattedrale di Playermouth. Padre Gianniz incontra l’Emissario Barreno prima
che esso riparta. I due discutono sulla condizione in cui versa la comunità di Playermouth.
Padre Gianniz offre un bicchiere di vino all’Emissario e esso sta per berlo.
“Non lo faccia. Non beva Emissario” la voce di Cassiopin che insieme a Ruge piomba nella sala.
Il bicchiere di vino viene sequestrato, all’interno verranno ritrovate tracce di veleno. Lo stesso
che uccise McDomas. Padre Gianniz voleva avvelenare l’Emissario Barreno, il quale sarebbe
morto qualora avesse bevuto, solo diverse ore dopo, senza destare sospetti.
Padre Gianniz viene messo in stato di fermo. Ora la vicenda è più chiara, ora il caso è chiuso.
Padre Gianniz aveva notato la personalità disturbata di Arnaldow, la sua voglia di punire la
Inframort, lo aveva plagiato, convincendolo prima di punire direttamente la Inframort contro
cui Padre Gianniz non aveva nulla, a colpire i suoi fedeli infedeli, coloro che in un modo o
nell’altro potevano intaccare il prestigio di guida spirituale dello stesso, facendoli passare per
mele marcie agli occhi di Arnaldow e che prima appunto bisognasse eliminare loro,
facendoglieli conoscere alla conferenza. Una volta in questa, Arnaldow aveva posizionato le
sue vittime in posti numerici prestabiliti per mandare un messaggio di minaccia alla
Inframort. Quando McDomas aveva scoperto la serie, e avrebbe capito chi sarebbero state le
prossime vittime, Padre Gianniz lo aveva fatto avvelenare, affinchè la sequela di omicidi, per
lui indispensabili, sarebbe potuta continuare.
Il caso è chiuso.

Cassiopin e Ruge stanno guardando la bianca cittadina di Playermouth ricoperta da neve.
Cassiopin- “Sai che penso Ruge? Penso che forse un po’ di ragione Arnaldow l’avesse. Questa
città prima era più pura, più innocente. E adesso dopo questa terribile vicenda questa città abbia
definitivamente smarrito la propria innocenza”
Ruge- “No, non sono d’accordo. Io credo il contrario. L’innocenza è una cosa che hai sempre con
te, la puoi smarrire momentaneamente, puoi scordartela e dimenticartela per un pezzo, ma se ce
l’hai essa è sempre lì con te”


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