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La.Nuova.Sardegna.GALLURA.20.10.2015 2.pdf


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Sardegna

LA NUOVA SARDEGNA MARTEDÌ 20 OTTOBRE 2015

il progetto » lotta alla disoccupazione
di Silvia Sanna
◗ SASSARI

Per capire quanto è alto il tasso
di disoccupazione giovanile è
sufficiente dare un’occhiata
agli elenchi pubblicati sul sito
della Regione. Ci sono settantotto pagine fitte di nomi e cognomi, tutti under 29, che hanno partecipato al programma
“Garanzia
giovani”.
E
quell’elenco, in realtà, è solo
una minima parte del totale.
Perché al piano europeo per la
lotta alla disoccupazione in Sardegna hanno risposto sinora
già in 36.582. Per capire invece
quanto ancora il sistema vacilli
si può dare una sbirciata sui social: anche qui lunghi elenchi,
di giovani che a distanza di mesi, non hanno ricevuto i compensi pattuiti – da 400 a 470 euro al mese – o aspettano la chiamata per sostenere l’esame e
portare a casa l’attestato tanto
desiderato.
La proposta. I numeri crescono
di settimana in settimana, i giovani bussano alle porte dei Csl,
Centri servizi per il lavoro, in
cerca di un’opportunità. Che
può tradursi, a seconda
dell’età, del titolo di studio e
delle personali richieste e ambizioni, nello svolgimento di un
tirocinio in un’azienda, in un
corso professionale per imparare un mestiere, nell’esperienza
di servizio civile oppure, se si
ha voglia di rischiare, in un sostegno all’auto impiego e all’auto imprenditorialità. Per dare
gambe ai sogni o almeno accompagnarli nella fase iniziale
del cammino, la Regione ha a
disposizione 54 milioni di euro.
Obiettivo: inserire in un percorso valido i giovani sotto i 30 anni entro 4 mesi dalla fine degli
studi o dall’inizio della disoccupazione. Tra i 36mila e spiccioli
che hanno manifestato il loro
interesse, la maggior parte sceglie tirocini in azienda o corsi di
formazione. L’aspirazione massima alla fine del percorso è firmare un contratto d’assunzione. A qualcuno è già successo:
attraverso il bonus occupazionale sono stati stipulati 310
contratti di lavoro, di cui quasi
il 75% a tempo indeterminato.
La stragrande maggioranza dei
partecipanti, invece, attende
ancora la chiamata che cambia
la vita. E moltissimi aspettano i
soldi annunciati e mai arrivati.
La polemica. Non tutti i progetti
attivati vengono retribuiti. Ed è
qui che è nato il grande equivoco. I corsi di formazione professionale, della durata normalmente fissata in 200 ore, non
prevedono il pagamento di un
compenso ai partecipanti: «Su
precisa direttiva del Ministero

◗ CAGLIARI

La Sardegna su «previdenza,
esodati e affini» si aspettava
qualcosa di più dal Governo.
Però del sostegno sperato per
ora non c’è traccia nella Legge
di stabilità di Renzi, averci creduto forse è stato un errore, e
allora la Sardegna ha deciso di
mettersi in proprio. Lo farà
con i 7,5 milioni con cui finanzierà il progetto sperimentale
«Prestiti previdenziali». Servirà a dare una mano alla fascia
più anziana dei lavoratori,
quelli senza più un’occupazione e con molte difficoltà a trovare un nuovo posto vista
l’età, ma ai quali allo stesso
tempo mancano pochi mesi o
al massimo due anni per andare in pensione. In sostanza,
non hanno i soldi – ha detto
l’assessore al Lavoro Virginia

Garanzia Giovani nel caos
Tirocinanti senza compensi
Altissima l’adesione al programma regionale finanziato con fondi Ue e riservato agli under 29
Ma i voucher vengono erogati in ritardo e non ci sono rimborsi per i corsi di formazione
I NUMERI DEL PROGETTO

54 milioni

il totale dei fondi assegnati alla Regione

36.582

le richieste di adesione al progetto (17.084 maschi, 17.681 femmine)

95%
21.573

le richieste presentate da giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni

13.192

le richieste presentate da giovani tra i 25 e i 29 anni

6 mesi
Una ragazza esamina una serie di proposte di lavoro

del Lavoro e delle Politiche sociali – precisano dall’assessorato al Lavoro – non è consentita
l'erogazione dell'indennità di
frequenza e del rimborso spese

di trasporto, come da prassi
per altre attività formative per
le quali l'assessorato ha maggiore autonomia di spesa».
Una brutta delusione per tanti

la percentuale di richieste presentate da giovani residenti in Sardegna

470

la durata dei tirocinii
euro, il voucher mensile erogato ai tirocinanti

giovani convinti di portare a casa almeno 400 euro, 2 per ogni
ora di lezione.
I soldi non arrivano. È invece previsto un compenso per chi fa

servizio civile o un tirocinio in
azienda: dai 433 ai 470 euro al
mese per percorsi che possono
durare da 3 a 12 mesi. I soldi, liquidati dall’Inps, arrivano spes-

so con notevole ritardo. Due,
tre mesi, c’è chi ancora aspetta
i voucher di luglio. I giovani formati restano disoccupati e, soprattutto, senza un euro.

«Vergogna, i miei soldi dove sono finiti?»
La protesta sui social. E c’è chi denuncia: niente esame finale per il rilascio dell’attestato
◗ SASSARI

Francesco domanda in preda
allo sconforto: “Solo io non ho
ancora ricevuto i pagamenti di
maggio, giugno e luglio?” È in
buona compagnia: tra i ragazzi
dei gruppi Facebook su Garanzia Giovani, tanti sono ancora
in attesa dei soldi. Luisa, che ha
fatto un tirocinio di 6 mesi in
un’azienda del Marghine, dice
di essere molto arrabbiata:
«Non ho ricevuto i soldi di luglio. Dopo mille telefonate mi
hanno detto che non erano pervenuti i documenti di chiusura.
Eppure avevamo fatto tutto alla perfezione con il mio titolare
il primo di agosto. Confrontandomi con altri tirocinanti ho

scoperto che perdono la documentazione, anche la mia credo sia stata persa. Ho rinviato
tutto nuovamente e se tutto va
bene dovrebbero mandare la
nuova lista a fine ottobre quindi dovrei avere il pagamento a
novembre! Ma neanche ci spero più! Però avendo delle spese
mi ritrovo nuovamente senza
un centesimo. Una vergogna».
Anche Anna, venticinquenne
del Nuorese, dice che la pecca
del progetto è la non puntualità
dei pagamenti: «Sono stata presa per fare il percorso del tirocinio di 6 mesi in un bar. Ho iniziato i primi di marzo e ho terminato il 31 agosto. Sono stata
fortunata a differenza di altri tirocinanti che per quel poco

che dava la Regione venivano
sfruttati e facevano anche moltissime ore in più. Però mi devono liquidare ancora luglio e
agosto. E so di persone che hanno terminato prima e ancora
non hanno percepito nulla». Alberto, 25 anni, di Sant’Antioco,
ha frequentato un corso per
mediatore culturale: «Ho finito
il 3 luglio, non ho ricevuto i 400
euro promessi». Aspetta anche
Andrea, 23 anni, sassarese. Lui
ha frequentato un corso di 200
ore come escavatorista: il rimborso non è arrivato. Non solo:
avrebbe dovuto sostenere un
esame alla scuola edile per il rilascio dell’attestato, ma a distanza di sei mesi non è mai stato convocato. (si. sa.)

Tra i percorsi del programma sono molto richiesti i tirocini

sostegno agli esodati

Un prestito a chi ha perso il lavoro
Con 7,5 milioni un “ponte” per raggiungere la pensione
Mura – per pagare l’ultima e
decisiva tranche di contributi
Quindi di fatto oggi sono appesi al nulla, o meglio ancora
hanno conquistato il non invidiabile patentino di esodati.
«È un vuoto che vogliamo colmare – ha aggiunto l’assessore
– e in questo percorso vorremmo sostenere dalle 400 alle
1.200 persone nella prima fase
del progetto».
Come funzionerà. Ai lavoratori
con massimo 24 mesi ancora
da versare, la Regione concederà un prestito – sarà a tasso
zero e da restituire anche in
sette anni – e con quei soldi po-

tranno colmare il vuoto nei
versamenti con l’Inps. Cioè:
potranno andare in pensione,
mentre finora, nonostante
avessero i requisiti dell’età,
erano tagliati fuori proprio a
causa di quel buco finale. «È
un ponte per raggiungere la
pensione – ha sottolineato l’assessore – e siamo convinti che
servirà a risolvere un bel po’ di
problema a chi invece oggi è finito in un tunnel, quella della
previdenza, e non sa come
uscirne».
Le date. A novembre il fondo
sarà aperto, assieme alla firma
della convenzione con l’Inps,

che insieme alla Sfirs, la Finanziaria regionale, gestirà le pratiche. Sarà un fondo a rotazione, incrementato dalla stessa
restituzione dell’anticipo da
parte della Regione, ma la
Giunta è sicura di riuscirlo a incrementare fino a 14 milioni e
aumentare così la platea degli
esodati da salvare. A dicembre
partiranno i bandi e nei primi
mesi del prossimo sarà la Sfirs
a erogare il prestito previdenziale in base alla graduatoria
concordata con l’Inps.
Il prestito. La sperimentazione
prevede che agli stessi lavoratori sia concesso anche un sus-

L’assessore Virginia Mura

sidio di 700 euro massimo e
per non più di 7-9 mesi, ma in
cambio dovranno «garantire
di svolgere lavori di utilità sociale». Questo capitolo del progetto è stato finanziato dalla
Giunta con un milione e servi-

rà a rendere meno difficile sotto l’aspetto economico il periodo che precederà all’erogazione della pensione-scivolo.
I dati. Dall’ultimo censimento
è emerso che è in crescita progressiva il numero dei disoccupati nella fascia 55-64 anni
d’età e in misura ancora maggior quella degli over 64. Sono
quasi tutti senza pensione,
non hanno altri redditi e questa è una delle principali cause
di povertà. L’allarme sociale è
scattato da tempo e in questi
ultimi mesi, con la crisi in corso, è aumentato. «Contavamo
e speravamo che la nostra misura sperimentale del prestito
previdenziale potesse partire
in parallelo con un’altra simile
del Governo, ma siamo rimasti
delusi dalla Legge di stabilità e
quel punto la Giunta ha deciso
di partire lo stesso». (ua)