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Sardegna

LA NUOVA SARDEGNA MARTEDÌ 20 OTTOBRE 2015

trident » i dimonios a capo teulada

La Brigata è pronta a tornare a Herat
I “sassarini” partecipano da domani all’esercitazione interforze anti Isis: nel 2016 potrebbero tornare in Afghanistan
di Luca Fiori
◗ SASSARI

La Brigata Sassari è pronta a
tornare in Afghanistan. Niente di ufficiale, ma è quello che
a cui starebbe pensando e lavorando il ministero della Difesa dopo l’annuncio del Governo dei giorni scorsi. A differenza di quanto previsto - ha
detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi - i soldati
italiani resteranno a Herat anche nel 2016, come hanno
chiesto all’Italia in maniera
pressante l’Alleanza Atlantica
e gli Stati Uniti.
E della fase di preparazione
della “Sassari” farebbe parte
anche la maxi esercitazione
anti Isis “Trident Juncture”
della Nato, che comincerà domani in Italia. La Brigata Sassari sarà presente infatti a Capo Teulada, dove sarà impiegato un battaglione bersaglieri e una compagnia del Genio.
Saranno circa mille i militari
italiani impegnati, cui si aggiungeranno 500 stranieri (Albania, Stati Uniti, Ungheria,
Germania e Spagna). Sono invece una quarantina i Paesi
ancora presenti con proprie
truppe in Afghanistan, eppure l’appello a restare anche
nel 2016 è rivolto essenzial-

Un’esercitazione dei militari della Brigata Sassari

Un militare della Sassari con un gruppo di bambini afghani

mente agli italiani e ai tedeschi. E tra gli italiani - la cosa è
risaputa - particolarmente apprezzati sono i “Dimonios”.
Durante la lunga missione a
Herat la Brigata Sassari ha lavorato infatti in mezzo alla popolazione, ricevendo diversi
attestati di stima, ha contribu-

giugno dello scorso anno. Ma
i “sassarini” hanno anche partecipato attivamente alla realizzazione degli oltre mille
progetti che il contingente italiano ha realizzato nei nove
anni di permanenza in Afghanistan, per un investimento
pari a circa 46 milioni e mezzo

ito all'accrescimento dell’autonoma capacità di controllo
del territorio da parte dell'
esercito e della polizia locale e
ha assicurato la consulenza alle forze afghane, specialmente in occasione delle elezioni
presidenziali del 5 aprile e del
turno di ballottaggio del 14

di euro stanziati dal ministero
della Difesa. Un ritorno dei Dimonios a Herat appare dunque molto probabile, anche
se è difficile al mometo avere
delle conferme. La missione
italiana - chiunque sia chiamato a sostituire la Brigata Aosta attualmente in Afghani-

l’ustica sarda

Il giallo di “Volpe 132”
le verità in un docufilm
◗ CAGLIARI

Non sono mancati i testimoni di
quel che poteva essere accaduto all'elicottero della guardia di
finanza che la sera del 2 marzo
1994 si era levato in volo nel cielo della Sardegna sud orientale,
sopra Capo Ferrato, e non è più
tornato. Non è mancata neppure la tenace volontà dei familiari
di ricostruire le ragioni di una
tragedia che ha spazzato via le
vite del maresciallo Gianfranco
Deriu veterano del volo, 41 anni, e del brigadiere Fabrizio Sed-

da, 28. Soprattutto non mancano ancora oggi le contraddizioni, le incongruenze, i depistaggi: 21 anni dopo nulla è stato
chiarito e non c’è risposta a diverse domande, una fra tante
sul perché le ricerche del velivolo e dell'equipaggio si fossero
concentrate lontano dal luogo
in cui qualche resto dell'elicottero era stato rinvenuto. Ecco perché il pubblico ha accolto con
interesse sincero il docufilm “Il
grano e la volpe”, di Vincenzo
Guerrizio e Raffaele Manco (coadiuvati da Francesco Deplano

e Raquel Garcia Alvarez), un’inchiesta giornalistica che allinea
efficacemente fatti, testimonianze, documenti di varia natura e restituisce il senso di un
mistero sul quale è evidente la
cattiva volontà di giungere alla
verità e quindi alla giustizia. Il
docufilm è stato presentato domenica sera a Cagliari nell’ex
Vetreria di Pirri. C’erano diversi
protagonisti del filmato, fra questi Piero Mannironi e Piergiorgio Pinna, i giornalisti della Nuova Sardegna che hanno indagato a lungo sulla Ustica sarda, co-

Presentato a Cagliari il docufilm Il grano e la volpe

me è stata ribattezzata la tragedia del Volpe 132, il nome in codice dell'elicottero. C’era l’avvocato Carmelino Fenudi che rappresenta la parte civile, i familiari delle vittime. E c’erano i familiari: il figlio del maresciallo Deriu e il padre del brigadiere Sed-

da. Ciò che sta dietro questo documentario è la volontà di fare
tutto ciò che è possibile perché
si arrivi a un’inchiesta giudiziaria seria capace di abbattere il
muro tirato su già a poche ore
dalla tragedia. Come ha ben sottolineato l’avvocato Fenudi: in

stan - costerà allo Stato italiano 150 milioni di euro all’anno. Altri 120 milioni (come da
impegni presi nel summit Nato di Chicago nel 2012: ma a
quel tempo l’Italia era sicura
di rientrare nel 2014) lo Stato
li utilizza per pagare gli stipendi dell’esercito afghano, e Roma vorrebbe concentrare
quei soldi sul Mediterraneo,
che è la nuova vera priorità.
Se mai partisse la missione di
“peace keeping” in Libia, poi,
uomini e mezzi sarebbero
chiamati a un nuovo impegno gravoso. Per ora c’è di certo che i “Dimonios” da domani saranno coinvolti a terra
nei “giochi di guerra” previsti
sui cieli tra la Sicilia, la Sardegna e la Toscana. Saranno impiegati 5 elicotteri, di cui tre
Mangusta, una batteria di artiglieria che farà attività con
quella statunitense. L’operazione interforze prevede interventi aerei ma - è stato assicurato - non ci sarà sgancio di
materiale sul poligono di Capo Teulada, neanche munizionamento inerte, solo passaggi in cielo. La Marina avrà
una fregata, un’unità della
classe San Giusto, un’unità di
fucilieri che sarà impegnata
in attività anfibia nell’area riferita a Capo Teulada.

quegli anni c’erano persone che
raccontavano senza timore ciò
che avevano visto e c’era un apparato istituzionale che non voleva ascoltare. A fronte di fatti a
dir poco inquietanti. Un testimone aveva assistito a un'esplosione, un altro parlava senza
dubbi di una nave all’ancora in
quei giorni e poco tempo dopo
in Algeria (luglio dello stesso anno) il mercantile Lucina indicato come la nave che si trovava
davanti a Capo Ferrato a marzo,
veniva trovato con l’intero equipaggio assassinato. Solo quattro anni fa una perizia ordinata
dalla procura della Repubblica
di Cagliari ha dato ragione a chi
sosteneva che l'elicottero fosse
stato abbattuto e ora si procede
dunque per duplice omicidio
volontario. Ma la verità appare
ancora lontana, nascosta da un
muro di gomma che i protagonisti del docufilm mostrano con
chiarezza.

Barbagia, Paci incontra i sindaci

avvocati

Gli ordini forensi dell’isola
hanno eletto i rappresentanti Il vice presidente della Regione: «Diteci voi cosa vi serve per ripartire»
◗ SASSARI

Gli Ordini Forensi della Sardegna si sono riuniti qualche giorno fa a Sassari per l'elezione
del nuovo Direttivo regionale
delle Curie. La carica di Presidente è stata conferita a Gianni
Carrus, del Foro di Lanusei, affiancato per la vice presidenza
da due donne: Rita Dedola del
Foro di Cagliari e Paola Gosamo del foro di Tempio. I tre avvocati eletti rivestono già la carica di presidente dei rispettivi
Fori. Completano il direttivo
Mara Cuboni , segretario, e Sebastiano Tronci per l'ufficio di

tesoreria, entrambi del foro di
Lanusei. Ben preciso il primo
mandato conferito dagli avvocati sardi al nuovo direttivo: ribadire la peculiarità della Sardegna nell’assetto della geografia giudiziaria e quindi l’ essenzialità della presenza nel territorio degli Uffici Giudiziari di
primo grado (sei tribunali) e secondo grado (Corte d'Appello
e sezione distaccata), manifestando sin da ora forte contrarietà ad ogni progetto di ridimensionamento dei presìdi di
legalità senza esclusione, in caso contrario, di qualsiasi forma
di protesta e di lotta.

◗ NUORO

L’assessore Raffaele Paci

«Nessuno come chi ci vive
ogni giorni può sapere di cosa il territorio ha bisogno per
svilupparsi, quali sono i punti di forza da cui far ripartire
l’economia. Fate voi le proposte, diteci cosa vi serve per ripartire e come realizzarlo». È
l’appello che il vicepresidente della Regione Raffaele Paci
ha lanciato oggi agli amministratori delll’Unione di Comuni di Barbagia, che comprende Gavoi, Lodine, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule e Tiana, in un incontro

sulla programmazione unitaria dei fondi europei, nazionali e regionali gestita da una
cabina di regione interassessoriale. «Noi come Regione
faremo la nostra parte e vi accompagneremo il tutto il percorso, consapevoli, però, che
non possiamo assolutamente sostituirci a voi», ha aggiunto Paci durante la riunione che si è tenuta nella sala
consiliare del municipio di
Ollolai, di cui sindaco, l’ex
consigliere regionale della
Base Efisio Arbau è il referente territoriale. «Questa è la
strada giusta per creare lavo-

ro e, dunque, le condizioni
per bloccare lo spopolamento delle zone interne». Sono
già disponibili per il territorio
oltre 13 milioni di euro
(635mila dai bandi multilinea, 8,8 milioni dal Fesr
2007-13, 1,4 milioni dai Pia,
150mila dal Piano Infrastrutture, 803mila dal Piano triennale di Edilizia Scolastica,
150mila dagli Apq e 1 milione
dai Pac). L’Unione di Comuni di Barbagia presenterà il
suo progetto alla Regione
che, dopo avere valutato coerenza e ammissibilità, pianificherà il finanziamento.