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Il Sole 24 Ore

PRIMO PIANO

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Il Sole 24 Ore

21 OTTOBRE 2015

Lavoro. Rivisto il regime fiscale dei «premi»

Salario di produttività, più vantaggi nel
welfare
ROMA
I “pacchetti” di welfare aziendale diventano più convenienti: se l’azienda ha una
contrattazione di secondo livello può dare a tutti i lavoratori che guadagnano fino a
50mila euro lordi (quindi anche quadri e impiegati con compiti di responsabilità) un
voucher fino a 2mila euro, esentasse, da spendere pure «per servizi scolastici» o «di
assistenza a familiari anziani e non autosufficienti».
Cambia ancora la bozza di articolo 12 della legge di Stabilità, che reintroduce la
cedolare secca al 10% per i premi di produttività (si veda il Sole24Ore di domenica 18
ottobre): la novità, dell’ultima ora, è la riscrittura di una parte dell’articolo 51 del Tuir
per chiarire contorni e regime fiscale delle somme “incentivanti”.
L’obiettivo è «allargare i servizi erogabili ai dipendenti, colmando le lacune su
istruzione e assistenza - spiega Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro
alla Bocconi di Milano, e consigliere giuridico del premier, Matteo Renzi -. Si vuole
dare una spinta alla contrattazione decentrata. Ma per le imprese che vogliono
continuare a fare welfare unilaterale non cambia nulla».
In pratica, le disposizioni confermano la tassazione agevolata al 10% per i premi di
produttività fino a 2mila euro (2.500, se c’è il coinvolgimento in commissioni
paritetiche dei lavoratori) per i dipendenti fino a 50mila euro di reddito. Ma il datore,
se è previsto da contratti aziendali o territoriali, può anche decidere di dare un voucher
di welfare aziendale (questa somma è esentasse); oppure lo stesso lavoratore, sempre
nell’alveo di una contrattazione di secondo livello, può chiedere di sostituire, in tutto o
in parte, il premio di produttività con un servizio di welfare.
Cosa significa in concreto? «Che se il premio di produttività è di 2mila euro, e
l’interessato chiede, e ottiene, di averne mille, ad esempio, per servizi scolastici, i
mille euro di premio vengono tassati al 10%, mentre sugli altri mille euro del voucher
non ci sono tasse», evidenzia Marco Leonardi, economista alla Statale di Milano. A
guadagnarci, però, sono anche le aziende, aggiunge il giuslavorista, Giampiero
Falasca: «Possono spendere infatti fino a 2mila euro e far finire in tasca ai lavoratori
gli stessi 2mila euro, e quindi indirettamente è una leva per aumentare la produttività».
Altra novità è l’ampliamento del paniere di beni e servizi “contrattati” mediante
strumenti di welfare. Il nuovo articolo 51 del Tuir include tra le somme “negoziate”
anche quei trattamenti che oggi sono detassati solo se unilaterali come «i servizi di
educazione e istruzione, anche in età prescolare, i servizi integrativi e di mensa, la
frequenza di ludoteche, centri estivi e invernale, le borse di studio a favore dei
medesimi familiari». Si possono “contrattare” anche somme per «la fruizione dei
servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti».
Il “nuovo” articolo 12 conferma poi l’incentivo alla partecipazione dei lavoratori. Per
le aziende che coinvolgono i dipendenti nell’organizzazione del lavoro con
commissioni paritetiche il premio di produttività-welfare è più alto (e può appunto
raggiungere 2.500 euro). «Si incentiva anche l’erogazione dei 2.500 euro attraverso la
distribuzione degli utili ai dipendenti - aggiunge Marco Leonardi -. Oggi nessuno
distribuisce premi attraverso gli utili perché è penalizzato, da domani la distribuzione
degli utili è trattata fiscalmente allo stesso modo di premi di produttività».
L’intero pacchetto (cedolare secca al 10% o esentasse) è coperto con 430 milioni nel
2016, e 589 milioni negli anni successivi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Claudio Tucci

PIÙ SERVIZI Si amplia
il paniere di beni e
servizi che possono
essere offerti dalle
aziende: anche scuola e
assistenza. Fino a 2mila
euro saranno esentasse

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