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D.lgs . 159 2015 .pdf



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8/10/2015

*** ATTO COMPLETO ***

DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 159

Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in
materia di riscossione, in attuazione dell'articolo 3, comma 1,
lettera a), della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00170)

(GU n.233 del 7-10-2015 - Suppl. Ordinario n. 55)
Vigente al: 22-10-2015

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 11 marzo 2014, n. 23, recante delega al Governo per
un sistema fiscale piu' equo, trasparente ed orientato alla crescita;
Visti in particolare i seguenti articoli della predetta legge n. 23
del 2014:
articolo 1, comma 1, lettera d), ai sensi del quale il Governo
e' delegato ad adottare decreti legislativi recanti la revisione del
sistema fiscale, avendo cura di attuare il principio della
tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra
crediti d'imposta spettanti al contribuente e debiti tributari a suo
carico;
articolo 3, comma 1, lettera a), ai sensi del quale il Governo
e' delegato ad introdurre, in funzione del raggiungimento degli
obiettivi di semplificazione e riduzione degli adempimenti, di
certezza del diritto nonche' di uniformita' e chiarezza nella
definizione delle situazioni giuridiche soggettive attive e passive
dei contribuenti e delle funzioni e dei procedimenti amministrativi,
norme dirette ad attuare una complessiva razionalizzazione e
sistematizzazione
della
disciplina
dell'attuazione
e
dell'accertamento relativa alla generalita' dei tributi;
articolo 6, comma 5, ai sensi del quale il Governo e' delegato
ad introdurre, disposizioni volte ad ampliare l'ambito applicativo
dell'istituto della rateizzazione dei debiti tributari, in coerenza
con la finalita' della lotta all'evasione fiscale e contributiva e
con quella di garantire la certezza, l'efficienza e l'efficacia
dell'attivita' di riscossione, in particolare:
a) semplificando gli adempimenti amministrativi e patrimoniali
a carico dei contribuenti che intendono avvalersi del predetto
istituto;
b) consentendo al contribuente, anche ove la riscossione del
debito sia concentrata nell'atto di accertamento, di attivare
meccanismi automatici previsti dalla legge per la concessione della
dilazione del pagamento prima dell'affidamento in carico all'agente
della riscossione, ove ricorrano specifiche evidenze che dimostrino
una temporanea situazione di obiettiva difficolta', eliminando le
differenze tra la rateizzazione conseguente all'utilizzo di istituti
deflativi del contenzioso, ivi inclusa la conciliazione giudiziale, e
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la rateizzazione delle somme richieste in conseguenza di
comunicazioni di irregolarita' inviate ai contribuenti a seguito
della liquidazione delle dichiarazioni o dei controlli formali;
c) procedendo ad una complessiva
armonizzazione
e
omogeneizzazione delle norme in materia di rateizzazione dei debiti
tributari, a tal fine anche riducendo il divario, comunque a favore
del contribuente, tra il numero delle rate concesse a seguito di
riscossione sui carichi di ruolo e numero delle rate previste nel
caso di altre forme di rateizzazione;
d) procedendo ad una revisione della disciplina sanzionatoria,
a tal fine prevedendo che ritardi di breve durata nel pagamento di
una rata, ovvero errori di limitata entita' nel versamento delle
rate, non comportino l'automatica decadenza dal beneficio della
rateizzazione;
articolo 9, comma 1, lettera l), che, al fine del rafforzamento
dei controlli, delega il Governo ad introdurre norme per rafforzare
il controllo e gli indirizzi strategico-programmatici del Ministero
dell'economia e delle finanze sulla societa' Equitalia;
articolo 10, comma 1, lettera e), ai sensi del quale il Governo
e' delegato, fra l'altro, ad introdurre, norme per l'accrescimento
dell'efficienza nell'esercizio dei poteri di riscossione delle
entrate, secondo il principio del contemperamento delle esigenze di
efficacia della riscossione con i diritti del contribuente;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 26 giugno 2015;
Visti i pareri delle Commissioni VI Finanze della Camera dei
deputati e 6ª Finanze e tesoro del Senato della Repubblica del 4
agosto 2015, delle Commissioni V Bilancio, tesoro e programmazione
della Camera dei deputati e 5ª Bilancio del Senato della Repubblica
del 5 agosto 2015;
Visto l'articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014,
secondo cui qualora il Governo non intenda conformarsi ai pareri
parlamentari trasmette nuovamente i testi alle Camere;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 4 settembre 2015;
Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioni
parlamentari ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della citata legge n.
23 del 2014;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella
riunione del 22 settembre 2015;
Su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze;
Emana

il seguente decreto legislativo:
Art. 1

Sospensione legale della riscossione
1. All'articolo l della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 538:
1) nel primo periodo, le parole: "entro novanta" sono
sostituite dalle seguenti: "a pena di decadenza entro sessanta";
2) la lettera f) e' soppressa;
b) al comma 539:
1) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: "L'ente
creditore, tramite apposito canale telematico, a mezzo posta
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elettronica certificata oppure a mezzo raccomandata con ricevuta di
ritorno, comunica al debitore l'esito dell'esame della dichiarazione,
dando altresi' comunicazione al concessionario del provvedimento di
sospensione o sgravio ovvero conferma della legittimita' del debito
iscritto a ruolo.";
2) dopo il secondo periodo e' aggiunto il seguente: "Fino a
tale momento resta sospeso il termine di cui all'articolo 53, comma
1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602.";
c) dopo il comma 539 e' inserito il seguente: "539-bis. La
reiterazione della dichiarazione di cui al comma 538 non e' ammessa
e, in ogni caso, non comporta la sospensione delle iniziative
finalizzate alla riscossione.";
d) al comma 540, dopo l'ultimo periodo e' inserito il seguente:
"L'annullamento non opera in presenza di motivi diversi da quelli
elencati al comma 538 ovvero nei casi di sospensione giudiziale o
amministrativa o di sentenza non definitiva di annullamento del
credito,".
2. All'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: ", fatto salvo il diritto del debitore
di dimostrare, con apposita documentazione rilasciata ai sensi del
comma 1-bis, l'avvenuto pagamento delle somme dovute ovvero lo
sgravio totale riconosciuto dall'ente creditore" sono soppresse;
b) i commi 1-bis, secondo periodo, 1-ter e 1-quater sono
abrogati.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni
sulla
promulgazione
delle
leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
L'art. 76 della Costituzione stabilisce che l'esercizio
della funzione legislativa non puo' essere delegato al
Governo se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
definiti.
L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
La legge 11 marzo 2014, n. 23 (Delega al Governo per un
sistema fiscale piu' equo, trasparente ed orientato alla
crescita), e' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12
marzo 2014, n. 59.
Il testo vigente dell'art. 1, comma 1, lettera d),
della citata legge 11 marzo 2014, n. 23 e' il seguente:
"Art. 1. (Delega al Governo per la revisione del
sistema fiscale e procedura)
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro quindici
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
decreti legislativi recanti la revisione del sistema
fiscale. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
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dei principi costituzionali, in particolare di quelli di
cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonche' del
diritto dell'Unione europea, e di quelli dello statuto dei
diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000,
n. 212, con particolare riferimento al rispetto del vincolo
di irretroattivita' delle norme tributarie di sfavore, in
coerenza con quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n.
42, in materia di federalismo fiscale, secondo gli
specifici principi e criteri direttivi indicati negli
articoli da 2 a 16 della presente legge, nonche' secondo i
seguenti principi e criteri direttivi generali:
(Omissis).
d) tendenziale generalizzazione del meccanismo della
compensazione tra crediti d'imposta spettanti
al
contribuente e debiti tributari a suo carico.".
Il testo vigente dell'art. 3, comma 1, lettera a),
della citata legge 11 marzo 2014, n. 23 e' il seguente:
"Art. 3. (Stima e monitoraggio dell'evasione fiscale)
1. Il Governo e' delegato ad introdurre, con i decreti
legislativi di cui all'art. 1 e con particolare osservanza
dei principi e criteri generali di delega indicati nelle
lettere a), b) e c) del comma 1 del medesimo art. 1, in
funzione del raggiungimento
degli
obiettivi
di
semplificazione e riduzione degli adempimenti, di certezza
del diritto nonche' di uniformita' e chiarezza nella
definizione delle situazioni giuridiche soggettive attive e
passive dei contribuenti e delle funzioni e dei
procedimenti amministrativi, norme dirette a:
a) attuare una complessiva razionalizzazione e
sistematizzazione della disciplina dell'attuazione e
dell'accertamento relativa alla generalita' dei tributi;
(Omissis).".
Il testo vigente dell'art. 6, comma 5, della citata
legge 11 marzo 2014, n. 23 e' il seguente:
"Art. 6. (Gestione del rischio fiscale, governance
aziendale, tutoraggio, rateizzazione dei debiti tributari e
revisione della disciplina degli interpelli)
(Omissis).
5. Il Governo e' delegato ad introdurre, con i decreti
legislativi di cui all'art. 1, disposizioni volte ad
ampliare l'ambito applicativo
dell'istituto
della
rateizzazione dei debiti tributari, in coerenza con la
finalita' della lotta all'evasione fiscale e contributiva e
con quella di garantire la certezza, l'efficienza e
l'efficacia dell'attivita' di riscossione, in particolare:
a) semplificando gli adempimenti amministrativi e
patrimoniali a carico dei contribuenti che intendono
avvalersi del predetto istituto;
b) consentendo al contribuente, anche ove la
riscossione del debito sia concentrata nell'atto di
accertamento, di attivare meccanismi automatici previsti
dalla legge per la concessione della dilazione del
pagamento prima dell'affidamento in carico all'agente della
riscossione, ove ricorrano specifiche evidenze che
dimostrino una temporanea situazione di obiettiva
difficolta', eliminando le differenze tra la rateizzazione
conseguente all'utilizzo di istituti deflativi del
contenzioso, ivi inclusa la conciliazione giudiziale, e la
rateizzazione delle somme richieste in conseguenza di
comunicazioni di irregolarita' inviate ai contribuenti a
seguito della liquidazione delle dichiarazioni o dei
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controlli formali;
c) procedendo ad una complessiva armonizzazione e
omogeneizzazione delle norme in materia di rateizzazione
dei debiti tributari, a tal fine anche riducendo il
divario, comunque a favore del contribuente, tra il numero
delle rate concesse a seguito di riscossione sui carichi di
ruolo e numero delle rate previste nel caso di altre forme
di rateizzazione;
d) procedendo ad una revisione della disciplina
sanzionatoria, a tal fine prevedendo che ritardi di breve
durata nel pagamento di una rata, ovvero errori di limitata
entita' nel versamento delle rate, non comportino
l'automatica decadenza dal beneficio della rateizzazione;
e) monitorando, ai fini di una sua migliore
armonizzazione, il regime di accesso alla rateizzazione dei
debiti fiscali, anche in relazione ai risultati conseguiti
in termini di effettiva riscossione, con procedure che
garantiscano la massima trasparenza e oggettivita'.
(Omissis).".
Il testo vigente dell'art. 9, comma 1, lettera l),
della citata legge 11 marzo 2014, n. 23 e' il seguente:
"Art. 9. (Rafforzamento dell'attivita' conoscitiva e di
controllo)
1. Il Governo e' delegato ad introdurre, con i decreti
legislativi di cui all'art. 1, norme per il rafforzamento
dei controlli, secondo i seguenti principi e criteri
direttivi:
(Omissis).
l) rafforzare il controllo e gli
indirizzi
strategico-programmatici del Ministero dell'economia e
delle finanze sulla societa' Equitalia.".
Il testo vigente dell'art. 10, comma 1, lettera e),
della citata legge 11 marzo 2014, n. 23 e' il seguente:
"Art. 10. (Revisione del contenzioso tributario e della
riscossione degli enti locali)
1. Il Governo e' delegato ad introdurre, con i decreti
legislativi di cui all'art. 1, norme per il rafforzamento
della tutela giurisdizionale del contribuente, assicurando
la terzieta' dell'organo giudicante, nonche'
per
l'accrescimento dell'efficienza nell'esercizio dei poteri
di riscossione delle entrate, secondo i seguenti principi e
criteri direttivi:
(Omissis).
e) contemperamento delle esigenze di efficacia della
riscossione con i diritti del contribuente, in particolare
per i profili attinenti alla tutela dell'abitazione, allo
svolgimento dell'attivita' professionale e imprenditoriale,
alla salvaguardia del contribuente in situazioni di grave
difficolta' economica, con particolare riferimento alla
disciplina della pignorabilita' dei beni e della
rateizzazione del debito.".
Il testo vigente dell'art. 1, comma 7, della citata
legge 11 marzo 2014, n. 23 e' il seguente:
"Art. 1. (Delega al Governo per la revisione del
sistema fiscale e procedura)
(Omissis).
7. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai
pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle
Camere con le sue osservazioni,
con
eventuali
modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi
di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle
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Commissioni competenti per materia sono espressi entro il
termine di dieci giorni dalla data della nuova
trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono
essere comunque adottati.".
Note all'art. 1:
Il testo dell'art. 1, commi dal 538 al 540 della legge
24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di
stabilita' 2013), come modificati dal presente decreto, e'
il seguente:
"Art. 1.
(Omissis).
538. Ai fini di quanto stabilito al comma 537, a pena
di decadenza entro sessanta giorni dalla notifica, da parte
del concessionario per la riscossione, del primo atto di
riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o
esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario il
contribuente presenta al concessionario per la riscossione
una dichiarazione anche con modalita' telematiche, con la
quale venga documentato che gli atti emessi dall'ente
creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la
successiva cartella di pagamento o l'avviso per i quali si
procede, sono stati interessati:
a) da prescrizione o decadenza del diritto di credito
sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il
ruolo e' reso esecutivo;
b) da un provvedimento di sgravio emesso dall'ente
creditore;
c) da una sospensione amministrativa comunque concessa
dall'ente creditore;
d) da una sospensione giudiziale, oppure da una
sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa
dell'ente creditore, emesse in un giudizio al quale il
concessionario per la riscossione non ha preso parte;
e) da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo
in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo
stesso, in favore dell'ente creditore;
f) (Soppressa).
539. Entro il termine di dieci giorni successivi alla
data di presentazione della dichiarazione di cui al comma
538, il concessionario per la riscossione trasmette
all'ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore
e la documentazione allegata al fine di avere conferma
dell'esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in
caso affermativo, la sollecita trasmissione della
sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi
informativi. L'ente creditore, tramite apposito canale
telematico, a mezzo posta elettronica certificata oppure a
mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, comunica al
debitore l'esito dell'esame della dichiarazione, dando
altresi' comunicazione al concessionario del provvedimento
di sospensione o sgravio ovvero conferma della legittimita'
del debito iscritto a ruolo. Fino a tale momento resta
sospeso il termine di cui all'articolo 53, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602.
539-bis. La reiterazione della dichiarazione di cui al
comma 538 non e' ammessa e, in ogni caso, non comporta la
sospensione delle iniziative finalizzate alla riscossione.
540. In caso di mancato invio, da parte dell'ente
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creditore, della comunicazione prevista dal comma 539 e di
mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al
concessionario della riscossione, trascorso inutilmente il
termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione
della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario
della riscossione, le partite di cui al comma 537 sono
annullate di diritto e quest'ultimo e' considerato
automaticamente
discaricato
dei
relativi
ruoli.
Contestualmente sono eliminati dalle scritture patrimoniali
dell'ente
creditore
i
corrispondenti
importi.
L'annullamento non opera in presenza di motivi diversi da
quelli elencati al comma 538 ovvero nei casi di sospensione
giudiziale o amministrativa o di sentenza non definitiva di
annullamento del credito.".
Il testo dell'art. 49 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla
riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dal
presente decreto legislativo, e' il seguente:
"Art. 49. (Espropriazione forzata)
1. Per la riscossione delle somme non pagate il
concessionario procede ad espropriazione forzata sulla base
del ruolo, che costituisce titolo esecutivo, il
concessionario puo' altresi' promuovere azioni cautelari e
conservative, nonche' ogni altra azione prevista dalle
norme ordinarie a tutela del creditore.
1-bis. I pagamenti delle somme dovute all'ente
creditore ovvero il riconoscimento dello sgravio da parte
dell'ente creditore, effettuati in una data successiva a
quella di iscrizione a ruolo, devono essere tempestivamente
comunicati dall'ente creditore al concessionario della
riscossione.
1-ter (Abrogato).
1-quater (Abrogato).
2. Il procedimento di espropriazione forzata e'
regolato dalle norme ordinarie applicabili in rapporto al
bene oggetto di esecuzione, in quanto non derogate dalle
disposizioni del presente capo e con esso compatibili; gli
atti relativi a tale procedimento sono notificati con le
modalita' previste dall'art. 26.
3. Le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari sono
esercitate dagli ufficiali della riscossione.".
Art. 2
Rateazione delle somme dovute a seguito dell'attivita' di controllo e
accertamento dell'Agenzia delle entrate
1. L'articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
462, e' sostituto dal seguente:
"Art. 3-bis (Rateazione delle somme dovute). - 1. Le somme dovute
ai sensi dell'articolo 2, comma 2, e dell'articolo 3, comma 1,
possono essere versate in un numero massimo di otto rate trimestrali
di pari importo, ovvero, se superiori a cinquemila euro, in un numero
massimo di venti rate trimestrali di pari importo.
2. L'importo della prima rata deve essere versato entro il termine
di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Sull'importo
delle rate successive sono dovuti gli interessi, calcolati dal primo
giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della
comunicazione. Le rate trimestrali nelle quali il pagamento e'
dilazionato scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre.
3. In caso di inadempimento nei pagamenti rateali si applicano le
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disposizioni di cui all'articolo 15-ter del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle
somme da versare a seguito del ricevimento della comunicazione
prevista dall'articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata.".
2. L'articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 8 (Adempimenti successivi). - 1. Il versamento delle somme
dovute per effetto dell'accertamento con adesione e' eseguito entro
venti giorni dalla redazione dell'atto di cui all'articolo 7.
2. Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un
massimo di otto rate trimestrali di pari importo o in un massimo di
sedici rate trimestrali se le somme dovute superano i cinquantamila
euro. L'importo della prima rata e' versato entro il termine indicato
nel comma 1. Le rate successive alla prima devono essere versate
entro l'ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull'importo delle rate
successive alla prima sono dovuti gli interessi calcolati dal giorno
successivo al termine di versamento della prima rata.
3. Entro dieci giorni dal versamento dell'intero importo o di
quello della prima rata il contribuente fa pervenire all'ufficio la
quietanza dell'avvenuto pagamento. L'ufficio rilascia al contribuente
copia dell'atto di accertamento con adesione.
4. Per le modalita' di versamento delle somme dovute si applicano
le disposizioni di cui all'articolo 15-bis. In caso di inadempimento
nei pagamenti rateali si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 15-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602.".
3. All'articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) le parole: "nell'articolo 71" sono sostituite dalle
seguenti: "negli articoli 71 e 72";
2) le parole: "nell'articolo 50" sono sostituite dalle
seguenti: "negli articoli 50 e 51";
b) il comma 2 e' sostituito dal seguente: "2. Si applicano le
disposizioni degli articoli 2, commi 3, 4 e 5, ultimo periodo, e 8,
commi 2, 3 e 4.";
c) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: "2-bis.1 Le
disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche nei casi in cui
il contribuente rinunci a impugnare l'avviso di liquidazione emesso a
seguito della decadenza dalle agevolazioni indicate nella Nota II
bis) dell'articolo 1, della Parte I, della Tariffa I allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e
nell'articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.
25.".
4. Dopo l'articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
218, e' inserito il seguente:
"Art. 15-bis (Modalita' di pagamento). - 1. Il pagamento delle
somme dovute ai sensi degli articoli 8 e 15 si esegue mediante
versamento unitario di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, secondo le modalita' stabilite dall'articolo 19
del medesimo decreto, fatte salve le ipotesi in cui siano previste
altre modalita' di pagamento in ragione della tipologia di tributo.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze possono
essere stabilite ulteriori modalita' di versamento.".
Note all'art. 2:
Il testo dell'art. 15, del decreto legislativo 19
giugno 1997, n. 218 (Disposizioni in materia di
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accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale),
come modificato dal presente decreto legislativo, e' il
seguente:
"Art. 15. (Sanzioni applicabili nel caso di omessa
impugnazione)
1. Le sanzioni irrogate per le violazioni indicate
nell'art. 2, comma 5, del presente decreto, negli articoli
71 e 72 del testo unico delle disposizioni concernenti
l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e negli articoli
50 e 51 del testo unico delle disposizioni concernenti
l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con
decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, sono ridotte a
un terzo se il contribuente rinuncia ad impugnare l'avviso
di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di
accertamento con adesione, provvedendo a pagare, entro il
termine per la proposizione del ricorso, le somme
complessivamente dovute, tenuto conto della predetta
riduzione. In ogni caso la misura delle sanzioni non puo'
essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti
per le violazioni piu' gravi relative a ciascun tributo.
2. Si applicano le disposizioni degli articoli 2, commi
3, 4 e 5, ultimo periodo, e 8, commi 2, 3 e 4.
2-bis. Le disposizioni di cui ai commi l e 2 si
applicano anche nei casi in cui il contribuente rinunci a
impugnare l'avviso di liquidazione emesso a seguito della
decadenza dalle agevolazioni indicate nella Nota II bis)
dell'articolo 1, della Parte I, della Tariffa I allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n.
131, e nell'articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 30
dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla
legge 26 febbraio 2010, n. 25.".
Art. 3
Inadempimenti nei pagamenti delle somme dovute a
dell'attivita' di controllo dell'Agenzia delle entrate

seguito

1. Dopo l'articolo 15-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e' inserito il seguente:
"Art. 15-ter (Inadempimenti nei pagamenti delle somme dovute a
seguito dell'attivita' di controllo dell'Agenzia delle entrate). - 1.
In caso di rateazione ai sensi dell'articolo 3-bis del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, il mancato pagamento della
prima rata entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione, ovvero di una delle rate diverse dalla prima entro il
termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dal
beneficio della rateazione e l'iscrizione a ruolo dei residui importi
dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena.
2. In caso di rateazione ai sensi dell'articolo 8 del decreto
legislativo 19 giugno 1997, n. 218, il mancato pagamento di una delle
rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata
successiva comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e
l'iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta,
interessi e sanzioni, nonche' della sanzione di cui all'articolo 13
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, aumentata della
meta' e applicata sul residuo importo dovuto a titolo di imposta.
3. E' esclusa la decadenza in caso di lieve inadempimento dovuto a:
a) insufficiente versamento della rata, per una frazione non
superiore al 3 per cento e, in ogni caso, a diecimila euro;
b) tardivo versamento della prima rata, non superiore a sette
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giorni.
4. La disposizione di cui al comma 3 si applica anche con riguardo
a:
a) versamento in unica soluzione delle somme dovute ai sensi
dell'articolo 2, comma 2, e dell'articolo 3, comma 1, del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462;
b) versamento in unica soluzione o della prima rata delle somme
dovute ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 19
giugno 1997, n. 218.
5. Nei casi previsti dal comma 3, nonche' in caso di tardivo
pagamento di una rata diversa dalla prima entro il termine di
pagamento della rata successiva, si procede all'iscrizione a ruolo
dell'eventuale frazione non pagata, della sanzione di cui
all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471,
commisurata all'importo non pagato o pagato in ritardo, e dei
relativi interessi.
6. L'iscrizione a ruolo di cui al comma 5 non e' eseguita se il
contribuente si avvale del ravvedimento di cui all'articolo 13 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, entro il termine di
pagamento della rata successiva ovvero, in caso di ultima rata o di
versamento in unica soluzione, entro 90 giorni dalla scadenza.".
Art. 4

Termini per la notifica della cartella
di pagamento. Casi particolari
1. All'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:
"c-bis) del terzo anno successivo a quello di scadenza dell'ultima
rata del piano di rateazione per le somme dovute a seguito degli
inadempimenti di cui all'articolo 15-ter.";
b) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
"1-bis. In deroga alle disposizioni del comma 1, il
concessionario notifica la cartella di pagamento, a pena di
decadenza:
a) per i crediti anteriori alla data di pubblicazione del
ricorso per l'ammissione al concordato preventivo nel registro delle
imprese, non ancora iscritti a ruolo, entro il 31 dicembre del terzo
anno successivo:
1) alla pubblicazione del decreto che revoca l'ammissione
al concordato preventivo ovvero ne dichiara la mancata approvazione
ai sensi degli articoli 173 e 179 del regio decreto 16 marzo 1942, n.
267;
2) alla pubblicazione della sentenza che dichiara la
risoluzione o l'annullamento del concordato preventivo ai sensi del
combinato disposto degli articoli 186, 137 e 138 del regio decreto 16
marzo 1942, n. 267;
b) per i crediti rientranti nell'accordo di ristrutturazione
dei debiti di cui all'articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, non ancora iscritti a ruolo alla data di presentazione
della proposta di transazione fiscale di cui all'articolo 182-ter,
sesto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, entro il 31
dicembre del terzo anno successivo alla scadenza del termine di cui
al settimo comma dell'articolo 182-ter del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, ovvero alla pubblicazione della sentenza che dichiara
l'annullamento dell'accordo;
c) per i crediti non ancora iscritti a ruolo, anteriori alla
data di pubblicazione della proposta di accordo di composizione della
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crisi da sovraindebitamento o della proposta di piano del
consumatore, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo:
1) alla pubblicazione del decreto che dichiara la
risoluzione o l'annullamento dell'accordo di composizione della crisi
da sovraindebitamento, ai sensi dell'articolo 14 della legge 27
gennaio 2012, n. 3, ovvero la cessazione degli effetti dell'accordo,
ai sensi dell'articolo 11, comma 5, o dell'articolo 12, comma 4,
della medesima legge n. 3 del 2012;
2) alla pubblicazione del decreto che revoca o dichiara la
cessazione degli effetti del piano del consumatore, ai sensi
dell'articolo 11, comma 5, e dell'articolo 12-ter, comma 4, della
legge n. 3 del 2012.
1-ter. Se successivamente alla chiusura delle procedure di cui
alle lettere a) e b) del comma 1-bis viene dichiarato il fallimento
del debitore, il concessionario procede all'insinuazione al passivo
ai sensi dell'articolo 87, comma 2, senza necessita' di notificare la
cartella di pagamento.".
Note all'art. 4:
Il testo dell'art. 25 del citato decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni
sulla riscossione delle imposte sul reddito), come
modificato dal presente decreto, e' il seguente:
"Art. 25. (Cartella di pagamento)
1. Il concessionario notifica la cartella di pagamento,
al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti
dei quali procede, a pena di decadenza, entro il 31
dicembre:
a) del terzo anno successivo a quello di presentazione
della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del
versamento dell'unica o ultima rata se il termine per il
versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade
oltre il 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione e'
presentata, per le somme che risultano dovute a seguito
dell'attivita' di liquidazione prevista dall'art. 36-bis
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600, nonche' del quarto anno successivo a quello
di presentazione della dichiarazione del sostituto
d'imposta per le somme che risultano dovute ai sensi degli
articoli 19 e 20 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
b) del quarto anno successivo a quello di presentazione
della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a
seguito dell'attivita' di controllo formale prevista
dall'art. 36-ter del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 600 del 1973;
c) del secondo anno successivo a quello in cui
l'accertamento e' divenuto definitivo, per le somme dovute
in base agli accertamenti dell'ufficio;
c-bis) del terzo anno successivo a quello di scadenza
dell'ultima rata del piano di rateazione per le somme
dovute a seguito degli inadempimenti di cui all'articolo
15-ter.
l-bis. In deroga alle disposizioni del comma 1, il
concessionario notifica la cartella di pagamento, a pena di
decadenza:
a) per i crediti anteriori alla data di pubblicazione
del ricorso per l'ammissione al concordato preventivo nel
registro delle imprese, non ancora iscritti a ruolo, entro
il 31 dicembre del terzo anno successivo:
1) alla pubblicazione del decreto che revoca
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l'ammissione al concordato preventivo ovvero ne dichiara la
mancata approvazione ai sensi degli articoli 173 e 179 del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
2) alla pubblicazione della sentenza che dichiara la
risoluzione o l'annullamento del concordato preventivo ai
sensi del combinato disposto degli articoli 186, 137 e 138
del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
b) per i crediti rientranti nell'accordo di
ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, non ancora iscritti a
ruolo alla data di presentazione della proposta di
transazione fiscale di cui all'articolo 182-ter , sesto
comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, entro il 31
dicembre del terzo anno successivo alla scadenza del
termine di cui al settimo comma dell'articolo 182-ter del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero alla
pubblicazione della sentenza che dichiara l'annullamento
dell'accordo;
c) per i crediti non ancora iscritti a ruolo, anteriori
alla data di pubblicazione della proposta di accordo di
composizione della crisi da sovraindebitamento o della
proposta di piano del consumatore, entro il 31 dicembre del
terzo anno successivo:
1) alla pubblicazione del decreto che dichiara la
risoluzione o l'annullamento dell'accordo di composizione
della crisi da sovraindebitamento, ai sensi dell'articolo
14 della legge 27 gennaio 2012, n. 3, ovvero la cessazione
degli effetti dell'accordo, ai sensi dell'articolo Il,
comma 5, o dell'articolo 12, comma 4, della medesima legge
n. 3 del 2012;
2) alla pubblicazione del decreto che revoca o dichiara
la cessazione degli effetti del piano del consumatore, ai
sensi dell'articolo 11, comma 5, e dell'articolo 12-ter,
comma 4, della legge n. 3 del 2012.
1-ter. Se successivamente alla chiusura delle procedure
di cui alle lettere a) e b) del comma l-bis viene
dichiarato il fallimento del debitore, il concessionario
procede all' insinuazione al passivo ai sensi dell'articolo
87, comma 2, senza necessita' di notificare la cartella di
pagamento.
(Omissis).".
Art. 5

Concentrazione della riscossione nell'accertamento
1. All'articolo 29 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera b), primo periodo, le parole: "decorsi
sessanta giorni dalla notifica" sono sostituite dalle seguenti:
"decorso il termine utile per la proposizione del ricorso";
b) al comma 1, lettera b), secondo periodo, dopo le parole: "ogni
altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.",
e' inserito il seguente periodo: "La predetta sospensione non opera
in caso di accertamenti definitivi, anche in seguito a giudicato,
nonche' in caso di recupero di somme derivanti da decadenza dalla
rateazione.";
c) al comma 1, lettera b), ultimo periodo, le parole: "con
raccomandata semplice spedita all'indirizzo presso il quale e' stato
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notificato l'atto di cui alla lettera a)" sono sostituite dalle
seguenti: "con raccomandata semplice o posta elettronica";
d) al comma 1, lettera e), l'ultimo periodo: "L'espropriazione
forzata, in ogni caso, e' avviata, a pena di decadenza, entro il 31
dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento e'
divenuto definitivo;" e' soppresso.
Note all'art. 5:
Il testo dell'art. 29 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitivita' economica, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122), come
modificato dal presente decreto, e' il seguente:
"Art.
29.
(Concentrazione
della
riscossione
nell'accertamento)
1. Le attivita' di riscossione relative agli atti
indicati nella seguente lettera a) emessi a partire dal 1°
ottobre 2011 e relativi ai periodi d'imposta in corso alla
data del 31 dicembre 2007 e successivi, sono potenziate
mediante le seguenti disposizioni:
(Omissis).
b) gli atti di cui alla lettera a) divengono esecutivi
decorso il termine utile per la proposizione del ricorso e
devono espressamente recare l'avvertimento che, decorsi
trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, la
riscossione delle somme richieste, in deroga alle
disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, e' affidata
in carico agli agenti della riscossione anche ai fini
dell'esecuzione forzata, con le modalita' determinate con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, di
concerto con il Ragioniere generale dello Stato.
L'esecuzione forzata e' sospesa per un periodo di
centottanta giorni dall'affidamento in carico agli agenti
della riscossione degli atti di cui alla lettera a); tale
sospensione non si applica con riferimento alle azioni
cautelari e conservative, nonche' ad ogni altra azione
prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore. La
predetta sospensione non opera in caso di accertamenti
definitivi, anche in seguito a giudicato, nonche' in caso
di recupero di somme derivanti da decadenza dalla
rateazione. L'agente della riscossione, con raccomandata
semplice o posta elettronica, informa il debitore di aver
preso in carico le somme per la riscossione;
(Omissis).
e) l'agente della riscossione, sulla base del titolo
esecutivo di cui alla lettera a) e senza la preventiva
notifica della cartella di pagamento, procede ad
espropriazione forzata con i poteri, le facolta' e le
modalita' previste dalle disposizioni che disciplinano la
riscossione a mezzo ruolo. Ai fini dell'espropriazione
forzata l'esibizione dell'estratto dell'atto di cui alla
lettera a), come trasmesso all'agente della riscossione con
le modalita' determinate con il provvedimento di cui alla
lettera b), tiene luogo, a tutti gli effetti,
dell'esibizione dell'atto stesso in tutti i casi in cui
l'agente della riscossione ne attesti la provenienza.
Decorso un anno dalla notifica degli atti indicati alla
lettera a), l'espropriazione forzata e' preceduta dalla
notifica dell'avviso di cui all'art. 50 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
(Omissis).".
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Art. 6

Sospensione della riscossione - Sgravio Commutazione dell'atto di irrogazione
1. L'articolo 1 della legge 11 ottobre 1995, n. 423, e' sostituito
dal seguente:
"Art. 1. - 1. La riscossione delle sanzioni pecuniarie previste
dalle leggi d'imposta in caso di omesso, ritardato o insufficiente
versamento e' sospesa nei confronti del contribuente e del sostituto
d'imposta qualora la violazione consegua alla condotta illecita,
penalmente rilevante, di dottori commercialisti, ragionieri,
consulenti del lavoro, avvocati, notai e altri professionisti, in
dipendenza del loro mandato professionale.
2. La sospensione e' disposta dall'ufficio dell'Agenzia delle
entrate territorialmente competente in base al domicilio fiscale del
contribuente o del sostituto d'imposta, che provvede su istanza degli
stessi, da presentare unitamente alla copia della denuncia del fatto
illecito all'autorita' giudiziaria o ad un ufficiale di polizia
giudiziaria e sempre che il contribuente dimostri di aver provvisto
il professionista delle somme necessarie al versamento omesso,
ritardato o insufficiente.
3. Se il giudizio penale si conclude con un provvedimento
definitivo di condanna o di applicazione della pena su richiesta
delle parti, l'ufficio di cui al comma 2 annulla le sanzioni a carico
del contribuente e provvede ad irrogarle a carico del professionista
ai sensi dell'articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472.
4. Se il giudizio penale si conclude con un provvedimento
definitivo di non luogo a procedere ai sensi dell'articolo 425 del
codice di procedura penale per motivi di natura processuale o per
intervenuta estinzione del reato ovvero con un provvedimento
definitivo di non doversi procedere ai sensi dell'articolo 529 del
medesimo codice, la sospensione delle sanzioni non perde efficacia se
il contribuente dimostra di aver promosso azione civile entro tre
mesi dal deposito del provvedimento, fornendone prova all'ufficio di
cui al comma 2. In tale ipotesi, se il giudizio civile si conclude
con un provvedimento definitivo di condanna, l'ufficio annulla le
sanzioni a carico del contribuente e provvede all'irrogazione a
carico del professionista ai sensi dell'articolo 17, comma 3, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
5. Se il giudizio penale si conclude con un provvedimento
definitivo di assoluzione ovvero, nei casi di cui al comma 4, il
contribuente non promuove l'azione civile nei confronti del
professionista o, laddove promossa, il giudizio civile si conclude
con un provvedimento definitivo di rigetto, l'ufficio revoca la
sospensione e procede alla riscossione delle sanzioni a carico del
contribuente.
6. I termini di prescrizione e di decadenza previsti per la
irrogazione delle sanzioni e per la loro riscossione sono sospesi
fino al 31 dicembre dell'anno successivo alla data in cui e' divenuto
definitivo il provvedimento che conclude il giudizio penale a carico
del professionista o il giudizio civile promosso nei suoi confronti
ai sensi del comma 4. La parte che vi ha interesse ne da' notizia
all'ufficio di cui al comma 2 entro sessanta giorni dalla suddetta
data.
7. In presenza dei presupposti di cui al comma 1, nei confronti dei
contribuenti e dei sostituti d'imposta per i quali sussistono
comprovate difficolta' di ordine economico, l'ufficio competente per
territorio puo' disporre la sospensione della riscossione del tributo
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il cui versamento risulta omesso, ritardato o insufficiente e dei
relativi interessi per i due anni successivi alla scadenza del
pagamento, nonche', alla fine del biennio, la dilazione in dieci rate
dello stesso carico. La sospensione e la rateazione sono disposte
previo rilascio di apposita garanzia nelle forme di cui all'articolo
38-bis, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, e di durata
corrispondente al periodo dell'agevolazione concessa. Sono dovuti gli
interessi indicati dall'articolo 21 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.".
Art. 7

Rateazione imposta di successione
1. L'articolo 38 del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346,
e' sostituito dal seguente:
"Art. 38 (Dilazione del pagamento). - 1. Il contribuente puo'
eseguire il pagamento nella misura non inferiore al venti per cento
dell'imposta liquidata ai sensi dell'articolo 33, nel termine di
sessanta giorni da quello in cui e' stato notificato l'avviso di
liquidazione, e per il rimanente importo in un numero di otto rate
trimestrali, ovvero, per importi superiori a ventimila euro, in un
numero massimo di dodici rate trimestrali. La dilazione non e'
ammessa per importi inferiori a mille euro.
2. Sugli importi dilazionati sono dovuti gli interessi, calcolati
dal primo giorno successivo al pagamento del venti per cento
dell'imposta liquidata ai sensi dell'articolo 33. Le rate trimestrali
nelle quali il pagamento e' dilazionato scadono l'ultimo giorno di
ciascun trimestre.
3. Il mancato pagamento della somma pari al venti per cento
dell'imposta liquidata, entro il termine di cui al comma 1, ovvero di
una delle rate entro il termine di pagamento della rata successiva,
comporta la decadenza dalla rateazione e l'importo dovuto, dedotto
quanto versato, e' iscritto a ruolo con relative sanzioni e
interessi.
4. E' esclusa la decadenza in caso di lieve inadempimento dovuto a:
a) insufficiente versamento della rata, per una frazione non
superiore al tre per cento e, in ogni caso, a euro diecimila;
b) tardivo versamento della somma pari al venti per cento, non
superiore a sette giorni.
5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche con riguardo
al versamento in unica soluzione.
6. Si applicano i commi 5 e 6 dell'articolo 15-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.".
Art. 8

Preclusione alla autocompensazione
in presenza di debito su ruoli definitivi
1. Al comma 1 dell'articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, alla fine del quarto periodo, dopo le parole: "da emanare entro
180 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto." e' inserito
il seguente: "I crediti oggetto di compensazione in misura eccedente
l'importo del debito erariale iscritto a ruolo sono oggetto di
rimborso al contribuente secondo la disciplina e i controlli previsti
dalle singole leggi d'imposta.".
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Note all'art. 8:
Il testo dell'art. 31, comma 1, del citato decreto
legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di
stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica,
convertito, con modificazione, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122), come modificato dal presente decreto, e' il
seguente:
"Art. 31. (Preclusione alla autocompensazione in
presenza di debito su ruoli definitivi)
1. A decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione
dei crediti di cui all'art. 17, comma 1, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativi alle imposte
erariali, e' vietata fino a concorrenza dell'importo dei
debiti, di ammontare superiore a millecinquecento euro,
iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori,
e per i quali e' scaduto il termine di pagamento. In caso
di inosservanza del divieto di cui al periodo precedente si
applica la sanzione del 50 per cento dell'importo dei
debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi
accessori e per i quali e' scaduto il termine di pagamento
fino a concorrenza dell'ammontare indebitamente compensato.
La sanzione non puo' essere applicata fino al momento in
cui sull'iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale
o amministrativa e non puo' essere comunque superiore al 50
per cento di quanto indebitamente compensato; nelle ipotesi
di cui al periodo precedente, i termini di cui all'art. 20
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, decorrono
dal giorno successivo alla data della definizione della
contestazione. E' comunque ammesso il pagamento, anche
parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali
e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti
relativi alle stesse imposte, con le modalita' stabilite
con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da
emanare entro 180 giorni dall'entrata in vigore del
presente decreto. I crediti oggetto di compensazione in
misura eccedente l'importo del debito erariale iscritto a
ruolo sono oggetto di rimborso al contribuente secondo la
disciplina e i controlli previsti dalle singole leggi
d'imposta. Nell'ambito delle attivita' di controllo
dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza e'
assicurata la vigilanza sull'osservanza del divieto
previsto dal presente comma anche mediante specifici piani
operativi. A decorrere dal 1° gennaio 2011 le disposizioni
di cui all'art. 28-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, non operano per i
ruoli di ammontare non superiore a millecinquecento euro.
(Omissis).".
Art. 9

Oneri di funzionamento del servizio nazionale di riscossione
1. L'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 17 (Oneri di funzionamento del servizio nazionale della
riscossione). - 1. Al fine di assicurare il funzionamento del
servizio nazionale della riscossione, per il presidio della funzione
di deterrenza e contrasto dell'evasione e per il progressivo
innalzamento del tasso di adesione spontanea agli obblighi tributari,
agli agenti della riscossione sono riconosciuti gli oneri di
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riscossione e di esecuzione commisurati ai costi per il funzionamento
del servizio. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, Equitalia S.p.A.,
previa verifica del Ministero dell'economia e delle finanze,
determina, approva e pubblica sul proprio sito web i costi da
sostenere per il servizio nazionale di riscossione che, tenuto conto
dell'andamento della riscossione, possono includere una quota
incentivante destinata al miglioramento delle condizioni di
funzionamento della struttura e dei risultati complessivi della
gestione, misurabile sulla base di
parametri,
attinenti
all'incremento della qualita' e della produttivita' dell'attivita',
nonche' della finalita' di efficientamento e razionalizzazione del
servizio. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono
individuati i criteri e i parametri per la determinazione dei costi e
quelli in relazione ai quali si possono modificare in diminuzione le
quote percentuali di cui al comma 2, all'esito della verifica sulla
qualita' e produttivita' dell'attivita', nonche' dei risultati
raggiunti in termini di efficientamento e razionalizzazione del
servizio, anche rimodulando le quote di cui alle lettere b), c) e d)
dello stesso comma 2 in funzione dell'attivita' effettivamente
svolta.
2. Gli oneri di riscossione e di esecuzione previsti dal comma 1
sono ripartiti in:
a) una quota, denominata oneri di riscossione a carico del
debitore, pari:
1) all'uno per cento, in caso di riscossione spontanea
effettuata ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 26
febbraio 1999, n. 46;
2) al tre per cento delle somme iscritte a ruolo riscosse, in
caso di pagamento entro il sessantesimo giorno dalla notifica della
cartella;
3) al sei per cento delle somme iscritte a ruolo e dei relativi
interessi di mora riscossi, in caso di pagamento oltre tale termine;
b) una quota, denominata spese
esecutive,
correlata
all'attivazione di procedure esecutive e cautelari da parte degli
agenti della riscossione, a carico del debitore, nella misura fissata
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che individua
anche le tipologie di spesa oggetto di rimborso;
c) una quota, a carico del debitore, correlata alla notifica
della cartella di pagamento e degli altri atti della riscossione, da
determinare con il decreto di cui alla lettera b);
d) una quota, a carico dell'ente che si avvale degli agenti della
riscossione, in caso di emanazione da parte dell'ente medesimo di un
provvedimento che riconosce in tutto o in parte non dovute le somme
affidate, nella misura determinata con il decreto di cui alla lettera
b);
e) una quota, a carico degli enti che si avvalgono degli agenti
della riscossione, pari al 3 per cento delle somme riscosse entro il
sessantesimo giorno dalla notifica della cartella.
3. Il rimborso della quota denominata spese esecutive di cui al
comma 2, lettera b), maturate nel corso di ciascun anno solare, se
richiesto agli Enti creditori entro il 30 marzo dell'anno successivo,
e' erogato entro il 30 giugno dello stesso anno. Il diniego, a titolo
definitivo, del discarico della quota per il cui recupero sono state
svolte le procedure, obbliga l'Agente della riscossione a restituire
all'Ente creditore, entro il decimo giorno successivo ad apposita
richiesta, l'importo anticipato, maggiorato degli interessi legali.
L'ammontare dei rimborsi spese riscossi dopo l'erogazione, maggiorato
degli interessi legali, e' riversato entro il 30 novembre di ciascun
anno.
4. Restano a carico degli Enti che si avvalgono degli Agenti della
riscossione:
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a) il cinquanta per cento della quota di cui al comma 2, lettera
a), numeri 2 e 3, in caso di mancata ammissione al passivo della
procedura concorsuale, ovvero di mancata riscossione nell'ambito
della stessa procedura;
b) le quote di cui al comma 2, lettere b) e c), se il ruolo viene
annullato per effetto di provvedimento di sgravio o in caso di
definitiva inesigibilita'.".
2. In caso di mancata erogazione del rimborso previsto
dall'articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.
112, come modificato dal presente decreto, resta fermo quanto
disposto dal comma 6-bis dello stesso articolo 17, vigente alla data
di entrata in vigore del presente decreto.
3. Il primo decreto previsto dall'articolo 17, comma 2, lettere b),
c) e d), del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, come
modificato dal presente decreto e' emanato entro il 30 ottobre 2015.
4. Per i carichi affidati all'Agente della riscossione sino al 31
dicembre 2015, resta fermo l'aggio, nella misura e secondo la
ripartizione previste dall'articolo 17, del decreto legislativo 13
aprile 1999, n. 112, nel testo vigente, ai sensi dell'articolo 10,
comma 13-sexies, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
alla data di entrata in vigore del presente decreto.
5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e tenuto conto dell'esigenza di
garantire l'equilibrio gestionale del servizio nazionale di
riscossione, anche in considerazione dei possibili effetti
sull'andamento della riscossione derivanti da eventi congiunturali,
l'Agenzia delle entrate, in qualita' di titolare, ai sensi
dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n.
203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.
248, della funzione della riscossione, esercitata mediante le
societa' del Gruppo Equitalia, eroga, per il triennio 2016-2018, alla
societa' Equitalia S.p.A., in base all'andamento dei proventi
risultanti dal bilancio annuale consolidato di Gruppo, una quota, a
titolo di contributo, non superiore a 40 milioni di euro per l'anno
2016, a 45 milioni di euro per l'anno 2017, e a 40 milioni di euro
per l'anno 2018, a valere sulle risorse iscritte in bilancio sul
capitolo della medesima Agenzia. Tale erogazione e' effettuata entro
il secondo mese successivo all'approvazione del bilancio.
6. All'articolo 10 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
il comma 13-quinquies e' abrogato.
7. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Note all'art. 9:
Il testo dell'art. 17, comma 3, del decreto legislativo
13 aprile 1999. n. 112, come modificato dal presente
decreto, e' il seguente:
"3. Il rimborso della quota denominata spese esecutive
di cui al comma 2, lettera b), maturate nel corso di
ciascun anno solare, se richiesto agli Enti creditori entro
il 30 marzo dell'anno successivo, e' erogato entro il 30
giugno dello stesso anno. Il diniego, a titolo definitivo,
del discarico della quota per il cui recupero sono state
svolte le procedure, obbliga l'Agente della riscossione a
restituire all'Ente creditore, entro il decimo giorno
successivo ad apposita richiesta, l'importo anticipato,
maggiorato degli interessi legali. L'ammontare dei rimborsi
spese riscossi dopo l'erogazione, maggiorato degli
interessi legali, e' riversato entro il 30 novembre di
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ciascun anno.".
Il testo dell'art. 17, comma 2, del citato decreto
legislativo 13 aprile 1999. n. 112, come modificato dal
presente decreto, e' il seguente:
"2. Gli oneri di riscossione e di esecuzione previsti
dal comma 1 sono ripartiti in:
a) una quota, denominata oneri di riscossione a carico
del debitore, pari:
1) all'uno per cento, in caso di riscossione spontanea
effettuata ai sensi dell'art. 32 del decreto legislativo 26
febbraio 1999, n. 46;
2) al tre per cento delle somme iscritte a ruolo
riscosse, in caso di pagamento entro il sessantesimo giorno
dalla notifica della cartella;
3) al sei per cento delle somme iscritte a ruolo e dei
relativi interessi di mora riscossi, in caso di pagamento
oltre tale termine;
b) una quota, denominata spese esecutive, correlata
all'attivazione di procedure esecutive e cautelari da parte
degli agenti della riscossione, a carico del debitore,
nella misura fissata con decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze, che individua anche le tipologie di spesa
oggetto di rimborso;
c) una quota, a carico del debitore, correlata alla
notifica della cartella di pagamento e degli altri atti
della riscossione, da determinare con il decreto di cui
alla lettera b);
d) una quota, a carico dell'ente che si avvale degli
agenti della riscossione, in caso di emanazione da parte
dell'ente medesimo di un provvedimento che riconosce in
tutto o in parte non dovute le somme affidate, nella misura
determinata con il decreto di cui alla lettera b);
e) una quota, a carico degli enti che si avvalgono
degli agenti della riscossione, pari al 3 per cento delle
somme riscosse entro il sessantesimo giorno dalla notifica
della cartella.".
Il testo dell'art. 10, comma 13-sexies, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti
per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti
pubblici), vigente alla data di entrata in vigore del
presente decreto, e' il seguente:
"Art. 10. (Regime premiale per favorire la trasparenza)
(Omissis)
13-sexies. Fino alla data di entrata in vigore dei
decreti richiamati dal comma 13-quinquies, resta ferma la
disciplina vigente alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, alla
data di entrata in vigore del presente decreto
(Omissis).".
Il testo dell'art. 3, comma 1 del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 (Misure di contrasto
all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia
tributaria e finanziaria), vigente alla data di entrata in
vigore del presente decreto, e' il seguente:
"Art. 3. (Disposizioni in materia di servizio nazionale
della riscossione)
1. A decorrere dal 1° ottobre 2006, e' soppresso il
sistema di affidamento in concessione del servizio
nazionale della riscossione e le funzioni relative alla
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riscossione nazionale sono attribuite all'Agenzia delle
entrate, che le esercita mediante la societa' di cui al
comma 2, sulla quale svolge attivita' di coordinamento,
attraverso la preventiva approvazione dell'ordine del
giorno delle sedute del consiglio di amministrazione e
delle deliberazioni da assumere nello stesso consiglio.
(Omissis).".
Il testo del comma 13-quinquies dell'art. 10 del citato
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, abrogato dal
presente decreto, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6
dicembre 2011, n. 284, S.O.
Art. 10

Dilazione di pagamento
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 19:
1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. L'agente della
riscossione, su richiesta del contribuente che dichiara di versare in
temporanea situazione di obiettiva difficolta', concede la
ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con
esclusione dei diritti di notifica, fino ad un massimo di settantadue
rate mensili. Nel caso in cui le somme iscritte a ruolo sono di
importo superiore a cinquantamila euro, la dilazione puo' essere
concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di
obiettiva difficolta'.";
2) il comma 1-quater e' sostituito dal seguente: "l-quater.
Ricevuta la richiesta di rateazione, l'agente della riscossione puo'
iscrivere l'ipoteca di cui all'articolo 77 o il fermo di cui
all'articolo 86, solo nel caso di mancato accoglimento della
richiesta, ovvero di decadenza ai sensi del comma 3. Sono fatti
comunque salvi i fermi e le ipoteche gia' iscritti alla data di
concessione della rateazione. A seguito della presentazione di tale
richiesta, fatta eccezione per le somme oggetto di verifica ai sensi
dell'articolo 48-bis, per le quali non puo' essere concessa la
dilazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive sino
all'eventuale rigetto della stessa e, in caso di relativo
accoglimento, il pagamento
della
prima
rata
determina
l'impossibilita' di proseguire le procedure di recupero coattivo
precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto
l'incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di
assegnazione, ovvero il terzo non abbia reso dichiarazione positiva o
non sia stato gia' emesso provvedimento di assegnazione dei crediti
pignorati.";
3) al comma 3, la parola: "otto" e' sostituita dalla seguente:
"cinque" e la lettera c) e' sostituita dalla seguente: "c) il carico
puo' essere nuovamente rateizzato se, all'atto della presentazione
della richiesta, le rate scadute alla stessa data sono integralmente
saldate. In tal caso, il nuovo piano di dilazione puo' essere
ripartito nel numero massimo di rate non ancora scadute alla medesima
data. Resta comunque fermo quanto disposto dal comma 1-quater.";
4) dopo il comma 3, e' inserito il seguente: "3-bis. In caso di
provvedimento amministrativo o giudiziale di sospensione totale o
parziale della riscossione, emesso in relazione alle somme che
costituiscono oggetto della dilazione, il debitore e' autorizzato a
non versare, limitatamente alle stesse, le successive rate del piano
concesso. Allo scadere della sospensione, il debitore puo' richiedere
il pagamento dilazionato del debito residuo, comprensivo degli
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interessi fissati dalla legge per il periodo di sospensione, nello
stesso numero di rate non versate del piano originario, ovvero in
altro numero, fino a un massimo di settantadue.";
5) al comma 4, dopo la parola: "dilazione" sono aggiunte le
seguenti: "ed il relativo pagamento puo' essere effettuato anche
mediante domiciliazione sul conto corrente indicato dal debitore";
b) all'articolo 39, comma 2, le parole: "; tali interessi sono
riscossi mediante ruolo formato dall'ufficio che ha emesso il
provvedimento di sospensione" sono soppresse.
Note all'art. 10:
Il testo dell'art. 19, del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602
(Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito),
come modificato dal presente decreto, e' il seguente:
"Art. 19. (Dilazione del pagamento)
1. L'agente della riscossione, su richiesta del
contribuente che dichiara di versare in temporanea
situazione di obiettiva difficolta',
concede
la
ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo,
con esclusione dei diritti di notifica, fino ad un massimo
di settantadue rate mensili. Nel caso in cui le somme
iscritte a ruolo sono di importo superiore a cinquantamila
euro, la dilazione puo' essere concessa se il contribuente
documenta la temporanea situazione
di
obiettiva
difficolta'.
1-bis. In caso di comprovato peggioramento della
situazione di cui al comma 1, la dilazione concessa puo'
essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e
fino a settantadue mesi, a condizione che non sia
intervenuta decadenza.
1-ter. Il debitore puo' chiedere che il piano di
rateazione di cui ai commi 1 e 1-bis preveda, in luogo di
rate costanti, rate variabili di importo crescente per
ciascun anno.
l-quater. Ricevuta la richiesta di rateazione, l'agente
della riscossione puo' iscrivere l'ipoteca di cui
all'articolo 77 o il fermo di cui all'articolo 86, solo nel
caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di
decadenza ai sensi del comma 3. Sono fatti comunque salvi i
fermi e le ipoteche gia' iscritti alla data di concessione
della rateazione. A seguito della presentazione di tale
richiesta, fatta eccezione per le somme oggetto di verifica
ai sensi dell'articolo 48-bis, per le quali non puo' essere
concessa la dilazione, non possono essere avviate nuove
azioni esecutive sino all'eventuale rigetto della stessa e,
in caso di relativo accoglimento, il pagamento della prima
rata determina l'impossibilita' di proseguire le procedure
di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione
che non si sia ancora tenuto l'incanto con esito positivo o
non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero il
terzo non abbia reso dichiarazione positiva o non sia stato
gia' emesso provvedimento di assegnazione dei crediti
pignorati.
1-quinquies. La rateazione prevista dai commi 1 e
1-bis, ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla
propria responsabilita', in una comprovata e grave
situazione di difficolta' legata alla congiuntura
economica, puo' essere aumentata fino a centoventi rate
mensili. Ai fini della concessione di tale maggiore
rateazione, si intende per comprovata e grave situazione di
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difficolta' quella in cui ricorrono congiuntamente le
seguenti condizioni:
a) accertata impossibilita' per il contribuente di
eseguire il pagamento del credito tributario secondo un
piano di rateazione ordinario;
b) solvibilita' del contribuente, valutata in relazione
al piano di rateazione concedibile ai sensi del presente
comma.
2.
3. In caso di mancato pagamento, nel corso del periodo
di rateazione, di cinque rate, anche non consecutive:
a) il debitore decade automaticamente dal beneficio
della rateazione;
b) l'intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto e'
immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica
soluzione;
c) il carico puo' essere nuovamente rateizzato se,
all'atto della presentazione della richiesta, le rate
scadute alla stessa data sono integralmente saldate. In tal
caso, il nuovo piano di dilazione puo' essere ripartito nel
numero massimo di rate non ancora scadute alla medesima
data. Resta comunque fermo quanto disposto dal comma
1-quater.
3-bis. In caso di provvedimento amministrativo o
giudiziale di sospensione totale o parziale della
riscossione, emesso in relazione alle somme che
costituiscono oggetto della dilazione, il debitore e'
autorizzato a non versare, limitatamente alle stesse, le
successive rate del piano concesso. Allo scadere della
sospensione, il debitore puo' richiedere il pagamento
dilazionato del debito residuo, comprensivo degli interessi
fissati dalla legge per il periodo di sospensione, nello
stesso numero di rate non versate del piano originario,
ovvero in altro numero, fino a un massimo di settantadue.
4. Le rate mensili nelle quali il pagamento e' stato
dilazionato ai sensi del comma 1 scadono nel giorno di
ciascun mese indicato nell'atto
di
accoglimento
dell'istanza di dilazione ed il relativo pagamento puo'
essere effettuato anche mediante domiciliazione sul conto
corrente indicato dal debitore.
4-bis.".
Il testo dell'art. 39 del citato decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come modificato
dal presente decreto, e' il seguente:
"Art.
39.
(Sospensione
amministrativa
della
riscossione)
1. Il ricorso contro il ruolo di cui all'art. 19 del
decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, non sospende
la riscossione; tuttavia, l'ufficio delle entrate o il
centro di servizio ha facolta' di disporla in tutto o in
parte fino alla data di pubblicazione della sentenza della
commissione tributaria provinciale, con provvedimento
motivato notificato al concessionario e al contribuente. Il
provvedimento puo' essere revocato ove sopravvenga fondato
pericolo per la riscossione.
2. Sulle somme il cui pagamento e' stato sospeso ai
sensi del comma 1 e che risultano dovute dal debitore a
seguito della sentenza della commissione tributaria
provinciale si applicano gli interessi al tasso del 4,5 per
cento annui.".
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Art. 11

Autotutela
1. All'articolo 2-quater del decreto-legge 30 settembre 1994, n.
564, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n.
656, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1-quinquies sono aggiunti i seguenti:
"1-sexies. Nei casi di annullamento o revoca parziali dell'atto
il contribuente puo' avvalersi degli istituti di definizione
agevolata delle sanzioni previsti per l'atto oggetto di annullamento
o revoca alle medesime condizioni esistenti alla data di notifica
dell'atto purche' rinunci al ricorso. In tale ultimo caso le spese
del giudizio restano a carico delle parti che le hanno sostenute.
1-septies. Le disposizioni del comma 1-sexies non si applicano
alla definizione agevolata prevista dall'articolo 17, comma 2, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
1-octies. L'annullamento o la revoca parziali non sono
impugnabili autonomamente.".
Note all'art. 11:
Il testo dell'art. 2-quater, del decreto-legge 30
settembre 1994, n. 564 (Disposizioni urgenti in materia
fiscale) convertito, con modificazioni, dalla legge 30
novembre 1994, n. 656, come modificato dal presente
decreto, e' il seguente:
"Art. 2-quater. (Autotutela)
1. Con decreti del Ministro delle finanze sono indicati
gli organi dell'Amministrazione finanziaria competenti per
l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio o di
revoca, anche in pendenza di giudizio o in caso di non
impugnabilita', degli atti illegittimi o infondati. Con gli
stessi decreti sono definiti i criteri di economicita'
sulla base dei quali si inizia o si abbandona l'attivita'
dell'amministrazione.
1-bis. Nel potere di annullamento o di revoca di cui al
comma 1 deve intendersi compreso anche il potere di
disporre la sospensione degli effetti dell'atto che appaia
illegittimo o infondato.
1-ter. Le regioni, le province e i comuni indicano,
secondo i rispettivi ordinamenti, gli organi competenti per
l'esercizio dei poteri indicati dai commi 1 e 1-bis
relativamente agli atti concernenti i tributi di loro
competenza.
1-quater. In caso di pendenza del giudizio, la
sospensione degli effetti dell'atto cessa con la
pubblicazione della sentenza.
1-quinquies. La sospensione degli effetti dell'atto
disposta anteriormente alla proposizione del ricorso
giurisdizionale cessa con la notificazione, da parte dello
stesso organo, di un nuovo atto, modificativo o
confermativo di quello sospeso; il contribuente puo'
impugnare, insieme a quest'ultimo, anche l'atto modificato
o confermato.
1-sexies. Nei casi di annullamento o revoca parziali
dell'atto il contribuente puo' avvalersi
degli istituti di definizione agevolata delle sanzioni
previsti per l'atto oggetto di annullamento o revoca alle
medesime condizioni esistenti alla data di notifica
dell'atto purche' rinunci al ricorso. In tale ultimo caso
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*** ATTO COMPLETO ***

le spese del giudizio restano a carico delle parti che le
hanno sostenute.
l-septies. Le disposizioni del comma l-sexies non si
applicano alla definizione agevolata prevista dall'articolo
17, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
472.
l-octies. L'annullamento o la revoca parziali non sono
impugnabili autonomamente.".
Art. 12

Sospensione dei termini per eventi eccezionali
1. Le disposizioni in materia di sospensione dei termini di
versamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali
e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e
le malattie professionali, a favore dei soggetti interessati da
eventi eccezionali, comportano altresi', per un corrispondente
periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione
dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonche'
la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di
liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a
favore degli enti impositori, degli enti previdenziali e
assistenziali e degli agenti della riscossione, in deroga alle
disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n.
212. Salvo diverse disposizioni, i versamenti sospesi sono effettuati
entro 30 giorni dal termine del periodo di sospensione.
2. I termini di prescrizione e decadenza relativi all'attivita'
degli uffici degli enti impositori, degli enti previdenziali e
assistenziali e degli agenti della riscossione aventi sede nei
territori dei Comuni colpiti dagli eventi eccezionali, ovvero aventi
sede nei territori di Comuni diversi ma riguardanti debitori aventi
domicilio fiscale o sede operativa nei territori di Comuni colpiti da
eventi eccezionali e per i quali e' stata disposta la sospensione
degli adempimenti e dei versamenti tributari, che scadono entro il 31
dicembre dell'anno o degli anni durante i quali si verifica la
sospensione, sono prorogati, in deroga alle
disposizioni
dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, fino al
31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di
sospensione.
3. L'Agente della riscossione non procede alla notifica delle
cartelle di pagamento durante il periodo di sospensione di cui al
comma 1.
Note all'art. 12:
Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 3 della
citata legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in
materia di statuto dei diritti del contribuente), vigente
alla data di entrata in vigore del presente decreto:
"Art. 3. (Efficacia temporale delle norme tributarie)
(Omissis).
3. I termini di prescrizione e di decadenza per gli
accertamenti di imposta non possono essere prorogati".
Art. 13

Razionalizzazione degli interessi per il versamento,
la riscossione e i rimborsi di ogni tributo

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1. Il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i
rimborsi di ogni tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste
dall'articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133,
e' determinato possibilmente in una misura unica, nel rispetto degli
equilibri di finanza pubblica, compresa nell'intervallo tra lo 0,5
per cento e il 4,5 per cento, determinata con il decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze di cui al comma 2.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, viene stabilita la misura e la decorrenza
dell'applicazione del tasso di cui al comma 1.
3. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 2, continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui alle singole leggi d'imposta e il
decreto ministeriale del 21 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2009. Per gli interessi di mora di cui
all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, si applica il tasso individuato annualmente
con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
4. La misura del tasso di interesse di cui al comma 1 puo' essere
rideterminata annualmente con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze.
5. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Note all'art. 13:
Si riporta il testo dell'art. 13 del decreto-legge 30
dicembre 1993, n. 557 (Ulteriori interventi correttivi di
finanza pubblica per l'anno 1994), convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133,
vigente alla data di entrata in vigore del presente
decreto:
"Art. 13. (Interessi per rapporti di credito e debito
di imposta).
1. Gli interessi per la riscossione o per il rimborso
di imposte previsti dagli articoli 9, 20, 21, 39 e 44 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602, e successive modificazioni, nelle misure del 9 per
cento annuo e del 4,5 per cento semestrale, sono dovuti a
decorrere dal 1° gennaio 1994, rispettivamente, nelle
misure del 6 e del 3 per cento.
2. Gli interessi previsti dalla legge 26 gennaio 1961,
n. 29, e successive modificazioni, nella misura semestrale
del 4,5 per cento, sono dovuti, a decorrere dal 1° gennaio
1994, nella misura del 3 per cento. Dalla stessa data gli
interessi previsti in materia di imposta sul valore
aggiunto nella misura del 9 per cento annuo sono dovuti
nella misura del 6 per cento.
3. Il Ministro delle finanze e' autorizzato a
determinare, con proprio decreto, di concerto con il
Ministro del tesoro, la misura degli interessi di cui ai
commi 1 e 2, dovuti a decorrere dal 1° gennaio 1995".
Il decreto ministeriale del 21 maggio 2009, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2009, reca
"Razionalizzazione degli interessi per la riscossione ed il
rimborso dei tributi, ai sensi dell'art. 1, comma 150,
della legge n. 244 del 2007".
Si riporta il testo dell'art. 30 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,
vigente alla data di entrata in vigore del presente
decreto:
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"Art. 30. (Interessi di mora)
1. Decorso inutilmente il termine previsto dall'art.
25, comma 2, sulle somme iscritte a ruolo, esclusi le
sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si
applicano, a partire dalla data della notifica della
cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di
mora al tasso determinato annualmente con decreto del
Ministero delle finanze con riguardo alla media dei tassi
bancari attivi".
Art. 14

Notifica a mezzo di posta elettronica certificata
1. Al fine di potenziare la diffusione dell'utilizzo della posta
elettronica certificata nell'ambito delle procedure di notifica,
nell'ottica del massimo efficientamento operativo, della riduzione
dei costi amministrativi e della tempestiva conoscibilita' degli atti
da parte del contribuente, all'articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, il secondo comma e'
sostituito dal seguente: "La notifica della cartella puo' essere
eseguita, con le modalita' di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica
certificata, all'indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine
previsti dalla legge. Nel caso di imprese individuali o costituite in
forma societaria, nonche' di professionisti iscritti in albi o
elenchi, la notifica avviene esclusivamente con tali modalita',
all'indirizzo risultante dall'indice nazionale degli indirizzi di
posta elettronica certificata (INI-PEC). All'Agente della riscossione
e' consentita la consultazione telematica e l'estrazione, anche in
forma massiva, di tali indirizzi. Non si applica l'articolo 149-bis
del codice di procedura civile. Se l'indirizzo di posta elettronica
del destinatario non risulta valido e attivo, la notificazione deve
eseguirsi, mediante deposito dell'atto presso gli uffici della Camera
di Commercio competente per territorio e pubblicazione del relativo
avviso sul sito informatico della medesima, dandone notizia allo
stesso destinatario per raccomandata con avviso di ricevimento, senza
ulteriori adempimenti a carico dell'agente della riscossione.
Analogamente si procede, quando la casella di posta elettronica
risulta satura anche dopo un secondo tentativo di notifica, da
effettuarsi decorsi almeno quindici giorni dal primo invio. Per le
persone fisiche intestatarie di una casella di posta elettronica
certificata, che ne facciano comunque richiesta, la notifica e'
eseguita esclusivamente con tali modalita' all'indirizzo dichiarato
all'atto della richiesta stessa, ovvero a quello successivamente
comunicato all'Agente della riscossione all'indirizzo di posta
elettronica risultante dall'indice degli indirizzi delle pubbliche
amministrazioni istituito ai sensi dell'articolo 57-bis del decreto
legislativo 7 marzo 2005 n. 82.".
2. Per assicurare alle Camere di Commercio i tempi tecnici
necessari per l'adeguamento alle nuove previsioni, le disposizioni
modificative di cui al comma 1, si applicano alle notifiche
effettuate a decorrere dal 1° giugno 2016. Fino a tale data resta
ferma la disciplina vigente alla data di entrata in vigore della
presente legge.
Note all'art. 14:
Si riporta il testo dell'art. 26 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come
modificato dal presente decreto:
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"Art. 26. (Notificazione della cartella di pagamento)
La cartella e' notificata dagli ufficiali della
riscossione o da altri soggetti
abilitati
dal
concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero,
previa eventuale convenzione tra comune e concessionario,
dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale.
La notifica puo' essere eseguita anche mediante invio di
raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la
cartella e' notificata in plico chiuso e la notifica si
considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di
ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal
secondo comma o dal portiere dello stabile dove e'
l'abitazione, l'ufficio o l'azienda.
La notifica della cartella puo' essere eseguita, con le
modalita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica
11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica
certificata, all'indirizzo risultante dagli elenchi a tal
fine previsti dalla legge. Nel caso di imprese individuali
o costituite in forma societaria, nonche' di professionisti
iscritti in albi o elenchi, la notifica avviene
esclusivamente con tali modalita', all'indirizzo risultante
dall'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica
certificata (INI-PEC). All'Agente della riscossione e'
consentita la consultazione telematica e l'estrazione,
anche in forma massiva, di tali indirizzi. Non si applica
l'articolo 149-bis del codice di procedura civile. Se
l'indirizzo di posta elettronica del destinatario non
risulta valido e attivo, la notificazione deve eseguirsi,
mediante deposito dell'atto presso gli uffici della Camera
di Commercio competente per territorio e pubblicazione del
relativo avviso sul sito informatico della medesima,
dandone notizia allo stesso destinatario per raccomandata
con avviso di ricevimento, senza ulteriori adempimenti a
carico dell'agente della riscossione. Analogamente si
procede, quando la casella di posta elettronica risulta
satura anche dopo un secondo tentativo di notifica, da
effettuarsi decorsi almeno quindici giorni dal primo invio.
Per le persone fisiche intestatarie di una casella di posta
elettronica certificata, che ne facciano comunque
richiesta, la notifica e' eseguita esclusivamente con tali
modalita' all'indirizzo dichiarato all'atto della richiesta
stessa, ovvero a quello successivamente comunicato
all'Agente della riscossione all'indirizzo di posta
elettronica risultante dall'indice degli indirizzi delle
pubbliche amministrazioni istituito ai sensi dell'articolo
57-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82.
Quando la notificazione della cartella di pagamento
avviene mediante consegna nelle mani proprie del
destinatario o di persone di famiglia o addette alla casa,
all'ufficio o all'azienda, non e' richiesta
la
sottoscrizione dell'originale da parte del consegnatario.
Nei casi previsti dall'art. 140 del codice di procedura
civile, la notificazione della cartella di pagamento si
effettua con le modalita' stabilite dall'art. 60 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, e si ha per eseguita nel giorno successivo a quello
in cui l'avviso del deposito e' affisso nell'albo del
comune.
Il concessionario deve conservare per cinque anni la
matrice o la copia della cartella con la relazione
dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha
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l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente
o dell'amministrazione.
Per quanto non e' regolato dal presente articolo si
applicano le disposizioni dell'art. 60 del predetto
decreto; per la notificazione della cartella di pagamento
ai contribuenti non residenti si applicano le disposizioni
di cui al quarto e quinto comma dell'art. 60 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600".
Art. 15

Disposizioni transitorie
1. Le disposizioni dell'articolo l, commi da 538 a 540, della legge
24 dicembre 2012, n. 228, nel testo modificato dall'articolo l del
presente decreto, si applicano alle dichiarazioni presentate
successivamente alla data di relativa entrata in vigore del presente
decreto. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate
sono disciplinate le modalita' telematiche di presentazione della
dichiarazione e di invio della risposta al debitore. Fino alla data
fissata da tale provvedimento resta fermo quanto disposto dalle
stesse disposizioni nella versione in vigore antecedente alle
suddette modifiche.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1, si applicano a
decorrere dalle dichiarazioni relative al periodo d'imposta in corso:
a) al 31 dicembre 2014, per le somme dovute ai sensi
dell'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 462;
b) al 31 dicembre 2013, per le somme dovute ai sensi
dell'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 462;
c) al 31 dicembre 2012, per le somme dovute ai sensi
dell'articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, a
seguito della liquidazione dell'imposta dovuta sui redditi di cui
all'articolo 17 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
salvo che per le somme dovute relativamente ai redditi di cui
all'articolo 21 del medesimo testo unico, per le quali le
disposizioni si applicano a decorrere dalle dichiarazioni relative al
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 2, commi da 2 a 4, non si
applicano agli atti di adesione, agli atti definiti ai sensi
dell'articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, alle
conciliazioni giudiziali e alle mediazioni tributarie gia'
perfezionati alla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Le disposizioni di cui all'articolo 3 comma 1, si applicano:
a) per le rateazioni di cui all'articolo 3-bis del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, a decorrere dalle dichiarazioni
relative al periodo d'imposta in corso:
1) al 31 dicembre 2014; per le somme dovute ai sensi
dell'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 462;
2) al 31 dicembre 2013, per le somme dovute ai sensi
dell'articolo 3, comma 1; del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 462;
3) al 31 dicembre 2012, per le somme dovute ai sensi
dell'articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, a
seguito della liquidazione dell'imposta dovuta sui redditi di cui
all'articolo 17 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
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salvo che per le somme dovute relativamente ai redditi di cui
all'articolo 21 del medesimo testo unico, per le quali le
disposizioni si applicano a decorrere dalle dichiarazioni relative al
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013;
b) per le rateazioni disciplinate ai sensi dell'articolo 8 del
decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, agli atti di adesione,
agli atti definiti ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo
19 giugno 1997, n. 218, alle conciliazioni giudiziali e alle
mediazioni tributarie perfezionati a decorrere dalla data di entrata
in vigore del presente decreto legislativo.
5. Le disposizioni di cui all'articolo 19, commi 1, 1-quater e 3,
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602, come modificate dallo stesso articolo 10, comma 1, lettera a),
si applicano alle dilazioni concesse a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
6. Le disposizioni di cui all'articolo 19, comma 3-bis, del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, introdotto
dall'articolo 10, comma 1, lettera a), n. 4), si applicano alle
dilazioni concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto e ai piani di rateazione in essere alla stessa data.
7. Le somme iscritte a ruolo non ancora versate, oggetto di piani
di rateazione concessi dagli agenti della riscossione e decaduti nei
24 mesi antecedenti l'entrata in vigore del presente decreto,
possono, a semplice richiesta del contribuente, da presentarsi
inderogabilmente entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, essere ripartite fino a un massimo di 72 rate
mensili. In tal caso, ferma restando l'applicazione delle
disposizioni di cui all'articolo 19, comma 1-quater in quanto
compatibile, lettere b) e c) del comma 3, e comma 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come
modificato dal presente decreto, il mancato pagamento di due rate
anche non consecutive, determina la decadenza automatica dal
beneficio della rateazione.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 24 settembre 2015
MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei
ministri
Padoan, Ministro
delle finanze

dell'economia

e

Visto, il Guardasigilli: Orlando
Note all'art. 15:
Per il testo dei commi da 538 a 540 dell'articolo l,
della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come modificati dal
presente decreto, si veda la nota all'art. 1.
Il testo dell'art. 2, comma 2, del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 462 (Unificazione ai fini fiscali e
contributivi delle procedure di liquidazione, riscossione e
accertamento, a norma dell'art. 3, comma 134, lettera b),
della L. 23 dicembre 1996, n. 662), vigente all'entrata in
vigore del presente decreto, e' il seguente:
"Art. 2. (Riscossione delle somme dovute a seguito dei
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controlli automatici)
(Omissis).
2. L'iscrizione a ruolo non e' eseguita, in tutto o in
parte, se il contribuente o il sostituto d'imposta provvede
a pagare le somme dovute con le modalita' indicate
nell'art. 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
concernente le modalita' di versamento mediante delega,
entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione,
prevista dai commi 3 dei predetti articoli 36-bis e 54-bis,
ovvero della comunicazione definitiva contenente la
rideterminazione in sede di autotutela delle somme dovute,
a seguito dei chiarimenti forniti dal contribuente o dal
sostituto d'imposta. In tal caso, l'ammontare delle
sanzioni amministrative dovute e' ridotto ad un terzo e gli
interessi sono dovuti fino all'ultimo giorno del mese
antecedente
a
quello
dell'elaborazione
della
comunicazione".
Il testo dell'art. 3 del citato decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 462, vigente all'entrata in vigore del
presente decreto, e' il seguente:
"Art. 3. (Riscossione delle somme dovute a seguito dei
controlli formali)
1. Le somme che, a seguito dei controlli formali
effettuati ai sensi dell'art. 36-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
risultano dovute a titolo d'imposta, ritenute, contributi e
premi o di minori crediti gia' utilizzati, nonche' di
interessi e di sanzioni, possono essere pagate entro 30
giorni dal ricevimento della comunicazione prevista dal
comma 4 del predetto art. 36-ter, con le modalita' indicate
nell'art. 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
concernente le modalita' di versamento mediante delega. In
tal caso l'ammontare delle sanzioni amministrative dovute
e' ridotto ai due terzi e gli interessi sono dovuti fino
all'ultimo giorno del mese antecedente a quello
dell'elaborazione della comunicazione".
Il testo del comma 412, dell'art. 1, della legge 30
dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge
finanziaria 2005), vigente all'entrata in vigore del
presente decreto, e' il seguente:
"Art. 1.
(Omissis).
412. In esecuzione dell'art. 6, comma 5, della legge 27
luglio 2000, n. 212, l'Agenzia delle entrate comunica
mediante raccomandata con avviso di ricevimento ai
contribuenti l'esito dell'attivita' di liquidazione,
effettuata ai sensi dell'art. 36-bis del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive modificazioni, relativamente ai redditi soggetti
a tassazione separata. La relativa imposta o la maggiore
imposta dovuta, a decorrere dal periodo d'imposta 2001, e'
versata mediante modello di pagamento, di cui all'art. 19
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, precompilato
dall'Agenzia. In caso di mancato pagamento entro il termine
di trenta giorni
dal
ricevimento
dell'apposita
comunicazione si procede all'iscrizione a ruolo, secondo le
disposizioni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive
modificazioni, con l'applicazione della sanzione di cui
all'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre
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1997, n. 471, e degli interessi di cui all'art. 20 del
predetto decreto n. 602 del 1973, a decorrere dal primo
giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione
della predetta comunicazione.
(Omissis).".
Il testo dell'art. 17 del decreto del Presidente della
repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo
unico delle imposte sui redditi), vigente all'entrata in
vigore del presente decreto e' il seguente:
"Art. 17. (Tassazione separata)
1. L'imposta si applica separatamente sui seguenti
redditi:
a) trattamento di fine rapporto di cui all'art. 2120
del codice civile e indennita' equipollenti, comunque
denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro
dipendente, compresi quelli contemplati alle lettere a), d)
e g) del comma 1 dell'art. 47, anche nelle ipotesi di cui
all'art. 2122 del codice civile; altre indennita' e somme
percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione
dei predetti rapporti, comprese l'indennita' di preavviso,
le somme risultanti dalla capitalizzazione di pensioni e
quelle attribuite a fronte dell'obbligo di non concorrenza
ai sensi dell'art. 2125 del codice civile nonche' le somme
e i valori comunque percepiti al netto delle spese legali
sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di
procedure esecutive, a seguito
di
provvedimenti
dell'autorita' giudiziaria o di transazioni relativi alla
risoluzione del rapporto di lavoro;
a-bis) abrogata;
b) emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro
dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per
effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di
atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non
dipendenti dalla volonta' delle parti, compresi i compensi
e le indennita' di cui al comma 1 dell'art. 47 e al comma 2
dell'art. 46;
c) indennita' percepite per la cessazione dei rapporti
di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al
comma 2 dell'art. 49, se il diritto all'indennita' risulta
da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto
nonche', in ogni caso, le somme e i valori comunque
percepiti al netto delle spese legali sostenute, anche se a
titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive,
a seguito di provvedimenti dell'autorita' giudiziaria o di
transazioni relativi alla risoluzione dei rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa;
c-bis) indennita' di mobilita' di cui all'art. 7, comma
5, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e trattamento di
integrazione salariale di cui all'art. 1 bis del
decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489,
corrisposti anticipatamente;
d) indennita' per la cessazione di rapporti di agenzia
delle persone fisiche e delle societa' di persone;
e) indennita' percepite per la cessazione da funzioni
notarili;
f) indennita' percepite da sportivi professionisti al
termine dell'attivita' sportiva ai sensi del settimo comma
dell'art. 4 della legge 23 marzo 1981, n. 91, se non
rientranti tra le indennita' indicate alla lettera a);
g) plusvalenze, compreso il valore di avviamento,
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realizzate mediante cessione a titolo oneroso di aziende
possedute da piu' di 5 anni e redditi conseguiti in
dipendenza di liquidazione, anche concorsuale, di imprese
commerciali esercitate da piu' di 5 anni;
g-bis) plusvalenze di cui alla lettera b) del comma 1
dell'art. 81 realizzate a seguito di cessioni a titolo
oneroso di terreni suscettibili di
utilizzazione
edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al
momento della cessione;
g-ter) corrispettivi di cui all'art. 54, comma
1-quater, se percepiti in unica soluzione;
h) indennita' per perdita dell'avviamento spettanti al
conduttore in caso di cessazione della locazione di
immobili urbani adibiti ad usi diversi da quello di
abitazione e indennita' di avviamento delle farmacie
spettanti al precedente titolare;
i) indennita' spettanti a titolo di risarcimento, anche
in forma assicurativa, dei danni consistenti nella perdita
di redditi relativi a piu' anni;
l) redditi compresi nelle somme attribuite o nel valore
normale dei beni assegnati ai soci delle societa' indicate
nell'art. 5 nei casi di recesso, esclusione e riduzione del
capitale o agli eredi in caso di morte del socio, e redditi
imputati ai soci in dipendenza di liquidazione, anche
concorsuale, delle societa' stesse, se il periodo di tempo
intercorso tra la costituzione della societa' e la
comunicazione del recesso o
dell'esclusione,
la
deliberazione di riduzione del capitale, la morte del socio
o l'inizio della liquidazione e' superiore a 5 anni;
m);
n) redditi compresi nelle somme o nel valore normale
dei beni attribuiti alla scadenza dei contratti e dei
titoli di cui alle lettere a), b), f) e g) del comma 1
dell'art. 41, quando non sono soggetti a ritenuta alla
fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva, se il
periodo di durata del contratto o del titolo e' superiore a
5 anni;
n-bis) somme conseguite a titolo di rimborso di imposte
o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si
e' fruito della detrazione in periodi di imposta
precedenti. La presente disposizione non si applica alle
spese rimborsate di cui all'art. 13-bis, comma 1, lettera
c), quinto e sesto periodo.
2. I redditi indicati alle lettere da g) a n) del comma
primo sono esclusi dalla tassazione separata se conseguiti
da societa' in nome collettivo o in accomandita semplice;
se conseguiti da persone fisiche nell'esercizio di imprese
commerciali, sono tassati separatamente a condizione che ne
sia fatta richiesta nella dichiarazione dei redditi
relativa al periodo di imposta al quale sarebbero
imputabili come componenti del reddito di impresa.
3. Per i redditi indicati alle lettere da d) a f) del
comma 1 e per quelli indicati alle lettere da g) a n-bis)
non conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali il
contribuente ha facolta' di non avvalersi della tassazione
separata
facendolo
constare
espressamente
nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in
cui e' avvenuta o ha avuto inizio la percezione. Per i
redditi indicati alle lettere a), b), c) e c-bis) del comma
1 gli uffici provvedono a iscrivere a ruolo le maggiori
imposte dovute con le modalita' stabilite negli articoli 17
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e 18 ovvero facendo concorrere i redditi stessi alla
formazione del reddito complessivo dell'anno in cui sono
percepiti, se cio' risulta piu' favorevole per il
contribuente.".
Il testo dell'art. 21 del citato decreto del Presidente
della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, vigente
all'entrata in vigore del presente decreto, e' il seguente:
"Art. 21. (Determinazione dell'imposta per gli altri
redditi tassati separatamente)
1. Per gli altri redditi tassati separatamente, ad
esclusione di quelli in cui alla lettera g) del comma 1
dell'art. 17e di quelli imputati ai soci in dipendenza di
liquidazione, anche concorsuale, di cui alla lettera l) del
medesimo comma 1 dell'art. 17, l'imposta e' determinata
applicando
all'ammontare
percepito,
l'aliquota
corrispondente alla meta' del reddito complessivo netto del
contribuente nel biennio anteriore all'anno in cui e' sorto
il diritto alla loro percezione ovvero, per i redditi e le
somme indicati, rispettivamente, nelle lettere b), c-bis) e
n-bis) del comma 1 dell'art. 17, all'anno in cui sono
percepiti. Per i redditi di cui alla lettera g) del comma 1
dell'art. 17 e per quelli imputati ai soci in dipendenza di
liquidazione, anche concorsuale, di cui alla lettera l) del
medesimo comma 1 dell'art. 17, l'imposta e' determinata
applicando all'ammontare conseguito o imputato, l'aliquota
corrispondente alla meta' del reddito complessivo netto del
contribuente nel biennio anteriore all'anno in cui i
redditi sono stati rispettivamente conseguiti o imputati.
Se per le somme conseguite a titolo di rimborso di cui alla
lettera n-bis) del comma 1 dell'art. 17 e' stata
riconosciuta la detrazione, l'imposta e' determinata
applicando un'aliquota non superiore al 27 per cento.
2. Nell'ipotesi di cui al comma 3 dell'art. 7 si
procede alla tassazione separata nei confronti degli eredi
e dei legatari; l'imposta dovuta da ciascuno di essi e'
determinata applicando all'ammontare percepito, diminuito
della quota dell'imposta sulle successioni proporzionale al
credito indicato nella relativa dichiarazione, l'aliquota
corrispondente alla meta' del suo reddito complessivo netto
nel biennio anteriore all'anno in cui si e' aperta la
successione.
3. Se in uno dei due anni anteriori non vi e' stato
reddito imponibile si applica l'aliquota corrispondente
alla meta' del reddito complessivo netto dell'altro anno;
se non vi e' stato reddito imponibile in alcuno dei due
anni si applica l'aliquota stabilita all'art. 11 per il
primo scaglione di reddito.
4. Per gli emolumenti arretrati di cui alla lettera b)
del comma 1 dell'art. 16 l'imposta determinata ai sensi dei
precedenti commi e' ridotta di un importo pari a quello
delle detrazioni previste nell'art. 12 e nei commi 1 e 2
dell'art. 13 se e nella misura in cui non siano state
fruite per ciascuno degli anni cui gli arretrati si
riferiscono. Gli aventi diritto agli arretrati devono
dichiarare al soggetto che li corrisponde l'ammontare delle
detrazioni fruite per ciascuno degli anni cui si
riferiscono.
5. Per i redditi indicati alle lettere c), d), e) ed f)
del comma 1 dell'art. 16 l'imposta si applica anche sulle
eventuali anticipazioni salvo conguaglio".
Il testo dell'art. 15 del decreto legislativo 19 giugno
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*** ATTO COMPLETO ***

1997, n. 218 (Disposizioni in materia di accertamento con
adesione e di conciliazione giudiziale),
vigente
all'entrata in vigore del presente decreto, e' il seguente:
"Art. 15. (Sanzioni applicabili nel caso di omessa
impugnazione)
1. Le sanzioni irrogate per le violazioni indicate
nell'art. 2, comma 5, del presente decreto, nell'art. 71
del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di
registro, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e nell'art. 50 del testo
unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle
successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo
31 ottobre 1990, n. 346, sono ridotte a un terzo se il
contribuente rinuncia ad impugnare l'avviso di accertamento
o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con
adesione, provvedendo a pagare, entro il termine per la
proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute,
tenuto conto della predetta riduzione. In ogni caso la
misura delle sanzioni non puo' essere inferiore ad un terzo
dei minimi edittali previsti per le violazioni piu' gravi
relative a ciascun tributo.
2. Si applicano le disposizioni degli articoli 2, commi
3, 4 e 5, ultimo periodo, e 8, commi 2, 3 e 3-bis. Con
decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le
modalita' di versamento delle somme dovute.
2-bis. ".
Il testo dell'art. 3-bis del citato decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 462, e' il seguente:
"Art. 3-bis. (Rateazione delle somme dovute)
1. Le somme dovute ai sensi dell'art. 2, comma 2, e
dell'art. 3, comma 1, possono essere versate in un numero
massimo di otto rate trimestrali di pari importo, ovvero,
se superiori a cinquemila euro, in un numero massimo di
venti rate trimestrali di pari importo.
2. L'importo della prima rata deve essere versato entro
il termine di trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione. Sull'importo delle rate successive sono
dovuti gli interessi, calcolati dal primo giorno del
secondo mese successivo a quello di elaborazione della
comunicazione. Le rate trimestrali nelle quali il pagamento
e' dilazionato scadono l'ultimo giorno di ciascun
trimestre.
3. In caso di inadempimento nei pagamenti rateali si
applicano le disposizioni di cui all'art. 15-ter del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602.
4. Le disposizioni di cui ai commi l, 2 e 3 si
applicano anche alle somme da versare a seguito del
ricevimento della comunicazione prevista dall'art. 1, comma
412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, relativamente ai
redditi soggetti a tassazione separata.".
Il testo dell'art. 8 del citato decreto legislativo 19
giugno 1997, n. 218 (Disposizioni in materia di
accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale),
e' il seguente:
"Art. 8. (Adempimenti successivi)
1. Il versamento delle somme dovute per effetto
dell'accertamento con adesione e' eseguito entro venti
giorni dalla redazione dell'atto di cui all'art. 7.
2. Le somme dovute possono essere versate anche
ratealmente in un massimo di otto rate trimestrali di pari
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*** ATTO COMPLETO ***

importo o in un massimo di sedici rate trimestrali se le
somme dovute superano i cinquantamila euro. L'importo della
prima rata e' versato entro il termine indicato nel comma
1. Le rate successive alla prima devono essere versate
entro l'ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull'importo
delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi
calcolati dal giorno successivo al termine di versamento
della prima rata.
3. Entro dieci giorni dal versamento dell'intero
importo o di quello della prima rata il contribuente fa
pervenire all'ufficio la quietanza dell'avvenuto pagamento.
L'ufficio rilascia al contribuente copia dell'atto di
accertamento con adesione.
4. Per le modalita' di versamento delle somme dovute si
applicano le disposizioni di cui all'art. 15-bis. In caso
di inadempimento nei pagamenti rateali si applicano le
disposizioni di cui all'art. 15-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.".
Per il testo dell'art. 19 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, modificato dal
presente decreto, si veda la nota all'art. 10.

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