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DILAZIONE CARTELLE PAGAMENTO DECRETO ATTUATIVO DELEGA FISCALE Riforma riscossione nuova riammissione dilazione ruoli DLGS 24 09 2015 n159 .pdf



Nome del file originale: DILAZIONE CARTELLE PAGAMENTO - DECRETO ATTUATIVO DELEGA FISCALE - Riforma riscossione - nuova riammissione dilazione ruoli DLGS 24-09-2015-n159.pdf

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DILAZIONE CARTELLE DI PAGAMENTO - DECRETO ATTUATIVO DELEGA FISCALE Riforma riscossione - nuova riammissione alla dilazione dei ruoli DECRETO
LEGISLATIVO 24 .09.2015, n. 159
DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 159 - Entrata in vigore del provvedimento: 22/10/2015
Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione, in attuazione dell'articolo 3,
comma 1, lettera a), della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00170) (GU n.233 del 7-10-2015 - Suppl. Ordinario n. 55
) note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/10/2015
Dal via libera del Consiglio dei Ministri del 22 settembre 2015 scorso, allo schema di decreto di attuazione della
delega fiscale recante “misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione”,
già approvato in seconda lettura dall’esecutivo il 4 settembre scorso.
Come si evinceva da un comunicato diffuso dal Governo al termine del Consiglio dei Ministri, la principale novità
riguarda l’introduzione di una norma finalizzata a venire incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà con i
pagamento dei debiti fiscali.
Nello specifico, accogliendo le richieste contenute nel parere della Commissione Finanze della Camera, viene
prevista la possibilità di accedere ad una ulteriore rateizzazione ai contribuenti che non sono stati in grado di
completare il pagamento di piani precedenti di rateizzazione.
La nuova disposizione stabilisce che le somme non ancora versate, oggetto di piani di rateazione da cui i
contribuenti siano decaduti nei 24 mesi antecedenti l’entrata in vigore del presente decreto, possono su
richiesta degli stessi contribuenti, da presentare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto (Entrata in vigore del provvedimento: 22/10/2015 quindi entro il 22/11/2015) , essere
oggetto di un nuovo piano di rateazione, ripartito fino a un massimo di 72 rate mensili.
Dal piano di rateazione si decade per il mancato pagamento di sole due rate.
Sul punto, si ricorda che le Commissioni parlamentari avevano esortato il Governo a valutare l’opportunità
di riammettere alla dilazione non solo chi è decaduto da una pregressa dilazione dei ruoli, ma anche da una
dilazione di somme derivanti da istituti deflativi del contenzioso, previo pagamento delle rate scadute.
MA VEDIAMO LA MAPPA DELLA RIFORMA
Favorire l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, anche attraverso la definizione di forme di
rateizzazione più ampie e vantaggiose; modificare le modalità di calcolo dell’aggio della riscossione - che, a
partire dal 2016, sarà dovuto in misura variabile a seconda della tempestività del pagamento delle somme
iscritte a ruolo; estendere l’utilizzo della PEC nelle procedure di notifica delle cartelle esattoriali: sono alcune
delle novità contenute nel D.Lgs. n. 159 del 24 settembre 2015 che, in attuazione della legge delega fiscale, ha
riformato il sistema della riscossione.
Il D.Lgs. n. 159 del 2015 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015 e in vigore dal 22 ottobre
2015) riforma il sistema della riscossione, in attuazione dei principi stabiliti dalla legge delega fiscale. In termini
generali, il decreto - recante “misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di
riscossione” - punta a creare un sistema di riscossione che favorisca l’adempimento spontaneo da parte dei
contribuenti, anche attraverso la definizione di forme di rateizzazione più ampie e vantaggiose.
Il provvedimento, inoltre, interviene sulle modalità di calcolo dell’aggio della riscossione che, a partire dal
2016, sarà dovuto in misura variabile a seconda della tempestività del pagamento delle somme iscritte a ruolo.
Tra le novità più significative viene esteso l’utilizzo della PEC nelle procedure di notifica delle cartelle
esattoriali che, dal prossimo anno diverrà la modalità esclusiva con riferimento a ditte individuali, società e
professionisti iscritti in albi o elenchi.
Si riporta di seguito una tabella di sintesi sulle principali novità contenute nello schema di decreto accompagnate
dalle relative indicazioni sulla decorrenza.
Norma

Descrizione

Decorrenza

1

Sospensione legale della
riscossione

Con riferimento alla sospensione legale della
riscossione, disciplinata nell’art. 1, comma 537 e
seguenti, legge n. 228/2012, il decreto dispone
che il termine per la presentazione
dell’istanza all’agente della riscossione
sia anticipato da 90 a 60 giorni a pena di
decadenza.
Inoltre, la presentazione della dichiarazione da
parte del debitore avviene esclusivamente con
modalità telematiche da definire con un
provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Le novità si applicano
alle dichiarazioni
presentate dopo il 22
ottobre 2015

Al fine di evitare la presentazione di istanze
meramente dilatorie viene poi cancellata la
“clausola aperta” che consentiva di richiedere la
sospensione in virtù di “qualsiasi altra causa di
non esigibilità del credito”. Tale previsione,
chiarisce la relazione illustrativa, è tesa a evitare
il possibile uso strumentale dell’istituto. Con la
medesima finalità si introduce il divieto di
reiterazione della dichiarazione.
Fino a quando l’ente creditore non comunicherà
al debitore l’esito dell’esame della dichiarazione
si prevede la sospensione del termine (di 200
giorni) che comporta l’inefficacia del
pignoramento.
Infine il provvedimento snellisce i termini
previsti nelle comunicazioni tra agente della
riscossione ed ente creditore.

Rateazione delle somme
dovute a seguito
dell’attività di controllo
e accertamento

Passa da 6 a 8 il numero minimo di rate per la
rateizzazione degli avvisi bonari ed estende da
12 a 16 il periodo massimo di dilazione degli
accertamenti con adesione. Nel dettaglio, gli
avvisi bonari potranno essere dilazionati in un
massimo di 8 rate trimestrali per importi non
superiori a 5.000 euro, ovvero in un numero
massimo di 20 rate trimestrali se di importo
superiore.

Controlli
automatizzati ex art.
36-bis: a partire dalle
dichiarazioni relative
al 2014
Controlli formali ex
art. 36-ter: dalle
dichiarazioni relative
al 2013

La dilazione degli accertamenti con adesione e
delle somme dovute in caso di
acquiescenza passa da 12 a 16 rate con
riferimento ad importi superiori a 50.000 euro.
Tra le altre novità viene uniformato il termine
di scadenza delle rate successive alla prima,
individuando lo stesso nell’ultimo giorno di
ciascun trimestre.
Le nuove regole sulla rateazione non operano in
relazione agli atti di adesione, alle conciliazioni
giudiziali e alle mediazioni tributarie già
perfezionatesi alla data di entrata in vigore del
decreto.

Controlli sui redditi
soggetti a
tassazione
separata (ex art. 17
TUIR): dalle
dichiarazioni per il
2012
Controlli sugli altri
redditi soggetti a
tassazione
separata (ex art. 21
TUIR): dalle
dichiarazioni relative
al periodo d’imposta
2013
Adesioni,
conciliazioni
2

e mediazioni: dagli
atti perfezionati dopo
il 22 ottobre 2015

Inadempimenti nei
pagamenti delle somme
dovute a seguito
dell’attività di controllo

Con il nuovo art. 15-ter, D.P.R. n. 602/1973 si
introduce il principio del lieve
inadempimento nelle rateazioni degli avvisi
bonari e degli atti di accertamento. I contribuenti,
infatti, non decadranno dal beneficio della
rateazione qualora, alternativamente, si verifichi
un pagamento insufficiente di importo non
superiore al 3% della rata e comunque a 10.000
euro ovvero, se si tratta della prima rata, in caso
di ritardato pagamento di non oltre 7 giorni
(rispetto ai 5 previsti nella prima versione del
decreto).

La decorrenza segue
le regole già
esaminate per la
rateazione delle
somme dovute a
seguito dell’attività di
controllo

Resta inoltre confermata la validità della
rateazione se l’omissione di una rata viene
regolarizzata, mediante ravvedimento operoso,
entro il termine di pagamento della rata
successiva ovvero, in caso di ultima rata o di
versamento in unica soluzione, entro 90 giorni
dalla scadenza.

Termini per la notifica
delle cartelle di
pagamento
(casi particolari)

Il decreto definisce puntualmente i termini di
decadenza per la notifica delle cartelle di
pagamento nell’ambito delle procedure di
risoluzione della crisi d’impresa. In
particolare, in deroga all’art. 25, comma 1-bis,
D.P.R. n. 602/1973, il concessionario della
riscossione è tenuto a notificare la cartella di
pagamento entro il 31 dicembre del terzo
anno successivo:

Dal 22 ottobre 2015

- alla pubblicazione del decreto di revoca o
mancata approvazione del concordato
preventivo, ovvero dalla pubblicazione della
sentenza che dichiara la risoluzione o
l’annullamento del concordato, per quanto
riguarda i crediti anteriori alla data di
pubblicazione del ricorso per l’ammissione al
concordato;
- alla scadenza del termine di cui all’art. 182-ter,
comma 7, della legge fallimentare, ovvero alla
pubblicazione della sentenza che dichiara
l’annullamento, con riferimento ai crediti
rientranti negli accordi di ristrutturazione dei
debiti non ancora iscritti a ruolo alla data di
presentazione della proposta di transazione
fiscale;
- alla pubblicazione del decreto che dichiara la
risoluzione o l’annullamento dell’accordo o della
proposta di piano del consumatore, per quanto
riguarda i crediti non ancora iscritti a ruolo
anteriori alla data di pubblicazione dell’accordo
di composizione della crisi da
sovraindebitamento o della proposta.
3

Concentrazione della
riscossione
nell’accertamento

Intervenendo sull’art. 29, D.L. n. 78/2010, viene
modificata la previsione che attribuisce la
qualifica di titolo esecutivo all’avviso di
accertamento trascorsi 60 giorni dalla notifica
dell’atto, collegando il suddetto effetto al termine
utile per la proposizione del ricorso.
Viene poi cancellata la sospensione legale
dell’esecuzione rispetto ad atti di accertamento
esecutivi non impugnati e, dunque, in presenza di
affidamento di somme dovute a titolo esecutivo.

Dal 22 ottobre 2015

In un’ottica di semplificazione del flusso
informativo, il decreto introduce la possibilità
che la comunicazione di avvenuto affidamento
delle somme da parte dell’ente creditore
all’agente della riscossione possa essere
recapitata al debitore, oltre che con
raccomandata semplice, anche con posta
elettronica ordinaria o certificata.
Da ultimo viene eliminata la previsione di
decadenza per l’esercizio dell’attività esecutiva in
precedenza fissato al 31 dicembre del terzo anno
successivo a quello in cui l’accertamento è
divenuto definitivo.

Sospensione
amministrativa e
giudiziale della
riscossione

La sospensione delle sanzioni conseguenti alla
condotta illecita penalmente rilevante dei
professionisti (quali commercialisti e avvocati),
prevista dall’art. 1, legge n. 423/1995, sarà
svincolata dal preventivo pagamento delle
imposte da parte del contribuente
potenzialmente truffato. In un’ottica più generale,
inoltre, il decreto riscrive le fasi procedurali per
l’ottenimento della sospensione, in relazione alla
quale viene eliminato l’obbligo per il
contribuente di prestare opportuna garanzia.

Per le dilazioni
concesse a decorrere
dal 22 ottobre 2015 e
ai piani di rateazione
in essere alla stessa
data

I termini di prescrizione e di decadenza previsti
per l’irrogazione delle sanzioni e per la relativa
riscossione saranno sospesi fino al 31 dicembre
dell’anno successivo alla data in cui è divenuto
definitivo il giudizio penale o civile a carico del
professionista.

Rateazione dell’imposta
di successione

Con la sostituzione dell’intero art. 38, D.Lgs. n.
346/1990, vengono uniformate le disposizioni
sul pagamento e la rateizzazione dell’imposta di
successione alle novità introdotte dal decreto,
inclusa l’applicabilità del nuovo art. 15-ter, D.P.R.
n. 602/1973 in materia di lieveinadempimento.

Dal 22 ottobre 2015

In base alla normativa vigente, per accedere alla
rateazione deve essere effettuato un versamento
non inferiore al 20% dell’imposta liquidata e, per
l’importo residuo, è possibile richiedere la
dilazione del pagamento per un periodo massimo
di 5 anni (con rate annuali), a partire
dall’apertura della successione. Le novità
introdotte prevedono che il debito
4

residuo possa essere dilazionato in 8 rate
trimestrali, ovvero fino a 12 rate in caso di
importi superiori a 20.000 euro. La rateazione
non è comunque consentita per debiti inferiori a
1.000 euro.
Inoltre, il contribuente non decadrà dal beneficio
della rateazione nel caso di insufficiente
versamento della rata per una frazione non
superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000 euro,
nonché in caso di tardivo versamento (pari al
20%) non superiore a 5 giorni.

Preclusione alla
autocompensazione in
presenza di debiti su
ruoli definitivi

L’art. 31, comma 1, D.L. n. 78/2010, ha introdotto
un generale divieto di compensazione dei crediti
relativi alle imposte erariali in presenza di debiti
iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori,
di ammontare superiore a 1.500 euro, e per i
quali è scaduto il termine di pagamento.
Il decreto aggiunge un inciso in base al quale i
crediti oggetto di compensazione in misura
eccedente l’importo del debito erariale iscritto a
ruolo sono oggetto di rimborso secondo le regole
previste dalle singole leggi d’imposta.

Dal 22 ottobre 2015

La precisazione, spiega la relazione illustrativa, si
rende necessaria per scongiurare il pericolo che,
simulando un’errata compensazione (ad esempio
utilizzando un credito erariale per pagare un
debito di diversa natura iscritto a ruolo), possa
essere aggirato il sistema di garanzie
ordinariamente adottato per il rimborso dei
crediti d’imposta.

Oneri di funzionamento
del servizio nazionale di
riscossione

Cambia il meccanismo di remunerazione degli
agenti della riscossione. Oltre a una modifica
nella denominazione (da aggio a “oneri di
riscossione e di esecuzione”) si segnala una
sostanziale modifica nei criteri di calcolo.
Dall’attuale aggio dell’8%, che resterà in vigore
fino al 31 dicembre 2015, si passerà a un sistema
modulare a seconda della tempestività del
pagamento. In particolare, si prevede una quota a
carico del contribuente pari al 3% sulle somme
iscritte a ruolo in caso di pagamento entro 60
giorni dalla notifica della cartella (rispetto
all’attuale 4,08%). La percentuale sale al 6% in
caso di pagamento decorsi oltre 60 giorni dalla
notifica della cartella, da computare
ricomprendendo in questo anche i relativi
interessi di mora.

Dal 1° gennaio 2016

L’onere di riscossione scende, infine, all’1% in
caso di versamento delle somme prima della
notifica della cartella di pagamento (ad esempio
nell’ipotesi di riscossione spontanea delle somme
contestate con avvisi bonari).
Dilazioni di pagamento

Per somme di importo non superiore a 50.000

Le novità si applicano
5

euro la facoltà di rateazione è riconosciuta
dietro semplice richiesta del contribuente che
dichiari di versare in una situazione temporanea
di difficoltà. Per somme di importo superiore a
50.000 euro, la dilazione potrà essere concessa
solo qualora il contribuente fornisca adeguata
documentazione.
La presentazione della domanda, inoltre,
impedirà l’iscrizione di ipoteca e di apposizione
del fermo amministrativo, pur restando salvi i
vincoli già iscritti alla data di concessione della
rateazione.

alle dilazioni
concesse, ovvero ai
ruoli consegnati, a
decorrere dal 22
ottobre 2015

Un’altra novità riguarda la possibilità di ottenere
un nuovo piano di rateazione in caso di
intervenuta decadenza dai piani di dilazione
concessi a decorrere dall’entrata in vigore della
disposizione. Ciò a patto che, al momento di
presentazione dell’istanza, le rate del precedente
piano, già scadute alla data di presentazione,
siano integralmente saldate. In tale circostanza la
nuova dilazione sarà riconosciuta per un numero
di rate non superiore a quello corrispondente alle
rate non ancora scadute del vecchio piano.
Tuttavia, a fronte di questa nuova possibilità, è
disposto che la decadenza dai piani di rateazione
si verifichi con il mancato pagamento di sole 5
rate anche non consecutive (rispetto alle attuali
8).
Un’altra novità da accogliere con favore riguarda
gli effetti della sospensione amministrativa o
giudiziale di un carico dilazionato. Nello
specifico, si prevede che allo scadere del periodo
di sospensione il debitore possa richiedere il
pagamento dilazionato del debito residuo,
comprensivo degli interessi maturati, fino a un
massimo di 72 rate.
Nelle disposizioni transitorie si prevede che le
nuove norme sulle dilazioni di pagamento si
applichino alle rateazioni/dilazioni concesse a
decorrere dalla data di entrata in vigore del
decreto, nonché ai piani decaduti nei 24 mesi
antecedenti a tale data. Nella sostanza, dunque, la
norma introduce a regime la possibilità di
riammissione alla dilazione per i contribuenti
decaduti nei due anni precedenti. In tale
circostanza, tuttavia, la decadenza automatica dal
beneficio della rateazione si verificherà con il
mancato pagamento di sole 2 rate, anche non
consecutive, del carico oggetto di nuova
rateazione.
Infine, in accoglimento delle richieste formulate
dalla Commissione Finanze della Camera, il
decreto introduce la facoltà per i contribuenti di
ricorrere alladomiciliazione bancaria per i
pagamenti rateizzati dovuti all’agente della
riscossione.
6

Autotutela

In caso di annullamento o revoca parziale di un
atto contestato in autotutela il contribuente potrà
avvalersi degli istituti di definizione agevolata
delle sanzioni alle medesime condizioni esistenti
alla data di notifica dell’atto. Tale facoltà è
subordinata alla rinuncia alla lite da parte del
contribuente. Nel caso in cui il ricorso sia già
stato proposto è stabilito che le spese del giudizio
restino a carico delle parti che le hanno
sostenute. Le nuove regole non sono applicabili
alla definizione agevolata delle sole sanzioni.

Dal 22 ottobre 2015

Infine si prevede che l’atto di autotutela
parziale non sia autonomamente impugnabile.
Ciò in quanto, spiega la relazione illustrativa, ci si
trova di fronte ad una rettifica dell’originaria
pretesa impositiva e non di un nuovo atto,
sostitutivo del precedente annullato.

Sospensione dei termini
per eventi eccezionali

In caso di sospensione dei termini relativi ai
versamenti tributari, previdenziali e assicurativi,
sono parallelamente sospesi tutti i
termini relativi agli adempimenti di natura
processuale in favore dei contribuenti, nonché
quelli relativi alle attività di liquidazione,
controllo, accertamento, riscossione e
contenzioso in favore dei diversi enti coinvolti. È
inoltre sancito il divieto di notifica delle cartelle
di pagamento durante il predetto periodo di
sospensione.

Dal 22 ottobre 2015

I termini di prescrizione e decadenza relativi
all’attività degli enti impositori aventi sede nei
territori colpiti da eventi eccezionali e scadenti
entro il 31 dicembre dell’anno durante il quale si
verifica la sospensione saranno automaticamente
prorogati al 31 dicembre del secondo anno
successivo alla fine del periodo di sospensione.
La norma prevede, infine, un termine
univoco (30 giorni dal termine del periodo di
sospensione) entro cui devono essere effettuati i
versamenti interessati dalla sospensione. Il
suddetto termine opera esclusivamente qualora
non siano dettate disposizioni specifiche circa la
ripresa della riscossione, colmando così eventuali
lacune normative.

Razionalizzazione degli
interessi per il
versamento, la
riscossione e i rimborsi
di ogni tributo

Si introduce una revisione della misura del tasso
d’interesse per il versamento, la riscossione e il
rimborso dei tributi. Quest’ultimo dovrà essere
determinato preferibilmente in una misura unica
compresa tra lo 0,5 e il 4,5%, determinata con
decreto del Ministero dell’Economia.

Decorrenza da
definire con apposito
D.M. da emanare
entro 90 giorni
dall’entrata in vigore
del decreto

L’ultima versione del decreto, inoltre, cancella la
proposta di modifica dell’art. 30, D.P.R. n.
602/1973 per effetto della quale, ripristinando la
normativa previgente al D.L. n. 70/2011, gli
interessi di mora avrebbero potuto essere
7

conteggiati ricomprendendo anche sanzioni e
interessi (c.d. anatocismo esattoriale).

Notifiche a mezzo PEC

Viene esteso l’utilizzo della posta elettronica
certificata nelle procedure di notifica delle
cartelle esattoriali. Dal 1° giugno 2016 per ditte
individuali, società e professionisti iscritti in albi
o elenchi la notifica delle cartelle avverrà
esclusivamente in modalità elettronica. Per i
privati cittadini, invece, il ricorso alla posta
certificata sarà limitato ai soli contribuenti che ne
facciano richiesta.

Dal 1° giugno 2016

Nel caso in cui l’indirizzo risultasse non valido o
inattivo la notifica dovrà eseguirsi mediante
deposito dell’atto presso la Camera di commercio
territorialmente competente e pubblicazione sul
sito web della CCIAA. Il contribuente sarà reso
edotto di tale circostanza tramite raccomandata
con ricevuta di ritorno.

LE NUOVE FRONTIERE DELLA RISCOSSIONE
Stop all’anatocismo fiscale, cartelle di pagamento via PEC, ampliata la dilazione dei ruoli, lieve inadempimento e
ravvedimento operoso, riduzione del termine concesso al contribuente per chiedere la sospensione legale delle
cartelle ritenute indebite e revisione radicale dei criteri di remunerazione del sistema nazionale della
riscossione. Sono queste le principali novità della nuova disciplina di riforma della riscossione, prevista dal
D.Lgs. n. 159 del 24 settembre 2015, in attuazione della legge delega fiscale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
233 del 7 ottobre 2015.
La riforma della riscossione giunge, finalmente, al traguardo e cambia volto. Approda in Gazzetta Ufficiale il
D.Lgs. n. 159 del 24 settembre 2015, recante “misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in
materia di riscossione”, attuativo della delega fiscale.
Cartelle di pagamento: potenziata la notifica via PEC
Tra le novità di maggior rilievo, apportate dalla riforma, spicca, anzitutto, il nuovo art. 14, finalizzato a
potenziare la diffusione dell’utilizzo della posta elettronica certificata nell’ambito delle procedure di notifica,
nell’ottica della riduzione dei costi amministrativi e della tempestiva conoscibilità degli atti da parte del
contribuente.
A far corso dal 1° giugno 2016, sarà, infatti, consentito ad Equitalia notificare le cartelle di pagamento
mediante invio telematico,all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. In particolare, per
le ditte individuali, le società e i professionisti iscritti in albi o elenchi, la notifica avverrà esclusivamente
con tale modalità, mentre per i privati cittadini, l’utilizzo dello strumento telematico rimarrà opzionale.
Viene, altresì, previsto che in caso di indirizzo PEC non valido o disattivato, la notifica andrà effettuata
mediante deposito presso gli uffici della Camera di Commercio competenti per territorio; analogamente si
procederà in caso di casella certificata satura, previo espletamento, dopo almeno 15 giorni, di un secondo
tentativo di invio da parte dell’Agente della Riscossione.
Stop all’anatocismo
Cade, definitivamente, l’anatocismo fiscale; rispetto alla vecchia versione del decreto, la nuova disciplina
elimina, infatti, a vantaggio del contribuente, la disposizione che prevedeva, in caso di dilazione di pagamento
delle somme iscritte a ruolo, il pagamento degli interessi di mora su sanzioni ed interessi.

8

Nuova apertura alla dilazione dei ruoli
Al fine di ampliare le potenzialità dell’istituto della rateazione dei debiti, con conseguente agevolazione per i
debitori in difficoltà, l’Agente della riscossione potrà ora concedere, dietro semplice richiesta del contribuente
che dichiari di versare in temporanea situazione di obbiettiva difficoltà, la ripartizione del pagamento delle
somme iscritte a ruolo (art. 19, comma 1, D.P.R. n. 602/1973) fino ad un massimo di 72 rate mensili, salvo il caso
in cui la predetta richiesta abbia ad oggetto pagamenti di importo superiore a 50.000 euro; in tale evenienza, la
dilazione sarà, infatti, concessa, solo a fronte di comprovata documentazione fornita, a tal fine, dal contribuente.
Quest’ultimo potrà, inoltre, richiedere, in relazione a piani decaduti nei 24 mesi antecedenti l’entrata in vigore
del decreto,una seconda rateazione, fino ad un massimo di 72 rate, a condizione, tuttavia, che al momento della
presentazione della relativa istanza, da effettuarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento in
oggetto, le rate relative al primo piano, già scadute alla data di tale presentazione, vengano integralmente
saldate.
Al fine, comunque, di evitare che la citata disposizione di favore possa condurre ad un uso strumentale ed
elusivo dell’istituto, viene ridimensionato il numero delle rate non pagate che importano decadenza,
contenendolo in 2, anche non consecutive, in luogo delle 8, contemplate dalla precedente disciplina.
Lieve inadempimento e ravvedimento operoso
Non meno rilevanti la previsioni in materia di lieve inadempimento e di ravvedimento operoso contenute nel
nuovo art. 15-ter del D.P.R. n. 602/1973.
In coerenza con la finalità di lotta all’evasione fiscale e contributiva e con quella di garantire la certezza,
l’efficienza e la efficacia dell’attività di riscossione, il provvedimento di riforma ha, infatti, proceduto alla
revisione del sistema sanzionatorio in materia di rateizzazione dei debiti tributari, prevedendo che ritardi di
breve durata ovvero errori di limitata entità non comportino l’automatica decadenza dal beneficio della
rateazione.
Tale conseguenza sarà, infatti, esclusa, sia in caso di insufficiente versamento di una rata, per una frazione non
superiore al 3% del dovuto, con un limite massimo pari a 10.000 euro, sia in caso di tardivo versamento della
prima rata non superiore a sette giorni. Il debitore potrà, infine, evitare l’iscrizione a ruolo ravvedendosi entro il
termine di pagamento della rata successiva ovvero, nei casi di versamento in un’unica soluzione, entro 90 giorni
dalla scadenza.
Sospensione legale della riscossione
Previsioni meno garantiste per quanto concerne, invece, la disciplina della sospensione legale della
riscossione che vede, infatti, una riduzione da 90 a 60 giorni del termine concesso, a pena di decadenza, al
contribuente,per attivare la procedura di sospensione dalla riscossione; ciò, al fine di scongiurare il
possibile uso strumentale dell’istituto, invocando la pendenza di ricorsi per i quali non è stata richiesta o
ottenuta sospensione alcuna.
Al debitore sarà, comunque, consentito, in caso di provvedimento amministrativo o giudiziale di sospensione
parziale o totale della riscossione, emesso in relazione alle somme oggetto della dilazione, non versare,
limitatamente alle stesse, le successive rate del piano concesso.
Scaduta la sospensione, il medesimo potrà chiedere, altresì, la dilazione del debito residuo, comprensivo di
interessi, nello stesso numero di rate non versate del piano originario, ovvero in altro numero, fino ad un
massimo di settantadue rate.
Aggio
Completamente nuova, appare, infine, la disposizione di cui all’art. 9 del decreto in oggetto. Con la citata norma
vengono, infatti, rimodulati e modificati, radicalmente, i criteri di remunerazione del sistema nazionale di
riscossione. Benché si continui a prevedere l’esistenza di un onere di riscossione che grava sui contribuenti
iscritti a ruolo, tale onere è, tuttavia, significativamente, ridotto dall’8% al 6%, a far corso dal 2016.
L’aggio sarà ulteriormente ridotto al 3% in caso di pagamento delle somme pretese entro 60 giorni dalla
ricezione della cartella e all’1% nei casi di riscossione spontanea.
Anche gli enti creditori provvederanno alla remunerazione del sistema, attraverso una quota del 3% delle
somme riscosse entro il 60° giorno dalla notifica della cartella.

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Con decreto ministeriale, verranno, inoltre, fissati, annualmente, gli oneri relativi alle spese di procedure
esecutive e cautelari da parte degli Agenti della riscossione nonché le somme che gli enti creditori saranno tenuti
a corrispondere in tutti i casi di inesigibilità o sgravio del ruolo per cause non imputabili all’agente.
Da ultimo, al fine di preservare, nel passaggio tra il vecchio e il nuovo regime, l’equilibrio di bilancio di Equitalia,
è stata inserita, una norma transitoria con la quale si prevede che, in relazione al triennio 2016-2018,
l’Agenzia delle Entrate eroghi in favore dell’Agente della Riscossione una quota pari a 125 milioni di euro
complessivi.
D.Lgs. 24/09/2015, n. 159 (G.U. 07/10/2015, n. 233, S.O. n. 55)
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-09-24;159

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