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Jobs act Flgs 14092015 151 Semplificazione .pdf



Nome del file originale: Jobs-act-Flgs-14092015-151-Semplificazione.pdf
Titolo: FulShow
Autore: Benedetti Erika

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Word 2010, ed è stato inviato su file-pdf.it il 06/11/2015 alle 15:32, dall'indirizzo IP 95.241.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1123 volte.
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D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 151

(1)

.

Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e
degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in
materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della
legge 10 dicembre 2014, n. 183.

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 23 settembre 2015, n. 221, S.O.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117 della Costituzione;
Vista la legge 10 dicembre 2014, n. 183, recante deleghe al Governo in
materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle
politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di
lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura,
di vita e di lavoro;
Visto l'articolo 1, comma 3, della citata legge n. 183 del 2014 che delega il
Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della
normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;
Visto l'articolo 1, comma 4, lettera g), della citata legge n. 183 del 2014
recante il criterio di delega relativo alla razionalizzazione e revisione delle
procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone
con disabilità di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, e degli altri soggetti
aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l'inclusione
sociale, l'inserimento e l'integrazione nel mercato del lavoro, avendo cura di
valorizzare le competenze delle persone;
Visto l'articolo 1, comma 4, lettere z) e aa) della citata legge n. 183 del 2014
recanti i criteri di delega relativi alla valorizzazione del sistema informativo per
la gestione del mercato del lavoro e il monitoraggio delle prestazioni erogate e
all'integrazione del sistema informativo con la raccolta sistematica dei dati
disponibili nel collocamento mirato nonché di dati relativi alle buone pratiche di
inclusione lavorativa delle persone con disabilità e agli ausili ed adattamenti
utilizzati sui luoghi di lavoro;
Visto l'articolo 1, comma 5, della citata legge n. 183 del 2014 che delega il
Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per introdurre disposizioni di

semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a
carico di cittadini e imprese, allo scopo di conseguire obiettivi di
semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione
dei rapporti di lavoro nonché in materia di igiene e sicurezza sul lavoro;
Visto l'articolo 1, comma 6, della citata legge n. 183 del 2014 che stabilisce i
principi e criteri direttivi a cui deve attenersi il Governo nell'esercizio della
delega di cui all'articolo 1, comma 5, tra i quali la revisione del regime delle
sanzioni, tenendo conto dell'eventuale natura formale della violazione, in modo
da favorire l'immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, nonché
la valorizzazione degli istituti di tipo premiale e la previsione di modalità
semplificate per garantire data certa nonché l'autenticità della manifestazione
di volontà del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione
consensuale del rapporto di lavoro;
Visto l'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183, lettera f)
recante il criterio di delega relativo alla revisione della disciplina dei controlli a
distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, tenendo conto
dell'evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed
organizzative dell'impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del
lavoratore;
Visto l'articolo 1, comma 9, lettere e) ed l), della legge 10 dicembre 2014, n.
183, recanti i criteri di delega relativi all'eventuale riconoscimento,
compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali ed alle ferie annuali
retribuite, della possibilità di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso
datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base
al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio
minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari
condizioni di salute e alla semplificazione e razionalizzazione degli organismi,
delle competenze e dei fondi operanti in materia di parità e pari opportunità nel
lavoro e riordino delle procedure connesse alla promozione di azioni positive;
Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68 recante norme per il diritto al lavoro dei
disabili;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni,
recante attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia
di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante il Codice delle pari
opportunità tra uomo e donna;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell'11 giugno 2015;
Acquisita l'intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 3

del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella riunione del 30 luglio
2015;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4
settembre 2015;
Su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto, per le
parti di competenza, con il Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione, il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, il Ministro
dell'economia e delle finanze e il Ministro della salute;
EMANA
il seguente decreto legislativo:

Titolo I
Razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli
adempimenti e revisione del regime delle sanzioni
Capo I
Razionalizzazione e semplificazione in materia di inserimento mirato
delle persone con disabilità
Art. 1. Collocamento mirato

1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida in materia di
collocamento mirato delle persone con disabilità sulla base dei seguenti
principi:
a) promozione di una rete integrata con i servizi sociali, sanitari, educativi
e formativi del territorio, nonché con l'INAIL, in relazione alle competenze in
materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con

disabilità da lavoro, per l'accompagnamento e il supporto della persona con
disabilità presa in carico al fine di favorirne l'inserimento lavorativo;
b) promozione di accordi territoriali con le organizzazioni sindacali dei
lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul
piano nazionale, le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
381, le associazioni delle persone con disabilità e i loro familiari, nonché con le
altre organizzazioni del terzo settore rilevanti, al fine di favorire l'inserimento
lavorativo delle persone con disabilità;
c)
individuazione, nelle more della revisione delle procedure di
accertamento della disabilità, di modalità di valutazione bio-psico-sociale della
disabilità, definizione dei criteri di predisposizione dei progetti di inserimento
lavorativo che tengano conto delle barriere e dei facilitatori ambientali rilevati,
definizione di indirizzi per gli uffici competenti funzionali alla valutazione e
progettazione dell'inserimento lavorativo in ottica bio-psico-sociale;
d) analisi delle caratteristiche dei posti di lavoro da assegnare alle persone
con disabilità, anche con riferimento agli accomodamenti ragionevoli che il
datore di lavoro è tenuto ad adottare;
e) promozione dell'istituzione di un responsabile dell'inserimento lavorativo
nei luoghi di lavoro, con compiti di predisposizione di progetti personalizzati
per le persone con disabilità e di risoluzione dei problemi legati alle condizioni
di lavoro dei lavoratori con disabilità, in raccordo con l'INAIL per le persone con
disabilità da lavoro;
f) individuazione di buone pratiche di inclusione lavorativa delle persone
con disabilità.
2. All'attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane,
strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e comunque
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 2. Modifica dell'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono
aggiunte in fine le seguenti parole: «, nonché alle persone nelle condizioni di
cui all'articolo 1, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222.».

Art. 3. Modifica dell'articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. L'articolo 3, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68 è abrogato con
effetto dal 1° gennaio 2017.
2. All'articolo 3, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68 le parole da: «e
l'obbligo di cui al comma 1 insorge solo in caso di nuova assunzione» sono
soppresse con effetto dal 1° gennaio 2017.

Art. 4. Modifica dell'articolo 4 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 4 della legge 12 marzo 1999, n. 68, dopo il comma 3, è inserito
il
seguente:
«3-bis. I lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro,
anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella
quota di riserva di cui all'articolo 3 nel caso in cui abbiano una riduzione della
capacità lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima
alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in
materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, o con disabilità intellettiva e psichica,
con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata
dagli organi competenti.».

Art. 5. Modifica dell'articolo 5 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 5 della legge 12 marzo 1999, n. 68 sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) l'ultimo periodo del comma 2 è soppresso;
b) dopo il comma 3, è inserito il seguente:

«3-bis. I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che occupano
addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di
premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per mille possono autocertificare
l'esonero dall'obbligo di cui all'articolo 3 per quanto concerne i medesimi
addetti e sono tenuti a versare al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili di cui
all'articolo 13 un contributo esonerativo pari a 30,64 euro per ogni giorno
lavorativo per ciascun lavoratore con disabilità non occupato.»;
c) il comma 8-ter è sostituito dal seguente:
«8-ter. I datori di lavoro pubblici possono assumere in una unità produttiva
un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a
quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di
lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione. I datori di
lavoro pubblici che si avvalgono di tale facoltà trasmettono in via telematica a
ciascuno degli uffici competenti, il prospetto di cui all'articolo 9, comma 6.».
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono stabilite le modalità di
versamento dei contributi di cui al comma 1, lettera b).

Art. 6. Modifica dell'articolo 7 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 7 della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Ai fini dell'adempimento dell'obbligo previsto dall'articolo 3, i datori di
lavoro privati e gli enti pubblici economici assumono i lavoratori mediante
richiesta nominativa di avviamento agli uffici competenti o mediante la stipula
delle convenzioni di cui all'articolo 11. La richiesta nominativa può essere
preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di effettuare la preselezione
delle persone con disabilità iscritte nell'elenco di cui all'articolo 8 che
aderiscono alla specifica occasione di lavoro, sulla base delle qualifiche e
secondo le modalità concordate dagli uffici con il datore di lavoro.»;
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
«1-bis Nel caso di mancata assunzione secondo le modalità di cui al comma
1 entro il termine di cui all'articolo 9, comma 1, gli uffici competenti avviano i
lavoratori secondo l'ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra
specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche
disponibili. Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso

pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica
occasione di lavoro.
1-ter Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali effettua uno specifico
monitoraggio degli effetti delle previsioni di cui al comma 1 in termini di
occupazione delle persone con disabilità e miglioramento dell'incontro tra
domanda e offerta di lavoro. Da tale monitoraggio non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

Art. 7. Modifica dell'articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68 sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1, il primo periodo è sostituito dai seguenti: «Le persone di
cui al comma 1 dell'articolo 1, che risultano disoccupate e aspirano ad una
occupazione conforme alle proprie capacità lavorative, si iscrivono nell'apposito
elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato nel cui ambito territoriale si
trova la residenza dell'interessato, il quale può, comunque, iscriversi
nell'elenco di altro servizio nel territorio dello Stato, previa cancellazione
dall'elenco in cui era precedentemente iscritto. Per ogni persona, il comitato
tecnico di cui al comma 1-bis annota in una apposita scheda le capacità
lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni, nonché la natura e il
grado della disabilità e analizza le caratteristiche dei posti da assegnare ai
lavoratori disabili, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.»;
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
«1-bis. Presso i servizi per il collocamento mirato opera un comitato
tecnico, composto da funzionari dei servizi medesimi e da esperti del settore
sociale e medico-legale, con particolare riferimento alla materia della disabilità,
con compiti di valutazione delle capacità lavorative, di definizione degli
strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e di predisposizione dei
controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di disabilità. Agli oneri per
il funzionamento del comitato tecnico si provvede con le risorse finanziarie,
umane e strumentali già previste a legislazione vigente. Ai componenti del
comitato non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza o altro
emolumento comunque denominato».
2. Ogni riferimento all'organismo di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto
legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, contenuto nella legge n. 68 del 1999 si
intende effettuato al comitato tecnico di cui all'articolo 8, comma 1-bis, della
legge n. 68 del 1999.

Art. 8. Modifica dell'articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) i comma 2 e 5 sono abrogati;
b) dopo il comma 6 è inserito il seguente:
«6-bis. Al fine di razionalizzare la raccolta sistematica dei dati disponibili sul
collocamento mirato, di semplificare gli adempimenti, di rafforzare i controlli,
nonché di migliorare il monitoraggio e la valutazione degli interventi di cui alla
presente legge, nella Banca dati politiche attive e passive di cui all'articolo 8
del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 agosto 2013, n. 99, è istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica, una specifica sezione denominata “ Banca dati del
collocamento mirato” che raccoglie le informazioni concernenti i datori di
lavoro pubblici e privati obbligati e i lavoratori interessati. I datori di lavoro
trasmettono alla Banca dati i prospetti di cui al comma 6 e le informazioni circa
gli accomodamenti ragionevoli adottati. Ai fini dell'alimentazione della Banca
dati del collocamento mirato, le comunicazioni di cui all'articolo 9-bis del
decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 novembre 1996, n. 608, sono integrate con le informazioni relative al
lavoratore disabile assunto ai sensi della presente legge. Gli uffici competenti
comunicano le informazioni relative alle sospensioni di cui all'articolo 3, comma
5, agli esoneri autorizzati di cui all'articolo 5, comma 3, alle convenzioni di cui
agli articoli 11, 12 e 12-bis e nonché a quelle di cui all'articolo 14 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Gli uffici competenti comunicano altresì
le informazioni sui soggetti iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio,
le schede di cui all'articolo 8, comma 1, e gli avviamenti effettuati. L'INPS
alimenta la Banca dati con le informazioni relative agli incentivi di cui il datore
di lavoro beneficia ai sensi dell'articolo 13. L'INAIL alimenta la Banca dati con
le informazioni relative agli interventi in materia di reinserimento e di
integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano alimentano la Banca dati con le
informazioni relative agli incentivi e alle agevolazioni in materia di
collocamento delle persone con disabilità erogate sulla base di disposizioni
regionali, nonché ai sensi dell'articolo 14. Le informazioni della Banca dati del
collocamento mirato sono rese disponibili alle regioni e province autonome di
Trento e Bolzano e agli altri enti pubblici responsabili del collocamento mirato
con riferimento al proprio ambito territoriale di competenza, nonché all'INAIL ai
fini della realizzazione dei progetti personalizzati in materia di reinserimento e
di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Le

informazioni sono utilizzate e scambiate, nel rispetto delle disposizioni del
codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196, tra le amministrazioni competenti anche per
elaborazioni a fini statistici, di ricerca e di studio. A tali fini le informazioni della
Banca dati del collocamento mirato possono essere integrate con quelle del
Casellario dell'assistenza, di cui all'articolo 13 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
mediante l'utilizzo del codice fiscale. Successivamente all'integrazione le
informazioni acquisite sono rese anonime.».
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, sentito il Garante per la protezione dei dati personali,
da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo, sono definiti i dati da trasmettere nonché le altre
modalità attuative del comma 1, lettera b), ferme restando le modalità di
trasmissione di cui all'articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 76 del 2013,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 99 del 2013.

Art. 9. Modifica dell'articolo 12-bis della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 12-bis, comma 5, lettera b), della legge 12 marzo 1999, n. 68
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 7, comma 1,
lettera c);» sono soppresse;
b) le parole: «con diritto di prelazione nell'assegnazione delle risorse» sono
soppresse.

Art. 10. Modifica dell'articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dai seguenti:
«1. Nel rispetto dell'articolo 33 del Regolamento UE n. 651/2014 della
Commissione del 17 giugno 2014, ai datori di lavoro è concesso a domanda un
incentivo per un periodo di trentasei mesi:
a) nella misura del 70 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile
ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile, assunto con rapporto di lavoro
a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa
superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria
di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di
guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre
1978, n. 915, e successive modificazioni;
b) nella misura del 35 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile
ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile, assunto con rapporto di lavoro
a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa
compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla
quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a).
1-bis. L'incentivo di cui al comma 1 è altresì concesso, nella misura del 70
per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per
ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione
della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, per un periodo di 60 mesi,
in caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo
determinato di durata non inferiore a dodici mesi e per tutta la durata del
contratto.
1-ter. L'incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis è corrisposto al datore di lavoro
mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. La domanda per la
fruizione dell'incentivo è trasmessa, attraverso apposita procedura telematica,
all'INPS, che provvede, entro cinque giorni, a fornire una specifica
comunicazione telematica in ordine alla sussistenza di una effettiva
disponibilità di risorse per l'accesso all'incentivo. A seguito della
comunicazione, in favore del richiedente opera una riserva di somme pari
all'ammontare previsto dell'incentivo spettante e al richiedente è assegnato un
termine perentorio di sette giorni per provvedere alla stipula del contratto di
lavoro che dà titolo all'incentivo. Entro il termine perentorio dei successivi sette
giorni lavorativi, il richiedente ha l'onere di comunicare all'INPS, attraverso
l'utilizzo della predetta procedura telematica, l'avvenuta stipula del contratto
che dà titolo all'incentivo. In caso di mancato rispetto dei termini perentori di
cui al terzo e quarto periodo, il richiedente decade dalla riserva di somme
operata in suo favore, che vengono conseguentemente rimesse a disposizione
di ulteriori potenziali beneficiari. L'incentivo di cui al presente articolo è
riconosciuto dall'INPS in base all'ordine cronologico di presentazione delle
domande cui abbia fatto seguito l'effettiva stipula del contratto che dà titolo
all'incentivo e, in caso di insufficienza delle risorse a disposizione determinate
ai sensi del decreto di cui al comma 5, valutata anche su base pluriennale con
riferimento alla durata dell'incentivo, l'INPS non prende in considerazione
ulteriori domande fornendo immediata comunicazione anche attraverso il
proprio sito internet istituzionale. L'INPS provvede al monitoraggio delle minori

entrate valutate con riferimento alla durata dell'incentivo, inviando relazioni
trimestrali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero
dell'economia e delle finanze. L'INPS provvede all'attuazione del presente
comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a
legislazione vigente.»;
b) il comma 2 è abrogato;
c) al comma 3 le parole «hanno proceduto all'assunzione a tempo
indeterminato di lavoratori disabili con le modalità di cui al comma 2» sono
sostituite dalle seguenti: «procedono all'assunzione di lavoratori disabili e ne
fanno domanda con le modalità di cui al comma 1-ter»;
d) al comma 4 le parole: «, annualmente ripartito fra le regioni e le
province autonome proporzionalmente alle richieste presentate e ritenute
ammissibili secondo le modalità e i criteri definiti nel decreto di cui al comma
5» sono soppresse;
e) al comma 4 dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: «A valere
sulle risorse del Fondo di cui al primo periodo e nei limiti del 5 per cento delle
risorse complessive, possono essere finanziate sperimentazioni di inclusione
lavorativa delle persone con disabilità da parte del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali. Le risorse sono attribuite per il tramite delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di linee guida adottate dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali.»;
f) il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. Con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, è definito l'ammontare delle risorse del Fondo di cui al comma 4 che
vengono trasferite all'INPS a decorrere dal 2016 e rese disponibili per la
corresponsione dell'incentivo al datore di lavoro di cui ai commi 1 e 1-bis. Con
il medesimo decreto è stabilito l'ammontare delle risorse attribuite al Ministero
del lavoro e delle politiche sociali per le finalità di cui al secondo periodo del
comma 4. Il decreto di cui al presente comma è aggiornato annualmente al
fine di attribuire le risorse che affluiscono al Fondo di cui al comma 4 per il
versamento dei contributi di cui all'articolo 5, comma 3-bis.»;
g) i commi 8 e 9 sono abrogati.
1. L'incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis dell'articolo 13 della legge n. 68 del
1999, come modificati dal comma 1 del presente articolo, si applica alle
assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Art. 11. Modifica dell'articolo 14 della legge 12 marzo 1999, n. 68

1. All'articolo 14 della legge 12 marzo 1999, n. 68 sono apportate le seguenti
modificazioni:

a) al comma 3, dopo le parole: «contributi versati dai datori di lavoro ai
sensi della presente legge» sono inserite le seguenti: «non versati al Fondo di
cui all'articolo 13»;
b) al comma 4, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
«b) contributi per il rimborso forfetario parziale delle spese necessarie
all'adozione di accomodamenti ragionevoli in favore dei lavoratori con riduzione
della capacità lavorativa superiore al 50 per cento, incluso l'apprestamento di
tecnologie di telelavoro o la rimozione delle barriere architettoniche che
limitano in qualsiasi modo l'integrazione lavorativa della persona con disabilità,
nonché per istituire il responsabile dell'inserimento lavorativo nei luoghi di
lavoro.».

Art. 12. Soppressione dell'albo nazionale dei centralinisti telefonici privi della
vista

1. L'albo professionale nazionale dei centralinisti telefonici privi della vista,
istituito dall'articolo 2 della legge 14 luglio 1957, n. 594, è soppresso.

Art. 13. Modificazioni alla legge 29 marzo 1985, n. 113

1. Alla legge 29 marzo 1985, n. 113, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 1:
1) il comma 1 è abrogato;
2) al comma 3, primo periodo, le parole «All'albo professionale» sono
sostituite dalle seguenti: «Nell'elenco di cui all'articolo 6, comma 7, della
presente legge»;
3) al comma 3, secondo periodo, le parole «all'albo» sono sostituite dalle
seguenti: «nell'elenco»;
4) al comma 4 le parole «all'albo professionale» sono sostituite dalle
seguenti: «nell'elenco di cui all'articolo 6, comma 7, della presente legge» e le
parole «da inoltrare tramite il competente ispettorato provinciale del lavoro»
sono soppresse;

b) all'articolo 2:
1) al comma 1 le parole: «Ai fini dell'iscrizione nell'albo professionale
nazionale di cui all'articolo 1» sono soppresse;
2) al comma 12 le parole «per l'iscrizione all'albo professionale nazionale
e» sono soppresse;
c) all'articolo 3:
1) al comma 2 le parole: «all'albo professionale di cui all'articolo 1 della
presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «nell'elenco di cui all'articolo 6,
comma 7, della presente legge»;
2) al comma 3 le parole: «all'albo professionale disciplinato dalla
presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «nell'elenco di cui all'articolo 6,
comma 7, della presente legge».
d) all'articolo 6:
1) ovunque ricorrano, le parole «ufficio provinciale del lavoro e della
massima occupazione», «ufficio provinciale del lavoro», «ufficio provinciale»,
«ufficio del lavoro» sono sostituite dalle seguenti: «servizio competente»;
2) il comma 7 è sostituito dal seguente:
«7. I privi della vista, abilitati secondo le norme di cui all'articolo 2, che
risultano disoccupati, si iscrivono nell'apposito elenco tenuto dal servizio
competente nel cui ambito territoriale si trova la residenza dell'interessato. Il
servizio verifica il possesso dell'abilitazione e la condizione di privo della vista e
rilascia apposita certificazione. L'interessato può comunque iscriversi
nell'elenco di un unico altro servizio nel territorio dello Stato.»;
3) al comma 8 le parole «all'albo professionale» sono sostituite dalle
seguenti «nell'elenco»;
2. I privi della vista iscritti in più di un elenco, oltre a quello tenuto dal servizio
competente nel cui ambito territoriale hanno la residenza, scelgono l'elenco
presso cui mantenere l'iscrizione entro trentasei mesi dall'entrata in vigore
della presente disposizione.

Capo II
Razionalizzazione e semplificazione in materia di costituzione e
gestione del rapporto di lavoro
Art. 14. Deposito contratti collettivi aziendali o territoriali

1. I benefici contributivi o fiscali e le altre agevolazioni connesse con la stipula
di contratti collettivi aziendali o territoriali sono riconosciuti a condizione che
tali contratti siano depositati in via telematica presso la Direzione territoriale

del lavoro competente, che li mette a disposizione, con le medesime modalità,
delle altre amministrazioni ed enti pubblici interessati.

Art. 15. Libro Unico del Lavoro

1. A decorrere dal 1° gennaio 2017, il libro unico del lavoro è tenuto, in
modalità telematica, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo,
sono stabilite le modalità tecniche e organizzative per l'interoperabilità, la
tenuta, l'aggiornamento e la conservazione dei dati contenuti nel libro unico del
lavoro di cui all'articolo 39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Art. 16. Comunicazioni telematiche

1. Tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato,
tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione
professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini
extracomunitari nel settore dello spettacolo, si effettuano esclusivamente in via
telematica secondo i modelli di comunicazione, i dizionari terminologici e gli
standard tecnici di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale 30 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana 27 dicembre 2007, n. 299.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da emanare
entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo,
sono individuate le comunicazioni di cui al comma 1 e si procede
all'aggiornamento dei modelli esistenti, al fine di armonizzare e semplificare le
informazioni richieste.

3. All'attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane,
strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente e comunque senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 17. Banche dati in materia di politiche del lavoro

1. All'articolo 8 del decreto-legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99 sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 2, dopo le parole «opportunità di impiego» sono aggiunte le
seguenti: «nonché le informazioni relative agli incentivi, ai datori di lavoro
pubblici e privati, ai collaboratori e ai lavoratori autonomi, agli studenti e ai
cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia per motivi di lavoro.
Nell'ambito della Banca dati di cui al comma 1 è costituita un'apposita sezione
denominata “ Fascicolo dell'azienda” che contiene le informazioni di cui
all'articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608»;
b) al comma 3, dopo le parole «l'Istituto nazionale di previdenza sociale,»
sono inserite le seguenti: «l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro.».
2. Con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il
Ministro dell'interno, sono individuate le informazioni di cui all'articolo 8,
comma 2, del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, i soggetti che possono inserire,
aggiornare e consultare le informazioni, nonché le modalità di inserimento,
aggiornamento e consultazione, nel rispetto delle disposizioni del Codice in
materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196 e fermo restando che la relativa trasmissione avviene nel rispetto
dei principi e secondo le regole tecniche di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo sostituiscono la comunicazione al
Garante per la protezione dei dati personali di cui all'articolo 39 del decreto
legislativo n. 196 del 2003.
4. All'attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane,
strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e comunque
senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 18. Abrogazione autorizzazione al lavoro estero

1. Al decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 ottobre 1987, n. 398, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l'articolo 1, comma 4, è abrogato;
b) l'articolo 2 è sostituito dal seguente:
«Art. 2 (Condizioni di lavoro dei lavoratori italiani da impiegare o da
trasferire all'estero). - 1. Il contratto di lavoro dei lavoratori italiani da
impiegare o da trasferire all'estero prevede:
a) un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a
quello previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle
associazioni sindacali comparativamente più rappresentative per la categoria di
appartenenza del lavoratore, e, distintamente, l'entità delle prestazioni in
denaro o in natura connesse con lo svolgimento all'estero del rapporto di
lavoro;
b) la possibilità per i lavoratori di ottenere il trasferimento in Italia della
quota di valuta trasferibile delle retribuzioni corrisposte all'estero, fermo
restando il rispetto delle norme valutarie italiane e del Paese d'impiego;
c) un'assicurazione per ogni viaggio di andata nel luogo di destinazione e di
rientro dal luogo stesso, per i casi di morte o di invalidità permanente;
d) il tipo di sistemazione logistica;
e) idonee misure in materia di sicurezza.»;
c) l'articolo 2-bis è abrogato.
2. Il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 346 è
abrogato.

Art. 19. Semplificazione in materia di collocamento della gente di mare

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 2006, n. 231, sono
apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 7, il comma 4 è abrogato;
b) all'articolo 8, il comma 1 è abrogato;
c) l'articolo 10 è abrogato;
d) all'articolo 8, comma 2, primo periodo, dopo le parole: «qualifiche
professionali del personale marittimo ed i relativi requisiti minimi» sono
inserite le seguenti: «in raccordo con quanto previsto dal decreto legislativo 16
gennaio 2013, n. 13, e dalla sua normativa di attuazione».
2. Con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui
all'articolo 16, comma 2, si provvede ad apportare le opportune modificazioni
al modello «BCNL» e al modello «scheda anagrafico-professionale».

Capo III
Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul
lavoro
Art. 20. Modificazioni al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81

1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 3:
1) il comma 8 è sostituito dal seguente:
«8. Nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni di lavoro
accessorio, le disposizioni di cui al presente decreto e le altre norme speciali
vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori si applicano
nei casi in cui la prestazione sia svolta a favore di un committente imprenditore
o professionista. Negli altri casi si applicano esclusivamente le disposizioni di
cui all'articolo 21. Sono comunque esclusi dall'applicazione delle disposizioni di
cui al presente decreto e delle altre norme speciali vigenti in materia di tutela
della salute e sicurezza dei lavoratori i piccoli lavori domestici a carattere
straordinario, compresi l'insegnamento privato supplementare e l'assistenza
domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili.»;
2) al comma 12-bis, le parole «dei soggetti che prestano la propria
attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese, in
favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre
2000, n. 383, e delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16
dicembre 1991, n. 398, e all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
e successive modificazioni,» sono sostituite dalle seguenti: «dei soggetti che
svolgono attività di volontariato in favore delle associazioni di promozione

sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, delle associazioni sportive
dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398 , e all'articolo 90
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e delle associazioni religiose, dei
volontari accolti nell'ambito dei programmi internazionali di educazione non
formale,»;
b) all'articolo 5:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Presso il Ministero della salute è istituito il Comitato per l'indirizzo e la
valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività
di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato è presieduto
dal Ministro della salute ed è composto da:
a) il Direttore Generale della competente Direzione Generale e i Direttori
dei competenti uffici del Ministero della salute;
b) due Direttori Generali delle competenti Direzioni Generali del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali;
c) il Direttore Centrale per la Prevenzione e la sicurezza tecnica del
Dipartimento dei Vigili del fuoco e del soccorso pubblico del Ministero
dell'interno;
d) Il Direttore Generale della competente Direzione Generale del Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti;
e) il Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni
e delle Province autonome;
f) quattro rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di
Bolzano individuati per un quinquennio in sede di Conferenza delle regioni e
delle province autonome.»;
2) al comma 4, le parole «obiettivi di cui al comma 2» sono sostituite
dalle seguenti: «obiettivi di cui al comma 3»;
3) il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. Le riunioni del Comitato si
svolgono presso la sede del Ministero della salute, con cadenza temporale e
modalità di funzionamento fissate con regolamento interno, da adottare a
maggioranza qualificata. Le funzioni di segreteria sono svolte da personale del
Ministero della salute.».
c) all'articolo 6:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituita la
Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. La
Commissione è composta da:
a) un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con
funzioni di presidente;
b) un rappresentante del Ministero della salute;
c) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;
d) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
e) un rappresentante del Ministero dell'interno;
f) un rappresentante del Ministero della difesa, un rappresentante del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, un rappresentante del
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca o un rappresentante
della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione
(2)

pubblica quando il Presidente della Commissione, ravvisando profili di specifica
competenza, ne disponga la convocazione;
g) sei rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e
di Bolzano, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
h) sei esperti designati delle organizzazioni sindacali dei lavoratori
comparativamente più rappresentative a livello nazionale;
i) sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative a livello nazionale;
l) tre esperti in medicina del lavoro, igiene industriale e impiantistica
industriale;
m) un rappresentante dell'ANMIL.».
2) al comma 2, dopo le parole «con particolare riferimento a quelle
relative» sono inserite le seguenti: «alle differenze di genere e a quelle
relative»;
3) al comma 5, è aggiunto il seguente periodo: «Con decreto del Ministro
del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro 60 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione, sono individuati le modalità e i
termini per la designazione e l'individuazione dei componenti di cui al comma
1, lettere g), h), i) e l)»;
4) al comma 6, le parole «Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali», sono sostituite dalle seguenti: «Ministero del lavoro e delle
politiche sociali»;
5) al comma 8:
5.1 alla lettera f), è inserito, in fine, il seguente periodo: «La
Commissione procede al monitoraggio dell'applicazione delle suddette
procedure al fine di un'eventuale rielaborazione delle medesime.»;
5.2 alla lettera g), le parole «discutere in ordine ai» sono sostituite
dalle seguenti: «elaborare i»;
5.3 alla lettera m), è inserito, in fine, il seguente periodo: «La
Commissione monitora ed eventualmente rielabora le suddette procedure,
entro 24 mesi dall'entrata in vigore del decreto con il quale sono stati recepiti i
modelli semplificati per l'adozione ed efficace attuazione dei modelli di
organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese.»;
5.4 alla lettera m-quater) è aggiunto infine il seguente periodo: «La
Commissione monitora l'applicazione delle suddette indicazioni metodologiche
al fine di verificare l'efficacia della metodologia individuata, anche per eventuali
integrazioni alla medesima.».
d) all'articolo 12, comma 1, le parole: «e gli enti pubblici nazionali,» sono
sostituite dalle seguenti: «, gli enti pubblici nazionali, le regioni e le province
autonome,»;
e) all'articolo 28, dopo il comma 3-bis è inserito il seguente: «3-ter. Ai fini
della valutazione di cui al comma 1, l'Inail, anche in collaborazione con le
aziende sanitarie locali per il tramite del Coordinamento Tecnico delle Regioni e
i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera ee), rende disponibili al datore
di lavoro strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio.
L'Inail e le aziende sanitarie locali svolgono la predetta attività con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.»;

f) all'articolo 29, il comma 6-quater è sostituito dal seguente: «6-quater.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi previo
parere della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul
lavoro, sono individuati strumenti di supporto per la valutazione dei rischi di cui
agli articoli 17 e 28 e al presente articolo, tra i quali gli strumenti informatizzati
secondo il prototipo europeo OIRA (Online Interactive Risk Assessment)»;
g) all'articolo 34 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 1-bis è abrogato;
2) al comma 2-bis le parole: «di cui al comma 1-bis» sono sostituite dalle
seguenti: «di primo soccorso nonché di prevenzione incendi e di evacuazione»;
h) all'articolo 53, comma 6, le parole «al registro infortuni ed» sono
soppresse;
i) all'articolo 55 dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
«6-bis. In caso di violazione delle disposizioni previste dall'articolo 18,
comma 1, lettera g), e dall'articolo 37, commi 1, 7, 9 e 10, se la violazione si
riferisce a più di cinque lavoratori gli importi della sanzione sono raddoppiati,
se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori gli importi della sanzione
sono triplicati.»;
l) all'articolo 69, comma 1, lettera e), dopo le parole: «il lavoratore
incaricato dell'uso di una attrezzatura di lavoro» sono inserite le seguenti: «o il
datore di lavoro che ne fa uso»;
m) dopo l'articolo 73 è inserito il seguente:
«Art. 73-bis (Abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore). - 1.
All'Allegato A annesso al decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è soppressa la voce n. 294,
relativa alla legge 16 giugno 1927, n. 1132 e riprendono vigore le disposizioni
del regio decreto-legge 9 luglio 1926, n. 1331, convertito, con modificazioni,
dalla legge 16 giugno 1927, n. 1132, nel testo vigente alla data del 24 giugno
2008.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono
disciplinati i gradi dei certificati di abilitazione alla conduzione dei generatori di
vapore, i requisiti per l'ammissione agli esami, le modalità di svolgimento delle
prove e di rilascio e rinnovo dei certificati. Con il medesimo decreto è, altresì,
determinata l'equipollenza dei certificati e dei titoli rilasciati in base alla
normativa vigente.
3. Fino all'emanazione del predetto decreto, resta ferma l'applicazione delle
disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
1° marzo 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 aprile 1974, n. 99, così
come modificato dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 7
febbraio 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 marzo 1979, n. 74.»;
n) all'articolo 87 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 2, lettera e), le parole: «80, comma 2» sono sostituite dalle
seguenti: «80, comma 1»;
2) al comma 3, lettera d), le parole: «commi 3 e 4» sono sostituite dalle
seguenti: «commi 3 e 3-bis»;
3) al comma 4, lettera b), le parole: «del comma 2» sono sostituite dalle
seguenti: «del comma 3»;

4) al comma 6, le parole: «ai luoghi» sono sostituite dalle seguenti: «alle
attrezzature» e le parole: «è considerata una unica violazione ed è punita con
la pena prevista dal comma 2, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «è
considerata una unica violazione, penale o amministrativa a seconda della
natura dell'illecito, ed è punita con la pena o la sanzione amministrativa
pecuniaria rispettivamente previste dal comma 3, alinea, o dal comma 4,
alinea»;
o) all'articolo 98, comma 3, sono inseriti, in fine, i seguenti periodi:
«L'allegato XIV è aggiornato con accordo in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano. I corsi di cui all'allegato XIV, solo per il modulo giuridico (28 ore), e i
corsi di aggiornamento possono svolgersi in modalità e-learning nel rispetto di
quanto previsto dall'allegato I dell'Accordo in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano del 21 dicembre 2011 emanato per la formazione dei lavoratori ai
sensi dell'articolo 37, comma 2.»;
p) all'articolo 190, il comma 5-bis è sostituito dal seguente:
«L'emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può
essere stimata in fase preventiva facendo riferimento alle banche dati sul
rumore approvate dalla Commissione consultiva permanente di cui all'articolo
6, riportando la fonte documentale cui si è fatto riferimento.».

(2) NDR: In G.U. è riportato il seguente riferimento normativo non corretto:
«legge 16 dicembre 1991, n. 39».

Art. 21. Semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 28, terzo comma, il secondo periodo è sostituito dai seguenti:
«Entro il 31 dicembre l'Istituto assicuratore rende disponibili al datore di lavoro
gli altri elementi necessari per il calcolo del premio assicurativo con modalità
telematiche sul proprio sito istituzionale. L'Istituto con proprio provvedimento,
da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, definisce le modalità di fruizione del servizio di cui al secondo
periodo.»;
b) all'articolo 53:
1) al primo comma, secondo periodo, le parole: «da certificato medico»
sono sostituite dalle seguenti: «dei riferimenti al certificato medico già

trasmesso all'Istituto assicuratore per via telematica direttamente dal medico o
dalla struttura sanitaria competente al rilascio» e il terzo periodo è soppresso;
2) al quarto comma, primo periodo, dopo le parole: «certificato medico»
sono inserite le seguenti: «trasmesso all'Istituto assicuratore, per via
telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al
rilascio, nel rispetto delle relative disposizioni,»;
3) al quinto comma le parole: «corredata da certificato medico» sono
sostituite dalle seguenti: «corredata dei riferimenti al certificato medico già
trasmesso per via telematica al predetto Istituto direttamente dal medico o
dalla struttura sanitaria competente al rilascio» e il quarto periodo è
soppresso;
4) al settimo comma le parole: «, che deve corredare la denuncia di
infortunio,» sono soppresse, la parola «rilasciato» è sostituita dalle seguenti:
«trasmesso, per via telematica nel rispetto delle relative disposizioni,
all'Istituto assicuratore» e dopo le parole: «primo approdo» sono inserite le
seguenti: «o dalla struttura sanitaria competente al rilascio»;
5) dopo il settimo comma, sono inseriti i seguenti:
«Qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato
sul lavoro o affetto da malattia professionale è obbligato a rilasciare certificato
ai fini degli obblighi di denuncia di cui al presente articolo e a trasmetterlo
esclusivamente per via telematica all'Istituto assicuratore.
Ogni certificato di infortunio sul lavoro o di malattia professionale deve
essere trasmesso esclusivamente per via telematica all'Istituto assicuratore,
direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio,
contestualmente alla sua compilazione.
La trasmissione per via telematica del certificato di infortunio sul lavoro o
di malattia professionale, di cui ai commi ottavo e nono, è effettuata
utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall'Istituto assicuratore. I
dati delle certificazioni sono resi disponibili telematicamente dall'istituto
assicuratore ai soggetti obbligati a effettuare la denuncia in modalità
telematica, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, e successive modificazioni.»;
c) all'articolo 54:
1) al primo comma, le parole: «che abbia per conseguenza la morte o
l'inabilità al lavoro per più di tre giorni» sono sostituite dalle seguenti:
«mortale o con prognosi superiore a trenta giorni»;
2) il quinto comma è sostituito dal seguente: «Per il datore di lavoro
soggetto agli obblighi del presente titolo, l'adempimento di cui al primo comma
si intende assolto con l'invio all'Istituto assicuratore della denuncia di infortunio
di cui all'articolo 53 con modalità telematica. Ai fini degli adempimenti di cui al
presente articolo, l'Istituto assicuratore mette a disposizione, mediante la
cooperazione applicativa di cui all'articolo 72, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, i dati relativi alle denunce degli infortuni
mortali o con prognosi superiore a trenta giorni.»;
d) all'articolo 56:
1) il primo comma è sostituito dal seguente: «L'Istituto assicuratore
mette a disposizione, mediante la cooperazione applicativa di cui all'articolo 72,

comma 1, lettera e), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, i dati relativi
alle denunce degli infortuni mortali o con prognosi superiore a trenta giorni.»;
2) al secondo comma, l'alinea è sostituito dal seguente: «Nel più breve
tempo possibile, e in ogni caso entro quattro giorni dalla disponibilità dei dati
con le modalità di cui al primo comma, la direzione territoriale del lavoro settore ispezione del lavoro competente per territorio o i corrispondenti uffici
della regione siciliana e delle Province autonome di Trento e di Bolzano,
procedono, su richiesta del lavoratore infortunato, di un superstite o
dell'Istituto assicuratore, ad una inchiesta ai fini di accertare: »;
3) il terzo comma è sostituito dal seguente: «La direzione territoriale del
lavoro - settore ispezione del lavoro competente per territorio o i
corrispondenti uffici della regione siciliana e delle province autonome di Trento
e di Bolzano, qualora lo ritengano necessario ovvero ne siano richiesti
dall'Istituto assicuratore o dall'infortunato o dai suoi superstiti, eseguono
l'inchiesta sul luogo dell'infortunio.»;
4) al quarto comma, le parole: «alla direzione provinciale del lavoro settore ispezione del lavoro» sono sostituite dalle seguenti: «alla direzione
territoriale del lavoro - settore ispezione del lavoro competente per territorio o
ai corrispondenti uffici della regione siciliana e delle province autonome di
Trento e di Bolzano».
e) all'articolo 238:
1) al secondo comma, dopo le parole: «Detto certificato» sono inserite le
seguenti: «, salvo quanto previsto dall'articolo 25 del decreto legislativo 23
febbraio 2000, n. 38,» e le parole: «esso è compilato secondo un modulo
speciale e portante un talloncino per la ricevuta, approvato dal Ministero del
lavoro e della previdenza sociale e da quello per le poste e le telecomunicazioni
sentito l'Istituto assicuratore. Questo ha cura di fornire periodicamente ed in
numero sufficiente i detti moduli ai medici, ai Comuni, agli ospedali ed agli
uffici postali della circoscrizione e, occorrendo, anche agli esercenti le aziende»
sono sostituite dalle seguenti: «e deve essere trasmesso all'Istituto
assicuratore per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura
sanitaria competente al rilascio»;
2) il terzo comma è sostituito dal seguente: «Il datore di lavoro deve
fornire all'Istituto assicuratore tutte le notizie necessarie per l'istruttoria delle
denunce di cui al secondo comma.»;
3) il quarto comma è sostituito dal seguente: «La trasmissione per via
telematica del certificato di cui al secondo comma è effettuata utilizzando i
servizi telematici messi a disposizione dall'Istituto assicuratore. I dati delle
certificazioni sono resi disponibili telematicamente dall'istituto assicuratore ai
soggetti obbligati a effettuare la denuncia in modalità telematica, nel rispetto
delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e
successive modificazioni.»;
4) i commi quinto e sesto sono abrogati;
f) all'articolo 251, dopo il primo comma, è inserito il seguente: «I dati delle
certificazioni sono resi disponibili telematicamente dall'istituto assicuratore ai
soggetti obbligati a effettuare la denuncia in modalità telematica, nel rispetto
delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e
successive modificazioni.».

2. Le modificazioni di cui al comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), hanno
efficacia a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata
in vigore del presente decreto e, contestualmente, sono abrogati i commi 6 e 7
dell'articolo 32 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
3. A decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in
vigore del presente decreto, con la trasmissione per via telematica del
certificato di malattia professionale, ai sensi degli articoli 53 e 251 del decreto
del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, come modificati dal
presente decreto, si intende assolto, per le malattie professionali indicate
nell'elenco di cui all'articolo 139 del decreto del Presidente della Repubblica n.
1124 del 1965, l'obbligo di trasmissione della denuncia di cui al medesimo
articolo 139 ai fini dell'alimentazione del Registro Nazionale delle malattie
causate dal lavoro ovvero ad esso correlate, di cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38.
4. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente decreto, è abolito l'obbligo di tenuta del registro infortuni.
5. Agli adempimenti derivanti dal presente articolo le amministrazioni
competenti provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie già
disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.

Capo IV
Revisione del regime delle sanzioni
Art. 22. Modifica di disposizioni sanzionatorie in materia di lavoro e
legislazione sociale

1. All'articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, e successive modificazioni, il
comma
3
è
sostituito
dai
seguenti:
«3. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in
vigore, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva
comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di
lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica
altresì
la
sanzione
amministrativa
pecuniaria:
a) da euro 1.500 a euro 9.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di

impiego del lavoratore sino a trenta giorni di effettivo lavoro;
b) da euro 3.000 a euro 18.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di
impiego del lavoratore da trentuno e sino a sessanta giorni di effettivo lavoro;
c) da euro 6.000 a euro 36.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di
impiego del lavoratore oltre sessanta giorni di effettivo lavoro.
3-bis. In relazione alla violazione di cui al comma 3, fatta eccezione per le
ipotesi di cui al comma 3-quater, trova applicazione la procedura di diffida di
cui all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e successive
modificazioni.
3-ter. Nel caso di cui al comma 3-bis, la diffida prevede, in relazione ai
lavoratori irregolari ancora in forza presso il datore di lavoro e fatta salva
l'ipotesi in cui risultino regolarmente occupati per un periodo lavorativo
successivo, la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato, anche a tempo parziale con riduzione dell'orario di lavoro non
superiore al cinquanta per cento dell'orario a tempo pieno, o con contratto a
tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi, nonché il
mantenimento in servizio degli stessi per almeno tre mesi. In tale ipotesi, la
prova della avvenuta regolarizzazione e del pagamento delle sanzioni e dei
contributi e premi previsti, ai sensi dell'articolo 13, comma 5, del decreto
legislativo 23 aprile 2004, n. 124, è fornita entro il termine di centoventi giorni
dalla
notifica
del
relativo
verbale.
3-quater. Le sanzioni sono aumentate del venti per cento in caso di impiego di
lavoratori stranieri ai sensi dell'articolo 22, comma 12, del decreto legislativo
25 luglio 1998, n. 286, o di minori in età non lavorativa.
3-quinquies. In caso di irrogazione della sanzione di cui al comma 3, non
trovano applicazione le sanzioni di cui all'articolo 19, commi 2 e 3, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché le sanzioni di cui all'articolo 39,
comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.».
2. All'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera b) è abrogata;
b) alla lettera d), l'alinea è sostituito dal seguente: «d) il trenta per cento
dell'importo delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 3 del decreto-legge
22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile
2002, n. 73, e successive modificazioni, nonché delle somme aggiuntive di cui
all'articolo 14, comma 4, lettera c), e comma 5, lettera b), del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, ed i maggiori
introiti derivanti dall'incremento delle sanzioni di cui alla lettera c) sono versati
ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati:
».
3. I maggiori introiti derivanti dall'incremento delle sanzioni amministrative e
delle somme aggiuntive, previsto dall'articolo 14, comma 1, lettera b), del
decreto-legge n. 145 del 2013, nel testo vigente prima della data di entrata in
vigore del presente decreto, con riferimento alle violazioni commesse prima

della predetta data, continuano ad essere versati ad apposito capitolo
dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati alle destinazioni di
cui all'articolo 14, comma 1, lettera d), n. 1) e 2), del medesimo decretolegge.
4. All'articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 4, lettera c), le parole «1.950 euro» sono sostituite dalle
seguenti: «2.000 euro» e le parole «3.250 euro» sono sostituite dalle
seguenti: «3.200 euro»;
b) al comma 5, lettera b), le parole «3.250 euro» sono sostituite dalle
seguenti: «3.200 euro»;
c) dopo il comma 5, è inserito il seguente:
«5-bis. Su istanza di parte, fermo restando il rispetto delle altre condizioni
di cui ai commi 4 e 5, la revoca è altresì concessa subordinatamente al
pagamento del venticinque per cento della somma aggiuntiva dovuta.
L'importo residuo, maggiorato del cinque per cento, è versato entro sei mesi
dalla data di presentazione dell'istanza di revoca. In caso di mancato
versamento o di versamento parziale dell'importo residuo entro detto termine,
il provvedimento di accoglimento dell'istanza di cui al presente comma
costituisce titolo esecutivo per l'importo non versato.».
5. All'articolo 39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il comma 7 è sostituito dal
seguente:
«7. Salvo i casi di errore meramente materiale, l'omessa o infedele
registrazione dei dati di cui ai commi 1, 2 e 3 che determina differenti
trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 150 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a
più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va
da 500 a 3.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero
a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 1.000 a 6.000 euro. Ai
fini del primo periodo, la nozione di omessa registrazione si riferisce alle
scritture complessivamente omesse e non a ciascun singolo dato di cui manchi
la registrazione e la nozione di infedele registrazione si riferisce alle
scritturazioni dei dati di cui ai commi 1 e 2 diverse rispetto alla qualità o
quantità della prestazione lavorativa effettivamente resa o alle somme
effettivamente erogate. La mancata conservazione per il termine previsto dal
decreto di cui al comma 4 è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa
da 100 a 600 euro. Alla contestazione delle sanzioni amministrative di cui al
presente comma provvedono gli organi di vigilanza che effettuano
accertamenti in materia di lavoro e previdenza. Autorità competente a ricevere
il rapporto ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è la
Direzione territoriale del lavoro territorialmente competente.».
6. All'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955,
n.
797,
il
secondo
comma
è
sostituito
dal
seguente:
«Il datore di lavoro che non provvede, se tenutovi, alla corresponsione degli

assegni è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 5.000
euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo
superiore a sei mesi la sanzione va da 1.500 a 9.000 euro. Se la violazione si
riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la
sanzione va da 3.000 a 15.000 euro».
7. All'articolo 5 della legge 5 gennaio 1953, n. 4, il primo comma è sostituito
dal
seguente:
«Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di mancata o ritardata consegna al
lavoratore del prospetto di paga, o di omissione o inesattezza nelle
registrazioni apposte su detto prospetto paga, si applica al datore di lavoro la
sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 900 euro. Se la violazione si
riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la
sanzione va da 600 a 3.600 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci
lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 1.200
a 7.200 euro. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro adempia agli obblighi di cui
agli articoli precedenti attraverso la consegna al lavoratore di copia delle
scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro, non si applicano le sanzioni
di cui al presente articolo ed il datore di lavoro è sanzionabile esclusivamente
ai sensi dell'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive
modificazioni.».

Titolo II
Disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità
Capo I
Disposizioni in materia di rapporto di lavoro
Art. 23. Modifiche all'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e
all'articolo 171 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

1. L'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300 è sostituito dal seguente:
«Art. 4 (Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo). - 1. Gli impianti
audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a
distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente
per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la
tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo
collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle

rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità
produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più
regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di
accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere
installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in
alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di
competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e
delle
politiche
sociali.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal
lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di
registrazione
degli
accessi
e
delle
presenze.
3. Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzabili a tutti i fini
connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata
informazione delle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei
controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196.».
2. L'articolo 171 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, è sostituito
dal
seguente:
«Art. 171 (Altre fattispecie). - 1. La violazione delle disposizioni di cui
all'articolo 113 e all'articolo 4, primo e secondo comma, della legge 20 maggio
1970, n. 300, è punita con le sanzioni di cui all'articolo 38 della legge n. 300
del 1970.».

Art. 24. Cessione dei riposi e delle ferie

1. Fermi restando i diritti di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, i
lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai
lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi
ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute
necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità
stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al
rapporto di lavoro.

Art. 25. Esenzioni dalla reperibilità

1. All'articolo 5, comma 13, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, è
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con il medesimo decreto sono stabilite
le esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di
lavoro privati».

Art. 26. Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale

1. Al di fuori delle ipotesi di cui all'articolo 55, comma 4, del decreto legislativo
26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, le dimissioni e la
risoluzione consensuale del rapporto di lavoro sono fatte, a pena di inefficacia,
esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito www.lavoro.gov.it
e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro
competente con le modalità individuate con il decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali di cui al comma 3.
2. Entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo di cui al comma 1 il
lavoratore ha la facoltà di revocare le dimissioni e la risoluzione consensuale
con le medesime modalità.
3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare
entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo,
sono stabiliti i dati di identificazione del rapporto di lavoro da cui si intende
recedere o che si intende risolvere, i dati di identificazione del datore di lavoro
e del lavoratore, le modalità di trasmissione nonché gli standard tecnici atti a
definire la data certa di trasmissione.
4. La trasmissione dei moduli di cui al comma 1 può avvenire anche per il
tramite dei patronati, delle organizzazioni sindacali nonché degli enti bilaterali
e delle commissioni di certificazione di cui agli articoli 2, comma 1, lettera h), e
articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, il datore di lavoro che alteri i moduli di
cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro
30.000. L'accertamento e l'irrogazione della sanzione sono di competenza delle

Direzioni territoriali del lavoro. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.
6. All'attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane,
strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e comunque
senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
7. I commi da 1 a 4 non sono applicabili al lavoro domestico e nel caso in cui
le dimissioni o la risoluzione consensuale intervengono nelle sedi di cui
all'articolo 2113, quarto comma, del codice civile o avanti alle commissioni di
certificazione di cui all'articolo 76 del decreto legislativo n. 276 del 2003.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a far data dal
sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui
al comma 3 e dalla medesima data sono abrogati i commi da 17 a 23-bis
dell'articolo 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Capo II
Disposizioni in materia di pari opportunità
Art. 27. Modifica al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. Al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, le espressioni «provinciali» e
«provinciale» ovunque ricorrono sono sostituite rispettivamente dalle seguenti:
«delle città metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile
2014, n. 56» e «della città metropolitana e dell'ente di area vasta di cui alla
legge 7 aprile 2014, n. 56».

Art. 28. Modifica all'articolo 8 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. All'articolo 8 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono apportate
le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, lettera e), dopo le parole «pari opportunità nel lavoro»,
sono inserite le seguenti: «che ne abbiano fatto richiesta»;
b) al comma 2-bis, dopo le parole «Le designazioni di cui al comma» sono
inserite le parole: «2»;
c) al comma 3:
1) alla lettera a), le parole: «sei esperti» sono sostitute dalle seguenti:
«tre esperti»;
2) la lettera b) è sostituita dalla seguente: «b) quattro rappresentanti,
rispettivamente, del Ministero dello sviluppo economico, del Dipartimento della
funzione pubblica, del Dipartimento per le pari opportunità e del Dipartimento
per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri;»;
3) la lettera c) è sostituita dalla seguente: «c) tre rappresentanti del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in rappresentanza delle Direzioni
generali della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali, per le
politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione, per l'inclusione e le
politiche sociali;»;
4) la lettera c-bis è soppressa.
2. Il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed
uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici già costituito alla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo continua ad operare
nell'attuale composizione fino alla naturale scadenza.

Art. 29. Modifica all'articolo 9 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. All'articolo 9, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, il comma 2 è
sostituito dal seguente: «2. Il Comitato delibera in ordine al proprio
funzionamento e, per lo svolgimento dei propri compiti, può costituire specifici
gruppi di lavoro.».

Art. 30. Modifica dell'articolo 10 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 10 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 è sostituito dal
seguente:
«Art. 10 (Compiti del Comitato). - 1. Il Comitato adotta ogni iniziativa utile,
nell'ambito delle competenze statali, per il perseguimento delle finalità di cui
all'articolo
8,
comma
1,
e
in
particolare:
a) formula proposte sulle questioni generali relative all'attuazione degli
obiettivi della parità e delle pari opportunità, nonché per lo sviluppo e il
perfezionamento della legislazione vigente che direttamente incide sulle
condizioni
di
lavoro
delle
donne;
b) informa e sensibilizza l'opinione pubblica sulla necessità di promuovere le
pari opportunità per le donne nella formazione e nella vita lavorativa;
c) formula, entro il mese di febbraio di ogni anno, gli indirizzi in materia di
promozione delle pari opportunità per le iniziative del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali da programmare nell'anno finanziario successivo,
indicando obiettivi e tipologie di progetti di azioni positive che intende
promuovere. Sulla base di tali indirizzi il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali pubblica apposito bando di finanziamento dei progetti di azione positiva;
d) partecipa attraverso propri rappresentanti alla commissione di valutazione
dei progetti di azione positiva. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, sono definiti la composizione della commissione, i
criteri di valutazione dei progetti e di erogazione dei finanziamenti, nonché le
modalità di svolgimento delle attività di monitoraggio e controllo dei progetti
approvati. Ai componenti della commissione non sono corrisposti gettoni,
compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati;
e) collabora, su richiesta, alla stesura di codici di comportamento diretti a
specificare le regole di condotta conformi alla parità e a individuare le
manifestazioni
anche
indirette
delle
discriminazioni;
f) verifica lo stato di applicazione della legislazione vigente in materia di parità;
g) elabora iniziative per favorire il dialogo tra le parti sociali, al fine di
promuovere la parità di trattamento, avvalendosi dei risultati dei monitoraggi
effettuati sulle prassi nei luoghi di lavoro, nell'accesso al lavoro, alla
formazione e promozione professionale, nonché sui contratti collettivi, sui
codici di comportamento, ricerche o scambi di esperienze e buone prassi;
h) propone soluzioni alle controversie collettive, anche indirizzando gli
interessati all'adozione di azioni positive per la rimozione delle discriminazioni
pregresse o di situazioni di squilibrio nella posizione di uomini e donne in
relazione allo stato delle assunzioni, della formazione e della promozione
professionale,
delle
condizioni
di
lavoro
e
retributive;
i) elabora iniziative per favorire il dialogo con le organizzazioni non governative
che hanno un legittimo interesse a contribuire alla lotta contro le
discriminazioni fra donne e uomini nell'occupazione e nell'impiego;
l) può richiedere alle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro di acquisire
presso i luoghi di lavoro informazioni sulla situazione occupazionale maschile e
femminile, in relazione allo stato delle assunzioni, della formazione e della
promozione
professionale;
m) promuove una adeguata rappresentanza di donne negli organismi pubblici
nazionali e locali competenti in materia di lavoro e formazione professionale;

n) provvede allo scambio di informazioni disponibili con gli organismi europei
corrispondenti in materia di parità fra donne e uomini nell'occupazione e
nell'impiego;
o) promuove la rimozione, anche attraverso azioni positive, degli ostacoli che
limitano l'uguaglianza tra uomo e donna nella progressione professionale e di
carriera, lo sviluppo di misure per il reinserimento della donna lavoratrice dopo
la maternità, la più ampia diffusione del lavoro a tempo parziale e degli altri
strumenti di flessibilità a livello aziendale che consentano una migliore
conciliazione
tra
vita
lavorativa
e
impegni
familiari;
p) svolge le attività di monitoraggio e controllo dei progetti già approvati,
verificandone la corretta attuazione e l'esito finale.».

Art. 31. Modifica all'articolo 12 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. All'articolo 12 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. Le consigliere e i consiglieri di
parità regionali, delle città metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla
legge 7 aprile 2014, n. 56, effettivi e supplenti, sono nominati con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su designazione delle regioni, delle
città metropolitane e degli enti di area vasta, sulla base dei requisiti di cui
all'articolo 13, comma 1, e previo espletamento di una procedura di
valutazione comparativa.»;
b) Il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. In caso di mancata
designazione delle consigliere e dei consiglieri di parità regionali, delle città
metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56
entro i sessanta giorni successivi alla scadenza del mandato o in caso di
designazione effettuata in assenza dei requisiti richiesti dall'articolo 13, comma
1, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nei trenta giorni successivi,
indice una procedura di valutazione comparativa, nel rispetto dei requisiti di cui
all'articolo 13, comma 1, di durata non superiore, complessivamente, ai 90
giorni successivi alla scadenza dei termini per la presentazione delle
candidature.»;
c) Al comma 5, le parole «nella Gazzetta Ufficiale» sono sostituite dalle
seguenti: «sul sito internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali
www.lavoro.gov.it.».

Art. 32. Modifica all'articolo 14 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 14 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal
seguente:
«Art. 14 (Mandato). - 1. Il mandato delle consigliere e dei consiglieri di cui
all'articolo 12, effettivi e supplenti, ha la durata di quattro anni ed è rinnovabile
per una sola volta. In ogni caso, per la determinazione della durata
complessiva del mandato si computano tutti i periodi svolti in qualità di
consigliera e consigliere, sia effettivo che supplente, anche non continuativi e
anche di durata inferiore a quattro anni. La procedura di rinnovo si svolge
secondo le modalità previste dall'articolo 12. Le consigliere e i consiglieri di
parità continuano a svolgere le loro funzioni fino al completamento della
procedura di cui all'articolo 12, comma 4. Non si applicano, al riguardo, le
disposizioni di cui all'articolo 6, comma 1, della legge 15 luglio 2002, n. 145.».

Art. 33. Modifica dell'articolo 15 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 15 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal
seguente:
«Art. 15 (Compiti e funzioni). - 1. Le consigliere ed i consiglieri di parità
intraprendono ogni utile iniziativa, nell'ambito delle competenze dello Stato, ai
fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari
opportunità per lavoratori e lavoratrici, svolgendo in particolare i seguenti
compiti:
a) rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, anche in collaborazione
con le direzioni interregionali e territoriali del lavoro, al fine di svolgere le
funzioni promozionali e di garanzia contro le discriminazioni nell'accesso al
lavoro, nella promozione e nella formazione professionale, ivi compresa la
progressione professionale e di carriera, nelle condizioni di lavoro compresa la
retribuzione, nonché in relazione alle forme pensionistiche complementari
collettive di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252;
b) promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l'individuazione
delle risorse dell'Unione europea, nazionali e locali finalizzate allo scopo;
c) promozione della coerenza della programmazione delle politiche di sviluppo
territoriale rispetto agli indirizzi dell'unione europea e di quelli nazionali e
regionali
in
materia
di
pari
opportunità;
d) promozione delle politiche di pari opportunità nell'ambito delle politiche

attive
del
lavoro,
comprese
quelle
formative;
e) collaborazione con le direzioni interregionali e territoriali del lavoro al fine di
rilevare l'esistenza delle violazioni della normativa in materia di parità, pari
opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante la
progettazione
di
appositi
pacchetti
formativi;
f) diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi e attività di
informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle
varie
forme
di
discriminazione;
g) collegamento e collaborazione con i competenti assessorati e con gli
organismi
di
parità
degli
enti
locali.
2. La consigliera nazionale di parità, nell'ambito delle proprie competenze,
determina le priorità d'intervento e i programmi di azione, nel rispetto della
programmazione annuale del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Svolge
i compiti di cui al comma 1 e può svolgere, avvalendosi delle strutture del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dei relativi enti strumentali,
inchieste indipendenti in materia di discriminazioni sul lavoro e può pubblicare
relazioni indipendenti e raccomandazioni in materia di discriminazioni sul
lavoro.
3. Le consigliere e i consiglieri nazionale e regionali partecipano ai tavoli di
partenariato locale e ai comitati di sorveglianza di cui al regolamento (CE) n.
1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013. Le
consigliere e i consiglieri regionali, delle città metropolitane e degli enti di area
vasta sono inoltre componenti delle commissioni di parità del corrispondente
livello territoriale, ovvero di organismi diversamente denominati che svolgono
funzioni analoghe. La consigliera o il consigliere nazionale, o in sua sostituzione
la supplente o il supplente, è componente del Comitato nazionale di cui
all'articolo
8.
4. Le regioni forniscono alle consigliere ed ai consiglieri di parità il supporto
tecnico necessario: alla rilevazione di situazioni di squilibrio di genere;
all'elaborazione dei dati contenuti nei rapporti sulla situazione del personale di
cui all'articolo 46; alla promozione e alla realizzazione di piani di formazione e
riqualificazione professionale; alla promozione di progetti di azioni positive.
5. Su richiesta delle consigliere e dei consiglieri di parità, le Direzioni
interregionali e territoriali del lavoro, territorialmente competenti, acquisiscono
nei luoghi di lavoro informazioni sulla situazione occupazionale maschile e
femminile, in relazione allo stato delle assunzioni, della formazione e
promozione professionale, delle retribuzioni, delle condizioni di lavoro, della
cessazione del rapporto di lavoro, ed ogni altro elemento utile, anche in base a
specifici
criteri
di
rilevazione
indicati
nella
richiesta.
6. Entro il 31 dicembre di ogni anno le consigliere ed i consiglieri di parità
regionali, delle città metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla legge 7
aprile 2014, n. 56, presentano un rapporto sull'attività svolta, redatto sulla
base di indicazioni fornite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, agli
organi che hanno provveduto alla designazione e alla nomina. La consigliera o
il consigliere di parità che non abbia provveduto alla presentazione del
rapporto o vi abbia provveduto con un ritardo superiore a tre mesi decade
dall'ufficio con provvedimento adottato, su segnalazione dell'organo che ha
provveduto alla designazione, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

7. Entro il 31 marzo di ogni anno la consigliera o il consigliere nazionale di
parità elabora, anche sulla base dei rapporti di cui al comma 6, un rapporto al
Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro per le pari opportunità
sulla propria attività e su quella svolta dalla Conferenza nazionale di cui
all'articolo 19. Si applica quanto previsto nell'ultimo periodo del comma 6 in
caso di mancata o ritardata presentazione del rapporto.».

Art. 34. Modifica dell'articolo 16 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 16 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal
seguente:
«Art. 16 (Sede e attrezzature). - 1. L'ufficio delle consigliere e dei consiglieri di
parità regionali, delle città metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla
legge 7 aprile 2014, n. 56 è ubicato rispettivamente presso le regioni, le città
metropolitane e gli enti di area vasta. L'ufficio della consigliera o del consigliere
nazionale di parità è ubicato presso il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali. L'ufficio è funzionalmente autonomo, dotato del personale, delle
apparecchiature e delle strutture necessarie e idonee allo svolgimento dei suoi
compiti. Il personale, la strumentazione e le attrezzature necessari devono
essere prontamente assegnati dagli enti presso cui l'ufficio è ubicato,
nell'ambito
delle
risorse
esistenti
e
a
invarianza
della
spesa.
2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali può predisporre con gli enti
territoriali, nel cui ambito operano le consigliere e i consiglieri di parità,
convenzioni quadro allo scopo di definire le modalità di organizzazione e di
funzionamento dell'ufficio delle consigliere e dei consiglieri di parità, nonché gli
indirizzi generali per l'espletamento dei compiti di cui all'articolo 15, comma 1,
lettere b), c), d), e g).».

Art. 35. Modifica degli articoli 17 e 18 del decreto legislativo 11 aprile 2006,
n. 198

1. Gli articoli 17 e 18 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono
sostituiti
dai
seguenti:

«Art. 17 (Permessi). - 1. Le consigliere e i consiglieri di parità, nazionale e
regionali, hanno diritto per l'esercizio delle loro funzioni, ove si tratti di
lavoratori dipendenti, ad assentarsi dal posto di lavoro per un massimo di
cinquanta ore lavorative mensili medie. Nella medesima ipotesi le consigliere e
i consiglieri di parità delle città metropolitane e degli enti territoriali di area
vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56 hanno diritto ad assentarsi dal posto
di lavoro per un massimo di trenta ore lavorative mensili medie. L'eventuale
retribuzione dei suddetti permessi è rimessa alla disponibilità finanziaria
dell'ente di pertinenza che, su richiesta, è tenuto a rimborsare al datore di
lavoro quanto in tal caso corrisposto per le ore di effettiva assenza. Ai fini
dell'esercizio del diritto di assentarsi dal luogo di lavoro di cui al presente
comma, le consigliere e i consiglieri di parità devono darne comunicazione
scritta al datore di lavoro almeno tre giorni prima dell'inizio dell'assenza. Le
consigliere e i consiglieri di parità supplenti hanno diritto ai permessi solo nei
casi in cui non ne usufruiscano le consigliere e i consiglieri di parità effettivi.
2. L'ente territoriale che ha proceduto alla designazione può attribuire, a
proprio carico, alle consigliere e ai consiglieri di parità regionali, delle città
metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56,
che siano lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi o liberi professionisti, una
indennità mensile, differenziata tra il ruolo di effettivo e quello di supplente,
sulla base di criteri determinati dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il riconoscimento della predetta
indennità alle consigliere e ai consiglieri di parità supplenti è limitato ai soli
periodi
di
effettivo
esercizio
della
supplenza.
3. Alla consigliera e al consigliere nazionale di parità è attribuita un'indennità
annua. La consigliera e il consigliere nazionale di parità, ove lavoratore
dipendente, usufruiscono, inoltre, di un numero massimo di permessi non
retribuiti. In alternativa a quanto previsto dal primo e dal secondo periodo, la
consigliera e il consigliere nazionale di parità possono richiedere il
collocamento in aspettativa non retribuita per la durata del mandato,
percependo in tal caso un'indennità complessiva annua. Con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze, sono stabiliti, nei limiti delle disponibilità del
Fondo di cui all'articolo 18, i criteri e le modalità per determinare la misura
dell'indennità di cui al primo periodo, differenziata tra il ruolo di effettivo e
quello di supplente, il numero massimo dei permessi non retribuiti di cui al
secondo periodo, i criteri e le modalità per determinare la misura dell'indennità
complessiva di cui al terzo periodo, le risorse destinate alle missioni legate
all'espletamento delle funzioni e le spese per le attività della consigliera o del
consigliere
nazionale
di
parità.».
«Art. 18 (Fondo per l'attività delle Consigliere e dei consiglieri nazionali di
parità). - 1. Il Fondo per l'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità
nazionali, effettivi e supplenti, è alimentato dalle risorse di cui all'articolo 47,
comma 1, lettera d), della legge 17 maggio 1999, n. 144 e successive
modificazioni. Il Fondo è destinato a finanziare le spese relative alle attività
della consigliera o del consigliere nazionale di parità, le spese per missioni, le
spese relative al pagamento di compensi per indennità, differenziati tra effettivi

e supplenti, i rimborsi e le remunerazioni dei permessi spettanti ai sensi
dell'articolo 17, comma 1.».
2. Per l'anno 2015, alle spese di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 11
aprile 2006, n. 198, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, nel
limite complessivo di 140.000 euro per tale anno 2015, si provvede mediante
corrispondente riduzione per il medesimo anno del fondo di cui all'articolo 1,
comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il Ministro dell'economia e
delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.

Art. 36. Modifica dell'articolo 19 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 19 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal
seguente:
«Art. 19 (Conferenza nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità). - 1.
La Conferenza nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità, che
comprende tutte le consigliere e i consiglieri, nazionale, regionali, delle città
metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, è
coordinata dalla consigliera o dal consigliere nazionale di parità, in
collaborazione con due consigliere o consiglieri di parità in rappresentanza
rispettivamente delle o dei consiglieri regionali, delle città metropolitane e degli
enti
di
area
vasta.
2. La Conferenza opera al fine di rafforzare le funzioni delle consigliere e dei
consiglieri di parità, di accrescere l'efficacia della loro azione, di consentire lo
scambio di informazioni, esperienze e buone prassi. La Presidenza del Consiglio
dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità e il Ministero del lavoro e
delle politiche sociali promuovono iniziative volte a garantire il coordinamento
e l'integrazione degli interventi necessari ad assicurare l'effettività delle
politiche di promozione delle pari opportunità per i lavoratori e le lavoratrici.
3. Dallo svolgimento delle attività del presente articolo non devono derivare
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».

Art. 37. Modifica al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. Al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, dopo l'articolo 19 è inserito il
seguente:
«Art. 19-bis (Disposizione transitoria). - 1. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore dei provvedimenti attuativi della legge 7 aprile 2014, n. 56, su proposta
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro degli affari
regionali, sono individuate le città metropolitane e gli enti di area vasta presso
cui collocare le consigliere e i consiglieri di parità per lo svolgimento
dell'attività
di
supporto
già
espletata
dalle
province.
2. Fino alla effettiva costituzione dei nuovi enti territoriali, in applicazione
dell'articolo 1, comma 85, lettera f), della legge 7 aprile 2014, n. 56, le
consigliere e i consiglieri di parità, effettivi e supplenti, continuano a svolgere
le funzioni che non possono essere in alcun modo interrotte. Le disposizioni del
presente capo si applicano alle consigliere e ai consiglieri di parità in carica alla
data di entrata in vigore della presente disposizione. Ai fini della
determinazione della durata dell'incarico o del rinnovo dello stesso, si
computano anche i periodi già espletati in qualità di consigliera e consigliere di
parità, sia effettivo che supplente, alla data di entrata in vigore della presente
disposizione.».

Art. 38. Modifica dell'articolo 20 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 20 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal
seguente:
«Art. 20 (Relazione al Parlamento). - 1. Il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, sulla base delle informazioni fornite dalle Consigliere nazionale,
regionali, delle città metropolitane e degli enti di area vasta, nonché delle
indicazioni fornite dal Comitato nazionale di parità, acquisito il parere del
Dipartimento per le pari opportunità, presenta al Parlamento, ogni due anni,
una relazione contenente i risultati del monitoraggio sull'applicazione della
legislazione in materia di parità e pari opportunità nel lavoro e sulla
valutazione degli effetti delle disposizioni del presente decreto.».

Art. 39. Modifica all'articolo 39 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. All'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198,
dopo le parole «di procedura civile» sono aggiunte le seguenti: «o da altre
disposizioni di legge».

Art. 40. Modifica all'articolo 43 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. All'articolo 43, comma 1, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198,
dopo le parole «comunque denominati,», sono inserite le seguenti: «dai centri
per l'impiego,».

Art. 41. Modifica dell'articolo 44 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198

1. L'articolo 44 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal
seguente:
«Art. 44 (Finanziamento). - 1. Entro il termine indicato nel bando di cui
all'articolo 10, comma 1, lettera c), i datori di lavoro pubblici e privati, le
associazioni e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali possono
richiedere al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di essere ammessi al
rimborso totale o parziale di oneri finanziari connessi all'attuazione di progetti
di
azioni
positive
presentati
in
base
al
medesimo
bando.
2. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentita la commissione di cui
all'articolo 10, comma 1, lettera d), ammette i progetti di azioni positive al
beneficio di cui al comma 1 e, con lo stesso provvedimento, autorizza le
relative spese. L'attuazione dei progetti di cui al comma 1 deve comunque
avere
inizio
entro
due
mesi
dal
rilascio
dell'autorizzazione.
3. I progetti di azioni concordate dai datori di lavoro con le organizzazioni
sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale hanno
precedenza
nell'accesso
al
beneficio
di
cui
al
comma
1.
4. L'accesso ai fondi dell'Unione europea destinati alla realizzazione di

programmi o progetti di azioni positive, ad eccezione di quelli di cui all'articolo
45, è subordinato al parere del Comitato di cui all'articolo 8.».

Art. 42. Modifiche e abrogazioni

1. All'articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, la lettera d) è
sostituita dalla seguente: «d) l'espressione del concerto in sede di esercizio
delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali dagli articoli 20 e 48 del codice delle pari opportunità tra uomo
e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198;».
2. L'articolo 11 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è abrogato.

Titolo III
Disposizioni finali
Art. 43. Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.


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