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HF Crossed Loops Antenna Ancora M .pdf


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ANTENNE

HF Crossed Loops Antenna
La teoria messa in pratica

di Massimo Ancora IZ8DMS

T

ra le antenne con particolari caratteristiche di direttività e reiezione ai disturbi senza dubbio le antenne
loop si trovano al primo posto.
Grazie al lavoro di molti ricercatori e appassionati radioamatori
conosciamo di queste antenne
tutti i pregi e gli inconvenienti. Se
da un lato per le loro dimensioni,
la bassa rumorosità, e la particolare direttività ben si distinguono
dalle altre antenne, per contro il
difficile adattamento d’impedenza e per alcuni aspetti il poco entusiasmante rendimento in trasmissione, ne suggeriscono un
vantaggioso impiego nelle applicazioni di ricezione e di radiolocalizzazione. D’altro canto operando sulle frequenze HF nei
centri urbani spesso è molto più
facile farsi ascoltare, aumentando talvolta la propria potenza di
trasmissione, che ricevere il segnalino del corrispondente nel
marasma degli immancabili disturbi atmosferici e “man-made”
presenti h24. Allora, perché non
adottare un’antenna loop come
antenna ricevente alternativa di
stazione? Molti ricetrasmettitori
HF moderni prevedono un ingresso separato per un’eventuale
seconda antenna ed altri ancora
un ulteriore comodo ingresso RX
dedicato, altri RTX di fascia alta
dispongono di un doppio identico ricevitore con ingressi separati … perciò senza utilizzare alcun commutatore coassiale esterno perché non approfittarne così
da migliorare le nostre condizioni d’ascolto?
Un’antenna loop correttamente
alimentata con circuito di adattamento bilanciato e orientata ver22

Rke 9/2012

ticalmente esibisce i massimi valori di direttività sul piano orizzontale con un diagramma d’irradiazione bidirezionale. Il massimo guadagno rispetto a questo
piano nelle due direzioni preferenziali (per esempio Nord-Sud
oppure se ruotata di 90° EstOvest) avviene pertanto quando
i segnali di nostro interesse, propagati per onde di cielo o di terra, sono polarizzati verticalmente
e il loro angolo di elevazione non
sia superiore a circa 20°. I segnali delle onde di cielo restituiti per
riflessione dagli strati della ionosfera più o meno distanti dalla
superficie terrestre, nel particolare momento del giorno o della
notte, non godono di una stabile
polarizzazione perché interessaFig. 1

ti da un imprevedibile fenomeno
conosciuto come “rotazione di
Faraday”. La frequenza con cui
si manifesta tale fenomeno è del
tutto casuale per cui la polarizzazione dei segnali che vogliamo
ricevere, può variare ruotando
da verticale ad orizzontale e viceversa[1], per brevi o lunghi periodi, spesso in maniera repentina ma a volte anche con una lenta variazione. Quando i segnali
delle onde di cielo hanno angoli di irradiazione[2] più grandi di
30° e sono affetti da tale fenomeno essi potranno presentarsi con
polarizzazione orizzontale, in
questo caso l’elemento loop favorirà tutti quelli che gli giungono con un angolo azimutale di
90° rispetto all’asse che caratte-