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Wislawa Szymborska La gioia di scrivere.pdf


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presso lo stesso editore - un’ampia raccolta della poesia di
Zbigniew Herbert (Rapporto dalla città assediata). Nel 1996 la
poetessa polacca era presente in Italia solo con Gente sul ponte,
volumetto uscito qualche mese prima del Nobel dalla Libri
Scheiwiller (ma che Vanni Scheiwiller, uomo di grande cultura e
geniale editore, aveva messo in cantiere già dal 1991). Non
avevano suscitato una vasta eco le parole pronunciate nel 1988
da Iosif Brodskij nel suo discorso di apertura del primo Salone
del Libro a Torino, discorso pubblicato con ampio risalto sulle
pagine del «Corriere della Sera». Segnalando l’alto livello della
produzione poetica polacca del Novecento nel contesto
mondiale, lo scrittore russo aveva appunto indicato in Herbert,
Miłosz e Szymborska i tre maggiori poeti polacchi viventi. Lo
stesso Brodskij nel dicembre del 1993 pubblicò sul «Times
Literary Supplement» la sua traduzione in inglese di una poesia
della scrittrice polacca, La fine e l’inizio, da lui ritenuta una
delle cento migliori poesie del secolo.
Wisława Szymborska era allora autrice di nove esili volumetti di
poesia, i primi due dei quali (Per questo viviamo, 1952, e
Domande poste a me stessa, 1954) da lei disconosciuti e mai più
ripubblicati. Né la sua biografia, tutta radicata in un paese
ancora «al margine» della vita economica, politica e culturale
europea, presentava particolari elementi d’attrazione.
A distanza di poco più di dieci anni la posizione di Wisława
Szymborska nel panorama culturale italiano e internazionale è
completamente mutata, e ciò grazie al successo della sua opera
poetica, ora largamente tradotta (e non solo in Italia), mentre si
susseguono le ristampe. La sua opera travalica anzi i normali
circuiti - di solito ristretti - della poesia, espandendosi in più
vasti, imprevedibili territori. Così, se dalla borsa della piccola
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