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2016.01.14 Farma Mese .pdf


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A Milano l'iniziativa assistenziale no profit

"ERVISTA

Mobilità
sanitaria
O

LAURA GANGERI,
PRESIDENTE DI PROMETEO,
UNA DELLE ASSOCIAZIONI
PROMOTRICI, CHIEDE
Al FARMACISTI
DI DIVULGARE
LA CONOSCENZA
DEL SERVIZIO OFFERTO
A CHI SI RECA
NELLA CAPITALE LOMBARDA
PER VISITE, CURE
0 INTERVENTI.
PER RENDERE MENO
ANGOSCIANTE IL "VIAGGIO
DELLA SPERANZA"

46 " i r a r m a m e s e

n.

10-2015

gni anno circa 200.000 persone lasciano casa, lavoro,
affetti e sicurezze per recarsi a Milano per un consulto medico o per
seguire specifiche terapie o, ancora, per sottoporsi a interventi chirurgici. Si tratta dei pazienti e dei
loro familiari, che rientrano nella
cosiddetta "mobilità sanitaria" e
questa cifra, già ingente, aumenta del 4 % ogni anno. All'angoscia
che spesso si accompagna a questi "viaggi della speranza", per i
problemi sanitari che li motivano,
bisogna poi aggiungere sia i costi,
sia le complicazioni logistiche del
viaggio e, soprattutto, del reperimento dell'alloggio, possibilmente ubicato nei pressi della struttura
di cura.
Assai meritevole diventa, in questi casi, l'iniziativa "A casa lontani
da casa", il progetto nato per offrire "il calore di una casa anche
quando sei lontano", proprio nello stile di quell'ospitalità solidale
che si sposa con il detto lombardo
"Milan col coeur in man". Per
saperne di più, abbiamo intervistato la dottoressa Laura Gangeri,
presidente di Prometeo (una delle
quattro associazioni promotrici),
insieme con Avo (Associazione

volontari ospedalieri), CasAmica e
Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori)

• Da dove arrivano i vostri assistiti e che tipo di strutture
offrite loro?
In base agli accessi al sito, possiamo dedurre che i nostri assistiti provengono soprattutto da
Roma, Palermo, Napoli, Catania,
Bari e Cosenza, specialmente
per le eccellenze milanesi nelle
cure oncologiche e neurologiche.
Attualmente sono oltre 1.000 i
posti letto a disposizione in circa 80 case a Milano e dintorni e
nel 2014 abbiamo ospitato circa
15.000 persone, offrendo ben
117.000 pernottamenti. Le Onlus
coinvolte sono una cinquantina e
quaranta, invece, sono le strutture ospedaliere di riferimento. Le
strutture d'accoglienza, poi, sono
di diverso tipo: alcune nascono
come case di accoglienza, vere
strutture abitative, altre, invece,
sono come alberghi, con camere
a due letti e spazi in condivisione.
Tutto dipende dalle specifiche necessità, ovvero se la permanenza
a Milano è limitata oppure se si
deve prolungare per mesi.

"A casa lontani da casa". Ecco di cosa si tratta
• In media, per quanto tempo
si fermano i vostri ospiti?
La media della permanenza è di
7-10 giorni ma vi sono patologie,
come il trapianto di midollo, che
dopo l'intervento richiedono controlli per oltre 3 mesi (30 giorni
per il trapianto di fegato). A loro
offriamo appartamentini, se sanno
autogestirsi o se accompagnati da
familiari, mentre l'offerta di tipo
alberghiero con condivisione degli
spazi è più adatta a chi si ferma
una o due settimane. Consideri,
poi, che le persone che vengono
da fuori Milano sentono molto il
bisogno di condividere la propria
esperienza e, dunque, di ritrovarsi
insieme anche a volontari che organizzino attività comuni.
• Come si fa a entrare in contatto con la vostra organizzazione?
Con quattro strumenti: innanzitutto, è disponibile un cali center
h24, offerto dal Gruppo Filo Diretto, che mette a disposizione i suoi
operatori e la loro competenza
per orientare le persone alla scelta
della casa (5.000 chiamate tra giugno 2014 e giugno 2015). Poi c'è
il sito (4.500 utenti mese), dove è
possibile trovare tutte le case delle
rete, scegliere la location più vicina
all'ospedale e verificarne la disponibilità. Inoltre, si può consultare
anche una specifica guida cartacea
distribuita negli ospedali. Infine,
abbiamo recentemente aperto un
Infopoint presso l'Istituto nazionale dei tumori, a disposizione di chi
non ha avuto modo di organizzarsi
e necessita di un aiuto immediato.
Accade, per esempio, che per un
ricovero improvviso alle ore 19 il
familiare si trovi a dover affrontare
il problema dell'alloggio.
• Una simile attività comporta una struttura d'accoglienza

ben oliata e motivata. Come
siete organizzati e chi vi sostiene?
Ci sono volontari che assistono il malato o i parenti, magari vanno a
prenderli alla stazione, stanno loro vicino e li assistono
nelle residenze e
nelle pratiche sanitarie. I volontari rappresentano il vero
valore aggiunto del
nostro servizio. Sono
circa 2.000 e soltanto
la Lega tumori ne conta 800. Come finanziatori,
contiamo, poi, sul sostegno
di Teva, Fondazione Cariplo, Filo
Diretto, Chiesa Valdese e Credito
Valtellinese. Teva, per esempio,
ha promosso tutta la campagna
di comunicazione e ci aiuta a farci
conoscere, soprattutto da chi necessita del nostro servizio.
• E quanto costano i vostri
servizi?
"A casa lontani da casa" rientra
nel mondo del no profit, ovvero
associazioni di volontariato che
non hanno finalità lucrativa, ma
assistenziale. Nessuna struttura,
quindi, mette a disposizione casa
o posto letto a pagamento, ma si
chiede un contributo liberale solamente a chi è in grado di darlo,
utile per affrontare le spese vive. È
capitato, per esempio, in una casa
Prometeo che una famiglia abbia
lasciato un contributo anche per
la famiglia ospitata nella camera
accanto, non in grado di sostenere le spese.
• Come possono i farmacisti
contribuire a far conoscere il
vostro servizio?
Penso che il ruolo dei farmacisti
in questo caso sia anche più im-

Laura Gangeri

portanti di quello del medico. Per
esempio, nel paesino il farmacista
è anche un confidente. Il medico,
invece, non sempre comprende la
scelta di lasciare un ospedale per
un altro, un fenomeno non legato
a malasanità, ma alla super specializzazione della medicina. I farmacisti ci possono aiutare facendoci
conoscere, suggerendo il nostro

sito

(www.acasalontanidaca-

sa.it) o il nostro numero verde
(800.161.952), informando che si
può arrivare a Milano senza provare l'angoscia di dove alloggiare.
Tra l'altro, la nostra iniziativa tiene
a bada gli speculatori. Per esempio, fuori dall'Istituto nazionale
dei tumori, c'è chi affitta camere
a prezzi esagerati, si pensi che
soltanto qualche anno fa, costoro
mettevano addirittura bigliettini
sulle auto per promuoversi. Riceviamo anche richieste di persone
che vorrebbero mettere a disposizione la loro casa, ma la nostra
regola è affidarsi alle associazioni
no profit, perché il nostro intento
non è quello di fare business.


J-

^armamese

n. 10-2015

47


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