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ilfatto20160117 Bianco .pdf


Nome del file originale: ilfatto20160117_Bianco.pdf
Titolo: ilfatto20160117
Autore: Anna

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Relazioni pericolose Ora il Comune rischia lo scioglimento

IN BILICO

» GIUSEPPE GIUSTOLISI
Catania

Catania, infiltrazioni in Consiglio
Bianco non convince l’antimafia

n consiglio comunale a rischio scioglimento per
mafia per le relazioni pericolose di alcuni consiglieri e un
mega progetto immobiliare
su terreni del potente editore
catanese Mario Ciancio (fresco di proscioglimento del
Gip dall’accusa di concorso esterno per associazione mafiosa) sul quale aveva messo
gli occhi Cosa Nostra catanese, secondo un pentito ex reggente dei clan.

U

SONO QUESTI i nodi emersi
due giorni fa nel corso dell’audizione in commissione antimafia chiesta dal sindaco di
Catania Enzo Bianco, che davanti alle domande incalzanti
dei commissari non ha però
chiarito le questioni più delicate. Per esempio quando gli è
stata contestata la telefonata
fatta a Ciancio durante la campagna elettorale del 2013. Una

Il sindaco Enzo Bianco LaPresse

conversazione dai toni confidenziali nel corso della quale
Bianco rassicurava Ciancio
sul buon esito della votazione
in Consiglio comunale sul
Pua, un centro turistico progettato nella zona sud della

città e il cui promotore, il veneto Renzo Bissoli, è stato
condannato in primo grado a
sette anni per bancarotta fraudolenta. “Non sapevo che
Ciancio fosse indagato per
mafia quando gli ho telefonato”, ha detto Bianco. Il vicepresidente della commissione, Claudio Fava, gli ha fatto
notare che Ciancio era indagato da tre anni e la notizia era
uscita su tutti i giornali: “Difficile credere che lei non sapesse che il più potente editore siciliano fosse indagato per
mafia, pochi mesi prima di
quella telefonata era stata respinta dal Gip una richiesta di
archiviazione e ne avevano
parlato tutti. Lei ne era consapev ole”. Riccardo Nuti del
M5S ha commentato: “Pinocchio è più sincero di lui”. E lo
stesso Beppe Grillo dal suo
blog ha rilanciato: “Il Sindaco

Pd di Catania nulla vede e nulla sa”, chiedendone le dimissioni.
POI C’È IL CAPITOLO delle presunte infiltrazioni mafiose in
consiglio comunale denunciata dalla commissione regionale antimafia presieduta
da Nello Musumeci. Un anno
fa Musumeci riferiva di avere
ricevuto una lettera in cui si faceva riferimento a consiglieri
(alcuni della maggioranza che
appoggia Enzo Bianco) imparentati con pregiudicati o vicini ad ambienti malavitosi.
Quella lettera è diventata una
relazione in cui si fanno nomi
e cognomi. Per esempio quello
di Erika Marco, eletta con la
lista il Megafono di Rosario
Crocetta, il cui zio è a capo di
una società di cui è socia anche
la cognata di un pentito del
clan Cappello. O quello di Ric-

cardo Pellegrino (Pdl), fratello di Gaetano Pellegrino detto
“U funciutu”, considerato appartenente al clan di Nuccio
Mazzei. Claudio Fava ha ricordato nel corso dell’audizione il periodo in cui a Catania era assessore comunale il
cugino del boss Alfio Ferlito e
ha aggiunto: “Per molto, molto meno, il municipio di Ostia
è stato sciolto per mafia”. Ma
Bianco sul punto non ha potuto rispondere: “Non conosco il
contenuto della relazione
perché non mi è arrivata”.
Intanto, in una città sempre
più spenta e disinteressata, si
comincia a parlare del possibile scioglimento del Comune. A chiederlo è Catania Bene
Comune, un movimento di sinistra delle associazioni cittadine: “Il Prefetto valuti questa
possibilità”.
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