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Canzoniere lucio Strimpello.pdf


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Prefazione
L'anno domini 2016 verrà ricordato a lungo negli annali del rock. In poco tempo, tra
natale e metà gennaio, scompaiono Lemmy e David Bowie ed il rock perde così
l'ultimo dei suoi virtuosi cagnacci e il suo più raffinato ed eclettico interprete.
Basterebbe questo a porre una definitiva pietra tombale su un genere che da almeno
un decennio (a voler essere gentili) non produceva più nulla e si era ripiegato su sé
stesso nell'abuso delle cover più o meno volontarie. Ma proprio mentre ne stavamo
contando i peana e i salmi funebri ecco apparire “Il Canzoniere di Lucio Strimpello” e
tutto come per magia ricomincia. Basti la frase che lo stesso maestro Strimpello
forgia a guisa di emblema al suo scritto a rischiarare il cupo e ripetitivo mondo del
rock:
Ho composto queste canzoni di getto, nel mondo dove sono io le idee ci
sono già tutte, non hanno bisogno di esperienze o ripensamenti.
Frase che erroneamente è stata vista in chiave neo-post-moderna. Qui non si tratta
di frugare le macerie di un mondo in rovina in cerca di mattoni sbrecciati con cui
costruire edifici pericolanti e dalla vita breve. Qui siamo nel mondo del pensiero puro,
non mediato da inutili servilismi tecnici o da ridondanze citazioniste, qui l'idea si
presenta già completa, ha solo bisogno di un corpo. Lucio Strimpello nasce nell'era
del virtuale ma anziché dolersene piagnosamente o usarlo come vetrina di insensate
auto celebrazioni usa la rete (e in particolare i social-network) come “medium” per le
apparizioni delle sue idee. Il corpo, per l'appunto coincide con l'idea. Non a caso il
canzoniere è la diretta conseguenza della sua apprezzatissima scuola di chitarra,
così diretta da coinciderne nella prassi e nella teoria. Da lì la voluta scarnezza di
indicazioni tecniche, la prevalenza della costruzione armonica sulla melodia e la
assenza di suggerimenti ritmici. Lucio Strimpello sforna una serie di hit che
rimarranno nella storia. Si Parte con la romanticissima ABDUCTION e via di
capolavoro in capolavoro tra i quali mi permetto umilmente di segnalare STRINGITI
LA MANO e GLORY HOLE, quest'ultima la canzone d'amore più struggente di
sempre. Non ci resta che prendere questo canzoniere e farlo nostro, dargli un corpo
e una voce, una chitarra anche sommariamente accordata e il mondo tornerà
sorridente e nuovo come prima dell'apparizione di Vasco Rossi.
ORA E SEMPRE W IL CORSARO NERO!
Andy Rivieni II