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VADEMECUMcamminante Michele del Giudice .pdf



Nome del file originale: VADEMECUMcamminante-Michele del Giudice.pdf
Autore: Michele

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VADEMECUM DEL CAMMINANTE/PELLEGRINO

1. Che cos’è un Cammino
2. Le motivazioni
3. Come organizzare un Cammino

Michele del Giudice

1 – Che cos’è un Cammino
Un Cammino è tutto ciò che porta . . . oltre lo stato del momento per vari giorni: la vita è un Cammino verso
la morte, la frequenza scolastica verso il diploma o la maturità o la laurea, il lavoro verso una realizzazione
sociale ed economica, il battesimo verso tutti gli altri sacramenti. Lasciare la propria città, la propria terra, i
propri cari, le proprie abitudini per andare verso una “meta”, camminando per molti giorni con il peso dei
propri averi necessari sulle spalle significa mettersi in cammino.
I grandi Cammini al mondo sono tre:

Il Cammino
. . . dell’Uomo – Cammino di Santiago (Santiago di Compostella – Spagna)
. . . dell’Angelo – Via dell’Angelo (Monte Sant’Angelo – Gargano – Italia)
. . . di Dio – Cammino di Dio ( Gerusalemme – Israele)
Dal 2004 si è aggiunta la Via Francigena, il grande Itinerario Europeo che, partendo da Canterbury (sul
Cammino del vescovo Sigerico) raggiunge Roma sui sepolcri dei grandi santi Pietro e Paolo. Nel settembre
2015 il master plan del prolungamento del grande Cammino da Roma fino a Brindisi (e, si spera in un
prossimo futuro, fino a Santa Maria di Leuca e poi Gerusalemme) viene presentato al Consiglio d’Europa per il
suo recepimento e riconoscimento successivo.

2 – Le motivazioni
Raggiungere una meta presuppone delle motivazioni di base: perché devo andare? È una domanda a cui,
monto spesso, non si riesce inizialmente a rispondere. Durante il cammino, però, ci si rende conto che, metro
dopo metro, chilometro dopo chilometro, giorno dopo giorno, esso diventa sempre più enigmatico e allo
stesso tempo più definito. Si comprende che si sta meglio con se stessi; la vita giornaliera diventa più
profonda per la sua semplicità. Ogni mattina ci si sveglia, si controlla lo zaino (perché perdere un oggetto può
essere grave: tutto ciò che c’è nello zaino è stato calcolato ed ha uno scopo importante nell’economia del
Cammino), si guarda la cartina del giorno, una preghiera e via verso . . . la meta. Con gioia perché si assapora
la libertà del camminare. Con il sole, la pioggia, il caldo o il freddo, non ha importanza: si comincia avidamente
un’altra giornata che sarà differente dalla precedente perché ogni passo è diverso dall’altro così come ogni
giorno è un’avventura nuova. I pensieri si affollano nella mente fino a che, con calma e tranquillità, si comincia
ad averne di più definiti. Ma la cosa più sorprendente è che si ha tutto il tempo per articolarli, quasi giocarci
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ed infine terminarli. Quando mai si riesce a terminare un pensiero profondo in un giorno qualunque del
nostro vivere? Squilla il cellulare, si deve correre in ufficio, attenzione ai segnali stradali, inizia la partita . . . In
un Cammino è possibile! Non solo, è anche molto piacevole e con l’andare avanti diventa necessario. Il
proprio orizzonte si allontana via via verso i genitori, i nonni, i bisnonni e, perdendo le tracce, verso quanti ci
hanno preceduto e ci hanno trasmesso usi e comportamenti dettati dalla società di quel momento. Si capisce,
così, che dalle origini del tempo tutto si è succeduto generazione dopo generazione, guerra dopo guerra,
occupazione dopo occupazione, sterminio dopo sterminio, credo dopo credo, . . . giorno dopo giorno.
Il concetto del vivere comincia a cambiare: si diventa più calmi e più saggi e più affamati di vivere perché
facenti parte di un creato meraviglioso in cui tutti sono importanti. Così il Cammino diventa più profondo. E
poi arriva il pensiero dei pensieri: “ma quante dimensioni ha questo Cammino?”
 Sto camminando nello spazio verso la mia meta,
 nella storia perché attraverso territori e società che si sono plasmati nel tempo e che hanno avuto
un’importante impatto nella mia formazione,
 dentro di me perché sto scavando nel mio profondo essere.

3 - Come organizzare un Cammino
Bisogna dividere questa importante sezione in tre parti:

I.
II.
III.

preparazione psicologica
preparazione fisica
preparazione tecnica
I.

Preparazione psicologica

Uno degli ostacoli più ardui di un Cammino è la resistenza psicologica con cui lo si affronta. Il fatto di
abbandonare le proprie comodità, abitudini, i propri cari, i territori conosciuti, in definitiva il tran tran
quotidiano, significa aprirsi a nuovi stimoli che, a lungo andare, peseranno non poco nella personale forza di
sopportazione e assimilazione:
- sopportazione perché:
o se si cammina in compagnia subentrano difficoltà oggettive di rapporti intarpersonali (io ho
bisogno di stare in silenzio ed il mio amico parla; io sento di poter allungare il passo e non
fermarmi alla tappa giornaliera perché mi sento in forma mentre il mio co-camminante è in
sofferenza ed ha bisogno di fermarsi; io considero la conoscenza della società che mi ospita e i
monumenti elementi importanti nel Cammino mentre il mio compagno di viaggio preferisce
l’accoglienza materiale quale l’hospital o hotel o il ristorante migliori; io sono abituato a tenere in
ordine meticoloso la mia attrezzatura nella stanza che condividiamo mentre per l’altro il caos è la
normalità.) che a lungo andare, con l’aggravante di inevitabili problemi fisici, minano la resistenza
psicologica;
o se si cammina in solitaria, ci si accorge che la solitudine è una grave compagnia a cui è difficile
accompagnarsi. Superare da soli i momenti di sconforto o di difficoltà fisica, ma anche il non poter
condividere i momenti di gioia, presuppone una volontà eccezionale.
- assimilazione perché è basilare che l’esperienza di ogni giorno fortifichi e sia funzionale per affrontare
sempre meglio gli ostacoli che immancabilmente si presenteranno nel periodo successivo.

II.

Preparazione fisica

Qualsiasi sia l’età del Camminante, durante un Cammino il fisico viene sottoposto ad uno shock notevole:
mentre nella vita di tutti i giorni, anche dopo una o più giornate di trekking, la sera si rientra a casa nelle
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proprie comodità, in un Cammino tutta la giornata è un’incognita e bisogna calcolare nelle probabilità anche
possibili difficoltà di accoglienza che andranno ad assommarsi a quelle fisiche.
Allenarsi, quindi, almeno per un paio di settimane precedenti e per una ventina di chilometri al giorno con
diversità ambientali ed un peso crescente dello zaino, è importante prima di iniziare un Cammino. Si ha, così,
anche la possibilità di provare gli scarponi e l’attrezzatura in genere per evidenziare eventuali problematiche
tecnico/fisiche.

III.

Preparazione tecnica

La regola base da seguire per calcolare l’attrezzatura da mettere nello zaino è tener presente il peso, il
volume e la funzionalità dei singoli elementi. È questa, una delle più importanti fasi per la preparazione di un
Cammino.
Elenco dell’attrezzatura consigliata:
1. zaino 60+10 lt
20. n. 2 pantaloni/calzoncini con cintura omni free
2. poncho antipioggia
21. n. 2 magliette intime
3. sacco a pelo (in alternativa del lenzuolo sacco)
22. n. 3 slip
4. lenzuolo sacco (in alternativa del sacco a pelo)
23. n. 3 calze
5. modulo/materassino sotto sacco a pelo
24. calzoncino pigiama
6. telo di sopravvivenza
25. occhiali da sole
7. cuscino gonfiabile (o federa porta cuscino)
26. caricatore per cellulare
8. asciugamani
27. spina elettrica specifica dei territori da
9. coltello multiuso (con cucchiaio-forchetta)
attraversare con relativa presa
10. fischietto
28. spina/presa tripla
11. torcia frontale
29. cordino per stendere il bucato
12. spry anti cani selvaggi
30. trousse igiene personale
13. scarponi trekking collaudati
31. trousse domestico (spille da balia – ago – un
14. sandali trekking/riposo
rocchetto di filo – bottoni)
15. bastoncini trekking ammortizzati
32. pinzetta per zecche
16. cappellino per sole
33. repellente per insetti
17. giubbotto antivento e antipioggia
34. n. 2 fazzoletti bianchi
18. giacca-pile
35. Collare scaldacollo (temperature basse)
19. n. 2 camicie (anche con maniche lunghe 36. borraccia
accorciabili)

DESCRIZIONE DELL’ATTREZZATURA:
1. Zaino – Lo zaino deve necessariamente svilupparsi in lunghezza. In questo modo non si sottopone il
corpo all’effetto della forza centrifuga determinata dall’oscillazione del passo. Si consiglia una capienza di
60 + 10 lt. La ricerca dello zaino migliore è importantissima perché esso deve diventare un tutt’uno col
proprio corpo. E, quindi, pesare il meno possibile (vuoto intorno a 1 kg) e perciò fatto di materiale
all’avanguardia; gli spallacci imbottiti e tutta la fascia sulla schiena regolabile in lunghezza; fascia ventrale
molto ampia; cordini e fermi sottili e robusti; due sacchette esterne laterali (possibilmente a retina) in cui
posizionare le due bottiglie d’acqua; coprizaino per la pioggia, due cordini pendenti per aggrapparsi e
rilassare i muscoli delle braccia.
2. Poncho antipioggia – Si consiglia un poncho con contenitore schienale dello zaino e con maniche apribili
con le clips e cappuccio con cordino per stringerlo attorno al viso e visiera per evitare le gocce negli occhi.
Alcuni tipi sono con interno argentato utile per comporre una tettoia protettiva in caso di sosta al sole.
3. Sacco a pelo – Sempre per contenere peso e spazi, vi sono dei prodotti ottimi con imbottitura sintetica
(migliore perché non forma grumi) o di piumino d’oca che, chiusi nel sacchetto, occupano uno spazio di
20x12 cm e pesano circa 600 gr. (qualcuno molto costoso pesa sui 300 gr.)

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4. Lenzuolo sacco – Capita di dormire in una notte afosa in cui il sacco a pelo è troppo ed è necessario un
lenzuolo a sacco che isoli dal materasso e copra con leggerezza. Ve ne sono in commercio di leggerissimi e
resistenti sia di cotone e sia di seta facilissimi da lavare ed asciugare.

5. Modulo/materassino sotto sacco a pelo – Conviene prendere quello semplice in gommapiuma o
plastica che ha un buon isolamento e assorbimento del peso corporeo e di poco peso.
6. Telo di sopravvivenza – E’ molto utile perché pesa pochissimi grammi e importante in caso di freddo o
copertura a seguito di incidente.
7. Cuscino gonfiabile – Ve ne sono a double face estate/inverno e utili per la cervicale. In alternativa va
bene anche una federa che avvolgerà il cuscino in dotazione al letto a castello dell’ostello.

8. Asciugamani – Se ne vendono di ottimi in microfibra molto assorbenti, dal peso bassissimo e che si
asciugano velocemente. Meglio di dimensione medio-grande.
9. Coltello multiuso – Utile per le necessità sporadiche di un coltello multifunzione con forbici o posate.
Queste ultime possono essere acquistate a parte perché se ne vendono di leggerissime.
10. Fischietto – Utile per lanciare un sos o per richiamare l’attenzione (3 fischi brevi, 3 lunghi e 3 brevi
corrispondono al . . . _ _ _ . . . segnale morse SOS).
11. Torcia frontale – Necessaria in caso di partenze mattutine in ore pre-solari ovvero per recarsi in bagno di
notte con una camerata affollata. Ve ne sono a led con consumi di pile limitatissimi o a frizione se non si
vuole portare pile. Queste ultime presentano una scomodità: si scaricano nel giro di una quindicina di
secondi e c’è bisogno di impegnare tutt’e due le mani per ricaricarle girando la manovella.
12. Spry anti cani selvaggi – Purtroppo spesso si attraversano territori con presenza di cani che in branchi
possono diventare aggressivi. In tale presenza, è consigliabile allineare i bastoncini al proprio corpo in
modo da nasconderli e rivolgersi ai cani con voce dolce e ferma chiamandoli e parlare con loro cercando
di dimostrare amicizia e non aggressione. Se si mostrano i bastoncini o si urla, essi reagiscono assumendo
una aggressività di difesa. Sul mercato esistono degli strumenti particolari che spruzzano del liquido
orticante che inibisce l’avvicinamento dell’animale.

13. Scarponi trekking collaudati – In un Cammino, molto spesso, si percorrono strade asfaltate o sentieri
con svariato fondo. Si consiglia, pertanto, una scarpa traspirante, con collo alto per un trekking leggero,
con fodera in goretex e suola vibram. Il tallone antishock è utile, così come può essere molto importante
una suoletta (plantare) prodotta anatomicamente da uno specialista.
14. Sandali trekking/riposo – Sul mercato vi sono dei sandali da trekking che, pur lasciando libero il piede,
lo proteggono nei suoi punti deboli. Come acquistare un sandalo: tenendo presente vari elementi fra cui
una buona rigidità della suola e protezione antishock del tallone. Vanno usati sempre con le calze. Devono
avere, quindi,
a. delle chiusure a varie regolazioni.
b. la suola scolpita.
c. tallone antishock.
15. Bastoncini trekking – Questo attrezzo ha preso nel tempo un’importanza sempre maggiore. I bastoncini
servono:
→ ad equilibrare il corpo nel cammino. È importantissimo questa azione perché quando si cammina il
corpo viene sottoposto a sbilanciamenti che vengono corretti dall’intervento di vari muscoli delle
gambe e del tronco che, pertanto, aumentano l’impegno e il consumo energetico dell’organismo.
Con i bastoncini l’equilibrio viene assettato molto meglio e con poco sforzo;
→ a sopportare meglio il peso dello zaino (bastoncini posizionati verticalmente in linea con il corpo)
distribuendolo proporzionalmente fra i muscoli delle gambe, del bacino, del torace (ottimo
esercizio per le donne che rassodano i muscoli del seno) e delle spalle/braccia. Senza di essi, la
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maggior parte del peso ricade sul bacino e, in forma notevole, sulle gambe/ginocchia
surriscaldando il menisco);
→ a spingere per aumentare la velocità di crociera in piano (bastoncini leggermente più indietro del
corpo);
→ per spingere in salita;
→ per ammortizzare nella discesa il peso dello zaino in modo che esso ricada anche sulle spalle e
braccia (bastoncini posizionali in avanti e non impugnati come nel cammino ma puntellati nel
palmo della mano);
→ per farsi spazio in passaggi con arbusti o rovi.
I bastoncini “devono” essere ammortizzati per evitare che il forte colpo con cui lo si poggia al terreno venga
assorbito dal polso/gomito provocando infiammazioni molto dolorose.
16. Cappellino per sole – Il sole è l’elemento positivo/negativo in un Cammino. Serve per avere calore, per
far asciugare il bucato, per fare belle fotografie del paesaggio intorno. Il lato negativo è che produce
innalzamento della temperatura corporea (ipotalamo è posizionato nella zona centrale interna ai
due emisferi cerebrali). Per questo è importante avere un cappellino con le tese larghe che faccia molta
ombra intorno al capo, ovvero alla “legionaria” con visiera e prolunga posteriore a protezione del collo. Le
ultime ricerche ne hanno individuato uno alla legionaria con divisione in tre parti della prolunga
posteriore in modo che le due “orecchie laterali”, muovendosi ad ogni passo ed oscillazione del corpo, si
muovono pompando aria verso la nuca rinfrescando la parte più vicina all’ipotalamo. Va bene anche il
cappellino alla pescatora con tesa larga e prese d’aria.
17. Giacca anti vento/pioggia – Cercare la leggerezza e la traspirabilità del tessuto. Può sostituire il poncho

18. Giacca - pile - Ovviamente deve dare calore al corpo ed essere leggero. Abbinato alla giacca anti-vento
sostituisce il giaccone.

19. n. 2 camicie – Devono essere fatte di tessuto tecnico che si asciuga con facilità. Le maniche possono
essere anche lunghe purché si possano arrotolare o staccare liberando il braccio.

20. n. 2 pantaloni/calzoncini con cintura – Uno dei due pantaloni può prevedere l’asportazione delle parti
sotto il ginocchio in modo da trasformarsi in calzoncini. Ve ne sono di tessuti particolari anti-raggi solari.
Prevedere almeno un taschino laterale sulla coscia dove posizionare il cellulare o altro materiale.

21. n. 2 magliette intime – In microfibra con assorbimenti differenziati nelle varie parti del busto. Quelle
tecniche possono essere anche usate come capo esterno.
22. n. 3 slip – In microfibra. Il numero è di tre perché può capitare di incappare in giornate continue di
pioggia e umidità. In questo caso gli indumenti potrebbero asciugarsi con difficoltà: se la camicia non si
asciuga si può anche camminare in maglietta intima; se non si asciugano gli slip è un problema serio. Ecco
perché, portandone tre, si ha una giornata in più per permetterne l’asciugatura.
23. n. 3 paia di calze – Stesso discorso degli slip. La parte più importante per un Cammino sono i piedi. La
scelta degli scarponi, dei sandali e delle calze, deve essere fatta senza badare a spese. È importante che le
calze (e gli scarponi) vengano testate prima del Cammino.
24. Calzoncino pigiama – utile per la notte nell’ostello.
25. Occhiali da sole - devono avere lenti di ottima qualità ed evitare di lasciar spazio laterale al passaggio dei
raggi solari che indurrebbero i muscoli oculari ad entrare continuamente in funzione per restringere le
palpebre. Il cordino è necessario per poterli togliere ed appenderli al collo con facilità in caso di passaggi
bui.

26. Caricatore per cellulare – nulla da aggiungere.

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27. Spina elettrica - Specifica dei territori da attraversare con relativa presa – bisogna sapere che in
determinati Stati ci sono delle prese elettriche differenti dalle nostre: si rischia che le nostre spine non
entrino in quelle prese. Ecco perché è bene informarsi sul tipo di presa elettrica a cui si va incontro e
provvedere.
28. Spina/presa tripla - (Se si ha varia attrezzatura elettronica) – serve per avere la possibilità di collegare
all’unica presa elettrica disponibile più utensili.
29. Cordino per stendere il bucato – E’ un componente dell’attrezzatura di nessun ingombro e peso ma di
importanza notevole. Permette di creare uno stenditoio dovunque. Bastano 5 metri.

30. Trousse igiene personale – Che possa raccogliere il necessario.
31. Trousse domestico - (Spille da balia – ago – varie rocchette di filo – bottoni) – necessario per
provvedere a intervenire in caso di strappi o, relativamente alle spille da balia, per agganciare allo zaino
roba da asciugare camminando.
32. Pinzetta per zecche – Quando ci si ferma nell’erba è possibile che la zecca ne approfitti e entri negli
abiti. Al termine del percorso giornaliero è bene fare un controllo corporeo. In caso di presenza di una
zecca, senza allarmarsi, è facile estrarla con la pinzetta specifica e posizionarla su una superficie bianca
per controllarne l’integrità. Nel caso in cui l’acaro sia già penetrato in profondità è meglio recarsi al
pronto-soccorso e richiedere l’intervento medico
33. Repellente per insetti – Utile per respingere gli assalti delle zanzare.

34. Fazzoletto bianco – Può servire come copricapo d’urgenza o come richiamo sventolandolo.
35. Collare scaldacollo – Quando si prevedono basse temperature nel cammino.
36. Borraccia – Secondo pensiero personale
Oltre a questa attrezzatura generale, ce n’è dell’altra individuale. Si consiglia, per esempio, portare una buona
pomata al cortisone, un anti-istaminico per eventuali forme allergiche, un anti-infiammatorio, una garza, un
cerotto (se ne vendono alcuni micro-forati utilizzabili per protezione delle dita dei piedi e da utilizzare senza
garza e senza che strappino la pelle al momento della sua rimozione).
Il consiglio che è necessario dare al buon Camminatore è che, almeno nella prima esperienza, non risparmi
sulla attrezzatura iniziale. Essa durerà di più e sarà più funzionale al Cammino soltanto se di ottima qualità.
Una attrezzatura di qualità medio-bassa crea problemi fisici e dura poco.

BUON CAMMINO
Siti web: www.camminacammini.com www.viafrancigenasud.it
E-Mail info@camminacammini.com
Pagina Facebook: www.facebook.com/camminacammini/?ref=hl

NAPOLI

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