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IL LIBERO OSSERVATORE Capitolo II .pdf



Nome del file originale: IL LIBERO OSSERVATORE Capitolo II.pdf

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CAPITOLO II
Opfer sta analizzando nel suo studio i tabulati telefonici di Al-Jawad. Le telefonate che più gli destano
sospetti sono quelle fatte ad un numero in particolare, ad un cellulare di proprietà di Mowad Fawaz,
naturalmente anche lui finito nella lista dei ricercati del Servizio Segreto. Fawaz, a differenza di Al-Jawad,
non è un nome sconosciuto all’interno dell’Intelligence tedesca e internazionale. Fawaz, frequentante la
stessa moschea di Al-Jawad, è finito più volte nella morsa inquisitoria di servizi segreti e polizia poichè
sospettato di essere un terrorista e sospettato di essere stato un ex combattente terrorista in Iraq, paese
nel quale Fawaz era nato e nel quale era poi ritornato forse proprio per unirsi ad una cellula combattente
in Iraq.
Nell’ufficio di Opfer entra il suo superiore, Fernglas.
Fernglas- “Tra due giorni il responsabile della sicurezza Niedrig dovrà riferire ai russi. Cos’hai in mano?”
Opfer- “Ci stiamo lavorando”
Poi Fernglas indicando una televisione che nel frattempo sta trasmettendo un’immagine del ricercato
Al-Jawad durante un tg, “Hai visto? Anche la polizia ora è sulle sue tracce. Anche i media ora lo sanno”
Opfer- “Diamine! Questa non ci voleva!”
Fernglas- “Il ministro della giustizia è un mio amico, a cui devo dei favori. Non preoccuparti, gli ho detto di
rallentare la morsa, su Al-Jawad ci arriviamo prima noi”
ma prima di uscire dalla stanza
Fernglas- “Ma non voglio errori. Dopo i fatti di Libia ringrazia che non ti abbiamo mandato via a calci in
culo”
A complicare ora l’indagine segreta di Opfer anche il fatto che anche la polizia ordinaria ora è sulle tracce
di Al-Jawad e di conseguenza anche media e giornali sanno. Lavorare nell’ombra ora è più difficile.
Dopo qualche ora però una bella notizia arriva ad Opfer. Uno dei frequentanti della moschea, posto ad un
interrogatorio non propriamente “conforme” ha rivelato che Al-Jawad ultimamente frequentava una casa
in Langstrasse. Opfer e il suo collega Regenschirm si precipitano sul posto con la massima occultatezza
possibile.
Il quartiere sembra molto frequentato da arabi, e da immigrati in generale. Opfer e Regenschirm dopo
una controllata approssimativa salgono al 5° piano del palazzo della casa indicatagli. Opfer suona al
campanello alla porta sinistra del presunto covo di Al-Jawad. Gli apre una madre araba con due bambini
in braccio.
Opfer- “Siamo dell’ente sanitario, volevamo informarla che la prossima settimana un presidio medico
ospedaliero sarà aperto in zona. Mi scusi per il disturbo”
Quando la signora ha richiuso la porta, Opfer fa segno al collega indicando la porta a destra della
presunta casa di Al-Jawad. Regenschirm suona, nessuno apre.
Opfer- “Perfetto!” e Regenshirm tirando fuori un paio di pinze scassina la porta, permettendo ai due di
entrare. Una volta dentro i due, Opfer si dirige sul balcone, comunicante con la casa sospettata, mentre
Regenschirm tira fuori una specie di stetofondescopio per sentire la presenza di persone
nell’appartamento affianco. Regenschirm ascolta e poi “Ok 2 persone!”
Opfer scavalca il balcone, e entra dalla finestra nella casa. “Mani in alto!”. Un tizio alza le mani quasi sotto
shock mentre l’altro tira fuori una pistola ma viene freddato prontamente da Opfer.

L’uomo arresosi è proprio lui, Al-Jawad. Mentre l’altro probabilmente un complice non corrispondente
però alla descrizione dell’uomo che materialmente avrebbe compiuto l’omicidio dell’ambasciatore russo
Ubitenkov. Opfer prima stordisce con un pugno Al-Jawad, poi gli inietta con una siringa un
anestetizzante. Poi un po’ narcotizzato passa ad un interrogatorio improvvisato.
Opfer- “Che c’entri con l’omicidio?”
Al-Jawad non prima di aver subito diverse percosse, inizia debolmente a confessare dicendo che lui
semplicemente ha affittato il furgone per conto e su richiesta di Fawaz, perché serviva un prestanome
per non destare sospetti. Dice inoltre che lui è solo l’ultimo della catena e che del piano per uccidere
l’ambasciatore russo ne conosceva solo qualche minuzia.
Ma poi riprendendosi quasi con una scossa d’orgoglio,
Al-Jawad- “Fermerete me, ma non fermerete la nostra guerra all’Occidente”
Opfer- “La tua guerra all’Occidente d’ora in poi la vedrai da dietro le sbarre di un carcere di massima
sicurezza” e poi gli sferra un pugno stordendolo del tutto.
Uscendo da quell’appartamento Opfer chiama i suoi superiori. Il Servizio Segreto avverte la polizia che
entra nell’appartamento. I giornali titolano “Preso il presunto attentatore dell’ambasciatore”, la versione
ufficiale della polizia è che Al-Jawad è stato catturato mentre stava dormendo mentre il suo
fiancheggiatore è stato ucciso dalla polizia durante il blitz.
Ma Opfer sa che Al-Jawad è solo un agnello. L’ultimo di una catena di una cellula di terroristi comandata
da Fawaz.
“Sono i soldi che dobbiamo controllare. Controlliamo il flusso di denaro di questo Fawaz” dice Opfer al suo
collaboratore Mitarbeit che intanto però lo ragguaglia sull’altro incarico a quest’ultimo assegnatoli in
precedenza. Ovvero quello di investigare sulle attività e sul passato dell’ambasciatore russo Ubitenkov. E
Mitarbeit di novità su Ubitenkov ne ha molte.
In primis l’ambasciatore russo in Germania non è proprio un’innocente rappresentante istituzionale
come il Cremlino lo aveva dipinto dopo il suo omicidio. Ubitenkov aveva avuto un passato come militare
nell’esercito russo prima, macchiandosi di alcune atrocità in operazioni di guerra, e un ruolo nei servizi
segreti russi dopo. Mitarbeit informa inoltre che stando ad alcuni rapporti, Ubitenkov avrebbe trattenuto
nei giorni e nelle ore precedenti il suo omicidio rapporti con degli importanti vertici militari russi per
discutere si pensa dei missili russi UG-51 un nuovo missile balistico russo su cui poco o niente si sa.

Sono scaduti i tre giorni di indagine. Opfer si reca al Ministero della Difesa di Berlino accompagnato dal
suo superiore Fernglas per riferire tutto sull’indagine al responsabile della sicurezza Niedrig. Al colloquio
è presente anche il colonnello americano della Nato Whilegun. I quattro dunque si ritrovano a parlare
come tre giorni prima al ristorante.
Opfer ragguaglia Niedrig sull’indagine mettendolo al corrente di tutto.
Niedrig- “Dunque il terrorismo fondamentalista si cela dietro l’omicidio?”
Opfer- “Si. Temiamo che questo Fawaz abbia creato questa cellula terroristica e la loro prima azione sia
stata proprio questa”
Interviene il colonnello americano Whilegun- “Beh d’altronde questo Ubitenkov si era macchiato di gravi
crimini contro i ribelli ceceni. Un obiettivo simbolico importante per questi terroristi”

Niedrig-“Dovrò riferire al mio omologo russo domani che Ubitenkov è stato ucciso perché non era un
esempio di rettitudine e non è stato un santo in passato. Beh, non è proprio il massimo delle condoglianze da
fare, speriamo di non offendere troppo i russi” e tra i presenti in sala scoppia una sommessa risata.
Ma Opfer quando il colloquio sta per concludersi interviene ancora,
Opfer- “C’è però qualcosa che mi sfugge. Perché farsi scoprire e mandare a monte una cellula terroristica
ben nascosta così? Perché giocarsi questa carta? Avrebbero potuto compiere qualche azione terroristica ben
più grande. Perché giocarsi tutto così?”
Fernglas- “Beh i mussulmani non sono degli ottimi giocatori di poker. E’ questo io e lei l’abbiamo capito da
tempo” e un’altra piccola risata scoppia tra i presenti.
Colonnello Whilegun- “Sono sicuro comunque che i vertici tedeschi le permetteranno comunque di
proseguire le indagini e che i suoi dubbi potranno avere una risposta. Non è così?” rivolgendosi a Fernglas e
Niedrig.
Niedrig- “Ma certo! Lei ha fatto un ottimo lavoro. Ha tutto l’appoggio da parte nostra per proseguire con le
indagini” e i tre, Niedrig, Fernglas e Whilegun se ne vanno, mentre Opfer osserva Niedrig che ha un
fascicolo con su scritto K.A.S.P.A.R.


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