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IL LIBERO OSSERVATORE Capitolo IV.pdf


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CAPITOLO IV
MOSCA, Cremlino.
Il responsabile della sicurezza interna tedesca Niedrig è ricevuto dal ministro degli esteri russo Gasparov
per informalo sugli sviluppi dell’indagine che hanno visto il rappresentate della propria nazione ucciso in
territorio tedesco. Al colloquio nella sala, oltre ai due, è presente in disparte poco più in là il colonnello
dei servizi segreti russi Litschenko.
Niedrig- “Voglio innanzitutto porgere le mie condoglianze e le condoglianze del mio paese per la grave
perdita. Da quel che mi è stato riferito, Ubitenkov ha svolto con profonda dignità il suo lavoro di intesa tra i
nostri due paesi. Ciò che è avvenuto scuote non solo voi, ma anche noi”
Gasparov- “Ne sono assolutamente certo. Venga al punto”
Niedrig- “Mi duole altresì informarla però che il suo rappresentante è stato ucciso per via del suo oscuro
passato nelle forze militari russe. Passato che lo ha reso un aguzzino agli occhi di alcuni ambienti
terroristici e per questo quindi anche un importante obiettivo per le feroci strategie terroristiche”
Gasparov- “Lei sta pesando bene ciò che sta dicendo? Stante la vostra supposizione, Ubitenkov sarebbe stato
ucciso perché un criminale? Un prode esempio per il popolo russo tutto, un uomo con un profondo senso
dello stato un criminale?”
Niedrig- “Non sta a me giudicare l’operato passato di un vostro rappresentante. Per quanto mi riguarda, e
per quanto riguarda il mio governo, noi vi possiamo garantire che daremo la caccia totale ai responsabili.
Sia che essi abbiano ucciso un santo o un uomo con i suoi scheletri nell’armadio”
La discussione tra i due, nonostante le iniziali riluttanze prosegue poi in perfetta concordia. Niedrig
informa completamente il ministro Gasparov sulle indagini parlandogli della cellula terroristica scoperta,
di Fawaz, Al-Jawad e dell’esecutore materiale tutt’ora ricercato Bilal.
Al termine dell’incontro, quando Niedrig ha ormai lasciato la stanza, il colonnello Litschenko, fino ad
allora spettatore silenzioso, si avvicina a al ministro Gasparov e con voce quieta gli dice
Litschenko- “My govorili s korovka. On byl v sostoyanii prochitat' sekretnyy otnosheniya nemetskogo
sekretnoy sluzhby. On podtverzhdeniya vse”
“Abbiamo parlato con Coccinella. Egli è stato in grado di leggere il rapporto segreto dei servizi segreti
tedeschi. Ha confermato tutto”
Gasparov- “Otlichno! Skazhite yemu on sdelal khoroshuyu rabotu”
“Perfetto! Ditegli che ha fatto un ottimo lavoro”

Berlino, aeroporto.
Un uomo di chiara origine araba è al check in all’aeroporto è sta cercando di imbarcarsi per un volo
diretto a Beirut, Libano. Egli mostra il suo passaporto libanese al controllore al check in. Il controllore
guarda il passaporto con attenzione. Se lo passa tra le mani, lo sfoglia accuratamente e con un’attenzione
particolare. L’uomo arabo nel frattempo trattiene a fatica la paura. Ha paura. E’ fa bene ad aver paura
perché quel passaporto libanese è falso. L’uomo non è libanese. L’uomo è egiziano. L’uomo è Bilal.
Il controllore chiede gentilmente a Bilal di accomodarsi in una saletta appartata, negando però alle
insistite domande, che ci siano problemi. Bilal rimane per qualche minuto nella saletta da solo,
nervosamente, temendo che il suo camuffamento venga smascherato. Poi però una porta si apre, entra
dentro un uomo, tira fuori una pistola con silenziatore e fredda Bilal.
I telegiornali delle varie televisioni partono con le prime breaking news. Stante a quanto appena
confermato dalla polizia, Bilal sarebbe stato scoperto all’aeroporto mentre cercava di imbarcarsi con