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WILLIS GEORGE EMERSON, Il Dio fumoso o Il viaggio nella terra cava. Chicago, Forbes & Company, 1908..pdf


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debito del rito funebre, di questo uomo delle isole Lofoden, il coraggioso esploratore di regioni gelate che,
negli anni del suo declino fisico, trovò un asilo nell'assolata California, mi accingo a rendere pubblica questa
storia.
Lasciatemi fare alcun riflessioni: generazioni dopo generazioni, le tradizioni del nebuloso passato si
tramandano da padre in figlio, ma per alcune strane ragioni, l'interesse ai misteri delle regioni ghiacciate, non
si è mai affievolito con il passare degli anni, sia nelle menti degli ignoranti, che degli studiosi. In ogni nuova
generazione, un impulso irrequieto rimescola il cuore degli uomini, per la conquista della cittadella nascosta
dell'Artico, il circolo del silenzio, la terra dei ghiacciai, disabitate raggelanti distese di acqua e venti, che sono
stranamente caldi. L'aumentato interesse manifestato nelle montagne di ghiaccio, le meravigliose ipotesi,
riguardanti il centro di gravità della Terra, la culla delle maree, dove le balene fanno i loro figli, dove l'ago
della bussola diventa matto, dove l'Aurora Boreale illumina la notte, e dove bravi e coraggiosi spiriti, di ogni
generazione, si avventurano ed esplorano, sfidando i pericoli del "Più lontano Nord".
Uno dei lavori più curati degli anni recenti è "Il Paradiso Perduto, o la Culla della Razza Umana al Polo
Nord", di William F. Warren. In questo volume accuratamente preparato, Mr. Warren ha quasi messo il piede
sulla vera realtà, ma fallendo apparentemente solo per un pelo, se le rivelazioni del Normanno sono vere.
Il Dr. Orville Livingston Leech, scienziato, in un recente articolo scrive: "Le possibilità dell'esistenza di una
terra, all'interno della Terra, attrasse la mia attenzione quando raccolsi un geode, sulle coste dei Grandi
Laghi. Il geode è una pietra sferica, apparentemente solida, ma quando rotta, si scopre vuota, e coperta di
cristalli. La Terra è soltanto un geode molto più grande, e la legge che ha creato il geode, nella sua forma
vuota, indubbiamente ha modellato la Terra nello stesso modo". Nel presentare l'argomento di questa
alquanto incredibile storia, così come raccontata da Olaf Jansen, e integrata dal suo manoscritto, mappe
grezze e disegni, c'è un'introduzione che dice così: "All'inizio Dio creò i cieli e la Terra, e la Terra era senza
forma e vuota". Ed anche: "Dio creò l'uomo a sua immagine". Perciò, anche nelle cose materiali, l'uomo
deve essere come Dio, a causa della sua somiglianza con il Padre.
Un uomo costruisce la sua casa per sé stesso e la propria famiglia. Le verande sono tutte all'esterno, e sono
secondarie. L'edificio è costruito per usare le comodità che sono all'interno.
Olaf Jansen offre la sua sorprendente storia attraverso me, modesto strumento, per dirci che: Dio creò la
Terra per le comodità interne - con le sue terre, mari, fiumi, montagne, foreste e valli, mentre la superficie
esterna della Terra è soltanto la veranda, il balcone, dove le cose crescono in modo sparso, come i licheni
sul lato della montagna, attaccati con risolutezza alle loro spoglie esistenze.
Prendete l'involucro di un uovo, e bucatelo con la punta di una matita ai due poli. Estraete il suo contenuto,
quindi avrete una perfetta rappresentazione della Terra di Olaf Jansen. La distanza dalla superficie interna a
quella esterna, a quanto dice, è di circa 500 chilometri. Il centro di gravità non è nel centro della Terra, ma
nel centro della crosta, o buccia; quindi, se lo spessore della crosta terrestre, è di 500 chilometri, il centro di
gravità è situato a 250 chilometri sotto la superficie. I diari di bordo degli esploratori artici, ci parlano
dell'abbassamento dell'ago della bussola nelle regioni del lontano Nord conosciuto. In realtà, in quel
momento, si trovavano nella curva; nel bordo della crosta, dove la gravità è geometricamente aumentata,
mentre le correnti elettriche apparentemente sbalzano avanti, nell'apparente direzione Nord, tuttavia questa
stessa corrente elettrica, continua il suo corso in direzione Sud, lungo la superficie interna della crosta
terrestre.
Nell'appendice di questo lavoro, il Capitano Sabine da una descrizione di un esperimento, per determinare
l'accelerazione del pendolo in latitudini differenti. Ciò risulta da un lavoro congiunto di Peary e Sabine. Egli
dice: "La scoperta accidentale che un pendolo, portato da Parigi, nelle vicinanze dell'equatore, aumenta il
suo tempo di oscillazione, dando un primo passo alla conoscenza, che l'asse polare del globo, è meno forte
all'equatore; che la forza di gravità della superficie della Terra aumenta progressivamente dall'Equatore
verso i Poli".
Secondo Olaf Jansen, all'inizio, questo nostro vecchio mondo, venne creato solamente per il mondo
"interno", dove ci sono quattro grandi fiumi - l'Eufrate, il Pison, il Gihon ed lo Hiddekel. Questi stessi nomi di
fiumi, furono poi dati ai fiumi della superficie esterna del pianeta. Sono puramente tradizioni, da una antichità
al di là della memoria umana.