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Copia di 2 articoli analisi pdf .pdf


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Titolo: Copia di 2 articoli analisi

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L'influenza spagnola originata dagli uccelli.

Nuovi studi sul virus che fece cinquanta milioni di vittime: simile all'attuale.

New York - Dalla mappatura del genoma arriva una notizia sorprendente, quanto allarmante,
destinata forse a salvare l'umanità da future, catastrofiche pandemie influenzali. Anche
l'influenza spagnola che tra il 1918 il 1919 uccisi circa cinquanta milioni di persone fu, con ogni
probabilità, un virus aviario che riuscì ad adattarsi all'uomo senza passaggi intermedi. Il suo
ceppo ebbe origine dagli uccelli, proprio come l'influenza aviaria che minaccia di allargarsi dal
sud-est asiatico.
Lo sostengono due studi pubblicati in contemporanea da Science, le due più prestigiose riviste
scientifiche del mondo. I microbiologi Adolfo Garcia Sastre e Peter Palese della Mount Sinai
School of Medicine di New York (che hanno collaborato con i colleghi dell'Istituto delle forze
armate e del Dipartimento dell'Agricoltura) hanno ricostruito, in laboratorio e sotto strettissime
misure di sicurezza, il virus della spagnola, scoprendo che il suo DNA è simile a quello del
virus H5N1, più di quanto non lo siano altri virus influenzali che colpiscono l'uomo.
Entrambi sono, infatti, virus esclusivamente aviari che sono riusciti ad adattarsi all'organismo
umano perché possiedono la rarissima capacità di passare da uomo a uomo senza doversi
ricombinare all'interno di un ospite intermedio, come per esempio il maiale.
La scoperta getta luce sulla minaccia che l'attuale virus dei polli rappresenta per l'uomo in tutto
il mondo.
Secondo gli scienziati è, infatti, solo questione di tempo prima che l'influenza aviaria del SudEst asiatico si diffonda assuma in breve tempo dimensioni globali, con un tasso di mortalità
che potrebbe raggiungere il 50%. Ma le nuove informazioni sono attualmente allo studio degli
scienziati USA del Center of Disease Control and Prevention di Atlanta e di numerosi altri
istituti di ricerca, non solo americani, che sperano di usarle per mettere a punto futuri farmaci
antivirali e vaccini che possano funzionare contro un’eventuale pandemia, neutralizzando le
componenti più pericolose per l'organismo umano.
Il completamento del genoma del virus della spagnola ( H1N1) è stato reso possibile grazie
agli sforzi di ricercatori dell'Armed forces Institute of Phatology di Rockville, nel Maryland,
guidati da Jeffrey Taubenberger, lo stesso scienziato che per primo era riuscito a isolare il
virus della spagnola nel 1997.
Di questo virus e dei motivi che resero quell'epidemia così grave, se n'e' saputo sempre poco,
fino a quando la rivoluzione genetica non si è impossessata di frammenti di virus prelevati,
verso la fine degli anni '90, dai resti di persone morte a causa dell'epidemia, ritrovati congelati
tra i ghiacci dell'Alaska.
da: " Corriere della Sera ". 6 ottobre 2005

Una settimana a Ballerup

La settimana di gemellaggio con gli studenti della Scuola Commerciale di Ballerup
(Copenhagen ) è iniziata domenica, 22 marzo 2013, con l'arrivo degli studenti italiani
all'aeroporto della capitale alle 16,30, dopo il volo tranquillo parrito dalla Malpensa alle 13,30.
La prima giornata si è conclusa in famiglia, con gli ospiti, tutti residenti in un piccolo centro a
pochi chilometri da Copenhagen.
La prima giornata è stata dedicata alla conoscenza della scuola, tanto come edificio struttura,
quanto come organizzazione e piano di studi; lingua di comunicazione è stata d’inglese. A
metà pomeriggio si è svolta la partita di pallavolo tra Danesi e Italiani, finita in parità. La sera,
dopo la cena consumata presto, alle 18,00, con le rispettive famiglie ospitanti, ci siamo ritrovati
tutti a casa di Erik Sannung.
La mattina successiva abbiamo seguito a scuola alcune lezioni (di Inglese e Francese), poi,
intorno alle 11:30 un autobus ci ha prelevato e ci ha portati a visitare una fabbrica di
cioccolato molto conosciuta. Il pomeriggio abbiamo visitato il centro storico di Copenhagen
con la guida degli amici ospitanti. La giornata si è conclusa in famiglia.
Anche giovedì siamo stati a scuola per un dibattito in inglese sulle relazioni commerciali tra i
due paesi; nel pomeriggio abbiamo visitato gli impianti e gli uffici amministrativi della birreria tu
porta. La giornata si è conclusa in famiglia.
L'intera giornata di mercoledì è stata dedicata a escursioni, con trasbordi in autobus, al
castello di Frederiksborg e al museo di arte moderna chiamato "Louisiana". La sera ci siamo
ritrovati in un ristorante italiano.
Il penultimo giorno, venerdì, dopo aver seguito tre lezioni della mattinata, siamo tornati nel
centro della città per lo shopping e le ultime fotografie. Alla sera si è svolta la festa d'addio
nella discoteca della scuola.
La mattina del sabato, giorno conclusivo, ciascuno è stato in famiglia; ci siamo poi ritrovati
all'aeroporto alle 14 e siamo atterrati a Milano, come previsto alle 17 30. Ognuno di noi è
quindi tornato a casa.







Giornalino scolastico. 30 marzo 2013


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