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1. Nei cimiteri sono ricevuti, quando non venga richiesta altra destinazione, i cadaveri, i nati morti e
prodotti del concepimento, le parti anatomiche riconoscibili, le ossa, gli esiti di fenomeni cadaverici
trasformativi conservativi, le ceneri nei casi di cui all’articolo 9, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e),
della legge regionale.
2. L’inumazione, la tumulazione e la cremazione di cadaveri sono servizi pubblici onerosi, secondo
quanto stabilito dalla normativa nazionale vigente.
3. I crematori sono a disposizione di chiunque, con priorità per i provenienti dal bacino d’utenza,
come individuato dall’articolo 19.
Art. 5.
Servizio di accettazione salme, registrazione delle sepolture ed apertura ai visitatori.
1. Il gestore del cimitero, per ogni ingresso di cadavere, ceneri, esiti di fenomeni cadaverici
trasformativi conservativi, ossa, assicura l’acquisizione e la conservazione delle autorizzazioni ed
attestazioni di accompagnamento, nonché l’iscrizione cronologica in apposito registro, anche di
natura informatica, secondo le modalità stabilite con decreto del direttore generale competente di
cui all’articolo 10, comma 2, lettera b), della legge regionale.
2. Nel caso di cremazione di cadaveri con dispersione delle ceneri fuori dal cimitero o affidamento
ai familiari, la registrazione avviene, con le modalità di cui al comma 1, su un registro tenuto presso
il comune che ha rilasciato la relativa autorizzazione.
3. In ogni cimitero è assicurata la sorveglianza, anche in forma automatizzata e garantito l’accesso
ai visitatori nei giorni ed orari definiti dal comune.

Capo III
Aree cimiteriali, disposizioni tecniche generali
Art. 6.
Piani cimiteriali.
1. Ogni comune è tenuto a predisporre uno o più piani cimiteriali, per i cimiteri esistenti o da
realizzare, al fine di rispondere alle necessità di sepoltura nell’arco dei vent’anni successivi
all’approvazione dei piani stessi, tenuto conto degli obblighi previsti dall’articolo 9, comma 1,
lettere a), b), c), d) ed e), della legge regionale.
2. I piani cimiteriali sono deliberati dal comune, sentita l’ASL competente per territorio e l’Agenzia
regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA). I piani sono revisionati ogni dieci anni e
comunque ogni qualvolta si registrano variazioni rilevanti di elementi presi in esame dal piano.
3. I pareri di cui al comma 2 devono essere espressi entro sessanta giorni dalla data di ricevimento
della richiesta.
4. Le aree cimiteriali e le relative zone di rispetto, come individuate dai piani cimiteriali, sono
recepite dallo strumento urbanistico.
5. Gli elementi da considerare per la redazione dei piani cimiteriali sono:
a) l’andamento medio della mortalità nell’area di propria competenza territoriale sulla base di dati
statistici dell’ultimo decennio e di adeguate proiezioni locali;
b) la ricettività della struttura esistente, distinguendo i posti per sepolture a sistema di inumazione e
di tumulazione, in rapporto anche alla durata delle concessioni;
c) l’evoluzione attesa della domanda delle diverse tipologie di sepoltura e di pratica funebre e
relativi fabbisogni;
d) la necessità di creare maggiore disponibilità di sepolture nei cimiteri esistenti a seguito, ove
possibile, di una più razionale utilizzazione delle aree e dei manufatti, del recupero di tombe
abbandonate, dell’applicazione delle deroghe ai criteri di utilizzo di manufatti, individuate nel
presente regolamento e della realizzazione di loculi aerati;
e) le zone cimiteriali soggette a vincolo paesaggistico ovvero a tutela monumentale, nonché i
monumenti funerari di pregio, per cui prevedere la conservazione o il restauro;
f) la necessità di ridurre o abbattere le barriere architettoniche e favorire la sicurezza dei visitatori e
degli operatori cimiteriali;