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Il.Fatto.Quotidiano.02.03.2016.PG.pdf


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Pagina 12324

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Delitto Regeni, il medico legale: “Giulio fu interrogato e torturato per
una settimana”. Il governo “attende risposte dal Cairo”. Fino a quando?

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Mercoledì 2 marzo 2016 – Anno 8 – n° 61

e 1,50 – Arretrati: e 3,00

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma
tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)
Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

PROPAGANDA Le bugie di Renzi su lavoro e numeri dell’Istat

CASAVATORE (NA) A giudizio il pupillo di Guerini e Orlando

Angelus interruptus

Il gioco delle tre carte La Quarto Pd-destra:
sul +0,8% del Pil 2015 processo per camorra D

» MARCO TRAVAGLIO

p La crescita di cui si vanta
l’esecutivo deriva dalla revisione al ribasso del Prodotto 2014 (senza era ferma
al +0,65%). Dopo i licenziamenti facili e 12 miliardi alle
imprese, il tasso di occupazione è uguale a un anno fa
q PALOMBI
A PAG. 10

p Salvatore Silvestri al primo turno delle Comunali
era avanti. Maurizio Minichini, vicino al clan Ferone,
era di casa nel suo comitato elettorale. Prima del
ballottaggio Minichini fu
pestato. E Silvestri perse
q IURILLO
A PAG. 7

Illusionista Matteo Renzi Ansa

Alleati Lorenzo Guerini con Salvatore Silvestri

IL GIORNALE DELLA NAZIONE Fiat lascia le edicole, Elkann va con l’Ingegnere

Agnelli e De Benedetti oggi sposi
Sta per nascere “la Stampubblica”
p La società editoriale controllata dalla Fiat (La Stampa e Secolo XIX) verrà sciolta nel Gruppo Espresso. È
l’alleanza tra gli eredi delle
due famiglie, John Elkann e
Rodolfo. Allo stesso tempo
il Lingotto dirà addio a Rcs

DIRITTI GAY Confronto tra Fini e Marzano

Adozioni e utero in affitto:
Vendola riapre il dibattito
Mannelli

q FELTRI E TECCE A PAG. 11

PARLA EMILIANO

“Tutti gli errori
di Renzi da Verdini
al referendum”
q DE CAROLIS A PAG. 6

FATTO ECONOMICO

q A PAG. 8 - 9
Unione di fatto Jaki Elkann tra Rodolfo e Carlo De Benedetti

SERVIZIETTO PUBBLICO Milioni ai soliti noti, 10mila euro a Morricone

La cattiveria

Bye bye Rai: ieri Eco, oggi Fazio&Vespa

Sapendo come vanno le cose
da quelle parti, tra poco
il piccolo Tobia annuncerà
la scissione da Vendola

» PIETRANGELO BUTTAFUOCO

» NANNI DELBECCHI

R

Piombino ostaggio
del fantasma
d’acciaio algerino
q MELETTI A PAG. 15

ischiatutto vale più di un premio
Oscar. Altrimenti come spiegare la
Rai – la prima azienda culturale d’Italia – che a Fabio Fazio dà alcuni milioni
mentre a Ennio Morricone, che porta lustro alla Nazione, offre una cifra che non corrisponde manco al rimborso spese: “Ci sono diecimila euro per lei e per l’orchestra”. Così, offrendogli la colonna sonora per un film di Alberto Negrin, gli hanno detto a Viale Mazzini.
A PAGINA 13

T

orino, 1954. In via Arsenale 21, sede
della prima direzione generale della Rai, compare il bando di un concorso
per funzionari della nascente Tv. Un assistente di Luigi Payreson, neolaureato
dell’Istituto Giuridico e uno studente di Filosofia, tutti e tre in prima linea nelle associazioni
della gioventù cattolica, si candidano, superano
una serie di colloqui e vengono inviati a Milano
per il corso di formazione.
A PAGINA 21

WWW.SPINOZA.IT

SUPERMARTEDÌ

Trump-Clinton,
gli Usa scelgono
i due “finalisti”
q GRAMAGLIA A PAG. 14

a antichi e ferventi cultori – ma che dico cultori: collezionisti – degli scritti del professor Angelo
Panebianco, abbiamo sempre
rivolto un pensiero commosso
e solidale ai suoi allievi dell’Università di Bologna costretti,
così giovani, a sorbirsi le sue lezioni di “Sistemi internazionali
comparati”: un trauma da cui
difficilmente uno poi si risolleva nella vita. Da qualche giorno,
nella sua aula, accade ciò che era forse prevedibile: alcuni studenti contestano il professore
per un suo articolo sul Corriere,
ovviamente a favore della guerra (non si sa bene dove né contro chi, ma quando ci vuole ci
vuole). Hanno addirittura interrotto tre o quattro sue lectio
magistralis, spettinandogli la
chioma e la barba, forse addirittura stropicciandogli il panciotto. Il che ha fatto gridare al
ritorno delle Br. Perdindirindina, signora mia, qui tornano gli
anni di piombo. Perdincibacco,
non s’interrompe un’emozione, tantomeno una lezione.
Noi, che da anni seguiamo con
passione il noto “politologo”
bolognese, non arriveremmo a
tanto. Ma ci siamo sempre domandati in che senso egli sia
considerato un “politologo”
nonché – citiamo da Wikipedia
in cui intravediamo il suo zampino – “saggista italiano di impostazione teoretica liberale
influenzata dal realismo politico e dall’elitismo” (da non confondere con l’etilismo). Anche
perché il “realismo”, se non andiamo errati, ha qualche attinenza con la realtà, a cui il nostro eroe è sempre parso piuttosto allergico.
Tipo quando scrisse che “fino al 1992 in Italia regnava l’anticapitalismo, poi arrivò Berlusconi e per la prima volta riscattò il capitalismo”: fu così che Agnelli, Pirelli, De Benedetti &
C., con le barbe lunghe e i volti
emaciati, poterono finalmente
rientrare dal lungo esilio cui li
avevano confinati per mezzo
secolo i governi comunisti di
Moro, Fanfani, Andreotti, Forlani & C., previo esproprio proletario. Nel 1998, il nostro esperto di nonsisachè teorizzò
che la Procura di Milano, troppo occupata appresso alla corruzione, trascurava la microcriminalità. Borrelli dovette
rammentargli un piccolo dettaglio: la microcriminalità era di
competenza della Procura
presso la Pretura, mentre la
corruzione lo era di quella
presso il Tribunale. Un’altra
volta Panebianco invocò la separazione delle carriere dei
magistrati: “la regola nelle democrazie liberali... in tutti i
paesi civili dell’Occiden te...
Non è vero che chi vuole separare le carriere vuol mettere i
pm sotto il controllo del governo: vuole liberare il giudice dal
controllo del pm”.
SEGUE A PAGINA 24