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La Sveglia Marzo 2016 .pdf



Nome del file originale: La Sveglia Marzo 2016.pdf
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MENSILE EDITO DALL’ASSOCIAZIONE ONLUS “VIVI IL TUO QUARTIERE COLLE DELL’ORSO” - ANNO X - NUMERO 3 - MARZO 2016

DISTRIBUZIONE GRATUITA
Direttore Responsabile: Rossella Menotti

Registrazione al Tribunale di Campobasso n. 3 del 3-3-2007

Sono trascorsi ormai undici anni da quando, insieme ad alcuni
abitanti del quartiere, ci siamo presi l’impegno di fare tutto il
possibile per migliorare la situazione. Abbiamo superato molti
ostacoli e contribuito a realizzare opere che non erano previste.
Il problema che non siamo riusciti a risolvere è stato stabilire un
positivo rapporto con i giovani, fatto di dialogo e confronto
sulle tematiche che li riguardino nel nostro contesto. Qualche
giorno fa hanno rotto per l’ennesima volta i vetri del container
e sono saliti sul tetto della sede sociale dove la copertura è in
policarbonio, un materiale che non resiste al peso di una
persona. Qualora si dovesse rompere tale copertura, si rischia
di cadere in basso, con inevitabili tristi conseguenze. Abbiamo
avvicinato qualche genitore per segnalare il caso, ma, non so
perché, questi difendono i figli a spada tratta. Intanto, ho
provveduto a sporgere regolare denuncia contro ignoti alla
Procura della Repubblica per i fatti perpetrati ai danni
dell’associazione. Che cosa faremo per correre ai ripari e per
ripristinare una civile convivenza fatta di rispetto reciproco?
Vi saluto augurandovi Buona Pasqua in famiglia.
Il Presidente
Salvatore Molinaro

Siamo lieti di informarmi che da questo
mese la nostra associazione è diventata
sede stabile della “Croma Orchestra chitarre in crescendo”: diretta dai
maestri Fabio de Simone e Luca de
Cesare, l’orchestra di sole chitarre,
si propone di essere nel nostro quartiere
un nuovo punto di riferimento per i
giovani amanti della musica.
Inoltre, vi ricordiamo che, per chi volesse
iniziare, sempre presso l’associazione,
sono aperte in qualunque momento le
iscrizioni al corso di chitarra tenuto
dallo stesso Luca de Cesare.
Noi crediamo che i giovani possano
studiare, impegnarsi e migliorarsi e
che ancor meglio si cresce insieme:
è per questo che da sempre la nostra
associazione svolge attività che
coinvolgono bambini, ragazzi e adulti …
tutte le età …
Con l’augurio di crescere sempre più
e insieme a voi, la nostra redazione,
vi augura BUONA PASQUA!

Questo mese siamo tutti presi dalle festività pasquali
e anche Mary Poppins non è da meno …
il mercatino delle nostre creative questo mese non si terrà,
ma vi aspettiamo numerosi la terza domenica del mese di APRILE!

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Mensile edito dall'Associazione onlus "Vivi il tuo Quartiere Colle dell'Orso" - Marzo 2016

Il termine omosessualità deriva dalla
traduzione italiana della parola tedesca Homosexualitat che, a sua volta,
deriva dalla fusione del termine
greco omoios (simile) e del termine
latino sexus (sesso). Nel 1990 l'Oms
(organizzazione mondiale della
sanità)
cancellò l'omosessualità
dall'elenco delle malattie mentali,
definendola per la prima volta “una
variante naturale del comportamento umano". Vi sono varie teorie
in grado si spiegarne l’origine,
alcune a favore dell’origine genetica
ed altre di quella acquisita. Secondo
Freud esistono due tipi di omosessualità: una inconscia, presente in tutti
gli individui e l’altra manifesta che si
riscontra negli omosessuali. Sempre
secondo Freud, il bambino possiede
“un’energia sessuale” che, durante
lo sviluppo, confluisce verso varie
destinazioni: in una prima fase verso
se stesso, in una seconda fase verso
individui dello stesso sesso (perché
dotati di genitali simili ai propri) ed

Per permettere agli addetti alle pulizie
di svolgere il lavoro senza problemi,
sarà possibile accedere
in Associazione e al C.S.A.
dalle ore 9,30.
Tale avviso è valido
anche per chi è in possesso delle chiavi
o fa parte del direttivo.

una terza fase verso individui di
sesso opposto. L’omosessualità
inconscia sarebbe il residuo della
seconda fase. Secondo il prof.
Jannini (Università dell’Aquila) non si
diventa omosessuali perché indotti
da qualcuno o per esperienze
durante l’infanzia o l’adolescenza né
per un difficile rapporto con i
genitori e tanto meno se, da
bambini, si gioca con le bambole. E’
possibile che l’omosessualità abbia
un’origine genetica e che segnali
ambientali possano, per così dire,
“attivare” cio’ che è innato.
A suffragare questa ipotesi basti
pensare alla teoria dell’evoluzione
darwiniana secondo la quale, un
uomo e una donna sono portati
naturalmente a concepire per
continuare la specie,
e poiché
l’omosessualità non favorisce la
procreazione, e quindi la continuazione della specie, solo una variante
genetica può spiegarne l’origine. Del
resto c’è da chiedersi, può essere
una scelta l’omosessualità visto che
tale scelta comporta il far parte di
una minoranza oggetto di
discriminazione, offese e in alcuni
paesi anche di persecuzione?

L’omosessuale può solo scegliere se
accettarsi e vivere sereno la propria
identità omosessuale, lottando
contro i pregiudizi di ordine morale,
sociale e religioso o nascondersi al
mondo e a se stesso. Ancora oggi,
assistiamo, spesso impassibili, al
fatto che l’omosessualità sia punita
con la pena di morte in alcuni paesi
del mondo, mentre in altri, più
“tolleranti” può costare il carcere a
vita. Personalmente credo che porsi
la
domanda
dell’origine
dell’omosessualità, innata o acquisita, serva solo alla maggioranza
eterosessuale a decidere di
assolvere nel primo caso o
condannare nel secondo caso, la
minoranza omosessuale colpevole
delle proprie scelte. Comunque la
pensiate voi, io non ho bisogno di
pormi alcuna domanda anzi, lungo il
percorso accidentato e travagliato
che ogni omosessuale deve compiere per accettarsi e per farsi accettare
in questa società io ho deciso di non
essere un ulteriore ostacolo.
Dott.ssa Antonella Giordano
Dirigente medico
presso "Casa di cura Villa Maria"

Mensile edito dall'Associazione onlus "Vivi il tuo Quartiere Colle dell'Orso" - Marzo 2016

3

Ciao cari lettori vi sarò vicina di nuovo con i gialli, sperando di far piacere anche a voi.

Gloria si era sempre chiesta cosa fosse veramente un “casale”… sperava che fosse una casa in campagna, ma
niente di più. Uno dei suoi fratelli, Gabriele, ogni tanto trascorreva il fine settimana al suo casale, che si
trovava nei pressi di Perugia. Lui se lo poteva permettere perché era benestante, senza figli e con una moglie
che dirigeva il menage familiare, però, il giovane non aveva mai invitato la sorella a trascorrere qualche
giorno di distrazione in questo luogo di riposo. Un giorno Gloria chiese a Gabriele di poter visitare il casale,
ma il fratello le ripose di non avere tempo per andare a prenderla e poi lui offriva ospitalità a molti amici, per
cui Gloria non avrebbe dovuto disturbare i loro incontri. «Che fratello!» - pensò Gloria. Erano cresciuti
insieme, in una famiglia unita, dove si affrontavano le difficoltà con sorriso e solidarietà. La cognata Barbara
non era in buoni rapporti con Gloria e la famiglia del marito: nessuno ne capiva il motivo - forse era una
forma di gelosia; forse per questo Gabriele era reticente con Gloria e non si frequentavano, ma lei era
testarda e avrebbe voluto continuare a frequentarlo, perché il loro bene era una cosa preziosa. Decise si
andarlo a trovare un fine settimana e si fece dare l’indirizzo da un amico; si presentò con un sorriso al casale!
Si trovò in una abitazione rustica, tutta in legno, arredata con gusto e c’erano tanti amici che brindavano.
Barbara appena la vide fece una scenata al marito e disse a Gloria: «Che sei venuta a fare? La tua presenza
non è gradita e questo scemo di mio marito si è permesso di darti l’indirizzo … il solito deficiente!». Gloria fu
presa dalla rabbia per le offese fatte al fratello di fronte a tutti, si avvicinò alla cognata con violenza e le
diede uno schiaffo così forte che la donna perse l’equilibrio e cadde a terra battendo la testa contro lo
spigolo di un divanetto. Purtroppo non riuscirono a rianimarla: era morta! Gloria rimase quasi paralizzata per
la tragedia provocata e scoppiò in lacrime. Il fratello le si avvicinò e abbracciandola le disse: «Sarai giudicata
per omicidio preterintenzionale, non ti preoccupare. Era da tempo che volevo separarmi da lei, perché mi
prendeva in giro, con violenze psicologiche, ma io, essendo cresciuto in una vera famiglia, subivo
passivamente … finché non sei arrivata tu».

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe
compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo
baciò. [...] Disse ai servi: «Presto, portate qui il vestito
più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al
dito e i sandali ai piedi. [...] Facciamo esta, perché
questo mio •figlio era morto ed è tornato in vita».
(Luca 15,1-3.11-32)
A meta della quaresima la parola di Dio ci invita a riflettere
sul tema della misericordia, in armonia con
il Giubileo straordinario che stiamo vivendo.
Nel Vangelo, Gesù risponde con una parabola
alle mormorazioni di scribi e farisei che contestano il suo
modo di comportarsi nei confronti dei peccatori. Egli
infatti siede a mensa e dialoga con loro, senza timore di
“incontrare” le loro storie compromesse. Comportarsi in
questo modo non solo è disdicevole e fuori luogo, ma è
addirittura fonte di “impurità”. Nella concezione religiosa
del tempo, infatti, i peccatori erano “gente perduta”, la cui
semplice vicinanza rendeva gli altri – “i giusti” – impuri e
indegni di frequentare il tempio. Ma Gesù vuole mostrare
che Dio non la pensa affatto così, comportandosi con chi è

“perduto” proprio come egli sta facendo con i peccatori.
La parabola racconta la storia di due figli (fratelli) che, per
aspetti diversi, non sanno riconoscere l’amore del padre,
finendo per prendere le distanze da lui. Ma questo non
cambia l’orientamento del suo cuore paterno che, radicato
nell’amore e nel perdono, mira solo al ricupero
dei figli “perduti”. FALLIMENTO. Anzitutto del figlio
minore che, in cerca della sua autonomia, sceglie la via
peggiore, andandosene da casa e allontanandosi
dall’amore del padre. Egli «parte per un paese lontano»
dove però, invece dell’autonomia, trova schiavitù e umiliazione, costretto a «contendere le ghiande ai porci».
Un’esperienza fallimentare, a cui fa da contrappunto la
figura forte e tenera del padre, che mosso dall’amore e
dalla misericordia non smette mai di attendere il suo ritorno a casa. E in quel momento, compassione, tenerezza e
misericordia si trasformano in festa per il
figlio “perduto” e ritrovato. Una scena che deve infonderci fiducia e speranza quando ci assale il dubbio che il buon
Dio possa aver perso la pazienza per i nostri peccati e aver
preso definitivamente le distanze da noi.

4

Mensile edito dall'Associazione onlus "Vivi il tuo Quartiere Colle dell'Orso" - Marzo 2016
continua da pag. 3

E poi c’è il figlio maggiore. Fisicamente non si è mai
allontanato da casa, ma vive lì quasi come un estraneo,
senza riuscire a cogliere la grandezza del cuore del padre!
Nella sua ristrettezza d’animo, anzi, contesta che egli si
preoccupi per il figlio dissoluto, e ancor più che festeggi il
suo ritorno a casa, tanto da rifiutarsi di partecipare
alla gioia familiare.
Quante volte anche noi, alla ricerca della nostra
“autonomia”, finiamo per tagliare i ponti con il Signore,
con la sua Parola, con la preghiera. Ma poi ci ritroviamo
“lontano”, da soli! E quante volte ci sentiamo migliori degli

altri, desiderosi di prendere le distanze dai “peccatori”,
magari accusando Dio di essere “troppo di manica larga”
con chi ha sbagliato. Ecco allora l’instancabile invito di Dio
Padre per noi: conversione e misericordia, per poter fare
esperienza del suo amore che attende e salva.
Questa Parola ci stimola molto a dare una risposta concreta con gesti e azioni che ci devono caratterizzare come veri
figli del padre. Rispondendo all’ invito che papa Francesco ha fatto per vivere “24 ore con il Signore” ricordiamo
che, come parrocchia, inizieremo a pregare davanti al Santissimo a mezzogiorno del 04 e concluderemo a mezzogiorno del 05 marzo. Cogliamo questa occasione per
prepararci meglio alla Santa Pasqua.

Se - ahimè - un uovo fresco cade sul
pavimento, anche se laviamo subito
con acqua e detersivo l’odore
spiacevole resta in tutta la casa. La
cosa più semplice da fare, allora, è
passare sul pavimento acqua e sale.
-------------------------------------

Ingredienti: 100 gr di burro - 500 gr di farina 3 uova - 1 bicchiere di latte - 300 gr di zucchero 2 limoni - Un pizzico di sale - Olio per friggere

Se le pulci ed altri piccoli parassiti
attaccano i vostri vasi di fiori ,
piantate nel terreno alcuni fiammiferi
con la capocchia in giù e vedrete
sconfiggeranno tutto.

Procedimento
Amalgamare la farina con le uova, il burro, il latte
ed il pizzico di sale. Stendere la pasta , coprirla
con lo zucchero e con la buccia grattugiata dei
limoni, arrotolarla strettamente come un
salame. Tagliare il rotolo in tanti dischetti alti
1 cm e friggeteli in olio caldo, ma non bollente.
Si servono freddi

Associazione onlus «Vivi il tuo Quartiere Colle dell’Orso»
sede Via Calabria, 3 - 86100 Campobasso - P.IVA: 92052150700 - Tel/Fax 0874 493882 - e-mail: assocolleorso@alice.it
Scrivi alla redazione: redazioneassocolleorso@gmail.com
Grafica e impaginazione a cura di Rossella Menotti - Stampato da CSG Copisteria (Via Campania, 227 - 86100 Campobasso)
finito di stampare il 11 - 03 - 2016


La Sveglia Marzo 2016.pdf - pagina 1/4
La Sveglia Marzo 2016.pdf - pagina 2/4
La Sveglia Marzo 2016.pdf - pagina 3/4
La Sveglia Marzo 2016.pdf - pagina 4/4

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