File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Vademecum referendum abrogativo 17 aprile 2016.pdf


Anteprima del file PDF vademecum-referendum-abrogativo-17-aprile-2016.pdf

Pagina 1 23419

Anteprima testo


Risulta pertanto evidente come una eventuale risposta positiva al quesito referendario avrà
l’effetto di impedire che vengano prorogate le concessioni alle piattaforme e ai pozzi petroliferi
che attualmente operano entro le 12 miglia (circa 19 km) marine: di fatto verrebbe abrogata
l’eccezione, riguardante “i titoli abilitativi già rilasciati”, al già vigente divieto di attività di ricerca,
prospezione e coltivazione di idrocarburi entro le cc.dd. acque territoriali.
Si devono a riguardo compiere alcune doverose e dirimenti puntualizzazioni:
1. Il referendum abrogativo non inciderà in alcun modo sulla corrente situazione degli impianti
che operano sulla terraferma;
2. Né esso avrà alcun effetto sulle trivellazioni fuori dalle cc.dd. acque territoriali, e cioè su quelle
piattaforme che si trovano oltre il limite delle 12 miglia marine;
3. Le sue conseguenze riguarderanno solo le concessioni (anche di ricerca) già rilasciate. Ciò
in quanto le modifiche apportate dalla legge di stabilità, comma 239, all’art. 6, comma 17, del
cc.dd. Codice dell’Ambiente già vietano “le attività di ricerca, di prospezione nonché di
coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare” “nelle zone di mare poste entro dodici
miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale”. Tali disposizioni,
pertanto, già vietano che vi siano nuove concessioni per l’installazione di impianti di trivellazioni
nelle cc.dd. acque territoriali: ciò peraltro non impedisce che nell’ambito delle concessioni o dei
permessi di ricerca attualmente in vigore vengano costruite nuovi pozzi o piattaforme;
4. L’effetto di una eventuale abrogazione, infine, non sarà quello di far cessare immediatamente
l’attività delle “trivelle”, ma solamente di impedire che esse continuino ad operare, a tempo
indeterminato, e cioè “per la durata di vita utile del giacimento”, imponendone così la
dismissione allo scadere delle loro attuali concessioni (dato il divieto di cui si è detto al
punto precedente);
5. Affinché il referendum abrogativo possa produrre i propri effetti giuridici, è necessario, ex art.
75 Cost., che a votare sia la maggioranza degli aventi diritto (e che, ovviamente, la metà più
uno di loro si sia espressa favorevolmente all’abrogazione).

Le piattaforme e le relative concessioni
Chiarito, pertanto, come l’eventuale abrogazione della normativa attualmente vigente avrebbe l’effetto
di impedire la proroga delle concessioni (e dei permessi di ricerca) relative agli impianti di trivellazione
già operanti entro le 12 miglia marine, occorre allora esporre sinteticamente le loro caratteristiche più
rilevanti.
Le piattaforme ubicate nelle cc.dd. acque territoriali sono, attualmente, 92: di queste, solo 48 sono
eroganti. Ve ne sono poi 31 non eroganti, 8 non operative e 5 di supporto. Ad esse sono allacciati 481
pozzi6.
Sempre nel mare, ma oltre il limite delle 12 miglia marine, vi sono, invece, 43 impianti (per un totale di
249 pozzi)7.
Tra le piattaforme che si trovano entro il suddetto limite e che sono pertanto interessate dal referendum,
11 sono adibite all’estrazione di olio (idrocarburi liquidi, i.e. greggio), mentre 81 sono predisposte
all’estrazione di gas (idrocarburi gassosi, i.e. metano)8.

6I

dati, disponibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, sono aggiornati al 29 febbraio 2016:
http://unmig.mise.gov.it/unmig/strutturemarine/limite.asp?on=true;
7Di cui: 31 eroganti, 9 non eroganti, 3 di supporto:
http://unmig.mise.gov.it/unmig/strutturemarine/limite.asp?on=false;
8http://unmig.mise.gov.it/unmig/strutturemarine/piattaforme.pdf;

2