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Gli Sbornia Bond e la crisi economica 2 .pdf



Nome del file originale: Gli Sbornia Bond e la crisi economica 2.pdf
Titolo: Gli Sbornia Bond e la crisi economica 2
Autore: Internet

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Gli Sbornia Bond e la crisi economica (ovvero, lezione di
economia attuale)

Una simpatica storiella, non troppo lontana dalla realtà, per comprendere le
cronache recenti.
Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno
ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing,
consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro
che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano
e il bar di Helga diventa il più importante del paese. Helga, consigliata dalla migliore
società di consulenza, la Boscoli Brothers Management Consulting Gmbh, decide di
trasformare la sua attività in una società a responsabilità limitata e, come socio di
maggioranza, si nomina Amministratore Delegato e si attribuisce un lauto stipendio.

Ora la nuova società ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno
protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite
aumenta ancora, e Helga decide di premiarsi con un bel aumento di stipendio..

La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk
manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a
garanzia.

Ora grazie all’aumento del fido e ai grandi profitti dovuti sia ai rialzi di prezzo, sia
all’aumento delle vendite l’intraprendente Helga può cominciare a pensare ad espandersi.
Comincia aprendo un nuovo bar in una città vicina, e applicando lo stesso “modello di
business” basato sul credito illimitato, i profitti continuano a crescere. Allora ne apre un
altro, e un altro ancora. Ovviamente, si aumenta lo stipendio per il successo dell’iniziativa.

La società diventa sempre più grande e apre nuovi fidi con nuove banche, che li emettono
volentieri ad una società in crescita e con cosi’ tanti crediti in portafoglio, onorati di poter
fare affari con l’intraprendente Helga.

Helga si sente sempre più brava: ad un volume di affari in crescita aumenta l’importanza
dei suoi dirigenti e quindi Helga si aumenta lo stipendio da Amministratore Delegato.
La società continua ad espandersi, e ad aprire nuovi bar in tutto il mondo. Helga decide di
aumentarsi ancora lo stipendio, ora che la società è una multinazionale di successo, il suo
lavoro vale ancora di più, no?.

Ora la Boscoli Brothers consiglia a Helga di trasformare la società in Società per Azioni, e
di quotare in borsa la sua multinazionale. Naturalmente è un successo clamoroso: tutti
vogliono comprare le azioni della società che si è espansa così rapidamente, e ha profitti
così stratosferici da finire su tutte le riviste finanziarie del mondo (riviste che Helga
conosce bene, perché su suggerimento dei partner Boscoli (il cui prestigio non fa che
aumentare grazie alla crescita del suo cliente), spende milioni di pubblicità su ognuna di
esse). Helga cede il 49%, e tiene per se e i soci, riuniti nel patto di sindacato, il 51%.

Appena terminata l’offerta pubblica di vendita, Helga ripaga i suoi nuovi azionisti con
dividendi senza precedenti, perché gli affari non sono mai andati così bene, il fatturato
continua ad aumentare, i profitti pure, la società è in espansione, e naturalmente si
aumenta lo stipendio.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie di una delle banche che finanziano la
società di Helga ha una pensata geniale. Prendono i crediti della società di Helga e li
usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui
mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli
investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi
disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.
Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a
comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto
e il cui prezzo sale sempre. Le altre banche di Helga decidono di seguire l’esempio, ed
emettono la loro quota di Sbornia Bond. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di
Sbornia Bond.

Nel frattempo, molti degli azionisti della società, che hanno visto il valore delle loro azioni
salire di molte volte in poco tempo, decidono di vendere e ne escono ricchi e felici. A
comprare sono altri investitori, meno informati, che guardando solo le performance degli
ultimi tempi, decidono che una società sempre in crescita continuerà a valere sempre di
più, e quindi comprano volentieri anche a questi prezzi. Helga intanto si da alla bella vita.

I dirigenti della società, con i portafogli pieni di azioni avuti come incentivo a massimizzare
il rendimento, e ben conoscendo le reali ragioni del successo finanziario della società,
colgono l’occasione e monetizzano anche loro i sudatissimi guadagni, vendendo altre
azioni a prezzi da amatore.

Un giorno però, in una delle banche di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in
giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la
parte in eccesso al nuovo limite. I direttori delle altre banche si chiedono cosa sappia lui
che loro non sanno e si rifiutano di aumentarle il fido, anzi lo riducono anche loro.
A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro
debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche
bevuti tutti i risparmi.

Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e le banche, poco attente alle conseguenze
delle loro decisioni, trascurando gli effetti sui bond e sulle azioni che hanno sparso per il
mondo (con ottimo profitto sia proprio, sia dei propri dirigenti che hanno visto moltiplicarsi il
valore dei loro piani di incentivazione) le tagliano i fondi.
La società fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada, gli ultimi azionisti perdono tutto
quanto hanno investito.

Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.
Le banche che li hanno emessi entrano in crisi di liquidità e congelano immediatamente
l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica si paralizza.

Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con
grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non
può più pagare.
Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.
Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo
stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di
distanza.
Per fortuna le banche vengono invece salvate da un mega prestito governativo senza
richiesta di garanzie e a tasso zero (“le banche non possono fallire, sarebbe un disastro
senza precedenti, il loro compito è di fare da argine alla crisi di liquidità”).

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non
erano mai stati nei bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

Nel frattempo, Helga e gli altri amministratori (compresi quelli delle banche) si rinchiudono
nelle loro ville pagate con i loro lauti stipendi e continuano la bella vita, rispondendo alla
rabbia degli investitori ricordando che loro hanno perso più soldi di tutti, e che nessuno
poteva prevedere la crisi che è la sola causa del fallimento della società di Helga.

Intanto, i fondi pensioni che hanno dilapidato miliardi dei loro assistiti in un investimento
“sicurissimo perché garantito dal rating AA+ delle banche emittenti”, non potendo ridurre i
trattamenti già in corso di erogazione (le pensioni attuali), cominciano a emettere allarmati
bollettini sulla “sostenibilità del sistema” e spingono il legislatore perché ci metta una
pezza. Naturalmente, il legislatore visti i numeri, non può che ridurre le stime dei
trattamenti pensionistici che è possibile erogare in futuro e comincia a parlare di aumento

dell’età pensionabile, riduzione dell’indicizzazione per le pensioni (degli altri), e via
tagliando.

Il campione del mondo di Poker (WSOP 1972) Thomas Preston dice che “Guarda
intorno al tavolo, e se non riconosci chi è il pollo allora il pollo sei tu”. A questo
punto il passo finale è solo “Chi ha dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto,
scurdammoce o’ passato” e siamo a posto.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dottrina iperliberista degli ultimi due
decenni, dove la libertà è quella della “libera volpe in libero pollaio”, quella stessa
libertà che ha portato gli Sbornia Bond (ABS, CDO, CDS, CDO squared, e via
elencando) nelle cronache di questi giorni, e abbiate chiaro chi è ubriaco e chi
sobrio. E buone elezioni a tutti.


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