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Rapporto Sviluppo sociale sostenibile 3 .pdf


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Titolo: p_20160302_sole_sole_naz_021 (p)00_ubbgia00

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Il Sole 24 Ore
Mercoledì 2 Marzo 2016 - N. 61

21

7

milioni

SVILUPPO SOSTENIBILE

Gli italiani che non sono più classe media

Le famiglie che appartengono alla classe media
sono il 38,5% del totale, in calo rispetto al 57,1%
del 2007 (fonte Intesa Sanpaolo-Centro Einaudi).
Circa 7 milioni di italiani hanno perso con la crisi
l'ancoraggio economico alla middle class

Il trend da invertire

Un ombrello per la classe media
Più politiche pubbliche e misure di welfare aziendale in arrivo per sostenere la middle class impoverita
di Francesco Prisco
e Serena Uccello

Le misure di sostegno inserite nella contrattazione di secondo livello

empi duri per la classe media italiana, che fatica a lasciarsi alle
spalle gli anni della crisi. L'impoverimento è un rischio concreto,
ecco perché welfare aziendale e
politiche attive per la famiglia tendono ad assumere un ruolo sempre più importante per la
tenuta del tessuto sociale del Paese. Il guaio è
che si tratta di strumenti per lungo tempo poco utilizzati che, tuttavia, potrebbero ritrovare un nuovo slancio dopo le agevolazioni previste dall'ultima legge di Stabilità. Ma andiamo con ordine.

Imprese che hanno adottato iniziative ad hoc nel 2014. Valori %

T

La classe media impoverita
Secondo l'edizione 2015 dell'indagine sul risparmio degli italiani di Intesa Sanpaolo e
Centro Einaudi, le famiglie italiane che appartengono alla classe media sono il 38,5 per cento
del totale, in calo rispetto al 57,1 rilevato nel
campione del 2007. Circa 7 milioni di italiani (3
milioni di famiglie) hanno insomma perso con
la crisi l'ancoraggio economico alla middle
class. Dal 2009 l'ascensore ha iniziato a scendere: per la prima volta nella storia dell'Italia
post bellica, una generazione di ceto medio dichiara di aver fatto un passo indietro rispetto
ai propri genitori. Ancorché su alcuni aspetti
specifici della vita gli intervistati si ritengano
in vantaggio sui genitori (accesso agli studi,
viaggi, la prima casa, l'automobile), la quota
del campione analizzato che reputa di vivere
in condizioni materiali peggiori dei genitori è
del 45 per cento. La crisi, stando allo studio, ha
dato la sensazione di una svolta che ha determinato cambiamenti nei modelli di consumo:
di conseguenza, le persone si sono trovate costrette a rivedere la priorità dei valori.

Le politiche attive per la famiglia
Il discorso rimanda alla necessità di specifiche politiche attive per la famiglia. Che fin qui
hanno voluto dire quasi esclusivamente politiche per il bilanciamento dei tempi di vita e
dei tempi di lavoro. In questa identificazione
c’è una implicita affermazione: le politiche at-

Commercio

61,4 78,6 78,6

41,2 24,2 28,9

50,5 59,2 36,2

19,6 44,7 22,5

Tutelare la salubrità
dei luoghi
e la sicurezza
dei lavoratori

Formazione
professionale
per dipendenti

Rafforzare
la comunicazione
interna

Flessibilizzare
l’orario di lavoro e
favorire la conciliaz.
dei dipendenti

Predisporre
un bilancio
sociale

Il ruolo del welfare aziendale
In questo contesto, negli ultimi anni il privato
ha spesso sopperito alle carenze delle risorse
pubbliche. Sta sempre più crescendo infatti il
welfare privato. Ovvero la possibilità per le
aziende di retribuire con i servizi. Se si guarda

18 veicoli

Deloitte Italia
eMobility per una flotta più “green”
Avere una flotta eco-friendly è un’esigenza sempre più pressante per un numero crescente di aziende. In
quest’ottica, Deloitte - nota società di consulenza - ha deciso di coinvolgere Alphabet in un progetto con
un obiettivo preciso: integrare veicoli elettrici (EVs) all’interno della propria flotta aziendale al fine di
ridurre il proprio “carbon footprint”.
E Alphabet ha prontamente accettato la sfida, partendo da un’approfondita Analisi del Potenziale di
Elettrificazione (EPA) su un campione selezionato della flotta Deloitte, che comprende più di 800 vetture.
In un paio di mesi, i Logger GPS installati a bordo delle auto hanno registrato un totale di 48.000 Km
percorsi, fornendo dati preziosi su modalità di utilizzo ed esigenze dei driver Deloitte.

Per maggiori informazioni: www.alphabet.com/it/alphaelectric
Seguici su:

Servizi

4,2 30,7 17,6

Manifattura

24,9 34,3 17,2

Favorire
Offrire asili nido,
la compartecipazione
servizi sociali,
di assistenza,
ricreativi, di sostegno

Fonte:Istat indagini sul climadi fiducia delle imprese manifatturiere e dei servizi

al passato c'è parecchio terreno da recuperare. Lo rivela anche l'ultimo Rapporto Istat, che
ospita una ricerca sul tema nella quale è stato
chiesto a un campione di imprese quali iniziative avessero intrapreso nel 2014. Temi quali
asili nido, servizi sociali, servizi di assistenza e
di sostegno hanno purtroppo catturato l'attenzione soltanto del 17,2% delle imprese manifatturiere e del 24,9% di quelle di commercio, mentre più sensibili (34,3%) si sono dimostrate quelle di servizi.
Fortuna che il vento sembra stia cambiando. Di recente, due indagini ci hanno fornito
qualche cifra del fenomeno. Il Rapporto Welfare 2015 di OD&M Consulting, società specializzata di Hr consulting di Gi Group, sul
versante B2B ha per esempio ascoltato la voce
di un campione di 112 imprese e, su quello B2C,
di più di 300 addetti appartenenti a diverse tipologie di aziende. Per scoprire che le imprese che dichiarano di aver inserito un piano
welfare nella contrattazione integrativa di secondo livello risultano in crescita (38,2% del
campione) rispetto al dato del 2014 (29%). Il
dato è in linea con quello di un'altra ricerca realizzata da Luca Pesenti, docente di Organiz-

78 giorni

Si moltiplicano i servizi di welfare low cost di qualità
di Alessia Maccaferri

65,2 81,3 82,1

tive per la famiglia nell’azione legislativa non
si traducono in un sostegno concreto, in termini economici e di servizio, ma nell'individuazione e nell’introduzione di strumenti che
casomai possono alleggerire i tempi di lavoro
per permettere così una maggiore concentrazione dei lavoratori, più spesso donne, sulla
gestione del famiglia appunto. Gli ultimi interventi, infatti (dal bonus bebè al sostegno per
l'asilo nido, a titolo di esempio) di fatto vanno a
sostenere una fetta importante della popolazione, certamente, ma non sono esaustivi. Comunque, la batteria di strumenti predisposti è
più corposa dopo l'approvazione del Jobs act,
dove si prevede il potenziamento del part time e una maggiore flessibilità nell'organizzazione dell'orario di lavoro. In questo senso, un
importante impulso potrà arrivare dall'approvazione del Ddl Smart working.

Il privato sociale sposa
il modello low profit

zazioni sociali e welfare plurale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e promossa da Welfare company, provider di servizi di welfare aziendale di QUI! Group. Uno
studio secondo il quale le aziende che hanno
implementato da alcuni anni i piani di welfare, hanno aumentato il numero dei servizi
proposti (il 52% del campione contempla oltre sei misure a disposizione dei dipendenti e
delle loro famiglie).
Numeri destinati a salire dopo l'ultima legge di Stabilità. Grazie al cuneo fiscale favorevole, infatti, mille euro erogati sotto forma di
servizi alla persona (sussidi per asilo nido, baby sitter o badante, borse di studio, campus
estivi, check-up medici, pensione integrativa,
assicurazione sanitaria, servizi di ricreazione) valgono mille euro per il dipendente (circa il 40% di potere d'acquisto in più) e costano
mille euro all'azienda (al netto del recupero
Ires e Irap). Un'erogazione monetaria, al contrario, costerebbe 1.400 euro all'azienda a
fronte di un netto al dipendente pari a circa
600 euro. Un passo avanti che può dare un’ulteriore spinta al welfare privato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

48.000 Km

L

a badante di condominio, il veterinario
low cost da contattare online, la casa per
giovani coppie. Tra piattaforma digitali
eservizitradizionali,ilprivatosocialeelacooperazione si danno da fare per rispondere alla
domanda crescente di servizi della classe media: «Ci muoviamo in una filiera che era stata
garantita da un servizio pubblico che ora non
paga più e da un privato che non è più sostenibile economicamente da parte delle famiglie», spiega Stefano Granata presidente di
Cgm, che aggrega 900 imprese sociali e ha un
valore della produzione di 1,5 miliardi. Cinque
anni fa il consorzio ha lanciato Welfare Italia ,
una rete di 20 centri polispecialistici che offrono 150mila prestazioni mediche all’anno a
un prezzo medio tra i 70 e gli 80 euro. L’intento
è mantenere uno standard di qualità alto,
prezzi accessibili, servizi personalizzati, riducendo al minimo i tempi di attesa (una settimana, in media).
In ambito medico ha fatto scuola – come
modello di privato sociale - il Centro Medico
Santagostino fondato a Milano nel 2009 e che
oggi conta sette sedi nel capoluogo lombardo
e una a Bologna. La tariffa è calmierata (60 euro a visita) per un’offerta di qualità. Non solo. Il
centro copre quelle aree scoperte dal Ssn come per esempio l’odontoiatria, la psicoterapia, la logopedia. Risultato? L’anno scorso sono stati erogate 220mila prestazioni per
63mila pazienti trattati. Il centro è stato fondato da Luciano Balbo, che dopo una carriera nel
private equity tradizionale ha deciso di investire nella venture philantropy.
«Oltre alla sanità stiamo puntando sull’housing sociale su Milano, Torino e Firenze
per rispondere alle giovani coppie o famiglie
straniere che hanno difficoltà ad accedere al
mutuo - spiega Granata -. Sul versante lavoro
abbiamo creato di recente CooperJob,
un’agenzia di lavoro che si concentra sulle fasce di precarietà, sugli over 50, sulle badanti.
Infine con il Consorzio Pan stiamo sperimentando un’offerta educativa 0-6 anni che però
sia sostenibile sia per noi che per le famiglie».

33,3%
di veicoli
sostituibili
da EVs

I risultati dell’EPA
Più del 30% delle vetture analizzate può essere sostituito con Veicoli Elettrici, con una significativa
riduzione delle emissioni di CO2, ed un’infrastruttura di 7 stazioni di ricarica, distribuite in altrettanti punti
strategici. Sebbene non rientrasse negli obiettivi primari dell’iniziativa, il progetto ha evidenziato anche un
impatto decisamente positivo sul Total Cost of Mobility.
Partendo dalle evidenze dell’EPA, Alphabet ha studiato un efficace mix di veicoli elettrici e vetture
AlphaCity, il sistema di CarSharing per le aziende, raccogliendo immediati consensi: “Le auto elettriche
sono oggi parte integrante della nostra quotidianità, molto apprezzate sia dai giovani manager che dai
miei soci Executive” conferma Marco Martina, Strategy & Operations Partner di Deloitte.

Ha pensato, invece, agli universitari Balbo,
che ha lanciato un network studentati (e ostelli) di qualità a prezzi accessibili per venire incontro alle alte spese di chi deve sostenere un
ragazzofuorisede.PerorahaapertoaVenezia
e Bologna e prossimamente a Milano.
Infine vuole proporre servizi trasversali alla persona Familydea. La piattaforma è un ecommerce che consente di acquistare ogni tipodiserviziopossibileperlafamiglia,dallabadante di condominio alla gestione della casa,
dalcateringallafisioterapiaadomicilio.Iprezzi sono molto variabili, e possono rispondere a
portafogli diversi . «Uno dei nostri valori aggiunti- spiegaFabioValente,cofondatoredel
progetto e socio della coop- è che certifichiamo con il marchio Buy Social le cooperative,
120aoggi.Peresempio,sullebadantipossiamo
garantire l’affidabilità e la correttezza del contratto. Insomma, lavoriamo molto sul rapporto di fiducia con l’utente». Per ora Familydea è
attiva in nove città che diventeranno 50, entro
fine anno. «L’anno scorso abbiamo avuto 500
richieste di preventivo solo su Bolzano, nel
2016 sono state 250 in soli due mesi», aggiunge
Valente. La cooperativa sta ragionando sul
welfare aziendale. Già ora, con il Buono Welfare day, le imprese forniscono ai dipendenti
la possibilità di usufruire dei servizi direttamente dal portale della rete Familydea.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SVILUPPO
SOSTENIBILE

RAPPORTI 24 / IMPRESA
rapporti24 / impresa
a cura di Laura La Posta (caporedattore)
Marco Mancini (caposervizio)
rapporti24 / sviluppo sostenibile
consulenti editoriali: Alessia Maccaferri,
Valentina Melis
redazione grafica
Cristiana Acquati, Jolanda Maggiora Vergano
Clara Mennella

-9,1%
riduzione di
emissioni di CO2


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