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M5S Brindisi Programma .pdf



Nome del file originale: M5S Brindisi Programma.pdf
Titolo: M5S Brindisi Programma
Autore: Movimento 5 Stelle Brindisi

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MOVIMENTO 5 STELLE

PROGRAMMA ELETTORALE
AMMINISTRATIVE BRINDISI
5 GIUGNO 2016
Candidato Sindaco: Stefano Alparone
Siamo cittadini e uomini di buona volontà provenienti da diversi campi ed attività economico-sociali,
portatori di valori differenti, tutti accumunati da un minimo comun denominatore: l'onestà. Tra noi vi sono
operai, liberi professionisti, imprenditori, semplici cittadini, disoccupati, professori, incensurati e senza
tessere di partito. Come attivisti a Cinque Stelle, abbiamo militato nei comitati ambientalisti e di difesa del
territorio che operano su Brindisi e il comprensorio. Siamo convinti che con un'amministrazione normale,
Brindisi possa rinascere dalle proprie macerie e divenire una città a misura d’uomo dove crescere i propri
figli in maniera adeguata. Ci vuole la volontà dei brindisini di pretendere amministratori che siano comuni
cittadini, che non vengono dai partiti e che non vedano nell'impegno politico una professione, ma un dovere
civico, e che una volta concluso l'impegno, tornino alla propria vita.

#StefanoAlparoneSindaco

#RiprendiamociBrindisi
1

Premessa
Cari cittadini è giunto il momento in cui noi tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo ed
entrare nelle istituzioni. Noi del Movimento 5 Stelle di Brindisi pensiamo che non sia più il tempo
di delegare e lamentarsi; è arrivato il momento di partecipare in prima persona alla vita politica
della Città.
La vita pubblica e politica di Brindisi deve essere arricchita dalle voci della comunità perché è
fondamentale portare avanti una politica scelta dai cittadini e quindi espressione delle loro esigenze.
Non si deve più permettere che le decisioni arrivino dalle segreterie dei partiti o dalle lobby
economiche che troppo spesso sono i primi sponsors di questi ultimi.
Il Movimento Cinque Stelle è una lista “giovane” perché nessuno di noi ha mai ricoperto la carica
di consigliere comunale o incarichi di governo ed è per questo che siamo la garanzia per una
politica estranea agli interessi delle lobby economiche, libera dalle servitù energetiche e in sostanza
non ricattabile.
Non abbiamo paura di dover ribattere a quanti ingenuamente ci additeranno come “inesperti”,
poiché la politica locale ha palesato come, la parola “esperto”, non sia sinonimo di buon
amministratore.
Sulla scena politica locale continuano ad imperversare i soliti volti che da una vita si riciclano in un
partito piuttosto che in un altro, senza aver dimostrato di amare la nostra città, devastandone il
territorio sul piano ambientale e sociale e portando il Comune sull'orlo del dissesto finanziario.
L'impossibilità per noi di fare dell'attività politica un mestiere, è per il cittadino la migliore garanzia
che il nostro sia un impegno unicamente finalizzato a migliorare la città in cui viviamo; per noi, le
nostre famiglie, i nostri affetti e i nostri concittadini. Vogliamo raccontare il programma che
esprime una visione della città elaborata e condivisa durante numerosi incontri. Un programma che
costituisce il punto di partenza per rimettere in gioco i cittadini al fianco della politica che sia
veramente condivisa e partecipata, trasparente e concreta, una politica dal basso per iniziare una
nuova storia e dare a Brindisi una speranza ed una vera alternativa libera da tutti quegli interessi
politico-economici che la hanno ridotta in macerie negli ultimi decenni.
In sostanza, come tutte le persone che vogliono vivere la loro città, dobbiamo adoperarci affinché
Brindisi diventi una città in cui la legalità e l'avversione alle pratiche clientelari, entrino a far parte
del patrimonio genetico degli abitanti.
Una città in cui il senso civico e di appartenenza prendano il posto dell'apatia e dello scetticismo
che a volte ci contraddistinguono.
Una città che rispetti il territorio con la sua storia, le sue tradizioni e la sua cultura.
Una città che sappia immaginare e mettere in pratica un nuovo modello di progresso economico,
unica via per uscire dal pantano della crisi.
Una città migliore.

2

Indice


Amministrazione dei cittadini per i cittadini



Sviluppo economico del Territorio: Energia, Rifiuti, Ambiente e Industria, Agricoltura,
Infrastrutture, Acqua e Servizio Idrico



Mobilità e Trasporti



Sicurezza



Cultura, turismo e promozione del territorio



Istruzione, università e ricerca



Politiche sociali e Animali



Commercio e Artigianato



Sport



Connettività

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AMMINISTRAZIONE DEI CITTADINI PER I CITTADINI
Amministrare ha un significato molto importante e correlato alla sua etimologia: amministrare vuol
dire servire, essere a servizio della comunità.
I cittadini di buona volontà che, in questa lista, sono impegnati nel rinnovamento morale, politico,
economico e sociale della città di Brindisi intendono porre a servizio della comunità locale le
proprie competenze ed esperienze realizzate nei più differenti ambiti del vivere quotidiano, in un
rapporto di costante ascolto, collaborazione e sollecitazione dei cittadini affinché siano proprio
questi stessi gli artefici del miglioramento di Brindisi.
Il quadro entro cui la nostra opera andrà a segnare una netta demarcazione rispetto al passato è uno
scenario, come avrete appreso dalle cronache degli ultimi tempi, dominato da inefficienze,
incapacità, incompetenze e ancor peggio da affarismo, corruzione, disamore per la cosa pubblica,
disaffezione per i propri concittadini a vantaggio di interessi esclusivamente personali.
La Pubblica Amministrazione, come recita l’articolo 97 della Costituzione, deve improntarsi ai
principi di legalità, buon andamento ed imparzialità: il caso Brindisi per come presentatosi ai nostri
occhi negli ultimi anni, con un picco evidente nei mesi scorsi, probabilmente non ha per nulla
interpretato tali principi; le responsabilità sono chiare, siamo chiamati a guardare avanti con
rinnovato slancio civico.
Il nostro obiettivo, quindi, è quello di rimettere il cittadino al centro dell’amministrazione pubblica
e trasformare il Palazzo del Comune in Casa comunale: nel sentire comune, il palazzo
dell’istituzione locale è percepito come luogo di malaffare, di imbroglio, di disonestà. In numerosi
atti di carattere giuridico si parla di “casa comunale”, ma per molti, come detto, è risultato sempre,
fino ad oggi, molto difficile poter anche solo pensare di considerare il Comune, casa
nostra…eppure è proprio così: ogni spesa, ogni investimento, ogni sacrificio, ogni affanno che
come cittadino affronto ha una immediata ripercussione sulla comunità di cittadini nella quale vivo
ed opero.
Ecco che la partecipazione diviene l'elemento fondamentale della democrazia attraverso il
quale s’introducono i principi di equità, giustizia e destinazione delle risorse della comunità: perché
questo possa essere davvero tradotto in atti concreti è necessario aderire completamente alle norme,
alle regole, ai principi già vigenti in termini di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione
amministrativa, ma, più di ogni altra, in relazione al comune buon senso posseduto da ciascuno di
noi nell’operare nella gestione della cosa pubblica come un buon padre di famiglia, perché se il
Comune è una casa, la comunità dei cittadini che la abitano non può che essere la famiglia da
amministrare.
Per amministrarla degnamente, occorrono: onestà, merito, competenza, spirito di sacrificio.
Accogliendo le best practice del nostro Movimento, già previste dai programmi elettorali di altre
comunità presenti sul territorio nazionale, gli amministratori pubblici provenienti da questa lista ed
in particolare il cittadino individuato quale candidato sindaco predisporrà, entro la data della
nomina, una lista di assessori scelta per il tramite di avvisi pubblici molto puntuali che consentano
di individuare per l’amministrazione della città i più meritevoli e competenti che, portatori
anch’essi di esperienze conformi ai nostri principi (onestà ect.), sottoscrivano la volontà di
conformarsi agli obiettivi del Movimento 5 Stelle e l’adesione completa al programma di governo
della città per l’intera legislatura. La proposta per la designazione dei componenti della Giunta sarà
operata da una commissione interna all’uopo nominata, fermo restando il potere di veto del
candidato sindaco al quale, una volta eletto, per specifica previsione normativa, competerà la
volontà o meno di confidare la propria fiducia.
Affrontata la parte relativa agli amministratori, consiglieri, assessori e sindaco l’azione del
Movimento intende realizzarsi attraverso diversi step.

4

Piano di azione generale
Riteniamo che l’amministrazione possa essere rinnovata e ridimensionata a misura di cittadino
attraverso le seguenti azioni:
• aggiornamento dello Statuto comunale in ossequio ai principi di partecipazione diretta dei
cittadini, trasparenza e accesso agli atti;
• revisione generale della pianta organica del Comune attraverso una preventiva analisi dei carichi
di lavoro, delle condizioni di onorabilità previste per lo svolgimento di incarichi pubblici, dei
conflitti di interesse anche latenti dei dipendenti e degli amministratori, degli inquadramenti e
delle mansioni non conformi al concorso pubblico sostenuto;
• valorizzazione di specifiche competenze interne ed individuazione di sacche di inefficienza
contemplando l’istituzione di uffici di ascolto, collaborazione e sostegno all’iniziativa e alle
necessità dei cittadini;
• in assenza di competenze interne, apertura al mercato delle risorse umane per l’individuazione,
entro i limiti di bilancio, di specifiche professionalità con incarichi di durata determinata e
prestabilita finalizzati non tanto alla consultazione, quanto all’ottenimento di risultati ben
ponderati;
• maggiore e più capillare presenza sul territorio comunale attraverso una rivitalizzazione dei
quartieri ed una rete gratuita di cittadini responsabili che consenta di accorciare la distanza tra
amministratore ed amministrato;
• consultazione dei cittadini attraverso referendum locali e strumenti di democrazia diretta sulle
tematiche di maggior impatto strategico anche eventualmente nella forma mediata dell’ascolto
delle associazioni di categoria, ordini professionali e differenti corporazioni;
• decurtazione di una percentuale dell’appannaggio previsto da devolversi in favore di un conto
corrente dedicato ad iniziative di carattere locale (sostegno alla povertà e al disagio, iniziative
economiche di sviluppo locale etc.);
• corresponsione dei gettoni di presenza agli amministratori pubblici in ragione dell’effettiva
partecipazione alle adunanze anche attraverso la verifica puntuale delle stesse;
• programmazione adeguata delle commissioni consiliari atta a non creare sovrapposizioni di orari
ed argomenti;
• evoluzione degli strumenti di comunicazione tra uffici e tra uffici e cittadino attraverso
l’implementazione di software “open source” e sistemi di telefonia via Internet a costo zero.
Bilancio
Il bilancio è lo strumento principe di analisi e verifica del buon andamento di un’organizzazione: il
Comune di Brindisi, per come ci verrà consegnato dopo anni di altrui gestione, anche da questo
punto di vista presenta significative anomalie e diffuse responsabilità in termini di inefficienza,
spreco ed imprecisa rappresentazione per scritture contabili dell’attività economico-finanziaria
dell’ente anche verosimilmente di rilievo giuridico in considerazione del fatto che la magistratura,
soprattutto contabile, ha segnalato numerosi profili di irregolarità.
L’azione prioritaria in questo ambito assume i caratteri dell’emergenza e passa per alcuni obiettivi
improcrastinabili quali:
• il risanamento delle finanze pubbliche attraverso una riconciliazione più puntuale e fedele delle
scritture contabili attraverso una precisa individuazione dei debiti e dei crediti dell’Ente;
• il conseguente risanamento delle finanze pubbliche attraverso una capillare razionalizzazione
della spesa, una sostanziale cancellazione del ricorso all’indebitamento tramite mutui e ricorsi
alla Cassa Depositi e Prestiti, una ricognizione puntuale dell’evasione del tributo locale;
• processo completamente interno del tributo partendo dall’analisi e progettazione dei suoi
presupposti impositivi fino all’aggio derivante dalla riscossione;

5

una ridistribuzione degli oneri fiscali su cittadini, nuclei familiari ed attività economiche e/o
professionali che tenga conto del fattore umano (disagio, disabilità, obiettivo sociale
dell’organizzazione) con un “tributo a misura di cittadino”;
• una riscossione comunale e totalmente pubblica del tributo in maniera esclusivamente interna
tramite la macchina amministrativa comunale, attraverso la collaborazione e l’incrocio dei dati
con altre Amministrazioni Pubbliche e/o dello Stato;
• una rivisitazione delle partecipate comunali atta a razionalizzare incarichi e gestioni ed a
consolidare gli utili attraverso la revisione degli statuti, la verifica del buon andamento ed il
vantaggio economico-sociale delle stesse, la legalità, la meritocrazia, la responsabilità e la
trasparenza.


Trasparenza, valutazione dei dipendenti e misure anticorruzione
Piano d’intervento:
• adesione completa e totale alle norme di legge già vigenti (pubblicazione curricula, redditi,
conflitti, etc.);
• precisa e completa alimentazione del portale Amministrazione Trasparente;
• allungamento dei tempi di disponibilità degli atti sull’albo pretorio online;
• previsione di uno Sportello Trasparenza, un rafforzamento/superamento nei fatti dell’Ufficio
Relazione con il Pubblico al quale il cittadino può chiedere conto di provvedimenti
amministrativi che lo riguardano e segnalare reclami/abusi/ anomalie;
• dotazione di una casella di posta elettronica istituzionale e personale per tutti i componenti
dell’amministrazione (Sindaco, Componenti della Giunta, Membri del Consiglio Comunale e
Dirigenti comunali), superando l’attuale assegnazione di caselle dedicate ai settori
dell’amministrazione;
• adozione di una casella di posta elettronica istituzionale (whistleblowing) atta ad accogliere
suggerimenti e segnalazioni relative all’attività amministrativa, sia interna, con riferimento al
contesto interno (l’apparato burocratico/politico) ove si voglia segnalare quanto sopra al sindaco,
tanto esterna con riferimento ai cittadini che vogliano comunicare col sindaco;
• immediata soppressione del Nucleo di Valutazione ed istituzione di un Organismo di
Valutazione della performance dei dipendenti composto da professionisti esterni, autonomi ed
indipendenti dotati di comprovate esperienze professionali di merito;
• valutazione della performance anche del Segretario Generale dell’ente;
• pubblicazione delle valutazioni e irrogazione di sanzioni e provvedimenti disciplinari in caso di
performance negative;
• dichiarazione di assenza di condanne penali in via definitiva per tutti i dipendenti pubblici ed
assimilati del Comune di Brindisi;
• previsione di immediate dichiarazioni da rendersi al sindaco in caso di condanne penali anche
non definitive;
• elaborazione di un piano annuale e triennale della performance dei dirigenti e loro sottoposti
contenente obiettivi non routinari ed ordinari, (ma per come) già previsti dalla vigente
normativa;
• rotazione degli incarichi di vertice e non dell’amministrazione in ragione dei tassi di rischio
oggettivamente collegati alla commissione di fatti corruttivi e quindi con riguardo soprattutto ai
ruoli più che alle persone.
Oltre alla corretta e puntuale adesione ai richiami normativi si intende offrire, ove possibile, la
disponibilità alla trasmissione in diretta di attività consigliar tramite un canale appositamente
dedicato sul sito istituzionale del Comune.

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Interventi di rilancio dell’amministrazione
Piano d’intervento:
• previsione di una figura di controllo interno che possa verificare procedure, parametri alle
dipendenze dirette del sindaco;
• costituzione nel settore competente di un ufficio “Porto, aeroporto ed altre infrastrutture
strategiche” al fine di dare attuazione amministrativa alla linea guida politica concernente tali
ambiti;
• analisi attenta delle partecipate comunali anche attraverso parametri di mercato che ne
garantiscano la sostenibilità e indicazione di amministratori e professionisti da nominarsi con
apposita commissione esaminatrice sulla base del criterio della meritocrazia;
• pubblicazione dei resoconti stenografici di ogni seduta consigliare;
• previsione di uno strumento di comunicazione periodica alla cittadinanza circa l’avanzamento
del programma e le difficoltà incontrate;
• previsione di un’agenda periodica relativa al rapporto Assessore/Dirigente attraverso la quale il
primo possa costantemente e a cadenze prefissate monitorare e controllare l’adesione dell’azione
amministrativa alla linea politica emanata;
• costruzione di un bilancio comunale “ascoltato” attraverso l’ascolto delle istanze provenienti da
Enti, associazioni e semplici cittadini attraverso momenti diffusi di collegialità e democrazia
diretta;
• adozione di forme di comunicazione semplificate e più accessibili al cittadino anche in relazione
ai temi del bilancio;
• puntuale confronto e verifica delle condizioni prevista dai capitolati d’appalto e l’effettivo
svolgimento dei servizi in essi predicati;
• pianificazione dei fabbisogni e delle necessità della città con ampio orizzonte temporale al fine
di scoraggiare attività improntate all’emergenza ed urgenza anche con riferimento agli interventi
di manutenzione e di pubblica utilità;
• istituzione di un “Albo Fornitori” per gli acquisti di beni e servizi che, a parità di condizioni,
privilegino le aziende del territorio e relativo aggiornamento garantendo una costante rotazione
degli affidatari;
• istituzione di una black list, relativa a fornitori inadempienti ovvero contestati, nella fornitura di
un bene/servizio etc.;
• attivazione di uno sportello per l’Europa: l’opportunità fornita dall’Unione Europea in relazione
all’adesione a programmi, piani etc. ed alla conseguente ricezione di fondi connessi ad iniziative
specifiche deve trovare una sua dimensione ufficiale ed appositamente determinata
nell’organizzazione comunale;
• costituzione di un ufficio internazionalizzazione: in previsione dell’imminente soppressione
della Camera di Commercio, ma anche in relazione ad esigenze pubblicistiche (aventi come
destinatario il cittadino) dell’ente non solo legate al comparto impresa, ma anche a settori quali
l’agricoltura, la cultura ed il turismo. Appare necessario individuare e costituire,
nell’organigramma comunale, un ufficio che possa dedicarsi a questo contesto rintracciando
competenze specifiche, se possibile già disponibili internamente.

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SVILUPPO ECONOMICO DEL TERRITORIO
Sono a tutti note le circostanze e le cause, che hanno portato Brindisi e la sua comunità a dover fare
i conti con una situazione drammatica sotto tutti i punti di vista. Tutti gli indicatori per valutare la
qualità della vita del territorio, esprimono in maniera incontestabile la fine di un modello di
sviluppo non più sostenibile e la totale incapacità della politica di amministrare la cosa pubblica
nell’interesse generale.
Siamo consapevoli che la responsabilità del decadimento economico e culturale della nostra città è
da attribuire in gran parte alla partitocrazia che si è alternata negli ultimi 30 anni, votata a
soddisfare interessi personali attraverso politiche clientelari, asservendosi alle multinazionali e alle
lobby presenti sul territorio che, grazie a questa subalternità, si sono ingrassate a discapito di tutta la
collettività rendendo inattuabili nuove e differenti opportunità di sviluppo.
Questi sono i fatti, di Brindisi restano solo le macerie, l’unica alternativa possibile e iniziare a
ricostruirla sin dalle fondamenta. Non è più pensabile né proponibile continuare con questo
modello.
Brindisi necessita di una visione che - con una seria programmazione che coinvolga tutti i settori –
attraverso un periodo di transizione, la traghetti verso la modernità. Abbiamo le potenzialità per
divenire in pochi anni, punto di riferimento per tutte quelle città che, nel prossimo futuro,
fisiologicamente, vorranno divenire moderne. Puntando sull’innovazione a tutti i livelli, creando
know-how in settori che già oggi fanno la fortuna di quelle comunità che hanno deciso di
trasformare le loro città portandole nel XXI secolo.
Principi e strumenti per attuare questo cambiamento esistono già e in molte parti del mondo sono in
fase di attuazione se non già realizzati. E’ fondamentale divenire consapevoli che il vero
cambiamento può essere innescato solo se ognuno farà la sua parte, iniziando proprio dal
rinnovamento della classe politica che deve tornare ad essere portatrice di un progetto che abbia
come obiettivo finale il benessere diffuso.
Il progetto/programma per la nostra città nasce non solo dal confronto fra le idee di tutti gli attivisti
unito all’ascolto costante dei cittadini, ma anche dalla presa di coscienza delle gravi problematiche
che affossano la città. Siamo convinti che anche a Brindisi si possa parlare di una nuova era e per
iniziare ad innescare il cambiamento dobbiamo inevitabilmente passare dalla riorganizzazione degli
assessorati attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale comprendente gli
assessorati: Ambiente ed Energia, Agricoltura, Sviluppo Economico e Mobilità.
Lo sviluppo economico, nell’accezione più ampia, sarà dunque il frutto della strettissima
collaborazione tra i diversi interpreti della macchina amministrativa, tutti mossi dalla medesima
visione, ossia, rendere Brindisi una città sostenibile. Sarà necessario puntare sulla riconquista delle
reali vocazioni di questa terra, sostenendo e incentivando le comunità locali verso le piccole e
medie imprese (PMI), in settori quali: agricoltura, pesca, turismo, commercio e cultura.
Parallelamente si dovrà necessariamente pianificare la progressiva dismissione di quegli impianti –
che già per età e cessata funzionalità al progetto cittadino si avviano alla chiusura - vincolando già
da ora le stesse multinazionali, che tanto profitto hanno avuto in dote, ad accollarsi l’onere dei costi
e ovviamente ad impostare una seria campagna di bonifica delle aree inquinate. Il programma che
segue sarà dunque il nostro vademecum per iniziare ad impostare il cambiamento e a posare le
fondamenta della rinascita di Brindisi. Per fugare qualsiasi tipo di fraintendimento e per onestà
intellettuale ci pare doveroso evidenziare che a nessuno di noi sfugge la dimensione e l’ambizione
del progetto nel suo complesso, la Politica, però, non a caso con la P maiuscola, ha il dovere di
programmare e non di tirare a campare giorno dopo giorno. Ed è per questo motivo che presentiamo
ai nostri concittadini questo progetto/programma certamente ambizioso ma assolutamente
realizzabile.
Per una più comoda e scorrevole lettura questi settori saranno suddivisi secondo gli ambiti di
appartenenza, ma non sarà difficile intravedere quello che sarà l’obiettivo che si persegue e cioè un
percorso di rinnovamento e crescita verso una società sostenibile.
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Energia

I fallimenti dei mercati alla base dell’attuale contingenza economica associata ad una forte critica
dell’ineguaglianza distributiva, hanno aperto le porte ai nuovi concetti della scarsità delle risorse,
della difesa degli ecosistemi naturali, delle energie rinnovabili etc. Tutti questi elementi, fortemente
reattivi, sono alla base dell’elaborazione di una teoria completa dell’economia dello sviluppo, che
acquisisce forti connotazioni egualitarie ed ecologiche, la green economy. Il nucleo della green
economy è la produzione pulita (clean) e sicura di beni, materiali ed energia, la ricostruzione degli
ecosistemi naturali, la minimizzazione delle emissioni e dell’inquinamento e l’uso efficiente delle
risorse non rinnovabili. La green economy è circolare, poiché l’uso efficiente delle risorse impone
la minimizzazione dei rifiuti e la loro trasformazione in materia prima di nuovi prodotti.
La missione di questo progetto/programma, come accennato nella parte introduttiva, è la
ripianificazione economica, ambientale e sociale, puntando sulla valorizzazione del potenziale
locale sia in termini di risorse umane che territoriali. Abbiamo dunque sottolineato la necessità della
costituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale comprendente gli assessorati: Ambiente ed
Energia, Agricoltura, Sviluppo Economico e Mobilità. Tale atto si rende necessario, per rendere la
struttura amministrativa del Comune efficace nell’attuare i punti programmatici e funzionale ai
bisogni di questo nuovo modello economico: digitale, collaborativo e sostenibile.
Questo nuovo approccio richiede una nuova generazione di professionisti dell’Energia; per questo
motivo, prevediamo la collaborazione con poli universitari e Scuole Secondarie per la formazione
di figure professionali come: produttori, importatori, progettisti, installatori, tecnici ed integratori di
sistemi e commerciali da istruire su tecnologie come solare termico e termodinamico, solar cooling,
fotovoltaico, integrazione architettonica, pompe di calore, mini eolico, idrogeno e Smart grids.
L'ingresso nel mercato delle fonti rinnovabili ha già creato delle nuove professionalità specifiche
del settore, anche nel campo della ricerca di nuove tecnologie, figure in possesso di
specializzazioni, conoscenze e manualità spendibili nel resto d’Europa e del mondo. Diverremo
esportatori non solo di conoscenze ma soprattutto di manodopera altamente specializzata. Questo
esempio deve indurre a pensare che la realizzazione di questi obiettivi ha come scopo, quello di
dare nuovo impulso al settore energetico quale volano per una crescita sostenibile.
La stessa Confindustria in: “Proposte di Confindustria per il Piano Straordinario di EFFICIENZA
ENERGETICA 2010” – Task Force Efficienza Energetica Comitato Tecnico Energia e Mercato;
sottolinea e sviluppa la validità e la bontà, in termini di razionalizzazione dei consumi ed impulso al
mercato del lavoro, di questo modello di crescita.
Nell'ottica della razionalizzazione tra produzione e consumi, rimane fondamentale perseguire il
criterio della riqualificazione energetica degli edifici, giacché lo scopo primario rimane la
minimizzazione degli sprechi.
La Direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica dell’edilizia definisce gli
edifici ad “energia quasi zero” come strutture aventi fabbisogno energetico molto basso o quasi
nullo (da coprire quasi completamente da energia da fonti rinnovabili).
La stessa direttiva dispone che:
• a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di
proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero;
• entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero.
Come già previsto dal “Protocollo Itaca Puglia 2011 – Residenziale”, strumento di valutazione del
livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici, approvato con Deliberazione n. 3 del
16.01.2013, pubblicata sul BURP n. 26 del 19.02.2013, dalla Giunta Regionale, ai sensi degli art. 9
e 10 della L.R. 13/2008; per gli edifici di nuova costruzione bisogna garantire che, prima dell’inizio
dei lavori di costruzione, sia valutata in via prioritaria la fattibilità tecnica, ambientale ed economica
di sistemi alternativi ad alta efficienza, dando priorità alle forniture energetiche decentrate basate su
fonti rinnovabili.

9

Appare quindi evidente che il concetto della progettazione edilizia si stia evolvendo, spostandosi da
meri calcoli statici e contabili verso una direzione che debba, obbligatoriamente, tenere in
considerazione l'impronta energetica che ogni costruzione lascia all'interno del tessuto urbano.
La nuova concezione di progettazione è quindi un approccio integrato che tiene in considerazione i
criteri di riscaldamento/raffreddamento, l'illuminazione e l'utilizzo di fonti rinnovabili per la
produzione elettrica e termica, creando un complesso edilizio che sia anche possibile da gestire
tramite domotica per l'ottimizzazione dei carichi.
Riprogettare con criteri sostenibili ha già portato al superamento degli edifici ad energia quasi zero,
generando già adesso “edifici ad energia zero” ed addirittura ad “energia positiva”, questi ultimi
capaci di produrre più energia rispetto al proprio fabbisogno.
Le opere di riqualificazione energetica, inoltre, creano nuovo impulso sia alla razionalizzazione
degli sprechi che alla creazione di nuove professionalità.
Il calo dei consumi energetici (Eurostat – Energy production and consumption) che si sta
registrando in questi anni, oltre al contributo delle fonti rinnovabili, è anche merito di questa
operazione incentivante che andrebbe proseguita, anche perché diventa un volano per la creazione
di nuove imprese che basano il loro reddito in relazione al risparmio energetico generato.
Esempio concreto di nuove forme di impresa sono le cosiddette ESCO (Energy Service Company),
che, in un contratto di rendimento energetico, provvedono al compimento, con mezzi finanziari
propri o di soggetti terzi, di un servizio integrato volto alla riqualificazione energetica di un
impianto o di un edificio di proprietà del beneficiario, a fronte di un corrispettivo correlato all'entità
dei risparmi energetici ottenuti. Tutto questo dunque a costo zero per la collettività ed aggirando il
problema insito nel Patto di stabilità.
Nello specifico sarà necessario sviluppare questa direttiva su due livelli, ossia edilizia pubblica e
privata. Nel primo caso, sarà l’amministrazione a richiedere il servizio da parte di una o più ESCO
per la riqualificazione del proprio patrimonio immobiliare. Nel caso dell’edilizia residenziale, sarà
necessaria una preliminare campagna informativa atta ad illustrare i vantaggi sia in termini di
prestazioni energetiche che di effettivo risparmio derivante da questi interventi.
A conferma di questa linea strategica, Direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre sull'efficienza
energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e
2006/32/CE raccomanda agli Stati membri di stimolare gli enti pubblici a ricorrere alle società di
servizi energetici ed ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni ed attuare
piani tesi a mantenere o migliorare l'efficienza energetica a lungo termine (e non solo in riferimento
agli edifici, ma anche agli impianti come l'illuminazione pubblica).
Rifiuti
La visione del rifiuto come problema per una comunità va mutata in risorsa, attuando una politica
dei consumi tendenzialmente “senza rifiuti”, di cui sia protagonista l’essere umano anziché la logica
dei grandi impianti, partendo dalla prospettiva indicata dalla Direttiva Europea 2008/98 del 19
novembre (recepita nell’ordinamento nazionale italiano nel 2010 ed entrata in vigore nel dicembre
dello stesso anno), che detta una rigida gerarchia nella gestione dei rifiuti fondata su:
• prevenzione;
• riutilizzo;
• riciclo;
• recupero dei materiali;
• smaltimento dei rifiuti.
La nostra proposta oltre che ispirarsi alla suddetta Direttiva, persegue più in generale l’orientamento
verso un economia circolare, ovvero in primis sulla prevenzione dei rifiuti.
Qualsiasi piano di gestione virtuosa dei rifiuti, transitorio e definitivo, deve contemplare il
coinvolgimento di tutti i cittadini, consci del cambiamento radicale che si apprestano ad abbracciare
nelle abitudini quotidiane.
10

Per raggiungere gli obiettivi di riduzione e riuso dei materiali, bisogna immediatamente dare
seguito ad una campagna informativa capillare ai cittadini, con la concreta realizzazione di
una strategia sui rifiuti, il cittadino e l’ente locale diverranno partecipi del proprio futuro e del
risanamento ambientale.
Dunque per quanto riguarda i consumi e la diminuzione dei rifiuti gli obiettivi sono:
• riduzione della produzione degli stessi;
• riutilizzo delle risorse in modo naturale, secondo cicli circolari e non lineari;
• promozione di pratiche efficaci di riciclo attraverso la raccolta differenziata e la previsione di
filiere del riciclo.
Questa strategia promuove tutte quelle pratiche virtuose per una società sostenibile, che riduca il
suo impatto ambientale, contrapponendosi all’incenerimento dei rifiuti e alle discariche.
Si tratta insomma di uno scenario economicamente ed ecologicamente conveniente, che crea
occupazione.
La sfida di risoluzione del problema di smaltimento dei rifiuti, costituirà occasione di incremento
occupazionale, ritrovando mestieri che con l’avvento del consumismo, si erano persi. Dal risparmio
che si ottiene riducendo lo smaltimento dei rifiuti, si compensano le spese di nuove assunzioni e
addirittura, si potrà incentivare la buona volontà dei cittadini con sconti sulle tariffe delle spese di
raccolta della spazzatura.
La nostra azione sarà rivolta all’individuazione di una gerarchia nel sistema di gestione dei rifiuti,
in riferimento all’art. 4 della Direttiva 2008/98/CE.
Pertanto, partendo dal concetto che “il miglior rifiuto è quello non prodotto” e che qualsiasi società
sostenibile, per dirsi tale, deve impegnarsi a risolverne il problema dello smaltimento a monte, le
nostre priorità possono essere così riassunte:
• riduzione della produzione dei rifiuti, art. 29 della direttiva 2008/98/CE, indirizzando i
consumatori, gli enti locali e gli esercizi pubblici a scelte sobrie per privilegiare prodotti a ridotto
imballaggio e tutte le iniziative atte a non produrre a monte il rifiuto;
• riuso di quanto ancora sfruttabile e che non abbia concluso il suo ciclo di utilità;
• riciclo con una quantità accettabile di rifiuti da smaltire.
La conseguenzialità appena elencata non è intercambiabile, il sistema fin ora spesso ha sovvertito
questi ordini, rendendo utopistico lo smaltimento di una mole esagerata della raccolta differenziata,
perché senza un’azione preventiva di riduzione del rifiuto, anche il riciclo diventa ingestibile.
Le linee guida possono così sintetizzarsi, in un’applicazione aggiornata della gerarchia europea dei
rifiuti in quattro ambiti:
• riduzione;
• riuso;
• compostaggio;
• riciclo.
1) Introdurre modelli di consumo che scoraggino la produzione di rifiuti in modo da ottenere
una sostanziale riduzione dei volumi di risorse inviate a smaltimento.
L’art. 28 della Direttiva europea 2008/98 in tema di rifiuti, individua l’importanza dell’azione
sociale per dissociare quella che è la crescita economica, dagli impatti ambientali connessi alla
produzione dei rifiuti. Per questo risulta determinante la responsabilità dei produttori quanto dei
cittadini; all’art. 26 della Direttiva si introduce il principio-guida di chi “inquina/paga”.
Per questo occorre coinvolgere la cittadinanza in un processo partecipativo che pianifichi la
riduzione, individuando le modalità per attuarla e le conseguenti verifiche.
La nostra azione, tra l’altro, sarà volta ad indicare come superare la fase critica nella prevenzione
della produzione del rifiuto, con interventi fondamentali legati alla riduzione di imballaggi, ed al
divieto della plastica: i cosiddetti prodotti “usa e getta”.
L’unico modo per passare ad un nuovo paradigma in cui l’atto del consumo non debba
necessariamente corrispondere a quello del rifiuto è prevenire. La reale riduzione della produzione
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del rifiuto deve coinvolgere anche gli esercizi commerciali, così il consumatore, oltre ad attuare un
comportamento virtuoso a basso impatto ambientale, potrà ottenere un reale risparmio in termini
economici di spesa.
2) Incoraggiare la creazione di Banche del riuso secondo le esigenze del territorio.
Le ragioni per cui un bene di consumo finisce prematuramente in discarica dipendono dal mercato,
dalle mode, dalla mancanza di spazio nelle abitazioni, dallo stato di usura e necessità di riparazione.
Di qui la necessità dei laboratori di riparazione, strutture destinate, grazie all’ausilio di personale
formato e specializzato, a preparare al riutilizzo risorse ancora dotate di buone potenzialità, al fine
di ridurre i volumi di oggetti post/consumo, in discarica o negli inceneritori. Per questo motivo i
Centri di Riparazione come quelli del Riuso contribuiscono alla chiusura virtuosa del ciclo dei
rifiuti.
Le Banche del Riuso dovranno essere progettate secondo criteri sintetizzabili con questo schema:
• creazione della Banca di accettazione remunerata degli oggetti a fine ciclo (non più rifiuti) in
apposito capannone o ambiente dismesso di proporzioni adeguate a fare da deposito;
• progettazione dei laboratori di riparazione;
• creazione delle filiere della rivendita dell’usato;
• progettazione finanziaria dopo attenta analisi degli aspetti economici del ciclo dei rifiuti integrata
nella pianificazione finanziaria sul piano comunale.
3) Per la frazione umida, incentivare la produzione di compost su piccola, media e larga scala.
Alla base di un’efficace prevenzione della produzione del rifiuto, vi è indubbiamente una
modificazione virtuosa degli stili di vita, partendo dal contesto familiare, fino a quello industriale,
scindendo il rifiuto organico (che risulta costituire il 30% dei rifiuti), come indicato dalla Direttiva
Europea all’art. 22, che ne incoraggia la raccolta separata, ai fini del compostaggio e ne raccomanda
il trattamento sempre realizzato ad un livello elevato di protezione ambientale.
Il compost è il risultato dalla decomposizione e umificazione di una serie di materie organiche come
gli scarti di cucina, dei banchi dei supermercati, può essere reimpiegato dagli agricoltori locali al
posto di costosi ed inquinanti fertilizzanti chimici, non è impattante e di conseguenza, la collettività
non dovrà farsi carico in futuro della bonifica dei terreni e delle falde.
Il risultato del compostaggio risulta essere quindi un obiettivo strategico di politica energetica
diretto ad una riduzione dei combustibili fossili, che dagli scarti, senza costi aggiuntivi, favorisce
un’agricoltura di qualità.
4) Per la frazione secca, prevedere la raccolta differenziata e le filiere del riciclo su scala locale
per oggetti riciclabili e per gli oggetti non riciclabili prevedere sistemi di smaltimento
temporaneo in attesa del loro smaltimento.
E’ soltanto a questo punto che bisognerà coordinare e controllare in modo molto rigoroso la
pianificazione e la realizzazione di strategie di riciclo attraverso metodi spinti di raccolta
differenziata della frazione secca residua, dopo la puntuale applicazione delle indicazioni di cui alle
linee guida precedenti. La raccolta, la selezione e l’avvio al riciclo, potranno essere previsti per ogni
ARO (ambito di raccolta ottimale).
Il nostro intento è di dare immediata attuazione alla legge 448/2001 e al decreto del ministero
dell’ambiente 8 maggio 2003, n. 203, in cui sono dettate le norme affinché gli uffici pubblici e le
società a prevalente capitale pubblico acquistino manufatti e beni da materiale riciclato nella misura
non inferiore al 30%. In Puglia la legge regionale che le recepisce e la amplia, è la n. 23 del 2006 e
dal DGR 3031/2010.
Il nostro impegno sarà orientato dunque alla programmazione di pratiche per la riduzione e il riuso,
scoraggiando lo smaltimento in discarica o l’incenerimento dei beni ancora utilizzabili, in ossequio
all’art. 6 della direttiva europea, che stabilisce i criteri in base ai quali il rifiuto possa cessare di
essere considerato tale. Perciò promuoveremo la creazione delle cosiddette banche del riuso, i
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laboratori di riparazione ed i negozi di seconda mano, i mercatini del baratto, e tutte quelle attività
che prevengano lo spreco delle risorse, individuando le aree strategiche presenti sul territorio e
valutando i risultati sottoposti ad una commissione di esperti.
Ambiente e Industria
Prima di illustrare le linee guida che il nostro progetto/programma vuole perseguire in questo
ambito è necessario elencare, dal punto di vista normativo, quali sono le leggi e le ordinanze che per
loro natura e contenuti delineano in maniera chiara e non interpretabile lo scenario, che non
facciamo fatica a definire drammatico, in cui si versa il nostro territorio.
• Legge n. 349 dell'8 luglio 1986, con la quale Brindisi con Carovigno, San Pietro Vernotico e
Torchiarolo è inclusa in un elenco, più volte aggiornato, che identifica in Italia una serie di aree
ad elevato rischio di crisi ambientale. Lo scopo della legge era di prevenire ulteriori degradi del
territorio;
• Decreto Legislativo 22/1997 che ha incluso Brindisi tra i 57 Siti di Interesse Nazionale per
interventi di Bonifica. Il territorio in questione ha una estensione complessiva di aree private di
21 km2 e pubbliche di circa 93 km2, con una popolazione residente nelle aree limitrofe pari a 1/3
della popolazione regionale. Il criterio di inclusione di un sito tra quelli di interesse nazionale
dipende dal rischio sanitario che le condizioni di quel sito rappresentano per le popolazioni;
• Decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1998. Approvazione del piano di
disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Brindisi;
• Ordinanza Sindacale n.18 del 28/06/2007 a firma del Sindaco Domenico Mennitti che vieta la
coltivazione dei prodotti alimentari nei terreni limitrofi alla centrale termoelettrica a carbone
Enel Federico II;
• Ordinanza Sindacale del 2011 a firma del Sindaco Mennitti che prevede l'interdizione totale
dell'area Micorosa nei pressi del Petrolchimico di Brindisi a causa dell'elevato tasso di
inquinamento dei terreni;
• Piano Regionale della Qualità dell'Aria predisposta dall'ARPA Puglia che inserisce Brindisi in
fascia C, la più critica che necessità di azioni di riduzione dell'inquinamento;
• Legge 349/1986 e successiva dichiarazione specifica con Decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri del 30 giugno 1990 definisce Brindisi AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI
AMBIENTALE caratterizzata da gravi alterazioni degli equilibri ambientali, nell’atmosfera, nel
suolo, nei corpi idrici, che comportano rischio per l’ambiente e per la salute della gente;
• Decreto Legislativo 334/1999: legge Seveso, D.M. 9-5-2001,D.Lgs. 238/2005, Direttive Europee
Seveso I-II-III Soggetti a Rischio di Incidente Rilevante”, industrie che possono causare eventi
di grande entità (emissioni in atmosfera, incendi , esplosioni) dovuti a sviluppi incontrollati che
possono dar luogo a pericolo grave, immediato o differito nel tempo, per la salute umana e per
l’ambiente, sia all’interno che all’esterno dell’industria;
• Legge Regionale n°28 del 23-12-2002 “Sito di Importanza Comunitario” per le particolarità
naturalistiche del nostro territorio – “Parco Regionale Saline di Punta Contessa”. Vale per tutta
la costa sud, da Fiume Grande compreso a Cerano: area S.I.C.
La doverosa introduzione normativa impone, a nostro avviso, come prima azione di dotare la città
di un Piano d’emergenza, come previsto dalla Direttiva 82/501/CEE - “Seveso I” - a proposito di
informazione della popolazione si legge: "Le persone che potrebbero subire all’esterno degli
stabilimenti le conseguenze di un incidente rilevante devono essere adeguatamente informate sulle
misure di sicurezza da adottare e sui comportamenti da assumere". Ad oggi, a Brindisi, non esiste
un piano d’emergenza.
Questo primo atto dovuto e soprattutto di rispetto, verso la comunità del nostro territorio, non può
che divenire apripista per la nostra azione che sarà rivolta - nei limiti normativi e di competenze in
cui purtroppo può agire l’amministrazione comunale su temi così impattanti sullo sviluppo ed il
benessere del territorio – alla tutela della salute e dell’ambiente che possono e devono viaggiare in
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sinergia con il diritto al lavoro e soprattutto il diritto di una comunità di vivere in un contesto
salubre.
Siamo consci della vastità e complessità della questione, non a caso da sempre mai affrontata in
maniera organica e veramente strategica, così come siamo consapevoli dei costi elevatissimi di un
piano di riconversione e riqualificazione dell’intera area.
A tal proposito riteniamo fondamentale l’istituzione di una tassa di scopo per gli impianti
fotovoltaici a terra e una rinegoziazione di tutte le convenzioni con le grandi aziende presenti sul
territorio che in questi decenni hanno realizzato profitti miliardari a Brindisi.
Tassa di scopo sui redditi generati dagli impianti fotovoltaici a terra. Una piccola ma doverosa
premessa, siamo assolutamente favorevoli alle fonti rinnovabili ed il nostro progetto/programma ne
è una prova inconfutabile, ma siamo assolutamente contrari al modo in cui ci si è approcciati allo
sviluppo delle stesse sul nostro territorio.
Negli ultimi anni solo in agro di Brindisi sono stati istallati altre 400 parchi fotovoltaici con la
conseguente perdita di circa 400 ettari di terreno agricolo.
La proprietà della maggioranza di questi impianti, se non tutti, appartiene a banche, fondi di
investimento ed in generale a società spesso straniere, configurando in pratica una speculazione
finanziaria avvenuta ai danni delle nostre campagne.
Per questo motivo è nostra intenzione introdurre, per gli impianti sopra i 50 Kw di potenza installata
a terra, una tassa di scopo del 15% sulla remunerazione del conto energia. Inoltre saranno verificate
tutte le fideiussioni delle aziende operanti nel settore, per assicurarsi che gli impianti, una volta a
fine ciclo, siano dismessi e vengano ripristinate le aree.
Convenzioni e Bonifiche. Questione spinosa e complessa quella delle convenzioni, a tal proposito
riteniamo fondamentale una precisazione su questo tema. Mai nessuna cifra potrà compensare le
tante morti e la crisi ambientale e sanitaria generata dall’inquinamento prodotto nei decenni dalla
moltitudine e varietà di impianti altamente impattanti presenti sul nostro territorio.
Forti di questa premessa, le nostre richieste, saranno articolate essenzialmente su due direttrici, chi
ha generato profitti enormi dall’attività svolta sul territorio, causando altrettanto enormi danni alla
comunità, deve indennizzare (se mai cifra esista) la nostra città; richiesta questa che non dovrà
avere alcuna rilevanza sulla seconda direttrice che è quella di pretendere scadenze certe sul
definitivo disimpegno dal nostro territorio e garanzie certe sugli impegni economici inerenti alle
dismissione degli impianti e alle bonifiche dei siti inquinati, in ossequio alle direttiva europea
riassumibile in “chi inquina paga”. La nostra azione sarà quindi rivolta a realizzare in tempi brevi
un tavolo permanente con Governo, Ministeri competenti ed aziende coinvolte.
Quello delle bonifiche è uno dei grandi temi che volenti o nolenti bisognerà affrontare se si vuole
essere credibili quando si parla di sviluppo del territorio e della sua economia. Diviene
imprescindibile affrontare con il Governo centrale la questione, ridisegnando il piano d’intervento.
Per iniziare a rendere concreto questo cambio di paradigma e iniziare a porre le basi anche per un
diverso mercato del lavoro e quindi rilanciare l’occupazione, avviare la dismissione della centrale
Edipower (così come già previsto) e del nastro trasportatore, procedere alla bonifica del sito e alla
riqualificazione dell’area, riconsiderare immediatamente il banchinamento di S. Apollinare,
riprogettando l’intera area, restituendola alla comunità con finalità e destinazioni d’uso che meglio
esporremo nel PUG.
Parallelamente andrà incentivata la ricerca e la sperimentazione nell’ambito delle bonifiche che, è
bene ricordarlo, è un processo lunghissimo e di non facile risoluzione. Difatti ad oggi, la spinosa
questione delle bonifiche di aree come la nostra è di difficile gestione, non solo dal punto
economico, ma anche e forse soprattutto, perché strettamente correlato al modo con cui si debbano
effettuare.
La complessa situazione, per quantità e diversità di inquinanti presenti, non può essere affrontata
con interventi, come quello che si sta per mettere in atto a Micorosa, né stoccando in altri siti gli
inquinanti.
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Ecco perché crediamo che trasformare il problema delle bonifiche in opportunità sia l’unica strada
percorribile. La nostra intenzione, oltre al già accennato dialogo con il Governo centrale che è
imprescindibile per la risoluzione del problema, sarà quella di promuovere l’istituzione di uno o più
centri ricerca, che diventino attrattivi per i ricercatori di tutto il mondo, al fine di sperimentare,
perfezionare e mettere a sistema protocolli di bonifica delle aree inquinate basate su processi
biologici, che vengono riunite sotto il nome di BIODEPURAZIONE. L’intento chiaro di questo
percorso, oltre alla risoluzione del problema, si concentra sulla possibilità di creare un vero e
proprio mercato del lavoro che necessiterà di esperti del settore e che creerà nuove figure e
professionalità spendibili in tutte quelle aree industriali e non solo, a livello nazionale ed
internazionale, che si trovano in situazioni similari.
Agricoltura
Un modello di sviluppo alternativo deve incentrarsi sull’idea di sovranità alimentare intesa come
diritto dei popoli ad un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi
sostenibili ed ecologici e mediante l’autodeterminazione dei sistemi agricoli e alimentari.
Il nostro intento anche in questo settore sarà di ripristinare la giusta attenzione sia alla salute
dell’uomo che al lavoro dei campi.
Riteniamo necessario per realizzare un’occupazione stabile legata al territorio e una valorizzazione
sostenibile delle sue risorse naturali, agricole ed eno-gastronomiche, istituire una nuova PAC
(Politica Agricola Comune) che miri a rafforzare la competitività e la sostenibilità dell'agricoltura al
fine di garantire la produzione di alimenti di qualità, di preservare l'ambiente e contribuire allo
sviluppo sano nelle aree rurali.
Per quelle che sono le competenze comunali, intendiamo portare avanti un piano di semplificazione
delle pratiche burocratiche e rendere le procedure più rapide e trasparenti.
Per rendere comunque efficiente il complesso equilibrio tra monitoraggio ed esigenze di
produzione, ci muoveremo su un percorso ben definito, per tanto sarà prioritario:
• sviluppo progetti di alternanza scuola-lavoro per Istituti Superiori in base agli specifici indirizzi
e competenze;
• istituire un percorso partecipato tra produttori e consumatori per riscrivere insieme le regole sui
controlli di filiera in difesa della qualità, riducendo la burocrazia e migliorando l’efficacia;
• promuovere la tracciabilità del prodotto (azienda, trattamenti ricevuti, metodo di produzione);
• perseguire le opportunità di finanziamento e sostegno dai fondi europei, regionali e statali
tramite l’azione distribuita di uno sportello apposito;
• sostenere i mercati locali e i centri commerciali naturali.
Nella nostra azione sarà centrale la sicurezza alimentare, incentivando la filiera produttiva locale,
dalla coltivazione alla trasformazione, con l’adozione di un marchio di filiera “chilometro zero” che
certifichi i prodotti agricoli ed agroalimentari ad alta sostenibilità ambientale. A tal proposito
diverrà essenziale delineare una exit strategy circa l’utilizzo dei pesticidi, incentivando le buone
pratiche agricole e la per garanzia al consumatore di maggiore conoscenza e sicurezza sul prodotto
attraverso l’accesso pubblico ai dati non sensibili dell’azienda e della filiera anche mediante codice
QR.
Sempre nell’ottica della valorizzazione e incentivazione della filiera corta di qualità sosterremo e
promuoveremo l’incontro tra produttori a km zero e consumatori locali, attraverso i centri
commerciali naturali e i mercati contadini locali, magari mettendo a disposizione oltre ai
finanziamenti anche degli spazi gratuiti per i primi 3 anni.
Centrale in questo progetto sarà il ruolo delle aziende agricole, a tal proposito la nostra azione sarà
rivolta al recupero delle zone agricole abbandonate e marginali, verranno promosse le sinergie tra
agricoltura e ”turismo naturale”, per quanto nelle competenze dell’amministrazione comunale
riteniamo utile incentivare con sgravi fiscali le aziende che propongono modelli sostenibili che
riducono l’impronta ecologica. Proprio in questa ottica sarà centrale il sostegno e la promozione
della permacultura e della coltivazione di piante per la fitodepurazione e per il contenimento del
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dissesto idrogeologico; e ancora il sostegno all’introduzione di colture parallele e, quando
necessario, sostitutive a quelle tradizionali, in modo da diversificare i rischi dovuti ai cambiamenti
climatici (es: creazione e sviluppo della filiera della canapa a livello comunale; sperimentazione e
diffusione di piante officinali nei terreni marginali).
Infine, sempre nell’ottica di un nuovo modo di intendere il comparto, sarà forte la nostra azione a
contrastare il caporalato, nonché alla definitiva messa al bando di nuovi insediamenti eolici e/o
fotovoltaici su terreni agricoli, avendo già espresso in precedenza quale sia il nostro convincimento
sul comunque imprescindibile sviluppo del settore delle rinnovabili.
Infrastrutture: Porto ed Aeroporto
Nel nostro programma/progetto per il rilancio dell’economia, è ovviamente centrale il ruolo di
infrastrutture cardine quali sono il porto e l’aeroporto.
Nell’ambito di manovra e delle competenze dell’amministrazione comunale, la nostra azione sarà
volta a mettere in campo tutte le strategie e le azioni funzionali al potenziamento ed al rilancio di
entrambe, per garantire a sua volta il rilancio del settore turistico e commerciale inscindibilmente
legato a tali infrastrutture.
In particolare, per il Porto, sosteniamo che l’idea di fare squadra con tutti gli altri porti pugliesi
possa naturalmente premiare le vocazioni di ciascuno, nell’ambito di un’articolata e condivisa
visione di sviluppo regionale, nazionale ed internazionale, turistico, commerciale, ma quindi più in
generale economico dei nostri territori, una visione di sistema che possa tenere conto delle volontà e
degli indirizzi che ogni porto saprà declinare nell’ambito di un unico programma di crescita.
Sull’aeroporto, riteniamo fondamentale il suo ruolo di volano per il turismo e
l’internazionalizzazione delle produzioni locali e quindi la nostra amministrazione sarà da pungolo
per stimolare gli enti preposti ad intensificare le rotte da e verso destinazioni ad alta domanda
turistico-culturale.
Per l’importanza strategica comunque che queste due infrastrutture assumono nell’ambito
dell’economia cittadina, riteniamo debbano essere contemperate all’interno di un documento più
ampio, il PUG al quale stiamo già lavorando non solo in senso strettamente urbanistico, ma altresì
di sviluppo economico ed in cui le nostre proposte troveranno più articolata e puntuale descrizione.
Acqua e servizio idrico
L'acqua è bene essenziale che appartiene a tutti ed è un diritto umano universale, perché si scrive
acqua, ma si legge democrazia.
Per il servizio idrico, nell’ambito delle competenze dell’amministrazione comunale ed in
collaborazione con gli enti preposti, intendiamo intervenire sull’adeguamento della rete di
distribuzione idrica e fognaria ad oggi mal funzionate. Riteniamo non più procrastinabile la seria
pianificazione di interventi immediati rivolti alla rimozione e bonifica di arsenico e tallio.
Riteniamo utile garantire un minimo vitale giornaliero di 50 litri di acqua a carico della fiscalità
pubblica.
Nell’ottica della razionalizzazione dei consumi la nostra azione sarà rivolta a garantire gli usi a
scopo agricolo, affinché vengano considerati prioritari rispetto a quelli industriali. Inoltre, in
ossequio a quanto finora esposto, verranno trovate forme di incentivazione per favorire nelle
ristrutturazioni edilizie l’adozione di impianti che recuperino le acque di lavatrici e lavastoviglie per
gli scarichi igienici e di impianti che utilizzino le acque piovane per usi non alimentari.
Riteniamo inoltre, imprescindibile l’incentivo all’utilizzo dell’acqua pubblica, pertanto prevediamo
la diffusione periodica dei dati delle analisi dell’acqua pubblica per incentivarne l’uso nei luoghi
pubblici e nelle mense. Vincolo per tutte le strutture scolastiche e gli uffici pubblici all’utilizzo
esclusivo di acqua del rubinetto per uso potabile (dove conforme alle norme), abbattendo così costi
e produzione di rifiuti. Infine, sempre nell’ottica della riduzione dei rifiuti, istituzione di un servizio
per quartiere, nel quale, appositi spazi, verranno allestiti con erogatori di acqua pubblica e apposite
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aree per il recupero della plastica e la distribuzione di bottiglie di vetro. La finalità è quella di
incentivare, non solo l’uso dell’acqua pubblica ma anche quello di rieducare la collettività
all’utilizzo del vuoto a rendere.

URBANISTICA, MOBILITA’ E TRASPORTI
La crisi economica e la crisi urbana, pur seguendo logiche talvolta contrapposte, si manifestano
quale prodotto di uno stesso e più generale declino e di un modello di sviluppo diventato sempre più
insostenibile.
Per il M5S di Brindisi è necessario avere obiettivi da porre alla base di politiche urbanistiche
sostenibili. Si può osservare come il fenomeno di cementificazione non pianificata abbia generato
un processo costante di deroga della capacità di avere una visione d’insieme, causando la mancanza
dello spazio pubblico e dei servizi pubblici per il cittadino. L’urbanistica si deve confrontare con la
sostenibilità dell’insediamento urbanistico:
• l’individuazione delle aree per la riqualificazione e il recupero urbano e produttivo sostenibile;
• il Mantenimento dell’integrità dell’ambiente naturale e storico-archeologico;
• il corretto funzionamento delle reti e servizi;
• la qualità delle soluzioni spaziali dello spazio urbano vissuto quotidianamente dal cittadino.
Si ritiene necessario contenere il consumo del suolo promuovendo forme di riuso del patrimonio
edilizio esistente e garantendo la massima permeabilità del terreno attraverso il verde urbano non
pavimentato.
L’organizzazione e la pianificazione territoriale determinano sia la qualità di vita, sia la ricchezza
locale e pertanto è necessario integrare i processi decisionali consueti con quelli più avanzati.
Si prevede la realizzazione di uno studio urbanistico complessivo del territorio comunale
(che possa dar vita ad una pianificazione partecipata) e la creazione, all'interno di tutte le varie zone
della città, degli standard minimi previsti dalle norme del Piano Regolatore Urbanistico e dalle
norme nazionali. A tal fine è necessario:
• individuare quali priorità, la manutenzione degli spazi pubblici ed il miglioramento delle
infrastrutture urbane anche attraverso il coinvolgimento di investimenti privati (cofinancing
nell’adozione di spazi pubblici);
• procedere alla mappatura di ogni quartiere per l'individuazione di spazi e luoghi da rivitalizzare o
riqualificare, sulla base delle esigenze e dinamiche di quel determinato brano di città;
• attribuirne la gestione a determinati soggetti “volontari” o in grado di concedere tempo in
cambio di bonus fiscali, agevolazioni, piccoli compensi (banche del tempo per pensionati,
minorenni, studenti, disoccupati, part-time, categorie svantaggiate);
• prevedere opere ed incentivi per la riqualificazione delle aree urbane degradate.
Infine, conseguentemente allo studio saranno avviati degli incontri per la pianificazione urbanistica
partecipata dei luoghi suddetti che daranno vita a piani dei servizi nelle unità minime del territorio
comunale, individuate da un’identità di quartiere.
Quindi, in sintesi, attraverso l’individuazione dei luoghi del vivere quotidiano (quartieri):
• individuare e sviluppare un’identità contemporanea degli stessi;
• prevedere un centro o un sistema di centralità dello spazio pubblico;
• prevedere un parco o un sistema di giardini pedonali e connetterli direttamente con il Trasporto
Pubblico Locale e con un sistema ambientale verde o con un corridoio verde;
• favorire il mix sociale evitando la ghettizzazione, favorire il mix funzionale decentralizzando i
servizi contro il traffico, fornire connessioni pedonali tra centralità, trasporti pubblici e servizi o
luoghi di interesse pubblico;
• prevedere servizi igienici nei punti della città di maggiore interesse e fruizione collettiva e aree
di ristoro attrezzate nei parchi cittadini ed in aree protette;

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concedere la possibilità di installare dehors in maniera trasparente ed equanime, monitorando
costantemente il codice dello stile degli stessi conformemente alla matrice urbanistica sulla quale
insistono, con particolare riguardo a quelli pertinenti agli immobili siti nel centro storico.

Aggiornamento del piano regolatore generale
• Conformemente alla Carta di Firenze, pilastro del nostro Movimento, bloccare e non
autorizzare nuove costruzioni e nuove sopraelevazioni, intanto nel Centro storico;
• rivedere con urgenza le cubature consentite per i nuovi edifici con particolare riguardo alle zone
Cappuccini e Casale per preservare la conservazione di abitazioni e dimore storiche o risalenti
negli anni, garantendo la conservazione e preservazione dell’identità cittadina;
• nell’ambito di politiche volte ad incentivare il ripristino del decoro e dell’igiene urbana
prevedere strumenti di sostegno ai proprietari di immobili vetusti e fatiscenti anche per il tramite
di una rimodulazione favorevole della leva fiscale locale ovvero l’intimazione con conseguente
messa in mora per gli inadempienti (messa in sicurezza e tinteggiatura dei prospetti);
• contemplare nelle politiche di decoro urbano, il coinvolgimento di operatori di servizi telefonici
ed elettrici per la rimozione definitiva di cavi e sospensioni dai prospetti dei palazzi, partendo dal
centro storico e progressivamente estenderli a tutto il territorio comunale;
• dare immediata attuazione alla campagna “Amianto 0” censendo immobili pubblici e privati ove
ancora insista tale materiale diffidando formalmente ad adempiere alla eliminazione dello stesso,
anche approfittando dei fondi regionali già all’uopo previsti;
• recuperare e restituire all’immediata fruizione pubblica immobili sottratti e confiscati alle mafie.
L’indirizzo strategico urbanistico della città per il prossimo avvenire troverà ampia illustrazione
nella redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG).
Mobilità
La mobilità, ovvero la possibilità di muoversi liberamente sul territorio, deve coniugarsi alla
risoluzione dei problemi connessi al traffico riconosciuto nei diversi centri urbani, come un
problema ambientale di importante rilievo. A livello del centro urbano, garantire la mobilità ai
cittadini si traduce in una riconquista della città, dei suoi spazi e delle sue funzioni da parte di tutti
gli abitanti e, in particolare, di quelli che ne sono maggiormente esclusi come anziani, minori,
disabili o chi non può permettersi un autoveicolo.
Il piano della mobilità sostenibile può e deve includere:
• progettazione delle infrastrutture conseguente ad una reale constatazione dei flussi di Traffico ai
vari orari della giornata stabilendo chi si sposta, i punti di partenza e d’arrivo e i mezzi utilizzati
per incentivare la mobilità ciclopedonale e quella del trasporto pubblico locale su quella privata;
• collegamento tramite mezzo pubblico dei principali punti di interesse pubblico, quali parchi
urbani, boschi cittadini e aree protette;
• favorire il raggiungimento pedonale dell’ospedale, struttura ad oggi del tutto isolata dal tessuto
cittadino;
• sviluppo della rete ciclabile secondo standard di mobilità moderna, concependo lo spostamento
in bicicletta o pedonale alla stregua di un mezzo di trasporto garantendo quindi percorsi protetti,
diretti, veloci e senza interruzioni su quelli già esistenti estendendoli verso i quartieri periferici;
• passaggio successivo sarà quello di introdurre in via sperimentale nella mobilità del Comune
la miscela idrogeno-metano e idrogeno puro attraverso vetture alimentate a idrometano e vetture
elettriche con alimentazione a fuel cells a idrogeno: ciò consentirebbe un importante
abbattimento delle emissioni inquinanti;
• previsione di aree pedonalizzate e di zone a traffico limitato nel centro storico: la realizzazione
di dette aree e la loro estensione sarà strettamente legata alla possibilità di accesso tramite mezzo
pubblico singolo e/o collettivo;
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• fare del concetto di waterfront una vera modalità di fruizione collettiva dell’area portuale
consentendo, almeno in giorni opportunamente calendarizzati, la possibilità di passeggiare
sull’intera banchina, anche della parte interdetta tramite opportuni accordi con le autorità
preposte.
Trasporti
La nostra politica di mobilità nasce rispettosa della salute, del territorio e dell’ambiente tramite una
visione del tessuto urbano come intreccio di luoghi naturali ed artificiali per una qualità di vita
migliore, nei quali il cittadino possa sentirsi a proprio agio e possa scegliere come spostarsi.
Appare fondamentale rivoluzionare l'idea che la città debba essere pensata a misura d'auto per un
malinteso diritto di mobilità: l'automobile è divenuta protagonista della vita cittadina, occupando
spazi altrimenti destinati alla persona ed alle sue attività. Il progetto di mobilità disegna una città
che, grazie ad un sistema di capolinea rionali, nodi di scambio e ad un sistema di servizi pubblici
dinamicamente adattabile nel tempo, nel modo e nei mezzi utilizzati, consenta uno spostamento
comodo ed utile delle persone, garantendo loro la riappropriazione degli spazi e l'uso del mezzo più
adatto per i propri spostamenti.
In particolare, l'uso della città così pensato è particolarmente attento ai diritti di mobilità di quanti
per disabilità o condizione si trovino in posizione svantaggiata rispetto ad altri, si pensi alle donne,
ai diversamente abili ed ai meno abbienti, agli anziani ed ai bambini ed in generale a quanti
impossibilitati a condurre un'automobile.
Per avviare un processo di ottimizzazione del TPL (Trasporto Pubblico Locale) è necessario, oltre
che predisporre un buon Piano della mobilità, provvedere alla revisione dei tragitti delle linee e
degli orari, rendendoli più conformi alle effettive esigenze riscontrate in fase di studio.
È inoltre necessario individuare punti/isole di interscambio con altri mezzi del TPL (taxi, bici, ecc)
per favorire l'intermodalità e un utilizzo più diffuso dei mezzi pubblici.
Si propone quindi di:
• ripristinare adeguatamente e a cadenze periodiche, legate al naturale ciclo di vita dell’asfalto,
una diversa copertura del manto stradale;
• prevedere la realizzazione di corsie preferenziali per autobus, taxi e velocipedi;
• acquistare mezzi di trasporto elettrici incrementando così il numero dei mezzi pubblici, vista la
Direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, sul quadro
generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e
nelle interfacce con altri modi di trasporto, che mira a incoraggiare lo sviluppo di tecnologie di
trasporto innovative per creare sistemi di trasporto intelligente (ITS);
• aumentare la frequenza delle corse dei trasporti pubblici e ridisegnare le attuali linee, con
l’obiettivo di coprire tutto il territorio soprattutto negli orari di punta;
• realizzare una “card” o abbonamento individuale di mobilità cittadina intermodale che consenta
l’utilizzo di qualsiasi mezzo di trasporto (bus, bike sharing, taxi) con credito prepagato o con
addebito contestuale su conto corrente, incentivando l'uso dei mezzi pubblici grazie alla
semplificazione e all’allargamento delle modalità di pagamento;
• dare comunicazione su orari e altre informazioni su tutti i mezzi del TPL, tramite web,
applicazioni smartphone ed ogni altro supporto informativo (pensiline smart);
• valutare un programma a medio termine che vada nel senso di incentivare l’utilizzo dei trasporti
per gli studenti/scolari per favorire il decongestionamento del traffico durante le ore di punta;
• introdurre in modo progressivo un sistema di scontistica per le famiglie (ad esempio familiare
scontato e sconti progressivi sugli abbonamenti per i figli oltre il primo);
• prevedere incontri di formazione civica improntati al sostegno del car sharing, per esempio, per
raggiungere il posto di lavoro comune;
• prevedere l’ingresso attraverso percorsi univoci e la sosta di autoarticolati solo in determinate
fasce orarie del giorno, privilegiando soprattutto in aree ad alta densità di traffico l’utilizzo per
consegni e trasporti di mezzi leggeri;
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istituire la figura dell' “operatore privato TPL”. Questa figura, munita di apposita licenza, mette a
disposizione il proprio mezzo privato per coprire delle linee che saranno opportunamente
individuate e per le quali sia economicamente svantaggioso fare ricorso all’operatore pubblico: i
costi e gli standard del servizio offerto saranno concertati e costantemente controllati dal
Comune;
• introdurre i risciò elettrici per turisti e cittadini;
• prestare attenzione a categorie disagiate e svantaggiate, quali anziani e disabili anche attraverso
la disponibilità di mezzi di trasporto speciali presso strutture sanitarie, cimiteri e parchi cittadini;
• introdurre, se possibile, fasce di esenzione del pagamento del titolo per ultra 75enni e fasce
disagiate.


CULTURA, TURISMO E PROMOZIONE DEL TERRITORIO
Millenni di storia in un porto e la sua città; a Brindisi i messapi si insediarono per vivere e
commerciare, i romani la resero testa di ponte per l’espansione via mare verso l’oriente, crociati e
pellegrini si imbarcarono per la difesa e l’onore della fede, l’Inghilterra la scelse per risparmiare
giorni di navigazione per i suoi traffici commerciali con l’India, e durante la seconda guerra
mondiale Brindisi fu anche capitale d’Italia. Sin da quando l’uomo ha calcato con i suoi piedi la sua
terra e navigato le sue acque, Brindisi ha rappresentato un importante snodo strategico-militare e
commerciale ma mai turistico. Per alcuni decenni ha visto masse di turisti muoversi per le sue vie,
solo in attesa d’imbarcarsi per raggiungere mete più appetibili. Nessuno ha mai creduto realmente
nella capacità della nostra terra di attrarre lo straniero in visita, forse i primi a non crederci sono
stati i suoi cittadini e i suoi governanti. A riprova di ciò, la spesa prevista dal comune per il 2014
per il settore turistico è stata pari allo 0,01 % del totale, una percentuale ridicola rispetto al
patrimonio materiale e storico della nostra città e al suo potenziale turistico, di quel turismo che può
di fatto rappresentare la nuova grande risorsa di questo territorio e il volto nuovo di una terra che
vuole cambiare.
Per le ragioni sopra elencate, il programma che segue vede cultura e turismo quali punti forti per
attivare un cambiamento ed una crescita territoriale, attraverso proposte concrete di itinerari e
attrattive turistiche, creazione di servizi idonei, incentivazione dell’iniziativa imprenditoriale e
un’intensa campagna promozionale, puntando a sviluppare un settore dalle infinite potenzialità.
Questi i punti da sviluppare:
• studio e si realizzazione di un brand (marchio cittadino) che racchiuda in sé tutte le eccellenze
offerte dal nostro territorio;
• realizzazione di una rinnovata ed adeguata presentazione del nuovo volto turistico della città
attraverso un’attenta campagna pubblicitaria di promozione turistica, sia web che tradizionale,
nei luoghi quali stazione ferroviaria, porto e aeroporto, soggetti ad un ampio flusso di viaggiatori
di passaggio che potranno essere invogliati ad un soggiorno più lungo;
• potenziamento dei punti d'informazione turistica, per i quali si promuoveranno progetti di
collaborazione con istituti scolastici, operatori turistici e operatori ricettivi presenti sul territorio
con i quali saranno realizzati incontri di formazione;
• sviluppo sia in termini di visibilità che di valorizzazione, promozione e tutela dei prodotti
enogastronomici locali. Il Comune dovrà essere in prima linea nella promozione e nella cura
degli interessi dei produttori locali incentivandone i processi di produzione, snellendo gli
adempimenti burocratici per l'apertura di nuove attività;
• realizzazione di itinerari turistico-culturali urbani ed extraurbani incentrati su percorsi
ecclesiastici (chiese e arte sacra ), storico-archeologici (musei, scavi archeologici, torri costiere,
castelli etc.), ambientali (parchi e boschi). I percorsi, con i relativi orari di apertura e chiusura dei
luoghi d’interesse turistico, saranno realizzati di concerto con le varie forme istituzionali che
gestiscono i beni, nella fattispecie curia, comune, soprintendenza, regione e le associazioni
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culturali ad esse eventualmente legate, in modo da non precludere in qualsiasi giorno della
settimana, a qualsiasi ora del giorno, la possibilità di accedere al bene;
sviluppo e miglioramento della fruibilità dei percorsi turistici, sia in città che nelle strade
comunali in campagna, attraverso l’eliminazione di barriere architettoniche, nonché attraverso un
servizio di mezzi idonei (via terra e via mare nel porto) per muoversi in città e al di fuori di essa,
prevedendo percorsi stradali chiari e con adeguata cartellonistica che indichi i punti d’interesse
culturale, enogastronomico e commerciale;
valorizzazione del lungomare e dei corsi, con passeggiate pedonali e\o piste ciclabili,
incentivando l’apertura di nuove attività di servizi, ristorazione, degustazione e vendita di
prodotti tipici e artigianali, snellendo la parte burocratica e sostenendo le attività già esistenti
inserendole nei percorsi di interesse turistico. Si incentiveranno variazioni quali l’estensione
dell’orario di apertura degli esercizi commerciali e dei poli culturali, nei periodi maggiormente
interessati dal flusso turistico. Saranno garantite agevolazioni fiscali per l’apertura di nuove
attività (con priorità a quelle culturali) nei locali attualmente sfitti situati nel centro storico, lungo
i corsi principali e sul lungomare;
impegno costante per la promozione e sponsorizzazione di eventi, fiere e spettacoli legati
all’arte, all’intrattenimento, alla cultura e allo sport, rivolgendosi alla più ampia fascia possibile
di utenza e coinvolgendo associazioni culturali, teatri cittadini, gruppi musicali, società sportive,
(con priorità alle proposte presentate da enti e associazioni locali) mediante un procedimento di
realizzazione e sponsorizzazione trasparente e coerente con le finalità dell’evento
stesso. Particolare attenzione sarà rivolta alle manifestazioni di ampio interesse quali mostre,
rappresentazioni teatrali e danza, fiere del libro e dell’arte disegnata, rassegne cinematografiche
e musicali, eventi sportivi nazionali e internazionali, che possano attirare l’attenzione del
pubblico e dei media a livello internazionale;
particolare attenzione sulla puntualità degli interventi di manutenzione, rivisitazione ed
omogeneizzazione degli arredi urbani, con particolare attenzione all'accoglienza dei turisti,
nonché alla sicurezza dei visitatori e dei beni storico-artistici della città, attraverso l’installazione
(con regolari gare d’appalto) di telecamere di video sorveglianza;
concessione il comodato d’uso temporaneo di tutti i “contenitori culturali” e gli spazi di
competenza del comune ( bastioni, palazzi antichi e moderni, capannoni, ecc) per lo svolgimento
di attività espositive e culturali, nonché come sedi di incontro e/o sportello per associazioni no
profit del territorio;
concessione di uno spazio agli universitari, che rappresenti il loro polo su Brindisi, unitamente
ad interventi che stimolino i privati a garantire agevolazioni e sconti per gli stessi studenti
universitari su tutta la cultura, ingressi in musei, cinema e teatro, ecc. allo scopo di stimolare un
decentramento da Lecce e dare vita ad un "contro-esodo", con un’ovvia ricaduta sulle attività
commerciali e di intrattenimento serale;
particolare attenzione all’integrazione di fondi per la cultura grazie al reperimento, con team di
consulenti esperti, di fondi (europei e regionali) per dare sostegno agli operatori del settore
attraverso concessione di contributi alle imprese, esenzioni fiscali, programmi di intervento per
incrementare il movimento turistico in entrata e azioni di qualificazione dell'offerta turistica non
solo di passaggio;
riqualificazione degli itinerari dei trasporti cittadini con rafforzamento dei collegamenti tra
Porto, Aeroporto e centro cittadino (stazione). Si valuteranno con la categoria dei tassisti tutte le
azioni necessarie per migliorare il servizio pubblico di trasporto di persone, aumentando i
controlli per meglio tutelare i fruitori;
riqualificazione e sviluppo della costa e delle spiagge (punti di forza del nostro territorio)
riconvertendo i vecchi ed obsoleti stabilimenti costruiti in cemento in spiagge attrezzate, con
particolare attenzione all'utilizzo di materiali rispettosi dell'ambiente ed accesso facilitato ai
disabili. Si aumenteranno i controlli per la regolamentazione dei contratti con i concessionari al
fine di migliorare la fruibilità del mare da parte dei cittadini.
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Brindisi può diventare una città in cui il turismo, la cultura e la valorizzazione del territorio
rappresentino la primaria fonte di crescita economica e la vera alternativa al mono-sviluppo
industriale, con una conseguente ed inevitabile ricaduta sulla creazione di nuovi posti di lavoro per
un ampio ventaglio di competenze e di fasce di età.

SICUREZZA
Il tema della sicurezza urbana è ormai diventato una delle questioni centrali dei governi nazionali e
locali a partire dalla constatazione, sempre più condivisa, che il sistema della giustizia penale, le
strategie di controllo e di repressione non sembrano essere in grado di produrre contesti di
sicurezza. Il repentino emergere del problema sicurezza non appare solo collegato all’aggravarsi dei
fenomeni criminali, ma anche ad alcuni avvenimenti di portata generale, quali le rapide
trasformazioni fisico-sociali delle realtà urbane, il diradarsi delle forme del controllo sociale
formale ed informale, le crescenti difficoltà di relazione tra la società civile ed il mondo
istituzionale. La conseguenza di tutto ciò è una crisi di identità del cittadino, delle sue coordinate di
appartenenza che creano un senso di insicurezza globale che va oltre i timori indotti dal rischio di
eventi specifici e che affonda le proprie radici nella perdita del senso di quei valori che fondano
l’identità collettiva. La sicurezza non rappresenta, quindi, solo una questione riconducibile
all’azione del tradizionale apparato repressivo, ma è anche un problema di condivisione dei valori
su cui poggia l’identità civica nella quale si riconosce la comunità locale.
Appaiono evidenti, a questo punto, i limiti di un’azione finalizzata soltanto a perseguire i
responsabili dei fatti penalmente rilevanti e considerare, invece, imprescindibile la necessità di
intensificare ogni attività di prevenzione che consenta di impedire o di attenuare fatti, circostanze,
comportamenti magari non rilevanti sotto il profilo penale, ma certamente idonei a suscitare disagio
o allarme. Tuttavia, un’attività di prevenzione, perché sia avvertita come fattore di stabilità sociale,
deve vedere coinvolti tutti i soggetti, pubblici e privati, che, in qualunque modo, possono
contribuire a rendere più sicuri e vivibili i diversi territori urbani in cui vivono i cittadini. Parlare di
prevenzione, oggi, significa essere in grado di liberare qualsiasi area urbana dai rischi reali o
presunti e realizzare, su quei territori, condizioni ambientali in grado di diffondere un diffuso senso
di fiducia.
L’esigenza non è quella di realizzare una “militarizzazione” del territorio, ricorrendo ad un
massiccio impiego delle sole Forze dell’Ordine, ma quella di sperimentare forme di integrazione
secondo nuovi modelli operativi riconducibili al concetto di polizia di prossimità , ovvero a quel
nuovo piano d’azione orientato alla sicurezza quotidiana delle città, alla prevenzione del crimine
più che alla repressione, al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti e aumentare il grado di
soddisfazione degli individui.
La Polizia di prossimità o di quartiere – introdotta in Italia ufficialmente nel dicembre 2002 –
rappresenta il passaggio da una attività di polizia centrata sul mantenimento dell’ordine e sulla
reazione agli eventi, ad un servizio orientato alla sicurezza quotidiana dei cittadini e caratterizzato
da un approccio pro-attivo nei confronti della criminalità diffusa. Obbiettivo principale appare
quello di avvicinare le istituzioni al cittadino per comprendere meglio le sue esigenze e per
individuare, possibilmente, con la partecipazione attiva dei soggetti interessati, le soluzioni da loro
stessi condivise e quindi più utili ed opportune. Mutato il quadro di riferimento, è diventata una
priorità strategica quella di ispirare l'azione della polizia ai canoni della prossimità, che prevedono
risposte alla domanda di sicurezza sempre più ampie ed articolate e che presuppongono un diverso
approccio culturale ed una nuova filosofia comportamentale dei professionisti della sicurezza
Un valore aggiunto é rappresentato poi dal partenariato, inteso come capacità di sviluppare le
migliori sinergie tra tutti gli addetti ai lavori che si trovano ad interagire sul campo, sia che
appartengano alle forze dell’ordine, sia alla polizia locale.

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Partenariato significa però anche innescare e favorire processi collaborativi con altri soggetti,
pubblici e privati, che possono essere coinvolti nella produzione del fattore sicurezza ( comitati di
quartiere , associazioni ).
La polizia di prossimità rappresenta, dunque, un modo di pensare e di operare orientato verso la
gente, fondato su un lavoro comune, finalizzato ad ottimizzare il grado di sicurezza e di ordine
pubblico attraverso una migliore conoscenza reciproca e una corresponsabilizzazione fra agente di
quartiere e cittadino. Occorre, dunque, riaffermare, in modo visibile e produttivo, il legame tra le
forze di polizia e i bisogni le aspirazioni della gente, per migliorare la qualità della convivenza
civile. Il successo di qualsiasi strategia organizzativa e operativa richiede però il coinvolgimento di
quanti, in considerazione dei vari ambiti di competenze e responsabilità, vengono chiamati ad
attuarla. La nuova cultura della sicurezza, che mette in discussione l’immagine e il modo di lavorare
della polizia, sembra l’unica strada al passo con i tempi per migliorare la qualità dei servizi offerti e
di conseguenza aumentare il grado di soddisfazione della collettività. Un cambiamento radicale che
impone di mettere al centro il cittadino, di coinvolgerlo e di rassicurarlo attraverso il contatto diretto
e costante.
La scelta di incentrare l’attenzione sui vigili deriva da due ordini di motivi: il primo si riferisce al
fatto che le politiche di sicurezza in Italia nascono dal sistema delle autonomie locali e dai Comuni
nonché dal consolidamento del loro ruolo nelle politiche di sicurezza urbana (legge 8 giugno 1990,
n. 142 “Ordinamento delle autonomie locali”). La responsabilizzazione diretta dei sindaci e dei
presidenti delle regioni (legge 81/1993, confluita nel d.lgs. n. 267/2000), l’incentivazione di attività
e di programmi finalizzati al miglioramento della sicurezza urbana tramite l’impiego del settore
della polizia municipale, la ridefinizione dei compiti di polizia amministrativa stabiliti con le recenti
riforme costituzionali hanno reso evidente, e contribuito a sviluppare, il ruolo significativo della
polizia locale. Il secondo riguarda il fatto che la polizia municipale sembra rappresentare, in
funzione del suo radicamento territoriale e di una maggiore vicinanza ai cittadini, lo strumento più
idoneo ad abbracciare la filosofia della prossimità.
È da rimarcare, inoltre, come le prime sperimentazioni del modello di prossimità siano state
realizzate proprio dagli appartenenti della Polizia Municipale (nei comuni di Milano e Modena). Il
vigile di quartiere o di prossimità nasce proprio per poter essere la risposta all'esigenza di un ponte
relazionale tra il tessuto urbano, la comunità e le forze dell'ordine. La sua introduzione rappresenta
una svolta negli indirizzi delle politiche della sicurezza pubblica, in quanto l’agente non interpreta
più il solo ruolo amministrativo della polizia municipale, non si limita a far rispettare le leggi e a
perseguire chi le viola, ma agisce secondo un'ottica di “prossimità”.
L'obiettivo principale che si vuole raggiungere, oltre a creare un deterrente per chi è intenzionato a
compiere atti devianti e criminali, è concorrere a diminuire i livelli di insicurezza percepita e quindi
migliorare la qualità della vita dei cittadini.
A tal proposito sarà pertanto necessario costituire un tavolo permanente di confronto e di
progettazione, con tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio e con i Comitati di quartiere.

ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA
Istruzione
Riteniamo che l’utilizzo delle nuove tecnologie sia fondamentale per fornire un’adeguata
formazione e soprattutto per essere da subito competitivi per l’inserimento nel mercato del lavoro.
Crediamo dunque che sia fondamentale dotare gli edifici scolastici di una copertura WIFI gratuita,
che consentirebbe tra l’altro di alleggerire il pesante carico insito nel materiale cartaceo a favore di
una consultazione online del materiale didattico. Inoltre questo, alleggerirebbe di non poco anche la
spesa che ogni famiglia deve sostenere annualmente per l’acquisto dei libri.

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Sarà dunque prioritario la creazione di un documento che metta in evidenza l’importanza dell’elearning nella didattica e nella metodologia, con conseguente coinvolgimento delle famiglie nella
vita scolastica dei propri figli.
Occorrerà inoltre potenziare maggiormente la collaborazione Scuola-Comune tramite una serie di
servizi e progetti nei POF (piani di offerta formativa) delle varie scuole, utilizzando i servizi di un
istituto, in fase di progetto, che si occupino di:
• corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti;
• laboratori e sperimentazioni per classi;
• ricerca per l’innovazione didattica;
• consulenze educative;
• produzione e prestiti di materiale didattico;
• videoteca e mediateca;
• sportello per circoli di studio e per l’educazione degli adulti.
Sarà opportuno ricalibrare gli orari di fruizione al pubblico di biblioteche, musei cittadini etc. con la
previsione di aperture serali.
Per quanto riguarda la parte più squisitamente pedagogica altre proposte sono:
• la generalizzazione dello screening volto ad individuare, nei bambini a partire da 5 anni di età,
problematiche connesse con la sfera dell’apprendimento e dell’emotività;
• l’obbligatorietà di frequenza di corsi sui DSA (disturbi specifici di apprendimento) per tutti gli
insegnanti;
• il ripristino delle visite pediatriche nelle scuole;
• l’inserimento nei POF di progetti sull’educazione ambientale e di approfondimento della storia
locale;
• l’attuazione di percorsi conoscitivi guidati e di corsi di auto-aiuto per genitori sul tema della
comunicazione genitori-figli da effettuarsi nelle scuole;
• la presenza di psico-pedagogisti in tutte le scuole di ogni ordine e grado;
• la creazione di corsi pomeridiani con dei laboratori artistico-creativi oltre l’orario scolastico;
• la possibilità di sviluppare dei progetti di alternanza scuola-lavoro per gli Istituti Superiori in
base agli specifici indirizzi e competenze.
Università e ricerca
Nell’ottica di uno sviluppo del territorio che dello stesso assecondi le vocazioni, sarà nostra
intenzione stimolare la collaborazione con le università limitrofe, al fine di instituire a Brindisi una
facoltà di scienze ambientali, o parte di essa, per trasformare l’annoso problema di inquinamento
del nostro territorio in opportunità di crescita, stimolando la ricerca e lo sviluppo di protocolli atti
alla riqualificazione ambientale. Altre proposte di collaborazione riguarderanno sempre le sue
peculiarità territoriali, pensiamo ad esempio a:
• ingegneria navale, aereonautica ed aereospaziale;
• biotecnologie;
• agraria;
• turismo.
Infine, sarà fondamentale un più accorto studio del bilancio regionale ed una utilizzazione più
razionale e trasparente dei fondi erogati dalla Regione.
Sintesi delle proposte
Controllo e revisione del bilancio comunale al fine di destinare maggiori fondi possibili
all’istruzione e alla manutenzione degli edifici scolastici;
• stanziamento di fondi comunali solamente a favore delle scuole pubbliche;
• coordinamento di progetti e laboratori da parte di uno specifico ufficio di dipendenza comunale;


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censimento e mappatura del territorio al fine di individuare edifici non utilizzati, che potrebbero
ospitare nuovi asili nido e scuole materne;
eliminazione di tariffe d’iscrizione per asili nido e scuole materne in caso di comprovate
difficoltà economiche delle famiglie;
studio di un edificio o di un villaggio scolastico a impatto zero, qualora si rivelasse
eccessivamente oneroso il recupero di strutture già esistenti, utilizzando materiali eco-sostenibili
e fonti di energia alternativa e rinnovabile, così come specificato precedentemente nel punto
energia;
WIFI gratuito e presente in tutte le scuole di ogni ordine e grado con il fine, tra l’altro, di
abbattere gli eccessivi costi dei libri di utilizzo scolastico a favore dei testi in formato digitale;
stanziamento di maggiori fondi da investire in apparati tecnologici e creazioni di maggiori spazi
di condivisione e di collaborazione in rete per gli studenti e le loro famiglie, creazione di un
database che contenga tutti i progetti scolastici da condividere fra le varie scuole;
presenza di psicologi volontari e sportelli d’ascolto in tutte le scuole di ogni ordine e grado;
visite pediatriche periodiche per asili nido, scuole materne e primarie attraverso convenzioni a
titolo gratuito;
screening volto ad individuare, nei bambini a partire dai cinque anni di età, problematiche
connesse con la sfera dell’apprendimento e dell’emotività;
apertura di corsi pomeridiani con laboratori artistico-creativi e attività di supporto alle famiglie
per lo svolgimento quotidiano dei compiti assegnati a casa da organizzare oltre l’orario
scolastico;
collaborazioni e convenzioni con scuole artistico-musicali del territorio per ampliare l’offerta
formativa;
creazione di un centro di Arte e Cultura sovvenzionato dal Comune che possa fungere sia da
centro di coordinamento per l’arte e la cultura sul territorio, sia da sede per gruppi e attività
artistiche di vario genere;
individuazione di spazi di studio per studenti anche rivalutando le sedi delle Circoscrizioni e
apertura serale di biblioteche, musei cittadini e scuole comunali utilizzando il personale di
cooperative locali;
sviluppo progetti di alternanza scuola-lavoro per Istituti Superiori in base agli specifici indirizzi
e competenze.

POLITICHE SOCIALI
Le politiche sociali devono concretizzarsi attraverso investimenti in grado di creare opportunità
occupazionali e generare un benessere sociale per i cittadini. In un contesto sempre più globale, con
la necessità di integrazione interculturale, con un aumento dell'invecchiamento della popolazione ed
un impoverimento delle risorse della Pubblica Amministrazione (p.a.), la politica sociale del
Comune deve essere sempre più orientata al principio di sussidiarietà. In quest'ottica occorre
valorizzare la “cittadinanza attiva” (vedi comitati di quartiere, associazionismo, volontariato e
organizzazioni senza scopo di lucro) al fine di coadiuvare l'azione della p.a, tramite i seguenti punti:
• consolidare l’integrazione tra gli enti preposti all'erogazione dei servizi al cittadino (servizio
sociale del Comune, la ASL, enti previdenziali, l'anagrafe, ecc) in modo da ridurre disagi agli
utenti ed offrire un servizio mirato alle reali necessità del singolo;
• massima trasparenza in tutti gli atti della p.a., con particolare riferimento, nel rispetto della
privacy degli utenti, alle graduatorie per contributi economici ed emergenza abitativa;
• maggiori e più stringenti controlli contro i “furbi” del sociale tramite lo strumento delle verifiche
incrociate da attuarsi anche in collaborazione con le forze dell’ordine a tal fine deputate;
• istituzione di una tavola rotonda permanente di co-progettazione tra i servizi sociali del comune,
le associazioni presenti sul territorio e i comitati di quartiere; questo al fine di poter raggiungere
e monitorare tutte le situazioni di disagio sociale e poter sviluppare progetti che siano rivolti al
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maggior numero di persone e che possano offrire le condizioni migliori alle associazioni per
poter operare al meglio in collaborazione con le istituzioni;
• pianificare la realizzazione del progetto “Banco alimentare” con la creazione di una rete di
collegamento tra il Comune e le associazioni di volontariato per il recupero e la redistribuzione a
persone in stato d’indigenza delle eccedenze alimentari provenienti dalla ristorazione, mense
aziendali e scolastiche, supermercati, forni, mercato, al fine di convertire lo spreco di cibo in
risorsa, contribuendo ad un consumo alimentare più consapevole ed alla riduzione di situazioni
di disagio sociale.
Giovani
Il M5S mira a mettere in atto una rivoluzione culturale nel nostro paese. È ovvio che tale
rivoluzione sarà più efficace quanto più riuscirà a coinvolgere le nuove generazioni. L'ambizioso
obbiettivo è quindi quello di educare i giovani ad una nuova società e ad una nuova concezione
della loro città oltre a dare loro una coscienza indipendente e critica.
Sarà quindi necessario garantire, tramite attività dentro e fuori le scuole, un'adeguata educazione su
vari temi di rilevanza civile, come il rispetto dell'ambiente, la sana alimentazione, l'affettività e la
sessualità, attraverso attività concrete sul territorio di appartenenza e il coinvolgimento nella vita
cittadina.
Quindi ci proponiamo di:
• coinvolgere i più giovani nella vita cittadina attraverso i comitati di quartiere che potrebbero
proporre attività mirate in base all'indirizzo di studi scelto affinché le conoscenze scolastiche
possano essere messe a frutto sul territorio (come ad esempio le attività di “guida” alla città per
turisti e visitatori);
• promuovere il rapporto con le istituzioni e la partecipazione alla discussione politica con un
dialogo diretto studenti/consigliere comunale da attuare all'interno dell'istituto scolastico scuola
media superiore in giornate d'assemblea d'istituto;
• al fine di avere riscontri sulle attività svolte in questo senso, organizzare, ad intervalli regolari,
consultazioni generali con i giovani della città per chiedere a loro quali sono le esigenze, le
necessità, le priorità e allo scopo sottoporli periodicamente a questionari via internet tramite le
scuole;
• attivare politiche volte ad esaltare il rispetto reciproco e lotta ai fenomeni di bullismo, da
condividere con le scuole.
Anziani
La cura e il sostegno degli anziani ha la doppia valenza di ridare dignità ad una delle categorie più
disagiate del nostro paese e di aiutare anche i care-giver nella loro azione di supporto e assistenza.
Sarà dunque prioritaria la promozione d’interventi di sostegno assistenziale per permettere la
permanenza degli anziani non autosufficienti nel proprio domicilio, prevedendo, sulla base delle
risorse disponibili, corsi di formazione professionale per assistenti familiari (badanti), di cui verrà
costituito un apposito elenco, per favorire l’incontro tra domanda e offerta e la regolarizzazione del
rapporto di lavoro. Altrettanto importante sarà la promozione dei servizi leggeri non specialistici,
consistenti in prestazioni di supporto all’autonomia individuale erogate in collaborazione con le
associazioni di volontariato (compagnia a casa, trasporti sociali, disbrigo di servizi per conto
dell’utente), i centri sociali e i comitati di quartiere.
Disabilità
I bisogni identitari di un disabile spesso sono sottovalutati, se non addirittura scontati da quella che
viene riconosciuta come “normalità”, a causa di un ruolo sociale poco o per nulla valorizzato. La

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presenza di innumerevoli e ingiustificate barriere architettoniche in città, né sono un esempio
lampante. Il nostro indirizzo sarà dunque rivolto a:
• finanziare progetti di formazione ed integrazione di persone con disabilità, promuovendo lo
sviluppo di tutte le capacità di cui dispone ogni individuo, ponendosi come obiettivo il maggior
grado di autonomia e la valorizzazione delle possibilità di ognuno;
• verificare le condizioni di accessibilità di uffici, locali pubblici, spiagge e spazi di interesse
collettivo e dello stato di applicazione del Piano di Abbattimento delle barriere architettoniche
(PEBA), riguardo alla programmazione degli interventi per la riduzione e l'eliminazione delle
stesse, possibilmente coinvolgendo attivamente le persone con disabilità, in qualità di soggetti
direttamente interessati;
• predisporre un Piano Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) il cui obbiettivo è concorrere
all'individuazione e all'abbattimento delle barriere architettoniche per migliorare accessibilità e
percorribilità degli spazi urbani;
• previo censimento delle barriere architettoniche in edifici pubblici e in spazi d'interesse
collettivo, destinare eventuali oneri di urbanizzazione alla programmazione degli interventi
reputati necessari dalla pianificazione congiunta imposta da PEBA e PISU.
Ovviamente questo tipo di pianificazione si rivolge oltre che alle persone con disabilità motoria,
anche ad anziani e bambini al fine di aumentarne la sicurezza nella fruizione degli spazi pubblici
cittadini. Nella cultura progettuale va inculcato il concetto di “accessibilità diffusa”.
Famiglie e minori
La famiglia è il nucleo fondamentale della società. È quindi necessario supportarla anche nelle
dinamiche interne laddove si presentassero problematiche. La nostra azione dunque sarà coì
orientata:
• in condivisione con la gestione delle politiche giovanili, si propone il progetto "La Fabbrica dei
quartieri". L'idea alla base di tale progetto è quella di rivitalizzare le periferie della città,
attraverso la realizzazione di attività che coinvolgano l'intero quartiere mediante la costruzione di
una rete con altre realtà associative e organizzazioni presenti come i comitati, con particolare
attenzione ai bisogni dei giovani residenti;
• in collaborazione con le Forze dell'Ordine la ASL e le associazioni di volontariato, incentivare
azioni di prevenzione dei fenomeni di disagio giovanile quali alcolismo, bullismo, prostituzione
minorile, da realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado;
• attivare progetti di promozione della salute, evidenziando gli effetti di fumo, alcool e droghe
sulla crescita e sulla vita delle persone;
• appoggiare i progetti di assistenza sociale e aiuto alle famiglie disagiate già in essere.
Animali
Anche l’attenzione verso questa piaga sociale che affligge la città sarà elevata. In tal senso
intendiamo perseguire i seguenti obiettivi:
• sterilizzazione obbligatoria, per tutti i randagi e per tutti gli animali (cani e gatti) domestici;
• programma servizio veterinario garantito H24 (esempio rotazione orari aperture farmacie);
• canile: risolvere il problema dell’affollamento e della cattiva gestione del canile, quindi
esercitare un controllo ottimale sul randagismo non è impossibile. E’ possibile istituire delle
squadre di servizio dog rescue da attivare sul territorio comunale per il “controllo” del
randagismo. Conseguentemente, il canile, potrà cessare di essere la “prigione” dei cani solo ed
esclusivamente attuando un programma di “recupero dell’animale”, che si interseca
perfettamente con il sociale. Nella fattispecie i cani, possono divenire una risorsa, affidandoli,
per un periodo di tempo definito, ad associazioni no profit, che si occupano di inserimento in
società del soggetto diversamente abile. In tal senso, gli utenti delle associazioni dovranno
portare a termine dei programmi di recupero dell’animale (educazione. Ri-educazione), al fine di
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poter agevolare le campagne adozioni. Un cane già educato è un cane che può essere adottato più
facilmente. I cani che arriveranno a fine programma educazione, potrebbero anche essere
impiegati, sempre da altre associazioni no profit, per pet therapy, compagnia per utenti ecc…;
lo stesso programma potrebbe essere attuato nelle carceri, assegnando i cani da educare a chi si è
macchiato di reati minori. Al termine del programma, il carcerato, una volta scontata la sua pena
e solo dopo aver portato a termine con successo il progetto con il cane assegnatogli, potrà essere
re-inserito in società. In questo modo non solo otteniamo l’educazione canina, ma anche la rieducazione civica di persone;
individuazione ed incremento di aree per il libero passeggio dei cani;
individuazione di aree balneari dog friendly;
cimitero per animali, per il quale sono già state raccolte le firme dai cittadini.

COMMERCIO E ARTIGIANATO
Politiche di sostegno ai piccoli commercianti, sgravi fiscali, ente centro commerciale cittadino
(CCC), riordino aperture GDO.
Appare superfluo sottolineare il grave momento che sta attraversando il settore sia a livello globale
che locale, quest’ultimo aggravato dalla grave situazione economica che attanaglia il nostro
territorio.
La nostra azione vuole essere di completa rottura rispetto alle scelte, dimostratesi troppo spesso
miopi, attuate dalle precedenti amministrazioni comunali, che quasi sempre si sono dimostrate
incapaci di sostenere e rilanciare il piccolo commercio locale, affossato definitivamente dalla
cattiva gestione del calendario per le aperture dei GDO e dalle liberalizzazioni delle aperture.
Sempre nel rispetto dei vincoli imposti dalla legge n.248 del 4 agosto 2006 che regola anche le
libere attività commerciali in libero stato, riteniamo che l’amministrazione possa e debba incidere in
maniera decisa per aiutare la ripresa del settore.
Proposte









Istituzione di un Centro commerciale cittadino (CCC), con la possibilità di aiuti economici
denominati “finanziamento di progetti di qualificazione del sistema commerciale di vicinato”.
Tale provvedimento mira a sviluppare una strategia avanzata per ciò che riguarda le politiche
attive a favore del piccolo/medio commercio urbano. Il CCC è un’aggregazione di attività
commerciali che, in collaborazione con le organizzazioni di settore, quali, Confcommercio e
Confesercenti, si pone quale obiettivo la creazione di un circuito altamente concorrenziale in
risposta alla sempre più crescente vocazione a favore dei Centri Commerciali ubicati alle porte
della città. Lo scopo del CCC sarà quello di raggruppare tutte le attività commerciali della città,
implementando così tutte le pratiche commerciali e di marketing atte a riportare “la gente” a fare
acquisti in città;
gestione idonea dei locali sfitti, facendo rispettare finalmente le norme vigenti sul decoro
pubblico;
creazione, in collaborazione con le associazioni di categoria, di uno sportello informativo per gli
imprenditori, gli artigiani, pronto a dialogare con le aziende in modo da rendere sempre più
chiaro ed accessibile il processo di avvio di una nuova attività;
censimento degli immobili (in questo caso trattasi esclusivamente di locali commerciali,
immobili vari con possibile destinazione commerciale in uso e non) comunali, verificando
regolarità edilizie e catastali;
incentivare la locazione dei locali sfitti attraverso agevolazioni fiscali, favorendo una strategia
per il rilancio del piccolo e medio artigianato locale, considerando prioritari i seguenti criteri:

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nuove imprese artigiane costituite da imprenditori originari di Brindisi, emigrati o discendenti di
emigrati, che vogliono rientrare nella propria città di origine;
nuove imprese artigiane costituite da giovani imprenditori residenti di età compresa tra diciotto e
cinquant'anni;
artigianato a contenuto artistico;
artigianato ad impiego di tecnologia sostenibile (es. stampanti 3D);
consorzi, enti, società e organismi di consulenza, assistenza, formazione e di erogazione di
servizi promosse dalle associazioni degli artigiani e scuole per l'insegnamento dell'Arte o del
Mestiere;
favorire la conoscenza del micro-credito ricavato dal tagli degli stipendi da parte di parlamentari,
ed in generale consiglieri (regionali e comunali) ed amministrazioni M5S.

SPORT
La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo
sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico che esige mutua comprensione,
spirito di amicizia, solidarietà e fair play. Sport è sinonimo di salute e socialità e, non ultimo, anche
occasione di sviluppo economico, turistico e lavorativo. Nonostante la grande tradizione sportiva
cittadina ricada esclusivamente nel basket, il nostro lavoro si pone come obiettivo quello di ridare
pari “dignità” a tutte le discipline sportive praticate sul nostro territorio con particolare attenzione a
quella di base.
Proposte













Introduzione di un sistema di valutazione dell'uso degli impianti sportivi e ricreativi comunali
dati in concessione, con possibilità di annullamento della concessione in caso di mancata
valorizzazione o speculazioni e di introduzione di tariffe calmierate;
priorità nell’assegnazione della gestione degli impianti sportivi comunali ad associazioni
sportive o di quartiere e secondariamente a società con scopo di lucro. Tali impianti devono
essere resi fruibili non solo alle attività agonistiche, ma anche a quelle non agonistiche;
creazione di una cittadella dello sport rivalutando impianti già esistenti quali: palazzetto Nuova
Idea complesso sportivo ex Fiat Avio;
centro polisportivo del quartiere Sant’Elia;
palestra comunale “Galiano”;
pattinodromo comunale;
campo sportivo rionale quartiere Perrino;
implementazione di un progetto che punti alla pratica sportiva per i disabili. No ad opere
faraoniche, ma investimenti in piccoli centri di quartiere;
apertura di un tavolo di trattativa con i dirigenti scolastici delle scuole primarie per uno
sfruttamento efficiente delle palestre scolastiche a seconda delle esigenze dei quartieri;
promozione di grandi eventi sportivi nelle strutture esistenti e verifica delle ricadute sulla città
(promozione del turismo con gli eventi sportivi e di conseguenza del livello occupazionale
locale).

CONNETTIVITA’
Parlare di Connettività è come parlare di strade, rotaie o comunque di infrastrutture che ci
permettono di muoverci intellettualmente. Il M5S considera l’accesso garantito al web un obiettivo
da perseguire affinché la Rete diventi realmente accessibile a tutti i cittadini.

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Proposte





















Stipulare un contratto con un fornitore di connettività al migliore prezzo di mercato;
installare hotspot di connessione presso ospedali, case di cura ed in prossimità di scuole
pubbliche oltre che nei punti di attrazione turistica, compreso il lungomare;
incrementare il numero di cittadini capaci di usare, anche in modo elementare, le nuove
tecnologie informatiche, attraverso progetti di formazione ed eventi con il coinvolgimento delle
associazioni di promozione del software libero;
sviluppare una rete proprietaria WiFi che copra integralmente il comune di Brindisi; tale rete
permetterà l’integrazione di servizi di telegestione, telecontrollo e connettività per la cittadinanza
con un vantaggioso rapporto costi/benefici;
istituire borse di studio e progetti con premio per incoraggiare gli studenti di ogni ordine e grado
ad analizzare, progettare e sviluppare software utilizzando linguaggi di programmazione di alto e
basso livello e piattaforme, puntando sul software Open Source;
realizzare una piattaforma per l’interazione tra cittadino e giunta sulle scelte programmatiche;
creare un “laboratorio permanente” per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di quanto
inerente al software;
servizi interattivi ad alto valore aggiunto per una città intelligente (smart city), per mezzo di una
rete di telecontrollo e telegestione presente sul territorio, estesa fino al singolo punto luce sui pali
della pubblica illuminazione, che consenta la fruizione di servizi aggiuntivi di facile
implementazione, per lo sviluppo di un progetto gratuito di Open Wifi Brindisi, mediante
installazione di quadri di comando control panels e modem/ripetitori, attivo per tutti i fruitori e i
residenti;
migrazione del software della P.A. verso l’Open Source, che consente, oltre al risparmio
economico indubbio a medio termine, di avviare un processo di condivisione tra P.A. di software
di alto livello autoprodotto o prodotto localmente, che interessi altre realtà nazionali. L’open
source non obbliga il cittadino, nell’ottica di una digitalizzazione dei documenti della P.A.
all’acquisto di onerosi software proprietari. Il primo software interessato sarà necessariamente
quello che permette la creazione dei documenti, cercando di effettuare la migrazione, come è già
stato fatto con successo in altre regioni, con Open Office;
accorciare la distanza tra P.A. e il cittadino, favorendo l’utilizzo di piattaforme informatiche
attraverso il WEB che consentano di istituire un rapporto più diretto tra loro. Alcuni esempi:
streaming video (con archivio per ricerche successive) di ogni attività all’interno del comune: le
riunioni consiliari, di giunta, delle varie commissioni o dei vari tavoli di lavoro etc.;
portale di proposte del cittadino dove lo stesso può dare suggerimenti, portare idee o effettuare
segnalazioni all’amministrazione pubblica e vederne l’iter ed il risultato in tempo reale;
aumentare la quantità dei servizi on-line e potenziare i già presenti così da rendere più semplice e
snello il lavoro degli uffici preposti così da rendere il rapporto con il pubblico più qualitativo
dove necessario;
integrare le banche dati dei differenti servizi comunali, delle partecipate e delle agenzie che
lavorano sul territorio. Ciò permetterà ad esempio di evitare atti di ingiustizia sociale che molto
spesso vengono compiuti per mancanza di informazioni.

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