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Utilizzo di piante selvatiche in cucina(Tesi di Laurea) di.Enrico Perin.2008.pdf


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RIASSUNTO

L’alimurgia, un termine coniato da Giovanni Targioni- Tozzetti nel 1767, è lo studio
delle soluzioni da ricercare in caso di “urgenza alimentare”. In passato le frequenti
carestie e le guerre costringevano l’uomo a ricercare soluzioni alimentari diverse dalle
tradizionali e l’utilizzo delle piante spontanee era spesso l’unica soluzione disponibile.
Già l’uomo preistorico, raccoglitore e cacciatore, basava la sua sopravvivenza in ciò che
gli offriva l’ambiente circostante. La conoscenza di quali erbe, radici e frutti da
raccogliere era il risultato di esperienze, maturate da tentativi, che potevano costare la
vita.
Tramite l’agricoltura, l’uomo iniziò a favorire quelle specie spontanee che riteneva
di facile coltivazione e che garantivano una resa adeguata, tralasciando specie, che ora
riteniamo infestanti.
Nei secoli, quelle piante non addomesticate, oltre a rappresentare una fonte di
alimentazione, divennero rimedi contro i malanni quotidiani. Le loro proprietà
medicamentose vennero tramandate dalla tradizione popolare, ricoprendole di un velo di
mistero e misticismo. In alcuni casi, le credenze popolari sulle azioni curative delle
piante spontanee trovano conferma nella scienza moderna.
Fortunatamente la no stra società odierna non è più colpita da carestie e fame, ma
l’impiego delle piante spontanee in cucina è da sempre radicato nel nostro paese,
specialmente nelle zone rurali. Negli ultimi anni, il crescente interesse verso questo
argomento è indirizzato a salvaguardare e valorizzare le tradizioni locali e il sapere
popolare. Un esempio ne è la ristampa anastatica della Phytoalimurgia Pedemontana,
opera di Oreste Mattirolo (1918), che consigliava al popolo l’utilizzo di piante
spontanee in modo da poter sopravvivere alla difficile situazione di carestia provocata
dalla Grande Guerra. L’opera, inoltre, è arricchita da un testo di Bruno Gallino (2001),
che fornisce nozioni etnobotaniche legate alla coltura popolare dell’Italia intera.
Il seguente lavoro ha lo scopo di individuare, nell’ambito della flora spontanea
regionale, alcune specie erbacee ed arbustive d’interesse alimentare legate alla
tradizione rurale del Veneto. Le specie spontanee considerate nell’elaborato sono
comuni nella Pianura Padana. L’indagine, nello specifico, è stata eseguita nel territorio
del “Sinistra Medio Brenta”, tra i comuni di Cittadella e di Piazzola sul Brenta. Le

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