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CIRCOLARE+N.+19+DEL+06+MAGGIO+2016 .pdf



Nome del file originale: CIRCOLARE+N.+19+DEL+06+MAGGIO+2016.pdf
Titolo: Documenti Agenzia delle Entrate
Autore: Agenzia delle Entrate

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CIRCOLARE N. 19 /E

Roma, 06/05/2016
Direzione Centrale Normativa
______________
Settore Imposte Indirette
Ufficio Iva

Alle Direzioni regionali e
provinciali
Agli Uffici dell’Agenzia delle
Entrate

OGGETTO: Articolo 1, comma 908, legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di
Stabilità 2016) – Decreto ministeriale 26 gennaio 2016 – IVA –
Settore agricolo – Aumento delle percentuali di compensazione
per alcuni prodotti
La presente circolare fornisce chiarimenti in ordine alle novità fiscali
contenute nell’articolo 1, comma 908, della legge 28 dicembre 2015, n. 208
(legge di Stabilità 2016), che apporta alcune modifiche nell’ambito della
disciplina IVA del settore agricolo.
In particolare, la citata norma stabilisce che “Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, da adottare entro il 31 gennaio 2016 ai sensi dell’articolo
34, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, sono innalzate le percentuali di compensazione applicabili a taluni prodotti
del settore lattiero-caseario in misura non superiore al 10 per cento. Con lo
stesso decreto e con le medesime modalità sono innalzate, per l’anno 2016, le
percentuali di compensazione applicabili agli animali vivi della specie bovina e
suina rispettivamente in misura non superiore al 7,7 per cento e all’8 per cento.
L’attuazione delle disposizioni di cui al precedente periodo non può comportare
minori entrate superiori a 20 milioni di euro.”
Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa – Settore Imposte Indirette – Ufficio IVA
Via Cristoforo Colombo, 426/c-d – 00145 Roma - Tel. 06.5054.3139 - Fax 06.5076.2332
e-mail: dc.norm.iva@agenziaentrate.it

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La legge di Stabilità, dunque, con il citato comma 908 dell’articolo
unico, prevede nuove aliquote compensative per i soggetti che operano nel
regime speciale IVA di cui all’articolo 34 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
Al riguardo, si ricorda che la normativa unionale, in particolare l’articolo
296 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006,
riprendendo quanto già previsto dalla VI Direttiva, consente agli Stati membri di
prevedere particolari modalità di applicazione dell’IVA per le attività agricole, al
fine di semplificare e attenuare gli adempimenti.
Nel nostro ordinamento, in coerenza con la normativa unionale, le
disposizioni contenute nell’articolo 34 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
prevedono un regime speciale IVA per l’agricoltura, che, in presenza dei requisiti
richiesti, rappresenta il regime naturale, salvo facoltà di optare per l’applicazione
dell’imposta secondo le regole ordinarie. Tale regime, oltre ad essere
caratterizzato dalla semplificazione degli adempimenti, detta regole particolari
per la detrazione dell’IVA.
I produttori agricoli, infatti, che rientrano in tale regime:


all’atto della vendita dei prodotti agricoli espressamente indicati

nella Tabella A, Parte I, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972, applicano le aliquote
proprie previste per le cessioni di tali prodotti agricoli e ittici;


all’atto della determinazione dell’imposta dovuta, in sede di

liquidazione periodica e di dichiarazione annuale, detraggono un importo
corrispondente alle “percentuali di compensazione” calcolate sulle vendite degli
stessi prodotti agricoli venduti.
Come detto, dunque, la cessione dei beni elencati nella Tabella A, Parte
I, del d.P.R. n. 633 del 1972, è soggetta all’imposta con l’aliquota propria dei
singoli prodotti -ad eccezione dei conferimenti alle cooperative, consorzi ed altri
organismi associativi e delle cessioni da Parte dei soggetti esonerati- mentre la
detrazione va applicata con le percentuali di compensazione stabilite da diversi
decreti, in particolare dal D.M. 30 dicembre 1997 nonché dal D.M. 23 dicembre
2005 e, da ultimo, dal Decreto emanato il 26 gennaio 2016, in attuazione del

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citato comma 908 dell’articolo unico della legge di Stabilità (in seguito Decreto)
e, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17 febbraio 2016.
Il nuovo Decreto stabilisce che:
“Le percentuali di compensazione di cui all’articolo 34 del decreto n.
633 del 1972, e successive modificazioni, sono stabilite per i seguenti prodotti o
gruppi di prodotti, compresi nel n. 9) della tabella A, Parte prima, allegata allo
stesso decreto n. 633 del 1972, nella misura a fianco di ciascuno di essi indicata:
a) latte fresco non concentrato né zuccherato e non condizionato per la
vendita al minuto, esclusi yogurt, kephir, latte cagliato, siero di latte, latticello (o
latte battuto) e altri tipi di latte fermentati o acidificati: 10 per cento;
b) gli altri prodotti compresi nel citato n. 9), escluso il latte fresco non
concentrato né zuccherato, destinato al consumo alimentare, confezionato per la
vendita al minuto, sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da
leggi sanitarie: 10 per cento.
Per l’anno 2016 le percentuali di compensazione di cui all’articolo 34
del decreto n. 633 del 1972, e successive modificazioni, sono stabilite per i
seguenti prodotti o gruppi di prodotti, compresi nel n. 2) della tabella A, Parte
prima, allegata allo stesso decreto n. 633 del 1972, nelle diverse misure a fianco
di ciascuno di essi indicate:
a) animali vivi della specie bovina, compresi gli animali del genere
bufalo:7,65 per cento;
b) animali vivi della specie suina:7,95 per cento.”.
L’innalzamento delle percentuali di compensazione, contenuto nel
Decreto, tiene conto, quindi, della flessibilità concessa dal legislatore nel comma
908 dell’articolo unico della legge di Stabilità 2016, e, nel rispetto dei fondi
messi a disposizione, indica le nuove percentuali.
Nello specifico, dunque, le percentuali di compensazione sono così
individuate:
 solo per l’anno 2016, in misura pari al:

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- 7,65 per cento, per gli animali vivi della specie bovina - compresi gli
animali del genere bufalo - (la percentuale precedente era pari al 7 per cento); e
- 7,95 per cento, per gli animali vivi della specie suina (la precedente
percentuale era del 7,3 per cento).
 a regime e, quindi, in via permanente, in misura pari al:
- 10 per cento, per il latte fresco non concentrato né zuccherato e non
condizionato per la vendita al minuto, esclusi yogurt, kephir, latte cagliato, siero
di latte, latticello (o latte battuto) e altri tipi di latte fermentati o acidificati (in
precedenza la percentuale di compensazione era dell’8,8 per cento, a fronte di
un’aliquota IVA del 10 per cento applicabile alle relative cessioni, con
conseguente obbligo a carico dei produttori agricoli di versamento di un’imposta
pari all’1,2 per cento. Il previsto innalzamento della percentuale di
compensazione consentirà, pertanto, di ridurre l’IVA dovuta fino ad azzerarla);
- 10 per cento per gli altri prodotti compresi nel n. 9) della Tabella A,
Parte I, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972, escluso il latte fresco non concentrato
né zuccherato, destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al
minuto, sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da leggi
sanitarie. Al riguardo, si precisa che il citato n. 9) della Tabella A, Parte I,
allegata al d.P.R. n. 633 del 1972 richiama il “latte fresco” e la “crema di latte”
“non concentrati né zuccherati”, facendo espressamente riferimento alla voce
doganale 04.01 della Tariffa doganale in vigore al 31 dicembre 1987. In detta
voce doganale rientrano anche yogurt, kephir e altri prodotti, pertanto,
l’indicazione “altri” deve ritenersi inclusiva di tutti gli altri prodotti di cui alla più
analitica elencazione della voce doganale 04.01. Tale interpretazione è in linea
con quanto già previsto fino al 31/12/2015, relativamente all’applicazione della
percentuale di compensazione dell’8,80 per cento, in base al precedente D.M.
23/12/2005, nonché con quanto affermato nella relazione accompagnatoria
all’attuale Decreto, dove si legge che: “In particolare, all’art. 1, comma 1, del
decreto si prevede l’innalzamento a regime delle percentuali di compensazione
relative al latte fresco non condizionato per la vendita al minuto, nonché di

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quelle relative agli altri prodotti lattieri di cui al n. 9) della tabella A) Parte
prima, allegata al d.P.R. n. 633/72, escluso il latte fresco confezionato per la
vendita al minuto”.
Per quanto riguarda, inoltre, l’efficacia delle nuove disposizioni,
l’articolo 2 del Decreto stabilisce espressamente che l’innalzamento delle
percentuali di compensazione decorre dal 1° gennaio 2016.
A tale riguardo, per individuare le percentuali di compensazione
applicabili, ai sensi dell’articolo 34 del d.P.R. n. 633 del 1972, in base alle
casistiche di operazioni poste in essere dalle imprese agricole, si rileva quanto
segue:


per i passaggi dei prodotti agricoli ed ittici compresi nella Tabella

A, Parte I, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972 da Parte dei produttori agricoli soci,
associati o Partecipanti (che applicano il più volte richiamato regime speciale),
alle cooperative o agli altri organismi associativi, il momento di effettuazione
coincide con quello del pagamento del prezzo al produttore agricolo associato, ai
sensi dell’articolo 34, comma 7, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6,
comma 4, delle stesso d.P.R. n. 633 del 1972, che disciplina l’anticipazione del
momento impositivo attraverso l’emissione della fattura o il pagamento di
acconti. Di conseguenza, anche per le consegne effettuate nel corso dell’anno
2015, con pagamento del prezzo dopo il 1° gennaio 2016, troveranno
applicazione le nuove percentuali di compensazione in sede di liquidazione
dell’imposta. Si precisa che in caso di adozione del regime speciale anche da
Parte dell’ente o organismo associativo, l’imposta si applica con le aliquote
corrispondenti alle percentuali di compensazione in parola;


nel caso di cessioni degli stessi prodotti agricoli, al di fuori dei

suddetti passaggi alle cooperative o agli altri organismi associativi, il momento
impositivo segue le regole generali dell’imposta, ai sensi dell’articolo 6 del
d.P.R. n. 633 del 1972. Di conseguenza, ai fini dell’individuazione del momento
di effettuazione dell’operazione e quindi della misura dell’aliquote delle
percentuali di compensazione applicabili, rileva il momento della consegna o

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spedizione dei beni, quando la fatturazione è immediata. Nel caso di fatturazione
differita, per consegna effettuata con documento di trasporto, rileva il momento
di emissione della fattura, atteso che l’imposta viene liquidata facendo
riferimento al mese in cui la fattura viene emessa. Pertanto, nel caso di consegne
effettuate nel mese di dicembre 2015 con fattura emessa nel successivo mese di
gennaio (IVA da liquidare nel mese di gennaio, ovvero nel primo trimestre
2016), si applicheranno le nuove aliquote di compensazione. La medesima
soluzione vale per i contratti di somministrazione, per i quali il momento
impositivo si identifica con il pagamento e non con la consegna del bene, ai sensi
dell’articolo 6, comma 2, lettera a), del d.P.R. n. 633 del 1972, e per le consegne
dei beni con prezzo da determinarsi, atteso che ai sensi del DM 15 novembre
1975 la fattura può essere emessa entro il mese successivo alla determinazione
del prezzo. Restano, anche in tali casi, ferme le disposizioni di cui al richiamato
articolo 6 del d.P.R. n. 633 del 1972, qualora, anteriormente alla determinazione
del prezzo, siano emesse fatture ovvero siano eseguiti pagamenti, anche parziali,
dei corrispettivi.

******
Le Direzioni regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i
principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente osservati dalle
Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA
Rossella Orlandi


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