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Resoconto Primo Incontro Comitato Cittadino Salviamo Via Sparano V1.0.pdf


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Quelle storie che si rivendica oggi di voler preservare e valorizzare e che esigono la presenza di un
filo conduttore, non ulteriori frammentazioni, come sono i proposti “salotti tematici”, ognuno dei quali
tanto carico di altri segni.
Via Sparano, nonostante la crisi generale della città, ha sempre continuato ad essere vissuta, con
punte serali e prefestive ed evidenti forti interessi in occasione di piccoli e grandi eventi di strada.
Non ha quindi necessità di essere fisicamente stravolta, bensì di essere accompagnata in un suo
recupero valoriale.
La realizzazione dei sottoservizi (con relativo tunnel di ispezione) è elemento preliminare e
imprescindibile: fogna nera e bianca, impiantistica illuminotecnica e di comunicazione, gas e acqua.
Sono tutti sistemi molto vecchi che richiedono, evidentemente, di cogliere l’occasione dei lavori. Ma
per la superficie, quanto la comunità richiede è di estrema semplicità e, in questo, di bellezza: una
strada finalmente pedonalizzata con l’eliminazione del dislivello tra marciapiedi e carreggiata, il
mantenimento di tutto il verde presente (anche da implementare, non eliminare), sedute comode a
prescindere dalla condizione dei fruitori, una bella e funzionale illuminazione e un percorso
facilmente accessibile e senza rischi destinato a tutti, che accolga in un grande abbraccio bambini,
anziani, mamme con carrozzini, persone con difficoltà motorie e/o visive, ospiti appena giunti in treno
nel loro percorso verso Bari vecchia o il porto per proseguire il viaggio. E consenta di promuovere
piccoli o grandi eventi, quali mostre estemporanee, un mercatino periodico, una proposta di teatro
di strada, una pubblica lettura, un evento musicale, rendendo i luoghi pronti anche
impiantisticamente ad accoglierli, per poi tornare alla quotidianità e predisporsi ad altro..
Se da progettista immaginassi di ridisegnare la mia casa, so che dovrei cercare spazio per le mie
memorie; se un privato mi chiedesse di disegnargli la propria, dovrei fare in modo di capire in
profondità le proprie esigenze e comunque farei il possibile perché siano nel tempo le sue memorie,
le sue storie ad arredare e riempire quella casa. Ma se il progetto vede come committente la
comunità, è ad essa che lo spazio deve essere destinato, predisponendolo a riprendere il percorso
di raccolta, sedimentazione, stratificazione di storie, eventi, memorie singole e collettive che ha fatto
e continuerà a fare l’identità del luogo.
Il percorso stazione ferroviaria-porto inizia da piazza Moro, dove la devastante sottocultura del
passato volle cancellare straordinari edifici identitari, ma ci sono aree verdi che esigono forte
riqualificazione e il finanziamento disponibile, con un progetto rivisto e adeguato alle semplici
richieste dei cittadini, potrebbe garantire tali esigenze. E’ da lì che parte l’abbraccio a via Sparano,
con quel filo di continuità che poco alla volta, tra la visita ad un negozio, la sosta con amici, una
seduta di riposo, l’attesa di una telefonata, una lettura di qualche pagina all’ombra del verde e magari
nell’inebriante profumo di fiori, porti lentamente fino alla meta. Attraverso quella via tanto amata e
dedicata al Giureconsulto Sparano Chiurlia, che tra il XII e il XIII sec. aveva curato la raccolta delle
“Consuetudines Barenses”. Per giungere, tra alberature, giardini e parchi, fino al porto.
E quando dei forestieri (per altra dichiarata consuetudine, “tanto amati dai baresi”), uscendo dalla
stazione chiederanno aiuto per la direzione del porto, in epoca borbonica si sarebbero sentiti dire
“vous ne pouvez pas tromper, suivez le fil vert! “potranno oggi sentirsi rispondere: “Non potete
sbagliare, seguite il filo verde!

2) Eva Toscani*: Progetto futuristico e senz'anima. La via spogliata della sua memoria e
della sua identità.
Vorrei soffermarmi ulteriormente, sul progetto di riqualificazione dell'architetto Salimei. Per quanto
si intuisce dai render è freddo, desolante ed indubbiamente cimiteriale (per le sedute di cemento e
le basi cubiche funzionali ad installazione di fantomatiche "opere d'arte" che mai saranno realizzate),
appare come un'opera futuristica per nulla integrata con l'aspetto ancora per molti versi antico di via
Sparano, cuore pulsante del quartiere murattiano. Spazza via lo spirito del tempo, il cosidetto "genius
loci" che pervade ancora la via. Il Genius loci era un'entità naturale e soprannaturale legata ad un
luogo e oggetto di culto nella religione romana. Attualmente in architettura con l'espressione genius
loci si intende l'interazione di un luogo nel tempo, la sua identità. Essa allude all'insieme degli aspetti
architettonici, socio-culturali, di linguaggio, di consuetudini che caratterizzano un luogo, una piazza,
una via, una città, si riferisce alle caratteristiche proprie di un ambiente interlacciate con l'uomo e le
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