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SRI LANKA corretto .pdf



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SRI LANKA

SRI LANKA

Di Francesca Spanò Foto Marka

Sri Lanka,
nell’isola del tè
e dell’ayurveda

Silhouette di pescatori al tramonto,
Unawatuna.
Silhouette of a stick fishermen
at sunset, Unawatuna.

Una rosa di esperienze uniche
nel cuore dell’Asia. Non solo spiagge,
ma templi antichissimi e città perdute,
fino a un tè, sorseggiato di fronte
a chilometriche piantagioni,
per ritrovare il benessere perduto.

Sri Lanka, nell’isola del tè e dell’ayurveda
Una rosa di esperienze uniche nel cuore dell’Asia. Non solo spiagge,
ma templi antichissimi e città perdute, fino a un tè, sorseggiato di
fronte a chilometriche piantagioni, per ritrovare il benessere perduto.

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SRI LANKA

SRI LANKA

Dalla pesca sui trampoli alle piantagioni di tè, dai santuari buddhisti alla medicina ayurvedica. Passando per
splendidi esempi di case coloniali, spiagge di sabbia fine
e fabbriche di batik. L’ex Ceylon, duramente provata dallo tsunami del 2004 e da un passato spesso turbolento, è
oggi un caleidoscopio di paesaggi ed esperienze uniche
in grado di catturare l’attenzione dei turisti di tutto il mondo che la stanno trasformando in una meta sempre più
richiesta. “L’isola risplendente”, questo il significato di
Sri Lanka in lingua sanscrita, conserva della vicina India
le sfumature, che però reinterpreta con un personalissimo stile che il visitatore scopre sin dal suo arrivo. In ogni
sguardo c’è un caloroso benvenuto, offerto da donne in
sari drappeggiati e uomini in sarong. Un abbraccio ideale che passa pure dai balli, noti ben oltre i confini nazionali e ispirati dalla mitologia. Ma è la medicina ayurvedica che qui trova la sua massima espressione, diventando
oltre che una pratica salutare un vero stile di vita, con
la possibilità per chi visita il Paese di rigenerare corpo e
mente attraverso le tecniche di un’antichissima tradizione
dagli effetti sorprendenti.
Colombo, in cui convivono pacificamente una notevole
varietà di etnie, è la trafficata capitale commerciale che
affianca vecchi mercati a grandi grattacieli. Per questo
può essere comodo utilizzare i tipici tuk tuk, che si muovono a zig zag tra le auto. Una tappa da non mancare è
certamente il tempio buddhista di Gangaramaya, il più
famoso in città, anche per via delle statue riccamente lavorate e la presenza di oggetti stravaganti.

Dalla pesca sui trampoli alle piantagioni di tè, dai
santuari buddhisti alla medicina ayurvedica. Passando
per splendidi esempi di case coloniali, spiagge di sabbia
fine e fabbriche di batik. L’ex Ceylon, duramente provata
dallo tsunami del 2004 e da un passato spesso turbolento,
è oggi un caleidoscopio di paesaggi ed esperienze uniche
in grado di catturare l’attenzione dei turisti di tutto il
mondo che la stanno trasformando in una meta sempre
più richiesta. “L’isola risplendente”, questo il significato
di Sri Lanka in lingua sanscrita, conserva della vicina India
le sfumature che però reinterpreta con un personalissimo
stile che il visitatore scopre sin dal suo arrivo. In ogni
sguardo c’è un caloroso benvenuto offerto donne in sari
drappeggiati e uomini in sarong. Un abbraccio ideale
che passa pure dai balli, noti ben oltre i confini nazionali
e ispirati dalla mitologia. Ma è la medicina ayurvedica
che qui trova la sua massima espressione, diventando
oltre che una pratica salutare, un vero stile di vita, con
la possibilità per chi vista il Paese di rigenerare corpo e
mentre attraverso le tecniche di un’antichissima tradizione
dagli effetti sorprendenti.
Colombo, in cui convivono pacificamente una notevole
varietà di etnie, è una capitale trafficata che affianca
vecchi mercati a grandi grattacieli. Per questo può essere
comodo utilizzare i tipici tuk tuk, che si muovono zig zag
tra le auto. Una tappa da non mancare è certamente il
Tempio buddhista di Gangaramaya, il più famoso in
città, anche per via delle statue riccamente lavorate e la
presenza di oggetti stravaganti.

Spiaggia Unawatuna, nei pressi di Galle.
Sandy Beach, nella regione di Unawatuna.
Una Watuna Beach near Galle.
Sandy beach, Unawatuna region.
in-flight magazine 02/2016

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SRI LANKA

A un secolo dalla sua nascita è quasi una
sorta di museo e si discosta molto dai templi religiosi tradizionali, comprendendo
elementi votivi e persino una sezione cinese con una fila di piccoli altari con decine
di statue di Buddha. Ma le curiosità non
finiscono qui: a fare da mascotte al tempio ci pensa un elefante, sempre pronto ad
accettare una pannocchia e dell’acqua da
chi timidamente decide di avvicinarlo.
Sri Lanka è però sinonimo soprattutto di
spiagge incantevoli: sabbia fine, palme e
vegetazione la fanno spesso da padrone.
L’area più interessante per gli appassionati di mare è la costa sud-occidentale, da
Bentota e Tangalla, tra borghi di pescatori e dimore storiche. Lungo la strada, è
quasi d’obbligo una sosta a Galle Fort, di
origine portoghese e dominata poi dagli
olandesi dopo. Oggi è Patrimonio Unesco
ed esempio perfetto di città fortificata creata dagli europei, un dedalo di stradine
con esempi sorprendenti di Art Nouveau e
Art Déco. Vi si incontrano ristoranti tipici e
graziose boutique di tessuti e stoffe pregiate. E non di rado si ascoltano nell’aria le
voci festanti del folto pubblico che assiste
alle partite di cricket, l’amatissimo sport
nazionale. Unawatuna è un villaggio di
pescatori con una spiaggia di quasi due
chilometri, dove c’è una baia di barriera
corallina e acque calme. Risalendo verso nord, una sosta la merita il villaggio
di pescatori di Marawila. Tutti luoghi che
conosce bene Antonio, un italiano che per
lavoro ha scoperto il Paese nel 2005 e non
è più riuscito ad andare via.

SRI LANKA

Ad un secolo dalla sua nascita è quasi una
sorta di museo e si discosta molto dai templi
religiosi tradizionali, comprendendo elementi
votivi e persino una sezione cinese con una
fila di piccoli altari con decine di statue di
Buddha. Ma le curiosità non finiscono qui:
a fare da mascotte al Tempio ci pensa un
elefante, sempre pronto ad accettare una
pannocchia dell’acqua da chi timidamente
decide di avvicinarlo.
Sri Lanka è però sinonimo soprattutto di
spiagge incantevoli: sabbia fine, palme e
vegetazione la fanno spesso da padrone.
L’area più interessante per gli appassionati di
mare è la costa sud occidentale, tra Bentota
e Tangalla, tra borghi di pescatori e dimore
storiche. Lungo la strada, è quasi d’obbligo
una sosta a Galle Fort, sulla costa sud-ovest,
di origine portoghese prima e olandese
dopo. Oggi è Patrimonio Unesco ed esempio
perfetto di città fortificata creata dagli
europei, è un dedalo di stradine con esempi
sorprendenti di Art Nouveau e Art Decò.
Vi si incontrano ristoranti tipici e graziose
boutique di tessuti e stoffe pregiate. E non
di rado si ascoltano nell’aria le voci festanti
del folto pubblico che assiste alle partite
di cricket, l’amatissimo sport nazionale.
Unawatuna è un villaggio di pescatori con
una spiaggia di quasi due chilometri, dove
c’è una baia di barriera corallina e acque
calme. Risalendo verso Nord una sosta la
merita il villaggio di pescatori di Marawila.
Tutti luoghi che conosce bene Antonio, un
italiano che per lavoro ha scoperto il Paese
nel 2005 e non è più riuscito ad andare via.

Statue di monaci buddhisti, nei pressi di Sigiriya.
Tempio Gangaramaya, Colombo.
Seema Malaka, Lago Beria, Colombo.
Figures of Buddhist nuns, outside a monastery, near Sigiriya.
Famous Lake Temple Landmark in Colombo.
Colombo, Seema Malaka, buddhist temple, Beira Lake.
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Dopo aver visitato 37 nazioni, non ha avuto dubbi sulla
bellezza di una natura ricca di silenzi interrotti solo dal
canto degli uccelli, in una destinazione che il grande turismo non ha ancora contaminato e dove la cementificazione non ha preso il via. Per lui la spiaggia più bella
però è nel Sud, a Talalla, subito dopo Matara, tranquilla
e con poche strutture ricettive. E che dire di Negombo
per il surf, Kalutara supermodaiola, Dickwella, con la sua
sabbia fine tra le dune e il reef, Hikkaduwa, tra mangrovie e coralli?
Ma lo Sri Lanka è noto pure per la presenza del visitatissimo Pinnawala Elephant Orphanage, struttura su cui gli
animalisti non esprimono un consenso unanime. Qui i
pachidermi trovano un rifugio: feriti o abbandonati vengono comunque curati, nutriti e addestrati. All’interno
oggi se ne trovano meno di novanta e gli ospiti possono
assistere, nei differenti momenti della giornata, alle attività previste, dal bagnetto alla pappa.
Nel nostro viaggio attraverso l’isola non mancano i luoghi simbolo: Polonnaruwa, Dambulla e Sigiriya che da
soli già valgono il viaggio. La prima è un’antica città
e uno dei siti archeologici locali meglio conservati. Discorso a parte merita la fortezza di roccia di Sigiriya, da
cui si gode un panorama spettacolare. La sua parte più
nota è forse la Porta dei Leoni, di cui oggi rimangono
solo le grandi zampe scolpite nel fianco della roccia: è
un sito Unesco considerato da molti l’ottava meraviglia
del mondo. A metà percorso, una tappa la meritano
gli affreschi delle cosiddette Fanciulle di Sigiriya, dipinte
nell’incavo della roccia. Dambulla è uno spettacolo con
le sue grotte cariche di dipinti e statue legate alla vita di
Buddha. Cinque sono quelle principali, ma nei dintorni
se ne trovano una ottantina.
Il percorso prosegue verso le piantagioni di tè che incorniciano il selvaggio territorio. Sono stati gli inglesi, dopo
il 1867, a portare questo tipo di commercio in Sri Lanka.

SRI LANKA

Dopo aver visitato 37 nazioni, non ha avuto dubbi sulla bellezza di una natura ricca di silenzi interrotti
solo dal canto degli uccelli, in una destinazione che il grande turismo non ha ancora contaminato e dove
la cementificazione non ha preso il via.
Per lui la spiaggia più bella però è a Sud a Talalla, subito dopo Matara, tranquilla e con poche strutture
ricettive. E che dire di Negombo per il surf, Kalutara super modaiola, Dickwella, con la sua sabbia fine
tra le dune e il reef, Hikkaduwa, tra mangrovie e coralli?
Ma lo Sri Lanka, è noto pure per la presenza del super visitato Pinnawala Elephant Orphanage, struttura
su cui gli animalisti non esprimono un consenso unanime. Qui i pachidermi trovano un rifugio: feriti
o abbandonati vengono comunque curati, nutriti e addestrati. All’interno oggi se ne trovano meno di
novanta e gli ospiti possono assistere, nei differenti momenti della giornata, alle attività previste, dal
bagnetto alla pappa.
Nel nostro viaggio attraverso l’isola, non mancano i luoghi simbolo: Polonnaruwa, Dambulla e Sigiryia
che da soli già valgono il viaggio. La prima è un’antica città e uno dei siti archeologici locali meglio
conservati. Discorso a parte merita la fortezza di roccia di Sigiriya, da cui si gode un panorama
spettacolare. Originariamente era una sorta di gola di leone, di cui oggi rimangono solo le grandi
zampe, scolpite nel fianco della roccia: è un sito Unesco considerato da molti l’ottava meraviglia del
mondo. A metà percorso, una tappa la meritano gli affreschi delle cosiddette Fanciulle di Sigiriya,
dipinte nell’incavo della roccia. Dambulla è uno spettacolo con le sue grotte cariche di dipinti e statue
legate alla vita di Buddha. Cinque sono quelle principali, ma nei dintorni se ne trovano una ottantina.
Il percorso prosegue verso le piantagioni di tè che incorniciano il selvaggio territorio. Sono stati gli
inglesi, dopo il 1867, a portare questo tipo di commercio in Sri Lanka.

Tempio del Dente, Kandy.
Monaci presso la Fortezza di Sigiriya.
Temple of the Tooth, Kandy.
Buddhist monks on their way to the Lion Rock, Sigiriya.
in-flight magazine 02/2016

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Lungo il cammino per Kandy merita una visita anche il
Tempio del Dente, dove è conservata la reliquia del sacro dente di Buddha che rappresenta uno dei maggiori
centri di pellegrinaggio buddhista. Molti i fedeli che portano ghirlande di fiori profumate, oggetti votivi e frutta
di ogni tipo. Intorno danzatori e suonatori di tamburi
in abiti coloratissimi. Da Kandy, in circa 5 ore di strada ci si avvia verso l’interno e gli altipiani, arrivando
a Nuwara Eliya, la città più elevata in Sri Lanka, con i
suoi 1868 metri. La zona detta The Hill Country offre
piantagioni a perdita d’occhio e consente ai visitatori di
organizzare un giro nelle Tea Factory: da qui partono
le diverse qualità di tè che giungeranno sulle tavole di
tutto il mondo. Il Paese ne resta oggi uno dei più grandi
esportatori e la qualità migliore è quella coltivata sopra
i 1200 metri, con il suo aroma delicato.
Su tutto, lungo il percorso, ci accompagnano tramonti
mozzafiato che in quest’isola asiatica hanno sfumature
che sembrano quasi pennellate di colore. L’atmosfera
al crepuscolo cambia, ma non le emozioni di questa
terra che rapisce e conquista, che strega e ammalia,
dove ognuno lascia in fondo una parte di sé.

Lungo il cammino per Kandy merita una visita anche il
Tempio del Dente, dove è conservata la reliquia del sacro
dente di Buddha che rappresenta uno dei maggiori centri
di pellegrinaggio buddhista. Molti i fedeli che portano
ghirlande di fiori profumate, oggetti votivi e frutta di ogni
tipo. Intorno danzatori e suonatori di tamburi in abiti
coloratissimi. Da Kandy, in circa 5 ore di strada ci si
avvia verso l’interno e gli altipiani, arrivando a Nuwara
Eliya, la città più elevata in Sri Lanka, con i suoi 1868
metri. La zona detta The Hill Country offre piantagioni a
perdita d’occhio e consente ai visitatori di organizzare un
giro nelle Tea Factory: da qui partono le diverse qualità
di tè che giungeranno sulle tavole di tutto il mondo.
Il Paese ne resta oggi uno dei più grandi esportatori e
la qualità migliore è quella coltivata sopra i 1200 metri,
con il suo aroma delicato.
Su tutto, lungo il percorso, ci accompagnano tramonti
mozzafiato che in quest’isola asiatica hanno sfumature
che sembrano quasi pennellate di colore. L’atmosfera al
crepuscolo cambia, ma non le emozioni di questa terra
che rapisce e conquista, che strega e ammalia, dove
ognuno lascia in fondo una parte di sé.

Moschea Djemma Null Arafat, Colombo.
Celebrazioni Navam Perahera Festival, Colombo.
Museo Nazionale dello Sri Lanka, Colombo.
Djemma Null Arafat Mosque, Colombo.
Navam Perahera Buddhist Festival, Colombo.
Nationalmuseum, Auflenansicht, Colombo.
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TABELLARE
pillole
ALPITOUR Situato sulla costa meridionale,
sorge il Bravo Dickwella, delizioso resort incastonato fra le rocce, immerso in rigogliosi giardini e affacciato su una lunga spiaggia orlata da
palme tropicali. Recentemente rinnovato, emana un’atmosfera di pace e serenità, scandita dai
ritmi lenti della natura. Dal 31 ottobre, quote a
partire da 1.290 euro a persona (volo + 7 notti)
in all inclusive. www.villaggibravo.it
Per i mesi estivi, il tour Bravo Esplora Sri Lanka
Classico e Maldive, connubio perfetto che unisce la storia e la cultura dello Sri Lanka al relax
degli atolli maldiviani. Da maggio, quote a partire da 2.790 euro a persona (volo di linea + 14
notti) comprensive di tour e soggiorno mare al
Bravo Alimathà. www.villaggibravo.it

Tempio di Gangaramaya, Colombo.
Gangaramaya Temple, Colombo.
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