File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Assistenza Contattaci



Arriva edoxaban il nuovo anticoagulante Daiichi Sankyo .pdf



Nome del file originale: Arriva edoxaban il nuovo anticoagulante Daiichi Sankyo.pdf
Autore: Goldm

Questo documento in formato PDF 1.4 è stato generato da Writer / OpenOffice 4.1.2, ed è stato inviato su file-pdf.it il 23/06/2016 alle 19:27, dall'indirizzo IP 95.246.x.x. La pagina di download del file è stata vista 543 volte.
Dimensione del file: 118 KB (4 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Arriva edoxaban il nuovo
anticoagulante Daiichi Sankyo
Contro fibrillazione atriale, ictus e Tromboembolismo venoso (TEV), in Italia arriva
edoxaban, il nuovo anticoagulante orale

Il 52 % dei pazienti con fibrillazione atriale assume da 5 a 15 compresse al giorno, alcune
delle quali assai poco maneggevoli, manifestando una forte esigenza di semplificazione del
trattamento. Per il trattamento anticoagulante di questi pazienti esistono alternative alla
terapia standard con il warfarin, ma a più della metà dei pazienti non vengono nemmeno
presentate, negando di fatto la possibilità di modificare la terapia, e solo al 15 % di essi
viene proposto il trattamento con i nuovi anticoagulanti orali. Sono alcuni dei dati italiani di
una survey europea, presentati in anteprima in occasione del lancio in Italia di Lixiana
(edoxaban), il nuovo anticoagulante orale in monosomministrazione giornaliera di Daiichi
Sankyo

Roma, 22 giugno 2016 – Necessità di maggiore informazione da parte degli specialisti e sottoutilizzo
delle nuove e più sicure terapie disponibili, sono due importanti aspetti che emergono da un
sondaggio europeo sui pazienti affetti da fibrillazione atriale, effettuato dall’agenzia internazionale
OpinionHealth su richiesta di Daiichi Sankyo.
I dati italiani della survey sono stati presentati in anteprima all’Heart Day, l’evento con il quale il
Gruppo farmaceutico ha annunciato il lancio in Italia di Lixiana (edoxaban), il nuovo anticoagulante
orale (NAO) in monosomministrazione giornaliera, che sarà disponibile nelle prossime settimane
anche in fascia rimborsabile.
Ad aprire l’incontro è stata Trudie Lobban, fondatrice dell’Associazione internazionale di pazienti
AFA, già parte attiva nella stesura del report europeo sul “Futuro dell’Anticoagulazione”, presentato
all’ESC 2015, e giunta a Roma per dare voce al punto di vista dei pazienti, raccontando gli ostacoli e
le necessità delle persone affette da questa patologia. Le ragioni e i risultati del sondaggio sono stati
invece presentati da Massimo Grandi, Country Manager Daiichi Sankyo Italia, “Per noi era
fondamentale ascoltare la voce dei pazienti, capire fino in fondo le loro necessità, perché il focus sul

paziente è nel DNA di Daiichi Sankyo sin dall’inizio della sua storia. E da questa survey abbiamo avuto
conferma che, nonostante i nuovi anticoagulanti orali costituiscano una valida opzione al warfarin,
essi sono ancora un’alternativa decisamente sottoutilizzata. E’ vero anche – ha proseguito Grandi che sino ad ora la classe dei NAO non era riuscita ad offrire una soluzione che unisse a efficacia e
comodità anche un alto grado di sicurezza. Oggi siamo qui per dimostrare che edoxaban ci è riuscito” .
Le evidenze scientifiche di due studi che dimostrano l’efficacia e la superiore sicurezza di edoxaban
come trattamento per la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale e come terapia a lungo
termine per la prevenzione della tromboembolia venosa recidivante, sono state presentate
rispettivamente dal Dott. Andrea Di Lenarda, Direttore S.C. Centro Cardiovascolare ASS1 di Trieste
e nuovo Presidente ANMCO, e dal Prof. Walter Ageno, Professore Associato di Medicina Interna
presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Universita' degli Studi dell'Insubria di
Varese. E della convenienza e dell’appropriatezza terapeutica della terapia anticoagulante per il
sistema sanitario nazionale ha infine parlato il presidente di CliCon s.r.l, Luca Degli Esposti,
coautore dello studio osservazionale sulla fibrillazione atriale NEMAWASHI.
Sicurezza, efficacia, comodità: Che cos’è edoxaban
Edoxaban è il nuovo anticoagulante orale (NOAC - non-Vitamin K antagonist oral anticoagulant) in
monosomministrazione giornaliera che inibisce in modo specifico, reversibile e diretto il fattore Xa, un
importante fattore della cascata della coagulazione che conduce alla formazione di coaguli di sangue.
A giugno 2015 edoxaban ha ricevuto l’autorizzazione dalla Commissione Europea per la prevenzione
dell’ictus e dell’embolia sistemica in pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (FANV),
e per il trattamento e la prevenzione delle recidive di trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia
polmonare (EP). Ad oggi è disponibile in diverse nazioni europee (Germania, Svizzera, UK) e in Corea
del Sud, Stati Uniti e Giappone. Ha già ricevuto l’approvazione in Taiwan e Hong Kong e attende
l’autorizzazione regolatoria in molti altri Paesi, mentre in Italia la rimborsabilità è prevista nelle
prossime settimane.
Quella con edoxaban è una terapia anticoagulante più sicura rispetto all’attuale standard
terapeutico, anche nelle popolazioni di pazienti anziani e più fragili con condizioni di comorbilità, che
gli studi sul farmaco hanno coinvolto estensivamente e con ottimi risultati, facendo registrare, in
pazienti affetti da FANV o TEV, un’efficacia comparabile e una riduzione statisticamente significativa
del rischio emorragico rispetto al warfarin.
L’aderenza e quindi l’efficacia della terapia, deriva dalla comodità e maneggevolezza offerte dalla
monosomministrazione giornaliera, dalle scarse interazioni con farmaci e cibo, e dalla flessibilità dei
dosaggi. La cinetica lineare di edoxaban, come quella degli altri NOAC, assicura un rapporto
dose/risposta ed effetto anticoagulante prevedibile e quindi può essere somministrato a dosaggio
fisso giornaliero, rendendo superflui i continui monitoraggi, necessari invece nella terapia a base di
warfarin. L’assenza di interazioni con cibo e bevande, nonché la possibilità di adeguare il dosaggio in
base alle caratteristiche cliniche del paziente, evita poi riduzione dell'efficacia o effetti indesiderati.
Efficace e più Sicuro nei pazienti più anziani, e in presenza di scompenso cardiaco
Gli antagonisti della vitamina K (AVK), tra cui il warfarin, per molti anni sono stati utilizzati per ridurre
il rischio di ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale; il loro utilizzo, tuttavia, si associa ad un
aumento del rischio di sanguinamenti, in modo ancora più pronunciato nella popolazione anziana
poiché l’età aumenta il rischio emorragico che può causare gravi complicanze e persino la morte. Ciò
ha comportato, negli anni, un generale sottoutilizzo degli anticoagulanti in questa tipologia di pazienti.
Oggi questo ostacolo può essere superato grazie alla terapia con edoxaban, come dimostrano i
risultati dello studio "Efficacia e sicurezza di edoxaban nei pazienti anziani con fibrillazione atriale”,
pubblicati recentemente sul Journal of American Heart Association.
Questa analisi prespecificata, in cui venivano analizzati i risultati di efficacia e sicurezza nei pazienti
suddivisi in tre fasce di età (<65 anni, tra 65 e 74 anni, >75 anni), deriva dal mega trial ENGAGE AFTIMI 48, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di edoxaban, rispetto al warfarin, per la prevenzione

dell’ictus e dell’embolia sistemica su 21.105 pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare. Con
gli 8.474 pazienti di età uguale o superiore ai 75 anni arruolati, questo trial risulta ad oggi lo studio
con un NAO con il più alto numero di pazienti anziani. Questi pazienti erano soprattutto donne e
presentavano in misura maggiore caratteristiche di fragilità, quali basso peso corporeo e ridotta
clearance della creatinina (ClCr). Ad illustrare i risultati dello studio è stato il dott. Andrea Di
Lenarda, Direttore S.C. Centro Cardiovascolare ASUITS di Trieste e nuovo Presidente ANMCO
(Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri): “Anche nella popolazione con età superiore ai
75 anni, in cui il rischio emorragico è aumentato, edoxaban conferma un miglior profilo di sicurezza
rispetto a warfarin. Questo dato è ancora più evidente se si prendono in considerazione le emorragie
intracraniche. Nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, dove l'età è associata ad un aumento del
rischio emorragico, edoxaban rappresenta quindi una valida alternativa agli AVK”.
Non sono state riportate interazioni tra il trattamento con edoxaban e l’età per gli obiettivi principali di
efficacia e sicurezza, in contrasto con quanto riportato nei risultati degli studi con altri NAO (RELY e
ROCKET), in cui sono state registrate interazioni significative dei trattamenti con l’età per quanto
riguarda i sanguinamenti.
Con 12.124 su 21.105 pazienti (57%), ENGAGE è anche lo studio che ha arruolato il più alto numero
di pazienti con scompenso cardiaco. Edoxaban ha confermato il dato di efficacia e di aumentata
sicurezza, rispetto al warfarin, indipendentemente dalla presenza o meno di scompenso cardiaco e
dalla gravità di questo.
Efficace e più Sicuro come terapia a lungo termine per la prevenzione delle recidive di
tromboembolia venosa
Nel corso della conferenza sono stati presentati anche i risultati di un’analisi post hoc dello studio
Hokusai-VTE, il trial che ha valutato l’efficacia di edoxaban, in monosomministrazione giornaliera, nel
trattamento e nella prevenzione delle recidive di tromboembolia venosa (TEV) in 8.292 pazienti affetti
da trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare. In questa analisi, pubblicata su Lancet
Haematology, l’anticoagulante edoxaban si è dimostrato altrettanto efficace e più sicuro rispetto al
warfarin nel trattamento a lungo termine.
Sono stati infatti confrontati i risultati della terapia a lungo termine (dai 3 ai 12 mesi) sui 3.633
pazienti trattati con eparina ed edoxoban e sui 3.594 pazienti trattati con eparina e warfarin. Il
trattamento ha avuto una durata media di 9 mesi. Dopo i primi tre mesi, la recidiva di tromboembolia
venosa è stata registrata nell’1,1% dei pazienti in terapia con edoxaban e nell’1,2% di quelli trattati
con warfarin. Tra tre e sei mesi, il numero dei casi è stato di 0,7% e di 0,5%, rispettivamente,
mentre tra sei e 12 mesi, i casi si sono ridotti a 0,2%, tra i pazienti trattati con edoxaban, contro lo
0,8% tra quelli in terapia con warfarin. L’analisi ha inoltre evidenziato la minore incidenza di
emorragie maggiori nei pazienti trattati con edoxaban, che ha registrato una percentuale dello 0,3%
rispetto allo 0,7% del gruppo trattato con warfarin (tra 3 e 12 mesi). “Il rischio di recidive è rilevante
nei pazienti con tromboembolia venosa e molti di loro hanno bisogno di continuare ad assumere
anticoagulanti anche per più di tre mesi, periodo raccomandato dalle linee guida , - ha spiegato
Walter Ageno, professore associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina Clinica e
Sperimentale dell'Universita' degli Studi dell'Insubria di Varese – e questo studio dimostra che
edoxaban fornisce una valida alternativa al warfarin per i pazienti che richiedono una terapia a lungo
termine per la prevenzione secondaria di tromboembolie venose. Il trattamento prolungato con
edoxaban si è dimostrato, infatti, non solo efficace ma più sicuro, perché associato ad una riduzione
dei sanguinamenti maggiori rispetto al warfarin .”
NAO sottoutilizzati seppure convenienti per il sistema sanitario nazionale - Studio
NEMAWASHI
A confermare i dati della survey sul sottoutilizzo dei trattamenti con i nuovi anticoagulanti orali, e a
mettere in evidenza la convenienza che un uso appropriato di queste terapie avrebbe sul nostro
sistema sanitario, è stato il progetto NEMAWASHI, uno studio osservazionale sulla fibrillazione atriale
sviluppato e condotto da CliCon S.r.l., con il supporto di Daiichi Sankyo. In una prima fase, grazie alla

collaborazione di 5 Aziende Sanitarie Locali distribuite sul territorio nazionale, è stato misurato il
grado di trasferimento delle raccomandazioni terapeutiche alla pratica clinica, rispetto alla terapia
anticoagulante nei pazienti affetti da fibrillazione atriale. In una seconda fase, in un gruppo di regioni
distribuite su tutto il territorio nazionale, è stato attivato un monitoraggio periodico volto al
miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, intesa come riduzione del gap tra raccomandazioni
terapeutiche e pratica clinica, nello stesso ambito. L’analisi preliminare dei dati ottenuti nella prima
fase dello studio mostra che il 72 % dei pazienti ai quali è stata raccomandata la terapia con i NAO in
realtà non la riceve (inappropriatezza per difetto), mentre dei pazienti trattati con i nuovi
anticoagulanti orali, solo un 5% non presenta la raccomandazione terapeutica all’uso di tali farmaci
(inappropriatezza per eccesso). Per ciò che riguarda il consumo di risorse sanitarie, invece, il costo
medio per anno dei pazienti raccomandati e trattati con i nuovi anticoagulanti orali è sovrapponibile a
quello dei pazienti che pur avendo le caratteristiche cliniche per tale trattamento non lo ricevono.
“Infatti il maggior costo della terapia con i nuovi anticoagulanti orali risulta completamente
compensato dai minori costi dovuti a ospedalizzazioni per malattia cardio-cerebrovascolare. – ha
spiegato Luca Degli Esposti, Presidente CliCon s.r.l. - La riduzione dell’inappropriatezza prescrittiva,
oggetto della seconda fase del progetto, risulta quindi essenziale ai fini di una riduzione di questo tipo
di ospedalizzazioni e della minimizzazione del costo assistenziale del paziente affetto da fibrillazione
atriale”.

Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
valeria.carbonebasile@gmail.com

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci
innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati
che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i
suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci
promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento
dell'ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con
vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di
nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le
malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
FONTE: Daiichi Sankyo


Arriva edoxaban il nuovo anticoagulante Daiichi Sankyo.pdf - pagina 1/4
Arriva edoxaban il nuovo anticoagulante Daiichi Sankyo.pdf - pagina 2/4
Arriva edoxaban il nuovo anticoagulante Daiichi Sankyo.pdf - pagina 3/4
Arriva edoxaban il nuovo anticoagulante Daiichi Sankyo.pdf - pagina 4/4

Documenti correlati


Documento PDF arriva edoxaban il nuovo anticoagulante daiichi sankyo
Documento PDF untitled pdf document 1
Documento PDF ehra 2019 presentati i risultati dello studio eliminateaf
Documento PDF daiichi sankyo e astrazeneca accordo su trastuzumab deruxtecan
Documento PDF untitled pdf document
Documento PDF untitled pdf document 1


Parole chiave correlate