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Interpretazione del disegno infantile .pdf



Nome del file originale: Interpretazione del disegno infantile.pdf
Autore: Educatrice per Passione

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INTERPRETAZIONE DEL DISEGNO INFANTILE
Tutti i bambini amano disegnare, soprattutto in certi momenti della giornata.
Il disegno è divertimento, è un gioco che si alterna ad altri.
Si tratto di un gioco tranquillo, che si può fare da soli o con pochi compagni, e che , come tutti gli altri
giochi, viene fatto con la serenità e con l’impegno che contraddistinguono tutte le attività infantili.
Quando i bambini iniziano a disegnare ?
-

12 mesi : età in cui indicativamente il bambino prende in mano per la prima volta una matita
colorata, e con grande stupore lascia una traccia sul foglio.: il bambino scopre per caso che si può
lasciare un segno. Si tratta di un gesto inconsapevole con nessuna intenzione comunicativa. Lo
sviluppo della capacità grafica è parallelo allo sviluppo cognitivo.

1) SCARABOCCHIO DISORDINATO (1 anno)
-

Centrifugo: il bambino inizia a disegnare dalla parte più vicina al suo corpo per spostarsi verso la
parte più esterna del foglio;
Omolaterale: lo scarabocchio tenderà a svilupparsi nello stesso lato con cui il bambino impugna il
colore essendo la fase della scoperta il bambino può cambiare spesso mano;
No controllo occhio-mano: prevale la motricità libera;
Pura scarica motoria;
Non intenzionale;
Direzioni diverse.

2) SCARABOCCHIO CONTROLLATO (2 anni)
-

Attività di coordinazione motoria e controllo occhio-mano;
Capacità di disegnare le prime forme circolari, linee rette e spezzate;
Auto espressione del bambino: cerca di rappresentare un oggetto.

3) STADIO PRESCHEMATICO (2-6 anni)
-

CEFALOPODE O OMINO TESTONE: disegna solo la testa e gli arti perché non gli interessa la diversità
sessuale rappresentato dal corpo intero;
Uso del colore arbitrario, legato alle emozioni ;
La motivazione artistica che interessa i bambini di questa età è data soprattutto dalle esperienze;
Realismo fortuito : Il bambino fa uno scarabocchio e regala il suo disegno ad una persona cara che
vuole bene e scopre ciò che ha disegnato solo dopo che l’adulto glielo nomina.
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4) REALISMO MANCATO (5 anni)
-

Disegno realistico in rapporto alla natura dei motivi e dei soggetti che il bambino sceglie di
disegnare;
L’intenzione del bambino di disegnare una figura si scontra con alcuni ostacoli tipici della fase:
Mal destrezza grafica, legata a fattori motori, che spesso portano il bambino a disegnare cose
diverse da quelle che si era proposte;
Discontinuità e esauribilità dell’attenzione: il bambino si distrae facilmente;
Incapacità di sintesi che porta all’inesattezza delle proporzioni e delle dimensioni degli oggetti .

5) STADIO SCHEMATICO (6-8 anni)
-

-

Comparsa di schemi grafici ben definiti per ciascun oggetto, legati al concetto che il bambino se ne
fa. I vari schemi grafici sono strettamente individuali e cambiano in relazione allo sviluppo
intellettuale;
Linea di base: il bambino ha una precisa consapevolezza dei suoi rapporti con l’ambiente;
Convenzionalità del colore: il cielo è sempre blu, l’erba è sempre verde, i tetti delle case sono
sempre rossi.

6) REALISMO INTELLETTUALE (6-7 anni)
-

Il bambino rappresenta non solo gli elementi concreti non visibili ma persino gli elementi astratti
esistenti soltanto nella sua mente;
Il realismo intellettuale quindi si differenzia dalle altre fasi per il suo carattere più conoscitivo, in
quanto rappresenta sia gli elementi visibili che quelli nascosti di un oggetto ossia la Trasparenza ad
esempio disegna l’albero con le radici in vista anche se esse non sono visibili nella realtà.

7) REALISMO VISIVO (8-9 anni)
-

Il bambino impara a disegnare solo ciò che si vede conferma gli schemi grafici della realtà.
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8) REALISMO NASCENTE ( 9-11 anni)
-

Il bambino supera il precedente schematismo grafico ;
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Scompaiono le trasparenze, le esagerazioni;
L’acquisizione dei rapporti spaziali permette anche la realizzazione dello spazio tridimensionale;
Compaiono le sfumature di uno stesso colore.

Le emozioni nei disegni dei bambini
Proprio perché il bambino attraverso il disegno comunica qualcosa, evitiamo di giudicarlo o influenzarlo,
perché non solo rischieremmo di bloccare la sua vena creativa e il suo bisogno di sperimentare ma anche di
farlo chiudere in se stesso.
L’espressione delle emozioni nei disegni è veicolata principalmente dall’uso del colore, i bambini piccoli fino
a 7 anni utilizzano il colore in modo improprio, come scarica puramente emotiva, solo più tardi il colore
sarà realistico.
Premettendo che la simboleggiatura non va presa alla lettera, ma inserita in un’osservazione più ampia (che
tenga conto anche dell’età e della maturità del bambino), ecco qualche strumento per interpretarli.
In generale dobbiamo distinguere tra colori caldi e freddi. Chi utilizza prevalentemente :
-

Colori caldi: preferiti da bambini estroversi, istintivi, allegri e curiosi;
Colori freddi: preferiti da bambini timidi, razionali e introversi.

ROSSO: è il colore del cuore e del sangue, simboleggia la passione, l’amore, il calore ma anche la guerra
come la rabbia. È un colore molto stimolante. La persona che lo sceglie è vivace, impetuosa. È il colore delle
emozioni forti e della vivacità corporea.
GIALLO: è il colore del sole, indica desiderio di comunicare, di gioire, bisogno di novità, apertura al nuovo.
La persona che lo preferisce è dinamica, aperta , vivace. Indica la vivacità intellettuale.
VERDE: è il colore della vegetazione, della natura, indica costanza, equilibrio, compostezza. È il colore della
calma, della tranquillità. La persona che lo sceglie è matura, perseveranza.
BLU: il colore del mare e del cielo, indica riflessione e spiritualità ma anche malinconia e introversione. La
persona che lo predilige è calma, tranquillità.
VIOLA: è il colore della sensibilità, del bambino inserito in un contesto regolante con una routine e delle
regole. È l’unione del rosso cioè la vivacità del bambino e del blu cioè la calma indica una vivacità tenuta a
freno.
MARRONE: è il colore della terra, indica concretezza, maturità, materialità. La persona che lo sceglie è
pratica e concreta.
ARANCIO: colore positivo della vivacità, della socievolezza, della padronanza di se. Chi ama indossarlo
esprime estroversione, apertura nei confronti degli altri. Deriva dal rosso e dal giallo indica la vivacità
corporea e cognitiva.

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ROSA: simboleggi al femminilità, la gioventù, l’ingenuità, la valenza psicologica di un rosso attenuato cioè
sensibilità. Il rosso stemperato dall’innocenza del bianco.
BIANCO: è il colore della pulizia, dell’innocenza e della purezza.
NERO: è il colore della notte del mistero del lutto e della morte ma anche della trasgressività e della
ribellione, della combattività e del bisogno di uscire dagli schemi. Sia nero che grigio utilizzati in eccesso
indicano malinconia, difficoltà con l’ambiente. Depressione.

TRATTO:
• regolare e sicuro, prevalenza di linee curve: rivela buone capacità di adattamento, fiducia verso gli altri,
espansività, socievolezza, libertà di esplorare, determinazione;
• irregolare e incerto, prevalenza di tratti spigolosi e cancellature: rivela introversione, paura di rimproveri
e di sbagliare, aggressività e ansia.
PRESSIONE:
• debole: indica sensibilità e timidezza;
• forte: indica irruenza, entusiasmo e grinta.
Il tratto deciso, omogeneo e continuo e la pressione normale indica l’energia che il bambino normalmente
scarica.
La pressione forte e il tratto discontinuo può essere l’espressione di una emozione forte.
La disposizione nello spazio indica lo spazio utilizzato dal bambino durante un disegno. In generale un
bambino che disegna al centro del foglio una figura grande indica la sua sensazione di essere al centro del
suo ambiente cioè vive bene. Se un bambino si disegna piccolino non vive una situazione di emarginazione
ma ciò indica il suo carattere introverso.
Il foglio rappresenta l’ambiente da esplorare:
• completamente occupato dal disegno: il bambino è socievole ed estroverso, ha fiducia in stesso, verso gli
altri e verso situazioni sconosciute;
• il disegno travalica il foglio: il bambino vuole essere al centro dell’attenzione ed è poco riflessivo;
• poco occupato dal disegno: il bambino è insicuro e introverso;
• il disegno è nella parte superiore: il bambino tende a rifugiarsi nella fantasia per sfuggire alla realtà;
• il disegno è nella parte inferiore: il bambino ha fin troppo i piedi per terra e potenzialità inespresse;
• il disegno è nella parte sinistra del foglio: il bambino ha paura del futuro e del mondo fuori casa;
• il disegno è nella parte destra del foglio: il bambino ha fiducia nel futuro e negli altri.

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COSA DISEGNA?
Il sole rappresenta la figura paterna:
• nascosto: segno di disaccordi col padre;
• senza raggi: indica un padre freddo o assente.

La figura umana rivela come il bambino percepisce se stesso:
• la grandezza: una figura troppo piccola denota timidezza e scarsa fiducia in sé;
• testa: se molto grande indica egocentrismo o esuberanza; se molto piccola la difficoltà di relazionarsi agli
altri;
• occhi: se molto grandi dimostrano curiosità; se molto piccoli introversione e diffidenza;
• naso: è legato alla sessualità;
• barba, baffi e capelli: denotano forza o bisogno di affascinare;
• denti: se presenti, indicano rabbia o aggressività;
• orecchie: se grandi denotano curiosità;
• cappello: se presente, esprime la sensazione di sentirsi sotto osservazione;
• collo: se molto lungo riflette il bisogno di rifugiarsi nei sogni o mettersi in mostra, se molto piccolo indica
ansia;
• braccia: se aperte, esprimono apertura verso gli altri;
• mani: pugni chiusi o mani ad artiglio denotano aggressività;
• gambe: se molto lunghe indicano il desiderio di crescere; se molto corte il bisogno di protezione;
• piedi: rappresentano la stabilità, perciò, se mancano o sono molto piccoli, indicano timore verso
l’ambiente e fragilità;
• assenza di tratti nel volto: simboleggia una negazione della realtà;
• presenza di bottoni sui vestiti: esprime la paura dell’abbandono.

La famiglia:
• il personaggio disegnato per primo: è colui che il bambino ammira di più;
• un personaggio assente o cancellato: esprime un rifiuto (anche come reazione ad un sentimento di
gelosia) e una situazione di sofferenza;
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• un familiare molto più piccolo degli altri: potrebbe essere visto come un rivale;
• un familiare molto più grande degli altri: potrebbe essere visto come una figura dominante, che lo
inibisce;
• un familiare in disparte: indica difficoltà di stabilire un legame forte. Se è il bambino stesso a disegnarsi in
disparte ciò può indicare la paura di essere cattivo;
• tutti i familiari separati tra loro: paura del contatto fisico;
• rifiuto di disegnare la famiglia: segnala un disagio o una sofferenza.

L’albero rappresenta l’Io più profondo:
• le radici: simboleggiano l’attaccamento alla famiglia, perciò, la loro mancanza indica un bisogno di affetto
e rassicurazione;
• il tronco: se grande esprime ambizione e narcisismo, se proporzionato delinea un carattere indipendente,
se esile indica chiusura; un buco sul tronco potrebbe esprimere la paura del buio;
• le fronde: se predominanti rispetto al tronco indicano un bambino fantasioso o pigro; se molto piccole
indicano egocentrismo;
• la frutta: se attaccata ai rami indica estroversione, se sospesa indica sfiducia in sé e malinconia.

La casa rappresenta come il bambino vive, i suoi rapporti con la famiglia e con l’esterno:
• dimensioni: se è grande dimostra ospitalità, perciò estroversione; se è piccola timidezza e bisogno di
conferme;
• porte e finestre: se sbarrate esprimono chiusura, pensati influenze da parte dei familiari o la paura della
morte; se aperte denotano apertura e curiosità.

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