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Amore sordo.pdf


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in grado di ritornare alla strada principale, in caso di necessità. Non aveva intenzione di
abbassare le difese, nonostante quel giovane non allarmava in lei i sensibilissimi radar che le
avevano sempre permesso di analizzare rapidamente le persone equivoche e le situazioni di
pericolo che era ritrovata ad affrontare nella sua vita.
Dopo circa dieci minuti di cammino, i due giovani si ritrovarono davanti ad una tenda da
campeggio. Nei pressi della canadese, circondati da pietre di diversa grandezza e forma,
giacevano sul terriccio umido i resti di un fuocherello acceso, dunque spento.
Il giovane uomo lasciò la presa della giovane donna, indicando l’interno della tenda con
la mano aperta, sospesa a mezz’aria. La donna fissò per qualche istante la tana socchiusa,
quindi spostò lo sguardo verso il punto di boschetto dal quale erano giunti, come per
controllare che la via di fuga fosse libera. Si guardò attorno, osservò la zona in cui era piantata
la tenda, soffermandosi sulle spoglie del fuocherello estinto.
Il giovane uomo entrò per primo nella tenda, sedendovi a gambe incrociate e tenendo
spalancata la fessura d’entrata. Fece segno alla sua ospite di avvicinarsi, toccando il
soprassuolo della tenda due volte, come ad indicarle di accomodarsi. La giovane donna tornò
a guardarsi intorno, poi, titubante, stringendosi nelle spalle, decise incoscientemente di
seguire lo sconosciuto.
Il comportamento che aveva assunto nell’ultimo quarto d’ora della sua vita rappresentava
esattamente l’opposto di quello che l’aveva caratterizzata fino a quel momento. Era sempre
stata una persona cauta, giudiziosa, diffidente.
Entrò. In un angolino c’erano un paio di libri in disordine. La giovane ospite poté
riconoscere un vecchio romanzo di inizio Novecento che non aveva mai finito di leggere,
avvolto in una copertina rigida rossa. Nell’angolo opposto c’era uno zaino aperto, color fango,
dal quale sbucavano vestiti ed oggetti messi alla rinfusa. Accanto al giovane c’era un cuscino
e una coperta ripiegata, poggiata su di esso.
La giovane donna avrebbe dovuto sentirsi a disagio. Avrebbe dovuto scappare via dalla
tenda. Avrebbe dovuto scandagliare quel luogo angusto con lo sguardo, alla ricerca di un
oggetto potenzialmente letale, per poterlo afferrare all’evenienza, e difendersi da qualunque
tipo di azione a lei avversa. Era questo che le diceva la sua vigile coscienza. Eppure, la giovane
aveva girato la manopola del volume e aveva messo a tacere la sua mente. Era calma, come
non lo era da molto, troppo tempo.
La camminata l’aveva stancata, ed ora sedeva tranquilla, sui talloni infangati, davanti a uno
sconosciuto che continuava a sorriderle. Era un sorriso talmente dolce e rassicurante che era

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