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Automobilismo d Epoca Agosto Settembre 2016.pdf


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EDITORIALE
di Francesco Pelizzari

Basta la parola!
Parafrasando una vecchia pubblicità, si potrebbe dire: “Giulia: basta la parola!”. Pochi
giorni prima di scrivere queste righe, nei dintorni di Milano c’è stato un furto di ben quattro esemplari della nuova berlina Alfa Romeo. Rubati da una concessionaria che non
le aveva ancora nemmeno immatricolate. In
questo bizzarro Paese che è l’Italia, i furti di
auto sono una specie di indicatore del successo di un modello: le automobili più sotto tiro non sono le supercar, ma le utilitarie
e le medio-piccole, le auto più diffuse. Il fatto che una banda di “topi d’auto” si sia concentrata su un modello messo in vendita da
poche settimane, e che quindi non può ancora essere diffuso, la dice lunga: è quasi una
garanzia di successo, una ricerca di mercato che dice che di Giulia se ne venderanno,
eccome.
Di chi il “merito” di tutta questa attesa? Ma di
lei, ovviamente! Della Giulia che abbiamo in
copertina questo mese, la prima e inimitabile

che moltissimi hanno sognato e molti hanno
posseduto, anche in più esemplari.
La nuova Giulia è bellissima, ha un sacco di
motori (tra cui il “top” di gamma da 510 CV!),
una linea aggressiva e moderna (per qualcuno “un po’ troppo BMW”), ma per noi amanti delle auto d’epoca la “linea disegnata dal
vento” è ancora quella che fa battere il cuore, e il sound del bialbero irripetibile.
C’è poi un piccolo dettaglio semantico, se ci
passate il termine: la “super” Giulia nuova,
quella da 510 CV, si chiama “Quadrifoglio”:
va benissimo, per carità. Noi però avremmo
preferito si chiamasse “TI”, da un punto di
vista filologico sarebbe stato più corretto. La
Giulia TI Super, con i suoi due carburatori
doppio corpo, fu soprannominata “Quadrifoglio” per la presenza del simbolo sui parafanghi anteriori. È una puntualizzazione forse eccessiva, ci rendiamo conto: ma noi malati di “storiche” siamo fatti così...
Comunque, ci è parso appropriato, per questo numero estivo, riprendere il tema: della Giulia ma anche delle altre “TI”: 1900 e
Giulietta (e un pochino di Alfasud). Ci siamo
fermati qui: puntigliosi va bene, enciclopedici sarebbe stato troppo (dopo questi modelli, molti altri hanno ricevuto in dote il mitico marchietto, non sempre in modo appropriato).
Buone vacanze a tutti, ci rivediamo in edicola con il numero di Ottobre!