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12 EdoardoSanguineti Piangi .pdf



Nome del file originale: 12_EdoardoSanguineti_Piangi.pdf
Titolo: ATLAS
Autore: © Istituto Italiano Edizioni Atlas

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EDOARDO SANGUINETI
L’autore
Narratore e poeta, nacque a Genova nel 1930; si trasferì poi con la famiglia a
Torino, dove compì gli studi universitari presso la facoltà di Lettere. Dopo la
laurea intraprese la carriera universitaria come docente di letteratura italiana
a Salerno e a Genova. Oggi vive ed opera nella sua città natale.
Lo studio delle culture europee e la lettura degli scrittori stranieri T. S. Eliot e
E. Pound, l’apprendimento della psicanalisi e l’interesse per l’arte informale
hanno contribuito alla formazione della sua personalità. Molto attivo come critico letterario, ha scritto saggi sulla cultura del Novecento e su Dante; ha composto opere teatrali e ha tradotto autori contemporanei tra cui James Joyce.
Sanguineti è stato uno dei maggiori esponenti della Neo-avanguardia, tendenza artistica che negli anni Cinquanta tendeva alla ricerca e alla sperimentazione di nuove forme espressive. Ha fatto parte del Gruppo 63, circolo letterario
nato appunto nel 1963, che si prefiggeva di rivoluzionare la stagnante cultura italiana dell’epoca. Ha collaborato alle riviste Il Verri, Marcatrè, Quindici.
La poetica
Due elementi sono presenti e si intrecciano nell’opera di Sanguineti: l’impegno politico e un audace sperimentalismo linguistico. Alla base di queste due
tendenze, strettamente correlate tra loro, sta la convinzione che è compito
dell’uomo di autentica cultura rivoluzionare il mondo dell’arte; al poeta è affidato l’impegnativo ruolo di ostacolare l’avanzata dell’aberrante sistema capitalistico. L’arte deve “ideologizzarsi”, ossia immergersi nella lotta politica al fine di denunciare e distruggere i miti devastanti del mondo borghese, totalmente teso all’accumulo di denaro. L’obiettivo di risanamento sociale può essere raggiunto non solo per mezzo dei messaggi e dei contenuti espressi nell’opera d’arte, ma anche, e soprattutto, attraverso la rivoluzione dello stile: in
questa direzione il primo passo è l’annientamento del linguaggio borghese,
espressione del ceto dominante privo di forza creativa. Per ottenere i risultati prefissi Sanguineti sceglie una lingua ibrida, scaturita dalla sovrapposizione,
apparentemente caotica, di italiano standard, lingue straniere, lingue antiche,
codici settoriali, dialettismi e tecnicismi.
L’opera Triperuno
Nel 1956 Sanguineti compone Laborintus (dal latino labor intus, “lavorio interiore”), tra il 1956 e il 1959 compone i 17 testi di Erotopaegnia (parola greca che significa “giochi d’amore”) e tra il 1960 e il 1963 compone Purgatorio
de l’Inferno; le tre opere confluiscono, nel 1964, in un unico libro, intitolato
appunto Triperuno. Nelle prime due raccolte emergono in primo piano temi
decisamenti negativi, resi attraverso la disgregazione delle forme metriche e
sintattiche.
In Purgatorio de l’Inferno Sanguineti procede verso il recupero di contenuti
e forme più costruttivi. Esce dalle tenebre della “palude” infernale e ritrova,
sia pur smorzata, una luce, quella del purgatorio. Benchè il purgatorio rappresenti ancora la condanna dell’uomo consumistico, il poeta pensa che attraverso la penitenza, la società possa redimersi e salvarsi. È la famiglia che si connota come punto di partenza per uscire dall’alienazione ed imboccare una
strada migliore. Coerentemente con ciò, nella raccolta egli si rivolge ai suoi figli invitandoli ad opporsi e a resistere all’orrore della civiltà occidentale. In
questo percorso anche la forma ritrova moduli meno ostici, approdando ad
una maggior comprensibilità.

© ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS

EDOARDO SANGUINETI,

PIANGI, PIANGI

1

Edoardo Sanguineti
piangi piangi
In questa breve composizione il poeta recita una “strana” ninna nanna al figlio. Attraverso un
elenco di oggetti-regalo, Sanguineti delinea l’immagine inquietante della società dei consumi, connotata dalla frenetica corsa agli acquisti. Alcuni degli oggetti nominati si caratterizzano come cose inutili, simboli di beni superflui, altri come emblemi di violenza e di guerra, altri ancora come
immagini di alienanti tecnologie o del potere economico-finanziario. L’inquietante cantilena mira
a dissacrare i miti della civiltà consumistica.
La poesia è tratta da Purgatorio de l’Inferno, una delle tre componenti di Triperuno.
Metro: versi liberi, molto lunghi. I vv. 3, 6, 9, 11, sono divisi in due emistichi, disposti su righe diverse. L’ultimo verso è formato da una sola parola.

5

10

piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero
Bosch in miniatura, un salvadanaio di terra cotta, un quaderno
con tredici righe, un’azione della Montecatini1:
piangi piangi, che ti compero
una piccola maschera antigas, un flacone di sciroppo ricostituente,
un robot, un catechismo con illustrazioni a colori, una carta geografica
con bandierine vittoriose2:
piangi piangi, che ti compero un grosso capidoglio3
di gomma piuma, un albero di Natale, un pirata con una gamba
di legno, un coltello a serramanico, una bella scheggia di una bella
bomba a mano:
piangi piangi, che ti compero tanti francobolli
dell’Algeria francese4, tanti succhi di frutta, tante teste di legno5,
tante teste di moro6, tante teste di morto7
oh ridi ridi, che ti compero
un fratellino: che così tu lo chiami per nome: che così tu lo chiami
Michele:

piangi piangi: l’anafora esprime
l’incitamento a piangere da cui
consegue la giustificazione a comprare.

una bella... a mano: è un’esplicita
condanna nei confronti dei conflitti e delle guerriglie combattuti
nel mondo. La ripetizione dell’aggettivo bella sottolinea il tono ironico e provocatorio.
tanti... fratellino: la ripetizione
dell’aggettivo tanti, simbolo di eccesso, si contrappone all’unicità
del fratellino, il solo che possa dare la gioia del sorriso.

da Triperuno, Feltrinelli, Milano, 1964

Chris Jordan,
Plastic Bottles, 2007.
L’artista ha raccolto due milioni
di bottiglie: tante sono quelle
consumate ogni 5 minuti
negli Stati Uniti.
Il semplice dato numerico
diventa lo strumento più
efficace di denuncia di un
sistema consumistico ormai
generalizzato.

1. Montecatini: industria chimica.
2. carta… vittoriose: le bandierine rappresentano i luoghi in cui si sono combattute e
vinte sanguinose battaglie.
3. capidoglio: mammifero acquatico dei
cetacei, simile alla balena.

2

EDOARDO SANGUINETI,

4. Algeria francese: è un riferimento alla
guerra di indipendenza e di liberazione
combattuta dall’Algeria contro la Francia tra
il 1954 e il 1962.
5. teste di legno: teste dure; è un’allusione
all’atteggiamento intransigente tenuto dai

PIANGI, PIANGI

Francesi durante la Guerra d’Algeria.
6. teste di moro: gli Algerini, con riferimento al colorito scuro della loro pelle.
7. teste di morto: le vittime inermi di entrambi gli eserciti.

© ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS

ANALISI
DEL TESTO

Temi e motivi
Oggetti inquietanti
La voce poetante è quella di un padre che canta una singolare ninna nanna
al figlio. La cadenza cantilenante, in contrasto con l’asprezza del contenuto, è
data dall’enumerazione disordinata di oggetti, tutti ugualmente superflui e
sconcertanti; nel caos dell’accumulazione essi rivelano il loro assoluto “non
senso”.
Il tema centrale è la condanna della società, accecata da un delirante consumismo, segnata da una tragica propensione alla violenza. Il ruolo paterno
pare ridursi ad una frenetica corsa all’acquisto (ti compero, ti compero), ad assurde promesse di inutili regali che mascherano il vuoto di una società in crisi. I regali di Natale riproducono in miniatura modelli negativi della società
adulta e le sopraffazioni della civiltà industrializzata e delle tecnologie più
avanzate. Spiccano accanto ai più comuni e squallidi giocattoli (la spada di
plastica), gli emblemi del consumismo (frigorifero Bosch), del potere economico (un’azione della Montecatini), dello stritolante sistema di meccanizzazione (robot), in un universo fasullo e artefatto (di plastica, di gomma piuma).
Ma gli oggetti più inquietanti sono costituiti dai riferimenti alle armi (bomba
a mano), alla violenza (coltello a serramanico), alle guerre (Algeria francese),
alla distruzione chimica (maschera antigas); e tra tutti risalta la macabra allusione alle teste di morto. E ancora, si coglie il tema della perdita della natura,
accessibile solo attraverso i succhi di frutta, un abete sradicato (l’albero di Natale), un povero capidoglio di gomma piuma, allusione alla caccia avida e
spietata di cui è oggetto l’animale marino. I libri di religione, come ogni altro
elemento di cultura, vengono mercificati, mentre le bandierine vittoriose rappresentano sulla carta geografica i luoghi in cui sono avvenute sanguinose
guerre, o rapaci conquiste coloniali.
Un’apertura positiva?
Nei versi finali la situazione pare capovolgersi: il padre-poeta invita il figlio a
ridere per un “acquisto” (ti compero) finalmente valido e ben augurante, quello del fratellino Michele. La nascita di una nuova vita è l’unico motivo di gioia in un contesto tutto connotato di negatività, ma può anche essere interpretata in chiave pessimistica, quasi il bimbo in arrivo sia a sua volta una sorta
di merce di consumo, di giocattolo acquistabile.

Tecniche stilistiche
I due punti finali come invito alla riflessione
In questa poesia Sanguineti usa versi generalmente lunghi, privi di rima, dal
ritmo spezzato. La punteggiatura è provocatoria, priva del punto fermo: la formula è mirata ad aggredire gli schemi convenzionali della lingua che, secondo l’autore, è condizionata dall’ideologia borghese e portatrice di valori stereotipati. In questo senso appaiono innovative le lettere minuscole all’inizio della poesia e all’inizio di ogni periodo, nonchè i due punti in chiusura
di frase e della composizione stessa. Entrambe le tecniche formali, oltre a
scardinare le norme codificate del linguaggio corrente, alludono ad un pensiero presente nella mente prima del componimento e, dopo, come invito al
lettore a continuare la riflessione.
La struttura compositiva si caratterizza come elenco – per accumulo – di oggetti. Deliberatamente i contenuti entrano in contrasto stridente con le forme,
che riprendono i toni di una filastrocca popolare; ad esempio le anafore piangi piangi, originano un tono dolce e cullante. Al contrario, la ripetizione insistita dell’aggettivo tanti (vv. 11, 12, 13), allusiva di quantità eccessiva e inutile, resa intensa dalla sonorità ripetuta della doppia l (francobolli-dell’), dal ritorno del gruppo nasale an (tanti, francobolli, francese), dalla paronomasia
(francobolli-francese), tende a creare un ritmo cadenzato e militaresco.

© ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS

EDOARDO SANGUINETI,

PIANGI, PIANGI

3

ESERCIZI

COMPRENSIONE DEL TESTO

1. Qual è la parola chiave da cui si evince il tema centrale del consumismo? Puoi scegliere tra
le seguenti: piangi, compero, spada, bomba, francobolli, sciroppo, bandierine.

2. Alcuni degli oggetti nominati si caratterizzano come cose inutili, simboli di beni superflui, altri come emblemi di violenza e di guerra.
Raccogli nella seguente tabella gli oggetti appartenenti alle due aree semantiche indicate:
BENI SUPERFLUI

SIMBOLI DI VIOLENZA E GUERRA

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

3. Ogni oggetto elencato nella poesia ha una connotazione simbolica, chiaramente leggibile;
ad esempio il salvadanaio di terra cotta allude all’accumulo di denaro, mentre il coltello a
serramanico è immagine di violenza.
Spiega con poche parole la simbologia dei seguenti oggetti:
a. un’azione della Montecatini: .....................................................................................................................................
b. un robot: ...............................................................................................................................................................................
c. una bella scheggia di una bella bomba a mano: ..........................................................................................
d. tante teste di morto: .....................................................................................................................................................

4. Nei versi finali Sanguineti prospetta una visione meno amara della società: è indicato un
evento positivo, che può indurre il bimbo a ridere e contemporaneamente aprire una speranza per il futuro.
Spiega qual è questo evento, concentrato soprattutto nella parola finale del componimento.

ANALISI DEL TESTO

5. La composizione è caratterizzata dal registro della cantilena; essa è provocata:
a. dagli enjambement
b. dalla prevalenza di frasi coordinate
c. dalla scarsezza della punteggiatura
d. dalle anafore (uso delle stesse parole all’inizio di vari versi)






no
no
no
no

6. Alcune parole vengono ripetute molte volte. Quali tra queste hanno frequenza maggiore?
Illustra il significato connotativo di alcune di esse.
• piangi piangi; tanti-tante; bella; teste.

7. Sanguineti scardina l’uso consueto della punteggiatura. In particolare abolisce completamente il segno d’interpunzione che nel nostro sistema grammaticale è fondamentale.
Di quale segno si tratta? Con quale altro segno lo sostituisce?

APERTURE

8. Considera i seguenti aspetti negativi della società dei nostri giorni: la droga, l’inquinamento ambientale, la diffusione invasiva dei mass media. Ora raccogli, per ciascun argomento,
una serie di oggetti che possano adeguatamente rappresentarli.

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EDOARDO SANGUINETI,

PIANGI, PIANGI

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