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Europa riparte da Ventotene .pdf


Nome del file originale: Europa riparte da Ventotene.pdf
Titolo: Europa _ Ventotene
Autore: Utente

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22 agosto 2016

Europa riparte da Ventotene?
di Maurizio Petrolli

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso , a Pieve Tesino la sua “Lectio
Degasperiana 2016” affermando che :”..non sono le banche o le transazioni commerciali che
hanno determinato l'Unione europea, ma uomini politici e parlamenti lungimiranti: non sono le
crisi finanziarie che potranno distruggerla, ma soltanto la nostra miopia nel non riconoscere il
bene comune. Dare risposta a chi è in difficoltà, lavorando per una politica di solidarietà civile
diffusa: questo è il compito dei politici per il futuro...”
Affermazioni che dovrebbero permeare ,dopo Berlino e Bruxelles,anche i lavori del vertice
programmato per oggi 22 agosto ,sull'isola di Ventotene, tra il presidente del Consiglio, Matteo
Renzi con ospiti la cancelliera tedesca , Angela Merkel e il presidente della Repubblica francese,
François Hollande.
Non è un caso che il Presidente Mattarella con queste sue affermazioni renda anche una
coraggiosa risposta di verità al comune interrogativo di molti , su chi in realtà governi l'Europa: la
Commissione, il Parlamento o invece l'alta Finanza privata?
E' noto che la Goldman Sachs (GS) ,la più potente banca d’affari mondiale americana ,dal
2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers holding bancaria , che controlla più banche nel mondo
sugli investimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari,
prevalentemente con investitori istituzionali:multinazionali, governi e privati, ha , da anni, un
riconosciuto preminente dominio d'influenza sul governo dell' Europa e sui suoi Paesi aderenti.
Nondimeno, di questa grande banca non possono sfuggire i ruoli e i rapporti di note persone
pubbliche ,quali ,per esempio, quella di Mario Draghi attuale governatore della BCE che ne è stato
vicepresidente per l'Europa, così come quella di Mario Monti che ne è stato consulente , o quella
di Lucas Papademos, nuovo premier greco e governatore della banca centrale del suo paese quando
i conti li “controllava” proprio la Goldman Sachs. Da ultimo ,anche l'ex primo ministro
portoghese , José Manuel Barroso , presidente della Commissione europea per 10 anni, funge ora
da Presidente non esecutivo così come un consigliere , al braccio internazionale della Goldman
Sachs. Tutti, solo potenziali , semplici conflitti d'interesse?
Non è qui in discussione il sistema bancario in generale,snodo necessario di un equilibrato
sistema capitalistico europeo. Non si possono ,tuttavia, ignorare , a carico di detta banca, i
numerosi, consumati procedimenti per frode che l'autorità di controllo dei mercati finanziari
statunitensi , la commissione di vigilanza delle società e della borsa del Regno Unito e ancora
l'autorità di autoregolamentazione dei broker , hanno sanzionato con multe , nemmeno tanto salate.
Ciò detto, come auspicato da Mattarella a Pieve Tesino , l'attuazione pratica della messa a
fuoco delle cose lontane che supera l'attuale miopia politica del futuro , non può, proprio in
ossequio del luogo che ha dato i natali a quella grande utopia di processo federativo che è il “
Manifesto per un ’Europa libera e unita” di Altiero Spinelli con Ernesto Rossi e Eugenio Colorni.
limitarsi alla disamina della sola emergenza dei pur gravi attuali problemi europei , quali
soprattutto , l' immigrazione , la sicurezza ,l'accoglienza ,la lotta al terrorismo religioso e sul piano
dell'alta finanza il discutibile salvataggio delle banche a partire dalla Deutsche Bank o dal Mps.
Oggi l’Europa costituisce una realtà, certo molto diversa dal nucleo originario dei sei paesi
firmatari del Trattato di Roma sottoscritto nel 1957 dai padri fondatori (De Gasperi, Adenauer e
Schuman) L'attuale struttura politica dei 28 paesi aderenti è sempre più dipendente da un maestoso
apparato burocratico-amministrativo di Bruxelles ritenuto non all'altezza e di ostacolo ad una
adeguata ed efficiente governance, dagli stessi Paesi aderenti.
La crisi economica e politica di questi ultimi anni rischia di incrinare l’unità dei 28 paesi
europei, un’unità che tra difficoltà e contraddizioni ha comunque garantito un periodo di pace e
prosperità.
E' urgente una nuova fase costituente che superi l'attuale acefala governabilità della
situazione,soprattutto dopo il disimpegno della Gran Bretagna , con decisioni a maggioranza ,

senza l'unanimità o il veto degli aderenti, per trasferire ,anzitutto, ogni potere al Parlamento di
Strasburgo, superando così il cosiddetto metodo intergovernativo nelle decisioni .
É altrettanto urgente ,inoltre, contemperare il dogma liberista con quello monetarista. Non
può essere che l’unica politica economica possibile sia quella rappresentata dalle politiche
monetarie. L'attuale opzione di libero agire delle forze di mercato pone un problema molto serio,
ossia quello della legittimità democratica delle decisioni di portata generale che la Banca Centrale
assume: di fatto, in assenza di un “diritto di ingerenza” su una materia così importante;il tutto
sottratto alla decisione democratica in un ambito essenziale delle leve di governo dell’economia.
Non è semplice, ma nel medio-lungo periodo, ad un’unione monetaria deve corrispondere
un’unione politica. E' essenziale modificare gli attuali rapporti di forza tra capitale , lavoro
,legalità ,fiscalità e sociale e ripristinare dal punto di vista istituzionale l'idea di De Gasperi ,della
sua assemblea parlamentare che deve agire come una specie di Costituente europea, per arrivare a
una proposta politica in senso federale.
L’orizzonte europeo non è una dimensione che si può scegliere o meno, è un contesto
necessario.
Solo quando ogni cittadino d'Europa potrà affermare che è un europeo e non solo un
consumatore europeo si attuerà quell'utopia di Europa dei popoli pensata e sognata a Ventotene.


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