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IL LUSSO GENERA RICCHEZZA E LAVORO NON LIQUIDIAMO IL FLAVIO PENSIERO .pdf


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PUGLIA E BASILICATA 9

Mercoledì 21 settembre 2016

LA STRATEGIA
«Chi va per mare in barca a vela o yacht rispetta
l’ambiente, l’integrità e la limpidezza dell’acqua
Quando poi sbarca a terra pretende servizi»

TURISMO

L’IMPRENDITORE A OTRANTO

Briatore: pugliesi, basta
alberghetti da straccioni
«Il Salento cambi passo: servono strutture di lusso, a 5 stelle»
NUNZIO PACELLA
l OTRANTO. Turismo, tutto da
cambiare. La ricetta è quella di
Flavio Briatore, che dopo ilBillionaireaDubai,Porto Cervo, Montecarlo e Cortina d’Ampezzo, punta
a realizzare ad Otranto già dalla
prossima estate ilTwiga Beach
Club, stesso marchio della struttura di Marina di Pietrasanta, in
Versilia, in forza dell’accordo siglato tra laBillionaire Lifestyle,
holding di locali di lusso che fa
capo al manager di Verzuolo, e una
cordata di imprenditori salentini
impegnati nel settore turistico.
Il Twiga (giraffa), locale extra
lusso, intende realizzarlo a Nord di
Otranto, nella Baia dei Turchi , a
pochi chilometri dalla Città dei
Martiri dove, secondo la tradizione, sbarcarono i guerrieri turchi
nel corso dell’assedio alla città nel
XV secolo.
Briatore, lunedì sera, nella sala
affollata del castello Aragonese,
non ha convinto tutti. Qualche pacato mugugno, a dire il vero, si è
registrato.
L’Agorà si è fatta sentire. Del
resto l’incontro promosso da Alfredo Foresta, presidente di Prospettive a Mezzogiorno, con il pa-

trocinio del Comune di Otranto su
«Turismo nel Salento e strategie di
sviluppo» era stato organizzato
per un confronto libero e costruttivo con l’obiettivo di colmare il
vuoto tra i cittadini e la politica di
Palazzo.
La presenza di Briatore è stata
un’occasione ghiotta per fare il
punto della situazione sul turismo
salentino, all’indomani delle
esternazioni alla Fiera del Levante di Bari del premier Matteo Renzi, che ha ridimensionato i dati
turistici di Puglia e Sicilia con i
numeri milionari dell'indotto turistico registrati alle Baleari e alle
Canarie.
L’incontro è stato moderato dal
giornalista della Gazzetta Tonio
Tondo, che ha introdotto il dibattito chiedendo al team principalinFormula 1, prima con Benetton, poi conRenault, lo stato di salute della Ferrari. Una domanda a
sorpresa che non ha per niente
spiazzato Briatore. «La Ferrari - ha
detto - è una grande macchina senza pilota, proprio come il turismo
che potrebbe essere la prima industria del Paese ma rappresenta
appena il 10% del Pil. I ministri del
Turismo sono in prestito, proprio
come la Ferrari, senza pilota».

A questo punto il dibattito ha
preso il volo. Un Briatore determinato e pragmatico ha bocciato il
turismo pugliese. Non tutti l’hanno capito.
«Basta - ha esordito Briatore con alberghi, alberghetti, ville e
casette con letti sgangherati e sedie traballanti, agriturismi e B&B
che portano solo un turismo straccione. Le ville, le seconde case non
danno occupazione. Il turismo nel
Salento deve cambiare passo per
crescere. Ci vogliono alberghi di
lusso a cinque stelle dove la gente
può trascorre una vacanza nelle
comodità, nel lusso di un appartamento confortevole, fresco, magari vista mare. Il turismo ricco è
molto più educato e rispettoso
dell’ambiente di quello povero.
Chi va per mare in barca a vela o
yacht rispetta l’ambiente, l’integrità e la limpidezza dell’acqua.
Quando poi sbarca a terra pretende servizi, collegamenti e la comodità di una strada veloce per
raggiungere aeroporti e superstrade».
Poi la parola è passata ai due
sindaci presenti: Paolo Perrone,
sindaco di Lecce e Luciano Cariddi, sindaco di Otranto. «Il turismo
è cultura - ha detto Perrone - Lecce

è votata al turismo. Abbiamo scelto di valorizzare il patrimonio immateriale. L’effervescenza culturale del barocco che va ben al di là
della ribalta di attori e artisti, è la
carta vincente perché porta turisti
in tutte le stagioni».
Il modello di turismo immaginato da Cariddi punta tutto sul
nuovo porto. «Il porto - ha affermato Cariddi - è stato voluto dalla
comunità otrantina che lo aspettava da nove lunghi anni. Porterà
un gran numero di turisti. Ben
venga un approdo attrezzato che
attrae un’offerta che consuma
molto meno territorio di altri tipi
di turismo. Poi, su altre iniziative
in cantiere, siamo pronti a discutere».
Poi è stata la volta di Loredana
Capone, assessore al Turismo e
Cultura della Regione Puglia.
«Non vogliamo rinunciare - ha sostenuto - alle nostre peculiarità come i giunchi sulle dune costiere
dei nostri 748 chilometri di costa
con un entroterra che offre un turismo complementare. I punti di
criticità sono nell’accoglienza.
Stiamo lavorando su formazione,
trasporti , promozione per offrire
servizi di qualità». Insomma, due
visioni di turismo a confronto.

OTRANTO Flavio Briatore, il sindaco Cariddi e l’assessore Capone

REAZIONI LOSACCO (PD): LA PUGLIA NON SARÀ NUOVA PORTO CERVO

Stefàno: quasi ovunque
il suo modello è in crisi
l «Il modello Briatore? In crisi quasi ovunque e in Puglia è un
modello già superato». È il senatore Dario Stefàno, presidente de
«La Puglia in più», tra i primi a criticare le osservazioni fatte
l’altra sera da Flavio Briatore ad Otranto durante l’incontro
«Prospettive a Mezzogiorno».
«Abbiamo appena iniziato un lavoro importante - afferma - e
non siamo interessati a barattare la bellezza, le diversità, le
tradizioni, che abbiamo recuperato con grande sacrificio, con il
“modello Briatore” che qui in Puglia abbiamo già superato,
anche perché, nel frattempo, è cambiato anche il concetto di
lusso». All’ex manager della Formula 1, il senatore Stefàno
ricorda infatti l’oro assegnato di recente dal network internazionale Luxury Travel al relais a cinque stelle di Borgo Egnatia. «Se c’è una cosa che potrebbe dare una marcia in più al settore
turistico, non solo pugliese, - conclude – è l’istituzione di un
ministero ad hoc».
Critico anche il deputato pugliese del Pd Alberto Losacco. «Il
modello turistico che ha in mente Briatore - dichiara - è quello di
una Puglia intesa come mero fondale per grandi strutture calate
dall’alto e che nulla c’entrano col territorio. Ma la Puglia non
diventerà una nuova Porto Cervo».
Va al contrattacco anche il consigliere regionale del Pd, Sergio
Blasi. «Il modello proposto da Briatore al Salento – dice - offre
molti motivi per essere rispedito al mittente» perché «esclude il 99
per cento delle persone, e questo è culturalmente inaccettabile».

L’ANALISI / METTERE I PIÙ FACOLTOSI NELLE CONDIZIONI DI SPENDERE UN PO’ DI SOLDI IN PUGLIA NON È PECCATO

di TONIO TONDO

A

Flavio Briatore, 66 anni, direttore
di squadra vincente della Formula
uno con la Benetton e la Renault,
piace il «politicamente scorretto»
di Donald John Trump, 68 anni, del quale è
amico da molto tempo. «C’è bisogno che
qualcuno decida e si assuma le responsabilità», sibila e Trump, candidato alla presidenziali degli Stati Uniti, non è tipo da
tirarsi indietro. Ma anche il giovane Matteo
Renzi, clintoniano dichiarato, non gli dispiace
con quel suo piglio assertivo e decisionista.
«Ho parlato con Matteo», butta lì. E’ assurdo e
insostenibile che ci vogliano 10 anni solo per
decidere se fare o no un porto turistico, come
è capitato a Otranto. Così andiamo solo a
sbattere sul muro gommoso dell’inconcludenza. Nel turismo il politicamente scorretto è
l’extra lusso, soprattutto quando la tradizione
rema in senso contrario. La pressione è la
seconda casa ovunque sia possibile, mare o
campagna. «Anche i poveri hanno diritto alla
seconda casa, pure se abusiva», dice un signore.
«Nel turismo, voi del Salento siete indietro
di 30 anni». E’ la prima sciabolata, di fronte a
una platea di imprenditori, numerosi giovani,
figli d’arte e di buona famiglia, dai De Santis,
Roberto e Mimmo, agli Sticchi. Molti annuiscono, nella sala della fortezza aragonese di
Otranto dove si svolge un dibattito organizzato
dall’associazione «Prospettive a Mezzogiorno». Dove volete andare con i vostri alberghetti e le vostre pensioncine a due e tre
stelle?
Briatore scuote la platea. L’assessore regionale Loredana Capone, che muove le leve
dello sviluppo economico, incluso il turismo, e
della cultura, sobbalza sulla sedia pensando ai
successi degli ultimi anni. Sobbalzano anche il
sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e il sindaco di
Otranto, Luciano Cariddi. Ma il manager-imprenditore, inventore del marchio Bilionaire

Il lusso genera ricchezza e lavoro
non liquidiamo il Flavio-pensiero
Lifestyle, non molla la presa. Gira e rigira tra
le mani un foglietto con i numeri del turismo
in Italia e quelli della Francia e della Spagna,
i nostri competitori più diretti. Ne usciamo
con le ossa rotte. Noi delle regioni del Mezzogiorno, poi, siamo in coda, con una capacità
attrattiva irrisoria. L’intero Sud non riesce a
fare le cifre neanche della Baleari. Nella spesa,
nei pernottamenti, nei voli aerei. Nella classifica dei porti turistici, poi, non c’è storia.
L’Italia, con il doppio di chilometri di costa
rispetto ai cugini francesi, ha metà approdi e
spesso poco organizzati. «Così i turisti ricchi
con gli yatch, gente capace di spendere 25mila
euro al giorno, girano al largo e proseguono».
Nel Salento, per il momento, si confrontano
due modelli di turismo, in parte contiguo: il

turismo a basso costo, poche centinaia di euro
da spendere a settimana, case in affitto, b&b a
ogni angolo, discoteche notturne sulla sabbia,
e un turismo di qualità media ma competitivo
soprattutto sui costi. I sistemi coesistono,
Gallipoli ne è diventato l’emblema più evidente. In questo turismo massificato e chiassoso resistono oasi di una carte qualità, anche
lungo la costa ionica, la più martoriata
dall’abusivismo e dalle aggressioni edilizie.
Gli operatori più intelligenti sono molto preoccupati: così non resisteremo a lungo, perché la
sostenibilità ha dei limiti ecologici. Dice Giuseppe Coppola, imprenditore di Gallipoli: «La
regione deve cambiare le sue politiche e
aiutarci a organizzare un’accoglienza di qualità, meno strutture nuove e maggiori sostegni
a chi investe sul miglioramento degli stan-

Una vita di successi
Dalla provincia di Cuneo ai vertici della Formula 1
È conosciuto principalmente per essere stato team principal in Formula 1, prima
con la scuderia Benetton e poi con la scuderia Renault F1, e per essere proprietario di
locali alla moda come il Billionaire a Dubai, Porto Cervo, Montecarlo e Cortina d'Ampezzo, il Twiga a Marina di Pietrasanta e Montecarlo, e del lussuoso resort Lion in
The Sun a Malindi in Kenya. Nasce da genitori maestri di scuola elementare e si sposta poi con loro a Montaldo di Mondovì. Ha un fratello. Frequenta l'Istituto tecnico per
geometri a Cuneo dove ha per compagno Piergiorgio Odifreddi, viene bocciato due
volte, in seconda e in terza superiore. Dopo il conseguimento da privatista del diploma di geometra comincia a lavorare come maestro di sci e gestore di ristoranti per
poi arrivare ad aprirne uno suo, il Tribüla, suo soprannome giovanile, che in seguito
chiude per mancanza di risultati economici soddisfacenti. Dopo aver fatto l'assicuratore a Saluzzo, si trasferisce a Milano, dove comincia a frequentare l'ambiente della
Borsa. Briatore comincia a interessarsi al mondo della Formula 1, di cui dice «non è
uno sport, è un business», impegnandosi direttamente nel circus a partire dal Gran
Premio d'Australia 1988, ancora grazie alla famiglia Benetton, che lo coinvolge nell'attività della scuderia Benetton di Formula 1. Qui Briatore ottiene l'incarico di direttore
commerciale e poi di direttore esecutivo: la scuderia diverrà un team competitivo.

dard».
La costa adriatica in parte si è salvata dagli
scempi più vistosi, grazie anche alla natura. A
Otranto, un piccolo borgo con un suo fascino
attrattivo, è diventata una delle capitali delle
vacanze del mare. Villaggi e piccoli alberghi,
spiagge belle e organizzate. In uno di questi
luoghi, a Nord della cittadina, un gruppo di
giovani imprenditori ha coinvolto Briatore per
realizzare un Twiga (la giraffa dalla traduzione della parola swahili), potendo così
utilizzare un marchio affermato nell’extra
lusso nei servizi sul mare.
Briatore è rimasto affascinato dal resort
Borgo Egnazia, a Savelletri, premiato a livello
internazionale per la qualità dei suoi servizi e
del suo inserimento nel contesto rurale. E’ il
modello giusto, un segnale di grande impatto.
La dimostrazione che è possibile realizzare
interventi di alta gamma: bellezza ambientale
e grande disciplina professionale.
Molte reazioni alle parole di Briatore, in
particolare sui social, sono emotive. Mettere i
ricchi nelle condizioni di spendere un po’ di
soldi in Puglia non è un peccato. Anzi, invogliarli a fermarsi nei nostri porti o alberghi
è una buona occasione per far circolare i soldi
facendoli finire nelle tasche di chi investe e
lavora. Briatore (dispiaciuto per le disavventure della Ferrari, indietro rispetto ai
tedeschi) è un italiano di nascita piemontese
(Verzuolo sulle colline di Salluzzo), senza
fronzoli e antiretorico. Un imprenditore che
non vuole perdere tempo, convinto che in ogni
settore o si è primi oppure si è destinati a
rincorrere. Nella Formula uno dove conta
molto la tecnologia, ma anche la compattezza e
la grande preparazione della squadra. Nel
turismo dove sono indispensabili strutture di
grande attrattiva e una formazione del personale rigorosa, puntuale, multilingue, in grado di armonizzare serietà professionale ed
empatia. Liquidare le sue parole in modo
stizzoso o peggio da villani sarebbe un grande
errore.


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