File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



ETNAFilmFestival Program.pdf


Anteprima del file PDF etnafilmfestival-program.pdf

Pagina 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Anteprima testo


3

EDITORIALE

E

TNA FILM FESTIVAL: un osservatorio sul cinema del passato e del futuro.

Com’è noto 90 anni fa, nel lontano 1926, un illustre regista
e teorico francese, Jean Epstein, pubblicò un saggio intitolato
“Le cinématographe vue de l’Etna”, ovvero: IL CINEMA VISTO
DALL’ETNA. Proprio questo ci piacerebbe che fosse il “motto”
e il principio ispiratore di un nuovo festival che sull’Etna nasce
e si radica, e che dall’Etna si pone come Osservatorio sui
percorsi che sin qui ha compiuto il cinema e che da oggi si
avvia ad affrontare il complesso e vivace mondo dell’audiovisivo
contemporaneo.
Un osservatorio sul cinema e l’audiovisivo, che mantiene
comunque un rapporto forte con il territorio montuoso e lavico,
ma prossimo al mare e alla costa mediterranea, che questo
singolarissimo ambiente siciliano intreccia, con grazia e violenza
inaspettate.
Cosa dunque di più naturale che dedicare una parte dell’ETNA
FILM FESTIVAL alla riscoperta del vulcano e delle sue pendici
come set cinematografico? Lo facciamo grazie ad un incontro
con lo storico del cinema Sebastiano Gesù, ma anche attraverso
la visione degli storici documentari di Ugo Saitta conservati e
valorizzati dalla Filmoteca Regionale Siciliana; e ancora con
la riproposta di una “chicca” come Fermata Etna, un raro
film del regista teatrale Klaus-Michael Grüber interpretato da
Bruno Ganz e Gabriella Saitta, così come con la presentazione
- in anteprima assoluta - di un documentario dedicato a Rita
Consoli, prima donna operatrice cinematografica in Sicilia,
compagna di vita e di lavoro di Ugo Saitta. E ancora torniamo
“matericamente” nel cuore della questione, incontrando l’opera
e la professionalità del più noto fra i cineoperatori che hanno
fotografato il movimento delle eruzioni vulcaniche, Giovanni
Tomarchio, che ci racconterà tutte le emozioni delle sue
tecniche di ripresa. E chiudiamo con la visione di due recenti,
bellissimi documentari cofinanziati dalla Sicilia Film Commission,

che con lo sguardo “esterno” di due registi non siciliani come
Alessandro Piva e Nello Correale, ci raccontano le anime e
le storie della nostra Isola a partire proprio dai territori etnei.
Corollario finale, un intreccio di omaggi per immagini, lunghi e
brevi, narrativi e documentari, alle opere dei letterati che hanno
abitato e narrato i paesaggi di queste pendici vulcaniche: un
patrimonio che alcuni degli operatori più avvertiti cominciano
adesso a valorizzare anche in chiave di promozione turistica.
L’altro sguardo su cui si gioca la dialettica del Festival è
quello sul presente e sul futuro del linguaggio cinematografico,
cui ci introduce un talk con Giusy Mandalà della piattaforma
EmergingSeries, punta avanzata delle ricerche sui Media Digitali
condotte all’Università di Palermo dal gruppo di lavoro diretto
da Simone Arcagni. Dalla prospettiva di questo “panopticon”
etneo, ci sembrava giusto, in questo senso, proporre al pubblico
di questa prima edizione del festival, da un lato un omaggio
alla dismisura del cinema di Michael Cimino, un autentico
Maestro scomparso meno di tre mesi fa, proponendo (quasi
in prima siciliana) il “director’s cut” dei Cancelli del cielo, il
suo capolavoro maledetto, e dall’altro (anche questo quasi in
prima siciliana) proiettando Kommunisten, il film più recente di
un regista rigoroso e controcorrente, e perciò quasi “invisibile”,
come l’alsaziano Jean-Marie Straub, che tanto ha amato l’Etna
da ambientarvi due dei suoi film più intensi.
Eccovi dunque la prima edizione di un festival che – concentrando
12 diversi programmi in due intense giornate – ambisce ad
offrire spunti per riflettere, occasioni per interrogarsi, e si
propone – letteralmente – come un “punto di vista”. Un treno di
immagini in corsa “sotto il vulcano”, dai cui finestrini sporgersi
non è pericoloso, ma al contrario indispensabile!