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La Gazzetta dello Sport26 09 2016 .pdf



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www.gazzetta.it

lunedì 26 settembre 2016 anno 120 - numero 227 euro 1,50

GRAN TORINO

ILARY SHOCK

Roma incornata
Belotti scatenato
Totti a quota 250

«Spalletti subisce
il mio Francesco:
è un piccolo uomo»

ARCHETTI, STOPPINI, TURCO ALLE PAGINE 14-15

INTERVISTA ESCLUSIVA DI CECCHINI E ZUCCHELLI PAG. 16-17

Tablet gothic heavy cp 8 Regular

Tablet gothic heavy cp 8 Regular rosa uno

Il Gallo segna e ispira, doppietta di Iago: 3-1
Il tecnico giallorosso: «Qui menti malate»

Dal Grande Fratello al Grande Marito, la Blasi
punge pure Pallotta: «Prima pensi, poi parli...»

NERAZZURRI 1-1 A SAN SIRO COL BOLOGNA, ROSSONERI 0-0 A FIRENZE

MILANO NON SALTA

L’Inter rallenta, ma è 3a da sola. De Boer boccia Kondogbia dopo 28’
Il Milan soffre: palo su rigore di Ilicic, polemica sul fallo a Luiz Adriano
CENITI, ELEFANTE, GOZZINI, GRAZIANO, PASOTTO, SARDELLI, TAIDELLI, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 13

IL COMMENTO di Luigi Garlando
27

JUVE E NAPOLI RINGRAZIANO: FUGA
Le milanesi e la Roma celebrano la domenica
della gentilezza. Nessuno osa vincere e turbare
le due regine là davanti, ora protette da un
fossato di sicurezza di 3 punti. E alla prossima
Inter e Roma si ruberanno punti tra loro.
L'ARTICOLO A PAGINA 27
RISULTATI & CLASSIFICA
6a GIORNATA

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

Sassuolo avanti, Defrel decisivo
Genoa: Cholo jr gol, e ira Preziosi
SABATO
PALERMO-JUVENTUS 0-1
NAPOLI-CHIEVO
2-0
IERI
TORINO-ROMA
3-1
GENOA-PESCARA
1-1
INTER-BOLOGNA
1-1
LAZIO-EMPOLI
2-0
SASSUOLO-UDINESE 1-0
FIORENTINA-MILAN 0-0
OGGI
CROTONE-ATALANTA (19)
CAGLIARI-SAMPDORIA (21)

Minuto 28 a San Siro: Frank De Boer, infuriato, sostituisce un deludente Kondogbia

9 771120 506000

60 9 2 6>

18

42

JUVENTUS
NAPOLI
INTER
ROMA
LAZIO
MILAN
CHIEVO
BOLOGNA
SASSUOLO
GENOA*

15
14
11
10
10
10
10
10
9
8

FIORENTINA*
TORINO
UDINESE
SAMPDORIA*
PESCARA
PALERMO
CAGLIARI*
EMPOLI
ATALANTA*
CROTONE*

8
8
7
6
6
5
4
4
3
1

Minuto 95 a Firenze: Luiz Adriano è steso da Tomovic, Orsato non fischia. Fallo netto, ma fuori area

*Una partita in meno

34

Champions Domani i bianconeri
Viaggio nella Zagabria di Pjaca

Basket Simon stellare
La Supercoppa va a Milano

MotoGP Marquez trionfa
e vede il Mondiale, Vale 3°

CONTICELLO, DALLA VITE, DELLA VALLE ALLE PAGINE 18-19

DI SCHIAVI, ORIANI, ZAPELLONI ALLE PAGINE 27, 42-43

IANIERI, ZAMAGNI ALLE PAGINE 34-35-37

w

IL ROMPIPALLONE di Gene Gnocchi
Hamsik ha festeggiato il gol con il gesto
del pancione. «Lo trovo davvero brutto
nei miei confronti» ha detto Higuain.

2

Serie A R 6a giornata

Fermi al palo
Più Fiorentina che Milan
Ma Ilicic sbaglia il rigore
1Sousa costruisce azioni su azioni e attacca. Montella si difende
all’italiana e punta tutto sul contropiede. Grande Donnarumma
Sebastiano Vernazza
INVIATO A FIRENZE
@SebVernazza

R

esistenza Milan. La
terza vittoria di fila
non è arrivata, ma
per come si è svilup­
pata la partita Mon­
tella può essere contento lo
stesso. Ha portato via un punto
nell’economia di una gara in cui
è stato imbragato dalla Fioren­
tina e ha potuto colpire soltanto
di rimessa. Il pareggio mantie­
ne il Milan al quarto posto, in

condominio con altre squadre,
e per quello che si è visto al
Franchi va bene così, questa è
una squadra che per ora viaggia
a una velocità superiore alle
proprie potenzialità. Discorso
inverso per la Fiorentina: Sousa
«fattura» tanto calcio, ma non
raccoglie in proporzione. Ieri
c’è stata anche sfortuna, Ilicic –
fin qui infallibile dagli undici
metri in Serie A – ha spedito sul
palo il rigore del possibile van­
taggio. I viola sono intruppati a
metà classifica, nel purgatorio
della mediocrità. Stranezze fi­
no a un certo punto, il calcio vi­

ve di contraddizioni.
OPPOSTI ESTREMISMI La Fio­
rentina ha giocato meglio, il
Milan ha rischiato di vincere.
Lo 0­0 del Franchi è frutto di
due forze uguali, ma opposte.
Chi spingeva per assediare, i vi­
ola, e chi si ritraeva per riparti­
re ad alta velocità, i rossoneri.
La Fiorentina ha attaccato a
manetta, Paulo Sousa ha chiu­
so la serata con una linea offen­
siva a quattro: Tello, Babacar,
Kalinic e Bernardeschi. Montel­
la ha arricciato sempre più il
Milan, tutti cambi conservativi

dello status quo per l’allenatore
che aveva fama di piccolo Guar­
diola, quando allenava da que­
ste parti. Il Milan ha concluso il
match con un sistema a pasto­
ne, per fare massa critica nella
sua metà campo. Come si cam­
bia, canterebbe la Mannoia, an­
che se Montella si arrangia con
gli ingredienti che gli hanno
fornito: ha una squadra di con­
tropiedisti e col contropiede
razzola, mentalità italiana, an­
zi italianista, per un gruppo che
si è riscoperto con spina dorsale
autarchica. Niente di cui vergo­
gnarsi, ma non spacciamo la

pietanza per quello che non è.
Al Franchi un unico misero tiro
nello specchio, una «telefona­
ta» di De Sciglio. Possesso palla
ai minimi, appena il 38 per cen­
to, mai così poco per i rossoneri
nel corrente campionato. L’at­
teggiamento retrò per ora è ap­
pagante, la porta è imbattuta
da tre giornate di fila, situazio­
ne che non si verificava da oltre
tre anni, maggio 2013. La fase
difensiva, fondata sulla bravu­
ra di Donnarumma, di riffa o di
raffa funziona e alimenta ripar­
tenze che creano fastidi agli av­
versari. Agli sgoccioli ha preso

forma l’azione che poteva con­
gelare Firenze: Fiorentina am­
massata nei trenta metri finali,
intercetto milanista e lancio di
Locatelli a pescare Luiz Adria­
no in fuga verso Tatarusanu. Un
attimo prima di entrare in area,
il brasiliano è stato arpionato
da Tomovic: l’arbitro avrebbe
dovuto fischiare la punizione
dal limite ed espellere il difen­
sore, ma Orsato ha fatto lo
gnorri. Ode dei fiorentini a To­
movic, uno dei peggiori: con la
sua scorrettezza rimasta impu­
nita ha salvato la Fiorentina da
una beffa gigantesca.
ESAGONO Fiorentina domina­
trice a centrocampo per via del­
l’esagono di «Archimede» Sou­
sa. Badelj e Sanchez davanti al­
la difesa, Bernardeschi e Milic
sulle fasce, Ilicic e Borja tre­
quartisti. Il recinto a sei lati ha
imprigionato a lungo la media­
na del Milan, in particolare
Montolivo costretto a vivere di
palloni di risulta, seconde palle
e intercetti: il capitano è so­
pravvissuto e sulla lunga di­
stanza ha tenuto assieme tante
cose. Anello debole della cate­
na difensiva rossonera è stato il
terzino sinistro De Sciglio, ri­
piombato nel marasma pre­Eu­
ropeo. Ilicic e Bernardeschi lo

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

23’ P.T.
Il rigore sbagliato da Josip
Ilicic, 28 anni: per lo sloveno
è il primo errore dal
dischetto sui nove tirati in A

FIORENTINA

0 0

FIORENTINA (3-4-2-1) Tatarusanu;
Tomovic, Gonzalo Rodriguez (dal 14’
s.t. Vecino), Salcedo; Bernardeschi,
Badelj (dal 28’ s.t. Tello), Sanchez,
Milic; Ilicic (dal 37’ s.t. Babacar),
Borja Valero; Kalinic.
PANCHINA Lezzerini, Dragowski, De
Maio, Diks, M. Olivera, Cristoforo,
Chiesa, Hagi, Zarate. ALL. P. Sousa.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Gonzalo Rodriguez
e Milic per gioco scorretto
BARICENTRO ALTO 54,2 METRI
CAMBI DI SISTEMA 3-3-4 dal 37’ s.t.

MILAN

MILAN (4-3-3) Donnarumma;
Calabria, Paletta, Romagnoli, De
Sciglio; Kucka, Montolivo,
Bonaventura (dal 34’ s.t. Antonelli);
Suso, Bacca (dal 43’ s.t. L. Adriano),
Niang (dal 22’ s.t. Locatelli)
PANCHINA Gabriel, Ely, Abate,
Gomez, Vangioni, Poli, Sosa, Honda,
Lapadula. ALL. Montella.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Calabria, Montolivo e
Antonelli per g.s., Locatelli per c.n.r.
BARIC. MOLTO BASSO 46.9 M
CAMBI DI SIST. 4-3-1-2 dal 35’ s.t.

ARBITRO Orsato di Schio.
NOTE spettatori paganti 9.632, incasso di 347.000 euro; abbonati 20.154,
quota di 308.120 euro. Tiri in porta 6 (un palo)-3. Tiri fuori 6-8.
In fuorigioco 2-2. Angoli 5-4. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 5’.

PRIMO TEMPO
6’ CI PROVA ILICIC Sinistro di Ilicic dal limite, palla che esce di
pochissimo alla destra di Donnarumma.
16’ BADELJ IN CURVA Azione da calcio d’angolo: Niang
allontana al limite dell’area dove arriva Badelj che di destro da
ottima posizione spara in curva.
19’ NIANG VIVACE Niang entra in area, la prima conclusione
viene respinta da Gonzalo Rodriguez, ma la palla resta lì e il
francese ci riprova: palla sul fondo.
23’ RIGORE SBAGLIATO Fallo di Calabria su Borja Valero:
rigore che Ilicic spedisce sul palo alla sinistra di Donnarumma.
Per lo sloveno è il primo rigore sbagliato in Serie A.
39’ BRAVO KUCKA Bell’uno-due sulla sinistra tra Sanchez
e Borja Valero, ottimo recupero difensivo di Kucka che in un
primo momento era stato saltato.
46’ ULTIMI FUOCHI Kalinic serve in velocità Milic, cross
per la testa di Bernardeschi, De Sciglio chiude bene.

hanno traforato a piacimento,
quasi tutte le azioni più perico­
lose dei viola sono sgorgate da
lì, dalla fascia destra. Il rigore
per esempio è nato da una sci­
volata fallita di De Sciglio. In
difesa la Fiorentina ha accetta­
to il tre contro tre, si è assunta il
rischio consapevole di difende­
re senza airbag: Milic, esterno
reversibile tra offesa e difesa,
terzino aggiunto in caso di ne­
cessità, ha più spinto che altro.
Ai viola è mancata la velocità di
esecuzione negli ultimi venti
metri. L’esagono di cui sopra ha
avuto il difetto della fissità del­
le posizioni, i sei sembravano
legati da una corda, Bernarde­
schi è stato l’unico che ha cerca­
to di «strappare». Il solo vero
errore di Sousa è stato il cambio
Vecino­Gonzalo, dentro il pri­
mo e fuori il secondo, con arre­
tramento di Sanchez al centro
della difesa: il colombiano da­
vanti a Tatarusanu ha sbandato
pericolosamente un paio di vol­
te. Non per caso la pezza da ve­
ro da difensore l’ha messa To­
movic all’ultimo secondo. Ma
sì, lo 0­0 ha un suo perché,
esprime una giustizia di fondo:
chi tanto attacca e zero concre­
tizza non merita di perdere, ma
neppure di vincere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SECONDO TEMPO

Da sin. Matteo Renzi, Mario Cognigni e Andrea Della Valle
12’ BACCA SPRECA Splendida palla di Montolivo a Bacca,
il colombiano prova il destro ma è murato da Salcedo.
18’ BADELJ RIMEDIA Badelj perde una brutta palla
a centrocampo, gliela ruba Bonaventura che entra in area,
fa sedere Salcedo con una finta e tocca per Suso, lo stesso
Badelj salva sul tiro a botta sicura del rossonero.
35’ KALINIC DEBOLE Kalinic dal vertice sinistro dell’area, tiro
troppo debole, parato senza problemi da Donnarumma.
38’ BACCA SFIORA IL GOL Grave errore di Sanchez su un
cross innocuo di Calabria, Bacca in semirovesciata sfiora il palo
alla sinistra di Tatarusanu.
50’ L’ERRORE DI ORSATO Luiz Adriano si lancia verso
Tatarusanu inseguito da Tomovic, che lo stende pochi centimetri
prima dell’area: Orsato non fischia.

3

fIL PERSONAGGIO

DONNARUMMA

Gigio l’ipnotizzatore
simbolo di una difesa
che non subisce gol

1Strega Ilicic che spedisce il tiro sul palo, guida con sicurezza
la retroguardia e ora aspetta il contratto da maggiorenne
coetanei e non ha un contratto
a tempo indeterminato. Il Mi­
lan vorrebbe magari legarlo a
INVIATA A FIRENZE
sé per tutta la vita, ma nel frat­
un Milan nel segno dei tempo si accontenterebbe di
giovani, per la maggior prolungare l’accordo in sca­
parte italiani, e soprattut­ denza 2018. Da febbraio,
to del più giovane dei suoi. Per quando Donnarumma festeg­
Donnarumma è stata un’altra gerà i 18 anni, potrà firmare un
notte da stella: ha parato be­ quinquennale. Raiola permet­
nissimo su Borja Valero, di fat­ tendo. «Raiola è di origine me­
to l’intervento più importante ridionale come me e Donna­
per salvare l’equilibrio, è stato rumma e quindi capirà che il
bravo su un tentativo di Kalinic contratto si farà a prescindere
e un’altra volta ha tolto il pallo­ da lui. Lo dico con il sorriso, sa
ne prima ancora che arrivasse fare molto bene il suo lavoro
al centravanti viola. Gigio è come i dirigenti del Milan»,
evidentemente un ipnotizzato­ aveva detto qualche giorno fa
re di rigoristi: nella sua prima Montella. Galliani aveva inve­
volta, a San Siro contro il Tori­ ce un po’ corretto il tiro: «Raio­
no, fu doppiamente utile. Si al­ la è un oste molto caro e abile.
lungò e fermò
Non so cosa vo­
Belotti, e conse­
lesse dire Mon­
gnò a Montella
LA CIFRA
tella, ma Raiola
la prima vittoria
è assolutamente
del suo nuovo
imprescindibile
cammino rosso­
nel rinnovo di
nero. Stavolta
Donnar umma.
avversario del
Gigio vive anco­
dischetto è Ilicic, partite consecutive
ra in convitto
perfetto fin qui senza gol al passivo
con i suoi pari
in A. Magari è la
età e non ha an­
fisicità di Gigio a per i rossoneri.
cora la patente.
spaventarlo, fat­ Non succedeva dal
È un ragazzo
to sta che Ilicic maggio 2013
straordinario ».
sbatte sul palo.
Donnarumma si distende in SUPER DIFESA In attesa del
quella direzione, ma intercet­ contratto, che magari divente­
tato a fine primo tempo è fin rà una delle priorità del nuovo
troppo sincero: «Devo ammet­ Milan cinese, il Milan si accon­
tere che sul rigore non l’ho toc­ tenta del presente. L’applauso
cata».
a Gigio può essere esteso a tut­
ta la difesa, che da tre gare non
EFFICACE Le mani le ha messe subisce gol, evento che non si
in altre circostanze, ugualmen­ verificava dal maggio del
te importanti. Gigio è un mino­ 2013. Se le gerarchie non sono
renne che non voterà al prossi­ definite, poco ci manca: Mon­
mo referendum costituzionale, tella ha scelto Paletta come
stavolta è il premier Renzi, pre­ compagno di Romagnoli, più a
sente da tifoso viola in tribuna, sorpresa ha confermato Cala­
a votare Donnarumma: Renzi bria al posto di Abate. Più che
è pure sceso nello spogliatoio degli interpreti, l’allena­
del Milan per salutare l’a.d. tore si preoccupa di rin­
Galliani, la squadra, il suo capi­ novare la richiesta di
tano Montolivo e gli altri gioca­ collaborazione: «Abbia­
tori. Gigio è un perfetto esem­ mo retto bene la linea, ma
pio di giovane professionista, in qualche circostanza ci
impegnato e applicato nel la­ poteva essere più pressione sul
voro. Gigio è un precario parti­ portatore di palla per agevola­
colare, guadagna cifre inarri­ re la difesa».
vabili per la quasi totalità dei
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Gozzini

LA SUA GARA

È

TIRI NELLO SPECCHIO
5

3

LE SUE PARATE

5

PARATE

PERCENTUALE PARATE

100%

PRESE ALTE
3
PASSAGGI
33

TOTALI

POSITIVI 18

NEGATIVI 15

MEDIA VOTO IN STAGIONE
6,83
DATI OPTA/GDS

LA MOVIOLA

Netto il fallo di Tomovic su Luiz Adriano, ma è fuori area
1Al 95’ il difensore della Fiorentina sarebbe

vanti ai monitor e in pochi se­
condi sarebbe arrivato il sug­
gerimento per la punizione e il
rosso da dare a Tomovic.

stato da «rosso». Giusto il rigore per i viola
E Paletta rischia di causarne un altro...
Francesco Ceniti

I

l veleno nella coda: nell’ul­
tima azione della partita
Luiz Adriano s’invola in
posizione regolare inseguito
da Tomovic che lo stende pochi
centimetri prima dell’area
(tocco con il ginocchio sulla
gamba). Orsato non fischia
(«ha preso la palla», dice ai gio­
catori del Milan) e sbaglia.
Manca la punizione dal limite e
il rosso al difensore viola. Cer­

to, se l’arbitro avesse chiamato
il fallo probabilmente avrebbe
optato per il rigore: a velocità
normale era quasi impossibile
capire il punto esatto del con­
tatto e di solito nel dubbio si dà
il penalty (e in questo caso solo
giallo a Tomovic per la regola
cambiata sulla tripla sanzio­
ne). Una situazione davvero al
limite che sarebbe stata perfet­
ta da analizzare con la Video
assistant referees: Orsato
avrebbe avuto il supporto cor­
retto dal collega sistemato da­

L’intervento non punito di Tomovic su Luiz Adriano appena fuori area GETTY

PALETTA RISCHIA Per il resto,
nel primo tempo rischia molto
Paletta per un abbraccio (non è
la prima volta che l’argentino
naturalizzato italiano si rende
protagonista di episodi simili)
in area su Kalinic. Al 22’ arriva
il rigore per la Fiorentina: net­
ta la trattenuta di Calabria su
Valero. Corretto dare il giallo
al rossonero: non c’è possesso
palla del viola e quindi niente
chiara occasione da gol. A pro­
posito di regole: sul fallo di ma­
no è cambiata e quindi è sba­
gliato chiedere l’ammonizione

per quelli commessi da Salce­
do (raccoglie il pallone convin­
to sia già uscito, ma è invece
ancora sulla linea) e Bacca
(blocca la palla in modo plate­
ale su un rilancio di Donna­
rumma), perché il cartellino si
dà solo quando è fermata
un’azione pericolosa. Tra le co­
se da rilevare anche un paio di
segnalazioni sbagliate sul fuo­
rigioco: stoppati Bernardeschi
e Luiz Adriano e due potenziali
attacchi importanti. Corretti,
infine, i sei gialli mostrati da
Orsato: oltre a Calabria, anche
a Rodriguez (dopo soli 3 minu­
ti), Montolivo, Locatelli, Milic
e Antonelli (nel recupero que­
sti ultimi due).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

LE PAGELLE di MARCO PASOTTO
FIORENTINA

MILAN

6

6

FOLLIA TOMOVIC
MILIC POSITIVO
NEGLI APPOGGI
SOSTANZA SALCEDO
IL TECNICO
PAULO
SOUSA

6

La Viola si conferma ancora
alla ricerca di un’identità
precisa, ma in termini di gioco
vince ai punti la sfida col
Milan. La pecca più grande?
Va a fiammate.

IL MIGLIORE

7

FEDERICO
BERNARDESCHI

Torna in mediana dopo aver
assaporato il gusto intenso
della trequarti. Ma c’è gusto
anche a puntare De Sciglio,
visto che lo salta sempre.
E’ una spina che fa sanguinare
il Milan da quel fianco.
 TIRI 3  CROSS 4
 PASSAGGI 23

6

6,5

TATARUSANU
Porta chiusa a
chiave, allarmata
e pure con una
sedia contro la
maniglia, che
non si sa mai.
Al Franchi non si
passa dallo
scorso aprile.

TOMOVIC
Prende le misure
a Niang
abbastanza bene,
ma nel finale con
Luiz Adriano
commette una
follia che poteva
costare molto
cara, rosso
compreso.

RODRIGUEZ
Esce di scena
dopo un’ora
e forse va bene
così visto il giallo
del primo tempo,
che
preoccupava
Sousa. Si occupa
di Bacca senza
farsi spaventare.

SALCEDO
Non chiedetegli
appoggi di fino,
ma la sostanza
sì. Prima salva
un gol quasi
fatto su
Bonaventura,
poi spegne la
miccia a Bacca.

 PARATE 1
 RINVII 9
 PRESE ALTE 1

 RECUPERI 7
 LANCI 1
 PASSAGGI 45

 RECUPERI 2
 LANCI 4
 PASSAGGI 34

 RECUPERI 4
 LANCI 8
 PASSAGGI 88

6

5,5

6,5

6

SANCHEZ
Mezzo voto in
meno per quel
liscio che libera
la girata di
Bacca. Alibi:
Sousa nella
ripresa lo piazza
al centro della
difesa, cosa mai
vista a Firenze.

BADELJ
Essendo un
mancato sposo
rossonero forse
era un po’
emozionato.
Infila bene per
Ilicic sull’azione
del rigore, ma
perde un paio di
brutte palle.

MILIC
Parte come se
fosse lanciato da
una fionda. Ed è
valido anche
negli appoggi.
Paga con una
mezz’ora di
apnea, da cui
riemerge bene
nella ripresa.

BORJA VALERO
Probabilmente
non immaginava
che Kucka lo
avrebbe preso a
braccetto per
tutta la partita.
Nonostante
questo, dai suoi
piedi passa
parecchio.

 TIRI 1
 RECUPERI 9
 PASSAGGI 62

 TIRI 1
 RECUPERI 6
 PASSAGGI 36

 CONTRASTI 2
 CROSS 8
 PASSAGGI 51

 TIRI 3
 RECUPERI 5
 PASSAGGI 46

5,5

IL PEGGIORE

5,5

6

6

s.v.

Il rigore sbagliato non è cosa
da lui, dal momento che in
Italia non ne aveva ancora
sbagliati. Per il resto non va
affatto male, ma l’errore è
decisivo e pesa troppo.

KALINIC
Se non facesse
l’attaccante
potrebbe
proporsi da
fondista: km e km
a girare attorno
alla difesa del
Milan in cerca di
spiragli. Che
trova raramente.

VECINO
Senza lode e
senza infamia, il
che significa se
non altro ordine
in una mediana
da proteggere
visto l’avanti
tutta di Sousa
nel finale.

TELLO
Largo a destra,
per provare a
infilare i suoi
muscoli freschi.
Ma entra a
partita contratta
ed è costretto a
limitarsi a un
compitino senza
sbavature.

BABACAR
Il senno del poi è
sempre molto
facile, ma
considerando
che era in
ballottaggio con
Ilicic, e Ilicic ha
sbagliato il
rigore…

 TIRI 3  RECUPERI 4
 PASSAGGI 32

 TIRI 3
 SPONDE 6
 DRIBBLING 1

 TIRI 0
 RECUPERI 4
 PASSAGGI 31

 CROSS 1
 RECUPERI 2
 PASSAGGI 10

 TIRI 0
 SPONDE 0
 DRIBBLING 0

JOSIP
ILICIC

5

5

6

5,5

KUCKA TRASCINA
SU LA SQUADRA
INGENUO CALABRIA
NIANG FRETTOLOSO
IL TECNICO

6

VINCENZO
MONTELLA

Il punto sa di buono, perché
il Milan esce dal Franchi
lasciando una sensazione di
personalità. In altri tempi si
sarebbe squagliato. Era da
maggio 2013 che non subiva
gol per tre gare di fila.

IL MIGLIORE

7

GIANLUIGI
DONNARUMMA

Quando il portiere fa il
fenomeno non è mai un gran
segno per la squadra, ma qui
parliamo di un fenomeno vero,
e quindi il discorso va oltre.
Stoppa Kalinic, disarma
Borja: non si passa.
 PARATE 5  RINVII 14
 TIRI SUBITI 14

IL PEGGIORE

5

MATTIA
DE SCIGLIO

Di nuovo un passo indietro.
Quant’è dura la risalita,
Mattia. Bernardeschi
se ne va spesso con
disinvoltura e gli fa perdere
subito sicurezza. Non chiude
sull’azione del rigore.
 CROSS 3  RECUPERI 5
 PASSAGGI 27

ORSATO Nel primo tempo Paletta abbraccia troppo affettuosamente in area Kalinic e rischia parecchio. Okay il rigore di Calabria su Borja.
Errore grave con Tomovic su Luiz Adriano; era punizione dal limite e rosso per il difensore viola.

6

6

6,5

CALABRIA
La crescita
tattica e mentale
resta visibile, ma
l’esperienza non
la si inventa
dall’oggi al
domani. La
trattenuta su
Borja in area è
ingenua.

PALETTA
Sigillo di
garanzia.
Magari un po’
più ruvido del
solito, ma i tempi
sono corretti.
Quando va in
affanno, riesce
comunque a
galleggiare.

ROMAGNOLI
Il pericolo
non arriva da
Kalinic, che gli
gira al largo,
ma dagli
inserimenti di
Bernardeschi. Lui
non si scompone
e tiene la
posizione.

KUCKA
Più che con
Sanchez, la sfida
dei muscoli
è con Borja,
che spinge come
un ossesso.
Non lo annulla,
ma lo limita.
E trascina su la
squadra.

 CONTRASTI 1
 CROSS 4
 PASSAGGI 14

 RECUPERI 1
 LANCI 0
 PASSAGGI 19

 RECUPERI 1
 LANCI 2
 PASSAGGI 35

 TIRI 0
 RECUPERI 5
 PASSAGGI 26

6,5

6

5,5

6

MONTOLIVO
Se già non piace
a mezzo San
Siro, figuriamoci
al Franchi.
Fischi e insulti
però non lo
destabilizzano.
Testa alta e idee
chiare, anche da
mezzala.

BONAVENTURA
Giova ricordare
che Jack è
sempre quello
che dovrebbe
rifiatare e
continua a non
riuscirci. Ma ha
un generatore
d’emergenza nei
polmoni.

SUSO
È un momento
così: va a
intermittenza.
Ed è un peccato,
perché quando
si accende
riesce sempre a
combinare
qualcosa di
interessante.

BACCA
L’uomo del gol
ogni due tiri nello
specchio può
anche saltare un
turno. Stavolta
non trova il
guizzo, ma crea
apprensione a
più riprese. Bella
girata nel finale.

 TIRI 0
 RECUPERI 7
 PASSAGGI 42

 TIRI 3
 RECUPERI 2
 PASSAGGI 14

 TIRI 1
 CROSS 2
 PASSAGGI 20

 TIRI 0
 SPONDE 0
 DRIBBLING 1

5,5

6

s.v.

s.v.

NIANG
Fuori a metà
ripresa, esausto.
La lucidità di
inizio stagione
non c’è più, la
voglia di
spaccare sì. Ma
la frenesia da
sola è una cattiva
consigliera.

LOCATELLI
Inizia con un
brutto appoggio
e un giallo, poi
prende le
misure. Una
bella chiusura su
Borja Valero e il
lancio nel finale
per Luiz Adriano.

ANTONELLI
Posizione da
mezzala, compiti
evidentemente
soprattutto
difensivi nei
minuti finali.

LUIZ ADRIANO
Uno scampolo
di minuti ma
protagonista
al 5’ di recupero:
si invola verso
la porta, fermato
da un fallaccio
al limite di
Tomovic non
fischiato.

 TIRI 2
 DRIBBLING 1
 CROSS 3

 TIRI 0
 RECUPERI 1
 PASSAGGI 8

 CROSS 1
 RECUPERI 1
 PASSAGGI 3

 TIRI 0
 SPONDE 0
 DRIBBLING 0

DI LIBERATORE 6
MARZALONI 6

BANTI 6
MARIANI 6

EURORIVALI

PRIMAVERA

Solo un pari
per il Qarabag
Sparta e Genk,
brutti k.o.

Super Verona
6-2 al Milan
e primato
nel girone A

 Buone notizie per la
Fiorentina e le altre squadre
italiane che giovedì
giocheranno in Europa
League. Nelle tre partite del
weekend delle eurorivali
un pareggio e due sconfitte.
FIORENTINA Il Qarabag
ha interrotto la striscia
di quattro vittorie di fila in
campionato pareggiando 1-1
sul campo del Kapaz.
L’avversario della Fiorentina
è ora terzo a -3 dalla
capolista Qabala.
INTER Lo Sparta Praga,
rivale dell’Inter, ha perso 2-0
il derby in casa con
lo Slavia. In gol Mesanovic
e Zmrhal. Lo Sparta è quarto
a -5 dallo Zlín.
SASSUOLO Un mezzo
sorriso anche per Di
Francesco. Il Genk ha perso
4-1 in trasferta col Kortrijk
(o Courtrai): è il terzo k.o.
di fila, il Genk ora è decimo
a -9 dallo Zulte Waregem.
ROMA L’Astra Giurgiu
Ploiesti, avversaria della
Roma, gioca oggi alle 19.30
contro il Csms Iasi. L’Astra
è terzultimo con solo 8 punti
fatti in 9 partite.

 Senza goleade, non è Milan
Primavera. Certo, quella di
ieri l’avrebbe proprio evitata il
tecnico rossonero Stefano
Nava, che ha visto la sua
squadra farsi travolgere in
casa da un super Verona (6-2)
che adesso guida a punteggio
pieno il girone A. Mattatore
dell’incontro lo slovacco
Tupta, autore di una tripletta.
Eppure il Milan era passato in
vantaggio con Cutrone prima
e Gabbia poi, dopo il
momentaneo 1-1 di Pellacani.
Poi le reti di Kumbulla e
Stefanec e lo show di Tupta,
per una sconfitta
pesantissima, nonché quarto
goleada stagionale nelle gare
del Milan Primavera. I
rossoneri infatti hanno
battuto 5-4 la Fiorentina e
5-2 il Latina nelle prime due
giornate, mentre in coppa
hanno superato 7-1 la
Salernitana. Ma ieri è stata
festa Hellas. Strameritata.
 GIRONE A Classifica:
Verona 9 punti; Sampdoria e
Spal 7; Milan, Lazio, Napoli 6;
Fiorentina, Latina e Perugia 4;
Cesena 3; Brescia, Vicenza e
Spezia 1; Trapani 0.

La festa dello Slavia Praga

Stefano Nava, tecnico Milan

6

Serie A R 6a giornata

fAREA TECNICA

L’ALLENATORE DELLA FIORENTINA

SOUSA «CERTI
EPISODI ARBITRALI
A NOSTRO FAVORE
SOTTOVALUTATI...»
«Come già successo con
la Roma, ci sono
squadre di cui si parla di
più. Sono nel calcio da
30 anni, non ho
imparato nulla adesso»
Giovanni Sardelli
FIRENZE

A

lla vigilia aveva chiesto
coraggio e concretezza,
ma Paulo Sousa è stato
accontentato soltanto a metà.
Ci ha provato in ogni modo la
sua Fiorentina, a costo di sco­

prirsi e lasciare spazi al contro­
piede del Milan. Ma la mira non
ha aiutato. Il rigore sbagliato e i
guantoni di Donnarumma han­
no fatto il resto. Niente reti e se­
condo pareggio di fila dopo
quello di Udine con i viola in­
truppati, seppur con una gara
da recuperare, a metà classifi­
ca. «Sono contento dello spiri­
tio ­ esordisce Paulo Sousa ­ ho
visto la voglia di vincere questa
gara in ogni modo e meritava­
mo i tre punti. Il Milan ha difeso
tutta la partita mentre nel fina­
le ci siamo allungati troppo e ci
hanno creato delle difficoltà». Il
rigore sbagliato da Ilicic ha pe­
sato. Sulla partita e anche sul

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

resto della prestazione dello
sloveno. «L’errore ha inciso,
ma si rifarà. Josip ci dà pro­
fondità e qualità, per noi è
importante». A salutare la
squadra nello spogliatoio,
anche il presidente del consi­
glio Matteo Renzi.

fAREA TECNICA

L’ALLENATORE DEL MILAN

RILEVANZA SOUSA Non solo
sorrisi. Una domanda sul fal­
lo finale di Tomovic ai danni
di Luiz Adriano dà l’assist al
portoghese per esprimere un
concetto che cova da un po’.
Gli episodi che coinvolgono
le big del campionato hanno
una rilevanza decisamente
maggiore e questo lo infasti­
disce. «L’episodio finale? Io
dico che ci sono state anche
altre situazioni nell’area del
Milan dei quali non si è di­
scusso e non si discuterà. Co­
me già successo dopo la sfida
con la Roma, ci sono squadre
delle quali si parla di più. Ho
giocato in Italia, so che alcu­
ne società hanno più rilevan­
za mediatica di altre. Mon­
tella dice che ho imparato la
cultura del sospetto? Sono
nel calcio da 30 anni, non ho
imparato nulla adesso. E’
normale che chi ha una so­
cietà forte alle spalle come il
Milan parli così».
BORJA A VITA Ha procurato
il rigore e impegnato Donna­
rumma con un sinistro a gi­
rare molto pericoloso. Borja
Valero analizza quanto acca­
duto «Abbiamo dominato
tutta la partita, il Milan ha
giocato solo in contropiede.
Dobbiamo quindi essere
contenti del gioco sapendo
però che conta vincere». Il
contratto lega lo spagnolo a
Firenze fino al 2019. Presto
inizieranno i colloqui per un
ulteriore prolungamento.
«L’ho già detto mille volte,
vorrei chiudere la carriera
qua».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MONTELLA
«... HA IMPARATO IN
FRETTA LA CULTURA
DEL SOSPETTO»
Il tecnico rossonero
replica e parla della
partita: «Noi promossi,
ma con voto minimo.
Ci è mancato coraggio.
Renzi? Felice di vederlo»
Alessandra Gozzini
INVIATA A FIRENZE

I

l 14 maggio del 2015 Ilicic
sbagliava un rigore sotto la
curva viola, e l’errore fu
decisivo per segnare la carriera
di Montella. Mentre Ilicic cal­
ciava, nella semifinale di ritor­

no di Europa League contro il
Siviglia, con la Fiorentina or­
mai eliminata, il pubblico di Fi­
renze faceva ironia sul rigore,
accompagnato dall’«oohh».
Montella a fine partita fu du­
rissimo con la gente viola, con
un’uscita che non piacque mol­
tissimo nemmeno alla società
(«forse non hanno capito la lo­
ro reale dimensione»). Montel­
la, dopo altra tensione, fu eso­
nerato dalla Fiorentina.
POCO CORAGGIO Ieri l’allena­
tore è tornato al Franchi (già lo
aveva fatto con la Samp) e il
mondo gli è parso capovolto:
Andrea Della Valle gli ha sorri­

so e lo ha abbracciato nel tun­
nel degli spogliatoi, e il rigore
fallito da Ilicic gli ha permesso
di mantenersi in equilibrio.
Era stato un Milan poco mon­
telliano, lezione che invece
l’allenatore ha lasciato agli av­
versari, che molto hanno insi­
stito su possesso e giro palla.
«In effetti ci sono mancati co­
raggio, intraprendenza e fidu­
cia. Nel primo tempo la Fioren­
tina ci è stata leggermente su­
periore, poi siamo cresciuti nel
secondo tempo senza saper
sfruttare le tre­quattro occa­
sioni nitide che ci sono capita­
te. Loro hanno avuto più cam­
po, ma magari per nostra scel­
ta e il coraggio ci verrà con
l’esperienza». Il Milan ha crea­
to le sue occasioni, ma si affi­
dava di più al contropiede:
«Vero, siamo stati un po’ passi­
vi, c’era un po’ di timore. Per
noi era un esame universitario
e per questo eravamo contrat­
ti. Ritengo la squadra promos­
sa, anche se magari con voto
minimo».
POLEMICA Montella replica
poi a quanto Sousa aveva fatto
notare sul calendario del Mi­
lan: «Loro hanno sempre un
giorno di riposo in più». Il suo
predecessore sulla panchina
viola ribatte: «Vedo che anche
l’amico Paulo ha imparato be­
ne la cultura del sospetto... Io
penso che si debba parlare me­
no possibile degli arbitri per­
ché ognuno ha gli occhi e vede,
e più di calcio». O magari del
bello che il calcio offre: «Gli
applausi di Firenze fanno pia­
cere, anche se magari qualche
fischio non era per Montolivo
ma per me... E mi ha fatto pia­
cere riabbracciare per la prima
volta Della Valle e incontrare
di nuovo Renzi, che con me a
Firenze è stato un grande sin­
daco. E se vincevamo al 90’ era
davvero tutto perfetto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

AF
FR
ET
TA
TI
!!!

7

8

Serie A R 6a giornata

Inter: no Icardi? No
INTER

BOLOGNA

1
1

PRIMO TEMPO 1-1
MARCATORI Destro (B) al 14’,
Perisic (I) al 37’ p.t.
INTER (4-2-3-1)
Handanovic; Santon, Ranocchia,
Miranda, Miangue; Kondogbia (dal
28’ p.t. Gnoukouri), Medel; Candreva
(dal 29’ s.t. Gabriel Barbosa),
Banega (dal 20’ s.t. Eder), Perisic;
Icardi. PANCHINA Carrizo,
D’Ambrosio, Ansaldi, Nagatomo, Yao,
Melo, Palacio, Jovetic. ALL. De Boer
BARICENTRO MEDIO ALTO 54.8
M.
CAMBI DI SISTEMA 20’ s.t. 4-2-4
ESPULSI nessuno AMM. nessuno
BOLOGNA (4-3-3)
Da Costa; Krafth (dal 35’ s.t.
Masina), Gastaldello (dal 18’ s.t.
Oikonomou), Maietta, Torosidis;
Taider, Nagy (dall’8’ s.t. Pulgar),
Dzemaili; Verdi, Destro, Krejci.
PANCHINA Ravaglia, Sarr, Mbaye,
Helander, Ferrari, Donsah, Rizzo,
Mounier, Floccari. ALL. Donadoni
BARICENTRO MEDIO MOLTO
BASSO 39.4 M.
CAMBI DI SISTEMA nessuno
ESPULSI nessuno AMMONITI
Gastaldello e Pulgar per gioco
scorretto, Da Costa per c.n.r.,
Dzemaili per proteste
ARBITRO Celi di Bari
NOTE Paganti 42.274. inc. non com.
abb non com. Tiri in porta 6-3. Tiri
fuori 13-2. In fuorigioco 3-0. Angoli
11-4. Recuperi 1’ p.t., 5’ s.t.

PRIMO TEMPO
2’ Mauro carico punizione di Banega, testa di Icardi alto
14’ DESTRO GOL Taider ruba palla a Kondogbia e avvia sulla destra il
contropiede di Verdi che con un doppio dribbling taglia in mezzo e
scarica per Destro: palla sotto le gambe di Handanovic
22’ Prova cross di Santon da destra, girata di Perisic fuori
26’ Ci riprova rovesciata di Perisic respinge la difesa del Bologna
28’ Fuori De Boer decide: fuori Kondogbia, dentro Gnoukouri
37’ PERISIC GOL cross da destra di Candreva, interno piatto sinistro di
Perisic sul palo più lontano
40’ Miracolo Icardi ruba palla e mette Candreva davanti alla porta:
miracolo di Da Costa
44’ Mauro non va invito di Candreva per Icardi, girata fuori di poco

SECONDO TEMPO
4’ In buone mani Candreva rientra sul sinistro e tira: para Da Costa
8’ Superman Da Costa doppia parata di Da Costa, su tiro di Candreva
deviato e poi su Icardi
29’ Vai col samba debutto nerazzurro per Gabigol, per Candreva
41’ Handa c’è’ Dzemaili si trova faccia a faccia con Handanovic che gli
chiude lo specchio
44’ Impreciso cross di Eder, Icardi calibra male la girata di testa
47’ Mauro a secco Perisic da sinistra vede quasi libero a centro area
Icardi, che, però, manca il pallone
50’ Sciagurato ancora Perisic questa volta da destra la mette sulla
testa di Ranocchia che a porta spalancata mette fuori di testa

Mauro a secco, J. Mario k.o.
Bologna avanti, 1-1 di Perisic
1De Boer perde in extremis il portoghese (e Murillo) e va sotto un’altra volta:
pasticcio di Kondogbia e rete di Destro. Senza i gol dell’argentino non si vince
Andrea Elefante
MILANO

L’

interrogativo che aveva
inquietato il dopo pranzo
in attesa di Inter­Bologna
è rimasto tale e quale alla fine:
no Joao Mario, no party? Un uo­
mo da solo non fa mai una squa­
dra, però può aiutarla ad essere
tale. E al di là del puro dato sta­

tistico – con il portoghese, man­
cato in extremis come Murillo,
erano state tre vittorie su tre – la
sua assenza come vedremo ha
avuto un’incidenza precisa sulla
mezza frenata dell’Inter.
RACCOLTO MISERO Ma quella
domanda in realtà può moltipli­
carsi per due: no Icardi no par­
ty? Anche qui le certezze sono
relative, ma esistono: l’argenti­

no non può segnare (o far se­
gnare) tutte le partite; senza un
suo gol l’Inter non ha ancora
vinto; finora gli unici marcatori
nerazzurri sono stati lui e Peri­
sic. Così ieri il raccolto è stato di
un misero gol nonostante l’Inter
abbia tenuto a lungo in mano la
partita e la porta di Da Costa (il
migliore dei suoi) sia stata cer­
cata una ventina di volte. Il che
non significa che il Bologna, al­

la prima «x» in questo campio­
nato, abbia rubato nulla: ha fat­
to pochino per vincere (solo 5 ti­
ri totali verso Handanovic), an­
che quanto a concretezza nelle
chance create. Però ha fatto ab­
bastanza per cancellare final­
mente l’inedito di un punto in
trasferta, dove stavolta non si è
squagliato dopo 8 gol presi in
due gare. Il classico pareggio
con identica sensazione per en­

trambe: vittoria annusata, ma
anche sconfitta scongiurata.
ANARCHIA La verifica di ieri ha
detto a Donadoni che il suo Bo­
logna ha un’identità e giovani
che devono ancora «farsi», ma
sono di prospettiva. A De Boer
ha dato una conferma: è l’alle­
natore di una squadra ancora in
cerca di certezze. Ma non ha in­
certezze quando si tratta di tro­

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varle. La rinuncia a Joao Mario,
più che a Murillo, gli aveva tolto
la possibilità di non cambiare
una squadra che stava trovando
la sua quadratura; l’«anarchia»
di Kondogbia lo ha costretto a
mutarle faccia di nuovo dopo
meno di mezzora. Ma ha scelto
di farlo, e Gnoukouri più del
francese ha provato a ricalcare
il calcio di Joao Mario. Pur non
trovando ovviamente la sua
qualità e la sua autorità nel far
giocare all’Inter un calcio sem­
plice e lineare, e soprattutto
molto palla a terra.
CONTROPRESSING Un calcio
fondato prima di ieri sull’alter­
nanza in regia fra il portoghese
e Banega e un asse disegnato in
verticale o orizzontale a secon­
da del girovagare dell’argenti­
no, più avanti e più indietro.
Nella prima mezzora di ieri
troppo spesso arretrato, nel ten­
tativo di cucire i reparti e di ri­
durre il numero di inutili lanci
da dietro. Ma con l’effetto di
creare un buco alle spalle di
Icardi, che a quel punto avreb­
bero dovuto colmare Candreva

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

party
Gabriel Barbosa e Ivan Perisic, 27 anni,
lasciano il campo a testa bassa
AFP

9

fIL CASO

DE BOER-KONDOGBIA

Frank sergente di ferro
«Kondo, non c’è tempo»

1Il tecnico olandese spiega il cambio del francese dopo 28 minuti:

«Chi non ascolta sta fuori. Parlerò con Brozovic, vediamo se ha capito»
Mirko Graziano
MILANO

S

e Perisic stringendo di più. L’In­
ter stretta e corta delle ultime
partite, l’Inter dell’ordine e del­
le distanze giuste nella sua ri­
cerca alta del pallone non si è
vista. Una lacuna evidenziata
ancor più dalla legge del contro­
pressing del Bologna: accorcia­
re bene, accorciare tutti. I late­
rali di difesa, ma soprattutto i
due interni di centrocampo e i
due esterni d’attacco, tutti e
quattro più di una volta invertiti
da Donadoni.
CAMBIO Così l’Inter – lenta e
prevedibile nell’uscita dal pres­
sing, colpevole di troppi errori
già all’alba dell’azione – era sta­
ta punita già dopo 14’: da una
ripartenza avviata da Taider do­
po palla rubata a Kondogbia e
chiusa da Destro, con il decisivo
intermezzo di una scorribanda
di Verdi. Mai prima di ieri un gol
subìto nei 45’ iniziali, e ancora
la necessità di una rimonta: per
l’Inter due schiaffi uno dietro
l’altro, e il terzo lo ha dato De
Boer con il cambio Kondogbia­
Gnoukouri, alla ricerca di quel
dominio del gioco fin lì latitato.

E riapparso una volta trovato fi­
nalmente quel ritmo che il Bolo­
gna le aveva «rubato» fin lì e i
frutti di una larghezza del gioco
che si è esaltata nel gol del pa­
reggio, nato sulla tangenziale
Candreva­Perisic.
IL 4-2-4 Anche dopo l’1­1 il Bo­
logna aveva iniziato a lasciare
all’Inter libertà imprevedibili:
cancellate seppur a fatica nella
ripresa, nonostante una spacca­
tura più netta fra centrocampo e
attacco. Ma anche il 4­2­4 scelto
da De Boer – subito con Eder,
poi con l’aggiunta del debuttan­
te Gabigol largo a destra – è par­
so slegato. Soprattutto quando
le gambe, stavolta sì, sono an­
date in debito di energie. E’ sta­
to lì che il Bologna ha rifatto pa­
ura due volte (con Verdi e poi
Dzemaili) e poi i suoi rimpianti
hanno rischiato di diventare ri­
morsi, perché l’Inter ha deciso
di esorcizzare lo spavento inten­
sificando la sua pioggia di cross.
Ma nel giro di 7’ Icardi due volte
e poi Ranocchia hanno solo im­
maginato il gol vittoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ergente Frank, uomo di
ferro: dopo Brozovic, va in
punizione anche Kondog­
bia, perché «qui tutti devono ca­
pire cosa vuol dire vestire la ma­
glia di un club prestigioso come
l’Inter». Spalle ben coperte dalla
società, cosa fra l’altro non pro­
prio scontata negli ultimi anni in
casa Inter, Frank de Boer ieri ha
spedito negli spogliatoi il france­
se dopo nemmeno una mezzoret­
ta di gara. «Se non vuoi ascoltare,
ascolti lo stesso, altrimenti vai
fuori. Qui non abbiamo tempo di
aspettare nessuno...», spiega il
tecnico a fine gara. Cosa è suc­
cesso? Dove ha sbagliato Kondo­
gbia? Gara indolente, disimpegni
mollicci, «e ne avevamo parlato
tanto in mattinata, dopo il forfeit
di Joao Mario – continua il tecni­
co olandese –. Gli era stato chie­
sto di giocare semplice, soprat­
tutto spalle alla porta, nelle zone
più calde. Sono cose che ripetia­
mo da tempo, ma se non vuoi
ascoltare...». E ancora: «Non
puoi non capire ancora dove va
azzardata la giocata e dove inve­
ce è necessaria la cosa più sem­
plice. Ripete spesso certi errori,
anche sul gol del Bologna: forse
c’era fallo su di lui, comunque
non conta, aveva la possibilità di
scaricare palla in sicurezza con
due compagni liberi lì vicino. Fa­
re errori in partita non è un pro­
blema, ci sta, ciò che non accetto
è sbagliare perché non si vuole
ascoltare». Insomma, De Boer
pretende «massima professiona­
lità in ogni circostanza», e poi ri­
sponde così a chi gli fa notare che
con i giovani certe bastonate po­
trebbero non essere la linea giu­
sta: «Giovani? A 23 anni per me
non sei più un giovane, devi dare
determinate garanzie. I giovani
hanno 19­20 anni al massimo».
REGOLE PER TUTTI «Io non vo­
glio essere considerato un duro –
dice De Boer –, pretendo però
che vengano rispettate determi­
nate regole. L’Inter viene prima
di ogni interesse personale, vo­
glio una squadra vera, e ci sono
momenti in cui un allenatore de­

Geoffrey Kondobia, 23 anni, esce dal campo sostituito da Gnoukouri, 19 anni, per scelta tecnica LIVERANI

4

 le presenze del francese in
questo inizio di stagione. Il
centrocampista nerazzurro è
rimasto in panchina nelle
gare contro Pescara e Juve

4

 le palle perse dall’ex
Monaco contro gli emiliani.
Una di queste ha poi portato
alla rete del momentaneo
vantaggio di Mattia Destro

0

 In poco meno di mezz’ora,
Kondogbia non ha effettuato
mai tiri, cross e assist.
Il centrocampista non ha
neanche vinto un contrasto

ve prendere anche decisioni du­
re. E’ un segnale per tutta la squa­
dra». Capitolo Brozovic, l’altro ri­
belle, escluso alla vigilia della Ju­
ve «per comportamenti poco
professionali» era stata la spiega­
zione del club: «Domani (oggi,
ndr) parlo con lui, lo ascolterò,
dovrà dimostrare di essere cam­
biato. Non è scontato che rientri
in Europa League, non bastano
pochi giorni per cancellare tut­
to». Sempre oggi parlerà anche
con Kondogbia. «Sono buoni gio­
catori per me, non ho problemi a
riutilizzarli, devono solo capire
in cosa devono cambiare». Così
Ranocchia: «So bene cosa sta
passando Kondogbia, deve rima­
nere sereno e pensare che ha tut­
to il tempo per far vedere il suo
valore. Giù le mani da Geoffrey o
vi ammazzo». Parole dolci anche
da Gnoukouri: «Geoffrey resta
un amico e andremo fuori a cena,
per lui non è stata una partita fa­
cile».
APPLAUSI Il popolo nerazzurro
sembra apprezzare il nuovo cor­
so interista: società solida, regole
chiare e pieni poteri al tecnico.

Ieri il Meazza ha applaudito no­
nostante l’1­1 casalingo, eviden­
temente vede un progetto ben
definito, anche a livello di gioco.
Il cantiere è aperto, ma la squa­
dra crea già molto ed esprime a
tratti una buonissima personali­
tà. «L’Inter sta trovando la qua­
dra – dice Donadoni –, si vedono
miglioramenti notevoli, e una
volta a pieni giri saranno guai per
tutti con la squadra di De Boer».
L’olandese ringrazia, e a sua vol­
ta si dice «soddisfatto dell’impe­
gno dei ragazzi. Col Bologna ab­
biamo fatto male nei primi 20’,
magari ci hanno un po’ scombus­
solato le assenze dell’ultimo mi­
nuto di Joao Mario e Murillo, poi
abbiamo però iniziato a control­
lare la gara creando parecchie
occasioni. Cosa ci manca per il
salto di qualità definitivo? Alcuni
giocatori devono disputare molte
più partite, come per esempio
Miangue e Gnoukouri. Sono mol­
to giovani e per me hanno fatto
una partita molto buona. Anche
loro sono un segnale alla squa­
dra: gioca chi sta meglio, chi me­
rita».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ASSENTI E DEBUTTO

Oggi verdetto per Joao e Murillo. Prima volta di Gabigol
1Esami per il portoghese (polpaccio)
e il colombiano (schiena). Esordio difficile
per il brasiliano, con i compagni in apnea
Luca Taidelli
MILANO

C

he non sarebbe stata una
domenica da red carpet
all’Inter lo avevano capi­
to già nel risveglio muscolare.
Joao Mario e Jeison Murillo
hanno alzato bandiera bianca
rispettivamente per un «legge­
ro risentimento muscolare al
gemello esterno della gamba si­
nistra» e per una «lombalgia
acuta». In chiave recupero, c’è

un velato ottimismo ma se ne
saprà di più oggi, quando en­
trambi si sottoporranno ad esa­
mi strumentali per capire se do­
vranno saltare altri match.
OGGI LA VERITÀ Il difensore
colombiano si porta dietro da
tempo il mal di schiena, che si è
riacutizzato tra sabato e ieri.
Inutile rischiarlo ­ o infiltrarlo,
anche perché il problema non
riguarda un punto specifico ma
tutta la zona lombare ­, nella
speranza di riaverlo già giovedì

a Praga, per la decisiva sfida di
Europa League contro lo Spar­
ta. Discorso più delicato per Jo­
ao Mario, che potrebbe avere
un semplice sovraccarico dopo
aver giocato tre gare in dieci
giorni, ma pure qualcosa di più
serio. Anche perché con il pol­
paccio non si scherza. Due le
certezze. Intanto che l’ex Spor­
ting non è comunque in lista
Uefa, quindi lavorerà per la tra­
sferta di domenica sera a Ro­
ma. L’altro fatto acclarato è che
l’Inter per ora ha sempre vinto
con lui in campo e mai quando
non c’era. Oggi si capirà se tor­
nerà già a Roma.
LA PRIMA DI GABI Per due as­
senze pesanti, contro il Bologna

Gabriel Barbosa, 20 anni,
saluta i tifosi a fine gara GETTY

è arrivato l’esordio di Gabigol.
Una prima non facile sia perché
il 20enne brasiliano è appena
sbarcato sul pianeta Inter sia
perché è entrato nel momento
più difficile per i suoi, che accu­
savano lo sforzo prodotto nella
prima mezz’ora della ripresa.
Nei 16’ più recupero in cui ha
giocato, Gabigol si è piazzato
largo a destra al posto dell’otti­
mo Candreva in un 4­2­4 d’as­
salto per sfondare il bunker
emiliano, ha giocato qualche
buon pallone, si è visto ribatte­
re un bel sinistro e prima di bat­
tere un corner ha caricato la fol­
la neanche fosse un veterano.
«Gabigol ­ ha commentato De
Boer ­? Non è facile entrare in
partita con così tanta pressio­

ne, ha fatto abbastanza bene.
Può giocare meglio, ma questa
è la sua prima presenza, sono
molto contento». Questo invece
il parere di Assane Gnoukouri,
altro ‘96 gettato nella mischia
ieri: «Gabriel ha fatto bene, ma
noi che vediamo cosa fa in alle­
namento ci aspettiamo tanto da
lui». Con tutte queste aspettati­
ve, il ragazzo di Sao Bernando ­
anche lui escluso dalla lista Ue­
fa ­ può consolarsi col fatto che
alla prima in campionato con
l’Inter aveva steccato anche un
certo Ronaldo Luís Nazário de
Lima, in arte Fenomeno. Che
però si era acceso già alla se­
conda. Per l’ex Santos coincide­
rebbe giusto con Roma­Inter.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

10

Serie A R 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LE PAGELLE di ANDREA ELEFANTE
INTER

BOLOGNA

6

6

CANDREVA:
CHE CONTINUITÀ
PIACE GNOUKOURI
DELUDE SANTON
IL TECNICO
FRANK
DE BOER

6

Non guarda in faccia nessuno,
che si chiami Kondogbia (a
costo di dargli un duro colpo,
probabilmente voluto) o
Banega. Partita segnata dai
forfeit: aveva perso Murillo e
Joao Mario, e non è poco.

IL MIGLIORE
ANTONIO
CANDREVA

7

Un altro assist al grido del
cambio campo, dopo la solita
produzione industriale di
cross (17) e occasioni create
(4). Poi cerca il gol anche lui,
ma sbatte contro Da Costa
almeno due volte

5,5

6

7

HANDANOVIC
Il tiro di Destro è
tutt’altro che
irresistibile e gli
passa sotto il
piede. Si
guadagna la
domenica
quando conserva
l’1-1 dicendo no a
Dzemaili

SANTON
La foto dell’Inter
che ancora
zoppica sui
laterali. Non
stringe sul gol di
Destro, trova il
coraggio di
attaccare un non
irresistibile Krejci
solo verso la fine

RANOCCHIA
Solo per il 2-1
divorato a porta
spalancata. Il gol
non è il suo
mestiere, che fa
bene dopo uno
svarione iniziale:
due muri (su
Destro e Verdi)
da ritrovato

MIRANDA
Inizia in faccia a
lui l’«uno contro
tutti» di Verdi
che porta all’1-0,
poi il brasiliano
inizia a tirare su
un muro, e ci
rimbalzano tutti:
da lì non sbaglia
più nulla

 PARATE 2
 RINVII 6
 USCITE 3

 CONTRASTI 0
 CROSS 1
 PASSAGGI 37

 CONTRASTI 3
 LANCI 4
 PASSAGGI 50

 CONTRASTI 2
 LANCI 3
 PASSAGGI 66

6

5

6

7

BANEGA
Un passo
indietro, e non è
casuale che
coincida con
l’assenza di Joao
Mario. Senza di
lui tiene di più la
palla, rallenta un
calcio meno
pulito e lineare

MEDEL
Con Joao Mario
si era abituato a
mordere senza
dover cucire.
Stavolta un po’ gli
tocca, ma lo fa
con ordine: 5
lanci positivi e 10
palloni recuperati
e intercettati

PERISIC
Soprattutto per il
gol, un sinistro
accarezzato sul
palo più lontano.
Quando esce
Candreva inizia a
crossare lui e
quasi fa segnare
Icardi e
Ranocchia

 CONTRASTI 6
 CROSS 3
 PASSAGGI 45

 TIRI 3
 DRIBBLING 2
 PASSAGGI 29

 TIRI 0
 RECUPERI 7
 PASSAGGI 69

 TIRI 5
 DRIBBLING 0
 PASSAGGI 26

5,5

6,5

6

6

Macchinoso, fa errori
frustranti o sanguinosi: la palla
della ripartenza dell’1-0 la
perde lui, seppur quasi
triplicato. Sarà un caso, ma
appena esce...

GNOUKOURI
Fatte le debite
proporzioni,
l’alter ego di
Joao Mario è lui:
due tocchi e la
palla corre via
veloce, spesso
non banale. Cala
un po’ nella
ripresa

EDER
Un po’ Banega,
perché parte da
lontano alle
spalle di Icardi, e
un po’ spalla di
Maurito: lo cerca
con un cross che
meritava una
girata di testa
migliore

GABRIEL
BARBOSA
Largo a destra,
impatto non
devastante.
Morbido nel
cercare la porta,
meno la sponda
e pure il filtrante
a sorpresa
per Icardi

 TIRI 0  RECUPERI 6
 PASSAGGI 17

 TIRI 6
 SPONDE 4
 DRIBBLING 2

 TIRI 0
 RECUPERI 6
 PASSAGGI 47

 TIRI 0
 DRIBBLING 0
 PASSAGGI 8

 TIRI 0
 SPONDE 1
 DRIBBLING 0

4,5

6

INTER

ALTO 54,8 metri

95
25
1

13

IL TECNICO
ROBERTO
DONADONI

Il suo Bologna conosce la via
del gol – è l’unica squadra a
segno in tutte le partite
assieme alla Juve – e stavolta
sa anche resistere dietro,
pure negli ultimi 15’ (quasi un
gol su due prima di ieri)

IL MIGLIORE

7

ANGELO
DA COSTA

Resistenza non passiva per
due volte al 2-1 di Candreva:
paratona la prima, anche la
seconda non è male perché
c’è una deviazione al veleno di
Torosidis. Ce ne sarebbe una
terza, ma Icardi è in fuorigioco

IL PEGGIORE

5

VASILIS
TOROSIDIS

Traslocato a sinistra e anche
poco aiutato: che mal di testa
su Candreva e poi Gabigol. Ma
quando con Masina scivola a
destra, patisce pure Perisic. E
che dormita sull’ultimissimo
blitz di Ranocchia
 CONTRASTI 2  CROSS 1
 PASSAGGI 17

17
7

44

ANGOLI

11

4

POSSESSO PALLA

24 28

19 9

61%

39%

87

21

84

CONTRASTI

34

164

6,5

6,5

GASTALDELLO
Toglie tempo e
metri a Icardi
con l’aiuto di
Maietta, alla
distanza soffre di
più anche
perché non sta
bene: infatti esce
quando non
regge più

MAIETTA
Il gioco delle
uscite su Banega
non gli
impedisce di
essere sempre al
posto giusto: lì
dietro per
almeno un’ora le
prende tutte lui

TAIDER
La ripartenza
da cui nasce il
vantaggio è un
suo parto, con la
collaborazione di
Dzemaili. Un ex
onnipresente,
soprattutto
quando sale
l’onda Inter

 CONTRASTI 2
 CROSS 2
 PASSAGGI 22

 CONTRASTI 1
 LANCI 1
 PASSAGGI 18

 CONTRASTI 2
 LANCI 3
 PASSAGGI 32

 TIRI 1
 RECUPERI 12
 PASSAGGI 38

6

6,5

6,5

6,5

NAGY
Regia senza
azzardi e
geometrie
ordinate, anche
troppo. Con 6
palle perse che
convincono
Donadoni a
cambiarlo a
inizio ripresa

DZEMAILI
È in stato di
grazia e oggi è
un uomo chiave:
perché morde
(anche Medel) e
ha subito l’idea
giusta. Non molla
un metro fino
alla fine, quando
sfiora il 2-1

VERDI
Vola con la fiducia
di tre gol di fila,
una furia che da
destra dirotta in
mezzo, come sul
gol. Si stanca, ma
gli resta lucidità
per un velo su
Dzemaili che
sfiora il gol

DESTRO
E alla nona sfida,
fece gol all’Inter
(con una mano di
Handanovic): in
trasferta gli
mancava da
febbraio. Poi c’è
da sudare e lo fa
ovunque, tiene su
un sacco di palloni

 TIRI 0
 RECUPERI 3
 PASSAGGI 19

 TIRI 1
 RECUPERI 4
 PASSAGGI 25

 TIRI 0
 SPONDE 1
 DRIBBLING 4

 TIRI 1
 SPONDE 2
 DRIBBLING 0

6,5

5,5

s.v.

KREJCI
Viene da
chiedersi che
Bologna sarebbe
stato con i suoi
soliti strappi a
sinistra, ieri
latitanti. Nel
finale è morbido
anche un tiro su
invito di Destro

PULGAR
Buon impatto
quando entra:
guida sicura e
soprattutto, un
buon contributo
in fase difensiva
quando l’Inter
sceglie la
trazione
anteriore

OIKONOMOU
Al tramonto della
partita si perde
Icardi, buon per
lui che Maurito
non sia in
versione killer
seriale

MASINA
Torosidis non ne
ha più, Donadoni
sceglie la sua
freschezza da
sbattere in
faccia a Gabigol,
che De Boer da
poco aveva
scatenato largo
a destra

 TIRI 1
 SPONDE 4
 DRIBBLING 1

 TIRI 0
 RECUPERI 1
 PASSAGGI 14

 CONTRASTI 1
 LANCI 2
 PASSAGGI 5

 CONTRASTI 0
 LANCI 0
 PASSAGGI 1

GIACOMELLI 6
SAIA 6

CARIOLATO 6
ALASSIO 6

175
65

6

KRAFTH
Torna e non
porta chissà quali
cose buone dal
mondo (della
fascia). Quasi
intimorito da
Perisic e se sale
Miangue, meglio
quando stringe
in mezzo

5

CELI lettura corretta su tutti i piccoli dubbi: una strattonata in area su Icardi, un possibile fallo (che non c’è) su Kondogbia prima del
contropiede killer del Bologna, un fallo di mano (è involontario) di Torosidis su Candreva

BOLOGNA

BARICENTRO

DA COSTA SALVA
TAIDER C’È SEMPRE
DESTRO GOL E LOTTA
TOROSIDIS SBANDA

 PARATE 5  RINVII 18
 USCITE 4

ICARDI
Affamato non
solo di gol (quasi
assist a
Candreva) e una
girata per poco
non fa venire giù
S. Siro. Ma gli
sguscia via la
palla giusta che
arriva da Perisic

GEOFFREY
KONDOGBIA

5,5

6

MIANGUE
Diversi errori
«facili»,
chiamiamoli di
gioventù, ma ha
gli attributi:
anche di giocare
95 palloni, più di
ogni altro
giocatore in
campo.

 TIRI 3  DRIBBLING 2
 PASSAGGI 11

IL PEGGIORE

6

526

PASSAGGI EFFETTUATI

347

BARICENTRO MOLTO BASSO 39,4 metri
9

PASSAGGI RIUSCITI

4

8
21 16

17

11
10

CROSS

PALLE
RECUPERATE

PALLE
PERSE

83,7%

73,5%

28
1

35 20

GDS

fLA PARTITA AI RAGGI X

Mirko Graziano
MILANO

De Boer prova un «all in» A
Gabigol per Candreva
ma l’azzardo non paga

1Esagerata l’ultima mossa dell’olandese, che là davanti schiera
quattro punte pure: e infatti il Bologna va vicino al colpaccio
LA MOSSA TATTICA

ICARDI: sponde 4
MEDEL: lanci 5
PERISIC: tiri 5
EDER: cross 2
MEDEL
PERISIC

GNOUKOURI

GABRIEL
BARBOSA

EDER

ICARDI

PASSAGGIO
MOVIMENTO
GDS

l 20’ del secondo tempo
Frank de Boer gioca
d’azzardo, e con il risul­
tato sull’1­1 manda in campo
Eder al posto del deludente Ba­
nega: l’Inter passa di fatto a un
4­2­4 o 4­2­3­1 molto offensi­
vo, con Candreva e Perisic ali
pure, e appunto Eder a ridosso
di Icardi. A dire il vero l’italo­
brasiliano ha libertà totale di
movimento lungo il fronte of­
fensivo, e spesso si ritrova ac­
canto al bomber argentino, a
pochi metri da Da Costa. Il lavo­
ro di copertura è quasi tutto
sulle spalle del baby Gnoukouri
e del pitbull cileno, Gary Me­
del. La trama nerazzurra è piut­
tosto semplice: una volta in
possesso di palla, si va imme­
diatamente a stimolare le fasce;
Perisic punta di più l’avversario
e va a cercare il fondo, mentre
Candreva disegna parabole a
raffica verso l’area avversaria,
anche da posizione più arretra­
ta. Il nazionale croato chiuderà
la gara con otto cross all’attivo,
ben diciassette quelli dell’ester­
no della Nazionale, di gran lun­
ga il migliore in campo: stavol­
ta è invece mancata l’incornata
vincente di Maurito Icardi.
AZZARDO CON GABIGOL Ebbe­
ne, nonostante la formula su­
per offensiva, l’Inter trova un
discreto equilibrio anche in fa­

se di ripiego, grazie al lavoro to lo stesso, va detto, anche con
sporco dei due centrali davanti qualche brivido di troppo, e se
alla difesa, all’intelligenza tatti­ Ranocchia...
ca di Candreva e alla solita ge­
nerosità di Eder. Ma a De Boer EVOLUZIONI FUTURE Il «Meaz­
non basta. L’olandese non si ac­ za» aveva fame di Gabriel Bar­
contenta, e intorno alla mezzo­ bosa, c’è poco da fare. Il 20enne
ra azzarda anche la carta Ga­ talento brasiliano ha ancora bi­
briel Barbosa al posto di Can­ sogno di tempo, deve crescere a
dreva. Un vero e proprio «all livello di condizione fisica, de­
in», perché là davanti viene a ve soprattutto trovare la giusta
mancare appunto l’«equilibra­ intesa con il resto della squadra
tore» numero uno, ovvero Can­ e metabolizzare filosofia e
dreva, e nel frattempo vanno schemi di Frank de Boer. Ieri,
inevitabilmente
una ventina di
svuotandosi i
minuti per l’ex
serbatoi
di
LA CIFRA
Santos: un solo
Gnoukouri e Me­
tiro (respinto),
del. Ne esce un
dieci passaggi
ultimo quarto
positivi (uno ne­
d’ora apertissi­
gativo), una pal­
mo, con i neraz­
la recuperata, sei
zurri più volte vi­ i cross di Antonio
perse, un drib­
cini al 2­1, ma al­ Candreva. Perisic
bling negativo e
lo stesso tempo
nessuno positi­
esposti oltremo­ ne ha fatti 8, l’Inter
vo. Trattasi di un
do alle riparten­ ben 36 contro i 17
attaccante ester­
ze del Bologna, del Bologna
no, una seconda
che dalla metà
punta pura al­
campo in avanti ha qualità da l’occorrenza. Come utilizzarlo
vendere e sfonda in particolare una volta a pieno regime? Nel
sulle fasce, dove ormai Santon 4­2­3­1, la posizione migliore
e Miangue sono stati «abbando­ sarebbe quella occupata da Ba­
nati» da Gabigol e Perisic. In­ nega, a ridosso di Icardi. Ver­
somma, una mossa forse non sione offensiva: Joao Mario­
necessaria quella di Gabigol, Medel davanti alla difesa; Can­
perché in fin dei conti l’Inter dreva e Perisic sulle fasce; Ga­
sembrava davvero aver trovato bigol appunto a ridosso di
la chiave giusta con l’ingresso Icardi. Versione più equilibra­
di Eder per Banega: attacco co­ ta: un mediano puro accanto a
munque pesante e propositivo, Medel e Joao Mario in fascia
rischi limitati dalle parti di per Perisic o Candreva.
Handa. Ma il pubblico ha gradi­
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

11

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LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

13

Ranocchia c’è: «Lavoro come un cane»

1Il rimpianto per il gol mancato nel finale, ma anche la forma ritrovata: «Che reazione, ora l’Euroleague»
mo ripartire dal 21’ di questa
gara. Avere rimpianti non ser­
ve a nulla. Dobbiamo fare teso­
ro di certi errori e vincere a
Praga in Europa League per ri­
farci della sconfitta contro
l’Hapoel. La Coppa è importan­
tissima». Ranocchia poi si to­
glie qualche sassolino, perso­
nale e di gruppo. «Qualcuno ci
definisce in crisi e tre giorni
dopo dice che siamo da scudet­
to. La verità è che c’è un nuovo
progetto e che dobbiamo lavo­
rare giorno dopo giorno. Certi
discorsi valgono anche per me.
Se fosse entrato quel colpo di
testa sarei passato da capro
espiatorio a eroe...».

Luca Taidelli
@LucaTaidelli

L

a ciliegina andava soltan­
to appoggiata, invece è fi­
nita a due metri dal palo.
Ma la torta di Andrea Ranoc­
chia si può dire comunque riu­
scita. Certo, qualche ingre­
diente all’inizio non era bene
assemblato, ma poi la lievita­
zione è stata evidente. Perché
se già annusi scetticismo ovun­
que e inizi il match contro il
Bologna svirgolando un pallo­
ne e facendoti saltare facile da
Verdi sul gol, rischi di finire in
una buca da cui non esci più.
Invece Ranocchia, come del re­
sto molti compagni, dal 21’ ha
giocato col cuore e grande at­
tenzione. Poteva completare la
rivincita all’ultimo assalto, su
quel cross pennellato di Peri­
sic. Un gol mangiato che ha fat­
to disperare lui per primo e
stramazzare davanti alla pan­
china Frank de Boer e il suo as­
sistente Orlando Trustfull.
EQUILIBRIO «Sto lavorando
come un cane ­ racconta il di­
fensore cui De Boer ha fatto
molti complimenti ­, al di là de­
gli allenamenti, sto facendo
anche cose extracalcio, per tro­
vare la massima forma possibi­
le. E’ un piccolo passo, ma ho
da lavorare. Ci resta la rabbia
per le occasioni mancate, com­
presa la mia nel finale. Abbia­
mo sbagliato i primi 20 minuti,
poi c’è stata una grande reazio­
ne. Siamo stati molto aggressi­
vi, con le marcature preventive
che ci chiede il mister. Dobbia­

BOLOGNA

Donadoni caldo:
«Potevamo fare
anche di più...»
 «E’ un punto importante», dice
Roberto Donadoni a fine gara. Il
suo Bologna esce imbattuto da
San Siro, mostrando anche una
buonissima personalità. Anzi,
nel finale non è mancata
l’occasione per fare il colpaccio,
«ma allo stesso tempo pure
l’Inter avrebbe potuto punirci ammette il tecnico degli emiliani
-, e penso in particolare al colpo
di testa di Ranocchia sottoporta,
al 95’». In generale, Donadoni
evidenzia qualche pecca «nella
gestione di alcune situazioni.
Siamo stati bravi, e contro un
avversario come l’Inter devi
concedere per forza qualcosa,
ma con maggiore convinzione
avremmo potuto creare qualche
fastidio in più ai nostri
avversari. Abbiamo per esempio
sfruttato male 3-4 palloni
importanti, è mancata la scelta
giusta al momento giusto,
qualche appoggio andava fatto
decisamente meglio. In ogni
modo, niente da dire ai ragazzi:
ottima prestazione, hanno
lottato come dei leoni, lo spirito
è positivo e il punto è il frutto
del lavoro che stanno facendo.
Abbiamo fatto due trasferte
prima di questa con risultati
negativi a Napoli e a Torino,
quindi venire a San Siro, fare
risultato e giocare bene
significa che la strada è buona,
che siamo in una fase di
crescita». Con i soliti toni civili,
va detto, Roberto Donadoni
chiama infine in causa la
moviola, perché qualcosa non gli
torna sul contatto Santon-Krejci
in piena area nerazzurra: «Dal
campo sembrava una situazione
punibile con il calcio di rigore,
ma ormai è inutile parlarne...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’errore di Andrea Ranocchia, 28 anni, nel recupero contro il Bologna AFP

SENNA VA VELOCE Quello di
ieri però è stato un pomeriggio
particolare anche per Senna
Miangue e Assane Gnoukouri.
Il 19enne terzino belga ha
esordito da titolare strappando

gli applausi di San Siro. «De SEMPLICITÀ GOUKOURI Non
Boer mi aveva fatto capire che facile nemmeno per Gnoukou­
avrei giocato ­ svela il ragazzo ­ ri entrare al 28’ per il suo amico
già mercoledì notte, tornando Kondogbia («Gli ho parlato,
in treno da Empoli. Lui parla era arrabbiato, continueremo
molto con tutti noi e sentire la ad uscire insieme a cena») e
sua fiducia per
cambiare subito
noi giovani è
faccia al match.
fondamentale.
GLI ALTRI
«Il mister mi ha
Io e Gnoukouri Miangue: «De Boer
detto di fare le
siamo i primi ad
cose facili» rac­
avere un’occa­ mi ha detto di
conta. Proprio le
sione, ma presto divertirmi, i tifosi
cose che non
toccherà ad altri. mi hanno aiutato»
sembrano piace­
Mi ha detto di di­ Gnoukouri: «Devo
re al francese...
vertirmi e di re­ ripagare la fiducia»
«Ora pensiamo a
stare tranquillo.
giovedì. Non so
Il pubblico mi ha
se a Praga gio­
dato una mano importante, co­ cherò, ma devo lavorare per ri­
sì come Miranda, Medel e Peri­ pagare la fiducia del mister».
sic, quelli con cui dovevo dialo­ Anche per la carenza di centro­
gare di più. Resta la rabbia per campisti in Coppa, difficile fa­
aver buttato via due punti. Ho re a meno delle sue giocate
comunque la convinzione che semplici ma essenziali contro
se continuiamo così faremo lo Sparta.
molta strada».
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14

Serie A R 6a giornata

LE PAGELLE
di p.f.a.

VALDIFIORI
SA DOVE STARE
BOYÈ SOVRASTA
SEMPRE FLORENZI
TORINO

7,5
IL MIGLIORE
ANDREA
BELOTTI

8
Il capocannoniere dei granata (5
gol) torna titolare e devasta il
cuore della difesa romanista con
superiorità fisica e intelligenza
tattica.
HART 7 Meno appariscente di
Szczesny, ma è reattivo su Dzeko.
DE SILVESTRI 6 Romano e
laziale, segue Perotti ovunque.
Incauto sul rigore.
ZAPPACOSTA 6,5 Da metà
ripresa: anche lui fa volare
Szczesny.
ROSSETTINI 6 Rientra dopo 4
panchine, statico su Dzeko nella
prima parte, meglio piazzato dopo.
CASTAN 6,5 L’ex più fresco, con
Iago, e pure lui ha voglia di
mostrarsi integro. Anticipo per il
3-1.
BARRECA 7 Dai pulcini alla prima
da titolare in casa. Personalità e
recuperi da veterano.
BENASSI 6,5 Riprende il posto in
mezzo, esce sul primo pressing;
un invito intelligente per Baselli.
VALDIFIORI 7 Senza Vives, ha le
chiavi del centrocampo. Si sistema
spesso nel punto giusto.
OBI 6 Poco tempo, solo 23’ prima
del k.o.. Ma piazza il cross dell’1-0.
BASELLI 6,5 Un’occasione buttata
fa arrabbiare Mihajlovic, però 10
recuperi e il lancio sul 3-1.
FALQUE 8 Deve inguaiare Peres,
ci riesce sempre: palo, gol su
rigore e tris con deviazione.
MARTINEZ 6 Dentro nel finale,
due chance respinte.
BOYÉ 7,5 Velocità e cattiveria,
sempre superiore a Florenzi.
ALL. MIHAJLOVIC 7,5 Vince la
sfida tattica sulle fasce: prende
applausi e punti meritati.

ROMA

5
IL MIGLIORE
WOJCIECH
SZCZESNY

7
Senza i suoi voli sarebbe finita
molto peggio per la Roma.
Rincorre un po’ il cross dell’1-0, sul
suo palo, dopo sono respinte
eccellenti.
FLORENZI 4,5 Sempre terzino ma
poco difensore. Sorpassato anche
sul piano fisico.
MANOLAS 5,5 Non salva gli
sbagli altrui.
FAZIO 5 La sua lentezza manda
subito in difficoltà la Roma, da una
mancata chiusura nasce l’1-0.
PERES 4 Qui conoscono le sue
sgommate e le carenze difensive.
Mostra le seconde, causa il rigore.
DE ROSSI 4,5 Torna capitano
dopo la “squalifica” inflittagli da
Spalletti, ma saluta al 45’, già
ammonito e in grave difficoltà.
TOTTI 6 Applausi bipartisan.
Tocca quota 250 gol, diventa
anche mediano.
STROOTMAN 5 Gestione più
dispersiva che energica.
SALAH 5 Errori e sofferenze, si fa
chiudere spesso dal ragazzo
Barreca: 20 palle perse.
NAINGGOLAN 4,5 Trequartista
senza avere la delicatezza di tocco,
torna a centrocampo nella
ripresa. Poca lucidità.
EL SHAARAWY 5,5 Difficile
raddrizzare la Roma in poco
tempo.
PEROTTI 5,5 Conquista il rigore,
ma è debole in molte altre scene.
(Paredes s.v.)
DZEKO 5 Arriva spesso prima dei
difensori, non ha cattiveria per
giustiziare il Toro.
ALL SPALLETTI 4,5 Mai due gare
di fila senza prendere gol.
Squadra scombinata e in affanno

7

TAGLIAVENTO
Due rigori giusti.
Ma era molto vicino soprattutto
su quello romanista, contestato
dal Toro. Altre scene critiche non
se ne vedono.
PRETI 6 TASSO 6 MASSA 6
MARESCA 6

Più Belotti di
Toro, fa tutto lui:
gol, rigore e assist
A Francesco resta
«solo» il 250° in A

1Il Gallo apre le marcature e si procura il penalty
del 2-0 trasformato da Iago che firma anche il 3-1
Pierfrancesco Archetti

TORINO

3

ROMA

1

INVIATO A TORINO

I

l Torino aveva vinto una
sola partita in campio­
nato, un mese fa contro
il Bologna: tecnicamen­
te il risultato più abbon­
dante (5­1) dovrebbe far resta­
re quel successo come il miglio­
re della stagione, ma l’avversa­
rio pesa, induce a una fatica
diversa, alza la quota delle dif­
ficoltà. È indubbio che questo
3­1 alla Roma diventi così la ga­
ra più bella della nuova annata
granata: lo racconta Sinisa
Mihajlovic senza che nessuno
possa indicarlo come sbruffo­
ne. Anzi, l’allenatore è lo strate­
ga acclamato dai quasi 20mila
che hanno saltato il pranzo per
vedere come si sarebbe com­
portato il Torino dopo due 0­0
consecutivi. «I giocatori si sono
dimostrati undici tori, come li
voglio io», dice l’allenatore.
Non c’è stata l’ovazione perché
la sentenza è venuta in una sala
ristretta e chiusa al pubblico.
Però il pennello intinto nel pas­
sato ha dato il colore cercato al­
l’entusiasmo della piazza.
I MOTIVI Andrea Belotti, il mi­
gliore ma con altri molto vicini,
partendo da Iago Falque, po­
trebbe togliere evidenza al
comportamento di squadra. La
punta che segna l’1­0, prende il

PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORI Belotti (T) all’8’ p.t.;
Iago (T) su rigore all’8’, Totti (R) su
rigore al 10’, Iago (T) al 20’ s.t.
TORINO (4-3-3) Hart; De Silvestri
(dal 17’ s.t. Zappacosta), Rossettini,
Castan, Barreca; Benassi, Valdifiori,
Obi (dal 23’ p.t. Baselli); Iago (dal 32’
s.t. Martinez), Belotti, Boyè.
PANCHINA Padelli, Cucchietti,
Bovo, Lukic, Moretti, Gustafson,
Aramu, Ljajic
ALLENATORE Mihajlovic
CAMBI DI SISTEMA nessuno
BARICENTRO MOLTO BASSO
43,5 M
ESPULSI nessuno
AMMONITI Hart per c.n.r.
ROMA (4-2-3-1) Szczesny; Florenzi,
Manolas, Fazio, Peres; De Rossi
(dal 1’ s.t. Totti), Strootman; Salah,
Nainggolan (dal 26’ s.t. El
Shaarawy), Perotti (dal 36’ s.t.
Paredes); Dzeko
PANCHINA Alisson, Lobont, Seck,
J. Jesus, Emerson, Gerson, Iturbe
ALLENATORE Spalletti
CAMBI DI SISTEMA nessuno
BARICENTRO ALTO 55,3 M
ESPULSI nessuno
AMMONITI De Rossi, Florenzi,
Manolas per gioco scorretto, Peres
per proteste
ARBITRO Tagliavento di Terni
NOTE Paganti 7823, incasso
203.807 euro. Abbonati 11.452,
quota 137.312 euro. Tiri in porta 9-5.
Tiri fuori 5-13. Angoli 7-13. In
fuorigioco 2-0. Recuperi 1’ p.t.; 5’ s.t.

rigore del raddoppio e il «quasi
assist» del tris, provoca squarci
non rattoppabili nella difesa al­
trui. Però viene sempre cercato
e sostenuto da compagni preci­
si e svelti ad avvicinarsi; il Tori­
no gioca un calcio verticale, do­
ve il tridente resta compatto
per qualsiasi respinta o scam­
bio. Alle reti, o alle occasioni,
partecipano anche Falque
(doppietta su penalty e «quasi
autogol» più un palo) e Boyé, i
due esterni a cui Mihajlovic
chiede sostegno al centravanti
e umiltà di copertura, quando
senza palla il Toro diventa un 4­
5­1. Per calcio verticale, rapido
e preciso, si in­
tende che alcuni
numeri siano mi­
IAGO FALQUE
nimi: possesso
palla 31,1; van­
Andrea Belotti, 22 anni, al Torino dallo
taggio territoria­
scorso campionato in cui fece 12 gol
le 38 per cento;
in 35 gare: ora sono già 5 in 4 PEGASO
cross 10 contro
35, corner 7­13. i gol in 4 gare di Iago
Eppure le occa­ Falque col Toro, 2
pions la figura gna mozzarelle e non condan­
sioni da gol sono
era stata più ma­ ne. Quando la conclusione è
pressoc hé in ieri e 1 all’Atalanta:
gra – ed è la se­ ok, fra tanti mezzi tiri ed errori
equilibrio, una l’anno scorso con
conda battuta di mira, Hart gli toglie l’esul­
decina per parte. la Roma furono 2
d’arresto di fila tanza. Quindi sarebbe potuta
Szczesny è il più
in trasferta, dove andare in maniera diversa – co­
bravo della Roma, ma Hart è peraltro i giallorossi non hanno me prova a sussurrare Spalletti
fondamentale in alcune respin­ mai vinto finora, coppe com­ che poi processa i suoi – senza
te a risultato ancora in bilico.
prese. Eppure nell’avvio friz­ gli sbagli iniziali, ma non c’è
zante ci sono, in un quarto controprova e i suoi non lo me­
ROMA STRACCIATA È la peg­ d’ora, il gol e il palo granata, ritano. La Roma è troppo spez­
gior uscita della Roma in cam­ ma anche le ciccate di Dzeko. Il zata, lunga e carente di genio
pionato – solo con il Porto nel quale spesso riesce a sovrastare per riprendersi. Ha una evi­
ritorno del playoff di Cham­ i difensori, però dopo conse­ dente inferiorità soprattutto

3

A FINE GARA
Davide Stoppini
INVIATO A TORINO

L

e menti deboli, uno sguar­
do feroce e uno stanco, uno
che dice «d’ora in poi si
cambia» e un altro che sussurra
«della Roma ha detto tutto l’al­
lenatore, presto parlerò io». Par­
lerà per lasciare, Walter Sabati­
ni. Parla per provare a sterzare,
Luciano Spalletti. Che alza la
mano come il cestista che si au­
toaccusa del fallo sotto cane­
stro. Ma leggi bene sotto quelle
parole e ti accorgi che il proble­
ma è più profondo. È alla radice.
È in questo messaggio che il tec­
nico spedisce ai giocatori: «Qui
ci sono delle menti un po’ mala­
te, che pensano che le cose acca­
dano da sole, in virtù del nome,
del blasone, dei colori, del “tan­
to io sono più forte”. Non è così,
questi atti di presunzione vanno
cancellati. E se l’allenatore non
riesce a correggere questo vizio,
allora è lui il primo responsabi­
le. Sarò costretto a modificare

Spalletti: «Qui ci sono menti malate»
E Sabatini è ad un passo dall’addio
1Il tecnico: «C’è chi pensa basti il blasone
ma servono sacrifici». Sedute doppie
«punitive». I dirigenti volano da Pallotta
qualcosa, non c’è alternativa».
DOPPIE SEDUTE Ecco cosa cam­
bia, dopo il 3­1 di Torino: il tec­
nico ha comunicato alla squa­
dra che fino alla gara di dome­
nica con l’Inter, eccezion fatta
per giovedì in occasione della
sfida di Europa League con
l’Astra Giurgiu, a Trigoria si
svolgeranno sempre doppie se­
dute di allenamento. La puni­
zione è servita. Il momento è
complicato: solo Zeman e Luis
Enrique erano partiti peggio,
dopo sei giornate, nell’era della

Roma Usa. La squadra che nello
scorso girone di ritorno aveva
perso solo con la Juve, non è la
stessa che in 8 giorni è uscita
sconfitta da due trasferte. «So
benissimo quello che ci penaliz­
za e quello che devo fare nello
spogliatoio, basta leggere lo
“storico” delle partite della Ro­
ma, con me allenatore e con al­
tri in panchina», ancora Spallet­
ti. «Abbiamo alti e bassi, ci sono
momenti in cui viviamo nell’en­
tusiasmo poi, appena perdiamo
una partita o di fronte alle pri­
me difficoltà, non riusciamo a

tirar fuori l’impegno, il saper ra­
schiare, lo sforzo e il sacrificio.
E così non si vince niente. Que­
sto comportamento va modifi­
cato con gli allenamenti».
WALTER ADDIO? Settimana che
potrebbe portare novità sul
fronte societario. Perché dietro
quel «presto parlerò io» pronun­
ciato da Sabatini potrebbe es­
serci l’addio del d.s., che avreb­
be comunicato nuovamente di
recente al presidente Pallotta la
volontà di dimettersi: i saluti,
stavolta definitivi, potrebbero
materializzarsi entro la fine del
mese. Ieri l’a.d. Gandini e il d.g.
Baldissoni sono volati a Londra
da Pallotta. Oltre allo stadio, il
tema caldo stavolta è la Roma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

AL RITORNO A ROMA

Incidente d’auto
Paura per Elsha
 El Shaarawy, al ritorno a
Roma, intorno alle 18,
immettendosi tra via di
Vallerano e la Pontina, alla
guida della sua A3 si è
scontrato con una Panda, il
cui conducente – ferito in
modo non grave – è finito in
ospedale, al S. Eugenio in
codice giallo. Assistito da Del
Vescovo, medico del club, e
dal team manager Zubiria,
che erano a bordo di un’altra
auto, il Faraone è risultato
illeso. Danni non lievi alle auto

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Totti

15

fIL PROTAGONISTA

ANDREA BELOTTI

Il Gallo e il sacco di Roma
«Cosa chiedergli di più?»

1Elogiato dal tecnico Mihajlovic e dai compagni, non sbaglia
un colpo. Segna e crea dipendenza: 16 reti nell’anno solare
Davide Stoppini
INVIATO A TORINO

R
250 GOL IN 25 CAMPIONATI
Il rigore trasformato da Francesco
Totti, 39 anni, contro il Torino, è il
250° realizzato dal capitano della
Roma in 25 campionati di Serie A ANSA

con licenza di lanciare. Dura
dieci minuti poi torna un 10.
Entrato dopo l’intervallo per
De Rossi, fra i peggiori con Pe­
res, Florenzi, Nainggolan, il ca­
pitano anticipa la festa del 40°
compleanno (domani) con il
gol numero 250 in Serie A. Non
gli viene il piedino, sul dischet­
to: si sapeva.

sul fianco sinistro, difeso ma­
lissimo da Peres e Fazio, e non
vi pone rimedio. Quando avvi­
cina il Toro, con il rigore del
2­1, continua sulla strada degli
errori. Spalletti non cambia
mai il 4­2­3­1 talmente largo
da concedere troppi uno con­
tro uno sulle fasce. Però ha fan­
tasia, diciamo così, nel girare
gli uomini, toglie Nainggolan
da falso trequartista e a un cer­
to punto Totti si trova mediano,
un centrale tipo quarter back,

TORO COMPLESSO Non è sol­
tanto la vivacità dell’attacco a
tenere avanti la banda di
Mihajlovic, sempre diversa ulti­
mamente causa infortuni e
squalifiche. Mancano Acquah,
Vives e Molinaro, Ljajic è solo in
panchina, Obi e De Silvestri si
fanno male dopo. Ma il centro­
campo rimodellato sul senso
della posizione di Valdifiori e
sulla corsa di Benassi e Baselli,
mantiene la superiorità sulle
varie coppie romaniste e per­
mette poca circolazione al tre­
quartista dietro le spalle. La Ro­
ma prova spesso con il lancio a
destra su Salah e Florenzi, il To­
ro sfoggia un ragazzo del viva­
io, il ventunenne Barreca, che
secondo Miha diventerà «uno
dei migliori terzini italiani»
sempre che «tenga i piedi per
terra». E che giochi come ieri. Il
Torino non vinceva in casa con­
tro la Roma dall’ottobre del
1990, nella stagione post Mon­
diale italiano: 26 anni di attesa,
ne è valsa la pena.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

iscrivete il De Bello
Gallico, perché qui c’è
un Gallo che non s’è
arreso di fronte ai Romani.
Chiamate Giulio Cesare,
chiamate un difensore che
sappia fermare quest’ira­
diddio di centravanti che s’è
messo in testa una cresta e
una voglia grande così di
spaccare il mondo. Per il
momento ha spaccato la Ro­
ma, mandando in inferme­
ria per forti giramenti di te­
sta i difensori di Spalletti e
spedendo con un volo solo
andata i tifosi del Torino al
settimo cielo. Quel cielo che
Belotti ha toccato al minuto
8, spiegando per bene all’ex
compagno Bruno Peres co­
me si salta per colpire un
pallone con la testa. Riecco­
lo qui, l’Andrea che mezza
Serie A vorrebbe e che
Mihajlovic spinge verso
vette inesplorate: «Può di­
ventare uno dei più forti
in Italia. E’ già a cinque
gol, oltre a due rigori
sbagliati e un palo col­
pito: come faccio a
chiedergli di più?».
Mai dire mai. Nell’at­
tesa: gol, rigore pro­
curato e lasciato
gentilmente a Iago
Falque (non sia mai fallirne
un altro, poi Sinisa chi lo
sente?), oltre all’apporto
decisivo per il terzo gol.

porta in tutti i
pensa lui.
modi, basta che
IL NUMERO
un pallone arrivi
L’ASCESA Porta­
dalle sue parti e
tegli la palla che
via: quattro con­
questo 2016 pare
clusioni verso
non finire mai.
Szczesny, due
Siamo a 16 reti
con il sinistro, i gol di Belotti in 4
nell’anno solare,
una con il destro presenze: una rete
cinque in tre par­
e un’altra con la
tite da titolare in
testa, il gol. «Chi ogni 59’, record
questo avvio di
è Belotti? Un at­ in A tra i giocatori
campionato.
taccante com­ con più di un gol
Viene da chie­
pleto, che fareb­
dersi che regalo
be bene in qualsiasi top club. gli abbia messo sotto l’albero
Ma ce l’abbiamo noi e ce lo go­ Babbo Natale nel 2015. Perché
diamo», dice del compagno di da gennaio il Gallo non la
reparto Iago Falque. Sponde e smette di cantarle agli avversa­
finalizzazioni, il 9 ha fatto tut­ ri, non la smette di tirarsi la vo­
to: per dire, 11 passaggi azzec­ lata per la maglia azzurra.
cati su 11, quattro occasioni Un’ascesa che non ha confini,
create. Un tipo decisamente per uno che è cresciuto con il
sopra la media, che fa un gol mito di Shevchenko e che un
ogni tre conclusioni, 5 sulle 15 anno fa, di questi tempi, era
volte che ha tirato verso la por­ considerato un oggetto miste­
ta avversaria in questo campio­ rioso pagato sette milioni di
nato. Portategli la palla e ci euro. Ora pare roba da colle­
zione, si fa fatica pure a imma­
ginarlo un Torino senza il cen­
travanti: tre partite senza di lui
dall’inizio, per due volte non è
arrivato lo straccio di un gol.
Oggi Belotti è un simbolo, un
Gallo che gioca a fare il Toro e
ci riesce pure. Un Gallo che
conquista, non si fa con­
quistare.

5

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SUA STAGIONE
TOCCHI PER ZONA

Il colore è più intenso nelle zone in cui
ci sono stati più tocchi di palla
ATTACCO

2
1

3

1

1

7

1

1

5

1

1

6 10 5

1

1

1

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9 14

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1

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7

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4

2

5

1

5

1

I PUNTI DA CUI HA TIRATO

DI DESTRO

10

DI SINISTRO

3

TESTA

4

TOTALE

17

PALLE RECUPERATE

10

FALLI SUBITI

13

VERTICALIZZAZIONI

13

SPONDE

NUMERI Il Gallo porta il 9
sulla maglia e non c’è dub­
bio che sia il numero giusto
per un centravanti vecchio
stampo proiettato verso il
futuro. Belotti abbraccia
tutti, appoggia compagni e
spazza via avversari. Tira in

2

2

3

TIRI NELLO SPECCHIO

10

TIRI DA DENTRO L’AREA

13

CONTRO LA ROMA
PASSAGGI
POSITIVI 11

Belotti dedica il gol a
Molinaro, che a Empoli si è
rotto il legamento crociato
e starà fermo sei mesi

OCCASIONI
CREATE 4

DATI OPTA/GDS

L’ALLENATORE GRANATA

«In campo ho visto undici tori, come piace a me»
1Mihajlovic: «Boyé e Barreca crescono,

L’esultanza di Urbano Cairo per il gol del 3-1 del Torino BOZZANI

rigore realizzato da Iago lo fa
sorridere: «A me frega un c…
chi lo tira, basta che la buttino
dentro». E poi c’è Totti il cui in­
gresso, in avvio di ripresa, ha
indotto alla standing ovation
tutto lo stadio Grande Torino:
«Se lo merita perché certe gio­
cate le sa fare solo lui. Gli fac­
cio gli auguri per i suoi quaran­
t’anni, anche se da vicino mi
sembra che ne abbia di più...».
Humor a parte, ora tocca alla
Fiorentina. «Domenica voglio
uno stadio pieno: tutti insieme
per vincere ancora».

gruppo sono lo specchio della
maturazione dei singoli, a par­
tire dai più giovani: «Boyé e
Barreca sono due ragazzi che
stanno crescendo benissimo,
mentre Belotti può diventare
uno degli attaccanti più forti
d’Italia perché sa far tutto.

EX IN FESTA Sul piano degli in­
fortuni, preoccupano più le
condizioni di Obi (rischio stira­
mento) che di De Silvestri (no­
ia al ginocchio), la parola pas­
sa agli ex romanisti: Castan
soppesa la vittoria («È il nostro
salto di qualità») e Iago Falque

Belotti sa fare tutto, può diventare
uno degli attaccanti più forti d’Italia»
Fabrizio Turco
TORINO

«I

n campo ho visto un­
dici tori. Proprio come
piace a me». Ha il do­
no della sintesi, Sinisa Mihajlo­
vic. Ed è una sintesi che fa go­
dere il popolo granata, dopo la
prima grande dimostrazione
che la strada intrapresa è quel­
la giusta. Il Toro conquista il
primo scalpo aristocratico, ab­
batte due tabù in un colpo solo
(non batteva in casa la Roma
dal 1990 e non vinceva all’ora
di pranzo dal gennaio 2013)

ma soprattutto dimostra che il
lavoro paga. I primi 77 giorni
di Mihajlovic hanno già «gra­
natizzato» il Toro, passato da
squadra sorniona e tattica­
mente sapiente a gruppo impe­
tuosamente garibaldino, che
tanto piace alla sua gente.
PASSIONE «Oltre ai tre gol, ab­
biamo preso un palo e creato
quattro o cinque occasioni niti­
de. Il tutto soffrendo poco una
grande squadra come la Ro­
ma», è il bilancio di Miha. «Ec­
co perché la nostra vittoria è
stata meritata: abbiamo avuto
più fame di loro». Le virtù del

Hart, invece, ha fatto grandi
parate: ha carisma, la sua pre­
senza dà serenità a tutti». E se
Baselli ancora non lo convince
(«Non mi ha ancora dato le ri­
sposte che mi aspetto, ma pre­
sto lo vedrete cattivo, è una sfi­
da personale che vincerò»), il

si gode la doppietta della ven­
detta. «Nessuna rivincita, però
giocare contro i miei ex compa­
gni è stato speciale», dice
l’esterno ceduto in prestito a
metà luglio dalla Roma al Toro.
«Il rigore? Ho calciato forte
verso l’angolo e ho fatto cen­
tro: è una doppietta (più un pa­
lo, ndr) che mi rende felice an­
che perché realizzata di fronte
a un pubblico stupendo. Ancor
più importante è la vittoria che
ci indica che la strada è giusta:
un successo importantissimo
che ci dà una grande spinta e
che può cambiare le dinamiche
di tutta la stagione». Soprattut­
to per la spinta di un tridente
da sogno. «Belotti e Ljajic sono
bomber speciali che leggono in
anticipo le giocate: il Gallo è
devastante, il rientro di Adem
fondamentale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

16

Serie A R Il personaggio

UNA MOGLIE SPECIALE

ROMA

Q

uando arriva il mo­
mento dei saluti, la
prima considerazione
che viene in mente è
questa: che bisogno
ha di regali Francesco Totti
quando si sveglia ogni mattina a
fianco di Ilary Blasi? Bella, bril­
lante, spigliata, «Iena» quanto
basta per parlare senza ipocrisie
e sicura come si conviene alla re­
gina del «Grande Fratello Vip»,
la cui prima puntata, su Canale
5, ha tenuto svegli fino a tardi
3.844.000 spettatori, facendo
registrare il 21,67% di share. Ab­
bigliamento casual, borsa tren­
dy e occhi azzurri da urlo, la mo­
glie del capitano della Roma si
prepara al 40° compleanno di
Francesco – in calendario doma­
ni – oscillando tra la preparazio­
ne della seconda puntata (in on­
da stasera) e la sorpresa che
vuole riservare per la grande fe­
sta di suo marito. Insomma, so­
no giorni caldi.
Ilary, ha preparato il regalo?
«Macché, ancora non so che cosa
comperargli. Ogni anno è una
tragedia. Magari je faccio la bu­
sta coi soldi... (ride, ndr). Innan­
zitutto si ritroverà questa inter­
vista sulla Gazzetta. Lui non sa
niente e io non glielo dico. Mi
raccomando, scrivete che è tutta
farina del mio sacco».
Magari Francesco starà pensando che lei ha in testa solo il GF.
«Per fortuna che i commenti alla
prima puntata sono stati tutti
positivi. Penso che nella mia vita
ci sarà un prima e un dopo GF.
Prima della trasmissione Alessia
Marcuzzi mi ha scritto: “In bocca
al lupo, qualsiasi cosa ci sono”;
io le ho risposto: “Solo tu puoi
capirmi...”. Con le passate con­
duttrici non c’è rivalità, ognuna
ha il suo stile. Ad esempio, io
non sono social. Non sono ap­
passionata di queste cose, di me
sapete poco».
A proposito di vita privata, ha
seguito il caso delle foto rubate
a Diletta Leotta?
«Poverina, mi fa tenerezza.
Il telefono è una cosa priva­
ta, lei potrebbe avere tutto
ciò che vuole, sono cavoli
suoi. Non è stato giusto, è una
grave invasione della privacy,
non ha nessuna colpa. Secondo
me ognuno con il corpo e il cel­
lulare può fare ciò che vuole. In
fondo tutti abbiamo segreti.
Può essere una foto, un messag­

3,8
i milioni di spettatori che hanno
visto la prima puntata del GF
(share del 21,67%). Oggi la 2a

adesso deve prendere in mano
le redini di ciò che si è creato. È
più consapevole che sta per co­
minciare la vita da grandi. I cal­
ciatori sono sempre tutelati,
coccolati. Ora le cose cambie­
ranno, e paradossalmente si go­
drà di più le giornate, anche
perché fa tanti sacrifici».
Ora è tempo che studi l’inglese?
«Dovremmo farlo tutti e due. I
bambini lo parlano perfetta­
mente e io un po’ meglio di
Francesco, ma non è che ci vuo­
le molto...».
Ha mai pensato che fra vent’anni
in casa potrebbe essere lei la più
famosa?
«No, mai. Io per tutti resto la
moglie di Totti, ma va bene così,
non è difficile per niente. Io fac­
cio il mio lavoro perché mi pia­
ce, non per essere riconosciuta
dalla gente. Certo, anche io par­
lo di Maradona come fenomeno
anche se faccio fatica a ricor­
darlo, e così Francesco sarà più
caro a chi l’ha visto; inevitabil­
mente le future generazioni lo
conosceranno meno».

Auguri
«FRANCESCO,
IL GRANDE
MARITO
CHE NESSUNO
È RIUSCITO
A FERMARE»
DOMANI TOTTI COMPIE 40 ANNI E
SUA MOGLIE, REGINA DEL GF VIP,
CE LO RACCONTA:
«È UNICO. PER LA ROMA
FARNE A MENO È ANCORA
DIFFICILE. SPALLETTI CON LUI
È STATO UN UOMO PICCOLO»
gio, ma fa parte dell’intimità. I
commenti acidi? Non so se la
gente sia cattiva, forse è solo
annoiata e sfoga la rabbia così».
L’attenzione sui famosi è inevitabile: le danno fastidio i riflettori
su suo figlio Cristian come calciatore?
«Sì, mi scoccia. Non è giusto ca­
ricare un bambino di aspettati­
ve. Per lui il calcio è un gioco e si
deve solo divertire. Paga solo il
cognome. Se ne avesse avuto un

altro, non se lo filava nessuno».
Isabel ha pochi mesi, Cristian
sogna il calcio: e Chanel?
«Lei dice la veterinaria. Casa
nostra è uno zoo: abbiamo un
cane, due gatti, un coniglietto,
ora arrivano le tartarughe, nel
periodo estivo i pappagalli. In­
somma, mia figlia è la Brigitte
Bardot dell’Eur».
In casa hanno visto la prima
puntata?

Ilary

L’INTERVISTA
di MASSIMO CECCHINI
E CHIARA ZUCCHELLI

i
tt
o
T

«Certo, pure Francesco, anche
se, vista l’ora, stava con un oc­
chio chiuso e un occhio aperto.
Ma si è divertito, si è emoziona­
to. Chi ti è vicino, d’altronde, vi­
ve in maniera diversa la cosa.
C’è una carica emotiva che dura
mesi e si condivide».
Ecco, lei ha sposato un ragazzo e
ora si ritrova a fianco un quarantenne: in cosa è cambiato
Totti?
«È normale che ci si evolva. Sia­
mo cresciuti insieme. Adesso
per lui si sta per chiudere un ci­
clo, siamo giunti quasi al capoli­
nea. Non solo perché finisce di
giocare al calcio – se non è que­
sta stagione, sarà la prossima –
ma perché dovrà iniziare un’al­
tra vita. Certo, quella adrenali­
na lì sarà difficile ritrovarla».
Teme che possa deprimersi’?
«Se va in depressione uno come
lui, “je meno”. Se l’è goduta ab­
bastanza. Francesco in questi
anni ha pensato solo a giocare,

Ilary Blasy,
35 anni,
conduttrice
del Gf, dal
prossimo
mese tornerà
a guidare
anche «Le
Iene». In alto,
Francesco
Totti, con la
maglia che le
aveva dedicato
e il «ciuccio» AP

Da moglie, però, quanto ha sofferto del fatto che solo sei mesi
fa tanti tifosi della Roma avrebbero voluto che si ritirasse?
«Dico la verità, non mi sono mai
lasciata scalfire da quello che
dicono gli altri, altrimenti sarei
morta dopo un anno che stavo
con lui. Per la gente sono la più
grande cornuta d’Italia... Per
questo non credo che Francesco
debba dimostrare ancora qual­
cosa. Evidentemente lui è un
predestinato: era destino che
facesse cambiare idea a tutti».
Che cosa ha provato quel 21 febbraio in cui lo ha visto tornare a
casa dopo essere stato mandato
via da Trigoria prima della partita col Palermo?
«Io di calcio non capisco nulla,
ma è stato surreale. Fantascien­
za, non ci potevo credere. È sta­
to cacciato da casa sua, scrivete­
lo. Questa cosa non si fa. Io non
lo avrei mai fatto, non mi sarei
mai permessa una cosa del ge­
nere. Appena tornò gli dissi:
“Stasera si va allo stadio, dob­
biamo essere là”. L’ovazione? In
quei momenti i tifosi c’erano,
non lo hanno abbandonato».

NON SO
SE GIOCHERÀ FINO
AL 2018, MA LUI
SAPRÀ DECIDERE
PRONTA
A SEGUIRLO
SE CONTINUERÀ
ALL’ESTERO
SUL MARITO FRANCESCO
CAPITANO DELLA ROMA

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

17

CONTENUTO
PREMIUM

«IO? ORMAI SONO
DIVENTATA UNA IENA
E GIURO CHE IN TV
VI FARO’ DIVERTIRE»

che gira su social: «Ecco perché
Totti vuole giocare fino a 40 anni». Ma in casa comanda lei?
«No, macché. Non comanda nes­
suno. Nel GF stiamo facendo un
gioco, e poi vengo dalla palestra
delle “Iene” e mi sono fortificata.
Sono un po’ iena anche io, mi ci
hanno fatta diventare. A propo­
sito, ricominceremo da ottobre e
mi dividerò tra Roma e Milano».

alla Roma rimanga ancora diffi­
cile... Io glielo auguro. Certo che
si poteva essere più delicati e
Spalletti sicuramente non lo è
stato, non l’ha saputo guidare in
un percorso umano. Io le perso­
ne le giudico anche da questo.
Quindi voto basso, molto basso».
Onestamente, anche Pallotta non
fu tenero quando disse: «Il corpo
non fa più quello che gli dice la
mente».
«Famme sta’ zitta, se no succede
un casino... Mi verrebbe da dir­
gli: “Però anche la mente deve
ragiona’ prima de parla’...”. Con i
Sensi aveva un altro tipo di rap­
porto, era un figlioccio, ma quel­
la era una conduzione più fami­
liare, mentre questa più impren­
ditoriale».

DAL PUNTO
DI VISTA UMANO
MERITA UN VOTO
MOLTO BASSO
SU LUCIANO SPALLETTI
ALLENATORE DELLA ROMA

Francesco lo farebbe mai il GF?
«No, è troppo timido. Chi fa tv ha
un grande ego, si mette in gioco,
lui è più riservato».

Vede pronto Francesco a giocare
fino al 2018?
«È una cosa che deve sentire lui.
Se non fosse più a proprio agio,
sarebbe il primo a deporre l’ascia
di guerra. È intelligente. Anno
più anno meno, ci siamo».
Se alla Roma trovasse la porta
chiusa e volesse andare all’estero, lei ci andrebbe?
«Certo, io lo seguo. Usa o Arabia,
è uguale, tanto sarebbe per poco
tempo».

Ilary e
Francesco nel
giorno del loro
matrimonio, il
19 giugno
2005 AFP.
In basso Ilary
alle prese con
la conduzione
del Grande
Fratello Vip e
capitan Totti in
campo a Roma
con i figli
Cristian e
Chanel.
La terzogenita
Isabel è nata
nel gennaio
scorso ANSA

Lei ha detto che Spalletti assomiglia a Signorini, e il giornalista
non è stato felice del paragone:
sono proprio così simili?
«Ma è una somiglianza estetica:
sono pelati. E tra l’altro in tra­
smissione il ruolo si capovolge:
“Spalletti” in questo caso sta se­
duto, a stare in piedi sono io».
Secondo lei, perché l’allenatore a
volte non è stato tenero nelle dichiarazioni con Francesco?
«Le scelte calcistiche sono opina­
bili ma non si discutono, di quel­
lo non mi impiccio, però forse
avrei qualcosa da ridire a livello
umano, sulla persona. Nell’inter­
vista alla Rai, che fece tanto scal­
pore, si capiva che Francesco
chiedeva solo rispetto, ed era
giusto. In quel momento non
glielo stavano dando. Francesco
non è uno polemico, lui parla
quando tocca la palla. A casa, ad
esempio, non “porta” niente, ma
da febbraio a maggio la cosa era
talmente grossa... Era un mo­

25

 le stagioni giocate da
Francesco Totti nella Roma, per
cui ha segnato 250 gol in Serie A

mento delicato, non si fa così.
Non ha mai chiesto di giocare, si
è sempre messo seduto con umil­
tà ad aspettare. Non critico la
scelta tecnica, critico il compor­
tamento umano, e Spalletti è sta­
to un uomo piccolo. Punto. È la
verità. Lui a parole ha detto an­
che delle cose stupende, ma a
parole. Invece lo subisce. In un
momento così difficile nella vita
di un ragazzo che sta attraver­
sando un passaggio importante,
c’è modo e modo per comportar­
si. È giusto proiettarsi nel futuro
e provare a far grandi cose anche
senza di lui, ma mi sembra che

Lei lo immagina allenatore? Prima diceva di no, adesso è più possibilista.
«Come dire, non ci vuole tutta
‘sta scienza... Voi giornalisti di
calcio mi fate sorridere. Avete
un’omertà pazzesca: tutti vor­
rebbero parlare, ma nessuno lo
fa. Secondo me alcune volte ci
vuole anche un po’ di sincerità,
no? Comunque anche a me lui
diceva di non essere interessato.
Ci vuole pelo sullo stomaco, ma
si cresce, i gusti cambiano. Figu­
ratevi che prima non gli piaceva­
no i broccoli e adesso sì... Certo,
resta goloso e appena può maga­
ri si mangia un gelato, ma quan­
do l’ho conosciuto, a 24 anni,
tutti i giorni si mangiava una
schifezza, adesso è ovvio che
non lo può più fare».
A proposito del suo carattere tosto, che si vede anche nella conduzione del GF, c’è una battuta

Un altro tweet diceva: «Finisce
Francesco e comincia Ilary».
«Sono le coincidenze della vita.
Il suo lavoro inizia da giovanissi­
mo e finisce da giovane, il mio
comincia che si è un po’ più gran­
di, occorre esperienza, c’è biso­
gno di un percorso».

PRIMA DI PARLARE
DI TOTTI DOVREBBE
FAR FUNZIONARE
LA MENTE
SU JAMES PALLOTTA
PRESIDENTE DELLA ROMA

SESSUALMENTE
SARÀ LA
RIVELAZIONE DEL
GRANDE FRATELLO
SU BOSCO COBOS
CONCORRENTE DEL GF

«DI CALCIO NON
MI INTENDO, MA QUANDO LO
MANDARONO VIA
DA TRIGORIA MI SEMBRÒ
FANTASCIENZA: LO
CACCIARONO DA CASA SUA
CHIEDEVA SOLO RISPETTO»

Adesso che con i Cinque Stelle va
di moda la politica in streaming,
vede connessione fra politica e
spettacolo?
«Sì, fanno ridere tutti e due... Sa­
rebbe curioso vedere i nostri po­
litici rinchiusi in una casa, ma
non credo che accetterebbero
mai».
Se il sesso fosse sport, nel suo GF
chi sarebbe un fuoriclasse?
«Secondo me Bosco (e ride,
ndr). Sessualmente la vera rive­
lazione sarà lui, scrivetelo».
Però il rischio del trash c’è.
«Be’, noi non li controlliamo. Al­
tri reality sono un po’ tagliati, qui
invece non ci sono filtri. La possi­
bilità del trash c’è, ma fino ad un
certo punto, perché alla fine – es­
sendo tutti personaggi – si met­
tono alla mercé della gente ma
con dignità, hanno una reputa­
zione da difendere. Ad esempio,
sarà molto difficile vederli fare
sesso, anche se sarebbe diverten­
te. Loro sono mestieranti, cono­
scono i meccanismi e sanno a
che cosa potrebbero andare
incontro. Li possiamo
spiare in ogni momento
e ci piace, perché fon­
damentalmente siamo
tutti un po’ impiccio­
ni».
Visto chi è suo marito,
la salutiamo cercando
un paragone. Ogni conduzione ha uno stile diverso, ma se si potesse
paragonare a un calciatore, il suo GF a chi si ispirerebbe?
«Resto fedele tutta la vita:
a un numero 10, un GF pie­
no di classe e grandi gioca­
te». Parola di Ilary, lady Tot­
ti. Una che se ne inten­
de.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I coniugi Totti
davanti al
computer.
Oltre al sito,
nei giorni
scorsi il
capitano della
Roma ha
rafforzato le
sue scelte sul
piano della
comunicazione
sul web,
aprendo
anche una
pagina
ufficiale su
Facebook ANSA

18

Serie A R Verso la Champions

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Juventus,
la BBC
va sempre
in onda
1I ricambi sono k.o. e annullano
il turnover: così Barzagli, Bonucci
e Chiellini devono stringere i denti.
Allegri penserà pure alla difesa a 4
Matteo Dalla Vite

L

a rivoluzione morbida (di­
fesa a 4) arriverà. Ma non
subito. E non per sempre.
Max ci sta pensando, valuta, fa
la conta dei «feriti», ma a Zaga­
bria è snodo cruciale, serve vin­
cere per raddrizzare il girone,
quindi al 99,9% ci sarà tutto il
Trio, la BBC. Sempre in onda,
Barzagli, Bonucci e Chiellini:
per volere, per sicurezza o per
forza.
PENSIERI EVRA E 4 Questa è la
situazione in casa­Juventus,
perché fra Rugani che starà fer­
mo un mesetto e Benatia che ne
avrà per una decina di giorni
nessuno là dietro rischia di sor­
ridere tanto: fino ad ora la Pre­
miata Ditta Barzagli­Bonucci­
Chiellini ha giocato tutta unita

La BBC bianconera: da sinistra, Giorgio Chiellini, 32 anni, Andrea Barzagli, 35, e Leonardo Bonucci, 29. Sono insieme nella Juve dal gennaio 2011 INSIDE

per due gare. Due sole. In Croa­ difensivo, ma l’ipotesi resta lon­
zia andrà in scena la terza. Il tana, trattasi di ripiego, di gio­
turnover è finito, andate in catore adattato, e andare su un
campo. Quel turnover che ave­ campo elettrico come quello di
va portato Rugani ad iniziare Zagabria facendo esperimenti,
Palermo­Juventus: stop, e va­ beh, non è esattamente il mo­
riazione tattica
mento giusto.
in corsa con la di­
Stessa cosa per la
fesa a 4 ma con
INSIEME
difesa a 4, che
anche Dani Alves
forse sarà invece
che a volte pare­
fatta in campio­
va terzo centrale
nato, con un Li­
di destra. Contro
chtsteiner in più
la Dinamo, però,
e dopo gli «espe­
non ci deve esse­ le gare vissute
rimenti» di ab­
re storia, varia­ dal 1’ dalla BBC:
bassamento di
zione, esperi­
Dani Alves e Alex
mento: serve il la prima contro
Sandro.
«Reparto scelto», la Fiorentina e l’altra
soprattutto là contro il Siviglia
ANCHE LA NAdietro, perché
ZIONALE Resta il
devi andare sul sicuro e perché fatto che la BBC resta in campo:
tempo per respirare non c’è. ai, si fa per dire, lavori forzati.
Quindi, BBC. Unica, possibile, Probabilmente, domani, avreb­
variante? Far giocare Evra terzo bero giocato loro anche senza

2

le due defezioni difensive, ma il
turnover va a farsi benedire, so­
prattutto in chiave­campiona­
to. Dopo la Champions, il 2 ot­
tobre, ci sarà la trasferta di Em­
poli (ore 12,30): o Allegri s’in­
venta la difesa a 4, o Evra
centro­sinistro, o la BBC ne fa
un’altra di fila. Il problema è
che poi, dopo la trasferta in To­
scana, ci sarà la sosta delle na­
zionali: e Buffon, Barzagli, Bo­
nucci, Chiellini saranno chia­
mati ad altre «tacche» in azzur­
ro. L’usura preme, niente ansie
ma senza dubbio sarà il mo­
mento più logorante per la
BBC, comunque rodata a vivere
impatti forti e continuati.
LA SCOSSA E L’ ANTIRUGHE E
mentre Miralem Pjanic, che ieri
mattina è andato a salutare la
Roma in ritiro, non vede altro
che fare tre punti a Zagabria col

bel gioco («Vogliamo vincere
giocando bene, dominando;
dopo il k.o. con l’Inter Allegri ci
ha parlato e corretto gli errori»
dice a Sky), ecco che la gara sa­
rà diretta dal portoghese Ma­
nuel De Sousa e che davanti
tornerà Dybala ( il cui rinnovo
fino al 2021 è sempre allo stu­
dio), molto probabilmente con
Higuain. Il dubbio di Allegri, al
momento, è chi mettere in mez­
zo al campo: Hernanes è il favo­
rito davanti al Trio, che con una
grande prestazione dovrà com­
battere contro «rughe» e logo­
rio del calcio moderno. Per il
futuro, va ricordato l’interesse
per il centrale difensivo svedese
Lindelof, Benfica, visionato an­
che recentemente. Ma se ne
parlerà poi, semmai l’anno
prossimo: oggi è tempo, anco­
ra, di Totem. Di BBC.

COSI’ DOMANI?
DINAMO ZAGABRIA

4-3-1-2

SEMPER
STOJANOVIC BENKOVIC SCHILDENFELD PIVARIC
PAULO MACHADO

JONAS
CORIC

SOUDANI
HIGUAIN

PAVINIC

FERNANDES
DYBALA

ALEX PJANIC HERNANES KHEDIRA DANI
SANDRO
ALVES
CHIELLINI

BONUCCI

BARZAGLI

BUFFON

JUVENTUS

3-5-2
GDS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

INFERMERIA

Asamoah e Rugani
tornano a novembre
Emergenza in difesa
1Circa 45 giorni di

‘‘Oh, grazie.
Ero stanca
di diamanti.’’

NON HA TERMINI DI PARAGONE.

prognosi per i due
giocatori: il ghanese
dovrà essere
operato al menisco
Fabiana Della Valle
MILANO

N

iente Zagabria per Da­
niele Rugani e Kwadwo
Asamoah, ma questo si
era già capito nel post partita di
Palermo. I due giocatori salte­
ranno, oltre al prossimo turno
di Champions League, altre 7­8
partite. Il report della Juventus,
dopo gli esami di rito svolti ieri
mattina al J Medical, parlano di
una prognosi di 45 giorni, che
però potrà essere meglio defini­
ta nei prossimi giorni. Sospiro
di sollievo per Asamoah, l’infor­
tunio è meno grave del previ­
sto: il ghanese è uscito in lacri­
me e si temeva l’interessamento
dei legamenti, invece c’è stata
la rottura del menisco mediale
del ginocchio destro (non quel­
lo operato a dicembre 2014).
Asamoah nei prossimi giorni
volerà a Barcellona, dove verrà
sottoposto a un intervento chi­
rurgico per via artroscopica da
Ramon Cugat, lo specialista
spagnolo che lo ha già operato
al ginocchio sinistro. Per Ruga­
ni invece si tratta di una distra­
zione del legamento collaterale
laterale del ginocchio destro e
verrà curato con una terapia

conservativa.
ASPETTANDO MARCHISIO Se i
tempi verranno rispettati, i due
rientreranno nella prima metà
di novembre. A conti fatti ri­
schiano di saltare 6 gare di cam­
pionato e 3 di Champions Lea­
gue. Non una bella notizia per
Allegri, che in difesa deve già
fare a meno di Benatia (per il
marocchino trauma distrattivo
alla regione adduttoria della
coscia sinistra, tempi di recupe­
ro ancora da valutare ma non
sembrano lunghissimi) mentre
a centrocampo non ha Marchi­
sio (rientro previsto tra un me­
se circa) e Sturaro è appena
rientrato. L’azzurro è tornato
tra i convocati da due partite
ma non ha ancora giocato ne­
anche un minuto, difficile im­
maginare che Allegri lo butti
nella mischia dall’inizio a Zaga­
bria, ma di sicuro numerica­
mente è un recupero importan­
te, che potrà tornare utile nelle
prossime settimane piene di im­
pegni tra campionato e Coppa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Kwadwo Asamoah, 27 anni LAPRESSE

Serie A R Il personaggio

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

A CASA DI...
INVIATO A ZAGABRIA (CROAZIA)

S

u questo campetto
spelacchiato si tra­
manda l’antica leg­
genda: «Incredibile,
lo ha colpito venti
volte di fila». Borovje, incastro
di casermoni popolari ed edili­
zia residenziale, guarda con di­
stacco il rumore del centro di
Zagabria: si vive tranquilli, qui
cattolici e musulmani giocano
a calcio gomito a gomito.
Marko Pjaca, baby prodigio
che ha attraversato il confine, è
nato ed è cresciuto in questo
quartiere placido della capita­
le croata. Anni prima di arriva­
re a Torino con le stimmate del
predestinato, passava lunghe
giornate all’aria aperta:
«Quando facevamo le partitel­
le tutti lo volevano in squa­
dra», racconta un amico di in­
fanzia. Chiede, supplica che
non appaia il suo nome: c’è un
rapporto puro da preservare,
per lui e per tanti altri della zo­
na Pjaca resta soltanto Marko.
Non può dimenticarsi, però, di
quella scommessa a nove anni:
«Si era giocato un gelato, dice­
va che avrebbe colpito il palo
da metà campo venti volte».
Non è difficile immaginare co­
me sia andata, di dolci ne ha
vinti parecchi negli anni. Su un
muro brilla lo stemma della Di­
namo, ai ragazzi che giocano
ancora nel campetto domani il
mondo sembrerà alla rovescia:
Pjaca torna a casa, ma contro
di loro.
PARTE DAI TRAM A Borovje
tutti sanno di Marko, anzi tutti
sanno di tutti. Così, se è arriva­
to qualcuno a far domande sul
campioncino, può capitare la
buffa sorpresa: in un caffè sot­
to alla casa di famiglia, spunta
proprio lui, passato a trovare i
genitori in una pausa del ritiro
in nazionale a inizio settem­
bre. È stato avvertito dell’intru­
so dal barista: «Non posso farti
fare un giro, devo stare con i
miei», si scusa con educazione.
E anche mamma Visnja, pro­
fessione medico, non vuole
esporsi: la star è solo il figliolo.
Poco male, questi luoghi attor­
no parlano molto di lui: nella
scuola elementare, ad esem­
pio, ricordano un bimbo vispo
con una palla in mano e quei 5
in pagella, voto massimo da
queste parti, restano agli atti.
Accanto svetta una bella mo­
schea, l’unica di Zagabria, la
più grande in Croazia. Poi, a
due passi dal Nur, società calci­
stica della comunità araba, ec­
co il campo dello Zet, acroni­
mo di Zagrebacki elektricni
tramvaj, squadra operaia dei
ferro­tramvieri della città.
Spogliatoi alla buona, struttu­
re abbandonate e un vecchio
custode con birra in mano che
mostra ciò che resta dell’erba
su cui correva il baby Marko. È
stata la prima squadra di Pjaca,

CONTENUTO
PREMIUM
1

Pjaca

IL REPORTAGE
di FILIPPO CONTICELLO

2

3

QUANDO MARKO
VINCEVA GELATI
COLPENDO 2O PALI
A ZAGABRIA,
NEI LUOGHI
DEL RAGAZZO
DI BUONA
FAMIGLIA,
PRIMO DELLA
CLASSE,
SPEZZACUORI
E CALCIATORE
PREDESTINATO

4

quella da cui è partito bambino
per unirsi alla Dinamo e a cui è
tornato ragazzo prima di spic­
care il volo. Appeso sulla porta
in sede, un decalogo di massi­
me che i giovani devono man­
dar giù a memoria. Ce n’è una
che sa tanto di Juve, quasi un
segno del destino: «Il vincitore
ha sempre un piano, il perden­
te sempre una scusa». Adesso
allo Zet non se la passano bene
e il custode non vede da tempo
un altro fenomeno: «Sono bra­
vi i nuovi, ma Marko era uni­
co», racconta tra un sorso e l’al­
tro.
MAI PIANGERE Alla Dinamo,

L’EX TECNICO DELLE GIOVANILI JOKSOVIC

«Nella Juve andrà lontano perché ha testa»
 ZAGABRIA Una bottega cara
per chi compra, ma pur sempre
una bottega di lusso. L’Academy
della Dinamo Zagabria sforna
talenti da sempre e la
generazione di Pjaca è tra le più
luminose degli ultimi anni. Coach
Zoran Joksovic ha avuto per due
anni una squadra di futuri
fenomeni: accanto al neo
juventino, pure Tin Jedvaj
difensore del Bayer Leverkusen
passato dalla Roma e compagno
di Marko anche nel liceo

19

sportivo di Zagabria. E poi Alen
Halilovic, mancino ceduto
all’Amburgo dal Barcellona. Un
quarto moschettiere si aggiunse
solo una volta, in un torneo in
Sicilia nel 2007: Mateo Kovacic,
ex Inter pagato dal Real 40
milioni. Joksovic, che ha forgiato
i gioielli più puri di questa epoca
d’oro, ora può fare il gioco delle
differenze: «Mateo ha più talento,
Marko una testa migliore che lo
porterà più in alto». Nel passato
recente di Pjaca c’è, invece,

dell’altro. L’anno scorso lo
juventino ha fatto sfracelli alla
Dinamo e gli faceva compagnia
Marko Rog, ora al Napoli, che
non si stupisce di dove sia
arrivato l’amico: «Ci sfidavamo
da piccoli, poi siamo diventati
inseparabili nelle nazionali
giovanili, finché l’anno scorso
l’ho raggiunto alla Dinamo: sono
contento che sia una star,
aspetto solo Juve-Napoli».
f.c.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 4. Pjaca a 11
anni in un
torneo
giovanile con la
Dinamo
Zagabria:
l’allenatore di
allora era
Zoran Joksovic,
l’attaccante è il
terzo in piedi
da sinistra
 5. 2006-07:
ecco la pagella
del croato alle
elementari:
Pjaca aveva 5
in tutte le
materie, che
nella scuola
croata è il
massimo dei
voti

5

invece, lo hanno coccolato pre­
sto, già a dieci anni, e qui le
strutture per allenarsi sono di
un altro livello. Del resto l’Aca­
demy, attaccata allo Stadio
Maksimir che domani tornerà
a ribollire, è una delle migliori
d’Europa. Zoran Joksovic, pri­
mo tecnico delle giovanili, l’ha
allenato per due anni, stagione
2006­07 e 2007­08, e ci ha
messo 5 minuti per dargli la fa­
scia: «Era capitano, miglior
giocatore e capocannoniere,
ma in generale un bimbo mo­
dello: ascoltava, capiva, non ri­
spondeva all’autorità e questo
l’ha imparato in famiglia». E
poi un altro ricordo dolce, che
molto racconta di un ragazzo
con i piedi ben saldi a
terra: «La cosa che
mi ha colpito di
Marko da piccolo –
aggiunge Joksovic
– è che non pian­
geva mai. Nem­
meno quando le
cose andavano
male». Pare che
anche questo sia
figlio di una rigida
educazione sporti­
va: «La mamma
era nazionale di
judo, il padre di
lotta: gli hanno
insegnato il va­
lore dell’allena­
mento».

Nella foto
grande Marko
Pjaca, 21 anni
LAPRESSE

 1. La punta
in famiglia:
mamma, papà
e sorelle
 2. Il ballo del
diploma al
liceo sportivo,
la scuola che
Marko ha
frequentato a
Zagabria: look
total black
 3. Il primo
campetto nel
quartiere
Borovje dove
l’attaccante
ora alla
Juventus ha
mosso i primi
passi

VERSO L’ESAME Chi lo conosce
bene e chi lo ha soltanto sfiora­
to rigira sempre su un concetto
quasi banale: Marko è un ra­
gazzo di buona famiglia. La
sua è una felice storia borghe­
se. Ad esempio, gli insegnanti
allo Sportska Gimnazija, liceo
sportivo nel quartiere Tre­
snjevka, non dimenticano
quando mescolava con rigore
lezioni e allenamenti. «Avete
presente un calciatore? Lui è
l’esatto opposto. Quando era
già in prima squadra, gli dissi
“comprati un’auto grande”. E
lui mi rispose: “Non mi serve”,
ricorda Sasa Ivanisevic, suo
professore di educazione fisi­
ca. Tra le palestre all’avanguar­
dia si praticano 62 discipline e
la Croazia forgia le menti e i
cuori degli atleti che verranno:
«Lo sport per noi è una cosa se­
ria, un modo per portare l’or­
goglio croato alto nel mondo»,
spiega il preside, Slobodan
Matkovic, inventore del pro­
gramma governativo che più di
20 anni fa ha fatto nascere il li­
ceo. Da queste parti Marko ha
collezionato voti buoni e in­
franto molti cuori: «Era attento
in classe e con le ragazze un ve­
leno…», scherza Branka Pa­
vlic, l’insegnante di italiano. È
convinta che l’allievo maneg­
gerà presto la nostra lingua,
mentre non ha dubbi su ciò che
sarà tra qualche anno: «Diven­
terà un campione ammirato in
tutto il mondo, ma si iscriverà
giustamente all’Università».
Intanto, Pjaca deve fare in fret­
ta con la laurea in bianconero:
l’esame di domani, tra la sua
gente, farà battere il cuore a lui
e a mezza Zagabria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

DA PICCOLO NON
PIANGEVA MAI.
NEMMENO SE TUTTO
ANDAVA MALE
ZORAN JOKSOVIC
EX TECNICO DI PJACA

20

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R Verso la Champions

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Hamsik regista del Napoli?
La vita ricomincia a 29 anni

1«In quella posizione mi stuzzica parecchio», ha detto Sarri

dopo averlo impiegato lì a gara in corso contro Genoa e Chievo
Mimmo Malfitano

IN REGIA

NAPOLI

Quando Sarri ha schierato
Hamsik in regia, accanto a lui
c’erano Allan e Zielinski

È

alla sua decima stagione
azzurra. Calcisticamente
parlando, una vita o quasi,
vissuta con l’orgoglio di chi ha
saputo credere in un progetto
sin dall’inizio, dal giorno in cui
ha firmato il suo primo contrat­
to con il Napoli. Dopo nove sta­
gioni, Marek Hamsik è l’imma­
gine del club, l’uomo e il calcia­
tore che la gente apprezza, con­
dividendone e godendosi
l’estro che garantisce la conti­
nua crescita tecnica della squa­
dra. L’inizio di stagione ne sta
consolidando la posizione. Do­
po sei giornate di campionato,
lo svolacco ha già realizzato
due reti. E fin qui, tutto rientra
nella normalità: Hamsik è un
centrocampista che nella sua
carriera è stato capace di arri­
vare più volte in doppia cifra.

www.piccoliannunci.rcs.it
agenzia.solferino@rcs.it
oppure nei giorni feriali
presso l’agenzia:

Milano Via Solferino, 36
tel.02/6282.7555 - 7422,
fax 02/6552.436
Si precisa che ai sensi dell’Art. 1, Legge
903 del 9/12/1977 le inserzioni di ricerca
di personale devono sempre intendersi rivolte ad entrambi i sessi ed in osservanza
della Legge sulla privacy (L.196/03).

ALLAN

HAMSIK

ZIELINSKI

CALLEJON

MILIK

MERTENS

Marek Hamsik, 29 anni: è alla decima stagione con la maglia del Napoli e ha rinnovato fino al 2021 GETTY

3

 I trofei vinti da Hamsik con il
Napoli: due Coppe Italia — una
con Mazzarri allenatore (2012),
l’altra con Benitez (2014) — e
una Supercoppa Italiana (2014)

55ENNE vasta esperienza vendita al
pubblico, commercio, magazzino, rapporti clientela, serietà. Anche part-time. 338.30.18.885
COLF baby-sitter, assistenza persone,
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petuto anche sabato sera, con­
tro il Chievo, con risultati inco­
raggianti, tant’è che lo stesso
allenatore non ha escluso di po­
terlo impiegare nuovamente in
altre partite. «In quella posizio­
ne mi stuzzica molto», ha detto
Sarri all’indomani della gara
col Chievo. Dunque, qualcosa

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potrebbe cambiare nel futuro di
Marek Hamsik. Dal punto di vi­
sta tattico, ovvio, perché sul
piano contrattuale, l’accordo
con il Napoli è già stato allunga­
to fino al 2021. In pratica sca­
drà quando il giocatore avrà
compiuto 34 anni, a carriera
quasi conclusa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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M

aurizio Sarri ha im­
piegato sedici cal­
ciatori sin qui e tra
loro sceglierà chi mandare
in campo contro il Benfica
mercoledì sera. Per vedere
esordire i tanti nuovi acqui­
sti ci sarà tempo: dopo la so­
sta o magari a Bergamo è le­
gittimo aspettarsi qualche
novità, ma in Champions
non si possono fare esperi­
menti. Di conseguenza, in
un San Paolo che si annun­
cia decisamente più vuoto
rispetto ai precedenti esordi
Champions, con Villarreal e
Borussia Dortmund, ci sarà
spazio per chi tra i titolari ha
riposato, in tutto o in parte,
sabato sera.
VERSO IL BENFICA Hysaj, il
cui rinnovo di contratto ver­
rà ufficializzato ad ore,
prenderà il posto di Maggio
mentre Allan dovrebbe (ma
il condizionale è d’obbligo)
sostituire Zielinski in media­
na per dare maggiore solidi­
tà al centrocampo. Sicuri,
invece, i due avvicendamen­
ti in attacco. Mertens, già
prescelto dal primo minuto
a Kiev, vincerà di nuovo l’or­
mai annoso ballottaggio con
Insigne mentre da centra­
vanti agirà Milik, autore di
una doppietta in Ucraina,
nonostante l’ottima prova di
Gabbiadini con il Chievo.
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4-3-3

CONTINUITÀ È quella che è
sempre mancata a Hamsik per
completarsi. Non è casuale se,
nel corso della stagione, faccia
fatica a garantire le sue qualità
al gioco del collettivo. Spesso
s’è detto che non ha un caratte­
re deciso, da vero leader, per sa­
persi imporre al grande calcio.
Resta il fatto, comunque, che in
ogni sessione di mercato, il suo
nome viene sempre accostato a
club di grande importanza.
Qualche anno fa, il Milan lo
sondò per portarlo in rossone­
ro, ma De Laurentiis rifiutò
qualsiasi trattativa. Lo stesso
interesse che non ha nascosto la
Juve di Marotta e Paratici, ma
anche in questo caso il no del
presidente ha bloccato ogni di­
scussione. Sarebbe potuto fini­
re all’estero, in Premier League
(Chelsea), ma Marek ha fatto la
sua scelta definitiva, decidendo
di prolungare il contratto fino
al 2021, dichiarandosi napole­
tano per sempre. D’altra parte,
il feeling con la città è molto
forte, e lui ha deciso di fermarsi
qui a fine carriera, magari re­
stando sempre nel club, ma con
mansioni dirigenziali.

Hotel

LA NOVITÀ C’è qualcosa d’in­
novativo, quest’anno, rispetto
al passato. Una novità tattica,
per intenderci, che potrebbe
aprire ad una nuova fase della
sua carriera. È già la seconda
volta, infatti, che a partita in
corso, Sarri lo impiega nella po­
sizione di regista, dinanzi alla
difesa, in luogo di Jorginho. È
avvenuto a Marassi, mercoledì
sera, e l’esperimento è stato ri­

REINA

TALENTO L’aspetto tecnico è in­
discutibile, Hamsik è uno dei
giocatori più talentuosi del no­
stro calcio, usa il destro e il sini­
stro alla stessa maniera. Basti
rivedere il gol realizzato sabato
sera al Chievo per rendersene
conto: un gran diagonale col
piede mancino che s’è infilato
nell’angolo più lontano della
porta di Sorrentino. Le giocate
sono di qualità, come gli assist
che prepara per il tridente of­
fensivo. Insomma, con le sue
giocate, rappresenta il mediano
ideale per svolgere il ruolo di
metodista. Magari, non nell’im­
mediato, ma in proiezione futu­
ra potrebbe essere questo il
nuovo ruolo del capitano del
Napoli.

21

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della Sera - Gazzetta dello Sport:
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22

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Sassuolo inarrestabile
con i colpi di Defrel
L’Udinese si sveglia tardi

1Senza cinque titolari, Di Francesco passa grazie al francese,
in gol per la quarta partita di fila. Ai friulani non basta Perica
SASSUOLO

1

UDINESE

0

PRIMO TEMPO 1–0
MARCATORI Defrel al 34’ p.t.
SASSUOLO (4-3-3)
Consigli; Lirola, Antei, Acerbi,
Peluso; Biondini, Magnanelli,
Mazzitelli (dal 21’ s.t. Pellegrini);
Politano, Defrel (dal 35’ s.t.
Iemmello), Ragusa (dal 18’ s.t. Ricci).
PANCHINA Pomini, Pegolo,
Terranova, Dell’Orco, Letschert,
Adjapong. ALL. Di Francesco.
BARICENTRO MEDIO 52,5 M
CAMBIO DI SISTEMA nessuno.
ESPULSI nessuno. AMMONITI
Peluso per proteste, Biondini e
Magnanelli per gioco falloso.
UDINESE (4-3-1-2)
Karnezis; Heurtaux, Danilo, Felipe,
Ali Adnan; Kone, Kums, Jankto; De
Paul (dal 38’ p.t. Zapata); Peñaranda
(dal 16’ s.t. Perica), Thereau (dal 29’
s.t. Ewandro).
PANCHINA Scuffet, Wague, Angella,
Fofana, Armero, Matos, Lodi,
Armenakas, Balic.
ALLENATORE Iachini.
BARICENTRO BASSO 50,2 M
CAMBIO DI SISTEMA dal 38’ p.t. 43-3, dal 29’ s.t. 4-3-1-2.
ESPULSI nessuno. AMM. Danilo
per c.n.r, Heurtaux per gioco scorr.
ARBITRO Doveri di Roma.
NOTE paganti 2.882, incasso di
17.151 euro: abbonati 6.461, quota di
71.159 euro. Tiri in porta 5-3. Tiri
fuori 5-4. In fuorigioco 2-1. Angoli 6–
9. Rec.: p.t. 1’, s.t. 4’.

Gregoire Defrel, 25 anni, francese, firma il gol partita del Sassuolo IPP

Alessio D’Urso
INVIATO A REGGIO EMILIA

A

grande richiesta, il Sas­
suolo. Più forte di tutto.
Della stanchezza, del­
l’emergenza, dell’Udinese. Leg­
gendo i nomi che compongono
la formazione di Di Francesco, è
facile immaginare come possa
andare a finire in un pomerig­
gio di grande ispirazione. Guar­
dando poi giocare gli uomini
che portano quei nomi, ogni
previsione diventa certezza. E
alla fine vincono i padroni di ca­
sa senza 5 titolari (Berardi,

ZUPPING
di VINCENZO
CITO

GLI SCONGIURI DI SARRI
LA RETROMARCIA DI CAPELLO

I

l paradosso
«Mantenete la calma,
sta urlando Allegri»
(Francesco Cosatti, Sky)
Diletta Leotta (diretta gol
serie B, Sky) riparte alla
grande: «Apriamo con il
sorriso di Cristian Brocchi
che ferma la corsa del
Cittadella e lo fa proprio lì,
al Venturato». Contro il
Cittadella allenato da
Tombolato.
Partenza sprint anche di
Paola Ferrari a «90°
minuto» (Rai): «E
cominciamo con la vittoria
del Sassuolo, che torna
alla vittoria».
Il fuori programma
proposto da Premiumsport
durante la conferenza
stampa di Sarri. «Mister, ci
dia un titolo. Se dico
scudetto, lei che fa?».
Risposta «Mi tocco le p….
E ora facci il titolo».
Il bordocampista
Gugliemo Troina: «Marra,
allenatore del Messina, al
limite dell’area tecnica
teleguida la sua squadra
soprattutto nei movimenti
difensivi». Il telecronista
Giuseppe Galati: «E arriva
il gol, il gol di Mazzeo.
Foggia in vantaggio!».
Teleguidava proprio bene
(Lega Pro su Raisport).
Barcellona­Atletico Madrid
su Fox. Fabio Capello

(indignato): «È rigore».
Dopo il primo replay:
«Questo è calcio di rigore»
(convinto). Dopo il
secondo replay (onesto):
«No… l’ha presa di fianco.
Sì… Ci aveva ingannato. E
aveva ingannato anche
Luis Enrique». Anche i
grandi si sbagliano.
Tg2 ore 13, di giovedì
scorso. «In Serie A vincono
tutte le grandi». Il giorno
prima, avevano pareggiato
Napoli e Fiorentina, ma
evidentemente non le
considerano tali...
Emanuele Corazzi
(Leicester Chelsea, coppa
di Lega, Fox): «David Luiz
per Diego Costa, azione
tutta carioca». Come no.
David Luiz è di Diadema,
stato di San Paolo, Diego
Costa di Lagarto, stato del
Sergipe e poi è diventato
addirittura spagnolo.
Pietro Nicolodi (Hertha­
Schalke, Sky): «Stark e
Langkamp, due autentici
muri… Questa forse non è
l’espressione più giusta
parlando di Berlino…».
Ormai l’hai detta.
Riccardo Trevisani (diretta
gol Sky serie B): «Per il
Bari è sempre più difficile
uscire bene da questa
gara». Un leggero sospetto
ha sfiorato anche noi,
perdeva 4­0 al 93’.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cannavaro, Duncan, Gazzola e
Missiroli) e senza nemmeno
Matri e Sensi: con sostanza,
cuore, stoffa buona delle secon­
de linee e pochi lustrini, al co­
spetto di un rivale che si ridesta
solo nel finale colpendo due
traverse (deviazione di Antei e
testa di Felipe), ma che per gran
parte del match appare come
una multinazionale senz’ani­
ma.
A TUTTO GAS Così il Sassuolo
vince in casa, sul campo, la sua
sesta gara consecutiva e rico­
mincia a filare come un treno
nella parte sinistra della classi­

23

fica: i passaggi a livello verso
una nuova Europa League, in
attesa del confronto di giovedì
col Genk, cominciano ad alzar­
si. Giornata di uomini, prima
che di giocatori. Sono Lirola,
Politano e Defrel a issarsi in ci­
ma al podio del match: a far da
contraltare le belle statuine del­
l’Udinese almeno per un’ora, fi­
no a quando Iachini non trova
in Perica il propellente per rav­
vivare il gioco d’attacco. Tracce
da cui ripartire per il futuro: le
traverse colpite salvano i padro­
ni di casa, ma devono soprattut­
to far riflettere il tecnico bian­
conero. Perché prima il buio,
tanto buio, e poi la luce all’im­
provviso?

LE PAGELLE di A.D’U.

Va al cross (10) con continuità, suo
l’assist per l’1-0 di Defrel. Ha i tempi
giusti d’inserimento e un piede
educato: ogni percussione ruba
l’occhio. Primo tempo da Oscar.

Costringe all’angolo il Sassuolo con
i suoi scatti. Propizia un quasi
autogol e crea l’occasione per
Zapata su cui salva Acerbi. Sposta
l’inerzia, un leone.

PROGETTO VINCENTE Non hai
Berardi e Missiroli? C’è Politano
in stato di grazia. Emblema del
Sassuolo in cui i giocatori sono
intercambiabili: vale più il pro­
getto dei singoli. L’esterno asse­
conda le sovrapposizioni di Li­
rola e Peluso, centauri della fa­
scia che «allargano il campo»:
piovono cross per i compagni,
ben 22 su azione (mai così tanti
in A da aprile contro la Samp).
Per effetto dell’ennesimo con­
tributo dello spagnolo, Defrel
potrà attorcigliarsi nell’area
piccola e colpire come un cobra
l’Udinese al 34’. L’Udinese sban­
da, trova in De Paul un intralcio
e non il faro che cercava: Iachi­
ni provvede gettando nella mi­
schia Zapata, Perica e infine
Ewandro in coincidenza col
graduale calo atletico altrui. Ne
verrà fuori un finale pirotecnico
di marca bianconera: due legni
colpiti, un salvataggio sulla li­
nea di Acerbi su Zapata e un gol
di Heurtaux a gioco fermo per
una spinta di Perica su Antei.
Tre episodi che riducono la for­
bice dei meriti, ma non guasta­
no l’impressione dominante:
Sassuolo con grinta, oro delle
provinciali, Udinese senza pun­
tualità, limite degli imperfetti.

CONSIGLI 6 Sicuro sui palloni alti,
porta stregata per i friulani nel
finale.
ANTEI 6 Ci mette la faccia, e
riporta pure un taglio nella ripresa,
per poco non corregge in rete un
cross di Perica (traversa).
ACERBI 6,5 Salvataggio su Zapata,
un highlander.
PELUSO 6,5 Esperto di fascia,
valica la metà campo e crea
occasioni nella ripresa (4 cross).
BIONDINI 6 Attacca e difende,
lavoro oscuro, fatto con impegno.
MAGNANELLI 6 Annulla De Paul,
dà equilibrio al Sassuolo.
MAZZITELLI 6 Pressing alto, si
butta negli spazi. Cala alla distanza:
11 passaggi sbagliati.
PELLEGRINI 6 Ci prova dalla
distanza, prezioso andirivieni.
POLITANO 7 Vicino al gol, stoppato
da Karnezis. Ci prova sempre,
elettrico. Fa giocare bene i terzini.
DEFREL 6,5 A segno per la 4a gara
di fila, 4° acuto in Serie A. Rapace
quando conta.(Iemmello s.v.)
RAGUSA 6 Quasi assist per
Politano, esalta i riflessi di Karnezis.
RICCI 6 Va a destra (fascia
preferita), un guizzo da grande.
ALL. DI FRANCESCO 6,5 Gestione
oculata, cambi logici. Il Sassuolo
riparte: da qualsiasi parte lo si
guardi, una squadra propositiva.

KARNEZIS 6 Prodezze su Politano
e Ragusa, due paratone. Chiamata
in correità sul gol di Defrel.
HEURTAUX 6 Un salvataggio nel
primo tempo, all’attacco nel finale.
DANILO 5 Anticipato da Defrel-gol.
FELIPE 6 Sbrigativo, Iachini gli
chiede di giocare palla a terra: lui
rilancia lungo. Sua una traversa.
ALI ADNAN 4,5 Troppi cross dalla
sua fascia, l’iracheno deve
migliorare (eccome) in marcatura.
KONE 6 Un destro potente, dà la
scossa in mezzo.
KUMS 5 Gioco banale, subisce le
iniziative dei dirimpettai.
JANKTO 5,5 In sofferenza. Più
slancio nel secondo tempo.
DE PAUL 4 Impalbabile. Tocca 3
palloni e sbaglia 3 passaggi.
ZAPATA 6,5 Immette peso e
tecnica. Cuore selvaggio.
PEÑARANDA 5,5 Avvio negativo,
ma cresce alla distanza: Iachini lo
sostituisce nel momento migliore.
THEREAU 4,5 Nulla da segnalare.
Né da punta, né da trequartista.
EWANDRO 6 Con lui Iachini ritorna
al 4-3-1-2: il brasiliano alza il ritmo.
ALL. IACHINI 5,5 L’Udinese non
può giocare dall’inizio senza Perica
e Zapata. E Thereau andava
sostituito prima. Mosse tardive. Ha
l’attenuante dell’assenza di Widmer,
Samir e Hallfredsson.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SUPER POLITANO, PELUSO CREA OCCASIONI
DE PAUL FANTASMA, KARNEZIS CHE PRODEZZE
SASSUOLO

6,5

UDINESE

5,5

IL MIGLIORE

IL MIGLIORE

POL
LIROLA

STIPE
PERICA

7,5

7

DOVERI Non sbaglia sugli episodi chiave: sul gol di
Heurtaux, aveva visto bene fischiando prima la spinta di
Perica su Antei. Cartellini gialli condivisibili, forse è fiscale
all’eccesso solo con Danilo.
TONOLINI 6,5 - TOLFO 6,5. DAMATO 6,5 – ABBATISTA 6,5

6,5

24

Serie A R 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Keita, grinta e fortuna
La Lazio soffre ma va
L’Empoli è senza malizia

1L’attaccante sblocca la sfida, nella ripresa solo la traversa

e Strakosha salvano Inzaghi. Gol di Lulic nel finale, Biglia k.o.
LAZIO

2

EMPOLI

0

PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORI Keita al 29’ p.t.; Lulic
al 45’ s.t.
LAZIO (3-5-2) Strakosha; Wallace,
De Vrij, Radu; F. Anderson (dal 39’
s.t. Lombardi), Parolo, Biglia (dal 9’
p.t. Cataldi), Milinkovic, Lulic;
Immobile, Keita (dal 21’ s.t.
Lukaku). PANCHINA Vargic,
Hoedt, Patric, Prce, Leitner,
Murgia, L. Alberto, Kishna,
Djordjevic. ALL, S. Inzaghi.
BARICENTRO MOLTO BASSO
43 M CAMBI DI SISTEMA
nessuno ESPULSI nessuno. AMM.
F. Anderson e Cataldi per g.s.
EMPOLI (4-3-1-2) Skorupski;
Zambelli, Bellusci, Barba (dal 33’
p.t. Cosic), Pasqual; Tello (dal 14’ s.t.
Marilungo), Mauri, Croce;
Saponara; Pucciarelli, Gilardino
(dal 32’ s.t. Mchedlidze). PANCH.
Pelagotti, Dimarco, Krunic, Veseli,
Diousse, Pereira, Buchel, Maiello,
Maccarone. ALL. Martusciello.
BARICENTRO MEDIO 52.9 M
CAMBI DI SISTEMA nessuno.
ESPULSI nessuno. AMMONITI
Zambelli e Pasqual per g.s.
ARBITRO Fabbri di Ravenna.
NOTE spettatori 10 mila circa
(paganti, abbonati, incasso e quota
non comunicati). Tiri in porta: 4-5
(1 traversa). Tiri fuori: 5-2. In
fuorigioco: 7-3. Angoli: 5-6.
Recuperi: p.t. 3’; s.t. 3’.

Keita Balde, 21 anni, attaccante della Lazio e del Senegal GETTY

Stefano Cieri
ROMA

L

ampi di Keita e spirito da
provinciale. E’ una Lazio
basica (ma efficace) quel­
la che torna al successo dopo il
k.o. di San Siro col Milan. Tre
punti d’oro che proiettano la
squadra di Inzaghi in una posi­
zione di classifica decisamente
interessante. Ma il successo dei
biancocelesti è condito da trop­
pa sofferenza, contro un Em­
poli che resta in partita fino al
90’, quando Lulic sferra il colpo
del k.o.

UN TEMPO PER UNO Il 2­0 finale
è in effetti severo per la squadra
di Martusciello che avrebbe me­
ritato quanto meno un passivo
minore. Ma anche un pareggio
non avrebbe certo fatto gridare
allo scandalo. Perché dopo un
primo tempo in cui la Lazio si
prende la scena, andando al ri­
poso meritatamente in vantag­
gio, nella ripresa è la squadra
toscana a salire in cattedra. Bei
fraseggi grazie al quadrilatero
di centrocampo in cui abbonda­
no i piedi buoni, manovra tam­
bureggiante, solo troppa timi­
dezza e poca precisione quando
si arriva alla conclusione. An­

che sfortuna, a dire il vero. Per­
ché poco dopo l’intervallo è la
traversa a fermare Pucciarelli
(sarebbe stato un gran gol),
mentre successivamente saran­
no Wallace e Strakosha a nega­
re l’1­1 allo stesso Pucciarelli.
Martusciello (che ci prova in
tutti i modi, inserendo prima
Marilungo e poi Mchedlidze)
ha insomma di che recriminare.
Ma anche molto da riflettere.
L’impressione è infatti che la
sua sia una squadra bella da ve­
dere, ma inconcludente: poco
cattiva quando c’è da segnare
(restano solo 2 i gol all’attivo) e
poco smaliziata quando c’è da
soffrire.
SUPER KEITA L’esatto contrario
di una Lazio che, nonostante il
censo più alto, non si vergogna
di alternare momenti di poesia
ad altri di una prosa che più
cruda non si può. La prima è af­
fidata ai piedi fatati di Keita e
Anderson. Che, specie nel pri­
mo tempo, divertono e produ­
cono (il gol che sblocca la gara
arriva da un cross del brasiliano
che, deviato da Bellusci, finisce
sui piedi del senegalese). Poesia
che arriva anche da Milinkovic
e Immobile (Skorupski nega
una gol da favola al napoletano
imbeccato proprio dal serbo).
Ma è un po’ tutta la squadra,
schierata con l’ormai tradizio­
nale 3­5­2, a convincere. Pecca­
to solo che, come già col Milan,
la benzina finisca a metà gara.
La bravura del portierino
Strakosha e una insospettabile
(per l’età media bassa) tenuta
mentale consentono agli Inza­
ghi boys di tenere botta fino al
90’, quando il raddoppio di Lu­
lic (cross di Lombardi e spizzata
di Immobile) rende inutile il re­
cupero. Tutto è bene quel che fi­
nisce bene, per i romani. Anzi
no. Perché Biglia (al rientro,
evidentemente troppo affretta­
to) si stira di nuovo dopo nove
minuti. Rischia un lungo stop.
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Genoa in 9, il Pescara pareggia
L’ira di Preziosi: «Irrati è matto»

1Dopo l’1-0 del figlio di Simeone vengono espulsi Edenilson e Pandev, nel finale
pari di Manaj. Il presidente rossoblù si sfoga: «Arbitraggio sistematico, va fermato»
1

PESCARA

1

Alessio Da Ronch
GENOVA

PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORI Simeone (G) al 2’,
Manaj (P) al 40’ s.t.
GENOA (3-4-3) Perin; Izzo,
Burdisso, Gentiletti; Edenilson,
Ntcham (dal 1’ s.t. Pandev), Rincon,
Laxalt; Rigoni, Simeone (dal 30’ s.t.
Munoz), Ocampos (dal 21 p.t.
Gakpè). IN PANCHINA Lamanna,
Zima, Biraschi, Brivio, Fiamozzi,
Cofie, Lazovic, Ninkovic.
ALLENATORE Juric.
BARICENTRO MOLTO BASSO 48.1
M CAMBI DI SISTEMA 3-5-1 dal
20’ s.t., 3-5 dal 33’ s.t. ESPULSI
Edenilson al 29’ s.t. per doppia
ammonizione, sempre per g.s.
Pandev al 33’ s.t. per proteste
AMMONITI Gakpè e Rigoni g.s.
PESCARA (4-3-3) Bizzarri;
Crescenzi (dal 35’ s.t. Aquilani),
Campagnaro, Fornasier, Biraghi;
Benali, Brugman, Memushaj (dal
25’ s.t. Manaj); Zampano, Caprari,
Mitrita (dal 18’ s.t. Verre). IN
PANCHINA Fiorillo, Bruno,
Zuparic, Vitturini, Cristante, Muric,
Pettinari. ALLENATORE Oddo.
BARICENTRO MEDIO 53.5 M
CAMBI DI SISTEMA 4-3-1-2 dal
25’ s.t., 4-2-4 dal 35’ s.t.
ESPULSI nessuno AMMONITI
Campagnaro e Zampano per g.s.,
Manaj per c.n.r.
ARBITRO Irrati di Pistoia.
NOTE spettatori paganti 1.676,
incasso di 42.213 euro; abbonati
18.041, quota di 156.135 euro. Tiri in
porta 5-4. Tiri fuori 2-6. Angoli 1-5.
Fuorigioco 1-4. Recuperi 2’ pt, 4’ st.

DE VRIJ BALUARDO, JOSÉ MAURI PIACE
WALLACE LENTO, GILARDINO COMBINA POCO
LAZIO

6

EMPOLI

5,5

IL MIGLIORE

IL MIGLIORE

KEITA
BALDE

MANUEL
PUCCIARELLI

6,5

7
Il modo in cui “frusta” il pallone per
il gol dell’1-0 è da campione. Sfiora
la rete altre tre volte. Prima gliela
nega Bellusci alla disperata,
poi è lui ad essere poco preciso.

La traversa gli nega un gol da
favola a inizio ripresa, Wallace e
Strakosha lo murano nel finale.
Non era giornata, evidentemente.
Ma se continua così il gol arriverà.

STRAKOSHA 7 Nega il gol a
Gilardino e Pucciarelli nel finale.
Grande senso di sicurezza.
WALLACE 5,5 Lento e impacciato,
salva su Pucciarelli, ma per il resto
lascia molto a desiderare.
DE VRIJ 6,5 Un vero baluardo.
Senza di lui difficilmente la Lazio
l’avrebbe svangata.
RADU 6 L’esperienza si fa sentire nei
momenti di difficoltà.
F. ANDERSON 6,5 Innesca l’azione
dell’1-0, fa altre cose interessanti.
(Lombardi s.v.)
PAROLO 6 Corre ovunque, ogni
tanto sbaglia, ma è sempre prezioso.
(Biglia s.v.)
CATALDI 5,5 Spesso in ritardo,
insolitamente falloso, si abbassa
troppo nella ripresa.
MILINKOVIC 6 Sì, di tanto in tanto
si assenta. Ma non è mai banale.
LULIC 6 Il gol gli vale una sufficienza
che altrimenti non avrebbe meritato.
IMMOBILE 6 Skorupski gli nega un
gran gol, suo l’assist del 2-0. In
mezzo tanto lavoro sporco.
LUKAKU 5,5 Entra bene, poi nel
finale perde un paio di palloni che
potrebbero costare cari.
ALL. S. INZAGHI 6 Buon primo
tempo, troppa sofferenza nella
ripresa. I cambi potevano essere
spesi diversamente, ma alla fine ha
ragione lui.

SKORUPSKI 6 Incolpevole sui gol,
gran parata su Immobile, attento
nelle uscite.
ZAMBELLI 5,5 Dalle sue parti la
Lazio si infila con estrema facilità.
BELLUSCI 6 Salvataggio da applausi
su Keita, si fa vedere anche nell’area
avversaria.
BARBA 5,5 In campo quando la
Lazio preme di più, ne esce con le
ossa rotte.
COSIC 5,5 Meno sollecitato rispetto
a Barba, ma pure lui va in difficoltà.
PASQUAL 5,5 Quando Anderson lo
punta sono sempre dolori.
TELLO 6 Un po’ spaesato nel primo
tempo, esce benne nel secondo
tempo.
MARILUNGO 6 Dà più peso
all’attacco, poco fortunato nelle
conclusioni.
MAURI 6,5 E’ lui a dare l’input a
quasi tutte le azioni dell’Empoli nella
ripresa.
CROCE 6,5 Cambi di passo e
percussioni. Tenta anche la via del
gol.
SAPONARA 6 La sua classe si vede
solo a sprazzi, ma c’è.
GILARDINO 5,5 Un colpo di testa
prima dell’intervallo e null’altro.
MCHEDLIDZE 5,5 Spreca, male, una
palla molto interessante.
ALL. MARTUSCIELLO 5,5 Empoli
impacciato all’inizio, incoraggiante,
ma poco scafato, nella ripresa.

FABBRI Partita senza particolari difficoltà che dirige con
oculatezza. Bravi i suoi due assistenti a «beccare» ben
dieci fuorigioco (c’erano tutti, tranne forse uno).
PERETTI 6,5 - VALERIANI 6,5
RIZZOLI 6 - SERRA 6

6

LE PAGELLE di A.D.R.

POLEMICHE A MARASSI

GENOA

LE PAGELLE di S.CIE.

L

a scena se la prende tutta
Irrati, che trascina sul pal­
co dei protagonisti Enrico
Preziosi e fa sparire, come per
magia, la sfida tra Genoa e Pe­
scara, quella in panchina tra
gli amici Juric e Oddo,il primo
gol in Serie a del Cholito Sime­
one, una giocata da campione
di Zampano e il gol del giovane
Manaj. «Quello è un matto –
tuona Preziosi –, posso capire
un errore non questo arbitrag­
gio sistematico. Dovevamo
giocare tutta la partita in supe­
riorità numerica e calciare un
rigore, invece siamo finiti noi
in nove. Sono andato a chiede­
re spiegazioni ma non sapeva
cosa dire. Questo va ferma­
to...e anche per tanto tempo».
MANO L’arbitro si perde in av­
vio un rigore clamoroso, con
Zampano che para sulla linea
un tiro di Ocampos (uscito po­
co dopo per un preoccupante
infortunio al ginocchio), su
cross di Edenilson. Niente ri­
gore e, naturalmente, niente
espulsione, con la partita che
resta sui binari dell’equilibrio
imposto da Oddo. Il suo 4­3­3,
che in fase difensiva diviene 6­
3­1 chiude ogni spiraglio e sa
punzecchiare grazie alla quali­
tà dei centrocampisti.

Giovanni Simeone, 21 anni, attaccante, ha giocato con River e Banfield ANSA

CHOLITO GOL Tutto cambia
quando entra Pandev a rime­
scolare le carte. Subito Genti­
letti inventa un anticipo son­
tuoso, con assist incorporato
per Simeone, movimento per­
fetto del centravanti e tiro sicu­
ro. La specialità della casa per
un uno a zero che sembra un
segno del destino. Nello stadio
Ferraris, infatti, arriva l’onda
lunga di un’estate calda, con lo
sgarbo del presidente del Pe­
scara Sebastiani, che lascia ba­
sito Preziosi infrangendo i pat­
ti e cedendo Lapadula al Mi­
lan. E, dopo, il ratto di Simeo­
ne, che in chiusura di mercato
viene sottratto dal Genoa al
Pescara, grazie al milione di
euro in più fissato nel riscatto
del prestito.

DOPPIO ROSSO Il Pescara sen­
za punte una volta in svantag­
gio pare senza scampo. Ma Ir­
rati all’improvviso diventa pro­
tagonista, perde sicurezza e si
confonde, sbaglia molto e nel­
la sfida che si fa convulsa
espelle Edenilson, doppia am­
monizione, e Pandev, reo di
una protesta esagerata dopo
essersi visto negare un fallo
evidente subito da Benali. Er­
rore che innesca una chiara oc­
casione da gol. In nove il Ge­
noa si arrocca ma sfiora la rete
con Laxalt, poi subisce il pari
da Manaj, lesto a sfruttare un
assist di Zampano, protagoni­
sta di un bel dribbling su un in­
genuo Gentiletti. Basta e avan­
za per far esplodere Preziosi.
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OCAMPOS PARTE BENE MA SI FA MALE
VERRE SPRECA, ZAMPANO UOMO OVUNQUE
GENOA

6

PESCARA

6

IL MIGLIORE

IL MIGLIORE

GIOVANNI
SIMEONE

FRANCESCO
ZAMPANO

6,5

6,5

Determinato e combattivo, non
riesce sempre a ergersi come punto
di riferimento della squadra, ma
stressa la difesa avversaria e alla
prima vera occasione la colpisce.

Stravince il duello personale
con Laxalt. Parte come ala,
trasformandosi quando occorre
in terzino. Sua la giocata che porta
al pari di Manaj.

PERIN 6 Due parate semplici, quella
di Manaj, invece, è un’esecuzione.
IZZO 5,5 Meno sicuro del solito.
BURDISSO 6 Neutralizza facilmente
la velocità di Caprari.
GENTILETTI 5,5 Avvia l’azione
dell’1-0 è vero, ma l’errore nell’azione
del pareggio è troppo grave.
EDENILSON 5,5 Spinge con
continuità, in difesa però soffre e
finisce espulso.
NTCHAM 6 Sbaglia parecchio, ma
nel primo tempo è quello che più di
tutti prova a superare il pressing
abruzzese.
PANDEV 4 Cambia la partita con
la sua fantasia, ma si fa espellere
come un principiante.
RINCON 6 Più impreciso del solito,
ma quando la sfida si fa dura
lui si esalta.
LAXALT 5 Totale sofferenza. Non
riesce mai a prendere l’iniziativa
contro Zampano.
RIGONI 6 Non brillantissimo,
supplisce con grande impegno.
MUNOZ 6 Nel finale a rinforzare
il bunker.
OCAMPOS 6,5 Parte bene, sfiora
il gol, ma deve uscire subito
per infortunio.
GAKPE’ 6 Leggerino in attacco ma
dimostra grande spirito di sacrificio
quando il Genoa resta in nove.
ALL. JURIC 6 Non trova facilmente
la chiave per aprire il Pescara.
Gestisce con bravura il concitato
finale in doppia inferiorità numerica.

BIZZARRI 6 Poco lavoro, difficile
imputargli qualcosa sul gol di
Simeone.
CRESCENZI 5,5 Ocampos lo
stordisce, contro Gakpè, invece, va
meglio. (Aquilani s.v.)
CAMPAGNARO 6 Spigoloso, a volte
goffo, ma spesso efficace.
FORNASIER 5,5 Capisce troppo
tardi il movimento vincente di
Simeone.
BIRAGHI 6 Dalla sua parte il Genoa
piazza trappole, lui non si fa
ingannare.
BENALI 6 Non perde il duello con
Rincon.
BRUGMAN 6 Porta qualità, ma pure
qualche passaggio a vuoto.
MEMUSHAJ 6 A corrente alternata
su Ntcham, non riesce a imporre i
suoi inserimenti in avanti.
MANAJ 6,5 Il gol è semplice,
ma il suo movimento è perfetto, così
come il modo in cui entra
in partita in fretta.
CAPRARI 5,5 Mostra buone idee, ma
per il tiro proprio non è in giornata.
MITRITA 6 Rapido e insidioso,
ma solo per i primi minuti, poi
sparisce un po’.
VERRE 5 Ha due buone occasioni nel
finale e le spreca malamente.
ALL. ODDO 6 Inventa un Pescara
nuovo per mettere in difficoltà Juric.
Missione compiuta. In doppia
superiorità numerica, però, non
riesce a dare le idee giuste alla
squadra.

IRRATI Un vero pianto, non vede il rigore di Zampano e la
conseguente espulsione del difensore all’inizio della
partita. In più sbaglia molte altre decisioni nel corso
dell’incontro, finendo in totale confusione.
VIVENZI 6 - DEL GIOVANE 6; RUSSO 6 - MINELLI 6.

4

Magic +3 Campionato R I posticipi di oggi

Nicola & Gasp
servono i punti
«Io sereno»
«Io non rischio»

1A Pescara c’è Crotone-Atalanta: ultima

contro penultima, chi perde va all’inferno
CROTONE

(3-5-2)

ATALANTA

(3-4-3)

D

OGGI ore 19 ARBITRO Rocchi
1
CORDAZ
17
CECCHERINI

23
DUSSENNE

13
FERRARI

31
28
8
20
87
SAMPIRISI CAPEZZI CRISETIG SALZANO MARTELLA
11
FALCINELLI
10
GOMEZ
93
DRAMÉ

7
PALLADINO

43
PALOSCHI
27
KURTIC

6
ZUKANOVIC

7
D’ALESSANDRO

19
KESSIE

3
TOLOI

Luigi Saporito
Matteo Spini

25
KONKO
5
MASIELLO

1
BERISHA

CROTONE
PANCHINA 5 Festa, 95 Cojocaru,
3 Dos Santos, 21 Cuomo, 6 Rohdén,
18 Barberis, 9 Nalini, 29 Trotta, 24 Tonev,
12 Stoian, 99 Simy. ALL. Nicola.
BALL. Dussenne-Dos Santos 55-45%,
Crisetig-Rohdén 55-45%. SQUAL. nessuno.
DIFF. nessuno. INDISP. Fazzi e Mesbah
(10 giorni), Rosi (20) ALTRI Nicoletti,
Gnahorè, De Giorgio.
ATALANTA
PANCHINA 57 Sportiello, 30 Bassi,
2 Stendardo, 77 Raimondi, 24 Conti,
4 Gagliardini, 11 Freuler, 88 Grassi,
8 Migliaccio, 52 Cabezas, 29 Petagna,
51 Pinilla. ALL. Gasperini.
BALLOTTAGGI Dramé-Conti 55-45%,
Kurtic-Freuler 65-35%, Paloschi-Pinilla
60-40%. SQUAL. nessuno. DIFF. nessuno.
INDISP. Carmona (15 giorni), Caldara (5),
Pesic (5), Spinazzola (5). ALTRI nessuno.

ue squadre in difficoltà,
due allenatori in discus­
sione. Crotone­Atalanta
è ultima contro penultima, una
gara che rischia di spedire al­
l’inferno chi perde.
QUI CROTONE Gara complicata
per il Crotone quella contro
l’Atalanta e non solo perché
dovrà giocare ancora lontano
dal proprio stadio. Davide Ni­
cola avverte la pressione e la
panchina a rischio, anche se
dice di essere sereno, ma non
potrà scegliere altro risultato
che non sia la vittoria. «La mia
panchina scotta? Non me ne
frega nulla. So di aver fatto il
lavoro che mi è stato chiesto
per mettere in campo una
squadra che potesse essere
competitiva in Serie A e con­
quistare la salvezza. Dalla pri­
ma gara abbiamo fatto passi da
gigante». Terza partita di fila in
pochi giorni e pochissimo tur­
nover, anche questo per il tec­
nico crotonese potrebbe essere
un handicap non di poco con­
to. Con Rosi k.o. e Mesbah an­
cora lontano da una condizio­
ne accettabile, è solo il nazio­
nale bulgaro Tonev, che saluta
i medici e torna a disposizione,

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

a far tornare il sorriso all’alle­
natore rossoblù. Ipotizzabile
ancora un cambio in difesa con
preferenza per il belga Dussen­
ne in mezzo al posto di Claiton
dos Santos e con la conferma di
Capezzi (buone le sue ultime
due prestazioni) in mediana,
mentre Rohdén dovrebbe tor­
nare in panchina. Sulle fasce
fiducia a Sampirisi a destra e
nuova chance per Martella a si­
nistra.
QUI ATALANTA Contro il Cro­
tone, l’Atalanta si gioca tantis­
simo. Anche Gian Piero Gaspe­
rini, per il quale la gara di oggi
è fondamentale: il tecnico ne­
razzurro prova a vincere per
rinsaldare la propria panchina
(Pioli, Corini e Reja in attesa).
Ma lui non parla di snodo deci­
sivo: «Dopo cinque giornate
non può esserlo. E’ sicuramen­
te una partita importante e sta­
volta il risultato avrà particola­
re valore», spiega. Per Gasp è
un ritorno al passato: «A Croto­
ne sono stato bene, devo molto
alla società, alla città e all’am­
biente. Il fatto che si giochi a
Pescara toglie qualcosa ai no­
stri avversari, ma noi non do­
vremo perdere la concentra­
zione», continua il tecnico. Che
poi puntualizza, in maniera
piccata: «Non dovete chiedere
a me se la panchina è a rischio:
io cerco di lavorare al massi­
mo. E non si dica che c’è confu­
sione in squadra: semmai è
confuso chi sostiene questa te­
si». Probabile il tridente, maga­
ri in versione 3­4­3: Paloschi è
in vantaggio su Pinilla, ma è
ballottaggio aperto.
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Gian Piero Gasperini, 58 anni GETTY

Cagliari col trio
delle meraviglie
Carica Samp
«Saremo tosti»

1Rastelli si aspetta molto da Borriello, Sau

e Joao Pedro. Giampaolo ne ha perse 3 di fila
CAGLIARI

(4-3-1-2)

SAMPDORIA

(4-3-1-2)

OGGI ore 21 ARBITRO Gavillucci
30
STORARI
19
23
2
PISACANE CEPPITELLI B. ALVES
3
ISLA

8
DI GENNARO
10
JOAO PEDRO

22
BORRIELLO
47
BUDIMIR
16
LINETTY
19
REGINI

29
MURRU
20
PADOIN

25
SAU
9
MURIEL

11
ALVAREZ
21
CIGARINI

10
FERNANDES

37
26
SKRINIAR SILVESTRE
2
VIVIANO

6
ERAMO

CAGLIARI
PANCHINA 1 Rafael, 24 Capuano,
35 Salamon, 26 Bittante, 26 Munari,
77 Tachtsidis, 18 Barella, 9 Melchiorri,
32 Giannetti. ALLENATORE Rastelli.
BALLOTTAGGI Pisacane-Bittante 60-40%,
Ceppitelli-Salamon 60-40%
SQUALIFICATI nessuno. DIFF. nessuno.
INDISPONIBILI Farias, Ionita e Dessena
(da valutare). ALTRI Arras.
SAMPDORIA
PANCHINA 1 Puggioni, 12 Krapikas,
3 Amuzie, 15 Krajnc, 13 Pereira, 5 Dodò,
17 Palombo, 34 Torreira, 23 Djuricic,
14 Schick, 17 Praet, 27 Quagliarella.
ALL. Giampaolo. BALL. Eramo-Pereira
60-40%, Cigarini-Torreira 60-40%,
Budimir-Quagliarella 60-40%.
SQUAL. Barreto (1). DIFFIDATI nessuno.
INDISP. Sala (20 giorni), Pavlovic (30),
Tozzo e Carbonero (5). ALTRI Cassano.

Alessio Da Ronch
Mario Frongia

I

l Cagliari in casa si esalta
(10 gol fatti in 3 gare uffi­
ciali), ma la scoppola dello
Juventus Stadium pesa. La
Sampdoria deve uscire dal tun­
nel imboccato all’intervallo
della sfida con la Roma (da lì in
poi 3 k.o. e nemmeno un gol se­
gnato). La sfida del Sant’Elia
chiude la 6a giornata.
QUI CAGLIARI «Con la Samp ci
sarà poco spazio e tempo per
ragionare. Abbiamo lavorato su
di una strategia per andare a
pizzicarli. Dobbiamo essere ve­
loci nella circolazione palla. Poi
serve carattere, personalità e il
pubblico: per i ragazzi il tifo è
miscela vincente». Il tecnico del
Cagliari Rastelli archivia il po­
ker subito in casa Juve. E rilan­
cia: «Venivamo da una grande
prova con l’Atalanta, ci hanno
sovrastato fisicamente e hanno
sfruttato cinque cambi. Le criti­
che? Fanno parte del gioco ma
alcune non le capisco». Sui pro­
tagonisti, poche storie: «Bor­
riello, Sau e Joao Pedro stanno
bene. E recuperiamo Isla: a To­
rino ci è mancato per carisma,
tecnica e sostanza». L’allenato­
re torna anche su Storari, pre­
testuosamente contestato da

25

una minoranza di ultrà:
«Spero sia un episodio chiu­
so. Marco è tranquillo: è il
nostro capitano, la stragran­
de maggioranza dei tifosi
sardi gli è riconoscente. Gio­
catori, dirigenti e allenatori
passano. Il Cagliari no. Il
gruppo è coeso, nulla è stato
minato. Mi piacerebbe senti­
re un applauso collettivo per
Storari».
QUI SAMP Tutto nel cestino.
Marco Giampaolo ha chiesto
alla sua Samp di resettare
dopo tre sconfitte consecuti­
ve. Non vuole che i suoi gio­
catori finiscano vittime della
depressione e della sfiducia.
Al contrario, devono conti­
nuare a credere in quello
che hanno fatto fino a que­
sto momento: «Perché – sot­
tolinea il tecnico blucerchia­
to – non abbiamo meritato
di perdere nessuna delle ul­
time tre partite. Non farò un
vero turnover, cambierò una
o due pedine schierando co­
munque la miglior squadra
del momento». Per prima
cosa dovrà far fronte alla
squalifica di Barreto e pro­
babilmente sarà Fernandes
a trovare per la prima volta
un posto da titolare come
centrocampista. Eramo, in­
vece, potrebbe completare
la difesa, dando un turno di
riposo a Pereira, mentre Bu­
dimir potrebbe prendere il
posto di Quagliarella. Giam­
paolo sembra sicuro che la
sua Samp sia tutt’altro che
svanita. «A Cagliari – confer­
ma – saremo tosti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Giampaolo, 49 LAPRESSE

IL CLUB IN VENDITA

Palermo, il «paisà» Cascio molla: «Niente intesa con Zamparini»
Fabrizio Vitale
PALERMO

F

rank Cascio lascia. Rinun­
cia all’acquisizione del
Palermo e lo fa dopo due
incontri con il presidente Mau­
rizio Zamparini e una proposta
che il patron rosanero non ha
ritenuto congrua. «Comunico
con profondo rammarico che

ho deciso di ritirare ufficial­
mente l’offerta di acquisto del
Palermo Calcio – scrive l’im­
prenditore italoamericano in
una nota ufficiale –. Sono state
settimane molto intense, in cui
ho avuto l’opportunità di pre­
sentare, con il mio team di la­
voro, il nostro progetto per il
futuro del Palermo Calcio. Ab­
biamo presentato alla presi­
denza alcune opzioni concrete

GLI ANTICIPI DI SABATO

Sfortuna Goldaniga Gabbiadini-Hamsik
La Juve non brilla, Il Napoli in 40’
ma passa a Palermo liquida il Chievo
PALERMO

0

NAPOLI

2

JUVENTUS

1

CHIEVO

0

PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORI autogol di Goldaniga (P) al
4’ s.t.

PRIMO TEMPO 2-0
MARCATORI Gabbiadini al 24’, Hamsik
al 39’ p.t.

PALERMO (3-4-2-1) Posavec 7; Cionek 6,
Goldaniga 4,5, Gonzalez 6,5; Rispoli 6,
Gazzi 6,5, Jajalo 5,5 (dal 23’ s.t. Henrique
6), Aleesami 6,5; Diamanti 6,5, Chochev 6
(dal 36’ s.t. Hiljemark s.v.); Balogh 6 (dal
14’ s.t. Nestorovski 5,5). (Marson,
Fulignati, Vitiello, Andelkovic, Pezzella,
Sallai, Bouy, Lo Faso). All. De Zerbi 6,5.
JUVENTUS (3-5-2) Buffon 6; Rugani 5,5
(dal 31’ p.t. Cuadrado 6,5), Bonucci 6,
Barzagli 6,5; D. Alves 6 (dal 40’ s.t.
Chiellini s.v.), Khedira 5, Lemina 6, Pjanic
5 (dal 23’ s.t. Asamoah 5,5), Alex Sandro
6,5; Mandzukic 5,5, Higuain 5,5. (Neto,
Audero, Evra, Lichtsteiner, Sturaro,
Hernanes, Pjaca, Dybala). All. Allegri 6.

NAPOLI (4-3-3) Reina 6; Maggio 6,
Albiol 6,5, Koulibaly 6,5, Ghoulam 6;
Zielinski 7, Jorginho 5,5 (dal 24’ s.t. Allan
6), Hamsik 7; Callejon 6,5, Gabbiadini 6,5
(dal 18’ s.t. Milik 6), L. Insigne 6 (dal 37’
s.t. Mertens s.v.). (Rafael, Sepe, Hysaj,
Strinic, Giaccherini, Maksimovic, Rog,
Diawara, Tonelli). All. Sarri 6,5.

ARBITRO Valeri di Roma 6,5.
NOTE ammoniti Goldaniga, Aleesami,
Bonucci e D. Alves per gioco scorretto;
Gonzalez e Mandzukic per
comportamento non regolamentare.

CHIEVO (4-3-1-2) Sorrentino 6;
Cacciatore 5 (dal 18’ s.t. Izco 5,5),
Dainelli 5, Cesar 5,5, Gobbi 5; Castro 6,
Radovanovic 5,5, Hetemaj 5; Birsa 5 (dal
18’ s.t. De Guzman 6); Meggiorini 5,5
(dal 13’ s.t. Floro Flores 6), Inglese 5.
(Seculin, Confente, Spolli, Rigoni,
Gamberini, Frey, Parigini, Bastien,
Pellissier). All. Maran 5.
ARBITRO Di Bello di Brindisi 6,5.
NOTE ammoniti Koulibaly, Albiol, Gobbi,
Cesar, Dainelli e Castro per gioco
scorretto.

basate sui più moderni modelli
economici applicati nell’ambi­
to delle acquisizioni sportive. I
miei soci hanno oltre 20 anni
di esperienza nel settore spor­
tivo a livello internazionale e
abbiamo creato un ottimo pro­
getto, un progetto che avrebbe
potuto offrire al Palermo quel­
la solidità necessaria per co­
struire un grande futuro. Pur­
troppo il presidente Zamparini

L’italoamericano Frank Cascio

e io non siamo riusciti a trovare
un’intesa, ma sento di doverlo,
comunque, ringraziare per
l’opportunità. Chissà che in fu­
turo questo sogno, non possa
diventare realtà. Il mio amore
per Palermo e per la sua gente
non cambierà mai. Questo pe­
riodo è stato fantastico ed il
rammarico più grande è di non
essere riuscito a dare ai miei
conterranei ciò che meritano».

E ADESSO? Si chiude quindi
l’ipotesi di una proprietà Usa
per il club rosanero, ma non la
volontà da parte di Maurizio
Zamparini di confrontarsi con
investitori che abbiano alle
spalle una solidità finanziaria
diversa. Resta in piedi il con­
fronto con la cordata cinese,
con la quale il patron avrà un
incontro nel prossimo mese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

26

Serie A R La 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

RISULTATI

CLASSIFICA

CAGLIARI-SAMPDORIA
stasera, ore 21

SQUADRE

MARCATORI

PT

PARTITE
IN CASA

CROTONE-ATALANTA
stasera, ore 19
FIORENTINA-MILAN

0-0

GENOA-PESCARA
Simeone (G), Manaj (P)

1-1

INTER-BOLOGNA
Destro (B), Perisic (I)

1-1

LAZIO-EMPOLI
Keita (L), Lulic (L)

2-0

NAPOLI-CHIEVO
Gabbiadini (N), Hamsik (N)

2-0

PALERMO-JUVENTUS
Goldaniga (P) autorete
SASSUOLO-UDINESE
Defrel (S)

0-1
1-0

TORINO-ROMA
3-1
Belotti (T), Iago Falque' (T) rigore,
Totti (R) rigore, Iago Falque' (T)

JUVENTUS
NAPOLI
INTER
ROMA
LAZIO
MILAN
CHIEVO
BOLOGNA
SASSUOLO
GENOA
FIORENTINA
TORINO
UDINESE
SAMPDORIA
PESCARA
PALERMO
CAGLIARI
EMPOLI
ATALANTA
CROTONE

15
14
11
10
10
10
10
10
9
8
8
8
7
6
6
5
4
4
3
1

RETI

FUORI

TOTALE

IN CASA

FUORI

RIGORI
TOTALE

DIFF.

FAVORE

CONTRO

PUNTI

POSIZIONE

2015-16

STAGIONE

G

V

N

P

G

V

N

P

G

V

N

P

F

S

F

S

F

S

RETI

T.

R.

T.

R.

E DIFFERENZA

2015-16

3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
2
3
3
2
3
3
2

3
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2
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1

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3

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1
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3
3
1
0
1
1
0
1
0

5 (+10)
9 (+5)
15 (-4)
11 (-1)
12 (-2)
9 (+1)
11 (-1)
3 (+7)
12 (-3)
6 (+2)
15 (-7)
13 (-5)
6 (+1)
10 (-4)
in B
7 (-2)
in B
4 (0)
11 (-8)
in B

15
10
2
6
5
11
7
19
4
14
1
3
13
9
in B
12
in B
17
8
in B

A parità di punti e di partite giocate, la classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti e differenza reti negli scontri diretti se tutti giocati
2) differenza reti globale 3) gol segnati 4) ordine alfabetico. Le ultime 3 retrocedono in B
CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI

7ª GIORNATA
SABATO 1 OTTOBRE
PESCARA-CHIEVO
UDINESE-LAZIO
DOMENICA 2 OTTOBRE
EMPOLI-JUVENTUS
ATALANTA-NAPOLI
BOLOGNA-GENOA
CAGLIARI-CROTONE
SAMPDORIA-PALERMO
MILAN-SASSUOLO
TORINO-FIORENTINA
ROMA-INTER

ore 18
ore 20.45
ore 18
ore 12.30
ore 15

ore 20.45

GAZZAWEB
www.gazzetta.it

LA MOVIOLA
di FRANCESCO CENITI
FCENITI@GAZZETTA.IT

IRRATI NEGA AL GENOA RIGORE E ROSSO
TAGLIAVENTO: OK I 2 PENALTY A TORINO
GIUSTO NON DARE IL GOL A HEURTAUX
La svista di Irrati è il buco nero del
team arbitrale di Messina. Per il resto,
conferma per Tagliavento e bene gli
altri. Stasera tocca a Rocchi (CrotoneAtalanta) e Gavilucci (Cagliari-Samp)

La sesta giornata non è finita:
stasera potrete seguire i due
posticipi (nella foto Kessie
dell’Atalanta) con le nostre
dirette, ma da subito potete
rivedere il meglio di questo
turno sul nostro sito. Si parte
con i gol, con gli highlights di
tutte le gare, dalla vittoria
della Juve fino a FiorentinaMilan. Ma troverete anche
approfondimenti, i top&flop
del weekend italiano e del
calcio estero. E molto di più...

INTER-BOLOGNA 1-1
Celi di Bari
Icardi giù in area dopo una leggera
trattenuta di Maietta: troppo poco per
un rigore. Idem sul contatto Santon­
Krejci: entrambi si aiutano con le ma­
ni. Qualche dubbio sulla punizione
concessa all’Inter (Verdi su Peresic):
sugli sviluppi, e dopo una prima re­
spinta, arriva il pari.
LAZIO-EMPOLI 2-0
Fabbri di Ravenna
Gara tranquilla, ok le 4 ammonizioni.

G

ENOA-PESCARA 1-1
Irrati di Pistoia
Un inizio di stagione così com­
plicato era difficile da prevedere per il
direttore di gara toscano, premiato a
Sportilia come il migliore dei fischiet­
ti di A nel passato campionato. Tra
l’altro, dal primo gennaio dovrebbe
diventare internazionale. Irrati in
queste prime giornate è sempre anda­
to in difficoltà sugli episodi, giudican­
doli male. Anche ieri a Marassi si è
perso un netto rigore in favore del Ge­
noa per un tocco con la mano di Zam­
pano più l’espulsione del giocatore
ospite. Certo, a velocità normale forse
non era così semplice capire la dina­
mica dell’azione, ma il replay non la­
scia dubbi: il tiro di Ocampos supera
Bizzarri, poco prima della linea di
porta c’è Zampano che tenta un salva­
taggio in extremis. Prende la palla
con la coscia, ma non basta per bloc­
care la conclusione. A questo punto va
a cercare il pallone con la mano, riu­

su Memushaj in area genoana. Corret­
ti i due gialli a Edenilson (il secondo
per un pestone su Caprari), rosso di­
retto a Pandev per qualche parola di
troppo (stigmatizzata pure dal tecni­
co Juric) all’arbitro seguita a una pro­
testa per un fallo non avuto.

6 RETI Icardi (Inter).
5 RETI Bacca (1, Milan); Callejon
(Napoli); Belotti (Torino).
4 RETI Kessie (1, Atalanta);
Borriello (Cagliari); Higuain
(Juventus); Milik (Napoli);
Dzeko (Roma).
3 RETI Destro e Verdi (Bologna);
Perotti (3) e Salah (Roma); Defrel
(Sassuolo); Iago Falque (1, Torino).
2 RETI Sau (Cagliari); Birsa e
Castro (Chievo); Pavoletti (Genoa);
Perisic (Inter); Khedira (Juventus);
Immobile (Lazio); Niang (1, Milan);
Hamsik e Mertens (Napoli);
Nestorovski (Palermo); Totti (2,
Roma); Muriel e Quagliarella (1,
Sampdoria); Baselli (Torino); Perica
e Zapata (Udinese).
1 RETE Masiello e Petagna
(Atalanta); Di Francesco e Taider
(Bologna); Bruno Alves (Cagliari);
Cacciatore, Gamberini e Rigoni
(Chievo); Palladino, Sampirisi e
Trotta (Crotone); Bellusci e Costa
(Empoli); Babacar, Badelj,
Bernardeschi (1), Carlos Sanchez e
Kalinic (Fiorentina); Gakpe, Laxalt,
Ntcham, Rigoni e Simeone (Genoa);
Daniel Alves, Lichtsteiner, Pjanic e
Rugani (Juventus); Cataldi, De Vrij,
Hoedt, Keita, Lombardi, Lulic,
Milinkovic-Savic e Radu (Lazio);
Suso (Milan); Gabbiadini (Napoli);
Rispoli (Palermo); Bahebeck, Benali,
Caprari e Manaj (Pescara);
El Shaarawy e Strootman (Roma);
Barreto (Sampdoria); Antei, Berardi
(1) e Politano (1, Sassuolo); Martinez
(Torino); Danilo e Felipe (Udinese).

Zampano con la mano: rigore non visto ANSA

scendo a respingerlo. Non è, insom­
ma, una carambola fortuita con tocco
involontario. Qui è chiaro l’intento di
Zampano: salvare il gol. E quindi rigo­
re più espulsione. Irrati non se ne ac­
corge e non lo aiuta neppure l’addi­
zionale Russo (non era nella posizio­
ne giusta per farlo). Semmai sarebbe
servita come il pane la Var: un arbitro
davanti al monitor avrebbe evitato la
svista del collega. La prossima setti­
mana al via i test tecnologici anche in
Italia, ma prima di vedere gli effetti
concreti ci vorrà almeno un anno: per
il momento sperimentazione off line,
senza comunicazione tra arbitro in
campo e quello alla moviola. L’errore
su Zampano non è l’unico caso della
partita. Dubbi su un intervento di Izzo

SASSUOLO-UDINESE 1-0
Doveri di Roma
Nel recupero l’Udinese va a segno, ma
il gioco era già stato giustamente fer­
mato per la spinta di Perica su Peluso
(entrambe le mani sulla schiena) e
quindi è inutile il tocco successivo di
Heurtaux che insacca.
Andrea Belotti, 22 anni

TORINO-ROMA 3-1
Tagliavento di Terni
Buona gara di Tagliavento. Regolare il
vantaggio di Belotti, non c’è fuorigio­
co. Dzeko colpisce il palo a gioco fer­
mo: in precedenza fallo di De Rossi su
Boye. Nella ripresa concessi due giusti
rigori. Prima c’è il netto sgambetto di
Peres su Belotti; poco dopo intervento
di De Silvestri sul piede di Perotti che
lo aveva superato.
FIORENTINA-MILAN PAGINA 3

Mattia Destro, 25 anni

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

OPINIONI

www.gazzetta.it

TUTTE LE NOTIZIE SUL NOSTRO SITO

Dopo il successo in Supercoppa

La vignetta

Il campionato

TROPPA OLIMPIA
SOLO PER L’ITALIA

di Valerio Marini

SONO TUTTI AMICI
DI JUVE E NAPOLI

L’ANALISI
di UMBERTO ZAPELLONI
email: uzapelloni@rcs.it
twitter: @uzapelloni

L

a Supercoppa italiana è un
trofeo che a Milano avrebbe
fatto notizia soprattutto in
caso di sconfitta. Ma è pur
sempre una prima volta
nell’albo d’oro più ricco del nostro
basket e allora ecco Giorgio Armani
in persona in mezzo al campo ad
alzare la coppa gigante tra i suoi
ragazzi già vestiti con tanto di
maglietta celebrativa. Giusto così,
bello così. Dopo Coppa Italia e
scudetto è la terza vittoria di fila
per gli uomini in rosso e la
sensazione è di essere soltanto
all’inizio della storia. L’Olimpia
quest’anno è illegale tanto è forte,
talentuosa e profonda per il
campionato italiano. E’ una squadra
costruita per schiacciare la
concorrenza, non solo per batterla.
Repesa ha a disposizione non uno,
ma due, se non tre, quintetti da
giostrare a suo piacimento e può
permettersi di non sentire la
mancanza del suo acquisto più
pesante, il serbo Raduljica, rimasto
fuori dopo l’infortunio alla caviglia
dell’altra sera.
L’Olimpia EA7 è un’arma illegale
per l’Italia, un’arma potente per
tentare l’assalto all’Europa, anche
se non sarà esattamente facile
vincere l’Eurolega come vorrebbe
Giorgio Armani. Dopo anni di
tentativi, Milano sembra aver
finalmente operato sul mercato in
modo saggio e intelligente,
spendendo, ma non sperperando e
aggiungendo oltre a tanta qualità
anche parecchio cuore. Se quando
sei a +21 non uno ma due giocatori
si tuffano sul parquet per
recuperare un pallone il segnale
non è buono. E’ ottimo. La
macchina di Repesa va ancora
affinata, perfezionata, ma il
rodaggio sembra già finito ancora
prima di cominciare a fare sul serio.
E senza stare a guardare le stelle
che possono essere di volta in volta

27

Kruno Simon, Rakim Sanders,
Miroslav Raduljica, Ricky Hickman
o Ale Gentile e capitan Cinciarini,
segnatevi il nome di Zoran Dragic, il
miglior rimbalzista della finale,
quello che Dan Peterson definisce
«un Premier con più talento».
Magari non lo vedete, ma quando
alla fine andate a leggere le cifre lo
sentirete eccome. Sa quando e dove
mettere le mani. Sempre. Non è
difficile capire perché Repesa lo
abbia voluto ancora con sé.
Ma dietro Milano che cosa c’è? Ci
sono squadre toste come Avellino,
Reggio Emilia, probabilmente
Venezia. Ben allenate, ben costruite
con i budget a disposizione. Ma non
abbastanza profonde da
impensierire Milano alla distanza.
Non vincere questo scudetto
sarebbe un peccato mortale, più
grave di quello della Juve nel calcio.
L’importante per questa stagione
che verrà presentata ufficialmente
oggi proprio sul parquet del Forum
ripulito dallo spumante, è
cominciare a veder crescere tutto il
movimento. Un’impresa difficile per
il presidente di Lega Egidio Bianchi
e il suo direttore generale Federico
Zurleni. Sono già nel mirino di più
di una società. L’augurio è che li
lascino lavorare. Che per una volta
si guardi al generale e non al
particolare, si lasci prevalere
l’interesse del movimento a quello
personale. Certo, è un po’ come
chiedere a un bambino di non
toccare la tavoletta di cioccolato che
ha davanti agli occhi. Ma cercare di
fargli capire che da lì può nascere
una torta ancora più buona. Oggi al
Forum sarà curioso vedere in quanti
avranno già le mani sporche di
coccolato perché non hanno saputo
resistere alla tentazione di
addentare la tavoletta.

IL COMMENTO
di LUIGI GARLANDO
email: lgarlando@rcs.it

Twitter

FLAVIA PENNETTA
Ex tennista
 Buon pranzo a tutti e buona
domenica greta_g #romeo
@flavia_pennetta

BEATRICE VIO
Oro alle paralimpiadi
 Non ero così rilassata da
trooooppo ragazzi che figata
questa Rio
@VioBebe

MATTEO TAGLIARIOL
Azzurro di scherma
 Ieri io e @RossyPuppy
abbiamo vinto un super
peluche!!!
@MatteoTagl

Buon basket a tutti. Anche al
presidente Petrucci che ancora non
si è ripreso dal flop preolimpico ma
già sogna una resurrezione
europea. A giudicare da quanti
minuti veri promettono le nostre
squadre ai giocatori italiani non c’è
troppo da stare allegri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L

e milanesi e la Roma
celebrano la domenica della
gentilezza. Nessuno osa
vincere e turbare le due
regine là davanti, ora
protette da un fossato di sicurezza di
3 punti. E alla prossima Inter e Roma
si ruberanno punti tra loro. L’Inter ha
capito con la Juve quanto potrà
costruire sull’asse Joao Mario­
Banega. Poi con l’Empoli ha imparato
che può fare a meno di Banega e con
il Bologna che non può fare a meno
di Joao Mario. Senza il portoghese
che verticalizza rapido, Candreva e
Perisic ricevono palla quando le
fasce sono già state chiuse a doppia
mandata (terzini e esterni in
ripiego), come ieri; e Banega, invece
di avere a disposizione ampi corridoi
da imbucare, si ritrova francobollato
da un mediano, davanti a una difesa
schierata dove non passa uno spillo.
Un altro Banega alle spalle di Icardi,
De Boer può inventarselo (Eder,
Perisic...), un altro Joao Mario no.
Infatti ieri, con Medel e Kondogbia,
l’Inter ha riportato le lancette
indietro e la fonte del gioco è tornata
arida come un deserto. Tra la
rapidità con cui il portoghese strappò
palla e lanciò in gol Icardi a Empoli e
il dribbling suicida di Kondogbia che
ha mandato in gol Destro corre un
abisso di buon senso e sapienza
tattica. Il francese si ostina a fermar
palla e ad avvitarsi più della
Cagnotto prima di passarla. Perde 3­
4 tempi di gioco rispetto a quelli
previsti da De Boer che infatti ha
perso la pazienza e lo ha cacciato a
metà del primo tempo, precettando
Gnoukouri, bravo a sveltire.
Sostituzione traumatica, ma è
attraverso messaggi forti come
questo che s’impianta un’idea nella
testa della squadra: la palla deve
arrivare in fretta ai 4 davanti
chiamati a risolvere. E’ attraverso
messaggi disciplinari perentori come
quelli recapitati a Brozovic che si
fonda un gruppo solido. Una stessa

idea di gioco e regole condivise: il
mezzo passo falso di ieri rientra nel
percorso di crescita di una squadra in
formazione. Perché sono le squadre,
i gruppi a vincere, non i giocatori. De
Boer, cresciuto nel socialismo
calcistico dell’Ajax, lo sa meglio di
altri. E lo sa bene anche Spalletti,
pilota di una Roma che fatica a
essere squadra e gruppo: disfa in
difesa ciò che costruisce in attacco e
non sa compattarsi nelle difficoltà,
come ha denunciato il tecnico che è
stato durissimo. Ha parlato di «menti
malate», non ha attaccato una
sconfitta, ma il «lungo periodo», un
male oscuro. Si è ufficialmente
arreso alla Storia. E anche a Totti,
osannato a Torino e arrivato a 250
gol. Bravo, unico, ma finché una
riserva di 40 anni verrà avvertita
come il salvatore necessario e non
come un accessorio di lusso (come
l’ultimo Del Piero), Spalletti sa che
quella squadra difficilmente
maturerà. Quella infatti era la Juve
di Conte, questa resta la Roma di
Totti che, non a caso, ha perso contro
un Toro meno talentuoso, ma
tremendamente affamato e solidale.
Una squadra. Lo sta diventando il
Milan che, come con Samp e Lazio,
ha sofferto per poi crescere alla
distanza contro una bella Fiorentina.
Primi tempi che sembrano
ammissione di debolezza, ma che
sono anche palestre di sofferenza
dove forgiare una nuova solidità. Tre
partite di fila senza prendere gol il
Milan non le ha allineate spesso di
recente. Montella, dopo aver gettato
il seme del palleggio, ha bullonato la
fase difensiva, in attesa che i giovani
crescano e che i cinesi gli acquistino
qualità per migliorare quella
offensiva. Non perdere restituisce
sicurezze. Come De Boer, ha gettato
solide basi per la casa nuova. Come
De Boer, ieri avrebbe potuto vincere
all’ultimo respiro (Ranocchia,
Adriano) e allora Milano sarebbe
salita a ridosso di Juve e Napoli.
Notate, per finire; con i 3 punti persi
a tavolino, il Sassuolo sarebbe terzo
in beata solitudine. Perché ha un
gioco, perché è già squadra in un
campionato­cantiere di squadre in
costruzione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La testimonianza del pilota della Ducati

CHE SOFFERENZA STARE FUORI DAL GP, SPERAVO VINCESSE VALE
L’INTERVENTO
di ANDREA IANNONE

G

uardare la MotoGP davanti alla tv è molto
difficile, mi rende estremamente nervoso:
invece di starmene seduto sul divano vorrei

essere lì a correre. Non è facile accettare questa
situazione. Speravo vincesse Valentino, Marquez a
un certo punto era scivolato indietro, Viñales
andava molto forte e pensavo facesse più fatica a
recuperare. Però Marc è stato bravo a restare calmo
e a non prendere rischi eccessivi. La sua è stata una
vittoria meritata. Adesso ha un gran vantaggio in
classifica, tutto dipende da lui, però Vale è in gran
forma, sarà un bellissimo finale.
È stata una bella gara, la Suzuki si è confermata

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competitiva anche se c’è da capire perché dopo metà
gara sia calata tanto. Mi ha sorpreso Lorenzo: era
sotto tono e invece alla fine ha tirato fuori il coniglio
dal cilindro. Il suo è stato un weekend strano: venerdì
era lento, la qualifica non era stata male, il warm up
invece non era andato bene. Ma in gara è tornato a
essere Lorenzo. I più forti alla fine ci sono sempre.
La Ducati: venerdì avevo avuto ottime sensazioni
durante i giri nel primo turno, mi è spiaciuto
dovermi fermare. Pirro è stato bravo, malgrado i

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continui cambi di moto e su una pista dove aveva
girato l’ultima volta cinque anni fa. In corsa poi
non so bene che cosa sia successo a lui e Dovizioso
con le gomme Michelin, quando non sei lì è
difficile fare commenti. Però sono state due gare
sotto le aspettative, mi spiace perché i ragazzi
della squadra non se lo meritano, la Ducati è
molto più competitiva di quel che si è visto. Ci
sono tre settimane prima del Giappone, martedì
proverò a ricominciare ad allenarmi
normalmente. Non sarà facile, ho sempre male,
però ho voglia di riabbracciare la mia moto, ieri
mi è mancata troppo.

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1,80; U.S.A. USD 4,00.

28

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Mondo R Inghilterra

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

SPAGNA

Caso Real:
Ronaldo
sostituito
e furioso
Filippo Maria Ricci
CORRISPONDENTE DA MADRID
@filippomricci

H

Claudio Ranieri, 64 anni,
allenatore del Leicester sconfitto
4-1 dal Manchester United LAPRESSE

Francesco Guidolin, 60 anni,
tecnico dello Swansea, battuto in
casa 1-3 dal Manchester City GETTY

Antonio Conte, 47 anni,
allenatore del Chelsea che ha
perso 3-0 con l’Arsenal AP

Italians di Premier:
zero punti, 10 gol subiti
Ora bisogna reagire

1Il Leicester di Ranieri ha problemi di attenzione, Conte una difesa
che fa acqua, Guidolin rischia allo Swansea. E oggi c’è Mazzarri
Stefano Boldrini
CORRISPONDENTE DA LONDRA

I

talians zero punti. Giorni
difficili per i nostri allena­
tori impegnati in Premier:
dopo le tre sconfitte incassate
da Ranieri, Conte e Guidolin,
tocca a Walter Mazzarri, con il
Watford impegnato stasera a
Burnley, riscattare un sabato
nero. Tre sconfitte, tre analisi.
CONTE Lo 0­3 incassato nel der­
by con l’Arsenal ha messo a nu­
do la dimensione di una squa­
dra che, in avvio di stagione,
aveva mascherato i problemi
grazie alla carica trasmessa da
Conte. Nel momento in cui la
carica è diminuita, sono tornati
a galla i limiti della scorsa sta­
gione: difesa con troppi ele­
menti stagionati, centrocampo
fragile. Ivanovic e Cahill sono i
simboli della disfatta dell’Emi­
rates: quando manca Terry,
vanno tutti in barca. Gli errori
con Swansea, Liverpool, Leice­
ster e Arsenal hanno spiegato

perché Conte abbia inseguito a
lungo Bonucci e Koulibaly. Da­
vid Luiz è stato un ripiego paga­
to a peso d’oro. Conte ha cali­
brato le parole dopo il k.o. con i
Gunners: «Siamo grandi solo
sulla carta. E’ sul campo che
dobbiamo dimostrarlo. Io cono­
sco un’unica strada: il lavoro». I
media per ora non calcano la
mano su Conte: sanno benissi­
mo che i problemi vengono da
lontano. Sul mercato il Chelsea
è in difficoltà, mentre il club ha
fatto dell’isolamento, in pieno
stile Abramovich, una scelta di
vita. Ieri riposo generale.
RANIERI Cinque sconfitte nelle
nove gare ufficiali mostrano in
modo inequivocabile le difficol­
tà del Leicester dopo la conqui­
sta del titolo. La difesa è in sof­
ferenza: 17 gol incassati. La
perdita di Kanté, fantastico re­
cuperatore di palloni, non può
giustificare questi numeri. Le
tre reti rimediate su corner con­
tro lo United sono quasi un re­
cord. Ranieri ieri ha parlato alla
squadra: «Ho detto che la scor­

sa stagione quando andavamo
sotto reagivamo, mentre ades­
so perdiamo la bussola. Se in­
cassi tre gol su calcio d’angolo,
significa che esiste un problema
di attenzione. I nomi sono gli
stessi di un anno fa e il portiere,
Zieler, non ha colpe. I cambi di
Vardy e Mahrez non sono stati
punitivi: ho risparmiato ener­
gie in vista della Champions».
GUIDOLIN L’allenatore dello
Swansea si è goduto ieri il gior­
no di riposo a Londra, con una
bella passeggiata a Battersea
Park. La sua posizione è la più
delicata. Si parla di Liverpool
come di ultima spiaggia, ma lo
Swansea contro il Manchester
City, già affrontato mercoledì in
Coppa di Lega, ha giocato bene:
«E’ come se avessimo incontra­
to due volte in quattro giorni il
Barcellona. Sono sereno perché
la squadra è viva e ha dimostra­
to di tenere testa al City. Cono­
sco le regole del calcio, ma sono
convinto che ci tireremo fuori
dai guai».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ITALIANI ALL’ESTERO

Napoleoni marcia su Istanbul
Pellé e Lanzafame: bomber day

M

omento felice per i go­
leador italiani. Dop­
pietta di Napoleoni
(Istanbul, 7,5) nella sua prima
gara in stagione contro l’Anka­
raspor: entra al 20’ s.t. sullo 0­2,
pareggia e porta i suoi in testa.
In alto pure Sansone (Villarreal,
7) che dopo l’eurogol con la Re­
al Sociedad segna all’Osasuna,
con Soriano (7) che si conquista
il penalty del 2­0. E gran gol di
Pepito Rossi (Celta, 7) nel 2­0
all’Espanyol. Terza rete di fila
per Lanzafame (6,5) con l’Hon­
ved e 4° in 9 match per Pellé
(Shandong) che col Guoan sfio­
ra un altro centro in rovesciata
poi prende il rigore del 2­1.

AH CARRERA! Momento altale­
nante per i tecnici. Oltre a Conte
(Chelsea, 5), Ranieri (Leicester,
5), Guidolin (Swansea, 5,5),
perdono Carrera (Spartak, 5),
al 1° k.o. a Mosca con l’Ufa, che
aveva causato ai moscoviti pure
l’ultima sconfitta, a maggio;
Bocchetti (6) non ha colpe. Rossi (Honved, 5,5) k.o. in casa
(1­2) col Videoton; pari per
Stramaccioni (Panathinaikos,
6) imbrigliato dal Panaitolikos
(0­0). Bene Ancelotti (Bayern,
7) che azzecca il cambio Ribery
e vince. In B inglese Zenga
(Wolverhampton, 7) passa col
Brentford e Di Matteo (A. Villa,
6) rimonta il Newcastle. Bel pa­

ri del Lugano di Manzo (7) col
Thun (2­2), che lo porta nel
gruppo delle seconde. Sirigu
(Siviglia, 4.5) male: espulso per
una gomitata a 2’ dalla fine,
Motta (Psg, 5) rischia il rosso e
regala al Tolosa il 2­0; Grifo
(Friburgo, 5,5) si mangia un
gol; Donati (Mainz, 5,5) non
brilla. Zaza (West Ham, 5,5) un
solo tiro, e Ogbonna (5) crolla
col Southampton. Piccini (Betis,
6,5) tranquillo col Malaga
(1­0). Debutta dall’inizio in Bel­
gio Marrone (Zulte, 6,5) nel 3­2
al Malines. Vincono Ferrara (7)
e Cannavaro (7) nella B cinese
© RIPRODUZIONE RISERVATA

a smoccolato. In por­
toghese e in spagnolo.
Ha fatto tutta una se­
rie di facce che coprivano
l’arco costituzionale del­
l’espressività nell’ambito di
frustrazione e arrabbiatura.
Se n’è andato da solo, senza
salutare nessuno, pensiero­
so. Tutto un gran teatro,
quello di Ronaldo. Non gli è
piaciuto il cambio deciso da
Zidane che al 72’ della parti­
ta del Madrid a Las Palmas lo
ha richiamato ponendo fine
a una prestazione con qual­
che lampo e parecchio gri­
giore facendo entrare il can­
terano fedele Lucas Vazquez.
Il Madrid vinceva con lui e
ha pareggiato senza. Lo scor­
so anno Ronaldo non veniva
mai cambiato, e alla fine si è
rotto. Però se lo cambi s’in­
nervosisce, e lo dimostra. E
ieri è stato spalleggiato an­
che dai combattivi tweet di
Dolores Aveiro, l’adorata
mamma. Perché ormai il cal­
cio è così: giocano anche
procuratori, fidanzate, fra­
telli, mamme.
PEREZ SBUFFA Zidane ha di­
feso la scelta e sgonfiato il
caso, perché sa che la cosa
peggiore è l’attacco di «feb­
bre gialla» che ha colpito il
Madrid: pareggi consecutivi
con Villarreal e Las Palmas, e
domani la complessa gara
europea di Dortmund. Tre
squadre con la maglia gialla.
Il credito al Madrid è merce
che si esaurisce in tempi re­
cord: Florentino Perez sbuf­
fa più di Ronaldo e i dubbi
che lo avevano spinto a non
scegliere Zidane come suc­
cessore di Ancelotti puntan­
do su Benitez sono ora in pie­
no fulgore.
GRIEZMANN E SANSONE Tre
punti faticati per l’Atletico al
Calderon contro il Deporti­
vo: 1­0 con gol del solito
Griezmann e due infortuni,
gravissimo quello di Augusto
Fernandez (legamento), me­
no quello di Gimenez. Griez­
mann è a 4 reti come Nicola
Sansone, ieri di nuovo a se­
gno nel 3­1 del Villarreal al­
l’Osasuna. Gli altri gol di Pa­
to (primo in Liga) e Bruno
Soriano, Villarreal terzo con
l’Atletico e l’Athletic.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scarpa d’Oro
Gytkjær mette
la freccia e vola

29

LE CLASSIFICHE
BUNDESLIGA

LIGA
SQUADRA

PT

G. V. N. P.

F.

S.

SQUADRA

PT

G. V. N. P.

F.

S.

REALMADRID
BARCELLONA
ATL.MADRID
VILLARREAL
ATH.BILBAO
SIVIGLIA
LASPALMAS
EIBAR
BETIS
REALSOCIEDAD
CELTAVIGO
LEGANES
SP.GIJON
ALAVES
VALENCIA
DEPORTIVO
MALAGA
ESPANYOL
GRANADA
OSASUNA

14
13
12
12
12
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10
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7
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6
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5
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6
6
6
5
6

15
19
12
9
9
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14
8
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4
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3
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11
9
8
10
14
4
12
5
8
14
12
13

BAYERN
BORUSSIAD.
COLONIA
BORUSSIAM.
EINTRACHTF.
HERTHA
RBLEIPZIG
MAINZ
HOFFENHEIM
LEVERKUSEN
AUGSBURG
FRIBURGO
WOLFSBURG
DARMSTADT'98
WERDER
INGOLSTADT04
AMBURGO
SCHALKE

15
12
11
10
10
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5
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5
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5
5

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16
9
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1
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7
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4

6A GIORNATA

5
4
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3
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4
4
5

5A GIORNATA

Borussia D.-Friburgo 3-1 Aubameyang
(B) 45' pt; Piszczek (B) 8', Philipp (F) 15',
Guerreiro (B) 46' st
Amburgo-Bayern 0-1 Kimmich (B) 43' st
Augsburg-Darmstadt '98 1-0 Finnbogason (A) 2' st
Borussia M.-Ingolstadt 04 2-0 Stindl
(B) 42' pt; Wendt (B) 31' st
Eintracht F.-Hertha 3-3 Ibisevic (H)
19' rig., Fabian (E) 39', Meier (E) 45' pt;
Ibisevic (H) 13', Esswein (H) 20', Hector
(E) 47' st
Mainz-Leverkusen 2-3 Malli (M) 31',
Hernandez (B) 32', Bell (M) 35' pt; Hernandez (B) 21' e 47' st
Werder-Wolfsburg 2-1 aut. Bauer (Wb)
24', Thy (Wb) 41', Gebre Selassie (Wb) 46' st
Hoffenheim-Schalke 2-1 Choupo Moting
(S) 4', Kramaric (H) 18', Rupp (H) 42' pt
Colonia-Rb Leipzig 1-1 Burke (R) 5',
Osako (C) 25' pt

Betis-Malaga 1-0 Joaquin (B) 25' pt
Eibar-Real Sociedad 2-0 aut. Illarramendi (R) 12', Bebe' (E) 21' st
Sp. Gijon-Barcellona 0-5 Suarez (B)
29', Rafinha (B) 32' pt; Neymar (B) 35'
e 43', Turan (B) 40' st
Ath. Bilbao-Siviglia 3-1 San Jose' (B)
27' pt; Nasri (S) 10', Balenziaga (B) 21',
Aduriz (B) 45' rig. st
Las Palmas-Real Madrid 2-2 Asensio
(R) 33', Tana (P) 38' pt; Benzema (R) 22',
Araujo (P) 40' st
Leganes-Valencia 1-2 Szymanowski (L)
21', Nani (V) 34' pt; Mario Suarez (V) 7' st
Atl. Madrid-Deportivo 1-0 Griezmann
(A) 25' st
Villarreal-Osasuna 3-1 Pato (V) 5', Bruno Soriano (V) 24' rig., Sansone (V) 39',
Roberto Torres (O) 46' rig. pt
Espanyol-Celta Vigo 0-2 Rossi (C) 46',
Sisto (C) 48' st
Alaves-Granada 26/9

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

30settembre:ore20:45RealSociedad-Betis
1ottobre:ore13:00Granada-Leganes,ore
16:15Siviglia-Alaves,ore18:30Osasuna-Las
Palmas,ore20:45Deportivo-Sp.Gijon
2ottobre:ore 12:00 Valencia-Atl. Madrid,
ore 16:15 Real Madrid-Eibar, ore 18:30
Malaga-Ath. Bilbao, Espanyol-Villarreal,
ore 20:45 Celta Vigo-Barcellona

30 settembre: ore 20:30 Rb LeipzigAugsburg
1ottobre: ore 15:30 Ingolstadt 04-Hoffenheim, Bayern-Colonia, Hertha-Amburgo,
Friburgo-Eintracht F., Darmstadt '98-Werder, ore 18:30 Leverkusen-Borussia D.
2 ottobre: ore 15:30 Wolfsburg-Mainz,
ore 17:30 Schalke-Borussia M.

LIGUE 1

PREMIER LEAGUE

SQUADRA

PT

G. V.

N. P.

F.

S.

SQUADRA

PT

G. V.

N. P.

F.

S.

NIZZA
MONACO
TOLOSA
PSG
BORDEAUX
METZ
ST.ETIENNE
GUINGAMP
LIONE
BASTIA
RENNES
ANGERS
MARSIGLIA
DIGIONE
CAEN
MONTPELLIER
LORIENT
NANTES
NANCY
LILLA

17
16
14
13
13
13
12
11
10
10
10
9
8
7
7
6
6
5
5
4

7
7
7
7
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7
7
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7
7
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7
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1
2
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2
1

12
15
11
15
11
9
10
9
13
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7
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8
6
6
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6
7
9
5
10
8
9
10
14
12
11
8
9
14

MANCHESTERC.
TOTTENHAM
ARSENAL
LIVERPOOL
EVERTON
MANCHESTERU.
CRYSTALP.
CHELSEA
SOUTHAMPTON
WBA
WATFORD
LEICESTERCITY
HULLCITY
BOURNEMOUTH
MIDDLESBROUGH
BURNLEY
SWANSEA
WESTHAM
STOKECITY
SUNDERLAND

18
14
13
13
13
12
10
10
8
8
7
7
7
7
5
4
4
3
2
1

6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
5
6
6
6
6
5
6
6
6
6

0
2
1
1
1
0
1
1
2
2
1
1
1
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2
1
1
0
2
1

18
10
15
16
10
12
10
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7
7
10
8
7
4
6
3
5
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4
5

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3
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6
6
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16
15
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5
5
4
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3
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1
2
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1
1
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1
2
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3
4
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3
5
4
4
5

7A GIORNATA

6
4
4
4
4
4
3
3
2
2
2
2
2
2
1
1
1
1
0
0

0
0
1
1
1
2
2
2
2
2
2
3
3
3
3
3
4
5
4
5

6A GIORNATA

Tolosa-Psg 2-0 Bodiger (T) 3' rig., Durmaz (T) 34' st
Lorient-Lione 1-0 Cabot (L) 6' st
Bastia-Guingamp 1-0 Crivelli (B) 31' st
Bordeaux-Caen 0-0
Digione-Rennes 3-0 Diony (D) 7', Marie'
(D) 19' pt; Diony (D) 33' st
Monaco-Angers 2-1 Diedhiou (A) 10',
Glik (M) 21', aut. Nwakaeme (A) 32' st
Montpellier-Metz 0-1 Erding (Me) 47'
rig. pt
St. Etienne-Lilla 3-1 Beric (S) 19', Nordin (S) 27', Civelli (L) 36', Roux (S) 48' st
Nancy-Nizza 0-1 Plea (Ni) 15' st
Marsiglia-Nantes 2-1 Sala (N) 3', N'Jie
(O) 22' pt; Gomis (O) 8' rig. st

Manchester U.-Leicester City 4-1
Smalling (M) 22', Mata (M) 37', Rashford
(M) 40', Pogba (M) 42' pt; Gray (L) 14' st
Bournemouth-Everton1-0Stanislas(B)23'pt
Liverpool-Hull City 5-1 Lallana (L) 17',
Milner (L) 30' rig., Mane' (L) 36' pt; Meyler
(H) 6', Coutinho (L) 7', Milner (L) 26' rig. st
Middlesbrough-Tottenham 1-2 Son (T)
7' e 23' pt; Gibson (M) 20' st
Stoke City-Wba 1-1 Allen (S) 28', Rondon (W) 46' st
Sunderland-Crystal P. 2-3 Defoe (S)
39' pt; Defoe (S) 15', Ledley (C) 16', Mc
Arthur (C) 31', Benteke (C) 49' st
Swansea-Manchester C. 1-3 Aguero
(M) 9', Llorente (S) 13' pt; Aguero (M)
20' rig., Sterling (M) 32' st
Arsenal-Chelsea 3-0 Sanchez (A) 11',
Walcott (A) 14', Ozil (A) 40' pt
West Ham-Southampton 0-3 Austin (S)
40' pt; Tadic (S) 16', Ward Prowse (S) 46' st
Burnley-Watford 26/9

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

30 settembre: ore 20:45 RennesGuingamp
1 ottobre: ore 17:00 Psg-Bordeaux,
ore 20:00 Caen-Tolosa, Lilla-Nancy,
Metz-Monaco, Nantes-Bastia, DigioneMontpellier
2ottobre:ore15:00Angers-Marsiglia,ore
17:00Nizza-Lorient,ore20:45Lione-St.Etienne

30settembre:ore21:00Everton-CrystalP.
1 ottobre: ore 13:30 Swansea-Liverpool,
ore 16:00 West Ham-Middlesbrough,
Watford-Bournemouth, SunderlandWba, Hull City-Chelsea
2 ottobre:ore13:00ManchesterU.-StokeCity,
ore 15:15 Tottenham-Manchester C., Leicester
City-Southampton,ore17:30Burnley-Arsenal

CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI

TOP 11: 2 GOL PER SANCHEZ E DOST
8

Christian Gytkjaer, 26 anni
 1) 18 punti, Gytkjær
Rosenborg (Norvegia);
2) 17 p., Zahovaiko, Paide, e
Kabaev, Sillamäe (Est); 4) 15
p., McMillan, Dundalk(Irl); 5)
14 p., Riski, SJK; Morelos, HJK
Kuqi, Inter (Fin); Karlsons,
Ventspils (Let), Gunnlaugsson
Akranes (Isl); Sappinen, Flora
(Es); Kjartansson, Malmo (Sv)

8

LAFONT
Tolosa

7,5

8

BELLERIN
Arsenal

D. SANCHEZ
Ajax

8
DEMBELÉ
Dortmund

8

NANI
Valencia

SON
Tottenham

8

SERGI ROBERTO
Barcellona

7,5

MATA
Man. Utd

7,5

8

8
DOST
Sporting

HERNANDEZ
Leverkusen

DIONY
Digione

GDS

30

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

www.uptobe.it

Serie B R I posticipi della 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

Verona, che sentenza: Pazzini su rigore

1Doppietta dal dischetto, ma il Frosinone ha ragione a protestare. Feriti in un incidente 9 tifosi ospiti
VERONA

2

0

FROSINONE

PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORE Pazzini su rigore al 20’ p.t.; Pazzini su rigore al 2’ s.t.
VERONA (4-3-3) Nicolas 6;
Pisano 6, Bianchetti 6, Caracciolo 6,
Souprayen 6; Romulo 6,5, Bessa 6,5,
Fossati 6; Valoti 6,5 (17’ s.t. Zaccagni
6), Siligardi 6 (dal 22’ s.t. Luppi 6),
Pazzini 7 (dal 31’ s.t. Gomez 6).
PANCHINA Coppola, Troianiello,
Ganz, Cherubin, Maresca,
Cappelluzzo.
ALLENATORE Pecchia 6.

FROSINONE (4-3-3) Bardi 6;
M. Ciofani 5,5, Pryyma 5,5, Ariaudo
5,5, Crivello 5,5; Sammarco 6
(dal 17’ s.t. Csurko 5,5), Gori 5,5,
Kragl s.v. (dal 9’ p.t. Frara 5,5);
Soddimo 6 (dal 36’ s.t. Paganini s.v.),
D. Ciofani 5, Dionisi 5,5.
PANCHINA Zappino, Belvisi, Gucher,
Volpe, Cocco, Mazzotta.
ALLENATORE Marino 6.

ARBITRO Sacchi di Macerata 4,5.
GUARDALINEE Bellutti 6-Muto 6.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Pryyma (F), Soddimo (F), M. Ciofani (F), D. Ciofani (F), Pisano
(V), Pazzini (V), Valoti (V), Fossati (V) e Romulo (V) per gioco scorretto; Bardi
(F) per comportamento non regolamentare.
NOTE paganti 4.658, incasso di 50.515 euro; abbonati 10.099, quota di
92.422 euro. Tiri in porta 3-4. Tiri fuori 1-2. In fuorigioco 0-3. Angoli 2-8.
Recuperi: p.t. 2’, s.t. 4’.

Francesco Bramardo
INVIATO A VERONA

V

ince il Verona, di rigore.
Tre punti importanti nel
weekend che vede il Cit­
tadella crollare in casa con il
Brescia, secondo posto per
l’Hellas che infila la terza vitto­
ria consecutiva: dopo Avellino
e Spal battuto il Frosinone, che
in trasferta non ha ancora se­
gnato. Partita spigolosa, in­
fiammata da due decisioni ar­
bitrali per due rigori dubbi
concessi ai padroni di casa. In
svantaggio dopo 20’ il Frosino­
ne ha provato a reagire con i
nervi più che con lucidità e gio­
co senza impensierire la porta
di Nicolas. Il secondo penalty
fischiato dopo meno di un mi­
nuto dall’inizio della ripresa ha
tagliato le gambe ai ciociari in­
formati, prima della gara di un

incidente stradale accaduto ai
propri tifosi: 9 feriti non gravi è
il bilancio del ribaltamento nei
pressi del casello autostradale
Verona nord di un pulmino.
L’ARBITRO Gara spigolosa, che
l’arbitro Luca Sacchi ha tentato
di rimettere in carreggiata di­
stribuendo cartellini gialli co­
me se piovesse per non farsela
sfuggire di mano. Il direttore di
Macerata, noto alle cronache
per le polemiche sull’arbitrag­
gio di un Catania­Crotone del
2014­15, con le dieci ammoni­
zioni odierne sale a 177 gialli
in 38 gare di B, una media di
4,6 cartellini a partita.
POLEMICHE Nel dopopartita
Pasquale Marino riassume il
malcontento di tutto il Frosino­
ne sull’operato del direttore di
gara. «E’ assurdo, ma vi rende­
te conto? ­ il commento del tec­

nico nel rivedere i due rigori in
tv ­ peccato che le partite ven­
gano decise da certi episodi. Se
già era dubbio il primo rigore il
secondo è assurdo». Non com­
menta Fabio Pecchia: «Noi sia­
mo rimasti in dieci a Beneven­
to e non ho detto nulla. Abbia­
mo vinto una gara difficile».

IL MIGLIORE

7
 PAZZINI

ATTACCANTE DEL VERONA

I RIGORI Al 16’ il primo squillo
è di Pazzini, girata di testa che
brucia Ariaudo ma il pallone
termina di poco fuori. Due mi­
nuti dopo ci pensa Sacchi a
scaldare gli animi con il primo
rigore generoso concesso al
Verona. Sul tiro ravvicinato in
area di Valoti il pallone colpi­
sce Pryyma che si copre il volto
con il braccio. Rigore eccessi­
vo, che Pazzini non sbaglia.
Marino sbuffa come un manti­
ce, in campo volano spintoni e
qualche calcio di troppo. Dopo
50 secondi dall’inizio del se­
condo tempo arriva il secondo
rigore, anche questo molto ge­
neroso. Il difensore centrale
Pryyma, ancora lui, colpisce
palla poi tocca sullo slancio Si­
ligardi. Rigore per Sacchi e
Pazzini non sbaglia, quattro re­
ti per il Pazzo dall’inizio della
stagione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CLASSIFICA
SQUADRE

PT

CITTADELLA
VERONA
BENEVENTO (-1)
PISA
SPEZIA
BRESCIA
CARPI
ENTELLA
FROSINONE
BARI
TERNANA
ASCOLI
SALERNITANA
PRO VERCELLI
SPAL
CESENA
TRAPANI
NOVARA
VICENZA
LATINA
PERUGIA
AVELLINO

15
13
11
11
10
9
9
8
8
8
7
6
6
6
5
5
5
5
5
4
3
3

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
5
6
6
5
5
6
6
6
6
5
6

5
4
3
3
2
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
1
0
1
1
0
0
0

0 1 13 6
1 1 13 6
3 0 11 3
2 1 4 2
4 0 5 3
3 1 9 5
3 1 7 5
2 2 7 7
2 2 4 5
2 2 4 7
4 1 4 5
3 1 6 5
3 2 6 6
3 2 6 10
2 2 7 8
2 2 3 4
5 1 4 6
2 3 6 9
2 3 3 9
4 2 6 10
3 2 4 6
3 3 2 7

S

KETO SYSTEM
L’EFFICACIA
NELL’ANTICADUTA CAPELLI

SERIE A PLAYOFF PLAYOUT RETROCESSIONI

7ª GIORNATA
VENERDI 30 SETTEMBRE
BRESCIA-BARI
SABATO 1 OTTOBRE
AVELLINO-PRO VERCELLI
BENEVENTO-NOVARA
ENTELLA-VICENZA
FROSINONE-PERUGIA
SPAL-SALERNITANA
TERNANA-VERONA
TRAPANI-CITTADELLA
DOMENICA 2 OTTOBRE
CESENA-LATINA
ASCOLI-SPEZIA
LUNEDI 3 OTTOBRE
CARPI-PISA

(ore 20.30)
(ore 15)

(ore 15)
(ore 17.30)
(ore 20.30)

LA GARA DI STASERA
PERUGIA

(4-3-3)

SPAL

(5-3-2)

OGGI ore 20.30

PREZZI 13-57 euro
1
ROSATI

18
DEL PRETE

14
VOLTA

17
BELMONTE

16
CHIOSA

15
ZEBLI

33
BRIGHI

11
DEZI

21
NICASTRO

9
BIANCHI

7
GUBERTI

7
ANTENUCCI
19
MORA

9
CERRI
4
ARINI

28
SCHIATTARELLA

24
5
23
2
29
DEL GROSSO GIANI VICARI GASPARETTO LAZZARI
22
BRANDUANI

PERUGIA Out Mancini e Drolè, recuperati
Buonaiuto e Zapata. In forse Guberti,
rientrano Belmonte, Chiosa, Brighi e Dezi.
Ballottaggio tra Zebli e Acampora.
PANCHINA 22 Elezaj, 2 Imparato, 8 Ricci,
6 Monaco, 27 Di Chiara, 4 Acampora,
29 Buonaiuto, 13 Zapata, 10 Di Carmine.
ALLENATORE Bucchi. SQUAL. Imparato.
SPAL Problemi per Meret e Pontisso, non
ancora pronto Schiavon: in porta torna
Branduani, prima da titolare per Vicari e
Del Grosso. PANCHINA 12 Marchegiani,
3 Silvestri, 6 Cremonesi, 13 Beghetto, 8
Spighi, 20 Castagnetti, 10 Grassi, 17 Zigoni,
11 Finotto. ALL. Semplici. SQUAL. nessuno.
ARBITRO Pezzuto di Lecce.
GUARDALINEE Grossi-Formato.
TV Sky Sp. Plus HD, Mix HD e Calcio 3 HD.

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videodermatoscopio; dati statisticamente significativi (p < 0,01).
*Non contiene glutine o i suoi derivati. L’indicazione consente una decisione informata ai soggetti con “Sensibilità al glutine non-celiaca (Gluten Sensitivity)”.
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32

Lega Pro R Girone A: 6a giornata

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alessandria, è la sesta meraviglia
Mezavilla e Bocalon: steso il Como
1L’ultimo avvio
così dei grigi è di
89 anni fa. Ancora
una volta Gonzalez
fa la differenza
ALESSANDRIA-COMO
2-0
MARCATORI Mezavilla al 27’, Bocalon
al 34’ p.t.
ALESSANDRIA (4-4-2) Vannucchi
6,5; Celjak 6,5 (dal 31’ s.t. Sosa 6),
Gozzi 7, Piccolo 6,5, L. Barlocco 6;
Sestu 6,5, Cazzola 6, Mezavilla 6,5,
Iocolano 6; Gonzalez 7 (dal 37’ s.t.
Branca s.v.), Bocalon 6,5 (dal 29’ s.t.
M. Marconi 6). (La Gorga, Manfrin,
Cottarelli, Nicco, Fischnaller, Fissore,
Marras). All. Braglia 6,5.
COMO (3-5-2) Zanotti 5; Ambrosini 6,
Briganti 5, Nossa 5,5; A. Marconi 6,
Pessina 6 (dal 12’ s.t. Cristiani 6),

Fietta 6, Di Quinzio 5 (dal 33’ s.t. Peverelli s.v.), Sperotto 5 (dal 1’ s.t. Bertani
5,5); Chinellato 5, Le Noci 5. (Crispino,
R. Barlocco, Antezza, Scaglione, Cortesi, De Leidi, Damian). All. Gallo 5,5.
ARBITRO Pillitteri di Palermo 6.
NOTE paganti 2.567, abbonati 1.438,
incasso non comunicato. Espulso
Cazzola al 36’ s.t.; ammoniti Sperotto,
Fietta, Bertani, Ambrosini e Mezavilla.
Angoli 7-3.

Nicola Pilotti
ALESSANDRIA

E

sono sei, sei le vittorie
consecutive dall’inizio
del campionato che met­
tono in evidenza il potenziale
tecnico dell’Alessandria. Non
accadeva dal lontano torneo
1927­28 e sono trascorsi quasi
90 anni: i grigi, allora nella
Prima Divisione Nazionale, di­

Il derby del Po va al Piacenza
Taugourdeau viola Cremona
CREMONESE

1

PIACENZA

2

MARCATORI Taugourdeau (P) al 16’ p.t.;
Taugourdeau (P) al 16’, Scappini (C) al 21’
s.t.
CREMONESE (4-3-1-2) Ravaglia 6,5;
Salviato 5,5, Polak 5, Marconi 6,
Procopio 5,5; Moro 6, Porcari 5,5 (dal
30’ s.t. Cavion 6), Pesce 5,5 (dal 13’ s.t.
Stanco 6); Perrulli 6; Brighenti 5,5,
Scappini 6 (dal 30’ s.t. Maiorino 5,5).
(Bellucci, Galli, Belingheri, Stanghellini,
Haouache, Scarsella). All. Tesser 6.
PIACENZA (4-3-3) Miori 6; Sciacca 6
(dal 39’ s.t. Castellana s.v.), Silva 6,
Pergreffi 6, Agostinone 5,5; Barba 6,5,
Taugourdeau 7,5, Cazzamalli 6,5;
Matteassi 6,5 (dall’8’ s.t. Abbate 6),
Razzitti 5,5 (dal 33’ s.t. Titone 6,5),
Franchi 6. (Kastrati, Di Cecco, Hraiech,
Colombini, Segre, La Vigna, Debelijuh).
All. Franzini 7.
ARBITRO Capone di Palermo 5.
NOTE paganti 3.400, abbonati 1.780,
incasso di 25.903 euro. Ammoniti
Porcari, Perrulli, Cazzamalli, Agostinone
e Abbate. Angoli 9-3.

traversa colpiti all’ 11’ della ripresa da
Brighenti e Perrulli.
LA PARTITA È stato un derby vero con
quasi 5.500 spettatori, record
difficilmente ripetibile nella stagione in
corso. Ci sono state scaramucce verbali
tra tifosi durante la partita e qualche
tentativo di corpo a corpo, ma tutto è
stato controllato alla perfezione dalle
forze dell’ordine. Il Piacenza ha vinto con
merito grazie ad un’organizzazione di
gioco che ha messo in difficoltà la
Cremonese, lenta in mezzo al campo e
fragile in difesa. Taugourdeau ha colpito
a botta sicura due volte e Ravaglia ha
salvato su Franchi la terza rete. Un giallo
episodio al 37’ del primo tempo: Scappini
in fuga verso il portiere l’ha costretto ad
uscire dall’area colpendo palla con le
mani, l’arbitro Capone ha estratto il
rosso ma l’assistente (in ritardo) ha
segnalato un fuorigioco e dunque
sanzione cancellata.
Giorgio Barbieri

CHE SQUADRA La squadra di
Braglia ha dimostrato di meri­
tarsi ampiamente la vetta: di­
fesa pressoché invulnerabile
con Gozzi e Piccolo ad annul­
lare gli avanti ospiti,centro­
campo di sostanza grazie a
Cazzola e Mezavilla a chiude­
re ogni varco, attacco stellare
con Gonzalez e Iocolano ad
ispirare un ritrovato Bocalon.
Molto più modesta la squadra
di Fabio Gallo: difesa e centro­
campo lenti nella manovra, at­
tacco pressoché inesistente.
SENSO UNICO La gara è stata a
senso unico e solo la mira sba­

L’attaccante Riccardo Bocalon,
27 anni, dopo il gol del 2-0 LAPRESSE

Gran tris Marano
La Viterbese vola
Travolto il Renate

La Lucchese scappa Miceli, gol nel finale
L’Arezzo rimonta
Olbia domina e vince
e fa pari con Polidori Il Livorno delude

Anthony Taugourdeau, 27 RASTELLI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

VITERBESE

3

LUCCHESE

2

OLBIA

1

RENATE

0

AREZZO

2

LIVORNO

0

MARCATORE Marano al 5’, al 25’ e al 35’
s.t.
VITERBESE (4-3-3) Iannarilli 6; Celiento
6,5, Scardala 6,5, Dierna 6,5, Varutti 6,5;
Ansini 5,5 (dal 1’ s.t. Marano 8), Cuffa 6,
Cruciani 6; Neglia 5,5 (dal 14’ s.t.
Belcastro 6), Sforzini 6, Diop 6 (dal 28’
s.t. Cenciarelli 6). (Pini, Micheli, Mazzolli,
Pacciardi, Pandolfi, Paolelli, Bernardo, Fè,
Invernizzi). All. Cornacchini 6,5.
RENATE (4-3-3) Merelli 6; Anghileri 6, Di
Gennaro 6, Malgrati 5,5 (dal 2’ s.t.
Schettino 6), Vannucci 5,5; Dragoni 6 (dal
33’ s.t. Santi s.v.), Mora 5,5 (11’ s.t.
Lavagnoli 5,5), Pavan 6; Scaccabarozzi 6,
Marzeglia 6, Florian 6. (Stucchi,
Stefanelli, Busa, Villa). All. Foschi 5,5.
ARBITRO Marini di Trieste 6,5.
NOTE spettatori 1.200 circa; paganti,
abbonati e incasso non comunicati.
Ammoniti Cuffa e Diop. Angoli 5-2.
 VITERBO Dopo un primo tempo

 CREMONA Il derby del Po va al

Piacenza, proprio come nell’ultima sfida
del 2012. I biancorossi di Franzini
sbancano lo Zini e condannano la
Cremonese alla prima sconfitta dopo
quattro successi consecutivi. Ha deciso
il francese Taugourdeau con una
doppietta, segnata al minuto 16 del
primo e del secondo tempo. Alla
Cremonese non è bastato il gol di
Scappini al 21’ per riaprire la partita, già
segnata dalla sfortuna dopo il palo e la

sputarono il più esaltante tor­
neo nella storia, quando sfio­
rarono la conquista dello scu­
detto.

gliata in molte circostanze
non ha permesso ai grigi di ar­
rotondare il bottino. Tutto si è
deciso nel primo tempo, con
Mezavilla al 27’ bravo a mette­
re di testa alle spalle di un in­
certo Zanotti la punizione di
Gonzalez, che 7’ dopo ha ispi­
rato il raddoppio di Bocalon:
decisivo il suo tap­in dopo che
la traversa aveva respinto un
colpo di testa dell’argentino.
Gallo, dopo un primo tempo
scialbo, ha scelto nella ripresa
di passare al 4­3­3 inserendo
in avanti Bertani. L’Alessan­
dria ha cercato a più riprese il
gol ma Gonzalez due volte ha
fallito il bersaglio, mentre Bo­
calon ha centrato la traversa.
Anche nella ripresa il Como
non ha mai insidiato Vannuc­
chi se si eccetua il colpo di te­
sta di Ambrosini di poco alto.
Nel finale l’Alessandria ha
giocato in dieci per l’affrettata
espulsione di Cazzola (fallo
su Fietta), ma nulla è cambia­
to. E tra una settimana il big
match a Cremona.

complicato, Cornacchini ha pescato il
jolly inserendo a inizio ripresa Francesco
Marano. Mai mossa fu più azzeccata. Il
26enne centrocampista campano ha
infatti risolto la gara con una tripletta
che ha steso il Renate. Una giornata
speciale per l’ex Casertana, che si è
portato a casa il pallone con tre reti di
ottima fattura in appena 45’. Un vero
exploit il suo, visto che negli ultimi due
anni aveva segnato solo tre gol. La
supremazia della Viterbese nella ripresa
è stata evidente, grazie anche alla solita
difesa di ferro (una rete subita in 6 gare).
E la classifica sorride sempre più.
Mario Cipolloni

MARCATORE Terrani (L) al 10’, Bruccini
(L) al 34’ p.t.; Moscardelli (A) su rigore
all’8’, Polidori (A) al 35’ s.t.
LUCCHESE (3-4-3) Nobile 6; Espeche 5,5,
Dermaku 6, Capuano 6; Florio 6 (dal 44’
s.t. Longobardi s.v.), Mingazzini 5,5,
Bruccini 6, Nolè 5,5; De Feo 6 (dal 24’ s.t.
Cecchini 5), Forte 6 (dal 29’ s.t.
Zecchinato s.v.), Terrani 6. (Rinaldi, Melli,
Bagatini, Maini, Merlonghi, Fanucchi,
Martinez, Gargiulo, De Martino).
All. Galderisi 6.
AREZZO (4-3-2-1) Benassi 5,5; Luciani 6,
Muscat 6, Sirri 6, Sabatino 5,5 (dal 22’ s.t.
Masciangelo 6); Foglia 6,5, De Feudis 6
(dal 15’ s.t. Yamga 6,5), Corradi 6,5; Erpen
6 (dal 15’ s.t. Arcidiacono 7), Moscardelli
6,5; Polidori 7,5. (Garbinesi, Solini, Milesi,
Demba, D’Ursi, Ba, Bearzotti, Borra,
Rosseti). All. Sottili 6,5.
ARBITRO Piscopo di Imperia 5.
NOTE paganti 1.010, abbonati 1.205,
incasso n.c. Ammoniti Mingazzini, Nobile,
Moscardelli e Sirri. Angoli 4-5.
 LUCCA Prova di forza dell’Arezzo che

sotto di 2 gol disputa una grande ripresa
e raggiunge il pari, sfiorando anche i 3
punti. La Lucchese, in cerca della prima
vittoria, ha accusato l’arbitro per il rigore
segnato da Moscardelli: «un’ingiustizia»
per il presidente Bacci. Rossoneri avanti
al 10’ con Terrani: finta e tiro sotto la
traversa. Il 2-0 al 34’ è di Bruccini con un
tocco ravvicinato. Nella ripresa dominio
Arezzo che all’8’ ha accorciato: al 35’ il
gol del 2-2 è stato del solito Polidori con
un colpo di testa.
Duccio Casini

MARCATORE Miceli al 42’ s.t.
OLBIA (4-3-1-2) Montaperto 6; Pinna 6,5,
Dametto 6,5, Miceli 7, Cotali 6,5; Muroni
6,5, Geroni 7, Piredda 6,5 (dal 29’ s.t.
Tetteh 6); Cossu 7,5 (dal 45’ s.t.
Auriemma s.v.); Capello 6 (dal 16’ s.t.
Ragatzu 6), Kouko 6. (Deiana, Van Der
Want, Pisano, Murgia, Russu, Scanu,
Senesi, Quaranta). All. Mignani 7.
LIVORNO (3-5-2) Mazzoni 7; Gasbarro
5,5, Borghese 5,5 (dal 42’ s.t. Murilo s.v.),
Lambrughi 5,5; Toninelli s.v. (dal 19’ p.t.
Rossini 5,5 ), Luci 6, Giandonato 5 (dal 26’
s.t. Marchi 5,5), Ferchichi 5,5, Morelli 5,5;
Venitucci 5, Maritato 5. (Falcone,
Gonnelli, Bergvold, Gemmi, Dell’Agnello,
Folegnani). All. Foscarini 5,5.
ARBITRO Meleleo di Casarano 6,5.
NOTE paganti 1.380, abbonati 230,
incasso non comunicato. Ammoniti
Giandonato, Piredda, Cossu e Borghese.
Angoli 6-3.
 OLBIA Seconda vittoria stagionale

dell’Olbia che, a 3’ dal termine, ha steso il
Livorno con un gol del difensore centrale
Miceli, abile nel raccogliere di testa un
calcio d’angolo battuto da Cossu. Dopo
aver contenuto il Livorno nel primo
tempo, i sardi hanno dominato nella
ripresa senza che gli ospiti si siano mai
resi pericolosi. Due legni per l’Olbia: al 5’
traversa di Miceli su punizione di Cossu e
al 9’ lo stesso ex trequartista del Cagliari
ha colpito la base del palo dopo uno
slalom in area. Altra palla gol di Cossu al
40’, con conclusione respinta da Mazzoni
(il migliore dei toscani).
Augusto Ditel

La Giana è corsara Siena, Marotta-gol Savelloni para tutto Pistoiese, 1° squillo Svolta Pro Piacenza
con il solito Bruno per la prima vittoria Il Racing è spietato La sblocca l’ex Gyasi Cassani a sorpresa:
Tuttocuoio a picco Prato: Acori rischia Lupa k.o. nel derby Carrarese a secco
steso il Pontedera
TUTTOCUOIO

0

PRATO

1

RACING CLUB

2

PISTOIESE

3

PRO PIACENZA

1

GIANA

1

SIENA

2

LUPA ROMA

0

CARRARESE

0

PONTEDERA

0

MARCATORE Bruno al 31’ s.t.
TUTTOCUOIO (4-3-1-2) Nocchi 7; Mulas
5,5, Falivena 6,5, Bachini 6, Lo Porto 6;
Berardi 5,5 (dall’11’ s.t. Provenzano 6),
Caciagli 5,5, Zenuni 5,5 (dal 29’ s.t.
Serinelli s.v.); Masia 6 (dall’11’ s.t. Pellini
5,5); Tempesti 6, Shekiladze 6. (Cappellini,
Picascia, Merkaj, Gremigni, Tiritiello,
Siani, Frare, Gelli). All. Fiasconi 6.
GIANA (3-4-1-2) Viotti 6,5; Perico 6 (dal
1’ s.t. Bonalumi 6), Montesano 6,5, Solerio
6; Iovine 7, Pinardi 6,5, Marotta 6, Augello
6,5; Chiarello 7 (dal 44’ s.t. Pinto s.v.);
Bruno 7, Gullit 6,5 (dal 18’ s.t. Lella 6).
(Sanchez, Biraghi, Perna, Sosio, Rocchi,
Greselin, Capano, Ferrari). All. Albè 7.
ARBITRO Natilla di Molfetta 5,5.
NOTE paganti 213, abbonati 134, incasso
di 1.888 euro. Ammoniti Chiarello,
Bachini, Lella e Falivena. Angoli 3-11.
 PONTEDERA (Pi) Dopo 236 minuti di

astinenza la Giana ha ritrovato la via del
gol, tornando al successo dopo due turni.
L’anello di congiunzione è stato Bruno, al
quarto centro, che al tramonto del match
ha freddato Nocchi con un chirurgico
«piattone» destro ravvicinato regalando
ai lombardi un prezioso trionfo esterno e
condannando il Tuttocuoio al secondo
stop consecutivo, primo casalingo. La
Giana ha legittimato la vittoria in virtù di
una costante supremazia territoriale,
reclamando anche per un gol non
concesso al 6’ della ripresa: sul colpo di
testa di Bruno la palla in effetti aveva
varcato la linea bianca.
Stefano Lemmi

MARCATORI autorete di Antonini (P) al
7’, Marotta (S) al 45’ p.t.; Moncini (P) al 19’
s.t.
PRATO (4-4-2) Melgrati 5,5; Catacchini 5,
Ghidotti 5, Antonini 5 (dal 1’ s.t. Beduschi
6), Danese 5,5; Malotti 5,5 (dal 17’ s.t.
Moncini 6,5), De Micheli 5 (dal 12’ s.t. Di
Molfetta 6), Checchin 5, Romano 5,5;
Ogunseye 5, Tavano 5,5. (Saloni, Nigro,
Sobacchi, Benucci, Carcuro, Cavagna,
Sowe). All. Acori 5.
SIENA (3-5-2) Moschin 6,5; Stankevicius
6,5, Ghinassi 6, Bordi 6 (1’ s.t. Panariello
6); D’Ambrosio 6,5, Firenze 6,5 (dal 22’
s.t. Gentile 6), Doninelli 6, Vassallo 6,5,
Iapichino 6; Marotta 7, Mendicino 6,5
(dal 29’ s.t. Bunino 6). (Ivanov, Ventre,
Romagnoli, Rondanini, Guerri, Masullo,
Grillo, Saric, Filipovic). All. Colella 6,5.
ARBITRO Perotti di Legnano 6.
NOTE paganti 671, abbonati 652, incasso
di 5.221 euro. Ammoniti Firenze, Ghinassi,
Bordi, Doninelli e Iapichino. Angoli 5-4.
 PRATO Si apre una crisi profonda per il

Prato, assente e distratto, che continua a
concedere troppo e a imbarcare gol. Può
sorridere il Siena, compatto e cinico, che
ha trovato la prima vittoria e torna a
respirare. Il migliore è Marotta, che ha
prima costretto Antonini all’autorete su
cross di Mendicino, e poi ha raddoppiato
in elevazione. Il Prato ha provato a
riorganizzarsi ma il Siena ha difeso con
ordine. Acori si è giocato le carte Di
Molfetta e Moncini che ha accorciato le
distanze con un destro teso. Inutile il
forcing finale: Acori traballa sempre più.
Alessandro Pistolesi

MARCATORI Massimo al 4’ p.t.;
Shahinas al 41’ s.t.
RACING CLUB (4-3-2-1) Savelloni 7,5;
Giura 6,5, Macellari 6, Vona 6,5, Proietti
6,5; Vastola 6, Massimo 7, Maestrelli 5,5;
Ricciardi 5,5 (dal 35’ s.t. Shahinas 7),
Taviani 6,5 (dal 20’ s.t. Selvaggio 7); De
Sousa 6. (Lazzari, Steri, Calabrese, Muzzi,
Mancini, Di Gioia, Caputo). All.
Giannichedda 7.
LUPA ROMA (4-3-1-2) Brunelli 5;
Palomeque 5,5, Rosato 5,5, Sfanò 6, Celli
5 (dal 19’ s.t. Mancosu 5,5); Corvesi 5,5,
La Camera 7, Proia 5 (dal 1’ s.t. Garufi
5,5); Aloi 6; Fofana 6, Mastropietro 5 (dal
25’ s.t. Rozzi 6). (Svedkauskas,
Scicchitano, Ventola, Cafiero, Iorio,
Montesi, Gigli). All. Di Michele 5.
ARBITRO De Santis di Lecce 6.
NOTE spettatori 150 circa; nessun
abbonato, paganti e incasso non
comunicati. Espulso il tecnico Di Michele
al 10’ s.t.; ammoniti Celli, Taviani e
Palomeque. Angoli 0-3.

MARCATORI Gyasi al 15’ p.t.; Hamlili al
13’, Rovini al 41’ s.t.
PISTOIESE (4-3-1-2) Albertoni 6,5;
Guglielmotti 7, Priola 7, Neuton 6,5, Zanon
6,5; Hamlili 6,5 (dal 29’ s.t. Benedetti s.v.),
Minotti 7, Luperini 6,5; Colombo 6,5 (dal
36’ s.t. Varano s.v.); Rovini 7, Gyasi 7 (dal
24’ s.t. Finocchio 6). (Feola, Placido, Boni,
Colombini, Romiti, Sammartino, Proia,
Tomaselli). All. Remondina 7.
CARRARESE (4-3-3) Lagomarsini 6;
Migliavacca 5,5, Battistini 5,5, Massoni 5,
Foglio 5,5; Rosaia 5,5, Marsili 5, Torelli 5,5
(dal 18’ s.t. Tutino 5,5); Cristini 5 (dal 16’
s.t. Bastoni 5,5), Miracoli 5, Floriano 5
(dal 33’ s.t. Rolfini s.v.). (Contini, Amico,
Benedini, Calì, Marabese, Brondi, Belfasti,
Dell’Amico, Massaro). All. Danesi 5.
ARBITRO Vigile di Cosenza 6.
NOTE paganti 1.153, abbonati 298,
incasso di 10.009 euro. Espulso Marsili al
10’ s.t.; ammoniti Rosaia, Minotti, Hamlili
e Foglio. Angoli 3-4.

MARCATORE Cassani su rigore al 20’ s.t.
PRO PIACENZA (5-3-2) Fumagalli 6,5;
Cardin 6,5, Sall 6, Bini 6,5, Piana 6,5,
Sane 6,5; Aspas 6,5, Cavalli 7, Gomis 5,5
(dal 17’ s.t. Rossini 6); Cassani 6,5 (dal 25’
s.t. Marra 6), Bazzoffia 6,5 (dal 34’ s.t.
Martinez 6). (Bertozzi, Calandra,
Pugliese, Marchionni, Ferrara, Negro).
All. Pea 6,5.
PONTEDERA (4-3-3) Lori 6; Calcagni 6
(dal 1’ s.t. Polvani 5,5), Vettori 6, Risaliti 6,
Videtta 6; D. Gemignani 5 (dal 26’ s.t.
Zappa 5), Della Latta 6, Kabashi 6,5;
Disanto 6 (dal 30’ s.t. Bonaventura s.v.),
Cais 5,5, Santini 6,5. (Citti, Giacomel,
Borri, Udok, Corsinelli, Chella, Caló).
All. Indiani 5,5.
ARBITRO Di Gioia di Nola 5,5.
NOTE paganti 217, abbonati 202, incasso
di 2.740 euro. Ammoniti Risaliti, Disanto e
Rossini. Angoli 3-4.

 PISTOIA La Pistoiese ha conquistato la

 ROMA Bastano due tiri al Racing per

prima vittoria superando una Carrarese
in piena crisi. Remondina, che aveva
guidato la squadra apuana negli ultime
tre stagioni, si è preso una grossa
rivincita. Con gli arrivi di Neuton e
Guglielmotti ha sistemato la difesa e
adesso può dire di avere una squadra
con buone prospettive. La Pistoiese è
passata in vantaggio con l’altro ex Gyasi
che, ben servito da Luperini, è andato via
sulla sinistra e saettato in porta. Le altre
due reti, segnate dopo il rosso a Marsili,
sono state firmate da Hamlili e Rovini.
Enzo Cabella

alle serie nera di tre sconfitte grazie al
baby Cassani che, dal dischetto, firma il
suo primo gol tra i pro. Pontedera che
paga caro una ripresa a ritmo ridotto,
rispetto ad un primo tempo in cui era
partito a razzo: Fumagalli e poi la
traversa hanno negato la rete a Santini.
La svolta nella ripresa. Al 18’ contatto in
area Cavalli-Risaliti: l’arbitro ha sorvolato,
ma 2’ dopo ha concesso il rigore per un
contatto veniale tra Bazzoffia e
Gemignani. Sul dischetto a sorpresa è
andato Cassani (non era lui il designato)
e ha firmato la vittoria.
Corrado Todeschi

vincere un derby giocato quasi tutto sulla
difensiva. Gara sbloccata al 4’, con la
punizione di Massimo che ha bucato un
incerto Brunelli. La Lupa ha reagito con
un colpo di testa di Sfanò, ma Savelloni è
stato strepitoso. Il portiere ha fatto
ancora meglio nella ripresa alzando sulla
traversa una punizione di La Camera e
respingendo un tiro da 2 metri di Sfanò.
Nel finale, con gli ospiti sbilanciati,
Selvaggio si è involato sulla fascia,
offrendo a Shahinas la palla per il 2-0.
Giuseppe Di Giovanni

 PIACENZA La Pro Piacenza pone fine

CLASSIFICA
SQUADRE

ALESSANDRIA
CREMONESE
VITERBESE
AREZZO
LIVORNO
RENATE
GIANA
PIACENZA
TUTTOCUOIO
OLBIA
PISTOIESE
PONTEDERA
SIENA
RACING CLUB
PRO PIACENZA
COMO
LUPA ROMA
LUCCHESE
CARRARESE
PRATO

PT

18
13
12
11
10
10
10
9
8
8
7
6
6
6
6
5
5
4
3
2

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
5
6
6
6
5
6
6
6
6

6
4
3
3
3
3
3
2
2
2
1
1
1
2
2
1
1
0
1
0

0
1
3
2
1
1
1
3
2
2
4
3
3
0
0
2
2
4
0
2

0
1
0
1
2
2
2
1
2
2
1
1
2
4
4
2
3
2
5
4

10
10
8
11
5
9
6
8
7
5
9
5
6
8
5
6
6
6
6
5

2
6
1
8
5
10
7
7
6
5
7
5
7
10
7
7
9
9
10
13

PROMOSSE PLAYOFF PLAYOUT RETROCESSA

RISULTATI
ALESSANDRIA-COMO
CREMONESE-PIACENZA
LUCCHESE-AREZZO
OLBIA-LIVORNO
PISTOIESE-CARRARESE
PRATO-SIENA
PRO PIACENZA-PONTEDERA
RACING CLUB-LUPA ROMA
TUTTOCUOIO-GIANA
VITERBESE-RENATE

2-0
1-2
2-2
1-0
3-0
1-2
1-0
2-0
0-1
3-0

PROSSIMO TURNO
DOMENICA 2 OTTOBRE
AREZZO-PRO PIACENZA
GIANA-LIVORNO
LUPA ROMA-VITERBESE
PIACENZA-OLBIA
SIENA-PISTOIESE
RENATE-PRATO
CARRARESE-TUTTOCUOIO
COMO-RACING CLUB
PONTEDERA-LUCCHESE
LUNEDÌ 3 OTTOBRE
ALESSANDRIA-CREMONESE

(ore 14.30)
(ore 14.30)
(ore 14.30)
(ore 14.30)
(ore 14.30)
(ore 16.30)
(ore 18.30)
(ore 18.30)
(ore 18.30)
(ore 20.45)

MARCATORI
4 RETI Gonzalez (1, Alessandria);
Brighenti (1, Cremonese);
Bruno (Giana); Taugourdeau (Piacenza);
Shekiladze (Tuttocuoio).
3 RETI Polidori (Arezzo);
Forte (1, Lucchese); Gyasi (Pistoiese);
De Sousa (1, Racing Club); Marotta
(Siena); Marano e Neglia (Viterbese).
2 RETI Bocalon e Iocolano
(Alessandria); Erpen e Grossi (Arezzo);
Le Noci e Nossa (Como);
Scappini (1, Cremonese); Venitucci
(Livorno); Mastropietro (Lupa Roma);
Capello e Piredda (Olbia); Franchi
(Piacenza); Rovini (Pistoiese);
Della Latta (Pontedera); Romano (Prato);
Pesenti (2, Pro Piacenza); Taviani (Racing
Club); Marzeglia e Napoli (1, Renate).

GIRONE B
Reggiana, 97 anni
da festeggiare
col tabù Südtirol
Per tenere il passo delle big e
festeggiare i 97 anni compiuti ieri,
la Reggiana deve spezzare il tabù
Südtirol, mai battuto in 8 sfide (6
pareggi e 2 sconfitte). Colucci ha
problemi in attacco, mentre torna
Rozzio in difesa (esce Sabotic).
Viali non cambia il Südtirol: unico
dubbio fra Sparacello e Ciurria.
Così in campo (20.45, Rai Sport 1)
REGGIANA (4-3-1-2) 1 Perilli;
14 Mogos, 6 Spanò, 15 Rozzio,
13 Giron; 21 Calvano, 8 Maltese,
4 Angiulli; 10 Nolè; 27 Guidone,
28 Falcone. (12 Narduzzo, 20
Sabotic, 23 Panizzi, 24 Ghiringhelli,
25 Trevisan, 16 Bovo, 19 Lombardo,
26 Bonetto, 5 Sbaffo, 11 Otin,
17 Manconi, 9 Marchi). All. Colucci.
SÜDTIROL (4-3-3) 22 Marcone;
21 Tait, 15 Di Nunzio, 6 Bassoli, 16
Sarzi Puttini; 8 Furlan, 4 Obodo, 10
Fink; 13 Ciurria, 9 Gliozzi, 1 Tulli. (12
Fortunato, 5 Baldan, 20 Brugger, 3
Vasco, 23 Packer, 18 Torregrossa,
19 Sparacello, 14 Spagnoli, 7 Cia).
All. Viali.
ARBITRO Zingarelli di Siena
(Di Stefano-Mazzei).
CLASSIFICA Venezia p. 14;
Pordenone 13; Samb* 12; Bassano e
Parma 11; F. Salò e Gubbio 10;
Padova* e Santarcangelo* 8;
Reggiana** e Lumezzane 7;
AlbinoLeffe* 6; Südtirol*, Mantova,
Modena, Teramo e Ancona 5; Fano
4; Maceratese*3; Forlì 2. (**due
gara in meno; **una in meno).


Lega Pro R Girone C: 6a giornata
CLASSIFICA
SQUADRE

PT

FOGGIA
LECCE
MATERA
JUVE STABIA
COSENZA
CASERTANA
MONOPOLI
TARANTO
AKRAGAS
FONDI (-1)
REGGINA
MESSINA
FIDELIS ANDRIA
FRANCAVILLA
VIBONESE
PAGANESE
CATANZARO
MELFI (-1)
SIRACUSA
CATANIA (-7)

18
16
14
13
10
10
8
8
8
7
7
7
7
4
4
3
3
3
2
-1

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

6
6
6
6
6
6
6
6
6
5
6
6
6
5
6
5
6
6
6
5

6
5
4
4
3
3
2
2
2
2
1
2
2
1
1
1
1
1
0
1

0
1
2
1
1
1
2
2
2
2
4
1
1
1
1
0
0
1
2
3

0
0
0
1
2
2
2
2
2
1
1
3
3
3
4
4
5
4
4
1

12
14
11
12
10
4
6
5
7
9
7
7
4
4
2
3
3
4
3
4

3
3
5
6
4
3
5
5
10
6
7
8
7
8
8
7
10
13
10
3

PROMOSSE PLAYOFF PLAYOUT RETROCESSA

RISULTATI
CATANIA-AKRAGAS
CATANZARO-MESSINA
FIDELIS ANDRIA-MELFI
FOGGIA-TARANTO
FONDI-JUVE STABIA
FRANCAVILLA-MATERA
PAGANESE-MONOPOLI
REGGINA-COSENZA
SIRACUSA-LECCE
VIBONESE-CASERTANA

0-1
0-1
1-0
2-0
2-2
1-4
0-2
0-0
0-2
0-1

PROSSIMO TURNO
DOMENICA 2 OTTOBRE
AKRAGAS-CATANZARO
MATERA-FOGGIA
MELFI-SIRACUSA
MESSINA-PAGANESE
MONOPOLI-FONDI
CASERTANA-FIDELIS ANDRIA
COSENZA-FRANCAVILLA
JUVE STABIA-VIBONESE
LECCE-REGGINA
TARANTO-CATANIA

(ore 14.30)
(ore 16.30)
(ore 16.30)
(ore 16.30)
(ore 16.30)
(ore 20.30)
(ore 20.30)
(ore 20.30)
(ore 20.30)
(ore 20.30)

MARCATORI
7 RETI Caturano (1, Lecce).
4 RETI Torromino (1, Lecce);
Pozzebon (1, Messina).
3 RETI Zanini (Akragas); Gambino
(Cosenza); Mazzeo e Sarno (1, Foggia);
Tiscione (Fondi); Lisi (Juve Stabia);
Armellino e Negro (Matera).
2 RETI Gomez e Marino (Akragas);
Giannone (1, Casertana); Caccetta e
Statella (Cosenza); Onescu (Fidelis
Andria); Padovan (Foggia); Albadoro (1,
Fondi); De Angelis (1, Francavilla);
Del Sante e Izzillo (Juve Stabia);
Pacilli (Lecce); Infantino (1) e Strambelli
(Matera); Foggia (Melfi); Gatto e Montini
(Monopoli); Porcino (Reggina);
Bollino e Viola (2, Taranto).

SERIE D
Fair play San Nicolò
Gol con infortunato:
la rete è restituita
La 4 giornata di Serie D segnala
un curioso episodio. In MonticelliSan Nicolò (girone F) l’attaccante
ospite Traini ha segnato, invece di
restituire palla agli avversari dopo
un infortunio: dopo attimi di
proteste, l’allenatore ospite
Massimo Epifani ha detto ai suoi di
fermarsi e la squadra di casa ha
potuto segnare il 2-2 finale.


PUNTEGGIO PIENO Erano 8, solo
una squadra è rimasta a
punteggio pieno: è la Pergolettese
(B) del tecnico Pierpaolo Curti, ex
bomber e pittore e un vincente
anche in panchina dopo il doppio
balzo col Fanfulla dalla
promozione alla D. Rimangono
invece senza punti Bra (A), Chieti
(F), Lanusei (G), Due Torri e
Sersale (I); devono ancora far gol
Due Torri (I), Scanzorosciate (B),
Castelfidardo (F) e Muravera (G).
CURIOSITA’ Tra le grandi spicca
la vittoria della Triestina (C) per
4-2 a Legnago (tripletta del solito
Carlos França, 178 reti in Italia): il
club festeggia anche i 2.124
abbonamenti. La stracittadina di
Sassari tra Latte Dolce e Torres è
finita 2-2: tra i pali della Torres è
tornato a 41 anni Tore Pinna, che
fa il preparatore dei portieri. Ben
39 infine le reti nel girone H, il
massimo stagionale.

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Il Foggia è come un rullo: 6 vittorie
Anche il Taranto si deve arrendere
1Stroppa avanza
grazie alle reti di
Angelo e Letizia.
Spavento per un
k.o. ad Altobello
FOGGIA-TARANTO

2-0

MARCATORI Angelo al 7’, Letizia al
48’ s.t.
FOGGIA (4-3-3) Guarna 6; Angelo 7,
Loiacono 6, Empereur 6, Rubin 6,5;
Agnelli 6, Vacca 6,5, Gerbo 6 (dal 28’
s.t. Riverola 6,5); Sarno 6,5 (dal 38’ s.t.
Letizia 6,5), Mazzeo 6,5, Chiricò 6 (dal
20’ s.t. Padovan 6). (Sanchez, Dinielli,
Coletti, Martinelli, Sicurella, Maza).
All. Stroppa 7.
TARANTO (3-5-2) Maurantonio 6;
Altobello 6 (dal 22’ p.t. Balzano 5,5),
Stendardo 6 (dal 21’ s.t. Nigro 5,5),

Pambianchi 6; De Giorgi 5,5, Bobb 5,5
(dal 18’ s.t. Viola 6), Lo Sicco 6, Cedric
5,5, Garcia 5; Bollino 5, Magnaghi 5.
(Pizzaleo, Paolucci, Potenza, Sampietro, Balistreri, De Salve, Langellotti, De
Toni). All. Papagni 5,5.
ARBITRO Prontera di Bologna 6,5.
NOTE partita giocata a porte chiuse.
Ammoniti Loiacono, Guarna e Altobello. Angoli 11-3.

Emanuele Losapio
FOGGIA

C

apolista solitaria con sei
vittorie consecutive: il
Foggia corre come un
treno. Nel derby contro il Ta­
ranto i rossoneri sfoderano
una prova di carattere, molto
convincente sotto il profilo del
gioco. Il muro costruito da Pa­
pagni dura 52’ minuti, poi il gol
di Angelo frantuma le certezze

Il Lecce trova nuovi bomber
Padalino ok anche a Siracusa
SIRACUSA

0

LECCE

2

MARCATORI Mancosu al 22’, Pacilli al
40’ s.t.
SIRACUSA (4-3-3) Santurro 6; Brumat
6,5, Turati 6, Filosa 6,5 (dal 19’ s.t.
Pirrello 5), Sciannamè 6,5; Giordano 6,
Spinelli 6, Baiocco 6,5 (dal 28’ s.t.
Scardina 5,5); Catania 5,5, Talamo 5,5
(dal 16’ s.t. Dezai 5,5), Longoni 5,5.
(Serenari, Dentice, De Respinis, Di Dio,
Degrassi, Palermo, Toscano, Cassini, De
Vita. All. Sottil 5,5.
LECCE (4-3-3) Bleve 6; Drudi 6,5,
Cosenza 7, Giosa 6, Ciancio 6,5; Lepore
6 (dal 32’ s.t. Fiordilino 6), Arrigoni 6,5,
Mancosu 6,5; Persano 5,5 (dal 10’ s.t.
Caturano 6,5), Doumbia 5,5 (dal 10’ s.t.
Pacilli 7), Torromino 7. (Chironi, Gomis,
Vitofrancesco, Contessa, Vutov, Tsonev,
Capristo, Vinetot, Maimone).
All. Padalino 7.
ARBITRO Bertani di Pisa 6.
NOTE paganti 1.134, abbonati 871,
incasso di 16.345 euro. Ammoniti
Spinelli e Caturano. Angoli 5-6.

si è affidato al tridente formato da
Catania, Talamo e Longoni. Il primo
squillo per il Lecce al minuto 12 con
Ciancio che si è presentato solo davanti
al portiere azzurro, che ha respinto
salvando la sua squadra. Una rete per
parte annullata nella prima frazione .
LA RIPRESA Nei secondi 45’ sono
arrivati i gol del Lecce, in vantaggio
grazie ad un errore in disimpegno di
Pirrello, che ha tirato addosso al
compagno di reparto Turati: la sfera è
finita sui piedi dell’ex Mancosu che ha
insaccato. A 5’ dal termine il raddoppio:
Torromino ha concluso in diagonale
con la sfera che ha colpito la traversa,
sulla palla si è avventato Pacilli che in
sforbiciata ha fatto gol. Nel finale gli
azzurri ci hanno provato ma ogni
tentativo è stato vano. Il commento di
Padalino: «Ho deciso di fare turnover
soprattutto in attacco per far rifiatare
chi ha dato di più».
Francesco Gallo

 SIRACUSA Un Lecce cinico è riuscito

a espugnare Siracusa restando nella
scia del Foggia. Equilibrio nel primo
tempo, poi nella ripresa la squadra di
Padalino ha spinto sull’acceleratore
riuscendo a mettere in difficoltà gli
azzurri, ancora in cerca della prima
vittoria in campionato. L’allenatore dei
salentini a sorpresa ha rinunciato dal
primo minuto al bomber del girone
Caturano, impiegato solo nel secondo
tempo così come Pacilli, autore del
secondo gol. Sottil, invece, ha
recuperato l’esperto Baiocco e in avanti

Marco Mancosu, 28 anni LAPRESSE

della difesa rossoblù e mette in
discesa la strada del successo
per il Foggia. La sesta consecu­
tiva è un premio al lavoro di
Stroppa, capace di proseguire
nel solco di De Zerbi e creare
equilibrio e mentalità ad una
squadra già forte di suo.
SENZA TIFO Le porte chiuse
dello Zaccheria (scontata la
terza delle quattro giornate di
squalifica) creano un clima
surreale in campo, dove il Ta­
ranto prova da subito a prende­
re le misure ai rossoneri. Nove
giocatori restano dietro la li­
nea del pallone a difendere la
porta di Maurantonio, che de­
ve solo districarsi sulla conclu­
sione da fuori di Vacca. La cate­
na di destra del Foggia macina
gioco e guadagna metri, ma le

Angelo Mariano De Almeida, 35
anni, ex di Siena e Latina LAPRESSE

33

prime due conclusioni di Ange­
lo trovano pronto ancora il
portiere. A metà del primo
tempo la gara è sospesa per 4’
per consentire il trasporto di
Altobello in ospedale dopo uno
scontro aereo sugli sviluppi di
un corner (nulla di grave per il
difensore). Sul finire del tem­
po la conclusione da fuori di
Cedric sarà l’unica occasione
per il Taranto nei primi 45’.
I GOL Nella ripresa dopo 7’ il
Foggia trova subito il vantag­
gio: Mazzeo serve Angelo che
al volo trova l’angolo giusto per
sorprendere Maurantonio. Pa­
pagni è costretto a cambiare:
dentro Viola e passaggio al 3­
4­1­2. Proprio l’ex di turno
sfiora con una conclusione de­
viata il pari, poi Stendardo su­
gli sviluppi di un corner scalda
le mani di Guarna. È l’ultimo
sussulto per la squadra di Pa­
pagni. Il Foggia controlla e in
pieno recupero sull’asse Rive­
rola­Letizia trova il raddoppio
che chiude il derby.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Armellino punisce Rimonta Juve Stabia Zanini in extremis:
Poi il Matera dilaga Lisi, doppietta super è storico Akragas
col Francavilla in 10 e Fondi riacciuffato Il Catania al tappeto
FRANCAVILLA

1

FONDI

2

CATANIA

0

MATERA

4

JUVE STABIA

2

AKRAGAS

1

MARCATORI Armellino (M) al 20’ e al 28’
p.t.; Negro (M) al 28’, Pastore (F) al 40’,
Strambelli (M) al 45’ s.t.
FRANCAVILLA (3-5-2) Albertazzi 5; Idda
5,5, Abruzzese 5, Vetrugno 5; Gallù 5 (dal
12’ s.t. Nzola 5,5), Galdean 5,5, Finazzi 5
(dal 1’ s.t. Prezioso 5), Triarico 5,5,
Alessandro 5; Abate 5 (dal 17’ s.t. Pastore
6,5), De Angelis 5,5. (Costa, De Toma,
Liberio, Biason, Pino, Tundo, Turi,
Albertino, Salatino). All. Calabro 5,5.
MATERA (3-5-2) Bifulco 6,5; Ingrosso 6,
De Franco 6, Mattera 6; Di Lorenzo 7,
Armellino 7,5, De Rose 6,5, Iannini 7
(dal 31’ s.t. Louzada s.v.), Casoli 6,5
(dal 41’ s.t. Strambelli 7); Negro 7 (dal 34’
s.t. Sartore s.v.), Infantino 6,5. (D’Egidio,
Scognamiglio, Piccinni, Meola, Carretta,
Gigli). All. Auteri 7.
ARBITRO Volpi di Arezzo 6,5.
NOTE spettatori 2.000 circa; paganti,
abbonati e incasso n.c. Espulso Prezioso
al 27’ s.t.; ammoniti Abruzzese, Gallù,
Galdean, Prezioso, Pastore, Di Lorenzo,
Armellino e Bifulco. Angoli 7-2.

MARCATORI Albadoro (F) al 10’,
Bombagi (F) al 27’ p.t.; Lisi (JS) al 32’ e al
37’ s.t.
FONDI (4-3-3) Baiocco 5,5; Galasso 6,
Signorini 6, Mucciante 5,5 (dal 21’ s.t.
Bertolo 4,5), Squillace 6,5; D’Angelo 5,5,
Bombagi 6,5, De Martino 6; Calderini 6
(dal 32’ s.t. Di Sabatino 5,5), Albadoro 7
(dal 18’ s.t. Iadaresta 5,5), Tiscione 6,5.
(Coletta, Battistoni, Guadalupi, Capuano,
Addessi, Tommaselli, Pompei, Carcatella,
D’Agostino). All. Pochesci 6,5.
JUVE STABIA (4-3-3) Russo 5,5;
Cancellotti 5,5, Atanasov 6, Morero 5,5,
Liotti 5,5; Izzillo 6, Esposito 5,5 (dal 24’ s.t.
Lisi 7,5), Mastalli 6,5; Marotta 6 (dal 7’ s.t.
Sandomenico 6,5), Montalto 5 (dal 7’ s.t.
Ripa 6,5), Kanoute 6,5. (Bacci, Borrelli,
Liviero, Zibert, Camigliano, Petriccciuolo,
Rosafio). All. Fontana 6.
ARBITRO Curti di Milano 6,5.
NOTE spettatori 2.000 circa; paganti,
abbonati e incasso nc. Espulso Bertolo al
31’ s.t.; amm. De Martino, Albadoro, Lisi,
Morero, Signorini, Cancellotti. Angoli 5-9.

 FRANCAVILLA FONTANA (Br) Il Matera

 FONDI (Lt) Serata di gol e spettacolo

espugna Francavilla mostrando una
evidente superiorità. Nel primo tempo è
andato in scena lo show di Armellino, a
segno con due punizioni. La squadra di
Calabro ha reagito e colpito una traversa
con Galdean (bravo Bifulco a deviare), poi
è rimasta in dieci per il rosso a Prezioso
e la squadra di Auteri ha fatto il 3-0 con
Negro. Pastore su punizione ha segnato il
gol della bandiera per il Francavilla, poi
Strambelli in contropiede ha fatto poker.
Giuseppe Andriani

nella partita dalle due facce. Il Fondi nel
primo tempo ha dominato e con
Albadoro e Bombagi è andati al riposo
cullando la terza vittoria in casa. E invece
la gara è cambiata quando Bertolo si è
fatto ammonire due volte in 10’. Poco
dopo Lisi, entrato da 8’, di destro ha
accorciato e poi, dopo un cross da
destra, ha firmato il pari con una mezza
rovesciata. La squadra di Fontana a quel
punto ha cercato la vittoria, ma invano.
Marco Macca

MARCATORE Zanini al 48’ s.t.
CATANIA (4-3-3) Pisseri 6; Parisi 6,
Drausio 6, Bergamelli 6, Bastrini 6;
Biagianti 6, Scoppa 5,5, Fornito 6 (dal 32’
s.t. Piscitella 5,5); Di Grazia 7 (dal 21’ s.t.
Russotto 5,5), Paolucci 5,5, Caetano 5,5
(dal 37’ s.t. Anastasi s.v.). (Matosevic,
Nava, De Santis, Mbodj, Bucolo, Sessa, Di
Cecco, Silva, Barisic). All. Rigoli 5.
AKRAGAS (4-3-3) Pane 7; Scrugli 6 (dal
22’ s.t. Riggio 6), Marino 6, Carillo 6,
Russo 5,5 (dal 13’ s.t. Coppola 6);
Carrotta 6, Pezzella 6, Salandria 6;
Zanini 7, Gomez 6, Cocuzza 5 (dal 32’ s.t.
Longo s.v.). (Addario, Assisi, Sepe, Greco,
Cochis, Garcia). All. Di Napoli 6,5.
ARBITRO Pagliardini di Arezzo 5,5.
NOTE paganti 2.576, abbonati 4.708,
incasso di 23.430 euro. Ammoniti Gomez,
Di Grazia, Bergamelli, Russo, Parisi e
Pane. Angoli 8-3.
 CATANIA Quanti sprechi, Catania. Un

secondo tempo ad attaccare la porta
dell’Akragas che all’ultimo respiro, con un
tiro dalla distanza di Zanini, fa la beffa
firmando l’impresa più importante della
sua storia: 1-0 che mette in crisi la
rimonta rossazzurra. Primo tempo senza
acuti, ripresa coi padroni di casa sempre
nella metà campo dell’Akragas anche
con quattro punte. Gli ospiti si difendono
senza errori. A metà ripresa la traversa
interna di Di Grazia (poi sostituito, che
errore, da Rigoli) aumenta i rimpianti per
una squadra, quella di casa, che deve
ritrovare lucidità in attacco. E nel finale il
tiraccio di Zanini che chiude il match.
Giovanni Finocchiaro

Reggina e Cosenza Casertana, che blitz Sorride il Messina L’Andria di misura Monopoli, che colpo
un derby in bianco Beffa alla Vibonese: Mancini è decisivo Onescu da tre punti Montini-Esposito gol
Vince la solidarietà è il quarto k.o. di fila Il Catanzaro in crisi Melfi, solo un legno Paganese disattenta
REGGINA

0

VIBONESE

0

CATANZARO

0

FIDELIS ANDRIA

1

PAGANESE

0

COSENZA

0

CASERTANA

1

MESSINA

1

MELFI

0

MONOPOLI

2

REGGINA (4-3-3) Sala 6; Cane 6, Kosnic
6, Gianola 5,5, Possenti 5; Bangu 6,5,
Botta 5,5, De Francesco 5,5 (dal 34’ s.t.
Romanò 5,5); Oggiano 5, Coralli 5 (dal 28’
s.t. Bianchimano 5,5), Porcino 5,5.
(Licastro, Maesano, De Bode, Kudsen,
Carpentieri, Tripicchio, Cucinotti, Lo,
Mazzone, Tommasone). All. Zeman 6.
COSENZA (4-3-3) Perina 6; Corsi 5,
Blondett 6, Tedeschi 6, Pinna 6; Mungo
5,5, Ranieri 5 (dal 13’ s.t. Capece 5,5),
Caccetta 5,5; Criaco 5,5 (26’ s.t. D’Anna
5,5), Statella 5,5, Gambino 5 (dal 22’ s.t.
Baclet 5,5). (Saracco, Meroni, Madrigali,
Bilotta, Appiah, Filippini). All. Roselli 6.
ARBITRO Giua di Olbia 6,5.
NOTE paganti 2.275, abbonati 2.649,
incasso di 39.546,26 euro. Ammoniti
Gianola e Botta. Angoli 11-2.
 REGGIO CALABRIA Alla fine a vincere

è stato il presidente di casa Praticò, che
ha fatto entrare al Granillo un centinaio
di rifugiati minorenni, ospiti in una
palestra adiacente lo stadio. Ha vinto lui e
ha perso il gioco delle due squadre, che
hanno messo in mostra enorme
pochezza. Schierate a specchio, Reggina
e Cosenza si sono annullate fino al limite
dell’autolesionismo. A dire il vero nel
secondo tempo la squadra di Karel
Zeman è apparsa più fresca, ma non è
riuscita a concretizzare la supremazia
fisica. Le due occasioni più clamorose,
una per parte, sono arrivate nel finale:
tuttavia Gianola da un lato e Caccetta
dall’altro hanno graziato di testa i due
portieri. E il derby è rimasto senza gol.
Rosario De Luca

MARCATORE Carlini al 1’ s.t.
VIBONESE (4-3-1-2) Russo 6; Franchino
6, Manzo 6, Sicignano 6,5, Sabato 7;
Legras 6,5, Giuffrida 6,5, Paparusso 6
(dal 23’ s.t. Yabre 6); Cogliati 7 (dal 30’ s.t.
Rossetti 6); Saraniti 7, Di Curzio 6 (dal 36’
s.t. Leonetti s.v.). (Cetrangolo, Chiavazzo,
Scapellato, Cinquegrana, Tindo, Lettieri,
Mengoni, Surace, Usai).
All. Costantino 6,5.
CASERTANA (4-3-3) Ginestra 7,5;
Finizio 6, D’Alterio 6, Rainone 6,5, Pezzella
6,5; Carriero 6, Matute 6,5, Giorno 6 (dal
9’ s.t. Rajcic 6); Giannone 6, Orlando 6
(dal 31’ s.t. Corado 6,5), Carlini 7 (dal 26’
s.t. Ramos 6). (Anacoura, Fontanelli,
Lorenzini, Potenza, De Marco, Gala, De
Filippo, Taurino, Ciotola). All. Tedesco 6.
ARBITRO Pietropaolo di Modena 6.
NOTE paganti 413, abbonati 150, incasso
di 4.950 euro. Ammoniti Pezzella, Giorno,
Rajcic e Sabato. Angoli 5-4.

MARCATORE Mancini al 6’ s.t.
CATANZARO (3-4-2-1) Grandi 6; Di Bari
5, Prestia 5, Patti 6 (dal 14’ s.t. Baccolo 5);
Esposito 5,5, Roselli 5,5, Van Ransbeeck
5,5 (dal 31’ s.t. Sarao s.v.), Sabato 5,5;
Giovinco 5, Cunzi 5,5; Tavares 4,5 (dal 24’
s.t. Campagna 6). (Leone, Moccia,
Pasqualoni, Icardi, Carcione, Bensaja,
Basrak, Maita, De Lucia). All. Somma 5.
MESSINA (4-3-1-2) Berardi 6,5; Mileto 6,
Maccarrone 6,5, Bruno 6, Akrapovic 6;
Lazar 6, Ricozzi 6, Foresta 6 (dal 34’ s.t.
Capua s.v.); Mancini 7 (dal 36’ s.t. Ionut
s.v.); Pozzebon 6, Milinkovic 6,5 (dal 18’
s.t. Madonia 6). (Russo, Bramati, Ferri,
Rafati, Marseglia, Maniscalchi, Gaetano,
Fusca). All. Marra 6,5.
ARBITRO Sozza di Seregno 6.
NOTE paganti 956, abbonati 718, incasso
di 13.276 euro. Ammoniti Cunzi,
Maccarrone, Ricozzi, Roselli, Foresta e Di
Bari. Angoli 10-3.

 VIBO VALENTIA La Vibonese sbatte su

 CATANZARO Il Messina vince al

Ginestra e Carlini la punisce dopo 40
secondi nella ripresa, allungando la serie
positiva della Casertana. Diventano
invece 4 le sconfitte consecutive dei
locali che stavolta hanno giocato la
migliore partita della stagione, creando
tanto, e sono usciti tra gli applausi dei
loro tifosi. Cogliati, trequartista
nell’inedito 4-3-1-2, e Saraniti hanno
sfiorato più volte il gol nel primo tempo.
La Casertana è passata con l’unico tiro
(Carlini in mischia) e poi si è difesa,
anche con un po’ di fortuna: salvataggio
sulla linea di Rainone su Di Curzio.
Mimmo Famularo

Ceravolo 17 anni dopo l’ultima volta.
Manuel Mancini è l’uomo da tre punti dei
siciliani, al primo successo esterno. Crisi
nera per il Catanzaro: la terza sconfitta
di fila è il dato oggettivo che condanna
Somma. Il Messina è passato a inizio
ripresa: Milinkovic ha sfruttato il buco
sulla destra di Prestia, servendo Mancini
che ha beffato Grandi grazie alla
deviazione di Di Bari. Tavares avrebbe
potuto pareggiare subito, ma ha
sprecato. Per Berardi solo una parata su
Campagna, poi Pozzebon nel recupero
ha mancato lo 0-2 in contropiede.
Andrea Celia Magno

MARCATORE Onescu al 45’ p.t.
FIDELIS ANDRIA (4-4-2) Pop 6;
Tartaglia 6,5, Allegrini 5,5 (dal 16’ s.t.
Rada 6), Aya 6, Curcio 6; Volpicelli 6 (dal
28’ s.t. Starita s.v.), Matera 5,5, Piccinni 6,
Onescu 6,5; Fall 6, Cianci 5,5 (dal 22’ s.t.
Mancino 6). (Poluzzi, Cilli, Valotti,
Masiero, Minicucci, Ovalle, Berardino,
Cruz, Tito). All. Favarin 6.
MELFI (3-4-3) Gragnaniello 6; Grea 6,
Laezza 6, Bruno 6; Paterni 6 (dal 34’ s.t.
Libutti s.v.), Obeng 6,5, Esposito 6,
Nicolao 6 (dal 17’ s.t. Gammone 6); De
Vena 5,5, Foggia 5,5, Pompilio 5,5 (dal 27’
s.t. Demontis 6). (Viola, Sciretta,
Cittadino, Dejori, Casiello, Ferraro,
Ferrante). All. Romaniello 6.
ARBITRO De Angeli di Abbiategrasso 6.
NOTE paganti 1.063, abbonati 1.402,
incasso di 18.185 euro. Ammoniti Obeng,
Matera e Starita. Angoli 6-1.
 ANDRIA Con qualche sofferenza nella

ripresa la Fidelis Andria è tornata al
successo grazie ad un gol realizzato in
chiusura di primo tempo da Onescu.
Avvio in costante proiezione offensiva per
la squadra di Favarin, con la rete decisiva
arrivata quasi a tempo scaduto: Fall ha
lanciato in profondità Onescu, che con un
preciso destro in diagonale ha battuto
Gragnaniello in uscita. Nella ripresa il
Melfi ha cambiato atteggiamento,
cominciando a proporsi in attacco. Prima
ci ha provato Parigi, poi Obeng di testa
ha colpito in pieno la traversa. Scampato
il pericolo, l’Andria ha chiuso ogni varco.
Giuseppe Ernesto

MARCATORI Montini al 14’, Esposito al
26’ s.t.
PAGANESE (3-5-2) Marruocco 6; Di
Cuonzo 5, Alcibiade 5, Silvestri 4; Cicerelli
6,5, Maiorano 5,5 (dall’11’ s.t. Parlati 5,5),
Pestrin 6, Deli 5,5, Della Corte 5 (dal 22’
s.t. Celiento 5,5); Caruso 5,5 (dall’11’ s.t.
Herrera 5), Reginaldo 6. (Chiriac, Mansi,
Zerbo, Longo, Stoia, Tagliavacche, Mauri,
Camilleri). All. Grassadonia 5.
MONOPOLI (4-3-1-2) Mirarco 6,5; Bei 6,
Esposito 7, Bacchetti 6,5, Pinto 6,5;
Ricucci 6 (dal 32’ s.t. Franco 6), Nicolini 6,
Viola 6; Balestrero 5,5 (dal 20’ s.t. Gatto
6); Genchi 6,5, Montini 6,5 (dal 36’ s.t.
Mercadante s.v.). (Pellegrino, Cassano,
De Vito, Sounas, Mavretic, D’Auria,
Mouzakitis, Padalino). All. Zanin 7.
ARBITRO Pasciuta di Agrigento 6.
NOTE spettatori 1.500 circa; paganti,
abbonati e incasso n.c. Ammoniti
Silvestri, Bei, Balestrero, Alcibiade,
Bacchetti e Nicolini. Angoli 7-3.
 PAGANI (Sa) Blitz del Monopoli in casa

Paganese. L’undici di Zanin ha giocato
con cinismo, capitalizzando nella ripresa
due ingenuità difensive dei locali. Eppure
nel primo tempo è stata la paganese a
fare la gara impegnando a più riprese
l’estremo ospite Mirarco, bravo prima su
una fiondata di Deli e poi su un tiro
ravvicinato di Caruso. Nella ripresa
invece è stato il Monopoli a pungere. Al
14’ Montini è andato in gol approfittando
di uno svarione di Silvestri e al 26’
Pasquale Esposito, tutto solo sul secondo
palo, ha insaccato su corner di Genchi.
Antonio Campitiello

34

Motomondiale R GP di Aragón

Marquez
mazzata
mondiale
Trionfo col brivido
In Giappone sarà
il 1° match point
Paolo Ianieri
INVIATO AD ALCANIZ

Q

uattro gare e altret­
tanti match­point a
disposizione per il
Mondiale. Marc
Marquez ieri dall’at­
tico del podio sfog­
giava il sorriso da uomo più fe­
lice del mondo dopo avere ar­
chiviato la domenica perfetta:
un’ora prima di affrontare in
sella alla sua Honda RC213V i
23 giri del GP di Aragón, si era
commosso quasi fino alle lacri­
me per il primo podio in Moto2
del fratello Alex, bravo a re­
spingere sul traguardo la ri­
monta di Franco Morbidelli per
il secondo posto. Quindi, arri­
vato il suo turno, ha rispettato
il copione che, dopo due giorni
da dominatore incontrastato,
prevedeva una pesante vittoria
e una nuova fuga in campiona­
to da Valentino Rossi, dopo es­
sergli finito alle spalle nelle ul­
time quattro gare.
COME DOOHAN Alla fine gli è
andata meglio di come sembra­
va potesse finire, lui primo e
Rossi «solo» terzo, preceduto
dalla Yamaha gemella di Jorge
Lorenzo, risorto dopo un

BRIVIDO Interrotta a quota 8
la striscia record di vincitori
diversi inaugurata da Lorenzo
al Mugello, la terza gara spa­
gnola dell’anno fino a metà
del suo svolgimento ha fatto il­
ludere che il vincitore potesse
essere lo stesso di Jerez e Bar­
cellona, ovvero Rossi. Perché
dopo un avvio incandescente
quasi da autoscontri, durante
il quale tutti pas­
savano tutti —
con Danilo Pe­
trucci a esagera­
re nello sportel­
lare la GP15 ge­
mella di Scott
BIRRA PAGATA
Redding, caduto
«Non succederà i punti di ritardo di
nel contatto: ri­
così presto» stop­ Valentino Rossi da
de­through per
pa tutti Marc.
il ternano e gara
«Non succederà Marc Marquez.
finita lì per il te­
— si associa nel Jorge Lorenzo,
am Pramac —,
p r o n o s t i c o invece, è a -66
Marquez a metà
Shuhei Nakamo­
del 3° giro in
to, vicepresidente della HRC una curva perdeva l’appoggio
—, però intanto nel parco chiu­ sulla pedana sinistra, la moto
so ho ringraziato Jorge per il scartava e in un battito di ci­
regalo. Se vuole in Giappone glia veniva risucchiato in 5ª
gli offro una birra». E giù una posizione dalla Suzuki di Ma­
grossa risata che amplifica la verick Viñales, le Yamaha di
meraviglia per un campionato Lorenzo e Rossi e anche la Du­
che per la Casa di Tokyo si è cati di Andrea Dovizioso, par­
messo in discesa come nessuno tito con progetti bellicosi pri­
avrebbe pronosticato a inizio ma di arrendersi alle Michelin
stagione.
fallate al posteriore (la gom­
weekend tra i più complicati
della stagione. Così, nel giorno
in cui sfata quella che sembra­
va essere una vera e propria
maledizione, eguagliando il re­
cord di 54 vittorie iridate di Mi­
ck Doohan, Marquez coi 9 pun­
ti strappati a Valentino torna a
spiccare il volo nel Mondiale.
Scavallata nuovamente quota
50, quando il 16 ottobre Marc si
presenterà a Mo­
tegi, pista di casa
Honda, avrà la
IL GAP
teorica possibili­
tà di conquistare
il titolo.

1Lo spagnolo va in testa, rischia di cadere, poi
recupera a suon di sorpassi. Lorenzo (2°) batte
Valentino. Nakamoto (Hrc): «Gli offrirò una birra»

52

ma si è spostata sul cerchio,
idem Michele Pirro) e all’ante­
riore (perdita di pezzi, come a
Pedrosa che per aiutarsi a fre­
nare ha consumato uno stiva­
le).
ILLUSIONE Viñales a quel pun­
to tentava un bis della fuga di
Silverstone, ma alle sue spalle
risaliva Rossi, che prima si li­
1

CHE DUELLI TRA I 3 ASSI
NELLE VALLI DI ALCANIZ

berava di Lorenzo — che sulla
griglia decideva di montare la
gomma posteriore più dura
come tutti tranne le Ducati —,
quindi al 9° giro passava al co­
mando. L’errore al giro succes­
sivo alla prima curva di Viña­
les che andava largo, agevola­
va solo un po’ il recupero di
Marquez, che dopo essersi
sbarazzato di Dovizioso e Lo­
2

renzo, dall’alto di un ritmo ir­
resistibile si piazzava in scia a
Rossi: un giro di studio, poi
durante il 12° giro il sorpasso
alla esse che immette sul retti­
lineo alle spalle dei box, altri
due giri ravvicinati, quindi al
15° una frustata improvvisa,
1” più rapido della Yamaha n.
46 e via verso il 4° successo
stagionale.
3

 1. Marc Marquez ha appena passato
Valentino Rossi: inizia la fuga inarrestabile
verso la vittoria;  2. Il duello(non solo per il
secondo posto...) tra i due piloti della Yamaha:
un errore in frenata del pesarese decreterà
Jorge Lorenzo come vincitore;  3. Il
maiorchino esulta mentre il suo casco-squalo
«mangia» il trofeo appena conquistato a
Motorland AFP

Michelin nel mirino, Dovi furioso: «Indagate»
Giovanni Zamagni
ALCANIZ

N

on è stato come a Brno,
dove volavano pezzi di
gomma in rettilineo, ma
poco ci è mancato. La Miche­
lin, ancora una volta, sale sul
banco degli imputati, anche se
i protagonisti, i piloti che più

hanno lottato con le gomme
non l’accusano apertamente:
«Bisogna investigare, capire
cos’è successo» dicono Dani
Pedrosa (le immagini della sua
anteriore sono piuttosto chia­
re) e Andrea Dovizioso, co­
stretto a una gara mediocre
quando era convinto di poter
essere protagonista. «E’ fru­
strante finire 11° dopo il lavoro

la gomma di Pedrosa a fine GP

fatto in prova», non si dà pace
Dovizioso. «Nei primi tre giri,
tutto ha funzionato bene, poi è
accaduto qualcosa di anomalo
davanti e ho dovuto rallenta­
re». Si è girata anche la gomma
sul cerchio posteriore. «A quel
punto, la moto è diventata qua­
si inguidabile per le vibrazioni:
la sensazione è che si stacchino
pezzi di gomma anteriore, an­

che se il problema veniva da
dietro. In rettilineo avevo pau­
ra, ho mollato».
COLPE In questi casi bisogna
capire cos’è successo, se il pro­
blema viene dalla moto o dalle
gomme. «Non è il momento di
dare la colpa a qualcuno e in
che percentuale: bisogna pri­
ma fare tutti gli accertamenti.

Le Ducati sono spesso in diffi­
coltà con le gomme, ma quanto
successo qui non è normale»,
dice senza sbilanciarsi. Lo fa
un po’ di più Michele Pirro, 12°
al traguardo a meno di 3” da
Dovizioso. «C’è troppa diffe­
renza di prestazioni: Pedrosa a
Misano sembrava di un altro
pianeta, qui è scomparso. I va­
lori cambiano troppo veloce­
mente, condizionano il risulta­
to. Si fa fatica a lavorare nel
modo giusto», è la sua tesi piut­
tosto chiara.
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LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

IL TRIONFATORE

35

LO SCONFITTO

«L’importante
è solo vincerlo,
non m’importa
dove avverrà»
1Marc su Vale:
«Continuava a
recuperarmi
punti, ora dovevo
proprio fermarlo»
INVIATO AD ALCANIZ

S

ul suo taccuino perso­
nale aveva indicato
questa data come era
uso fare Rino Tommasi
quando in un incontro di
tennis o di boxe assisteva a
un colpo speciale: un circo­
letto rosso. Per Marc Mar­
quez, invece, questa era so­
prattutto una gara da vince­
re a tutti i costi. «Questa è
una delle mie piste preferi­
te, volevo attaccare».
Foto di gruppo, con trofeo
ispirato al «muro» di Aragon, nel
box Honda per Marc Marquez,
23 anni. A lato, festeggia sotto la
tribuna dei suoi sostenitori
MILAGRO

CHE APRILIA Mentre a centro
gruppo le due Aprilia di Alvaro
Bautista e Stefan Bradl confer­
mavano i grossi passi avanti del­
le ultime gare, mettendo nel mi­
rino e poi scavalcando Dovizioso
per un doppio piazzamento nei
10 sull’asciutto che a Noale fino
a poco fa potevano solo immagi­
nare, Rossi doveva iniziare a pre­
occuparsi del ritorno imperioso
di Lorenzo, che in pochi giri an­
nullava un ritardo superiore al
secondo e a 19° giro lo passava.
ERRORE Tra i due galli Yamaha il
finale era incandescente: Jorge
provava ad allungare ma Vale,
pur in difficoltà nel misto resi­
steva con i denti finché a 2 giri
dal termine tentava la replica.
Ma la staccata era troppo ritar­
data («ho sbagliato frenata, il
piano era provarci all’ultimo gi­
ro») e per evitare un disastroso
contatto, Rossi allungava la tra­
iettoria, cedeva metri e secondi e
si accontentava del 3° posto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SALUTO Marc Marquez durante
il giro d’onore: è la 2a volta che
vince ad Aragon MILAGRO

LEGGE DI MURPHY Una
giornata speciale, nella qua­
le in un colpo solo con la
quarta vittoria della stagio­
ne — nessuno come lui que­
st’anno, Jorge Lorenzo è a
quota 3, Rossi a 2 —, Mar­
quez allunga in maniera im­
portante in classifica, ag­
ganciando anche Mick Do­
ohan a quota 54 nella classi­
fica dei vincitori di tutti i
tempi. «Nelle ultime gare
quando Mick era presente
non ero mai riuscito a vince­
re, mentre qui non c’era e ce
l’ho fatta. È la legge di Mur­
phy» ride.
INVERSIONE Molto più im­
portante è avere battuto Va­
lentino dopo 4 gare. «Non
vincevo dalla Germania, ma
soprattutto lui mi continua­
va a recuperare punti. Era
importante fermarlo, altri­
menti sarebbe diventato
sempre più pericoloso».
Ci è riuscito dopo una
gara che si è dimostra­
ta più complicata del
previsto. «Perché
quest’anno a ogni
gara finché non par­
ti non sai cosa può
succedere, le gom­

me sono sempre un’incognita.
Così al via il feeling era diverso
dalle prove, al 3° giro alla cur­
va 7 sono quasi caduto, ma a
quel punto mi sono imposto di
stare calmo, ho recuperato po­
sizioni e distacco da Valentino,
poi una volta alle sue spalle mi
sono rilassato un giro, quindi
ho attaccato».
CALMA Con tanto vantaggio
ormai solo lui può perdere il
Mondiale. «52 punti sono tan­
ti, ma dobbiamo restare con­
centrati, il tour asiatico con 3
gare di fila è complicato. Il pri­
mo match point? In Giappone
non vinco il Mondiale, sarebbe
bello, ma per me non è impor­
tante dove succederà, ma che
succeda. A Motegi fatichiamo,
ma a Phillip Island e Valencia
andremo forte».
METAMORFOSI Sorride come
se avesse vinto la gara anche
Lorenzo. «Finalmente un po’ di
gioia. La caduta nel warm up
che mi ha costretto a provare la
seconda moto con la gomma
dura mi ha cambiato la giorna­
ta. Andavo bene, così in griglia
ho deciso di cambiare dalla
morbida alla dura. Pensavo di
fare una gara da 6°­7° posto, in­
vece ho chiuso secondo dopo
un gran recupero su Rossi. Per
fortuna lui ha commesso un er­
rore, altrimenti sarebbe stata
una lotta all’ultima curva».
p.i.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nonostante l’allungo di Marc Marquez nel Mondiale, Valentino Rossi festeggia sul podio MILAGRO

«Non potevo fermarmi
Ma sai che fascino se
avessi preso Jorge...»
1Rossi ammette
l’errore e riesce
a scherzarci su:
«Il 2° posto ora è
un fatto d’onore»

Giovanni Zamagni
ALCANIZ

L

otta, sogna, va al coman­
do per qualche giro, sba­
glia, prende paga da Marc
Marquez (previsto) e da Jorge
Lorenzo (inaspettato), ma non
si arrende e guarda avanti con
il solito ottimismo. «Il campio­
nato? Era difficile prima, figu­
rarsi adesso, ma giocarsela dà
sempre gusto, bisogna conqui­
stare il secondo posto anche
per una questione d’onore. Il
futuro? Mi mette già paranoia
pensare al 2018» sorride Va­
lentino Rossi, capace di essere
positivo anche dopo una gior­
nata che ha di fatto messo la
parola fine sulle speranze iri­
date (52 i punti di vantaggio di
Marquez), con il compagno di
squadra capace di recuperargli
4 punti nella sfida per il titolo
(solo onorifico) di vice cam­
pione: gliene rimangono 14 da
amministrare nelle ultime
quattro gare. E’ stato un GP al­
talenante, quello di Rossi: ve­
loce e all’attacco all’inizio, sul­
la difensiva a metà, di nuovo
arrembante nel finale, fino al­
l’errore al penultimo giro.
«Non volevo attaccarlo, non
era quello il punto (la curva
12, n.d.r.). Ma sono arrivato

lungo, dopo 50­60 metri di fre­
nata ho capito che non ce
l’avrei mai fatta a rallentare:
sarebbe stato brutto prender­
lo, anche se avrebbe avuto il
suo fascino…» scherza Valen­
tino.
ULTIMO GIRO Poi, sempre con
un po’ di ironia, spiega meglio
cosa è accaduto con Lorenzo.
«Avrei voluto attaccarlo all’ul­
timo giro, c’erano un paio di
punti dove potevo provarci,
ma purtroppo ho sbagliato la
frenata: le probabilità di pren­
derlo erano elevatissime. Non
avevo paura dell’incidente in
sé, ma di quello che sarebbe
accaduto dopo. Peccato, mi sa­
rebbe piaciuto provarci, l’ulti­
mo giro sarebbe stato diver­
tente» racconta Rossi, per nul­
la meravigliato dal repentino
cambio di rendimento di Lo­
renzo, in grande difficoltà con
la gomma dura fino al warm
up, decisamente più efficace
in gara. «Mi sorprende quando
va piano, non quando va for­
te», sottolinea. «Avevamo fatto
delle modifiche per rendere la
M1 più efficace nella seconda
parte della gara, ma non han­
no funzionato. Lorenzo mi ha
ripreso e quando mi ha passato
era più competitivo in accele­
razione in 2­3 punti».
ILLUSIONE Eppure, nei primi
giri, Rossi era stato grande
protagonista. «Ho fatto uno
stacco da centometrista, par­
tendo perfettamente. Ho pas­
sato subito Crutchlow e Dovi­
zioso, sentivo di averne più di
Viñales e, per qualche motivo,
sia Marquez sia Lorenzo sem­
bravano in difficoltà. Quando
sei in testa (dal 9° all11° giro,
n.d.r.) ci speri sempre, ma
quando Marc mi ha raggiunto
ho capito che era troppo velo­
ce» dice. Ma la Yamaha non
vince da Barcellona, sette gare
e tre mesi fa: la situazione co­
mincia a essere preoccupante.
«A inizio stagione, la M1 era la
migliore, ma adesso gli altri
hanno recuperato e la Hon­
da ha vinto cinque delle
ultime sette gare con
quattro piloti diffe­
renti: dobbiamo
mettere anche le
basi per la prossi­
ma stagione. Ne­
gli ultimi 4 GP
non bisogna fare
errori e provare a
vincere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

36

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Motomondiale R GP di Aragón

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

37

Jorge per la rabbia vede... Rossi
1Lorenzo mostra motivazioni extra nel duello contro Vale. Bautista con Aprilia batte Ducati
LA GARA

LE STATISTICHE

clic

IL MONDIALE MOTOGP

Super Marc
come Doohan
54 GP vinti
in carriera

PILOTI

ARRIVO
POS PILOTA

NAZ

MOTO

1.

SPA

HONDA

M. MARQUEZ

TEMPO/DISTACCO
in 41'57"678,
media 167 km/h

2. LORENZO

SPA

YAMAHA

a 2"740

3. V. ROSSI

ITA

YAMAHA

a 5"983

4. M. VINALES

SPA

SUZUKI

a 8"238

5. CRUTCHLOW

GB

HONDA

a 13"221

6. PEDROSA

SPA

HONDA

a 17"072

7.

A. ESPARGARO

SPA

SUZUKI

a 18"522

8. P. ESPARGARO

SPA

YAMAHA

a 19"432

9. BAUTISTA

SPA

APRILIA

a 23"071

10. BRADL

GER

APRILIA

a 27"898

11. DOVIZIOSO

ITA

DUCATI

a 32"448

12. PIRRO

ITA

DUCATI

a 35"033

13. BARBERA

SPA

DUCATI

a 36"224

14. LAVERTY

GB

DUCATI

a 37"621

15. HAYDEN

USA

HONDA

a 40"509

16. HERNANDEZ

COL

DUCATI

a 43"906

17. PETRUCCI

ITA

DUCATI

a 56"740

18. BAZ

FRA

DUCATI

a 59"681

19. REDDING

GB

DUCATI

a 1'34"126

POS PILOTA
1. M. MARQUEZ
2. V. ROSSI
3. LORENZO
4. PEDROSA
5. M. VINALES
6. CRUTCHLOW
7. DOVIZIOSO
8. IANNONE
9. P. ESPARGARO
10. BARBERA
11. LAVERTY
12. A. ESPARGARO
13. REDDING
14. BAUTISTA
15. PETRUCCI
16. BRADL
17. MILLER
18. SMITH
19. PIRRO
20. RABAT
21. BAZ
22. HERNANDEZ
23. LOWES
24. HAYDEN

NAZ
SPA
ITA
SPA
SPA
SPA
GB
ITA
ITA
SPA
SPA
GB
SPA
GB
SPA
ITA
GER
AUS
GB
ITA
SPA
FRA
COL
GB
USA

PUNTI
248
196
182
155
149
105
104
96
96
84
71
69
55
54
50
49
42
42
36
27
24
13
3
1

QAT ARG AME SPA FRA ITA
16 25 25 16
3
20
13 20
25 20
25
20 20 25 25
11
16
13
13
13
10
13 10 16 10
5
5
20
3
11
16
9
16
9
10
9
8
11
1
7
11
7
6
8
4
4
13
4
7
5
3
5
5
11
11
10
7
6
10
3
6
5
7
9
8
9
6
2
6
2
2
8
8
4
9
4
8
6
1
7
3
1
3
4
2
1
-

CAT OLA GER AUT R.CEC GB RSM ARA
20 20 25
11
16 13
13 25
25
8
13 20 16 20 16
6
1
16
8
16 20
16
4
10
9
4
11 25 10
13
7
4
10
7
25
11
13
10
20
1
25 20
8
11
9
16 20
10 10
5
11
11 25
8
11
13
6
3
7
8
5
10
7
11
2
3
3
3
9
5
10
4
2
2
2
9
9
16 13
8
1
1
8
6
6
6
7
7
5
9
7
5
4
8
2
4
6
6
25
9
3
3
7
1
4
9
4
2
5
2
6
1
3
13
5
5
3
1

PEDROSA IN FRENATA
COME I FLINTSTONES
STIVALE CONSUMATO!

Giovanni Cortinovis

 Ha finito con lo stivale
sinistro completamente
consumato, con dei grossi
buchi. «Ancora un giro e mi
sarebbero uscite le dita»,
scherza (ma non troppo) Dani
Pedrosa, costretto a utilizzare
anche i piedi per frenare la
moto. «Ero in crisi di gomme,
la moto non rallentava: in
staccata mi veniva istintivo
mettere giù il piede». Così,
Pedrosa ha distrutto la placca
in titanio che serve proprio
per evitare che lo stivale si
consumi quando sfrega
sull’asfalto. Rimasta solo la
tomaia, la pelle si è aperta,
surriscaldando anche il piede
del pilota.

 RITIRATI: al 17° giro RABAT (SPA/Honda);
 GIRO PIÙ VELOCE: il 15° di MARQUEZ (SPA/Honda)
in 1’48”694, media 168,1 km/h
 DISTANZA GARA: 23 giri per 116,794 km

COSTRUTTORI
1. HONDA

291

16

25

25

16

13

20

20

25

25

11

25

20

25

25

2. YAMAHA

278

25

20

20

25

25

25

25

13

8

16

20

16

20

20

3. DUCATI

187

20

13

16

9

9

16

9

16

16

25

13

10

10

5

4. SUZUKI

155

10

5

13

11

16

10

13

7

4

10

7

25

11

13

5. APRILIA

72

3

9

6

2

7

2

8

8

6

-

2

6

6

7

LE PAGELLE di PAOLO IANIERI
MARC MARQUEZ
HONDA 23 ANNI

9

9

LORENZO
In griglia decide
di montare la
gomma dura e
tira fuori una
gara splendida e
inattesa, nella
quale la
possibilità di
battere Rossi gli
regala
motivazioni extra
IPP

Inarrestabile
Rimedia all’errore
con una rimontona
Il titolo è a un passo
Doveva dominare a mani
basse, invece si è complicato la
vita all’inizio, salvandosi anche
da un errore. Poi, una volta
ritrovate la lucidità e la calma,
conscio che solo lui poteva
perdere la gara, ha iniziato una
rimonta inarrestabile che ha
schiantato tutti. A Misano era
stato il compagno Pedrosa a
dargli una mano, qui la
battaglia in casa Yamaha lo ha
beneficiato con altri punti
pesantissimi. E in Giappone si
gioca il primo match-point.
GLI ALTRI Bradl 7,5 Dopo una grande qualifica, completa la bella giornata Aprilia chiudendo la top 10; Hayden 7 Un punto:
come rientro part time non gli si poteva chiedere di più; A. Espargaro 6 Solo all’ultimo perde il duello con Pedrosa;
P. Espargaro 6,5 Finisce in coda al fratello; Barbera 6 Chiude vicino alle Ducati ufficiali; Laverty 5,5 Gara anonima;
Hernandez 5 Battuto anche da Hayden; Baz 5 Soffre per la frattura al piede, fa qual che può; Pedrosa 5
Tutti a pronosticarlo sul podio, ma la gomma anteriore lo frega e lui naviga lontano; Rabat 3 Senza la protezione del suo
amico Marquez, non correrebbe qui; Redding s.v. La sua gara finisce subito, buttato giù da Petrucci.

MOTO2

BAUTISTA
L’Aprilia cresce
costantemente e
lui disputa una
gara maiuscola,
nella quale si
toglie la
soddisfazione di
battere la Ducati.
Bella iniezione di
fiducia
GETTY IMAGES

VINALES
Primi giri da
indemoniato,
attacca e passa
da tutte le parti,
tenta la fuga, ma
poi risucchiato
alza il ritmo e
finisce piuttosto
lontano dal podio
GETTY IMAGES

6

7
PIRRO
Come Mister
Wolff chiamato a
risolvere i
problemi, sfrutta
i turni di prove
per imparare la
pista, in gara
risale con
pazienza e chiude
non lontano da
Dovizioso
IPP

7

DOVIZIOSO
Gara da incubo,
fuori dai primi 10
con una Ducati
che puntava in
alto ed invece è
stata azzoppata
senza dubbio dal
comportamento
delle gomme
Michelin
AFP

4
PETRUCCI
Pronti-via e
butta fuori il
compagno
Redding,
subendo un ridethrough. Va bene
giocarsi la Ducati
ufficiale a suon
di risultati, però
serve una
calmata
CIAMILLO

MOTO3

POS PILOTA

NAZ

MOTO

1.

GB

KALEX

TEMPO/DISTACCO
in 40'00"885
media 159,8 km/h

2.

A. MARQUEZ

SPA

KALEX

a 3"289

3.

MORBIDELLI

ITA

KALEX

a 3"321

4.

LUTHI

SVI

KALEX

a 5"181

5.

NAKAGAMI

GIA

KALEX

a 10"722

6.

RINS

SPA

KALEX

a 12"164

7.

BALDASSARRI

ITA

KALEX

a 12"385

8.

ZARCO

FRA

KALEX

9.

CORSI

ITA

SPEED UP

10. FOLGER

GER

KALEX

a 18"164

11. SIMEON

BEL

SPEED UP

a 22"413

12. PASINI

ITA

KALEX

a 22"671

13. CORTESE

GER

KALEX

a 22"909

14. SYAHRIN

MAL

KALEX

a 23"437

15. SCHROTTER

GER

KALEX

a 25"293

16. PONS

SPA

KALEX

a 25"828

25. MARINI

ITA

KALEX

a 45"444

a 12"612
a 14"004

 GIRO PIÙ VELOCE: Il 4° di MORBIDELLI (ITA/Kalex) in 1’53”672,
media 160,8 km/h

POS PILOTA

NAZ

PUNTI

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
22.

FRA
SPA
GB
SVI
ITA
GIA
GER
MAL
ITA
ITA
SVI
SPA
ITA
SPA
GER
BEL
GER
ITA

202
201
162
154
141
135
133
103
99
74
71
60
54
47
44
34
34
23

ZARCO
RINS
LOWES
LUTHI
MORBIDELLI
NAKAGAMI
FOLGER
SYAHRIN
BALDASSARRI
CORSI
AEGERTER
A. MARQUEZ
PASINI
PONS
SCHROTTER
SIMEON
CORTESE
MARINI

COSTRUTTORI
1.
2.
3.
4.

KALEX
SPEED UP
TECH 3
SUTER

350
107
24
6

PILOTI

POS PILOTA

NAZ

MOTO

1.

SPA

HONDA

NAVARRO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CALENDARIO

ARRIVO

PILOTI

ARRIVO
LOWES

ROSSI
Metà gara da
sogno a caccia di
un miracolo, poi
perso il treno
Marquez
ingaggia
battaglia con
Lorenzo, ma un
errore lo manda
indietro
IPP

7
CRUTCHLOW
Le belle gare per
Cal sembrano
ormai una
costanza: non
parte benissimo,
ma rimonta con
un gran passo,
che lo premia
come primo
pilota di un team
satellite
AFP

8

8

C

on il quarto successo
stagionale Marc Mar­
quez raggiunge a quo­
ta 54 GP vinti in carriera Mi­
ck Doohan. Ora ha davanti
solo 5 piloti: Jorge Lorenzo
(64), Mike Hailwood (76),
Angel Nieto (90), Valentino
Rossi (114) e Giacomo Ago­
stini (122). Considerando
invece solo la classe regina
Marquez è in nona posizio­
ne con 28 vittorie, ad una
lunghezza da Dani Pedrosa.
In patria, invece, Marc ha
vinto solo 8 volte: 3 ad Ara­
gon, 2 a Valencia e Barcello­
na e una sola a Jerez. L’ulti­
mo suo trionfo in Spagna ri­
saliva al 9 novembre 2014:
l’anno scorso era giunto 2° a
Jerez e Valencia e si era riti­
rato a Barcellona ed Ara­
gon, mentre quest’anno si è
classificato 3° a Jerez e 2° in
Catalogna. Il fine settimana
trionfale di Marquez è testi­
moniato dalla sua terza tri­
pletta pole­vittoria­giro ve­
loce del 2016: i precedenti
in Argentina e ad Austin
(Usa). Anche un anno fa ne
realizzò 3, così come nel
2013, mentre nel fenome­
nale 2014 mise insieme ben
8 triplette. In totale sono 17
le sue triplette in MotoGP,
più 4 in Moto2 e una in 125.
Ad Aragon la tripletta gli era
riuscita in precedenza nel
2011, sua stagione d’esor­
dio in Moto2. Nonostante i
13 giri in testa di ieri, Mar­
quez quest’anno ha accu­
mulato solo 61 giri al co­
mando. Meglio hanno fatto
i due piloti Yamaha: 73 giri
davanti a tutti per Valentino
Rossi (3 ieri) e 72 per Jorge
Lorenzo. Dopo aver vinto 5
dei primi 7 GP, incluse 4 ga­
re di fila (a Jerez, Le Mans,
Mugello e Barcellona), la
Yamaha è invece rimasta a
secco negli ultimi 7 GP: in
questo periodo la Honda ha
conquistato 5 gare (2 con
Marquez, una a testa Pedro­
sa, Crutchlow e Miller). Le
due rimanenti sono andate
a Suzuki e Ducati.

TEMPO/DISTACCO
in 39'56"973
media 152,5 km/h

2.

BINDER

S. AF

KTM

3.

BASTIANINI

ITA

HONDA

a 0"030
a 0"107

4.

DI GIANNANTONIO

ITA

HONDA

a 0"162

5.

MIR

SPA

KTM

a 1"724

6.

MARTIN

SPA

MAHINDRA

a 1"903

7.

CANET

SPA

HONDA

8.

RODRIGO

ARG

KTM

9.

GUEVARA

a 1"979
a 3"008

SPA

KTM

a 3"101

10. OETTL

GER

KTM

a 3"559

11. MIGNO

ITA

KTM

a 3"594

12. QUARTARARO

FRA

KTM

a 6"883

13. MCPHEE

GB

PEUGEOT

a 9"742

14. ANTONELLI

ITA

HONDA

a 9"758

15. BENDSNEYDER

OLA

KTM

a 9"776

16. BAGNAIA

ITA

MAHINDRA

17. LOCATELLI

ITA

KTM

a 13"358

25. DALLA PORTA

ITA

KTM

a 43"028

 GIRO PIÙ VELOCE: il 5° di GUEVARA (SPA/KTM) in 1’58”858,
media 153,8 km/h

a 9"931

POS PILOTA

NAZ

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
20.
25.
27.

S. AF
SPA
ITA
SPA
ITA
ITA
ITA
ITA
ITA
REP. CECA
ITA
GER
SPA
SPA
FRA
MAL
OLA
ITA
ITA
ITA

BINDER
NAVARRO
BASTIANINI
MIR
BULEGA
DI GIANNANTONIO
BAGNAIA
FENATI
ANTONELLI
KORNFEIL
LOCATELLI
OETTL
CANET
MARTIN
QUARTARARO
PAWI
BENDSNEYDER
MIGNO
MANZI
DALLA PORTA

PUNTI
249
143
139
117
113
111
110
93
81
80
65
62
60
56
56
54
53
47
13
7

COSTRUTTORI
1.
2.
3.
4.

KTM
HONDA
MAHINDRA
PEUGEOT

296
276
157
48

20/3 Qatar (Lorenzo)
3/4 Argentina (Marquez)
10/4 Americhe (Marquez)
24/4 Spagna (V. Rossi)
8/5 Francia (Lorenzo)
22/5 Italia (Lorenzo)
5/6 Catalogna (V. Rossi)
26/6 Olanda (Miller)
17/7 Germania (Marquez)
14/8 Austria (Iannone)
21/8 Rep. Ceca (Crutchlow)
4/9 Gran Bretagna (Viñales)
11/9 San Marino (Pedrosa)
25/9 Aragon (Marquez)
16/10 Giappone (Motegi)
23/10 Australia (Phillip Island)
30/10 Malesia (Sepang)
13/11 Com. Valenciana (Valencia)

38

Motomondiale R GP di Aragón

Binder già iridato Moto3
«Scusate per l’anticipo»

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

A MAGGIORA

1Il sudafricano cede la gara a Navarro, ma vince il titolo a 4 GP dalla fine:
mai successo. Bastianini 3°. Podio Moto2: Lowes, Marquez e... Morbidelli
Giovanni Zamagni
ALCANIZ

H

a provato in tutti i modi a
conquistare il titolo sa­
lendo anche sul gradino
più alto del podio, come fanno i
grandi campioni: per appena 30
millesimi, pochi centimetri, Jor­
ge Navarro l’ha battuto sul tra­
guardo, ma il massimo obiettivo
è stato centrato. «Diciamo che
ho perso la battaglia, ma ho vin­
to la guer ra»
scherza euforico
Brad Binder,
IL NUMERO
21enne sudafri­
cano, neo cam­
pione del mondo
della Moto3. Un
titolo ampiamen­
Brad Binder, 21 anni, festeggia nel box del team Ktm-Ajo il titolo con mamma e papà MILAGRO
te meritato, arri­ le vittorie stagionali
vato con quattro di Brad Binder in
ma di quest’an­ inarrivabile, con due soli errori, con la vittoria, quarto Fabio di
gare d’anticipo:
no, non aveva in Olanda (12°) e Rep.Ceca (ca­ Giannantonio, che conferma
mai accaduta Moto3. A Jerez
mai trionfato. duto mentre era ampiamente al tutte le sue qualità.
una cosa simile partendo dall’ultimo
«Dietro di me c’è comando), più o meno sempre
in questa catego­ posto in griglia
un grande team, con la stessa tattica, utilizzata TUTTO IN 4 GP In Moto2, 2° suc­
ria. I numeri so­
che ha fatto in anche ieri: controllo nei primi cesso stagionale per Sam
no tutti dalla parte del pilota modo che tutto fosse perfetto: giri, selezione degli avversari Lowes, con Alex Marquez 2°
della Ktm: in testa fin dal secon­ non avevo preoccupazioni, po­ nella fase centrale, attacco a ca­ (primo podio in questa catego­
do GP in Argentina, cinque vit­ tevo solo pensare a pilotare» sco basso nell’ultimo passaggio. ria) e Franco Morbidelli 3°. Set­
torie, di cui una, a Jerez, parten­ spiega un cambiamento impor­ D’accordo, la sua Ktm, velocissi­ timo Lorenzo Baldassarri, finito
do dall’ultima posizione per tante e inaspettato.
ma, gli permette di farlo, ma tra i due contendenti al titolo
una penalità («il mio primo suc­
Binder non è l’unico a disporre iridato, con Alex Rins sesto e
cesso, la gara più bella e impor­ PERFETTO Dopo il primo suc­ della moto austriaca: insomma, Johann Zarco ottavo. I due sono
tante della mia vita»), 11 podi, 4 cesso («mi ha dato grande fidu­ è stato lui a fare la differenza. separati da un solo punto (a fa­
pole position dicono in maniera cia, ho acquistato sicurezza, so­ Terzo al traguardo Enea Bastia­ vore del francese): si giocano
fredda, ma precisa, che Binder è prattutto in termini di strate­ nini, costretto, ancora una volta tutto in 4 gare.
stato grandissimo. Eppure, pri­ gia»), la sua stagione è stata a rimandare l’appuntamento
© RIPRODUZIONE RISERVATA

5

Antonio Cairoli, 31 anni, vola nel cielo del Maggiora Park ZANZANI

Nazioni ancora
alla Francia
L’Italia è quinta
1Transalpini campioni all’ultimo giro
dell’ultima manche. A Cairoli la MXGP
alla sua grinta di otto volte iri­
dato, aggiudicandosi con due
secondi posti la vittoria della
MAGGIORA (NOVARA)
classe MXGP. «Quando al mat­
Italia ha mancato il tino mi sono svegliato, mi sen­
podio ma la 70ª edi­ tivo tutto rotto — ha spiegato il
zione del Motocross messinese — , poi invece ho di­
delle Nazioni è stato un suc­ sputato due buone manche.
cesso sotto ogni punto di vi­ Tutto questo nonostante non
sta. Diverse decine di mi­ fossi nelle migliori condizioni
gliaia gli spettatori, ospiti fisiche anche per via della diffi­
d’eccezione tra cui i prota­ cile stagione che ho avuto. E’
gonisti statunitensi della stato comunque un risultato
mitica edizione del 1986, importante, che gli spettatori
ma soprattutto tre manche hanno apprezzato e sostenuto
elettrizzanti
con un tifo paz­
che hanno te­
zesco e che mi fa
nuto il risulta­
LA CHIAVE
sperare bene per
to finale in Tony vince la sua
il 2017».
forse sino al­
l’ultimo giro. classe con due
TRIS La vittoria
La squadra secondi posti: «Mi
è andata alla fine
azzurra ha ot­ sentivo tutto rotto»
per il rotto della
tenuto un 5°
cuffia alla squa­
posto tutto Seconda l’Olanda e
dra francese già
sommato
campione in ca­
o n o r e v o l e Usa terzi, ma fino
rica composta da
considerato alla caduta di Webb
Romain Febvre
che Michele erano in testa
(Yamaha), Gau­
Cervellin
tier Paulin (Hon­
(Honda) ha corso con una da) e Benoit Paturel (Yamaha)
450 cmc dopo aver disputa­ che proprio all’ultimo giro del­
to tutta la stagione nella la manche conclusiva l’hanno
classe 250 cmc, chiudendo spuntata di un solo punto sulla
la sua categoria 6°, mentre formazione olandese grazie al
Samuele Bernardini (TM) è sorpasso di Febvre nei confron­
stato bravo nel superare la ti dell’inglese Tommy Searle.
tensione del sabato termi­ Terzo gradino del podio per gli
nando 5° della MX2.
statunitensi, che a due giri dal­
la conclusione hanno gettato al
IL MITO Il capolavoro lo ha vento una affermazione che
fatto Tony Cairoli (Ktm), pareva già conquistata per via
che malgrado gli acciacchi della caduta del campione su­
dovuti alla pesante caduta percross e national Cooper
del sabato ha corso come se Webb (Yamaha).
nulla fosse, facendo ricorso
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Zanzani

L’

TACCUINO
WTCC A SHANGHAI

DTM A BUDAPEST

Biork e la Volvo
primo brindisi

A Ekstrom gara-2
Wittmann vede il titolo

 (an. gat.) Thed Bjork (Volvo
S60) e l’iridato José Maria
Lopez (Citroen) si dividono le
vittorie nella tappa di
Shanghai del mondiale
Turismo. Il nostro Gabriele
Tarquini: 16° e 5°.

 (an. gat.) Mattias Ekstrom
(Audi RS5) vince gara-2 del Dtm
a Budapest. Marco Wittmann
(Bmw M4) mette le mani sulla
vittoria del campionato (188
punti) complice il ritiro del
nostro Edoardo Mortara (Audi
RS5) staccato di 26 lunghezze.

F4 A IMOLA

Colpi Van Uitert-Sato
Schumi jr in ombra
 (an. gat.) A Job Van Uitert
e Marino Sato il successo
nelle due manche del
tricolore di F4 a Imola. In
ombra Mick Schumacher
(ritiro e 13°) adesso staccato
di 25 punti dal leader Marcos
Siebert (205).

FORMULA 1

Leclerc salterà
le libere a Sepang
 Charles Leclerc, atteso dal
team Haas per scendere in pista
al volante della VF-16 nel primo
turno di prove libere venerdì in
Malesia, ha dovuto dare forfait a
causa del cambiamento del
programma di GP3 del venerdì.

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

FLASH IMMAGINI DALLE STRADE DELLA CAPITALE

RALLY

CAMPIONATO ITALIANO

Motori R Speciale

1

39

IN VETRINA
SUZUKI RALLY TROPHY/ C.I. R1

Senza Lucarelli e Ferrari,
ecco Martinelli-Angilletta
ma anche Denaro-De Paoli

Ottimo esordio della Baleno Sr di Travaglia
nella serie R1: subito la prima posizione PHOTO4
2

3

IN
COLLABORAZIONE
CON

ACI
 1. Umberto Scandola e Guido D’Amore con la Fabia R5 sono i vincitori al Rally di Roma Capitale per il secondo anno consecutivo.
 2. Paolo Andreucci e Anna Andreussi hanno chiuso secondi assoluti nella gara capitolina con la Peugeot 208 T16 R5.  3. Terzo gradino del
podio a Roma per Giandomenico Basso-Lorenzo Granai e la Ford Fiesta R5, ancora in testa alla classifica tricolore Piloti PHOTO 4

Scandola vince a Roma
e riapre tutti i giochi
1L’equipaggio della Skoda Fabia domina nella Capitale. E ora con
74.5 punti tallona Basso (80.75) e Andreucci (80). Si decide a Verona
Luca Bartolini

U

na gara importante sì, ma
anche e soprattutto un
evento non solamente
sportivo che, da venerdì a do­
menica, ha consentito al grande
pubblico della «Città Eterna» di
gustare e vedere da vicino il me­
glio di quanto il mondo del mo­
torismo sportivo tricolore, in
particolare dei rally, può offri­
re. Momento clou di questo ab­
braccio le due prove speciali al­
l’ombra del Palazzo della Civil­
tà, il cosidetto «Colosseo Qua­
drato», con migliaia di
spettatori che hanno seguito da
vicino le gesta dei piloti. Ma Ro­
ma in questa edizione è stata in
tutto e per tutto il centro nevral­
gico della manifestazione ospi­
tando il Parco assistenza il Vil­
laggio dei Motori, un’area espo­
sitiva dedicata al motorsport, e
le partenze e gli arrivi situati
presso Euroma 2 Shopping
Experience . Il tutto arricchito
da iniziative come «La Strada
non è un videogioco», in colla­
borazione con ACI Roma, e
«Guida senza Barriere» la cam­
pagna di sensibilizzazione sulle
problematiche riconducibili al
recupero della mobilità dei di­
sabili nella guida. Questi i valo­
ri aggiunti di una gara, organiz­
zata dalla Motorsport Italia,
che a livello sportivo, è stata
bella e combattuta.
FOTOFINISH Una corsa che la­
scia aperti tutti i discorsi per il
tricolore in vista dell’ultimo im­
pegno sulle strade veronesi,
proprio le strade di casa del vin­
citore del Rally di Roma Capita­
le, Umberto Scandola. Il vero­

nese ha vinto meritatamente, al
termine di due giornate che lo
hanno visto sempre protagoni­
sta: secondo dietro Paolo An­
dreucci dopo la prima tappa, ha
portato, con Guido D’Amore, la
sua Skoda Fabia R5 ad un im­
portante successo che lo rilan­
cia in chiave campionato. Que­
sto nonostante che la classifica
generale della serie veda al co­
mando ancora Giandomenico
Basso, Ford Fiesta R5, con
80.75 punti, qui terzo in gara,
seguito da Paolo Andreucci, se­
condo nell’assoluta con la Peu­
geot 208 R5 t16, con 80 punti.
Terzo, appunto, Scandola con
74.50. La sfortuna, presentatasi
sotto forma di problemi tecnici,
ha influito sulle gare dei due

CLASSIFICHE
RALLY ROMA CAPITALE
1. Scandola-D’Amore (Skoda Fabia
R5) in 1:34’26.1; 2. AndreucciAndreussi (Peugeot 208 T16 R5)
a 5.9; 3. Basso-Granai (Ford
Fiesta R5) a 38.3; 4. CampedelliFappani (Ford Fiesta R5 gpl)
a 2’51.4; 5. Re-Ciucci (Ford Fiesta
R5) a 3’11.6; 6.Di CosimoFrancescucci (Skoda Fabia R5)
a 3’16.2; 7. Tassone-De Marco
(Peugeot 208 T16 R5) a 3’31.7;
8.Pollara-Princiotto (Peugeot 208
R2) a 9’05.8; 9. Testa-Mangiarotti
(Peugeot 208 R2B) a 9’18.1;
10.Panzani-Baldacci (Renault Clio
R3T) a 9’18.4.
PILOTI CIR Basso 80,75 p;
Andreucci 80; Scandola 74,50;
Campedelli 45,50; Perico 27.
COSTRUTTORI CIR Ford 105,25
p; Peugeot 91.50; Skoda 76.
CIR JUNIOR: Testa 82,25 p;
Pollara 72,25; Calvi 42,5;
Bernardi 33; Mazzocchi 35,50.
TROFEO RALLY ASFALTO
Perico 43,50 p; Campedelli 36;
Tempestini 31,50.

leader che alla fine hanno occu­
pato i due gradini più bassi del
podio. Andreucci è stato rallen­
tato a tratti dall’anomalo fun­
zionamento della valvola pop
off, l’unico pezzo della vettura
non prodotto dalla Peugeot,
mentre Basso ha subito un im­
provviso spegnimento del pro­
pulsore proprio quando era al
comando.
GLI ALTRI CAMPIONATI La ga­
ra romana era valida anche per
il Campionato Rally Junior, per
il Trofeo Rally Asfalto e per il
Campionato Italiano R1. Nello
Junior i due protagonisti della
serie Giuseppe Testa e Marco
Pollara, entrambi su Peugeot
208 R2, sono stati ancora una
volta protagonisti vincendo una
tappa a testa, con la classifica
del campionato che continua a
vedere in testa il primo, pilota
ufficiale del Peugeot Junior Te­
am. Nel Campionato Italiano
R1 vittoria per Renato Trava­
glia, in coppia con Massimo
Nalli, al volante della nuova
Suzuki Baleno Sr al debutto
vincente. Il trentino ha prece­
duto Stefano Martinelli con la
sua Suzuki Swift Sport 1600
R1B, primo del suo trofeo. Nel
Trofeo Rally Asfalto sono stati
protagonisti Alessandro Perico,
primo in tappa uno con la sua
Peugeot, e Simone Campedelli,
Ford Fiesta R5 dell’Orange1 Ra­
cing, primo in tappa due al ter­
mine di una gara che però non
lo ha soddisfatto appieno. Da
sottolineare infine il debutto,
anche se solamente come apri­
pista nella speciale spettacolo,
della nuova Fiat 124 Abarth che
sarà protagonista nel CIR 2017.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 Con la quarta edizione del Rally di Roma
Capitale si sono chiusi il Suzuki Rally Trophy e il
Campionato Italiano R1. Per quanto riguarda il
Suzuki Trophy, assegnato con anticipo a Jacopo
Lucarelli e Alessio Ferrari assenti nel rally
capitolino, a Roma sono stati Stefano Martinelli
e Nicola Angilletta su Suzuki Swift Sport R1B
Sport 1600 in versione R1B a mettersi in
evidenza. Il pilota toscano è riuscito ad imporsi
guadagnando il terzo gradino del podio nella
classifica assoluta. Nella seconda tappa ad
essere protagonista del trofeo è stato Lorenzo
Coppe, ritiratosi per incidente dopo la fine
dell’ultima prova speciale. Terzo Sergio Denaro,
in coppia con Marta de Paoli, che grazie
all’ottima prestazione riesce a scalare diverse
posizioni nella classifica assoluta del Suzuki
Trophy. In coda tra le Suzuki è rimasto Daniele
Chiaudrero affiancato da Giorgia Maria De
Turris, ventunesimi nella Città Eterna e quarti
nella competizione monomarca. Da segnalare
nella categoria R1 la straordinaria prestazione
di Renato Travaglia e Massimo Nalli, che al
debutto della nuova Suzuki Baleno sono riusciti
ad aggiudicarsi la prima posizione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TROFEO CLIO R3T E TWINGO R1

Panzani-Baldacci, è trionfo
Canzian-Rosso: il verdetto
si avrà solo al Due Valli

Shinkai-Urushido
sulla Abarth 500
tutta giapponese
 Tra i partecipanti al Rally
di Roma Capitale c’era anche
un equipaggio giapponese
formato da Tomoyuki
Shinkai in coppia con la
navigatrice Ayumi Urushido
al volante di una Abarth 500
Rally del Museo Cinquecento
Racing Team, vettura fornita
da Sportec Engineering di
Savona con il coordinamento
di Michele Ferrara. Il tema
della decorazione della
vettura era l’arte teatrale
tradizionale giapponese
«Genroku, Rinpa». Sul fianco
sinistro c’era «Fujin», che è il
dio del vento, e sul lato
destro «Raijin», che è il dio
dei lampi. Sul lato destro
c’era anche un personaggio
disegnato con lo stile dei
cartoni animati. È la
principessa «Suwa-Hime»,
che così, dopo 500 anni,
rinasce nel nostro tempo.
Per entrambi una
esperienza unica e una gran
voglia di tornare a correre
in Italia.

Il giapponese Tomoyuki Shinkai

Luca Panzani e Sara Baldacci conquistano il Trofeo
Clio R3T con una giornata di anticipo PHOTO4
 Con una gara di anticipo Luca Panzani e la
sua navigatrice Sara Baldacci mettono la parola
fine al Trofeo Clio R3T Top: dopo due nette
vittorie nelle due tappe del Rally di Roma
Capitale si aggiudicano matematicamente il
trofeo della Renault, garantendosi così l’accesso
alla finale internazionale in occasione del Rallye
Montecarlo 2017 da cui uscirà il pilota ufficiale
per la prossima stagione. Va reso onore al loro
rivale Kevin Gilardoni, affiancato da Corrado
Bonato: sin dalla prima prova, la «spettacolo» al
Colosseo Quadrato che hanno conquistato,
hanno dimostrato di voler cercare l’attacco sui
rivali, anche se alla fine hanno dovuto cedere al
ritmo costante del duo di testa.
Il Trofeo Twingo R1 affida invece al Rally Due
Valli, gara conclusiva del CIR, il responso per il
primo titolo. Emanuele Rosso, navigato da
Maurizio Torlasco, si presentava a Roma in testa
alla classifica ma non ha trovato con le strade
del rally capitolino il feeling che cercava ed ha
dovuto cedere lo scettro a Riccardo Canzian,
affiancato da Matteo Nobili. Canzian ha infatti
conquistato entrambe le tappe, balzando al
comando della graduatoria assoluta con
appena 2 punti di vantaggio sul rivale. A
festeggiare il terzo gradino del podio a Roma è
Deborah Sartori, in un equipaggio tutto rosa
con l’esperta Giancarla Guzzi al suo fianco.
TROFEO CLIO R3T TOP
1. Panzani 164,4 punti; 2. Gilardoni 116,4; 3.
Gasperetti 30; 4. Humar 29; 5. Andolfi Jr. 27.
TROFEO TWINGO R1
1. Canzian 81 punti; 2. Rosso 79; 3. Sartori D. 44;
4. Sartori M. 26.

40

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Ciclismo R

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

ENECO TOUR

Festa Terpstra
E Super Sagan
mette le mani
anche sul
World Tour

Il podio finale dell’Eneco Tour. Da sinistra Oliver Naesen, 25 anni, il
vincitore Niki Terpstra, 32, e il campione del mondo Peter Sagan, 26 AFP

1L’olandese favorito dal ritiro del leader
della classifica Dennis. L’iridato con il 3°
posto finale scavalca Quintana nel ranking

caccia di punti pesanti per resta­
re la prossima stagione tra le
ProTeam. Nel 2017, infatti, le
squadre di prima categoria scen­
deranno da 18 a 17. Vero che
Tinkoff e Iam chiudono, ma la
Bora — che guarda caso ha in­
gaggiato proprio Sagan— e la
nascente Bahrein­Merida di Ni­
bali vogliono essere tra le top.
Proprio per questo è in atto una
battaglia a suon di milioni per
ingaggiare corridori con punti
pesanti. Sergio Henao, per
esempio, con i suoi 234 punti è
un corridore molto ambito. È
stato a lungo accostato alla
Bahrain­Merida, ma dovrebbe
finire alla Dimension Data, men­
tre il team arabo è pronto a ri­
spondere con Ion Izagirre, che
ha lo stesso manager di Henao e
che sta forzando la mano per la­
sciare la Movistar, con cui ha an­
cora un anno di accordo, e por­
tare con sé pure Moreno.
TRE FATTORI Alla fine l’Eneco
Tour è andato all’olandese Niki
Terpstra, ieri secondo al traguar­
do. Tre fattori hanno propiziato
la sua vittoria. Il primo il «Chilo­
metro d’oro», una novità intro­
dotta proprio dall’Eneco: si trat­
ta di un km, posto a 20 dall’arri­
vo, con tre sprint ad abbuono.
Terpstra ha vinto tutte e tre le
volate guadagnando 9” (al mat­
tino era partito a 27” dalla testa
della generale). Il secondo è il
fatto che il vincitore della Rou­
baix 2014 è andato in fuga negli
ultimi 40 km insieme a Boasson
Hagen e a Naesen, poi 3° all’arri­
vo e 2° nella generale. Ma forse
tutto questo sarebbe stato vano
se non ci fosse stato il terzo fatto­
re, decisivo più degli altri, cioè la
caduta di Rohan Dennis in un
tratto rettilineo a 48,5 km dal­
l’arrivo. L’australiano della Bmc,
che era partito con la maglia di
leader, s’è rialzato ma ha perso
troppo tempo per la sostituzione
della bici e si è poi ritirato nel fi­
nale della frazione.

GP BEGHELLI

Colpo Ruffoni
«Tutto merito
della squadra»
Beffa Pozzato
«Ma sto bene»

La volata del Beghelli: da sinistra il vincitore Nicola Ruffoni, 25
anni, Jens Keukeleire, 27, e Sonny Colbrelli, 25 BETTINI

1La Bardiani-Csf lancia il bresciano.
Pippo battuto: «Dovevo crederci di più,
però so di poter essere utile all’Italia»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Ghisalberti

I

nsaziabile. A Peter Sagan
non bastano la maglia irida­
ta, con cui sta correndo do­
po il trionfo dello scorso anno a
Richmond, o la recente vittoria
all’Europeo. Non gli bastano
neppure le cinque maglie verdi
consecutive del Tour, quest’an­
no accompagnate pure da tre
successi di tappa, e il riconosci­
mento come corridore più com­
battivo. Lo slovacco della
Tinkoff ieri ha di fatto messo le
mani anche sulla classifica Wor­
ld Tour. Con il terzo posto nella
classifica finale dell’Eneco Tour
è infatti balzato in testa al
ranking con 669 punti, ben 60 in
più di Nairo Quintana, che era al
comando sette giorni fa. A di­
sposizione restano solo i 100
punti del Lombardia, in pro­
gramma sabato, ma il colombia­
no ha annunciato di avere già

chiuso la stagione, consegnando
quindi il primo posto al rivale. E
poi ci sarà il Mondiale a Doha (il
16 ottobre) su un percorso, al­
meno sulla carta, molto adatto a
Sagan. Se si vuole proprio guar­
dare il pelo nell’uovo, gli si po­
trebbe imputare la scelta di non
aver corso l’Olimpiade su strada
per puntare sulla prova in moun­
tain bike, visto come sono anda­
te a finire sia la prima (oro a Van
Avermaet, corridore dalle carat­
teristiche simili alle sue) sia la
seconda (una foratura ha frena­
to Peter dopo mezz’ora di gara).
BRAVO BOASSON La settima e
ultima tappa dell’Eneco Tour,
con traguardo a Grammont do­
po 197,8 km interamente sotto la
pioggia, con un percorso da clas­
sica del Nord, è andata al norve­
gese Edvald Boasson Hagen
(con Van Avermaet 5° e Sagan
6°). Una buona notizia anche
per la sua Dimension Data, alla

LA GUIDA
Ultima tappa
a Boasson Hagen
Marcato è 11°
ARRIVO: 1. Edvald BOASSON
HAGEN (Nor, Dimension Data)
197,8 km in 4h03’27”, media 48,7
km/h; 2. Terpstra (Ola) a 2”; 3.
Naesen (Bel); 4. T. Dumoulin (Ola)
a 43”; 5. Van Avermaet (Bel); 6.
Sagan (Slk) a 47”; 7. Kelderman
(Ola); 8. Van Emden (Ola) a 49”; 9.
J. Izagirre (Spa); 10. Gruzdev
(Kaz); 11. Marcato; rit. Dennis
(Aus).
CLASSIFICA FINALE: 1. Niki
TERPSTRA (Ola); 2. Naesen (Bel) a
31”; 3. Sagan (Slk) a 1’; 4. Van
Avermaet (Bel) a 1’02”; 5. Van
Emden (Ola) a 1’03”; 6. Kelderman
(Ola) a 1’11”; 7. Stybar (Cec) a 1’15”;
8. J. Izagirre (Spa) a 1’19”; 9. T.
Dumoulin (Ola) a 1’22”; 10. Jungels
(Lus) a 1’31”; 33. Felline a 3’28”.

Ciro Scognamiglio
INVIATO A MONTEVEGLIO (BO)
twitter@cirogazzetta

I

l Gran Premio Bruno Be­
ghelli in tre flash: il suc­
cesso di Nicola Ruffoni,
a braccia alzate allo sprint
sul traguardo di Monteve­
glio; il pugno sul manubrio
di Filippo Pozzato, secondo
e costretto ancora una volta
a rimandare l’appuntamen­
to con la vittoria; lo spaven­
to di Elia Viviani, che ha ri­
schiato di cadere nella gara
del rientro in gruppo dopo
la febbre che gli aveva fatto
saltare l’Eneco Tour.
CADUTA Cominciamo pro­
prio dall’olimpionico del­
l’Omniun, perché il Mondia­
le in Qatar del 16 ottobre
che lo attende è dietro l’an­
golo: «Eravamo al terz’ulti­

mo dei dieci giri del circuito
dello Zappolino – racconta il
27enne veronese di Sky, ieri in
gara con la maglia della Nazio­
nale —. Io e Sabatini davanti,
tra la decima e la quindicesima
posizione. Sono caduti davanti
a me, chi a destra e chi a sini­
stra, e solo per un caso non so­
no andato giù. C’è mancato po­
co. A quel punto la gara è anda­
ta e mi spiace, non siamo riu­
sciti a rientrare. Ma ci ho
tenuto comunque a finirla e le
sensazioni sono state buone».
Domani sarà alla Tre Valli Vare­
sine, giovedì Gran Piemonte
col Team Sky. L’ultimo test ago­
nistico pre­Qatar sarà la Parigi­
Tours, domenica 9 ottobre. Pri­
ma, è probabile che la Naziona­
le del c.t. Davide Cassani faccia
un mini­ritiro in Romagna.
GRUPPO Sono giorni decisivi
questi, a proposito, per la defi­
nizione dei convocati per il pri­

BRINDISI Intanto Nicola Ruf­
foni si godeva il bel successo.
Quando il gruppo si è rotto e
davanti sono rimasti una qua­
rantina di corridori, l’Orica era
presente in forze e si pensava
che il favorito a quel punto fos­
se il danese Cort­Nielsen, fre­
sco di volate vinte alla Vuelta.
Invece nel finale la Bardiani­
Csf ha preso bene in mano le re­
dini della situazione, a disposi­
zione di Ruffoni si è messo an­
che Colbrelli e il 25enne bre­
sciano di Castenedolo (lo
stesso paese di Michele Dancel­
li) è stato bravissimo a finaliz­
zare il lavoro corale, ottenendo
il terzo successo stagionale do­
po 2 tappe al Giro d’Austria.
«Avevo un solo colpo da giocar­
mi, l’ho fatto ed è andata benis­
simo, al contrario della Bernoc­
chi. Merito di tutta la squadra
(resterà per altre due stagioni,
ndr). C’è fiducia in me e voglio
ripagarla, so di poter migliora­
re ancora molto».

LA GUIDA
Colbrelli chiude 4°
Cavendish ritirato
Viviani, che rischio
ARRIVO: 1. Nicola RUFFONI
(Bardiani-Csf) 200,4 km in 4.25’21”,
media 45,314; 2. Pozzato (WilierSoutheast); 3. Keukeleire (Bel, OricaBike Exchange); 4. Colbrelli; 5.
Consonni; 6. Guarnieri; 7. Napolitano;
8. Sbaragli; 9. Cort Nielsen (Dan); 10.
Sbaragli; 116. Sabatini a 6’46”; 117.
Viviani. Partiti 193, arrivati 120.
DONNE: HOSKING IN VOLATA
Ieri è andata in scena anche
l’edizione femminile del Trofeo
Beghelli, una novità: successo
dell’australiana Chloe Hosking
(Wiggle High5) sull’olandese
Marianne Vos, Barbara Guarischi,
Arianna Fidanza e la svedese Emilia
Fahlin; 44a a 20” Elisa Longo
Borghini vincitrice sabato del Giro
dell’Emilia.

GIRO DELLA CINA II

Wiggins: «Non ho cercato vantaggi ingiusti»
1Sui sospetti l’olimpionico si difende in

proprio attorno a Wiggins —
che, è bene ricordarlo, non ha
violato regole antidoping — si è
scatenato un dibattito acceso. Il
suo ex dottore alla Garmin Slip­
stream nel 2009, Prentice Stef­
fen, nei giorni scorsi aveva
espresso dubbi dicendosi sor­
preso di vedere Tue di triamci­
nonolone sempre prima della
più importante corsa della sta­
gione.

un’intervista alla Bbc: «Soffro d’asma da
sempre, giugno e luglio il periodo peggiore»

«N

mo Mondiale nella storia del­
l’Emirato (uno dei favoriti, Ca­
vendish, ieri non ha concluso il
Beghelli). L’ossatura composta
da Viviani, Nizzolo, Bennati,
Guarnieri, Sabatini, Trentin,
Oss e Quinziato sembra defini­
ta, anche se Cassani vuole fare
il punto con gli ultimi tre usciti
dall’Eneco Tour. Per i restanti
tre posti il c.t. segue Moscon,
Puccio, Coledan, Colbrelli e
Pozzato. Perciò quest’ultimo
sospira: «Sarebbe stato impor­
tante vincere». «Mi manca sem­
pre qualcosa — spiega il
35enne vicentino della Wilier­
Southeast —. Forse non ci ho
creduto abbastanza in volata,
invece sono rinvenuto forte.
Ma chi vede come vado in corsa
sa a che livello sono. Pochi cen­
timetri cambiano il risultato,
ma non la prestazione. Penso di
poter essere un uomo impor­
tante per la Nazionale, so che la
condizione c’è».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

HACKER E DOPING

on ho cercato un
vantaggio ingiusto».
All’Andrew Marr
Show, programma della Bbc,
Bradley Wiggins si è difeso dalle
polemiche e dai sospetti delle
ultime settimane con un’intervi­
sta registrata e andata in onda
ieri mattina. Al centro della di­
scussione tre iniezioni intramu­
scolari di triamcinolone aceto­
dine, un corticosteroide ad azio­
ne prolungata, a cui Wiggo si è
sottoposto nel 2011 e nel 2012
prima del Tour de France e nel

41

2013 prima del Giro d’Italia. Le
assunzioni del farmaco proibito
erano state possibili in virtù del­
le autorizzazioni terapeutiche
temporanee (Tue). La pratica
medica è stata resa nota dai dati
pubblicati dagli hacker russi,
Fancy Bears, dopo che i pirati in­
formatici hanno violato la banca
dati della Wada, l’agenzia mon­
diale antidoping. Oltre a quella
del baronetto sono state pubbli­
cate decine di cartelle cliniche
di altri atleti, ciclisti compresi,
tra cui Froome e Cancellara. Ma

Bradley Wiggins, 36 anni, durante
l'intervista rilasciata alla Bbc REUTERS

AUTORIZZAZIONE «Da sempre
soffro di asma — ha ribadito
Wiggins alla tv britannica —.
Con il medico della squadra
(Sky, ndr) siamo andati da uno
specialista per vedere se era
possibile fare qualcosa per cura­
re questi problemi. Lui ci ha det­

to: "Potete fare qualcosa ma vi
serve l’autorizzazione della fe­
derazione". L’ho fatto — ha pro­
seguito il 36enne riferendosi al­
le punture — per curare una
condizione clinica. Non era per
cercare di trovare un modo di
guadagnare un vantaggio ingiu­
sto». Alla domanda su come po­
tesse giustificare l’uso del far­
maco a meno di una settimana
dal Tour e solo due settimane
dopo aver vinto il Giro del Delfi­
nato (2011 e 2012) ha risposto:
«Giugno e luglio sono il periodo
peggiore (per l’asma, ndr)».
Wiggins si augura che l’intervi­
sta metta un punto al momento
di difficoltà che ha avuto in car­
riera.
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Benfatto poker
dall’altra parte
del mondo
 Marco Benfatto (AndroniSidermec) ha vinto la
classifica finale del Giro della
Cina II con 16” su Riccardo
Stacchiotti (Nippo-Vini
Fantini). Il 28enne veneto si è
imposto in 3 tappe su 5,
compresa l’ultima a Zhuhai
davanti allo stesso Stacchiotti.
 LECHNER Archiviata la
delusione olimpica nella
mountain bike, Eva Lechner si
è presentata al via della
Coppa del Mondo di cross: 16a
giovedì nella tappa d’apertura
a Las Vegas, ieri la bolzanina
ha chiuso 8a la 2a prova a
Iowa City, vinta dalla
statunitense Compton. Al
maschile doppietta dell’iridato
belga Wout Van Aert.

42

Basket R Al Forum di Assago

Dominio
Milano

I punti di Simon
la guida di Cinciarini
E l’Olimpia spezza
il tabù Supercoppa
MILANO

90

AVELLINO

72

Massimo Oriani
MILANO

(23-19, 44-34; 67-51)
EA7 MILANO: Cinciarini 6 (2/3),
Simon 25 (4/6, 5/7), Dragic 11
(3/4, 1/3), Pascolo 6 (3/4, 0/1),
Macvan 5 (2/4, 0/3); McLean 5
(1/1, 1/1), Gentile 2 (1/4), Hickman 15
(3/3, 1/2), Kalnietis 4 (2/5, 0/1),
Sanders 9 (4/5 ,0/1), Cerella,
Fontecchio 2 (1/1). All.: Repesa.
SIDIGAS AVELLINO: Ragland 18
(3/9, 3/8), Obasohan 12 (2/6,
2/3), Thomas 10 (4/5, 0/6),
Leunen 6 (0/1, 2/5), Fesenko 2
(1/3); Zerini 2 (1/1, 0/1), Green 9
(0/1, 2/5), Cusin 3 (1/1), Randolph 10
(4/8, 0/2). N.e.: Severini, Strumia,
Parlato. All.: Sacripanti.
ARBITRI: Seghetti, Weidmann,
Bettini.
NOTE - T.l.: Mil 14/17, Ave 10/13.
Rimb.: Mil 36 (Dragic 7), Ave 27
(Cusin, Obasohan 5). Ass.: Mil 19
(Simon 8), Ave 12 (5 con 2). Progr.:
5’ 13-13, 15’ 33-25, 25’ 59-41, 35’ 7760. F. antisp.: Leunen 22’34” (5039), Fesenko 26’36” (61-42). F.
tecn.: Repesa 26’04” (59-41),
McLean 29’54” (67-51). Usc. 5f.:
Fesenko 29’54” con tecnico (67-51).
Max vant.: Mil 26 (88-62), Ave mai.
Spettatori 5273.

F

ha dimostrato di strameritarsi il
ruolo di capitano), di difendere
con la bava alla bocca, non vai
lontano. Siamo solo all’inizio,
ma i segnali in questo senso in
casa EA7 sono molto incorag­
gianti.

ortissimamente Milano.
Prepotentemente Milano.
Non che ci fosse bisogno di
mandare un messaggio al cam­
pionato, quello era arrivato IMPIANTO La forza di questa
chiarissimo con
Milano sta nel­
la campagna ac­
l’aver inserito
quisti, ma la vit­
IL COACH
giocatori di alto
toria in Super­ Repesa: «Felice per
livello in un im­
coppa, con una
pianto già collau­
s u p r e m a z i a il successo, arrivato dato e solido.
schiacciante per senza sottovalutare
Non a caso il mi­
60 degli 80 mi­ mai la gara»
glior giocatore
nuti nell’arco
della Supercop­
delle due serate, «Gentile si è messo
pa è uno dei re­
non può far altro
duci del tricolore
che ribadire che a disposizione della
2016, Kruno Si­
quest’anno si squadra: ne uscirà
mon, capace di
gioca per il se­ più forte di prima»
spaccare in due
condo posto.
la finale già nel
Non è solo la lunghezza del ro­ primo quarto con 13 punti (4/4
ster dell’Olimpia a fare la diffe­ da tre) che mettono subito le
renza, e neanche il talento, che cose in chiaro. Avellino nulla ha
pure scava un solco enorme con potuto. Non ha ripetuto l’ottima
chi insegue. Senza la voglia di prova della semifinale con Reg­
sbattersi l’uno per l’altro, di tuf­ gio Emilia, ma non certo per
farsi a recuperare un pallone colpa sua, di fronte aveva ben
sul +20 come fa Andrea Cincia­ altra avversaria, con tutto il ri­
rini (nella due giorni del Forum spetto per la Reggiana. Zoran

Dragic ha alzato non di poco il
livello degli esterni, porta espe­
rienza, gioca con grande intelli­
genza cestistica. Insomma,
quando una squadra stravince
senza quello che potenzialmen­
te dovrebbe essere il suo uomo
in più, Miroslav Radulijca, sca­
vigliatosi contro Cremona (pro­
babili un paio di settimane ai
box) e permettendosi di non
iscrivere a referto Awudu
Abass, si è detto tutto.
POTENZIALE «Ci tenevamo e so­
no felice di come abbiamo af­
frontato l’impegno senza sotto­
valutarlo – attacca coach Repe­
sa – Difesa e l’organizzazione
del gioco in transizione sono
già a buon punto ma in assoluto
direi che siamo al 60% del no­
stro potenziale». Capitolo Gen­
tile, ieri frenato dal mal di
schiena, sabato non certo bril­
lante: «Non è facile per lui –
prosegue Jasmin – Si è messo a
disposizione della squadra. È
una sfida dalla quale, se l’af­
fronterà nel modo giusto, usci­
rà più forte come giocatore e co­
me persona». Poi un simpatico
siparietto. Gli viene chiesto per

1I campioni d’Italia conquistano l’unico trofeo
che mancava in bacheca. Decisivi l’ala croata e il nuovo
capitano. Avellino regge metà partita poi deve arrendersi

HANNO DETTO

«SPETTACOLO
ECCEZIONALE E LA
SQUADRA È STATA
SPLENDIDA SENZA
PRIME DONNE»
GIORGIO ARMANI
PROPRIETARIO OLIMPIA

«VITTORIA MERITATA
OLIMPIA PIÙ FORTE DI
TUTTI? SASSARI E
REGGIO EMILIA
POSSONO FARE BENE»
BEPPE BERGOMI
EX AZZURRO DI CALCIO

«IO MIGLIOR
RIMBALZISTA? NON E’ IL
MIO LAVORO, MA SENZA
RADULJICA CI SIAMO
SACRIFICATI TUTTI»
TRE FACCE DEL SUCCESSO MILANESE
Qui sopra Ale Gentile, 23 anni, in precarie condizioni fisiche. Al centro Ricky
Hickman, 31 anni, contro Marques Green, 34: l’ex Maccabi ha guidato bene il
gioco. A destra coach Jasmin Repesa, 55 anni, scatenato in panchina CIAM

ZORAN DRAGIC
GUARDIA OLIMPIA MILANO

quale motivo gli è stato fischia­
to il fallo tecnico. «Doveva pren­
derlo l’arbitro – ride Repesa – È
lui che ha invaso il mio spazio e
mi è venuto addosso. Magari lo
meritavo per qualcos’altro, ma
non gli ho fatto lo sgambetto, lo
ha fatto lui a me!».
COLLEZIONE Ora che nella ba­
checa Olimpia si farà spazio per
l’unico trofeo che prima di ieri
mancava alla prestigiosa colle­
zione, l’obiettivo si sposta avan­
ti. Alla prossima sfida, al cam­
pionato che parte domenica,
con la trasferta di Capo d’Orlan­
do. E poi, il 13 ottobre, al ver­
nissage casalingo d’Eurolega
con il Maccabi Tel Aviv, primo
barometro di quanto potrà fare
fuori dai confini Milano (per
quel che vale una partita con la
nuova formula che ne prevede
30 di stagione regolare). Ma
ora conta festeggiare. Perché il
trionfo segna una fine e un ini­
zio. È la coda dell’ultima stagio­
ne, conclusa con scudetto e
Coppa Italia, e apre la nuova nel
migliore dei modi, l’unico ac­
cettabile in casa Armani, pur
con una squadra che ha ancora

40

 I punti di scarto complessivo
delle due vittorie di Milano:
+22 con Cremona in semifinale,
+18 ieri, con 99.5 punti di media
segnati...

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Andrea Cinciarini, 30 anni, neo capitano
di Milano, bacia il trofeo con i compagni
e il proprietario Giorgio Armani CIAM

43

fMVP DEL TORNEO

KRUNO SIMON

«Questo è solo l’inizio
Gruppo con tanta qualità
Faremo molta strada»

1L’ala di Zagabria, pupillo di coach Repesa, è il vero leader della

nuova Olimpia. «Non m’importa il premio, conta di più la squadra»
Vincenzo Di Schiavi
MILANO

I

grandissimi margini di crescita,
come è ovvio che sia a fine set­
tembre. «Ci teniamo tutti enor­
memente a far bene in Eurolega
– chiude Repesa – Ogni vittoria
sarà un grande successo». L’im­
pressione che la Sidigas potesse
dar fastidio a Milano è durata lo
spazio di un paio di triple di Si­
mon. Avellino non ha mollato,
ha cercato di restare attaccata
alla partita, ma se dalla tua pan­
china si alzano Cusin e Zerini
(senza offesa) e dall’altra Gen­
tile e Hickman (tanto per citare
due nomi a caso), è chiaro che il
divario non può che crescere.
Così il +10 dell’intervallo è sta­
to l’abbrivio per la valanga della
ripresa. Sul +21 a metà terzo
quarto, si poteva già buttare la
pasta. «Siamo stati poco cattivi
e furbi nei primi 20’ – dice Sa­
cripanti – Dovevamo arrivare al
riposo con uno scarto inferiore.
Poi nella ripresa Milano ha fatto
valere tutta la sua forza, dimo­
strandosi nettamente superio­
re» Cinciarini esce dando «cin­
que» ai tifosi, nell’altra mano la
Supercoppa che stringe al pet­
to. Siamo solo all’inizio.
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32

 Lo scarto nei soli secondi
tempi (+24 con Cremona, +8
con Avellino) a testimonianza
della lunghezza del roster di
Milano che sfianca gli avversari

l leader di Milano ha quella
faccia un po’ così, da genio
impassibile, alla Buster Ke­
aton. Kruno Simon mette la
Supercoppa nella bacheca del­
l’Olimpia con una due giorni
che lo erge a profeta del nuovo
Emporio di Jasmin Repesa, to­
sto e vincente. Ma dietro a
quella maschera compunta e
teatralmente pensosa si na­
sconde tutt’altro: un uomo di­
vertente, espansivo, ironico.
Fabbricato su un motore che
non si ferma mai. A giugno lo
scudetto con Milano, poi il raid
preolimpico: giusto il tempo di
cacciarci fuori dall’Olimpiade e
via verso Rio per un’avventura
sognata da una vita. Ferie? Ma
quando mai. Quasi subito a
Bormio per riprendere il filo
con la nuova stagione, sgorga­
ta nel migliore dei modi.

LE PAGELLE di M.O.
HICKMAN CAMBIA MARCIA NELLA RIPRESA
FESENKO FUORI FORMA, GREEN FA TANTA FATICA
MILANO

8

AVELLINO

6

IL MIGLIORE

IL MIGLIORE

KRUNOSLAV
SIMON

JOE
RAGLAND

9

6,5

Partita senza una sola sbavatura.
Devastante dall’arco ma non solo
finalizzatore: anche 8 assist e 5
rimbalzi. Da standing ovation,
l’Olimpiade gli ha fatto bene.

Dopo la tripla vincente di sabato, fa
il massimo, si arrabbia sino alla fine
per qualche errore. Ha lo spirito
giusto per portare in alto la
Scandone.

MCLEAN 6 In 20’ fa la sua
onestissima parte.
FONTECCHIO N.G. Primi due punti
milanesi nei 2’ di passerella finale.
GENTILE 6 In campo solo 15’ per
onor di firma. Il mal di schiena ne
aveva messo in dubbio la presenza.
HICKMAN 7 Ci mette un po’ a
carburare, poi partecipa alla goleada.
KALNIETIS 6 Si vede meno di altri,
gioca 12’ spezzettati.
DRAGIC 7 Prova a tutto tondo,
grande acquisto, miglior rimbalzista.
MACVAN 6,5 Fuori sabato, in
quintetto ieri. E risponde bene con 17’
di sostanza.
PASCOLO 6,5 Un paio di canestri
«alla Pascolo» nel break del 2° tempo.
CINCIARINI 7 Alza la Coppa da
capitano e da protagonista.
SANDERS 6 Non ancora al top dopo
i guai della preseason.
CERELLA N.G. Solo 4’.
ALL. REPESA 7 Ruota bene
l’abbondanza di talento che ha tra le
mani.

ZERINI 6 Buona presenza a
rimbalzo e in difesa.
GREEN 5,5 Quatto perse e tanta
fatica contro una squadra che
fisicamente lo sovrasta.
LEUNEN 6 Un paio di falli dubbi lo
frenano ma il suo apporto è
onesto.
CUSIN 6 Molto meglio rispetto a
sabato, pur in una causa persa.
FESENKO 5 Non doveva giocare,
parte in quintetto, ma è lontano
dalla forma migliore.
RANDOLPH 6 Un passo indietro
rispetto alla semifinale. Ma anche
per lui vale il discorso
dell’avversario diverso...
OBASOHAN 6 Come sabato parte
a razzo. Come sabato si spegne
alla distanza. Ma piace.
THOMAS 5 Trova qualche spunto
ma in assoluto non incide. In 27’
anche 3 perse.
ALL. SACRIPANTI 6 Fa il massimo
ma non c’è proprio partita.

L’ALBO D’ORO
Cinque vincitrici
diverse nelle ultime
cinque edizioni
Per Milano è il primo titolo della
Supercoppa Italiana al quarto
tentativo in finale: nel 1996, nel 2014 e
l’anno passato aveva sempre fallito
l’obiettivo. Questo albo d’oro della
manifestazione giunta alla 22a
edizione, con l’indicazione della sede.
1995: Virtus Bologna (a Casalecchio);
1996: Verona (ad Assago);
1997: Treviso (a Treviso);
1998: Fortitudo Bologna (a Bologna);
1999: Varese (a Varese);
2000: Roma (a Siena);
2001: Treviso (a Genova)

DOPPIO SUCCESSO Due trofei
in bacheca: la coppa e il titolo
di mvp: «Ma a quello non pen­
so — dice —, davvero, non è
importante. Non mi va di par­
lare di me. Conta quello che sta
facendo la squadra. Abbiamo
inserito nuovi giocatori, vedo
un gruppo di grande qualità.
Ho l’impressione che si possa
fare molta strada. Questa vitto­
ria può essere l’inizio di una
grande stagione. Inoltre il suc­
cesso in Supercoppa ci concede
un po’ di tranquillità per poter
lavorare tutti assieme. Ne ab­
biamo bisogno, la squadra è
nuova, ci dobbiamo conoscere
a fondo». Le settimane a sgob­
bare sotto l’occhio di Repesa
comunque pagano già dividen­
ti importanti. Due giorni di Su­
percoppa lasciano sul campo
l’impressione di un gruppo che
lievita compatto, aspettando la
sua stella, Gentile, ancora za­
vorrato da problemi fisici. Si
massaggia soddisfatto la barba
incolta Kruno l’highlander, ar­
rivato a questo appuntamento
dopo aver fatto il pendolare tra
Italia e Croazia per questioni
familiari. Insomma Simon è
uno che non si ferma mai. Ca­
pace, inoltre, di fare spogliato­
io con la stessa naturalezza con
cui scaglia una delle sue triple
nel traffico. Specie con i vecchi
amici. Come Kalnietis, compa­
gno di squadra a Kuban, e cata­

La perfetta tecnica di tiro di Kruno Simon, ala di 197 cm, 31 anni CIAM

IN ATTACCO SA
FARE TUTTO: TIRO,
PICK, SCARICHI
DENTRO E FUORI
OGGI È COMPLETO,
A 20ANNI ERA
FORTE MA È
SBOCCIATO TARDI
JASMIN REPESA
SU KRUNOSLAV SIMON

pultato a Milano la scorsa pri­
mavera. Neanche il tempo di
atterrare che il lituano era già
sulla coincidenza per Klaipeda,
prima trasferta in biancorosso.
Kruno si è messo al suo fianco,
tirando fuori il book dei giochi
della squadra e facendogli ri­
petizione per tutto il viaggio.
JASMIN IL MENTORE Se lo
coccola, gongolante, anche Ja­
smin Repesa, il suo mentore, il
coach che per la prima volta lo
ha portato fuori dalla Croazia,
giovanissimo, quando allenava
Malaga: «Per prima cosa è un
ragazzo straeducato e molto
intelligente — attacca il coach
EA7 —, ma soprattutto ha la
fortuna di possedere un talen­
to strepitoso. L’avete visto an­
che voi, in attacco non c’è una

cosa che non sappia fare: tiro,
gioco in pick and roll, scarico
dentro e fuori area. L’anno
scorso ha faticato parecchio,
ma adesso si è ambientato alla
grande e vive un momento di
forma eccellente. A 31 anni ha
raggiunto un livello qualitativo
straordinario, ha fame di vin­
cere, ascolta, vuole migliorar­
si. Peccato perché era così an­
che a 20 anni e sarebbe potuto
sbocciare prima. Di certo la sua
estate è stata straordinaria». E,
tra l’altro, poteva pure essere
altrove, lontano dall’Olimpia.
La possibilità di uscire dal con­
tratto e la corte di alcuni club
europei tra cui il Barcellona,
l’avevano fatto riflettere. Per
poco. L’estensione dell’accordo
è arrivata alla vigilia del Preo­
limpico di Torino. «Il miglior
acquisto dell’estate» ha chiosa­
to più d’uno all’interno del
club. La sua Milano è palestra,
moglie e figlia. E qualche ami­
co a cui è legatissimo come
Ivan Perisic, centrocampista
croato dell’Inter, spesso in par­
terre al Forum da tifoso perso­
nale di Kruno. Non mancherà
la claque croata (anche Brozo­
vic fa parte della compagnia)
per l’avventura in Eurolega a
cui Simon guarda con occhio
ambizioso: «Ci sono sette­otto
club al nostro livello. Sarà im­
portante partire nel modo giu­
sto, ma solo strada facendo riu­
sciremo a capire il nostro reale
valore».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

DONNE
2002: Treviso (a Genova);
2003: Cantù (a Treviso);
2004: Siena (a Siena);
2005: Fort. Bologna (a Bologna);
2006: Treviso (a Treviso);
2007: Siena (a Siena);
2008: Siena (a Siena);
2009: Siena (a Siena);
2010: Siena (a Siena);
2011: Siena (a Forlì);
2012: Cantù (a Rimini);
2013: Siena (a Siena);
2014: Sassari (a Sassari);
2015: Reggio Emilia (a Torino);
2016: Milano (ad Assago).
Palmares: 7 titoli Siena; 4 Treviso;
2 Cantù e F. Bologna;
1 Milano, Varese, V. Bologna,
Verona, Roma, Sassari
e Reggio Emilia.

Schio vince la Supercoppa: Ragusa k.o.
Decide un tap-in sulla sirena di Anderson
 (fr.vell.) Il trofeo resta in
casa. Il Famila Wuber Schio fa
suo il primo appuntamento della
stagione aggiudicandosi al
PalaRomare la Supercoppa
italiana per l’ottava volta, la
sesta consecutiva. Partita
tiratissima in cui la squadra
campione d’Italia è andata
anche in svantaggio alla fine del
terzo quarto (54-58) in cui
Ragusa sembrava aver ribaltato
la situazione. Tutto si è risolto
all’ultimo secondo grazie a un

tap-in vincente di Jolene
Anderson che ha ripreso il tiro
fallito da Sottana. L’americana è
stata premiata Mvp della gara
in cui il forte impatto lo ha avuto
Yacoubou (18 punti per lei e 16
rimbalzi, dei quali ben 9
offensivi) che ha vinto il duello
sotto canestro con Nicholls (13
punti e 7 rimbalzi).
Schio-Ragusa 67-66
(18-18, 40-33; 54-58)
FAMILA WUBER SCHIO:

Yacoubou 18 (9/20, 0/1),
Martinez Prat 7 (0/2, 1/2),
Bestagno 2 (0/4), Gatti (0/1,
0/1), Anderson 10 (3/6, 1/4),
Masciadri 9 (2/7), Zandalasini 4
(1/4, 0/1), Sottana 15 (2/4, 3/7),
Ress (0/3), Macchi 2 (1/5, 0/1).
N.e.: Tagliamento. All. Zanella.
PASSALACQUA RAGUSA:
Nicholls 13 (2/10, 3/4), Consolini
9 (2/10, 1/2), Gorini 6 (3/4),
Valerio, Spreafico 6 (1/3, 1/3),
Formica 12 (5/6), Bagnara 5 (1/1,
0/1), Brunetti 4 (2/3), Vanloo 11
(0/1, 3/9). N.e.: Rimi. All.:
Lambruschi.
ARBITRI Maschietto, Nuara,
Martellosio.

44

Pallavolo R La Supercoppa Italiana

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

ORDUNA

NON CI SI ABITUA MAI
A VINCERE E QUESTA
SQUADRA HA
MOSTRATO GRANDE
CARATTERE

«Dedicato
a quelli
che saliranno
sul carro»

TOTO’ ROSSINI
LIBERO MODENA

N

FA RABBIA E AMAREZZA
FINIRE COME A MAGGIO.
ABBIAMO SBAGLIATO IN
ALCUNI MOMENTI E C’È
TANTO DA LAVORARE
EMANUELE BIRARELLI
CENTRALE PERUGIA

CHE EMOZIONE QUESTO
PREMIO MVP. IL PRIMO
DA CAPITANO E
DAVANTI A MIO FIGLIO.
SONO FELICISSIMO.
NEMANJA PETRIC
CAPITANO MODENA

Per l’Azimut Modena è il quarto trofeo consecutivo conquistato in Italia: 2 Supercoppe italiane, 1 scudetto e una Coppa Italia BENDA

Modena, razza padrona
L’Italia è ai suoi piedi

1Come l’8 maggio Perugia è battuta nella stessa maniera

beffarda. La stagione 2016-2017 inizia ancora con l’onda gialla
MODENA

3

Valeria Benedetti
INVIATA A MODENA

PERUGIA

2

(25-22, 19-25, 25-22, 24-26, 17-15)
AZIMUT MODENA Petric 19, Le
Roux 3, Orduna 2, E. Ngapeth 20,
Holt 11, Vettori 14; Rossini (L),
Piano 7, Massari, Cook 1, S.
Ngapeth. N.e. Onwuelo, Salsi. All.
Piazza.
SIR SAFETY CONAD PERUGIA
Berger 11, Birarelli 8, Zaytsev 23,
Russell 18, Podrascanin 14, De
Cecco 3; Bari (L), Mitic, Della
Lunga, Tosi (L). N.e. Buti,
Chernokozhev, Franceschini. All.
Kovac.
ARBITRI Cipolla e Rapisarda
NOTE Spettatori 5300. Durata set:
26’, 27’, 29’, 32’, 22’; totale 136’.
Azimut: battute sbagliate 25,
vincenti 7, muri 15, errori 34. Sir
Safety: b.s. 18, v. 4, m. 15, e. 34. Il
premio Mvp a Nemanja Petric.
ALBO D’ORO 1996 Cuneo; 1997
Modena; 1998 Treviso; 1999 Cuneo;
2000-2001 Treviso; 2002 Cuneo;
2003-2004-2005 Treviso; 2006
Macerata; 2007 Treviso; 2008
Macerata; 2009 Piacenza; 2010
Cuneo; 2011 Trento; 2012 Macerata;
2013 Trento; 2014 Macerata; 2015
Modena; 2016 Modena

TITLE SPONSOR

D

a quell’8 maggio con la
coppa della Superlega a
ieri con la coppa della
Supercoppa da festeggiare per
Modena sembra non sia cam­
biato niente. E invece è cambia­
to tantissimo ma non il risulta­
to finale. Quello dice che i gialli
sono ancora padroni in Italia.
In mezzo un’estate di incertez­
za economica (il cambio dello
sponsor da Dhl ad Azimut e la
tentata sottoscrizione popola­
re) e anche tecnica visti i tanti
cambi in squadra a cominciare
dalla panchina.
LE SCOMMESSE Modena ha
vinto con la lucidità di Santiago
Orduna, palleggiatore italo­ar­
gentino, fortemente voluto dal
d.g. Sartoretti, chiamato a rac­
cogliere un’eredità pesante co­
me quella di Bruno (campione
olimpico), che sapeva di essere
già sotto esame. Ma ha vinto
anche con Roberto Piazza in
panchina, anche lui chiamato a
sostenere il confronto con le

vittorie di Angelo Lorenzetti:
«Vincere a Modena è una cosa
straordinaria, non mi era mai
successo – dice il tecnico
48enne che la società è andato
a strappare al Qatar ­. E’
un’emozione incredibile. Ab­
biamo vinto girando andando
sotto 8­3, come era successo
anche l’8 maggio, penso che i
bonus con Perugia siano esau­
riti. La prossima volta dovremo
fare qualcosa di meglio. Intan­
to ci godiamo questa festa».
VITTORIA DI CATIA La presi­
dentessa Catia Pedrini è emo­
zionata e anche un po’ incredu­
la. «Onestamente alla vigilia
non ci avrei scommesso un sol­
do su questa vittoria perché sia­
mo una squadra ancora da as­
semblare. Però al tiebreak,
quando sembrava che la Super­
coppa fosse già di Perugia, ero
già contenta perché ho capito
che questa è una squadra for­
te». Forte lo è stata Modena,
nella testa oltre che tecnica­
mente in una partita piena di
alti e bassi di rendimento da en­
trambe le parti e in cui si è tro­
vata più volte a rincorrere, l’ul­

PRIMA GIORNATA

Domenica
è Superlega
 Domenica 2 ottobre
inizia la Superlega tornata
a 14 squadre. Questo il
programma della 1a
giornata: Azimut ModenaBiosì Indexa Sora; Diatec
Trentino Callipo-Vibo
Valentia; Exprivia
Molfetta-Revivre Milano;
Top Volley LatinaCalzedonia Verona;
Kioene Padova-Bunge
Ravenna; Gi Group
Monza-Lube Civitanova;
Lpr Piacenza-Sir Safety
Perugia.
CIVITANOVA E’ finita al tie
break la sfida per il 3°
posto vinta dalla Lube 3-2
(23-25, 25-20, 21-25, 26-24,
20-18). Blengini ha tenuto
a riposo Juantorena e
Stankovic. Sokolov
decisivo con 24 punti. Per
Trento bene Solé con 14,
in ombra ancora Stokr.

tima in quell’8­3 per Perugia in
avvio di tie break che sembrava
aver già deciso la vittoria. Una
vittoria di carattere nella sfida
fra campioni, quella tra il solito
Earvin Ngapeth (che per qual­
che minuto ha avuto la soddi­
sfazione di giocare insieme al
fratello Swan esordiente) e
Ivan Zaytsev al rientro in Italia.
«Fa sempre piacere vincere
qua, davanti a questo pubblico
che ha fatto la differenza anche
nel tiebreak quando stavamo
sotto. Non puoi mollare quan­
do hai un pubblico così».
DELUSIONE DI PERUGIA E’ sul­
le facce e nelle maglie intrise
del sudore di una partita che
hanno perso e vinto mille volte.
Ma soprattutto in quel tie bre­
ak. Un’altra volta, come l’otto
maggio, si sono dovuti ricrede­
re, battuti dal carattere di ferro
di Modena, ma anche dai tanti
errori e dalla mancanza di sicu­
rezza: «Alla fine per la stan­
chezza non siamo stati lucidi –
ammette Slobodan Kovac, tec­
nico serbo che con la Sir ha già
giocato due finali scudetto ­.
Poi lo sappiamo che loro hanno
una battuta micidiale e noi ab­
biamo subito. Era una finale ve­
ra e propria, anche se siamo al­
l’inizio della stagione. Bravi lo­
ro, noi dobbiamo fare qualcosa
di più, e ci impegneremo». Di
sicuro la sfida fra Modena e Pe­
rugia non finisce qui. Gli umbri
hanno allestito una gran squa­
dra e se le premesse sono que­
ste con un Atanasijevic costret­
to a guardare dalla panchina,
quando le squadre saranno al
completo lo spettacolo sarà as­
sicurato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

gapeth l’ha definito:
«Un regista con le
palle», la presiden­
tessa Pedrini se lo è coccola­
to e abbracciato dopo la vit­
toria insieme ad Andrea
Sartoretti. Lui? Lui ha una
dedica: «Questa vittoria è
per tutti i tifosi che mi han­
no accolto con entusiasmo,
ma anche per quelli che…
ora saliranno sul carro del
vincitore». Santiago Orduna
si presenta. Il palleggiatore
33enne di Buenos Aires (ma
ha iniziato le giovanili in
Spagna, figlio del tecnico
Guillermo, e ha passaporto
italiano) è entrato in punta
di piedi in estate nell’univer­
so Modena, pronto a essere
schiacciato dall’impietoso
confronto con Bruno. E ha
risposto così, conducendo
alla vittoria Modena di fron­
te a oltre 5300 tifosi (per la
maggior parte modenesi) in
delirio. «Devo anche ringra­
ziare i compagni di squadra
che hanno accolto subito
noi nuovi con entusiasmo
aiutandoci ad integrarci».
QUANTA GAVETTA Al 9°
campionato in Italia, solo il
terzo nella massima serie,
Orduna è arrivato dopo tre
stagioni con Padova con cui
ha conquistato la A­1 e poi
ha disputato due stagioni di
Superlega. E’ la sua prima
chance con una squadra
ambiziosa e il regista alla
prima occasione ha dimo­
strato di valere il livello:
«Sono felicissimo. L’esordio
e la vittoria sono stati ecce­
zionali. Questo è un gruppo
eccezionale anche nello
spogliatoio e non può essere
diversamente se vuoi vince­
re una gara come abbiamo
fatto stasera». E l’ultima de­
dica è più dolce: «A mia mo­
glie che è la prima a credere
in me, e alla mia famiglia
che mi starà guardando dal­
l’Argentina». Ora a crederci
saranno molti di più.
v.b.

Santiago Orduna, 33 anni

Pallavolo R A Montecatini

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

DOPO LA BRUTTA
ESPERIENZA AI GIOCHI
DI RIO SONO CONTENTA.
MA C’È ANCORA
TANTO DA FARE
ALESSIA ORRO
REGISTA ITALIA

SIAMO CONTENTE, ERA
L’OBIETTIVO
PREFISSATO. A TRATTI
ABBIAMO GIOCATO PURE
UN’OTTIMA PALLAVOLO

45

Ippica R La classica ad ostacoli

I 10.000 di Merano
si gustano lo show
del ceco Mazhilis
1Folla da record per la grande corsa che non
tradisce. Battuti Allen Voran e Alelchi Inois

CRISTINA CHIRICHELLA
CENTRALE ITALIA

NON STO GIOCANDO
BENE E NON HO DATO IL
MEGLIO. DEVO
LAVORARE MOLTO IN
TUTTI I FONDAMENTALI

La grande paura è dietro le spalle: l’Italia festeggia la sua sesta vittoria su sei incontri giocati LOLLINI

PAOLA EGONU
BOMBER ITALIA

L’Italia centra l’Europa
Lucchi: «Grande gruppo»

1Le azzurre battono l’Ucraina e si qualificano col tecnico

pro tempore: «Su questa squadra c’è da investire e lavorare»
Davide Romani

ITALIA

3

UCRAINA

1

INVIATO A MONTECATINI

M

issione compiuta.
L’Italia conclude le
qualificazioni all’Euro­
peo con un percorso netto che
le consente di approdare alla
fase finale 2017. Nell’ultima ga­
ra l’Ucraina, che tanto aveva
spaventato le azzurre a Yuzhny
(era avanti 12­10 nel tie bre­
ak), è stata regolata 3­1 dimo­
strando i margini di migliora­
mento di un gruppo giovane
(21,57 la media d’età con 8 at­
lete tra i 17 e i 21 anni), che ora
attende solo di sapere il nome
del nuovo c.t. per poter pro­
grammare il futuro. Per Cristia­
no Lucchi la soddisfazione di
aver portato a termine il compi­
to assegnatogli dal presidente
Magri ancora prima di far ritor­
no dai Giochi di Rio (era nello
staff di Bonitta): un mandato a
termine per qualificare le az­
zurre all’Europeo di Georgia e
Azerbaigian. «E’ un risultato
importante per una squadra
che non ha mai fatto amichevo­
li in un mese e mezzo di lavoro,
quindi non era facile trovare il
giusto assetto».
PROGETTO L’eredità che lascia
Lucchi al prossimo consiglio fe­
derale che dovrà scegliere il
nuovo tecnico è questa. «Lascio
un gruppo importante sul qua­
le bisognerà lavorare, ma un
gruppo dal quale partire. Al
nuovo allenatore dico di anda­
re avanti da questo entusiasmo,
da queste ragazze, da questa
nuova pagina cominciata dopo
Rio». Un gruppo giovane pen­
sato e riesumato sul volo di ri­
torno dal Brasile. Una base da
cui partire con atlete che hanno
ritrovato l’azzurro (Folie, Cate­

UN PO’ D’ITALIA
IN CERCA
DI GLORIA

(25-11, 18-25, 25-20, 25-15)
ITALIA: Orro 3, C. Bosetti 16,
Folie 12, Egonu 19, Tirozzi 11,
Chirichella 15; Leonardi (L),
Malinov 1, Sylla. N.e. Bonifacio,
Parrocchiale (L), Guerra, Danesi,
Nicoletti. All. Lucchi.
UCRAINA: Novgorodchenko 1,
Kodola 15, Dorsman 4, Yurchenko
10, Kyrychenko 8, Trushkina 2;
Delros (L), Kozlova, Molodtsova,
Chernukha 1, Stepaniuk 2. N.e.
Degtiarova. All. Yegiazarov.
ARBITRI: Savic (Bosnia
Erzegovina), Guillet (Fra).
NOTE Spettatori 2110. Durata set:
20’, 27’, 27’, 22’; totale: 96’. Italia:
battute sbagliate 10, vincenti 11,
muri 10, errori 28. Ucraina: battute
sbagliate. 3, vincenti 4, muri 1,
errori 16.

FUTURO Certo la prossima sta­
gione non sarà facile per attec­
chire con il progetto giovani.
Molte di loro hanno lasciato il
nido del Club Italia e fatiche­
ranno a trovare spazio nei ri­
spettivi club. Vedi Danesi e Ma­
linov a Conegliano e Guerra a
Casalmaggiore. In attesa di
scoprire chi sarà a progettare
sulla panchina il nuovo quadri­
ennio o almeno a guidare le az­
zurre a Euro 2017, l’Italia ritro­
va il talento di Caterina Bosetti.
Osannata mvp del mondiale ju­
niores 2011 vinto dall’Italia. A
Montecatini si è ritrovata pro­
tagonista. «Sono felice di esse­
re tornata utile a – racconta ­.
Lasciamo un Europeo e spero
di continuare a dare il mio con­
tributo. Ma credo che andran­
no fatte delle valutazioni anche
su chi non era presente. Oltre
alle giovani servono anche at­
lete più esperte perché certi
passaggi a vuoto non si posso­
no concedere».

UOMINI E DONNE

Le ultime 6
arrivano
a ottobre
 (a.a.) All’Europeo 2017
oltre a Azerbaigian e Georgia
organizzatori, sono
qualificate: Russia, Olanda,
Serbia, Turchia e Germania
dall’edizione 2015. A cui si
aggiungono Belgio, Polonia,
Croazia, Bulgaria, Bielorussia
e Italia. Le ultime 3
qualificate usciranno dagli
scontri diretti tra: UcrainaSpagna, Romania-Ungheria,
Rep. Ceca-Slovacchia in
programma dal 1° al 9
ottobre (andata e ritorno).
All’Europeo maschile 2017
che si svolgerà in Polonia,
oltre ai padroni di casa sono
qualificate: Francia, Slovenia,
Italia, Bulgaria, Russia e
Serbia dall’edizione 2015;
Germania, Finlandia, Belgio,
Slovacchia, Olanda, Rep.
Ceca ora. Le ultime nelle
sfide: Spagna (Noda Siena A2)-Grecia (Djuric Verona e
Tzioumakas Piacenza,
Turchia (Zanini)-Portogallo
(Ferreira Verona), LettoniaEstonia.

rina Bosetti su tutte, forse sen­
za dimenticare Diouf che qui
non c’era) e altre che rappre­
sentano – nonostante la giova­
ne età – la continuità con gli im­
pegni estivi (Orro ed Egonu).
Da queste fondamenta deve ri­
partire la pallavolo femminile.
Da un progetto chiaro finaliz­
zato a Tokyo 2020 mettendo in
conto che sulla strada possono
arrivare scivoloni, ma da qui
non si può tornare indietro. «Fi­
nalmente il cambio generazio­
nale si sta compiendo» ha sinte­
tizzato Valentina Tirozzi du­
rante la tre giorni di Montecati­
ni. «Il cambio generazionale c’è
stato ma – ammonisce ancora
Lucchi che dopo una settimana
di vacanza tornerà a lavorare al
Pavesi con il Club Italia – occor­
rono giocatrici giovani come
servono giocatrici esperte».

SEMPRE PRESENTE Chi c’è
sempre stata dal Mondiale
2014 a oggi, passando per un
Europeo deludente, un’Olimpi­
ade da dimenticare e questa
qualificazione è Cristina Chiri­
chella. Una veterana nonostan­
te i suoi 22 anni: «Dobbiamo la­
vorare tanto per ritrovare quei
successi – racconta la centrale
­. Siamo un gruppo con voglia e
non demorde nonostante la de­
lusione di Rio e siamo pronte al
nuovo c.t.». Il primo mattone
della rinascita è stato messo.
Ora tocca alla Federazione fare
le proprie scelte. Di sicuro il
messaggio che arriva da qui è
quello che serve una figura ca­
pace di continuare nel solco
iniziato da Lucchi che chiude –
forse ­ imbattuto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Djuric (Verona) salta la prima?

(a.a) Non basta all’Austria il 3-0 (25-19,
25-18, 25-16) sulla Lettonia per
continuare la strada per l’Europa. La
Romania di Davide Dalmati chiude al
secondo posto dietro alla Bulgaria e
affronterà il terzo turno con
l’Ungheria; Monza dovrà attenderlo
altre due settimane. La Turchia di
Zanini chiude al secondo posto e

affronterà il Portogallo. Le date
dell’Europeo non sono ancora state
comunicate.
RISULTATI Lettonia-Italia 0-3;
Austria-Lettonia 3-0, Ucraina-Italia 13. Classifica: Italia 6-0; Ucraina 4-2;
Austria 2-4, Lettonia 0-6.
PER LOBIO (s.cam). A Lugo di
Romagna la quinta edizione del Trofeo

intitolato all’indimenticato coach
Roberto Lobietti è stata vinta per 3-2
(22-25, 24-26, 25-16, 25-23, 15-12) dalla
Bunge Ravenna sulla Revivre Milano.
AD AVERSA (a.a) Il Latina ha vinto ad
Aversa il 1° Trofeo Zeus, 3-0 (25-21, 2518, 25-15) alla Biosì Indexa Sora. Terzo
posto per l’Exprivia Molfetta 0-3 (2225, 21-25, 19-25) alla Sigma Aversa.

Le tribune gremite dell’ippodromo di Merano Maia inaugurato nel 1935

Enrico Landoni

C

osì enigmatico eppu­
re già scritto. Il co­
pione del 77° GP di
Merano parlava chiaro:
possono vincere tutti, sen­
za un favorito netto e no­
nostante il possibile duello
Allen Voran­Alelchi Inois.
Il finale è stato proprio co­
sì, ma guai a dire che non
sia stato splendido, davanti
ai 10mila di Maia in visibi­
lio. E guai a dire a Josef Va­
na sr., l’eroe di Pardubice,
l’uomo che in Cechia tutti
osannano, che il suo allie­
vo, Mazhilis, era un outsi­
der. «Mi sono mosso a fari
spenti – attacca il vecchio
Josef – ma chi mi conosce
sapeva che lui era il cavallo
più in forma della mia scu­
deria. Niente è per caso».
FANTINO NON PER CASO E
non è infatti casuale che ad
interpretarlo fosse il suo
morning jockey di fiducia,
il 25enne Jan Kratochvil.
Le chiavi del suo successo
sono state la semplicità e la
serenità, esibite peraltro
già negli spogliatoi di Ma­
ia. «Sono andato in pista
tranquillo – attacca Jan – il
cavallo saltava bene e al­
l’ultimo passaggio sul dop­
pio travone ho capito di po­
tercela fare, saltando be­
ne». Non ce l’hanno fatta

invece il supplementato Fal­
conettei, fuori al primo osta­
colo, il meranese Dominato,
out al secondo, e il francese
Chiffre D’Affaires, partito a
razzo con presunzione e capi­
tolato sull’oxer grande. Lì do­
ve Allen Voran ha commesso
l’incertezza che per il suo in­
terprete, James Reveley, gli è
costata la corsa, costringen­
dolo al secondo posto. A sba­
gliare è stato anche il top joc­
key, Ruby Walsh, sia al verti­
cale sia all’arginello grande, e
così il favorito, l’irlandese di
Mullins, Alelchi Inois, si è do­
vuto accontentare del terzo.
SUCCESSO Raggiante invece
l’intero staff della Merano Ga­
loppo per una giornata da re­
cord, tanto da far venire invi­
dia a un ospite d’eccezione co­
me il direttore di Cheltenham.
La notizia triste invece arriva
da Milano.
ADDIO FELIGIONI E’ morto a
84 anni Roberto Feligioni, che
del Merano è stato grande
protagonista nel passato, vin­
cendolo da fantino nel 1961
con Aegior e due volte da alle­
natore di Trapezio, nel 1975 e
1976.
GP MERANO - (steeple) - m 5000:
1 Mazhilis (67½ J. Kratochvil); 2 Allen
Voran; 3 Alelchi Inois; 4 Fafintadenient;
Tot.: 32,51; 3,96, 1,77, 1,42 (70,89) Trio:
598,74.
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GP DI CAPUA

EQUITAZIONE: SALTO

S.Siro francese
Waikika vola

Coppa Nazioni
Italia gran 4a

 l GP Di Capua a San Siro va
alla francese Waikika dopo
un gran duello con l’inglese
Jallota. Solo terzo il favorito
Kaspersky, che ha guidato dal
via ma si è arreso nel finale.
GP Di Capua - (gr. 1) m 1600: 1
Waikika (G. Mossè); 2 Jallota;
3 Kaspersky; 4 Maximum
Aurelius; Tot.: 7,46; 1,67, 1,36,
1,20 (12,59) Trio: 79,78.
 VARENNINA VOLANTE Il
GP Grassetto (m 1640) delle
sorprese. Ha vinto la
Varennina Papalla (M.
Volpato) che con un gran
finale ha travolto in 1.12.6
Rania Lest, battuta per il
seconda da Sky Dancer.
 OGGI QUINTÉ A BATH
(ore 18.40) scelta Secretfact
(6), Dusty Blue (5), Bahamian
Sunrise (1), David’s Beauty (8),
Angelito (7) e Beau Mist. (9).
 ANCHE Tr.: Amiens (17.50).
Galoppo: Maisons-Laffitte
(12.25), Bath (15.10), Hamilton
(14.50) e Craon (13.10).

 (ro.pa.) Trionfo della
Germania nella finale di
Coppa delle Nazioni di salto
ostacoli a Barcellona. Dopo il
triplo netto di Christian
Ahlmann su Taloubet, Janne
Meyer su Goja e di Ludger
Berbaaum (alla sua ultima
volta in nazionale) su
Casello, nel barrage è stato
Marcus Ehning a compiere
l’impresa, battendo il
britannico Nick Skelton e Big
Star, freschi dell’oro
individuale ai Giochi di Rio.
Molto buona la finale
dell’Italia: Piergiorgio Bucci
(Casallo), Lorenzo De Luca
(Ensor), Gianni Govoni
(Antonio) e Bruno Chimirri
(Tower Mouche) hanno
chiuso al quarto posto con 5
penalità, beffati per un punto
dagli Stati Uniti. Il capo
equipe Roberto Arioldi
avrebbe voluto quel podio:
«Si può e si deve cercare di
fare sempre meglio».

46

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Atletica R A Berlino

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

SOCIETARI

Andrea Buongiovanni

D

i gare così, di duelli così,
dovrebbero essercene
più spesso. La 43a mara­
tona di Berlino (41.283 parteci­
panti di 122 Paesi) regala gran­
de spettacolo e tante emozioni.
Restituisce ai vertici assoluti un
re come Kenenisa Bekele e pro­
pone una sfida tra il 34enne
etiope e il coetaneo keniano
Wilson Kipsang, gigante della
specialità, di rara intensità. Il
primatista del mondo di 5000 e
10.000 toglie 2’01” (tantissi­
mo) al personale centrato al de­
butto sulla distanza di Parigi
2014 e vola in 2h03’03”, secon­
da prestazione mondiale all­ti­
me, a soli 6” dal record di Den­
nis Kimetto, ottenuto su mede­
simo percorso due anni fa. L’ex
recordman cresce a sua volta
(di 10”) e resta a 10” dal succes­
so.
FENOMENO Chi pensava che la
carriera di Bekele avesse ormai
imboccato la parabola discen­
dente, deve necessariamente
ricredersi. Facile dire ora che
Kenenisa avrebbe meritato la
convocazione per l’Olimpiade
di Rio. Semplicemente, al co­
spetto del terzetto di connazio­
nali a lui preferiti, non lo aveva
meritato. Anche considerando
pedigree e curriculum. Ma
adesso, definitivamente risolti
certi problemi fisici, potrà vive­
re una seconda giovinezza. La
classe è rimasta quella (enor­
me) dei giorni migliori e la stra­
da è il suo presente e il suo futu­
ro.
LA GARA Berlino, come sem­
pre, propone una gara con pas­
saggi folli. Non a caso ha regala­
to sette record del mondo, sei
negli ultimi 13 anni. I primi 5
km sono addirittura coperti in
14’21”. E i ritmi, poi, restano
pazzeschi. Rispetto a quelli del
primato di Kimetto, il vantaggio
massimo è alla mezza
(1h01’11”). Quei 34” di margini
promettono meraviglie. Invece
costeranno caro. Perché il grup­
petto di testa, fino a quel punto
composto da sette uomini, per­
de via via componenti. Insieme

Gli scudetti
a Enterprise
e Acsi Italia
Santiusti ok
Nazareno Orlandi
CINISELLO BALSAMO (MILANO)

B

Kenenisa Bekele, 34 anni, primatista del mondo di 5000 e 10.000, vince sul traguardo della porta di Brandeburgo in 2h03’03” GETTY IMAGES

Bekele, maratona super
A 6” dal record del mondo

1L’etiope supera i problemi e torna grande. Vince in 2h03’03”

dopo un fantastico duello con Kipsang: «Sono persino un po’ deluso»
BERLINO 7 SU 10
LE 10 MIGLIORI PRESTAZIONI ALL-TIME
D. KIMETTO KEN BERLINO ‘14 2H02’57”
K. BEKELE ETI BERLINO ‘16 2H03’03”
E. KIPCHOGE KEN LONDRA ‘16 2H03’05”
E. MUTAI KEN
BERLINO ‘14
2H03’13”
W. KIPSANG KEN BERLINO ‘16 2H03’13”
P. MAKAU KEN BERLINO ‘11 2H03’38”
S. BIWOTT KEN LONDRA ‘16 2H03’51”
H. GEBRSELASSIE ETI BER ‘08 2H03’58”
G. MUTAI KEN BERLINO ‘12 2H04’15”
A. ABSHERO ETI DUBAI ‘12 2H04’23”

a manciate di secondi. Presto si
profila il testa a testa Bekele­Ki­
psang. Anzi: Kipsang­Bekele.
Perché il keniano, con quel­
l’azione facile ed elegante, pare
più in controllo, più fresco. Tan­
to è vero che in due occasioni,
rispetto all’etiope, guadagna
qualche metro di vantaggio. Ma
Kenenisa reagisce in entrambe
le occasioni e al 40° km i due so­
no spalla a spalla. Bekele, però,
in ricordo del pistard che è stato
(nel cassetto tre ori olimpici)
spara un finale irresistibile. Il
42° km è coperto in un mostruo­

so 2’47”. Non basta per il record,
vale però la prestigiosissima vit­
toria e un rilancio in grande sti­
le, limite nazionale sottratto ad
Haile Gebrselassie per 55” dopo
otto anni.

neta del momento? Etiopia (tri­
pletta) anche in campo femmi­
nile: per Aber u Kebede
(2h20’45”) è il terzo trionfo
berlinese.

FUTURO «Cercavo il personale e
ho trovato un crono fantastico –
gioisce Bekele, in aprile terzo a
Londra – ma a questo punto so­
no persino un po’ deluso per
aver mancato il primato per co­
sì poco». A quando una sfida
con l’oro a cinque cerchi Eliud
Kipchoge, il più grande marato­

Uomini: 1. K. Bekele (Eti) 2h03’03”; 2.
W. Kipsang (Ken) 2h03’13”; 3. E. Chebet
(Ken) 2h05’31”; 4. Lemma (Eti)
2h06’56”; 5. E. Kiptanui (Ken) 2h07’47”;
6. G. Ronoh (Ken) 2h09’29”; 12. E.
Mutai (Ken) 2h10’29”. Donne: 1. Kebede
(Eti) 2h20’45”; 2. D. Birhane (Eti)
2h23’58”; 3. Aga (Eti) 2h24’41”; 4. Iwade
(Giap) 2h28’16”; 5. Heinig (Ger)
2h28’34”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ALLA MEZZA (1H01’11”) UN VANTAGGIO DI 34” SUL PRIMATO
29’24”

44’10”

58’36”

(14’42”)

14’21”

(14’46”)

29’00”

(14’21”)

(14’39”)

(14’26”)

43’37”

(14’37”)

Berlino 2016
BEKELE (Eti)

58’02”

(14’25”)

25 km

30 km

1h13’08”

1h27’38”

(14’32”)

(14’30”)

1h12’47”
(14’45”)

1h27’30”
(14’43”)

35 km

40 km

1h41’47”
(14’09”)

1h42’01”
(14’31”)

1h56’29”
(14’42”)

1h56’55”

(14’54”)

Arrivo
(6’28”)

20 km

(6’08”)

15 km

2h03’03” 2h02’57”

Tempo 14’42”
Tempo (14’42”)
parziale

10 km

1h01’11” MEZZA 1h01’45”

5 km

Berlino 2014
KIMETTO (Ken)

47

RCS

Boxe R Il rinvio del Mondiale massimi

Fury, no all’antidoping
Lo zio: «Non tornerà»
E Klitschko si ribella
1Il campione avrebbe
problemi mentali e ha
mandato a quel paese
gli addetti dell’agenzia

Tyson Fury, 28 anni, britannico AP

T

yson Fury avrebbe man­
dato letteralmente a quel
paese gli addetti del­
l’agenzia antidoping inglese e
sarebbe dunque questo il moti­
vo dell’ennesimo rinvio della
rivincita per il Mondiale dei
massimi ­ previsto per il 29 ot­
tobre a Manchester ­ tra il di­
scusso campione britannico e il
detronizzato ucraino Wladimir
Klitschko. Il campione del
mondo non si è voluto sotto­
porre al controllo antidoping,
in preda anche alla depressio­
ne. Lo zio di Fury, Peter teme
che Tyson non possa tornare
più sul ring. Si parla «di proble­
mi mentali». Il match origina­
riamente avrebbe dovuto di­

rinda al primo scudet­
to il team maschile del­
l’Enterprise Beneven­
to, rinforzato da nove atleti
della Lettonia. E festeggiano
il 14° titolo in 15 anni le ra­
gazze dell’Acsi Italia Roma.
La finale Oro dei Societari la­
scia invece a secco (in ca­
sa...) i club milanesi Riccardi
e Bracco, campioni uscenti.
Nella seconda giornata spic­
ca il confronto tra Yusneysi
Santiusti e Federica Del Buo­
no negli 800, un bel testa a
testa deciso dal cambio di
passo dell’italo­cubana a du­
ecento metri dal traguardo.
Ayomide Folorunso comple­
ta la doppietta nei 400 hs do­
po il personale di sabato nei
400. Alla gioia dell’Acsi par­
tecipano Veronica Inglese,
assolo nei 5000 e Sonia Ma­
lavisi, senza fatica nell’asta.
Al maschile, l’atleta del gior­
no è Paolo Dal Soglio, in pe­
dana nel peso a 46 anni: ven­
t’anni fa il quarto posto ai
Giochi di Atlanta. Lo batte
solo il suo allievo Sebastiano
Bianchetti, poi annuncia il
ritiro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Finale Oro, 2a giornata.
Uomini. 200: Di Franco 21”15 (+1.1).
800: Tamassia 1’49”59. 5000:
Rachik 13’58”87. 400 hs: Lambrughi
51”09. Alto: Biaggi 2.09. Lungo:
Misans (Let) 7.72 (+1.2). Peso: Bianchetti 18.63; Dal Soglio 17.18. Martello: Falloni 67.63. 4x400: E. Servizi
Atl. Futura 3’11”39. Classifica: 1.
Enterprise Sport&Service 114.5; 2.
Riccardi Milano 110; 3. E. Servizi Atl.
Futura Roma 67; 4. La Fratellanza
1874 59; 5. Studentesca Milardi
56.5; 6. Cus Palermo 56.
Donne. 200 (+0.7): Chigbolu 24”12.
800: Santiusti 2’02”63; Del Buono
2’03”45; Spacca 2’07”19. 5000:
Inglese 16’07”09. 400 hs: Folorunso 59”23. Asta: Malavisi 4.10. Lungo: Strati 6.14 (-0.3); 5. Trost 5.81
(+1.0). Triplo (sabato): Cestonaro
13.18 (+0.9). Disco: Bordignon
54.32. Giavellotto: Casarotto 52.52.
4x400: Studentesca Milardi
3’40”42. Classifica: 1. Acsi Italia
123; 2. Bracco 114; 3. Stud. Milardi
77; 4. Atl. Brescia 75; 5. Atl. Vicentina 63; 6. Malignani Udine 46.
Finale argento a Orvieto.
Donne. 200: Caravelli 23”88. Disco:
Giampietro 51.39 (mpi u18).
Classifiche. Uomini: 1. Brugnera
Friulintagli 91. Donne: 1. Quercia
Trentingrana 89. Finale B ad Agropoli (Sa). Uomini. 100 (+2.0): Obou
10”39.

Tennis R I tornei
sputarsi a novembre 2015, poi
il 9 luglio, quando il campione
ha lamentato un infortunio alla
caviglia dopo una positività il
24 giugno. Fury s’è proclamato
innocente ed è stata annullata
un’audizione davanti alla com­
missione nazionale antido­
ping, e tutto sembrava sblocca­
to per il match di ottobre.
REAZIONE Insorge il manager
di Klitschko, Bernd Bönde:
«Wladimir è ormai ostaggio di
Fury, siamo profondamente
delusi. Devono intervenire le
organizzazioni pugilistiche». Il
promoter Eddie Hearn ha con­
tattato l’entourage di Klitschko
per cercare un avversario alter­
nativo a Fury e proporre un
match con l’inglese Anthony
Joshua, che il 26 novembre di­
fenderà la sua corona Ibf. Ma
l’olimpionico non sarebbe
pronto per ottobre, e quindi la
situazione resta per ora fluida.
In attesa di capire se Fury è do­
pato.

Zverev, la prima da pro’
Wawrinka lo applaude
Vinci avanti a Wuhan
1Sasha batte lo
svizzero in Russia.
Pouille vince a Metz,
Roberta piega la Puig

Alexander Zverev, 19 anni AFP

L

a prima volta di Sasha Zve­
rev è contro il fresco cam­
pione Us Open St an
Wawrinka ed è anche il primo
successo da professionista di un
teenager da quando Marin Cilic
nel 2008 conquistò New Haven.
La prima vittoria da professioni­
sta di Alexander arriva a San Pie­
troburgo, in Russia, patria di pa­
pà: «Non potrebbe esserci un luo­
go migliore per festeggiare il pri­
mo successo — ha detto un
emozionato Zverev, che era già
arrivato due volte in finale que­
sta stagione, ad Halle e Nizza,
battuto da Meyer e Thiem —, so­
no molto orgoglioso di questo
trofeo». Riceve gli applausi anche
da parte dello sconfitto Stanimal,

che lo incorona: «Hai giocato un
grande match ­ gli ha reso merito
l’avversario ­ , congratulazioni,
sei il futuro del tennis e sei già ad
un livello altissimo». A Metz arri­
va la prima volta anche per il
francese Lucas Pouille che ha bat­
tuto Dominic Thiem in tre set.
OK VINCI Con un doppio 6­3 ha
mandato a casa al 1la campiones­
sa olimpica Monica Puig: ottimo
inizio a Wuhan per Roberta Vinci
che da qualche mese deve sop­
portare una infiammazione al
tendine d’Achille sinistro. La Er­
rani esordisce con la Strykova.
f.co.
A San Pietroburgo (Rus, 923.550 dollari, veloce indoor), finale: Zverev (Ger) b.
Wawrinka (Svi) 6-2 3-6 7-5.
A Metz (Fra, 463.520 euro, veloce indoor), finale: Pouille (Fra) b. Thiem (Aut)
7-6(5) 6-2.
A Tokio, (Giap, 1.000.000 $, cemento),
finale: Wozniacki (Dan) b. Osaka (Giap)
7-5 6-3.
A Wuhan (Cina, 2.859.000 dollari,
veloce), 1° t.: VINCI b. Puig (Pur) 6-3 6-3.
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LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2016 LA GAZZETTA DELLO SPORT

TUTTENOTIZIE

49

1HOCKEY PISTA: MONDIALE DONNE Al Mondiale femminile di Iquique (Cile) l’Italia di
Marzella ha esordito battendo 16-0 l’Egitto. Nella notte la seconda partita, contro il Brasile. Nelle
altre partite della prima giornata, 12-0 del Cile sugli Stati Uniti e 9-1 dell’Argentina sulla Colombia.
39° posto a 206 (-7) Francesco
Laporta e Nicolò Ravano (67 68 71).

NUOTO: IERI SU RAI 3
ARCO

Phelps commosso
«Sì, a Rio ho fatto
cose pazzesche
In acqua sono libero»

COPPA DEL MONDO (gu.l.g.)
Nella finale di Coppa del Mondo di
ricurvo a Odense (Dan) Guendalina
Sartori fuori ai quarti con Ki Bo
Bae (S.Cor), olimpionica, oro 7-1 in
finale su Misun Choi (Cin). Pari 2828 e 27-27 le prime volée, l’azzurra
perde le successive due 27-28 e 2726 ed esce 6-2 a testa alta. Storica
4a vittoria per Brady Ellison (Usa).


ATLETICA

1Michael e la corsetta all’alba per Milano
«Alle 4 al Castello Sforzesco, c’era una pace»
Stefano Arcobelli

L

e lacrime a «Che tempo
che fa» mentre vede
scorrere le immagini
dei suoi 23 ori olimpici. La
corsetta all’alba per ammi­
rare Milano («c’era una pace
fantastica, non potevo dor­
mire per il jet leg alle 4 del
mattino e mi sono ritrovato
al Castello Sforzesco»), la
piscina «come momenti di
zen». Michael Phelps si con­
fessa a Fabio Fazio, che lo fa
cantare come a Natale e pro­
va a farsi dire perché si riti­
ra. «No, basta così, non è co­
me quando smisi a Londra
nel 2012 quando non avevo
più voglia di nuotare. Poi ho
ritrovato la passione, e non
pensavo di averne più, e mi
sono detto “provaci ancora,
andiamo dove voglio”. So
quanto mi sono impegnato e
sacrificato, ho fatto un sacco
di cose, basta vedere questi

OLIMPIADI

Medaglie di Rio
già rovinate!
«Le ripareremo»
 RIO (m.can.) Archiviati i
Giochi, vengono a galla nuovi
guai. Alcune medaglie di Rio
2016 si sono già rovinate:
usurate in superficie, spellate.
«Ci sono stati problemi con
alcune di bronzo», ammette
alla Gazzetta Mário Andrade,
direttore di comunicazione dei
Giochi, non elencando gli atleti
che hanno protestato ma
confermando quanto scritto
dalla rubrica Gente Boa del
quotidiano O Globo. «Un paio
di atleti brasiliani ci hanno
segnalato il problema. Tocca
alla Casa da Moeda ripararle»
spiega, citando la zecca di
stato, che le ha realizzate. «Le
medaglie consumate possono
essere rimpiazzate. L’atleta,
però, ha di solito un rapporto
sentimentale con la medaglia
che ha vinto e preferisce che
venga riparata,non sostituita».
Girano le foto delle medaglie
del paralimpico brasiliana, il
nuotatore Daniel Dias (4 ori, 3
argenti, 2 bronzi): «Con lui mi
pare che ci siano un paio di
medaglie da sistemare», ha
detto Andrade. «Ma non ci
risulta che ci siano problemi
con le medaglie di stranieri»,
sottolinea Andrade
contrariamente alle voci.

Una medaglia rovinata di Dias

filmati e chiudere così a Rio è
stato pazzesco».
FUTURO Un Phelps «pensiona­
to» come s’immagina a 36 an­
ni? «Ho tante cose in mente, mi
occuperò della mia fondazione,
insegnerò: in mezzo ai bambini
mi ritrovo bene, ed è entusia­

Michael Phelps, 31 anni, americano, 23 ori su 28 podi olimpici, da Fazio ANSA

smante vedere come cresce mio
figlio Boomer. Questa è
un’esperienza nuovissima, per
me e Nicole (la compagna che
presto sposerà, ndr) è qualcosa
di eccezionale, magari quando
andrà a scuola, porterò un po’
di medaglie per vedere cosa
succede». Fazio gli ricorda

WASHINGTON
DEL BASEBALL
FESTA CON KATIE

BASEBALL: IN BARCA

GHIACCIO

Fernandez, tragico schianto
Era uno dei migliori lanciatori

Costiera ha faticato a trovare i
corpi delle 3 vittime e dato subito
l’allarme. Sconvolti i compagni e
cancellata per lutto la partita di
ieri contro Atlanta.
Fernandez era negli Usa da
quando aveva 14 anni. Nel 2015
aveva ottenuto la cittadinanza
americana. A 20 anni era stato
eletto rookie dell’anno 2013 nella
National League. Solo 5 giorni fa
su Instagram aveva pubblicato la
foto della compagna che lo stava
per rendere padre per la prima
volta.

PALLANUOTO

Coppa Italia, alla seconda fase
anche Savona e Posillipo
 Si è chiusa ieri la prima
fase di Coppa Italia. Nel
girone A, Trieste sopravanza
Bogliasco e Quinto grazie alla
classifica avulsa. Nella
seconda fase, il 7-8 ottobre,
entreranno in scena le big: il
gruppo C sarà composto da
Pro Recco, Canottieri Napoli,
Posillipo e Trieste; il gruppo D
da Brescia, Sport
Management, Savona e Vis
Nova (le prime due di ciascun
girone andranno alla Final

quando era un bambino troppo
vivace (e dislessico), e la mam­
ma quasi per farlo guarire lo
portò in piscina con le sorelle:
«Quando mi tuffavo mi sentivo
bene, mi rilassavo come a casa.
Anche dopo Rio ho nuotato un
paio di volte riprovando sensa­
zioni uniche: perché in acqua
nessuno parla con me, ho il cer­
vello libero. Sono fortunato, re­
alizzando tutti i miei sogni».
NUMERI Le calorie esagerate
per nuotare ai suoi livelli: «Ma
non più, ora». Le scarpe 49 e i
«difetti» del suo fisico, la sua
fortuna per diventare leggen­
da: «Ho braccia super lunghe,
gambe corte ed è incredibile,
grosse mani, piedi lunghi, spal­
le larghe...». Il putt da 48 metri:
«E’ stato incredibile non so se
mi riuscirà un’altra volta, il golf
mi diverte». Ma non sarà come
salire sul blocco, incrociare le
braccia e tuffarsi per trasfor­
marsi in uno squalo. E mima il
gesto, per una volta in Tv.

(al.f.) Bryce Harper festeggia i
playoff di Washington nel
baseball con cuffia e occhialini di
Katie Ledecky, che ricambia con i
complimenti alla squadra. Per il
quarto anno consecutivo, a Katie
Ledecky ottiene il premio di atleta
dell’anno da Usa Swimming
(premio anche a Travis Tygard,
capo dell’antidoping).

(r.r.) Tragica morte in mare
per uno dei migliori lanciatori
di Major League, Josè
Fernandez, 24 anni, cubano
dei Miami Marlins. Alle 3 del
mattino di ieri, insieme ad
altre due persone, il
giocatore che stava
disputando una delle sue
migliori stagioni (16-8) si
trovava al largo di Miami
beach, quando l’imbarcazione
di 32 piedi, s’è capovolta nello
schianto con degli scogli. La
motovedetta della Guardia

SUHR 4.88 (si.g.) A Rochester
(Usa), esibizione indoor, Jenn Suhr,
olimpionica 2012, ha superato 4.88
nell’asta. Celiaca, a Rio era stata
messa k.o. da un misterioso virus.
 LUTTO RUSSO (si.g.) E’ morto, a
61 anni, Valeriy Abramov, un
argento (1983) e due bronzi (1981 e
1982) agli Europei indoor 3000. E’
ancora oggi primatista russo dei
5000, 13’11”99 a Rieti nel 1981.
 SCICLI AFRICANA (l.m.) Il 27°
memorial Peppe Greco a Scicli (Rg)
sui 10 km è stato vinto in 29’58” da
Koech Joash Kipruto (Ken), fresco
vincitore della mezza maratona di
Udine (1h02’); 2° il connazionale
Meli, 3° l’ugandese Chemonges. I
locali Gerratana e Agnello 5° e 7°.
Premio Cannavò a Enzo Parrinello.


Four del 10-11 marzo).
3a g. Gir. A (Savona): BogliascoTorino 14-11, Savona-Trieste 7-6,
Quinto-Torino 9-8,
Savona-Bogliasco 11-10.
Class.: Savona* 12; Trieste*,
Bogliasco, Quinto 6; Torino 0.
Gir. B (Roma): Vis Nova-Posillipo
8-8, Lazio-Ortigia 12-12,
Posillipo-Acquachiara 16-10,
Vis Nova-Lazio 7-7.
Class.: Posillipo* 10; Vis
Nova* 8; Lazio 5; Ortigia 4;
Acquachiara 0. (*qualificate)

Short track
Il ritorno
di M. Valcepina
Alla Courmayeur Cup,
successi di Tommaso Dotti e
Arianna Fontana. Dopo quasi
tre anni, ritorno alle gare del
24enne bronzo olimpico
Martina Valcepina, nel
mentre diventata mamma di
due gemelli, già pimpante nei
500. Uomini: 1. Dotti 159; 2.
Cassinelli 120; 3. Rodigari 118.
Donne: 1. Fontana 217; 2.
Peretti 134; 3. Viviani 91.
 FIGURA Mentre nella 5a
tappa del Gp juniores di
Lubiana (Slo), Matteo Rizzo è
8° (178.08) e Lucrezia
Gennaro 16a (110.37), così nel
48° Nebelhorn Trophy di
Oberstdorf (Ger), 3a tappa
delle Challenger Isu (danza a
parte, vinta da Anna
Cappellini-Luca Lanotte).
Uomini: 1. (1.1.) Petrov (Rus)
232.21; 2. (5.2.) Hendrickx
(Bel) 223.04; 3. (2.3.)
Hochstein (Usa) 217.25.
Donne: 1. (2.1.) Mihara (Giap)
189.03; 2. (1.2.) Tuktamysheva
(Rus) 185.93; 3. (3.3.)
Daleman (Can) 175.40.
Coppie: 1. (1.1.) SavchenkoMassot (Ger) 203.04; 2. (2.2.)
Ilyushechkina-Moscovitch
(Can) 184.40; 3. (3.3.)
Vartmann-Blommaert (Ger)
162.38.

Martina Valcepina, 24 anni LAPRESSE

BASEBALL
AI PLAYOFF (m.c.) Col grande
slam di Pedroia Boston supera
Tampa Bay (10a vittoria di fila) e va
ai playoff da vincitrice di American
League East. Anche Washington
qualificata in National East, 2a volta
in 11 anni. Toronto dell’azzurro Grilli
vince e spera nella wild card.
 FINALE A (m.c.) Bollate ipoteca il
bis nel campionato di A federale:
vinte le due gare casalinghe della
finale con Paternò. BollatePaternò 6-5 (v.Grassi, p.Sciaccia),
8-3 (v. Bisset 4bv, p. Perez 9so).
Sabato ed ev. domenica il ritorno.


BOXE
CEGLIA TRICOLORE LEGGERI
(r.g.) A San Valentino Torio (Sa), il
pugile di casa Gianluca Ceglia (133) conquista il vacante tricolore
leggeri, battendo ai punti Vincenzo
Finiello (10-4-2), al 3° tentativo, di
misura. Leggeri: Acatullo (9-6-1) b.
D. Cali (3-9); supermedi: Capuano
(2) b. Janjic (Ser. 2-13-3); massimi:
Di Berardino (6) b. Indaco (3-2).
 MONDIALI (r.g.) A Chanteloup
Les Vignes (Fra), vano tentativo per
la vacante superwelter Ue di Emy
Della Rosa (36-3-1), sconfitto ai
punti dal locale Zakaria Attoud (236-2). A Manchester (Gb) nuovo
iridato leggeri Wba il venezuelano
Jorge Linares (Ven, 41-3), ai punti
sull’inglese Anthony Crolla (31-5-3)
 DONNE (m.moro.) Per l’Italia
donne l’Europeo Junior/Youth a
Ordu (Tur) si conclude col bronzo
di Giovanna Marchese, 0-3 nella
semifinale juniores 48 og con la
russa Sharapova. Bottino di 5
medaglie, le altre: oro Youth Carini
69 e 3 bronzi, Youth 54 La Magna e
le Junior 46 Alota e 50 La Piana.

HOCKEY GHIACCIO
ALPS (m.l.) Il 3° turno (sabato):
Renon-Egna 6-2, Zell am SeeKlagenfurt B 1-2; JeseniceSalisburgo B. 4-2, Vipiteno-Val
Pusteria 1-3, Lustenau-Kitzbühel 53; Cortina-Asiago 2-0, FassaGardena 5-0. Classifica: Renon, Val
Pusteria, Jesenice 9; Zell am See,
Cortina, Lustenau 6; Fassa*,
Feldkirch*, Kitzbühel, Gardena,
Egna, Klagenf.B 3; Salisburgo B**,
Vipiteno, Asiago*, Bregenzerwald*
0 (*una in meno; **due in meno).
 BOLZANO OK (m.l.) Il Bolzano,
nel 4° turno, centra la 1a vittoria in
Ebel, battendo 3-2 ai rigori fuori
casa lo Znojmo. Znojmo-Bolzano 23 rig. (0-0, 1-1, 1-1; 0-0; 0-1). Reti
Bolzano: s.t. 19’14” Reid (1-0); t.t.
4’29” Palmieri (2-1). Cl.: Salisburgo,
Innsbruck, Linz 9; Fehervar 8;
Villach, Klagenfurt, Vienna*, Graz*
7; Bolzano 3; Lubiana 2; Znojmo 1;
Dornbirner 0 (*una in meno).
 COPPA MONDO A Toronto, 5-3
Canada per la 14a vittoria di fila
sulla Russia (1+2 di Crosby): è la
prima finalista di Coppa del Mondo.
Da domani, al meglio delle tre, sfida
l’Europa: 3-2 t.s. alla Svezia.


NUOTO
CONSOLO SVIZZERO Bartolo
Consolo, ex presidente Fin e Len, è
stato eletto co-presidente della
federnuoto svizzera: romano ma
cittadino svizzero dal 2007, gli è
stata affidata la parte francoitaliana (tedesca a Ewen Cameron).
 AZZURRI QUARTI (m.can.) A
Rio, il Brasile vince la sfida Corsia
Rapida su Sudafrica, Usa e Italia
(Sabbioni, Scozzoli, D’Angelo, Di
Tora). Gare individuali nei 50 nei 4
stili: 2 batterie, l’ultimo eliminato
fino a rimanere in 2 alla finale, più
staffetta 4x50 mista. Sabbioni,
unico italiano in finale: 2° 50 do in
25”63, 1° Zandberg (S.Af, 25”54).


RUGBY
AMICHEVOLI (i.m.) Nelle ultime
amichevoli di Eccellenza, CalvisanoSan Donà 40-5 (mete 6-1),
Piacenza-Asr Milano 36-3 (6-0).
Sabato il via all’87° campionato.
 PARISSE ESPULSO (i.m.) Nel 6°
turno del Top 14 francese espulso
Sergio Parisse per placcaggio
pericoloso nel k.o. a Tolosa 23-18
dello StadeFrançais. La RochelleBayonne 34-17 (Cittadini/B dal 39’).
Il Tolone di Dominguez, blindato
dopo le voci di esonero dal suo
presidente che ha ufficializzato
Mike Ford allenatore dei trequarti,
batte 23-21 Clermont capolista.


TRIATHLON
LEGNO MOLINARI (al.f.) Giulio
Molinari, campione europeo in
carica, chiude al 4° posto i Mondiali
di lungo di Oklahoma City (Usa).
Successo al francese Sudrie.


TUFFI
GRANDI ALTEZZE (al.f.) Il ceco
Navratil (497.95 punti) e la
canadese Richard (244.90) vincono
la 6a tappa della cliff diving World
Series di Mostar (Bos). Alessandro
De Rose, 3° dopo il primo round da
27 m in finale scivola 9° (313.95).


GOLF
PARATORE 20° Il francese
Alexander Levy (194 – 62 63 69, -19)
ha superato con un birdie alla 2a
buca di spareggio l’inglese Ross
Fisher (194 – 65 65 64) vincendo il
Porsche European Open (European
Tour) a Bad Griesbach (Ger). Per
Renato Paratore rimonta finale da
33° a 20° con 202 (65 71 66, -11), 5
posizioni guadagnate da Edoardo
Molinari, 28° con 204 (68 68 68,-9);


VELA
COCCOLUTO (r.ra.) Nella 5atappa
di World Cup 2016 a Qingdao, 3° nei
Laser Giovanni Coccoluto. KosutaFarneti al 12° posto nel 470 uomini.


Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici
Politiche della Famiglia, dell’Infanzia e Giovanili
Promozione dello Sport e Qualità della vita

AVVISO DI REVOCA GARA
Si rende noto che la procedura aperta in ambito UE, per l’affidamento in concessione a
terzi della gestione del servizio nido, suddiviso in sette lotti distinti e funzionali (n. CIG
6755849EF2, 6755868EA0, 675587111E, 675587653D, 67558786E3, 6755885CA8,
6755897691) con scadenza per la presentazione delle offerte fissata al giorno 29 settembre 2016 alle ore 10,30, ed apertura dei plichi fissata per il giorno 10 ottobre 2016 alle
ore 9.30, è stata revocata in sede di autotutela ex art. 21 quinquies della legge n. 241/90
e s.m.i.. La revoca è motivata dal mutamento di una situazione di fatto, per cui si rende
necessario il riesame del Piano Economico Finanziario, al fine di garantirne la sostenibilità
per la corretta allocazione del rischio operativo, e la conseguente determinazione delle
nuove condizioni di equilibrio. La procedura aperta è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europea (G.U.C.E.) Serie S n. 141 del 23 luglio 2016, in Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) V Serie Speciale Contratti Pubblici n. 85 del
25 luglio 2016, sui maggiori quotidiani nazionali, all’Albo Pretorio di Roma Capitale e sul
sito web istituzionale di Roma Capitale - Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, Politiche della Famiglia, dell’Infanzia e Giovanili, Promozione dello Sport e Qualità della Vita e
sul sito informatico del Ministero delle Infrastrutture il 25 luglio 2016. Il presente avviso
è pubblicato sui medesimi canali e con le medesime modalità di pubblicità adottate per la
procedura aperta oggetto di revoca.
Il Dirigente - Cinzia Padolecchia



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