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FOCUS PAESE

Il Brasile si prepara al dopo Lula con
la Borsa che sale a ritmo di samba
A ne ottobre il secondo turno delle elezioni presidenziali dovrebbe sancire l’elezione di
Dilma Rousseff, prescelta da Lula per la sua successione. Intanto la Borsa carioca, regina
dei mercati nel 2009, negli ultimi mesi è tornata a un passo dai massimi storici del 2008

DI VALERIA PANIGADA

O

ttobre caldo in Brasile. Servirà un secondo passaggio
elettorale a fine mese per conoscere il successore di
Lula alla guida del paese carioca. L’appuntamento con
le urne segnerà la fine dell’era Lula, dopo otto anni alla guida del
Paese. In questo periodo il Brasile ha vissuto un forte sviluppo economico, registrando un tasso di crescita medio annuo del Prodotto interno lordo del 4 per cento, con un contestuale calo dell’inflazione dal 14,8 al 4,9 per cento. La povertà è diminuita grazie ai
programmi di sostegno governativi e la disoccupazione si è ridotta
dal 12,36% all’attuale 8%. Un andamento che si è riflesso anche
sulla piazza finanziaria del Paese. Alla Borsa di San Paolo l’indice
Bovespa ha segnato nella “stagione Lula” un balzo complessivo di
circa il 600 per cento. Un salto sostenuto anche da una politica
commerciale internazionale orientata verso i Paesi emergenti. In
questi anni, il Brasile, in cui le materie prime rappresentano la
maggiore componente dell’economia, ha sviluppato i legami con i
mercati orientali, in particolare con la Cina, sganciandosi progressivamente dall’Europa e dagli Usa e rafforzando invece la coalizione dei Paesi Bric (Brasile, India, Russia e Cina).
Il nome del nuove presidente si conoscerà il prossimo
31 ottobre. Il voto del primo turno, avvenuto lo scorso 3 ottobre, ha confermato il vantaggio di Dilma

Rousseff, candidata del Partito dos Trabalhadores (Pt, Partito dei
Lavoratori) e prediletta del presidente uscente, ma senza che fosse raggiunta la maggioranza assoluta (solo il 46% dei voti). Ora
la pupilla di Lula è costretta al ballottaggio con il suo principale avversario, il socialdemocratico Josè Serra, che ha raccolto il
33% delle preferenze. “I responsi del primo turno non sono stati
sorprendenti - rimarcano gli strategist di Société Générale - con
la Rousseff che rimane favorita per la vittoria al secondo turno.
Un’alleanza tra Serra e Marina Silva (fuori dal ballottaggio, ma
che ha ottenuto il 19% dei voti, ndr) sembra poco probabile”.
Se le attese verranno rispettate, la Rousseff diventerà la prima
donna presidente del Brasile. Ma questa rappresenterebbe l’unica
vera novità. Secondo il consenso unanime, infatti, la nuova amministrazione continuerà senza strappi la linea politico-economica
del predecessore. Verrà confermata e, in alcuni casi sviluppata, la
partecipazione del governo all’economia, soprattutto nello strategico settore del petrolio, mentre le banche pubbliche dovrebbero
rimanere i fornitori chiave di finanziamento alle infrastrutture in
vista dei Mondiali di calcio nel 2014 e dei Giochi olimpici nel