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Fuori dal comune .pdf



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minidossier

FUORI DAL COMUNE
Lo scioglimento dei consigli comunali in Italia
N. 8 ottobre 2016

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno
.

Un’analisi regionale
Le zone più coinvolte e l’incidenza sul territorio
Le infiltrazioni mafiose
L’evoluzione negli anni e i comuni recidivi

minidossier

SOMMARIO
Introduzione

6

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno
Quanti sono i comuni commissariati
Durata del commissariamento
Evoluzione del fenomeno negli anni
Perché vengono sciolti i comuni
Popolazione e comuni coinvolti

12

Un’analisi regionale
Le zone più coinvolte e l’incidenza sul territorio
Classifica regionale
Impatto macroterritoriale
Incidenza sui comuni della zona
Quando un comune ci ricasca

17

Le infiltrazioni mafiose
L’evoluzione negli anni e i comuni recidivi
Come sono cambiati i numeri dal 2001
Dove avvengono i commissariamenti per mafia
Il peso dei commissariamenti per mafia
Classifica regionale
Comuni recidivi
Quando il ricorso viene accolto

2

minidossier

INTRODUZIONE
2.385
i commissariamenti
analizzati dal 2001 al 2014

In media in Italia vengono commissariati 170 comuni l’anno. Non poco, se si
considera che il fenomeno, per quanto limitato a circa il 2% delle quasi 8000
amministrazioni italiane, risulta comunque costante nel tempo.

20
le regione italiane
confrontate

I provvedimenti con cui il presidente della repubblica, su proposta del ministro
dell’interno, dispone di sciogliere un consiglio comunale sono un indice
indiretto dell’efficienza delle amministrazioni. Basta pensare al comune di
Roma. I tre commissariamenti che hanno coinvolto la capitale dal 2000 a oggi
hanno di certo influito in modo negativo sulla capacità di erogare alcuni dei
servizi fondamentali, e hanno avuto una parte nel determinare la mancanza
di programmazione politica testimoniata negli anni.

258
le amministrazioni sciolte
per mafia dal 1991

Si tratta dunque di provvedimenti che influenzano la stabilità delle
amministrazioni, finendo per condizionare la vivibilità delle nostre città. Vale
la pena osservare da vicino il fenomeno per fare emergere le caratteristiche
regionali. Perché ci sono stati comuni commissariati ovunque nel paese, da
nord a sud, ma ci sono anche tante variabili e differenze. E le diversità regionali
emergono solo analizzando le cause, la durata e le ricorrenze dell’interruzione

82
i comuni attualmente
commissariati

della normale attività amministrativa.
L’analisi parte dunque con due capitoli generali in cui si osservano gli
aspetti principali dei commissariamenti in Italia: dove e perché vengono
disposti. Per poi spostare l’attenzione sulla tipologia che probabilmente
influisce di più sulla stabilità di un comune: lo scioglimento per infiltrazioni

9
i comuni che sono stati
sciolti per mafia tre volte

mafiose. L’istituto, introdotto nel 1991 e regolato dall’articolo 143 del Testo
unico degli enti locali (Tuel) ha lo scopo di intervenire quando «emergono
concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con
la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori
[...] tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della
volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon
andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali». Dal 1991 al 2014

Le elaborazioni del rapporto si basano su
dati ufficiali raccolti fino al primo settembre
2016 dai siti del ministero dell’interno e
dall’associazione Avviso pubblico.

i commissariamenti per infiltrazioni mafiose sono stati 258. Nel 2012, per la
prima volta nella storia, è stato sciolto un comune capoluogo di provincia,
Reggio Calabria.

3

minidossier

RIFERIMENTI NORMATIVI
Costituzione italiana

ART 114

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni
e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con
propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione [...]

Testo unico
degli enti locali

ART 141

I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su
proposta del Ministro dell’interno:
a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge,
nonché per gravi motivi di ordine pubblico;
b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per
le seguenti cause:
1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente
della provincia;
2) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;
3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché
contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri
assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;
4) riduzione dell’organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti
del consiglio;
c) quando non sia approvato nei termini il bilancio;
c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei
relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla
data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio è adottato
su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti.

comma 1

ART 143
comma 1

ART 143
comma 2

ART 143
comma 4

4

Fuori dai casi previsti dall’articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando,
anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell’articolo 59, comma 7, emergono
concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità
organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all’articolo 77, comma
2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione
del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e
da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e
provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino
tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.
Al fine di verificare la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 anche con
riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti ed ai
dipendenti dell’ente locale, il prefetto competente per territorio dispone ogni opportuno
accertamento, di norma promuovendo l’accesso presso l’ente interessato. In tal caso, il
prefetto nomina una commissione d’indagine, composta da tre funzionari della pubblica
amministrazione, attraverso la quale esercita i poteri di accesso e di accertamento di cui è
titolare per delega del Ministro dell’interno ai sensi dell’articolo 2, comma 2-quater, del
decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre
1991, n. 410. Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una volta per un ulteriore
periodo massimo di tre mesi, la commissione termina gli accertamenti e rassegna al prefetto
le proprie conclusioni.

Lo scioglimento di cui al comma 1 è disposto con decreto del Presidente della Repubblica,
su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre
mesi dalla trasmissione della relazione di cui al comma 3, ed è immediatamente trasmesso
alle Camere. Nella proposta di scioglimento sono indicati in modo analitico le anomalie
riscontrate ed i provvedimenti necessari per rimuovere tempestivamente gli effetti più gravi
e pregiudizievoli per l’interesse pubblico; la proposta indica, altresì, gli amministratori ritenuti
responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento. Lo scioglimento del
consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di
sindaco, di presidente della provincia, di componente delle rispettive giunte e di
ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte, anche se diversamente disposto
dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti.

minidossier

QUANDO PUÒ ESSERE
COMMISSARIATO UN COMUNE?
Cause

Violazione di legge
Azioni da parte del consiglio comunale
che vadano contro la legge
o la costituzione
Art. 141 Tuel

Bilancio
La mancata approvazione del bilancio
nei termini di legge

Mancato funzionamento
degli organi
Questa tipologia include tante
possibilità,
da quelle che coinvolgono
il sindaco (dimissioni, decadenza,
sfiducia o decesso)
a quelle che riguardano i
consiglieri (dimissioni di massa o
impossibilità di surroga)
Art. 141 Tuel

Art. 141 Tuel

Infiltrazioni mafiose
Quando emergono collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la
criminalità organizzata o su forme di condizionamento
degli amministratori stessi, che compromettono l’autonomia
degli organi elettivi
Art. 143 Tuel

5

minidossier

IL COMMISSARIAMENTO
DEI COMUNI
I numeri e le cause del fenomeno
Le cause che possono portare allo scioglimento di un consiglio comunale
sono varie. Le principali sono riconducibili a due macrocategorie: le questioni
politiche, come le dimissioni dei consiglieri o del sindaco oppure le mozioni
di sfiducia; e la cattiva gestione del comune o gli errori amministrativi
(infiltrazioni mafiose, mancato approvazione del bilancio e decadenza del

Il 71,90%

sindaco). La grande maggioranza dei casi registrati in Italia rientra in questi

dei commissariamenti è
causato da motivi politici

due tipi di cause.

Il 13,46%

Grazie ai dati del ministero dell’interno è possibile osservare l’evoluzione

è dovuto a scelte sbagliate
o cattiva gestione
dell’amministrazione

del fenomeno dal 2001 al 2014. L’analisi raccoglie i numeri dei casi anno per
anno e ne evidenzia le cause e il rispettivo peso. Lo scioglimento dei consigli
comunali ha avuto un’incidenza minima ma costante sulla popolazione
italiana. In media ogni anno sono 2,5 milioni (circa il 4%) i cittadini interessati
da questo tipo di vicende in quanto residenti in comuni commissariati. Il
livello minimo è stato nel 2003 con 1,3 milioni di cittadini coinvolti, mentre il
livello massimo è stato raggiunto nel 2001 con 6,8 milioni. Ma dal 2007 non si
scende sotto quota 2 milioni, ed è in aumento la percentuale di comuni sciolti
con più di 10.000 abitanti.
A oggi i commissariamenti attivi in tutta la penisola sono 82. Un numero
tutto sommato contenuto, grazie alle recenti elezioni tenute in 1.300 comuni
italiani. Ma a ben guardare i dati rivelano alcuni aspetti da non sottovalutare.
Di questi 82 comuni, infatti, il 14% è in amministrazione straordinaria da
oltre 400 giorni, e il 3% addirittura da più di 600. Le infiltrazioni mafiose
sono il 15% del totale, dato che è il doppio della media 2001-2014 periodo in
cui la percentuale era al 7,17%

6

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno

QUANTI SONO I COMUNI
COMMISSARIATI
A inizio settembre 2016 le amministrazioni
commissariate sono 82. Il numero è basso rispetto
alla media per lo più grazie alle recenti elezioni in oltre

minidossier

1.300 comuni. I consigli comunali sciolti per mafia sono
il 15,85% (13 città), percentuale due volte superiore
alle media del periodo 2001-2014, in cui era circa il 7%.
Inoltre diverse città hanno avuto difficoltà a portare a
termine le consultazioni elettorali. In 4 comuni non
è stato raggiunto il quorum, in altri 3 non sono state
presentate le liste dei candidati e in ulteriore 3 le
operazioni elettorali sono state persino annullate.

Da sapere

Quanti sono i comuni attualmente
commissariati e perché

Istituzione nuovo comune
1 - 1,22%

Mancata presentazione liste di
candidati
3 - 3,66%

Lo scioglimento dei comuni è regolato dal Testo unico degli
enti locali (Tuel). L’articolo 141 si occupa dei commissariamenti
per violazioni di legge, mancato funzionamento degli organi
e impossibilità di surroga dei consiglieri. L’articolo 143 detta
invece disposizioni in caso di infiltrazioni mafiose.

Decadenza del Sindaco a seguito di
sentenza di incompatibilità
1 - 1,22%
Dissesto finanziario
1 - 1,22%

Annullamento operazioni elettorali e
verbale proclamazione eletti
3 - 3,66%
Mancato raggiungimento del quorum
nella consultazione elettorale
4 - 4,88%

Dimissioni dei consiglieri
27 - 32,93%

Impossibilità di surroga dei consiglieri
dimissionari
6 - 7,32%
Incapacità di approvare il bilancio
8 - 9,76%

Mafia
13 - 15,85%

Dimissioni del Sindaco
15 - 18,29%

Causa
n° di comuni - percentuale
In evidenza
A oggi sono 13 le amministrazioni sciolte per infiltrazioni
mafiose, il 15,85%.

7

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno

minidossier

DURATA
DEL COMMISSARIAMENTO
I commissariamenti per mafia hanno di solito una durata
superiore agli altri. Per legge, infatti, vanno dai 12 ai 18

La durata dei commissariamenti
ancora attivi

mesi e sono prorogabili fino a un massimo di 24. Non
sorprende quindi che dei 13 comuni in amministrazione
straordinaria da più di un anno, il 46,15% è stato sciolto
per infiltrazioni o condizionamenti di tipo mafioso.
L’interruzione dell’ordinaria vita istituzionale dura
invece da meno di 200 giorni nel 75,61% delle 82 città
ancora commissariate.

Da sapere
Il dato è calcolato dal giorno di insediamento del commissario al
primo settembre 2016.

da piu di 600 giorni
3 - 3,66%
meno di 100 giorni
47 - 57,32%

fra 400 e 599 giorni
9 - 10,98%

fra 200 e 399 giorni
8 - 9,76%
Giorni
n° di città - percentuale

da 100 a 199 giorni
15 - 18,29%

Le 13 città attualmente commissariate da più di un anno

Comune

Motivo del commissariamento

Giorni con commissario

Cesarò (Messina)

Dimissioni della maggioranza dei consiglieri

820

Africo (Reggio Calabria)

Infiltrazioni mafiose

762

San Ferdinando (Reggio Calabria)

Infiltrazioni mafiose

671

Mirabella Imbaccari (Catania)

Dimissioni della maggioranza dei consiglieri

520

Bovalino (Reggio Calabria)

Infiltrazioni mafiose

518

Arzano (Napoli)

Dimissioni della maggioranza dei consiglieri

491

Scicli (Ragusa)

Infiltrazioni mafiose

491

Anela (Sassari)

Mancata presentazione liste di candidati

458

Austis (Nuoro)

Mancata presentazione liste di candidati

458

San Luca (Reggio Calabria)

Mancata presentazione liste di candidati

446

Bagnara Calabra (Reggio Calabria)

Infiltrazioni mafiose

420

Monte Sant'Angelo (Foggia)

Infiltrazioni mafiose

409

San Cono (Catania)

Dimissioni della maggioranza dei consiglieri

392

In evidenza
Tre delle 82 città commissariate sono in amministrazione straordinaria da più di 2 anni.

8

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno

minidossier

EVOLUZIONE DEL FENOMENO
NEGLI ANNI

2013 con rispettivamente 213 e 199 commissariamenti.
Il 2014 è l’anno con il minor numero di amministrazioni
sciolte, 142: il 28,64% di casi in meno rispetto all’anno
precedente.

Dal 2001 al 2014 sono stati sciolti 2.385 consigli
comunali. I picchi sono stati raggiunti nel 2005 e nel

Da sapere

Il numero di comuni
commissariati dal 2001 al 2014

Il dato riporta il numero di nuovi commissariamenti e non la
quantità di quelli ancora attivi nell’anno.

213

199
195
184

181

165

162

161

166

161

158
150

148

142

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

In evidenza
In media dal 2001 al 2014 sono stati sciolti 170 comuni l’anno.

9

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno

minidossier

PERCHÉ VENGONO SCIOLTI
I COMUNI
Negli anni presi
commissariamenti
maggioranza dei
casi su 2.385. A

in considerazione la metà dei
è dovuta alle dimissioni della
consiglieri comunali, ben 1.195
prevalere sono dunque le cause

politiche, basti pensare che se si aggiungono anche le
dimissioni del sindaco e le mozioni di sfiducia si arriva
al 71,90% dei decreti di scioglimento. Altra frequente
motivazione è la cattiva gestione del comune o uno
sbagliato comportamento degli amministratori. Invece i
commissariamenti per mafia, per mancata approvazione
del bilancio e per decadenza del sindaco sono il 13,46%
dei casi.

Da sapere

Perché vengono commissariati i
comuni. Le cause dal 2001 al 2014

Il grafico riporta l’aggregato delle cause che hanno portato allo
scioglimento dei consigli comunali in Italia dal 2001 al 2014.

Decesso sindaco
10,57%
Altro
0,92%

C au

lit

6%
3 ,4

e1
ti o n

90%

C a t ti v a g e s

7 1,

Decadenza sindaco
6,29%

po

he

Mafia
7,17%

se

ic

Bilancio
3,14%

Dimissioni consiglieri
50,10%

Mozione di sfiducia
2,81%

Dimissioni sindaco
18,99%
Causa
Percentuale

In evidenza
Dal 2001 al 2014, 75 amministrazioni sono state sciolte per la mancata
approvazione del bilancio.

10

Il commissariamento dei comuni
I numeri e le cause del fenomeno

minidossier

POPOLAZIONE E COMUNI
COINVOLTI
Le amministrazioni straordinarie hanno toccato tutto
sommato una piccola parte della popolazione italiana.
Si parla di poco più di 2,5 milioni di persone l’anno, circa

il 4% dei cittadini. Livelli importanti sono stati raggiunti
con lo scioglimento dei consigli comunali di Roma
nel 2001 e nel 2008, e di Reggio Calabria nel 2012. Il
fenomeno da sempre riguarda per lo più i comuni sotto
i 3.000 abitanti (circa il 35% del totale), ma dal 2010 al
2014 aumenta la percentuale di città coinvolte con più
di 10.000 abitanti, che passano dal 33,1% del periodo
precedente al 36,2%.

Da sapere

La popolazione e i comuni coinvolti
dal 2001 al 2014

Il primo grafico suddivide i comuni commissariati per fasce di
popolazione. Il secondo mette in relazione la popolazione coinvolta
con il totale della popolazione italiana, e i comuni commissariati
con il totale dei comuni italiani.

Fasce di popolazione dei
comuni commissariati
36,20%

Fino a 3.000

34,50%
30,70%

3.001-10.000

29,30%
22,20%

10.001-30.000

24,50%
10,00%

30.001-100.000

10,30%
Superiore a 100.000

0,90%

2001-2009

1,40%

2010-2014

14%

14%

10%

10%

7%

7%

3%

3%

0%

0%

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

% di popolazione coinvolta

2011

2012

2013

2014

% di comuni italiani coinvolti

In evidenza
Nel 2001 erano 6,8 milioni i cittadini residenti in comuni commissariati,
record del periodo in esame.

11

minidossier

UN’ANALISI REGIONALE
Le zone più coinvolte
e l’incidenza sul territorio
I commissariamenti sono senza dubbio un fenomeno nazionale. Dal 2001 al
2014 è stato registrato almeno uno scioglimento in ben 18 delle 20 regioni
italiane. Ma è anche vero che sei regioni da sole collezionano il 70,36% dei
casi. Nell’ordine sono: Campania (18,28%), Lombardia (13,46%), Calabria
(12,29%), Puglia (9,39%), Piemonte (8,39%) e Lazio (8,01%).
Certo nel tempo le differenze macroterritoriali si sono assottigliate. Tanto
che i comuni commissariati al nord sono passati dal 28,70% al 36,60% del
totale nazionale, mentre al sud sono scesi dal 60,50% al 45,80%. Anche la
Fra il 2001 e il 2014

fetta del centro è cresciuta sensibilmente, passando dal 10,80% al 17,60%.

la percentuale di
commissariamenti al nord è
aumentata del 27,53%,
mentre al sud è diminuita
del 24,30%

Ma è comunque da sottolineare che il fenomeno è più consistente al sud. La
vera differenza infatti non è tanto il numero assoluto di commissariamenti,
ma la loro incidenza sul territorio. Per esempio la Lombardia è al secondo
posto per numero totale di amministrazioni sciolte, ma è all’undicesimo se il
dato si mette in rapporto al numero di comuni della regione: si vede così che
è coinvolto l’8,70% di tutti i comuni lombardi. Stesso discorso per la regione
Piemonte, che risulta quinta per numero assoluto di casi, ma è quindicesima
per percentuale di comuni interessati, che sono il 6,30% del totale regionale.
Dunque in queste regioni il fenomeno è presente, ma ha un peso più basso
rispetto ad altre zone del paese. In Puglia è stato commissariato il 30,60%
dei comuni, in Calabria il 27,10%, e in Campania il 25,80%. Ci sono anche altri
“eventi” più frequenti al sud. Per esempio le ricorrenze, cioè i comuni che in
un determinato periodo vengono commissariati più di una volta. In Italia il
7,10% dei comuni commissariati fra il 2010 e il 2014 è stato sciolto due volte.
In Campania questa percentuale è più del doppio, 15,50%. E degli 852 comuni
sciolti dal 2010 al 2014, due sono stati commissariati addirittura 3 volte: uno
si trova in Campania e l’altro in Calabria.

12

Un’analisi regionale
Le zone più coinvolte e l’incidenza sul territorio

minidossier

CLASSIFICA REGIONALE
La mappa mostra che il fenomeno coinvolge tutta l’Italia.
Le regioni con i numeri più consistenti si trovano sia al
meridione (Campania e Calabria) che al settentrione

(Lombardia). Solo Friuli-Venezia Giulia e Valle-d’Aosta
non hanno avuto amministrazioni sciolte negli anni
esaminati.
Il record di commissariamenti in un singolo anno spetta
alla Campania, dove nel 2009 ci sono stati ben 43
consigli comunali sciolti.

Da sapere

Consigli comunali sciolti per regione
dal 2001 al 2014

Per ogni regione sono stati contati i consigli comunali sciolti nel
periodo 2001-2014.

Trentino Alto Adige

Lombardia

1

321

Veneto

136
Piemonte

213

Emilia Romagna

57
Liguria

65

Marche

Toscana

42

53

Abruzzo

101

Umbria

21

Molise

64

Lazio

191

Puglia

224
Campania

436

Sardegna

66

Basilicata

Calabria

58

293

Sicilia

43

In evidenza
Sei regioni da sole hanno collezionato il 70,36% dei casi, nell’ordine: Campania (18,28%), Lombardia (13,46%),
Calabria (12,29%), Puglia (9,39%), Piemonte (8,39%) e Lazio (8,01%).

13

Un’analisi regionale
Le zone più coinvolte e l’incidenza sul territorio

minidossier

IMPATTO
MACROTERRITORIALE
Ci sono state amministrazioni straordinarie in tutto il
territorio nazionale. Ma alcune differenze sono evidenti,

Da sapere

I commissariamenti al nord sono passati dal 28,70% al 36,60% del totale
nazionale, mentre al sud sono scesi dal 60,50% al 45,80%.

14

Nord

14,60%

17,60%

41,20%

36,60%
45,80%

2012

44,20%

10,30%

2011

Sud e isole

In evidenza

36,40%

13,10%
36,00%

12,70%
34,90%
2010

53,30%

2009

52,40%

11,50%
30,30%

12,60%
2008

50,90%

2007

36,10%

11,60%
26,50%

15,30%
33,30%
2006

58,20%

2005

51,30%

2004

61,90%

2003

Dal 2001 al 2014 la suddivisione dei commissariamenti per
macroregione

51,40%

14,10%
54,50%

31,40%

10,80%
36,50%

11,70%
36,40%

52,70%

2002

51,90%

14,30%
21,70%
64,00%

60,50%

28,70%

10,80%

Dove sono stati sciolti i consigli
comunali dal 2001 al 2014

2001

anche se con il tempo sono andate attenuandosi.
Nel 2001 il 60,50% dei comuni commissariati era al sud,
il 28,70% al nord e il 10,80% al centro.
Nel 2014, ultimo anno di rilevazione, il sud e le isole
scendono al 45,80%, mentre il nord e il centro salgono
rispettivamente a 36,60% e 17,60%.

2013

Centro

2014

Un’analisi regionale
Le zone più coinvolte e l’incidenza sul territorio

INCIDENZA SUI COMUNI
DELLA ZONA
Si contano enti comunali sciolti sia al nord che al sud,
ma alcune differenze territoriali sono evidenti. Le
prime vengono fuori analizzando l’incidenza delle
amministrazioni straordinarie sul totale regionale

La percentuale dei comuni sciolti sul totale
dei comuni della regione dal 2001 al 2014

Puglia

56,20%
30,60%

Calabria

44,50%
27,10%

Campania

53,40%
25,80%

Molise

30,10%
16,90%

Lazio

34,40%
16,10%

Basilicata

30,50%
13,70%

Umbria

10,90%
12,00%

Abruzzo

21,60%
11,50%

Liguria

16,60%
11,10%

Emilia Romagna

7,30%
9,20%

Lombardia

12,10%
8,70%

Toscana

9,80%
8,70%

Veneto

15,00%
8,40%

Marche

9,80%
7,50%

Piemonte

11,40%
6,30%

Sicilia

7,90%
3,10%

Sardegna

17,50%
0,00%

Trentino A.A.

0,30%
0,00%

minidossier

dei comuni. Lombardia e Piemonte, rispettivamente
seconda e quinta per numero totale di commissariamenti,
scendono all’undicesimo e al quindicesimo posto
calcolando la percentuale sul totale dei comuni della
regione. La maggiore incidenza si registra in tre regioni
del sud - Puglia, Calabria e Campania - sia tra 2001 e
2009 sia tra 2010 e 2014. Solo in Umbria ed EmiliaRomagna i comuni coinvolti aumentano tra il primo e il
secondo periodo.

Da sapere
Il dato è stato calcolato dividendo il numero di comuni sciolti per il
numero totale dei comune della regione.

2001-2009

2010-2014

In evidenza
Fra il 2001 e il 2009 in Puglia e Campania un comune su due è stato sciolto.

15

Un’analisi regionale
Le zone più coinvolte e l’incidenza sul territorio

minidossier

stato commissariato per ben due volte. In Campania il
dato nazionale è più che doppiato e si arriva al 15,50%.
Molto alti anche i numeri di Toscana (12%) e Marche
(11,10%). È invece molto più raro che lo stesso comune
venga sciolto tre volte nel giro di pochi anni: solo due i
casi riportati nel periodo in esame, uno in Campania e
l’altro in Calabria.

QUANDO UN COMUNE CI
RICASCA
Alcune differenze vengono fuori se si analizzano le
ricorrenze, cioè i comuni commissariati più di una volta.
In Italia fra il 2010 e il 2014 il 7,10% dei comuni sciolti è

Da sapere

I comuni pluricommissariati nel periodo
2010-2014

Campania

Toscana

Il dato calcola il numero di volte che uno stesso comune è stato
commissariato nel periodo 2010-2014.

15,50%

83,80%

88,00%

12,00%

Marche

88,90%

11,10%

Calabria

89,20%

9,90% 0,90%

Umbria

90,90%

9,10%

Molise

91,30%

8,70%

Puglia

92,40%

7,60%

Abruzzo

94,30%

5,70%

Piemonte

94,70%

5,30%

Liguria

96,20%

3,80%

Lazio

96,70%

3,30%

Lombardia

97,00%

3,00%

Una volta

In evidenza
Nel periodo 2010-2014 due comuni sono stati commissariati tre volte, uno
si trova in Campania e l’altro in Calabria

16

0,70%

Due volte

Tre volte

minidossier

LE INFILTRAZIONI MAFIOSE
L’evoluzione negli anni
e i comuni recidivi
Gli enti sciolti per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso meritano un
capitolo a parte. Il provvedimento, dal notevole peso politico, segue un iter
leggermente diverso dagli altri. Per accertare la sussistenza delle accuse, il
prefetto nomina una commissione d’indagine che entro tre mesi (rinnovabili
per altri tre) deve fare le dovute verifiche e consegnare le proprie conclusioni
al prefetto. Entro 45 giorni il prefetto invia al ministro dell’interno una
relazione. A decretare lo scioglimento è poi il presidente della Repubblica, su
proposta del ministro dell’interno. L’intervento conserva i suoi effetti per un
periodo da dodici a diciotto mesi, in casi eccezionali prorogabili a un massimo
di ventiquattro mesi. Contro il decreto di scioglimento si può ricorrere in
prima battuta dinanzi al tar e in appello dinanzi al consiglio di stato. Un’altra
L’impatto del governo
tecnico guidato da Mario
Monti sui comuni sciolti per
mafia

dal 2001 al 2011:
11 l’anno
dal 2012 al 2014:
17 l’anno

particolarità è che il commissariamento per mafia può essere determinato
non solo dalla condotta degli organi politici, giunta e consiglio, ma anche da
altri incaricati come il segretario comunale, il direttore generale, i dirigenti e i
dipendenti dell’ente locale.
Dal 1991, anno in cui l’istituto è stato introdotto, al 2014 sono stati sciolti
per mafia 258 comuni. Il dibattito sulla materia è sempre molto acceso,
specie per il suo notevole peso sulle dinamiche politiche dell’ente locale.
Particolarmente significativo è stato l’arrivo del governo tecnico guidato
da Mario Monti nel 2012, quando i decreti di scioglimento per infiltrazioni
mafiose sono aumentati del 380%. Un balzo che Raffaele Cantone nel
2012, nel report annuale di Avviso pubblico, giustificava così: «questo dato
potrebbe in parte avere una spiegazione “politica”; la presenza al Viminale
di un ministro tecnico, di provenienza prefettizia, che ha raccolto gli input
che venivano dalle prefetture ma soprattutto che ha evitato estenuanti
“mediazioni” politiche sugli scioglimenti, come purtroppo ci aveva abituato
la prassi (deteriore) degli ultimi anni».
Spiegazioni a parte, i commissariamenti per mafia sottolineano ancora di più
le forti differenze fra nord e sud. Dei 171 casi registrati fra il 2001 e il 2014,
il 97,08% è avvenuto nel mezzogiorno. Il fenomeno nel periodo analizzato
ha coinvolto 8 regioni: Puglia, Lombardia, Liguria, Lazio, Piemonte, Sicilia,
Campania e Calabria. Le ultime due da sole hanno collezionato oltre il 71%
dei casi, ed è qui che si trovano 8 dei 9 comuni che dal 1991 a oggi sono stati
commissariati 3 volte per mafia.

17

Le infiltrazioni mafiose
L’evoluzione negli anni e i comuni recidivi

minidossier

Con l’arrivo del governo tecnico guidato da Mario Monti
il numero di provvedimenti è notevolmente cresciuto.
Nel confronto con il 2011, ultimo anno del governo
Berlusconi, l’aumento è stato del 380% nel 2012 e del
220% nel 2013.
Questo incremento per molti è dovuto proprio alla
presenza di tecnici al Viminale, slegati dalle possibili
mediazioni politiche con gli enti interessati.

COME SONO CAMBIATI
I NUMERI DAL 2001
In media dal 2001 ogni anno sono stati sciolti per mafia
12 consigli comunali, circa il 7% del totale.
Questo tipo di provvedimenti ha un peso politico elevato.

Da sapere

Commissariamenti per infiltrazioni
mafiose dal 2001 al 2014

Il dato riporta il numero di consigli comunali sciolti per infiltrazioni
mafiose.

Con l’arrivo del Governo Monti i
commissariamenti per mafia hanno
segnato un +380%

6

9

16

8

18

11

14

9

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

In evidenza
Fra il 2011 e il 2012 i commissariamenti per mafia
sono aumentati del 380%.

18

19
2009

5

5

24

16

11

2010

2011

2012

2013

2014

Le infiltrazioni mafiose
L’evoluzione negli anni e i comuni recidivi

DOVE AVVENGONO
I COMMISSARIAMENTI
PER MAFIA
A differenze della altre cause che possono portare
al commissariamento di un comune, le infiltrazioni

Dove avvengono i commissariamenti
per mafia

minidossier

mafiose riguardano principalmente il mezzogiorno.
Sud e isole assieme contano il 97,08% dei casi dal 2001
ad oggi, mentre solo il 2,34% interessa le regioni del
nord e lo 0,58% quelle del centro.
Da notare comunque l’aumento nel settentrione:
mentre nel periodo 2001-2009 non ci sono stati casi
dovuti alla mafia, fra il 2010 e il 2014 ce ne sono stati 4.

Da sapere
Il dato evidenzia la percentuale di commissariamenti per mafia in
ogni macroregione

Centro
0,58%
Nord
2,34%

Sud e Isole
97,08%

Area
Percentuale
In evidenza
Dei 171 provvedimenti per mafia dal 2001, solo 5 sono avvenuti al nord e al centro.

19

Le infiltrazioni mafiose
L’evoluzione negli anni e i comuni recidivi

minidossier

è notevole.
Mentre al nord e al centro non si arriva neanche dell’1% dei
casi, nel mezzogiorno circa il 13% dei commissariamenti
sono per mafia. Questo vuol dire che 1 provvedimento
su 10 è causato infiltrazioni o condizionamenti esercitati
della criminalità organizzata sugli amministratori.

IL PESO
DEI COMMISSARIAMENTI
PER MAFIA
Non solo il numero interventi per mafia è molto più alto al
sud, ma il loro peso sul numero totale dei provvedimenti

Da sapere

Quanto incidono i
commissariamenti per mafia

Sud e isole

12,92%

La percentuale rappresenta il rapporto fra numero di
commissariamenti per mafia e il totale dei provvedimenti.

Nord

Centro

0,50%

0,33%

Commissariamenti per mafia

In evidenza
Dei 1.285 commissariamenti avvenuti nel mezzogiorno dal 2001 al 2014, 166
sono stati per mafia.

20

Altri tipi di commissariamenti

Le infiltrazioni mafiose
L’evoluzione negli anni e i comuni recidivi

CLASSIFICA REGIONALE
Il 96,49% dei commissariamenti per mafia in Italia sono
stati registrati tra Calabria (70 casi), Campania (52) e
Sicilia (43). In tutto sono 8 le regioni coinvolte. Oltre alle
tre menzionate, le altre sono Piemonte, Lazio, Liguria,

minidossier

Lombardia e Puglia. Il dato della Calabria, oltre a essere
il più alto a livello nazionale, mostra anche un forte
incremento nell’ultimo periodo.
Dal 2001 al 2009 la regione aveva una media annua di 4,7
provvedimenti per mafia, mentre nei 4 anni successivi il
dato risulta raddoppiato e si arriva a 8,2.

Da sapere

I commissariamenti per mafia nelle
regioni italiane dal 2001 al 2014

La classifica calcola il numero di commissariamenti per mafia
nelle singole regioni. La colonna mostra il rapporto fra questi e il
numero di provvedimenti totali della regione.

Regione

Tot

In relazione al totale
dei commissariamenti della regione

Calabria

70

23,89%

Campania

52

11,93%

Sicilia

43

100,00%

Piemonte

2

0,94%

Lazio

1

0,52%

Liguria

1

1,54%

Lombarida

1

0,31%

Puglia

1

0,45%

In evidenza
Tutti i 43 commissariamenti avvenuti in Sicilia dal 2001 al 2014 sono stati per
mafia.

21

2x1000 e agevolazioni
Verso nuove forme di finanziamento

minidossier

Come se non bastasse, oltre al normale periodo di
amministrazione straordinaria che può durare dai 12 ai
18 mesi, per tutti i comuni in questione è stata decretata
la proroga per arrivare al massimo di 24 mesi consentito
da legge. Attenzione particolare merita il comune di
Casal di Principe, che oltre a 3 provvedimenti per mafia
e 2 proroghe, nello stesso periodo è stato sciolto altre 6
volte per altri motivi.

COMUNI RECIDIVI
Dal 1991 a oggi, da quando cioè è stata introdotta
la possibilità di sciogliere un’amministrazione per i
condizionamenti da parte della criminalità organizzata,
9 comuni sono stati commissariati per mafia in 3
diverse occasioni. Quattro sono in provincia di Caserta,
altri 4 di Reggio Calabria e 1 nella provincia di Palermo.

Da sapere

Le città record commissariate 3 volte
per mafia

L’elenco include le città per cui sono stati disposti almeno tre
commissariamenti per infiltrazioni mafiose dal 1991 a oggi.

Città

Provincia

Nel

Proroghe

Giorni commissariati
per mafia

Altri commisariamenti
nello stesso periodo

Casapesenna

CE

1991, 1996, 2012

3

2.160

2

Casal di Principe

CE

1991, 1996, 2012

2

1.800

6

Grazzanise

CE

1992, 1998, 2013

2

1.980

1

Melito di Porto Salvo

RC

1991, 1996, 2013

2

1.980

1

Misilmeri

PA

1992, 2003, 2012

2

1.980

Roccaforte del Greco

RC

1996, 2003, 2011

3

2.160

2

S. Cipriano D'Aversa

CE

1992 , 2008 (annullato), 2012

1

1.800

1

S. Ferdinando

RC

1992, 2009, 2014

3

2.160

1

Taurianova

RC

1991, 2009, 2013

2

1.980

1

In evidenza
Le province di Caserta e Reggio Calabria ospitano entrambe 4 dei 9 comuni sciolti per
mafia.

22

2x1000 e agevolazioni
Verso nuove forme di finanziamento

minidossier

giurisdizionale. Venti dei 188 ricorsi (il 10,64%) sono
stati accolti, annullando lo scioglimento del comune.
Le sentenze di annullamento includono anche il
risarcimento del danno per le amministrazioni coinvolte.
Per esempio il tar Calabria, con sentenza n. 343/2012, ha
condannato il ministero dell’interno a risarcire con oltre
2 milioni di euro al comune di Amantea (CS).

QUANDO IL RICORSO VIENE
ACCOLTO
Dal 1991 al 2014 sono stati 258 i consigli comunali sciolti
per infiltrazioni della criminalità organizzata. Per 188
di questi (il 72,87%) è stato fatto ricorso all’autorità

Da sapere

Come sono andati a finire i ricorsi
dal 1991 al 2014

L’articolo 143 del Tuel regola i commissariamenti per mafia e
permette di ricorrere contro il provvedimento in prima battuta
dinanzi al tar e in appello dinanzi al consiglio di stato.

Comuni sciolti per mafia
dal 1991 al 2014

258

Ricorsi fatti

188

Ricorsi andati a buon fine
(annulato lo scioglimento)

20
In evidenza
Per 7 commissariamenti per mafia su 10 è stato fatto ricorso.

23

Network openpolis:
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Quali sono le posizioni dei partiti?
In occasione delle elezioni individuiamo i temi
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Il cittadino rispondendo ad un questionario ha
la possibilità di scoprire chi è più vicino alle sua
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parlamentari, argomenti e singoli atti. Abbiamo
elaborato indici utili a far emergere le differenze
fra i politici per poterli valutare.

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I comuni che aderiscono al progetto mettono
a disposizione dati per aprirsi e rendere
trasparente l’attività di consiglio e giunta.
Ogni atto presentato viene immediatamente
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con la cittadinanza. A tal fine viene analizzato,
categorizzato e georeferenziato.

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Come i sindaci spendono le risorse dei comuni?
Abbiamo pubblicato i bilanci preventivi e
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Oltre al dettaglio delle singole amministrazioni
locali, i confronti, le classifiche e gli indicatori
permettono una migliore comprensione di dati e
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