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Altrimenti: praticamente green job in circular economy

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Altrimenti Risorse Materiali® è una nuova azienda di servizi per la green economy che si è posta
l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle imprese a un livello sostenibile per limitare la
produzione di rifiuti, il consumo di materie prime e per produrre benefici ecologici ed economici.
Ciò che definiamo rifiuti, in particolare prodotti delle attività lavorative, sono di fatto uno
spreco di risorse, quindi uno spreco economico e una limitazione a nuove opportunità di sviluppo.
Per questo Altrimenti Risorse Materiali® esegue micro-raccolte selettive presso le imprese e
gli enti e le istituzioni pubbliche e private attraverso il ritiro domiciliare di alcune frazioni di
rifiuti speciali NON pericolosi. In specifico vengono privilegiate alcune tipologie di materiali,
a maggior valore, da destinare al circuito del riuso di beni e al riciclo.

Altrimenti: gli interlocutori privilegiati

5

gli enti e le istituzioni pubbliche e private

I materiali in pratica 4A
I materiali da intercettare, prima che diventino rifiuti, sono prevalentemente:
• rimanenze, scarti e sfridi di lavorazioni e giacenze di magazzino;
• prodotti difettosi o non più conformi ed economicamente “fuori mercato”;
• componenti di beni di consumo che si sono deteriorati o diventati inservibili;
• materiali che vengono eliminati al termine del loro uso pratico;
• tutti i tipi di imballaggi e packaging, involucri primari, secondari e terziari.
Sono esclusi tutti gli involucri in vetro; per alcuni materiali la “contaminazione” da
alimenti e tutto ciò che è riconducibile a materiale organico.

Nella prospettiva della riduzione dei rifiuti, nell’incremento dei materiali da riciclo, per
favorire e realizzare metodi praticabili di economia circolare è fondamentale il ruolo
attivo degli enti e delle istituzioni pubbliche e private.
Affinché le “buone pratiche” possano diffondersi a tutti gli ambiti socio-economici è
necessario che il “buon esempio” parta innanzitutto dalla Pubblica Amministrazione.
In particolare gli Enti locali, essendo più prossimi alla cittadinanza,
sono quelli in cui maggiormente devono essere attivate “buone
pratiche” così da renderle esemplari, credibili, effettive ed
efficienti. In tutti i luoghi di servizio pubblico (scuole, ospedali,
centri sociali, sportivi e culturali, eventi pubblici) potrebbero essere
adottati sistemi automatici e incentivanti per il recupero di quantità considerevoli
di bottiglie di plastica e di lattine per bevande.
I municipi, i centri di aggregazione sociale, le organizzazioni del volontariato, laiche,
civile e religiose, le strutture socio-assistenziali, sono infatti i principali interlocutori
per l’attivazione di forme di recupero di materiali da sottrarre ai rifiuti urbani.
I Comuni, in specifico, sono gli enti preposti a determinare le regole per rendere più efficienti ed efficaci
le pratiche gestionali connesse alle problematiche ambientali dei rifiuti.

i beni di oggi sono le risorse per domani al prezzo di ieri
[The Performance Economy - L’Economia delle prestazioni, 2010, Walter R. Stahel]

Le plastiche 4B
• bottiglie per liquidi e bevande;
• recipienti per liquidi non
pericolosi;
• vasche e vasetti;
• imballaggi plastici;
• film plastico;
• gomme e fibre sintetiche;
• contenitori sigle PE, PET e PVC.
NO pneumatici e sanitari

I metalli NON ferrosi

4C

• alluminio e rame;
• fogli di alluminio;
• latta - lattine;
• banda stagnata;
• barattoli e bidoni;
• capsule e coperchi metallici;
• bottiglie per bevande;
• bombolette spray vuote.
NO contenuto pericoloso

La carta e il cartone 4D
• carta d’archivio; per stampanti,
per computer;
• cartone ondulato da imballaggio;
• giornali, riviste, libri, inserti
pubblicitari e depliants;
• buste, cartelle, scatole e
sacchetti;
• cartoni per bevande;
NO contaminazione da alimenti

http://altrimentirisorsemateriali.blogspot.it/  

Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a svolgere un ruolo attivo nel piano di riduzione dei
rifiuti, e non semplicemente a porsi come intermediari o promotrici di azioni destinate ad altri
soggetti. La P.A. può svolgere, quindi, il duplice ruolo di “cliente” e di “consumatore”, e in quanto
tale può avere una forte capacità di “orientamento del mercato”. [Progetto Life “Mo.Re.&Mo.Re.”]
Per questo i “rifiuti” possono essere valorizzati come risorse materiali fondamentali per il passaggio
dall’usa e getta dell’economia lineare (produci, consuma, dismetti), a un’economia sociale e
circolare dove non ci siano prodotti di scarto e le materie vengano riutilizzate.

l’artigianato, il commercio, l’agricoltura, i servizi

Tutte le aziende con meno di 10 addetti, operanti nei settori dell’artigianato di
produzione, artistico e dei servizi, del commercio al dettaglio e all’ingrosso, gli
studi professionali, così come le attività agricole possono ottenere dei vantaggi
economici conferendo i propri scarti di produzione, le rimanenze di magazzino e
gli imballaggi in particolare, sempre molto eccessivi, al sistema indipendente del
riciclo di materiali. Attualmente i “rifiuti” delle “aziende con meno di 10 addetti”
vengono assimilati agli “urbani” e per il loro conferimento viene pagata una tassa
locale quando invece, trattandosi di “rifiuti speciali non pericolosi”, liberi quindi dalla
“privativa comunale”, potrebbero essere intercettati, conferiti o raccolti da
aziende specializzate per destinarli al sistema del riciclo. In questo modo le “piccole e
medie imprese” possono ottenere sconti sulla tassazione; incentivano l’occupazione;
riducono le quantità di rifiuti da destinare allo smaltimento, contribuiscono a
migliorare l’ambiente e favoriscono lo sviluppo di nuove iniziative di economia
circolare come ad esempio tanti e diffusi centri del riuso e del riciclo. Questo
complesso di “piccole e medie imprese” in forma associata, tramite convenzioni
pubbliche locali, potrebbero dar vita a tante “isole ecologiche”, dei “centri del
riciclo”, diffusi nel propio territorio.

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